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Costo copertina €6

TREND

Pattern e sartoria

Direttore responsabile Flavia Colli Franzone

Produzione

Trend

ARTE GEOMETRICA

Borse e scarpe giocano con architetture complesse basate su materiali preziosissimi e dettagli. Pag. 11

ANGELO MARANI

Innovazione e arte nelle collezioni del marchio, che appartiene al gruppo Marex. Pag. 12

Issue #23- Novembre/Dicembre 2013

Social

ANTEPRIMA BLING RING

Fashion Illustrated ospita l'anteprima italiana del nuovo film di Sofia Coppola. Evento esclusivo al MIC. Pag. 14

FASHION&CINEMA

INTRECCI DI MODA Hermès P/E 2014

La leggerezza è nel DNA della tradizione sartoriale maschile italiana. Per la prossima primavera avrà la meglio lo stile formale mediterraneo, non troppo impettito né ingessato. Proprio quello che ha fatto scuola in tutto il mondo. Il comune denominatore delle proposte legate al lusso è, infatti, una freschezza rilassata delle proposte classiche, ottenuta grazie all’uso di tessuti leggeri e inusuali, alla decontestualizzazione degli elementi sartoriali, a silhouette ampie e all’uso di tonalità cromatiche inedite ma credibili. Guizzo di carattere nelle stampe, usate in dosi massicce. Quasi nessuna griffe è stata risparmiata dalla febbre del pattern. Pag. 4

TREND

Tra arte e sport

Prada P/E 2014

La donna della primavera prossima si dividerà tra questi due fronti. Non è certo nuovo il legame che unisce la moda all’arte esprimendosi ogni volta in forme diverse, attraverso semplici suggestioni, assonanze o espliciti riferimenti a opere architettoniche o pittori. Per la p/e 2014 gli abiti come tele tornano sulle passerelle in un susseguirsi di citazioni ben più colte delle innumerevoli stampe floreali e grafiche che popolano le collezioni. D’altro canto, si gioca anche con la “sport couture”: l’immaginario sportivo è trasfigurato da una allure ricercata, che indugia su lavorazioni sofisticate e dettagli couture. Il risultato è un guardaroba rilassato e ultrafemminile fra sport e sartorialità. Pag. 9

Olivia Wilde e Liam Neeson in Third Person distribuito da Moviemax.

Lo sport diventa couture, il casual si sposta verso il formale e gli abiti diventano tele. La moda si contamina con altri settori. Come le storie del film Third Person si intrecciamo fra loro. New York, Parigi e Roma sono tre città protagoniste della moda: dal pretà-porter alla couture fanno da sfondo alle sfilate e dettano a ogni stagione i trend dell’abbigliamento e del lifestyle. Tendenze che si contaminano con l’arte e la storia delle città e riflettono il nuovo percorso della moda dove convivono formale e informale, leggerezza e costruzioni quasi architettoniche dei

capi. Ne è un esempio la primavera/ estate 2014 dove abiti e tuniche all’insegna di tessuti leggeri e velati convivono con proposte in neoprene, tessuto tecnico rubato allo sporto, ma alleggerito dai trafori. New York, Parigi e Roma sono anche le città scelte dal regista Paul Haggis come sfondo per le storie di tre coppie che rappresentano l’inizio (Roma), lo svolgersi della relazione

(Parigi) e la fine (New York). Il puzzlemovie Third Person, uscito in Italia a novembre e distribuito da Moviemax, ha un cast ricco di volti noti fra cui Liam Neeson, Olivia Wilde, Mila Kunis, James Franco, Moran Atias, Adrien Brody e Kim Basinger. Personaggi che sono avvolti dal mistero delle loro storie attraverso le quali il regista racconta situazioni moderne di relazioni amorose.


Sommario 2

TREND

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Contributors

Formale Casuale

JACOPO TONELLI

Eleganza morbida, materiali light e abbinamenti cromatici a schema libero.

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Prints Patchwork

Fiori, pois, composizioni astratte. Il guardaroba maschile ragiona a stampe.

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A regola d’arte

Gli abiti diventano tavolozze d’artista, con citazioni colte.

Presidente dalla fine degli anni '80 della Jato Group, azienda del ricamo e decoro per il Pretà-porter, nel 2001 apre L'Inde Le Palais, concept store riconosciuto a livello internazionale. Nel 2008 nasce anche il progetto di E-commerce per lo store, e il nuovo marchio Amen. Pag. 10

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Sport-à-porter

Giubbini tecnici, felpe e tute sembrano sportive ma sono couture.

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Arte geometrica

Mendori progettata da Issey Miyake + Reality Lab per Artemide

Scarpe e borse giocano con le architetture d’insieme.

PRODUZIONE

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Angelo Marani L'alchimista della moda.

WORLD NEWS

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La rassegna stampa dal mondo

SOCIAL

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Anteprima Bling Ring

Fashion Illustrated organizza un evento speciale al MIC per presentare il nuovo film di Sofia Coppola

Direttore responsabile FLAVIA COLLI FRANZONE f.colli@fashionillustrated.eu Publisher MARCO POLI mpoli@milanofashionmedia.it

Concessionaria esclusiva per la pubblicità MILANO FASHION MEDIA Via Alessandria 8 20144 Milano Tel. +39 02 58153201 www.milanofashionmedia.it info@milanofashionmedia.it

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Hanno collaborato Diana Barbetta, Giovanna Caprioglio, Giuliano Deidda, Marco Magalini, Federica Motta

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FASHION ILLUSTRATED


Trend 4

PRIMAVERA/ESTATE 2014

Formale CASUALE

Passepar-tout

L’eleganza estiva è fatta di linee morbide, materiali molto leggeri, maggiore libertà di abbinamenti cromatici. Come insegnato dalla migliore tradizione italiana. Testo di GIULIANO DEIDDA (3)

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Dal mare alla scrivania e viceversa, i pantaloni della nuova collezione Berwich sono pensati per dare uno stile definito ad ogni look.

er la primavera estate 2014 P Berwich va in una direzione molto precisa, con lo scopo di

soddisfare le richieste di un target esigente e completamente trasversale. Si parte dalla sostanza, naturalmente, vale a dire da una costruzione sartoriale, che garantisca una vestibilità perfetta, ma soprattutto, versatile, fatta di dettagli visibili, come tasche, taschini, profili e impunture, e nascosti, come gli interni a contrasto. La scelta dei tessuti è caduta sui classici estivi, ovvero cotone stretch, lino e gabardine, più qualche partecipazione inusuale, come il piquet, il raso e il canvas. Quello che rende la collezione speciale. però, cosa non facile per un brand specializzato in una sola categoria di prodotto, è la direzione stilistica. Tutti i modelli sono infatti pensati per essere in-

