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Enologica racconta

logica racconta

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Enologica

Enologica

Enologica racconta

Enologica racconta

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Giacinto Rossetti e Igles Corelli, il cuore della straordinaria esperienza del Trigabolo. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Introduzione

Per raccontarvi Enologica siamo dunque partiti da qui, dai ritratti delle persone che sono diventati insieme a noi l’identità di questo evento. Un racconto per immagini, o forse sarebbe dire per alcune immagini perché sono tante quelle che sono rimaste fuori. Ci sono le facce, le mani, i gesti, gli scambi, c’è il dietro le quinte, ci sono dei passaggi spiati e fermati dallo scatto. Tutte le immagini sono state divise in 10 grandi temi, una trama che le attraversa tutte per sottolineare l’architettura che sta sotto ad Enologica, la sua costruzione.

Ad aprire la galleria 10 immagini selezionate come simbolo dei 10 valori più importanti che ci guidano in tutte le scelte che facciamo e che abbiamo associato a 10 citazioni in un gioco che vogliamo condividere con voi. Questo è la natura intellettuale di questa raccolta, ma potete sfogliare questo piccolo libro come fosse un album di famiglia, con il solo piacere del racconto. La nostra identità deve essere anche questo, la condivisione delle cose belle che ci circondano e che amiamo. Giorgio Melandri Curatore Enologica

Introduzione

Raccontare Enologica è difficile perché ogni tema del progetto è un piccolo mondo che in questi anni è stato animato da una comunità varia ed articolata, da tanti ospiti che hanno costruito la nostra identità lasciando un segno con la loro presenza.

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Roberto Montalti e, in secondo piano, Emilio Placci durante la verticale di Mantignano ad Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Che cos’è Enologica Enologica è l’unico progetto specializzato sull’Emilia–Romagna, un evento specializzato su un territorio. L’evento Enologica ha il preciso obiettivo di promuovere il prodotto locale inteso nella sua complessità –prodotto, identità, cultura– attraverso una esperienza di rapporto diretto tra produttori e pubblico, tra cultura e tempo libero e attraverso un processo di coinvolgimento nella “comunità” che condivide l’identità. Enologica ha nel pubblico privato (gli appassionati, i curiosi, i sensibili…) il target di riferimento, ma la qualità dell’offerta è adeguata anche ad un pubblico specializzato e agli operatori. Enologica dedica una giornata agli operatori, Enologica/ lunedì, nell’idea che la filiera debba partecipare complessivamente al processo di specializzazione e di affermazione della qualità.

Che cos’è Enologica

Enologica è un evento che promuove un territorio (l’Emilia-Romagna) attraverso delle relazioni (pubblicoproduttori), attraverso delle esperienze (appuntamenti a tema, aree attrezzate su un argomento specifico), attraverso dei momenti di scambio culturale (i laboratori, gli incontri, i forum), attraverso il confronto con giornalisti italiani e stranieri.

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Legame con il territorio Il legame con il territorio è l’insieme di quelle cose che abbiamo dentro e che riconosciamo, è la nostra memoria, anche quella della quale non abbiamo consapevolezza. La ritualità dei gesti è una parte importante di questo legame e per questo non dobbiamo perderla.

Fotografia di: Tiziano Neri

Foto: le Mariette ad Enologica 2009. Pellegrino Artusi, scrittore e gastronomo, è uno dei padri riconosciuti della cucina italiana. Nativo di Forlimpopoli nel 1820, scrisse e pubblicò a sue spese il famosissimo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, manuale di cucina e raccolta di ricette, frutto della conoscenza acquisita in numerosi di viaggi nel nord e centro Italia e delle sperimentazioni delle ricette stesse ad opera dei cuochi della sua casa, Francesco Ruffilli e Marietta Sabatini. Proprio in onore dell’insostituibile cuoca dell’Artusi, Marietta Sabatini, è stata costituita l’Associazione delle Mariette allo scopo di valorizzare la cucina di casa e le tradizioni gastronomiche popolari attraverso la ricerca, la comunicazione e la formazione, e con una speciale attenzione riservata alla cucina della tradizione emiliano-romagnola.


Pablo Picasso

I valori di Enologica

«Dopo tutto un’opera d’arte non si realizza con le idee, ma con le mani»

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Valore simbolico dell’identità Il cibo non è solo nutrimento. Il cibo è simbolo dell’identità, ne è una rappresentazione pratica. La diversità delle espressioni, il legame con l’origine, il ruolo dei piatti rituali, il mito di certi cibi, tutto è identità. Il vino soprattutto è oggi una lettura raffinata dei territori, un elemento ogni volta unico e ogni volta originale che spesso viene coinvolto in un rito che ne sottolinea l’importanza. Un rapporto antico con l’uomo.

Fotografia di: Tiziano Neri

Foto: i sommelier dell’AIS Romagna preparano meticolosamente una degustazione aprendo e controllando tutte le bottiglie che erano state già portate alla perfetta temperatura di servizio. È un rito e la divisa lo sottolinea.


Genesi 9, 20

I valori di Enologica

«Noè, che era agricoltore, cominciò a piantare la vigna.»

