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L’ arte contemporanea in Italia

Project space e comunicazione digitale Federica Pennino


Tesi Magistrale in Design della Comunicazione Politecnico di Milano Doppia laurea presso il Politecnico di Torino tramite il programma Alta Scuola Politecnica Anno Accademico: 2017/2018 Studentessa: Federica Pennino Relatore: Prof. Katia Goldoni Corelatori accademici Prof. Pier Paolo Peruccio e Prof. Gail Cochrane


L’arte contemporanea in Italia

Project space e comunicazione digitale


Indice Capitolo 1. Il mondo dell’arte contemporanea ...........................................................................................9 1.1 Definizione dell’arte contemporanea 1.2 Gli Stakeholder 1.3 I luoghi di sperimentazione e produzione 1.4 Analisi economica 1.5 Il metodo di produzione 1.6 Comunicazione dell’arte 1.7 I Dati dell’arte contemporanea Capitolo 2. Il mercato dell’arte contemporanea in Italia: interviste ai principali stakeholder................45 2.1 Intro 2.2 Il caso di Italian Cluster 2.3 Le residenze d’artista 2.4 Spazi non profit 2.5 Artist-run spaces 2.6 Gallerie 2.7 Fiere 2.8 Artisti 2.9 Sponsorship 2.10 Insight rilevati Capitolo 3. Analisi dei project space e caso studio: TILE project Space.................................................127 3.1 Cosa sono i Project Space 3.2 Bisogni 3.3 Project space: comunicazione Online e Offline 3.4 Mappe delle resistenze 3.5 Relazione tra artisti, pubblico e spazi 3.6 TILE project space 3.7 Overview 3.8 Strategia di comunicazione 3.9 Digital strategy 3.10 Nuova UX dei canali 3.11 Piano Editoriale Capitolo 4. Framework..................................................................................................................................157 4.1 I Feedback 4.2 Analisi dei problemi individuati 4.3 Variabili chiave nella ricerca 4.4 Il Framework Capitolo 5. Conclusioni e ulteriori sviluppi................................................................................................ 168 5.1 Conclusioni 5.2 Per il ministero, gli spazi gli investitori e il pubblico 5.3 Letture di approfondimento Bibliografia e Sitografia................................................................................................................................176 Indice delle figure..........................................................................................................................................181 Ringraziamenti...............................................................................................................................................189


Abstract Il seguente elaborato indaga sul mondo dell’arte contemporanea in Italia e il ruolo che hanno in questo contesto i canali digitali. Durante il percorso di ricerca è emerso che gli spazi di produzione e sperimentazione (project space) sono il fulcro della produzione dell’arte contemporanea e si è quindi deciso di indagare su di loro in modo più approfondito, delineando il rapporto con gli stakehoder e le opportunità svolte tramite la comunicazione digitale. Per fare questo si è sviluppata una ricerca divisa nelle seguenti fasi: Overview del mondo dell’arte contemporanea Si è cercato delineare un quadro del mondo dell’arte contemporanea nel 2019, considerando tutti i suoi aspetti: economico, di produzione e comunicazione. Il tutto cercando di identifcare gli stakeholder principali. Si è ricorso inoltre ai questionari, per un totale di 86 risposte tra artisti emergenti e giovani gallerie. Analisi del mercato dell’arte contemporanea in Italia L’approccio adottato in questa fase è stato caratterizzato da una indagine sul campo. Sono state svolte un totale di 28 interviste tra spazi, fiere, artisti italiani e non, condotte principalmente su territorio italiano. Il fine è stato quello di mappare quanto più possibile le realtà esistenti, cercando di comprendere gli obiettivi, i bisogni ed i problemi comuni. I project space: analisi degli spazi Una volta terminate, le 28 interviste sono state analizzate, considerando principalmente: i bisogni di relazione, la comunicazione online e offline degli spazi, le resistenze degli stakeholder, la relazione tra artisti, pubblico e spazi e il rapporto che gli spazi hanno con i finanziatori e il pubblico. TILE project space: Di tutti gli spazi intervistati si è scelto TILE project space come caso studio. Uno spazio di 4 anni, situato a Milano, gestito da due curatrici e conosciuto nel settore, sta affrontando un periodo di declino e con questa analisi progettuale si è cercato di capirne il perchè. Si è infine sviluppata una strategia di comunicazione mirata al raggiungimento degli obiettivi individuati.

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Framework Dall’analisi del caso studio ed in particolare dal confronto finale sulla strategia di comunicazione con le curatrici, ci si è resi conto che TILE non è un caso isolato. Sono i project space ad avere bisogno di linee guida per la loro strategia di comunicazione. Essa si è rivelata un ottimo strumento per aiutare gli spazi a farsi conoscere, e sopravvivere economicamente. Per questo motivo viene proposto un framework utile ai project space per

sfruttare la loro comunicazione digitale e raggiungere i loro obiettivi. Conclusioni e ulteriori sviluppi I project space in italia sono un polo di produzione culturale importante ma poco considerato sia dallo stato che dal potenziale pubblico di cittadini, l’elaborato ha proposto una soluzione dal punto di vista dei project space, ma c’è anche da considerare quanto lo stato italiano abbia bisogno di supportare questi spazi. Considerando i bisogni individuati negli spazi si propongono delle possibili funzioni che l’Italian Council (nato dal MIBAC per supprtare questi spazi) potrebbe implementare.


Capitolo 1. Il mondo dell’arte contemporanea

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1.1 Definizione dell’arte contemporanea Quando si è scelto come tema l’arte contemporanea, c’è stata una iniziale fase di smarrimento vista la vastità dell’argomento ed i molteplici ambiti di applicazione. Il primo strumento utile è stato la mappa degli stakeholder, una mappa che cerca di identificare le figure che ruotano attorno a questo contesto. Essa ha aiutato ad identificare con più chiarezza il Focus di questa ricerca: per ottenere questa mappa si è fatta una riflessione insieme alla prof. Cochrane su come è strutturato il mondo dell’arte, chi sono gli interessati e come l’artista è inserito in questo contesto. Il primo pensiero è stato quello di capire quale ambito ha più bisogno di un intervento da parte di progettisti della comunicazione, ma anche chiarire le dinamiche tra artista e suoi committenti/compratori.

1.2 Gli stakeholder

La prima mappa degli stakeholder è stata sviluppata tenendo in considerazione l’artista come fulcro della riflessione, chiedendosi quale fosse il percorso che un artista deve compiere per iniziare la propria carriera professionale. Ci sono diversi stakeholder nei vari momenti della sua carriera ed è importante considerare che ogni artista ha un suo percorso personale. Si può affermare però, se si considerano gli artisti che hanno ricevuto una formazione accademica, che ci sono dei momenti comuni. Il numero di stakeholder ed il loro prestigio aumenta nel momento in cui istituzioni e grandi finanziatori sono coinvolti: gli artisti affermati hanno i loro curatori, le loro gallerie, espongono in musei e vendono tramite aste. Ma qual è il percorso che un artista deve compiere per raggiungere un tale livello di credibilità e professionalità? I giovani artisti devono percorrere un lungo e poco definito cammino, fatto di ricerca, sperimentazione, costruzione di una rete sociale forte e giusta per il proprio stile e in grado di fornire il giusto supporto. Nella prima fase della loro carriera i luoghi di sperimentazione e produzione costituiscono l’unico riferimento utile alla realizzazione professionale. È chiaro che la figura dell’artista contemporaneo è complessa già nella sua identità: in Italia in particolare non c’è un albo e solo nel 2017 è stato fondato l’Italian Council1 *. È stato necessario studiare più approfonditamente gli stakeholder coinvolti nel sistema di gestione e organizzazione. *  “L’Italian Council è un progetto della Direzione Generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del MiBACT, nato con il preciso compito di promuovere la produzione, la conoscenza e la disseminazione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive. Per raggiungere tale obiettivo, la DG AAP finanzierà i progetti proposti da musei, enti pubblici e privati senza scopo di lucro, istituti universitari, fondazioni e comitati ed associazioni culturali no profit, che prevedano esplicitamente l’incremento delle pubbliche collezioni.” Il forum dell’arte ha dato vità all’Italian Council“Il 25-26-27 settembre 2015 si è tenuta a Prato la prima edizione del Forum dell’arte contemporanea italiana, un evento che ha coinvolto oltre 400 addetti ai lavori e più di mille partecipanti per discutere delle cause che rendono il sistema dell’arte contemporanea italiano debole e poco competitivo. Gli oltre 40 tavoli di lavoro hanno sviluppato analisi e proposte su argomenti eterogenei che vanno dalla formazione al rapporto pubblico-privato, dall’ingerenza della politica nella cultura alla necessità di dotarsi di un’agenzia specifica per la promozione del contemporaneo in Italia e all’estero. La plenaria conclusiva dei lavori dell’edizione 2015 del Forum ha espresso la necessità che il processo di partecipazione collettiva avviato dalla tre giorni di discussione desse vita ad un “Forum permanente”. Questa attività viene attualmente portata avanti grazie alla regia del Centro Pecci e alla collaborazione di un “comitato coordinatore” ampliato rispetto ai promotori originari del Forum.”1.1

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Artigiano

Accademia

Case d’arredo Compratori occasionali

rtigiano

Online

Accademia

Fiera

Curatore

e d’arredo

mpratori casionali

Mostre

Musei O gallerie

Dealer

Case d’asta

Luoghi di produzione e sperimentazione

Online

Opera

Collezionisti Critico

Figura 1

Fiera Curatore

Luoghi di produzione e sperimentazione

Opera

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Figura 1. Gli stakeholder nel mondo dell’arte contemporanea Figura 2. I luoghi di sperimentazione e produzione: soggetto scelto per la ricerca progettuale.

Critico

Figura 2


1.3 I luoghi di sperimentazione e produzione Nel momento in cui un artista si diploma in accademia* ha un percorso non definito da tracciare davanti a sé. Dato che in Italia aver frequentato l’accademia non è un dato sufficiente alla realizzazione di un curriculum efficace, le residenze d’artista sono il primo Step da considerare. Queste ultime hanno raggiunto in Italia l’apice dello splendore nel 2008, per poi chiudere drasticamente nel 2014**. Non è facile trovare programmi di residenze che soddisfino le specifiche necessità, o semplicemente non è un programma di residenza quello che serve all’artista, una valida alternativa a queste dimensioni è quella degli spazi non profit, luoghi adatti alla sperimentazione artistica. Qui gli artisti non hanno l’obiettivo di vendere le loro opere come nelle gallerie e sono liberi di fare una sperimentazione approfondita, questo soprattutto perché spazi del genere sono gestiti o fondati da giovani curatori. Al pari degli spazi non profit ci sono gli artist-run space che spesso hanno una forte identità artistica e, essendo fondati e gestiti da artisti contemporanei, hanno una fitta rete di conoscenze che rende questa comunità molto forte a livello sociale. La ricerca si focalizza sulle realtà italiane, che si è cercato di mappare tramite una ricerca qualitativa. Viene mostrato nella figura 3 uno schema sulle diverse caratteristiche di un project space.

Accademia

Luoghi di sperimentazione e produzione d’arte contemporanea Modalità di accesso

Tipologia luogo

Rapporto con il pubblico

Bando pubblico

Residenza d’artista

Studio visit

Open call

Spazio No-profit

Vendita

Conoscenza diretta

Mostra

Artist-run space Giovane Galleria Figura 3

*  Nelle accademie inizia la produzione artistica. Ci sono artisti che decidono di affermarsi autonomamente, ma il loro è un percorso che non può essere mappato ed è estremamente individuale. Attualmente in Italia le accademie di riferimento per la professionalizzazione di un artista sono NABA a Milano, IUAV a Venezia e l’accademia di Carrara. ** Dal 2008 al 2014 c’è stato un boom di aperture di residenze d’artista in Italia. Nel 2014/2015 vi è stata una grande crisi per queste realtà che si sono ridotte e trasformate.

Figura 3. Il percorso dell’artista nel dettaglio.

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Tabella 1: i luoghi intervistati

Figura 4. Il percorso di un giovane artista nella scelta dello spazio in cui iniziare il suo percorso dipende da una serie di fattori che spesso non può scegliere. Molti spazi hanno una selezione privata che svolgono tramite le loro conoscenze, questo significa che l’artista deve svolgere un grande lavoro di networking per ottenere risultati, soprattutto agli inizi del suo percorso.

L’Italia è stato il perimetro in cui è stata svolta la fase di interviste. Per trovare le realtà più significative ci si è rivolti alla prof. Gail Cochrane che ha suggerito molte realtà da contattare. Sono state svolte un totale di 28 interviste (di cui 20 sono project space) nei luoghi più validi e reattivi. Nella tabella 1 è possibile identificare le realtà intervistate attraverso la modalità di accesso che prevedono. Si è cercato di delineare un quadro aggiornato dei luoghi di sperimentazione presenti sul territorio.

OPEN CALL

BANDI PUBBLICI

RESIDENZE D’ARTISTA

Cripta 747 Citofonare Pimoff

Via Farini

Standards

Bevilacqua La Masa

Fondazione Ratti

CONOSENZA DIRETTA

Bikini Artist Residency F_air Gap

ARTIST-RUN SPACES

Flip Artkademy

Gelateria Sogni Di Ghiaccio

Kaninken-Haus

Spazio Tripla Unavetrina

SPAZI NON PROFIT

Edicola Radetzky Spazio Mega Almanac Inn

Marselleria Dimora Artica Colorificio

GIOVANI GALLERIE Figura 4 13

ISCRIZIONE A CORSI DI FORMAZIONE

Tile Space Pelagica Fanta Spazio

Unidee


1.4 Analisi economica Premessa

Per capire come i project space sono inseriti nel mercato (ed in generale per capire come funziona il mercato dell’arte contemporanea), si è svolta parallelamente alle interviste una ricerca bibliografica. Come si valuta un’opera dal punto di vista economico? Quali sono le leggi che regolano il mercato dell’arte contemporanea? come fa un artista a vendere un’opera? Quali sono adesso i canali più importanti di acquisto e vendita delle opere? “La crisi economica dell’arte rende evidente, la necessità di [...] di elaborare un approccio che, riconosciuta la natura dell’arte, consenta di sviluppare un modello di fruizione atto a mettere in grado la massa dei consumatori di appropriarsi dell’arte, e l’arte di vedere concretamente riconosciuta con la sua preziosa funzione sociale. - la vita spirituale del nostro tempo [...] non sa come comportarsi nei riguardi dell’arte, e ha ragione, in quanto vede l’arte ancora da un punto di vista sorpassato, e ha torto in quanto non si preoccupa di cercare un nuovo punto di vista - . Un nuovo punto di vista, ecco che bisogna trovare.”2.

Quanto incide il contesto sul valore dell’opera?

Componenti del mercato dell’arte

La definizione del valore di un’opera d’arte dipende da tanti aspetti oggettivi (data, storia dell’artista, soggetto, canone turistico) quanto soggettivi. In questo universo è possibile delineare, seppur superficialmente, un elenco di componenti di base: I consumatori: Sviluppano la loro domanda attraverso un processo di formazione del gusto, legato al percorso di formazione che sviluppano nel tempo. I consumatori hanno un ruolo fondamentale nell’affermazione di un artista. Oggi è più facile godere di un’opera d’arte, c’è anche un maggiore quantità di dati sugli interessi dei consumatori. Come si indiviuano i gusti dei consumatori?

Figura 5

Joshua Bell (nel 2009) fa un esperimento sociale e suona il violino nella metro di Washinton D.C. durante l’ora di punta del mattino, viene ignorato dal 90% dei 1,097 passanti: “Era una strana sensazione che le persone mi stessero ignorando” Bell ride di se stesso: “In una sala da musica, mi arrabbio se qualcuno tossisce o se suona il cellulare di qualcuna. Ma qui, le mie aspettative sono diminuite rapidamente. Ho iniziato ad apprezzare qualsiasi riconoscimento, anche solo un piccolo sguardo. Ero grato quando qualcuno lanciava un dollaro senza prendere il resto”. Detto da un uomo i cui pagamenti possono vantare una cifra pari a $ 1.000 al minuto. Quel giorno il guadagno totale per 43 minuti di sonata è stato di $ 32,176.

Figura 5. Screenshot dal video girato per il progetto del Washington Post nel 2009

Gli artisti e cioè i produttori. Il valore di un artista si determina rispetto alla sua capacità di interessare un determinato gruppo di consumatori. Oggi questa figura lavora anche in contesti commerciali, perché la fruizione di informazioni e contenuti verte molto più che in passato su contenuti audiovisivi e interattivi, che quindi hanno la necessità di essere creativi. L’artista può quindi applicare la sua professione al mondo del lavoro più facilmente che in passato. Lo sviluppo tecnologico sta cambiando il metodo di produzione di un’opera d’arte? In che termini? Quali sono le tendenze degli artisti oggi, e che ruolo ha la tecnologia in questo senso? L’offerta di lavoro: la posizione lavorativa ricoperta dall’artista è minata da diversi punti di vista: • non c’è un salario minimo definibile, generalmente la paga dell’artista medio è più bassa rispetto alle altre professioni; • il guadagno differisce molto da persona a persona, secondo la sua fama e la sua storia, vi sono artisti che guadagnano moltissimo e alcuni che, non venendo riconosciuti da alcuna comunità, non hanno retribuzione;

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• la motivazione di un artista non è il guadagno, ma la spinta creativa, questo è il principale motivo della disparità di paga tra gli artisti: alcuni creativi producono arte riconosciuta da gruppi sociali più grandi, e vengono dunque quotati molto bene, ma la principale motivazione di ciascun artista è l’espressione della personale creatività. • Il riscontro economico non è, per forza, collegato alla produzione in vita dell’opera d’arte. Il valore economico di un’opera può essere riconosciuta alla morte dell’artista e, addirittura, in una generazione socio-culturale successiva a quella in cui ha vissuto l’autore. Anche se l’artista può inserire il proprio lavoro in contesti commerciali, la sua credibilità si basa sull’opinione che il pubblico (fruitori, gallerie, musei, curatori, critici) ha delle sue opere. Quali sono i fattori che definiscono il valore di un’opera d’arte? Come fa una galleria a stabilire il valore dell’opera? Il mercato: “Relativamente pochi beni e servizi culturali passano da un singolo fornitore come un artista direttamente al consumatore finale; la maggior parte sono prodotti e / o commercializzati dalle imprese”3. Oggi l’artista (inteso non solo come pittore, ma come creativo in generale) vende le sue produzioni a diverse tipologie di mercato. I diversi ambiti di applicazione dell’arte sono: • mezzi di comunicazione di massa, in cui il mercato è diviso in due tipi di finanziatori: da un lato il pubblico, che desidera consumare il prodotto creativo in sé, e dall’altro le imprese che desiderano inserire il proprio prodotto commerciale là dove il pubblico presta attenzione. • I musei sono le istituzioni pubbliche o private che permettono al grande pubblico la fruizione di opere d’arte moderne o antiche. All’interno di questo ambiente, fondamentali sono le mostre periodiche o fisse che vengono allestite. Gli organi che si occupano dell’allestimento di mostre sono vari, ma al vertice vi è il curatore, che definisce una linea di comunicazione e allestimento. Il mondo digitale in questo contesto si è rivelato molto presente nell’ultimo decennio: molte istituzioni stanno digitalizzando il proprio archivio e diffondono la comunicazione delle proprie mostre attraverso il web, inoltre “La transizione verso la digitalizzazione sta fornendo un’ampia gamma di opzioni per i musei nella gestione delle loro collezioni digitali”4. Quanto è importante oggi il rapporto di un artista con un museo? in cosa differisce il rapporto rispetto ad una galleria? e rispetto al web?

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• Aste: “I mercati delle arti esistono da molti secoli, ma le loro forme si sono evolute, in modo piuttosto drammatico in alcuni casi. Nel caso dei mercati di oggetti d’arte come dipinti, sculture, gioielli, oggetti


d’antiquariato, ecc., La maggior parte delle contrattazioni odierne sono ancora fatte da commercianti e gallerie come in passato. [...] Il ruolo principale svolto dalle aste deriva dal fatto che qui si vendono opere importanti. Le aste servono come riferimento al mercato in generale, poiché costituiscono il modo quasi unico per osservare come il mercato e i prezzi si evolvono nel tempo”4. • Gallerie: acquistano opere inerenti al loro gusto e pensiero artistico e hanno contatto diretto con l’artista. Costituiscono l’intermediario commerciale tra l’artista e il consumatore, sul quale la galleria ottiene una percentuale. I vantaggi che un artista ha quando si affida ad una galleria sono i contatti di cui dispone quest’ultima. Esistono gallerie che hanno un sito web e gallerie che esistono solo online. “L’iniziale concorrenza con il sistema dell’intermediarzione e delle case d’aste è partita da una forza scardinatrice esterna al mercato dell’arte, non interna. Questo è vero anche in altri ambiti: il ritmo dell’innovazione in termini di sviluppo e diffusione sta accelerando, ma le organizzazioni esistenti in tali ambiti non ci fanno caso o trovano difficile ristrutturarsi. Uber nasce al di fuori del settore dei taxi, Tesla al di fuori del settore automobilistico, l’assistenza mediatica e finanziara di Apple al di fuori di questi due settori. Lo scossone può prodursi ovunque sia possibile l’applicazione di una tecnologia. Allo stesso modo non sorprende che l’innovazione provenga dall’esterno. Ogni studente che si avvicina all’economia aziendale impara che la vulnerabilità di un mercato nei confronti degli innovatori esterni è maggiore se quel mercato presenta forti asimmetrie informative tra fornitori e clienti, alti costi di ricerca e cospicue commissioni applicate dagli intermediari. Il mercato dell’arte ha valori alti in tutti e tre i casi”5. • Online “Ci sono centinaia di siti che offrono vendite d’arte peer-to-peer. Artspace, 1stdibs e Auctionata sono solo alcuni esempi. Certi continuano a vivere, altri scompaiono rapidamente e in silenzio: per aprire un sito peer-to-peer si ha bisogno di un catalogo di opere da vendere, un dominio, delle buone fotografie e un software click-to-buy. Poi, per vendere, occorre trovare un modo per promuovere il sito utilizzando Google, Twitter oppure Youtube per informare i potenziali collezionisti. Ci sono tre modelli di vendita online che sembrano avere il maggior potenziale per dare uno scossone alla fascia alta del mercato: ArtRank, ArtViac e Artsy. […] Forse l’influenza online più incisiva è quella esercitata da Instagram, il social network basato sulla condivisione di fotografie, con trecentoventi milioni di utenti: probabilmente, è la principale piattaforma social nel mondo del’arte. […] Il successo di Intagram deriva, almeno in parte, dalla capacità di innescare una sequenza di reazioni emotive. I collezionisti vedono un’opera, cliccano su altri lavori dello stesso artista, poi ne visitano il profilo e il

sito web. L’arte su Instagram produce un ritorno immediato sottoforma di like e commenti. Se ci sono molti like, un artista può attrarre centinaia di nuovi follower ogni giorno”5. Ci sono scelte di tutti i tipi, per chi può spendere poco, chi vuole acquistare pezzi importanti, e chi vuole vendere per vivere della sua arte o guadagnare un extra in più, è il caso di portali come Society6, in cui la linea tra opera d’arte e decorazione DIY è molto sottile: chiunque può applicare ad oggetti la sua opera per poi venderla.

Quali sono le startup sull’arte contemporanea? Musement

Figura 6

“Musement è una startup italiana che ruota sull’utilizzo di un’app dedicata a trovare i luoghi d’arte più interessanti in ogni città, acquisita con cifre milionarie nel Settembre 2018 da TUI Group, multinazionale tedesca, che gli permetterà di restare indipendenti all’interno di TUI Destination Experiences, che attualmente opera in 49 Paesi nel mondo servendo 20 milioni di clienti. Con Musement è possibile prenotare online biglietti d’ingresso a musei, eventi e attrazioni a visite guidate. L’azienda conta oggi 135 dipendenti”7. Society6

Figura 7

“Un sito che ospita centinaia di migliaia di artisti da tutto il mondo, che caricano e vendono le loro opere originali su oltre 30 beni di consumo: da stampe artistiche a coperte. Le crea, produce e realizza, e ogni acquisto paga un artista. E’ una opportunità di promuovere una comunità internazionale di creativi di talento”8.

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Kooness

Il valore di mercato di un’opera “A quanto pare, le autorità di controllo ritengono che il mercato dell’arte sia una realtà in cui adulti consenzienti possono compiere liberamente scelte insensate.” - Donald Thompson

Figura 8

“Fondata nel 2015 e con sede a Milano la piattaforma offre a tutti appassionati di arte - dai neofiti ai maggiori collezionisti d’arte - un modo nuovo e semplice per scoprire, condividere e acquistare arte. il suo obiettivo è dare a tutti gli utenti gli strumenti corretti per accedere al vasto mondo dell’arte contemporanea, in un modo molto semplice. La piattaforma online ti consente di entrare nel mondo delle gallerie d’arte fornendo un accesso virtuale alle gallerie di tutto il mondo. È un modo rivoluzionario di esplorare e collezionare arte acquistando direttamente dalle migliori gallerie d’arte. Sul sito web è possibile trovare opere d’arte di artisti emergenti e affermati, accuratamente selezionati dal team di curatori. Con l’uso delle tecnologie più avanzate mira a far godere ancora di più dell’arte.”9

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Figura 6. Screenshot dal sito di Musement (Marzo 2019). Figura 7. Screenshot dal sito di Society6 (Marzo 2019). Figura 8. Screenshot dal sito di Kooness (Marzo 2019).

“Nel segmento più esclusivo del mercato dell’arte contemporanea, la domanda e i prezzi sono dettati dai super ricchi, dai fondi sovrani, dagli agenti e dalle transazioni esentasse. Ormai non c’è alcun dubbio: il prezzo pagato per un’opera è l’aspetto dell’arte contemporanea che fa più notizia”5. Secondo l’economista Donald Thompson il mercato dell’arte contemporanea non è composto da una struttura semplice di venditori ed acquirenti informati che interagiscono tra loro per vendere o acquistare opere ad un prezzo razionale: i fattori che definiscono il prezzo di un’opera d’arte sono molto più difficili da individuare. Thompson fa molti esempi di aste milionarie che pur avendo storie diverse hanno un fattore comune: la campagna mediatica che è stata costruita su di loro. Ci sono due giganti nel mercato delle aste che sono le case Christie’s e Sotheby’s, le quali si occupano della vendita delle opere d’arte più costose al mondo. “Dopo il crollo finanziario del 2008 una caratteristica del mercato dell’arte contemporanea è la ricerca di opere d’arte iconiche, la caccia ai trofei al massimo livello. Da una stagione d’aste all’altra, da una fiera d’arte alla successiva, si approfondisce sempre di più il divario tra il prezzo pagato per le operetrofeo e il resto”5. Se non si è milionari o non si desidera spendere una fortuna, trovare il riferimento giusto per comprare un’opera d’arte al di fuori di Christie’s e Sotheby’s può risultare molto complicato, considerando le diverse piattaforme in cui è possibile comprare opere direttamente dagli artisti, le gallerie che vendono online e gli intermediari digitali. Per i più interessati soprattutto ai report finanziari in merito, ArtTactic è una piattaforma in grado di formulare report specifici sul mercato dell’arte, o ad esempio la lista dei venti migliori artisti al mondo, basandosi sulle analisi dell’andamento del mercato. Se si desidera diventare un collezionista anche di opere minori, il miglior punto di riferimento secondo il critico d’arte Jerry Saltz è ArtRank: “uno strumento essenziale se vuoi che la tua nascente attività di collezionismo d’arte diventi un serio investimento”. Nel 2015 Nouriel Roubini* durante il World Economic Forum a Davos, in Svizzera, dichiarò la necessità di una regolamentazione del mercato dell’arte. Egli citò i dati ricavati dal Mei-Moses Art Index* e affermò che i rendimenti del settore sono compatibili a quelli dei titoli a lungo termine. Affermò inoltre che le garanzie fornite dagli intermediari sulle opere vendute * Nouriel Roubini è un docente ed economista statunitense. È professore di economia alla New York University e presidente di RGE Monitor, una società economica specializzata in analisi finanziaria.


all’asta potrebbero portare ad una manipolazione dei prezzi. Roubini sottolineò in particolare la mancanza di un qualsiasi modello di fissazione dei prezzi delle opere d’arte. “L’arte non produce ricavi, ma solo potenziali guadagni in conto capitale. In questo senso, l’arte è più simile all’oro che alle azioni, alle obbligazioni o agli immobili. L’assenza di un modello di prezzo vuol dire che l’arte è soggetta capricci, mode e bolle speculative, come quelle verificatesi in modo piuttosto marcato dopo il 1990 e nel 2008. Vuole anche dire che un soggetto che investe nell’arte deve coprire i costi, sia di capitale sia di finanziamento, ricorrendo a qualche altra fonte, con la speranza che il valore dell’opera acquistata aumenti abbastanza da giustificare la spesa” 5. Roubini ha affermato che a differenza di altri mercati in cui questo è considerato illegale, nel mercato dell’arte la norma è fare ricorso a informazioni confidenziali. Se il mercato dell’arte venisse regolamentato secondo Roubini tutti ci guadagnerebbero: i musei sarebbero più cauti nell’acquisto di opere e si accorcerebbe l’elenco di terze parti come garanti per le per emesse all’asta. *Questa notizia risale a un anno dopo dalla dichiarazione di Roubini: “Sotheby’s ha annunciato l’acquisto del Mei Moses Art Index, l’indice sviluppato nel 2000 dai professori della New York University Jianping Mei e Michael Moses, che misura la performance dell’arte tramite l’analisi delle vendite ripetute, cioè le vendite dello stesso oggetto in diversi momenti del tempo per tracciarne le variazioni di valore. D’ora in poi si chiamerà Sotheby’s Mei Moses. Grazie a questa acquisizione Sotheby’s ha dichiarato di avere accesso esclusivo ad uno strumento analitico che fornisce informazioni oggettive e verificabili a complemento dell’esperienza dei suoi specialisti. Il prezzo di acquisto non è stato rivelato, né per il momento Sotheby’s rilascia alcuna informazione riguardo all’andamento degli indici. Non si sa se in futuro lo farà, o se i risultati delle analisi saranno utilizzate solamente dalla casa d’asta per i suoi clienti. Il sito di Mei Moses www.artasanasset.comrimanda già al sito di Sotheby’s e Michael Moses non ha risposto - al momento della pubblicazione di questo articolo - alla nostra richiesta di informazioni. Gli indici comprendono un database costantemente aggiornato di 45.000 vendite ripetute di oggetti d’arte divisi in otto categorie di collezionismo, dei quali circa 4.000 passano di mano ogni anno. Secondo l’opinione di molti, analizzare solo le vendite ripetute significa limitarsi ad un campione troppo ridotto e non rappresentativo della complessità del mercato. Mancano, infatti, le vendite private e le tutte le vendite singole. L’indice si basa, inoltre, solo sulle vendite di Christie’s e Sotheby’s. Sotheby’s ha dichiarato che la metodologia le consentirà di confrontare il rendimento degli investimenti in arte con altri tipi di investimenti, di analizzare la sua performance rispetto ad una miriade di parametri di riferimento e concorrenti e di misurare l’impatto delle forze macro-economiche e sociali

sul mercato dell’arte. Sotheby’s Mei Moses utilizzerà il modello di dati e la metodologia di calcolo esistenti per garantire la coerenza dell’indice. Non è stato specificato se saranno Mei e Moses personalmente a continuare il lavoro di analisi dei dati. “I collezionisti sono sempre più sofisticati e, in molti casi, cercano delle analisi per capire il mercato globale, le tendenze dei singoli artisti e segmenti, il valore delle loro collezioni, ma anche per studiare le tempistiche di quando consegnare o acquistare un’opera” ha dichiarato Adam Chinn, Vice-presidente esecutivo di Sotheby’s “Siamo molto felici di essere in grado di fornire ai collezionisti informazioni su misura per le loro esigenze, mentre allo stesso tempo questo strumento ci aiuta ad identificare ed esaminare le tendenze che possono ispirare ulteriori innovazioni all’interno di Sotheby’s e servire meglio una comunità di clienti in espansione.” Sempre per lo stesso scopo, Sotheby’s ha acquisito per 50 milioni di $, più altri 35 se vengono raggiunti determinati obiettivi, la società di art advisory Art Agency, Partners, fondata da Amy Cappellazzo (ex-Christie’s), Allan Schwartzman (art advisor) e lo stesso Adam Chinn.” 10 “Arturo Cifuentes, professore alla Columbia Business School, sottolinea in una e-mail che “nel mercato dell’arte, il conto vendite ripetute rappresenta una piccola parte delle vendite totali. (Al contrario, nel mercato immobiliare le vendite ripetute rappresentano oltre il 90% delle vendite totali.) Pertanto, è improbabile che qualsiasi indice artistico basato su vendite ripetute, come l’indice Mei-Moses, sia considerato rappresentativo di qualsiasi segmento di mercato. “Cifuentes è anche direttore accademico del regolamento finanziario e del centro di stabilità macroeconomica dell’Università del Cile. “In breve, e purtroppo” continua Cifuentes, “al mercato dell’arte manca ancora un indice o indici universalmente accettati e trasparenti, e l’acquisizione da parte di Sotheby’s della famiglia di indici Mei Moses è improbabile che cambi questo. Il mercato dell’arte è lontano anni dall’avere qualcosa di simile all’S & P 500 o all’indice MSCI World “. Clare McAndrew, che in precedenza ha scritto il rapporto di TEFAF e ora scrive un rapporto annuale sul mercato dell’arte per Art Basel, è d’accordo. “Ci sono alcune cose uniche sulle vendite ripetute che rendono questo modello un po ‘complicato”, dice. “Gli indici basati sulle vendite all’asta non tengono conto delle vendite al dettaglio e private. Mei Moses ignora anche le vendite singole. E a volte devi andare molto indietro nel tempo per trovare una vendita ripetuta, in modo che l’informazione non sia sempre esattamente attuale. “ Continua, “Gli indici sono una parte utile di quello che dovrebbe essere un gruppo molto ricco di parametri che dovrebbero includere analisi qualitative”, ha detto. “Ma le persone potrebbero mettere troppo peso sugli indici”11. “Se la previsione applicata ai prezzi delle azioni è un gioco

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perdente, è certamente improbabile che sia vincente nel mercato delle opere d’arte. Naturalmente, nulla di tutto ciò implica che le persone dovrebbero desistere dalla proprietà delle opere d’arte. Potrebbe ben rappresentare una scelta molto razionale per coloro che traggono un alto tasso di rendimento sotto forma di piacere estetico. Non dovrebbero, tuttavia, lasciarsi ingannare nell’acquisto di opere d’arte dall’illusione di poter battere finanziariamente il gioco e selezionare con qualsiasi grado di affidabilità la combinazione di date di acquisto e opere d’arte che produrranno un tasso di rendimento superiore all’opportunità costo del loro investimento.”12 È ancora il “tempo di interrogarsi, in tutta serietà, su come, perché e se il mondo dell’arte distingue tra spazzatura e tesoro”13.

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ArtTactic Dalla sezione FAQ del sito14 è possibile individuare i criteri e il metodo di lavoro della piattaforma: Chi sono gli sviluppatori del progetto? Il team è una partnership multidisciplinare tra un data scientist, un ingegnere finanziario e un professionista dell’arte. Qual è la genesi dell’algoritmo? L’algoritmo è stato sviluppato per un fondo artistico emergente nel 2012. L’algoritmo ha consentito un ROI del 4200% su un periodo di 16 mesi. ArtRank ™ è stato lanciato l’8 febbraio 2014. L’intento dell’algoritmo è quantificare una profonda conoscenza del settore e garantire l’accesso sia ai collezionisti che alle istituzioni interessate al segmento emergente. Le nostre raccomandazioni attuabili si basano su un valore intrinseco calcolato piuttosto che sulle valutazioni di mercato facilmente manipolate create all’asta. Qual è l’algoritmo? L’algoritmo è composto da sei componenti esogeni: presenza, risultati delle aste, saturazione del mercato, supporto del mercato, rappresentazione e mappatura sociale (PASSRS). Ogni componente è qualitativamente ponderato nel servizio di definizione di un vettore o “traiettoria di artista”. Confrontiamo le traiettorie passate per aiutare a prevedere il valore futuro dei primi artisti emergenti.Con quale frequenza viene aggiornato l’indice? L’indice ArtRank ™ viene aggiornato pubblicamente una volta all’anno. Gli abbonati privati ricevono aggiornamenti trimestrali intorno alle principali fiere e aste d’arte. Gli abbonati e-mail ricevono l’aggiornamento pubblico 10 giorni prima della pubblicazione generale. Dove prendete i dati?Una rete riservata di rivenditori, consulenti, case d’asta, collezionisti e giornalisti fornisce i nostri dati. In cambio dei dati forniti dall’interno, veniamo reciprocamente ricompensati con avvisi e rapporti in vista dei nostri annunci pubblici. In che modo sono quantificati i beni immateriali come “rappresentazione della galleria” e “supporto per i collezionisti”? Il nostro algoritmo di apprendimento automatico codificato per lo scopo estrapola le metriche esplicative pertinenti da oltre tre milioni di punti di dati storici, inclusi risultati di aste, rappresentanza, collezionisti e musei. Queste metriche qualitative ponderate funzionano in congiunzione con il nostro algoritmo di classificazione per identificare le prospettive degli artisti primari sulla base di profili di traiettoria noti. Come quantifichi l’arte? Il nostro algoritmo è inteso a valutare il valore intrinseco di un’opera d’arte, non il suo valore di sopravvivenza. Non giudichiamo il valore estetico o emotivo di qualsiasi opera. Cosa vendi? Forniamo chiarezza in un mercato opaco fornendo previsioni attuabili a collezionisti e istituzioni che cercano di entrare nel mercato emergente dell’arte. I collezionisti e le


istituzioni interessate ad ottenere le nostre relazioni davanti al pubblico possono essere avvisati di tali opportunità sottoscrivendo. Acquistando Early Access, le istituzioni e i collezionisti vengono privati di importanti informazioni privilegiate che possono aiutare a effettuare acquisizioni a una frazione dei prezzi di rivendita secondari. Le relazioni possono anche aiutare a decidere in modo appropriato le decisioni di deaccession secondo la traiettoria di un artista. Perché gli artisti più affermati sono elencati insieme ai primi artisti emergenti? Poiché i nostri modelli di previsione dipendono da una traiettoria calcolata, sarebbe impossibile valutare i dati recenti senza valutare le loro controparti correlate. Questi artisti sono semplicemente gli ultimi artisti emergenti del passato. La loro inclusione dovrebbe sottolineare l’importanza dei tempi di mercato. Perché l’artista X è valutato male? Anche se non abbiamo dubbi sul valore a lungo del lavoro di molti artisti, gli investitori non sono immuni dai costi di opportunità. Siamo più interessati a fornire raccomandazioni attuabili in conformità con i tempi di mercato ottimali. Perché alcuni artisti non sono elencati? Anziché fornire una risorsa esaustiva, limitiamo l’ambito delle nostre liste per concentrarci sulla qualità delle nostre raccomandazioni. Molti artisti sono nella nostra periferia ma mancano di importanti variabili computazionali che non riveliamo. Cosa significano le categorie? Le categorie di acquisto ora sono gli artisti che vediamo sulla traiettoria fino a diventare molto ricercati-- e quelli sono gli artisti per i quali facciamo una raccomandazione di acquisizione attuabile. Il rendimento ottimizzato si ottiene vendendo gli artisti nella categoria sell now, come i picchi di domanda, secondo le nostre previsioni. La categoria liquidata ha un valore minore per gli investitori, ma è importante per il nostro costante impegno a migliorare la nostra analisi correlativa. Cos’è un market maker? I market maker conducono acquisizioni in studio e creano il mercato per artisti selezionati per valutare le loro partecipazioni al lavoro di quell’artista. Quali sono le metriche ponderate qualitativamente? Le metriche nel vuoto sono irrilevanti, in particolare per quanto riguarda un argomento complesso come l’arte. Ad esempio, un artista con 9.000 follower è una metrica pertinente solo se qualificato dal fatto che ha un certo numero di connettori influenti all’interno di quel set di dati. L’influenza di questi connettori è calcolata in modo ricorsivo. La ponderazione qualitativa di questa metrica (altrimenti irrilevante) ci consente di utilizzarla come punto dati pertinente nel calcolo della traiettoria”.

Figura 9. Foto di David Choe. Figura 10. Screenshot del quadro venduto a Leonardo di Caprio su IG tramite PULSE art fair.Figura 11. Il Salvador Mundi

Il caso Choe

Figura 9

“Nel 2005, David Choe, uno street artist americano, è stato invitato a dipingere murales sui muri dei primi uffici di Facebook a Palo Alto, in California, da Sean Parker, allora presidente di Facebook. Come ricompensa, Mr. Parker ha offerto a Mr. Choe una scelta tra denaro contante in “migliaia di dollari” o azioni dello stesso valore. Mr. Choe non credeva all’epoca nelle potenzialità di Facebook, ma decise comunque di accettare l’offerta in azioni. Molti “consulenti” della società dell’epoca, tra cui Mr. Choe, sarebbero stati pagati da Facebook in azioni che valevano dallo 0,1 allo 0,25 percento della società, secondo un ex dipendente di Facebook. Potrebbe sembrare un importo irrisorio, ma una partecipazione di quelle dimensioni oggi vale centinaia di milioni di dollari, in quanto riguardano una società con un valore di mercato di $ 100 miliardi. Il pagamento del signor Choe è valutato a circa $ 200 milioni, secondo un numero di persone che conoscono Mr. Choe e dirigenti di Facebook”15.

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Vendite e acquisti

Il mercato dell’arte oggi

Instagram e Leonardo di Caprio

Nel 2018 Clare McAndrews18, nota economista del mondo dell’arte, pubblica tramite UBS e ArtBasel un report economico sul mercato dell’arte e i suoi sviluppi nel corso degli ultimi dieci anni (dal 2007 al 2017). Questa pubblicazione delinea un quadro chiaro della situazione attuale e può dare molti spunti sul futuro degli investimenti nell’arte contemporanea. Il report è diviso in macro categorie, delle quali si è preferito mantenere la struttura ed estrapolare gli aspetti più interessanti.

Figura 10

Dal punto di vista mondiale • Sono aumentate le vendite “1. Le vendite nel mercato dell’arte globale hanno raggiunto $ 63,7 miliardi nel 2017, in crescita del 12% rispetto al 2016. Il volume delle vendite (numero di transazioni) è cresciuto più moderatamente dei valori, all’8% su base annua. • Il mercato dell’arte ha una geografia ben definita: “4. I tre maggiori mercati di Stati Uniti, Cina e Regno Unito rappresentano l’83% del totale delle vendite globali in termini di valore. Le vendite all’interno dell’UE sono cresciute del 22% dal 2009, tuttavia, misurate senza il Regno Unito, sono diminuite del 2%” 19 “Il report rivela che sono circa 295.000 gli intermediari operativi e che - ovviamente - sono le gallerie che generano fatturati sopra i 500.000 dollari ad andare meglio di ogni altro. Il mercato è sempre più sostenuto da questi intermediari, che ora rappresentano quasi il 53% del fatturato globale (33,7 miliardi di dollari).” 20

“Nel marzo 2015 l’attore Leonardo Di Caprio, non solo star di hollywood ma anche appassionato collezionista d’arte, vide su instagram un’immagine dell’opera nachlass (2015) di Jean-Pierre Roy: la Gallery Poulsen di Copenhagen aveva pubblicato uno scatto dello stand che aveva allestito in occasione di PULSE Art Fair di New York. DiCaprio acquistò l’opera al telefono prima dell’apertra della fiera e pare che la quotazione fosse di trentamila dollari”5. Il dipinto più costoso al mondo

Il lavoro dei Dealers* • Un numero considerevolmente alto di gallerie ha chiuso negli ultimi dieci anni: “4. Il numero di chiusure di gallerie ha subito notevoli variazioni, con un picco nel 2009 e un calo negli ultimi anni. Le aperture delle gallerie sono diminuite costantemente nell’ultimo decennio, con il numero di nuove gallerie stabilito nel 2017, circa l’87% in meno rispetto al 2007. 5. Mentre il rapporto tra aperture di gallerie e chiusure nel 2007 era 5: 1, da allora è diminuito rapidamente, passando a 0,9: 1 nel 2017, cioè più di chiusure che di aperture. • I tre principali problemi affrontati nel 2018 sono: trovare nuovi acquirenti; l’economia / domanda di arte e antiquariato; e la partecipazione alle fiere” 19

Figura 11

21

Il Salvator Mundi di Leonardo da vinci (circa 1500) è il dipinto acquistabile più costoso al mondo, pagato nel 5 Novembre del 2017 $450.3 milioni di dollari.16 Al momento il quadro è disperso.17

Interesse negli artisti “I compratori sono sempre più disposti a spendere somme di cinque e sei cifre per artisti di livello medio ben noto piuttosto che concentrarsi solo su un numero molto limitato di opere nella fascia più alta del mercato, come è avvenuto negli ultimi anni [...] Altri hanno notato che alcuni dei * Ovvero i soggetti che fanno da tramite tra gallerie/artisti e compratori/collezionisti: gli intermediari.


cambiamenti nelle loro fasce di prezzo (e fatturati) erano semplicemente basati su programmi di galleria cambianti, con rinnovato interesse a far risorgere le carriere di artisti i cui mercati erano stati meno attivi negli ultimi anni o perseguendo un programma più diversificato da genere e razza, il che significava un aumento delle vendite appena sotto il livello più alto.” 19

profitto. Vendere le opere dall’inventario per alcuni dealers può richiedere molto tempo, inoltre c’è un altro potenziale problema che riguarda il movimento di denaro e cioè il tempo di cui hanno bisogno i dealers per essere pagati dopo l’acquisto di un articolo. La Figura 6 mostra quanto tempo impiegano i Dealers per vendere le opere che hanno nel loro inventario.

I costi per aprire un nuovo business sono proibitivi “A differenza di molti altri settori, una questione cruciale nel settore dei dealers è la difficoltà ad accedere al finanziamento e al credito. L’accesso al credito può essere un grosso problema per i concessionari nel corso del loro ciclo di vita aziendale, con periodi di flussi di cassa volatili a fronte di cospicui esborsi di capitali e costi di gestione. Questo problema riguarda soprattutto i rivenditori che stanno appena iniziando, spesso a dimostrare una barriera insormontabile all’ingresso, oltre a ostacolare la crescita delle gallerie di medio livello affermate che cercano di espandere e sviluppare le loro attività”.19

Aste • L’arte contemporanea è tra le più valutate: “4. L’arte post-bellica e contemporanea è il settore con il più alto valore nel 2017, pari al 46%, seguita dall’arte moderna (27%). Tutti i settori delle belle arti sono aumentati di anno in anno, compreso un aumento del 12% nel settore post guerra e contemporaneo a $ 6,2 miliardi, con vendite del lavoro di artisti viventi in progresso del 19% a $ 2,6 miliardi”19.

Ci sono problemi logistici: il mercato dell’arte contemporanea sta crescendo e quindi i costi adesso sono alti, ma il profitto è comunque elevato perché è un mercato in crescita: I dealers di arte contemporanea sono la fascia più ampia (38%) nel segmento con margine più basso. Ciò potrebbe essere dovuto a una serie di motivi, tra cui il maggior numero di nuove imprese nel mercato contemporaneo rispetto ad altri settori, nonché alti costi di produzione aggiuntivi e spese generali nel segmento che mantengono bassi i margini di

Exhibitions and art fairs • Le gallerie hanno nuova visibilità con l’online: “1. La galleria è stata l’istituzione principale per le mostre online in tutto il mondo nel 2017, rappresentando il 55% del numero di mostre globali. • Le esposizioni non hanno una geografia ben definita Le fiere sono molto più disperse a livello globale rispetto alle vendite nel mercato dell’arte. Gli Stati Uniti hanno rappresentato una quota del 21%, seguita dalla Germania (12%) e dalla Francia (10%)”19. Online “Oltre alla spinta alla regolamentazione, nel mercato

In quanto tempo i dealers rientrano del loro investimento? 2016: 17%

2017: 1%

2016: 2%

Meno di 1 mese

2016: 5%

2017: 7%

1-3 mesi

2017: 16%

6-12 mesi 2016: 21%

2017: 15% 2017: 14%

12-18 mesi

2017: 29%

3-6 mesi

2016: 19%

2016: 25%

2016: 12%

18-24 mesi

2017: 20%

Più di 2 anni

Figura 12. La lentezza con la quale i dealers, che hanno investito una cifra di acquisto dell’opera, rientrano dell’investimento iniziale di acquisto.

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dell’arte c’è un altro sconvolgimento drammatico che non può essere ignorato. Si tratta dell’aumento delle vendite online, nonchè del potenziale proprio della Rete di sostituire molti degli intermediari del mercatoe democratizzare il mondo. Il mercato dell’arte si sta adatando al loro personale mondo Uber. […] Lo speculatore d’arte di Los Angelels Stefan Simchowitz propone un parallelismo tra le origini del luteranesimo e l’arte in un mondo Uber. Martin Lutero riteneva che non fosse necessario entrare in una cattedrale e pagare la decima al prete, al vescovo o al cardinale per parlare con Dio: ci si poteva sedere in un bel campo ed entrare in contatto con lui attraverso la preghiera. Allo stesso modo, Simchowitz sostiene che non serve più recarsi da un mercante pretenzioso e pagare la decima con acquisti di minor valore per poter ottenere l’opera d’arte o le informazioni tanto agognate. Si può evitare l’intermediario e, con il proprio portatile, recarsi in un bel campo e cercare online quello che è disponibile, quello che è stato acquistato e a quale prezzo. Su Instagram si può visualizzare una quantità di opere talmente smisurata che nessun mercante potrebbe mai metterla assieme”5. “Anche le vendite online sono in crescita. Queste rappresentano infatti l’8% delle vendite totali d’arte (5,4 miliardi di dollari) - un aumento vertiginoso (+ 72%) in soli cinque anni. Ancor più rilevante sapere che quello online è il canale attraverso il quale i nuovi collezionisti acquistano i loro primi lavori e vengono introdotti sul mercato: nel 2017 i nuovi acquirenti delle case d’asta di medie o grandi dimensioni hanno rappresentato il 40% dei clienti totali. Anche per le gallerie, quello online sta diventando un serio

canale di vendita. Il 6% del loro commercio ora passa attraverso il proprio sito web (4%) o piattaforme di terze parti (2%). Anche in questo caso, quasi la metà (45%) dei loro acquirenti online è costituita da nuovi clienti: Clare McAndrew ha affermato che una grossa fetta di nuovi acquirenti fa acquisti online, ed è da qui che a mio parere proviene l’ottimismo del mercato. Una grande notizia che dovrebbe incoraggiare le gallerie ad investire nella loro presenza online”19. • I compratori si trovano online: “3. Le vendite online sono state un metodo chiave per accedere ai nuovi acquirenti: i concessionari hanno riferito che il 45% dei loro acquirenti online era nuovo alle loro attività nel 2017; Il 41% di coloro che acquistano online in case d’asta di secondo livello erano nuovi compratori; e nelle case di alto livello hanno una media di oltre il 40%. • L’online ha preso il posto del reale nelle vendite: “4. La maggior parte dei rivenditori offline tradizionali e delle case d’asta intervistate nel 2017 hanno riconosciuto il canale online come un’area chiave di crescita per i prossimi cinque anni”19. “Il modello di aste online di maggir successo è quello offerto dal Sistema peer-to-peer che si avvale di un intermediario, come nel caso di EeBay, Saatchi Art oppure Amazon. Questi applicano una specie di combinazione tra un listing fee e una commissione, permettendo a compratori e venditori di negoziare direttamente. Lo scopo del peer-to-peer è quello di rendere tutte le immagini e le informazioni disponibili in un unico posto, eliminare il tradizionale intermediario e

Costo del volume delle opere per epoca artistica 50k

50,070$

45k

40k

35k

30k

25k

20k

Prezzo in $

15k

12,500$

10k

23

5k

7,750$

8,095$

Altre forme d'arte

Antiquariato e Decorativa

11,270$

1k

Settore

Arte Contemporanea

Arte Moderna

Tutti i dealers

Figura 13. media della distribuzione dei prezzi per tutti i dealers nel report. Mediamente i prezzi più alti sono nel mercato di arte moderna, ma è importante notare che l’arte contemporanea ha il secondo posto.


minimizzare le commissioni. Il migliore esempio è Saatchi Art (www.saatchiart.com). Fondato dal collezionista e mercante d’arte Charles Saatchi con il nome di Saatchi Online, il sito web è ora di proprietà di Demand media, Inc. e si vanta di offrire la più ampia selezione mondiale si arte originale: mezzo milione di opere tra dipinti, disegni, sculture e fotografie di cinquantamila artisti rovenienti da cento paesi”5. Wealth • Un alto numero di ricchi nel mondo è interessato al mondo dell’arte: “1. Un’indagine sugli HNWI (high net worth individuals) negli Stati Uniti da parte di UBS e Arts Economics nel 2017 ha rivelato che il 35% era attivo nel mercato dell’arte e del collezionismo. • Nel mercato dell’arte di gran valore, la struttura è ben definita e ancora rigida: “3. Il canale più utilizzato per gli acquisti era una galleria o un rivenditore, con il 66% del campione che li utilizzava per acquistare opere d’arte. 6. Le vendite ai collezionisti privati hanno dominato i settori dei concessionari e delle aste, rappresentando il 66% delle vendite dei concessionari nel 2017 e il 64% per le case d’asta di secondo livello. Impatto economico 1. Nel 2017 c’erano circa 310.685 aziende che operano nel mercato globale dell’arte, dell’antiquariato e del collezionismo, comprendenti 296.540 nel settore delle gallerie e 14.145 case d’asta. 2. Il mercato dell’arte ha impiegato direttamente circa 3 milioni di persone nel 2017, stabile dal 2016. 3. Si calcola che il commercio globale d’arte abbia speso $ 19,6 miliardi su una gamma di servizi di supporto esterni direttamente collegati alle loro attività, sostenendo ulteriori 363.655 posti di lavoro. 4. L’area di spesa più grande, sebbene solo sostenuta dai concessionari, era in fiere d’arte, che rappresentavano il 23% del totale a $ 4,6 miliardi, un anticipo del 15% su base annua. La seconda area di spesa è stata la pubblicità e il marketing, per un totale di $ 2,8 miliardi”19.