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a leggerezza è nel DNA della tradizione sartoriale maschile italiana, anzi è l’elemento principale che la distingue da quella anglosassone, di ispirazione militare, quindi più rigida e concentrata su tessuti invernali e pesanti. La giacca destrutturata, non a caso, nasce a Napoli all’inizio del secolo scorso, per le esigenze legate al clima e allo stile di vita mediterranei, diverse rispetto a quelle britanniche. Da allora, il nostrano stile formale, non troppo impettito, ha fatto scuola, e ancora oggi si vedono i risultati della sua evoluzione, soprattutto quando si parla di collezioni estive. Il comune denominatore delle proposte legate al lusso per il 2014 è, infatti, una freschezza rilassata delle proposte classiche, ottenuta grazie all’uso di tessuti leggeri e inusuali, alla decontestualizzazione degli elementi sartoriali, a silhouette ampie e all’uso di tonalità cromatiche inedite ma credibili. Il cotone, materiale estremamente basic, è il protagonista dei pezzi più formali, come lo smoking firmato Louis Vuitton, proposto in un evanescente color cipria, su camicia in seta tono su tono e papillon cangiante, o la leggerissima giacca sfoderata dalla micro stampa cravatteria di Hermés, languidamente indossata su canotta, pantaloni stampati in cotone e lino e mocassini senza calze. Persino l’abito tre pezzi diventa rilassato da Berluti, gilet e pantaloni in lino spinato, entrambi particolarmente corti, sono abbinati in modo ‘casuale’ a giacca-camicia in cotone a righe, una proposta a metà strada tra i protagonisti del cinema neorealista italiano e i viaggiatori inglesi di inizio Novecento dei film di Ivory. Parlando di cinema, Brendan Mullane, direttore creativo di Brioni, ritorna alle origini, agli anni della dolce vita, della quale la maison era protagonista, con il suo “Roman Style”, consacrato dal New York Times come il “new look” al maschile, nel 1955. Mullane recupera lo spirito da dandy mediterraneo, tanto amato dalle star di Cinecittà e Hollywood dei tempi, mescolando casual, sartorialità e lusso. Le scelte più emblematiche riguardano i capispalla, come l’impermeabile in seta micro-check.

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1. LANVIN 2. BERLUTI 3. BRIONI 4. HERMÉS 5. ERMENEGILDO ZEGNA 6. LOUIS VUITTON

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TRENDS TO WATCH MOD

Torna a farsi vedere la giacca monopetto a tre bottoni, da portare in modo informale, su T-shirt e shorts.

BUTTONLESS

Che si tratti di mono o doppio petto, spariscono i bottoni a vista dalle giacche, sostituiti da zip e allacciature nascoste.

SATIN

Morbide camicie stampate o di ispirazione western e intramontabili bomber sono accomunati dal luccichio del raso.

dossati a qualsiasi età e in qualsiasi occasione senza problemi, con il giusto accessoriamento. La scelta cromatica, infatti, in cui predominano beige e kaki, si abbina perfettamente sia alle occasioni lavorative e cittadine, che ai momenti vacanzieri più o meno formali. I pantaloni flat-front in cotone blue klein con le tasche alla francese profilate a contrasto, una delle poche eccezioni in fatto di colore, sono altrettanto efficaci in ufficio o a bordo di una barca, e perfino addosso a uno skater, magari con i risvolti arrotolati, che mostrano l’interno tartan. Il check, già protagonista nella passata stagione del brand è, inoltre, l’unico pattern concesso alle proposte di questa collezione, in linea con la tendenza di declinare le fantasie invernali con materiali leggeri. Il tartan dei pantaloni in cotone, dotati anche loro di interni a contrasto è stato anch’esso studiato per non essere troppo ingombrante, ed essere così adattabile ai più diversi look e stili di vita. (G.D.)

DETTAGLI: LIGHT & SOFT nche l’estetica degli accessori si fa più morbida e raA refatta, a cominciare dalle scarpe, rigorosamente derby. Quelle di Santoni sono in cervo, con inserti in camoscio e morbida pelle traforata, mentre il leggerissimo modello di Hogan in vitello spugnato ha il fondo in gomma. La ventiquattrore perde la sua rigidità, nell’immacolata versione in alligatore di Bottega Veneta e il cappello di Borsalino è in canvas e lino.

BORSALINO

BOTTEGA VENETA

SANTONI

HOGAN


FASHION ILLUSTRATED


Trend 6

PRIMAVERA/ESTATE 2014

PRINTS Patchwork

Senti come piove

Le stampe si impossessano del guardaroba maschile, almeno per la prossima stagione, tra fiori, pois e composizioni astratte. Testo di GIULIANO DEIDDA (3)

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TRENDS TO WATCH

apita sempre più spesso, menC tre si assiste ad una sfilata, di non essere sicuri della stagione a cui gli abiti in passerella facciano riferimento. Stanchezza e distrazione a parte, ci sono delle ragioni oggettive per le quali questo succede, dal cambiamento del clima alla crescente globalizzazione del mercato, il che significa proporre collezioni vendi-

ANIMALIER Una novità per l’uomo, stampe leopardo, pitone, alligaore, su giubbini, T-shirt e camicie. BURBERRY PRORSUM

CHECK Un evergreen in chiave contemporanea, che si tratti di stampe tartan degradé, quadri optical o percalle digitalizzato. EMBROIDERY

La nuova maglieria maschile è arricchita da decorazioni ricamate e applicazioni dal sapore folk.

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1. DRIES VAN NOTEN 2. VERSACE 3. GIVENCHY 4. PAUL SMITH 5. KRISVANASSCHE

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SALVATORE FERRAGAMO

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’uso massiccio delle stampe è senza dubbio la chiave di lettura più evidente delle collezioni maschili per la primavera estate 2014. Quasi nessuna griffe è stata risparmiata dalla febbre del virtuosismo dei pattern all over, in qualche caso al limite dell’eccesso, in un caleidoscopio che include tutte le possibili decorazioni e tonalità di colore, dalle grafiche astratte ai giochi psichedelici, dalla Pop Art alle estetiche digitali, trasformando, per una volta, i capi d’abbigliamento in tavolozze a cui dar vita con l’arte visiva. Se da un lato, la rigorosa collezione “anti-dandy” di Krisvanassche ha ceduto al macro-pois per giacca doppiopetto e morbidi shorts, dall’altro Donatella Versace ha dato il meglio di sè interpretando in chiave warholiana i ritratti di Marilyn Monroe firmati Bert Stern, per la stampa della tuta in cotone tecnico. In mezzo, c’è un po’ di tutto. Le fantasie floreali, naturalmente, sono una delle manifestazioni più evidenti del fenomeno che ha animato le passerelle. Dries Van Noten, come nel suo stile, non solo ha abbracciato l’idea, ma è riuscito a declinarne tutte le varianti possibili, dopo un approfondito studio sulle stampe floreali più bizzarre che hanno caratterizzato lo stile maschile nel corso dei secoli, indossate da icone come Oscar Wilde, Jean Cocteau e Jimi Hendrix. Il designer ha così pensato di abbinare e mixare diversi pattern, provenienti dalle culture ed epoche storiche più disparate, per realizzare i suoi nuovi classici da uomo, resi ancora più interessanti dall’utilizzo di leggerissimi tessuti, rubati al guardaroba femminile. Per Paul Smith, invece, che ha un certo gusto per le stampe nel proprio DNA, l’utilizzo di un fungo multicolor in versione macro su pull a girocollo e T-shirt e come stampa all over sulle camicie in cotone, è stato un vero e proprio ritorno alle origini, all’interno di una collezione nella quale il tipico gusto cromatico dello stilista incontra la tecnologia