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Conoscenza diretta dei produttori Non è la globalizzazione che sta inginocchiando pescatori, contadini, pastori, allevatori, vignaioli ed artigiani del cibo, ma la nostra distrazione. Siamo noi, tutti noi insieme. Siamo passivi, siamo pigri, siamo ignoranti. Non siamo delle vittime, anzi, siamo dei superficiali perché con i nostri comportamenti e con l’alibi della nostra convenienza stiamo uccidendo tutto quello che amiamo. I nostri riti, la nostra memoria, i nostri prodotti. Enologica è importante anche per questo, perché i vignaioli e gli artigiani ci sono tutti, perché è anche una grande festa della comunità del cibo della nostra regione, cuochi in testa. Conoscere i produttori è stimolante e può aiutarci a capire l’importanza di un piccolo sforzo per portare i nostri prodotti nel nostro quotidiano. Fotografia di: Tiziano Neri

Foto: Il mercato di Enologica 2009. Tutti gli espositori del mercato sono produttori e non commercianti.


I valori di Enologica

ÂŤLa tradizione non si comprende come una continuazione di usanze, costumi, modi ed insegnamenti ma come trasmissione di vivo vissuto. Âť Bartolomeo, patriarca di Costantinopoli

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Il valore dell’esperienza La tipicità è l’identità profonda di una comunità, la ritualità condivisa, una forma linguistica. L’esperienza pratica di tutto questo è la base di una lingua comune, è la condivisione minima che serve a comunicare. Enologica ha il compito, ogni anno di collegare produttori e consumatori, di fare cultura perché sia sempre più chiaro che l’identità non esiste fuori dalla vita quotidiana e che la tipicità deve esser consumata così come una lingua deve essere parlata per rimanere viva.

Fotografia di: Tiziano Neri

Foto: Giacinto Rossetti durante la degustazione “Viaggio nella memoria attraverso i sangiovesi toscani. Di Filippo Volpi.” Con Giacinto Rossetti ed Eleonora Guerini. Nell’occasione sono stati degustati: Poggio Reale Riserva Spalletti 1957, Chianti Rufina; 1970 Castel Ruggero, Chianti Classico Riserva; Ducale Oro - Ruffino, Chianti Classico Riserva 1973; La Forra- Nozzole, Chianti Classico Riserva 1980; Tenute Marchesi Antinori, Chianti Classico Riserva1983; Casell’in Villa, Chianti Classico Riserva 1985; Casanova di Neri, Brunello di Montalcino 1985; Colli al Matrichese Andrea Costanti, Brunello di Montalcino Riserva 1985; Capannelle, 1987; Poggerino, Chianti Classico Riserva 1988; Vigneto Bertinga - Castello di Ama, Chianti Classico Riserva 1988; L’ottantanove di Sergio Manetti - Montevertine, (sangiovese, area chianti classico); I Sodi San Niccolò - Castellare di Castellina 1990; Poggio al Vento Col d’Orcia, Brunello di Montalcino Riserva 1990; Tenuta la Fuga, Brunello di Montalcino Riserva 1995; Fontalloro - Fattoria di Felsina 1999; Case Basse - Soldera, Brunello di Montalcino Riserva 2000; Gianni Brunelli, Brunello di Montalcino Riserva 2001; Capanna- Cencioni, Brunello di Montalcino 2004; Stella di Campalto, Rosso di Montalcino 2005.


Claudio Magris

I valori di Enologica

«Da ragazzino, andavo a giocare sul Carso. E spesso arrivavo alla Cortina di ferro. Oltre, c’era un mondo misterioso, inquietante. Il mondo di Tito e di Stalin. Qualcosa di conosciuto e sconosciuto, familiare e impressionante. Un Paese chiuso dalla frontiera, che non conosceva frontiera. E che mi portava a interrogarmi sulla mia identità: quando cessiamo d’interrogarci sull’identità, andiamo verso la fossilizzazione.»

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Dignità del lavoro agricolo

La Terra è permalosa, scriveva Il mercato degli artigiani Mario Incisa della Rocchetta, per di Enologica 2009. Il riso di Jolanda dii Savoia. sottolineare come i contadini avessero la responsabilità di una consegna straordinaria. La nostra società ha sminuito il loro ruolo nel novecento ed oggi cerca faticosamente di recuperarne il senso e la dignità. Noi lo sottolineiamo ogni volta che possiamo, il lavoro agricolo ha una grande dignità e tutti noi dobbiamo averne rispetto.

Fotografia di: Tiziano Neri


che sono visioni di anime contadine in volo per il mondo mille anni al mondo mille ancora che bell’inganno sei anima mia [...]

I valori di Enologica

[...] mi sono guardato piangere in uno specchio di neve mi sono visto che ridevo mi sono visto di spalle che partivo ti saluto dai paesi di domani

F. De AndrĂŠ

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L’importanza della convivialità «Il terroir è un atto di generosità. È condividere un bene privato per il beneficio pubblico. È l’esatto contrario dei valori settari e reazionari [...] Ogni vera espressione del terroir è un modo unico di offrire al resto del mondo la possibilità di condividere la bellezza di un’identità, di una determinata cultura. È un modo di utilizzare le prerogative di ciò che è locale non per escludere, ma per includere, perché ognuno di noi possa essere iniziato al mistero e alla bellezza specifica dell’ “altro”. Qualsiasi “altro”. » Lo ha scritto Jonathan Nossiter nel suo libro Le vie del vino (Einaudi). Si può dire qualcosa di più? Si, che vogliamo anche divertirci.