Online buying

Figura 14

“Saatchi art e piattaforme simili costituiscono elementi di forte perturbazione per i mercati d’arte tradizionali. Alcune delle loro vendite online sostituiscono quelle in galleria. Qualche osservatore ritiene che il disagio causato sia limitati: tuttavia, se per le vendite online un tetto massimo dei prezzi realistico si attesta intorio ai venticinqualima dollari, questa cifra copre comunque la metà o anche più degli introiti degli affari conclusi dalle gallerie tradizionali. Se si arriva a centomila dollano, l’entità della cifra coincide con il 95 per cento di quelle vendite. Con la perdita dei guadagni, le gallerie rischiano di perdere i loro artisti più importanti che si rivolgono a intermediari posti su un gradino più alto della gerarchia. Ogni anno, sempre più galleria tradizionale piombano al di sotto del punto critico di sopravvivenza. Ogni galleria che fallisce lascia dai venti ai trenta artisti senza un rappresentante, molti dei quali decidono di ricorrere alle vendite online”5.

Valore 5% Valore 24%

Valore 1%

Volume 43%

Volume: 11%

Rapporto volume/valore per le opere Figura 14. Screenshot del sito Saatchi art. Figura 15. Una rete ben costruita di mercato può avere a che fare con un grande volume di opere anche se in minor guadagno.

Meno di 1,000$

Volume 20%

1,001$ - 5,000$

5,001$ - 50,000$

Volume 19%

Volume 2% Valore 3%

Valore 22%

50,001$ - 250,000$

Volume 5%

250,001$ - 1milione

Valore 18%

Olre 1 milione

24


Insight rilevati Il mercato dell’arte sta cambiando: le gallerie midsize hanno chiuso per due principali motivi: gli artisti preferiscono essere rappresentati dalle mega galleries, lo spazio fisico che occupa una galleria mid-size non è più frequentato, quello che prima facevano le gallerie lo si fa oggi Online: questo impoverisce il significato e il racconto di una opera d’arte perché non filtrato dal punto di vista di un curatore. L’evento è diventato il punto cruciale per la vendita: i curatori e collezionisti quindi hanno più un riferimento temporale che fisico per i loro acquisti. È sempre più difficile per le galleire mid-size far parte di questi eventi perché troppo costosi.

1.5 Il metodo di produzione Premessa

25

L’ibridazione dei mezzi e delle tecniche è alla base dell’arte e della comunicazione contemporanea. L’arte ha anticipato questo bisogno: “l’idea della multimedialità fonda e precede la nascita della multimedialità che oggi conosciamo, e che si presenta come un intreccio di tre elementi: • Interazione tra i media tecnologici (vecchi e nuovi); • Interazione tra i linguaggi artistici e i loro rispettivi campi sensoriali; • Trasformazione permanente e reciproca dei due elementi precedenti. L’agente di questo intreccio è il digitale. La prima rivoluzione è stata quella della riproducibilità tecnica (dalla stampa alla fotografia e al cinema), descritta da Walter Benjamin negli anni Trenta; la seconda rivoluzione si è realizzata con la trasmissione e la riproducibilità tecnica a distanza diretta (telegrafo, telefono, radio, televisione), studiata nei suoi effetti psicologici e sociali da Marshal McLuhan nei primi anni Sessanta; la terza rivoluzione, introdotta alla fine del Novecento, è appunto quella che alcuni hanno definito, parafrasando Benjamin, della riproducibilità digitale (F. Ciotti e G. Roncaglia, 2000) e che noi preferiamo definire la sintesi digitale connettiva (computer e rete)”21. Il mondo digitale rimane però sempre “altro” dalla realtà. Come afferma Roberto Diodato nel suo libro “l’estetica del virtuale”, nell’immersione in un’altra realtà avviene una disincarnazione dello sguardo, ma essa non riduce la prospettiva dell’utente a una soggettiva, non c’è repressione nel rapporto corpo umano - macchina perchè il soggetto si proietta in una realtà immaginaria. l’ambiente digitale è un ambiente connettivo, che esiste solo nel momento in cui noi ci relazioniamo con esso, perché non si tratta di immagini digitali visibili sullo schermo di un elaboratore, ma di spazi-ambienti che prendono forma nell’interazione con gli utenti.

Si ripercorrono i processi di evoluzione che si sono susseguiti nel corso di tutto il Novecento (fino ai primi anni 2000): sono accennati i passaggi necessari alla comprensione della figura dell’artista contemporaneo.

Dalla rappresentazione all’astrazione Nasce un sentimento di astrazione nell’arte già dal periodo dadaista: un flusso creativo, piuttosto che narrazione descrittiva. Pluridirezionalità cognitiva è il termine nato per spiegare l’obiettivo del film dada: esso non ha il lineare percorso logico di possibilità -> probabilità -> necessità, ma all’interno di una combinazione casuale di elementi vi è un approccio anti-progettuale. Si può adottare questa definizione per indicare anche il mondo artistico contemporaneo. Quanto è importante il media con cui si lavora? La scelta del media ed il processo sono aspetti tanto importanti quanto il prodotto finale. All’interno del mondo digitale si definiscono tre elementi chiave, che l’artista sfrutta pienamente durante la sua produzione. • flusso: Inteso come processo di produzione e fruizione in costante movimento. Comunicare lo stato d’animo piuttosto che la logica narrativa ha posto le basi per la generazione di artisti del digitale. . Come fa un artista ad alimentare la produzione creativa? quali sono gli elementi controllabili di questo flusso? “Al liceo ero un inguaribile romantico. Avevo un cavalletto


Un’introduzione ai giorni nostri Der Blaue Reiter “Il movimento Der Blaue Reiter, in italiano Il Cavaliere Azzurro, nacque dall’incontro nel 1911 di Wasilij Kandinskij e Franz Marc. Entrambi ritennero che lo scopo della ricerca artistica fosse il rinnovamento dello spirito, anche come importante obiettivo sociale. Gli artisti crearono un almanacco, chiamato anch’esso Der Blaue Reiter, che inizialmente doveva essere un periodico, ma poi uscì come versione unica nel 1912, ristampato nel 1914. Nello stesso periodo Kandinskij si diede alla scrittura, realizzando Über das Geistige in der Kunst (Sullo spirituale nell’arte) col quale cercò di far capire al pubblico le nuove funzioni dell’arte: descrisse il rinnovamento spirituale che, secondo lui, stava coinvolgendo tutte le arti, non solo la pittura, grazie al passaggio verso l’astratto e l’elementare. Vide affine agli intenti del movimento soprattutto la musica, citando compositori a lui contemporanei come Arnold Schönberg, ma facendo riferimento anche a Richard Wagner e Claude Debussy”26.

Figura 16. Wassily Kandinsky, copertina di “Der Blaue Reiter almanac”, 1912 Figura 17. Giacomo balla, “Dinamismo di un cane al guinzaglio”, 1912

Figura 18. Umberto Boccioni La città che sale, bozzetto, 1910 Figura 19. esempi di Calligramma di Apollinaire Figura 20. prodotto di un cinematografo

Figura 17

colori e di linee, lungo le pareti contese! [...] Che una volta all’anno sia deposto un omaggio di fiori davanti alla Gioconda, ve lo concedo... Ma non ammetto che si conducano quotidianamente a passeggio per i musei le nostre tristezze, il nostro fragile coraggio, la nostra morbosa inquietudine. Perché volersi avvelenare? Perché volere imputridire? [...] Ammirare un quadro antico equivale a versare la nostra sensibilità in un’urna funeraria, invece di proiettarla lontano, in violenti getti di creazione e di azione. Volete dunque sprecare tutte le forze migliori, in questa eterna ed inutile ammirazione del passato, da cui uscite fatalmente esausti, diminuiti e calpesti? In verità io vi dichiaro che la frequentazione quotidiana dei musei, delle biblioteche e delle accademie (cimiteri di sforzi vani, calvarii di sogni crocifissi, registri di slanci troncati! ...) è, per gli artisti, altrettanto dannosa che la tutela prolungata dei parenti per certi giovani ebbri del loro ingegno e della loro volontà ambiziosa.[...] Noi non vogliamo più saperne, del passato, noi, giovani e forti futuristi!”27. Figura 18

Figura 16

Movimento verso il futuro e ripudio del passato “Musei: cimiteri!... Identici, veramente, per la sinistra promiscuità di tanti corpi che non si conoscono. Musei: dormitori pubblici in cui si riposa per sempre accanto ad esseri odiati o ignoti! Musei: assurdi macelli di pittori e scultori che varino trucidandosi ferocemente a colpi di

26


L’ibridazione delle arti

Figura 19

Figura 21 Paik, Nam June; Abe, Shuya «Paik/Abe Synthesizer» Figura 22 Three Transitions Peter Campus

Figura 23 Nam June Paik - global groove Figura 24 Stelarc, circa 1980

come Jasper Johns”28. Figura 23: il narratore introduce il video con queste parole: “Questo è un assaggio di un video di domani quando sarai in grado di accedere a qualsiasi stazione televisiva sulla terra, e le guide tv saranno grasse quanto l’elenco telefonico di Manhattan”.

“Calligramma” (poesie dal 1913 al 1916). In questa raccolta Guillaume Apollinaire definisce perfettamente la sua visione poetica: libera dalle costrizioni della metrica e scritta in modo da comporre un disegno, un’immagine. I primi strumenti multimediali

Figura 20

Figure 21, 22, 23 e 24

Il cinématographe è una macchina da presa, che serviva anche come proiettore cinematografico Venne inventata nell’ultimo decennio del diciannovesimo secolo. . La videoarte

27

“Dal 1969 al 1971, insieme al tecnico televisivo e specialista Shuya Abe, Paik costruì un sintetizzatore video che gli permetteva di editare contemporaneamente sette diverse fonti, in tempo reale. Nel suo manifesto «Versatile Video Synthesizer», Paik ha dimostrato alcuni modi per utilizzare la macchina. Ha combinato le caratteristiche delle variazioni dell’immagine con i grandi nomi della storia dell’arte: Questo ci consentirà di modellare la tela dello schermo TV, esattamente come Leonardo, liberamente come Picasso colorato come Renoir profondamente come Mondrian violentemente come Pollock e come liricamente

Oltre le dimensioni “Crediamo che la tecnica vada intesa come processo, e che l’arte consista nell’esplorazione creativa del processo tecnico e nella sua trasformazione in un linguaggio”29.Negli anni ’70 hanno abbracciato le opportunità dei nuovi media attraverso la video arte.Caratteristiche delle tecnologie digitali multimediali: • immersione; • integrazione; • ipermediazione; • interattività; • narratività non lineare”30.


da campo e mi aggiravo nei prati per dipingere ad olio indossando un piccolo berretto. Al college, ispirato dai diari di viaggio di Peter Beard, facevo elaborati quaderni pieni di schizzi e di insetti morti, piante incollate, matrici di biglietti, acquerelli, fotografie e scritte. Ho fatto questi libri a mano e li ho conservati per diversi anni. Allo stesso tempo, stavo studiando informatica nei primi giorni di Internet, e ho avvertito una crescente frattura tra l’arte sobria della pittura e il potenziale vertiginoso del web. Non sono riuscito a trovare un modo per superare questi due mondi e ho iniziato a sentirmi lacerato, in parte tirato nel futuro e in parte bloccato nel passato. Mi laureai a Princeton ma vivevo ancora in città, facendo lavori saltuari e generalmente mi sentivo male per me e incerto su cosa fare dopo. Ho fatto un viaggio in Centro America e ho finito per essere derubato da cinque ragazzi che mi hanno puntato una pistola alla testa, mi hanno picchiato abbastanza forte e mi hanno rubato la borsa, che conteneva un album da disegno con nove mesi di lavoro. È stato uno di quegli strani momenti della vita davvero traumatico, ma che finisce per essere una porta verso qualcosa di nuovo. Dopo la rapina, ho smesso di dipingere, ho smesso di tenere i quaderni di schizzi e ho deciso di usare il codice del computer come mio nuovo mezzo artistico. Volevo fare cose che i ragazzi con le pistole non potevano rubare. In quel periodo, ho ricevuto una borsa di studio di un anno presso Fabrica, un centro di ricerca sulla comunicazione nel nord Italia. Mi sono trasferito in Italia e ho iniziato a scrivere codice”22. “Le storie digitali non assomigliano a nessuna precedente forma di narrazione multimediale fruibile, considerando che la produzione del lavoro viene principalmente da schizzi, non da riprese in studio. I narratori digitali fanno i loro film sul tavolo della cucina, partendo da storie basate sui loro archivi fotografici di famiglia. Le storie che sono state condivise in precedenza solo con familiari e amici ora si trovano sul sito di Capture Wales e il puzzle che si è formato è la storia più grande del nostro tempo e del nostro paese, la storia più grande che offre un’altra prospettiva su chi siamo. La luce splende su una nazione invisibile”23. • Feedback o interazione Elemento fondamentale dell’arte multimediale è la partecipazione dello spettatore. Già il cinema d’avanguardia dava un potere allo spettatore, il quale prima di assistere doveva rendersi pronto a “lavarsi gli occhi” dalle proprie abitudini percettive. L’epoca della videoarte aveva come mezzo principale lo schermo e già in questo contesto vi era la volontà di sorpassare il mezzo di comunicazione: “la dimensione talvolta multimediale (teatrale, musicale) del cinema delle avanguardie è rappresentata anche nelle utopie allora non realizzate: come il progetto di Einstein di chiudere il suo film la corazzata Potemkin aprendo letteralmente lo schermo cinematografico in due (sulle immagini della prua

della corazzata che sembrava avanzare verso il pubblico) svelando l’orchestra retrostante. Cinema, musica, teatro in una lacerazione che è, allo stesso tempo, attraversamento della soglia fra realtà e rappresentazione, irruzione delle immagini nella storia nella sala e nella vita”21. Nel 2018 il feedback è il motore di produzione della comunicazione, così immediato da rendere lo spettatore parte della comunicazione. E’ molto facile vedere subito i commenti dello spettatore, i like di un post, le visite su un sito, ed è quindi altrettanto facile constatare il successo della propria comunicazione. Come si vive nel campo dell’arte l’immediata interazione con il pubblico? • Diretta Il concetto di flusso e del caso è strettamente legato all’arte multimediale che ha un grande impulso a new york negli anni ‘60, con lo sviluppo della videoarte e del concetto di “diretta televisiva”, che è subito sfociata in una simbiosi fra arte, commercio e tecnica (è chiaro questo già con il lavoro di Nam June Paik e Shuya Abe). Il concetto di “streaming live” era strettamente legato al concetto di casualità, con un lasso di tempo nullo tra la produzione e la distribuzione, non vi era possibilità di correzione di eventuali imprevisti. In questo contesto l’arte abbraccia questo senso di irrimediabilità, e gioca con l’errore, come ad esempio nelle tv con tubo catodico si lavorava con i campi magnetici per provocare distorsioni del video. Oggi la diretta è, nel campo della comunicazione, una possibilità alla portata di tutti. Come sfrutta oggi l’artista il meccanismo della diretta? • La cronologia Intesa come registrazione del processo creativo, è una parte importante della produzione di un artista, molti esempi contemporanei fondono il concetto di processo con quello di opera d’arte: “Dalla fine degli anni ‘90, Sarah Sze ha sviluppato un linguaggio visivo caratteristico che sfida la natura statica della scultura. Sze attinge alle tradizioni moderniste dell’oggetto trovato, smantellando la sua autorità con costellazioni di materiali che sono carichi di flusso, trasformazione e fragilità. Catturate in questa sospensione, le sue opere coinvolgenti e intricate mettono in discussione il valore che la società pone sugli oggetti e come gli oggetti attribuiscono significato ai luoghi e ai tempi in cui abitiamo”24. La cronologia è intesa anche come quella che quotidianamente produciamo su internet, un elenco di azioni che compongono la nostra giornata, spesso non segue alcuna logica ma solo la curiosità ed i suggerimenti del web, aspetto importante da considerare se si pensa al ruolo di internet nel modo di pensare del contemporaneo: “E in questo oceano di tempo, come navighiamo? Quando le vecchie mappe della scienza e della religione non si applicano più, dove possiamo cercare di trovare una guida? Sempre più spesso, guardiamo a

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Internet, dove raccogliamo le nostre mitologie personali, un testo sacro per ognuno di noi, unico come quello che abbiamo sfogliato. Mi piace vagare nella natura selvaggia di YouTube, seguendo le sue connessioni raccomandate, esplorando la mente collettiva. A volte, questo può sembrare un processo magico: i video giocano, le intuizioni si verificano, le credenze si evolvono e i cambiamenti della realtà. Per questo, cos’è la realtà se non una credenza?”25.

Visualizzare il flusso di lavoro Io sono Google Decontestualizzare l’oggetto dalla sua funzione quotidiana è un esercizio molto divertente: il progetto “I am Google” esplora questo aspetto, nel sito si susseguono immagini simili tra loro che lentamente cambiano contesto e soggetto, questo flusso imita la modalità di ricerca immagini su google. L’artista spiega il suo processo creativo: “Sono Google è un blog tumblr in corso, in cui gruppi di immagini e video che seleziono da Internet sono compilati in un lungo flusso di coscienza. Sia i processi di ricerca che di organizzazione vengono eseguiti manualmente. I lotti si spostano senza soluzione di continuità da un soggetto all’altro, in base alle somiglianze di forma, composizione, colore e tema. Questo risulta visivamente in una griglia colorata che cambia lentamente man mano che l’osservatore lo scorre. Immagini di case demolite si trasformano in immagini di edifici in fiamme, in incendi boschivi, fumo fluttuante, geyser, scoppi di idranti, fuochi, tubi di filo. Il sito è costantemente aggiornato settimana dopo settimana, a partita per partita, a volte a raffica, a volte molto lentamente”31.

Figura 25

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Figura 25 Screenshot del sito: d i n a k e l b e r m a n . t u m b l r. c o m


L’artista

Lo spettatore

“L’artista non produce più oggetti, ma formula delle proposte, concepisce dei processi, orchestra delle relazioni, predispone degli ambienti e delle esperienze”21. La figura dell’artista multimediale è associabile a quella di Leonardo Da Vinci, che deve essere in grado di gestire diverse tecniche, trasferendo la conoscenza scientifica nell’arte. E’ sempre più diffusa questa figura che ha una buona conoscenza della programmazione informatica, in grado di dominare strumenti tecnici e scientifici come i linguaggi informatici, ma che sia anche capace di manipolarli per esprimersi in un nuovo universo digitale. L’artista può essere capace di individuare in anticipo, attraverso le sensazioni, quale sia la direzione in cui poco più avanti il progresso tecnologico potrà intraprende: “Ho capito che ci stavamo tutti per scontrare e che l’evoluzione dei singoli corpi stava entrando in una nuova fase di evoluzione per poi portarci a diventare una nuova specie [...] era un nuovo ritratto di tutti noi insieme”32. E’ stato evidente negli anni ‘90, con la diffusione dei computer, come molti creativi si siano messi in gioco in questo nuovo campo. Già citato più volte, Jonathan Harris definisce l’universo digitale come un mondo in cui la nostra identità collettiva può essere identificata in determinati cluster o “large-scale portraits”.

l’attenzione umana è la risorsa più preziosa del 2019. “Ad ogni modo, credo che le contrapposizioni “filmiche” avvengano nel mondo reale non solo quando sogniamo, ma anche quando siamo svegli. In realtà, direi che queste giustapposizioni non sono artefatti mentali precoci, ma parte del metodo che usiamo per dare un senso al mondo: dobbiamo rendere la realtà visiva discontinua, altrimenti la realtà percepita sembrerebbe quasi stringa di lettere incomprensibile, senza separazione delle parole o segni di punteggiatura”33. Lo spettatore è il primo autore della propria narrazione, attraverso la realtà fisica in cui vive egli svolge un’operazione di montaggio e sceglie le informazioni che più gli interessano. Il web è un ambiente di ipertesto che permette a ciascun utente di delineare la sua personale narrazione. L’artista deve capire come catturare l’attenzione dello spettatore, seguendo le dinamiche in costante evoluzione che si sviluppano nel web.

Le comunità Molte produzioni creative nel 2019 nascono da collaborazioni e la costruzione di un ambiente fisico in cui i creativi del mondo dell’arte, della tecnologia, della progettazione possono collaborare diventa necessario. Ci sono luoghi nati per essere un polo di incontro tra artisti, creativi, ingegneri e chiunque voglia sviluppare progetto nuovo, originale. Alcuni esempi di comunità creative sono Fabrica (Treviso) e il Fab Lab (format dell’MIT diffuso in tutto il mondo, presente anche a Milano).

Figura 26 Esempio di fab lab (format sviluppato dall’MIT) Figura 27 Laboratorio FABRICA Figura 28 sfpc.io School for Poetic Computation. Figure 26, 27 e 28

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Insight rilevati Nel 2019 gli artisti hanno la possibilità di scegliere quale media utilizzare , come documentare il proprio processo e fino a che livello interagire con il pubblico. Ci sono realtà di produzione in cui gli artisti si incontrano per produrre opere e queste comunità sono i nuovi centri culturali, con una nuova impronta di sperimentazione tecnologica. C’è differenza tra i laboratori creativi e i project space, questi ultimi sono luoghi che consentono agli artisti di vivere supportati economicamente, in cui si trovano a vivere insieme, in un ambiente omogeneo ma non collaborativo, perchè non puntano a connettere gli artisti e sviluppare un progetto collettivo.

1.6 Comunicazione dell’arte Premessa

Figura 29. campagna Balenciaga del fotografo Valentin Herfray.

“Il virtuale tende ad attualizzarsi senza essere tuttavia passato a una concretizzazione effettiva o formale [...] il virtuale non si contrappone al reale ma all’attuale: virtualità e attualità sono solo due diversi modi di essere”34. Il mondo virtuale è anche il luogo principale in cui avviene l’esposizione delle opere, da parte degli artisti, in modi diversi. Attraverso i canali digitali, l’artista non ha solo la possibilità di diffondere il suo progetto a più persone possibili, ma può creare un mondo a sé in cui sentirsi libero di mostrare le sue opere nell’ordine e composizione che preferisce.

Comunicazione degli artisti

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Molti artisti si sentono vincolati ad un sistema di comunicazione troppo definito quando devono comunicare tramite dei canali Online. “Forse, come sostiene qualcuno, comunicare fa male. Ma è in molti casi un male necessario, specie oggi. Ed è ovviamente un male necessario anche per quanto riguarda il mondo dell’arte, dove il processo di produzione va sempre più di pari passo con la sua narrazione sociale attraverso i canali di comunicazione (web, social media, riviste di settore). Personalmente, pur non essendo un entusiasta sostenitore delle teorie sullo storytelling che tanto impazzano oggi sui manuali di comunicazione, non posso negare che il mio stesso modo di produrre e presentare il mio lavoro sia notevolmente cambiato a contatto con il mondo dei social media e che richieda da parte mia una sempre maggiore presenza su questo tipo di piattaforme. Nonostante tutto, però, riesco a vedere in questo crescente fenomeno di sublimazione del prodotto artistico nella sfera dell’immateriale i margini per una sperimentazione sulla natura stessa dell’aura dell’opera/azione artistica”35. Sicuramente più avvantaggiati sotto questo punto di vista sono i giovani artisti che hanno una forma di comunicazione quasi modellata sulla griglia offerta dai canali social, in particolare Instagram. Cosa significa essere un artista nel 2019? adesso che molti mercati si sono aperti alla condivisione e basano la loro strategia di comunicazione sul video e/o l’immagine,

Figura 29


l’impiego della creatività è richiesto in molti settori. E’ qui che si comprende quanto l’artista non sia solo un pittore o uno scultore, ma un creativo la cui visione è stata adottata da un brand e impiegato con fini commerciali.

Figura 31

Figura 30

Arte come protesta oggi Rupi Kaur

‘Period.’ È una serie di foto sviluppata da Rupi Kaur per un corso di retorica visiva nel suo ultimo anno universitario. l’obiettivo era sfidare un tabù, raccontare una storia senza l’uso delle parole, diffuse sul suo sito e sul suo profilo instagram, hanno permesso a Kaur di avere un’enorme visibilità. Più tardi Kaur ha rivelato che le foto furono rimosse da Instagram per non aver rispettato i termini di servizio del sito. Ha commentato così: “Grazie Instagram per darmi l’esatta risposta che cercavo quando ho prodotto questo lavoro. Hai cancellato la foto di una donna completamente coperta ma durante le sue mestruaizoni, sottolineando che questa va contro le guidelines della community, quando le tua eguidelines sottolineano invece che non è nulla di sconvolgente. La ragazza è completamente coperta. La foto è mia. Non sta attaccando un certo gruppo , non è spam. Dato che queste sono le tue regole che io non

ho infranto i ripubblicherò la stessa foto nuovamente. Non mi scuserò per non nutrire l’ego e l’orgoglio di una società misogina che vuole veder eil mio corpo in mutande ma non con un piccolo difetto. Questo quando le tue pagine sono riempite di infinite foto/accounts dove ragazza (moltissime minorenni) sono oggettificate, rese a pura pornografia e non trattate umanamente. Grazie”. “Instagram ha risposto offrendo a Kaur delle scuse e ha dichiarato che le immagini sono state rimosse per errore”36.

Figura 32

Figura 30. “Oggi, @ KehindeWiley e @ ASherald sono diventati i primi artisti neri a creare ritratti presidenziali ufficiali per lo Smithsonian.” post di Obama Figura 31. Vanessa Beercroft per Kanye West, sfilata Yeezy 2016. Figura 32 Foto pubblicata da Rupi kaur er la sua serie “period”, progetto universitario della poetessa.

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Comunicazione delle gallerie “Il world wide web viene spesso descritto come il grande nemico della cultura tradizionale, minando l’industria musicale, l’industria cinematografica e l’editoria. Eppure una forma d’arte ha ora trovato una via d’uscita - forse anche un modo per prosperare - e fornire una carriera agli artisti del futuro. Le arti visive sono in piena espansione Online. Questa è la pretesa di un numero crescente di gallerie d’arte virtuali, supportate questa primavera da un’indagine annuale sul mercato delle belle arti. Il sondaggio mostra che il valore del commercio online è ora di circa 1,57 miliardi di sterline e probabilmente raddoppierà entro il 2018”37. Le gallerie oggi sono in un periodo di crisi, A causa della possibilità che l’Online ha fornito di acquisto e vendita di opere, le gallerie oggi hanno molti più competitors e per sopravvivere devono lasciarsi alle spalle l’immagine di ambienti esclusivi e selettivi. “Siamo considerati una razza disgustosa, le receptionist della galleria. [...] personaggi di serie nei drammi in miniatura del mondo dell’arte, siamo creature pretenziose vestite dalla moda intellettuale e tacchi alti, che gocciolano con sarcasmo, roteando gli occhi ai visitatori che chiedono qualcosa di banale come il listino prezzi. Dio non voglia che tu chieda dove si trova il bagno”38. “Con il mercato dell’arte in espansione, non stiamo solo assistendo alle nuove modalità di vendita dell’arte, ma anche a come viene acquistata, perché e da chi. Le piattaforme di vendita Online stanno fornendo risposte molto interessanti a queste domande. La capacità delle piattaforme di arte Online di responsabilizzare il pubblico in quanto tastemaker è un esempio di un tale cambiamento, che ha molti risultati positivi: per il pubblico, che sarà in grado di affinare i propri giudizi sull’arte; per gli artisti, che desiderano una parità di condizioni; e per la cultura, che diventerà molto più rappresentativa di tutta la società, non solo le classi dei curatori. Internet è una grande opportunità per artisti emergenti e acquirenti di entrare nel mercato dell’arte visiva e plasmare il suo sviluppo. Social media, piattaforme di vendita d’arte e singoli siti web offrono tutti qualcosa di diverso”39. “Achille Bonito Oliva riflette sul destino delle gallerie. Individuando nella rete e nelle tecnologie informatiche un potenziale ostacolo, ma anche un utile strumento. Quali strategie devono mettere in campo le gallerie oggi per sopravvivere? rima le gallerie erano dei luoghi di riferimento, complice la loro stanzialità. Ora, con l’evoluzione della tecnologia e di Internet, le gallerie possono anche viaggiare attraverso l’informatica. La territorialità della galleria ha perso di valore. Una galleria oggi deve cercare un punto fermo da cui ogni volta partire. Il problema è che Internet ha sviluppato sempre più un profilo altamente speculativo. L’informazione

P 33

è al servizio di un’offerta e l’offerta è collegata anche a delle occasioni spesso fruite dal collezionismo, che prima invece si recava sul posto, andando alle mostre e negli studi degli artisti. Assistiamo a una sorta di smaterializzazione del prodotto e questo comporta il superamento del valore della stanzialità delle gallerie. Per dirla alla Bauman, l’arte si è fatta liquida, scivola e arriva dappertutto. Se la galleria prima era anche garante di qualità, per la storia che aveva alle spalle, ora è l’informazione ad aver preso il sopravvento, un’informazione che prescinde anche dal luogo di partenza dell’offerta. Per mantenere alto il grado di qualità delle proposte, cosa dovrebbe fare una galleria? ttraverso l’informatica l’artista stesso può offrire i suoi prodotti. Mentre prima l’oggetto, la forma artistica venivano incorniciati in uno spazio che ne garantiva anche la qualità, adesso l’artista stesso può fare tutto questo. Può anche prescindere dalla galleria.

A

E cosa deve fare la galleria per mantenere il suo ruolo e cercare di essere ancora un soggetto con cui l’artista vuole confrontarsi? a galleria deve contenere l’informazione, renderla selettiva. Produrre delle offerte capaci di rappresentare l’artista, oltre all’opera in sé. Altrimenti la rete diventa uno strumento di arredo, occasioni iconografiche raccolte in maniera anaffettiva, neutrale, impersonale. L’opera è diventata fantasmatica, come una apparizione smaterializzata. Si tratta di trovare un punto di equilibrio tra l’offerta e la posizione dell’opera. Io credo che l’arte abbia una sua gravitas, una sua oggettualità che richiede un luogo per collocarsi. Il punto è cercare, anche attraverso la rete, di realizzare dei luoghi virtuali. Tenendo salda, però, anche una componente fisica. Certo, il luogo è indispensabile. L’arte vuole abitare in un posto. Si tratta non di creare un’offerta tout court, con una informazione non descrittiva, ma l’opera deve creare anche una sua collocazione culturale attraverso l’offerta del gallerista e dell’artista.

L

E il pubblico che ruolo gioca in questo panorama? a rete apre a un pubblico indiscriminato. Se prima il pubblico andava nel luogo in cui poteva visionare l’opera, adesso l’opera arriva in maniera attiva direttamente nelle case, anche del pubblico che non acquista ma che vuole solo vedere. Bisogna lottare anche contro la quantità, che determina una sorta di passività, di abitudine che produce un fenomeno perverso, il voyeurismo dell’arte.

L


Di cui anche le gallerie diventano “vittime”? e gallerie diventano vittime in quanto hanno perso il potere di irradiazione dell’estetica.

L

Anche questo potrebbe essere un suggerimento per i galleristi, tornare a tale irradiazione? rradiare un’estetica non significa solo mettere un’immagine in rete, ma crearle intorno una cornice culturale. Qui allora la critica potrebbe trovare una sua funzione, un suo potere di mediazione, di motivazione.

I

Rinsaldare il dialogo tra critica, galleria, opera e artista, dunque? a rete può produrre una rifunzionalizzazione di tutti i soggetti del sistema dell’arte in quanto, usufruendo della rete, ci può essere velocità, diffusione, ma quello che può garantirne la funzione è la capacità di una lettura sintetica, capillare e motivata.

L

È una via che sta percorrendo anche lei, sul fronte della critica? to realizzando una enciclopedia sul tempo, multidisciplinare e multimediale. Anche questo potrebbe essere un modo di orientare il pubblico e di educarlo diversamente. Questa enciclopedia, riportata in rete, potrebbe avere una capacità di educare il pubblico fuori dalle convenzioni, senza pensare che esistano degli specifici storici che vanno rispettati. Ogni linguaggio lavora sullo sconfinamento, il tempo ha fatto deragliare tutti i linguaggi dell’arte contemporanea e questo deragliamento dà la possibilità di superare la stanzialità. Il luogo fermo può essere anche il libro. Con una diffusione su rete, si può produrre un nuovo tipo di conoscenza”40.

S

Figura 33. Evento musicale organizzato dalla Triennale Museo del design

Figura 33

Comunicazione dei musei La presenza dei musei Online si articola generalmente in: sito web, pagine social Facebook e IG) e riviste Online dedicate. La sezione degli archivi di alcuni musei mostra tutte le loro opere. “Instagram potrebbe essere il nuovo modo di consumare arte (e “arte”), ma gli influencers stanno sono stati chiamati a mostrare l’arte di un tempo. Nel tentativo di promuovere una nuova piattaforma Online per i maggiori musei di Parigi, alcuni Influencers sono stati incaricati di ricreare dipinti famosi. [...] Che sia un fotografo, un fashion blogger o uno YouTuber, ogni Influencer ha attinto materiale dalle proprie esperienze per esprimere la propria affinità con il lavoro originale, o semplicemente per reinterpretarlo con un nuovo punto di vista”41. Marina Abramovic non partecipa alla nuova mostra di Gucci, ma il suo lavoro è stato fonte d’ispirazione per il curatore Maurizio Cattelan. Si ha così un’immagine e un titolo familiari presentati in un contesto completamente nuovo. In questo modo, il progetto si libera istantaneamente dei limiti fisici della mostra, che necessita di essere vista, per diventare parte di una significativa discussione mediatica e culturale. “I nuovi ArtWall si trovano in Lafayette Street, nel quartiere di Soho a Manhattan’s, in Largo la Foppa a Milano, e nelle immediate vicinanze della famosa Brick Lane nell’est di Londra. A Hong Kong l’ArtWall si trova in D’Aguilar Street, nel quartiere di Lan Kwai Fong. Nelle prossime settimane, un nuovo ArtWall verrà inaugurato a Shanghai (nel Xintiandi North Block), e ospiterà un murale appositamente creato per pubblicizzare l’apertura della mostra. The Artist is Present resterà aperta dall’11 ottobre al 16 dicembre 2018 allo Yuz Museum di Shanghai”42. “Il numero di visitatori di età compresa tra 18 e 26 è salito del 40% nel 2017 rispetto al 2016. Un grande elemento qui è l’invito ai DJ a tenere concerti nella corte Khmer del museo, di sera, con ingresso gratuito. Questi concerti “Guimet [Mix]” vedono i musicisti ispirati alle opere degli estesi archivi musicali dell’istituto. - I concerti compensano la nostra mancanza di aperture in ritardo - dice Makariou. I visitatori possono passeggiare tra le antichità sud-est asiatiche, indiane e cambogiane al primo piano durante i concerti. Questo ha incoraggiato i giovani a tornare. E quali sfide deve affrontare? - l budget! - dice lei. - Siamo preoccupati per questo. Ci sembra che il nostro punto di riferimento è il ministero del bilancio piuttosto che quello della cultura e ci chiediamo che tipo di sostegno potremmo ottenere quando avremo decisioni difficili da prendere. Ma tocca a noi andare avanti, con la nostra energia e la nostra fede”43.

34


La catalogazione delle opere nel digitale L’Online è sfruttato principalmente per catalogare gli archivi dei musei. Google sta lavorando su questo fronte, simulando digitalmente la visita del museo (come ha fatto con Maps), ma anche intrecciando le preferenze espresse dagli utenti, questo per donare un’esperienza completa del mondo dell’arte. Ci sono altri progetti che sfruttano le nuove tecnologie per diffondere l’arte digitalmente: ad esempio Acute Art: “Acute Art lavora con gli artisti più interessanti di oggi, riunendo tecnologia e visione artistica. Attualmente lavorando su realtà virtuale, realtà aumentata e video a 360 °, produciamo opere digitali originali che sono disponibili gratuitamente su App Store, Google Play, HTC Viveport e Steam. Ad oggi, i nostri artisti includono Christo e Jeanne-Claude, Marina Abramovic, Jeff Koons, Anish Kapoor, Olafur Eliasson, Nathalie Djurberg e Hans Berg, e Jakob Steensen, tra gli altri artisti emergenti di talento e premiati” 44.

L’utilizzo dei dati Arts and culture è un progetto del Google Cultural institute, che lo stesso motore di ricerca definisce come “uno sforzo per rendere disponibile e accessibile a tutti un importante materiale culturale e conservarlo digitalmente per educare e ispirare le generazioni future”45. In effetti l’applicazione permette di conoscere in modo approfondito la storia di un artista, di trovare la mostra più vicina ed esplorare le collezioni di tutto il mondo. Tra le varie funzionalità dell’app, qui di seguito sono riportate le più interessanti e sperimentali: “Art Selfie, inizialmente diffusa solo negli U.S.A., adesso arrivata anche in europa, che permette all’utente di scattarsi una foto, e trovare i suoi “simili” nella storia dell’arte: “Google arts & Culture” collabora con istituzioni di tutto il mondo che espongono una selezione delle loro opere d’arte sulla piattaforme. Questa funzionalità ti permette di esplorarle in modo nuovo e divertente”46. “Da oggi è disponibile in tutto il mondo la funzione Art Selfie della piattaforma Google Arts & Culture, capace di associare i selfie scattati dagli utenti ai soggetti ritratti nei quadri del proprio grande archivio, trovando (in teoria) quelli più somiglianti”47.

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Figura 34 Cyborg Olafur Eliasson, Marina Abramovic e Jeff Koons (foto di Acute Art)

Figura 34


Google Arts & Cultures

Insight rilevati

Art Palette “Art Palette funziona come un motore di ricerca che trova le opere d’arte in base alla tavolozza dei colori scelta. Usando questo strumento, puoi esplorare come gli stessi cinque colori di Iris di Van Gogh possono essere collegati a un folio iraniano del XVI secolo o alle ninfee di Monet. Art Palette può aiutare gli esperti creativi in arte, design e oltre a fare scelte informate riguardo le tavolozze dei colori, comprendendo il contesto e la storia che sta dietro a ciascuna”48.

Oggi un’artista può essere indipendente e fare concorrenza diretta a musei e gallerie. C’è da dire che comunicare in larga scala non è per tutti gli artisti, quindi aumentare i mezzi di comunicazione non li renderà comunque dei competitor con altre realtà. I musei stanno cambiando il loro approccio nei confronti del pubblico. Anche in questo caso gli eventi sono un punto cruciale nella loro comunicazione, perché il tempo e l’attenzione sono diventate le risorse più preziose degli individui.

Figura 35

LIFE tags “LIFE Tags organizza oltre 4 milioni di immagini dagli archivi delle riviste LIFE in un’enciclopedia interattiva che utilizza l’apprendimento automatico. Tra il 1936 e il 1972, la rivista è una pubblicazione di storie americane con un’enfasi sul fotogiornalismo. Il nostro esperimento riporta in vita la rivista iconica. La sezione di parole chiave è organizzata visivamente come un dizionario e il risultato della ricerca attraverso la parola chiave (in questo caso “ring”) contiene tutte le foto del LIFE magazine che hanno il soggetto cercato all’interno”49. Figura 36

Figura 35. Screenshot del sito i cui risultati di ricerca dipendono dalla palette colori selezionata in alto. Figura 36 Risultati di un esempio di ricerca, alla parola “ring“(anello) i risultati visivi di tutta la collezione fotografica di LIFE in merito sono visibili.

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1.7 I Dati dell’arte contemporanea

Questa sezione è stata sviluppata tramite la diffusione di due questionari Online: il primo è indirizzato agli artisti, chiamato “Being an artist in 2018”, in esso si chiede qual’è il processo di lavoro, se l’artista riesce a lavorare in compagnia, come si mostra Online, cosa pensa delle moderne Gallerie e quanto è difficile trovare un curatore. Le risposte sono in maggioranza a risposta chiusa anche se si chiedono alcune motivazioni a cui rispondere lliberamente. Il questionario è stato ben accolto e ha ricevuto un feedback da parte di 82 artisti distribuiti in tutto il mondo. il secondo è indirizzato alle gallerie: “Galleries in 2018” e chiede informazioni alle gallerie circa la modalità di vendita, chiedendo quanto influisce la comunicazione digitale nel loro lavoro e cosa è cambiato dopo l’Online. Il riscotro è stato inferiore: 4 gallerie hanno risposto al questionare. Contemporaneamente le informazioni sono state confermate da due report di ArtTactic: “NextGen Artist 2018” e “Contemporary Art Market Confidence Report, October 2018”

Questionari Artisti La ricerca ha raccolto le testimonianze di 82 artisti distribuiti sul territorio internazionale. Con le domande si è cercato di capire il ruolo del digitale nel processo di lavoro dell’artista, oltre ad analizzare l’importanza della collocazione geografica dell’artista. Si è capito che la maggior parte degli intervistati non vive nelle loro città di provenienza e che considera la città dove vive come un elemento cruciale per la produzione e vendita delle sue opere. Di seguito più nello specifico le risposte più interessanti. ArtTactic ha sviluppato un report sullo stesso tema che ha un più ampio raggio di analisi e che quindi vale la pena considerare: ha analizzato un campione di 1.300 artisti con un filtro molto

più definito: “La ricerca ha riguardato artisti con “successi e traguardi nella carriera” di età pari o inferiore ai 40 anni. La selezione degli artistiè avvenuta in base ai seguenti criteri: 1) Mostre importanti negli ultimi tre anni 2) Inserimento in collezioni museali e grandi collezioni private 3) Premi degli artisti negli ultimi 18 mesi 4) Partecipazione biennale negli ultimi 18 mesi 5) Rappresentazioni 6) Partecipazioni alle fiere 7) Presenza nelle aste 8) Presenza sui social media. Un elenco principale di oltre 1.300 artisti è stato catturato dai filtri di cui sopra”50.

Quanti anni hai?

Gli artisti intervistati hanno dovuto dichiarare la loro fascia di età. In totale gli 82 campioni hanno tra i 15 e i 60 anni.

15-20 5.00%

25-30 20.70%

35-40 7.30%

40-50 9.60%

20-25 22.00%

30-35 25.60%

50-60 9.70%

37

Figura 37. età artisti su un campione di 82 artisti.


Sì No il73%

Rimane nel paese del proprio Master Il 40% dei migliori 500 giovani artisti secondo ArtTactic si è trasferito all’estero. Esiste un’elevata correlazione tra la scelta Città di residenza dei Top 100 Artisti contemporanei New York

Berlino

Los Angeles

Londra

Parigi

Pechino

37% 14% 5%

17% 6% 3%

Le città dove i top 100 Artisti contemporanei, secondo ArtTactic, vivono e lavorano. New York e Londra sono a livello mondiale le città preferite per il master, con il 30,8% e il 28,2% dei primi 100 artisti. Segue Los Angeles al terzo posto.

dell’ubicazione finale del loro livello di istruzione e dove gli artisti decidono di stabilirsi e lavorare.

73 (89%)

18 (22%)

9 (11%)

62 (75,6%)

No Sì

La maggior parte (il 75,6% di 82) degli intervistati ha studiato all’università. Arttactic ci fornisce ulteriori dati su questo aspetto. I dati sono implementati all’interno della ricerca.

Pensi che la città in cui vivi influenzi il tuo processo creativo?

Hai studiato?

82 Sono le risposte al questionario

Alcune domande aperte hanno meno risposte, fino ad un minimo di 70.

il45% il58% Secondo ArtTactic50

Vive in un paese diverso da quello di origine Su un campione di 1.300 artisti

Ha studiato in un paese diverso da quello di origine per il proprio M.A.

38


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Torino

Nel grafico più nel dettaglio la quantità rispetto agli stati e le città di riferimento.

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23

I paesi di provenienza degli 82 artisti

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33 (40,20%)

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Paesi Bassi

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49 (59,70%)

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2 M

Dove vivi? Dove vivono gli artisti che hanno risposto al questionario? Il grafico mostra nel dettaglio questo dato su un campione di 82 artisti. ArtTactic dà maggiori informazioni sul flusso degli artisti in generale.

2

2

Figura 38. Collocazione attuale degli atisti considerati e luogo di lavoro degli 82 artisti considerati.

Dove lavori?

Casa 51, 62.20%

Studio 18, 22%

5, 6.10%

8, 9.80%

Residenza

Co-working

56 Artisti su 70

Pensano che la residenza d’artista sia un’esperienza utile alla loro carriera.

45 Artisti su 82

39

Lavorano in presenza di altri artisti/persone.


Sì solo2 85% artisti su 82 71 56 Hai una comunità di artisti con cui ti relazioni?

Su 82 risposte: • Sono miei amici, Online e Offline: 52 (63,4%). • Sono Online: 26 (31,7%) • Nella città in cui vivo: 14 (17,1%)

Di 82 artisti, va ad eventi di arte contemporanea

il50% Di 82 artisti trova difficoltà a mostrare il proprio lavoro online

Artisti su 82

Archivia / condivide / pubblica su internet il proprio lavoro. • Tramite il suo sito (55) • Tramite la sua pagina Social (56).

il 64%

Pensano che il mondo digitale sia importante per la produzione delle loro opere, e condividono il loro processo artistico (ispirazioni, dubbi, opere d’arte) con i loro amici.

Secondo ArtTactic

Artisti su 82

Di 1300 artisti ha un Account Instagram

Sono seguiti da un curatore

40


il 51%

Di 82 non crede che il digitale sia il mezzo migliore per vendere il proprio lavoro.

- “Il digitale è importante per mostrare i tuoi prodotti, può aiutare le vendite, ma per me non è un affare”. - “Vendere lavoro” è molto più che scambiare denaro per oggetti: può significare progettare l’interazione con le persone e mettere in moto progetti a più lungo termine.

questo non può essere semplicemente venduto online tramite un sito di gallerie, ma richiede molte interazioni face2face e compilazione di moduli”. - “Perché quando esponi i tuoi disegni online questi escono da una specifica dimensione: il lavoro diventa un “altro” pezzo in rete (anche se la promozione online è sempre un ottimo modo per mostrare questi lavori). Quindi, quando stai mostrando i tuoi pezzi a un pubblico in uno spazio specifico, questi acquisiscono rilevanza e coerenza.

“Non credo in un sistema dell’arte in cui il valore del lavoro è attribuito dalle banche dI investimento.”

Si potrebbe dire che le risorse online sono fantastiche per parlare dell’artista e della sua arte, ma in un evento questa arte suggerisce un interesse maggiore per la vendita.”

Che tipo di artista sei? Molto difficili da identificare le categorie di azione, questa era una domanda a risposta aperta e si è cercato di raggruppare tutte le risposte in cluster coerenti con la definizione data dall’artista.

2. Digital Artist

1.Cartoni 1.Ceramica 1.Concept 3. Designer 41

4.

Fotografo

7. Ballerino

3. Glitch artist 1.Henna 1.Disegno

8. Multimedia

4. Musicista 10. Pittore

Figura 39. Tipologia degli 82 artisti raggiunti.

3. Poeta 2. Teatro 1.Sociale

4. Scultore 3. Videomaker 1.Gioielli

14. Visual Artist


Questionari Gallerie

Sì No La città in cui sei influisce sul tuo lavoro?

La ricerca quantitativa sulle gallerie non ha prodotto gli stessi risultati, principalmente per due motivazioni: • Difficoltà nell’individuare gallerie aperte e in attività Online; • Reticenza da parte loro a fornire informazioni sull’attività che svolgono. Il risultato dei questionari ha prodotto 4 risposte che hanno dato un input interessante per delineare il quadro attuale. Le realtà analizzate sono principalmente italiane (1 a Milano, 2 a Napoli e 1 a Londra) . La loro attività di gallerie è mirata ad aumentare il prestigio e il valore della loro selezione di artisti. Le gallerie a diferenza degli spazi di produzione e sperimentazione sono luoghi che si mantengono con un’attività commerciale, hanno quindi bisogno di porre particolare attenzione al pubblico dei collezionisti e ai trend di mercato. La formula delle gallerie è in costante evoluzione e sono attualmente in pieno periodo di crisi. Bisognerà dunque porre molta attenzione alla evoluzione di queste realtà in futuro.

3 (75%)

1 (25%)

Quanti artisti hai nella tua collezione?

500

10

7

30

Figura 40. quantità di artisti curati dalle 4 gallerie raggiunte.

Come trovi gli artisti?

Contatti personali 2 (50%)

Gallerie 1 (25%)

Accademie 1 (25%)

42


100% Delle 4 gallerie crede che l’Online abbia cambiato il commercio dell’arte e che l’Online non sia la migliore opzione per vendere. Il 25%: “No, vendere arte richiede ancora un approccio molto personale, ma sempre di più sta accadendo che i contatti si creino online (tramite e-mail, campagne digitali e sale di visualizzazione online)”.

Il 25%: “Non il migliore, ma uno dei modi migliori per promuovere gli artisti verso un pubblico globale”.

il75%

“Il pubblico sta cambiando (i millennial stanno iniziando a collezionare opere d’arte), il che cambia il modo in cui le gallerie comunicano”.

il50% delle 4 gallerie crede che l’Online abbia aumentato il valore del mercato dell’arte.

Di 4 Vende anche Online E l’Online è dove il 50% vende di più. Per la comunicazione digitale il

50% spende all’incirca il 60-70 % del loro budget totale.

03_Insight rilevati

43

Gli artisti nel 2018 sono per la maggior parte fuori sede, danno molta importanza al luogo in cui vivono, lavorano su vari media. Principalmente lavorano in casa perché non hanno uno studio, ma in presenza di loro colleghi con i quali condividono idee. Farebbero volentieri una esperienza di residenza, frequentano gallerie giovani e quasi tutti vanno ad eventi artistici. Hanno una comunità di amici con cui scambiano idee anche Online. Considerano fondamentale il mondo digitale per la loro produzione artistica. Pubblicano i loro lavori sui social, una buona fetta ha anche il proprio sito internet. La metà trova difficile esporre i lavori Online. Quasi nessuno di loro ha un curatore. Non credono che

Il 25%: “Non ha né aumentato né diminuito il suo valore, ma ha

migliorato l’accesso e dato agli artisti un mercato più ampio.”

vendere Online sia la migliore opzione per loro, perché internet risulta più utile a creare engagement piuttosto che vendere. Tutti vorrebbero esporre in gallerie, il 35 % di loro lo ha fatto, ma in gallerie indipendenti. Il 4% ha esposto in grandi gallerie e tutto il resto non lo ha mai fatto. Le gallerie hanno bisogno di riflettere sulla propria valenza all’interno di un mercato che sta cambiando rapidamente. C’è bisogno di individuare una formula di comunicazione ed identità adeguata alla nuova generazione di collezionisti. Molte gallerie sono chiuse ma sono acnora rintracciabili Online (anche se non sono più in attività) questo sia a livello nazionale che internazionale.


Capitolo 2. Il mercato dell’arte contemporanea in Italia Interviste ai principali stakeholder

45


2.1 Intro

Questa sezione mostra la parte di ricerca svolta sul capo. Sono state svolte 28 interviste a diversi stakeholder. Di seguito sono riportate le interviste divise per sezioni: residenze d’artista, spazi non profit, artist-run spaces, giovani gallerie, fiere e artisti. Tutti gli spazi sono collocati in italia. Alle interviste, sempre divisi per categoria, sono poi stati associati dei casi studio ed eventuali report, considerati validi esempi nell’universo considerato.

2.2 Il caso di Italian Cluster

Nel corso delle interviste c’è stato un richiamo al progetto condotto nello stesso periodo da Giulia Floris e Giulia Ratti, che hanno sviluppato un report pensato per censire e raccogliere informazioni su i vari project space* italiani. Con loro c’è stato un confronto sul loro progetto. Si è partecipato alla presentazione del libro che ne è risultato, intitolato “Italian Cluster”. Si ritiene interessante inglobare anche questa ricerca all’interno della tesi per sottolineare l’importanza e la necessità di instaurare un dialogo con i project space e le istituzioni in italia, continuando quanto più possibile. “La scelta di intraprendere questo studio è legata alla nostra esperienza personale e all’osservazione del panorama italiano, all’interno del quale oggi le realtà del project space risulta estremamente stimolante per ciò che concerne la produzione e la sperimentazione artistica. Negli ultimi anni il fenomeno di spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea emergente, fondati senza scopi di lucro, è andato rapidamente crescendo. Sebbene le realtà indipendenti siano sempre esistite, negli ultimi anni si sono moltiplicate e strutturate con sempre maggiore consapevolezza, arrivando a ricoprire un ruolo effettivo all’interno dell’offerta culturale italiana. Lavorando nella maggior parte dei casi con giovani emergenti, e collocandosi quindi nel periodo tra la formazione accademica e il riconoscimento professionaledegli artisti, questi nuclei mostrano una forte spinta sperimentale”51. * Project space è il termine che verrà utilizzato d’ora in poi per identificare i luoghi di produzione e sperimentazione di arte contemporanea, utile per inglobare tutto l’universo di cui si sta perlando

Realtà analizzate Si riporta la sezione “Galassia” che rappresenta la mappatura proposta dalle Giulie (questo è il loro alter-ego) dei project spaces in Italia. Alcune di queste realtà sono state intervistate personalmente per questa tesi, e saranno approfondite in seguito. Quello che è importante notare è la necessità di persone che provengono specificatamente da questo settore, di capire qual’è la situazione attuale in italia e cercare di visualizzare le realtà esistenti.

/77 Milano 2015

Cabinet Milano 2012

63rd-77th STEPS Bari 2013

Careof Milano 1987

Almanac Torino 2013 Armada Milano 2002

Carico massimo Livorno 2012

Assab One Milano 2002 Associazione Random Lecce 2011 ATZ Milano 2015 Barriera Torino 2007 Base/Progetti per l’arte Firenze 1998 Bocs Catania 2008 [.BOX]Videoart project space Milano 2010

Cherimus Perdaxius 2007 Converso Milano 2017 CRIPTA747 Torino 2008 Current Milano 2016 Dimora Artica Milano 2013 Edicola Radetzky Milano 2016 Fanta Spazio Milano 2015 Flip Project Napoli 2011

46


Gasconade Milano 2011

O’ Milano 2001

t-space Milano 2016

Ultrastudio Pescara 2015

Gelateria Sogni di Ghiaccio Bologna 2016

Porto dell’Arte Bologna 2016

The Open Box Milano 2015

Una vetrina Roma 2013

Gigantic Milano 2014

Siliqoon Milano 2014

The Workbench Milano 2015

Viafarini Milano 1991

Giuseppe Frau Gallery Gonnessa 2009

SPACE 4235 Genova 2010

Tile Project Space Milano 2014

Zuecca Project Venezia 2011

Il Colorificio Milano 2016

Spazio Buonasera Torino 2015

Tretu Galaxie Torino 2016

In curva Favignana 2016

Standards Milano 2015

Tripla Bologna 2016-2019

Iodeposito Pontrebba 2009 L’ascensore Palermo 2015 Le Dictateur Milano 2009 Like a little disaster Polignano a Mare 2014 LocaleDue Bologna 2013 Mars Milano 2008 MEGA Milano 2016

47

Montecristo Project Isola di Montecristo 2016

Figura 1 Presentazione libro Italian Cluster52, 04.03.2019 Colibrì Milano, Via Laghetto 9/11


2.3 Le residenze d’artista Il fenomeno delle residenze d’artista esiste da decenni, ma, con il tempo e la nascita di nuove necessità, il suo modello è cambiato. Il Policy Handbook dell’unione europea53 (scritto per il periodo tra il 2011 e il 2014) indica una rapida crescita delle residenze e un importante ruolo di queste ultime nella carriera di un artista. Non esistono modelli compatibili, fatta eccezione per i congedi di studio e gli anni sabbatici, in altre carriere professionali. Nella carriera di un artista non c’è una chiara progressione, inoltre, per guadagnarsi da vivere, gli artisti combinano molto spesso le loro pratiche artistiche con lavori non legati alle arti. Per sviluppare il loro percorso artistico quindi, gli artisti devono creare una distanza dalle loro attività secondarie. Farlo in modo fisico (una residenza) è un modo efficace per riportare l’attenzione sulla creazione. Spesso le residenze lavorano con il territorio in cui si trovano e gli artisti sono chiamati a concentrarsi su una realtà nuova. È possibile che gli artisti vengano anche stipendiati dalla residenza nel caso in cui questa collabori con compagnie o aziende locali.

