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TOP FASHION CHART

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MARCO BIZZARRI

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BRUNELLO CUCINELLI

Più rivoluzionario dei rivoluzionari, Brunello Cucinelli porta in tutti gli ambiti del business la sua visione umanistica. Persino nel digital, dove investe sì, ma senza forzare la mano. Un artigiano del web, come si è definito, dove «vanno postate poche cose», perché «troppo disturbo non fa comprare». Un approccio controcorrente, in sintonia con le regole di un’azienda sui generis, capace di far leva sulla sua diversità per incrementare “garbatamente” un fatturato che nei primi nove mesi 2016 ha sfiorato i 349 milioni di euro, in aumento del 9,7%. Una realtà che incoraggia i dipendenti a comunicare direttamente, piuttosto che via mail, e a «lavorare sì, ma il giusto», e che si tiene lontana dai “vortici” e dall’impostazione budget-driven.

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Dopo le accoppiate Ford-De Sole e Giannini-di Marco, in casa Gucci è il momento del duo Alessandro Michele-Marco Bizzarri. La new wave della griffe è tuttora nella sua parabola ascendente, in virtù delle visioni disruptive del nuovo direttore creativo e di quelle altrettanto di rottura del ceo Marco Bizzarri, che grazie alla scommessa su Michele e alle sue scelte strategiche nel segno della discontinuità, ha ridato verve alla griffe della doppia G, tornata a crescere nel 2016, e per di più a doppia cifra (1,088 miliardi di euro, a +17,8% nell’ultima trimestrale), di gran lunga sopra le aspettative degli analisti. Ma Bizzarri non è uno che si accontenta, e ora promette ulteriori crescite di ricavi a doppia cifra: «Dagli attuali 4 miliardi di euro di fatturato, contiamo di passare nel breve a 6 miliardi» ha annunciato di recente.

PHILIPP PLEIN

Un 2016 col botto per Philipp Plein, che ha aperto l’anno con l’inaugurazione di un flagship a Roma, in piazza di Spagna, per proseguire con una serie di importanti progetti. In primavera l’acquisizione del 51% di Billionaire Couture, a settembre l’opening della showroom milanese da sette piani in via dei Giardini e il lancio della collezione Plein Sport, già approdata in 500 punti vendita multimarca, in attesa dei primi monomarca a Parigi, Amsterdam e Berlino, in apertura in questo mese. Prossima tappa gennaio, per l’opening dello store di corso Venezia (700 metri quadri), insieme alle sfilate di Plein Sport e Billionaire Couture. A febbraio è previsto il debutto della main collection sulle passerelle newyorkesi, dopo oltre 15 anni a Milano: per la griffe da 200 milioni di euro è tempo di unificare menswear e womenswear in un unico appuntamento.

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DEMNA GVASALIA

Demna Gvasalia, 35enne designer di origine georgiana, che insieme al fratello Guram ha conquistato il favore di addetti ai lavori e fashion victim con il marchio Vetements, sta rivoluzionando i contenuti stilistici di Balenciaga, marchio nell’orbita del Gruppo Kering di cui è stato nominato direttore creativo. Ai recenti Fashion Awards 2016 ha avuto una doppia soddisfazione, aggiudicandosi la “statuetta” come International Ready-to-Wear Designer con Balenciaga e, con Vetements, il premio per l’International Urban Luxury Brand.

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