Fotografia di: Tiziano Neri

Foto: Aurora Mazzucchelli affianca Igles Corelli al Teatro dei Cuochi in un fuori programma che ha divertito tutto il pubblico. Enologica 2009.


Tom Ford, stilista

I valori di Enologica

ÂŤCredo che la moda dovrebbe essere divertente.Âť

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Il ruolo degli artigiani nelle comunità Foto: I fornai e i macellai I contadini, i vignaioli e gli faentini dei sindacati ASCOM artigiani sono dei custodi del nostro sapere, gli esseri speciali ad Enologica 2009. dei quali dovremmo sempre avere cura. Alcuni economisti stanno addirittura teorizzando che i paesi più ricchi dovranno per forza abbandonare l’agricoltura e l’artigianato così come hanno già in parte fatto con la produzione industriale: in futuro semplicemente si produrrà dove sarà più conveniente. Vorrebbe dire rinunciare al nostro mondo come lo conosciamo. Dobbiamo lavorare perché questo non succeda.

Fotografia di: Tiziano Neri


I valori di Enologica

«Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare. TI salverò da ogni malinconia, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te... io sì, che avrò cura di te» La cura, Franco Battiato

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Valore della conoscenza

“Ecco, io spero almeno questo: che chi legge questo libro, oltre a capire qualcosa dell’Italia di allora e di adesso, si chieda come mai nessuno si mette più in viaggio per il nostro Paese, cercando di raccontare e di far comprendere quello che è sotto gli occhi di tutti e sulle pagine di nessun giornale”. Giorgio Bocca. Prefazione a Italia anno uno. Le campagne senza contadini. Le città senza operai.

Fotografia di: Giorgio Melandri

Foto: Appunti di degustazione.


Su un muro di New York.

I valori di Enologica

ÂŤIdeas can come from anywhere.Âť

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Senso della comunità Il personaggio Alì è affascinante e travolgente, irresistibile e pieno di invenzioni. “La settimana scorsa ho ucciso una roccia. Ferito una pietra. Spedito all’ospedale un mattone”, è stato un genio della comunicazione, come quando, invitato a recitare qualche suo verso a Harvard, Alì batté il record della poesia più corta della storia e disse soltanto :”Me, we”. Io, noi. Scatenando l’entusiasmo generale. È importante sentirsi in tanti sullo stesso cammino, disse Franco Colombani ad una giovanissima Nadia Santin. È vero, è importante. Non dobbiamo dare niente per scontato, ma anzi dobbiamo essere comunità, l’identità passa per il senso di appartenenza.

Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei Cuochi, il pubblico. Enologica 2009.


Muhammad Alì

I valori di Enologica

«Me, we»

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Il valore di Enologica Enologica è una grande festa della comunità del cibo della nostra regione perché i vignaioli, gli artigiani e i cuochi ci sono tutti. Il senso di Enologica è esattamente questo, è essere uno strumento di conoscenza, perché non è vero, come si sostiene oggi cercando di non scontentare nessuno, che la maggioranza ha sempre ragione. La presunzione del nostro tempo è proprio nel non distinguere tra chi conosce e chi non conosce, supporre, come diceva Borges parlando di democrazia, che ignoranza o sapienza siano neutri rispetto ai risultati. È vero il contrario. Enologica serve a ribadire questo, serve a scardinare alcune certezze, serve ad esplorare un mondo complesso, serve a sentire ancora viva una cultura che è diventata invisibile, sommersa da una comunicazione che cerca di non turbare la maggioranza. Enologica Gli studenti dell’Istituto vuole essere un momento di Alberghiero “Bartolomeo verità, poco ammortizzato e Scappi” di Castel San poco mediato. Sappiamo che è Pietro Terme sono difficile, ma ci proviamo sempre. ogni anno coinvolti “L’importante nella vita non è ad Enologica. Per i essere forti, ma sentirsi forti. ragazzi lavorare gomito Mettersi alla prova, almeno una a gomito con i più volta!”, come fa dire Jon Krakauer importanti cuochi della a Christopher McCandless regione è un’esperienza straordinaria. nel romanzo Into the wild. Fotografia di: Tiziano Neri


Mario Andretti, pilota

I valori di Enologica

“Se tutto è sotto controllo, vuol dire che stiamo andando troppo piano.â€?

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Giuliana Saragoni, Il Gambero Rosso a San Piero in Bagno ad Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani

«La tipicità è lo spazio dove natura e cultura si incontrano, è l’espressione del rapporto tra un luogo esatto e l’uomo, è l’identità profonda di una comunità, la ritualità condivisa, una forma linguistica. Oggi purtroppo questa identità tende a stemperarsi perché le abitudini sono sempre più globali e il rapporto con la terra e le stagioni sempre più mediato, sempre più fragile. Alcuni economisti stanno addirittura teorizzando che i paesi più ricchi dovranno per forza abbandonare l’agricoltura così come hanno già in parte fatto con la produzione industriale: in futuro semplicemente si produrrà dove sarà più conveniente. Questo vorrebbe dire rinunciare a tutto il valore simbolico della tipicità, al rapporto con la terra, alla possibilità di conoscere direttamente chi produce il cibo che mangiamo. Noi lavoriamo perché questo non succeda, perchè le produzioni tipiche eccellenti non rimangano dei presidi isolati, ma piuttosto perché riescano a trainare un modello agricolo locale e fortemente qualitativo. Scrive Wendell Berry: <<Il mangiatore industriale non sa che mangiare è un atto agricolo, non conosce più né immagina i collegamenti che esistono fra l’atto di mangiare e la terra ed è perciò necessariamente passivo e acritico, in parole povere, una vittima. Quando il cibo, nelle menti di coloro che lo mangiano, non è più legato all’agricoltura e alla terra, si soffre di un’amnesia culturale pericolosa e fuorviante.>> Enologica ha il compito, ogni anno, di ricucire quel rapporto, di collegare produttori e consumatori, di fare cultura perché sia sempre più chiaro che l’identità non esiste fuori dalla vita quotidiana e che la tipicità deve esser consumata così come una lingua deve essere parlata per rimanere viva.» Giorgio Melandri, dall’introduzione al catalogo 2008


enologica racconta

Caravanserraglio incontri, interviste, confronti

Il Caravanserraglio è un luogo di accoglienza e di confronto, un salotto che vive su un calendario di esperienze uniche ed originali: interviste, dibattiti, conversazioni, racconti.

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Gian Vittorio Baldi durante l’intervista che gli fece Marco Tonelli ad Enologica 2008. Gian Vittorio Baldi è un grande intellettuale, un regista che ha lasciato un segno profondo nel linguaggio del cinema italiano. La sua creatività e la sua capacità di immaginare sono andate tante volte aldilà del cinema ed una di queste esperienze è stata importante per il nostro territorio. Gian Vittorio Baldi, con Castelluccio, ha inventato il vino di qualità in Romagna, ed ancora oggi la sua testimonianza è un riferimento per tutto il territorio.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Caravanserraglio

Ernesto Gentili durante la conversazione con Carlo Bozzo. Enologica 2008. Ernesto gentili è uno dei critici più autorevoli del mondo del vino ed è curatore della guida dei vini dell’Espresso. Carlo Bozzo è un giornalista ed è il responsabile dell’ufficio comunicazione di San Patrignano.

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L’enologo Franco Calini durante l’evento “Sottile sarà lei! Una riflessione sullo stile del vino” che ha ospitato anche Federico Giotto e Francesco Bordini. “Sottile sarà lei” è stato condotto da Alice Tognacci. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Caravanserraglio

Federico Giotto durante l’evento “Elogio del vino imperfetto”. Enologica 2008. Federico è un parlatore, un pensatore che spiazza e diverte, che sfata luoghi comuni e raccoglie la sfida del vino del futuro. È l’enologo filosofo come lo descrivemmo già nel 2007 quando è rimasto celebre il suo discorso sulla ”liquefazione del territorio”, un’idea di vino per lo meno originale.

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Massimo Montanari intervistato ad Enologica nel 2008. Massimo Montanari è uno storico italiano, docente ordinario di storia medievale, storia economica e sociale del medioevo e storia dell’alimentazione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna e presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. È ritenuto uno dei maggiori specialisti mondiali di storia e cultura dell’alimentazione ed è autore di diversi bellissimi libri sulla storia dell’alimentazione. Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Caravanserraglio

Gian Arturo Rota, giornalista, è stato uno dei più stretti collaboratori di Luigi Veronelli del quale ha sposato una delle figlie. Qui è ritratto ad Enologica nel 2008 dove è venuto a ricordare la figura dell’indimenticato Gino. “Entrai la prima volta nel suo studio, inverno 1985. Gino Veronelli era da anni prestigiosa e popolare personalità, io un ventunenne con il futuro da inventare”, racconta. Da allora e fino al 2004, anno della scomparsa di Gino, hanno lavorato gomito a gomito ogni giorno.

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Guido Tampieri, intellettuale, politico e, come lui ama presentarsi oggi, allevatore di labrador. Qui è ad enologica nel 2008 in conversazione con Massimo Isola sul tema “Identità, equilibrio difficile tra cultura e libertà”.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Caravanserraglio

Natascha Lusenti, giornalista televisiva che nella sua carriera ha collaborato con Santoro e Deaglio, oggi a LA7 come autore. Natascha è stata per alcuni anni uno dei volti di punta di Gambero Rosso Channel . Dal 2008 è una presenza fissa ad enologica dove presenta Il teatro dei cuochi del lunedì. Qui è al Caravanserraglio durante un’intervista.

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Marco Bernabei, enologo. Marco, che abita a Greve in Chianti, è un grande talento ed è uno specialista di sangiovese, che vinifica come consulente in Toscana ed anche in Romagna. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Helmut Zozin, direttore della cantina altoatesina Manincor, è uno dei massimi esperti italiani di biodinamica. Ne ha parlato ad Enologica con Fabio Giavedoni, curatore della guida Slowine di Slow Food. Enologica 2009, Caravanserraglio.

Caravanserraglio

Fotografia di: Tiziano Neri

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Alice Tognacci, studentessa dell’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food, conduttrice del Caravanserraglio nell’edizione 2008 di Enologica.