bili dalla Siberia all’Australia, con la conseguenza che forse oggi avrebbe più senso il paradosso di abbinamenti come inverno-primavera ed estate-autunno, al posto della divisione stagionale classica. Nel caso delle ultime passerelle maschili poi, la decontestualizzazione stagionale è stata una voluta scelta di stile, attraverso l’uso di colori e pattern tipicamente autunnali, realizzati in materiali estivi ovviamente, e con una forte attenzione verso capispalla antipioggia di ispirazione tecnosportiva. Parka, corti duffle-coat e soprattutto anorak sono infatti stati protagonisti di passerelle inaspettate, di griffe il cui stile fino ad oggi aveva concesso poco o nessuno spazio allo sportswear, per quanto di

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di materiali e dettagli legati allo sport. Anche Riccardo Tisci ha portato sulla passerella di Givenchy l’incontro di mondi totalmente diversi, lasciandosi ispirare dalle tribù africane e dall’hip-hop vecchia scuola, utilizzando così stampe in cui le righe sono interrotte da immagini di componenti del boombox (quello che in Italia negli Anni Ottanta si chiamava volgarmente “radione”), su silhouette stratificate.

lusso. Uno dei casi più evidenti è stato quello di Burberry Prorsum, che per la prima volta nella storia non ha fatto sfilare nemmeno un trench, sostituito da giacconi waterproof in cotone dai brillanti colori primari. Ancora più forte è stato l’impatto da Gucci, che ha stupito con un brusco avvicinamento ad un mondo sicuramente più giovane rispetto al solito, grazie ad un’importante presenza di tessuti high-tech, che ha investito non solo i look decisamente active, come l’accoppiata anorak e maxi shorts in cotone idrorepellente, ma anche le proposte più preziose. Salvatore Ferragamo insiste nella sperimentazione di un look ibrido, facendo convivere lo stile tradizionale della casa, con lo sportswear in senso stretto. Anche in questo caso, la massima attenzione è rivolta ai materiali e ai trattamenti, con il nylon a farla da padrone. (G.D.)

DETTAGLI: ACCESSORI POP

Queen propone una grafica in bianco e nero di derivazione graffitara per lo zaino, parte di un total look con la stessa stampa. I mocassini in canvas di Alberto Moretti, invece, sono caratterizzati da un vivace camouflage ricamato con fili di diversi colori. Prada, infine, decora il classico borsone da viaggio in saffiano con maxi fiori Hawaiani su base dark.

GUCCI

usso e streetwear incrociano le loro strade in una staL gione in cui l’esibizione ironica e perfino intellettuale di colori e pattern diventa uno stile. McQ Alexander Mc-

MCQ MCQ ALEXANDER MCQUEEN

ALBERTO MORETTI

PRADA


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27/11/13

10:40 AM


FASHION ILLUSTRATED


Trend 9

PRIMAVERA/ESTATE 2014

300 anni di storia ispirano la couture di Meissen

A regola d'ARTE

Citazioni colte, suggestioni, ispirazioni velate o richiami decisi: gli abiti diventano tele e l’arte sfila in passerella. Testo di FEDERICA MOTTA (3)

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alle porcellane ai gioielli, agli D abiti e accessori: con Meissen Couture ha debuttato duran-

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on è certo nuovo il fil rouge che lega la moda all’arte esprimendosi ogni volta in forme diverse, attraverso semplici suggestioni, assonanze o espliciti riferimenti a opere architettoniche o pittori. Se è frequente la presenza sulle passerelle o nelle limited edition di abiti dai materiali e dalle strutture così ardite da avvicinarsi a sculture che, sfidando la funzionalità, potrebbero trovare la collocazione ideale in un museo più che sul corpo femminile, altrettanto d’impatto è l’ispirazione ai quadri che popolano gli abiti. Uno dei primi stilisti a seguire questa strada fu Yves Saint Laurent, quando nel 1965 riprodusse sui capi i quadri di Mondrian, proseguendo nelle stagioni successive con Picasso e la pop art. Per la p/e 2014 gli abiti come tele tornano sulle passerelle in un susseguirsi di citazioni ben più colte delle innumerevoli stampe floreali e grafiche che popolano le collezioni. Così Gauguin e le sue donne polinesiane, simbolo di indipendenza femminile e anticonformismo, finiscono sui vestitini e le gonne lunghe di Aquilano Rimondi che si tingono dei colori materici del pittore impressionista. Da Prada, sono i volti di donna dei murales disegnati da giovani artisti a decorare gli abiti e i cappottini per una sfilata dal forte impatto visivo che, come di consueto, va controcorrente. E’ la perfezione architettonica classica, i templi e i teatri greci, che Dolce&Gabbana trasfigurano sugli abiti in un viaggio immaginario attraverso la Sicilia antica, per ribadire un legame di vita e artistico che affonda le radici nella cultura del territorio. Per Hermès è la vegetazione esotica e rigogliosa di Henri Rousseau, pittore figurativo conosciuto come il Doganiere, a ispirare la collezione con la grande varietà di sfumature dei verdi, tipiche del pittore francese. Ordine e disordine è il fil

1. PRADA 2. AQUILANO RIMONDI 3. ANTONIO MARRAS 4. DOLCE&GABBANA 5. HERMES

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TRENDS TO WATCH SEE THROUGH

Le trasparenze regalano effetti di pieno/vuoto, leggerezza/corposità. Organza, voile, pizzo e rete sono ovunque.

