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Anno 49 | N°8 del 21.06. 2018 | quindicinale | € 8,00 | www.fashionmagazine.it

E H I S SI D GL IN EN ION RS VE

Poste Italiane S.P.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N.46) Art. 1, Comma 1 Lom/Mi/1769

Il magazine di news, business e trend

A Game of

Mirrors Tra stile e strategie, la moda bimbo continua a orientarsi ai modelli del mondo adulto

Nella foto: Philosophy di Lorenzo Serafini Kids


ilgufo.com


N° 8 21GIUGNO 2018

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

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L’EDITORIALE

PROTAGONISTI

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GIULIANO CALZA/GCDS

«Con la linea mini cresce la nostra favola lifestyle»

BUSINESS

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12 PITTI BIMBO 87 Tendenze, lifestyle e ricerca vanno di pari passo 18 GIANFRANCO DI GIOVANNI/JIJIL «Con il mini-me alla conquista dell’estero» 22 FRANCESCO PIZZUTI In copertina

Philosophy di Lorenzo Serafini Kids per la primavera-estate 2019 Photographer: Dan Martensen Styling: Clare Richardson Talent: Sasha Pivovarova e Maddie Charmont

UNIQUE CHILDRENWEAR

«La famiglia si allarga con Douuod Kids»

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24 ALESSANDRA CHIAVELLI/IL GUFO «Estero e retail i nostri asset» 27 BUYERS’ SURVEY

SPRING-SUMMER 2018

Nuove sfide e vecchi problemi

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N° 8 21 GIUGNO 2018 www.fashionmagazine.it

SOMMARIO

32 38 32 RETAIL STRATEGIES «Facciamo di tutto per emozionare» 34 36

PRECA BRUMMEL

«Torniamo in pista con un bambino tutto nuovo» CORPORATE FINANCE

Anche la borsa è a misura di bambino

TREND

41 DESIGNERS’ PREVIEW

SPRING-SUMMER 2019

Griffe sotto il sole tra debutti e ritorni

49 PREVIEW SPRING-SUMMER 2019 California dreams 58 BRAND TO WATCH

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PEOPLE

60 PORTRAITS/CECILE ROEDERER «Con i bambini ci piace fare le cose in grande» 62 CAREERS 63 Q&A/ ALESSANDRO ENRIQUEZ «Nel mio mondo fantastico c’è posto per un cuore. Anzi due» 65 FASHION PEOPLE

38 SOCIAL MARKETING Il lato umano dell’influencer

66 RED CARPET

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elisabettafranchi.com


Nel comparto della moda bimbo è buona norma seguire le orme del mercato dei grandi con un certo ritardo, necessario per metabolizzare i cambiamenti, senza assumersi rischi difficili da sostenere. Si tratta di una strategia vincente in fasi di relativa stabilità, quando il tempo scandisce tendenze e trend di mercato con una certa prevedibilità. La situazione cambia, ovviamente, quando i ritmi si fanno più frenetici, i cambiamenti più radicali e l’incertezza regna sovrana. In questo genere di frangente diventa particolarmente arduo bilanciare la giusta spinta verso il nuovo con la tradizionale cautela del piccolo imprenditore. Il rischio è, allora, che si apra un divario sempre più invalicabile tra le nuove prassi di successo e ciò che rimane del proprio mondo di riferimento. Proprio osservando ciò che succede tra i commercianti del bambino e confrontandolo con ciò che avviene presso i negozianti dell’adulto, si può notare come si tratti ormai di mondi parecchio lontani. Tra i commercianti italiani più blasonati dell’alto di gamma, infatti, il negozio fisico incide ormai solo per una parte ben piccola del fatturato, da quantificare intorno all’8%. Ben di più muove il sito e-commerce dei multimarca, con un’incidenza intorno al 10% (con Luisaviaroma.com a fare da traino), mentre le grandi piattaforme web (Farfetch e affini, per intenderci) muovono un ulteriore 27% del business. Last but not least, continua a fare la parte del leone il parallelo: si muoverebbe intorno al 55% il suo contributo al giro d’affari dei multimarca più prestigiosi d’Italia. Sul versante della moda bimbo si apre invece tutt’altro scenario. Come conferma il nostro consueto sondaggio, l’online è visto ancora nella maggior parte dei casi più come una minaccia che come un’opportunità. Di fatto, questo atteggiamento è assolutamente comprensibile e anzi corretto: dopo la calata dei formati verticali (Zara e Ovs), le mamme italiane si rivolgono ora sempre più a Zalando e ad Amazon per i loro bisogni più impellenti di abbigliamento per i pargoli. Vi è, però, anche un lato positivo della medaglia: con il progredire della rivoluzione digitale i costi di accesso alla tecnologia stanno rapidamente scemando. Da Shopify a Wordpress, passando per Instagram, è ormai facilissimo mettere in atto una strategia omnicanale con mezzi alla portata di tutti. Con verve e professionalità, si tratta di fare di queste attività una priorità.