Fotografia di: Fabio Liverani


Francesco Bordini, giovane e talentuoso enologo romagnolo, durante un incontro sullo stile del vino al Caravanserraglio. Enologica 2008.

Caravanserraglio

Fotografia di: Fabio Liverani

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Filippo Polidori e Antonio Gramentieri, Caravanserraglio. Enologica 2008. Filppo Polidori si occupa delle pubbliche relazioni di due miti del vino italiano: Josko Gravner, vignaiolo simbolo della ricerca fuori dagli schemi, e del marchese Incisa della Rocchetta, proprietario della Tenuta San Guido e produttore del Sassicaia. Antonio Gramentieri, intelligenza eclettica, giornalista, musicista, è organizzatore del festival Strade Blu.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Caravanserraglio

Mario Emiliani, uomo di esperienza e di mercato, provocatore intelligente e ironico, appassionato e competente di vino, incidentalmente venditore di grandi bottiglie. Caravanserraglio, Enologica 2008.

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C’è una storia, al confine tra la Romagna e il resto del mondo, che troppi hanno dimenticato in fretta e che a volte viene ricordata per essere finita con un clamoroso e spettacolare capitombolo. Eppure quella storia è ancora fra noi, si chiamava pubblicamente Il Trigabolo e privatamente Giacinto Rossetti, l’uomo che ha giocato e gioca con la cucina usandola come una lente dalla quale guardare il mondo e gli uomini. La storia di Giacinto è semplice: lui apre ad Argenta un locale che ha l’ambizione di essere il miglior ristorante italiano. E se non centra l’obiettivo poco ci manca. Scrive la guida dei ristoranti dell’Espresso nel 1985 «Al Trigabolo non si viene per soddisfare necessità puramente fisiologiche. Rifuggitene se siete legati alla banalità del consueto, se non amate l’ardua avventura nelle stratosfere del gusto.» Nel 2004 Stefano Bonilli li piazzò tutti in copertina sul Gambero Rosso titolando “Erano i beatles della cucina. Insieme a Carlo Bozzo ad Enologica 2009, Caravanserraglio. Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Teatro dei cuochi

I cuochi testimoni della qualità dei prodotti della regione, dei modelli. Il Teatro dei Cuochi è un gioco dove la cucina si mette in mostra e racconta, al di là delle ricette, l’umanità di questa regione e la tipicità come conseguenza della cultura della nostra comunità.

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Pierluigi Di Diego, Don Giovanni Ferrara. Qui è insieme a Matteo Tambini ad Enologica 2008, Teatro dei Cuochi.

Fotografia di: Fabio Liverani


Valentina Caggio balla con Stefano Ciotti, Carducci 76 Cattolica. Enologica 2008, Teatro dei Cuochi.

Teatro dei cuochi

Fotografia di: Fabio Liverani

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Gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme nella cucina attrezzata sul retro del Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Riccardo Agostini, Il Piastrino Pennabilli. Sullo sfondo Adriano Galli, produttore di Valturio, il vino scelto da Riccardo per accompagnare i suoi piatti. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Il pubblico del Teatro dei Cuochi. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme nella cucina attrezzata sul retro del Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Carla Brigliadori, Casa Artusi Forlimpopoli. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Marcello Leoni, Il Sole a Trebbo di Reno. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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La brigata dei fratelli Leoni al lavoro. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Massimo Spigaroli, cuoco dell’Antica Corte Pallavicina, è l’uomo che ha reinventato il Culatello di Zibello e lo ha reso celebre nel mondo. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Al lavoro! Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Il pubblico del Teatro dei Cuochi. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Natascha Lusenti e Matteo Tambini verificano la scaletta dei cuochi. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Natascha Lusenti e Maurizio Magni (Prima Pagina). Prima Pagina si occupa dellâ&#x20AC;&#x2122;ufficio stampa di Enologica. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Teatro dei cuochi

Fotografia di: Tiziano Neri

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Alberto Faccani è giovanissimo, ma già annovera tra le sue esperienze un passaggio bolognese alla Pernice e la Gallina ed uno fiorentino all’Enoteca Pinchiorri. È oggi chef-patron del ristorante Magnolia di Cesenatico. Teatro dei Cuochi, Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Natascha Lusenti rilegge i profili dei cuochi. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Si esce! Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Canocchie. Guido a Miramare. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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Paolo Raschi, Guido a Miramare. Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Teatro dei cuochi

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme nella cucina attrezzata sul retro del Teatro dei Cuochi, Enologica 2009.

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“Né genio, né artista, né attore, ma valente artigiano”. Così Enzo Vizzari descrive Daniele Minarelli, patron e oste d’altri tempi dell’Osteria Bottega nonché grandissimo affabulatore gastronomico che ogni giorno propone eccellenti salumi da lui stesso selezionati e curati, ma soprattutto le più note ricette bolognesi cucinate con le migliori materie prime delle zone circostanti che nessuno utilizza più. Una vera osteria bolognese dove occorre sempre prenotare per tempo e dove si torna sempre volentieri. Daniele Minarelli ad Enologica 2009. Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Toccata & Fuga prodotti ed abbinamenti

Il prodotto tipicoâ&#x20AC;Śin pratica! Uno spazio di appuntamenti per conoscere in modo divertente i prodotti eccellenti dellâ&#x20AC;&#x2122;Emilia Romagna. Lo spazio Toccata &Fuga ospita le osterie, le custodi di una cucina semplice nel senso piĂš nobile del termine.

