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JOSÉ NEVES

Farfetch, l’e-tailer inglese fondato da José Neves nel 2008, che ha costruito il proprio successo sui multimarca, nel 2016 ha cambiato le regole del gioco e, dall’oggi al domani, ha tolto dal sito la visibilità diretta agli oltre 460 multibrand store, parte della piattaforma. Una scelta in linea con la volontà di Neves di quotarsi in Borsa, probabilmente nel 2017, e con il suo obiettivo di focalizzarsi su un più stretto e remunerativo - rapporto con i brand. Un’inversione di rotta che ha lasciato di stucco i negozianti, privati all’improvviso della visibilità e della pubblicità indiretta di cui beneficiavano in passato. Ma Neves ha sempre dimostrato di vederci lungo e il 2017 dirà se anche questa sarà la scelta giusta.

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MICHAEL PREYSMAN

All’insegna della “radical transparency”, il portale di e-commerce everlane.com guidato da Michael Preysman fa dello slogan “Know your factories. Know your costs. Always ask why” il proprio motto. Il sito garantisce il controllo diretto delle realtà con cui lavora e fa della trasparenza il cavallo di battaglia. Il cliente viene informato della provenienza del capo e può ricevere notizie sull’azienda che lo produce. Inoltre può conoscerne il prezzo dell’articolo in base alle sue componenti: quanto incidono i materiali, quanto il lavoro, quanto il trasporto, eccetera. Con la chiara indicazione del risparmio che l’acquisto online consente, rispetto al dettaglio tradizionale.

GIGI HADID

Da top model superpagata (quinta nella classifica stilata da Forbes nel 2016 e vincitrice dei Fashion Awards), a influencer con quasi 26 milioni di follower, Gigi Hadid non è una che si accontenta e nel 2016 ha fatto il suo esordio come stilista con la linea TommyXGigi, realizzata in collaborazione con Tommy Hilfiger. Presentata per la prima volta al Bread & Butter di Berlino e subito dopo alle sfilate newyorkesi di settembre, la label ha conquistato il favore dei fan, che hanno potuto comprare i capi con la formula del “see now, buy now”. Si attende il bis a febbraio, con la collezione estate 2017.

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PABLO ISLA

Non un rivoluzionario nel senso stretto del termine, ma certo un manager illuminato. A inizio 2016, dopo che i profitti nel 2015 di Inditex erano aumentati del 15%, il ceo Pablo Isla ha premiato i dipendenti distribuendo loro il 10% dei guadagni ottenuti (pari a 37 milioni di euro). A settembre è arrivato per lui un bonus pari a 60mila azioni, dal valore di 1,9 milioni di euro, sulla base del piano di incentivi stabilito tre anni fa dal gruppo. In novembre una nuova gratificazione per Isla, terzo classificato nella Top 100 CEO dell’Harvard Business Review, primo nel settore moda. Intanto il digital avanza nelle fila dell’azienda: il flagship Massimo Dutti inaugurato a fine ottobre a Barcellona è all’avanguardia nelle tecnologie utilizzate e sul fronte della sostenibilità. A proposito di Massimo Dutti, a Milano sarà questo brand a impossessarsi di una location di 1.000 metri quadri in Galleria Vittorio Emanuele, dopo la rinuncia di Hugo Boss e Valentino.

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