48


Interviste Si analizza il fenomeno della residenza in Italia tenendo conto dei cambiamenti avvenuti negli ultimi anni che hanno portato a una crisi di questo modello. L’analisi delle realtà è stata fatta seguendo i cinque principi per definire l’Insight54. L’insight è l’elemento che sottolinea gli aspetti chiave di ogni realtà, individuabile solo tramite la ricerca sul campo. L’insight è propedeutico alla fase progettuale e permette di capire a fondo che tipo di problemi si possono rsiolvere. Vengono di seguito presentate tutte le interviste fatte nelle diverse residenze italiane prese in considerazione, per un totale di 10 interviste che sono di seguito presentate in ordine cronologico.

Il percorso propedeutico all’individuazione dell’insight “Poiché le esperienze dei clienti sono il centro del nostro lavoro, la necessità di una definizione approfondita dei loro bisogni è aumentata. Gli Insight sono uno step fondamentale del processo di progettazione e innovazione. La collezione sempre crescente di dati mette a disposizione più conoscenza che mai, ma è necessario sapere cosa farne.[...] Le organizzazioni spesso fanno fatica ad arrivare a una definizione standard di una intuizione, avere un metodo per trovarla ed articolarla. La maggior parte degli insight che vediamo sono nient’altro che osservazioni, che riportano ciò che è stato visto sul campo senza alcuna azione esplicita o risultato allegato. [...] Gli insight devono individuare: Una verità umana fondamentale non riconosciuta. Un nuovo modo di vedere il mondo, che ci fa riesaminare le convenzioni esistenti e sfidare lo status quo. Un’osservazione penetrante sul comportamento umano che risulta dall’osservazione dei consumatori da una nuova prospettiva. Una scoperta sulle motivazioni che sono alla base delle azioni delle persone.”54.

49

Figura 2. schema seguito per l’individuazione degli insight. Lo schema è stato utilizzato per tutte le interviste svolte in ogni categoria.


Bikini art Residency Dati Anno fondazione: 2016 Luogo: Cernobbio, (CO) Tematica: arte sperimentale, guerrilla approach, fun-for-purpose attitude Call per artisti: conoscenze interne Sostenitori: Campari Collaborazioni: Alla Carta, Archipiélago, Biquini Wax, Capo d’Arte, F.A.R., Olo Creative Farm, Salón Acme, Viasaterna

Contesto “Bikini è un programma di residenza autofinanziato, che supporta la produzione di arte contemporanea. La residenza è situata sul lago di como, in italia, e ospita artisti internazionali. Il residente ha l’opportunità di mescolarsi con entrambi gli amici del programma e la comunità locale di artisti, creativi e pensatori in una serie di eventi e collaborazioni. Durante tutta la durata di ogni residenza, il lavoro e il processo sono documentati ed esibiti. Al bikini ci sporchiamo le mani per raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo un approccio sperimentale e di guerriglia applicato alle industrie creative, operando sempre con un atteggiamento divertente.”55 La residenza si colloca come punto di riferimento culturale a Cernobbio per artisti internazionali. Il board è composto da professionisti del mondo dell’arte e non solo, hanno una squadra di supporto per sviluppare al meglio le opere dell’artista ed aiutarlo nel processo di produzione. Dilemma Non è una realtà che gode di finanziamenti da aziende o esterni. Si mantiene sul budget dei suoi fondatori e sull’affitto degli spazi presenti nella struttura. Perché La realtà è nata come un ambiente esclusivo. Gli addetti ai lavori sono tutti appartenenti alla cerchia personale dei fondatori, anche gli artisti vengono selezionati tramite passaparola. Motivazione L’assenza di grandi somme e di investitori non permette al board di focalizzarsi esclusivamente sull’attività di

produzione dell’artista. Ideale I fondatori di bikini vorrebbero un maggiore interesse da parte di finanziatori/banche/investitori. Creare una realtà di produzione artistica a Cernobbio è un ottimo modo per rendere il luogo un punto di riferimento artistico importante, può dare nuova vita allo stabile, di proprietà del direttore della residenza. I fondatori con questo progetto hanno anche benefici all’interno della loro cerchia sociale (costruzione di una rete culturale fitta e collaborativa, per dare vita a nuovi progetti). Insight Il mantenimento del luogo genera elevati costi, rispetto al Return Of Investment prodotto dall’attività culturale, questo modello di sostentamento risulta un po’ stretto nell’ottica della produzione artistica. Parole chiave Giovane, privata, informale, mancanza di finanziamenti, internazionale.

50


gallerie o da appassionati d’arte? quale categoria ha più bisogno del vostro intervento? lcuni dei soci fondatori tra cui Roberto e Matteo sono sempre stati interessati al mondo dell’arte, Roberto ha iniziato a studiare con me poi è diventato direttore scientifico della fondazione Ratti. Per prima cosa noi siamo appassionati e abbiamo avuto nella nostra rete di relazioni e conoscenze modo di confrontarci sempre con il mondo dell’arte. E’ venuta quindi l’idea di fare una residenza per rispondere alla necessità degli artisti emergenti. Una volta uscito dall’accademia ti trovi di fronte a un percorso molto complicato, devi per forza lavorare per sostenere il tuo lavoro da artista facendo lavori che non richiedono necessariamente il tuo impegno intellettuale, nel minor caso riesci a spingere il tuo lavoro e riesci a fare qualche piccola produzione, è molto difficile. Il Primo Step è quello di fare collaborazioni con una rete di amici o iniziare a chiedere di partecipare a programmi di residenze per avere un portfolio elaborato, ma per arrivare alla residenza devi già avere una bella personalità, un’identità definita. Avere un indirizzo mail sul sito è come una piccola versione delle Open Call: fa pubblicità allo spazio però alla fine la scelta di un’artista deve essere basata sulla ricerca di un curatore o sul comitato scientifico, credo che sia più l’organizzazione a cercare un artista. Certi criteri effettivamente rendono credibile il lavoro di una persona, però non ci si basa solo su questo, prima cosa è il contatto umano, poi ci sono molti elementi di una persona, ma in realtà va di pari passo, non ho mai trovato un lavoro interessante che non abbia avuto di base un riconoscimento. Certi criteri rendono credibile il lavoro di una persona. Bisogna dare il giusto valore al riconoscimento, e ne abbiamo avuto la prova: i due artisti che sono venuti qui hanno poi trovato una galleria in cui lavorare. Noi cerchiamo di prendere solo artisti internazionali, perché gli italiani non hanno bisogno di una residenza e perché lavorando con artisti stranieri diventiamo un punto di riferimento in Italia. Il nostro lavoro è difficile quando non è a tempo pieno, abbiamo ritmi più lenti. In fondo chi ha bisogno di noi sono le gallerie, perché hanno sempre più difficoltà nel fornire il servizio di produzione, oltre a quello di vendita. È già molto impegnativo per le gallerie seguire tutte le fiere a livello

A

Figura 3

Intervista completa a Thomas Guanzini Quanti artisti ogni anno richiedono di accedere alla residenza? i sono tante richieste online. Non riusciamo a gestirle perché non abbiamo un’Open Call. Deve essere un processo di scambio, l’artista deve avere una certa onestà. Diamo anche un aiuto tecnico agli artisti, ad esempio l’ultimo lavoro della nostra artista in residenza ha portato ad un utilizzo del marmo in modo particolare. È importante capire che tipo di scambio reciproco ci può essere.

C

Come scegliete gli artisti su cui investire? avoriamo con artisti che conosciamo, e abbiamo con loro un confronto molto organico attraverso il comitato scientifico che decide quali sono le persone da accettare. Abbiamo una collaborazione l’anno, pochi spazi perché ci piace dedicare del tempo ad un artista e allo stesso tempo dare a lui il tempo di produrre. La base del nostro programma rimarrà sempre quella, un artista alla volta per minimo un mese. Abbiamo in mente di organizzare dei workshop con delle lezioni. Il lavoro deve essere di pancia e questo processo deve essere vissuto bene. L’artista deve avere le due caratteristiche di onestà e di ricerca del limite. Inoltre deve esserci uno scambio: noi dobbiamo essere sicuri di apportare qualcosa per facilitare il lavoro dell’artista, anche per aprirgli nuove possibilità non solo relazionali ma anche tecniche.

L

51

La rete di conoscenze che avevate prima di iniziare questo progetto era composta più da artisti, da


internazionale e contattare i collezionisti e non si riesce a seguire anche la produzione. Attualmente non siamo in contatto con gallerie, troviamo che siano abbastanza diffidenti, ma sarebbe interessante iniziare un progetto con loro. Avete un “pubblico” che volete soddisfare? se sì, da chi è composto? ai 20 ai 50, giovani creativi e appassionati d’arte. L’ultimo open studio che abbiamo fatto ha visto la partecipazione di un centinaio di persone e il 60% veniva dall’estero. Pubblico internazionale appassionato d’arte. Poi la location è molto importante. Lo comunichiamo poco, a parte dicendo dove siamo, non abbiamo un approccio turistico nei confronti di questo aspetto. Il lago di Como in Italia è uno dei posti più visitati da un pubblico internazionale. Questo permette di avere una stagionalità più lunga, avere un aeroporto internazionale così vicino. Con la Guesthouse lo faremo di più, uno nutre l’altro. La Guesthouse è un punto di contatto interessante perché è in una posizione unica ma comunque ben collegata a Milano. Inoltre Milano è una città molto giusta per la produzione artistica oggi. Ci sono nella regione tante competenze artigiane, c’è un afflusso internazionale, molti ricercatori, zone periferiche di spazi per artisti economiche, etc..

D

La partecipazione di collaboratori che aiutano tecnicamente gli artisti sembra per voi essere fondamentale (vedi Francesco Pusterla per Lulù Nuti), come trovate le figure giuste? ome già specificato in precedenza abbiamo visto che possiamo supportare con le conoscenze del nostro team la produzione artistica, spesso suggerendo delle direzioni all’artista. In questo caso l’architetto Francesco Pusterla ha supportato Lulù nella costruzione di un modello virtuale della sua opera.

C

La documentazione del lavoro dell’artista è una parte importante del vostro lavoro, qual è lo scopo principale di questa attività? Quanto di questa è destinata alla diffusione Online e quanto alla conservazione dell’opera fisica? a nostra documentazione è molto curata, inoltre la comunicazione è importante (vedi articoli di riviste di settore tipo Flashart). Il

messaggio è uno dei valori che l’artista ci trasmette. Il contenuto non è solo dell’artista ma anche l’opera è il contenuto su cui possiamo sviluppare un valore. Per quanto riguarda la diffusione online quello che ci è piaciuto come idea è di avere principalmente un archivio sul sito. Non tanto i social, lo storytelling lo facciamo direttamente con la documentazione in pdf. Principalmente adeso la comunicazione è destinata a chi può anche investire. Non ci interessa lavorare sui numeri. Quanto investite in comunicazione digitale e perchè? a comunicazione digitale è più un archivio che altro. Il valore del contenuto è fondamentale. Gli stakeholders sono felici di investire in qualcuno che riconosce il valore di quello che comunichi. Abbiamo cominciato come una associazione non-profit, nessuno dei 5 soci si è messo in testa di guadagnare da questo progetto. Vogliamo autosostenerci ma non come bikini art residency, infatti per questo esiste bikini Guesthouse. Personalmente sono l’unico nel tema di bikini che ha avuto una sua pratica artistica e mi sono confrontato con il percorso di richiesta di residenze, mi sono relazionato con la difficoltà di trovare residenze, ho capito che l’aspetto che mi interessava di più era quello di supportare più che produrre come artista, per me è riscoprire il mondo in modo diverso tramite diversi artisti. Entrare nel mondo di qualcun altro per un periodo è affasciante.

L

Figura 4

L

52


Figura 5

Figura 6

53

Figure 3, 4, 5 e 6. Foto scattate in residenza, Dicembre 2018


Via Farini

Dati Anno: 1991 Luogo: Via Farini 2, Milano Tematica: sperimentazione artistica Call per artisti: Open Call online, durata di 3 mesi Sostenitori: Patrizia De Micheli (dal 1988), Maurizio Cattelan (dal 1990), Luisella Valtorta (dal 1990), Paolo Bergmann (dal 1991), Angela Vettese (dal 1993), Alessandra Pioselli (dal 1993), Mario Gorni (dal 1994), Stefano Boeri (dal 1994), Pierluigi Sacco (dal 1994), Alessandra Galletta (dal 1995), Monica Thurner (dal 1995), Alessandra Galasso (dal 1996), Gabi Scardi (dal 2000), Milovan Farronato (dal 2004), Stefano Baia Curioni (dal 2006), Catterina Seia (dal 2006), Giulia Brivio (dal 2006), Giulio Verago (dal 2008), Modou Gueye (dal 2009), Rodrigo Rodriquez (dal 2012), Stefano Baia Curioni (dal 2012), Tommaso Sacchi (dal 2012), Simone Frangi (dal 2012). Collaborazioni e coprogettazioni: Regione Lombardia (dal 1994), Comune di Milano (dal 1995), Provincia di Milano (dal 1997 al 2015), Fondazione Cariplo (dal 1997), Fondazione Banca del Monte di Lombardia (dal 2008), Comune di Milano - Fabbrica del Vapore (dal 2008), Ministero dei Beni e delle Attività Culturali DG Arte Architettura, Contemporanee e Periferie Urbane (dal 2008), Ministero dei Beni e delle Attività Culturali DG Educazione e Ricerca (dal 2016), Ministero dei Beni e delle Attività Culturali Archivi Storici - Soprintendenza archivistica della Lombardia (dal 2016). Collaborazioni con istituti di formazione del territorio: Accademia di Belle Arti di Brera, NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo, Università IUAV Venezia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Politecnico di Milano, ANISA Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte, licei milanesi: Boccioni, Caravaggio, Brera, Volta, Fermi, Manzoni, San Carlo. Collaborazioni con istituti di formazione e residenze internazionali: Rijksakademie van beeldende kunsten, Amsterdam (dal 2006), Futura Projects, Praga (dal 2009), Residency Unlimited, New York City (dal 2014), Le Centquatre, Parigi (2014), PROGR, Berna (dal 2015) , Akademie Schloss Solitude, Stoccarda (dal 2016), Cola Production - La Friche la Belle de Mai, Marsiglia (2016), Kooshk Residency, Teheran (dal 2016), Kunststiftung Baden-Wurttember, Stoccarda (dal 2018), Kin ArtStudio (dal 2018) Contesto “VIR è un luogo aperto al dialogo tra arti visive e altri linguaggi espressivi e all’incubazione creativa, nato per dare spazio alle produzioni degli artisti di volta in volta ospitati e per favorire lo scambio di competenze e la crescita professionale. A cadenza regolare le porte dello spazio, sempre visitabile su appuntamento, sono aperte al pubblico in occasione degli eventi VIR Open Studio, per la restituzione visiva e la presentazione del lavoro svolto. Gli artisti ospitati sono selezionati primariamente attraverso Open Call lanciati a cadenza regolare alla community di Viafarini, come anche su segnalazione di curatori, oltre che su autocandidatura compilando il modulo Application form. VIR si riserva l’opportunità di invitare gli artisti e i curatori ospitati a partecipare a incontri, talk, dibattiti e lecture. Grazie a scambi con residenze internazionali VIR promuove Open Call per dare l’opportunità ad artisti e curatori italiani di spendere periodi di residenza all’estero. Dal 1991 a oggi la rete con centri di formazione e innovazione socio culturale nel mondo è molto più vasta”56.

Via Farini è un punto di riferimento storico nella città di Milano per la produzione di arte contemporanea. Ha formato grandi artisti che hanno avuto l’opportunità di lavorare nella residenza e condividere insieme una esperienza formativa. Dilemma Pur avendo grandi contatti nel mondo dell’arte contemporanea, riesce poco a provocare interesse nei cittadini, che conoscono la realtà ma non la frequentano. Perché La realtà basa la sua identità principalmente sull’archivio che viene conservato alla fabbrica del vapore, in quanto residenza viene poco pubblicizzata e quindi poco frequentata da un pubblico locale. Inoltre l’attività di produzione e di studio visit è poco conosciuta. Motivazione Un povero riconoscimento

dell’importanza

dell’arte

54


contemporanea in italia è sicuramente il motivo per cui il pubblico di una realtà così storica è rimasto circoscritto al mondo dell’arte.

Parole chiave Istituzione, archivio, studio visit, mancanza di interesse da parte dei cittadini, a pagamento, per addetti ai lavori.

Ideale Si potrebbe provocare più attrazione nei confronti dell’arte contemporanea sugli abitanti di Milano. Non per una questione di apertura al territorio, ma per aumentare il prestigio e il valore che le potrebbe essere riconosciuto. Questo valore se accentuato le permetterebbe di avere più apertura anche a livello europeo ed essere considerata un pilastro nel mondo della produzione e sperimentazione dell’arte contemporanea. Insight Il poco interesse del pubblico italiano nei confronti dell’arte contemporanea non permette alla residenza di avere il prestigio che si merita. Essa infatti è una realtà importante solo per gli addetti ai lavori.

Figura 7. Foto dello spazio di residenza prese dal sito “the independent”

Intervista completa a Giulio Verago Come è nata questa realtá? ia Farini era uno spazio non profit per la promozione della ricerca artistica, nel 1991. Nasce per iniziativa di Patrizia Bososco con artisti e operatori culturali che in quel momento sentivano il bisogno di uno spazio di legittimazione indipendente per la ricerca artistica. Questo spazio mancava anche se Keroff e Neon a Bologna già esistevano, ma non avevano sviluppato il know-how tipico che derivasse dalle migliori pratiche internazionali di realtà più affermate a livello internazionale. Via Farini nasce proprio per cercare di tradurre le migliori pratiche dalle Kunstverein e gli artists space americani e introdurli in Italia. Dal 1991 al 2008 Via Farini è stata in questa sede che attualmente ospita il programma di residenza.

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quali sono i vostri obiettivi? a Mission di Via Farini è quella di dare agli artisti un’occasione di formazione: in tutti i sensi, sia attraverso il fare arte che attraverso workshop che attività formative, sia per artisti con artisti, il più possibile in una struttura

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orizzontale tra artisti affermati ed emergenti. Altro punto fondamentale è la documentazione: perché Via Farini è nata con la formazione dell’archivio che attualmente è la sede anche di Keroff e di altri archivi, sono tutti uniti. White Columns è nato con l’idea di archivio che vuole sopperire alla mancanza dello stato in questo settore, non c’è in Italia un archivio artistico contemporaneo di spessore. Un’alta grande opportunità che vogliamo fornire agli artisti è l’occasione di mostrare la propria produzione attraverso il nostro format espositivo, per fare personali e collettivi emergenti, qui da Cattelan a tanti artisti della stessa generazione si sono affermati. Oggi Via Farini è un programma di studi condivisi: io curo il programma di residenza dal 2012, prima insieme al Milo Ronfalonato e ho sempre curato i rapporti internazionali, adesso raggiungiamo gli artisti attraverso l’Open Call: 3 grandi l’anno per 3 periodi di 4 mesi. In particolare gli artisti italiani vengono selezionati, anche i curatori e altri artisti possono consigliarci artisti. Riceviamo auto candidature e candidature dall’estero. Adesso abbiamo scambi attivi con la Germania, con residenze simili e questo è un valore aggiunto straordinario: l’artista ha una idea e una visione


precisa di dove va, ha una cornice specifica. La cornice è un orizzonte di senso e avere un percorso da proporre agli artisti con gli artisti, senza cornice la residenza non esiste. È uno spazio fluido, gli artisti lo condividono. Chi è il vostro target? al 2008 al 2010 è stato indirizzato soprattutto agli artisti stranieri, grazie anche al ministero e la fondazione Cariplo hanno qui portato gli artisti in fase della mid-career, il primo quarto, che passa dalla formazione accademica. Fase che va tra i 20 e i 30 (chiaramente dando una idea generica). Sulla mobilità artistica ci siamo mossi sin dagli anni ’90: infatti fino al 2009 siamo stati lo studio dell’Australian Council, tutti artisti e designer australiani venivano qui. Grazie alla rete di contatti tessuta nel tempo, tutto ci ha portato ad avere la conoscenza e il network sufficienti per aprire il programma di residenza a livello internazionale, poi tutti i progetti hanno una evoluzione, le esigenze degli artisti sono cambiate, Milano oggi sta fiorendo dal punto di vista artistico è diventata ancora più attrattiva, e quindi abbiamo aperto agli artisti italiani e stranieri. Non abbiamo l’obiettivo di avere uno spazio personale come fanno “x” academies, noi vogliamo uno spazio condiviso. Il percorso prevede 4 mesi circa per ciascun artista e l’organizzazione di almeno 3 grandi eventi a conclusione dei 3 cicli che chiamiamo Open Studio.

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Figura 9 Foto presa dal comunicato stampa Careof e Viafarini: Posthypnotic. Bolzano 03/09/2015 : 24/09/2015

Come comunicate? nline, attraverso call online, attraverso gli addetti ai lavori. La figura del curatore è anche molto importante, Milo Ronfalonato curerà il padiglione Italia della prossima biennale, si è fatto le ossa con noi, Simona frangi è docente a Brera. Il curatore è la figura privilegiata, ma ci sono anche artisti docenti: Dorian Paci, Giovanna Marisaldo etc. che sono esplosi ma che continuano a fare questo discorso di formazione. Alcune residenze all’estero sono collegate con noi. In Italia conosciamo tutte le realtà, è una sfida, quello che mi colpisce in Italia è che le residenze che sono da considerarsi realmente tali, e cioè che fanno un lavoro effettivo, non sono tantissime. Abbiamo attivato dispositivi per comunicare con il ministero che con noi ha lavorato bene, storicamente è sempre stato molto ricettivo. Da ultimo abbiamo fatto un progetto chiamato Gran tour d’Italie, progetto per l’internazionalizzazione di artisti italiani in Italia. E il the artist’s researcher: progetto che ha permesso di far condurre ad artisti contemporanei un workshop per dipendenti della macchina ministeriale: direttori di musei, funzionari, architetti, tutta la grandissima macchina ministeriale che ha bisogno di occasioni di aggiornamento professionale. Con il pubblico abbiamo pensato di sfruttare i social non pensando a produrre contenuti utili. Usiamo sempre di più Instagram con criterio, in modo che sia funzionale, Facebook un po’ meno, anche Twitter ma dal punto di vista di call e bandi. Da un lato social e dall’altro ci ha aiutato molto la fabbrica del vapore, qui a via Farini i protagonisti del mondo dell’arte si riuniscono, la fabbrica del vapore è aperta al pubblico. Lì facciamo soprattutto formazione, con 800 mq di aggregatore, facciamo lì tramite il nostro archivio formazione, con artepassante (associazione), facciamo programmi con bambini e scuole. Questa sede rimane un luogo pensato per gli artisti. In questa sede gli artisti lavorano attraverso un processo “Learning by doing”.

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Quali sono le criticitá? a sostenibilità criticità e che la divulgazione contemporaneo difficile. Ci sono resistenze da

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vostre è una ancora del rimane troppe parte

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dell’opinione pubblica sull’arte contemporanea. Nei media non è raccontata, l’artista non è considerato un ricercatore, viene ancora visto come una figura chiusa, quando in realtà l’artista inizia la sua ricerca con il dialogo con la società. Altro: areof* 57 ha avuto un programma di residenza, ma adesso non ce l’ha più. Noi abbiamo il privilegio di rappresentare una continuatività, con questa sede, ed è un grande privilegio l’avere intessuto con le istituzioni un dialogo connesso, anche se non godiamo più di finanziamenti con le istituzioni.

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* “Careof è un’organizzazione no-profit per l’arte contemporanea. Fondata nel 1987 a Cusano Milanino, favorisce la creatività e la sperimentazione di giovani artisti in ogni sua espressione e forma. Nel 2008 Careof inaugura la nuova sede alla Fabbrica del Vapore di Milano. In tale occasione - dalla collaborazione fra Careof e Viafarini, iniziata nel 1995 - nasce il DOCVA Documentation Centre for Visual Arts, che avvia l’attività didattica lavorando in sinergia con Accademie e Università. Nel 2011 Careof inizia a curare il nuovo progetto di residenze alla Fabbrica del Vapore, FDV Residency Program che va avanti ancora oggi” (Careof, “About” https://www. careof.org/about/about).

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Figura 8. Foto dello spazio di residenza prese dal sito “the independent”.


F_AIR

DATI Anno fondazione: 2015 – 2017 programma sospeso ma programmato per riaprire dal 2019/2020 Luogo: Firenze Tematica: Formazione professionale di giovani curatori Call per artisti: contatto diretto, conoscenze interne Sostenitori: Palazzi Florence, Florence, Italy, Florence University of the Arts, Florence, Italy, Fratelli Edison Collaborazioni: Clutch Gallery, Bratislava, Slovakia, GuilmiArtProject, Guilmi, Italy, Fosca, Florence, Italy, Il Vivaio del Malcantone, Florence, Italy, iOvo, Florence, Italy, Museo Nazionale Alinari della Fotografia, Florence, Italy, Premio GAT, Italy, Private Flat, Florence, Italy, Residency Unlimited, New York, US, Sincresis Arte, Empoli, Italy, Tum-project, Florence, Italy, USF Italian Program, Tampa, Florida. Contesto “F_air - florence artist in residence lavora in collaborazione con FUA - università delle arti di firenze ed è fortemente radicata nella città di Firenze, lavorando per integrare l’arte contemporanea nella città rinascimentale. Il programma di residenza è aperto agli artisti tra i 25 ei 38 anni. L’obiettivo per il partecipante alla residenza è non solo di conseguire una crescita umana e artistica, ma anche di dare una formazione accademica e professionale agli studenti iscritti all’università delle arti di firenze, a cui f_air è affiliato come membro di coinvolgimento della comunità istituzione dei palazzi consorzio. Alla fine del soggiorno, il residente è invitato a presentare l’esito della sua ricerca in una mostra. Il programma comprende conferenze, visite in studio, incontri formali e informali con curatori e professionisti dell’arte e workshop. All’artista selezionato è offerta l’opportunità di vivere all’interno della struttura fua a firenze, e l’uso degli studi del campus. Nello stesso spirito di integrazione tra l’accademia d’arte e la comunità fiorentina, f_air propone mostre collettive curate intorno a temi specifici delle arti oggi in cui sono invitati artisti emergenti italiani e internazionali”58. Dilemma F_air ha un aspetto singolare rispetto alle altre attività analizzate perchè ospita artisti per dialogare con un terzo tipo di interlocutore: gli studenti universitari. Il personale che viene selezionato è di alto profilo, ma risulta incatenato in uno schema amministrativo rigido che non gli permette di avere flessibilità e quindi libertà di gestione dei propri corsi nel modo migliore. In questa struttura organizzatvia un programma di residenza risulta stretto, perché la produzione artistica di un artista ospitato è difficilmente programmabile all’interno di un calendario. Perché L’artista che viene chiamato a partecipare al programma

deve avere bene in mente che il suo lavoro è, oltre che di ricerca, di confronto e insegnamento con un pubblico di studenti. Non tutti gli artisti sono in grado di reggere ritmi serrati e mettere la creatività al servizio di un programma accademico. Motivazione Una poca flessibilità amministrativa non permette agli artisti e ai docenti interessati di avere libertà nell’organizzazione del programma della residenza, spesso incorrendo in divergenze sulla gestione delle attività da sviluppare per gli studenti. Ideale Sicuramente l’evoluzione dell’università nel 2019 favorirà questo programma anche dal punto di vista logistico, dato che la sede sarà unificata in un solo edificio. L’aspetto che f_air dovrà considerare è quello di selezionare artisti di alto livello per il progetto di residenza, proponendo un piano di gestione dell’insegnamento chiaro. Dall’alto lato, essendo questa una residenza con specifici obiettivi per l’università, gli artisti selezionati dovrebbero dare chiare istruzioni circa il loro metodo di produzione/insegnamento. Insight Avere un programma di residenza che ospita artisti contemporanei è un modo intelligente e funzionale per mostrare agli alunni come gestire sia dal punto di vista artistico che curatoriale una mostra e una produzione artistica. Ma spesso in accademia i ritmi e la produzione non coincidono con quelli di un artista e questo crea disordini e difficoltà da entrambe le parti. Parole chiave Organizzazione, mancanza di personale, collaborazione tra investitori e artisti/insegnanti, innovativo, internazionale.

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Figura 10 Would You Marry Me? Nicolas Muller Residenza Nov. 27th 2012 – February 16th 2013

Intervista completa dall’intervista a Massimo Coppetti e Giulio Vinci Come è nata questa realtá? a una idea della fondatrice, 15 anni fa è nata questa università di stampo internazionale con un approccio alle arti pragmatico. Tutti gli insegnamenti vengono qui allineati ad attività sul campo in quella specifica materia. Per questo motivo il programma di residenza è associato al corso di curatela dell’università: gli studenti sono chiamati a gestire un artista e sviluppare una visione insieme a lui.

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Quali sono i vostri obiettivi? iuscire ad offrire ai propri studenti una realtà con dei servizi vincenti, con opportunità di connessione con il mondo dell’arte contemporanea, avere un’offerta formativa fluida e dinamica, sono i nostri principali obiettivi. Siamo in una città storica ma molto aperta all’arte e crediamo che in questo contesto il programma di curatela possa funzionare al meglio.

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Chi è il vostro target? iovani universitari provenienti da tutto il mondo (con un particolare focus sugli studenti u.S.A.) che vengono a Firenze proprio per studiare qui. Il nostro target è quindi curioso di esplorare il tema dell’arte contemporanea per questo c’è bisogno di un artista adeguato a reggere la dinamica proposta dal programma.

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Come comunicate? ito web per un pubblico più ampio, abbiamo una reception qui in sede e generalmente tutte le nostre attività sono descritte in volantini e brochures.

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Quali sono le vostre criticitá? a realtà della residenza d’artista è stata accantonata al momento per ragioni logistiche, si sposterà la sede delle belle arti in un unico palazzo, e ci sarà di nuovo la possibilità in quel contesto più compatto di offrire all’artista un programma di residenza, nel quale lui potrà offrire agli studenti delle lezioni.

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Guilmi Art P r o j e c t (GAP)

Dati Anno fondazione: 2009 – 2017 programma di residenza sospeso Luogo: Guilmi (Abruzzo) Tematica: rivalutazione territorio, arte sociale Call per artisti: contatto diretto, conoscenze interne Sostenitori: Comune di Guilmi – servizi e logistica 20007 – 2014. Fratelli Edison – da sempre, sponsor tecnico. Dora Ciccarone, Donato Sabatini – usufrutto de La Pitech 2009 – 2014. Teresa Ciccarone, Leonardo Giardino – casa per Nuova Didattica Popolare 2013-2014; barattoli di pomodoro e svariate derrate alimentari. Bar il Pino – cena dei gappisti stremati 2013 – 2014 (e varie ed eventuali). Tiziana e Patrizia – fornitura titanica di cac’ e ove; rinfresco Nuova Didattica Popolare 2013 e 2014. Nicola e Giuseppina – zucchine e fiori di zucca di fresca raccolta, 2010 – 2013. Andrea Lizzi, Maria e Marco Colameo – verdura di stagione, uova prive di colesterolo, 2011 – 2014. Nicola Di Santo, Leonardo Giardino, Giuseppe Lancia - fotografie Collaborazioni: Comune di Guilmi. Contesto “Guilmi art project (gap) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale ospitato nel comune di guilmi. Dal 2007 federico bacci e lucia giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità”59. Dilemma Guilmi è un progetto di residenza momentaneamente sospeso a causa di assenza di fondi che non hanno permesso ai suoi fondatori di procedere con la realizzazione di una nuova residenza nel 2018. Perché Le residenze in luoghi così avulsi dal contesto urbano sono difficili da gestire, poco conosciuti, non suscitano interesse su investitori esterni. Migliorare la realtà di un paese con pochi abitanti tramite l’arte contemporanea è una sfida difficile in primis per il poco interesse anche della comunità locale, nonostante la grande collaborazione da parte di tutti i cittadini. Il calendario proposto all’artista residente è legato ad un unico periodo (e cioè il periodo estivo).

Motivazione La frustrazione dei fondatori nasce dal fatto che la gestione del luogo verte tutta sulle proprie forze. Non essendo residenti a Guilmi, i proprietari trovano difficile poter ospitare durante l’anno un artista in loco. Per questo motivo le date di sviluppo e produzione delle opere si riducono al mese di agosto, periodo in cui pochi artisti e collaboratori sono disposti a lavorare ad un progetto culturale non finanziato. Ideale Una proposta potrebbe essere quella di aprire la comunicazione ad un pubblico più vasto, ad essere testimoni di un esperimento artistico all’interno di un contesto avulso dalle realtà urbane. Insight Guilmi è un progetto di rivalutazione del territorio con l’obiettivo di far rivivere un luogo poco battuto. Ma l’assenza di un pubblico esterno impedisce alla realtà di crescere e soprattutto avere investitori. Guilmi potrebbe mettersi in contatto con altre realtà simili nel centro, sud e nord italia, in modo da poter creare una rete di connessione

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funzionante, in cui gli artisti possano fare un tour ben definito dei luoghi di produzione dell’arte, e che questi ultimi possano avere ogni anno un tema comune su cui si possa indagare con attenzione. Un progetto interessante di riferimento potrebbe essere Arcipelago Italia60 * Parole chiave Mancanza di fondi, progetto privato, attività personale, tempo libero, assenza di collaborazioni esterne, riqualificazione urbana.

* “Arcipelago Italia è il tema del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, una proposta che devia l’attenzione dell’architettura dalle grandi metropoli a quello spazio fisico del nostro Paese, dove, anche nelle epoche più remote, le comunità si sono storicamente espresse in un diverso rapporto tra dimensione urbana e territorio. Si tratta di territori spazialmente e temporalmente lontani dalle grandi aree urbane, ma detentori di un patrimonio culturale inestimabile, con peculiarità che pongono l’Italia in discontinuità rispetto all’armatura urbana europea, permettendo di identificarla come uno «spazio urbano nel Mediterraneo», per usare le parole di Fernand Braudel. L’eterogenea identità culturale di questi territori, riflessa nella diversificazione del loro paesaggio, unita ad una vasta estensione territoriale e alla lontananza dai servizi essenziali, ci ha spinto a considerarne il rilancio come un tema strategico per l’intero Paese”.

Intervista completa a Lucia Giardino Come è nata questa realtá? alla mia necessità di rinnovare il borgo di Guilmi collocato in Abruzzo, realtà a me molto cara. è un luogo in cui sono sempre tornata con piacere e che ho cercato di ravvivare con diverse iniziative.

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Quali sono i vostri obiettivi? reare una dimensione di scambio culturale tra artisti e territorio. In questo contesto risulta molto facile cambiare prospettiva, l’artista può davvero immergersi nella cultura di Guilmi e viene chiamato a reinterpretare il territorio come meglio crede, ovviamente supportato dal punto di vista curatoriale.

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Chi è il vostro target? li abitanti della città, gli artisti che vengono ospitati, i curatori e i visitatori della nostra realtà. Tutti coloro che entrano in contato con la residenza sono il nostro target. Essendo anche un progetto molto focalizzato sul territorio è importante che gli abitanti approvino questo tipo di iniziativa. Ormai GAP è conosciuto e sostenuto, essendo nato ormai dieci anni fa.

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Come comunicate? bbiamo un sito web in cui raccontiamo le nostre azioni presenti e passate, che funge da archivio e portfolio online delle nostre attività. In loco c’è un altro tipo di comunicazione dedicato agli abitanti della città che ovviamente possono essere raggiunti tramite una comunicazione Offline.

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Figura 11. Foto presa dal sito guilmiartproject.com

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Quali sono le vostre criticitá? ssendo un progetto inserito in un contesto così piccolo, con un pubblico ridotto e una attività annuale concentrata solo d’estate, il nostro principale problema è l’assenza di interesse da parte di investitori. Non ci sono fondi o bandi pubblici, non c’è la possibilità di trovare un investitore comunale, statale, italiano, o europeo. A Guilmi nella cittadina non arrivano finanziamenti e i fondatori non vogliono rendere l’associazione culturale una associazione a pagamento, per il momento dunque ci autofinanziamo, ma per la mole di lavoro che richiede la residenza siamo costretti a fermarci quest’anno.

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A Cielo Aperto Dati Anno fondazione: 2005 Luogo: Latronico (Basilicata) Tematica: progetto di arte pubblica Call per artisti: contatto diretto, conoscenze interne Sostenitori: Associazione Culturale Vincenzo De Luca Collaborazioni: Manifesta 2018

Figure 12 Bianco-Valente, Ogni dove, 2015 .

Contesto “Il progetto nasce all’interno dell’associazione culturale Vincenzo de Luca a Latronico in Basilicata, perseguendo l’idea di lavorare alla costruzione di un museo diffuso all’aperto, in cui diverse opere permanenti dialogano con l’ambiente, e di intervenire nello spazio urbano con progettualità condivise e partecipate. Gli artisti invitati prima di tutto hanno fatto un sopralluogo, poi una serie di visite e una presentazione pubblica del loro lavoro in luoghi diversi: l’aula magna dell’istituto comprensivo benedetto croce, la sala cinematografica, la piazza. In queste sedi si sono creati i primi presupposti per il soggiorno prolungato nella residenza d’artista maddalena maturo e per le esposizioni nello spazio cantisani, luoghi messi a disposizione da privati cittadini. Negli anni A Cielo Aperto ha coinvolto sempre di più gli abitanti di Latronico, anche quelli che tornano solo nel periodo estivo. L’ospitalità degli artisti ha contribuito nel tempo all’attivazione di una microeconomia. L’arte può essere un mezzo significativo per lo sviluppo del territorio ma può anche essere un ornamento vuoto, inscritto in una generica attività turistica. Nella pratica artistica, la relazione e il coinvolgimento non strumentale delle persone che vivono sul territorio d’intervento sono di grande rilevanza, creando momenti di riflessione sulla storia della comunità

e recuperando processi vitali, culturali e comunicativi che vanno oltre gli steccati disciplinari, verso una condivisione pubblica”61. Dilemma Il progetto è una iniziativa solida, che riesce a stare in piedi e funzionare all’interno della sua dimensione. Il territorio circoscritto è legato alle attività dell’associazione e si è quindi attivato nei confronti dei progetti proposti. A Cielo Aperto è diventato un sistema funzionante per tutti. Perché La comunione bilanciata tra territorio e artisti nasce dal fatto che il progetto ha lo specifico fine di rendere Latronico un museo costruito insieme ai cittadini. I fondatori del progetto sono i curatori e hanno una visione ben precisa del percorso che gli artisti, una volta selezionati, dovranno fare. Motivazione Questo tipo di progetto è così equilibrato da risultare difficile da imitare. I fondatori lo rendono funzionale perché affezionati a quel territorio e in grado di contribuire al suo sviluppo. Non sarebbe facile ridurre il progetto ad

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un “Format”, ma studiando le sue dinamiche è possibile estrapolare gli elementi chiave della sua struttura. Ideale Poter portare questo modello di residenza in altri piccoli borghi italiani sarebbe ideale per diffondere interesse nell’arte contemporanea e sfruttarla ai fini di uno sviluppo sociale. In questo modo si avrebbe una manifestazione di arte contemporanea ed un museo frequentato e curato in una dimensione unica, con una formula soddisfacente anche per gli abitanti di realtà così piccole. Progetti come quelli di Arcipelago italia alla Biennale Architettura 2018 sono esempi di come realtà come questa possono unirsi

e moltiplicarsi. Insight A cielo aperto è un progetto funzionate e di successo per il suo territorio, che conserva opere di alto profilo e permette ai suoi abitanti di apprezzare di più il luogo in cui vivono, fomentando il loro interesse per le attività sviluppate dall’associazione. Parole chiave Riqualificazione urbana, autofinanziamento, sociale, museo a cielo aperto, gratuito.

impatto

Figura 13 Giuseppe Teofilo, Richard Parker ä a Latronico, 2009. Foto per gentile concessione degli artisti Bianco-Valente.

Intervista copleta al duo artistico Bianco-Valente Come è nata questa realtá? on l’associazione Vincenzo de Luca, che aveva l’obiettivo di stimolare i giovani abitanti di Latronico attraverso l’arte contemporanea. Pasquale Campanella ci ha chiamati e ci ha proposto di fare un’opera in loco. La città natale dell’artista Giovanna Bianco è Latronico e abbiamo quindi avuto un forte legame con il luogo, tanto da non voler solo fare un’opera ma partecipare al programma di residenza come organizzatori, prendendo in mano, insieme all’associazione, questo progetto.

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Quali sono i vostri obiettivi? cielo aperto ha l’obiettivo di rendere Latronico un museo fruibile a tutti, con un approccio alle opere d’arte importante, come lo si ha in un museo. Latronico diventa quindi il fulcro delle opere degli artisti partecipanti.

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Chi è il vostro target? bitanti di Latronico che devono godere delle attività svolte li dalla residenza, artisti invitati, addetti ai lavori del mondo dell’arte

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Come comunicate? ito web, abbiamo una open call per gli artisti. In loco abbiamo un altro tipo di comunicazione rispetto a ciascun progetto. Inoltre le opere sparse per la città sono il migliore canale offline possibile.

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Quali sono le vostre criticitá? ’associazione è autofinanziata, non partecipano a bandi pubblici. Ma questo non limita la nostra attività perché comunque c’è un grande seguito e la realtà ormai si è stabilita, inoltre l’artista ospite (max 2) viene finanziato in tutto: vitto alloggio e materiali.

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Fondazione Bevilacqua La Masa Dati Anno fondazione: 1898 Luogo: Venezia Tematica: inserimento di giovani artisti contemporanei nella carriera artistica (le tematiche variano a seconda della politica del comune di Venezia) Call per artisti: bando pubblico Sostenitori: comune di Venezia Collaborazioni: moleskine, illycaffè, oca (office for contemporary art norway), collezione maramotti Dati raccolti dall’intervista a Stefano Coletto Contesto “La fondazione nasce nel 1898 per volontà di Felicita Bevilacqua, che lascia al comune di Venezia il suo palazzo di famiglia sul canal grande, a patto che diventi un luogo per la cultura artistica cittadina volto ad agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”. Diviene rapidamente il punto di riferimento e trampolino di lancio per giovanissimi autori tra cui ricordiamo Boccioni, Casorati, Semeghini, Gino Rossi e Arturo Martini.” 62 La sua attività di residenza è tra le più anticei d’Europa. Dilemma Il progetto è strettamente legato al comune di Venezia, e il cambiamento politico degli ultimi anni ha causato una rielaborazione del personale, degli investimenti e, di conseguenza, della scelta degli artisti da accogliere. Dal 2014 scelgono principalmente pittori e questo ha cambiato il tipo di pubblico: veneziano locale. A livello internazionale ha perso il suo prestigio a causa del poco investimento nella pubblicità. Perché Il cambiamento del direttore è stato un elemento fondamentale: da Angela Vettese a Bruno Bernardi.

Motivazione Attualmente si cerca di diminuire i costi del mantenimento della fondazione, parlando anche di chiudere una delle sedi. Citando un articolo in merito si legge che tra le voci di dissenso levatesi in seguito all’audizione comunale spicca quella dell’ex presidente angela vettese che ha commentato: “il direttore della tate sir serota presenta peter doig alla fondazione bevilacqua la masa, venezia 2015. Mai più scene così: il comune dismette la sede allontanando così gli sponsor che aiutavano i giovani artisti, la biblioteca, gli atelier. Buttare soldi pensando di risparmiarli”63. Ideale Un cambio di direzione per il comune di Venezia sarebbe necessario per ar risplendere questa istituzione. Il problema è sulla gestione di fondi che è vincolata alla politica locale, essendo una fondazione pubblica, Insight Blm è un progetto storico, da sempre considerato un punto di riferimento per i giovani artisti. Ma non è più la realtà di un tempo, dinamica, creativa ed aperta al cambiamento. Dimezzando il personale e mantenendo una linea artistica più rigida l’istituzione ha perso credibilità a livello europeo. Parole chiave Politica, indipendenza, gestione dei fondi, direzione artistica, impoverimento dei contenuti.

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Figura 14. Composizione di materiali stampati dalla Fondazione dal 2002 al 2018

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UNIDEE DATI Anno fondazione: 1998 Luogo: Biella Tematica: arte per il territorio, arte sociale, multidisciplinarietà Call per artisti: Bando pubblico Sostenitori: Fondazione Pistoletto Collaborazioni: Fondazione Zegna, IllyCaffè, NABA, IUAV

Dati raccolti dall’intervista a Juan Sandoval Contesto “Cittadellarte - fondazione pistoletto è un’organizzazione no profit istituita nel 1998 a biella dall’artista Michelangelo Pistoletto, esponente principale dell’arte povera, ed è riconosciuta e convenzionata dalla regione piemonte. È situata nell’ex manifattura laniera trombetta (sec. Xix), lungo il torrente cervo, all’interno di un complesso di archeologia industriale tutelato dal ministero dei beni culturali. È sostenuta da fondazione crt e della compagnia di san paolo. Cittadellarte è un grande laboratorio creativo, una fabbrica di idee e progetti pensati per raggiungere l’obiettivo di connettere l’arte contemporanea, più specificatamente l’arte pubblica, l’arte relazionale e l’artista stesso con tutti gli ambiti che formano la società, per influenzare positivamente le evoluzioni e le trasformazioni sociali ed interculturali in atto. Si tratta di un nuovo modello di istituzione artistica considerato come centro multiculturale e plurisettoriale, un luogo per riconsiderare le cose, condividere punti di vista, studiare e fare ricerca, dove vengono organizzate mostre, si propongono progetti formativi ed attività artistiche, opere, installazioni, rassegne di arti visive, cinematografiche e performative, incontri, concerti e festival, partecipando ad eventi nazionali ed internazionali”64. La realtà di Biella è in costante cambiamento, risponde alle esigenze degli artisti contemporanei. Il programma di residenza nato nel 2000 è ancora attivo ma ospita solo 3 artisti all’anno, che vengono selezionati e mantenuti per un periodo di 3 mesi. Contemporaneamente stanno sviluppando il progetto di formazione, secondo il quale gli artisti possono partecipare a dei corsi di formazione su determinate tematiche, a pagamento, che durano una settimana ciascuno. Hanno così sviluppato un programma di diverse settimane che, sommate, arrivano a definire un master; questa è la direzione che vogliono prendere, non solo sull’arte contemporanea, ma anche sul design, la moda e l’architettura.

Dilemma L’ampio spazio a disposizione e la posizione della residenza rende faticoso il mantenimento e lo svolgimento di tutte le attività in assenza di uno staff dedicato. L’acquisizione di fondi diventa fondamentale ed è per questo che i corsi a pagamento risultano essere la soluzione più adeguata. In ogni caso la realtà della residenza è finanziata e nel corso di un più lungo periodo rimane e continua ad esistere, ma in scala ridotta. Perché Uno dei motivi per cui hanno cambiato direzione sul numero di residenze disponibili è perché hanno notato, con il tempo, che gli artisti per fare curriculum spendevano un lungo periodo della loro carriera viaggiando di residenze in residenze, tra le varie realtà internazionali. Questo però non permette loro di sviluppare un senso artistico e una profonda sperimentazione. Motivazione In una posizione decentrata e disponendo di uno spazio molto ambio, Unidee ha deciso che la strategia migliore è quella della formazione, in modo da avere un ampio ricambio di artisti, riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati e rendere il luogo un centro culturale dinamico e variegato. Ideale La direzione presa da Unidee è nata anche per una necessità di autofinanziamento, essendo i corsi a pagamento. Avere maggiori finanziamenti aiuterebbe il sostentamento di questa realtà così attiva, variegata e attenta alle tematiche sociali e ambientali. Insight Unidee è l’università delle idee nel vero senso della parola: qui si svolgono mille attività con addetti ai lavori italiani

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ed internazionali. Riesce, nonostante la posizione, ad essere un punto di riferimento internazionale nell’ambito delle sperimentazioni artistiche multidisciplinari e nell’innovazione culturale. Ma la fondazione è comunque difficile da mantenere, richiede per autofinanziarsi lo sviluppo di tante attività e la collaborazione di molte persone, maggiori investimenti aumenterebbero la sua produttività a livello internazionale. Parole chiave Università, formazione, mancanza di fondi, centro culturale, diverse attività, studi.

Figura 15

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Figura 16

Figura 15 indica la serie di artisti che hanno partecipato al programma di residenza dalla sua apertura. Figura 16 scultura raffigurante il simbolo del terzo paradiso. “è una riformulazione del segno matematico dell’infinito. I due cerchi opposti significano natura e artificio. L’anello centrale è la congiunzione tra i due e rappresenta il grembo della rinascita”. - Michelangelo Pistoletto


Citofonare PIMOFF Dati Anno fondazione: 2005 Luogo: Milano Tematica: luogo di sviluppo e sperimentazione per lo spettacolo e le arti sceniche Call per artisti: Open Call frequenti per brevi residenze Sostenitori: Autofinanziata Contesto “Pimoff è uno spazio per la danza, il teatro, la formazione. Un luogo in cui sviluppare nuovi progetti, sperimentare, studiare. È diventato ad oggi una factory artistica internazionale che dal 2005 promuove e sostiene il teatro e la danza di ricerca con la programmazione di eventi legati alle arti performative, affiancata dalle residenze per gli artisti (call annuale citofonare pimoff) e da un’intensa attività di formazione per attori, danzatori e appassionati. Dal 2010 svolge la sua attività all’interno dello spazio industriale (ex cartiera di verona) nella periferia sud della città. Lo spazio, interamente ristrutturato, è composto da un open space che ospita una collezione privata di arte contemporanea, da una sala teatrale di 99 posti e dagli uffici. Lo staff del pimoff è composto da giovani donne che condividono il progetto artistico sviluppato a partire dall’idea di “casa della cultura” della fondatrice maria pietroleonardo”65. Dilemma L’interesse degli addetti ai lavoro è tanto, ma nel luogo in cui si trovano non c’è molta partecipazione del vicinato. Si vorrebbe identificare questa realtà anche come spazio culturale e sociale. Perché Il quartiere non è densamente popolato ed è principalmente industriale. Per gli abitanti ci sono pochi punti di aggregazione e pimoff fatica a rientrare all’interno di questi ultimi. Motivazione Essendo un centro sperimentale principalmente per il teatro, il vicinato vede questo luogo più come un teatro in cui non è facile inserirsi.

Ideale La comunicazione del laboratorio è molto diversificata per i due tipi di target, continuando su questa strada con il tempo sicuramente lo spazio avrà una identità più forte anche per il vicinato. Insight Pimoff è un luogo culturale che offre ai giovani artisti dello spettacolo un punto di incontro e sperimentazione, con i suoi programmi di brevi residenze offre agli attori e le compagnie un luogo in cui perfezionare i loro spettacoli. Ma non vuole essere un riferimento solo per gli addetti ai lavori, per questo motivo cerca di coinvolgere il vicinato che con difficoltà riesce a interagire con questa realtà. Parole chiave Formazione del pubblico, apertura sociale, attività culturale, spettacolo, teatro.

Figura 17 il progetto TOTAL ECLIPSE di Chiara Taviani e Marion Alzieu iniziato durante la residenza Pimoff, in attivo (Marzo 2019) presso il Teatro alla Corte di Giarola. Figura 18 Fotografie de “La Mecedora” Masterclass 27.10.13 + Las Idiotas.

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Come è nata questa realtà? a fondatrice ha deciso di aprire questo luogo come punto di riferimento per il teatro e la danza, che non è stato concepito come laboratorio teatrale, perché vuole mantenere la componente di spazio delle arti, aperto a tutti i tipi di progetti.

L Figura 17

Quali sono i vostri obiettivi? ’obiettivo nel luogo è quello di essere un punto di riferimento per la realtà locale che è un po’ isolata e non ben collegata con il centro di Milano.

L

Chi è il vostro target? bbiamo 2 tipi di target, uno è quello delle giovani compagnie degli addetti ai lavori nel campo teatrale ed artistico, l’altro è quello degli abitanti del luogo che devono riuscire a vedere Pimoff come punto di riferimento aperto a tutti.

A

Intervista completa ad Antonella Miggiano Cos’è Pimoff? na factory artistica che si dedica alla danza e al teatro. Il programma di residenza d’artista all’interno del progetto Pimoff è chiamato Citofonare Pimoff. Il luogo è l’ex cartiera di Verona, uno spazio molto grande, lo staff è composto solo da giovani donne.

U

Figura 18

Come comunicate? vendo 2 target abbiamo 2 tipi di comunicazione diversa: una più artistica per gli addetti ai lavori, e una più semplice per gli abitanti del luogo (anche i media sono diversi, qui usiamo i volantini, mentre per gli adetti ai lavori abbiamo pubblicazioni e comunicazione Online). Utilizziamo anche Facebook per pubblicare le nostre attività.

A

Chi finanzia i vostri progetti? ariplo è l’unico sponsor a parte i finanziamenti da privati che abbiamo, che risultano comunque sufficenti per il sostentamento delle nostre attività.

C

Perché le residenze sono brevi? (15 Giorni) er permettere a più compagnie di avere un luogo in cui provare e essere indipendenti, per avere sempre vivo l’aspetto di sperimentazione teatrale. 15 giorni per una compagnia teatrale risultano sufficenti per iniziare un progetto che potrà poi essere portato avanti.