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Daniela Pompili, Trattoria di Strada Casale. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Toccata & Fuga

BaccalĂ e passata di pomodoro piacentino & Albana. A cura del Don Abbondio ForlĂŹ. Toccata&Fuga, Enologica 2008.

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Remo Camurani, Trattoria di Strada Casale, ha una sensibilità fuori dal comune ed è continuamente impegnato ad indagare, a capire in profondità. Questa sua ricerca, diciamo pure stile di vita, ha incontrato un giorno anche le affumicature che esegue artigianalmente con braci di legni diversi, addirittura aromatiche come ad esempio la brace di lavanda, e le marinature. Toccata&Fuga. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Toccata & Fuga

Gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Bartolomeo Scappi” di Castel San Pietro Terme a Toccata&Fuga. Enologica 2009.

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Toccata&Fuga. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Toccata & Fuga

Massimo Bettelli a Toccata&Fuga. Enologica 2009.

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Graziano Pozzetto e Roberto Gazzola (Ristorante La Palta, Borgonovo Val Tidone) bevono la malvasia vendemmia tardiva UNA prodotta da Roberto insieme ad Enrico Sgorbati di Torre Fornello. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia: archivio Enologica

Toccata & Fuga

La prima di toccata&Fuga, Enologica edizione 2007. Nella foto Elena Piva, responsabile dellâ&#x20AC;&#x2122;area.

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Toccata&Fuga. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Toccata & Fuga

Corinne Cremonini dietro al banco di Toccata&Fuga. Enologica 2009.

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Il pubblico di Toccata&Fuga. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Are you experienced? le degustazioni

I piĂš importanti esperti italiani di vino sono i relatori di un programma di degustazioni di vino che fa cultura del territorio e che permette un confronto con lâ&#x20AC;&#x2122;esterno. La consapevolezza richiede conoscenza.

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Sorbara contro Champagne rosĂŠ. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Dietro le quinte. Are you experienced?, Enologica 2009.

Are you experienced?

Fotografia di: Tiziano Neri

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Dietro le quinte. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le degustazioni. Are you experienced?, Enologica 2009.

Are you experienced?

Fotografia di: Tiziano Neri

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Le degustazioni. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le degustazioni. Are you experienced?, Enologica 2009.

Are you experienced?

Fotografia di: Tiziano Neri

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Le degustazioni. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le degustazioni. Are you experienced?, Enologica 2009.

Are you experienced?

Fotografia di: Tiziano Neri

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Beppe Caviola, piemontese, uno dei pi첫 importanti enologi italiani. Enologica edizione 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Are you experienced?

Fiorenzo valbonesi, Giovanna Madonia, Stefano Gabellini, Giorgio Melandri durante la degustazione dedicata a Montecucco. Are you experienced?, Enologica 2009.

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Eleonora Guerini, cocuratore di Vini dâ&#x20AC;&#x2122;Italia di Gambero Rosso Editore durante la degustazione dedicata a Montecucco. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Are you experienced?, Enologica 2009.

Are you experienced?

Fotografia di: Tiziano Neri

89


Valturio fa il suo debutto ad Enologica. Nellâ&#x20AC;&#x2122;ordine: Remigio Bordini agronomo, Adriano Galli produttore, Gianni Fabrizio giornalista-degustatore. Enologica edizione 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Are you experienced?

Giacinto Rossetti, Filippo Volpi, Giorgio Melandri. Are you experienced?, Enologica 2009.

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Gianni Fabrizio, detto lo Svizzero, uno dei pi첫 importanti esperti di vino italiano e francese nel mondo. Verticale dei vini de Il Pratello. Are you experienced?, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Are you experienced?

Il gesto di Giorgio Amadei. Are you experienced?, Enologica 2009.

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Roger Sesto, critico ed giornalista. Roger è nato giornalisticamente con Veronelli ed è oggi una delle voci piÚ autorevoli del mondo del vino italiano. Collabora con diverse testate e in particolare con Spirito di Vino. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Enologica /lunedì

Enologica dedica una giornata agli operatori, Enologica/lunedì, nell’idea che la filiera debba partecipare complessivamente al processo di specializzazione e di affermazione della qualità.

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Barbara Paknazar di Telesanterno (Con i piedi per terra) e Cristina Zani di Prima Pagina. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Isa mazzocchi, La Palta a Borgonovo Val Tidone Piacenza. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Enologica/lunedĂŹ

Fotografia di: Tiziano Neri

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Attorno al palco: le cantine durante il lunedĂŹ. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Paolo Raschi, Guido a Miramare. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Igles Corelli e Aurora Mazzucchelli. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Barbara Paknazar intervista Marcello Leoni. Enologica 2009.

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Massimo Bottura, La Francescana Modena. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Beppe Palmieri (La Francescana, Modena) con Elena Pantaleoni (La Stoppa, Piacenza) mentre abbinano Ageno 2005 al piatto presentato da Bottura. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Pier Giorgio Parini, osteria del Povero Diavolo Torriana Rimini. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Dettaglio. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Igles Corelli e Aurora Mazzucchelli. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Pier Giorgio Parini, Osteria del Povero Diavolo Torriana Rimini. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Caccia al piccione. Massimo Bottura, La Francescana Modena. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Paolo Teverini, Hotel Tosco Romagnolo a Bagno di Romagna. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica/lunedĂŹ

Natascha Lusenti e Massimo Bottura. Enologica/lunedĂŹ, Enologica 2009.

