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ZITA FABIANI A ROMA

DI QUARTIERE SÌ MA INTERNAZIONALI

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Superata la boa del mezzo secolo, il multimarca romano volta pagina. Rimane fedele al quartiere Talenti, dove la fondatrice Zita Fabiani iniziò l’attività, ma si ingrandisce e rinnova gli spazi, con il tocco dell’archistar Marco Costanzi DI ANGELA TOVAZZI

Founded in 1963, Zita Fabiani renews its multibrand store with the architect Marco Costanzi. The result is a space of 2,500 square meters, which continues its story far from the historic city center, but with an international appeal.

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ianni Colasanti è un uomo fedele alle radici, e al tempo stesso un imprenditore che guarda sempre in avanti. Durante il grande evento per il re-opening del multimarca di via Ugo Ojetti 205 a Roma è accompagnato dalle due persone che rappresentano idealmente il passato e il futuro: Zita Fabiani, la mamma 90enne che nel 1963 partì dal niente creando la sua piccola bottega di abbigliamento, e Marco Costanzi, l’archistar che strizza l’occhio alla moda e che, tra gli altri progetti, ha fatto rinascere il Colosseo Quadrato, monumento simbolo dell’Eur, diventato il quartier generale di Fendi. Quando ha deciso di fare il grande salto, Colasanti è riuscito a mantenere l’equilibrio facendo perno su due forze di per sé contrapposte: da un lato non ha tradito le origini, rimanendo ancorato al quartiere Talenti, un’area periferica rispetto al salotto buono dei luxury brand del centro, e dall’altro non ha rinunciato a pensare in grande, deci-

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dendo di ingrandire e cambiare volto allo store con un «investimento importante», che per lui rappresenta «non solo una ristrutturazione e una ridistribuzione degli spazi, ma un nuovo inizio». Dopo l’imponente restyling di un’area di 600 metri quadri distribuita su quattro piani, il multistore si presenta ora come uno spazio di 2.500 metri quadri, con un’offerta che include oltre 300 brand di abbigliamento e accessori. «Ci siamo evoluti negli anni - racconta l’imprenditore affiancando a big brand come Burberry, Brunello Cucinelli, Etro e Salvatore Ferragamo nomi avantgarde quali Rick Owens, Maison Margiela, Dries Van Noten, fino a designer che si sono imposti più recentemente all’attenzione del pubblico più evoluto, come Fausto Puglisi e Uma Wang». Oggi l’assortimento spazia dalla donna, che rappresenta il 65% del business, all’uomo, con la prospettiva di crescere ancora, grazie a un nuovo concept store dall’immagine

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