3D CONSTRUCTIONS Costruire un abito decostruendolo per dare tridimensionalità grazie a tagli asimmetrici e inserimenti di pannelli. METALLIC GLINTS Tessuti lucidi che diffondono bagliori metallici: tessuti serici, pelle argentata e dorata, maglia metallica. rouge della bella sfilata di Antonio Marras dove giacche e camicie solo apparentemente rigorose, mosse invece da inaspettate esplosioni di tessuto sulla schiena, si alternano a top, tuniche e gonne con un trionfo di ricami e trasparenze. A ispirarlo, le opere eccentriche ed evocative dell’artista americana Kathy Ruttengerg, che descrive il proprio lavoro come teso a “illustrare la bellezza dell’imperfezione”.

CIAK. SI STAMPI onne-giardino e donne-manifesto: le stampe per la D prossima primavera/estate sono diversissime anche se le ispirazioni floreali prendono il sopravvento su quelle

grafiche. Stampe tiki/jungle da MSGM, fiori acquerellati da Blugirl, graffiti murali da Celine, astrattismi da Kenzo, texure tattili sulla passerella di Marni, dove la tridimensionalità è ottenuta dai fiori che sbocciano sulle camicie e sulle gonne. CELINE

KENZO

MSGM

te la fashion week di Milano una collezione elaborata di abiti da sera, da cocktail e da sposa, eleganti, senza tempo, femminili e raffinati. La stilista Frida Weyer, che si occupa della direzione creativa, si è ispirata ai disegni, agli importanti dipinti storici e alla infinita varietà di forme dei capolavori conservati negli archivi della Manifattura Meissen, in un perfetto connubio di arte e moda. Accanto agli abiti anche borse in pelle, disponibili anche nella versione bespoke con disegni dipinti a mano, foulard, sciarpe e cravatte in seta. Con questa brand extension, Meissen Couture intende diventare un importante player nel mercato globale della moda e del lusso con una distribuzione selezionata. Sicuramente sarà in vendita a Villa Meissen Milano in via Montenapoleone, nuovo headquarter mondiale per la produzione Made in Italy e vendita delle brand extension della Couture, di Meissen Joaillerie e Home, collezioni ispirate all’heritage del brand. Un heritage di ben 300 anni, poiché la Maison venne costituita nel 1710 dal Re Augusto II detto il Forte e nel tempo è stata fonte di ispirazione per la moda. Gianbattista Valli, ad esempio, la scorsa stagione ha presentato una linea di abiti ispirati ad alcuni design storici. Inevitabile, quindi, la creazione di una propria linea di abiti e accessori.


Trend 10

PRIMAVERA/ESTATE 2014

Sport-à-porter

L'OPINIONE

Uomo e donna fra Street e Africa

Giubbini in materiali tecnici, gonnelline da cheerleader, felpe e tute per un daywear raffinato e dall’ambizione couture. Testo di FEDERICA MOTTA

Testo di JACOPO TONELLI JATO Group. L’inde Le Palais

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1. BALENCIAGA 2. ISSEY MIYAKE 3. FAY 4. GUCCI 5. PHILIPP PLEIN

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e dal punto di vista lessicale “sport couture” suona come un ossimoro, da quello concettuale invece sintetizza perfettamente il mood di una tendenza conclamata della prossima primavera-estate. L’immaginario sportivo, che rimanda idealmente ai capi simbolo delle varie discipline o semplicemente a un concetto più allargato di tempo libero, è trasfigurato da una allure ricercata, che indugia su lavorazioni sofisticate e dettagli couture. Così Frida Giannini che per la collezione è partita da alcuni spunti tipici del guardaroba sportivo per renderli poi ultrafemminili, secondo i canoni del brand, ha proposto la tuta in cady di seta color ciclamino con un dettaglio torchon sul retro, oppure Balenciaga ha sfilato i pantaloncini da running abbinati alla canotta in seta. ”Fra sport e sartorialità” può essere lo slogan della collezione daywear di Ermanno Scervino, che punta sui contrasti di materiali e colori: tessuti sportivi come il canvas sono lavorati couture, accoppiati a satin, mussole e pizzo, illuminati da cristalli Swarovski. Sulle passerelle di Milano e Parigi si sono viste gonnelline da cheerleader e tute da motociclista in pelle (Balmain), raffinate felpe e casacche da judoka, giubbotti in materiali tecnici. Nasce sotto il segno dello sportswear, reinterpretato in chiave sofisticata, la collezione Fay che ha sfllato a Milano Moda Donna sotto l’egida creativa del duo Aquilano e Rimondi che rende omaggio a Snoopy: microgonne leggermente svasate abbinate a bomberini in pelle e materiali tecnici, che creano giochi di volumi. Da Philipp Plein, addirittura, anche i capi eleganti sono abbinati ai calzettoni da tennis. Anche l’uso della texture a rete e dei tessuti corposi come il pvc e il neoprene, alleggerito dalle laserature, sono di derivazione sportiva, ma prendono le distanze dall’unisex grazie alla rivisitazione femminile.

TRENDS TO WATCH BLACK&WHITE

Si passa dai discreti interventi di nero sul bianco o viceversa, fino agli effetti optical anni Settanta.

SUMMER FUR

La pelliccia trova spazio anche d’estate grazie alle lavorazioni leggerissime, alle epilature e intagli.

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TOTAL LEATHER Ormai da tempo è un materiale transtagionale che si reinventa continuamente. Duttile e leggera spesso si confonde con il tessuto.

LA SNEAKER DIVENTA PREZIOSA nche lo stile casual si concede un dettagli in oro e pietre multicolor. Iper A lusso: quello di diventare prezioso femminile e raffinata, la sneaker comrubando dettagli e accessori alla calza- pleta la collezione influenzata dallo stitura formale. Renè Caovilla si è fatto contagiare dal trend sportivo che ha invaso la moda e ha presentato nella prossima collezione estiva la sneaker Ginger. In perfetto mood Caovilla, ovviamente, e cioè superpreziosa, con

le hollywoodiano con calzature dalle linee scultoree arricchite da pizzi, ricami e swarovski. Anche Giuseppe Zanotti arricchisce la sneaker con accessori gioiello per modelli da abbinare non solo al jeans o a capi sportivi.