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Audiodivino (www.audiodivino.com) con Massimo Bottura (al centro). Alessandro, Marco, Andrea e Fabio costruiscono impianti hi fi a valvole ed organizzano delle situazioni dove il piacere del vino e della buona tavola incontra la purezza di suono della musica dei loro impianti. Qui ad Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Il mercato degli artigiani

Gli artigiani, organizzati in un mercato tematico che propone ogni giorno dei temi diversi, sono i protagonisti delle produzioni eccellenti della regione, il riferimento di qualitĂ che permette unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza fondante per la cultura del territorio.

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Tartufo nero. Mercato degli artigiani, Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Il mercato degli artigiani

Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

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Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Il mercato degli artigiani

Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

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Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Il mercato degli artigiani

I frutti dimenticati di Domenico Ghetti. Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

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Mercato degli artigiani, Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Le cantine

Le migliori cantine della regione in rappresentanza di tutti i territori del vino dellâ&#x20AC;&#x2122;Emilia-Romagna.

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Aurora Endrici, esperta di vino e divulgatrice, durante la verticale di Ombroso insieme a Giovanna Madonia. Enologica edizione 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Roberto Magnani

Le cantine

«Nell’ottobre del 1985 a Marzeno, nelle prima colline faentine, una ragazza lombarda è impegnata nella sua prima vendemmia. Si chiama Cristina Geminiani, nessuno la conosce, ma soprattutto nessuno può sapere con quanta ostinazione e determinazione si è messa in testa di produrre grandi vini in Romagna. Cristina, con quella prima vendemmia, prende in mano l’azienda che il nonno, romagnolo trapiantato in Lombardia, aveva comprato a metà degli anni 60 e da quel momento in poi la storia della fattoria Zerbina è stata una delle storie importanti della Romagna. La sua caparbietà, la coerenza, la continuità, l’idea che “fare le cose per bene” sia l’unica strada possibile hanno alimentato una esperienza fondante per tutta una zona, una esperienza che ha dato e continua a dare tanto alla Romagna, anche più di quanto si sia ancora realmente compreso.» (dal libro Ritratti di vignaioli e vini di Romagna, Giorgio Melandri). Cristina Geminiani durante Enologica edizione 2009.

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Emilio Placci, Il Pratello. Enologica edizione 2008. Emilio Placci è una figura rara in Romagna di vignaiolo che coltiva e vinifica le sue uve senza consulenti e senza chimica, aggrappato ad un’idea di vino che è anche uno stile di vita, con una azienda in equilibrio con il suo territorio. La strada per il Pratello si inerpica da Modigliana costeggiando il torrente Ibola e curva dopo curva raggiunge un ambiente selvaggio dove alle ginestre cominciano ad associarsi felci e castagni. Siamo in alto, a circa 600 metri di altitudine in una condizione limite per la vigna, nel clima e nei suoli di arenarie spesso poco profondi, sempre contesi alla natura. Lassù Emilio Placci, già nel 1991, pensò di produrre sangiovese. I vini del Pratello non sono vini facili, sono vini duri ed autentici che hanno bisogno di tempo. Fotografia di: Fabio Liverani


Le cantine

Enologica edizione 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani

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Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le cantine

Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri

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Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Le cantine

Giancarlo Cavulla sfoglia il catalogo. Enologica edizione 2009.

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Le esatte temperature di servizio dei vini sono fondamentali. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le cantine

Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri

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Giorgio Chiarli, Tenuta Santacroce, riceve il premio â&#x20AC;&#x153;Campioni di Stileâ&#x20AC;? per il suo Colli Bolognesi Pignoletto Fermo. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Le cantine

Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri

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Veruska Eluci, BalĂŹa di Zola, parla con Nerio Raccagni, indimenticato patron de La Grotta di Brisighella. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Presi per la gola osteria

Allâ&#x20AC;&#x2122;interno della manifestazione è allestita una vera e propria osteria tipica sempre in funzione durante gli orari di apertura che produce in diretta tutta la pasta e la piadina. Tutti i piatti sono cucinati a partire da prodotti eccellenti del territorio nella convinzione che la semplicitĂ sia davvero un lavoro complicatissimo!

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Le macchine da caffè dâ&#x20AC;&#x2122;epoca della collezione Enrico Maltoni (www.espressomadeinitaly. com). Enologica edizione 2008

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Presi per la gola

I gesti. Enologica edizione 2009.

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Tavolo allâ&#x20AC;&#x2122;Osteria. Si riconoscono Filippo Volpi, Giuseppe Carrus, Eleonora Guerini, Giorgio Melandri, Dario Cappelloni, Fiorenzo Valbonesi. In piedi Nora Stoppa. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Presi per la gola

Solo pasta fresca espressa. Enologica edizione 2009.

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I gesti delle sfogline. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Presi per la gola

I gesti delle sfogline. Enologica edizione 2009.