L’EDITORIALE

Piccoli passi che pagano

Also in childrenswear, the world has been turned upside down. In days hence, it was largely sufficient to adapt successful strategies from the adult market in order to prevail. Nowadays, this is frowned upon. Storekeepers see a menace in all things digital. Even for them, however, there is no alternative to learning the tools of web-based trade.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

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INTERVIEW

GIULIANO CALZA/GCDS

«CON LA LINEA MINI CRESCE LA NOSTRA FAVOLA LIFESTYLE» Per il debutto nel childrenswear Gcds si è affidato a Daddato, «Ora estendiamo il nostro stile di vita colorato ai più piccoli - dice Giuliano Calza - ma non ci fermiamo qui e presto arriverà il make up». DI ANDREA BIGOZZI

In partnership with Daddato Gcds is lauching its first collection targeted at young girls aged 4 to 14 years old with Spring/Summer 2019. Next step, a make-up line.

GCDS

IN CIFRE

«L

o sportwear che piace a Gcds è quello che insiste sul logo, sulle stampe e sui colori vivaci, come il rosa. Con un’estetica così, l’idea di aprirci al mondo della moda bimbo è venuta quasi spontaneamente. Il resto lo hanno fatto le mie amiche neo-mamme, che ormai sono numerosissime. Continuavano a chiedermi di realizzare capi speciali per i loro figli e io le ho accontentate: ora avranno un’intera collezione a disposizione». Giuliano Calza, direttore creativo e cofondatore del marchio Gcds assieme al fratello Giordano, ha grandi aspettative sul progetto Gcds Mini, la linea di childrenswear che viene lanciata a Pitti Bimbo con la primavera-estate 2019. «Di solito - fa il punto Calza - ci piace fare tutto da soli, ma questa volta al nostro fianco c’è Daddato. Senza l’aiuto di questa azienda la startup nel settore junior avrebbe richiesto troppo tempo e risorse e noi siamo impegnati su moltissimi altri fronti: la nuova sede con

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showroom interna, lo store opening di Londra e il lancio del beauty».

20 MILIONI S FATTURATO 2018

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per vivere come dei bambini veri, facili, leggeri e ancora più immediati.

Gcds è già un nome noto L’offerta junior seguirà CLIENTI WHOLESALE tra i teenager: non temete quindi una linea stilistica IN TUTTO IL MONDO che l’offerta kid possa propria? 110 sottrarre clientela alla La collezione di debutto è MULTIMARCA IN CUI main line? sicuramente influenzata dal IL BRAND È PRESENTE Diciamo che abbiamo crelavoro di questi tre anni. IN ITALIA ato i presupposti per cui Ci sono molti capisaldi del questo non accada: i marchi guardaroba Gcds, rivisitati sono diversi, così come le per adattarsi all’universo etichette e soprattutto le vestibilità. La XS estetico e alle esigenze dei bambini. Abè una delle taglie più richieste di Gcds, spebiamo ampliato la parte grafica e continuecie in Corea e Giappone, non corrisponde remo a farlo. E comunque non replicheaffatto alla XL della Mini. Sono soprattutremo tutti i look dei grandi: in Gcds c’è to i contenuti moda delle due collezioni a un filone un po’ sexy, che ovviamente non tranquillizzarci sull’assenza di un rischio avrebbe senso declinare in taglie piccole. cannibalizzazione: i 15enni scelgono i capi Gcds per sembrare più adulti, mentre Come vi presenterete a Pitti Bimbo? i clienti della Mini avranno a disposizione Un progetto molto divertente, nel nostro dei prodotti 4-14 anni, pensati e realizzati stile. Occuperemo una parte importante


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ricerca di un luxury streetwear. Per questo motivo abbiamo deciso di intraprendere la collaborazione con Bonini. Che obiettivi vi siete dati per questo progetto? Obiettivi di fatturato non ce ne siamo dati. Non abbiamo mai ragionato in termini numerici, la nostra unica preoccupazione è sempre stata quella di continuare a crescere e pensare fuori dagli schemi. È così che arriveremo a fine 2018 a tagliare il traguardo dei 20 milioni di euro di fatturato e dei 350 clienti nel mondo. Vogliamo conquistare i migliori negozi specializzati del mondo e arrivare in luoghi come Rinascente, dove ci piacerebbe presentare tutta la famiglia Gcds insieme.

