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RUBIN RITTER, DAVID SCHNEIDER E ROBERT GENTZ

Non si arresta la crescita di Zalando. L’e-tailer tedesco fondato da Rubin Ritter, David Schneider e Robert Gentz, ha chiuso i primi nove mesi del 2016 con ricavi pari a 2,547 miliardi di euro, in salita del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lievitato il numero di dipendenti: dai 10mila del 31 dicembre 2015 agli 11.200 del 30 settembre del 2016. La nuova frontiera è l’integrated commerce, che mira a coinvolgere i negozi fisici di piccole dimensioni, ai quali è data la possibilità di gestire ordini arrivati alla piattaforma, grazie a un tool online battezzato gax-system. È ora anche di mettersi in gioco su altri fronti: il 2017 è l’anno in cui il nuovo Bread & Butter aperto al pubblico dovrà dimostrare la validità del suo format sul lungo termine.

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DOMENICO DOLCE E STEFANO GABBANA

Un marchio consolidato, Dolce&Gabbana, ma che si tiene alla larga dall’establishment, grazie alle scelte di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che riescono a conciliare il business con l’entertainment, la serietà di imprenditori-stilisti con la voglia di stupire. Complici i social, dove Stefano è sempre più attivo con le sue visioni autoironiche, che sconfinano nel dissacratorio. Ecco che la sfilata dell’alta moda a Napoli diventa un grande evento a cielo aperto, l’opening dello store di via Montenapoleone dà lo spunto per un dinner placé in strada, l’inaugurazione al Mall of Emirates di Dubai viene anticipata da iniziative sui social sotto il segno dell’hashtag #DgLovesDubai. E intanto Patrizio Di Marco ha fatto il suo ingresso nel board.

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ELON MUSK

Emblema dirompente dell’importanza della sostenibilità è Tesla, la casa automobilistica statunitense produttrice di auto elettriche, fondata nel 2003 da Elon Musk. L’ultima versione, la Model 3, presentata lo scorso 1 aprile e in attesa di entrare in produzione, è stata studiata per rendere la mobilità elettrica più abbordabile a livello di prezzi: in Italia costerà circa 45mila euro, rispetto ai 100/180mila dei precedenti modelli S e X. Una vera corsa ai preordini: due al secondo nelle prime 24 ore e 400mila in totale nei 20 giorni successivi. Un fenomeno assimilabile a quello della Apple, che secondo indiscrezioni avrebbe messo gli occhi sull’azienda.

DAVID GILBOA

In soli sette anni il marchio di occhiali statunitense Warby Parker, fondato nel 2010 a Filadelfia da Neil Blumenthal, David Gilboa, Andrew Hunt e Jeffrey Raider, ha bruciato le tappe con un business model originale, sia online che con negozi fisici. La label è nata con l’obiettivo di proporre un eyewear a prezzi rivoluzionari (si parte da 95 dollari) ma anche con un intento sociale, ossia dare la possibilità di avere un paio di occhiali anche a chi non ha i mezzi per comprarli. Per ogni articolo venduto, infatti, Warby Parker si impegna a donarne uno, affidandosi alla collaborazione di associazioni no-profit come VisionSpring. Per chi compra, un modo per sentirsi utili agli altri, ma anche una digital shopping experience gratificante, con la possibilità di ricevere a casa cinque paia di occhiali da provare, per scegliere quello giusto.

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