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Sessione orale Esame di Stato

Anno scolastico 2010-2011 Istituto Tecnico Nautico “Buccari� Cagliari

Tecniche di Navigazione Oceanica

Candidato: Marcis Federico


Prefazione Il presente elaborato vuole essere essenziale riassunto di interessanti aspetti riguardanti la navigazione oceanica. Convinto che la cosiddetta “tesinaâ€? debba essere una personale e rappresentativa opera, ho deciso di dare ad essa un impostazione non propriamente usuale. Dallo stile moderno e accattivante, queste pagine sono frutto di una palpabile passione e interesse per la vela e il mare in generale. La stessa passione e lo stesso interesse che dapprima mi hanno portato alla scelta del percorso di formazione nautica, per poi caratterizzarne lo studio. L'obbiettivo (si spera raggiunto) è stato quello di rendere la lettura scorrevole e piacevole. Gli argomenti tecnici sono stati trattati in modo comprensibile e con un registro linguistico non prettamente specifico, ma in grado di rappresentare fedelmente i concetti espressi. Gli argomenti trattati sono frutto di personale ricerca e approfondimento di argomenti relativi al quinquennio e in modo particolare al biennio di indirizzo.

Federico Marcis


Indice Introduzione Sicurezza -L'euipaggio -La barca -Rourage meteorologico -Elettronica a bordo -GPS -Autopilota -Apparecchi sistema GMDSS

L'uomo


Introduzione Partendo dalle caravelle spagnole, passando per i clipper inglesi e per disastri come quelli del Titanic e dell' italiana Andrea Doria, l'oceano ha sempre avuto un alone di mistero e molti lo hanno sfidato. Qualcuno ha vinto, molti si solo salvati, altrettanti hanno perso, non solo la sfida. Oggi a lanciare la sfida, a iniziare senza sapere se si riuscirà a concludere la traversata di queste sconfinate distese d'acqua sono per lo più velisti, contemporanei pionieri, che con le loro barche, casereccie o avveneristiche, rivivono e sentono immutate le emozioni e gli odori di secoli e navigatori ormai passati. In questa occasione parlerò di chi, negli oceani, va a caccia di vittorie o record, attraversandoli, con lo stesso spirito degli avi navigatori, su barche “macina miglia” in grado di planare e quasi volare sulle onde oceaniche. In queste poche e riduttive pagine cercherò di trattare argomenti chiave come ''Sicurezza'', parlando inevitabilmente delle tecnologie a bordo, fino ad arrivare ad analizzare aspetto interessante quale l'uomo navigatore nel suo essere e nella sua psicologia.


Sicurezza Sicurezza è una parola chiave per il navigante. Partendo dalla definizione di ''navigazione'' si evince come la sicurezza sia l'elemento imprescindibile che deve caratterizzare qualsiasi tipo di attività in mare. Gli aspetti della sicurezza che verranno trattati saranno sia preventivi che risolutivi. Si vedrà inoltre come tecnologia, prezioso aiuto su una barca da regata oceanica, e abilità marinare si fondano per trovare la massima efficienza, prestanza e sicurezza. Principalmente si parlerà di: -Equipaggio -Imbarcazione -Routage Meteorologico -Elettronica a bordo


Sicurezza - Equipaggio P

robabilmente è il fattore piÚ importante dei tre elencati. Lo skipper deve aver fatto un addestramento specifico su un certo numero di aspetti riguardanti la sicurezza, conseguendo il relativo certificato al termine di un corso specifico, l'ISAF Offshore Personal Survival Training, basato su una parte teorica e una pratica. La parte terorica comprende la conoscenza di: mantenimento e cura degli equipaggiamenti di sicurezza, organizzazione e metodi per la ricerca e il soccorso, predisposizioni per prevenire cadute in mare e relative azioni per il recupero, controllo e riparazione dei danni, attività dell'equipaggio, cura e condotta dell'imbarcazione,

fenomeno dell'ipotermia e previsioni meteo. La parte pratica verte invece su: utilizzo delle zattere di salvataggio e dei salvagenti individuali, predisposizioni per prevenire gli incendi e l'uso degli estintori, tecniche di primo soccorso, impiego dei sistemi di comunicazione, uso dei segnali pirotecnici e apparati EPIRB.