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1. Giuliano Calza 2. Il flgship store di Milano è il primo di una serie, già previsto l’opening di Londra 3. Pamela Anderson nella campagna pubblictaria S/S 2018 4. Il backstage della sfilata autunno-inverno 2018/2019 5. Tre anticipazioni della collezione Gcds Mini al via con la S/S 2019, prodotta da Daddato

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dello stand di Daddato in Fortezza da Basso. Tutto ruoterà intorno a una piscina piena di palline colorate con inciso il nostro marchio. Per la promozione della collezione abbiamo programmato un’attività di comunicazione virale, che coinvolgerà alcuni mini influencer, come il figlio di Eva Chen. Anche i look book sono stati realizzati con leggerezza e giocosità. Non ci troverete mini modelli in posa, ma bambini che fanno i bambini: giocano, mangiano il gelato, si divertono.

queste settimane stiamo organizzando il trasloco nei nostri nuovi headquarters. Restiamo a Milano, ma abbiamo trovato una location, molto più grande. Ci sarà anche lo spazio per una showroom direzionale, perché la nostra collaborazione con Marcona 3 si è interrotta e ora inizieremo a vendere l’abbigliamento direttamente, mentre abbiamo iniziato a lavorare con Massimo Bonini Showroom per tutta la parte scarpe e accessori. E per settembre prevediamo un mini drop del make-up.

L’introduzione del kidswear si inserisce all’interno di un progetto di espansione dell’universo del brand: che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Tantissime novità, a partire da subito. In

Non male, per un marchio accusato di vendere solo felpe e calzini... In effetti questi sono i capi che funzionano meglio sul target 15-25 anni ma la nostra clientela, specie quella femminile, è alla

Ci sarà spazio anche per il retail? Di pianificato non c’è nulla, ma ci piacerebbe creare luoghi pensati ad hoc per il consumatore più piccolo, dove esperienza di shopping e di gioco si fondano. Per il momento la collezione sarà ospitata nel nostro monomarca di Milano e in quello di Londra, che aprirà in estate. Un terzo store arriverà durante la prossima stagione fallwinter. Quali sono i mercati del futuro? Vogliamo consolidare gli Stati Uniti, che sentiamo molto vicini a livello di immagine, ma che sono ancora piccoli e tenere la barra dritta in Cina, Corea e Giappone, le aree di maggior riscontro commerciale. E poi c’è l’Italia, dove produciamo tutto, da presidiare. Qui ci vedono come un fenomeno e non possiamo certo deludere i nostri 110 negozi.  ■

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NEWS A CURA DI ELISABETTA FABBRI

CLESSIDRA POTREBBE USCIRE DA HARMONT & BLAINE Asset management company Clessidra could sell its 35% stake in Harmont & Blaine. Clessidra, società di gestione del risparmio in capo alla Holding di investimenti Italmobiliare Spa​, starebbe valutando la cessione della sua partecipazione in Harmont & Blaine, pari al 35%. Secondo indiscrezioni, il fondo di private equity avrebbe incaricato Lazard di seguire il processo di vendita del marchio del Bassotto. Si parla di una valutazione compresa tra 150 e 180 milioni di euro, mentre il processo di vendita, stando ai rumor di mercato, dovrebbe iniziare alla fine di giugno. «Per prassi - ha commentato Daniele Ondeggia, chief operating officer di Harmont & Blaine - gli investimenti di realtà come Clessidra hanno una durata compresa fra i tre e i cinque anni. Il fondo è nostro socio da quattro anni ed è normale che stia facendo questo genere di valutazioni. Dal canto nostro, portiamo avanti gli investimenti previsti, ripagati da esiti più che positivi».

RIASSETTI AZIONARI

M&A

IL 41% DI MISSONI AL FONDO FSI

DRIES VAN NOTEN CEDE IL CONTROLLO A PUIG

Italian family Missoni has sold a 41.2% stake in its eponymous fashion business to Italian state-backed private equity group Fondo Strategico Italiano for €70 million.

Dries Van Noten sold the majority stake of its Belgian fashion house to the Barcelonabased fashion and fragrance company Puig. The designer maintains a minority stake.

