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Periodico di informazione, cultura e curiosità edito dalla redazione giornalistica del “G. B. Cerletti” Via XXIII Aprile,20 31015 Conegliano (TV) www .scuo la eno lo gi ca .i t; e-m ail : in fo@ isiss cer let t i. it

Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

LA CANTINA Il PUNTO Cari amici de “La Cantina”, ben ritrovati! Quello iniziato qualche mese fa è, per il giornalino della scuola, un anno da ricordare. Si festeggiano infatti i suoi primi dieci anni di vita. Un tempo lungo, ma volato via in un soffio, durante il quale molti studenti si sono avvicendati nella redazione de “La Cantina” dando il loro contributo di idee, di creatività, di suggerimenti. A loro va innanzitutto il mio grazie; con loro ho lavorato con passione nel realizzare un giornalino scolastico, perché tale rimane, che possa essere strumento e voce a servizio degli studenti, fatto da loro su temi che riguardano la vita scolastica, le tematiche professionali relative al percorso di studi e le problematiche che riempiono ogni giorno la nostra, o meglio la loro, vita quotidiana. Speriamo di esserci riusciti, ma in ogni caso continueremo ad impegnarci per raggiungere questo obiettivo. Colgo l’occasione per invitare tutti gli studenti a dare il loro apporto alla realizzazione de “La Cantina” per rendere il giornalino sempre interessante e appetibile. In questo numero presentiamo i risultati (leggi a fianco) di uno studio recente circa le nuove povertà. Che non sono , come si potrebbe pensare, quelle dei disoccupati o di chi fatica a vivere con uno stipendio sempre più magro, ma quelle dei giovani, dei giovani ignoranti. Che difficilmente sapranno farsi largo (continua a pag. 16)

CRESCE L’IGNORANZA TRA I GIOVANI

Gli ultimi studi confermano la tendenza Chi sono i nuovi poveri? Bella domanda, in tempo di crisi. Potremmo fare un elenco di chi sta peggio e di chi sta pagando di più la fase di recessione economica. Però una recente indagine sociologica condotta da Raffaella Priula dell’Università di Catania ci può aprire gli occhi. La sua verità, o meglio la verità che esce dai numeri e dallo studio effettuato, non danno adito a dubbi. I nuovi poveri sono i giovani. Il testo da poco dato alle stampe “L’Italia dell’ignoranza” (Franco Angeli ed.) evidenzia la situazione critica della scuola e il conseguente declino del Paese. Causa di questo stato di degrado sociale, è opportuno chiamarlo così, sono diversi fattori. Certo la scuola e gli insegnanti hanno le loro responsabilità, se è vero che si sono abbassate le loro pretese e non c’è più vera selezione (un po’ come il medico pietoso che non cura), ma il contesto sociale e culturale in cui vivono non aiuta, anzi. Pare che l’ignoranza, di cui una volta ci si vergognava, ora non solo non faccia paura ma sia quasi la benvenuta. A volte la si “ostenta come fosse una scelta di libertà”. Non dimentichiamoci che i nostri vecchi sapevano leggere e scrivere con la quinta elementare oggi

invece ci si imbatte spesso perfino in studenti universitari sprovveduti e privi dei fondamentali di una corretta ortografia o senza la capacità critica di capire un testo di giornale. I giovani ci hanno abituato a strafalcioni, tipo che il Presidente della Repubblica è colui che fa le leggi o che Mao è

il diminutivo di Maometto. Le carenze che evidenziano soprattutto in merito all’uso della lingua e alle competenze logiche sono in alcuni casi spaventose e disarmanti (50% degli studenti non hanno superato il test di ammissione alla Facoltà di Lettere a Firenze). I giovani italiani, sono dati della studiosa, occupano le posizioni più basse delle classifiche internazionali. La Priula non risparmia critiche soprattutto a quelle regioni dove si spende troppo poco per i libri e troppo per promuovere la caponata nel mondo. Le differenze non sono solo tra

nord e sud dello Stivale (2500 euro la spesa per studente in Trentino, 569 in Puglia), basti pensare agli studenti nelle cui abitazioni si trovano pochi o molti libri (65 euro la spessa annua di un italiano in libreria, 208 quella di un norvegese; il 20% delle famiglie siciliane non ha nemmeno un libro in casa). E’ dimostrato che ogni anno di istruzione dei genitori rende ai figli 2,51 punti nella scala delle abilità linguistiche. Ma è il Paese tutto che finisce sotto la lente di ingrandimento, investendo meno di altri in cultura, mentre le librerie chiudono, e le biblioteche latitano. Dai nostri vertici politici non viene un grande esempio; invece vien da pensare che un popolo di ignoranti faccia comodo lassù. Quello che molti studiosi auspicano è che si ritorni ad una scuola che insegni e che si formino meglio gli insegnanti. E poi, non è solo una questione di contenuti ma anche di contenitori. Scuole sgaruppate, stipendi bassi, ruolo sociale quasi azzerato non aiutano di certo a formare i giovani, i veri poveri di questa nostra società culturalmente alla deriva. Ma la scuola sta davvero a cuore ai nostri governanti? Dubito fortemente. Prof. Dino Benacchio


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LA CANTINA

A G R I C O LT U R A ? D I M E N T I C ATA !

Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

La “Carta di Matera” per coinvolgere i Comuni

Un recente studio portato avanti dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) e presentato in occasione della VI festa nazionale dell’agricoltura di Torino, ha dato un esito che dovrebbe farci riflettere: negli ultimi 150 anni si sono persi 10 milioni di ettari di paesaggio rurale; passando dagli iniziali 22 milioni agli attuali 12 milioni. Questo calo ha svariate cause, dall’industrializzazione, all’urbanizzazione, al semplice fatto che oggi l’agricoltura è intensiva e quindi con minor superficie si ottengono alte produzioni. Sta di fatto che con il tempo il nostro paesaggio rurale (appezzamenti coltivati; pascoli; aree agricole ) si è andato riducendo sempre piu’, senza che quasi ce ne accorgessimo. Questa progressiva perdita d’importanza dell’agricoltura, ora come non mai, diventa un grande ostacolo per il rilancio delle produzioni; si è perso il legame,un tempo molto forte, tra agricoltura e cultura. Ora se l’obiettivo è rilanciare l’agricoltura italiana è fondamentale riadattarla all’attuale situazione della nostra societa’, considerando due aspetti fondamentali: i giovani e le donne, ormai parte integrande della nuova agricoltura. Per avvicinare i giovani al mondo agricolo è necessario che ci sia una grande connessione di rete , fra tutte le aree del territorio, anche le aree montane, perché ci sia un maggior scambio di informazioni. Altro aspetto fondamentale, ma spesso di difficile realizzazione è lo ‘’scambio generazionale’’, ovvero il lasciare spazio alle nuove generazioni; non senza un piu’ facile accesso al credito e un piu’ basso impatto burocratico. ‘’ Offrire ai giovani nuove opportunità, abbattendo allo

Una nuova tendenza

stesso tempo gli ostacoli che impediscono l’accesso alla terra’’ , è il pensiero guida dell ‘Agia( associazione giovani imprenditori agricoli della Cia). Valorizzare il grande contributo dato dall’imprenditoria femminile, che negli ultimi anni è cresciuto notevolmente, specialmente nel settore agrituristico( dove le donne conducono ben il 35 % delle attivita’). In questa nuova ottica di valorizzazione dell’agricoltura, è importante ed interessante il ruolo della “Carta di Matera”, questo “manifesto” delineato dalla Cia, per coinvolgere i comuni italiani nella costituzione di ‘’ un futuro con piu’ agricoltura’’. L’obiettivo è quello di garantire all’agricoltura locale innanzitutto, gli strumenti e i sostegni necessari per crescere, per assicurare uno sviluppo equilibrato e compatibile dei territori. In quest’ ottica, vanno sempre piu’ incentivate le collaborazioni tra produttori per poter far fronte al drammatico aumento dei costi produttivi, contributivi e burocratici, con redditi falcidiati e redditi sui campi non competitivi. Sono ben trenta i punti percentuali che costituiscono il gap negativo che separa i redditi agricoli dal 2000 al 2010, e con la ‘’nuova caduta dello scorso anno’’ i nostri produttori occupano il fanalino di coda nella classifica Ue; dove complessivamente (dati Cia alla mano) nello stesso periodo 2000-2010 c’è stato un incremento del reddito del 15%. Sono quindi necessari degli interventi urgenti, straordinari e concreti ; ma oltre a queste misure immediate, serve un nuovo progetto di politica agraria a lungo termine! Alessandro Bellotto 6VB

Chi sono gli agricoltori amatoriali?

La passione e l’interesse verso l’agricoltura amatoriale, dalla quale non vi è la volontà di ricavare reddito, è in continua crescita come dimostrato anche dal 1° Rapporto Nomisma – osservatorio locale, nazionale ed internazionale dei fenomeni economici- che nel 2010, grazie alla collaborazione con la rivista “Vita in Campagna”, ha potuto tracciare il profilo e gli interessi degli agricoltori amatoriali ( i cosiddetti “hobby farmers”). I dati emersi segnalano un milione di italiani dediti per passione alla coltivazione di terreni con superficie media di poco più di un ettaro e localizzati, per oltre la metà, in collina e in montagna. La maggior parte di loro sono pensionati seguiti da impiegati ma anche liberi professionisti, dirigenti, insegnanti e medici. Per l’89% sono uomini con età media di 56 anni, motivati, nella conduzione dei propri appezzamenti, dalla voglia di consumare prodotti più sani e genuini e di condurre una vita all’aria aperta. La fiera denominata appunto “Vita in campagna” è nata quindi con l’intenzione di soddisfare i loro bisogni ,di trovare prodotti e attrezzature a loro dedicati e di apprendere le conoscenze tecniche di coltivazione e di allevamento. Gli agricoltori amatoriali svolgono anche un importante ruolo di salvaguardia, mantenimento e valorizzazione ambientale, faunistico e paesaggistico e quindi più in generale di tutela del territorio. M. G. 6VB


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Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