141


I gesti delle sfogline. Enologica edizione 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


enologica racconta

Il pubblico di Enologica

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Federico Giotto risponde alle domande del pubblico al termine di una degustazione. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Tiziano Neri

Il pubblico di Enologica

Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

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Alberto Farinasso, responsabile Ufficio Eventi di Slow Food e curatore del programma del Salone del Gusto di Torino, prende appunti sui cuochi della nostra regione. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Il pubblico di Enologica

Filippo Volpi. Enologica 2008.

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Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Il pubblico di Enologica

Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

149


Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Il pubblico di Enologica

Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

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Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

Fotografia di: Tiziano Neri


Fotografia di: Tiziano Neri

Il pubblico di Enologica

Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

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Filippo Manetti e Francesca Gori. Enologica 2007.

Fotografia archivio Enologica


Fotografia di: Tiziano Neri

Il pubblico di Enologica

Il pubblico di Enologica. Enologica 2009.

155


Nascosto tra il pubblico il Diavolo in persona, in arte Fausto Fratti, tenta Natascha Lusenti. Enologica edizione 2009.

Fotografia: archivio Enologica


enologica racconta

Enologica dietro le quinte

157


Il cantiere di Enologica. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Enologica dietro le quinte

Il cantiere di Enologica. Enologica 2008.

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Il cantiere di Enologica. Enologica 2008.

Fotografia di: Fabio Liverani


Fotografia di: Fabio Liverani

Enologica dietro le quinte

Il cantiere di Enologica. Enologica 2008.

161


8 settembre 2010. Conferenza stampa di presentazione del programma di Enologica 2010 a Milano Marittima (ristorante Felix). Al tavolo David Navacchia, produttore e vicepresidente CVR Consorzio Vini Romagna; Giovanni Casadei Monti, eurosportello Camera di Commercio di Ravenna; Libero Asioli, Assessore Agricoltura provincia di Ravenna; Francesco Carugati, presidente Faenza Fiere; Tiberio Rabboni, Assessore Agricoltura regione Emilia Romagna; Giorgio Melandri, curatore Enologica. Nella foto sotto Giovanni Malpezzi, Sindaco di Faenza.

Fotografia: archivio Enologica


Fotografia di: Fabio Liverani

Enologica dietro le quinte

Marco Bartoletti sul cantiere di Enologica. Marco firma insieme allâ&#x20AC;&#x2122;architetto Lugi Cicognani il progetto di allestimento di Enologica. Enologica 2008.

163


LunedĂŹ 9 novembre 2009. Premio Enologica, evento televisivo che ha coinvolto tutte le emittenti televisive regionali, presso il ristorante VITE della comunitĂ di San Patrignano. Nella foto da sinistra verso destra in prima fila: Igles Corelli, Pier Giorgio Parini, Fabio Rossi, Stefano Ciotti, Isa Mazzocchi, Marcello Leoni, Paolo Raschi, Franco Aliberti.

Fotografia: archivio San Patrignano


Fotografia di: Tiziano Neri

Enologica dietro le quinte

Inaugurazione di Enologica 2009. Si riconoscono Tiberio Rabboni, assessore alle politiche agricole della regione Emilia-Romagna; Libero Asioli, assessore alle politiche agricole della provincia di Ravenna; Claudio Casadio, sindaco di Faenza; Francesco Carugati, presidente di Faenza Fiere. Enologica 2009.

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Francesco Carugati, presidente di Faenza Fiere, durante le riprese del documentario Enologica Racconta presso lâ&#x20AC;&#x2122;ex Circolo degli Artisti di Faenza. Il documentario, firmato da Riccardo Zanobini, è visibile sul sito www.enologica.org.

Fotografia di: Giorgio Melandri


Fotografia: archivio Enologica

Enologica dietro le quinte

8 settembre 2010. Aperitivo itinerante a Milano Marittima in occasione dell’inaugurazione della mostra “Enologica Racconta”. Sono stati coinvolti, grazie all’impegno di Alessandro Fanelli titolare del ristorante Felix, 10 locali: Felix, Osteria del Gran Fritto, Loco Squad, Caffè della Rotonda, La Cantinaza, Il Deserto, Sale Grosso, Touring, La Frasca Mare, Il caminetto. Nella foto in alto, la mostra al Caffè della Rotonda, in basso Tiberio Rabboni e Giorgio Melandri al Loco Squad.

167


enologica racconta novembre 2010 idea e progetto Giorgio Melandri testi Giorgio Melandri foto Fabio Liverani, Tiziano Neri, Giorgio Melandri, Roberto Magnani, Archivio Enologica, Archivio San Patrignano progetto grafico PH5 gruppo - www.phcinque.it la mostra fotografica “enologica racconta” è stata realizzata da: Glenda Costerni, Elisa Ricci, Ilaria Rosetti organizzazione enologica Faenza Fiere - via Risorgimento, 3 - 48018 Faenza (RA) tel. 0546.621111 - info@faenzafiere.it - www.faenzafiere.it curatore della manifestazione Giorgio Melandri rimani in contatto con noi! sul sito di enologica puoi iscriverti alla newsletter che ti terrà informato su programma, espositori ed eventi in calendario

www.enologica.org e tutti pazzi per enologica® sono marchi registrati enologica®


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Enologica Racconta 2009  

Enologica raccontata attraverso "i ritratti delle persone che sono diventati insieme a noi l’identità di questo evento". La pubblicazione fo...

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