RENÈ CAOVILLA

GIUSEPPE ZANOTTI DESIGN

ue le parole d'ordine che conD traddistinguono il momento della moda e che conseguente-

mente hanno condizionato le collezioni della primavera/estate 2014: Street e Africa. Le combinazioni sono molteplici: Africa Pop, Africa Couture, Street Gotico, Gangsta Street e così via. Fra le collezioni uomo ispirate dal mondo Street, che a mio parere sono punti di riferimento per il mercato pur con DNA completamente diverse tra loro, troviamo KTZ amatissima dal mondo gangsta; Raf Simons con le sue maxi shirts ispirate alla pop art e la sua collaborazione con Adidas. Con il noto marchio tedesco ha collaborato  Fra le sf ilate anche Rick Owens, e per la p/e 2014 già si penhanno lasciato sa alla sua il segno Vuitton, nuova sneaker come Celine, Mary il prossimo Katrantzou, must have. Ma Street Junya Watanabe, vuole dire David Koma. anche lusso dove le basket di Giuseppe Zanotti sono veri oggetti di culto, e se si parla di lusso l'esempio è Givenchy che per la p/e 2014 ha mixato Street e Africa dimostrando ancora una volta che Tisci non a caso è uno dei punti di riferimento di questa moda. Simbolo del mood africano la collezione uomo di Stella Jean, eccentrica e contaminata. Nel mondo della donna la macro tendenza non è così delineata come nell'uomo, forse perchè si parla solo in termini di mercato globale, e non esiste più un solo mercato di riferimento. Accanto a volumi super sport stile baseball torna il fittato e il super corto, segno evidente di voglia di femminilità, due gli elementi di novità proposti nelle sfilate: il Vittoriano e il Drappeggio, poi, tanto colore, pop e... ancora Africa. Le sfilate che hanno lasciato il segno: Vuitton con l'addio in chiave vittoriana massimalista di Marc Jacobs, e il rinnovamento entusiasmante di Céline, uno show che sintetizza il momento della moda. Mary Katrantzou si conferma regina della stampa, sviluppandola di stagione in stagione in modo mai banale. Fra i giapponesi una menzione particolare va data a Junya Watanabe, e fra gli inglesi, anche se in realtà è georgiano, David Koma ha realizzato la sua miglior collezione, sexy sofisticata e molto curata nei materiali. Valentino e Givenchy rappresentano l'accessorio irrinunciabile, consolidando la loro posizione di leader di mercato.


Trend 11

BORSE PRIMAVERA/ESTATE 2014

Arte GEOMETRICA

Non è necessario puntare tutto sull’abbigliamento. Per impreziosire un look passepartout si può portare a tracolla un gioiellino architettonico. Testo di MARCO MAGALINI

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ormato bonton. Quella che si appresterà a solcare le vie della città la prossima estate è una donna dal look per bene, rigoroso e curato. Senza eccessi di forma o guizzi estetici ‘urlati’. Ad impreziosire gli outfit ci pensano le borsette, à la man o con tracollina, pensate per un uso h24. Praticità non significa però insipidezza, ed ecco che il lavoro dei creativi si è focalizzato sul rendere questi piccoli scrigni dei veri gioielli. Viste da vicino, queste borse sono un concentrato di unicità essendo realizzate con materiali preziosissimi, come alligatori o pitoni, dettagli inimitabili, tipo specchi a scomparsa che fungono da chiusure, o applicazioni pregiate come pietre a mosaico incastonate al pellame. Due i diktat, seguiti sia da brand storici come Zagliani che da talenti più recenti come Paula Cademartori, Azzurra Gronchi o Giancarlo Petriglia: rigore estetico, ossia forme geometriche semplici, e valore materico. I colori spaziano dall’off white, arricchito però dalla texture a scaglie del pitone, al blu elettrico lucidissimo, passando per un malva con tocchi di verde fluo, o un bicolor dégradé giallo/celeste. @magalinimarco

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FOCUS: FEDERICAMORETTI

LA RIVINCITA DEL CAPPELLO. DALLA MOSTRA 'HAT-OLOGY-ANNA PIAGGI AND HER HATS', CHE CELEBRA L'ESTROSITÀ DELLA FAMOSA GIORNALISTA DI MODA, AI BRAND PIÙ GIOVANI, L’ATTENZIONE NEI CONFRONTI DEL CAPPELLO COME ACCESSORIO CULT STA CRESCENDO. LA HAT DESIGNER FEDERICA MORETTI, CHE VANTA COLLABORAZIONI CON MARCHI COME BORSALINO, UMIT BENAN, TRUSSARDI E MSGM, NE È UN ESEMPIO: MATERIALI CLASSICI, FATTO A MANO MA CON TOCCHI LUDICI.

1. AZZURRA GRONCHI 2. DEVIKROELL 3. SARA BATTAGLIA 4. GIANCARLO PETRIGLIA 5. PAULA CADEMARTORI 6. ZAGLIANI

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GIOIELLI: GIUSEPPE VERDI

LUSSO SENZA TEMPO uando si parla di genius loci, quello spiQ rito intrinseco in un luogo che lo rende creativamente fertile, non si può non pensa-

ALCUNE NOVITÀ DI VERDI GIOIELLI

re a Valenza, la patria del gioiello. Devono essere la tradizione del luogo, il know how, la totale dedizione all’artigianalità manuale a fare di Giuseppe Verdi e dei suoi successori un esempio di alta oreficeria che perdura dal 1971. Dai bracciali flessibili, icone fashion aziendali, a collezioni raffinate ed esclusive di alta eccellenza stilistica che rimandano ad un “family feeling” che caratterizza ogni nuova collezione presentata, attraverso dei valori di unicità, ricercatezza di stile ed eleganza senza tempo.


Produzione 12

ANGELO MARANI

L'ALCHIMISTA della moda Ricerca e sperimentazione della materia sono il punto di partenza delle collezioni prodotte dalla Marex, azienda verticalizzata che parte dal filo per arrivare alla tessitura, alla tintura e alla stampa.

Da sinistra il reparto stampe, Angelo Marani durante la fase di controllo del tessuto stampato, macchine Shima e maglia con lavorazione jaquard optical.

A

lla Marex di Correggio convivono passato e futuro: vecchie macchine degli anni Trenta e Quaranta recuperate e modificate, come i telai da calzificio per produrre maglieria extrafine, lavatrici industriali in cui si fissa o si toglie il colore dai tessuti, moderne macchine per la stampa ink jet. L’obiettivo è quello di ottenere prodotti semi-industriali che conservino un profumo di artigianalità e di unicità. Artefice di questo processo industriale è Angelo Marani, che ama sperimentare di persona la resa dei colori, facendo magari anche quaranta prove manuali prima di arrivare al risultato definitivo, e lavorare sulla combinazione dei filati, sui trattamenti e i processi. Alchimista fai da te, “non sono un chimico”, vuole precisare, “perché ho fatto studi classici, ma sono uno sperimentatore; infatti siamo stati i primi a tentare la stampa a corrosione su lana, un processo che risente persino dell’incidenza dell’aria”. Un percorso professionale al quale è arrivato non solo attraverso gli studi classici, ma anche grazie alla sua sensibilità e passione per l’arte che l’hanno portato a collezionare nel tempo opere di pregio, fra cui i décollage di Mimmo Rotella con alcune memorabili Marilyn Monroe e una Rita Hayworth da favola. A parte l’arte, la sua grande passione rimangono il lavoro e la sua azienda, consapevole di avere un patrimonio umano (la manodopera) e tecnico (i macchinari) unico nel suo genere, come ci spiega in questa intervista. La sua è un’azienda integrata che parte dal filo per arrivare alla tessitura, tintura, stampa e confezione. Una rarità oggi. Perché, nonostante i costi di produrre tutto in Italia, persegue fermamente questa strada?