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Avete rapporto con la comunità in cui vivete? ì, cerchiamo di coinvolgerli il più possibile, per questo continuiamo a chiamarci solo Pimoff e mai teatro.

S 69


CRIPTA747 Dati Anno fondazione: 2008 Luogo: Torino Tematica: offrire delle stagioni espositive ai giovani artisti, sperimentazione artistica, multidisciplinarietà Call per artisti: Open Call per residenze, iscrizione a pagamento per Studi Sostenitori: Compagnia San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte Collaborazioni: Galleria Franco Noero Dati raccolti dall’intervista a Alexandro Tripodi Contesto “Cripta747 è un’organizzazione non profit di arti visive fondata a torino nel 2008: è un luogo di ricerca, scambio e produzione in cui le pratiche artistiche affrontano il dibattito contemporaneo. Attraverso un programma di mostre, proiezioni ed eventi, cripta747 indaga nuove forme e linguaggi con l’obiettivo di restituire al pubblico una visione autentica e fresca. Dal 2017 abbiamo avviato due nuovi programmi dedicati alla mobilità internazionale: la residenza, per sostenere la ricerca con le borse di studio, e studio, un progetto di spazio di lavoro condiviso con un focus sulla produzione. Lo staff è composto da Elisa Troiano, Alexandro Tripodi, Marianna Orlotti, Renato Leotta e Fabrizio Cosenza”66 Dilemma Lo staff di CRIPTA747 si dedica a tempo pieno all’attività dello spazio, questo permette all’organizzazione di avere una costanza e una credibilità. Il 95 % del loro sostentamento proviene da bandi pubblici/provati a cui partecipano. In generale ci sono sempre delle criticità: c’è bisogno di allargare lo staff, cambiare lo spazio o migliorare la comunicazione, ma la priorità è quella di avere più budget. Perché Il loro obiettivo è essere più indipendenti dai bandi. Non hanno un piano di vendita delle opere prodotte all’interno delle residenze o studi, quindi puntano ad avere sponsor. Vogliono sopravvivere per mantenere a Torino un punto di riferimento per giovani artisti. Motivazione Gli sponsor possono supportare CRIPTA747 fornendo vari beni, quali ad esempio materiali per la produzione artistica. A Torino inoltre, negli ultimi tempi moltissime giovani gallerie hanno chiuso e questo ha portato a una scarsità di luoghi

di affermazione e professionalizzazione dei giovani artisti: realtà come CRIPTA747 devono colmare queste lacune. Inoltre offrono all’artista il tempo da dedicare alla ricerca e sperimentazione, cosa che nelle gallerie solitamente non si po’ fare. Ideale La chiusura di giovani gallerie ha eliminato gli anelli di congiunzione tra le grandissime gallerie e i nuovi artisti emergenti, nuove realtà intermedie avrebbero la duplice funzione di offrire agli artisti un luogo in cui iniziare e sperimentare e di aumentare l’interesse di un pubblico più vasto: le realtà come questa sono luoghi aperti a tutti in cui, tramite gli studio visit, chiunque può capire il percorso artistico dell’artista. Questo porterebbe ad una formazione del pubblico verso il mondo dell’arte contemporanea. Insight CRIPTA747 è una residenza affermata per i giovani artisti contemporanei, con una forte rete di supporto e collocata in una città propensa ad aiutare il mondo dell’arte contemporanea. Ma non può essere l’unica realtà in cui gli artisti si sentono liberi di sperimentare e produrre, e inoltre in cui il pubblico può accedere e interagire con gli artisti. Parole chiave Formazione del pubblico, scarsità di budget, giovani artisti, sperimentazione, studio visit, luogo di incontro, residenze, studi. Figure 19, 20 e 21. Lorenzo Scotto di Luzio, Noi, 2016 Anne-James Chaton, Ritratto di signora, 2016 - onatah Manno, Landscapes series, 2016 Jonatah Manno, Thousand thousand slimy things, 2015 - Jonatah Manno, These cities were all fantasies, 2016 . Courtesy of the artists and CRIPTA747

Figura 19

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Figura 20

Figura 21

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STANDARDS Dati Anno fondazione: 2015 Luogo: Milano Tematica: sperimentazione musicale Call per artisti: Open Call Sostenitori: autofinanziata Collaborazioni: Frequente, Terzo Paesaggio, S / V / N /, Archive Books, euphorbia, εὖ eû, O’, Studio Oooze

Figura 22, 23, e 24 spazio “Cavo”, area dedicata agli eventi di presentazione della residenza che opsita i musicisti. Il legno è mobile e permette di migliorare l’acustica.

Figura 22

Da una intervista a Enrico Gilardi Contesto “Standards è uno spazio flessibile per l’arte e la musica, nato nel 2015 da un’idea di Alberto Boccardi e Nicola Ratti. Come piattaforma e catalizzatore per la sperimentazione artistica, incoraggia diverse prospettive, con l’obiettivo di coinvolgere le relazioni e ampliare le definizioni per le culture soniche e visive. Gli standard propongono spettacoli dal vivo, mostre, workshop, residenze d’artista e presentazioni pubbliche. Lo spazio principale presenta cavo, un’installazione in legno site specific che agisce sull’acustica e sull’estetica, concepita come una ricerca basata sulla pratica. Standards è animato da organizzazioni non profit frequente e terzo paesaggio”67. Dilemma Il progetto non è gestito a tempo pieno dal team, questo causa una perdita di organizzazione. Il programma di residenza è saltuario, con la gestione degli artisti all’interno dello spazio in maniera informale. Non possono sostenere grandi costi, quello che promettono agli artisti è il ricavo delle serate in cui suonano live. Perché Non vi è all’interno di standard un business model definito, lo spazio è stato creato per avere un luogo in cui la musica può essere rielaborata e pensata in modi diversie i gestori,

essendo indipendenti ma anche tutti impegnati nel loro lavoro, portano avanti questa realtà come possono. Motivazione C’è sicuramente una grande passione di base, ma non l’intenzione di far crescere ulteriormente questo progetto. Il principale obiettivo dei suoi fondatori è la sopravvivenza. Ideale Trovare un finanziamento è fondamentale per continuare ad esistere. Insight Standars è una realtà innovativa, che offre in italia un luogo di sperimentazione musicale quasi unico nel suo genere. Ma questa realtà non ha alle spalle una organizzazione precisa e un programma perfettamente strutturato. I suoi membri quindi si sentono in balia di eventuali collaborazioni o eventi e per questo trovare un sostegno economico esterno è l’unico modo di mantenere in vita questo spazio. Parole chiave Mancanza di fondi, sperimentazione musicale, residenza d’artista, spazio no profit, eventi a pagamento, auto finanziamento.

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Figura 23

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Figura 24


Casi studio WIELS Dati Anno fondazione: 2008 Luogo: Bruxelles Tematica: sperimentazione artistica contemporanea Call per artisti: Open Call Durata: 12 mesi (da gennaio a dicembre) per artisti internazionali Sostenitori: è una formula condivisa tra la residenza e l’artista/finanziatore. Pagato dall’host: Wiels offre uno studio di lavoro e le sue attrezzature (mobili, elettricità, acqua, Internet ecc.), Tutorial con artisti confermati, personale curatoriale e tecnico in loco, 1 presentazione pubblica durante la residenza, 1 viaggio di studio all’estero ed escursioni regolari. Pagato dall’artista: Si prevede che l’artista o la sua organizzazione di sponsorizzazione paghino le spese di soggiorno e di viaggio. Linee guida per l’applicazione: I candidati possono lavorare con qualsiasi mezzo. Gli studenti non sono idonei. I candidati devono avere almeno 21 anni e non essere iscritti a nessun corso di laurea. WIELS è un centro d’arte contemporanea situato a Forest, nella Regione di Bruxelles-Capitale, in Belgio, in un edificio dell’ex birrificio Wielemans. Aperto ufficialmente il 25 maggio 2007, WIELS ha tre piattaforme espositive con uno spazio espositivo totale di 1.800 m2 (19.000 piedi quadrati), un auditorium, laboratori di studio per artisti in residenza, un caffè / foyer e una libreria nella sala monumentale.

L’istituzione non ha una collezione, ma propone mostre temporanee di artisti nazionali e internazionali. WIELS è stato descritto come “un laboratorio internazionale per la creazione e la diffusione dell’arte contemporanea”68 ed è la principale istituzione d’arte contemporanea in Belgio.69

AMERICAN ACADEMY ROMA

Dati Anno fondazione: 1894 Luogo: Situato sul Gianicolo, la collina più alta di Roma Tematica: sperimentazione artistica contemporanea Call per artisti: Open Call Lingua: Inglese Durata: Da 6 mesi a 2 anni (soggiorno più breve per Visiting Artists) Sostenitori: Formula condivisa. Pagato dall’host: Vitto e alloggio, studio e uno stipendio. I finanziamenti per le per borse di 6 mesi sono di $ 15.000 e gli stipendi per le borse di studio di 11 mesi sono di $ 27.000. Pagato dall’artista: Gli artisti devono coprire le spese di alloggio e di viaggio per il programma Visiting Artists. Fondata nel 1894 e istituita da un Atto del Congresso nel 1905, l’American Academy di Roma è un centro che sostiene attività artistiche indipendenti e studi umanistici. L’Accademia offre fino a trenta borse di studio per periodi che vanno da sei mesi a due anni. Inoltre è aperta per ospitare artisti e studiosi di tutte le nazionalità tramite soggiorni Visiting Artists, che durano tra le 2 settimane e i 3 mesi. Le borse di studio vengono assegnate nei seguenti campi: • Architettura • Design (inclusi grafica, moda, interni, illuminazione e scenografia, ingegneria, pianificazione urbana e altri campi di progettazione correlati) • Conservazione e conservazione storica (compresa la progettazione architettonica, l’ordine pubblico e la conservazione delle opere d’arte) • Architettura del paesaggio

• Letteratura (Il Premio Roma in Letteratura è per nomina dell’American Academy of Arts and Letters.) • Composizione musicale • Arti visive • Studi antichi • Studi medievali • Studi rinascimentali e primi moderni • Studi italiani moderni.

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Report

Ricerca sulle residenze in europa della commissione europea per gli anni dal 2011 al 2014 “2.4. Tipi di residenze per artisti Le residenze degli artisti tendono a focalizzarsi sul puro sviluppo artistico o su uno scopo o una politica predefiniti, essendo queste ultime residenze tematiche. Il numero di residenze tematiche ha mostrato una crescita considerevole negli ultimi anni, con fornitori di settori artistici e stranieri. Questo potrebbe essere l’effetto del crescente riconoscimento del valore del potenziale artistico e creativo nella società. Anche se la maggior parte delle residenze si trova ancora nei campi delle arti visive, c’è una forte tendenza verso altri campi dell’arte, interdisciplinari e residenze intersettoriali. Questo amplia l’ambito e le forme delle residenze. Abbiamo trovato utile considerare la seguente categorizzazione delle residenze pur essendo consapevoli che altre tipologie e / o classificazioni sono possibili: 2.4.1. Il modello di residenza “classico” In tutto il mondo e in Europa i governi e i fondi investono in istituzioni di residenza. Queste organizzazioni hanno spesso una solida e consolidata reputazione nel mondo dell’arte. Spesso offrono anche un programma pubblico (mostre, porte aperte, incontri, caffè) incentrato sulla loro attività principale, le residenze per artisti. L’attenzione è concentrata sullo sviluppo degli artisti e / o sullo sviluppo del lavoro artistico. I residenti possono anche contare su visite di curatori, programmatori e collezionisti, attratti dalla reputazione dell’istituzione o invitati dall’organizzazione, scelti idealmente per adattarsi al profilo dell’artista. Quindi questo tipo di residenza è un centro di incontro e scambio artistico e creativo. ESEMPI > Iaspis, il programma internazionale per artisti visivi del Comitato svedese delle sovvenzioni artistiche, Stoccolma, Svezia www.konstnarsnamnden.se> Künstlerhaus > Bethanien, Berlino, Germania www.bethanien.de > Akademie Schloss Solitude, Stoccarda, Germania www. akademie-solitude.de> > Rijksakademie, Amsterdam, 18 Le istituzioni d’arte possono anche avere un posto designato “in residenza”, ad esempio un “conduttore in residenza” in un’orchestra o un ‘coreografo in residenza’ in una compagnia di danza. Questi casi non riguardavano il gruppo OMC.

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2.4.2. Residenze collegate a istituzioni artistiche e festival Queste residenze si trovano all’interno di un centro o

istituto d’arte contemporanea e pertanto traggono profitto dalla vicinanza di un ambiente artistico attivo con la sua gestione professionale, la promozione, un pubblico consolidato e visitatori e partecipanti interessati. C’è spesso un’aspettativa o un’opportunità per la presentazione o lavori in corso con discussioni e feedback di altri professionisti o del pubblico. ESEMPI > Castello CCA Ujazdowski del laboratorio A-I-R, Varsavia, Polonia. Il laboratorio A-I-R organizza un programma di residenza internazionale presso il Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle a Varsavia. http://www.csw.art.pl > Wiels, Bruxelles, Belgio è ospitato in un ex birrificio e opera come Centro d’arte contemporanea che offre mostre, residenze, film e programmi educativi, conferenze, spesso in collaborazione con altri istituti d’arte a Bruxelles. www.wiels.org > Künstlerhaus Büchsenhausen, Innsbruck, Austria. Riunisce due programmi sotto lo stesso tetto: il programma International Fellowship for Art and Theory e studi per artisti con sede in Tirolo che richiedono spazio per lavorare in un ambiente professionalmente interessante. http:// buchsenhausen.at > Plataforma Revolver, Lisbona, Portogallo è un’organizzazione artistica indipendente che include, tra gli altri, uno spazio espositivo internazionale e un programma di residenza. www.artecapital.net/plataforma.php > Hotel Marco, Spagna. In questo progetto, lo spazio annesso al Museo di Arte Contemporanea di Vigo (MARCO) è stato ridisegnato come “Hotel MARCO”. Curatori, artisti e ricercatori esplorano il contesto particolare come parte di un programma di residenze. Inoltre, può essere utilizzato come una camera d’albergo, dove le persone possono effettuare una prenotazione e il pagamento e quindi godere dell’esperienza di alloggio in uno spazio espositivo concepito come opera d’arte e situato all’interno e all’esterno dei locali del museo. www.marcovigo.com Alcuni teatri o orchestre hanno artisti in residenza per periodi più lunghi. Lo scopo di questo tipo di residenza è di solito più strettamente associato a una produzione futura in cui l’artista può utilizzare le strutture dell’organizzazione ospitante o collaborare a livello artistico. > Artist-in-residence a Toneelhuis, il teatro cittadino di Anversa, in Belgio. Toneelhuis ospita residenze pluriennali di compagnie teatrali o singoli artisti. Beneficiano della scala del teatro per produrre, finanziare e diffondere produzioni in una collaborazione artistica con il teatro. http://toneelhuis.be


> Mala Performerska Scena, Zagabria, Croazia è un’organizzazione artistica nel campo del nuovo circo. Organizzano le residenze con altri partner, principalmente per produzioni future. Inoltre, offrono residenze per giornalisti in un nuovo circo nell’ambito del progetto “Unpack the Arts”. Le residenze degli artisti nel campo del circo sono organizzate in collaborazione con altre organizzazioni artistiche e festival. www.cirkus.hr > National Dance Company, Spagna offre residenze di creazione per giovani danzatori e aziende emergenti. Gli artisti selezionati sono invitati a creare, provare e mostrare il proprio lavoro all’interno dell’azienda. http://cndanza. mcu.es/en/in-the-community/residencies. 2.4.3. Centri di residenza guidati da artisti Istituiti da professionisti dell’arte, queste residenze sviluppano un profilo basato sulle priorità del fondatore o dei fondatori. Essi variano da organizzazioni di piccole dimensioni gestite da artisti a organizzazioni che sono un collegamento essenziale nella scena artistica locale. A causa del legame con la personalità e le priorità dei fondatori e dello staff, queste residenze hanno spesso un profilo chiaro, concentrandosi su uno specifico settore artistico o una rete specifica. ESEMPI > Derida Dance Center, Sofia, Bulgaria. Un’unità culturale indipendente a Sofia. È l’unica organizzazione in Bulgaria che offre un’opportunità e uno spazio per i rappresentanti del settore artistico indipendente nei campi della danza contemporanea, del teatro e delle arti interdisciplinari per migliorare il loro sviluppo professionale, svolgere attività di produzione attraverso il programma di residenze e presentare le loro produzioni. www.derida-dance.com > BLOK - Urban Festival, Croazia. Il collettivo curatoriale BLOK gestisce Urban Festival, e all’interno di questo quadro organizza residenze per artisti. Gli artisti sono invitati a condurre ricerche specifiche localmente utilizzando approcci collaborativi e interdisciplinari. I progetti realizzati regolarmente sollevano questioni di grande importanza sociale e vengono lanciati nella sfera pubblica. www.blok. hr Q Derida Dance Center Guida alla politica in Bulgaria sulle residenze per artisti OMC 21 2.4.4. Residenze basate sulla ricerca Gli artisti di questo gruppo usano il processo di ricerca per creare l’esperienza della residenza. Gli artisti a volte creano anche soluzioni e approcci alternativi ai problemi derivanti da tale ricerca. Le residenze basate sulla ricerca differiscono dalle residenze tematiche (vedi sotto) in gran parte nella stretta natura del rapporto dell’artista con le persone e i luoghi con cui lavorano e all’interno.

ESEMPI > L’artista Jeanne van Heeswijk (Paesi Bassi) lavora partendo dall’idea che le comunità devono co-produrre il proprio futuro. Per questo motivo, si inserisce, per anni, nelle comunità da Rotterdam a Liverpool, lavorando con le comunità per migliorare i propri quartieri e conferire loro il potere di progettare il proprio futuro. Lo chiama “radicalizzare il locale”. www.jeanneworks.net > Benjamin Deboosere e Wouter De Raeve (Belgio) hanno condotto una ricerca nel 2013 sul Templelhofer Feld (‘Tempelhof Airport Berlin’) mentre si trovava nella residenza di Alexanderplatz a Berlino. http://www.onthf. com/On_THF/On_Tempelhofer_Feld.html > DutchCulture | TransArtists Collezione AiR: ‘Undercover’. Un artista può essere chiunque: un antropologo, una spia, un tassista, agente di cambio e molto altro ancora. Questa raccolta si concentra su artisti e residenze incorporati che sono “sotto copertura”, cioè i partecipanti si fondono in una comunità, un sistema o un’azienda. www.transartists.org/ dutchculturetransartists-air-collection. 2.4.5. Residenze tematiche Le residenze tematiche comprendono tutti i tipi di approcci, ma ciò che li unisce è che lo scopo della residenza va oltre lo sviluppo artistico da solo. Gli artisti sono invitati a contribuire a un tema comune. Gli esempi includono residenze progettate per celebrare un particolare patrimonio o identità regionale. ESEMPI > Cape Farewell, Regno Unito. Cape Farewell utilizza la nozione di spedizione - artica, isolana, urbana e concettuale - per interrogare le realtà scientifiche, sociali ed economiche che portano alla rottura del clima e per ispirare la creazione di un’arte focalizzata sul clima. Cape Farewell riunisce artisti, scienziati e comunicatori per stimolare la produzione di arte fondata nella ricerca scientifica. www.capefarewell.com > Satellietgroep, Paesi Bassi. Il loro progetto a lungo termine “Badgast” a L’Aia / Scheveningen mira a ricercare la pressione sull’uso pubblico, sociale e culturale dei waterfront. Satellietgroep sviluppa concetti e strategie incentrati su un nuovo approccio alle future aree urbane costiere. www.satellietgroep.nl > Moving landscape # 2 è un progetto PepeNero nel contesto di G.A.P. progetto (City as a participatory art gallery), un laboratorio territoriale di sperimentazione artistica e linguaggio contemporaneo nella Regione Puglia, Italia. Dal 2011, PepeNero sostiene e avvia iniziative rivolte a processi partecipativi di cittadinanza attiva per far rivivere spazi pubblici non funzionanti e sostenere la diversificazione delle imprese locali. www.neropepe.it/ artists-in-residence-program/. 76


2.4.6. Residenze basate sulla produzione È qui che l’obiettivo principale è l’elaborazione e la realizzazione pratica di un’idea / progetto. L’organizzazione offre infrastrutture, materiali e / o know-how. Questi sono vicini alle commissioni ma il processo è parte del lavoro finale. Molte delle residenze specifiche per disciplina sono in questa categoria. ESEMPI > Amsterdam Grafisch Atelier (AGA), Amsterdam, Paesi Bassi. Il programma Artist in Residence di AGA mira a contribuire alla ricerca e allo sviluppo di nuovi lavori nel campo della grafica (sia tecniche tradizionali che nuove forme d’arte digitale). Lo studio offre varie strutture, tecniche e competenze per gli artisti che consentono loro di produrre e sviluppare il proprio lavoro. Inoltre, AGA realizza stampe di alta qualità, dall’artigianato classico alle moderne tecniche digitali, su commissione di artisti, designer, istituti e organizzazioni culturali. http:// amsterdamsgrafischatelier.nl > Scottish Sculpture Workshop (SSW), Aberdeenshire, Regno Unito. Oltre a fornire modelli tradizionali di residenze, formazione e opportunità espositive per artisti visivi, SSW offre residenze di produzione. www.ssw.org.uk > Baltic Centre for Writers and Translators, Visby, Svezia è un centro residenziale internazionale per scrittori e traduttori letterari. Il Centro opera come luogo di lavoro e di incontro per professionisti della letteratura e organizza continuamente seminari e altri progetti. www.bcwt.org > Centro internazionale di scrittori e traduttori, isola di Rodi, Grecia. Il suo obiettivo principale è quello di fornire alloggio gratuitamente a scrittori e traduttori per un periodo da due a sei settimane. Inoltre, supporta i nuovi scrittori soprattutto offrendo sovvenzioni, premi e riconoscimenti e borse di studio, nonché con l’organizzazione di programmi educativi speciali, pubblicazioni, conferenze, seminari ed eventi culturali. Attingendo alla storia e al patrimonio multiculturale dell’isola di Rodi, ha lo scopo di attrarre scrittori e traduttori da tutte le regioni geografiche limitrofe dell’isola e di mediare il proprio lavoro con la società locale. http://www.writerscenter.gr/en.html 2.4.7. Residenze interdisciplinari e intersettoriali Le residenze per artisti possono ospitare artisti che lavorano con una vasta gamma di media, in diverse discipline e campi delle arti. Sia gli artisti che gli host di residenza tendono a esplorare più spesso le possibilità di collaborare con i partner in altri settori al di fuori del mondo dell’arte.

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ESEMPI > Nida Art Colony (NAC), Lituania. NAC è un luogo di incontro per artisti esperti ed emergenti in qualsiasi disciplina. Il processo artistico, curatoriale e educativo

si trova nel cuore delle sue attività, che si concentrano principalmente sullo sviluppo professionale degli artisti e sull’educazione informale per l’arte dei giovani. http:// nidacolony.lt/en > Il programma di residenza Kulttuurikauppila a Ii, in Finlandia, si collega alla scuola elementare comunale e all’educazione artistica universitaria, creando un college d’arte internazionale. L’educazione artistica è integrata in tutte le discipline e una parte della partnership è internazionale, aggiornando l’educazione per gli insegnanti nelle arti. I partenariati sono formati anche con politecnici e università. Il programma artist in residence ha promosso il profilo del comune Ii in Finlandia ed è già caratterizzato come esempio di modello di educazione artistica. http:// www.kulttuurikauppila.fi/frontpage > Pollinaria in Abruzzo, l’Italia è un concetto di residenza di rigenerazione per l’ambiente agrario. È un programma radicale e poliedrico progettato per creare un nuovo archetipo rurale. I progetti si evolvono costantemente in una proficua collaborazione tra arte, scienza, agricoltura e altre discipline. http://www.pollinaria.org > Il Prix Ars Electronica Collide @ CERN è il filo delle arti digitali del programma Collide @ CERN di tre anni iniziato nel 2011. L’obiettivo del premio Prix Ars Electronica Collide @ CERN è quello di portare la creatività digitale a nuove dimensioni scontrandosi con le menti degli scienziati con l’immaginazione degli artisti. Cerca di accelerare l’innovazione attraverso la cultura nel 21 ° secolo, creando nuove dimensioni nelle arti digitali, ispirate alle idee, all’ingegneria e alla scienza generate al CERN e prodotte dall’artista vincitore in collaborazione con l’esperienza transdisciplinare del team FutureLab. ad Ars Electronica. http://www.aec.at/prix/en/collide/”70


2.4 Spazi non profit

Gli spazi non profit in Italia sono un punto di riferimento per la sperimentazione e la produzione di arte contemporanea. Questi sono spazi in cui curatori ed artisti si incontrano e sviluppano insieme idee, progetti, raccontando la loro visione. Le interviste sono state fondamentali per capire l’utilità di questi spazi rispetto al contesto più ampio dei musei e gallerie in italia. “Inoltre, anche se non fondano la propria sostenibilità sulla vendita di opere e posseggono una natura giuridica spesso di associazioni senza scopo di lucro, questi progetti affrontano il tema della generazione di microeconomie, stabilendo eterogenei rapporti con interlocutori territoriali e non”71.

Interviste

Sono state svolte 3 interviste, in spazi collocati a Milano con diverse personalità, obiettivi e criticità. Bisogna notare che anche se c’è una crisi nel modello di residenze d’artista, molti spazi che hanno questo programma mantengono la loro attività culturale. Un esempio lampante è visibile nel progetto di Farmacia Wurmkos a Sesto San Giovanni. In questo progetto vengono esposti i lavori di 10 spazi non profit, tra cui anche Guilmi e A Cielo Aperto, realtà che in questa tesi sono state inserite nella categora di Residenze, ma che hanno una attività anche come spazi non profit.

TILE P r o j e c t Space

Dati Anno fondazione: 2014 Luogo: Milano Tematica: sperimentazione artistica e curatoriale Call per artisti: Open Call, contatto diretto Sostenitori: autofinanziata Collaborazioni: http://ccnstudio.tumblr.com/ Da una intervista a Caterina Molteni

Contesto “Tile project space è uno spazio espositivo e di produzione dedicato alla ricerca sull’arte contemporanea italiana. Nato nel maggio 2014, con sede a milano, lo spazio ha come obiettivo la mappatura e la diffusione di una nuova generazione di artisti. Ogni progetto prevede la presentazione di una mostra personale e una pubblicazione con lo scopo di fornire uno studio approfondito sull’artista invitato. Tile nasce da un’idea di roberta mansueto, caterina

molteni e denise solenghi, durante il biennio specialistico visual cultures e pratiche curatoriali dell’accademia di belle arti di brera. La mappatura è il filo conduttore dello spazio che punta ad identificare le varie correnti dell’arte contemporanea”72. Dilemma Tile space è un punto di partenza in cui un artista o un curatore può sperimentare, ma non è un luogo in cui la vendita di opere è il sostentamento principale. Questo

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Figura 25

comporta una situazione per cui le tre fondatrici hanno uno spazio da mantenere autonomamente, come personale attività di curatela e per essere un punto di riferimento per giovani artisti. La mancanza di fondi non permette di avere una perfetta organizzazione e attività. Tile è il luogo dove poter fare la prima mostra di un artista che magari ha già partecipato a un programma di residenze. Perché Tile, ma in generale gli spazi non profit, ha due grandi problemi: l’assenza di fondi e l’autoreferenzialità, il pubblico degli spazi è lo spazio stesso in un certo senso. Motivazione La città di Milano e in generale l’Italia non riconosce il lavoro di un artista al pari di una altra professione, questo causa una totale assenza di fondi e voglia di investire. Il pubblico non è formato sull’arte contemporanea quindi rischia di essere sempre composto dai soli addetti ai lavori.

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Ideale La presenza di uno o più sponsor sarebbe fondamentale per sostenere la realtà di TILE, questo potrebbe anche avvenire chiamando l’attenzione di un pubblico più ampio, che può attrarre brand più piccoli interessati ad investire

sulla “visibilità di tile”. Da questo punto di vista anche i social sono un’arma interessante, ma vanno sempre posti rispetto all’attitudine dell’artista / curatore. Insight I giovani artisti contemporanei considerano TILE come uno spazio valido in cui esporre e lavorare ad un progetto. Ma il progetto è nato da 5 anni e si sta rivelando difficile da sostenere economicamente. Gli spazi non profit sono labili, in movimento e bisogna accettare anche la loro chiusura, sicuramente la voglia di sperimentare darà ad altri artisti l’input per aprire un nuovo spazio. Se dietro questo fermento ci fosse più attenzione da parte del comune o dello stato, sicuramente queste realtà avrebbero più seguito e organizzazione. Parole chiave Indipendente, sperimentale, autofinanziato, mancanza di fondi, giovani artisti, trampolino di lancio , punto di riferimento.

Figura 25. Dal tileprojectspace.com mattonelle sono parte spazio fisico

sito le dello


Edicola Radetzky Dati Anno fondazione: EXPO 2015 Luogo: Milano Tematica: ricerca formale. Lavoro intellettuale che viene assorbito nell’estetica Call per artisti: rete personale e curatrici Sostenitori: Eni, Comune di Milano Collaborazioni: A.S. Velasca, Gluqbar, Miart Contesto “Edicola Radetzky, affacciata sulla Darsena di Milano, è una piccola architettura dei primi anni del ‘900, caratterizzata dalla struttura in ferro e vetro e da un grande tetto a pagoda. Da luogo di vendita di quotidiani e riviste, Edicola Radetzky è trasformata in spazio dedicato alla ricerca artistica contemporanea, nel quale le ampie superfici vetrate creano un particolare dialogo tra le opere esposte all’interno e l’ambiente circostante. Affidata a progetto città ideale dal municipio 6 del comune di milano, Edicola Radetzky ospita un programma di mostre con l’obiettivo di promuovere la ricerca artistica più attuale, trasformandola in una trasparente stanza delle meraviglie dedicata alla città”73. I tre fondatori si sono focalizzati sugli spazi pubblici e la loro re-interpretazione attraverso l’arte. Si sono interessati a diversi luoghi iconici della città di Milano, sulle architetture fortemente connotate e i percorsi urbani. Il loro lavoro punta a nutrire sia una relazione con diversi autori ma anche un discorso sulla mediazione culturale, lavorando con cittadini che non hanno una formazione artistica. C’è interesse da parte del pubblico, c’è poco sforzo da parte di altri operatori di rapportarsi al grande pubblico. A volte anche solo cambiando delle parole il contenuto può essere più comprensibile a più persone.

il tempo. Il lavoro di fundraising è a tempo pieno. Non vogliono utilizzare piattaforme come kickstarter perché non sono per il crowdfunding.

Dilemma Hanno avuto sponsor: Enel per 2 anni ha dato sostegno economico. Nel tempo il progetto è diventato + sostenibile ma hanno ragionato sul fatto che a loro ruba molto tempo il trovare finanziamenti e per questo attualmente si autofinanziano.

Parole chiave Mancanza di fondi, pubblico, ampia attenzione, arte e città, scultura, sperimentazione, spazio piccolo, gestione del tempo.

Perché Hanno interesse a trovare dei fondi ma non ne hanno

A Milano c’è un rapporto molto forte con il comune, ma

Motivazione L’idea del crowdfunding è quella di avere una grande attenzione sul progetto al momento della raccolta dei fondi, poi si perde l’interesse da parte del pubblico, c’è anche questa tendenza a vittimizzare il progetto in questo contesto. Ideale Se trovassero una figura esterna che si occupasse di cercare i fondi sarebbe un vantaggio. Insight Edicola radetzky è un simbolo della città di Milano che ha trovato una nuova vita grazie all’arte contemporanea. Ha una grande visibilità e il comune ha interesse a mantenere il progetto vivo nel tempo. Ma il comune di Milano offre solo l’afitto dello spazio, la manutenzione e la produzione di opere è ad opera dei tre artisti che gestiscono edicola. Questo è chiaramente limitante per un discorso di risorse economiche.

Intervista completa a Stefano Serusi

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Figura 26

in generale c’è per gli spazi una difficoltà a parlare con la pubblica amministrazione. Durante MIART 2018 è stato fatto un esperimento: il sabato di MIART gli spazi non profit venivano aperti al pubblico, noi abbiamo partecipato. Quest’anno abbiamo fatto un incontro per chiarire meglio il format, in quel contesto Repubblica Milano ha proposto di pubblicare tutti gli spazi e comunicare il progetto, molti nostri colleghi sono stati restii a questa apertura al pubblico, soprattutto per iniziative che riguardano talk e conferenze, sostenendo che è troppo difficile comunicare con un pubblico “cittadino”. Per noi è molto più facile: quando abbiamo preso Edicola in gestione dovevamo fare il restauro della proprietà, tramite una formula “laboratorio” abbiamo pensato al restauro dell’edicola come un momento laboratoriale insieme ad un gruppo di artisti, ogni fine settimana siamo andati lì e abbiamo fatto degli interventi (il tutto è durato un mese), nel weekend ci sono anche moltissime persone che si incuriosiscono e ci fanno domande sul progetto Edicola. Grazie al

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Figura 26 Foto dello spazio in darsena, Milano. Figura 27 immagine dal sito edicolaradetzky.it

progetto abbiamo conosciuto il sostrato vero del quartiere. Ospitiamo principalmente scultori, questo per la struttura dello spazio. gli artisti sono internazionali e italiani, ma non li scegliamo in base ad un particolare focus geografico. Riceviamo molte proposte tramite candidatura spontanee, ma raramente gli artisti rispondono ai caratteri dell’edicola, non esponiamo pittura e fotografia. Comunicazione digitale: Abbiamo puntato molto su un immaginario evocativo di un luogo esotico, e poi abbiamo stabilito una decrescita con il tempo (dal punto di vista della comunicazione). Le mostre devono riscuotere interesse nell’arco di un mese, la comunicazione digitale spesso si concentra sull’evento singolo, quindi non investiamo sul pubblicizzare l’inaugurazione, ma piuttosto dilazionano le fotografie di una mostra nell’arco di un mese. Come artisti noi gestori siamo intervenuti solo nel momento del restauro: cantiere Radetzky. Il sito funge da archivio. Il board: Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi abbiamo tutti investito sul lavoro di gruppo con molto impegno intellettuale, poi abbiamo puntato su artisti esterni da guidare fino ad un certo punto. L’edicola viene consumata, riletta reinterpretata, non considerata come una cornice. Lavoriamo sempre separatamente: ci dividamo i progetti dell’arco di un anno (2 o 3 a testa). Per questo le mostre sono anche personali. L’idea è di avere un laboratorio permanente, un approccio orizzontale. L’artista deve avere un ruolo sociale. C’è un rapporto di amicizia con altre realtà simili, di scambio, anche se non abbiamo mai collaborato con altri spazi. Molti spazi lavorano tra loro scambiandosi le sedi: in questi progetti viene meno il lavoro curatoriale, per questo non facciamo progetti in questo senso. La documentazione è stata importante sin dall’inizio, Edicola è nata in un periodo in cui molti spazi di Milano diventavano iconici e quindi è stata adottata come uno dei luoghi iconici . Figura 27


S p a z i o MEGA Dati Anno fondazione: Marzo 2016 Luogo: Milano Tematica: libertà di sperimentazione Call per artisti: tramite conoscenze personali, possibile autoproposta, selezione da parte dei curatori Sostenitori: autofinanziata Da una intervista a Lorenzo Capelli e Davide Giannella Contesto “MEGA è uno spazio di 15 metri quadrati dalle ampie prospettive. E’ un luogo dove poter sviluppare e mostrare progetti inediti che altrove non troverebbero collocazione. MEGA non fa distinzioni di genere: considera arte, architettura, design, musica, fotografia, editoria e cinema sullo stesso piano, come elementi intrecciati e intrecciabili del panorama culturale contemporaneo. MEGA sviluppa la propria programmazione seguendo due traiettorie parallele e distinte, due momenti differenti. Da una parte i progetti ad Alta Intensità: curati e prodotti internamente, sempre inediti, sempre accompagnati da una pubblicazione. Dall’altra, i progetti a Bassa Intensità: già prodotti esternamente, sono ospitati per un tempo ridotto” 74. Dilemma Non sono stati riscontrati importanti problematiche all’interno dello spazio. MEGA funziona per la maggior parte dell’anno come studio personale dei fondatori, che si trasforma in spazio espositivo a seconda del calendario di mostre (Bassa Intensità) e produzioni (Alta Intensità) in programma. Perché I fondatori sono inseriti e appassionati del mondo dell’arte contemporanea. Per questo hanno la possibilità di avere un pubblico (composto dal loro entourage) interessato e partecipante, con il quale condividere le esplorazioni artistiche che strutturano insieme ad artisti italiani e non. Lo spazio è inserito in un luogo molto centrale di Milano, ma lontano dagli altri spazi non profit, per questo MEGA

cerca di dialogare con il pubblico limitrofo attraverso i suoi openings e collaborazioni. Motivazione Il principale problema degli spazi non profit è la mancanza di fondi che in questo caso non è una complicazione: la dualità di utilizzo (studio personale/spazio espositivo) permette allo spazio di essere sfruttato al massimo, e quindi di ridurre i costi, con anche una libertà di investimento sugli artisti. Ideale L’utilizzo di uno spazio fluido, aperto all’arte da un punto di vista multidisciplinare (agli artisti del programma Alta Intensità si chiede di produrre lavori che vanno aldilà della loro comfort zone) con partecipazione attiva ad eventi come Miart e Milano Artweek sono le prerogative che permettono allo spazio di godere di una forte indipendenza culturale. Insight I loro canali di comunicazione sono di vecchio stampo: non si dedicano alla comunicazione digitale perché non hanno una impostazione “social”, non hanno la necessità di “mediare” l’opera d’arte. L’editoria è il loro punto forte e gli permette di produrre piccoli elaborati / Zine (in vendita nello spazio) che fungono da catalogo per ogni mostra/ esperienza che creano. Parole Chiave Indipendenza, libertà, sfida continua, no comfort zone, multidisciplinarietà, sperimentazione.

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Figura 28 Dossier MEGA Issue 8. Published in occasion of quattroperzero. casatibuonsante architects, Parasite 2.0, Raumplan, Supervoid 17 10 2017. Figura 29 Dossier MEGA Issue 3 Published in occasion of What Happened to the Girl? Display number 2 Anna Franceschini 15 12 2016

Figura 28 Figura 29

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Casi studio DIMORA ARTICA Dati Anno fondazione: 2013 Luogo: Milano Tematica: forme condivise dalla produzione artistica, l’immaginario mitico e la cultura popolare Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: Autofinanziata “Fondata nel 2013, Dimora Artica è uno spazio non profit associando una peculiare modalità critica alla promozione dedicato alle nuove tendenze dell’arte contemporanea dell’arte del presente. Attualmente Dimora Artica è diretta e alla riflessione sulle forme condivise dalla produzione da Andrea Lacarpia (fondatore) e Francesco Pacelli, con la artistica, l’immaginario mitico e la cultura popolare. Dimora collaborazione di Isabella Iozzi”75 . Artica organizza mostre nella propria sede e in altri luoghi IL COLORIFICIO Dati Anno fondazione: 2016 Luogo: Milano Tematica: creare uno spazio in mutamento rispetto alle necessità artistiche del momento. Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: Autofinanziata Collaborazioni: ArtVerona “Vengono da Milano, dal Giambellino in particolare, e – Thank You Very Much in residenza presso la galleria. hanno vinto il concorso i9 alla fiera ArtVerona 2018, ovvero Il progetto avanzato, dal titolo Temporary Office for il premio al progetto più interessante proposto da una Curatorial Consulting, riguardava l’istituzione di un fittizio realtà indipendente. Qui ce lo raccontano loro stessi. Il ufficio di consulenza curatoriale che ripensasse l’intera Colorificio è un collettivo curatoriale e uno spazio progetto proposta di mostra da parte di TYVM, (auto)criticando la fondato nel 2016 da Michele Bertolino, Bernardo Follini e visione unilaterale usualmente adoperata dal curatore. Giulia Gregnanin, a cui poi si è unito Sebastiano Pala in Osservando la selezione di artisti presentati è facile veste di project manager. Con sede in un ex negozio di notare come né circoscrizioni di gruppi generazionali né vernici situato nella periferia milanese del Giambellino, Il il disegno di una geografia italiana rappresentino bussole Colorificio nasce da un’esigenza di sperimentazione e di di ricerca; a guidare le scelte è piuttosto la costituzione di scambio aperto di teorie e pratiche artistiche e curatoriali. un universo di senso temporaneo, contestuale a specifiche Al momento lo spazio ha coinvolto, attraverso il format di urgenze. Il discorso scaturito dal continuo dialogo tra mostre personali, gli artisti IOCOSE, Deniz Eroglu, Vasilis curatore e artista è poi sviluppato attraverso il dispositivo Papageorgiou (a cura di K-Gold Temporary Gallery), Marco testuale. Il Colorificio, per ogni mostra o evento off-site, Giordano, Michele Rizzo, Daria Blum (a cura di STIMULI) realizza piccole pubblicazioni che scandagliano la pratica e Tamara MacArthur. A gennaio 2018 Il Colorificio è stato dell’artista, spesso adattando lo stile di scrittura e il formato invitato a partecipare a un progetto off-site presso il alle stesse ricerche” 76. Modern Institute di Glasgow, dal collettivo artistico TYVM MARSELLERIA DATI Anno fondazione: 2009 Luogo: Milano Tematica: esplorazione degli aspetti multidisciplinari della cultura contemporanea Call per artisti: Contatto diretto Sostenitori: Autofinanziata Collaborazioni: Supporta e co-produce una serie di progetti come film indipendenti, video di artisti, mostre d’arte e altri eventi legati all’arte. Sudan (2016), Ossessione Vezzoli (2015), Maicol Jecson (2014), Live Arts Week (2012 - 2017)

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ALMANAC INN Anno fondazione: 2014 Luogo: Torino, Londra Tematica: Sperimentazione artistica e curatoriale Call per artisti: contatto diretto, curatori Sostenitori: Compagnia San Paolo, Fondazione CRT, Regione Piemonte, Italian Council, MiBAC, La Quadriennale di Roma, Arts council England, Istituto italiano di Cultura, Politecnico di Torino, Film commission Torino, Zanotta Collaborazioni: diversi curatori “Almanac è un’organizzazione senza scopo di lucro dell’agenzia curatoriale e le potenzialità del cambiamento con sede a Londra, con un progetto fratello a Torino. È culturale attraverso collaborazioni creative. Per quanto dedicato a mostrare l’arte in varie forme e ad impegnarsi riguarda la mostra come atto di comunicazione, miriamo con i modi in cui l’arte può diventare una parte dei ritmi a facilitare il dialogo come mezzo per aprire le pratiche quotidiani della vita. Siamo interessati a esplorare i confini artistiche a nuovi registri di pensiero.”77 Viadellafucina16 - KANINKEN-HAUS DATI Anno fondazione: 2009 Luogo: Torino Tematica: sperimentazione arte contemporanea, arte pubblica Call per artisti: Open Call Internazionale Sostenitori: Sillumina by SIAE and MiBACT (Ministry of Cultural Heritage and Activities and Tourism). Abitare una casa vivere un luogo (1st classified) by Compagnia di San Paolo. FUNDER35 2017 (Highest Score). Cultural Tender 2017 (1st classified) by City of Turin. Cultural Tender 2017 by Regione Piemonte. In 2016 the project was selected among the 15 national finalists of Culturability Collaborazioni: Castello di Rivoli, CPS Cultura Politica e società, CleanUp, Progetto Porta Palazzo “kaninchenhaus è un’organizzazione no profit con sedi a Torino, nel quartiere di Porta Palazzo, e a Milano in zona Isola, e attiva, sia a livello locale che internazionale, nell’ambito dell’arte contemporanea e della cultura.” 78 “viadellafucina16 è il primo esperimento internazionale di condominio-museo, creato da Kaninchen-Haus nel 2016 da un’idea dell’artista Brice Coniglio. Cuore del progetto è un innovativo programma di residenza per artisti nel condominio di via La Salle 16 (già “via della Fucina”), nel quartiere torinese di Porta Palazzo, sede del

più grande mercato all’aperto d’Europa. Tramite open call internazionale, la cui prima edizione ha ricevuto oltre 400 candidature da tutto il mondo, gli artisti sono stati invitati a trascorrere periodi di residenza nello stabile, durante i quali realizzare interventi e opere negli spazi comuni al fine di attivare il dialogo tra le diverse comunità che lo abitano e favorire la riqualificazione del maestoso edificio ottocentesco, oggi in stato di trentennale degrado e abbandono.”79

Progetti

PROGETTO DI MAPPATURA ONLINE DEGLI SPAZI NON PROFIT “È un progetto di ricerca incentrato sull’identificazione e promozione degli spazi e del pensiero indipendente. Lavoriamo per ampliare e sfidare i limiti attuali delle istituzioni museali, per stimolare ed elaborare diversi modi per agire nella contemporaneità. THE INDEPENDENT esplora i contenuti delle realtà indipendenti e innovative, monitora la crescita degli spazi autonomi e applica una

strategia di conoscenza virale, nella quale ciascun gruppo indipendente ha il suo spazio virtuale dove diffondere le proprie attività. Lo scopo è quello di tracciare una mappatura crescente di tutte le forme autonome e delle realtà indipendenti più audaci e libere, attive nel mondo. Vogliamo monitorare la vita dei gruppi indipendenti e la loro evoluzione e offrire loro un territorio comune di scambio.”80

PROGETTO DI MAPPATURA ED INCONTRO: SUPERCONDOMINIO, EVENTO AL CASTELLO DI RIVOLI

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“Chi sono gli attori e quali sono le energie che stanno ridisegnando il nuovo sistema dell’arte contemporanea in Italia?”81


flip project space (Napoli) http://flipprojectspace. blogspot.com/

Siliqoon (Milano) http://www.siliqoon.com/ about-contact/

80121 Residency (Napoli) http://www.res80121.com/it/ home/

Faust Forse: http://www. faustnewyork.com/

Spaziobuonasera (Torino) h t t p : / / w w w . spaziobuonasera.it/

ADA (Roma) http://ada-project.it/

Gelateria Sogni di Ghiaccio (Bologna) h t t p : / / gelateriasognidighiaccio. com/

Standards (Milano) http://www.standardstudio. it/it/

Almanac Inn (Torino / Londra) http://almanacprojects.com/ Armada (Milano) https://armadamilano.com/ Associazione Ramdom (Gagliano del Capo, Lecce) http://www.ramdom.net/

Giorgio Galotti (Torino) http://www.giorgiogalotti. com/ e’ una galleria non uno spazio no profit Il Colorificio (Milano) http://www.ilcolorificio.org/

Bocs, Catania https://www.bebocs.it/

Incurva (Favignana) https://incurva.org/

Cabinet (Milano) http://www.spaziocabinet. com/

Like a little disaster (Polignano a mare) h t t p : / / w w w . likealittledisaster.com/

Cherimus (Perdaxius, CI) http://www.cherimus.net/ Clima (Milano) http://www.climagallery. com/ Current (Milano) http://www.currentproject.it/ Dimora Artica (Milano) http://www.dimoraartica. com/

Treti Galaxie (Torino) https://www.tretigalaxie. com/it/home/ TRIPLA (Bologna) http://spaziotripla.com/filter/ bologna Ultrastudio (Pescara/Los Angeles) http://www.ultrastudio.sexy/ Una Vetrina (Roma) http://www.unavetrina.it/ Veda (Firenze) http://www.spazioveda.it/

Localedue (Bologna) http://www.localedue.it/ Mega (Milano) h t t p : / / w w w . megamegamega.it/ Montecristo Project (Cagliari) http://montecristoproject. tumblr.com/

Edicola Radetzky (Milano) http://www.edicolaradetzky. it/

Museo Apparente / Acappella (Napoli) h t t p : / / w w w . museoapparente.eu/

Ermes Ermes (Roma / Vienna) http://www.ermes-ermes. com/

Operativa Arte Contemporanea (Roma) http://www.operativa-arte. com/

Fanta Spazio (Milano) https://fanta-mln.it/

Pelagica (Milano) http://www.pelagica.org/

8 LUGLIO 2018 “Riconoscendo l’importanza di questi spazi e il loro impegno su tutto il territorio italiano, il Castello di Rivoli dedica un weekend di riflessione per discutere gli obiettivi e le strategie da attuare per una crescita e un consolidamento comune. Il supercondominio diventa un’immagine per pensare un modello di coesistenza che strutturi un sistema di nuovi spazi che condividono strumenti e obiettivi”31.

Supercondominio

63rd – 77th STEPS (Bari) http://www.63rd77thsteps. com/

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2.5 Artist-run spaces

Un Artist-run space è una galleria che viene gestita da artisti che svolgono anche la funzione di curatori. Questo format è nato per permettere agli artisti di autogestirsi e poter vendere le proprie opere aggirando le strutture delle gallerie pubbliche (gestite dal governo) e private. Gli Artist-run spaces sono diventati un fattore importante nella rigenerazione urbana, ad esempio a Glasgow, in Scozia*82. “Gli artisti lanciano le proprie gallerie per ogni tipo di motivi, che si tratti del desiderio di mostrare il lavoro di colleghi sottovalutati, di mantenere legami con la scuola d’arte, o semplicemente perché un frammento di immobile è caduto nei loro grembo. Così è stato per gli artisti di Brooklyn Ruby Sky Stiler e Daniel Gordon, il cui proprietario dello studio, lui stesso un collezionista d’arte, ha offerto loro l’ex stanza del carbone di un edificio adiacente - uno “spazio scartato ma fresco”, nelle loro parole - senza affitto extra”83. “Benvenuti nel sito Artist Run Alliance, una piattaforma internazionale per iniziative gestite da artisti - un termine che include tipicamente cooperative di artisti, gallerie indipendenti e spazi d’arte. The Artist Run Alliance (ARA) nasce dall’esigenza di iniziative di artisti in molte parti del mondo per connettersi e interagire attraverso una rete globale, nel processo di costruzione di relazioni basate su una visione condivisa. Organizzata dall’Alfred Institute for Art and Culture, l’idea per l’artista Run Alliance è cresciuta dal nostro lavoro come spazio artistico indipendente e non profit. La comunità di sostegno necessaria per coordinare le attività che un’iniziativa di conduzione artistica sia estesa attraverso un contesto più ampio, coltivando un ecosistema collaborativo di professionisti creativi. L’Artist Run Alliance è un progetto lungimirante e una comunità di supporto e proattiva è fondamentale. Il nostro scopo è quello di soddisfare le esigenze specifiche di gruppi collettivi di artisti e curatori ed è formato da una comunità che lavora al di fuori della

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* “Glasgow è famosa per gli Artist-run spaces e le iniziative che hanno avviato e sostenuto da almeno tre decenni. L’esempio classico è Transmission gallery, nata dalla frustrazione per la quasi totale mancanza di opportunità espositive in Scozia a quei tempi. È stato istituito nel 1983 con il minimo finanziamento dell’Art Council e il vuoto immobiliare dal consiglio comunale. Continua oggi come un collettivo non profit con un comitato che cambia regolarmente, una mostra annuale, dei membri e un programma di mostre personali e collettive che combinano il locale e l’internazionale. I primi comitati di trasmissione presentavano molti nomi ancora centrali nel mondo dell’arte di Glasgow, tra cui il curatore Malcolm Dixon (fondatore della rivista Variant e ora direttore della galleria fotografica Street Level), il regista Doug Aubrey, il teorico Billy Clark e gli artisti Christine Borland, Douglas Gordon, Carol Rhodes, Claire Barclay e Richard Walker. Tramite i cambi di sede e le patch incolte, Transmission gestisce periodicamente l’auto-rinnovamento. L’attuale commissione comprende Darren Rhymes, Emilia Muller-Ginorio e Hannes Hellström”.

consolidata economia artistica e impegnata a mettere in atto idee creative. La nostra piattaforma traccerà le iniziative gestite da artisti in luoghi remoti in tutto il mondo, consentirà la consulenza e la condivisione delle conoscenze e fornirà modelli e soluzioni di finanziamento per nuove iniziative artistiche. Lavorando all’interno dei nostri rispettivi luoghi, molte iniziative di artisti ricevono poca visibilità e sono, per la maggior parte, inconsapevoli l’una dell’altra. Ognuno lavora all’interno della propria cultura e in particolari circostanze, offrendo approcci, estetiche e ideologie diversi nei confronti delle pratiche artistiche e di produzione espositiva. L’Artist Run Alliance è un progetto in corso e in via di sviluppo il cui obiettivo principale è quello di rivolgersi alla comunità artistica internazionale, ma anche di impegnarsi a coinvolgere il pubblico in generale. Come artisti siamo appassionati di ciò che facciamo e vogliamo coinvolgere le persone negli aspetti poliedrici e culturalmente diversi dell’arte contemporanea. La nostra piattaforma includerà informazioni aggiornate su attività, eventi ed eventi dei nostri membri, con l’obiettivo di collegare artisti a livello locale con il pubblico in generale”84.

Figura 30 La vetrina di Transmission Gallery, Glasgow, dal sito dello spazio: www. transmissiongallery.org


Interviste Sono state svolte 5 interviste tra Milano, Bologna, Roma e Napoli. Uno dei casi intervistati (spazio TRIPLA) è stato chiuso poco dopo l’intervista, per motivi logistici.

Gelateria Sogni di Ghiaccio DATI Anno fondazione: 2016 Luogo: Bologna Tematica: aprire uno spazio di riferimento perl’arte contemporanea a Bologna Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: Autofinanziata Collaborazioni: Forme Uniche, Il sole 24 Ore, ATPdiay, Tzvetnik Dati raccolti dall’intervista a Filippo Marzocchi e Mattia Pajè Contesto “Gelateria sogni di ghiaccio è un artist-run space creato e gestito da Filippo Marzocchi e Mattia Pajè. E’ composto da due ambienti: uno dedicato allo studio, al lavoro e alla ricerca artistica, e l’altro dedicato all’esposizione, alla collaborazione, alla discussione e alla condivisione. Marzocchi e pajè hanno ampliato la loro pratica artistica fino a comprendere la direzione artistica del progetto. Gelateria sogni di ghiaccio è un luogo per la sperimentazione e per la libertà” 85. Dilemma Gli artisti avevano la volontà di creare un punto di riferimento a Bologna. In questa città ci sono poche realtà che si occupano di arte contemporanea. Hanno il loro circuito di conoscenze e lavorano insieme ad artisti italiani ed internazionali. Nello spazio gli artisti sono liberi di sperimentare e non ci sono regole, ma non c’è la volontà di ampliare o potenziare il progetto. Non hanno interesse a trovare finanziamenti. Non hanno un grande pubblico,

Figura 31 poster evento dal sito Freefall | Lisa Dalfino e Sacha Kanah | Solo show | 27/09 – 7/10 2018. Figura 32 foto dello spazio dal sito gelateriasognidighiaccio. com. Figura 33 Do not waste tears on Clams | g.olmo stuppia | Dal 23 febbraio al 1 marzo 2018

questo è forse l’unico punto debole che riconoscono. Perché A Bologna, ma in generale in Italia, l’arte contemporanea non viene consumata come qualunque altro bene materiale, soprattutto dalle nuove generazioni. Motivazione Non c’è interesse da parte delle nuove generazioni a frequentare luoghi di arte. Ideale Riuscire a provocare interesse e movimento nella città grazie agli artisti contemporanei potrebbe ravvivare il panorama. Insight Gelateria sogni di ghiaccio è uno spazio gestito e fondato da due artisti contemporanei che vogliono mantenere vivo un ideale di liberta e produzione artistica. Ma sono chiusi in un mondo ancora piccolo e composto dal loro entourage che non provoca interesse negli altri abitanti della città. Parole chiave Autofinanziamento, isolamento, indipendenza, punto di riferimento, realtà cittadina.

