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La filiera dell’acqua potabile inizia dalla falda acquifera e termina al punto di erogazione. I fabbricanti dei prodotti utilizzati in questo percorso sono obbligati a redigere una dichiarazione di conformità nel momento in cui li immettono sul mercato

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a sicurezza dell’acqua potabile è un tema di grande attualità: l’emergenza climatica e l’inquinamento ambientale minacciano sempre più da vicino la riserva di questa risorsa fondamentale per la vita degli esseri umani. Non solo: sta crescendo la sensibilità dell’opinione pubblica verso l’acqua – da più parti invocata come diritto fondamentale – e, in generale, diventa sempre più ferreo il rigore del legislatore sui criteri igienico-sanitari relativi all’acqua potabile. In attesa che vengano realizzate le grandi opere per ridurre la dispersione dei grandi adduttori e la depurazione di ogni falda acquifera “destinata al consumo umano”, le aziende italiane produttrici di materiali, oggetti, componenti, attrezzature o impianti che entrano in contatto con acqua potabile conoscono bene la necessità di agire in conformità al DM 174/2004, per evitare rischi da cessioni fuori norma e pericoli per la salute pubblica e per non incorrere in sanzioni. Infatti, poiché la filiera dell’acqua potabile inizia dalla falda acquifera e termina al punto di erogazione, i fabbricanti di tutti i prodotti che vengono utilizzati in questo per-

corso sono obbligati a redigere una dichiarazione di conformità nel momento in cui li immettono sul mercato, a garanzia della qualità e salubrità dell’acqua con cui gli stessi entreranno in contatto. Si parla di un mondo produttivo molto ampio che, in Italia, coinvolge piccole, medie e grandi industrie – numerose quelle associate e federate Anima Confindustria – in diversi settori merceologici (idraulico, componentistico, cantieristico, ecc.) e che, spesso, esporta oltre i confini nazionali. A fornire le linee guida sulla sicurezza dell’acqua potabile in Europa è, invece, la direttiva EU 98/83/CE Dwd-Drinking water directive, nata con l’obiettivo di armonizzare le legislazioni in materia in vigore nei diversi stati membri ma il cui rispetto, di fatto, rende spesso difficoltosa la libera circolazione delle merci.

Come sarà il nuovo decreto La Commissione europea, lo scorso anno, ha proposto uno schema di nuova direttiva che aggiorna e rivede i parametri di qualità dell’acqua potabile. Si tratta di una manovra di

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vasto respiro – che comprende l’introduzione dell’analisi di rischio dei sistemi acquedottistici (Water safety plan), le informazioni da fornire ai cittadini, i contaminanti emergenti ecc. – che solleva, tuttavia, alcune criticità riguardo gli aspetti tecnici, economici e sanitari a partire dal non completo allineamento alle ultime e più aggiornate indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità. L’ultimo aggiornamento riguarda l’intesa raggiunta su criteri di igiene comuni per una prima lista di materiali a contatto con l’acqua, elaborata sulla base di quanto sperimentato dai quattro stati membri Germania, Inghilterra, Francia, Olanda. Seppur faticosa, un’armonizzazione a livello legislativo è necessaria e rappresenterebbe un’opportunità di crescita non indifferente per l’industria di riferimento, garantendo alle aziende la libera circolazione dei prodotti. In ambito Ue. E in Italia? L’aggiornamento del decreto 174 – che coinvolge sia il ministero della Salute sia il ministero delle Attività Produttive – sembrerebbe essere ormai in dirittura d’arrivo: l’impostazione scelta dal legislatore dovrebbe seguire l’approccio dei quattro stati membri, introducendo obblighi diversi per i produttori in base al materiale utilizzato e all’analisi dei rischi legati all’utilizzo dello specifico prodotto. Salvo modifiche dell’ultima ora, il nuovo decreto dovrebbe introdurre l’obbligatorietà di certificazione da parte di un ente terzo, così come anche un registro nazionale dei prodotti con tutte le specifiche tecniche. A prescindere dai materiali, non sarà più sufficiente, perciò, per i fabbricanti, dichiarare la conformità dei propri prodotti.

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l'Industria Meccanica 721 - giugno-luglio_agosto 2019  

Pubblicazione tecnico-economica per gli atti di ANIMA Confindustria Meccanica Varia

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