La mia scelta è stata dettata più dalla passione della “lavorazione” che dal mercato. Non nascondo che la strada che ho intrapreso è risultata molto difficile, ma mi dà grande soddisfazione avere una clientela affezionata che predilige e ama il “fatto in Italia”. Tra la nostra azienda e la clientela si è costruito nel tempo un forte legame di stima e fedeltà. Il punto di partenza della sua produzione è il filato per tutte le finezze. Quali materie prime utilizzate? Utilizziamo i materiali più disparati, comunque i più preziosi sul mercato. Quello che contraddistingue il nostro prodotto sono le lavorazioni raffinate e impeccabili che lo rendono “speciale”. In azienda convivono macchinari vecchi degli anni ’30 e ’40 modificati e nuove tecnologie. In questo modo quali risultati si ottengono? La rottamazione delle vecchie tecnologie alla ricerca di un ossessivo risparmio di manodopera è stata, a mio avviso, una delle peggiori scelte industriali del dopoguerra. Certe lavorazioni eseguite con vecchi macchinari modificati e modernizzati producono capi di abbigliamento “peso calza velata” non producibili con processi industriali moderni. Così nella tessitura come nella stampa noi abbiamo conservato i vecchi macchinari che convivono nella produzione con le più avanzate tecnologie, creando un mix tra tradizione e modernità che rende i nostri capi ancora più speciali. L’acquisizione della stamperia comasca quale valore aggiunto porta alla sua produzione? Il vero valore aggiunto nell’acquisizione della stamperia

comasca è stato nel personale, che ha accettato di trasferirsi a Correggio, portando la cultura della stampa alla comasca (per intenderci, della foularderia di seta) in terra emiliana. Qual è stata l’ultima evoluzione in termini di stampa? Sicuramente la stampa ink jet, che non pone limiti alla fantasia creativa. Quali sono le fasi della lavorazione che danno un ulteriore valore aggiunto alla sua produzione? Noi, all’interno dell’azienda, abbiamo tutti i processi di nobilitazione e arricchimento dei capi. Elencarli tutti sarebbe troppo lungo. Lei ha sempre fatto sperimentazione e ricerca. Quali sono gli step più importanti della sua produzione? Noi siamo stati dei pionieri nella stampa su maglia, nella tessitura a maglia a finezze altissime e, all'inizio degli anni Ottanta, nell’utilizzo dell’elastomero nei tessuti denim e per pantaloni. Una soluzione che ha trasformato il jeans in un capo tra i più richiesti della mia collezione. I negozi sono preparati a vendere(e quindi a trasmettere al consumatore finale) una produzione come la vostra ad elevato valore aggiunto nelle lavorazioni? Naturalmente un prodotto fabbricato a Reggio Emilia risulta più costoso di un prodotto fabbricato in un paese emergente e i nostri negozi sanno apprezzare e riconoscere il maggior valore della nostra proposta. I nostri clienti sono numerosi in tutto il mondo e negli anni c’è stata una selezione naturale. Siamo soddisfatti che la nostra clientela sia molto affezionata al marchio.


World News A cura di GIOVANNA CAPRIOGLIO

WALLPAPER

DE ZEEN

14 novembre 2013

Hello my name is Paul Smith

31 ottobre 2013

La storia della cultura non è scritta nei testi ma negli oggetti di SAM JACOB

Nel suo ultimo intervento su De Zeen Sam Jacob sostiene che gli oggetti ci dicono di più su noi stessi che la letteratura o le immagini e definisce il suo manifesto per "una cultura del design che prende spunto da archeologia e antropologia".

È

una interessante riflessione su come interpretare gli oggetti, un manifesto che ci metta in relazione con loro, ne analizzi il nostro legame che risale alle origini dell'umanità. Gli oggetti, infatti, sono presenti nella vita dell'uomo ancora prima dell'uso della lingua e dell'immagine. Questo, unitamente al loro ciclo di vita che spesso gli ha permesso di far parte della documentazione archeologica, porta Jacob a sentirsi in grado di affermare che la storia della cultura umana non è scritta nei testi, ma negli oggetti. Che gli oggetti siano di per sé una forma di linguaggio è suggerito dal fatto che per crearli si è dovuto rendere razionale un pensiero astratto. Ciò significa, in altre parole, che il design ha consentito lo sviluppo del linguaggio e gli oggetti sono essi stessi una forma di letteratura. Come la letteratura, gli oggetti sono infatti contenitori di esperienza umana. Essi sono interpretazioni del pensiero e della conoscenza realizzati in forma materiale. Il professor Jacob porta come esempio Stonehenge, di cui possiamo non sapere il suo vero utilizzo in quell'epoca, ma siamo in grado di delineare l'ingegno che ha portato nel mondo. Gli oggetti si creano quando si sovrappongono vari ambiti del sapere: la scienza,

la tecnologia, la cultura e il desiderio. È stato questo tipo di capacità immaginativa e intellettuale che è emersa nella cultura umana primordiale a far nascere gli oggetti. Dal momento in cui il primo oggetto è apparso sulla terra è nato con lui un nuovo tipo di umanità. Le cose sono, in altre parole, dei concetti, afferma Jacob. Anche nella sua forma più primitiva, il design ci ha dato la possibilità di aumentare le potenzialità del nostro corpo, consentendoci, ad esempio, di tagliare in un modo che le nostre sole mani non potevano fare. Se guardiamo ai giorni nostri, il teorico della comunicazione Marshall McLuhan ha descritto le comunicazioni elettroniche come l'estensione del nostro sistema nervoso nel mondo. Il design produce cose che agiscono come ponti e interfacce tra il nostro stato umano e l'ambiente che ci circonda. Una volta creati, gli oggetti hanno contribuito a trasformare il nostro ambiente naturale. Hanno iniziato un processo che ha adattato la natura ad habitat artificiali. Tagliare la pietra, il legno o la pelle sono stati solo il primo passo verso la creazione dei mondi artificiali di Tokyo, Londra, Monaco, Parigi e così via. Il design dunque anche della più piccola delle cose - è l'atto di costruzione di nuovi mondi. E, continua Jacob, il nostro rapporto con gli oggetti potrebbe avere un legame ancora più profondo; infatti, come noi produciamo gli oggetti, a loro volta gli oggetti ci cambiano. Un essere umano con un utensile di pietra in mano è molto diver-