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Figura 31

Figura 32

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Figura 33


Spazio TRIPLA Dati Anno fondazione: 2016 Luogo: Bologna Tematica: un luogo di esposizione visibile e innovativo a Bologna Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: Comune di Bologna Dati raccolti dall’intervista a Paolo Bufalini Contesto Artist-run space h24/7, a Bologna fondato e gestito da Paolo Bufalini e Filippo Cecconi. TRIPLA è uno spazio vetrina molto piccolo che riesce a raccontare l’arte contemporanea senza troppa fatica ad un pubblico ampio e in movimento in una delle più trafficate vie del centro di Bologna. Per la maggior parte del tempo fanno mostre personali perché ormai spesso si pensa che la mostra sia un’opera in sé, e i due artisti sono d’accordo su questo concetto. Dilemma il luogo è stato concesso dal comune ai due artisti gratuitamente, per la durata di 3 anni. Chiuderà a Marzo 2019 perché l’intero spazio (a cui loro non hanno accesso se non per le tre vetrine) verrà dato in affitto a qualche attività commerciale. Perchè Lo spazio cesserà di esistere nella sua forma attuale ma l’attività dei due artisti insieme a tutto il network che hanno costruito in questi anni continuerà ad esistere assumendo una nuova forma. Il motivo per cui non hanno potuto continuare è la mancanza di fondi in primis ma anche un poco interesse da parte degli artisti a voler investire ulteriormente in questo progetto. Motivazione L’impegno di mantenere uno spazio che sarebbe diventato poi davvero troppo grande è eccessivo a parere degli artisti. Hanno accettato con serenità questa condizione di cambiamento e continueranno con la loro attività personale. Bisogna considerare questi luoghi come momentanei e su questo i fondatori sono sereni.

Ideale trovare uno spazio simile in un contesto simile sarebbe l’ideale per gli artisti che in quanto solidi nella loro carriera sapranno come sfruttare al meglio qualsiasi spazio, di nuovo è il contenuto, non la forma che genera l’attività. Il luogo è comunque molto importante tanto da far parte del processo creativo, Insight TRIPLA è un artist-run space che ha dato vita ad un progetto unico nel centro di Bologna. Ha messo in contatto molti artisti e ha incuriosito il pubblico nel corso di tutte le sue mostre. Ma per decisione del comune questo spazio sarà ceduto a una attività commerciale che lo prenderà in affitto, assieme ad uno spazio molto più grande. Gli artisti saranno quindi costretti a svolgere la loro attività artistica personale in altri luoghi. Parole chiave Arte contemporanea, pubblico, spazio ridotto, artisti, movimento, mutamento, passione, condivisione, divertimento, mancanza di fondi.

Figura 34

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Figura 35

Figura 34 23/11/2018 - 18/12/2018 HYPOCHLOROUS - MAARTEN VAN ROY Figura 35 02/02/2019 - 26/02/2019 SHUTTER - ROB CHAVASSE by Giovanni Rendina Figura 36 09/01/2019 - 16/01/2019 HOMEWORKS - FRANCESCO DE PREZZO

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Figura 36


Una Vetrina

DATI Anno fondazione: 2013 Luogo: Roma Tematica: Avere un luogo di sperimentazione, e contemplazione dell’arte in maniera trasversale. Call per artisti: Open call, conoscenze personali Sostenitori: autofinanziata dai tre fondatori: Gianni Garrera, Giuseppe Garrera e Carlo Pratis Collaborazioni: The indipendent, MAXXI Da una intervista a Gianni Garrera, Giuseppe Garrera e Carlo Pratis Contesto “Nella pratica giornaliera dell’arte e dei suoi campi d’azione la galleria è divenuto uno strumento troppo lento per l’avventura. Il nostro sia un posto incessante, per il consumo di pensieri e di visioni a occhi aperti, un luogo di trasmissione, diffusione e adempimento gratuito, votato all’inanità e allo spreco di immagini, diciture, atti, dimostrazioni. Non diversamente da un satellite o da una stazione radio la cui luce insonne generi e scandisca, giorno e notte e senza tregua, sogni e veglie, questo luogo operi urgentemente: provvisorietà e precarietà sono sintomi di una scadenza in cui non sono possibili ripensamenti, indugi e precisazioni. Le esposizioni capiteranno senza avvertire e senza chiedersi chi le vedrà. Lo spazio, ridotto al raggio critico di visione di una vetrina, si nega alla partecipazione e al coinvolgimento, non prevede alcuna convocazione festiva, solo avventori feriali, non ricerca alcun legame, prescinde dalle relazioni, per certi versi non ritiene più possibile generare ancora rapporti con un pubblico. Estraneo alle competenze del mondo, in questo senso è un posto stolto e non affidabile: luogo senza via d’uscita, eppure perseverante, sempre vivo, predilige una fruizione solitaria, casuale, senza alcuna convocazione, alcuna chiamata, alcun protocollo, né inviti, ma solo un

Figura 37

palinsesto orientativo dei programmi. Lavori e contributi vengono messi in vetrina come alla gogna, alla berlina e all’indifferenza o all’attenzione di chi passa, e tutto ciò che accade e viene accolto nella vetrina è la sua arte ed è già il suo museo”86. Dilemma Unavetrina è una realtà che riesce a contemplare l’arte contemporanea senza avere un preciso pubblico. L’assenza di comunicazione fa di questa realtà a sè stante, un essere vivente che va accudito preiodicamente dai suoi fondatori, che sviluppano una mostra ogni 5 giorni mediamente. Il dilemma che si può trovare in una realrà così unica è forse il fatto che difficilmente riuscirà con una comunicazione diretta ad essere capita da un pubblico più ampio. Anche se la sua presenza in strada è già una dichiarazione avvertita dai vicini e quindi anche motivo di curiosità. Perché La scelta dei fondatori di non comunicare il fine e la programmazione dello spazio è per rendere esistente questa creatura a prescindere dalla presenza di un pubblico , di un seguito o meno. Motivazione Unavetrina è una provocazione forte che nella sua volontà

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di non comunicare ha richiamato l’attenzione del MAXXI, è un format di questa istituzione. Ideale La possibilità di applicare questo format a più dimensioni del genere in giro per l’Italia può essere una campagna interessante per l’arte contemporanea. Insight Unavetrina è una piccola finestra sull’arte contemporanea offerta ad un pubblico ignorante che non è chiamato né ad interagire, né ad ignorare. È una presenza che esiste indipendentemente dall’attenzione del pubblico. Ma la sua esistenza è già uno statement forte per un pubblico che si incuriosisce e potrebbe essere invogliato a scoprire di più su questo mondo grazie ad uno spazio così piccolo e con poche pretese. Parole Chiave Piccolo spazio, velocità, caducità immediato, contemporaneo, popolare.

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Figura 39

dell’arte,

Figura 37 Giuseppe Garrera | Prove di trasmissione Figura 38 Luisa Di Gaetano | 1979 Figura 39 Gianni Vattimo | Nichilismo Figura 40 Luca Vitone | Nulla da dire

Figura 38

facile, Figura 40


ARTKADEMY Dati Anno fondazione: 2015 Luogo: Milano Tematica: arte pubblica, sociale Call per artisti: collaborazioni all’interno della loro officina Sostenitori: il team si sostiene con il proprio lavoro Collaborazioni: ogni area del loro lavoro ha diverse collaborazioni visibili sul loro sito artkademy.org Dati raccolti dall’intervista a Ivan Tresoldi Contesto “Artkademy è un team di professionisti in campo artistico, culturale e di imprenditoria creativa. Fondata nel 2015 da un’idea di Ivan Tresoldi, Alessandro Bertoldi e Riccardo Aimerito, Artkademy si avvale oggi delle competenze di Francesco Muti e Simone Pallotta. Il loro lavoro si divide in quattro macro aree: IMPRESA: Progetti creativi e consulenza artistica per strategie urbane di comunicazione aziendale e brand identity. PUBLICA: Organizzazione di mostre ed eventi culturali. Sviluppo di progetti d’arte pubblica e rigenerazione urbana in sinergia con istituzioni, fondazioni, enti turistici. FORMA: Formazione e team building creativi per aziende, educazione non formale e laboratori. EQUO: Progetti, workshop ed eventi non profit per la comunicazione e la promozione del terzo settore”87. Dilemma Il progetto ha una sua identità specifica legata al mondo dell’arte urbana e sociale e per questo non è legata al mondo dell’arte contemporanea “sperimentale”. Questo è un aspetto molto forte della loro realtà ma non un problema, in quanto sembra che abbiano trovato il loro equilibrio tra business ed espressione creativa.

per grandi brand di aziende o privati che conoscono bene questa realtà e la chiamano proprio perché riesce ad avere una precisa identità creativa. Ideale Il modello di artkademy potrebbe essere preso come modello di “HUB” in cui l’artista riesce ad unire gli artigiani e i clienti tutti nello stesso universo e ad autosostentarsi con questa dinamica. Insight Artkademy è un progetto concreto, funzionante, autogestito e coerente. L’abilità imprenditoriale abbinata alla giusta visione del “compromesso” per questa realtà risulta la soluzione vincente. Ma non è facile trovare modelli simili nel mondo dell’arte contemporanea. Molti non hanno finanziamenti ma cercano di trovarli tramite bandi pubblici, la chiave di questa realtà è il sapersi creare le proprie opportunità. Parole chiave Urban, autofinanziamento, poesia urbana, impatto sociale, opere in grande scala, indipendenza, collaborazione, laboratorio /officina.

Perché Le personalità che hanno fondato la realtà vengono da una vita di graffiti e poesia urbana, hanno mantenuto la loro identità nel corso della loro carriera. Questo rende la realtà di artkademy la loro officina, in cui progettano e producono le loro opere. Motivazione Potrebbe questo modello di progettazione e produzione collettiva essere preso in considerazione come modello applicabile ad altre realtà. La chiave del loro autosostentamento è la costante produzione di progetti

Figura 41, 42 e 43 Immagini dal sito artkademy.org

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Figura 41

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Figura 42

Figura 43


FLIP P r o j e c t Space Dati Anno fondazione: 2011 Luogo: Napoli Tematica: collaborazioni tra artisti e creativi. Punto di incontro. Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: MiBAC Si inserisce questa realtà nelle interviste data la corrispondenza tenuta con Federico Del Vecchio. Purtroppo non si è riusciti ad ottenere un intervento personale, ma vengono di seguito riportate due interviste che trattano degli stessi aspetti trattati in questa ricerca. Per prima cosa bisogna identificare lo spazio: “FLIP è una piattaforma per ampliare i vari interessi in relazione alla cultura attuale e alla pratica artistica. I progetti sono il risultato della nostra rete internazionale e collaborazioni multidisciplinari. Cambiamenti continui nel contesto invitano input e eventi spontanei che contribuiscono al discorso multi-layered e transnazionale che caratterizza flip. La posizione: l’ultimo piano del palazzo ruffo del 1690 di castelcicala nel centro di Napoli, costituisce la base per il flip. flip è una visione e un progetto in sé, non specifici per un sito, ma piuttosto una rete in continua evoluzione di attività e locali”88. “FLIP Project Space, nato a Napoli nel 2011, è un artist-run space, una piattaforma per discussioni e collaborazioni creative legate ai temi della pratica artistica e della cultura contemporanea. Le attività svolte sono molteplici e danno vita a un ricco calendario di mostre, pubblicazioni, workshop, screening e seminari. FLIP sin dall’inizio ha puntato a sviluppare un network internazionale grazie al quale ha prodotto collaborazioni che si inseriscono in un processo di scambi creativi tra artisti, attivando nuove dinamiche e contaminazioni culturali” 89. Da una Intervista curata da Loretta Morelli nell’ambito del progetto La Kunsthalle più bella del mondo, Fondazione Antonio Ratti, Como

“Quale ruolo avete (culturale, sociale, economico) nel vostro territorio e come lo avete raggiunto o state tentando di raggiungere? n molte città italiane il fenomeno degli spazi gestiti da artisti è preminente e molto vivace. Flip è stata una delle prime realtà di questo genere che ha aperto a Napoli, almeno negli ultimi anni. In precedenza ci sono stati alcuni progetti indipendenti non profit come la piattaforma Expòsito o lo spazio Supportico Lopez, nate per iniziativa di curatori. L’ idea di aprire questo spazio è frutto della considerazione delle dinamiche culturali della città e della necessità di attivare in questo contesto una discussione diversa. Pensiamo che Flip offra l’opportunità di condividere con quanti prendono parte al progetto e vengono da noi invitati a Napoli, alcuni degli aspetti specifici della situazione culturale napoletana. In questo senso è per noi interessante, sebbene lo facciamo in maniera indiretta, occuparci dei contrasti e delle tensioni che coesistono in questo contesto. […]

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Quanto è importante attrarre e coinvolgere un pubblico locale, a volte anche ristretto, in un momento in cui l’Italia sembra ancora puntare ai grandi eventi e al turismo culturale di massa? e realtà più piccole hanno sempre avuto un ruolo importante per il loro apporto in termini di libertà di visione e discussione. In generale non crediamo che queste realtà intendano competere con i grandi eventi o istituzioni. Non ne avrebbero le risorse e comunque non esiste in loro la volontà di crescere in questo senso. Le realtà di ricerca e sperimentali non sono fatte per

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rivolgersi a un pubblico di massa. In generale poi, per quanto riguarda il coinvolgimento di pubblico, è davvero difficile sostenere un discorso localistico oggi. L’accesso all’informazione e la fruizione dei contenuti non è basata più sulla fisicità. È possibile che un piccolo spazio non profit, che opera magari in una piccola località, coinvolga un pubblico molto più esteso di quello locale, grazie alla comunicazione attraverso networks, internet, magazines, etc. Questo avviene quando si fa un lavoro interessante capace di suscitare un certo interesse e riscontro. […] Ad oggi sembra evidente l’operato fondamentale di ricerca e sperimentazione che stanno portando avanti le piccole realtà rispetto ai grandi centri, alla luce di questo come pensate di contribuire ad arricchire e approfondire il discorso sul contemporaneo? avoriamo in modo fluido e spontaneo, questo permette un grado di apertura tale da poter espandere il dialogo, prendendo nuovi input dalle persone di cui incrociamo i percorsi e con cui collaboriamo. La nostra pratica è caratterizzata inoltre da dinamiche specifiche e da una certa riflessione sulla mobilità. Questo approccio fa sì che i progetti si nutrano a partire dagli spostamenti continui di contesto. Attraverso questo tipo di struttura e impostazione speriamo di poterci insinuare, prendere e allo stesso tempo dare un contributo ad alcune questioni importanti relative alla produzione culturale contemporanea. Come parte del nostro apporto c’è la capacità di creare dei collegamenti inediti tra artisti, curatori, scrittori e altri spazi e di lavorare insieme su questioni di interesse comune.

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Credete che un’istituzione culturale, di qualsiasi natura, possa e debba contribuire a definire o guidare l’identità di un territorio? Come? rediamo che nello stesso momento in cui si producono degli eventi che riflettono le dinamiche contemporanee, si contribuisce in modo abbastanza automatico a creare, in un territorio dato, un punto di aggregazione utile soprattutto a definire una scena emergente. Pensare di definire l’identità del territorio è eccessivo, ma sicuramente ci interessa contribuire a questo momento di incontro. Ma come dicevamo prima, il territorio così come il pubblico a cui ci rivolgiamo non può essere circoscritto. L’ apertura che abbiamo e la capacità di portare all’interno del nostro progetto realtà distanti tra loro, è il nostro modo di offrire un contributo in termini di visione al luogo da cui proveniamo.

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Come descrivereste l’attuale condizione dei centri “minori” di arte contemporanea? iteniamo che i centri ’minori’ facciano un lavoro interessante proprio perché non hanno l’ambizione di diventare grosse istituzioni. Non essendo direttamente vincolati alle dinamiche competitive del mercato e dell’industria culturale possono sviluppare dei programmi

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e delle proposte più liberi. Quello che rende interessante il ‘fenomeno’ dei non profit è l’alternativa che rappresentano in termini economici e di gestione, dover affrontare e risolvere le difficoltà che derivano dall’organizzazione di un’attività avvalendosi di risorse limitatissime, pressoché inesistenti. Questo aspetto influisce su una serie di scelte: gli artisti da invitare, i lavori da esporre, il formato del progetto, la mobilità etc. La modalità di ‘network’ diventa anche un modo per ovviare alla scarsa disponibilità economica. Questi limiti soprattutto di natura economica rendono necessari nuovi approcci, nuovi format, nuove dinamiche e soprattutto nuove estetiche all’interno del sistema dell’arte… In momenti di crisi generalizzata anche le istituzioni fanno fatica, allora questi approcci e visioni nuove si impongono. Se consideriamo il crescente interesse e la curiosità verso iniziative indipendenti da parte delle istituzioni, l’apertura delle fiere alla partecipazione di spazi non profit, allora ne possiamo comprendere a pieno il potenziale culturale e creativo. Artissima Lido è solo uno degli esempi possibili in questo senso. La libertà di approccio di cui godono le iniziative non profit è qualcosa di straordinario e in grado di apportare vitalità e nuova energia a un sistema e a un mercato che hanno oggi più che mai necessità di mettersi in discussione.” Da una intervista di Giulia Ratti “La maggior parte dei project space italiani sono concentrati a Milano. Come vivi il fattore del decentramento territoriale? Come ha influito sulla gestione e sulla programmazione di Flip?

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ome sappiamo Milano ha rappresentato e rappresenta tuttora l’Europa italiana, vicina alla Svizzera e ad altri Paesi in forte sviluppo e dove economia e burocrazia influiscono favorevolmente anche nel settore culturale. Conosciamo bene i problemi che invece affliggono il Sud Italia, anche se le cose apparentemente sembra che stiano cambiando; la mancanza di fondi, di open call, di attenzione istituzionale, non possono che influire negativamente sul territorio. Ciò nonostante, Flip non vuole essere una vetrina, un’entità statica, ma riflettere la condizione dei suoi spostamenti e delle opportunità che gli vengono offerte attraverso scambi con altre entità curatoriali. Avere, però, la possibilità di continuare a svolgere ricerca sul territorio napoletano sarebbe fantastico, in quanto è qui che questo progetto è iniziato, ed è a Napoli che i colleghi sono entusiasti di venire a lavorare.”


2.6 Gallerie

PELAGICA Interviste

Dati Anno fondazione: 2014 Luogo: Milano Tematica: raccontare il Mediterraneo attraverso l’arte contemporanea Call per artisti: selezione specifica da parte della curatrice Sostenitori: Autofinanziata Dati raccolti dall’intervista a Laura Lecce Contesto “Pelagica è una galleria d’arte e un progetto curatoriale sullo scenario del Mediterraneo. Il suo strumento fondamentale di indagine è la pratica dell’arte stessa. Pelagica intraprende un’esplorazione e una lettura dell’area mediterranea, attraverso i progetti artistici con cui interagisce. Consciamente opera in una geografia complessa, soprattutto dal suo inserimento in un immaginario referenziale, spesso connotato. L’area del Mediterraneo è spesso riferita a una regione uniforme ed esotica, ed è stata artisticamente riferita ai “topos” invasivi della metafora letteraria. Al contrario, il Mediterraneo, oggi e sempre, impone una pluralità di segni presenti e visibili dei vari insediamenti umani a chiunque voglia comprenderlo. Il Mediterraneo, il valore, la funzione fondamentale, la tavola rotonda su cui erano determinati i termini di osservazione, appaiono oggi come un ritratto impossibile, così lontano dalla funzione estetica esatta e proporzionata che le è sempre stata data”90. Dilemma il pubblico di Pelagica è ristretto all’entourage dei fondatori e il suo gruppo di compratori italiani che nel tempo si sono avvicinati alla realtà. I collezionisti ci sono e sono interessati all’attività della galleria, ma non sono abbastanza. Perchè La comunicazione dello spazio è limitata o in fase di sviluppo. Dal punto di vista della posizione non è un luogo che comunica abbastanza con il quartiere, anche se molto vicino a gallerie importabti come Lia Rumma. Lo spazio è l’esempio perfetto di una piccola galleria che cerca di proporre la sua visione attraverso un lavoro di

ricerca curatoriale intenso, che sta indagando le diverse strategie di comunicazione che può adottare in un periodo di grande evoluzione per il mondo digitale. La domanda fondamentale è “dove poter trovare compratori nuovi?”. Motivazione Non avendo inquadrato il pubblico da raggiungere, i proprietari cercano in questo momento di capire dove investire. Ideale l’ideale sarebbe iniziare una precisa campagna di comunicazione orientata al pubblico di collezionisti internazionali. Bisognerebbe però capire quali sono i mezzi e le piattaforme ideali su cui investire. Insight Pelagica è una galleria d’arte giovane che resiste in un periodo in cui le gallerie scarseggiano, in un contesto di gigandi del mondo dell’arte contemporanea, che offre un punto di vista nuovo e preciso su una tematica molto attuale. Ma l’attività della galleria è ostacolata dal mercato attuale dell’arte contemporanea, risente quindi dell’assenza di collezionisti e interesse da parte del pubblico. Parole Chiave Giovane galleria, mancanza di fondi, vendita opere d’arte, investimento nella comunicazione.

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Figura 44, 45 e 46 spazio dal sito pelagica.org

Figura 44

Figura 45

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Figura 46


F A N T A Spazio Dati Anno fondazione: 2016 Luogo: Milano Tematica: progetto curatoriale che vuole mostrare novità a Milano Call per artisti: specifico lavoro dei tre curatori Sostenitori: Autofinanziata Da una intervista a Alessio Baldissera, Gloria de Risi e Alberto Zenere Contesto FANTA SPAZIO era uno spazio non profit da poco evoluta in una galleria di arte contemporanea, gestista da tre curatori che investono nello spazio non a tempo pieno, ma che si impegnano per donare a Milano un punto di vista sulla scena contemporanea. “Fanta Spazio è nato dalla necessità di sperimentare e metterci in gioco, entrando in dialogo e dando voce a una generazione di artisti che sentiamo molto vicina a noi. Ciò che ci muove è il desiderio di creare progetti ambiziosi insieme, condividendo idee e i diversi punti di vista che abbiamo sviluppato nei nostri rispettivi percorsi. Il nome è stato scelto abbastanza spontaneamente, è una delle prime possibilità che ci è venuta in mente quando abbiamo iniziato a pensare a questo progetto ed è quella che con il passare del tempo ci ha convinti di più. Ci piace soprattutto il fatto che Fanta- come prefisso è un nome che può aprirsi a diverse letture, diversi significati. Nonostante

Figura 47

l’attenzione che questa zona sta avendo nell’ultimo periodo, vivendo a Milano da molti anni è un quartiere che conosciamo e frequentiamo da tempo, e quando abbiamo iniziato la ricerca ci siamo mossi da queste parti in modo molto spontaneo. Molti artisti che conosciamo hanno lo studio o abitano in zona, e i collegamenti con il resto della città fanno sì che sia molto semplice da raggiungere. È

stato poi lo spazio stesso a definire la nostra scelta. Il fatto che si trovi su strada, in un contesto da un certo punto di vista atipico per questo tipo di progetti, ci ha dato la possibilità di sperimentare con i confini fra una dimensione privata e una più pubblica, incoraggiando allo stesso tempo uno scambio con ciò che ci sta intorno”91. Dilemma La realtà è strettamente legata alla comunità di addetti ai lavori e collezionisti già appassionati dello spazio. Il pubblico che la frequenta non vi capita per caso, un po’ per la collocazione e per la mancanza di comunicazione nei confronti dei non esperti del settore. Il loro obiettivo è trovare collezionisti e si impegnano per comunicare con quello specifico pubblico. Perché non hanno interesse ad espendere la propria immagine, la mancanza di fondi non è un problema particolarmente sentito perché hanno una loro dinamica interna di mantenimento (autofinanziamento). Mostrare artisti innovativi e originali è il loro unico punto di interesse. Motivazione Vogliono creare una istituzione importante per l’arte contemporanea a Milano. Ideale il loro approccio è di investimento in termini di progetto

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e mentalità, l’idea che soo diventati da poco una galleria rende molto chiaro l’obiettivo che hanno e cioè quello di crescere dal punto di vista di credibilità. Insight FANTA spazio è una realtà che sta crescendo nel mondo dell’arte contemporanea, che offre una selezione di artisti di medio alto livello e che punta in alto. Ma nascendo come spazio non profit al momento sta lavorando sulla propria immagine personale senza scendere a compromessi, ha quindi definito la propria strada. Parole Chiave Progetto, autofinanziamento, esclusività, alto livello, arte contemporane, galleria, vendita di opere.

Figura 48

Figura 47 REBEL-REBEL Roberto Marossi Dal sito fantamln.it Figura 48 lo spazio (2019) Figura 49 Roberto Fassone Le origini dell’universo.

Figura 49

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Casi studio IL CREPACCIO Dati Anno fondazione: 2012 Luogo: Milano Tematica: fornire una vetrina per gli artisti emergenti Call per artisti: rete personale e curatori Sostenitori: Autofinanziata “Il Crepaccio è - letteralmente - una vetrina per artisti emergenti. In tempi di crisi e austerità le occasioni per mettersi in mostra vanno reinventate. Il Crepaccio è un anfratto nel sistema senza aspirazioni commerciali ma con

Figura 50 Logo de “il Crepaccio” Figura 51 il crepaggio INSTAGRAM SHOW. Figura 52 pagina del sito ilcrepaccio.org in cui vengono archiviate tutte le mostre fatte

lunedì al venerdì, sull’account Instagram del Crepaccio si sviluppa un inedito solo show fatto di cinque contributi commissionati ad un artista da @ilcrepaccio. IL CREPACCIO INSTAGRAM SHOW

Figura 50

velleità esibizioniste. Pura visibilità sull’orlo del baratro.92 Il spazio fisico ha chiuso nel 2016, ma l’attività continua ad esistere su Instagram: “Dopo quattro anni di sgangherata e gloriosa attività nella vetrina di via Lazzaro Palazzi 19 a Milano, e qualche prestigiosa escursione come il Padiglione Crepaccio at yoox.com alla Biennale di Venezia 2013, il Crepaccio si lancia nel mondo. Caroline Corbetta, fondatrice e direttore artistico del Crepaccio, felicemente ossessionata dall’escogitare modi per consegnare a tutti le chiavi d’accesso al dorato recinto dell’arte contemporanea, ha trovato in Instagram la piattaforma ideale per continuare l’attività espositiva sui generis ed inclusiva del Crepaccio. Chiusa la piccola vetrina affacciata su strada in uno dei quartieri più multietnici di Milano, un nuovo Crepaccio si apre nell’immensa vetrina globale di Instagram e porta con se tutti gli artisti che accettano la sfida. L’ipervisualità in tempo reale dello spazio virtuale sta cambiando tutto, anche il modo di produrre, fruire e assimilare opere d’arte e mostre che sempre più spesso vengono viste prima (o, addirittura, esclusivamente) attraverso i social network. Inoltre, Instagram è pieno zeppo di creatività prodotta a getto continuo da chiunque per chiunque. [...] Cosi il Crepaccio, da lunedì 13 novembre 2017, si è buttato nella mischia e prova ad usare Instagram come vero e proprio formato espositivo commissionando agli artisti dei contributi realizzati ad hoc (non riproduzioni di opere esistenti) con gli stessi strumenti con cui mezzo mondo produce e posta foto e video. IL CREPACCIO INSTAGRAM SHOW -1 artist/5 days /a work a day- è aperto! Ogni settimana, dal

è anche un esperimento per testare la capacità di adattamento dell’arte al di fuori dei contesti istituzionali. Il Crepaccio è una crepa nel sistema - com’era all’origine e come sarà ancora per un bel pezzo”42. Figura 51

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Figura 52

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MONITOR Dati Anno fondazione: 2003 Luogo: Roma - Lisbona Tematica: ricerva arte audiovisiva “Monitor nasce a roma nel 2003 in un piccolo spazio all’interno di un cortile a viale delle mura aurelie. Sin da subito la galleria ha mostrato un forte interesse per il linguaggio video che solo negli ultimi cinque anni si è affiancato all’attenzione per la pittura figurativa e ad artisti attivi negli ’70, che pur avendo sviluppato una solida ricerca sono ancora sottostimati e poco conosciuti dalla critica e dal mercato.”93 Una galleria mid-side che sin dalla fondazione si concentra sull’arte vaudiovisiva. Ha cambiato il suo focus nel tempo (adesso si concentra anche sull’arte figurativa) come anche la sua collocazione geografica. Al momento è divisa tra Roma e Lisbona (dove ha aperto nel 2017). Per questa realtà le fiere sono una attività fondamentale che scandisce l’anno lavorativo delle gallerie. Quest’anno guardano al panorama italiano ed ispanico.94

Progetti

CONDO COMPLEX “Condo prende il nome da “condominio” ed è una mostra collaborativa su larga scala di gallerie internazionali. Le gallerie ospitanti condividono i loro spazi con le gallerie di visita, sia co-curando una mostra insieme, sia dividendo le loro gallerie e allocando gli spazi. L’iniziativa incoraggia la valutazione dei modelli esistenti, la messa in comune delle risorse e l’azione comune per proporre un ambiente che sia più propizio per le mostre di gallerie sperimentali che si svolgeranno a livello internazionale”96. Figura 53 Sito Condo Complex con le ultime exhibitions insicate dagli anni e divise per città Figura 54 Mappa esposizione del 2918 a Londra per “Condo Complex” dal sito condocomplex.org

Figura 53

DE CHIRICO GALLERY Dati Anno fondazione: 2011 Luogo: Torino Tematica: ricerca di artisti validi, visionari, scambio culturale “La galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea è stata fondata nel 2011 da Raffaella De Chirico e ha focalizzato il suo programma espositivo sulla produzione e realizzazione di progetti spesso inediti sul territorio nazionale, privilegiando artisti di giovane età che si fossero già distinti per la ricerca e la proposta artistica fuori dall’Italia come Fabio Bucciarelli, Alejandro Cartagena, Malachi Farrell, Gaspare Luigi Marcone e Paolo Peroni. Lo stesso principio è applicato agli artisti storicizzati – Carlo Alfano, Irma Blank, Henri Chopin, Maria Lai, Carol Rama, Eva Sørensen, Gil Joseph Wolman e Arrigo Lora Totino – la cui attività si distinse negli Anni ‘70 e ’80”95. Il credo della galleria è il dialogo. Con il collezionista , l’artista e lo staff. In questa galleria non ci si imbatte in un contesto che vuole mostrarsi e “far vedere”. La fondatrice Raffaella De Chirico è molto chiara su questo. Adesso che l’online sta in qualche modo “dando la scossa” a molti settori commerciali, è l’occasione per le gallerie di reinventarsi e non svendersi. Adesso che su internet è possibile comprare opere, molte gallerie hanno subìto un tracollo emotivo, ma soprattutto economico. De Chirico Gallery non si arrende perchè se il mercato cambia la strategia migliore è cambiare insieme a lui, modificare la concezione dello spazio. Questa galleria è in qualche modo ribelle ma senza dubbio al passo con i tempi.

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Figura 54


2.7 Fiere

Figura 55 declinazione immagine coordinata di Artissima per il suo 25esimo anniversario. L’immagine di riferimento è visibile nella Figura 56

//Intervista

Artissima Dati Anno fondazione: 1994 Luogo: Torino Tematica: Fiera punto di incontro per le gallerie contempornaee internazionali Call per artisti: ricerca da parte del team per ciascun padiglione Intervista completa a Elisa Facchin Quali sono i vostri obiettivi? ffrire sempre un nuovo punto di vista sul mondo dell’arte contemporanea, a livello internazionale. Artissima si pone come obiettivo quello di distinguersi dai competitors posizionandosi come contenitore di riferimento durante tutto l’anno, fa vivere momenti di anticipazione e approfondimento, per poter aumentare le relazioni.

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Tate international council e molti altri partners. Per la prima volta quest’anno si è tenuto il private museum network summit ad artissima. Chi è il vostro target? Addetti ai lavori: galleristi collezionisti curatori 2 Appassionati: arte fotografia design 3 Rappresentanti del mondo dell’imprenditoria in generale, imprenditori di aziende affini

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Dati utili: Nel 2018: 54800 visitatori, circa 200 quadri (30 in più all’anno precedente) 47 Gallerie sono venute in fiera per la prima volta 79 Gallerie erano italiane 113 Gallerie erano straniere L’aspetto internazionale è fondamentale, per questo deve esserci la presenza di gallerie internazionali. Turnover importante per offrire uno spaccato nuovo, complessivamente all’interno di artissima ogni anno vi lavorano 150 professionisti e in più oltre 300 curatori e direttori di musei da tutto il mondo. Quest’anno hanno avuto diversi ospiti internazionali, collezionisti, che provenivano da oltre 30 paesi del mondo, 12 dei quali extraeuropei (arabia saudita e sud america principalmente) Hanno il patrocinio di: Tate european collection

Figura 55

al mondo dell’arte (moda lusso). Importante anche il target liceo/università che ha uno sconto per la visita. Fascia culturale medio alta, età 30 – 50, dai dati raccolti l’anno scorso. Gli artisti esposti vengo sempre e solo selezionati dalle gallerie che partecipano ad artissima. Infatti chi può esporre sono solo le gallerie. Come comunicate? gni anno scegliamo dei macro temi da

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comunicare in accordo con gli uffici stampa. Quest’anno il macro-tema è il 25ennio, oltre al tema del suono esplorato e il tema del tempo, da dedicare alla visione, all’esplorazione del territorio, al rapporto fra collezionisti e galleristi. Introduzione della direttrice. Stretto legame tra la città di torino animo barocco e contemporaneo: ha una duplice anima storica, istituzionale e contemporanea. Dopo la scelta dei temi si procede con la loro declinazione sui diversi media che si dividono in: 106


Stampa: Manifesti, annunci pubblicitari, nazionali, quotidiani e settimanali locali, stampa di settore italiana flashart – artibune, stampa di settore internazionale artforum, art review, the art newspaper, annunci pubblicitari. Pubblicità esterna: Artissima ha come media partner sky arte hd. Utilizzano annunci pubblicitari digitali che sono non solo dei banner ma anche delle mail, inoltre tramite le testate online specializzate. Digital: Lato web, sito web, socia media, newsletter All’interno della fiera: Segnaletica, merchandising e gadget. L’annuncio pubblicitario è imprescindibile, modo di essere presenti. Gli elementi stampati sono un altro modo per comunicare 20.000 Copie fedeli all’identità della fiera. L’immagine coordinata è un altro elemento fondamentale. Per la veste grafica hanno uno studio di riferimento Appena finisce iniziano a lavorare per l’anno successivo il nostro staff lavora dietro le quinte tutto l’anno ed è composto da: Responsabile commerciale italia, Responsabile commerciale internazionale, Persona per partnership e amministrazione, Comunicazione e relazioni stampa, Progetti digitali e comunicazione, Relazioni vip e collezionisti, Segreteria organizzativa e direzione, Direttore Figure ulteriori, come l’architetto del progetto di allestimento durante l’anno la responsabile commerciale estero è in viaggio per relazioni e invitare e raccontare la fiera. Durante l’anno coinvolgono ricerca eventi e non solo. Progetti editoriali anche il catalogo che è diventato digitale, quest’anno uno speciale con la stampa distribuito su territorio nazionale che ha raccontato la fiera. Attività di promozione, volantini ad hoc. Pubblico di collezionisti invitato tramite sia inviti che vip package ad hoc per loro. Quali sono le vostre criticità? iuscire a innovarsi ogni anno nel modo giusto

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Struttura della fiera: 4 Sezioni storiche: Main section; gallerie affermate.

New entries: gallerie che hanno meno 5 anni di età Dialogue: progetti specifici di dialogo da 1 fino a un max di 3 artisti Art spaces: gallerie specializzate nelle esposizioni no profit Altre 4 sezioni curate, ognuna ha un suo comitato e coordinatore: Back to the future Maestri del passato (1980 al 1994) riscoprire talenti, ridare la giusta attenzione ad artisti che in passato non l’hanno avuto. Artisti emergenti Esposizioni monografiche sempre di gallerie giovani artisti Queste due sezioni che si confrontano tra loro. Dialogo naturale non canalizzato. Disegni Nata nel 2017 disegno in tutte le sue forme espressive, non c’è limite Sound Per la prima volta quest’anno, sezione interamente dedicata al suono e la prima volta che è stata all’esterno che era all’ogr. 15 Progetti. A livello di comunicazione: Il loro lavoro si sviluppa sia via mail che in 200 fiere d’arte, la concentrazione maggiore dei nuovi contatti oltre alle vendite che concludono le gallerie avviene proprio nelle Figura 56 fiere, il digitale diventa fondamentale. Nonostante uno scetticismo dell’online le piattaforme digitali stanno cominciando a raccogliere consensi, artissima rimane una fiera dinamica e quest’anno ha voluto credere nel digitale per evolversi. C’è una nuova direttrice. Focus sia di tipo business che pubblico, con una specifica comunicazione digitale: B2b: i galleristi, collezionisti e i partner. B2c: e il pubblico. A partire dal 2017 ha iniziato il percorso di innovazione digitale. Nel 2017 si è sentito il bisogno di aumentare le potenzialità di scambio tra collezionisti e galleristi. Artissima ha inoltre guadagnato molti piu follower, il catalogo è diventato digitale, lavorato sull’agenda online che è sempre disponibile. Ogni visitatore può entrare e scegliere i suoi artisti/o gallerie preferiti un catalogo interattivo. L’obiettivo è vivere + a lungo nel tempo, fare in modo che la fiera possa vivere durante l’anno in una maniera interattiva. Parole chiave Gallerie, realtà internazionale, arte contemporanea, fiera


Casi studio ART BASEL

Dati Anno fondazione: 1970 Luogo: Basilea, Hong Kong, Miami Tematica: Fiera punto di incontro per i maggiori esponenti del mondo dell’arte contempornaea internazionale Sostenitori: La banca svizzera UBS dal 1994 sponsorizza l’evento “Sezioni della fiera: Art Galleries e Art Edition: Qui espongono oltre trecento tra le più eminenti gallerie del mondo, selezionate fra le oltre mille candidature da una giuria internazionale composta da rinomati galleristi. Art Statements: Dal 1999 Baloise Group assegna il suo Baloise Art Prize annuale a due progetti di spicco di Art Statements. Art Feature: Il settore espositivo Art Feature si dedica soprattutto agli aspetti curatoriali dell’attività galleristica. Art Unlimited: La sezione Art Unlimited presenta oltre 50 lavori artistici in formato gigante. Molte delle opere esposte vengono appositamente prodotte per la specifica edizione”97. Non servono grandi presentazioni

Figura 57

Figura 59

per questa fiera internazionale, riferimento fondamentale per l’arte contemporanea. Le gallerie e gli artisti hanno la necessità di partecipare a questa fiera per avere un posto nel mondo dell’arte contemporanea internazionale. Il sistema di Artbasel è stato ampiamente criticato nell’attuale periodo di crisi delle gallerie, costrette, per partecipare, a dover pagare somme esorbitanti. Diventa quindi ovvio che le gallerie che si possono permettere di partecipare sono le super e che le mid-size sono molto penalizzate. Figura 57 Post instagram di Jerry Satlz, noto critico di arte contemporanea che denuncia il sistema delle fiere, tradotto “Non sono a Miami, voglio che tutti gli artisti guadagnino durante le fiere: quelli buoni, quelli cattivi e quelli pessimi . Non mi piace come le fiere stanno portanto in bancarotta le gallerie, è un circolo vizioso.

Abbiamo bisogno di rompere il modello delle fiere dell’arte. Buona fortuna a tutti a Miami”. Figura 58 estratto dal film di Netflix “velvet buzzsaw”, 2019. Horror sull’arte contemporanea ambientato a Miami durante Art Basel, Il film critica con ironia il sistema del mercato dell’arte. Figura 59 la fiera di Art Bsel, Miami 2018

Figura 58

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Collocazione e date delle Fiere nel 2018 Ogni anno nascono nuove fiere e momenti di incontro tra addetti ai lavori e collezionisti. Ci sono però dei punti saldi che da decenni sono il fulcro culturale del movimento artistico contemporaneo. Nonostante sia un mondo molto criticato, quello delle fiere è un ambiente molto popolato e preso in grande considerazione. Si è deciso quindi di mappare le fiere avvenute nell’arco del 2018 per impostare un quadro delle realtà ad oggi esistenti in questo contesto98.

Londra

Gennaio The London Art Fair Ottobre Frieze

Basilea

Giugno Art Basel

New York

Marzo 28-3 AOAA 7-10 Armony Show Aprile 4-7 Art EXPO Maggio 1-5 Frieze 2-5 Contemporary Art fair 3-7 TEFAF

California

Febbraio 14-17 Art L.A. Contemporary Aprile 25-27 Art Market

Parigi

Hong Kong

Aprile Art Paris Ottobre FIAC

Marzo Art Basel Art Fair Aprile Asia Art Contemporary Show

Florida

Gennaio 16-20 Art Palm Beach Marzo Art Boca Ranton Dicembre Art Miami Art Basel Miami

Figura 60 Mappa delle fiere di arte contemporanea nel mondo (2018)

California Febbraio 14-17 Art L.A. Contemporary Aprile 25-27 Art Market Florida Gennaio 16-20 Art Palm Beach Marzo Art Boca Ranton Dicembre Art Miami Art Basel Miami 109

New York Marzo 28-3 AOAA 7-10 Armony Show Aprile 4-7 Art EXPO Maggio 1-5 Frieze 2-5 Contemporary Art fair 3-7 TEFAF Parigi Aprile Art Paris Ottobre FIAC

Londra Gennaio The London Art Fair Ottobre Frieze Basilea Giugno Art Basel Hong Kong Marzo Art Basel Art Fair Aprile Asia Contemporary Show


2.8 Artisti

Kristen Liu Wong Interviste

Bio Anno: 1993 Luogo: Los Angeles Tematica: narrazione grottesca. Colori molto accesi, disegni dettagliati e composizioni elaborate, il lavoro trae ispirazione dall’arte popolare americana, dai cartoni animati e dal suo apprezzamento per l’architettura. Kristen è un’artista di San Francisco di Los Angeles che ha studiato Illustrazione al Pratt Institute. Come pensi che Internet abbia influenzato il contenuto delle tue illustrazioni e dei tuoi dipinti? Ti lasci ispirare dalle storie che leggi online? nternet ha davvero influenzato il mio modo di lavorare, prima bisognava andare in biblioteca per sapere come era fatto qualcosa. Ora è così facile vedere una tonnellata di arte diversa, avere accesso a qualsiasi riferimento di cui si ha bisogno ed è incredibilmente facile cercare tutti i tipi di cose oscure o interessanti! Non riesco a pensare in modo specifico a una storia che ho trovato online che mi ha ispirato, ma sono sicura che ce ne sono molte e io le uso regolarmente come riferimento per le mie immagini.

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La tua comunicazione online ha avuto un ruolo importante nella tua carriera? Internet ti ha dato l’opportunità di trovare clienti per i quali non avresti mai immaginato di lavorare? ì, Internet è stato uno strumento molto importante per la mia carriera e per questo motivo ho avuto l’opportunità di raggiungere così tante più persone e molto più rapidamente rispetto ai giorni precedenti a Internet. Fuori dal college ho avuto un tumblr e anche se alcune delle mie prime mostre

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si sono tenute nella mia vita reale (professori che curano una esposizione, etc.), Ho anche avuto proposte di mostre da persone che hanno trovato il mio lavoro online e che poi hanno portato a ulteriori opportunità. Per quanto riguarda i clienti che acquistano le Figura 61 mie illustrazioni, Instagram ha avuto un ruolo enorme nel raggiungere aziende che potrebbero non aver mai visto il mio lavoro in una galleria - direi che il 90% delle commissioni per illustrazioni che ricevo provengono da persone che mi seguono su IG e poi mi mandano una email. Pensi che gli artisti oggigiorno abbiano più opportunità? quali sono i limiti che devono

superare? li artisti oggi hanno molte opportunità ma possono esserci insidie ​​in tutto. È importante ricordare a te stesso che Instagram è uno strumento ma non è la tua carriera - devi concentrarti sul lavoro onesto che fai con te stesso, a prescindere da cose prive di significato come i “mi piace”. Ci sono artisti incredibilmente di successo, incredibili che hanno a mala pena seguaci e poi ci sono “artisti Instagram” con una quantità pazzesca di follower che sembrano pubblicare più foto di se stessi che di un vero

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Figura 61 l’artista ritratta insieme ad una sua opera. Figura 62 pagina Instagram @ kliuwong e dettaglio opera di Kristen.

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lavoro. Dato che chiunque può contattarti, hai a che fare con MOLTE persone e bisogna stare attenti con truffe o persone che hanno solo “visibilità” da offrirti invece di un compenso effettivo. Ci sono persone o aziende che cercano costantemente di convincermi a vendere cose per loro o promuoverli come se io fossi uno strumento pubblicitario, vengo trollata abbastanza regolarmente, ci sono persone che mi mandano messaggi privati dicendo le cose più confidenziali - tutto questo può essere eccessivo, specialmente quando il tuo obiettivo è semplicemente dipingere, ma questo è quello che devi affrontare quando raggiungi un certo numero di persone.


Radioshead

Bio Anno: 2000 Luogo: Kurdistan Tematica: riutilizzo estetica classica, collage. “Ispirata dai collage che aveva visto online e alimentata dall’amore per i vecchi maestri, Nirvana ha deciso di creare alcuni suoi collage, combinando dipinti barocchi e rinascimentali con immagini della cultura contemporanea. Pensa: una Monna Lisa che succhia la ciliegia o una pia di Bella Hadid del XVII secolo”99. Figura 63 Ci sono molti profili evoluzione? instagram che si sono miei collage sono fatti con dedicati al riutilizzo di un’app che mi permette opere d’arte. L’obiettivo è di mettere due immagini rielaborare esteticamente l’una sull’altra, vado su i quadri classici in contesti Instagram / Tumblr / moderni per sviluppare un Pinterest per trovare dipinti parallelo estetico: di seguito classici / barocchi e cerco è riportata una breve immagini casuali di donne intervista alla creatrice per lo più, con bocche / di un profilo instagram di occhi / dettagli, Trascorro successo (@radioshead, molto tempo cercando di “modern baroque” al far corrispondere dipinti e momento - Marzo 2019 foto con un’app. Il processo 101mila followers), il cui format espressivo è il collage tra dipinti, principalmente di epoca barocca, ed immagini (foto) recenti, talvolta anche appartenenti a film cult o immagini famose:

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Sei molto giovane (18 anni nata nel 2000) e questo ti rende un esempio di artista che è cresciuta insieme alla trasformazione digitale. Come descrivi la tua relazione con la tecnologia e le immagini? l mio rapporto con le immagini è molto importante, sono una pittrice e collagista e trascorro un grande periodo delle mie giornate guardando quadri, fotografie e creando immagini. La bellezza è così importante e puoi raccontare molti tipi di storie con immagini, sono così grata alla tecnologia per aver reso così facile catturare e raccontare storie.

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Al momento le tue fonti provengono principalmente da instagram e Tumbrl. Puoi descrivere brevemente il tuo processo creativo e come viene guidato da strumenti digitali in continua

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stesso è facile ma i concetti non sono facili da pensare. Non sarei in grado di lavorare senza tumblr o Instagram. A proposito del tuo nome: modern baroque (anche se le tue fonti non appartengono necessariamente a quel movimento artistico, possono venire dalla reinanance, etc.). Perché hai scelto in particolare il barocco come etichetta della tua produzione creativa? n primo luogo, l’ho chiamato Modern Renaissance ma poi ho scoperto che c’è un marchio di make up con lo stesso nome quindi l’ho cambiato lol, uso molte immagini neoclassiche / classiche / rinascimentali, ma trovo il barocco così affascinante e bello e intricato ed è uno dei miei movimenti preferiti quindi ho scelto di chiamarlo Modern Baroque.

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Circa l’arte che scegli: ti informi sull’origine dei dipinti? sei interessato al loro background? o sono una pittrice, e amo la storia dell’arte, è così importante per me come soggetto, penso che possa insegnare molto sugli umani, la nostra storia, l’arte riflette la società in cui è stata creato. Amo fare ricerca per la mia pagina e scoprire nuovi artisti e movimenti e stili di pittura, è molto importante per me conoscere lo sfondo dei dipinti che utilizzo perché riesco a capire l’arte in un modo migliore.

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Figura 64 113

Figura 63. Alcuni lavori dell’artista Figura 64. Profilo Instagram dell’artista: @radioshead


Jankenpopp e Zombectro Bio Pierre-Erick Lefebvre (Francia, 1981) è un artista poliedrico che lavora in ambiti che includono sinestesia, interattività, design generativo, glitch e archeologia dei media attraverso installazioni, performance o Internet. Esegue musica elettronica dal vivo con strumenti audiovisivi personalizzati sotto lo pseudonimo di Jankenpopp. Organizza mostre e concerti, ospita workshop e cura eventi di arte digitale. Collabora inoltre con varie agenzie di comunicazione come direttore creativo e web designer Noé Oréglia (alias Zombectro, France, 1984) è un artista, sviluppatore web e designer di interfacce utente. Realizza anche videogiochi indipendenti, suona musica noise dal vivo e tour in vari luoghi da New York a Tokyo100. Il profilo di questo duo artistico è stato individuato tramite il progetto Windows ‘93. Un sito web che ipotizza l’uscita del software sotto effetto di acidi. Gli artisti hanno concesso una breve intervista e fornito diversi materiali qui riportati. Come identificate il vostro progetto? è possibile chiamarla arte digitale? eniamo dal background artistico e consideriamo questo progetto come arte.

codice, musica, video, performance, exploit tecnologici, videogiochi modificati, uova di Pasqua, virus e Internet tramite la propria piattaforma online www.windows93.net che può essere descritta come una lettera d’amore per tutto ciò che è folle e creativo sulla cultura informatica. Dopo il suo lancio a fine ottobre 2014, la piattaforma è

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Credete che nei vostri progetti i feedback degli utenti siano importanti o irrilevanti? utti e due.

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Potete descrivere brevemente come è nato questo progetto? è nato solo per divertimento? cco la nostra biografia: Domani è il futuro! Windows 93 è una società tecnologica fittizia, guidata dal CEO Jankenpopp e CTO Zombectro, che ha vinto ufficialmente Internet il 24 ottobre 2014 alle 20:00 (CEST). Ugualmente influenzato da Net.art, Memetic, Post-internet, Media archeologia, Glitch-art, Demoscene, scena musicale underground, cultura open source o crittografia, il duo lavora insieme in una vasta gamma di media tra cui

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diventata virale attraverso i social media e da allora ha federato più di 8.000.000 di utenti in tutto il mondo. Come una performance audiovisiva, Windows 93 può assumere la forma di keynote aziendale, rock band post-internet o

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spettacolo di noise epilettico selvaggio.

Figure da 65 a 68. Estratti dal progetto WINDOWS 93 che è un sito online con funzionalità talmente ampie da simulare perfettamente un programma windows.

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Figura 66

Figura 68

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Samantha Gandin

Figura 69. L’artista e il suo lavoro. Figura 70/71. Due delle sue opere più conosciute.

Bio Anno: 1989 Luogo: Milano Tecnica: Pittura a olio. Tematica: Persone come soggetti. Si è trasferita a Milano per i suoi studi in Economia, lavora come marketing manager. Ha sempre dipinto, frequentando corsi intensivi di pittura da piccola. Perché non sei un artista a tempo pieno? on ho scelto di fare il percorso accademico artistico, ho poche possibilità di avere contatti con il mondo dell’arte. L’accademia ti dà principalmente i contati, ti fa capire come funzionano gli ambienti, ti permette di proporre progetti. Da solo devi autoproporti e non sei in grado, l’artista è autocritico, è difficile essere auto promotore di sé stesso. In un contesto in cui studi ti aiuta ad avere rapporti con gallerie fiere eventi e avere un po’, oltre alla formazione, di inserimento nelle logiche del mercato artistico Qual è la figura principale per avere contatti? Le gallerie I curatori invece? nche loro sono fondamentali ma hanno bisogno di uno spazio, lo spazio è tutto,

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devi in alternativa affittarlo, e hai bisogno di fondi, spazi e collegamenti. Il curatore propone il progetto ma alla fine i musei o le gallerie decidono. Nelle manifestazioni internazionali o le fiere dell’arte, sono le gallerie che ti propongono a partecipare. L’artista può autoproporsi ma deve pagare lo spazio.

