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PICENO 33 - GIUGNO 2021

L'EDITORIALE

Amo i rituali. Per dieci anni questo giornale è stato uno dei miei preferiti. Un luogo immaginario in cui esprimere me stessa, la vocazione per la scrittura, la passione per il territorio. Un prezioso contenitore di storie gentili. Un decennio è un bel pezzo di strada da fare assieme, ci si mescola fino a diventare un’unica creatura, fino a non sapere dove finisce uno e comincia l’altro. Chi, come me, ama l’arte - di qualunque forma si tratti - conosce l’urgenza della propria anima di fluire dentro parole, suoni, forme, luci. È questione di DNA. Il Piceno è casa mia, anzi casa nostra. Ma casa è ovunque ci si senta bene. Ecco perché a volte occorre aggiustare un po’ la direzione. Spesso si confonde la morbidezza dell’abitudine, l’arrendevolezza della pigrizia, la confortevolezza dell’attaccamento per amore. E invece amare significa innanzitutto comprendere quando è il momento di lasciar andare. Al costo di una parte di sé. È stato un decennio avvincente. A tratti burrascoso, complesso, un perenne inseguimento alla ricerca della bellezza. In questo tempo, Piceno33 è stato rifugio, diario, àncora. È stato uno spazio di libertà. Ho tentato di costruire un mondo immaginifico fatto di gentilezza e aspirazione e così mi piace lasciare questo giornale a chi verrà dopo di me. Ringrazio chi in questo decennio ha creduto in me, chi ha collaborato per pura passione, chi ha lavorato assieme a me ogni giorno. Ringrazio l’editore, la grafica e tutti coloro che hanno reso Piceno33 quello che è diventato, il mensile del territorio. AD MAIORA!