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so da uno che non lo possiede. Il design è una sorta di strada a due sensi: l'intenzione può trasformare il modo in cui facciamo qualcosa, ma una volta prodotta, quella cosa avrà un'influenza su di noi. Molta strada è stata percorsa dall'invenzione del primo oggetto. L'enorme quantità di oggetti che ci circondano oggi è quasi schiacciante. La nostra cultura materialistica sembra essere superficiale, caratterizzata da un consumo eccessivo, instillato dal marketing, per nulla autentico. Eppure tutti questi oggetti e le culture che li hanno creati sono ancora parte di una unica cultura che ci riporta indietro fino alla preistoria. Giudizi di valore, estetici o di qualsiasi altro tipo sono solo uno dei modi di vedere il design, afferma Jacob. In molti casi questo genere di giudizi spesso servono soltanto a restringere la definizione di design come un'attività umana fondamentale. La sua conclusione è che dovremmo batterci per una cultura del design che si basa su archeologia e antropologia, che riconosce la sua intelligenza intrinseca, la sua natura filosofica e fortemente propositiva. Anche- o forse specialmente- quando si tratta di qualcosa che sembra apparentemente svilente come un “hot dog imbottito con crosta di pizza”. Sam Jacob è un rinsegnante di architettura pratica FAT , professore di architettura alla University of Illinois di Chicago e direttore della cattedra presso la Architectural Association School of Architecture , così come l'editore di www.strangeharvest.com.

di KATRINA ISRAEL

La nuova mostra dedicata a Paul Smith al Design Museum di Londra raccontata da Wallpaper attraverso una intervista al protagonista.

B

asta non chiamarla una retrospettiva. “Hello, my name is Paul Smith non è assolutamente una retrospettiva”, chiarisce subito Paul Smith, accompagnando i giornalisti lungo l’esposizione, con il suo fare brioso e aggiunge sorridendo: “è un’esposizione che viene dal cuore, non dal portafoglio”. La mostra in realtà celebra il lavoro di una vita, partendo da tutto ciò che ha alimentato il suo processo creativo, più che ricreare una linea temporale tracciata dai suoi successi e dalle sue collezioni. E mentre molti designer necessitano di uno spazio pulito e sterile per esaltare la loro creatività attraverso i capi, per Sir Smith è tutto il contrario. Per lui lo scopo della mostra è semplicemente quello di ispirare e dare un’iniezione di fiducia a chi la visita, di dimostrare che “anche da un piccolo inizio si può crescere alla grande” . Proprio per rafforzare questo concetto ha voluto che l’esposizione aprisse ricreando il suo minuscolo negozio di Nottingham di tre metri per tre, che divideva con il suo store manager Homer, un levriero afgano. “ Ci

assomigliavamo moltissimo” commenta Smith ridendo. Ma le due stanze che più rivelano il processo creativo di Smith sono il suo attuale ufficio di Covent Garden perfettamente ricostruito, dove anche lui ammette di riuscire a malapena a trovare una superfice libera e una stanza chiamata “Dentro la testa di Paul” che prova a riprodurre il suo processo creativo. Un lungo muro espone opere d’arte di ogni tipo, da Banksy a Warhol fino a disegni inviati da bambini, come nel suo Head Quarter di Londra. Mantenendo sempre uno feeling molto intimo, alla fine di un corridoio con i capi icona dello stilista, si arriva in una stanza dove viene proiettato il ‘dietro le quinte’ dell’ultima sfilata uomo per la primavera/ Estate 2014, dove il clou sono l’arrivo e la dipartita in bicicletta di Sir Paul. All’uscita, su un enorme postit la scritta “Ogni giorno è un nuovo inizio” . Per Paul Smith nella vita si deve sempre trovare il lato positivo e il suo consiglio per chi vuole abbracciare il suo stile creativo è “sii paziente, tieni i piedi per terra e goditi la vita”.

IN BREVE

 Ottagono n°265

 Frame web

 Domus web

di Francesca Murialdo

25 novembre di Jane Szita

18 novembre di Masaya Yoshimura

RETAIL(E)SCAPE La merce si moltiplica per scomparire, il consumatore si trasforma in utente e detta le sue regole, la tipologia si dissolve e lo spazio del commercio si trasforma in territori simbolici e metaforici. Una analisi il cui punto di osservazione si concentra sulla pratica del consumo, ossia sul come e dove le persone interagiscono con i prodotti, e sullo spazio per la merce, reale o virtuale che sia. L’invasio-

ne del territorio di contenitori commerciali a diversa scala e l’improvviso interesse verso questi spazi per lungo tempo confinati dalla cultura del progetto a un ruolo di secondo piano corrispondono alla comparsa sugli scaffali delle librerie di un enorme numero di pubblicazioni su carta patinata che testimoniano l’enorme investimento, sia economico che culturale, che si è concentrato in questi luoghi negli ultimi venti anni.

CORSO COMO A SHANGHAI Il quarto Corso Como ha aperto a Shanghai 13 anni dopo "l'originale" di Milano. Una boutique di moda e lifestyle, un ristorante e una galleria d'arte distribuiti su 2500mq in quattro piani all'interno di una futuristica torre di vetro. L'interior design ha visto la collaborazione di Carla Sozzani e l'artista americano Kris Ruhs, che aveva già collaborato ai precedenti progetti. Tutto ruota intorno al simbolo

circolare del logo, utilizzato praticamente per ogni oggetto, dalle luci alla carta da parati, dai tappeti ai fiori artificiali. La palette di colori rimane rigorosamente il bianco e il nero, mentre i materiali come l'acciaio tagliato a vivo, il cemento e il vetro bilanciano l'onnipresente forma circolare. La firma di Kris Rush appare stampata in ogni centimetro dello store, mentre tutti gli oggetti in vendita riflettono il gusto personale di Carla Sozzani.

ISSEY MIYAKE A TOKYO Tokujin Yoshioka ha da poco completato il progetto del negozio Reality Lab. per Issey Miyake, nel quartiere Aoyama a Tokyo. “Nel progetto di questo negozio ho integrato le tracce della storia, presenti in questo spazio, amplificando il contrasto tra la matericità del muro grezzo e l’alluminio colorato. Quello che volevo esprimere era il contrasto tra la storia e il futuro”, spiega a Domus il designer giapponese. In questo modo, il

negozio sperimentale dove Issey Miyake espone le sue collezioni innovative, è stato concepito come uno spazio dai colori accesi su più livelli, distinti in tre spazi aperti dove ciascun ambiente è dedicato all’esposizione di una particolare linea della collezione di Miyake. Il vetro è usato per separare i livelli e gli spazi di vendita; mentre i capi di abbigliamento appesi ai binari nascosti da pannelli in alluminio dipinti e illuminati dai neon, sembrano fluttuare.