Le fiere mi propongono , una volta che mi iscrivo, la partecipazione ai loro eventi, non si sa che tipo di selezione si fanno, perché spesso è “chi paga” il favorito. I prezzi per esporre sono altissimi. Le fiere chiedono un autofinanziamento ai singoli artisti. Le gallerie hanno molto potere ma non hanno regole da rispettare, sono molto libere, ti propongono di esporre nella loro location con una serie di servizi. Ti creano un pacchetto di “promozione” che spesso conviene all’artista. L’attività delle gallerie Ha un vaore.. Tu come artista riesci a valutare l’importanza di questo sistema? È difficile avere una percezione reale del risultato di questo lavoro, a meno che non trovi un curatore o gallerista che voglia investire proprio su di te, non sai quali sono i pacchetti promozionali delle fiere che ti propongono di pagare. Un artista deve avere i soldi per autorpoporsi. Lo spazio è importante sia per la vendita che per la produzione di un artista. Come artista qual è il luogo ideale in cui lavorare? 116


per attirare l’attenzione dell’agente, deve nutrire tutti: galleria agente etc. Come fai a definire il valore di un’opera? l curatore e il critico hanno quella percezione che te artista non hai di definire il valore di un’opera. E’ una delle cose più difficili in assoluto da quantificare. Tendenzialmente il modo più semplice è il materiale e il tempo investito. Quindi valore di base: materiale più ore del lavoro sono i valori quantificabili dal singolo artista. Un altro valore è invece immateriale: il coefficiente artistico, quello che vanno a definire i professionisti: composto da una parte del valore di un artista nel mercato (ha fatto molte mostre, hai venduto quadri, ha pubblicato molto), cioè se le tue opere hanno già generato un interesse. Poi c’è la parte di valore espressivo, nel contesto culturale in cui ti trovi, se stai raccontando una cosa che in questo momento vale, la tua opera ha un valore. I professionsti del settore hanno una chiara visione del contesto dell’arte contemporanea. Come hai intrapreso il tuo percorso artistico? o iniziato a disegnare da quando ne ho memoria, ho iniziato solo in bianco e nero. Il disegno era un mezzo di rappresentazione della realtà. E’ il mio medium di comunicazione. Volevo riprodurre quallo che vedevo. Credo che questa spinta qui sia stata un’ esigenza, perché forse vuoi comunicare in quel disegno cosa ci hai visto nella cosa che hai deciso di rappresentare. Ci sono vari canali, puoi farlo in varie maniere rispetto alla tua manualità, perchè sto agendo non come artigiano ma da aritista. L’artigiano ha la manualità di un artista, ma non ha la sensibilità emotiva inserita in quello che fa. L’artista invece comunica con la sua manualità. L’arte non ha una funzione, se non di raccontarsi, è un prodotto autorefenziale. Addirittutra può essere scissa dalla figura dell’artista. Non ho mai voluto studiare troppo la storia dell’arte e gli artisti, avrei avuto troppe informazioni che avrebbero limitato la mia sensibilità nei confronti dell’opera. Essendo un artista animale preferisco sentire, per me informarsi sull’opera è un passaggio successivo, preferisco io produrre una rappresentazione e poi staccarmi. A quel punto la mia arte deve vivere da sola, e soprattutto la mia esigenza di esprimermi deve essere continuativa. Io continuo nel tempo, anche se spesso mi risulta difficile. Il fatto che mi chiudo in caa a parlare col mio quadro significa che ho una dimensione individuale forte, in cui non limitarmi. Diventa

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Figura 69 na casa d’artista è la dimensione ideale, ci sono dei bandi ma i posti sono pochi, comunque il processo di selezione è difficile, pochi possono beneficiare di questa opportunità. Ci sono delle realtà parallele che sono più contesti arci o occupazioni, cose non definite a livello legale e istituzionale, sono realtà create da persone che ti lasciano uno spazio, ma lì va su conoscenza. Solo chi conosce il giro pò beneficiarne. Che valore ha il web per avere contatti con il mondo dell’esposizione e vendita della propria arte? l web da un lato ti aiuta perchè ti permette di avere una vetrina, è molto facile accedere e questa è un’arma a doppio taglio. Spesso mi vengono proposti progetti che magari non sono eticamente inerenti al mio lavoro di ricerca artistica. Ad esempio un locale progetta degli eventi di esposizione e magari ti inseriscono in un contesto che non ti piace. Poi ci sno gallerie che attraverso il web ti permettono di avere una visibilità, di accede a bandi e attività che ti interessano, ma comunque non hai dati di ritorno, e non ci sono mai contatti diretti. I migliori strumenti di comunicazione sono i social network: IG e Facebook, lì qualsiasi attività artistica ti si propone. Questa griglia stilistica imposta dai social non è limitante? i ma fondamentalmente devi mostrare i tuoi lavori, quindi alla fine non c’è una proattività. Quello che il web ha tolto è il contatto umano quindi tu fai una scommessa continua mettendo il tuo lavoro nei profili e poi fai una scrematura delle proposte che ti arrivano, alcune sono cause perse. Anche da NY ti propongono di esporre, ma non sei mai sicuro. Dovresti avere un agente, ma non ce ne sono tanti. Il curatore ha dei progetti, ti propone alle realtà con un contesto interessante. Non ci sono tante figure di agente, se non ad alti livelli. Le opere devono valere molto

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un gesto tanto forte da volerlo ripetere. Ha più valore di qualunque altra attività. Ha più valore fare l’opera o l’opera finale? arla, il momento di produzione è un momento solitario: sei tu che devi manipolare la materia, devi trovare un modo di capire cosa pensi. È una relazione con te stesso e con la materia, è unico. L’attività di produzione è lunga e sofferta, è una lotta continua, la materia devi saperla manipolare perché si comporta come vuole, devi riuscire a trovare una chiave per utilizzarla, a volte hai necessità di fare ma non sai nemmeno ancora cosa dire, per me

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addirittura l’azione supera il concetto. Per molti artisti la fase di progettazione è più lunga della produzione, così lo trovo troppo razionale, sto già ingabbiando quello che voglio fare in una logica. C’è un momento in cui è finita la tua opera? Questa è una grande difficoltà, fondamentalmente per me è finita quando le mie energie sono finite. Quando sono sfinita io, ho trasmesso tutta l’energia nel mio quadro. È come un vomito, butti fuori tutto e lo imprimi in qualcosa, e lo tieni lì. Mi è successo anche anni dopo di riprendere un quadro, potenzialmente per questo non è mai finita. Cambi tu e cambia l’opera, la cosa più importante è liberartene. Cosa succede quando vendi? o non ho mai venduto un quadro fatto per me, mi farebbe stare molto

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è visto più il quadro dal vivo oppure online? Di solito dal vivo, alcuni anche online, principalmente dai social, ig o facebook, ma partecipo ad eventi di live painting e lì conosco le persone interessate. IG o Facebook? desso per gli artisti IG, Facebook è legato alla tua area d’azione, le persone che ci sono li sono persone già connesse a te, perché sono a milano / italia o perché già ti conoscono. Invece iG ha questo potere in più di raggiungere un pubblico che ha quell’interesse, va a scremare chi ama l’arte, hai la capacità di vedere altri artisti, gli artisti vedono te e tutto per l’interesse che ci lega. Si crea una connesisone molto più forte perché loro possono interagire direttamente con te. Se potessi faresti solo l’artista? erto, nel mio caso, io sostengo la necessià della solitudine dell’artista, ma odio l’isolamento. Una volta c’erano i circuiti, ed eri da solo, facevi le tue guerre per siluppare l’opera, però contemporaneamente vivevi una dimensione di confronto e discussione. Adesso invece ti devi presentare, ma non hai un rapporto autentico, non c’è il bar dove vanno tutti i pittori dove sei sicuro di poterti confrontare parlare ed andare ad eventi. Non c’è il circuito culturale, ci sono tanti che provano a risolvere questo problema, ma è la modalità che è difficile. In questo modo o ci sono realtà destrutturate: spazi occupati, indipendenti, associazioni, in cui entri per conoscenza, oppure persone artiste che ne conoscono altre che organizzano pochi eventi: ad esempio con il Giardino dei Visionari101 ho fatto molti live painting, ma poi dopo un po’ ho visto che trascorrevo 2 ore in un contesto non finalizzato all’arte, e questo dava un significato tutto diverso all’opera non veniva data abbastanza dignità all’arte e all’artista. Vedo che, a Milano in particolare ma anche in generale, ci sono persone che vogliono attivare questo motore ma non avendo i mezzi per capire si attaccano all’idea senza approfondire le relazioni con gli artisti, senza avere chiaro il messaggio dell’arte prima di tutto, più i soldi prima di tutto.

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Figura 70

male. Io distinguo lo sfogare la mia energia e avere la commissione da fare. Preferisco fare una commissione, io in quel contesto sto già lavorando in un modo che se devo vendere, perchè è in parte scisso da me, non mi sento male quando me lo tolgono. Le opere che ho fatto di mia iniziativa ho sempre cercato di non venderle. Non le metti neanche online? Quello no Chi sono le persone che ti commissionano i quadri? Molte sono persone che conosco e altre sono persone che hanno visto qualcosa di mio e mi hanno dato un soggetto da riprodurre.

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P i e t r o Puccio Bio Pietro Puccio è artista visivo, graphic designer e insegnante di tecniche di visualizzazione e disegno digitale alla NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Collabora con diversi studi creativi e con le maggiori case editrici italiane102. Come vedi la tua arte? ono un artista in primis e poi mi dedico alla mia attività di insegnamento. Ormai sono 18 anni che insegno illustrazione in NABA, ma solo recentemente ho accettato il mio ruolo da Professore. Il mio percorso personale è sempre stato focalizzato sulle mani e sui volti. Il mio attuale progetto EFFIMERE dura da circa un anno. La prima parte della produzione consiste in un video, primissima cosa che ho fatto, tramite il quale ho scoperto queste forme che si trasformavano. Dopo averlo girato mi sono poi reso conto che un video era un video, abbastanza impalpabile. Lavorare sulle immagini e sui quadri è sempre la cosa che è più capita e di conseguenza vende di più. Ci sono alcuni elementi della mia produzione che quasi mi accomunano alle filosofie giapponesi, in particolare a quella del wabisabi: l’estetica dell’imperfetto. La qualità dell’imperfezione lasciata lì. Non deve essere una forma pulita, laccata. Gli eventi prendono una loro presenza indipendentemente da te. Anche se tu scegli sempre, in ogni caso.

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Come si concluderà? l futuro sviluppo del progetto sarà un video di tracce lasciate sui sassi e sui posti. I preistorici volevano dire che c’erano, dire che sono stati lì. Non so esattamente quando finire un progetto, posso dire che finisco una volta che sento il soggetto esaurito.

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Cosa comunichi online? o letto un bel libro103 in cui l’autore parla del rapporto con il digitale in modo interessante: condividere alcuni elementi del proprio processo creativo può essere di aiuto e anche utile al proprio percorso, ma non bisogna farlo in modo forzato. Faccio molta fatica a documentare il mio lavoro. Io sono una paersona riservata, non perchè ho cose da nascondere, anche nella sfera personale io non voglio mostrare a tutti la mia vita. Faccio uno sforzo pazzesco nel condividere le mie opere, perchè odio questo

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tipo di comunicazione “social”. Ci sono molti artisti che comunicano come celebrità e raccontano il loro processo creativo. Non è possibile per me creare in questo modo, capisco che adesso nel social fuzniona far partecipare le persone ai propri lavori, ma sul mio progetto di illustrazione

Figura 72. Video in stopmotion per “Terre”, dall’album CORTECCIA, di CORTECCIA.

il processo di produzione è una cosa personale. Nel progetto CORTECCIA* per esempio il discorso può essere diverso, in quel caso mi potrebbe servire di più un supporto del pubblico. *CORTECCIA è una gruppo musicale di cui fa parte Pietro Puccio: “L’amalgama tra uomo e natura, le rivoluzioni immaginate, le tensioni dei possibili raccontate attraverso strutture sonore vibranti, armonie ritrovate, dialoghi continui di metafore.”104 Pietro Puccio: vocals, drums, programming. Alessandro Parilli, bass, guitar, programming. Simone Pirovano: piano, synthesizer, programming Che ruolo ha il digitale nella tua produzione? al punto di vista della produzione, il digitale c’entra ben poco con le mie opere. Parlando ad esempio dei video e delle proiezioni che ho fatto, il video mi serve semplicemente per amplificare il mio lavoro analogico. Ai primi di novembre ho fatto delle proiezioni per uno spettacolo di Stravinskij, Histoire du soldat. Nella versione precedente avevano chiesto ad Olimpia Zagnoli di fare delle proiezioni

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Figura 73

poi mi chiedo come si faccia a creare qualcosa che sin dal principio è concepita per esistere su queste piattaforme? Cioè se riesco a trovare un modo per esporre al meglio le mie opere in questi luoghi che ben venga, ma non posso iniziare direttamente pensando a come produrre un’opera per Instagram. Il digitale serve per implementare. Sul discorso della realtà aumentata sono molto interessato, mi piacerebbe lavorare con questa tecnologia per sviluppare ulteriormente il progetto EFFIMERE. Adesso nei musei la tecnologia si sta evolvendo, ad esempio ci sono le experience er me le experience sono una cosa agghiacciante. non ti danno alcun senso di soddisfazione, di riflessione, non ho ancora visto nulla che abbia senso, ho l’impressione che ci sia solo necessità di guadagnare. Ad esempio a Pompei è interessante ricreare un ambiente che non esiste e che non si può vedere. Ma utilizzare la tecnologia per raccontare, fare marketing, non so, in questo caso l’arte c’entra poco. Io però sono convinto che ci siano cose interessanti, ma forse sono cose meno mostrate, magari nelle biennali, o in luoghi più ricercati.

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live durante lo spettacolo. Il supporto che ha usato è stato un comodo tablet. Poi han chiesto a me di farlo e io mi sono presentato con un librone pinzato che dipingevo live. Questa scelta è stata chiaramente più scomoda perchè ho dovuto prendermi il rischio di sbagliare, ma io coltivo molto nel disegno questa passione per il rischio e per la sorpesa che spesso cerco, queste variazioni in tempo reale sono state il mio modo di far succedere delle cose. Cosa è cambiato dai tempi in cui il digitale non era uno strumento così doffuso? evo dire che ho vissuto tutta questa rivoluzione. L’altro giorno ho visto una intervista al direttore del Museo Archeologico di Napoli: “noi del MANN, nel 2017, abbiamo lanciato un videogioco che attraverso l’intrattenimento porta il giocatore a scoprire la nostra collezione. Si tratta di una “prima” assoluta a livello mondiale per un museo archeologico. Il gioco è stato un successo da oltre tre milioni di download e ha dimostrato come un’idea innovativa possa aiutare un’istituzione come la nostra a raggiungere un pubblico vastissimo a livello globale. Detto questo, credo però ci siano anche dei momenti in cui la tecnologia debba farsi da parte. Il suo compito e la sua utilità, come detto, sono di arricchire il racconto del passato ma sarebbe un errore pensare che essa possa sostituirsi o frapporsi al momento in cui lo sguardo dell’uomo di oggi incontra direttamente quello dell’uomo di ieri”.105 Concordo con la sua concezione del digitale, come semplice accompagnamento e arricchimento dell’opera reale. Anche per la mia produzione attuale il digitale è solo un accompagnamento. Mi rendo conto che sarebbe molto interessante indagare sulla questione social e su come il “layout” che propone genera un suo tipo di linguaggio. Ma

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E’ chiaro dunque quanto sia fondamentale per te il processo più che il risultato finale. a partendo dal fatto che io parlo di me e delle mie necessità, sono convinto che uno debba seguire la propria indole. Ad esempio ho fatto un progetto in cui lavoravo sulla stratificazione dei volti con la pittura a colori: sono 10/20 facce accavallate una sull’altra che hanno portato ad un risultato in cui si vede che c’è un viso, ma non si riesce bene ad identificare una faccia in particolare. Durante la produzione, mi chiedevo costantemente se avesse senso quello che stavo facendo. Poi ne ho Parlato con un mio collega raccontando la sensazione di profonda soddisfazione che provavo mentre dipingevo questi volti, e lui mi ha aiutato a capire che adesso non è più come neil ‘900: che ogni processo artistico deve essere visto come una progressione del precedente, o che il processo deve portare ad un risultato, deve essere finalizzato alla creazione di qualcosa. Adesso la produzione può anche esistere come lavoro a sè, ognuno ha un suo percorso e deve vedere il proprio processo come l’unico aspetto che conta, avendo sempre chiaro che la cosa fondamentale è essere sincero con se stesso.

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Figura 73. L’artista ha raccolto i disegni sulle mani in un libro, ma ha selezionato alcuni pezzi per esistere come opere a sè, visibili insieme a lui nel suo studio.


2.9 Sponsorship Casi studio

Di seguito sono elencati i progetti finanziati da aziende che hanno voluto investire nell’arte contemporanea. Sebbene la maggior parte di questi progetti sia ancora attivo, è importante notare che in Italia possiamo trovare pochi esempi di questo genere e che la componente principale degli investimenti è la temporaneità. Nel 2017 dal MiBACT è nato l’Italian Council per “promuovere la produzione, la conoscenza e la disseminazione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive”106. Il corrispondente inglese che sicuramente può essere preso come modello è l’Art Council inglese: “Noi sosteniamo, sviluppiamo e investiamo in esperienze artistiche e culturali che arricchiscono la vita delle persone. Sosteniamo attività attraverso le arti, i musei e le biblioteche - dal teatro all’arte digitale, dalla lettura alla danza, dalla musica alla letteratura e dall’artigianato alle collezioni. Tra il 2018 e il 2022 investiremo £ 1,45 miliardi di denaro pubblico dal governo e circa 860 milioni di sterline dalla Lotteria nazionale per contribuire a creare queste esperienze per quante più persone possibile in tutto il

paese.”107. Quello che stupisce di questa organizzazione è la precisione con cui i fondi sono gestiti e come viene comunicato pubblicamente il metodo di finanziamento: “£ 408 milioni all’anno in 829 organizzazioni artistiche, musei e biblioteche nel nostro portfolio nazionale. [...]£ 72,2 milioni di sterline all’anno nei nostri fondi di sviluppo dell’Art Council che si concentreranno sulla diversità, la resilienza, l’innovazione nei modelli di business, lo sviluppo della leadership e la creazione di più percorsi per una più ampia gamma di persone a far parte del settore delle arti e della cultura”108. La concezione che l’arte e la cultura siano un bene comune, da potenziare e sfruttare al meglio è molto chiaro e il sistema per trovare fondi per giovani artisti/curatori/progettisti è immediato, c’è una sezione del sito chiamata Funding Finder109 (ricerca di fondi). Sono presentati di seguito i progemmi di finanziamento che hanno avuto più successo e richiamo in Italia.

FURLA Series Dati Fondazione Furla: Giovanna Furlanetto, presidente. Bruna Roccasalva, curatore.“Furla Series è il programma che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella produzione di mostre e eventi dedicati ad alcuni tra i più significativi artisti nazionali e internazionali, realizzati in collaborazione con le più importanti istituzioni d’arte italiane”. Una storia di idee, competenza e passione a sostegno degli artisti italiani emergenti. Il Premio FURLA per l’Arte – iniziato nel 2000 in collaborazione con la Fondazione Querini Stampalia di Venezia e concluso con la decima edizione nel 2015 – è un progetto nato con l’obiettivo di dare maggiore visibilità e valorizzazione agli artisti italiani emergenti. Esperimento pionieristico nel nostro Paese, il Premio nel corso delle sue dieci edizioni è stato internazionalmente riconosciuto come il concorso italiano di eccellenza a sostegno dei giovani talenti. Dal 2000 al 2015, con la guida di Chiara Bertola, il Premio Furla si è evoluto in maniera costante seguendo i cambiamenti della scena artistica nazionale e internazionale, modificando e affinando i meccanismi di selezione, coinvolgendo personalità di spicco del mondo dell’arte e importanti istituzioni, sempre con l’obiettivo di svolgere un minuzioso lavoro di ricerca e mappatura in tutto il territorio italiano, al fine di offrire visibilità agli artisti ritenuti più meritevoli. La Fondazione Furla – nata a Bologna nel 2008 per volontà della presidente di FURLA, Giovanna Furlanetto – è il risultato di un lungo percorso culturale e progettuale iniziato dall’azienda nel 2000 con l’obiettivo di incoraggiare

e promuovere la cultura contemporanea in Italia, supportando la creatività dei giovani talenti e costruendo uno spazio di confronto sulla contemporaneità. Impegno confermato dal successo del Premio Furla, lanciato all’inizio del nuovo millennio come esperimento pionieristico nel nostro Paese, che nel corso delle sue dieci edizioni è stato internazionalmente riconosciuto come il concorso italiano di eccellenza a sostegno dei giovani artisti. Il Premio Furla ha costituito un contributo importantissimo alla crescita della giovane arte italiana ed è stato per gli artisti coinvolti
 un passaggio fondamentale del loro percorso formativo”110. Figura 74

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VOLCANO ESTRAVAGANZA Dati Fiorucci Art Trust, Londra: Nicoletta Fiorucci presidente e Milovan Farronato curatore “Il Fiorucci Art Trust è stato fondato da Nicoletta Fiorucci nel 2010 per promuovere l’arte contemporanea in modi convenzionali e non convenzionali. Sin dal suo inizio, Milovan Farronato è stato direttore artistico del Trust, che ha sede a 3 Spear Mews, Londra. Il Trust produce commissioni, pubblicazioni, residenze e workshop per artisti ogni anno a Londra e fuori sede. Come parte del programma pubblico della Biennale di Istanbul, ha organizzato un seminario di una settimana sull’isola di Kastellorizo, in Grecia intitolato The violent No! Fiorucci Art Trust presenta anche workshop annuali, come la serie Roadside Picnic, che include Mycorial Theatre concepito con Paulina Olowska. Le precedenti edizioni si sono svolte a Rabka Zdroj, Polonia (2-8 ottobre 2014 e 2-9 ottobre 2015) e Pivô Art and Research a San Paolo, in Brasile (1- 7 settembre 2016) dove la terza edizione ha coinciso con la 32a Bienal de São Paulo, che ha preso l’incertezza dal vivo come tema curatoriale. Fiorucci Art Trust ha avviato una serie di workshop sui profumi per promuovere la ricerca dell’artista nelle fragranze, in collaborazione con Creative Perfumers, Londra. Più recentemente, il Trust ha iniziato a promuovere la meditazione come nuovo strumento per la ricerca artistica attraverso incontri chiamati Meditative Tuesdays, che si tengono regolarmente nella nuova sede di Spear Mews. Per tutto il 2016 Fiorucci Art Trust ha collaborato con le Serpentine Galleries in una serie di spettacoli immersivi intitolati Magazine Sessions. Complimentando i programmi guidati da artisti di esperienze site specific di Fiorucci Art Trust e realizzati con la partecipazione del ristorante The Magazine - The Magazine Sessions ha invitato gli artisti a ideare serate site-specific in cui sono considerati tutti gli aspetti dell’esperienza. Gli eventi spaziano dalla musica e dalle rappresentazioni teatrali appositamente concepite agli ambienti coinvolgenti da esplorare e attivare dal visitatore con i contributi di Anthea Hamilton, Christian Holstad, Celia Hempton, Emily Sundblad, Karl Holmqvist e Matt Copson.

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Ogni anno dal 2011 Fiorucci Art Trust ha presentato Volcano Extravaganza, un programma guidato dall’artista sull’isola vulcanica di Stromboli, Isole Eolie, in Italia. I leader artistici delle edizioni includono Eddie Peake (2017); Camille Henrot (2016); Milovan Farronato (2015); Haroon Mirza (2014); Lucy McKenzie (2013); Nick Mauss (2012) e Rita Selvaggio (2011). Nel 2018, il leader artistico è Runa

Islam. Come parte delle recenti edizioni, Fiorucci Art Trust ha collaborato con le Serpentine Galleries per presentare Park Nights 2015: Dying on Stage con Christodolous Panayiotou e Park Nights 2014: Dimentica Amnesia con Haroon Mirza, Mark Fell, Okkyung Lee e Factory Floor. Camille Henrot’s Park Nights 2016: Buffalo Head: Un’esperienza di storytelling democratico si è svolta il 17 giugno 2016. Nel 2014 Fiorucci Art Trust ha presentato la prima commissione site-specific per il suo precedente quartier generale di Londra, By, With, To & From di Nick Mauss. Questa grande installazione ha occupato l’intero piano terra della casa e ha incluso una coreografia di quattro tende automatiche - una delle quali è stata esposta come parte del Frieze Project di Mauss a Frieze London 2014. Nel novembre 2017, George Henry Longly è stato invitato a essere il primo artista a realizzare una nuova pelle per il nuovo quartier generale di Spear Mews. Il risultato, intitolato Toxungenous Activities, è stato prodotto attraverso un servizio fotografico e ispirato ad alcune delle opere che pre-abitano lo spazio: una scala di Le Corbusier, un tavolo di Franz West e una scultura a ombrello sospesa di Katharina Fritsch. Nel 2013, il Fiorucci Art Trust ha avviato Lezioni d’Italiano, una serie di conferenze performative di artisti. Gli ultimi della serie sono stati di Taman Shud Alex Cecchetti (2015) e Videogiochi di Anna Franceschini (2014). Tra le sue attività, Fiorucci Art Trust gestisce anche un programma di residenze per artisti a Londra, Stromboli (Italia) e Li Galli (Italia). Gli artisti partecipanti hanno incluso Christodoulos Panayiotou; Adriana Lara; Ed Fornieles; Joana Escoval; Habima Fuchs; Riccardo Arena; Lucas Arruda. Nell’ambito del suo programma di collaborazioni istituzionali, Fiorucci Art Trust ha sostenuto la Retrospettiva in corso di Zhana Ivanova a Kunstalle Basel; ha prodotto il lavoro di Goshka Macuga per Documenta 13 (2012); e il contributo di Yto Barrada alla 54. Biennale di Venezia (2011). Nel corso degli anni, Fiorucci Art Trust ha prodotto numerosi libri e pubblicazioni di artisti, tra cui De Incontinentia di Roberto Cuoghi (Mousse, 20)”111.

Figura 74. Logo Fondazione Furla. Nota: Volcano estravaganza risale al 2015 e non è più attivo


Lo Stato Italiano Figura 75. In evidenziato la legge e la lista degli immobili messi a disposizione.

2 marzo 2019 - “Una piccola cifra per un grande obiettivo: valorizzare alcuni edifici sparsi sul territorio italiano per dare loro nuova forma e nuova vita. E per farlo, serve chi ha un occhio di riguardo nei confronti delle bellezze artistiche, ovvero gli artisti. L’arte: un patrimonio culturale senza precedenti, un libro che racconta millenni di civiltà piacevole da sfogliare per ammirarne le opere d’arte. A tutelare la storia e i suoi lasciti ci pensa il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, impegnato in questi giorni con l’avvio della nuova riforma del Ministro Bonisoli per quanto riguarda la promozione delle attività museali. Non solo 20 giorni di accesso gratuito, ma anche un sito dedicato e una campagna ideata ad hoc. E ora, con il Decreto Ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2019, il Ministero va a modificare il precedente decreto del 22 dicembre 2015 e indica il nuovo elenco degli immobili da dare in concessione a giovani artisti. L’obiettivo è quello di trasformare i sette edifici in elenco – comprese ville e fabbricati – in centri dediti alla produzione artistica, alla danza e al teatro contemporanei e alla musica. Abbracciando le principali forme d’arte, lo Stato propone una rivalutazione degli immobili affinché si creino nuovi spazi destinati a centri culturali o atelier gestiti dagli stessi artisti. Il canone previsto è molto basso, per lo più simbolico e ammonta a 150€ al mese. Sarà possibile tenere in gestione questi edifici e a questo canone per dieci anni. Gli immobili selezionati e indicati nell’allegato 1 del Decreto Ministeriale, sono ubicati in territori che spaziano da Nord a Sud Italia. Sono luoghi che faranno da cornice a centri culturali e atelier che non solo promuoveranno l’arte, ma rappresenteranno punti di incontro e di aggregazione per nuovi e promettenti talenti. Gli edifici che verranno dati in concessione agli artisti sono: Vico Pisano (PI) – Palazzo Ducale – ex “Casello Idraulico”; Livorno, “Torre di Calafuria”. Firenze, “Villa Carducci Pandolfini” . Trieste, Fabbricato “TSB0448”, in via Bramante n. 5. Trieste, Fabbricato “TSB0514”, in via Belpoggio n. 28; Ancona, “Rifugio Antiaereo”. Bari, Fabbricato “La Torretta”. Non resta che attendere la pubblicazione dei bandi per l’assegnazione degli immobili da parte degli Enti gestori.”112 Figura 75

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2.10 Insight rilevati

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In Italia le realtà di produzione e sperimentazione artistica sono divise in quattro principali aree: Residenze d’artista: realtà in cui l’artista si reca una volta concluso il suo percorso accademico o una volta che decide di ripartire con un nuovo progetto artistico durante la sua carriera. A parte le realtà storiche, le nuove residenze fanno fatica a sopravvivere perché dopo il 2014 c’è stato un forte calo di interesse in questo tipo di realtà anche da parte dello stato. Bisogni emersi: - del progetto: Tutte le realtà delle residenze ha bisogno di più finanziamenti sia per poter ospitare gli artisi che per poter supportare la loro produzione. Spesso risolvono questo problema internamente o chiedendo una fee agli artisti o trovando attività collaterali - degli stakeholder: A parte le realtà storiche e ben stabilite i fondatori delle residenze sono addetti ai lavori del mondo dell’arte più legati al territorio che a costruire una rete di connessioni valida nel mondo dell’arte.Non c’è un pubblico ampio per queste realtà a parte i conoscenti delle direzioni, il pubblico spesso non conosce nemmeno queste realtà. - degli artisti: gli artisti sono interessati a questo percorso, c’è molta richiesta, a spesso le realtà scelgono per conoscenze interne, non per open call. Spazi non profit: Luoghi creati principalmente da curatori giovani che vogliono costruire un punto di riferimento per giovani artisti, una specie di incubatore sia per artisti che per curatori, utile ai galleristi per scoprire nuovi talenti. Sono i luoghi su cui puntare in questo momento storico visto il potenziale di comunicazione col pubblico (oltre che con il mondo degli addetti ai lavori) che possono avere: questo perché ciò di cui si occupano è sia del momento di produzione che di esposizione, (non ospitano gli artisti ma li fanno produrre lì, e organizzano mensilmente degli studio visit aperti al pubblico). Gli spazi non profit sono temporanei. Ogni 5 anni subiscono un ricambio o una trasformazione. Ci sarà sempre un curatore giovane che vuole creare uno spazio in cui un artista giovane vuole conoscere, sperimentare ed esporre. Bisogni emersi: - del progetto: Gli spazi non profit sono spesso luoghi temporanei in cui giovani curatori vogliono creare un polo culturale e una rete di coonoscenze tra gli addetti ai lavori. È un terreno fertile per far nascere interesse ad un più ampio pubblico verso l’arte conteporanea. - degli stakeholder: I giovani curatori hanno la necessità di avere finanziamenti per supportare queste realtà. Per fare ciò queste realtà possono creare una serie di collaborazio, eventi insieme a brand che posono avere interesse nell’investire in questo tipo di realtà. - degli artisti: gli artisti sono interessati a questo tipo di

realtà per avere la possibilità di entrare in un circuito di conoscenze e poter presentare il proprio lavoro surante gli studio visit. Giovani gallerie: hanno una approccio più di sperimentazione curatoriale che di sperimentazione artistica. I fondatori sono curatori che stanno iniziando la loro carriera, puntano a vendere le opere degli artisti che espongono e perciò danno meno spazio alla sperimentazione (è il terzo step nella vita professionale dell’artista. Sono il settore più in crisi attualmente in Italia e non solo) hanno quindi una impronta più professionale. Bisogni emersi: - del progetto: Le giovani gallerie hanno una mancanza di attenzione da parte di un grande pubblico. Il problema più grande però è l’assenza di compratori, il range di collezionisti è molto ridotto. - degli stakeholder: I giovani galleristi hanno bisogno di capire dove indirizzare il proprio lavoro e per la loro sopravvivenza l’online sembra essere una valida opportunità. - degli artisti: Gli artisti sono sempre propensi ad essere inglobati e rappresentati in queste realtà, ma la loro tendenza è sempre quella di andare verso una galleria più importante non appena ne hanno l’opportunità Artist-run spaces: luoghi ancora più informali dgli spazi non profit, mirano a creare una rete di addetti ai lavori. Sono spazi aperti da artisti contemporanei che hanno voglia di sperimentare e creare.Hanno un pubblico non ben definito. Bisogni emersi: - del progetto: Gli artist-run spaces sono la realtà più vicina alla dimensione dell’HUB nel mondo dell’arte contemporanea. - degli stakeholder: Essendo una realtà fondata da artisti per artisti vedono questi luoghi in maniera più amichevole, sono propensi a sperimentare di più. Non c’è un partocolare interesse a cercare fondi, quanto iuttosto ad organizzare eventi interessanti che rendano la rete di artisti più fitta. - degli artisti: Gli artisti vedono questi luoghi come un’occasione non solo per sperimentare ma anche per mettersi in contatto con più contatti. L’ordine in cui sono elencate le realtà è da considerarsi una sorta di timeline nel percorso di un giovane artista. A grandi linee è stato dunque possibile delineare il percorso di professionalizzazione di un artista contemporaneo. Le realtà analizzate sono spesso in balia delle proprie forze. Non hanno nessun supporto economico dallo stato italiano e nemmeno una costante entrata da parte di grandi aziende/brand/fondazioni, che spesso tendono a focalizzarsi ad intermittenza al mondo dell’arte. I grandi brand che rinomatamente investono nel mondo dell’arte contemporanea stanno distribuendo i loro finanziamenti principalmente nelle fiere.


Capitolo 3. Analisi dei project space e caso studio: TILE project Space

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3.1 Cosa sono i project space Come già anticipato nel primo capitolo, si è adottato il termine project space per identificare tutti gli spazi di produzione e sperimentazione in cui gli artisti svolgono le prime produzioni dopo il loro percorso accademico.

3.2 Bisogni

Dopo la raccolta di dati ed interviste è stato necessario, per iniziare la fase progettuale, identificare i bisogni di tutti gli stakeholder analizzati sia tramite interviste che questionari. Ne è risultata quindi una sintesi, una mappa, che propone una overview generale dei bisogni di ciascuno stakeholder: Artisti, gestori degli spazi (specificando per ciascuno spazio quali sono i bisogni specifici) e del pubblico.

Degli artisti

Del pubblico

Obiettivi: I giovani artisti hanno la necessità di trovare spazi in cui sperimentare, in cui tessere una rete di conoscenze. In particolare dopo l’accademia cercano di trovare residenze, per iniziare il periodo di produzione supportati (economicamente o anche solo guidati artisticamente) dai curatori. Una volta prodotta una serie di opere, puntano sugli spazi non profit, per iniziare a esporre il proprio lavoro e migliorarlo sempre grazie alla relazione con i gestori degli spazi (spesso giovani curatori). Tramite queste esperienze gli artisti hanno modo di conoscere altri artisti, creare un proprio portfolio e una visione personale, iniziano a frequentare gli artist–run spaces in questo periodo della loro crescita personale.

Obiettivi: Ad oggi quasi tutte le realtà a prescindere dalla loro direzione artistica, pur essendo aperte a tutti, non cercano di sviluppare un dialogo reale con un pubblico meno esperto dell’arte contemporanea. La personalità di una realtà dipende dalla personalità dei suoi fondatori/direttori. D’altro canto il pubblico non cerca molto contatto con l’arte contemporanea perché non la vede come un’attività con cui può interagire.

Bisogni: Spesso non c’è abbastanza offerta o poca disponibilità degli spazi che accettano artisti più tramite conoscenze personali che attraverso open call. • Spazi non profit disponibili ad aiutarli nella loro produzione; • Maggiori conoscenze personali; • Maggior numero di open call; • Essere guidati artisticamente; • Avere le prime occasioni di esporre; • Avere una rappresentazione: gli artisti sono propensi ad essere rappresentati in queste realtà, ma cercano di andare verso una galleria più importante non appena ne hanno l’opportunità. Qual’è la funzione delle giovani gallerie in questo contesto?

Bisogni: • ricevere un certo tipo di comunicazione “esplicativa” di quello che la realtà sta facendo. • maggiore predisposizione ad aprirsi all’arte contemporanea. • eventi in cui frequentare queste realtà.

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Degli gestori degli spazi L’ordine in cui sono elencate le realtà è da considerarsi una sorta di timeline nel percorso di un giovane artista in modo da mostrare a grandi linee il percorso di professionalizzazione di un artista contemporaneo. Le realtà analizzate sono spesso in balia delle proprie forze. Non hanno nessun supporto economico dallo stato italiano e nemmeno una costante entrata da parte di grandi aziende/brand/fondazioni, che spesso tendono a focalizzarsi ad intermittenza sul mondo dell’arte. I grandi brand che investono nel mondo dell’arte contemporanea distribuiscono i loro finanziamenti principalmente sulle fiere o eventi di rilievo. Residenze d’arista

Spazi non profit

Obiettivi: Le residenze sono i primi luoghi di ricerca per l’artista che, una volta concluso il suo percorso accademico, ha bisogno di iniziare il percorso di sperimentazione. I gestori delle residenze cercano di accogliere artisti con i quali sviluppare una ricerca. Spesso le residenze si pongono l’obiettivo di offrire un’ulteriore formazione, attravero corsi specifici, inoltre cercano di iniziare gli artisti alla loro prima esposizione, che sia una personale o una collettiva attraverso Openings o Studio visits. Alcune realtà puntano allo scambio culturale tra artisti e territorio.

Obiettivi: Luoghi spesso fondati da curatori con l’obiettivo di dare ed avere un punto di riferimento per giovani artisti ed addetti ai lavori: si potrebbe paragonare questi spazi a dei master universitari, in questo caso dedicati a curatori ed artisti contemporaneamente, con la voglia di comunicare con galleristi e collezionisti e con la possibilità di insturare un contatto diretto con la città. Gli spazi non profit sono tendenzialmente temporanei. Ogni 5 anni subiscono un ricambio o una trasformazione. Sono anche un terreno fertile per far nascere interesse in un più ampio pubblico nei confronti dell’arte contemporanea.

Bisogni: A parte le realtà storiche, le nuove residenze fanno fatica a sopravvivere perché dopo il 2014 c’è stato un forte calo di interesse anche da parte dello stato. • avere finanziamenti sia per poter ospitare gli artisti che per poter supportare la loro produzione. Spesso le residenze risolvono questo problema internamente o chiedendo una Fee agli artisti o sviluppando workshop/corsi a pagamento. • avere contatti con altre realtà europee. Per poter partecipare a bandi culturali. • avere un progetto di residenza chiaro.

Giovani gallerie

Artist-run spaces

Obiettivi: Queste realtà aspirano ad avere un pubblico di compratori, per questo scelgono artisti già avviati nel loro percorso di ricerca e la loro sperimentazione sta più nell’ambito curatoriale. Esporre in una giovane galleria è il terzo step nella vita professionale dell’artista. Al momento le giovani gallerie, ma sopratutto le mid-sized, vivono un periodo di forte crisi.

Obiettivi: luoghi più informali degli spazi non profit, mirano a creare una rete di addetti ai lavori, princpalmente artisti. Sono spazi aperti da artisti che hanno voglia di sperimentare e creare. Hanno un pubblico non ben definito.

Bisogni: • Interessare compratori; • Trovare una strategia di vendita; • Avere contatti con gallerie più grandi ed addetti ai lavori; • Trovare nuovi artisti di valore. 129

Bisogni: • Ottenere finanziamenti; • Maggiore pubblico di addetti ai lavori, di abitanti della zona e di interessati al mondo dell’arte in generale; • Comunicare con musei e gallerie; • Trovare collaborazioni con brand/aziende. • avere contatti con altre realtà europee. Per poter partecipare a bandi culturali. • avere un progetto di residenza chiaro.

Bisogni: • “Sopravvivere” economicamente (non puntano ad avere collaborazioni con aziende); • Suscitare interesse (in modo indiretto ad un pubblico più ampio, ma principalmente agli addetti ai lavori); • Dare la possibilità agli artisti di sperimentare.


Bisogno di relazione Artisti: hanno bisogno di entrare negli spazi di sperimentazione per iniziare la loro carriera. Spazi non profit: hanno bisogno di artisti per continuare il loro percorso di sperimentazione sull’arte. Pubblico: avere un contatto con l’arte contemporanea nei luoghi in cui viene più chiaramente spiegata e in cui seguire il “making of”. Istituzioni: luoghi di sperimentazione come dipartimento di ricerca e sviluppo. Questi luoghi devono però suscitare un certo interesse per essere considerati validi.

3.3 Project space: comunicazione Online e Offline Prendendo in considerazione le realtà intervistate si è analizzata in breve la loro strategia di comunicazione valutando sia i canali Online ed offline che utilizzano.

Residenze d’arista Bikini art residency Online: - Sito web come un archivio, i progetti sono pubblicati su pdf per un pubblico di addetti ai lavori. - Social: condivisione di contenuti sull’arte, articoli su di loro, interviste ad artisti. Offline: Installazione in loco, vicino alla residenza, una pittura su una roccia per “indicare il passaggio dell’artista”. Via Farini Online: - Sito web: Istituzionale, diretto a chi vuole partecipare al bando. - Social: Instaxgram, con una linea contenuta. Twitter come comunicatore di apertura di bandi. Offline: Lo spazio non è pubblicizzato in zona. Nessuna comunicazione nelle vicinanze. F_AIR – realtà chiusa adesso Online: - Sito web: esplicativo, con blog, mostre e informazioni. - Social: assenti Offline: Adesso nulla, prima c’era un edificio dedicato alla residenza progettato ad hoc. Hanno depliant e volantini. GAP – realtà chiusa adesso Online: - Sito web: una narrazione del progetto ed elenco dei collaboratori. Nessun target. Offline: passaparola, nel paese tutti aiutano quando c’è il

programma attivo. Inoltre la mostra ad agosto è una sorta di “processione religiosa”. A Cielo Aperto Online: - Sito web: una pagina html semplice che parla solo delle opere d’arte Offline: il progetto è letteralmente un museo a cielo aperto, le opere distribuite e mantenute nel corso degli anni nella città sono la comunicazione offline vincente. Fondazione Bevilacqua La Masa Online: - Sito web: del comune, non dà indipendenza alla realtà - Social: sempre collegati al comune di Venezia. Offline: - Lo spazio espositivo è una meta turistica, centralissimo. - La residenza è in un’altra sede indicata da un cartellone. - Depliant, speciali, libri sugli artisti ogni anno e in occasioni speciali. UNIDEE Online: - Sito web: esplicativo di attività e manifesto del loro statement - Social: Facebook abbastanza conosciuto, Youtube con i progetti, Instagram e twitter meno attivi. Offline: nella città non comunicano molto, nonostante l’imponenza dello spazio i cittadini non sanno cosa sia. 130


Citofonare Pimoff Online: - Sito web: una pagina, per i vari bandi. - Social: Facebook molto seguito, per eventi e performance. Offline: fanno volantini per invogliare il quartiere a partecipare agli eventi che organizzano, hanno una comunicazione specifica per il territorio

FANTA SPAZIO Online: - Sito web: molto curato e professionale, chiaro per tutti i tipi di pubblico. - Social: Facebook seguito e abbastanza curato. Offline: sono in una zona emergente di milano, ma non sono visibili dall’esterno.

CRIPTA 747 Online: - Sito web: curato e dedicato a raccontare gli opening e gli artisti residenti. - Social: Facebook molto seguito, Instagram ben curato per un pubblico ampio, Twitter poco seguito Offline: sono in un luogo periferico di Torino, ma lo spazio è grande e il loro pubblico anche di meno inseriti nell’ambiente arriva. Spesso fanno collaborazioni con OGR.

Artist-run spaces

STANDARDS Online: - Sito web: curato, con la programmazione e gli eventi - Social: Facebook unico social, ma è molto seguito. Offline: sono in Bovisa (quartiere periferico di Milano) e non comunicano con il quartiere.

Spazi non profit TILE Project Space Online: - Sito web: sviluppato da uno studio grafico, molto semplice ma non ha un target preciso. - Social: Facebook e Instagram abbastanza seguiti da giovani abitanti di Milano e addetti ai lavori. Offline: - Zine: il progetto editoriale che ricostruisce il processo artistico e curatoriale di ogni mostra, è in vendita ma non è chiaro dove. Edicola Radetzky Online: - Sito Web: Una pagina html molto semplice con il catalogo di tutte le esposizioni. Social: Facebook e instagram molto seguiti da abitanti di Milano di vario tipo. Offline: Essendo in Darsena, lo spazio comunica da sé. C’è una piccola descrizione vicino all’edicola con i contatti.

Giovani gallerie

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Pelagica Online: - Sito web: semplice e chiaro, racconta le esposizioni. Offline: sono in una zona di Milano in cui ci sono gallerie affermate, ma non comunica con il territorio.

GELATERIA SOGNI DI GHIACCIO Online: - Sito web: semplice e chiaro, racconta le esposizioni. Offline: non fanno comunicazione offline. TRIPLA - Spazio attualmente chiuso Online: - Sito web semplice, esplicativo - Social: Facebook e Instagram molto attivi e abbastanza seguiti Offline: Lo spazio è una vetrina in una delle vie più trafficate di Bologna, hanno dovuto togliere l’indirizzo mail per i troppi feedback. C’è molta curiosità e spesso interazione con lo spazio. Unavetrina Online: - Sito Web: semplice, forse poco chiaro per chi non conosce fisicamente la realtà. - Social: Facebook e Instagram seguiti e curati Offline: Sono letteralmente una vetrina sulla strada, il loro spazio comunica direttamente con il pubblico. ARTKADEMY Online: - Sito Web: Fatto in modo da comunicare bene con le aziende e le istituzioni - Social: Facebook e Instagram molto seguiti e curati Offline: Il loro approccio artistico è sulla strada, tutte le loro opere sono sociali, comunicano direttamente attraverso i loro progetti. FLIP Online: - Sito Web: semplice, ma alle prime armi. - Social: Instagram seguito e curato. Facebook è un profilo personale.. Offline: Sono nel cuore di Napoli, comunicano con gli eventi ma sempre su scala personale.


3.4 Mappe delle resistenze Degli artisti

Dei gestori degli spazi

Poca volontà ad avere un contatto diretto con il pubblico, nel caso degli artist-run space in particolare non cercano mai di spiegare il motivo della loro opera. Vogliono dialogare solo con i professionisti del settore.

Poca organizzazione del lavoro ed investimento di tempo. Molti spazi non lavorano su questa attività a tempo pieno e perciò stanno chiudendo. Gli spazi non si identificano gli uni con altri e non c’è dialogo tra loro.

Del Pubblico

Del target più interessante

Totale ignoranza sui luoghi di arte contemporanea, fatta eccezione per i musei (Fondazione Prada, Hangar Bicocca, Pac, MAXXI, Madre);

Qual è il target più interessante? I giovani 20-30enni, coetanei ai giovani artisti ma senza una grande conoscenza del mondo dell’arte contemporanea. non informati. Un altro target che ingloba il precedente ma comprende un gruppo molto più eterogeneo di persone è quello più fisicamente vicino allo spazio: gli abitanti del luogo.

3.5 Relazione tra artisti, pubblico e spazi

Bisogni: • Trovare un modo per conoscere queste realtà: eventi, visite comunicazione, mappatura; • Sentire queste realtà più accessibili; • Staccare dalla quotidianità; • Partecipare ad eventi stimolanti.

Come è possibile che questi possano entrare in contatto? Tramite gli open studio, le esposizioni. Quali sono i contesti? Gli spazi non profit.

Resistenze: • Pigrizia nel cercare nuove realtà; • Non c’è l’idea di “consumare” arte contemporanea;

Con i Musei/Istituzioni? Bisogna iniziare a considerare gli spazi non profit come il dipartimento di ricerca e sviluppo delle grandi istituzioni. Questi spazi sono il punto di partenza della produzione artistica contemporanea, i luoghi dove si istruiscono gli artisti del domani.

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3.6 TILE Project space Via Garian, 64, 20100 Milano. tileprojectspace.com @tileprojectspace. Un progetto di Caterina Molteni, Roberta Mansueto e Denise Solenghi.

Figura 1.1 Day In, Day Out. 4 Dicembre - 25 gennaio 2019. Artisti: Guendalina Cerruti, Giulio Scalisi, Agnese Smaldone, Alice Visentin con un intervento di Clara Mazzoleni

Figura 1.2 Creature adorabili di Viola Leddi! Fino 4 Marzo 8 Aprile 2019 da TILE project space

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3.7 Overview

L’intero percorso fatto evidenzia che nel mondo dell’arte contemporanea italiana gli spazi non profit e in generale gli spazi fisici sono tuttora il bacino più importante per la maturazione di artisti e la creazione di arte contemporanea, si può definire questo step nella carriera dell’artista come una sorta di “master”. Si è iniziato cercando di capire qual’è il mercato dell’arte contemporanea oggi e qual’è il ruolo degli artsiti, quali sono gli stakeholder e i vari attori e tutta la ricerca porta (sopratutto in italia) ad evidenziare che gli spazi non profit ad oggi sono l’anello di congiunzione tra quello che è la scuola, la formazione etc. e il mondo del lavoro. Gli spazi non profit hanno varie criticità, tra cui quelle di essere spesso gestiti in modo non strutturato perchè spesso nascono dalla necessità personale di una o più persone che hanno l’opportunità o si creano l’opportunità di poterli creare. Questo fa si che gli spazi siano poco attrattivi o che non si rendano conto di quanto debbano comunicare nei confronti di un certo pubblico, e che quindi abbiano una vita breve, in media di 5 anni. Questi spazi non riescono a comunicarsi all’esterno e per questo non riescono ad attrarre nè pubblico nè investimenti per garantirsi un ciclo di vita più lungo. Questo problema diventa dispersivo, a livello generale per il sistema arte contemporanea e anche

Formazione accademica

Artist run spaces

Spazi non profit

Residenze

Accademia

per tutte quelle realtà pubbliche o private che erogano finanziamenti che spesso vanno perduti. Nell’ottica di un intervento su questo aspetto si può provare a creare uno strumento per questi spazi, aiutandoli a comunicare meglio. Per farlo si è fatto un test: si è cercato di capire quali sono le reali esigenze partendo da uno spazio di Milano, che ha una serie di peculiarità che si possono trovare su vari spazi, chiamato TILE project space, e su quello si è creata una strategia, con lo scopo di mettere a sistema quelli che sono gli stakeholder, partendo proprio dal punto di vista di questi spazi che abbiamo visto essere nodali. Quindi nella mappatura generale di quelli che sono gli stakeholder del mondo dell’arte si è andato a fare un focus su quelli che gravitano attorno a questa realtà. Si è visto che essi sono gli stessi che gravitano attorno a tutte le realtà non profit, residenze etc. (tutti i luoghi analizzati), e hanno le stesse difficoltà, ovvero: c’è poca comunicazione e relazione con il pubblico, poca capacità di mantenere una relazione con i mecenate e le istituzioni. Questa frammentazione degli stakeholder, questa assenza di una user journey a livello di comunicazione crea tutta una serie di difficoltà: non sono conosciuti, non attraggono investitori, non attraggono artisti di qualità e quindi sono spazi inevitabilmente destinati a finire. Partendo da TILE sono state identificate le esigenze, per costruire una strategia a lungo termine in modo da fare sostanzialmente due cose: creare un pubblico più vasto e avere con esso una relazione, questo pubblico potrà aumentare l’interesse e quindi gli investimenti. Ci si è focalizzati sull’aspetto più interessante che è il sostegno economico. TILE Giovani gallerie al momento ha due introiti: la zine e i finanziamenti pubblici/privati. Gallerie

Aste / Musei Figura 1. Gli spazi non profit sono l’anello di congiunzione tra il mondo accademico / formativo dell’artista e il mondo professionale

Carriera prrofessionale

Obiettivi e bisogni: La prima cosa è riuscire ad ottenere un pubblico, che sia un pubblico di qualità e al di fuori dello stretto cerchio del mondo dell’arte, che sia un pubblico reale e spendente. e che sia interessato a seguire il racconto proposto dallo

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spazio. Quindi su quello si è creata una strategia: cosa va modificato e costruito, tenendo conto che hanno poche risorse, per riuscire ad ottenere quello che vogliono? I bisogni che sono stati identificati sono principalmente tre: il poco tempo a disposizione, il poco interesse del pubblico e l’assenza di fondi, che sono distribuiti in tre momenti della loro vita. I tre momenti sono stati identificati rispetto all’evento, che è il fulcro dell’attività del project space (anche perchè lo spazio non è sempre aperto, l’evento è il momento in cui tutti possono entrare liberamente senza dover fissare un appuntamento con le fondatrici). Per ogni bisogno c’è una risposta progettuale, una strategia e delle specifiche. Al poco tempo a disposizione la risposta è l’ottimizzazione del tempo, allineando il programma degli opening con le settimane “creative“ di milano con le quali l’arte contemporanea si può interfacciare. Al poco interesse del pubblico si risponde con la creazione di una comunità, la quale si può creare attraverso il racconto del progetto TILE partendo dall’artista suscitando interesse attraverso lo storytelling. Artista che viene raccontato anche in tempo reale attraverso meccanismi di narrazione social come le stories di instagram (le stories sono l’elemento che più di ogni altro racconta il presente). All’assenza di fondi si risponde con la partecipazione a bandi pubblici o privati. Al momento (Aprile 2019) CARIPLO ha due bandi aperti che richiedono principalmente due caratteristiche: l’interesse sul territorio dello spazio e il livello di sperimentazione. Un guadagno economico può anche essere il loro merchandising: la vendita delle Zine è poco strutturata ma se sfruttata al meglio può essere una fonte di guadagno per lo spazio. Valorizzare il loro contributo a livello culturale è inoltre la mission che non va mai persa di vista e che deve essere considerata una costante durante lo sviluppo di tutto il progetto.

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Problemi attuali: Bisogna individuare i canali su cui stanno comunicando adesso e capire dove intervenire.Durante l’evento la comunicazione offline consiste in un flyer in italiano ed inglese che non fa riferimento alla loro comunicazione digitale. Il loro sito web non mette in luce uno degli elementi più interessanti ed utili online che è la sezione Exhibition, in cui vengono catalogate le esposizioni precedenti. La sezione eventi inoltre non ha senso di esistere in questo contesto. Il metodo per migliorare questi aspetti è stato in un primo momento analitico, si è analizzata la comunicazione dello spazio a 360° e si è cercato di capire il problema in ogni canale e anche cosa è erosivo in termini di tempo. Ciò che è chiaro è che si sta lavorando con persone che non sono in grado di sostenere un ritmo serrato nella creazione di contenuti e aggiornamento della comunicazione, questo per il poco tempo che hanno a disposziozione. La soluzione progettuale è dare loro delle linee guida su ad oggi quali sono i canali che ha senso utilizzare.