BORSE DI STUDIO CO.DI.TV. E BASF Anche quest’anno, come consuetudine da 7 anni, il 16 dicembre 2011 nell’aula magna del nostro Istituto, alla presenza di autorità politiche del territorio qual, il Sindaco di Conegliano Maniero, il presidente della Provincia Muraro, l’ass. regionale all’agricoltura Manzato , oltre a studenti del Cerletti, ci sarà la consegna di nove borse di studio ad allievi della nostra scuola. La consegna sarà preceduta da una breve presentazione dell’attività di ricerca svolta da ciascun alunno, attività questa supportata dal Consorzio Provinciale Difesa attività agricole dalle avversità (CO.DI.TV.) e dalla BASF che ha visto impegnati gli studenti Balbinot Marco (5^VA), Bisson Giulia (5^CA), Calesso Mattia (6^VA), Canal Camilla (4^OA), De Nadai Daniele (5^CA), Pompeo Christian (5^CA), Rocco Stefano (5^CA), Zaia Alberto (5^CA) e Zanchetta Matteo (5^CA). I ragazzi, come di consueto, sono stati assistiti e guidati dal Professor Walter Da Rodda, dal tecnico del CO.DI.TV. Fiorello Terzariol e dai tecnici della BASF, che dal mese di maggio hanno effettuato operazioni in vigneto a fini an-

VITICOLTURA ITALIANA Secondo il Censimento dell’Agricoltura dell’Istat, negli ultimi dieci anni le aziende vinicole italiane si sono dimezzate. Nel 2000 erano censite 791.000 aziende viticole, che nel 2010 sono diventate 383.000, con una contrazione pari al 52 %. Questo dato, da solo, non è sufficiente a presentare il quadro completo dell’evoluzione della viticoltura italiana, ma va analizzato insieme a quello della superfice investita a vigneto, diminuita solo del 12% tra i due censimenti. Si è passati dai 717.000 ettari del 2000 ai 632.140 del 2010, con una superficie media aziendale che è passata da 0,9 a 1,6 ettari, lievitando dell’82%!! Analizzando questi dati si puo’ capire che in questo decennio a scomparire sono state le piccole e piccolissime imprese, con un marginale superamento del problema che affliggeva la nostra viticoltura, la ‘’polverizzazione delle aziende’’, contribuendo a ristrutturare e rafforzare l’intero comparto vitivinicolo. La ‘’marginalità’’ dovuta al sottodimensionamento rimane comunque un rischio concreto per le nostre aziende ed è quindi fondamentale aiutare le aziende a

Continua l’attività di ricerca del Cerletti che sperimentali, che oltre al monitoraggio di fitofagi e predatori e le principali fitopatie della vite, hanno monitorato l’incremento dell’attività fotosintetica di una parte di piante rientranti nella sperimentazione BASF a cui ha fatto seguito la microvinificazione per valutare l’incremento qualitativo dei vini. I risultati ottenuti saranno presentati in occasione della consegna delle borse di studio, così come l’orientamento fitosanitario individuato nel corso di questi studi che hanno come obiettivo la salvaguardia della sostenibilità, del basso impatto ambientale come indicato nel recente Documento di Polizia Rurale. L’azienda della scuola Enologica, importante realtà viticola del territorio con 71 varietà di viti, non può e non deve mancare questo obiettivo, per cultura e tradizione che la caratterizza da sempre e continuare così ad essere un valido riferimento per gli addetti del settore. Matteo Zanchetta 5CA Per il gruppo di lavoro

Meno aziende ma più grandi, intanto l’IVA... crescere in dimensione, agevolando le aggregazioni e i processi di fusione per renderli piu’ forti in modo da aiutare le filiere ad essere maggiormente strutturate e funzionali. La polverizzazione delle imprese non è assolutamente sinonimo di redditività, anzi, ed è questo un concetto fondamentale da far capire agli agricoltori, spesso morbosamente legati al proprio terreno e quindi in difficolta’ al momento di dover entrare in una cooperativa. N.B Il recente incremento dell’iva, passata dal 20 al 21%, (da sett. 2011 altri due punti) comporterà un incremento dei costi di produzione per le aziende agricole di 11 milioni di euro l’anno (dati Fedagri Confcooperative), dovuti all’aumento dei costi per l’acquisto dei materiali per il confezionamento( bottiglie, tappi, etichette, cartoni ecc); macchinari; manutenzione; trasporti ecc… . L’effetto sara’ disastroso sugli investimenti, soprattutto nelle cantine di minori dimensioni ed incidera’ notevolmente sul reddito di migliaia di soci e piccoli produttori. A.B. 6VB


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Inter vis ta do ppia Nome: Paola Coletti Soprannome: Talita La prima cosa che osserva in un uomo Il tutto,che può essere maggiore o minore dell’insieme delle parti Che stile segue o seguiva? ”Stile libero” Cosa pensa del Cerletti Em…Em…Oh…Oh…Ha……… Come mai ha scelto questo mestiere? Per caso, non era tra i miei progetti di vita, ma immediatamente ha indicato la mia strada. Destra, sinistra, centro oppure apolitica? Filosoficamente a sinistra e scientificamente a destra. Pensa che l’istruzione dia qualcosa oggi? Una piccola parte di quello che servirà a voi (giovani) per affrontare la vita. Favorevole o contraria ai matrimoni gay? L’amore si esprime in svariate forme…ma è amore! Quindi favorevole all’amore. Cosa si aspettava dal suo primo anno di insegnamento? Mi aspettavo di riuscire bene in tutto: ho però capito che migliorarsi , aggiornarsi e Crescere professionalmente è indispensabile per tutta la vita. Life long learning Le piace l’agricoltura? Mi piace ma non voglio esserne schiava. (adoro mangiare le verdure dell’orto che mia mamma annaffia tutte le mattine) I suoi programmi preferiti? I cartoni animati , soprattutto Sponge-Bob M.C.

Interviste a cura di M.Castaldo 4OA e J.Zalamena 3VB

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Faccia a faccia tra le prof.sse Coletti e Rui Nome: Nicoletta Rui. Soprannome: Nico, Niki, Nikla. La prima cosa che osserva in un uomo Lo sguardo e attraverso gli occhi la bellezza della mente che dovrebbe migliorare con gli anni… Che stile segue o seguiva? Lo stile della semplicità. Cosa ne pensa del Cerletti? Penso che sia un ambiente frizzante, movimentato, umano ed interessante. Come mai ha scelto questo mestiere? (sospiro) Mi interessano molto i giovani, credo nelle loro risorse e spero di contribuire alla loro formazione. Destra, sinistra, centro oppure apolitica? Faccio il tifo per il bene dell’umanità. La politica dovrebbe pensare a costruire il futuro delle nuove generazioni. Pensa che l’istruzione dia qualcosa oggi? Oh si moltissimo! Conta molto poiché aumentare le proprie conoscenze aiuta a fare scelte migliori. Favorevole o contraria ai matrimoni gay? Cerco si essere rispettosa ed evitare il giudizio. Penso che ogni persona sia libera di scegliere, se poi se ne assume le conseguenze. Cosa si aspettava dal suo primo anno di insegnamento? (sospiro) Di entusiasmare e motivare i ragazzi al piacere dell’attività sportiva. Le piace l’agricoltura? Si in particolare la floricoltura che pratico e mi piace molto. I suoi programmi televisivi preferiti? Varietà satirici, programmi culturali , film di ogni genere, ma non Horror! Meno i dibattiti. L’informazione la preferisco attraverso la radio o la carta stampata poiché in TV si giunge spesso ad una polemica poco costruttiva. J.Z

A come Amicizia, un sentimento fuori dal tempo e sempre attuale A come Amicizia. Una parola che ti fa sorridere,che ti riempie il cuore e che ti fa sentire protagonista. L’Amicizia è quel legame così forte tra te ed un’altra persona, che tu hai scelto, che nessuno potrà mai sciogliere finché crederai in lei. La cosa bella di questo rapporto è che non dà importanza al sesso, all’aspetto fisico ed a nessun’altra forma esteriore ma è un rapporto interiore, un rapporto intimo, basato sulla fiducia reciproca e sul rispetto. Le persone a cui hai aperto il cuore e dando la possibilità di conoscerti per quello che sei davvero, puoi definirli amici. Esse hanno visto i tuoi lati positivi e negativi ma nonostante tutto sono lì, accanto a te, pronte ad aiutarti, a confortarti e a continuare ad accettarti così per quello che sei. In un amico ti ci puoi rifugiare quando qualcosa ti fa star male ma anche solo quando hai bisogno di compagnia, di una risata, di un abbraccio o più semplicemente quando hai bisogno di evadere da tutto e da tutti. Con un amico si riesce a creare un rapporto insostituibile partendo da poche parole, da un “niente” che poi diventerà un elemento portante della tua vita, ora ,come tra 20 anni. A come Amicizia, quel punto di riferimento di cui nessuno può fare a meno! Sara Romanin 3OA


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MADE IN AGROMAFIA Le nostre più verdi vallate, i nostri più bianchi formaggi e anche il più rosso dei pomodori sono ormai macchiati dall’acre colore della mafia. L’agroalimentare tricolore è sempre più minacciato dalle agromafie, un business da 12,5 miliardi di euro. Dal pomodoro tunisino venduto per italiano, alla formaggella toscana prodotta con latte romeno fino ad arrivare a vini rinomati ubicati in luoghi mai esistiti, tanto da procurare un danno all’economia nazionale per 60 miliardi di euro. Il primo Rapporto sulle agromafie, realizzato da Eurispes e Coldiretti, e presentato a Livorno lo scorso settembre ha rivelato un dato a dir poco preoccupante: un prodotto su tre è un Made in Italy falsificato. Il cosiddetto “Italian sounding”, ovvero la pirateria nell’utilizzazione di denominazioni geografiche, marchi, parole, slogan e ricette che richiamano il nostro Paese, permettono alla criminalità organizzata di riciclare denaro, produrne di nuovo e diversificare il business. Spesso il settentrione si ritiene immune dai traffici illegali, eppure le terre padane sono continuo ogget-