Il Fondo Strategico Italiano (Fsi), guidato da Maurizio Tamagnini, entra nel capitale di Missoni con una quota pari al 41,2% del capitale. Il restante 58,8% resta in mano alla famiglia fondatrice. L’operazione da circa 70 milioni, come precisano dal fondo che fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti, avverrà attraverso un aumento di capitale. «È un’operazione realizzata al servizio della crescita - ha specificato Tamagnini - e non per necessità di monetizzazione della famiglia, che rimane e continua a investire». Con l’operazione il cda sarà composto da sette membri e vedrà Angela Missoni nel ruolo di presidente, il fratello Luca e il nipote Giacomo (figlio di Vittorio, scomparso nel 2013) in quello di consiglieri, mentre Rosita Missoni rimarrà presidente onorario. Michele Norsa, industrial partner di Fsi ed ex ceo di Ferragamo e Valentino, sarà il vice presidente. Il piano di sviluppo dell’azienda fondata nel 1953 a Gallarate (Va) da Ottavio e Rosita Missoni si focalizzerà su un’ulteriore espansione internazionale, l’ampliamento dell’offerta e un significativo sviluppo del canale retail. L’espansione riguarderà mercati come Cina e Stati Uniti, che valgono ciascuno meno del 10% del giro d’affari totale, di circa 150 milioni di euro (licenze incluse).

ll marchio Dries Van Noten è stato acquistato dalla spagnola Puig ma i dettagli finanziari dell’operazione, al momento, non sono stati resi noti. Lo stilista che dà il nome alla maison (nella foto), fondata ad Anversa nel 1986, mantiene una significativa quota di minoranza. Inoltre si sa che resterà in carica come chief creative officer e chairman del board dell’azienda. Lo scorso marzo erano trapelate delle indiscrezioni in merito alla ricerca di un partner da parte di Van Noten e si era parlato di un incarico conferito all’advisor di New York Vendôme Global Partners, per individuare eventuali investitori industriali o finanziari. Puig vede un grande potenziale nel brand, che sfila a Parigi, ed è probabile che dia impulso al retail e alle brand extension. Il gruppo di Barcellona ha già in portafoglio marchi come JeanPaul Gaultier, Carolina Herrera, Nina Ricci e Paco Rabanne e produce in licenza profumi di numerose griffe (Prada, Valentino e Comme des Garçons, per citarne alcune). Nel 2017 ha realizzato 1,94 miliardi di euro di giro d’affari, in aumento dell’8,1% rispetto all’anno prima. I profitti si sono attestati a 228 milioni (+47%). L’obiettivo di Puig, annunciato in occasione della pubblicazione del bilancio, è superare i 3 miliardi di ricavi entro il 2025.

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ITALIA: MERCATO DEL BIMBO IN LIEVE CONTRAZIONE A report by Sita Ricerca detects a small value reduction (-1,5%) of the Italian childrenswear market in Fall 2017. Il mercato italiano del kidswear mostra un trend moderatamente negativo nell’autunno-inverno 2017/2018. Dal Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca emerge che il segmento 0-14 anni ha registrato un -1,5% in valore, principalmente a causa di prezzi medi deflativi. Fra bimbo (abbigliamento e accessori da 2 a 14 anni) e neonato (0-23 mesi), il mercato vale quasi 2,3 miliardi fra settembre 2017 e febbraio 2018. Il target 8-14 anni è il più penalizzato, con un -2% mentre il neonato ha subito un decremento sotto l’1%, ma è l’unico con prezzi medi in contenuta crescita. A livello di canali, resta in crisi il multimarca indipendente mentre le catene (quasi il 50% del mercato in valore) mantengono le quote. In recupero i canali low price come grandi magazzini, ipermercati e supermercati (fanno eccezione gli ambulanti). I primi dati relativi ai consumi della primavera-estate denotano un peggioramento della situazione.


PITTI BIMBO 87

IN FORTEZZA DA BASSO

TENDENZE, LIFESTYLE E RICERCA VANNO DI PARI PASSO Griffe al debutto nel childrenswear o che tornano a fare investimenti importanti sul settore, marchi che avviano un nuovo corso, collaborazioni inedite e tanto lifestyle: Pitti Bimbo ha tanti volti, da fashion week in taglie mini a laboratorio di ricerca sui lifestyle DI ALESSANDRA BIGOTTA

The 87th edition of Pitti Bimbo is on stage from 21st to 23rd June in Fortezza da Basso, with almost 560 collections (347 from abroad) and a rich schedule. An event between a fashion week for kidswear and a research lab on upcoming lifestyles.

