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Editoriale

AL BIVIO DELLA STRATEGIA

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nche nel variopinto mondo del fashion l’e-commerce è ormai sulla bocca di tutti. L’accelerazione del fenomeno è divenuta tale da essere considerata un’ovvietà. Tant’è che si preferisce parlare a piè sospinto di omnicanalità piuttosto che di un canale digitale da attivare con maestria. Tutto questo è vero. La comunicazione e la vendita su Internet non possono essere visti come discipline scisse dal core business. Ne sono, invece, un complemento più necessario che mai. Anche per mettere ordine e imporre coerenza a un mondo che spesso rischia di divaricarsi tra wholesale e retail, off-season e full-price. Tutto vero. Urge però anche rendersi conto che si tratta di una sfida strategica, epocale, da non affrontare sull’onda di un momento, o peggio, di un’emozione. Le mosse aziendali vanno preparate per tempo, sapientemente, in un’ottica di passi graduali. Proprio perché i margini di errore sono alti e il mercato non perdona, è necessario muoversi con un mix di prudenza e decisione. È da questa filosofia che è scaturita, un anno fa, per noi di Fashion,  la necessità di creare questa guida e-commerce, giunta ormai alla seconda edizione. In un mare magnum, preso dalla corsa all’oro, è necessario conoscere colui con chi si ha a che fare. Non tutti i player sanno fare le stesse cose, né sono equivalenti le qualifiche. Regna ancora molta confusione. A maggior ragione abbiamo sentito il bisogno di differenziare. Cercando di menzionare solo quelle realtà che sappiamo essere depositarie di progetti portati a termine con serietà. Certo, non ci arroghiamo la capacità di essere onniscienti. Ma il dovere di stare accanto agli amici imprenditori, con piglio e rigore - quello sì.

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FASHION E-COMMERCE 2016