NO ALLA SALSICCIA IN PROVETTA Consideriamo "plastica" i cibi surgelati, in scatola e quant'altro, pensate allora a come potreste reagire se a tavola vi venisse servita, da un team di scienziati olandesi, una bistecca fatta in provetta?! E’ la sconcertante notizia diffusa da Coldiretti (rappresentante della realtà agricola). La notizia sostiene che, questo gruppo di scienziati (pazzi) olandesi, vorrebbe ottenere entro sei mesi la prima salsiccia ed entro un anno il primo hamburger artificiale, partendo dal costo iniziale di 25mila euro. per realizzare queste "delizie" vengono impiegate cellule staminali; si sono ottenute delle strisce di tessuto lunghe 2.5cm e larghe meno di un 1cm, di consistenza molliccia e di colore grigio per la mancanza di sangue. La Col- diretti da sempre si schiera contro le nuove tecniche che non tengono conto dei problemi di natura etica, ma soprattutto che potrebbero mettere a rischio la sicurezza e la salute dei consumatori, visto che in Italia si consumano annualmente circa 92kg di carne a persona (di cui un terzo importati dall'estero). La coldiretti vuole inoltre sottolineare che queste sperimentazioni vengono spacciate come delle soluzioni per evitare l'allevamento in stalla degli animali e la loro successiva macellazione, evitando, inoltre, problemi ambientali di smaltimento. Di fronte a episodi passati, come quello della mucca pazza, è difficile trovare un compromesso. C'è da sottolineare che le innovazioni nel settore alimentare devono percorrere la

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Nel nord Italia il vero investimento to di una fitta rete di attività fraudolente. " La mafia opera anche al Nord perché agisce dove i mercati sono più redditizi e dove c'è chi può consumare. Dove c'è più redditività, i prezzi si alzano e la criminalità ne approfitta". Ne è convinto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Latte, formaggio, prosciutto, pasta, olio, sono i prodotti più falsificati al mondo e sono i primi a finire sulle nostre tavole. Un caso divenuto ormai all’apparenza incontrollabile, ma il presidente di Coldiretti a Livorno è fiducioso “l’agromafia è un fenomeno che possiamo combattere insieme e senza paura”. Come ogni altra forma di criminalità organizzata, quella servita a tavola lascia l’amaro in bocca; pertanto, non resta che accorciare la filiera, eliminando ogni genere di intermediazione. Possiamo rendere possibile ciò attraverso i mercati degli agricoltori, le botteghe di campagna amica e altre iniziative. Ancora una volta l’unica strategia per combattere la criminalità è la conoscenza. Jasmine D’Ambroso 4 CB A volte all'uomo piace sentirsi Dio strada della naturalità e della sicurezza, essendo un settore molto esposto a rischi che potrebbero compromettere la nostra salute. E’ vero che le menti devono essere aperte a nuovi orizzonti, resta comunque il fatto che 3 italiani su 4 (il 73%) dicono NO a questa standardizzazione ed omologazione che le bistecche artificiali e le clonazioni promuovono. C'è chi sostiene che questa innovazione potrebbe essere una soluzione all'uccisione e alla crudele vita d'allevamento che tanti animali subiscono; è anche vero però, che oggi stanno vivamente prendendo piede i negozi biologici, dove si possono trovare svariati tipi di carne prodotte con il Tofu, un alimento di elevato valore nutrizionale che fornisce proteine di ottimo valore biologico e di facile digeribilità, ottenuto dalla cagliatura dell'estratto di soia. Viene dunque naturale dire che quest'ultima motivazione non sta in piedi. concludo dicendo che, a mio parere, è senza alcun dubbio meglio una buona bistecca di vacca come mamma l'ha fatta o in alterativa una sana bistecca di tofu. Ricordiamoci che diminuire le dosi di carne consumata settimanalmente ed introdurre nella nostra dieta ricette sane e sfiziose a base di verdure e prodotti di stagione non potrà che far bene a noi e all'ambiente che ci circonda. " Francesca De Paris 4OA


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AGRICOLTURA CHIMICA E PROFITTO La perdita più elevata di risorse genetiche nelle colture deriva dall’introduzione delle moderne tecniche industriali di coltivazione. Oggi l’agricoltura tradizionale basata su produzioni estensive, rotazione delle terre ecc… è una forma minoritaria . Il sistema dominante dagli anni ‘60 con l’avvento della “rivoluzione verde” è un’agricoltura industriale che necessita di numerose spese per l’acquisto di macchinari e di fitofarmaci (pesticidi, fertilizzanti ecc…) questi ultimi indispensabili per compensare l’impoverimento del terreno. La frutta e la verdura vengono coltivate con sistemi industriali, scarsamente rispettosi dell’ambiente e della salute dei consumatori. È ormai stato verificato da molte ricerche scientifiche che l’uso di pesticidi e più in generale di composti chimici in agricoltura produce gravi danni sia all’ambiente quali: inquinamento delle falde acquifere, impoverimento dei suoli, resistenza degli insetti e degli agenti patogeni delle piante, che inducono ad un uso sempre più massiccio della chimica, sia alla salute umana tramite l’accumulo di residui tossici nel tessuto adiposo, e questo non riguarda solo chi lavora a stretto contatto con i prodotti ma anche come già detto i consumatori e non. Però pur di garantire grandi rese dei raccolti in tempi ristretti non si guardano i rischi provocati all’ambiente e alla salute dei consumatori. L’ecosistema ne ha risentito anche per quanto riguarda la catena alimentare; questi prodotti chimici hanno estinto dei predatori naturali di parassiti delle nostre colture. Circa 37000 sono i tumori associati ad alti livelli di esposizione ai pesticidi o a una lunga convivenza con essi. OGM Gli OGM tra il 2007 e il 2008 hanno fatto registrare il record produttivo di cereali AGROCARBURANTI Alcuni prodotti alimentari che potrebbero alleggerire la fame di uomini e donne vengono invece usati come agro carburanti: è una speculazione finanziaria senza precedenti nella storia agroalimentare.

Perdita di fertilità dei terreni

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Un binomio solido e preoccupante

MANIPOLAZIONE GENETICA Oggi, una nuova “rivoluzione verde” è promossa dal mondo scientifico ed economico: consiste su interventi di manipolazione genetica dei semi, per introdurvi geni appartenenti ad altre specie. Ma al di là dei dubbi sulla sicurezza alimentare dei prodotti OGM sorge anche il problema riguardante l’ambiente. C’era stata la promessa che i semi geneticamente modificati avrebbero diminuito l’uso di prodotti agrochimici che pero si sta già dissolvendo. È il caso del cotone BT che, resistente ad alcuni parassiti, ne ha creati degli altri che riuscivano ad attaccare la pianta e che quindi vengono combattuti con nuovi prodotti chimici. E gli agricoltori si tolgono dal fardello il peso del prezzo dei prodotti agrochimici, ma si caricano del peso del prezzo dei semi OGM e in più della loro tecnologia “terminator” che gli impedisce di riprodursi e quindi costringe gli agricoltori a tornare sul mercato delle sementi ogni anno. Dice Vandana Shiva, fisica ed economista indiana, che , quella dei brevetti sulle sementi è paragonabile alla forma di colonialismo del 500’. All’epoca i colonialisti imponevano la loro proprietà sulle terre che avevano scoperto, oggi i documenti emessi dagli uffici brevettuali garantiscono alle corporations che li registrano diritti che riguardano organismi viventi . IL BIOLOGICO L’agricoltura biologica è una risposta responsabile che sfrutta la naturale fertilità del suolo, la biodiversità dell’ambiente ed esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati. La filosofia del biologico non è puntata solamente a dare dei prodotti sani al consumatore, ma anche a non immettere nell’ambiente esternalità negative cioè impatti negativi a livello di inquinamento di acque, terreni e aria. Il mercato mondiale del biologico ha un valore di 15 miliardi di euro; con circa 1 milione di ettari l’Italia è prima in Europa e quinta al mondo , è leader in Europa anche in produzioni di vini biologici con circa 30000 ettari di terreno.

Jonathan Zalamena 3VB

I rimedi di ieri e di oggi

Ai nostri giorni la perdita di fertilità dei terreni agricoli è legata soprattutto alla riduzione dell’humus (sostanza organica). Ciò dipende dalle arature profonde, dallo scarso nutrimento della terra con letame, alle poche o del tutto assenti rotazioni (monocolture) e all’abbandono di pratiche sane come il sovescio ( interramento di apposite colture, tipo leguminose, allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno). Anche gli antichi Romani si preoccupavano di mantenere la fertilità del terreno con opere di drenaggio (contro i ristagni d’acqua) o arricchendo il terreno sterile con una miscela di tipi di terra (sabbia sui terreni argillosi, argilla su quelli sabbiosi) o lasciandolo riposare (praticando una sola aratura primaverile). E poi fondamentale era l’apporto di concime( il letame nel seguente ordine, quello ricavato dagli uccelli-colombe, galline e altri volatili eccetto oche e anitre-, quello umano e infine quello equino (asini soprattutto), ovino, caprino e bovino; pessimo il letame suino). Allo stesso modo oggi. Solo che il letame costa così come costa la distribuzione sul campo per alcune colture come i cereali. Dunque si utilizzano altre pratiche, come l’interramento dei residui colturali (paglie, stocchi) lavorazioni conservative (minima lavorazione e semina sul sodo) e le colture di copertura per l’inerbimento permanente (nei frutteti, nei vigneti) o per il sovescio.