Procedimento: La fase progettuale ha seguito diversi step: analisi sulla situazione attuale, proposta digital strategy (proposta alle fondatrici e analizzata insieme a loro) e infine composizione di un framework (che consiste in una serie di linee guida per la comunicazione degli spazi non profit dell’arte). Il framework è utilizzato per formulare un canvas con degli step in cui si mettono in sequenza le domande che gli spazi non profit si devono fare per mettere a sistema la loro comunicazione. Una delle cose che si suggerisce è che loro si debbano associare almeno dal punto di vista virtuale: se vogliono ottenere il massimo del risultato la cosa migliore sarebbe quella di creare un canale condiviso, una mappa, che possa unire tutte le realtà (next step progettuale). Analisi: La strategia è stata studiata, riprogettata e discussa con chi lavora tutti i giorni al progetto. In seguito sono state identificate le criticità che hanno permesso di tirare fuori delle linee guida. Il progetto è un supporto per gli spazi non profit per riuscire a comunicare con l’obiettivo di aumentare il pubblico. Il pubblico è diviso in online e offline, ma la CTA (call to action) è sempre “vai“ all’evento. L’elemento della ZIne ha poi un valore aggiunto: è stato scelto il loro caso perchè tra tutti ha una serie di caratteristiche tra cui anche una potenzialità nella vendita immediata di qualcosa che ha prodotto e che ad oggi non viene espressa. Si parte dal presupposto che ci sono alcuni spazi che non credono abbastanza nel loro progetto per poter evolvere. Ma ce ne sono altri che vorrebbero migliorare e non sanno da che parte cominciare, avere un framework che li aiuti ad ottimizzare quelle che sono le loro risorse è sicuramente un aiuto. Ricaduta territoriale: In generale avere artisti di qualità sul territorio ha una ricaduta territoriale e questo è uno degli assunti. Il bello di questi spazi è che chiamano artisti conosciuti all’estero che creano un’opera che è sempre site specific, nel 90% dei casi l’opera è progettata per quel luogo quindi una ricaduta territoriale c’è anche solo per questo motivo. Il pubblico va attratto tramite la vicinanza allo spazio. Oltre gli addetti ai lavori che vengono già raggiunti con i canali tradizionali.


La realtà “Tile Project Space è un luogo di produzione ed esposizione aperto alla sperimentazione e alla crescita della nuova generazione di artisti italiani”113. Uno spazio non profit fondato a Milano nel 2014 da tre giovani curatrici (Roberta Mansueto, Denise Solenghi, Caterina Molteni) con il desiderio di comunicare la propria visione curatoriale all’interno di uno spazio indipendente. Con il tempo una delle fondatrici ha deciso di abbandonare il progetto che ha quindi visto il suo personale diminuire. Entrambe le direttrici rimaste non possono occuparsi a tempo pieno dello spaizo perchè svolgono altri progetti lavorativi contemporaneamente. Situato in una grande città, seguito e apprezzato, TILE sembra essere l’esempio perfetto per sviluppare una analisi e un progetto di comunicazione innovativo. Si è stato considerato lo spazio dal punto di vista della “brand identity” cercando di capire quali sono gi aspetti più interessanti da individuare (insight), qual’è la loro identità base (Vision), gli obiettivi che si prefissa Insight Luogo di cambiamento , instabile, a rischio chiusura, sperimentale, punto di riferimento importante

Vision

Vision Uno spazio dedicato alla ricerca sull’arte contemporanea italiana, vuole avere una visione chiara della scena artistica attuale.

Uno spazio dedicato alla ricerca sull’arte contemporanea italiana.

Analisi SWOT

Mission

come spazio (Mission) e quali sono i “tag” che possono identificare il luogo nell’universo degli spazi non profit e più in generale nei luoghi di sperimentazione e produzione di arte contemporanea (Keywords). Si è poi analizzato il brand tramite l’analisi dei punti di forza (Strenght) debolezza (Weaknesses), le opportunità che può avere (Opportunities) e i rischi che può incontrare (Threats). L’analisi S.W.O.T. permette di individuare in primo luogo gli aspetti su cui puntare e i problemi da analizzare più a fondo. Risulta chiaro che il problema principale è quello economico. Lo spazio è autofinanziato dalle curatrici. Per il personale le spese sono aumentate e non c’è modo visto il poco tempo a disposizione di trovare una soluzione a lungo termine. Ma TILE ha una visione chiara dal punto di vista curatoriale e il grado di sperimentazione che vuole portare avanti risulta essere molto valido per la scena contemporanea.

Mission

Keywords

Ha come obiettivo la mappatura e la diffusione di una nuova generazione di artisti.

Indipendente, sperimentale, autofinanziata, giovani artisti, Milano, ricerca artistica, ricerca curatoriale.

Keywords

Ha come obiettivo la mappatura e la diffusione di una nuova generazione di artisti.

Indipendente, sperimentale, autofinanziato, giovani artisti, Figura 2. Analisi S.W.O.T. dello punto di spazio riferimento. TILE

STRENGHT

WEAKNESSES

TILE è a Milano uno degli spazi non profit più conosciuti tra gli addetti ai lavori. Ha una programmazione seguita. Le fondatrici sono inserite nel mondo dell’arte e hanno contatti.

Le fondatrici non gestiscono lo spazio a tempo pieno perchè lavorano in altre realtà. In questo modo possono finanziare lo spazio, che ha come unica risorsa economica l’autofinanziamento. Lo spazio perciò sopravvive a stento.

OPPORTUNITIES Può essere un punto di riferimento anche per i neofiti appasionati d’arte contemporanea che non conoscono gli spazi non profit. Questo tipo di realtà è interessante anche per i Musei grazie al lavoro di ricerca e sviluppo sull’arte contemporanea che svolge.

THREATS La mancanza di fondi è causa di molti problemi: lo spazio non riesce a supportare gli artisti come potrebbe, non ottiene l’attenzione di un pubblico più ampio, non può sviluppare al l’aspetto curatoriale. Il tempo a disposizione è limitato. Il rischio di chiudere è sempre presente. 136


Relazione attuale degli stakeholders Nell’analizzare la relazione tra gli stakeholder è risultato chiaro che le curatrici riescono a contare solo ed esclusivamente sulle loro forze. Lo schema in Figura 4 mostra che le risorse in tutti gli ambiti di azione sono unicamente quelle personali: le curatrici invitano artisti

che conoscono, finanziano autonomamente lo spazio e il supporto alla produzione, invitano addetti ai lavori e l’entourage di artisti/ curatrici che già hanno frequentato lo spazio. Figura 3. La produttività di TILE misurata in numero di openings l’anno e distribuita negli anni dal 2014 (anno di fondazione).Questi dati sono stati raccolti dall’archivio online che presenta tutte le exhibition fatte dall’apertura dello spazio ad oggi. La diminuzione delle risorse a disposizione (le fondatrici erano 3, ma adesso sono rimaste in 2), in termini di tempo ed economici, ha portato alla diminuzione del numero di penings all’anno.

Produttività 5

Opening/ anno

4

Opening/ anno

3

Opening/ anno

2

Opening/ anno

1

Opening/ anno

2014

2015

GESTORI

2016

2017

Non ottimizzano

2018

2019

TEMPO

Tempo

e

Figura 4. Schematizzazione delle relazioni tra i diversi stakeholder. Tempo e denaro sono le risorse fondamentali. Dovendosi occupare di ogni singolo aspetto tutti gli stakeholder vengono trattati superficialmente. Il pubblico rimane quindi lo stesso, gli artisti sono invitati tramite conoscenza diretta, le risorse economiche provengono solo dall’autofinanziamento.

DENARO

Finanizano autonomamente

SPAZIO Non trovano ARTISTI

137

Solo conoscenza diretta con

PUBBLICO

FINANZIATORI


Mappa di relazione dei canali attuale Utilizzando tutti i canali di comunicazione che offre lo spazio si è analizzata la loro efficacia e il collegamento sviluppato tra loro. la cosa che in prima analisi è evidente è che molti punti dei loro canali sono vicoli ciechi. Questo causa la dispersione di un pubblico meno informato o attento all’attività dello spazio. Ci sono, d’altro canto, canali molto interessanti utilizzati in modo superficiale. Uno dei motivi principali per cui si è scelto questo spazio tra tutti è perchè esso tenta di avere una sorta di merchandising (la zine) che può essere sfruttato per generare veri introiti, ma che al momento non ha una vera struttura di vendita a supporto. Si è visto che nel mondo dell’arte contemporanea la maggior parte degli stakeholder utilizza Instagram come canale principale di comunicazione. Purtroppo il

solo canale senza una strategia o un collegamento può portare ad una comunicazione superficiale e senza vere conseguenze. é chiaro in questo caso ad esempio che instagram è il portale più attivo e seguito ma il meno sfruttato. Il sito web ha molte sezioni che disperdono facilmente il target. Avendo visto che l’evento è il momento attraverso il quale lo spazio genera attenzione ed introiti è chiaro che lo spazio non comunica abbastanza il proprio calendario e non ottimizza il poco tempo a disposizione per attrarre più persone possibile. Figura 5. Questa mappa dei canali è stata ricavata tramite esperienza diretta. Si è visitato in primo luogo il sito web per poi scoprire le pagine social. Durante la scrittura di questa tesi c’è stato l’opening di una nuova exhibition (Creature adorabili di Viola Leddi dal 5

Canali Online

Marzo all’8 Aprile 2019). Durante l’opening si è scoperto anche un nuovo canale: un flyer che racconta ciascuna opera, ma che non ha tutti i collegamenti ai canali digitali. Sono dunque stati riportati i problemi in questo schema.

Canali Offline

Facebook Evento Post Condivisione

Link esterno

Sito Web Home

Email

Zine

About Exhibitions

PDF Press Release

Contacts

Maps

Events

Whatsapp

Opere + Artista + Curatore

TILE/Zine

Instagram Post

Nessun canale

Spazio Fisico

Stories Evento

Flyer 138


Debrief dei canali SITO WEB

ANALISI SEZIONI

FUNZIONE

Homepage

Archivio online, calendario, about sullo spazio, archvio zine, eventi passati

Non aggiornata, dovrebbe avere la current exhibition Collegamento: Home

TARGET

About

Aperto a tutti

Indirizzo email

breve descrizione sia in italiano che in inglese, i contatti sono link ai social

TONO DI VOCE

Collegamento: About

Descrittivo, informativo, narrativo

Fb e IG

Exhibitions

CRITICITà

Perdita di tempo: La homepage va sempre aggiornata con l’ultimo evento. La sezione zine va sempre aggiornata e non ha molte zine prodotte. La sezione events è obsoleta. Relazione con altri canali: il sito web è strutturato. Ogni pagina ha un collegamento con un canale esterno, ma i collegamenti hanno delle lacune in certi punti.

Il sito web di tile è diviso in 5 sezioni. Non tutte le sezioni sono necessarie visto il poco tempo a disposizione per gestirlo. Attualmente questo canale è generico e serve per introdurre TILE ad un pubblico eterogeneo. Si possono migliorare diversi aspetti, ad esempio mettendo in luce la sezione Exhibition come archivio online delle loro attività. Questa sezione potrà risultare molto utile nel momento in cui si vorrà fare richiesta di finanziamento a realtà legate al territorio e alla programmazione dello spazio (ad esempio CARIPLO). In generale avere un archivio online è sempre un’ottima idea per avere un portfolio accessibile.

pagina con tutte le mostre,composta da foto + pdf con press release. Collegamento: Exhibitons Pdf press release TILE/Zine ZINE con riassunto di ogni mostra, fatta con un collettivo di designers. (non ci sono informazioni sulla sua reperibilità, non è scaricabile) Collegamento: TILE/Zine Nessun canale Contact Fornisce già una casella mail incorporata nel sito, indica dove si trovano su maps. Ma l’inidirizzo email è già nel footer e i social sono in About ma non su Contacts. Collegamento: Constact Mail e Maps Events pagina con gli openings e le partecipazioni a fiere (eventi passati). Non molto navigabile e poco interessante sul sito web. Collegamento: Events Link esterni

FACEBOOK FUNZIONE Condivisione articoli, gestione e pubblicazione eventi, narrazione sugli artisti ospitati.

TARGET

Interessati all’arte contemporanea a Milano

TONO DI VOCE

Editoriale informativo sugli eventi

CRITICITà

Perdita di tempo: La pagina non sponsorizza gli eventi e quindi ospita agli openings solo chi già conosce TILE. Relazione con altri canali: a parte la ricondivisione di articoli di testate giornalistiche non ci sono collegamenti ad Instagram o al sito molto frequenti. Gli eventi sono raccontati solo prima dell’opening.

139

ANALISI SEZIONI Contenuti pubblicati I pochi contenuti originali non hanno un link al sito web o ad Instagram.

Collegamento: Post

Nessun canale

Articoli La maggior parte dell’attività della pagina è incentrata sulla condivisione di articoli. Collegamento: Condivisione

Articolo originale

Eventi Creati Contenuto più importante della pagina perchè il più seguito dagli addetti ai lavori per partecipare all’evento. Collegamento: Evento Conferma partecipazione

Figura 6. Le schede qui mostrate sono state ottenute attraverso un’analisi dettagliata di ciascun canale. L’utilizzo di questi canali ha portato alla visualizzazione di tutte le sezioni. Il range di voto va da 5 a 0 dove 5 sta per “perfettamente efficente” e 0 sta per “rabbit hole” (e cioè vicolo cieco, punto non collegato ad alri canali).


INSTAGRAM FUNZIONE Documentare i work in progress, raccontare opere ed artisti in prossimità dell’opening.

TARGET

Interessati all’arte contemporanea a Milano

TONO DI VOCE

Informale, “backstage”

CRITICITà

ANALISI SEZIONI Pubblicazione opere Utili a raccontare opere degli artisti prima dell’evento Collegamento: Post

Perdita di tempo: Non vengono ricondivisi post su instagram e quindi vanno elaborati ogni volta diversi contenuti

Stories

Relazione con altri canali: Tutti i post e le sotires di instagram non hanno alcun collegamente con l’esterno. Solo nella bio c’è il link al sito

Collegamento: Post

Nessun canale

La comunicazione è più informale. Si racconta il work in progress dell’opening Nessun canale

Eventi

Contenuto per invogliare gli appassionati a partecipare fisicamente all’opening. Collegamento: Post Nessun canale

I Canali social sono i più seguiti. Facebook ha un taglio più editoriale visto che l’attività principale è la ricondivisione di articoli riguardo lo spazio. Gli articoli sono importanti visto che le testate sono di settore e fanno una interessante selezione di contenuti. Instagram ha un approccio più informale e le due sezioni hanno comunicazioni ben distine: sui post ci sono gli annunci degli eventi che contengono anche le opere degli artisti, che vengono poi riproposte nel tempo. Le stories invece vengono utilizzate principalmente prima e durante l’opening, per mostrare una sorta di “backstage” dell’evento, questo canale può essere potenziato vista la sua facilità di utilizzo e l’immediatezza dei feedback. Un canale Offline molto interessante e poco sviluppato è la Zine che invece può essere sfruttato al meglio. La zine è una raccolta di opere di ciascuna exhibition ed è in vendita, con un procedimento non strutturato. Ogni Zine è per un evento di esposizione, ma non tutti gli eventi che ci sono stati hanno visto una sua pubblicazione. Non ha un canale preciso di distribuzione ma ha grandi potenzialità. Per il momento il target individuato è quello degli addetti ai lavori, con un linguaggio sperimentale. Un prodotto cartaceo ha però una grande potenzialità tra un pubblico molto più eterogeneo. Anche i neofiti dell’arte contemporanea possono essere interessati all’acquisto di un prodotto artistico economico e interessante.

140


ZINE FUNZIONE Raccontare la mostra, l’artista e il lavoro curatoriale.

TARGET

Appassionati e addetti ai lavori

TONO DI VOCE

Narrativo, informativo sulle mostre”

CRITICITà

Perdita di tempo: L’unico canale in cui è visibile la Zine è il sito che però non viene aggiornato spesso. Relazione con altri canali: La zine non è acquistabile in nessun luogo se non tramite il contatto diretto con le curatrici

ANALISI SEZIONI Descrizione sul sito web Questo canale prevede la pubblicazione di ogni vido sulla zine e non è aggiornata Collegamento: Post

Nessun canale

SPAZIO FISICO FUNZIONE Interazione con le opere, fruizione e incontro diretto

TARGET

Aperto a tutto

ANALISI SEZIONI Spazio fisico La mostra è il momento di incontro e di fruizione. C’è anche la possibilità di parlare con l’artista. Collegamento: Spazio

Opere + Flyer

TONO DI VOCE

Informale, accogliente, è uno spazio amichevole

CRITICITà

Perdita di tempo: Lo spazio richiede una manutenzione principalmente economica (affitto e bollette) Relazione con altri canali: Nello spazio vengono distribuiti i flyer che descrivono lo spazio e raccontano l’opera.

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Lo spazio fisico è chiaramente il canale più importante per TILE, visto che è il luogo di fruizione diretta delle opere d’arte, nonchè luogo di confronto con l’artista e i curatori. Questo soazio va curato al meglio. è un luogo informale ed accogliente che supporta una facile fruizione di contenuti. Chiaramente ha una identità molto forte visto che è tappezzato di piastrelle bianche (da qui il nome TILE che è la traduzione inglese di piastrella). Durante gli opening e la mostra sono presenti dei Flyer che mostrano una mappa dello spazio con la collocazione delle opere e il racconto dell’artista. Il flyer si trova in italiano ed in inglese e risulta essere molto utile e un ottimo ricordo dell’evento. Il problema è che questo canale non ha al suo interno riferimento agli altri canali online: sono infatti stampati sopra solo indirizzo email e sito web dello spazio.

Figura 7 Le piastrelle di TILE da dove deriva il nome dello spazio (TILE significa Piastrella in inglese). Lo spazio ne è completamente tappezzato.


FLYER

Figura 8 dettaglio del Flyer esposto all’Opening “Creature adorabili di Viola leddi”, dal 5 Marzo all’8 Aprile 2019.

FUNZIONE Racconto opere, mostra e artisti

TARGET

Aperto a tutto

TONO DI VOCE

Informativo e curatoriale

CRITICITà

Perdita di tempo: Il flyer è fruibile solo nello spazio, la creazione di questo canale richiede tempo per la descrizione delle opere e l’allestimento. Relazione con altri canali: Non c’è alcun riferimento ai canali social, solo alla mail e sito.

Customer journey

ANALISI SEZIONI Spazio fisico Il flyer ha una mappa che aiuta a scoprire le opere nello spazio. Ha una descrizione in Italiano e inglese. Collegamento: Flyer Mail + Sito

“Con Customer Journey si intende l’itinerario che il cliente percorre quando instaura una relazione con un’impresa nel tempo e nei diversi “ambienti” di contatto, siano essi offline che online. Quindi possiamo dire che rappresenta la “storia del legame” cliente-azienda”114. In questo caso non si sta parlando di un cliente ma di diversi stakeholders, precisamente 3: Artista, Pubblico e Finanziatori. Non si sta parlando di azienda ma di Project space. La customer Journey è utilizzata in questo caso perchè si è visto con l’analisi quanto sia fondamentale per la sopravvivenza dello spazio che tutti e tre questi stakeholders siano in grado di avere un contatto con lo spazio in un dato momento della sua esistenza. In principio si distinguono tre momenti chiave: prima durante e dopo l’evento. L’Opening rappresenta per lo spazio il momento più importante in cui potenzialmente tutti gli stakeholders possono entrare in contatto. Per quanto riguarda i finanziatori l’evento è un punto fondamentale nella storia dello spazio per capire la validitià del progetto e avere fiducia nel proprio investimento: più è ampio il numero di eventi e l’affluenza più il luogo avrà di base una ricaduta territoriale e quindi potrà suscitare interesse negli invesitori. Inoltre è importante calcolare anche il percorso degli artisti per capire in quale momento della loro formazione gli spazi non profit possono avere un contatto con loro. Come pubblico si è voluto identificare quello che è stato già individuato nella mappa dei bisogni: giovani neofiti dell’arte contemporanea oppure abitanti del luogo interessati a partecipare ad eventi interessanti.

Personas Artisti Esperienza accademica e alcune esperienze di produzione. Agli inizi della loro carriera (tra i 20 e i 30 anni). Hanno voglia di sperimentare insieme ad un giovane curatore / spazio per ampliare il suo network e portfolio. Instagram e sito web. Finanziatori Interessati ad intervenire sul territorio. Se sono Fondazioni hanno intenzione di fare una collaborazione con lo spazio e sono alla ricerca di un posto con un bel networking. Sito web, email, whatsapp

Pubblico Pubblico di appassionati di arte contemporanea, nuovi e/o addetti ai lavori. Sono in cerca del luogo più interessante. Pubblico di giovani abitanti di Milano (tra i 20 e i 30 anni) che sono aperti a nuove esperienze culturali. Facebook e Instagram Spazio non profit Un luogo in cui giovani curatori hanno messo in moto la loro visione artistica. La principale attività è l’evento di Opening in cui l’artista lancerà la mostra aperta per in media 1 mese (visitabile su appuntamento). Luogo di riferimento per addetti ai lavori. Sito web, Instagram, Facebook, Zine, Spazio fisico 142


3.8 Strategia di comunicazione Individuazione e risposta ai bisogni

La customer Journey (pagina successiva) ha aiutato a comprendere quali sono i momenti in cui lo spazio ha un determinato bisogno. Vengono anche identificati i bisogni principali (indicati da tre dversi colori distinti nella leggenda in basso), che si è scelto di risolvere tramite la strategia di comunicazione, ma la Tabella 1. mostra anche due bisogni ulteriori che sono strettamente legati ai tre bisogni principali: la mancanza di supporto di materiali agli artisti è strettamente legata all’ottenimento di fondi, la necessità di mappare l’arte contemporanea in italia è un bisogno legato al tempo a dispoosizione. Per ogni bisogno si è cercato di dare una risposta progettuale che rappresenta la “soluzione” ideale. Per ottenerla sono state individuate delle features che possono essere soddisfatte da determinate specifiche, indicate nell’ultima colonna della Tabella. BISOGNO

RISPOSTA PROGETTUALE

FEATURES

SPECIFICHE

POCO TEMPO A DISPOSIZIONE

OTTIMIZZARE TEMPO A DISPOSIZIONE

ALLINEARE LA PROGRAMMAZIONE AL CALENDARIO DI MILANO

PROGRAMMAZIONE EVENTI FACEBOOK

Riuscire a creare progetti interessanti ed eventi nel modo più veloce e immediato possibile per le gestrici dello spazio.

POCO INTERESSE DEL PUBBLICO

FORMARE UNA COMUNITà APPASSIONATA DI ARTE CONTEMPORANEA Avere una comunità di persone più ampia a Milano. Oltre agli addetti ai lavori il target può essere ampliati neofiti di arte contemporanea.

ASSENZA DI FONDI

MANCANZA DI SUPPORTO AGLI ARTISTI (SIA MATERIALI CHE INTELLETUALI)

ASSENZA DI UNA VISIONE COMPLETA DEGLI ARTISTI CONTEMPORANEI SUL TERRITORIO ITALIANO

143

Tabella 1. In bianco si vedono i bisogni individuati non soddisfabili tramite una campagna di comunicazione Non si interverrà dunque su questi aspetti

OTTENERE FONDI

Per le direttrici c’è una seria difficoltà ad avere abbastanza fondi per lo spazio. Per questo un finanziamento sarebbe la soluzione migliore per la sopravvivenza di TILE. C’è comunque un aspetto interessante per il luogo e cioè la vendita di zine che sono un prodotto interessante per tutti il pubblico preso in considerazione.

Durante le “weeks”, Milano diventa un polo di interesse per tanti tipi di pubblico interessati alla moda, alla musica, al design e alla cultura. In questi contesti l’arte contemporanea è un punto di incontro.

Consultare il calendario sulla pagina del comune di Milano, individuare le date più interessanti e impostare la programmazione eventi Facebook di conseguenza.

STORYTELLING ARTISTI E OPERE

VIDEO ARTISTI + STORIE INSTAGRAM

Gli appassionati e addetti ai lavori saranno già informati sull’attività di TILE, ma i neofiti saranno in grado di capire meglio l’attività di TILE tramite uno storytellling più costante.

Individuato il target, sviluppare contenuti da distribuire su Facebook con video e su instagram con il “making of” delle mostre.

PARTECIPARE AI BANDI

OPENINGS - ARCHIVIO ONLINE

VENDITA MAERCHANDISING

Documentare le mostre secondo le linee guida per i bandi. Il BANDO CULTURA DI QUALITà: programma di engagement delle persone nel territorio milanese e migliorare sul territorio cittadino la propria influenza. Il BANDO LUOGHI DI INNOVAZIONE CULTURALE: programma curatoriale e di eventi,sviluppare una strategia di engagement di uno specifico target nel territorio. utilizzare il sito come archivio online.

La fondazione CARIPLO è attiva per la sezione Arte e cultura.due bandi in particolare sono interessanti per lo spazio: BANDO CULTURA DI QUALITà, entro 30 Maggio 2019 + BANDO LUOGHI DI INNOVAZIONE CULTURALE, entro 30 Settembre 2019. Attraverso la vendita di Zine lo spazio può avere un altra fonte di sostentamento

INSTAGRAM POSTS

FORNIRE SUPPORTO AGLI ARTISTI NELLA PRODUZIONE

DIALOGO CON GLI ARTISTI

UTILIZZARE LA PROPRIA RETE DI CONOSCENZE

Gli artisti selezionati dallo spazio sono ai loro inizi e disponibili a sperimentare senza particolari condizioni, in questo senso TILE project space ha una forte influenza nel dirigere il processo di ricerca degli artistI.

L’attività curatoriale è ben gestita dalle fondatrici e supportata ulteriormente dalle pubblicazioni sui magazine di settore.

Attraverso il board delle fondatrici l’artista può essere supportato con professionisti e una rete diaddetti ai lavori

MAPPATURA DELL’ARTE CONTEMPORANEA

SEGUIRE EVENTI PER GLI ADDETTI AI LAVORI

La ricerca delle curatrici si focalizza sull’avere un quadro chiaro della situazione italiana per quanto riguarda i giovani artisti. Una costante ricerca è obbligatoria.

La partecipazione ad incontri, fiere e seminari è fondamenale. Le fondatrici sono attive anche nell’organizzazione di forum.

Vendere zine tramite post instagram.

EVENTI ED INCONTRI NAZIONALI Diverse istituzioni si occupano di parlare degli spazi non profit: italian Council Forum dell’arte contemporanea. Partecipare agli eventi che organizzano e avere un costante dialogo con altri spazi non-profit è fondamentale.


Customer journey degli stakeholders e canali associati Per ogni stakeholder considerato si è delineata la sua timeline. L’artista parte con l’accademia per poi cercare realtà che gli permettano di sperimentare e ricercare. La residenza è uno step oltre l’accademia, mentre lo spazio non profit viene subito dopo, visto che per essere selezionati da uno spazio non profit bisogna avere già un portfolio. Il project space in questo caso è TILE, che ha avuto un preciso ciclo di vita fino ad ora, che è stato studiato e messo a sistema. I finanziatori sono di

varia natura e possono avere vari interessi, i principali finanziatori considerati sono Fondazioni private e Banche. In questo caso ci si riferisce alla Fondazione CARIPLO che ha in attivo due bandi promettenti per TILE, che richiedono specifiche caratteristiche. Il pubblico ha invece due nature distinte: neofiti di arte contemporanea ed abitanti del luogo. Entrambe le tipologie possono essere raggiunte tramite i canali Online, visto che il calendario di eventi di TILE sarà principalmente su Facebook. Ci sarà quindi per loro un

D L’

PRIMA

ARTISTA

Formazione

Residenza e produzione

Ricerca nuovi spazi

Nuova produzione

Sito web Whatsapp Email Incontro

PROJECT SPACE

Formazione

Apertura spazio Spazio Sito Web Facebook Instagram

Spazio

Individuazione Formulazione artisti Calendario Whatsapp Email Incontro

Esposizion

Facebook

Creazione Evento

Spazio

Allestimento

Evento

Flyer Spazio

Facebook

FINANZIATORI

PUBBLICO

Ricerca eventi Facebook

BISOGNI INDIVIDUATI

Conoscenza spazio Facebook Sito Web

Individuazione Evento evento Facebook

Instagram Flyer

Poco tempo a disposizione Poco interesse del pubblico Assenza di fondi

144


punto di incontro con la realtà attraverso questo portale. Si sono identificati nella customer Journey di TILE tre principali bisogni che sono sottolineati da tre colori: TILE nella prima fase di ricerca ed allestimento ha poco tempo a disposizone, che quindi deve riuscire ad ottimizzare al meglio. Durante l’evento TILE ha bisogno di maggiore affluenza per riuscire ad attrarre investitori nella fase successiva (questa affluneza andrà poi documentata nel modo più consono). Una volta terminato l’evento la realtà avrà poi la necessità di pubblicare i risultati, aggiornare il database e procedere con il programma (contattare nuovi

artisti e decidere la prossima visione). Questo ultimo step richiede la presenza di fondi, sia per il mantenimento dello spazio che per attrarre artisti di livello che possono attrarre anche più pubblico di addetti ai lavori (che non è costituito solo dall’entourage del personale dello spazio). Ogni fase di ciascuno stakeholder, se previsto, indica i canali di comunicazione (sia offline che online) necessari.

DURANTE L’EVENTO

ne

Condivisione

DOPO

Vendita

Galleria o nuovo spazio Sito Web

Condivisione

IG Stories

Condivisione contenuti

Disallestimento Ricerca fondi

Facebook Zine Sito Web

Richiesta fondi

Continuazione programma

Sito Web Bando

Creazione Brief

Ricerca progetti

Analisi candidati

Finanziamento Monitoraggio investimento

Sito Web Bando

Continuo interesse Facebook Zine Instagram

145

Figura 9. Customer Journey di tutti gli stakeholders. Sono evidenziati i momenti in cui è coinvolto il digitale e quali sono i canali che intervengono.


Relazione ideale degli stakeholders Come sfruttare al meglio le risorse a disposizione? La strategia di comunicazione inizia a formarsi dalle dinamiche che si instaurano tra i diversi stakeholders. Si è visto che l’attuale relazione che hanno tra loro è fallimentare visto che le risorse sono tutte concentrare su un unico punto e cioè i gestori dello spazio. Se si considerano le risorse principali (tempo e denaro) si vede che tramite una comunicazione strutturata e diretta nel modo giusto, queste risorse anche se non aumentate possono essere ottimizzate. Il procedimento svolto fino ad ora,è una sorta di mappatura che aiuta a capire il quadro attuale nello specifico. è stato sviluppato ponendo una serie di domande: chi sono gli interlocutori? che rapporti hanno tra loro? qual’è il più importante per riuscire ad avere fondi? E per avere artisti di qualità?. Il fine d questa ricerca è mettere a sistema il lavoro fatto in modo da creare uno strumento utile agli spazi non profit per creare una comunicazione efficace del lloro lavoro, che è la base per la loro sussistenza.

Utilizzano GESTORI

SPAZIO Racconta e mostra al meglio il lavoro degli

TEMPO

e

DENARO

per curare lo

ARTISTI

Con un incremento del

se raccontati bene incrementano il PUBBLICO

Figura 10. Relazione ideale degli stakeholders per migliorare la gestione delle risorse che sono sottolineate in giallo.

Il suo aumento porta l’interesse dei

FINANZIATORI

146


Nuova mappa di relazione dei canali La mappa dei canali attuale mostra che ci sono diversi rabbit hole, soprattutto su instagram e sul sito. L’ottimizzazione è la parola chiave di questa nuova strategia. C’è un importante elemento che è sempre stato tenuto a mente, e cioè che le fondatrici non hanno tempo. Non si è cercato quindi di proporre loro una strategia e una mappa di canali che implementi ulteriori funzionalità, la chiave è stata quella di “mettere in ordine” le risorse attuali cercando di sfruttarle il più possibile. SI vede quindi che il sito è stato ridotto a tre sezioni e instagram è stato collegato al resto dei canali tramite la Zine, che viene comunicata più chiaramete e venduta on spot durante l’opening; questo perchè un e-commerce o un sistema di vendita online per le fondatrici non sarebbe attuabile, visto il poco tempo a disposizione.

Canali Online

Canali Offline Flyer

Facebook Evento

Spazio Fisico

Post Condivisione

Prossimo evento

Sito Web Exhibitions Maps

Acquisto

Archivio + Press

About TILE/Zine

Archivio

Acquista all’evento

Zine

Instagram Post Stories

147

Figura 11. Nuoav mappa di relazione dei canali che vede instagram più integrato con gli altri canali e il sito alleggerito di alcune sezioni. La mappa è stata pensata per ottimizzare uno spazio molto piccolo, tenendo in considerazione che questio tipo di spazi hanno risorse limitate.

Tag prodotto Opere + Artista + Curatore


3.9 Digital strategy

Online: In questa sezione viene mostrato per ogni canale gli obiettivi, i key factors, i contenuti ed i livelli di conversione, ad esempio: ci interessa aumentare il pubblico? Con quale canale si attrae maggiore pubblico e con che tipo di contenuto? che funzione ha ogni canale? qual’è il piano editoriale che si suggerisce? Quelli che vengono proposti non sono nuovi contenuti, ma una sistemizzazione dei già esistenti contenuti e una cadenza strategica con la quale pubblicare. Offline: I canali Offline sono lo spazio il Flyer e la Zine e sono tutti collegati con l’online attraverso richiami alle pagine facebook, Instagram, il sito web e l’email. Le Zine hanno anche un punto di vendia durante l’opening e sono quindi acquistabili durante l’evento.

Obiettivi Valorizzare l’apporto curatoriale dello spazio, ottimizzare tempo a disposizione per la gestione dello spazio e la comunicazione, formare una comunità appassionata di arte contemporanea, ottenere fondi/guadagni. Tabella 2. Overview della Digital strategy. In questa tabella è possibile vedere più nel dettaglio le Call To Action che collegano ciascun contenuto all’interno del rinnovato sistema di comunicazione.

STEP

OBIETTIVI

KEY FACTORS

MEDIA MIX

CONTENUTI

PUNTI DI CONVERSIONE

Storytelling artisti e opere

Attrarre pubblico

Formare una comunità appassionata di arte contemporanea

1. Facebook posts 2. Instagram Posts

Contenuti che raccontano opere ed artisti

1. CTA “vai al sito” 2. CTA “vai al sito”

Ottenere fondi

Sito web (sezione exhibition) - Email

Documentazione Openings per l’Archivio

CTA “Partecipa al bando”

Avere una fonte di guadagno

Instagram - Sito web (sezione TILE/Zine) - Zine

Fotografie/video Zine pubblicato come Post e nell’archivio online

CTA “Acquista prodotto all’evento”

Gestione delle attività, aumento del pubblico

1. Facebook (eventi) 2. Sito Web (exhibition)

Eventi di opening delle mostre in linea con la settimana di milano

1. CTA “partecipa” 2. CTA “prossimo evento”

Partecipazione bandi Vendita Merchandising Allineare la programmazione al calendario di Milano

Attrarre investitori pubblici e privati. Avere una fonte di guadagno

Ottimizzare tempo a disposizione

Parallelamente a tutte le operazioni da svolgere c’è l’obiettivo di valorizzare l’apporto curatoriale dello spazio.

Obiettivo di Comunicazione Obiettivo secondario Obiettivo di marketing Obiettivo di business = ottenere fondi

148


3.10 Nuova UX dei canali Sono stati ridisegnati alcuni canali per ottimizzare sia la loro fruibilità che la loro gestione, andando ad eliminare tutte quelle sezioni inutili. Premessa: i project spaces tentano di fare siti web molto dettagliati che molto spesso non è necessario fare, il sito è un canale come gli altri utile solo a specifiche funzioni. La strategia è stata sviluppata pensando alle fondatrici: non devono imparare nulla di nuovo, devono solo ottimizzare. Ciò che è spesso emerso è che i project spaces hanno una barriera culturale nei confronti della comunicazione digitale, spesso non hanno molte risirse e si attengono a curare la loro comunicazione in maniera supreficiale. In realtà sfruttando al meglio quello che attualmente producono possono già raggiungere i loro obiettivi. Considerando la Figura 8 come nuova mapadei canali, si è sviluppata una UX (user experience) per ciascun canale rinnovato, (nello specifico il sito web ed il flyer). Il Sito Web ha avuto bisogno di uno studio più approfondito vista la trasformazione delle diverse sezioni e la riduzione di queste ultime a solo 3 (invece di 5). Questo è il canale digitale che deve raccogliere tutte le attività svolte dallo spazio, per questo la sezione Exhibition è stata messa in risalto e la sezione Contatti è stata unita a quella di About. Un altro canale rinnovato è il Flyer, non si discute sulla chiarezza del prodotto che si preferisce laciare intatto, quanto piuttosto il suo collegamento ai canali digitali. Il fatto che non ci sia scritto “seguici su Facebook e instagram” lo rende un rabbit hole e non consente facilmete allo spazio di avere più pubblico Online. Se la logica è più pubblico online = più pubblico all’evento e vice versa, le due cose (online e offline) devono essere vasi comunicanti. Diventa quindi necessario inserire nella sezione “contatti” anche il riferimento alle pagine Social.

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Nuovo Sito Web Exhibition

About

TILE/Zine

Upcoming Partecipa

Evento Pagina Facebook

Evento e Data Descrizione Archive 2018

2019 Scopri

Evento

Scopri

Evento

2017

Exhibition Archive

About

TILE/Zine

Evento

Download press release Scopri

Evento

Scopri

Evento

Scopri

Evento

Scopri

Evento

2016 Scopri

Evento

Scopri

Evento

Scopri

Evento

Scopri

Evento Figure 12 e 13. Nuovo Sito Web di TILE, ridimenssionato a 3 sezioni delle quali si mostra il percorso molto semplice ed intuitivo. Non si vuole intervenire sui contenuti comunicati ma sulla sistemizzazione del canale.

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Exhibition Descrizione _Ita

About

TILE/Zine

Exhibition

About

TILE/Zine

Zine

_Eng

Compra la prossima Zine all’Opening

Contatti tileprojectspace@gmail.com

Facebook

Instagram

Maps

Evento Pagina Facebook

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Nuovo Flyer

Il Flyer che si trova all’interno dello spazio durante l’Opening è sia in italiano che in inglese. Sono molto simili dal punto di vista del Layout e per questo viene qui presentata solo la versione in italiano. Come fatto anche sul sito web, il contenuto del Flyer non è stato nè discusso nè modificato, piuttosto è stato collegato ai suoi canali digitali, tramite l’aggiunta dei riferimenti alle pagine social visbile in Figura.

Figure 14, 15 e 16 il collegamento ai canali Online è ora completo con l’aggiunta dei caali social. Con questo piccolo accorgimento il Flyer è diventato un canale inserito perfettamente nella mappa dei canali e non è più un rabbit hole.

152


153


3.11 Piano Editoriale

Febbraio

Marzo

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Nella formulazione del piano Edioriale è stato considerato un periodo di tempo lungo 9 mesi, per un totale di 3 Openings. In Nero sono sottolineate le settimane importanti nel calendario di Milano.

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Photo Week

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14 Marzo 2019: Post IG Opera 21 Marzo 2019: Post IG Opera Opening 5 Marzo - 8 Aprile 22 Marzo 2019: Post Fb Press ATP Diary, articolo Opening 5 Marzo - 8 Aprile sulla mostra.

Opening Opening

19 Febraio 2019: Post IG - Annuncio 19 Febraio 2019: 21 Febraio 2019: Post IG - Annuncio Post FB - Pubblicazione Evento 21 Febraio 2019: 4 Marzo Post FB -2019: Pubblicazione Evento Post IG - Evento 4 Marzo 2019: Post IG - Evento

Closing Closing

9 Aprile: Post IG - Foto Mostra conclusa 9 Aprile: 16 Aprile: Post IG - Foto Mostra conclusa Aggiornamento Sito sezione 16 Aprile: Exhibitions Aggiornamento Sito sezione Exhibitions

14 Marzo 2019: Post IG Opera 14 Marzo 2019: 21 Marzo 2019: Post IG Opera Post IG Opera 21 Marzo 2019: 22 Marzo 2019: Post IG Opera Post Fb Press ATP Diary, articolo 22 Marzo 2019: sulla mostra. Post Fb Press ATP Diary, articolo sulla mostra.

4 Maggio: Post IG - Annuncio nuovo Opening 4 Maggio: Post IG - Annuncio nuovo Opening 6 Maggio: Post Fb - Pubblicazione Evento 6 Maggio: Post Fb - Pubblicazione Evento 17 Maggio: Post IG - Evento 17 Maggio: Post IG - Evento 30 Maggio: Partecipazione bando 30 Maggio: Cultura di Qualità Partecipazione bando Cultura di Qualità

22 Giugno: Post IG - Foto Mostra conclusa 22 Giugno: Post IG - Foto Mostra conclusa 29 Giugno: Aggiornamento Sito sezione 29 Giugno: Exhibitions Aggiornamento Sito sezione Exhibitions

1 Aprile: Post IG Opera - Ultima settimana evento 1 Aprile: Post IG Opera - Ultima settimana 23 Aprile: evento Post IG/Fb Opera/artista o Press 23 Aprile: Post IG/Fb Opera/artista o Press

17 Agosto: Post IG - Annuncio nuovo Opening 17 Agosto: Post IG - Annuncio nuovo Opening 19 Agosto: Post Fb - Pubblicazione Evento 19 Agosto: Post Fb - Pubblicazione Evento 29 Agosto: Post IG - Evento 29 Agosto: Post IG - Evento

21 Settembre: Post IG - Foto Mostra conclusa 21 Settembre: 28 Settembre: Post IG - Foto Mostra conclusa Aggiornamento Sito sezione 28 Settembre: Exhibitions Aggiornamento Sito sezione 30 Settembre: Exhibitions Partecipazione bando Luoghi di 30 Settembre: innovazione culturale Partecipazione bando Luoghi di innovazione culturale

2 Novembre: Post IG - Annuncio nuovo Opening 2 Novembre: Post IG - Annuncio nuovo Opening 4 Novembre: Post Fb - Pubblicazione Evento 4 Novembre: Post Fb - Pubblicazione Evento 15 Novembre: Post IG - Evento 15 Novembre: Post IG - Evento

21 Dicembre: Post IG - Foto Mostra conclusa 21 Dicembre: Post IG - Foto Mostra conclusa 28 Dicembre: Aggiornamento Sito sezione 28 Dicembre: Exhibitions Aggiornamento Sito sezione Exhibitions

1 Aprile: Post IG Opera - Ultima settimana evento 23 Aprile: Post IG/Fb Opera/artista o Press Opening 18 Maggio - 15 Giugno Opening Piano city 18 Maggio - 15 Giugno 23 Maggio Post IG/Fb Photo week city Opera/artistaPiano o Press Men FW Photo week - Ultima 3 Giugno Post IG Opera Men FW settimana evento Opening 30 Agosto - 14 Settembre Opening Fashion week 30 Agosto 14 Settembre 4/11/18/25 Luglio: Post -IG/Fb Opera/artistaFashion o Press week Opening 16 Novembre -14 Dicembre Opening 16 Novembre -14 Dicembre 7 Settembre: Post IG Opera Ultima settimana evento 3/10/17/24/31: Post IG/Fb Opera/artista o Press 7 Dicembre: Post IG Opera Ultima settimana evento

Key findings

23 Maggio Post IG/Fb Opera/artista o Press 23Giugno MaggioPost PostIGIG/Fb 3 Opera - Ultima Opera/artista o Press settimana evento 3 Giugno Post IG Opera - Ultima settimana evento 4/11/18/25 Luglio: Post IG/Fb Opera/artista o Press 4/11/18/25 Luglio: Post IG/Fb Opera/artista o Press 7 Settembre: Post IG Opera Ultima settimana evento 7 Settembre: Post IG Opera Ultima settimana evento 3/10/17/24/31: Post IG/Fb Opera/artista o Press 3/10/17/24/31: Post IG/Fb Opera/artista o Press 7 Dicembre: Post IG Opera Ultima settimana evento 7 Dicembre: Post IG Opera Ultima settimana evento

Figura 17 il piano editoriale

Key findings Key findings

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I contenuti sono fissati sul calendario e hanno i colori che indicano la tipologia di obiettivo che vogliono raggiungere. Le date degli openings sono state fissate nei periodi di più alta affluenza di pubblico nella città di Milano (Piano city, Photo Week, Fashion week Men and Women). Prima di ogni Opening i contenuti da pubblicare sono stati programmati per creare hype, per poi fare un piano di mantenimento a lungo termine. Un contenuto ideale sarebbe l’intervista

all’artista, a seconda della sua predisposizione a comunicare con il pubblico. Bisogna fare cultura, per farlo l’artista deve raccontare il suo percorso. Instagram diventa un archivio alternativo, perchè è più caldo ed emozionale, una volta identificato si può creare un format di domande fisse/linee guida.


Capitolo 4. Framework

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4.1 I Feedback

Una volta sviluppata la strategia di TILE project space si è presentata la ricerca direttamente alle fondatrici dello spazio, le quali ci hanno confermato che le necessità individuate erano reali e che le soluzioni proposte avevano una effettiva valenza. é stato quindi molto chiaro quanto sia importante avere una guida alla comunicazione digitale per questi spazi che possono ricavare profitto da una più accurata strategia sviluppata tenendo conto degli obiettivi.

4.2 Analisi dei problemi individuati Quali sono le potenzialità dei canali digitali per le esigenze dei project space? Per rispondere a questa domanda ci si avvalso del caso studio TILE, prima per valutare le potenzialità del singolo e poi per riuscire a definire un framework generale. La formulazione del framework è iniziata con l’analisi dei problemi individuati sul caso studio di TILE. I project spaces sono l’anello di congiunzione tra la scuola e il lavoro per gli artisti contemporanei. Ma questi spazi sono gestiti in modo destrutturato e perciò hanno vita breve. La loro fugacità dipende anche da un ulteriore fattore: spesso gli spazi sono nati per chiudere. Questo significa che lo spazio serve ai fondatori per crescere professionalmente ma non nasce come una attività che vuole durare nel tempo. Talvolta perchè questi sono luoghi che hanno il loro seguito ma non riescono ad andare oltre, oppure non hanno abbastanza fondi e per questo il tempo da dedicare alla realtà è limitato. Una strategia di comunicazione può essere uno strumento valido per risolvere questi problemi.

Dati di riferimento

L’ampia analisi qualitativa ha portato alla collezione di dati utili allo sviluppo del seguente Framework. Tra i più significativi interventi si cita la sezione “MOTIVAZIONE” dell’intervista fatta a Caterina Molteni per lo spazio TILE: “La città di Milano e in generale l’Italia non riconosce il lavoro di un artista al pari di una altra professione, questo causa una totale assenza di fondi e voglia di investire. Il pubblico non è formato sull’arte contemporanea quindi rischia di essere sempre composto dai soli addetti ai lavori”. Il piano editoriale è stato inoltre proposto alle fondatrici di TILE per avere un riscontro reale della situazione. I dati interessanti che sono emersi da questo dialogo sono i seguenti: la ricerca artistica da parte dei gestori degli spazi non profit deve essere costante e sempre innovativa, e un periodo di tempo di 5 anni è critico per capire se i gestori vogliono sviluppare questo progetto ulteriormente o se l’apporto curatoriale dato è abbastanza ed è quindi il momento di chiudere. A questo punto è necessario fare un framework che può diventare un modello per chi ha intenzione di aprire uno spazio non profit oggi. Si è partiti dal caso specifico che è stato valutato insieme alle persone che sono proprietarie di questa struttura e da lì è stato sviluppato questo modello.

158


4.3 Variabili chiave nella ricerca Variabili indipendenti

Variabili dipendenti

Tempo dedicato all’attività

Qualità ricerca curatoriale

Fondi a disposizione

Qualità degli artisti

Quantità di Pubblico

Interesse degli investitori

L’intervento della comunicazione in ogni variabile Le variabili indipendenti proposte sono fondamentali per lo sviluppo ed il mantenimento di uno spazio non profit. La comunicazione digitale come visto nel piano editoriale per TILE può intervenite affinchè si possano colmare le eventuali lacune. La strategia è stata analizzata, ripogettata, discussa con chi lavora tutti i giorni al progetto e sono state identificate le criticità da cui tirare fuori delle linee guida. Il progetto è un supporto per i project spaces per riuscire a comunicare con l’obiettivo di aumentare il pubblico. Il pubblico che è diviso in online e offline, la CTA è sempre “vai“ all’evento. Avere anche un materiale di merchandising come la Zine dà potenzialità nella vendita immediata di qualcosa che è stato prodotto, ciò ad oggi non viene espresso a pieno. Si parte dal presupposto che ci sono alcuni spazi che probabilmente non credono abbastanza nel loro progetto per poter evolvere, o che semplicemente hanno la consapevolezza che la loro attività non durerà per molto tempo. Ma ci sono spazi che vorrebbero aprire

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Figure 13 in poi. Il Framework in un layout fruibile tramite una landing page da distribure direttamente agli addetti ai lavori (contatti ottenuti tramite la serie di interviste svolte negli ultimi 6 mesi)

o migliorare e non sanno da che parte cominciare, avere un framework che li aiuti ad ottimizzare quelle che sono le loro risorse è sicuramente un aiuto. Ad oggi gli obiettivi principali sono due: valorizzare il loro contributo a livello culturale e avere più pubblico. In particolare il pubblico aumenta quando ci sono eventi intorno allo spazio. Trovare fondi è ulteriormente complesso, ma bisogna considerare un fattore importante, spesso i bandi richiedono una ricaduta territoriale: In generale avere artisti di qualità sul territorio ha una ricaduta territoriale e questo è uno degli assunti. Il bello di questi spazi è che chiamano artisti famosi o conosciuto all’estero e gli fanno fare qualcosa che è sempre site specific perchè nel 90% dei casi l’opera è progettata per quel luogo quindi una ricaduta territoriale c’è anche solo per questo motivo. Il pubblico va attratto in 2 modi: tramite la vicinanza allo spazio che deve essere oltre gli addetti ai lavori che vengono già raggiunti con i canali tradizionali.


4.4 il Framework

Il Framework è un manuale semplice che si intende distribure agli addetti ai lavori, gestori di project spaces in Italia, per aiutarli ad avere coscienza della loro strategia di comunicaizone, dei problemi che hanno all’interno dello spazio e di come poche semplici modifiche al loro sistema di comunicazione possano aiutarli a risolvere diverse problematiche. Il manuale è digitale e distribuito tramite una pagina web. Si divide in Obiettivi da raggiungere ed è scaricabile all’indirizzo: https://nib.neocities.org/ framework.html

Figura 1

160


Figure 1 e 2 . Layout della pagina Web in cui è possibile scaricare il Famework. Figure da 3-8. Il Framework in un layout fruibile tramite una landing page da distribure direttamente agli addetti ai lavori (contatti ottenuti tramite la serie di interviste svolte negli ultimi 6 mesi)

Figura 2

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Figura 3

Federica Pennino: Fedepenni@gmail.com

Variabili dipendenti

Variabili indipendenti

No

*Per scoprire come strutturare la tua strategia di comunicazione continua fino a pagina 3 oppure scarica dal sito nib.neocities.org/framework. html il pdf “strategia“.

Consiglio: Regola il tuo calendario di Openings secondo quello della tua città (ad esempio puntando sui weekend di maggiore affluenza (durante feste o eventi). Quali sono gli eventi più interessanti nel calendario della tua città?

Non riuscire a gestire il tempo è normale, soprattutto quando lo spazio è gestito part-time. Prova a programmare la tua strategia di comunicazione* secondo questo obiettivo.

è sufficente?

Part-time

A tempo pieno

Quanto Tempo dedichi allo spazio?

Qualità ricerca curatoriale

Tempo dedicato

Ottenibile tramite canali Online

Crowdfunding

Questi fondi sono ottenibili tramite canali Online e Offline

Vendita beni e servizi

Fundrasing

Donazioni

Sponsorship

Questi fondi sono ottenibili tramite canali Offline

Commissioni e collaborazioni

Fondi Pubblici

Fondi Privati

Quota associativa

Autofinanziamento

Quali fondi hai a disposizione?

Qualità entourage

Fondi a disposizione

No

Consiglio: Se è il pubblico locale che cerchi di interessare struttura dei contenuti apposta per loro. L’aumento del giusto pubblico può interessare i giusti investitori (ad esempio investitori interessati al territorio).

Il pubblico giusto è il motore del tuo spazio, devi capire quale tipo di persone vuoi che si interessino alla tua attività.

è sufficente?

Raggiungibile tramite specifiche campagne (in cui il target è ben preciso).

Online

Il pubblico locale si può raggiungere con canali sia online che offline e ha bisogno di uno storytelling più semplice.

Pubblico locale

Questo pubblico è raggiungibile tramite una strategia di comunicazione concentrata sulla qualità dell’artista e sulla ricerca curatioriale.

Addetti ai lavori

Quantità di pubblico

Interesse degli investitori

Quantità di Pubblico

Analizza le tue risorse Questa sezione ti serve per acquisire consapevolezza sulla tua situazione attuale. Le risorse che hai a disposizione sono state identificate in 3 variabili indipendenti (e cioè elementi che non dipendono da altri fattori). Ciascuna di esse influenza a sua volta una variabile dipendente.

162


Figura 4

Federica Pennino: Fedepenni@gmail.com

Fondi

Avere un maggior numero di fondi porta diversi benefici tra cui l’aumento del tempo investito nell’attività e una maggiore qualità dell’entorurage.

L’aumento del pubblico porta ad un maggiore nteresse da parte di investitori interessati a quel tipo di target.

Tempo

Pubblico

L’ottimizzazione o l’aumento del tempo a disposizione aumenta la qualità della ricerca curatoriale, che a sua volta interessa il pubblico.

Individua le tue necessità Considera le variabili indipendenti e dipendenti. Questa è la relazione che hanno tra loro?

163 Offline: Lo spazio, organizzo un evento per la raccolta fondi. Online: Facebook, pubblicando la mia iniziativa con un post + creando un evento in cui raccogliere i possibili donatori.

Esempio: Non ho fondi, che tipo di finanziamento mi serve? Scelgo il Fundraising. Che tipo di pubblico parteciperebbe? Con quali canali posso fare Fundraising? (vedi sezione Risorse)

Qual’è il tuo punto debole? Considera come gli elementi sono legati l’un l’altro. Focalizza i tuoi obiettivi, questo passaggio è fondamentale per la tua strategia.

Ottenere maggiori fondi

Aumentare il pubblico

Ottimizzare tempo

Cosa va cambiato? Focalizza i tuoi obiettivi principali.

Per avere chiarimenti sulle variabili dipendenti e indipendenti consulta la pagina precedente o, se hai scaricato questo file singolarmente, effettua il download della sezione Risorse su: https:// nib.neocities.org/framework.html


Figura 5

Es.Spazio fisico, volantini

Esempio: artisti, curatori, etc.

I tuoi stakeholders E cioè le figure che interagiscono con lo spazio.

Es. Facebook, Sito Web

Es. Il Sito web colleziona gli eventi e l’archivio

Es. il Sito web ha come target i finanziatori

Target

Funzione

Online

Offline

Debrief dei canali Analizza ciascun canale seguendo le linee guida.

I tuoi canali Indica i canali che utilizzi in Online ed Offline.