Social 14

A cura di MARCO MAGALINI

EVENTI

Bling Ring in anteprima

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La carica delle griffe in Sud Corea

Mercati

Trend

Gli stranieri vogliono respirare aria made in Italy. Pag. 14

Non solo creatività, ma anche concretezza. Pag. 34

L’EXPORT TRAINA LA MODA SPAZIO AI NEW TALENTS

LA SHOWROOM E’ IN RETE

Nuovi progetti per agevolare il lavoro dei buyer. Pag. 38

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Retail

Comunicazione

SOCIAL BRANDS

Profili su Facebook e Instagram come veri reality. Pag. 40

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ATTRAZIONE FATALE

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Quasi tutti i brand blasonati hanno una vetrina nel mercato sudcoreano che nel 2012 ha visto crescere le vendite dei beni di lusso anticipando un trend che si prevede altrettanto positivo per il 2013. A farla da padrone i grandi shopping mall che generano il 70% degli acquisti del comparto moda, ma nella distribuzione si stanno affacciando anche i multibrand. Un tempo mercato interessante per la delocalizzazione dei produttori stranieri di accessori (soprattutto scarpe) e abbigliamento, oggi la Corea del Sud – a causa dell’elevato costo del lavoro - è un mercato da colonizzare a livello distributivo. Ma il Paese offre anche un nutrito gruppo di giovani creativi che si sono fatti conoscere all’estero, alle fashion week e ai contest. Pag. 29

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Il 2014 fra i '60 e i '90

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La p/e 2014, preannunciata dalle precollezioni già viste nelle showroom, si divide fra linee guida che vengono dal passato e interpretazioni up-to-date che prendono la distanza da ogni patina vintage. I pattern in bianco e nero - quasi ipnotici - si rifanno al tema dell'optical che ha attraversato più decenni, dai '60 con i grandi couturier come Courreges e Cardin, all'estetica pop degli '80. Un tema che privilegia il corto, ancora al top per la prossima stagione, perchè tanto amato dalle nuove it-girl. A fare da contraltare, invece, uno stile più quotidiano che ruba forme e modelli al workwear, innanzitutto la salopette, e ai capi sportivi di ispirazione californiana per sottolineare una tendenza boyish che riporta agli anni '90. Pag. 18

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Abiti, borse, scarpe: una ossessione per le protagoniste di Bling Ring, che racconta un fatto di cronaca con un ritmo incalzante da “cinema verità”. Che la moda possa diventare una ossessione per le adolescenti non è certo una novità, ma che addirittura le spinga a saccheggiare i guardaroba griffati, è un caso da manuale di psicologia. Sofia Coppola, nel film Bling Ring in uscita il 26 settembre in Italia, distribuito da Lucky Red, documenta – ma non condanna del tutto – il gioco perverso di una banda di fashion addict che “fa shopping” di griffe negli armadi delle cele-

brities americane. Il film è tratto da una storia vera di un gruppo di ragazzi, che fra l’ottobre 2008 e l’agosto 2009, ha sottratto ai VIP oggetti del valore di oltre 3 milioni di dollari. Nicki (impersonata dall’ex maghetta Emma Watson), Rebecca (la vera leader che ha il volto della emergente Katie Chang), Sam, Chloe, e Mark si introducono nelle super ville di Paris Hilton, Lindsay Lohan e Orlando Bloom frugando ogni

angolo alla ricerca di accessori, ma anche soldi e gioielli. Intere stanze colme dal pavimento al soffitto di scarpe e borse, che fanno impallidire le pareti-scarpiere di Sex and the City, diventano il set perverso per provarsi abiti, occhiali e lip-gloss e soddisfare le proprie passioni compulsive. Che devono, ovviamente, essere condivise su Facebook, facendo scattare la loro identificazione e conseguente condanna. La moda o meglio la

sua deformazione perversa come oggetto di un irrefrenabile desiderio di assimilazione al lifestyle delle celebrities, diventa co–protagonista di una rappresentazione amara di un disagio giovanile. Sofia Coppola ricostruisce un fatto di cronaca, con l’occhio di chi osserva un mondo adolescenziale privo di modelli e di valori, se non quelli guidati dalla smania di possedere le griffe più in voga. A ogni costo e in ogni modo.

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F

ashion Illustrated e il Museo Interattivo del Cinema di Milano hanno organizzato una serata esclusiva per l’anteprima nazionale di Bling Ring. Un evento fra moda e cinema quale hanno preso parte stilisti, imprenditori della moda, designer, blogger, trend setter e testimonial della fashion community. Una serata animata dalla musica di Radio Monte Carlo alla quale, tra i tanti, sono intervenuti i Murr, Elio Fiorucci, i blogger The Three F, Osvaldo Supino, gli attori Paolo Stella e Matilda Lutz, l’artista Paolo Gonzato e il designer Simone Rainer. Partner dell’evento: la nuova Lancia Ypsilon S Momodesign, Kocca, Viaggidea, Martini, Spartoo.it e i Cucinieri di Pierino Penati. @magalinimarco 1. La cover del n°22 di Fashion Illustrated 2. Matilda Lutz e Paolo Stella 3. I Murr 4. Paolo Gonzato e Simone Rainer 5. Il team di Kocca 6. Lucia Del Pasqua 7. Il team Viaggi Idea 8. Elio Fiorucci 9. Sara Testa e Giorgio Restelli 10. Auto Lancia Ypsilon S Momo Design 11. Mauro Galligari e il team Studiozeta.org 12. Flavia Colli Franzone e Cirillo Marcolin 13. Filippo Fiora e Filippo Cirulli 14. Cleto Sagripanti. (10)

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DESTINATION USA Prima da Salvatore Ferragamo a Los Angeles, poi a New York da Giorgio Armani. Il primo ha sfilato a Beverly Hills in occasione della serata di Gala inaugurale del Wallis Annenberg Center for Performing Arts. Per l’occasione, il brand ha presentato una selezione di look della p/e 2014, arricchita da numerosi abiti da sera disegnati appositamente per l'occasione. Il 24 ottobre, dall’altra parte degli States, a NYC, si è svolto l’evento One Night Only con una grande sfilata dedicata esclusivamente alle collezioni Giorgio Armani Privé.

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1. Ricky Martin e Roberta Armani 2.Martin Scorsese, Giorgio Armani e Leonardo DiCaprio 3. Glenn Close e Giorgio Armani. | 4. Jodie Foster 5. Gwen Stefani


FASHION ILLUSTRATED

Winter

vicenza Jan 18 â&#x20AC;&#x201C; 23, 2014

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Fashion illustrated - Novembre/Dicembre 2013  

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