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S T U D I O E L AV O R O

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L’agricoltura, un importante sbocco professionale

I giovani di oggi dimostrano di credere sempre più nell'agricoltura come possibile sbocco professionale: le facoltà di Agraria d'Italia hanno, infatti, registrato nello scorso anno accademico un aumento vertiginoso delle iscrizioni, al Nord come al Sud. Secondo la classifica Censis 2011, la migliore Facoltà di Agraria in Italia è quella dell'università di Bologna, che si aggiudica per il secondo anno consecutivo questo riconoscimento. Al secondo posto si classifica invece la Facoltà di Agraria dell'università di Perugia, mentre al terzo si classifica l'Università di Modena e Reggio Emilia. Seguono le Università di Padova, della Tuscia, di Teramo, di Udine, di Sassari, di Torino e di Parma. La classifica vede nelle prime dieci posizioni ben tre atenei dell’Emilia-Romagna, una delle regioni italiane con la più alta vocazione e tradizione agricola. Stando ai dati statistici, i laureati nelle facoltà di Agraria sono ancora in prevalenza maschi (66%) e provengono soprattutto da studi tecnici o scientifici. In un periodo di forte crisi, l'agricoltura rappresenta uno sbocco professionale concreto per i giovani di oggi: basti pensare che circa il

54% dei laureati trova lavoro entro un anno dal titolo. Il settore degli agrofarmaci è un esempio di come l'agricoltura può dare, anche in tempo di crisi, delle concrete possibilità di lavoro ai giovani ricercatori italiani. Nell'ultimo anno, infatti, circa l'80% delle società aderenti ad Agrofarma ha svolto attività di ricerca e sviluppo, investendo ben 48 milioni di euro, pari al 6% del fatturato complessivo del comparto. Inoltre, nel nostro settore, circa il 14% del numero totale di addetti è dedicato alla ricerca, l'85% dei quali sono ricercatori a tempo pieno. L'aumento degli iscritti alla Facoltà di Agraria è un dato significativo, soprattutto se si considera il calo generalizzato delle matricole. Questo incremento è dovuto, oltre alle prospettive di lavoro, anche alla capacità degli atenei di offrire specializzazioni sempre nuove e di diversificare l'offerta formativa, ampliandola a settori come ad esempio la zootecnia e le biotecnologie. Maria Baldo 4VT

Il biologico cresce (soprattutto il vino) Nonostante sia considerato ancora un settore “giovane” in termini di regolamentazione ed autenticità, il biologico continua a crescere. I dati elaborati dal sistema d’informazione Sinab parlano chiaro: l’Italia è in vetta alla classifica nei confronti dei Paesi dell’Unione Europea in quanto primo produttore agricolo del settore biologico con una superficie dedicata poco inferiore a 1 milione 114mila ettari. Considerando il podio delle regioni, il primo posto è stato raggiunto dalla Sicilia con 226mila ettari circa, seguita da Puglia e Sardegna. L’area Nord-Est, invece, detiene il primato dei consumi, con un aumento degli acquisti delle famiglie per il biologico pari a 22,7% nei primi quattro mesi di quest’anno. Questi alti valori di produzione biologica e consumo interessano anche il vino, particolarmente apprezzato all’estero, sebbene esperti del settore ed imprenditori vitivinicoli italiani risultino divisi in due schieramenti. Di fronte all’espressione “vino biologico” c’è chi storce il naso affermando con convinzione “il vino biologico non esiste” e chi, invece, dice “il vino biologico? Lo produciamo”. La prima categoria di persone sostie-

ne che allo stato attuale il vino biologico non possa essere certificato, in assenza di una vera e propria normativa. La seconda fazione, al contrario, è convinta che il vino sia entrato a far parte del settore biologico in modo regolamentare. Perché il vino venga riconosciuto biologico, la quantità di Cu utilizzata non deve essere superiore a 6 Kg per ettaro secondo il sistema italiano e a 4 Kg per ettaro secondo quello svizzero; nell’arco di un’annata, vengono effettuati 4 prelievi sulla foglia e 1 sul grappolo (quest’ultimo a metà agosto circa); inoltre, alcune aziende affermano di non utilizzare SO2, sebbene quest’ultima dichiarazione sia oggetto di molti dubbi. Ciò che non necessita di regolamentazioni o certificazioni per poter essere confermato è la diffusione della voglia tra le persone, italiani e non, di avvicinarsi all’agricoltura biologica e di acquistare prodotti più sicuri e genuini. Il biologico non deve essere considerato un passo indietro per l’agricoltura, ma un modo di progredire verso una produzione agricola più naturale e meno schiava dell’industria chimica. Filippo Gobbi 3CB


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La fantasia in classe 

“L’alunno F. giustifica il ritardo dicendo che gli è stato rubato l’ascensore.  “Giustifico il ritardo di oggi 19 Novembre. Motivazione: un cerbiatto mi ha falciato in motorino. Seguirà certificato medico”  Assenza 30 maggio per motivo sportivo: salto del compito  “L’alunno C.M. giustifica il ritardo di mezz’ora alla lezione di ginnastica dicendo di avere pedalato controvento”  L’alunno A.L. sostiene di essere stato assente il 17/3/2009 perché : “Dovevo andare a caccia di vampiri con il nonno. Chiedo incontro con genitori e nonno.”  “L’alunno D.L. giustifica l’assenza del **/**/**** per: Ha ceduto una diga in Puglia (siamo in Lombardia)”  Lo studente A. B. si presenta a lezione con un costume da coniglio. Ai miei rimproveri risponde accusandomi di razzismo e sostenendo che anche un povero roditore ha diritto a un’educazione.  “Al mio rifiuto di ripetere per la 4 volta la stessa spiegazione, l’alunno P. mi risponde: ‘Ancora prof.! Finchè non la ripete bene!’ Chiedo provvedimenti.”

Inghilterra o Argentina? Due anni fa, quasi per caso ho partecipato al ‘’Progetto Leonardo’’. Per i corridoi girava la voce di questa opportunità che permetteva di andare all’estero 5 settimane, in Spagna, Francia o Inghilterra, facendo stage in qualche azienda e venendo ospitati in famiglia. Ci ho subito provato…test d’inglese….e qualche mese dopo ero su un aereo per la Francia, destinazione Nizza! È stata una delle esperienze più belle della mia vita, più interessanti e più emozionanti. Avevo appena diciotto anni e , non mi vergogno a dirlo, non ero mai stato per così tanto tempo lontano da casa; il francese lo masticavo a malapena ( qualche ricordo delle medie , più il corso offerto dal progetto), ma dopo una settimana lì, in famiglia, tutti i dubbi sono passati ed è iniziata l’avventura vera e propria. Dopo le difficoltà iniziali (si parlava solo francese in famiglia) la lingua non era più un problema e si riusciva a comunicare abbastanza facilmente. Non spaventatevi se non conoscete bene la lingua o se avete dei dubbi sulla ‘’vita in famiglia’’, ma lanciatevi all’avventura, perché’ troverete sicuramente famiglie estremamente disponibili (abituate ad ospitare ragazzi di tutto il mondo) e datori di lavoro altrettanto gentili e comprensivi , che vi seguiranno nelle varie operazioni, vi faranno da ‘’insegnanti’’ (e la comunicazione, alle volte a gesti, sarà fan-

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Paolo S. fruga nella scollatura di Irene D.

Z., durante l’interrogazione, insiste che il suo argomento a piacere è il Molise. Ci tengo a precisare che non solo non sono previsti argomenti a piacere, ma che si tratta di un’interrogazione di Latino.  ”Paolo S. fruga nella scollatura di Irene D. . Vorrei sottolineare che la signorina D. non fa nulla per impedirglielo. Mi chiedo: dove andremo a finire?”  “Gli alunni P., L. e N non si presentano in classe perché concentrati in una gara di elicotteri telecomandati in corridoio. Uno degli elicotteri colpisce “per sbaglio” la testa della sottoscritta causandole un lieve dolore all’orecchio. Richiamo gli studenti e sequestro i loro giocattoli pericolosi.”  I rappresentanti, mimando un accento siciliano, mi intimano di dimenticarmi dei compiti da me assegnati per le vacanze di Natale.  “Non condivido affatto la scelta degli alunni I., M. e F. di seguire le lezioni da una tenda da campeggio. Tuttavia, se ciò fa migliorare il loro rendimento, usino pure un camper. Dal sito “www.notadisciplinare.it” a cura di Maria Baldo 4VT

Provaci, è un'esperienza che cambia la vita tastica’) . Si creerà un rapporto fantastico tra i ragazzi del gruppo che continuerà anche al ritorno in Italia! Con queste poche righe volevo semplicemente dare un assaggio di cosa può significare ‘’Progetto Leonardo’’ ed invogliare tutti i ragazzi a buttarsi in questi progetti che la scuola offre, ad andare all’avventura, ad essere piccoli ambasciatori dei nostri territori nel mondo! N.B Ragazzi, anche quest’anno è stato approvato il progetto di scambio con l’Argentina, ATIS 3. E’ un’occasione unica e da non perdere. Sono stati 20 giorni indimenticabili quelli che ho passato in Argentina insieme ai miei compagni e due prof; non si tratta solamente di fare visite tecniche presso le varie aziende della zona , di partecipare a convegni e manifestazioni, si tratta di un’esperienza di vita unica e irripetibile! Si possono toccare con mano realtà difficili o comunque completamente diverse dalla nostra, che ti fanno crescere. Incontrerete ragazzi/ e fantastici, che in poco tempo diventeranno AMICI….e reincontrarsi qui in Italia, dopo 6 mesi, per la parte conclusiva del progetto è stato FANTASTICO! Ragazzi provateci! Basta un po’ di impegno e buona volontà e potreste trovarvi su un volo per la Francia, l’Inghilterra , la Spagna o addirittura l’Argentina! In bocca al lupo a tutti! Alessandro Bellotto 6VB


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Agricoltura e fame nel mondo Nonostante gli impegni internazionali in favore della riduzione della fame del mondo, la povertà continua a crescere: oggi in tutto il mondo oltre 1 miliardo e 20 milioni di persone vengono colpite da fame e malnutrizione, con ovvie conseguenze drammatiche per i bambini. Le attuali statistiche demografiche affermano che entro il 2050 la popolazione mondiale aumenterà da 6,8 a 9,1 miliardi di persone e questo accadrà soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Molte persone credono che la fame dipenda dall’impossibilità di produrre a sufficienza, ma non è corretto credere a questo : ci sarebbe abbastanza cibo se le risorse alimentari a disposizione fossero distribuite in maniera equa e consumate senza sprechi; è stato dimostrato che la fame è la conseguenza di un sistema di politiche e scelte economiche create da paesi del nord alle spalle di quelli del sud. I giornalisti e i rappresentanti economici e delle istituzioni internazionali descrivono le cause della crisi alimentare mondiale in alcuni fattori: i mutamenti climatici, le speculazioni, l’aumento del potere di acquisto e di consumo di indiani e cinesi, il boom nella produzione di biocarburanti. Questi fattori hanno aggravato la situazione, ma non l’hanno determinata, in quanto l’intervento decisivo, secondo il sociologo Luciano Gallino, è stato distruggere i sistemi agricoli regionali dei paesi emergenti:

CASTAGNATA

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La povertà continua a crescere dall’India all’America latina, dall’ Africa all’ Indonesia e alle Filippine , milioni di ettari sono stati trasferiti in pochi anni dalle colture intensive tradizionali, praticate da piccole aziende contadine, a colture estensive gestite dalle grandi corporations delle granaglie ; la produttività per ettaro è aumentata di decine di volte, i contadini , espulsi dai campi , sono andati a gonfiare i slums urbani del pianeta, oppure si sono uccisi perché incapaci di pagare i debiti che hanno trovato nel tentativo di competere sul mercato con i prezzi imposti dalle corporations dell’agroindustria. La popolazione dell’intero pianeta è raddoppiata dal 1950 a oggi, ma, ad esempio, la produzione di pollame è aumentato di 8 volte nello stesso periodo. Il problema si ha nell’accesso al cibo, più specificamente nel prezzo dei beni alimentari, che il sistema agricolo attuale ha fatto aumentare al punto da renderlo impossibile da pagare per maggior parte della popolazione. Una soluzione ci sarebbe, la sovranità alimentare: fornire ad ogni cittadino del mondo cibo adeguato, prodotto in modo corretto ed economicamente sostenibile. La riuscita di questo dipende molto dalla volontà politica internazionale, ma i consumatori hanno un importanza decisiva, acquistando prodotti alimentari locali e provenienti da filiere corte. Chiara Da Ros 4CB

AAA CERCASI CARRO

Il carro d’istituto: un simbolo alle sfilate, un modo per ritrovarsi con i compagni. Ogni anno per costruirlo ci si ritrova alle riunioni, dai ragazzini principianti delle prime, ai più esperti di quinte e seste. Diversi ragazzi, con modi di pensare diversi, con una diversa concezione del divertimento, si riuniscono in un’unica stanza, e stranamente riescono ad andare tutti d’accordo, così, ridendo e scherzando, ci si ritrova con delle proposte per il tema del carro. Con il passare degli anni, però, gli studenti hanno cominciato a tralasciare questo tipo di attività, “nessuno ha più voglia” si dice. All’inizio pure io ero scettica all’idea di costruire un carro allegorico dal nulla, con persone che non conoscevo, “ho di meglio da fare” dicevo. Fortunatamente, delle persone hanno insistito con me, e anche molto devo dire; la prima sfilata a Pieve di Soligo è stata divertentissima: i coriandoli, la musica, la soddisfazione di poter vedere sfilare qualcosa che hai costruito insieme ad altre persone. Ora come ora non capisco perché ho dubitato così tanto di un divertimento simile! Sinceramente, non vedo perché nessuno voglia partecipare a questa iniziativa; capisco che a febbraio ci sono i corsi di recupero, ma un momento per stare in compagnia al pomeriggio si può ritagliare in qualche modo! Perciò ragazzi, fatevi avanti, Giulio Lorenzon e Marika Fogli (5OA) verrete accolti a braccia aperte da tutti, nessuno vi mangia! Un carnevale senza il carro del Cerletti che carnevale è? Ditemelo voi C.D.R 4CB

Venerdì 21 ottobre 2011 le classi 5^OA e 5^VT, come da tradizione, hanno organizzato la CASTAGNATA per tutti gli studenti ed i Docenti del nostro Istituto. Già alle ore 8.05 sono iniziati i preparativi, grazie anche al prezioso contributo della prof.ssa Coletti che ci ha aiutati dandoci consigli per il buon funzionamento della festa. Gli studenti delle classi organizzanti sperano di essere riusciti anche quest'anno a ricreare la complicità, la voglia di stare bene e di divertirsi insieme che da sempre caratterizzano e contraddistinguono il Cerletti. Ora passiamo il testimone a chi, il prossimo anno, dovrà organizzare la festa e ci auguriamo che le belle tradizioni non vengano mai dimenticate.


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Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

Adolescenti in fuga Sempre più di frequente, sfogliando le pagine dei giornali, ci imbattiamo in fatti di cronaca sconcertanti, che vedono come protagonisti adolescenti che, inspiegabilmente, fuggono da casa. Non sono una novità le lacrime e gli appelli di genitori disperati, le testimonianze di increduli vicini di casa e di amici che si interrogano sulle possibili motivazioni di un gesto così impulsivo. Generalmente, però, tutto lo stupore e l’ indignazione si esauriscono ad “avventura” conclusa, soffocati dall’ improvvisa esigenza di preservare la privacy della famiglia. È proprio questo l’ errore. Non possiamo illuderci, occultando il problema, di averlo risolto. Questi fatti rappresentano un campanello d’ allarme che non possiamo ignorare e necessitano di un’ attenzione particolare. Perché? Perché ci danno dei segnali inequivocabili di un disagio che è tutt’ altro che superficiale, ma che affonda le sue radici nella società contemporanea e grava, come un’ ombra scura e soffocante, proprio su quella fascia d’ età che più di tutte è vulnerabile: quella adolescenziale. L’ evoluzione della civiltà e degli stili di vita ha costretto le famiglie ad adattarsi ad una nuova, frenetica routine. Si è passati da un nucleo famigliare in cui c’ era una netta divisione dei ruoli e un grande senso del rispetto verso l’ autorità ( soprattutto paterna ), ad una realtà odierna nella quale si distingue chiaramente l’ impronta della neoacquisita parità dei sessi, grande successo sul piano storico, ma che ha fatto vacillare i pilastri portanti che regolano la vita famigliare. A risentirne sono ovviamente i giovani, che non trovano più nei genitori una solida “sponda”, una luce a cui fare riferimento nei momenti bui. Disorientamento brillantemente promosso dai mezzi di telecomunicazione e dai falsi valori che trasmettono, i quali rendono concreto il rischio di una sovrapposizione tra la vita reale e quella da essi creata. Inoltre i genitori, nel vano tentativo di colmare il vuoto lasciato da mancate attenzioni e da un dialogo sempre più occasionale e difficile, ripongono nel figlio le loro aspettative più am-

Un campanello d’allarme biziose, pretendendo spesso di fargli percorrere quella strada che avrebbero voluto per loro stessi, non curandosi delle reali esigenze del ragazzo. Si stupiscono se non assume quei comportamenti che a loro avviso dovrebbe mantenere, arrivando a chiedersi dove hanno sbagliato. Ennesima prova della loro insicurezza e della fragilità del loro ruolo di educatori. Sono questi i motivi che spingono molti ragazzi a scappare. A cercare rifugio in altre realtà e a ribellarsi al senso di oppressione e incomprensione che respirano a casa. I genitori di oggi dovrebbero capire che un figlio è come una pianta: ha bisogno di un sostegno per poter crescere dritta e vigorosa e va alimentata con ciò di cui ha realmente bisogno. Non si può pensare di avere un albero rigoglioso se lo si abbandona a se stesso, ne’ se lo si soffoca eccessivamente. Perché anche troppo amore equivale al nulla. “ I vostri figli non sono figli vostri. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa. Essi vengono attraverso voi ma non da voi, e sebbene siano con voi non vi appartengono. Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri. Poiché hanno pensieri loro propri. Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime, giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,che voi non potete visitare neppure in sogno. Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli come voi siete. Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato. VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,VIVENTI FRECCE, SONO SCOCCATI INNANZI.” Si può imparare tanto dai giovani… basta ascoltarli. Il futuro è nelle loro mani. Cerchiamo di crescerli in modo che siano all’ altezza di ciò che li aspetta, doniamo loro la capacità di saper superare la prove che incontreranno nel loro cammino, senza pensare alle nostre egoistiche esigenze.

Motivazione a scuola Eccoci di nuovo tra i banchi di scuola a sognare l’estate , il mare, le vacanze ormai finite da un pezzo. E mentre ci troviamo seduti nelle nostre tristi aule, ci chiediamo : “Perché sono qui, perché devo studiare? In realtà sappiamo benissimo perché siamo qui e cosa vogliamo: imparare a conoscere il mondo non solo da un punto di vista geografico o storico ma a gustarne il sapore, la consistenza, la duttilità, la resistenza perché tutto questo ci prepara alla vita; poiché ciò che veramente ci chiediamo è chi siamo e cosa sappiamo fare. Studiare è un aiuto per rispondere a questi interrogativi poiché alleniamo la nostra mente, ci mettiamo alla prova, manteniamo aperte sinapsi tra miliardi di neuroni ampliando così la nostra capacità di guardare le cose come sono realmente e trasformare il nostro piccolo spirito in qualcosa di grande che sentiamo ma ancora non riusciamo ad esprimere. Studiare è una disciplina per l’anima, è sicuramente faticoso ma è il miglior modo per renderci sempre più famigliari con il mistero della vita. Quindi ragazzi, rimbocchiamoci le maniche, e finiamo al meglio quest’anno, che l’estate non è poi così lontana.

Miriam Cavallaro 4CB

Marika Fogli 5 OA

G i o v e n t ù b r u c i at a ? I d a t i c o n f e r ma n o I giovani non credono più nella scuola. I dati usciti recentemente dall’Eurobarometro 2011 non temono smentite. L’Italia è nettamente sotto la media UE per quanto concerne le risposte dei suoi studenti allo domanda:”Secondo te l’istruzione è un’operazione interessante per i giovani del tuo Paese?”. Nella formazione professionale crede solo un giovane su due contro il 95 della Germania e l’83 della Spagna che sul piano economico non se la passa tanto bene. Inoltre risulta che solo un giovane su quattro sarebbe disposto ad intraprendere un’attività commerciale mentre la media europea è intorno al 40% . In fondo è legittimo che un giovane sia scettico di fronte ai propri studi dal momento che questi non gli riservano un posto di lavoro e una professione adeguata al percorso da lui svolto. E questa che risulta dai dati non è affatto una bella prospettiva, perché significa che non c’è futuro se non si crede nella formazione professionale.