Sicurezza – La barca Il

primo anello della catena chiamata prevenzione sono sicuramente le barche. Queste devono resistere alle condizioni meteomarine avverse senza subire danni irreparabili. Devono essere completamente autosufficienti per periodi prolungati, capaci di resistere a burrasche di notevole intensità e di affrontare inconvenienti seri, da risolversi senza l'aiuto esterno. Lo scafo nella sua completezza deve formare un unico pezzo stagno, e qualsiasi apertura deve avere la possibilità di essere chiusa immediatamente in sicurezza. L'imbarcazione deve essere autoraddrizzante, cioè deve tornare in posizione normale senza l'intervento dell'equipaggio.

Un'altra caratteristica che queste imbarcazioni devono avere riguarda l'inaffondabilità: se tutti i compartimenti sono allagati, l'imbarcazione deve continuare a galleggiare. I compartimenti, in numero minimo di 5 devono essere chiusi da paratie stagne, in grado però di consentire il passaggio di una persona.


Sicurezza

– Routage Meteorologico

Il routage meteo è un aiuto alla

navigazione che permette di anticipare l'evoluzione delle condizioni meteorologiche e trarre profitto dalle previsioni, a seconda dello stato del vento e del mare, in relazione alle prestazioni della barca alle varie andature nelle condizioni previste. Il routage di una barca ha l'obbiettivo di farle compiere il percorso nel minor tempo possibile, fatto che porta ad escludere quasi sempre la rotta ortodromica, ovvero la rotta di minor distanza. Partendo dalle polari della barca (grafici contenenti le informazioni relative alle prestazioni della barca a seconda del vento) si costruisce la rotta più veloce, scegliendo le migliori andature per la barca a

seconda di velocità e direzione del vento previste. Tutte le esperienze hanno confermato che il routage è di grande aiuto per lo skipper, conciliando sicurezza e prestazioni. Con i progressi compiuti in fatto di affidabilità e di scadenza delle previsioni, il routage meteo si è sviluppato a vantaggio sopratutto delle regate transoceaniche e intorno al mondo, tanto più che l'informatica di bordo è in grado, grazie ai nuovi sistemi di trasmissione, di raccogliere, immagazzinare ed elaborare tutte le informazioni numeriche provenienti da un centro di calcolo situato a terra.


Elettronica a bordo Al giorno d'oggi è impossibile non parlare di elettronica a bordo e dedicare ad essa degno approfondimento. L'evoluzione della tecnologia infatti, e dell'elettronica in particolare, ha sicuramente fornito al navigante nuovi e sempre più affidabili strumenti, in grado di rendere la navigazione più sicura e semplice. Tuttavia non bisogna sopravvalutare le attrezzature elettroniche, in quanto esse devono sempre comunque rimanere un semplice ausilio alla navigazione. Non possono sostituire le abilità marinare classiche. Si noti che al giorno d'oggi gli incidenti sono dovuti ad una errata interpretazione e una sopravvalutazione di ciò che gli ausili tecnologici dovrebbero essere.

I


Elettronica a bordo Il GPS (Global Positioning System)

è il mezzo oggi più usato per localizzarsi sulla superficie terrestre, sia a terra che in mare. Tuttavia il GPS, come tutti gli altri mezzi tecnici di radionavigazione, è soltanto un ausilio, con le sue qualità e i suoi difetti. Queste nuove tecnologie riducono il margine di incertezza ma non possono sostituirsi al rigore classico e al buon senso marinaro. Il funzionamento del GPS si basa sull'utilizzo di satelliti. L'apparecchio infatti, determina la distanza alla quale si trova il satellite partendo dalla durata del tragitto percorso dalle onde radio emesse dal satellite.