Strategia1: Analizza la tua comunicazione

164

Es. Il Sito web ha un tono di voce formale

Tono di voce

Es. Nel Sito web la sezione Eventi non è molto seguita

Criticità


165

Figura 6

Es. Il Sito web è solo un anchivio

Obiettivo Es. i finanziatori e gli addetti ai lavori

Target Es. Il Sito web maniente un tono di voce formale

Tono di voce

Es. La sezione Archivio è aggiornata ad ogni Exhibition

Aggiornamento

Strategia 2: Progetta i tuoi canali Cosa va migliorato nei tuoi canali? Questp è il primo step per rinnovare la tua comunicazione


Figura 7

Martedì

Mercoledì

Fb: Share Archivio obt: Storytelling

Spazio fisico:Evento Obt: Pubblico, Fondi

Post Fb: evento Obt: Pubblico, Fondi

Evento su Facebook Obiettivo: Pubblico

Giovedì Instagram: Evento Obt: Pubblico

Venerdì

Post IG: racconto evento Obt: Pubblico

Sabato

Sito: Archivio obt: storytelling

Domenica

Canvas per il tuo Piano editoriale Adesso puoi sviluppare secondo i tuoi obiettivi un piano editoriale più accurato. Delinea un piano editoriale, le caselle sono giorni: in questo caso si è proposta la timeline di un mese. Riempile tenendo conto delle risorse ed i tempi che hai a disposizione. Immagina la tipologia di contenuti.

Lunedì

Esempio di Piano editoriale Tempo considerato: 1 mese

Strategia 3: Piano editoriale Hai capito cosa va migliorato nei tuoi canali, quali obiettivi devono avere, adesso prova a sviluppare un piano editoriale.

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Figura 8

Martedì

Federica Pennino: Fedepenni@gmail.com

Più siamo meglio è è importante che il tuo spazio faccia parte di una dimensione più ampia, perciò diffondi più che puoi questa piccola guida per allineare chi ne ha bisogno e creare una comunità di spazi italiani che tutti insieme, nel tempo, possono raccontare il fenomeno artistico contemporaneo.

*Perchè Strutturare la tua comunicazione? In Italia i project spaces hanno in media una vita di 5 anni(per poi chiudere o modificarsi in una nuova formula). Non sappiamo quali sono i tuoi piani per lo spazio, ma ci teniamo che quello che hai creato sia fruibile per più tempo.

Lunedì

Mercoledì Post Instagram: annuncio Evento

Venerdì

• è disponibile a fare un’intervista? Decidi il tuo format (vuoi girare un video? vuoi farla testuale?) e crea una scaletta di domande che potranno servire come format per tutti gli artisti disposti a svolgere un’intervista.

Sito: Archivio

Domenica

In generale considera i tuoi canali Online come un archivio, in cui raccontare cosa hai visto, cosa hai fatto e con quali artisti hai collaborato. è importante per il tuo futuro*.

Post IG: racconto evento

Sabato

Anticipa alcuni elementi dell’evento senza svelare le opere In questo potrai farti aiutare dall’artista con la tipologia di contenuto.

Racconta l’artista • è un artista timido? Limita il suo intervento personale, ad esempio chiedigli immagini che lo hanno aiutato nel suo processo creativo e pubblicale nel tuo piano editoriale come contenuti.

Post Fb: racconta l’evento

Spazio fisico: Evento

Post Fb: anticipazioni evento

Creazione evento su Facebook

Giovedì

Riprendiamo l’esempio di Piano editoriale Rispetto a un evento importante come si può sviluppare il tuo piano editoriale? Per avere chiarimenti su questo esempio di piano editoriale consulta Crea HYPE sugli le pagine precedenti o, se hai openings scaricato questo file singolarmente, Già 2 settimane effettua il download della sezione prima sui Strategia su: https://nib.neocities. canali annuncia org/framework.html l’evento.

I contenuti Qualunque siano i tuoi obiettivi dovrai raccontare cosa fai in maniera comprensibile al tuo target, ecco alcuni consigli:

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Capitolo 5. Conclusioni e ulteriori sviluppi

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5.1 Conclusioni

I project space hanno delle criticità che una comunicazione strutturata può aiutare a migliorare. Questi spazi hanno una resistenza culturale nei confronti della comunicazione digitale e i loro canali non sono connessi tra loro. Questa ricerca, l’analisi di un caso studio e infine la stesura di un Framework ha aiutato a trovare una metodologia per mettere a sistema la comunicazione di questi spazi e garantire loro la giusta visibilità, mirata al raggiungimento dei loro obiettivi. In nessun punto della ricerca si è cercato di intervenire sullo specifico studio dei contenuti, perchè ogni spazio ha già molto da dire. Il fine è stato proprio quello di aiutarli a capire come raggiungere il maggior numero di persone possibili, in grado di ascoltare il loro messaggio. Il Framework è stato sviluppato dopo l’analisi del caso studio cercando di generalizzare le linee guida seguite per l’analisi di quest’ultimo e delineare un metodo comprensibile ed accessibile agli addetti ai lavori. Per fare ciò si è cercato di sviluppare il percorso per obiettivo: capire necessità, capire i canali, verificare risorse disponibili e creare contenuti. Questi sono spazi in evoluzione che generalmente hanno un ciclo di vita breve, per questo motivo è importante rendere il processo di sviluppo e comunicazione il più semplice possibile. la comunicazione serve ad avere una documentazione fissa e strutturata che possa durare nel tempo, anche quando l’attività dello spazio è conclusa. Dopo questa ricerca risulta più chiaro che mai quanto la presenza di questi spazi sia poco valorizzata ma fondamentale per permettere agli artisti del domani di sviluppare il loro pensiero critico, la loro crescita personale e professionale. Nessun altro paese al mondo ha goduto dei benefici dell’arte come l’italia, ed è importante aiutare quegli spazi che rendono possibile la ricerca artistica contemporanea, considerando che lo fanno senza avere bisogno di enormi investimenti, con una visione giovane, fresca e innovativa, cercando di costruire una rete europea di artisti e curatori in costante sviluppo.

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5.2 Per il ministero, gli spazi, gli investitori e il pubblico Il percorso di un artista nasce nei luoghi di sperimentazione e produzione. L’esistenza di questi luoghi dipende dai suoi fondatori, giovani curatori che cercano di ampliare i propri contatti e comunicare la propria visione. L’artista è poi lasciato a sè, una volta che ha finito la sua esperienza in questi contesti. Contemporaneamente i curatori fanno una scrematura del mondo dell’arte contemporanea. Per tutelare e aiutare questi spazi il MiBAC ha fondato l’Italian Council che non ha comunicato un piano d’azione. é proprio l’Italian Council che potrebbe fare da ponte tra i luoghi di

TILE SPACE = CASO STUDIO

sperimentazione e i Musei/istituzione (AMACI115). Difatti gli spazi di sperimentazione sono dei laboratori di ricerca e sviluppo per l’arte contemporanea. Allo stesso tempo, per sostenersi, hanno bisogno di fondi. L’italian council con un suo portale Online potrebbe aiutare, tramite una sezione di “trova fondi”, sia per il portfolio nazionale che per fondi di sviluppo e di investimento.

Figura 1, 2 e 3 schema esplicativo del nuovo sistema proposto per l’Italian Council

è stato analizzato questo caso studio per individuare BISOGNI e SOLUZIONI di una singola realtà. Ma lo spazio è da inserirsi in un contesto più ampio formato dai

LUOGHI DI SPERIMENTAZIONE E PRODUZIONE DI ARTE CONTEMPORANEA IN ITALIA RESIDENZE

SPAZI NON PROFIT

GIOVANI GALLERIE

è importante che questi spazi siano inseriti all’interno di un sistema identificativo che il ministero può fornire tramite l’italian council Questi luoghi di sperimentazione svolgono un grande lavoro di RICERCA e SVILUPPO. Per i musei questi luoghi costituiscono delle grandi opportunità, svolgendo il ruolo di INCUBATORI per L’ARTE CONTEMPORANEA. Per sopravvivere questi luoghi hanno bisogno di un supporto economico. L’italian Council può essere un riferimento come fornitore di informazioni sui bandi disponibili sia a livello nazionale che europeo.

Figura 1

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CHE COS’è L’ITALIAN COUNCIL? MiBAC ARTE CONTEMPORANEA ITALIAN COUNCIL

L’italian Council al momento è un bando nazionale dedicato a spazi non profit e realtà simili, per sviluppare opere d’arte per lo stato italiano.

COSA PUò FARE L’ITALIAN COUNCIL? ITALIAN COUNCIL LUOGHI DI FORMAZIONE LUOGHI DI SPERIMENTAZIONE E PRODUZIONE ISTITUZIONI LUOGHI DI FORMAZIONE Rendere per gli artisti più semplice la ricerca di spazi fornendo una mappatura dei luoghi di sperimentazione di arte contempornea in italia.

LUOGHI DI SPERIMENTAZIONE E PRODUZIONE Mappare la tipologia di ricerca che svolgono questi luoghi, per permettere a musei e istituzioni di trovare la realtà adeguata.

ISTITUZIONI 171

Figura 2

Aiutare le realtà fornendo e trovando a trovare fondi.


COME FARE UNA MAPPA DI SPAZI? anni

è la durata media degli spazi di sperimentazione d’arte contemporanea in Italia.

Programmare una mappatura con cadenza quinquennale

Che comprenda l’analisi dei canali Offline e Online.

Problematiche: gli spazi sono in costante mutamento. Durano in media 5 anni. La mappa deve essere interattiva e lo spazio deve fornire informazioni specifiche sulla sua identità e “mission”.

COME GESTIRE LA SEZIONE FONDI DELL’ITALIAN COUNCIL? SEZIONE FONDI FONDI DI SVILUPPO

Fondi da dedicare a realtà già esistenti.

FONDI STRATEGICI

Per incrementare: • interesse del pubblico • l’uso di nuove tecnologie • aumento del range di persone coinvolte.

PORTFOLIO NAZIONALE

Attualmente estistente COME FARE DA TRAMITE? Ciascuna regione ha un numero di istituzioni e luoghi di produzione, bisogna avere in mente di mappare il territorio italiano con l’ottica del bisogno di istituzioni. Tenendo quindi conto del campo di ricerca di ciascuna realtà. Figura 3

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5.3 Letture di approfondimento Bianco-Valente “Il libro delle parole” postmedia books 2015 Keri Smith “Come diventare un esploratore del mondo” Corraini edizioni 2015 Steve mcqueen alla tate 2019 Raccolta di fotografie, mirate a raccontare il messaggio di base “il futuro di londra”. “Esplorato attraverso il veicolo della tradizionale fotografia della classe scolastica, steve mcqueen, insieme a tate, artangel e a new direction, inviterà ogni anno 3 a scuola elementare a londra per essere fotografato. Le foto di classe saranno riunite in un’unica installazione su larga scala, catturando decine di migliaia di scolari di 3 anni in un anno miliare nel loro sviluppo. - C’è l’urgenza di riflettere su chi siamo e sul nostro futuro [...] Per avere una riflessione visiva sulle persone che fanno funzionare questa città. Penso che sia importante e in qualche modo urgente. - Steve mcqueen” The whale hunt Progetto fotografico e sperimentazione sulla rappresentazione. In questo progetto si trovano diversi livelli di sovrapposizione: battito cardiaco, per filtraggio di simboli persone e luoghi. Spunto: individuare le caratteristiche principali di artisti e gallerie, fare opere d’arte tramite il filtraggio di diversi elementi. Http://thewhalehunt.Org/whalehunt.Html Shea hembrey Inventare delle storie e raccontarle: “Good art would have the three h: head-heart-hand” (shea hembrey -ted talk sulla sua personale biennale) https:// www.Ted.Com/talks/shea_hembrey_how_i_became_100_artists Alchemica, uso della realtà aumentata “L’arte che genera nuova arte, l’arte “aumentata”. Grazie al potere di un’applicazione e di un device, che sia uno smartphone o un tablet, una serie di illustrazioni cartacee apparentemente “piatte” prendono vita con emozionanti animazioni che sviluppano la storia e danno un seguito all’immagine che abbiamo davanti, proiettandoci dentro un mondo incantato, a dimostrazione che c’è un dopo e un di più in quel quadro. Benvenuti nell’arte 4.0 Di “alchemica gallery”, una applicazione basata sulla realtà aumentata realizzata da alkanoids, affermato studio di motion design nato nel 2012 a milano dall’incontro delle esperienze di raffaella roccella, yuh kuo tai, manolo turri, e che ha nel proprio dna la contaminazione e la condivisione di idee e saperi.” Chiara distinzione tra spazio fisico e digitale, una illustrazione che ripresa dal telefono diventa animata (con la AR). Es Devlin (Personalità) + progetto google arts & culture Https://www.Youtube.Com/watch?V=wwinvf61faa https://www.Youtube.Com/watch?V=e-nuhiqmgui Andy warhol Raccontare la banalità Https://www.Youtube.Com/watch?V=ejr9kbqzqpm Duane keiser Un sito in cui vendere i suoi quadri quotidiani. Http://www.Duanekeiser.Com/ Http://usatoday30.Usatoday.Com/tech/webguide/internetlife/2006-08-22-blogger-artists_x.Htm Nick jainschigg Dipingere un quadro al giorno, creare la propria galleria online. Https://www.Nytimes.Com/2006/08/31/fashion/31online.Html?_R=2&oref=slogin&pagewanted=print& 174


Justin Clayton piattaforma per vender ei suoi quadri Http://www.Justinclaytonart.Com Amaci “L’associazione dei musei d’arte contemporanea italiani, associazione non profit che oggi riunisce 24 tra i più importanti musei d’arte contemporanea italiani, nasce nel 2003 con lo scopo di fondare una vera cultura istituzionale dell’arte moderna e contemporanea nel nostro paese. Amaci, fin dalla sua costituzione, ha orientato la propria attività verso tre obiettivi fondamentali: conoscersi, conoscere gli altri, farsi conoscere.” Dal sito https://www.Amaci.Org/ Mibact - italian council “The directorate-general for contemporary art and architecture and urban peripheries (dgaap) is a division of the mibac dedicated to contemporary issues.” Dal sito: http://www.Aap.Beniculturali.It/eng/index.Html Ulteriore sitografia Https://www.Upriseart.Com/ Https://www.Vanityfair.It/lifestyle/hi-tech/2018/01/19/come-attivare-selfie-google-arts-and-culture Https://www.Highsnobiety.Com/p/celebrity-art-doppelgangers/ Https://prisma-ai.Com/ Http://www.Nytimes.Com/2010/10/24/arts/design/24muniz.Html Https://www.Ted.Com/talks/jr_s_ted_prize_wish_use_art_to_turn_the_world_inside_out?Language=it Https://www.Insidemarketing.It/social-media-per-arte-uso-e-best-practice/ Super chief gallery ny https://www.Superchiefgallery.Com/pages/about Https://gagosian.Com Https://www.Saatchiart.Com Https://paddle8.Com/ Https://www.Artspace.Com/ Https://www.Amazon.Com/art Mousse magazine http://moussemagazine.It/ Kaleidoscope http://kaleidoscope.Media/ Social sull’arte oggi: Https://www.Facebook.Com/berlinartparasites/ Https://www.Facebook.Com/votreart/ Https://www.Facebook.Com/groups/177092305680549/ Https://www.Artsy.Net/

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Bibliografia e Sitografia 1 MiBAC, Ministero per i beni e le attività culturali “Italian Council” Ultima modifica Anno 2017 “http://www.aap.beniculturali.it/italiancouncil-2017.html” Data visita: Ottobre 2018 1.1 [testo interno alla nota a piè di pagina, Capitolo 1, pp 10] Forum dell’arte contemporanea. “Chi siamo” Ultima modifica 2018 “http://www.forumartecontemporanea.it/chi-siamo” Data visita: Marzo 2019. 2 Aldo Spranzi, “Economia dell’arte” Unicopli, Milano 2003, 11, 29 3 Victor A. Ginsburgh, David Throsby “Handbook of the Economics of Art and Culture” North Holland ,13th Settembre 2006,19 4 E. Bertacchini, F. Morando “The Future of Museums in the Digital Age: New Models of Access and Use of Digital Collections” Dipartimento di Economia “S. Cognetti de Martiis” International Centre for Research on the Economics of Culture, Institutions, and Creativity (EBLA), Torino 2011, 17 5 Donald Thompson “Bolle, baraonde e attività - Storia e segreti del mercato dell’arte contemporanea” Mondadori 2018 , 5, 10, 163, 173, 174, 179, 182, 183, 187, 188, 189 6 Joshua Bell, Washington Post 2009 “Un violinista nella metropolitana” 2009 “https://www.youtube.com/watch?v=RPAs08Z7D8A” Data visita: Settembre 2018. 7 Giampaolo Colletti, sezione “tecnologia”, Il Sole 24 Ore “Arriva l’exit di Musement: acquisizione milionaria del colosso TUI Group” 14 Settembre 2018 “https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-09-14/arriva-l-exit-musement-acquisizione-milionaria-colossotui-group-125515.shtml?uuid=AEKSMPsF” Data visita: Marzo 2019. 8 Society6 “About” 2017 “https://society6.com/about” Data visita: Marzo 2019. 9 Kooness “About” 2017 “https://www.kooness.com/pages/about” Data visita: Ottobre 2018. 10 Silvia Anna Barrilà, Il Sole 24 Ore “Sotheby’s acquista Mei Moses” 30 Ottobre 2016: “https://www.ilsole24ore.com/art/ arteconomy/2016-10-30/sotheby-s-acquista-mei-moses-130729.shtml?uuid=AbEfmsGO&refresh_ce=1” Data visita: Dicembre 2018. 11 Brian Boucher, Artnet news “See What Experts Have to Say About Sotheby’s Acquisition of the Mei Moses Art Indices” 28 Ottobre 2016 “https://news.artnet.com/market/sothebys-acquisition-mei-moses-art-indices-725648” Data visita: Gennaio 2019. 12 William J. Baumol “Unnatural Value: Or Art Investment as Floating Crap Game” The American Economic Review Vol. 76, No. 2, Papers and Proceedings of the Ninety-Eighth Annual Meeting of the American Economic Association (May, 1986), 11 13 Janet Maslin, The New York Times “Dance, Gallerina, Dance: A Gimlet-Eyed Look Through an Art World Keyhole”, 28 Maggio 2007 “https://www.nytimes.com/2007/05/28/books/28masl.html” Data visita: Marzo 2019 14 ArtRank “Frequently asked Questions” n.d. “https://artrank.com/pages/faq” Data visita: Marzo 2019 15 Nick Bilton The New York Times “For Founders to Decorators, Facebook Riches” 1 Gennaio 2012 “https://www.nytimes. com/2012/02/02/technology/for-founders-to-decorators-facebook-riches.html”. Data visita: Febbraio 2019 16 Kelly Crow, Wall Street Journal “Leonardo da Vinci Painting ‘Salvator Mundi’ Sells for $450.3 Million” 16 Novembre 2017 “http:// www.artnews.com/2017/11/15/leonardo-da-vincis-salvator-mundi-sells-450-3-m-christies-new-york/” Data visita: Febbraio 2019 17 Carmelo Leo, TPI News “Salvator mundi di Leonardo da Vinci, adesso è un mistero. Il Louvre di Parigi ammette: “È disperso”” 1 Aprile 2019 https://www.tpi.it/2019/04/01/salvator-mundi-leonardo-disperso/?fbclid=IwAR3AKAog_ yMq3GKUQ6FnuZj0w9rEAPoVtDt4UhPflWcdHnqy4jzVuH2vM_g” Data visita: Aprile 2019 18 Arts Economics “About” 2018 “http://www.artseconomics.com/#about” Data visita: Marzo 2019 19 Clare McAndrew, “The Art Market 2018” An Art Basel & UBS Report, 56, 57, 58, 59 20 Magda Danysz, Artprice “The Contemporary Art Market report 2018” 2018 “https://www.artprice.com/artprice-reports/thecontemporary-art-market-report-2018” Data visita: Gennaio 2019. 21 Andrea Balzola, Anna Maria Monteverdi, “Le arti multimediali digitali. Storia, tecniche, linguaggi, etiche ed estetiche del nuovo millennio” Garzanti Libri, 2007, 10, 11, 17, 60, 63, 108 22 Jonathan Harris, “Getting stuck, Chapter 1: Paint (1995-2003)” 2014 “https://transom.org/2014/jonathan-harris/” Data visita: Settembre 2018 23 Daniel Meadows “the digital stories here are ‘scrapbook tv’... Short movies made with feeling, using photographs and voiceover.” 2008 ”https://www.photobus.co.uk/digital-storytelling” Data visita: Dicembre 2018

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24 Gallerie Victoria Miro - “scheda tecnica Sarah Sze” n.d. “https://www.victoria-miro.com/it/artists/33-sarah-sze/” Data visita: Settembre 2018 25 Jonathan Harris, “Powers of Ten” 2017 “http://number27.org/words” Data visita: Marzo 2019 26 Artesplorando “Der Blaue Reiter, il Cavaliere Azzurro” 19 Febbraio 2016 “https://www.artesplorando.it/2016/02/der-blaue-reiter-il-cavaliere-azzurro.html” Data visita: Aprile 2019 27 Filippo Tommaso Marinetti, Manifesto del futurismo Figaro, Parigi, 20 febbraio 1909 28 Kat. Nam June Paik “Videa ‘n Videology” 1959-1973, Emerson Museum of Art, Syracuse, New York, 1974, 55 29 Andrea Balzola, Anna Maria Monteverdi Le arti Multimediali digitali Garzanti Libri, 2004, 10,11,17,60,63,108 30 Randall Packer and Ken Jordan “From Wagner to Virtual Reality” New York: Norton, ISBN-10: 0393323757 2001 31 Dina Kelberman “About” n.d. “dinakelberman.tumblr.com” Data visita: Marzo 2019 32 Jonathan Harris “IDFA Master Talk” 2017 “https://vimeo.com/248283245” Data visita: Ottobre 2018 33 Walter Murch “In the blink of an eye”, Calif Silman-James Press Los Angeles (1943), 63 34 Pierre Lévy “il virtuale” Raffaello Cortina Editore, 1997, ISBN 9788870784466, 5 35 Santa Nastro Artribune “Comunicare l’arte. O no? Parlano i protagonisti” 31 marzo 2016 “http://www.artribune.com/ attualita/2016/03/comunicazione-giornalismo-arte/” Data visita: Marzo 2019 36 Heather Saul, The Indipendent 30 Marzo 2015 “Menstruation-themed photo series artist ‘censored by Instagram’ says images are to demystify taboos around periods” 2015 “https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/art/menstruation-themed-photoseries-artist-censored-by-instagram-says-images-are-to-demystify-taboos-10144331.html” Data visita: Novembre 2018 37 Vanessa Thorpe, The Guardian 10 Maggio 2014 “Artworks for sale online: it’s a booming way to gatecrash the elite gallery world” n.d. “https://www.theguardian.com/artanddesign/2014/may/10/artworks-for-sale-online-gallery-market-talent” Data visita: Marzo 2019 38 Carol Vogel “Lulu meets God and Doubts Him” New York, Plume 2007, intoduction 39 Chris Grant-Peterkin The Guardian, 28 Gennaio 2014 “https://www.theguardian.com/culture-professionals-network/cultureprofessionals-blog/2014/jan/28/selling-art-online-tips-artists” Data visita: Febbraio 2019 40 Arianna Testino, Artribune “Presente e futuro delle gallerie secondo Achille Bonito Oliva” 3 Febbraio 2019 “https://www.artribune. com/professioni-e-professionisti/who-is-who/2019/02/intervista-achille-bonito-oliva-gallerie/” Data visita: Marzo 2019 41 Kelly Diamond, Mashable 13 Maggio 2016 “10 popular Instagrammers recreate iconic works of Parisian art” “https://mashable. com/2016/05/13/instagram-recreate-paris-art/#gUqfrAgGg8qq” Data visita: Ottobre 2018 42 Andrea Winter, Globestyles “Gucci Art Wall Milano settembre 2018: The Artist is Present by Maurizio Cattelan” 16 Settembre 2018 “https://www.globestyles.com/gucci-art-wall-milano-settembre-2018/” Data visita: Ottobre 2018 43 Nicolas Alpach, The Art Newspaper “How museums can double their visitor numbers—featuring DJs at the Musée Guimet in Paris” 26th Marzo 2018 “https://www.theartnewspaper.com/feature/how-to-double-your-visitor-numbers-a-case-study Data visita: Febbraio 2019 44 Acute Art “About” n.d. “https://acuteart.com/about/” Data visita: Marzo 2019 45 Google Cultural Institute “Frequently Asked Questions” n. d. “https://support.google.com/culturalinstitute/partners/ answer/6002688?hl=en” Data visita: Febbraio 2019 46 Dalla funzionalità “Art Selfie” dell’app mobile “Google arts & culture”, sezione “dettagli sull’ esperimento”. n.d. Data visita: Marzo 2019 47 il Post “A che opera d’arte assomigliate?” 4 Settembre 2018 “https://www.ilpost.it/2018/09/04/art-selfie-google-arts-culture/” Data visita: Novembre 2018 48 Google arts & culture, “Art Palette” n.d. “https://artsexperiments.withgoogle.com/artpalette” Data visita: Ottobre 2018 49 Google arts & culture, “Life Tags” n.d. “https://experiments.withgoogle.com/life-tags” Data visita: Novembre 2018 50 ArtTactic, “Nextgen artists global report” JLT 2018, 16,17 51 Ratti, Giulia, e Giulia Floris, Italian cluster. “Viaggio nella galassia dei project space che lavorano nel campo dell’arte contemporanea in Italia”. Milano, autopubblicato, Marzo 2019, 8 52 Italian Cluster “Chi siamo” Ultima modifica Anno 2019 “https://italiancluster.wixsite.com/italiancluster/i-project-space” Data visita: 177

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53 Unione Europea “european agenda for culture, work plan for culture” 2011-2014 “http://ec.europa.eu/assets/eac/culture/policy/ cultural-creative-industries/documents/artists-residencies_en.pdf” Data visita: Febbraio 2019 54 Jonathan Dalton, “what is insight? The five principles of effective, insight definition” Ultimo aggiornamento Mar 28, 2016 “https:// thrivethinking.com/2016/03/28/what-is-insight-definition/” Data visita: Febbraio 2019

55 Bikini art Residency “Home” Ultima modifica 2018 “http://www.bikiniartresidency.com/” Data visita: Dicembre 2018 56 Via Farini “Via Farini in residence” “http://www.viafarini.org/italiano/vir.html” Data visita: Gennaio 2019 57 Careof, “About” n.d. “https://www.careof.org/about/about” Data visita: Aprile 2019 58 F_Air “AIR” Ultima modifica anno 2017 “Http://fair.Palazziflorence.Com/our-artists-in-residence/” Data visita: Febbraio 2019 59 GAP, Guilmi Art Project “About” n.d. “https://guilmiartproject.com/about/” Data visita: Aprile 2019 60 Arcipelago italia, Padiglione italiano alla biennale architettura “About” 2018 “http://www.arcipelagoitalia.it” Data visita: Gennaio 2019 61 Associazione Vincenzo de Luca “A Cielo Aperto” 2018 “http://www.associazionevincenzodeluca.com/A_Cielo_Aperto.html” Data visita: Gennaio 2019 62 Comune di Venezia “Fondazione Bevilacqua la masa” 2018 “https://www.comune.venezia.it/it/content/storia-0” Data visita: Febbraio 2019 63 Arianna Testino “Polemica a Venezia. La Fondazione Bevilacqua La Masa dismetterà i suoi spazi? Parola al presidente” Artribune 26 marzo 2017 “https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2017/03/polemica-a-venezia-la-fondazionebevilacqua-la-masa-parola-al-presidente/” Data visita: Febbraio 2019 64 Wikipedia “Cittadellarte” n.d. “https://it.wikipedia.org/wiki/Cittadellarte” Data visita: Marzo 2019

65 Pimoff Associazione “Citofonare Pimoff” Ultima modifica 2017 “http://www.pimoff.it/ ” Data visita: Marzo 2019

66 CRIPTA 747 “About” n.d. “https://www.cripta747.it/” Data visita: Aprile 2019

67 Standards “About” Ultima modifica 2018 “http://www.standardstudio.it/it/about” Data visita: Marzo 2019 68 Brussels Museums “Wiels - Center for Contemporary Art” Ultima modifica 2019-02-04 “BrusselsMuseums.be” Data visita: Gennaio 2019 69 ArtRabbit “Gallery Wiels” Ultima modifica 2017-02-17 “https://www.artrabbit.com/organisations/wiels”. Data visita: Gennaio 2019 70 Unione Europea “european agenda for culture, work plan for culture” 2011-2014 “http://ec.europa.eu/assets/eac/culture/policy/ cultural-creative-industries/documents/artists-residencies_en.pdf” Data visita: Gennaio 2019 71 Maria Rosa Sossai intervista a Alessandra Pioselli “La terra è bassa. Dieci spazi non profit in mostra a Sesto San Giovanni” Artribune, 21 Febbraio 2019 “https://www.artribune.com/arti-visive/arte-contemporanea/2019/02/mostra-spazi-non-profit-farmaciawurmkos-sesto-san-giovanni/” Data visita: Aprile 2019 72 TILE project space “About” Ultima modifica 2018 “http://www.tileprojectspace.com/about” Data visita: Aprile 2019 73 Edicola Radetzky “About” Ultima modifica 2017 “http://www.edicolaradetzky.it/info.html” Data visita: Febbraio 2019 74 Spazio Mega “About” Ultima modifica 2018 “http://www.megamegamega.it/” Data visita: Marzo 2019 75 Dimora artica “About” Ultima modifica 2017 “http://www.dimoraartica.com/info.html” Data visita: Marzo 2019 76 Redazione Artribune “Osservatorio non profit. Il Colorificio” 21 Dicembre 2018 “https://www.artribune.com/professioni-eprofessionisti/who-is-who/2018/12/il-colorificio-curatori-milano/” Data visita: Marzo 2019 77 Almanac-Inn “About” Ultima modifica 2018 “http://almanacprojects.com” Data visita: Dicembre 2018 78 Kaninchen-Haus “Mission” Ultima modifica 2018 “http://www.kaninchenhaus.org/mission/” Data visita: Dicembre 2018 79 Kaninchen-Haus “Viadellafucina” Ultima modifica 2018 “https://viadellafucina16.kaninchenhaus.org/” Data visita: Dicembre 2018 80 The independent “Places” n.d. “http://www.theindependentproject.it/it/places/” Data visita: Marzo 2019 81 Castello di Rivoli, Supercondominio 2017 “https://www.castellodirivoli.org/evento/supercondominio-lassemblea-dei-nuovi-spaziitaliani-darte-contemporanea/” Data visita: Gennaio 2019 82 Merlin James Art in America “Artist-run Glasgow” Apr 30, 2013 “www.artinamericamagazine.com/news-features/news/artist-runglasgow/” Data visita: Marzo 2019 83 Benjamin Sutton, artsy “The Pleasures and Pitfalls of Starting and Sustaining an Artist-Run Gallery” 28 Agosto 2018 “https:// www.artsy.net/article/artsy-editorial-pleasures-pitfalls-starting-sustaining-artist-run-gallery” Data visita: Marzo 2019 84 Artist-Run Alliance “The Vision” n.d. “artistrunalliance.org/about-the-vision/” Data visita: Marzo 2019

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85 Gelateria sogni di ghiaccio “About” Ultima modifica 2018 “http://gelateriasognidighiaccio.com/” Data visita: Marzo 2019 86 UNA VETRINA “Premessa” Ultima modifica 2018 “http://www.unavetrina.it/premessa/” Data visita: Febbraio 2019 87 Artkademy “About” Ultima modifica 2018 “https://www.artkademy.org” Data visita: Gennaio 2019 88 FLIP Project space “About” Ultima modifica 2018 “http://flipprojectspace.blogspot.com/p/about.html” Data visita: Febbraio 2019 89 Redazione, Artribune “Scheda Flip projects pace” n.d. “https://www.artribune.com/museo-galleria-arte/flip-project-space/]” Data visita: Febbraio 2019 90 Pelagica “About” Ultima modifica 2018 “http://www.pelagica.org/pelagica/” Data visita: Febbraio 2019 91 Ginevra Bria, Artribune “I primi sei mesi di Fanta Spazio” 1 maggio 2016 “https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/ who-is-who/2016/05/intervista-fanta-spazio-milano-mostra-wynne-greenwood/” Data visita: Marzo 2019 92 Il Crepaccio “About” Ultima modifica 2019 “https://ilcrepaccio.org” Data visita: Marzo 2019 93 Valentina Piuma, Artuu “GALLERIES TO KNOW | La galleria Monitor, Roma/Lisbona” 2018 “https://www.artuu.it/2018/03/16/ galleries-to-know-la-galleria-monitor-roma-lisbona/gallerie-d-arte/” 94 Cristina Masturzo, Artribune inchiesta “Il futuro delle gallerie d’arte” 11 febbraio 2019 “https://www.artribune.com/professioni-eprofessionisti/mercato/2019/02/futuro-gallerie-arte/” Data visita: Marzo 2019 95 Torino Art Galleries “Raffaella De Chirico” n.d. “http://www.torinoartgalleries.it/gallery/raffaella-de-chirico/” Data visita: Marzo 2019 96 Condo Complex “About” ultima modifica 2019 “http://condocomplex.org/” Data visita: Gennaio 2019 97 Art Basel “About” Ultima modifica 2019 “https://www.artbasel.com/” Data visita: Febbraio 2019 98 Egalidee, 13 Luglio 2018 “https://egalidee.com/2018/07/13/international-art-fair-calendar-2019/” Data visita: Marzo 2019 99 Zoé Dreadon, i-D Magazine 29 Novembre 2017, 4:37pm “https://i-d.vice.com/en_uk/article/d3xg3j/we-got-radiohead-to-pick-hertop-five-collages” Data visita: Febbraio 2019 100 Informazioni individuate tramite materiale mandato dagli artisti Pierre-Erick Lefebvre (Francia, 1981) e Noé Oréglia (alias Zombectro, France, 1984), Settembre 2018 101 Giardino dei visionari “About” n.d. “https://www.giardinodeivisionari.club/” Data visita: Gennaio 2019 102 Pietro Puccio “Biografia” n.d. “http://www.pietropuccio.it/bio.php” Data visita: Gennaio 2019 103 Austin Kleon “Semina come un artista. 10 idee per condividere la tua creatività e far conoscere il tuo lavoro” Vallardi A. - 2014 104 Corteccia “Releases” 2016 “https://corteccia.bandcamp.com/releases” Data visita: Novembre 2018 105 Cesare Alemann “Un museo da tre milioni di download” 22 Ottobre 2018 “https://www.lemacchinevolanti.it/approfondimenti/unmuseo-da-tre-milioni-di-download” Data visita: Novembre 2018 106 MiBACT “ITALIAN COUNCIL” Ultima modifica 2017 “http://www.aap.beniculturali.it/italian-council-2017.html” Data visita: Dicembre 2018 107 Arts Council “About” n.d. “https://www.artscouncil.org.uk/about-us-0” Data visita: Febbraio 2019 108 Arts Council “learn more” n.d. “https://www.artscouncil.org.uk/about-us/how-and-where-we-invest-public-money” Data visita: Febbraio 2019 109 Arts Council “funding finder” n.d. “https://www.artscouncil.org.uk/funding/funding-finder” Data visita: Febbraio 2019 110 Fondazione Furla “Furla series” n.d. “http://www.fondazionefurla.org/furla-series/?lang=it” Data visita: Gennaio 2019 111 Fiorucci art trust “Volcano extravaganza” n.d. “https://fiorucciartrust.com/works/volcano-extravaganza-2018-totalanastrophes-9/” Data visita: Marzo 2019 112 Qui finanza “Sei un artista? Lo Stato dà in concessione immobili a 150 euro al mese” 2 marzo 2019 “https://quifinanza.it/ lifestyle/stato-concede-immobili-artisti/259687/” Data visita: Marzo 2019 113 TILE project space “About” n.d. “https://www.facebook.com/pg/tileprojectspace/about/?ref=page_internal” Data visita: Aprile 2019 114 The marketing freaks “customer journey: definizione, touchpoint online e mappa” n.d. “http://www.themarketingfreaks. com/2016/01/customer-journey-definizione-touchpoint-online-e-mappa/” Data visita: Gennaio 2019 115 AMACI, associazione musei d’arte contemporanea italiana “about” “https://www.amaci.org/” Data visita: Marzo 2019 179


180


Indice delle figure Capitolo 1 Figura 1. Gli stakeholder nel mondo dell’arte contemporanea

11

Figura 2. I luoghi di sperimentazione e produzione: soggetto scelto per la ricerca progettuale.

11

Figura 3. Il percorso dell’artista nel dettaglio.

12

Figura 4. Il percorso di un giovane artista nella scelta dello spazio in cui iniziare il suo percorso.

13

Figura 5. Screenshot dal video girato per il progetto del Washington Post nel 2009

14

Figura 6. Screenshot dal sito di Musement (Marzo 2019).

16

Figura 7. Screenshot dal sito di Society6 (Marzo 2019).

16

Figura 8. Screenshot dal sito di Kooness (Marzo 2019).

17

https://www.youtube.com/watch?v=RPAs08Z7D8A https://www.musement.com/it/ https://society6.com/

https://www.kooness.com/

Figura 9. Foto di David Choe. 20 https://www.cnbc.com/2017/09/07/how-facebook-graffiti-artist-david-choe-earned-200-million.html

Figura 10. Screenshot del quadro venduto a Leonardo di Caprio su IG tramite PULSE art fair. quadro: Jean-Pierre Roy Nachlass (2015) Photo: The Creators Project

21

https://news.artnet.com/art-world/dicaprio-buys-art-on-instagram-275078

Figura 11. Il Salvador Mundi 21 quadro: Leonardo da Vinci or Boltraffio (attrib) Salvator Mundi circa 1500 https://it.wikipedia.org/wiki/Salvator_mundi_(Leonardo)

Figura 12. La lentezza con la quale i dealers rientrano dell’investimento iniziale di acquisto.

22

Figura 13. Media della distribuzione dei prezzi per tutti i dealers

23

informazioni tratte da: Clare McAndrew, “The Art Market 2018” UBS e ArtBasel 2018

informazioni tratte da: Clare McAndrew, “The Art Market 2018” UBS e ArtBasel 2018

Figura 14. Screenshot del sito Saatchi art 24 https://www.saatchiart.com/all?price=0-500

Figura 15. Grafico che mostra come una rete ben costruita di mercato può avere a che fare con un grande volume di opere Informazioni tratte da: Clare McAndrew, “The Art Market 2018” UBS e ArtBasel 2018

24

Figura 16. Wassily Kandinsky, copertina di “Der Blaue Reiter almanac”, 1912

26

Figura 17. Giacomo balla, “Dinamismo di un cane al guinzaglio”, 1912

26

https://en.wikipedia.org/wiki/Der_Blaue_Reiter#/media/File:BlaueReiter.jpg https://www.analisidellopera.it/balla-dinamismo-di-un-cane-al-guinzaglio/

181


Figura 18. Umberto Boccioni “La città che sale”, bozzetto, 1910 https://it.wikipedia.org/wiki/La_citt%C3%A0_che_sale

26

Figura 19. Esempi di Calligramma di Apollinaire 27 https://blog.graphe.it/2017/01/31/calligramma-carme-figurato

Figura 20. prodotto di un cinematografo 27 http://www.vogliadifrancia.it/2014/01/22/la-ciotat-nel-cinema-piu-vecchio-del-mondo/

Figura 21 Paik, Nam June; Abe, Shuya «Paik/Abe Synthesizer» http://www.medienkunstnetz.de/works/paik-abe-synthesizer/

27

Figura 22 Three Transitions - Peter Campus 27 https://www.youtube.com/watch?v=Ar99AfOJ2o8

Figura 23 Nam June Paik - global groove https://www.youtube.com/watch?v=7UXwhIQsYXY

27

Figura 24 Stelarc, circa 1980 27 https://www.pinterest.it/pin/295408056782658359/?lp=true

Figura 25 Screenshot del sito: dinakelberman.tumblr.com

29

Figura 26 Esempio di fab lab (format sviluppato dall’MIT)

30

dinakelberman.tumblr.com

https://www.labsus.org/2016/08/fablab-a-roma-quando-allincontro-tra-bit-e-atomi-si-affianca-quello-tra-regione-e-ater/

Figura 27 Laboratorio FABRICA 30 http://www.iglooo.it/fabrica-casa-talento-benetton/

Figura 28 screenshot del sito School for Poetic Computation.

30

Figura 29. campagna Balenciaga del fotografo Valentin Herfray.

31

http://sfpc.io/

https://www.instagram.com/p/BfTHc48FGHG/

Figura 30. post di Michelle Obama 32 https://www.instagram.com/p/BfGxoaUgZ1i/

Figura 31. Vanessa Beercroft per Kanye West, sfilata Yeezy 2016.

32

Figura 32 Foto pubblicata da Rupi kaur e la sua serie “period”.

32

https://d.repubblica.it/moda/2016/02/12/foto/kanye_west_ny_fashion_ week_2016_sfilata_yeezy_season_3_show_star_kardashian-2968807/15/

https://www.artwave.it/rubriche/donne-fuori-dallordinario/rupi-kaur-un-nuovo-linguaggio-per-le-femministe-di-oggi/

Figura 33. Evento musicale organizzato dalla Triennale Museo del design

34

Figura 34 Cyborg Olafur Eliasson, Marina Abramovic e Jeff Koons (foto di Acute Art)

35

Figura 35. Screenshot del sito GoogleArts &Culture

36

Figura 36 Risultati di un esempio di ricerca sul sito LIFE .

36

Figura 37. Età artisti su un campione di 82 artisti.

37

https://www.triennale.org/whats-on/

https://hyperallergic.com/385325/new-vr-arts-platform-launches-with-abramovic-eliassonkoons-and-a-whole-lot-of-hype/

https://artsandculture.google.com/

https://artsexperiments.withgoogle.com/lifetags/

182


https://docs.google.com/forms/d/192I9cHz9EDeVDdbDOwL-ayfQFppa42M-C48lXa7BT4g/edit

Figura 38. Collocazione attuale degli atisti considerati e luogo di lavoro degli 82 artisti considerati. https://docs.google.com/forms/d/192I9cHz9EDeVDdbDOwL-ayfQFppa42M-C48lXa7BT4g/edit

39

Figura 39. Tipologia degli 82 artisti raggiunti. 41 https://docs.google.com/forms/d/192I9cHz9EDeVDdbDOwL-ayfQFppa42M-C48lXa7BT4g/edit

Figura 40. quantità di artisti curati dalle 4 gallerie raggiunte. https://docs.google.com/forms/d/1BlNCDN8zSngIC-SLWm4P1DogiV_j0N4P0CxC_UGRa3M/edit#responses

42

Capitolo 2 Figura 1 Presentazione libro Italian Cluster, 04.03.2019 - Colibrì Milano, Via Laghetto 9/11

47

Figura 2. Schema seguito per l’individuazione degli insight.

49

Figura 3 Foto scattata in residenza, Dicembre 2018

51

Figura 4 Foto scattata in residenza, Dicembre 2018

52

Figure 5 e 6. Foto scattate in residenza, Dicembre 2018

53

Figura 7. Foto dello spazio di residenza prese dal sito “the independent”

55

Figura 8. Foto dello spazio di residenza prese dal sito “the independent”

56

Figura 9 Foto presa dal comunicato stampa Careof e Viafarini: Posthypnotic

57

Figura 10 Would You Marry Me? Nicolas Muller.

59

Figura 11. Foto presa dal sito guilmiartproject.com

61

https://thrivethinking.com/2016/03/28/what-is-insight-definition/

https://www.thatscontemporary.com/artinresidence/places/vir-viafarini-in-residence/9278/ https://www.thatscontemporary.com/artinresidence/places/vir-viafarini-in-residence/9278/ https://www.thatscontemporary.com/artinresidence/places/vir-viafarini-in-residence/9278/ https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/careof-e-viafarini-posthypnotic/

http://www.arte.it/calendario-arte/firenze/mostra-nicolas-muller-would-you-marry-me-2268

Figure 12 Bianco-Valente, Ogni dove, 2015 62 Foto per gentile concessione degli artisti Bianco-Valente

Figura 13 Giuseppe Teofilo, Richard Parker ä a Latronico, 2009.

63

Figura 14. Composizione di materiali stampati dalla Fondazione dal 2002 al 2018

65

Figura 15 La serie di artisti che hanno partecipato al programma di residenza dalla sua apertura.

67

Figura 16 scultura raffigurante il simbolo del terzo paradiso.

67

Figura 17 il progetto TOTAL ECLIPSE di Chiara Taviani e Marion Alzieu

69

Figura 18 Fotografie de “La Mecedora” Masterclass 27.10.13 + Las Idiotas.

69

Foto per gentile concessione degli artisti Bianco-Valente Foto per gentile concessione della fondazione BLM Foto scattata in sede, Gennaio 2019 Foto scattata in sede, Gennaio 2019

183

https://www.danzaeffebi.com/chi-danza-dove/debutta-al-pimoff-di-milano-total-eclipse-di-chiara-taviani-e-marionalzieu/total-eclipse-di-chiara-taviani-e-marion-alzieu-1/


Figura 19 Lorenzo Scotto di Luzio, Noi, 2016

70

Figura 20 Landscapes series, 2016 - Jonatah Manno, Thousand thousand slimy things, 2015

71

Figura 21 Jonatah Manno, These cities were all fantasies, 2016.

71

https://www.cripta747.it/judith-hopf-julius-koller-rasmus-nilausen-lorenzo-scotto-di-luzio-se-in-unisolace-un-gran-sasso-nero/

https://www.cripta747.it/jonatah-manno-in-una-stanza-disabitata-dinverno-decorata-da-macchie-dimuffa-e-salmastro-sul-pavimento-in-ceramica-industriale-la-testa-di-giano-bifronte/

https://www.cripta747.it/jonatah-manno-in-una-stanza-disabitata-dinverno-decorata-da-macchie-dimuffa-e-salmastro-sul-pavimento-in-ceramica-industriale-la-testa-di-giano-bifronte/

Figura 22, 23, e 24 spazio “Cavo”. Il legno è mobile e permette di migliorare l’acustica. http://www.standardstudio.it/about/cavo

72, 73

Figura 25 Dal sito tileprojectspace.com le mattonelle sono parte dello spazio fisico

79

Figura 26 Foto dello spazio in darsena, Milano

80

tileprojectspace.com edicolaradetzky.it

Figura 27 immagine dal sito edicolaradetzky.it 80 edicolaradetzky.it

Figura 28 Dossier MEGA Issue 8. 83 http://www.megamegamega.it/issue-8

Figura 29 Dossier MEGA Issue 3. 84 http://www.megamegamega.it/issue-3-1

Figura 30 La vetrina di Transmission Gallery, Glasgow.

87

Figura 31 poster evento dal sito Freefall | Lisa Dalfino e Sacha Kanah.

89

https://frieze.com/article/why-did-creative-scotland-defund-storied-glasgow-art-gallery-transmission https://www.artribune.com/mostre-evento-arte/lisa-dalfino-sacha-kanah-freefall/

Figura 32 foto dello spazio 89 gelateriasognidighiaccio.com

Figura 33 Do not waste tears on Clams | g.olmo stuppia | Dal 23 febbraio al 1 marzo 2018

89

Figura 34 23/11/2018 - 18/12/2018 HYPOCHLOROUS - MAARTEN VAN ROY

90

Figura 35 02/02/2019 - 26/02/2019 SHUTTER - ROB CHAVASSE by Giovanni Rendina

91

Figura 36 09/01/2019 - 16/01/2019 HOMEWORKS - FRANCESCO DE PREZZO

91

Figura 37 Giuseppe Garrera | Prove di trasmissione

92

http://gelateriasognidighiaccio.com/do-not-waste-tears-on-clams/ http://spaziotripla.com/HYPOCHLOROUS-MAARTEN-VAN-ROY http://spaziotripla.com/filter/shutter/SHUTTER-ROB-CHAVASSE

http://spaziotripla.com/HOMEWORKS-FRANCESCO-DE-PREZZO http://www.unavetrina.it/

Figura 38 Luisa Di Gaetano | 1979 93 http://www.unavetrina.it/

Figura 39 Gianni Vattimo | Nichilismo 93 http://www.unavetrina.it/

184


Figura 40 Luca Vitone | Nulla da dire 93 Luca Vitone | Nulla da dire Figura 41, 42 e 43 Immagini dal sito 95 artkademy.org

Figura 44, 45 e 46 spazio dal sito 99 pelagica.org

Figura 47 REBEL-REBEL Roberto Marossi

100

Figura 48 lo spazio (2019)

101

Figura 49 Roberto Fassone Le origini dell’universo.

101

Figura 50 Logo de “il Crepaccio”

102

Figura 51 il crepaggio INSTAGRAM SHOW.

102

Figura 52 pagina del sito

103

Figura 53 Sito Condo Complex con le ultime exhibitions insicate dagli anni e divise per città

104

Figura 54 Mappa esposizione del 2017 a Londra per “Condo Complex”

105

Figura 55 declinazione immagine coordinata di Artissima per il suo 25esimo anniversario.

106

Figura 56 Immagine di riferimento immagine coordinata Artissima

107

Figura 57 Post instagram di Jerry Satlz

108

Figura 58 estratto dal film di Netflix “velvet buzzsaw”, 2019.

108

Figura 59 la fiera di Art Basel, Miami 2018

108

Figura 60 Mappa delle fiere di arte contemporanea nel mondo (2018)

109

Figura 61 l’artista ritratta insieme ad una sua opera.

110

fanta-mln.it fanta-mln.it fanta-mln.it

https://ilcrepaccio.org/ https://ilcrepaccio.org/ ilcrepaccio.org

http://www.condocomplex.org/

http://www.condocomplex.org/london/2017/

http://arte.sky.it/2018/10/artissima-fiera-torino/ http://www.spaziotorino.it/scatto/?p=12514

https://www.instagram.com/jerrysaltz/?hl=it

https://www.cinematographe.it/rubriche-cinema/focus/velvet-buzzsaw-spiegazione-finale/ https://everything-pr.com/art-basel-week-party/

https://news.artnet.com/art-world/2018-fair-schedule-1191641

https://www.laweekly.com/arts/kristen-liu-wongs-sexy-violent-futuristic-work-is-on-display-at-coreyhelford-gallery-8699868

Figura 62 pagina Instagram @kliuwong e dettaglio opera. https://curiator.com/art/kristen-liu-wong/burn-it-all-down 185

111


Figura 63. Alcuni lavori dell’artista.

112

Figura 64. Profilo Instagram dell’artista: @radioshead

113

Figure da 65 a 68. Estratti dal progetto WINDOWS 93

114, 115

Figura 69. L’artista e il suo lavoro.

116

https://www.instagram.com/radioshead/?hl=it https://www.instagram.com/radioshead/?hl=it http://www.windows93.net/

Foto per gentile concessione dell’artista Samantha Gandin

Figura 70/71. Due delle sue opere più conosciute.

117, 118

Foto per gentile concessione dell’artista Samantha Gandin

Figura 72. Video in stop-motion per “Terre”, dall’album CORTECCIA, di CORTECCIA.

120

Figura 73. L’artista Pietro Puccio nel suo studio.

121

Figura 74. Logo Fondazione Furla.

122

Figura 75. La legge e la lista degli immobili messi a disposizione.

124

Figura 1.1 Day In, Day Out. 4 Dicembre - 25 gennaio 2019.

133

Figura 1.2 Creature adorabili di Viola Leddi!

133

Figura 1. Gli spazi non profit nel contesto professionale.

134

Figura 2. Analisi S.W.O.T. dello spazio TILE

136

Figura 3. La produttività di TILE misurata in numero di openings l’anno

137

Figura 4. Schematizzazione delle relazioni tra i diversi stakeholder.

137

Figura 5. Mappa dei canali attuale

138

https://vimeo.com/181244271

Foto scattata personalmente. Febbraio 2019 http://www.fondazionefurla.org/

https://quifinanza.it/lifestyle/stato-concede-immobili-artisti/259687

Capitolo 3 http://www.tileprojectspace.com/day-in-day-out

http://atpdiary.com/viola-leddi-tile-project-space/

Figura 6. Schede dei canali da un’analisi di ciascun canale.

139 – 142

Figura 8 dettaglio del Flyer esposto all’Opening “Creature adorabili di Viola leddi”

142

Tabella 1. Bisogni individuati

143

Figura 9. Customer Journey di tutti gli stakeholders

145

Figura 10. Relazione ideale degli stakeholders.

146

Figura 11. Nuova mappa di relazione dei canali

147 186


Tabella 2. Overview della Digital strategy.

148

Figure 12 e 13. Nuovo Sito Web di TILE

150, 151

Figure 14, 15 e 16 Flyer aggiornato

152, 153

Figura 17 Piano editoriale

154

Capitolo 4 Figure 1 e 2 . Layout della pagina Web in cui è possibile scaricare il Famework.

160,161

https://nib.neocities.org/framework.html

Figure 3 - 8. Il Framework in un layout fruibile tramite una landing page. https://nib.neocities.org/framework.html

162,166

Capitolo 5 Figura 1, 2 e 3 schema esplicativo del nuovo sistema proposto per l’Italian Council

187

170, 172


Ringraziamenti Grazie ai professori e a tutti gli intervistati che hanno deciso di dedicarmi il loro tempo. Katia Goldoni Gail Cochrane Pier Paolo Peruccio Caterina Molteni In ordine cronologico Giulia Floris Giulia Ratti Thomas Guanzini Giulio Verago Massimo Coppetti Giulio Vinci Lucia Giardino Massimiliano Tonelli Giovanna Bianco pino valente Annie Ratti Stefano Coletto Juan Sandoval Antonella Miggiano Alexandro Tripodi Enrico Gilardi Stefano Serusi Lorenzo Capelli Davide Giannella Paolo Bufalini Filippo Marzocchi Mattia Pajè Gianni Garrera Giuseppe Garrera Carlo Pratis Ivan Tresoldi Federico Del Vecchio Laura Lecce Alessio Baldissera Gloria de Risi Alberto Zenere Elisa Facchin Kristen Liu Wong Radioshead Pierre-Erick Lefebvre Noé Oréglia Samantha Gandin Pietro Puccio


Tesi Magistrale in Design della Comunicazione Politecnico di Milano Doppia laurea presso il Politecnico di Torino tramite il programma Alta Scuola Politecnica Anno Accademico: 2017/2018 Studentessa: Federica Pennino Relatore: Prof. Katia Goldoni Correlatori accademici Prof. Pier Paolo Peruccio e Prof. Gail Cochrane

Profile for Federica Pen

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