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Comitato ambiente scuola La nostra scuola vuole adoperarsi per compensare il consumo di riscaldamento ed energia elettrica utilizzata, con la messa a dimora di alberi che immagazzinando anidride carbonica (CO2) liberino ossigeno ( O2 ) nell’aria e contribuiscano alla diminuzione dei gas serra del nostro pianeta. Questa è la proposta che il comitato ambiente vuole fare durante quest’anno scolastico. Vogliamo sensibilizzare gli studenti alla sostenibilità ambientale, così come abbiamo già iniziato a fare con la raccolta differenziata nelle classi, crediamo che questo nostro impegno possa essere di stimolo a riflettere sulle problematiche del cambiamento climatico e sulla necessità di cambiare il nostro stile di vita limitando gli sprechi. Questa tecnica viene chiamata “carbon footprint” e cioè indica l’emissione totale di CO2 e altri gas ad effetto serra, per i quali un individuo o organizzazione è responsabile. L’Associazione umanitaria Terra del Terzo Mondo Onlus, che lo scorso anno ha presentato durante la cogestione il suo progetto, è impegnata in Etiopia per combattere la fame e la sete in quel continente attraverso progetti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica fra i quali: col progetto NOCO2 pianta un albero si intende contrastare i cambiamenti climatici attraverso percorsi di abbattimento di gas ad effetto serra. Terra del Terzo Mondo nel corso degli ultimi 10 anni ha realizzato in Etiopia un progetto di forestazione cioè di piantagione su territori in cui precedentemente non vi era alcuna essenza arborea. Ha promosso e consentito la nascita di una Cooperativa agricola che dà lavoro a più di 500 persone partendo dalla creazione di un vivaio in cui attualmente sono poste a dimora più di 500 mila piantine. La superficie attualmente coperta è di 70 ettari per

Lo Sponsor Argenta

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Il Cerletti vuole rispettare gli accordi di Kyoto un totale di 350.000 alberi e ci si accinge a piantarne altrettante su ulteriori 35 ettari di terreno concesso dal governo etiope. La costante incrementazione di questa foresta è strumento di sostenibilità ambientale per le sue possibilità di riequilibrio delle emissioni di CO2 e contribuisce alla sostenibilità sociale ed economica della popolazione nonché ad accrescere le capacità di autosufficienza di quelle popolazioni attraverso l’apprendimento ed il lavoro in ambito agricolo e forestale, del villaggio di Gassa Chare (a circa 500 km ad ovest di Addis Abeba). La foresta è stata certificata ai fini della compensazione delle emissioni residue tramite l’acquisto volontario di crediti di emissione. Questi progetti sono nati e seguiti dai nostri ex studenti Luca Zanchetta e Carlo Murer, volontari di terra Terzo Mondo , diplomati presso il nostro istituto negli anni 1995- 2004 , questo loro impegno dimostra come la nostra scuola sappia preparare tecnicamente persone sensibili ad affrontare le nuove sfide mondiali, e quindi siamo certi che il nostro appoggio possa essere per loro di grande aiuto per farli continuare nel loro impegno sociale ed ambientale e per farli sentire orgogliosi di essere appartenuti ad un istituto che non li ha mai abbandonati e che vuole rinsaldare dei stretti legami con i loro progetti futuri. Carlo Murer rientrerà in Italia a fine novembre dopo tre mesi di missione in Etiopia e sarà disponibile ad incontrarci per raccontarci come questo impegno l’ha profondamente cambiato. Sarà in questa occasione che potremmo scambiare le nostre raccolte fondi delle iniziative che faremmo, con le quote di CO2 che il suo progetto sta accumulando in Etiopia.

Orifiamma Lorenzon 4VA e prof. Giorgio Milani E’ green con la mobilità a zero emissioni

Il mondo del vending si colora di verde: Argenta, leader in rifornimento dei distributori automatici. Grazie all’utilizzo delItalia nel settore del vending, fa il suo ingresso in E- la furgonetta elettrica Renault Kangoo Z.E., Argenta potrà effettuare il servizio di distribuzione nel MOVING, il progetto pilota sviluppieno rispetto dell’ambiente, con zero pato da Renault in partnership con Kangoo Zero emissioni emissioni di CO2 nell’utilizzo. Al fine di A2A finalizzato a dare impulso alla mobilità a zero emissioni, indispenconsentire le attività di rifornimento sabile nel prossimo futuro per la ridudell’energia elettrica necessaria all’alizione dell’inquinamento e per un mentazione del veicolo, è stata installata trasporto più eco-compatibile. Arda A2A presso una delle filiali operative di Milano Argenta una colonnina di ricagenta, che ha una flotta aziendale rica; inoltre il veicolo Argenta potrà di 900 veicoli, sperimenterà una mobilità 100% elettrica, utilizzaneffettuare il pieno di elettricità presso do per le proprie consegne nella tutte le infrastrutture di ricarica A2A installate sul suolo pubblico. Il primo città di Milano il veicolo Renault Kangoo Z.E che, dotato di batterie furgone è stato ritirato il 23 marzo ed ha agli ioni di litio di ultima generaziocominciato subito a girare per le vie del ne, garantisce un’autonomia media di centro di Milano, riscuotendo grande 160 km. Si tratta di un passo importante, sia per Argenta sia per successo tra i clienti e i passanti. Il progetto è destinato a creil settore del vending nel suo complesso che, come è noto, con- scere, confermando così l’impegno di Argenta ad operare centra nel trasporto una parte considerevole del proprio busi- nel pieno rispetto dell’ambiente in cui viviamo. ness, offrendo ai propri clienti un puntale servizio quotidiano di


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PESTICIDI

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C’è un’interrogazione parlamentare in Europa

TREVISO - Finisce sul tavolo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare la questione pesticidi nei vigneti del Prosecco. L’europarlamentare dell’Idv Andrea Zanoni ha chiesto alla direttrice dell’organismo comunitario Catherine GeslainLanéelle, «cosa intende fare l'Autorità europea per contrastare l'utilizzo indiscriminato di pesticidi tossici e nocivi nel trattamento dei vigneti delle colline del trevigiano a due passi dalle case dei cittadini?». «In tutta la provincia di Treviso gli operatori che utilizzano i pesticidi sono protetti da maschere, tute e guanti e adottano le precauzioni richieste per l’uso di queste sostanze tossiche, anche attraverso l'utilizzo di elicotteri –ha riferito Zanoni- mentre i bambini della scuola accanto o i vicini di casa sono sottoposti a tutti i rischi del caso e magari in balia di potenziali nubi tossiche trasportate dal vento. I cittadini sono molto preoccupati. Viviamo in un'area dove gli ammalati di cancro stanno aumentando sem-

pre di più», ha continuato Zanoni, che ha chiesto alla Direttrice un parere su questa grave situazione nel trevigiano. Zanoni, la scorsa estate in veste di consigliere provinciale, aveva presentato un'interrogazione per chiedere alla Provincia di segnalare i vigneti trattati indicando le precauzioni da adottare; di informare debitamente la popolazione locale; di promuovere l’utilizzo di metodi biologici nel trattamento dei vigneti del prosecco; di effettuare un'analisi del sangue e delle urine di un campione di residenti nelle aree coltivate a vigneto. Ma anche di identificare le aree sensibili come scuole, asili, abitazioni; di regolamentare con precise distanze di sicurezza l’impianto di nuovi vigneti; di effettuare studi epidemiologici sulle patologie tumorali e di analizzare a campione i vini al fine di individuare l’eventuale presenza di pesticidi. Cosa sia stato fatto non è dato sapere. Se ne è parlato nel convegno tenutosi il 25 novembre a Villa dei Cedri a Valdobbiadene.

POESIA SULLA VENDEMMIA “LA VENDEMMIA DEL 98” anno santo per il raccolto dell'uva, tanta in tanta quantità. tini e tinozze, piena abbondanza quest'anno di vin santo che nutre e dà vigor in ogni corpo san allegria dei ciucconi allegria per le tasche dei vignaioli. carri pieni tutto il dì scorrono lungo le vie di campagna

a portar l'uva a destinazion. schiacciarla che peccato, così bella bionda rosa e verde tante sfumature che l'occhio fan goder e alla pancia fan tanto piacer.

Elena Cerato (nonna di un’allieva della scuola)

CAMPESTRE, UN SUCCESSO DI TUTTI L’estate di S. Martino ha favorito la manifestazione di corsa campestre. 300 i Partecipanti . Le difficoltà logistiche causate dai cantieri e dalla mancanza di parcheggi sono state superate grazie ad un ottimo spirito collaborativo…si ringraziano tutti quelli che hanno contribuito alla buona riuscita della gara. Alle provinciali, purtroppo, solamente la squadra della categoria allievi (1995/96/97) a causa di restrizioni spese in provincia Ecco i vincitori: cat. ragazze: 1)Zanardo Lucrezia 2AGT 2)Sandel Federica 3CB 3) Zandonà Ilaria 2CVE anno 1997: 1) Del Missier Niccolò 1BVE 2)De Nardi Mattia 1APT 3)Kelm Franco Agustin 1AVE anno 1996: 1) Scaboro Federico 2AGT 2)De Vecchi Michele 2B 3)Fedrigo Davide 1BGT anno 1995: 1) Zanette Martino 3CC 2)Piazza Alessio 3VB 3)Simonaggio Elia 3AAC anno 1994: 1)Pederiva Matteo 4VT 2) Merotto Stefano 4VT 3) Corrà Marco 4VA anno 1993: e prec 1)Vettoretti Nicola 5VT 2) Nani Eddj 5VA 3)Michelet Massimo 5BAC

Prof.ssa Nicoletta Rui


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La festa del 135° della scuolaenologica Si è svolta il 26 novembre scorso, presso il GB Cerletti di Conegliano, la manifestazione per festeggiare i 135 anni della Scuola Enologica più vecchia d’Europa. Alle ore 10 si è tenuta, presso l’Aula Magna, la tavola rotonda “ Le scuole enologiche italiane a confronto. All’evento, patrocinato dal Comune di Conegliano, dalla Provincia di Treviso e dalla Regione Veneto, hanno aderito le 11 scuole enologiche d’Italia (Alba, Asti, Avellino, Catania, Cividale, Locorotondo, Marsala, Roma, San Michele all’Adige, Siena) che hanno illustrato le loro competenze e le loro peculiarità legate al territorio nel quale operano. Ha coordinato gli interventi il dott. Giuseppe Martelli, direttore dell’Assoenologi e degli Enotecnici, che ha sottolineato “la necessità di rilanciare le scuole enologiche italiane perché tornino ai fasti di un tempo ma sappiano guardare anche al futuro puntando sulla professionalità e la competenza”. Alle ore 12, alla presenza dei 15 sindaci della Docg Prosecco, nel piazzale antistante l’ingresso della scuola, dopo i saluti della Preside prof.ssa Damiana Tervilli sono intervenuti Alberto Maniero Sindaco di Conegliano; il primo cittadino ha ribadito “che la scuola enologica è il fiore all’occhiello, l’emblema, la bandiera a difesa delle tradizioni e della cultura , ma