– GPS

Confronta insomma l'istante di partenza del segnale con quello di arrivo. Essendo nota la velocità di propagazione del segnale, moltiplicandola per il tempo di percorrenza del segnale si ottiene la distanza dal satellite. Per conoscere la propria posizione è necessario che si verifichi una triangolazione con almeno 3 satelliti. In poche parole: esiste solo un punto sulla terra che dista, per esempio, 10 km dal satellite x, 12 da quello y e 9 da quello z.


Elettronica a bordo – Autopilota Questi

timonieri elettronici sono compagni indispensabili di tutti i regatanti oceanici, sia in solitario che con equipaggio ridotto. Il governo della barca da parte di un pilota automatico è sovente migliore di quello di un timoniere mediocre; ma, se il timoniere si libera di questa schiavitù, d'altro canto resta il fatto che non vede e non può anticipare e seguire i ''capricci'' del vento. All'avicinarsi di un pericolo, un porto o altre barche, il timoniere deve comunque riprendere il governo della barca manualmente. Il suo funzionamento può essere schematizzato in 3 blocchi: sensore, controllore e attuatore.

Il blocco sensore è composto essenzialmente da una bussola, in grado di determinare la rotta. Il blocco controllore ha il compito di confrontare le informazioni della bussola con quello che è il valore di rotta voluto e infine, in caso di discrepanza comandare il blocco attuatore, che, dotato di un motore, agisce sul timone fino a riportare la barca nella rotta prestabilita. I moderni autopiloti sono anche in grado di interfacciarsi con gli altri ausili alla radionavigazione, ad esempio GPS e Radar, formando un coordinato ed efficiente sistema di pilotaggio.


Elettronica a bordo – Apparecchi GMDSS GMDSS

è l'acronimo di Global Maritime Distress and Safety System. Esso è un sistema integrato di telecomunicazioni radio e satellitari. I componenti principali del GMDSS sono: InMarSat (sistema satellitare) EPIRB (Radioboa autolocalizzante) VHF (onde ad altissima frequenza) HF (onde ad alta frequenza) Transponder Radar (segnalatori radar) Navtex (trasmissione dati scritti) WWNWS (sistema internazionale di avvisi ai naviganti) Tutte le navi sono tenute ad avere un sistema GMDSS strutturato in relazione alle caratteristiche della navigazione effettuata.

Proprio questa differenza di utilizzo ha portato a dividere i mari in 4 aree: area A1, A2, A3 e A4, in relazione alla distanza dalla costa. Tuttavia ogni imbarcazione deve essere in grado di: Trasmettere e ricevere messaggi di allarme dalle stazioni costiere Trasmettere e ricevere messaggi di sicurezza generali Trasmettere e ricevere segnali indicanti posizioni Trasmettere e ricevere messaggi alle altre imbarcazioni


Si ringraziano Brau Andrea Botta Filomena Camerata Angela Accossu Carmen Piras Ivana Carta Mario Ciboddo Marina Sortino Manca Antonio Margarita Margherita Cabras Patrizia Magno Fernando Usai Natalino Loi Angela Capra Margherita

(in ordrine assolutamente casuale)

Manunza Ferdinando Caddeo Enzo Tomasi Alessandro Mulas Carlo Garau Stefano Marfella Nicola Todesco Marcella Cappai Rossana Sconamila Giorgio Giordano Maria Laura Maciocco Francesco Fichera Maria Curreli Simonetta Argiolas Franco Sanna Anna

Atzeni Anna Carnì Stefania Atene Anna Cao Anna DeSantis Giovanni

Ritenendo che, chi con un comportamento e professionalità ammirevole e chi meno, abbiano contribuito al mio personale sviluppo culturale e umano. Parlando di comportamento e professionalità ammirevole mi è impossibile non ricordare e non citare il caro Professor Volonnino.

Marcis Federico

Bibliografia: -Manuale di Navigazione “Les Glenant” -Il lupo di mare (Bruno Cossu) -La lunga rotta (B. Moitessier)


Tesina versione bianco