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MORGAN STANLEY

NUOVA VIEW SU HONG KONG E CINA Back from Hong Kong, Morgan Stanley analysts observed more optimism even if perfromances across brands remain mixed.

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1. Il Global Economic Outlook 2016-2026 del Conference Board: in blu scuro i Paesi che tra 10 anni mostreranno la maggiore crescita del Pil 2. La recente sfilata di Diesel a Shanghai

L’ECONOMIA DELL’EUROZONA CONTINUA A ESPANDERSI A UN TASSO MODERATO MA STABILE

Mario Draghi

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PREVISIONI DI CRESCITA DEL PIL A CONFRONTO FMI*

Eurozona di cui: - Germania - Francia - Italia Regno Unito Russia Cina Giappone Usa Mondo *

Previsione pubblicata in ottobre 2016 Previsione pubblicata nel novembre 2016

(*)

2016 1,7 1,7 1,3 0,8 1,8 -0,6 6,6 0,5 1,6 3,1

2017 1,5 1,4 1,3 0,9 1,1 1,1 6,2 0,6 2,2 3,4

OCSE (*)

2016 1,7 1,7 1,2 0,8 2,0 -0,8 6,7 0,8 1,5 2,9

2017 1,6 1,7 1,3 0,9 1,2 0,8 6,4 1,0 2,3 3,3

2018 1,7 1,7 1,6 1,0 1,0 1,0 6,1 0,8 3,0 3,6

Il sentiment migliora a Hong Kong ma restano molte differenze, in termini di performance, tra brand e brand. Lo dicono gli analisti di Morgan Stanley, di ritorno da una recente visita nell’ex-colonia britannica, dove hanno incontrato retailer, operatori di mall e case di moda. Dopo un’estate «depressed», con cali delle vendite a due cifre - settembre ha rivelato una ripresa (sotto il 5%), sostenuta dai consumatori della Cina Mainland. In novembre e ottobre, invece, sono arrivati segnali misti. Ricordando che la Greater China rappresenta tra il 20% e il 30% delle vendite di molti gruppi del lusso, gli esperti della banca d’affari profilano una stabilizzazione a Hong Kong («che non implica necessariamente una crescita») e un certo dinamismo nella Cina Continentale, che concentra il 10% delle vendite dei grandi marchi (contro il 18% di Hong Kong) e dove, nel terzo trimestre, Burberry ha registrato incrementi a cifra singola e Louis Vuitton a cifra doppia. In realtà le performance differiscono a seconda del settore: orologi e gioielli hanno ancora dei problemi, per via dell’eccesso di scorte dei distributori, i marchi dello sportswear stanno sovraperformando la media e il settore soft-luxury differisce da label a label. Tra i marchi più dinamici in assoluto, oltre a Vuitton, c’è Gucci per il quale gli analisti parlano di «strong momentum» anche nel 2017. Uno degli aspetti critici dell’area non è tanto il differenziale rispetto ai prezzi europei (in riduzione, dal +50% della prima metà del 2015 al +25%), quanto la lobby dei retailer per ridurre i prezzi (specie negli orologi). Ma c’è anche il fenomeno delle vendite private Vip, gestite direttamente dai brand o da terze parti. Gli analisti prevedono che a Hong Kong continueranno le chiusure di store, mentre l’e-commerce è visto come uno strumento per incrementare la produttività in negozio. Resta cruciale l’andamento del renminbi, la cui svalutazione avrebbe effetti sulla confidenza al consumo e la capacità di acquisto dei cinesi. (e.f.)

14_12_2016

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FLIP PAGE FA N 15 2016