Le tappe storiche del Cerletti Molti di coloro che, a vario titolo, hanno preparato il terreno per fare di Conegliano la sede della prima Scuola Enologica Italiana, hanno evidenziato un forte spirito patriottico, partecipando in prima persona a diverse vicende risorgimentali Il vino e la vite hanno accompagnato spesso la storia della nazione e della penisola che si esplica in modo esemplare con l’interessante figura del prete-patriota-agronomo Felice Benedetti e Francesco Gera, . (Conegliano1803-1867) medicoagronomo, precursore della Scuola Enologica di accese idee liberali e di altri patrioti. Ma in particolar modo i due padri riconosciuti della scuola enologica di Conegliano, Antonio Carpenè e Giovanni Battista Cerletti hanno dato un contributo fattivo e in prima persona per portare a compimento l’unificazione italiana con la partecipazione diretta alle imprese di Garibaldi. Cerletti disse espressamente che con la nascita di questo istituto “questa parte d’Italia non solo avrà fatto un’opera utile, ma compiuto un atto d’importanza politica, come nuovo segno che non è spenta tra noi quella santa e potente concordia, che unì le cento città sorelle a formare una grande nazione”. La fondazione della scuola enologica è quasi un completamento delle imprese eroiche e belliche dei fondatori, dai campi di battaglia ai vigneti: sentiamo lo stesso spirito combattivo, determinato, rivoluzionario. In questo modo la scuola diventò cemento dell’unità

nello stesso tempo assieme alle altre 11 scuole d’Italia evidenzia l’unità del territorio e dei valori che lo caratterizzano”. Il Presidente della Provincia Leonardo Muraro ha ricordato “che la scuola è il cuore dell’economia della Pedemontana e ha sempre saputo adeguarsi al cambiamento dei tempi e affrontare le sfide della crescita e del mercato. Ha invitato gli studenti ad essere artefici del domani, e ha chiesto loro responsabilità, impegno e serietà”. “Il Cerletti-ha concluso Muraro- è un famiglia dove stanno di casa formazione e professionalità”.. E’ intervenuto infine il Vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto Mons. Corrado Pizziolo che ha dato la sua benedizione. A coronamento della manifestazione c’è stato l’excursus storico della prof. Ballancin dal titolo “L’Italia Unita” teso a ripercorrere le tappe storiche del GB Cerletti e soprattutto il suo contributo alla Storia d’Italia, dalla fondazione ad oggi. Ad allietare la giornata di il Coro dell’ ISISS “G. B. Cerletti” diretto dal Prof. Renato Gava. Ha concluso la mattinata il brindisi celebrativo e il buffet presso l’Enoteca Veneta offerto da U.VI.VE. Unione Consorzi Vini Veneti DOC e Centro Regionale Enoteca Veneta . (D.B.) nazionale. Nella primavera del 1915 l’onda dell’interventismo arriva anche a Scuola, dove era diffuso lo spirito liberalemazziniano, si discute animatamente. Una mattina gli studenti durante l’ora di chimica portano le bandiere di Trento e Trieste e nasce una accesa discussione sull’intervento in guerra dell’Italia. Gran parte dei docenti e studenti è favorevole, si deve affrontare la guerra, quella che viene sentita e vissuta come la 4° guerra di indipendenza. Molti partirono per il fronte, tanti non torneranno, il loro nome è scritto sulla lapide che venne posta nel 1920 nella nell’atrio della vecchia scuola.(48 studenti , 4 docenti e assistenti) e che poi venne spostata nell’atrio di questa nuova sede. Nel 1924 (inaugurazione della nuova scuola da parte di Mussolini) venne messo a dimora un certo numero di piante per ricordare i 52 caduti (docenti e studenti) che erano morti nel conflitto. Nel 1926, il parco della Rimembranza venne inaugurato da Emanuele Filiberto di Savoia duca d’Aosta, ad ogni albero venne assegnato il nome di uno studente o docente morto in guerra.I parchi non sono un duplicato dei monumenti, delle targhe proprio perché sono dati in custodia alle scolaresche. Sono luoghi della memoria civile, creati per mantenere vivo il ricordo dei caduti. Un poeta indiano (Tagore) ha affermato " gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto". Ecco quindi questo monumento verde, non pietra o marmo, ma alberi che crescono, si trasformano ed esprimono l’ideale della rigenerazione, sanciscono il riscatto dalla morte e dagli orrori della guerra.

Dal discorso tenuto dalla Prof.ssa Teresa Ballancin


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Grana Padano

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La produzione italiana in mano ai Sikh (Indiani)

“Nel cremonese gli immigrati indiani provenienti dal Punjab sono assai numerosi, e trovano impiego in particolare nella filiera lattero-casearia.” Negli ultimi venti anni, migranti indiani del Punjab si sono trasferiti nel cuore dell'Italia agricola per lavorare principalmente nelle fattorie, spesso come "bergamini", così vengono chiamati i lavoratori del settore caseario nel dialetto locale.Si dice che se i lavoratori indiani scioperassero, la produzione del Grano Padano si fermerebbe. "Be', non so se la produzione si fermerebbe, ma sicuramente si creerebbero molte difficolta'", dice Simone Solfanelli, il presidente della federazione cremonese di Coldiretti, la piu' grande organizzazione agricola italiana. "Posso dire che sono indispensabili per l'allevamento", e per il latte prodotto nella provincia (con un milione di tonnellate all'anno, circa un decimo di tutto il latte prodotto in Italia). Gli indiani, molti dei quali sono sikh, sono arrivati per la prima volta in Italia quando un'intera generazione di

lavoratori caseari andava in pensione, e non c'erano sostituti in vista. "Hanno salvato un'economia che sarebbe andata in rovina perche' i giovani non vogliono lavorare con le mucche", afferma Dalido Malaggi, il sindaco di Pessina Cremonese. Sebbene l'industria casearia sia oggi in gran parte meccanizzata, il lavoro dell'uomo e' necessario 365 giorni all'anno, quindi ci sono delle rinunce da fare” ha spiegato. Il lavoro che svolgono queste persone e' suddiviso in due turni da quattr'ore al giorno, a circa 12 ore di distanza . "I giovani italiani non vogliono lavorare con questi orari", dice. "Preferiscono lavorare in fabbrica e avere le serate e i week-end liberi". E' stato un bene incontrare gli indiani, perche' molti di loro gia' sapevano cosa fare per mandare avanti una fattoria ed erano pieni di voglia di fare quindi sono diventati indispensabili, per alcune aziende , per mantenere le produzioni e magari aumentarle . Deborah Manzan 4VT

UN MONDO PIÚ PULITO? RICOMINCIAMO DALLA SCUOLA

LE PIANTE OFFICINALI La calendula: pianta dai mille usi

Ci stiamo ammalando, e con noi anche l’ambiente che ci circonda! Negli ultimi anni sempre più persone lamentano un disturbo, sempre più elevato, che si manifesta con occhi, gola e polmoni irritati, tosse e una costante oppressione al torace. Ricordiamo che una delle più gravi patologie a cui si può andare in contro sono cancri maligni come ad esempio carcinomi. Fortunatamente negli ultimi anni questo problema sembra essere, finalmente, stato preso in considerazione!! L’Unione Europea ha emanato una serie di normative atte ha diminuire la percentuale di anidride carbonica nell’aria e ha appoggiato e supportato la ricerca di energie alternative e l’impiego di esse come alternative per i cittadini. Ma per risolvere i problemi è necessario partire dal nostro piccolo e poi farlo crescere! Per questo è molto importante che anche a scuola ci sia attenzione e sensibilità per il risparmio energetico. Nella nostra scuola un passo in questa direzione sembra essere stato fatto, l’hanno scorso durante l’autogestione e quest’anno mantenendo la raccolta differenziata. Questo potrebbe essere integrato con una sensibilizzazione attraverso lezioni di sostenibilità ambientale e rispetto dell’ambiente… perché spetta a noi il compito di fare qualcosa per cambiare la situazione: noi potremo essere la speranza del mondo, perché su di noi ricadranno i danni se le cose non saranno cambiate… facciamo un passo verso un futuro migliore!

La calendula, o Calendula Officinalis, appartenente alla famiglia delle Composite, veniva chiamata dai greci “pianta dai fiori d’oro” . Fu utilizzata sin dal medioevo per curare ferite, eruzioni cutanee, infiammazioni; in seguito venne utilizzata solo come pianta ornamentale fino al 1600. La calendula è una pianta erbacea annuale che può arrivare fino all’ altezza di 50cm; è costituita da un apparato radicale composto da un fittone, da dove nasceranno radici secondarie; foglie sprovviste di picciolo e coperte di peli, lunghe dai 5 ai 15 cm e larghe dai 2,5 ai 4 cm, colorate di un verde chiaro; un fiore o infiorescenza gialloarancione profumata di limone, provvista di calice e sostenuta da uno stelo costituito da foglie piccole e lanceolate; un infruttescenza costituita da acheni,cioè capsule contenenti un seme che non esce spontaneamente a maturazione, di colore grigio o marrone. Tutta la pianta, ad eccezione del fiore, emana un intenso colore, che tende a scomparire nel prodotto essiccato. Dai fiori della calendula vengono estratti i principi attivi dotati di proprietà infiammatorie e cicatrizzanti, disponibili in commercio sotto forma di unguenti, da appliccare in caso di infiammazioni o irritazioni. I preparati a base di questa pianta hanno proprietà emollienti, rinfrescanti, di stimolo alla ricostruzione della pelle secca, screpolata e quindi delicata. Inoltre l’infuso di fiori è molto utile per curare influenze e raffreddori, quindi, vista la stagione, preparate la scorta! C.D.R. 4CB

