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L’editoriale

CREARE VALORE DURATURO In times digital, making things happen still necessitates that people meet beforehand. This, however, cannot be left to chance alone. Digital tools are more necessary than ever. For trade fairs, this means adequate instruments need to be provided.

I Marc Sondermann Editor-in-Chief

FAIRS 2017

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n un’epoca dominata dal matchmaking virtuale, portare le persone a incontrarsi fisicamente presenta più opportunità che mai. A livello di business, per chi vende aumentano le probabilità di chiudere. Per chi compra, invece, lievitano le possibilità di comprendere appieno la controparte, ivi inclusi i rischi connessi e annessi al fattore umano, che certamente necessita di una ponderata valutazione prima che si arrivi al ‘deal’. Ecco dunque già elencati i motivi per cui la globalizzazione ha portato con sé un deciso proliferare di fiere, nonché di variegati formati d’incontro. L’attuale, seconda ondata di grande interconnessione mondiale, quella digitale, porta a un’ulteriore maturazione del fenomeno. Oggi, il mero incontro personale, appaiato a un’ispezione approssimativa del campionario, non può più essere considerato sufficiente. Diventano, invece, sempre più importanti le fasi di pre- e post-vendita. Sia una selezione più approfondita dell’offerta, sia una risposta più particolareggiata alle esigenze del cliente, anche in termini di tempistica, diventano vantaggi competitivi che vanno affiancati sistematicamente all’interazione personale. È in questo senso che un assennato utilizzo dello strumento-fiera diviene più centrale che mai - ma solo se accompagnato da un’intelligente set di servizi digitali, quali app ‘ready-to-order’ o marketplace b2b. Altrimenti, la perdita di tempo e di risorse è dietro l’angolo.

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