Gloria Gamba 4 CB


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LA CANTINA

MUSICA E DISCRIMINAZIONE

Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

Dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei

Fino a non molti anni fa, le persone erano discriminate sulla base del colore della loro pelle (chi non ricorda il fenomeno dell’apartheid? non che sia finito eh), ora invece, i giovani, soprattutto quelli compresi nella fascia d’età che va dai 12 ai 16 anni si discriminano sulla base della musica che ascoltano. Succede, infatti, che questi si isolino in gruppi proprio come prima accadeva tra bianchi , neri e gialli. Oggi però, i colori stanno a indicare i generi musicali: i cosiddetti “metallari” si vestono di nero, di giallo (e più in generale di vistosi colori fluorescenti) quelli che ascoltano musica elettronica, house e techno, mentre ai bianchi appartengono quelli che ascoltano un po’ di tutto, oppure sono indifferenti rispetto all’accoppiata abbigliamento - genere musicale ascoltato. La cosa assurda è che però si scriva dappertutto qual è il proprio genere musicale preferito: house, techno, metal o rock, tanto per citarne alcuni. Ovviamente dopo questa azione

ne segue un’altra uguale e contraria: la risposta della persona che legge, che molto probabilmente, avendo gusti diversi, disprezzerà la dicitura che ha appena letto. Questo fenomeno procede fino a quando tutta la superficie in questione non è totalmente imbrattata. Il “razzismo musicale” va avanti fino a quando la “sbornia dell’adolescenza” non passa, cioè a circa 17 \18 anni, in altre parole nel momento in cui si varcano le soglie del mondo adulto e si cominciano comprendere i vari meccanismi che regolano la vita di una persona. La maturità porta ovviamente con sé, anche la consapevolezza delle proprie azioni e di ciò che accade nel mondo. Arrivati quindi nella fase adulta, succede che molti gruppi si sciolgano e che si riprenda (o si cominci) a frequentare quelle persone che prima si vedevano come ostili. Matteo Ghirardo 6VB

Il programma degli studenti in C.D.I

Gara botanica

"Dopo la campagna elettorale più combattuta che il “Cerletti” abbia visto negli ultimi anni, alle Elezioni svolte il 14 novembre, avete proclamato come rappresentanti d’istituto: Alberto Pin, Filippo Meneguz e Giulia Bisson. Nonostante tutto, da subito si è venuto a formare un trio affiatato, le nostre idee si stanno amalgamando alla perfezione, e speriamo di riuscire a ripagare tutta la fiducia che voi, studenti del Cerletti, ci avete dato. Di progetti ce ne sono tanti, e la voglia di far bene di sicuro non ci manca, sempre confidando che le nostre iniziative vengano accolte ed approvate da tutti. In primis però vogliamo riuscire a intraprendere un dialogo trasparente tra studenti-dirigenza e viceversa, ascoltare le vostre proposte e le vostre lamentele… insomma lavorare per una scuola migliore! Per fare tutto ciò abbiamo bisogno del vostro aiuto ragazzi, e per questo, tra le altre cose, abbiamo creato un gruppo su Facebook: “la voce del cerletti” dove vi invitiamo a iscrivervi per rimanere aggiornati sulle ultime news, per poter rimanere in contatto con noi… stiamo uniti ragazzi! Buon anno scolastico a tutti. Alberto, Filippo, Giulia. I Vostri rappresentanti" Gli eletti: (in ordine di apparizione in foto dall’alto) A.Pin, F. Meneguz, G.Bisson, A. Bragato (studenti); G.Mocchi, D. Vaccari, F. Curtolo, D. Guerra, O. De Nardi, P. Paolin, Bernardi, S. Cattelan (insegnanti); E. Casagrande, V. Capano (ATA); Tommasini, Polese, Buosi, Semeghini (genitori).

Mercoledì 12 ottobre 2011 si è tenuta a villa Bolasca (Castelfranco) , una gara di riconoscimento botanico. Hanno partecipato all’evento tutte le scuole agrarie della regione, circa una quarantina di squadre. In rappresentanza dell’istituto Cerletti c’erano tre squadre formate da: Zanellato/Denadai (4 CB/5^CA); Cendron/Zen (5CA/5CA);Flora /Paludetto (4^OA/4CB). La gara consisteva nel riconoscere 30 specie botaniche, scelte da una lista di 179 piante. Oltre al nome comune andava indicata la famiglia , la specie e il genere. Il piazzamento migliore è stato ottenuto dalla squadra Flora e Caludetto , che si è classificata terza a parità di punteggio con un’altra coppia, con un totale di 144 punti su 150. I primi classificati hanno totalizzato 149 punti ; dai punteggi si è riscontrato un grosso divario tra i primi classificati e le altre squadre , infatti le prime 5/6 coppie sono riuscite a totalizzare più di 120 punti ; mentre tutte le altre non sono riuscite a superare gli 80 punti. Il punteggio veniva assegnato con il seguente metodo: -NOME COMUNE: 2 PUNTI -GENERE :1 PUNTO -SPECIE:1 PUNTO -FAMIGLIA:1 PUNTO In totale si potevano fare un massimo di 150 punti.

 Dalla redazione de

LA CANTINA


LA CANTINA

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Anno 10, Numero 28, Dicembre 2011

VENDO – COMPRO (tra il serio e il faceto)

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Cercasi gabbia per cocorita in libertà in classe. Per info Franca 4^OA Cercasi manuale d’istruzioni per l’orologio del prof.Borsoi. Causa:orario binario incomprensibile. Cercasi cucinino con angolo cottura , per scarsa scelta di cibo e bevande nelle macchinette dell’ex latteria. Cercasi inserzionista per la rubrica “vendo-compro.” Cercasi capelli al metro quadrato per fronte troppo spaziosa. Cercasi libri di meccanica agraria, perché siamo disperati. Per info Conci e Dix 4^OA Trovato splendido esemplare di australopiteco , ancora vivente , in buona salute e completo di linguaggio. Vendo al miglior offerente Cercasi tendine a fiori per sostituire quelle orrende dell’alunno R.M (si accettano anche persiane). Cerchiamo volontari per una spedizione alla ricerca del molare perduto di un nostro compagno. Cercasi ruota da criceto per fare ed. fisica. Causa: non ci stiamo in palestra. Cerchiamo sequestratore di persone , per rapire il “paninaro” della sede. Per Info Alice e Franca 4^OA Cercasi finanziatore, preferibilmente “mafioso”, per comprare nuovi distributori di viveri e bevande per l’ex latteria (sede dimenticata da Dio).

I 150 anni dell’Unità d’Italia Possa il mio sangue servire per costruire l’unità italiana e per riportare la nostra erra ad essere onorata e stimata nel mondo intero. Lascio nello strazio e nella tragedia dell’ora presente i miei genitori […]. Con la coscienza sicura di aver sempre voluto servire il mio Paese con lealtà e con onore, mi presento davanti al plotone di esecuzione col cuore assolutamente tranquillo e atesta alta. Possa il mio grido di”

La Redazione Direttore resp. Prof. Dino Benacchio In redazione: Studenti: D. Manzan, M. Baldo, M. Ghirardo, A. Bellotto, C. Da Ros, J. D’Ambroso, F. Gobbi, M. Castaldo, G. Gamba, F. De Paris, M. Cavallaro, J. Zalamena. Grafica e impaginazione: F. Sonego Scrivete a: Via XXVIII Aprile, 20 31015 Conegliano (TV)

e-mail: info@isisscerletti.it Sito: www.scuolaenologica.it

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Viva l’Italia libera” sovrastare e smorzare il crepitio dei moschetti che mi daranno la morte: per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice! Franco Balbis, capitano, fucilato il 5 aprile 1944 (Da “Lettere dei condannati a morte della resistenza italiana”)

continua dalla prima in una società competitiva e selettiva senza una cultura di base adeguata. I dati sono preoccupanti, ma la realtà è questa. Dunque, se i nostri politici alla scuola, come istituzione, dimostrano di non credere tanto ( è la mia opinione), dobbiamo essere noi docenti a rilanciarla come luogo privilegiato del sapere, luogo di civiltà e di crescita. Restituendole quella credibilità che forse ha solo smarrito, e che va recuperata in fretta. Per il bene dei nostri studenti e del loro legittimo futuro. In questo numero, “La Cantina” ha voluto soffermarsi ancora una volta sul mondo dell’agricoltura, ingiustamente bistrattato da chi manovra le leve del potere. La chiusura di molte aziende , la perdita di terreno coltivabile, gli scarsi finanziamenti devono suonare come un campanello d’allarme, affinchè non vadano perdute esperienze, tradizioni, culture secolari. Ma si torni invece ad apprezzare e stimare la terra e la natura come una madre cui si deve rispetto. Ecco dunque ritornare sul tavolo la questione annosa dei pesticidi che tante preoccupazioni sta sollevando per la salute di chi è esposto agli effetti dannosi di prodotti non sempre controllati adeguatamente e costituiti di sostanze altamente tossiche. Non molliamo la presa su questo argomento, anzi rilanciamo.

Perché anche nella nostra scuola si adottino misure di prevenzione, tipo mascherine e guanti, per coloro, studenti, insegnanti etc., che frequentano con continuità i vigneti della scuola enologica. Non si tratta di fare allarmismi, ma di utilizzare le dovute precauzioni. Abbiamo poi focalizzato l’attenzione sulle nuove mafie che stanno facendo affari con l’agricoltura, o meglio con la sofisticazione del made in Italy. Ma c’è chi sta lavorando (alcuni studiosi olandesi) per realizzare la salsiccia artificiale in provetta. Lo diciamo fuori dai denti, siamo contrari a clonazioni e artifici che evidenziano problemi di natura etica non irrilevanti. Spazio anche al biologico (vino in crescita) e alla fame nel mondo che non decresce. L’inchiesta de “La Cantina” riguarda invece un fenomeno in crescita come la fuga da casa degli adolescenti: perché succede sempre più spesso? Infine un plauso alla scuola enologica che ha compiuto 135 anni e al gruppo di studenti che in questi giorni saranno premiati con la borsa di studio per il lavoro di ricerca svolto quest’estate con la guida del prof. Da Rodda e del Co.Di.Tv . Bravi, complimenti, così ci si conquista un posto al sole nella società. Colgo l’occasione per augurarvi, cari lettori, Buone Feste di Natale. In alto i calici e salute a tutti!

Prof. Dino Benacchio


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