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da #Activelab: un’area che fonde la ricerca con un’anima street e sport, portando alla ribalta nomi come Bangbang Copenhagen, Cribstar, Kinderkind, Mousse Kids, Two in a Castle e molti altri, a cui sono dedicati uno spazio ad hoc al Cavaniglia e una performance il 21 giugno alla P.O.P. Arena, nuova zona relax concepita e curata dal lifestyler Sergio Colantuoni. Ma la grande scommessa di Pitti Bimbo è una moda che non si chiude in se stessa e che si lascia contaminare dal lifestyle: un’impostazione che si respira ovunque, dalle collezioni di spirito sartoriale contemporaneo della sezione Apartment al concept lab KidFizz, fino a The Nest, fucina di marchi emergenti tra cui Kaleidoscope, Knit Planet, I Marmottini e The New Society, selezionati in collaborazione con 055 36931 bimbo@pittimmagine.com

lta l’attenzione verso le griffe all’87esimo Pitti Bimbo, in Fortezza da Basso a Firenze dal 21 al 23 giugno, con quasi 560 collezioni per la primavera-estate 2019, di cui 347 dall’estero: c’è attesa per il debutto del mini me Philosophy di Lorenzo Serafini, affidato a Gimel e, per restare nell’ambito del Gruppo Aeffe, non passerà inosservata la bimba di Alberta Ferretti, realizzata in collaborazione con Daddato. Anche Dsquared2 risponde all’appello del salone, occupando uno spazio indipendente in Fortezza e organizzando in via Benedetto Dei un party di fine anno scolastico in piena regola, per celebrare i primi cinque anni della linea kid e il lancio di una capsule collection. C’è poi Gcds, che sceglie il palcoscenico fiorentino per debuttare, a sua volta con Daddato, nel mondo delle piccole taglie. Non manca Dolce&Gabbana, con un’installazione all’insegna dell’ironia e del colore nel piazzale delle Ghiaia. Sono solo alcuni degli highlight che confermano il ruolo chiave della manifestazione, una mini fashion week a tutti gli effetti, che Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine, definisce «un caleidoscopio, in cui la moda diventa il fulcro di un insieme aperto e trasversale». Impossibile sintetizzare tutte le iniziative che ruotano intorno alla rassegna, di respiro sempre più internazionale anche grazie al contributo straordinario di Mise e Agenzia Ice. Lo zoccolo duro è il prodotto, vario e interessante per i buyer provenienti da tutto il mondo e suddiviso in più sezioni con alcune novità, a partire

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PITTI IMMAGINE BIMBO 21 23 JUNE 2018 Firenze Fortezza da Basso


1. La sfilata di KidzFizz rinnova l’appuntamento con buyer e giornalisti, il 22 giugno alle 11 alla Sala della Ronda 2. Il tema delle rassegne estive di Pitti Immagine, P.O.P. Pitti Optical Power, declinato in piccole taglie 3. Un’anticipazione dell’estate 2019 di Boboli, marchio che partecipa il 21 giugno al défilé collettivo Children’s Fashion from Spain

PITTI È UNA VETRINA UTILE PER SONDARE I MARCHI EUROPEI, SEMPRE INTERESSANTI. DALLE COLLEZIONI MI ASPETTO COLORE MA ANCHE TONI NEUTRI E TANTA RICERCA SUI MATERIALI 3

Little Pop Up Berlin. Il regno del lifestyle è Fancy Room - dove si va dai gadget alla tecnologia, dagli occhiali ai cosmetici - ma anche le mega-pareti di Pitti Editorials, al piano inferiore del Padiglione Centrale, e le opere degli illustratori selezionati insieme a Bologna Children’s Book Fair trasudano una creatività senza steccati. Si conferma il sodalizio della manifestazione con Alessandro Enriquez, regista dei due progetti Kid’s Evolution, con le capsule under 14 disegnate dagli stilisti “per grandi”, e Fashion Comics, ancora con proposte mini me, ispirate agli Uglydolls. Alla voce eventi, non c’è che l’imbarazzo della scelta: basti ricordare tra i fashion show in Fortezza quello della collettiva Children’s Fashion from Spain il primo giorno alla Sala della Ronda, dove va in pedana an-

Aline Brown Senior buyer The Tot, Dallas

UNA MOSTRA-EVENTO AL TEATRINO LORENESE

60 ANNI DI GENERAZIONE CHICCO Chicco celebrates its 60th anniversary with a special exhibition at Teatrino Lorenese in Fortezza da Basso. Da 60 anni Chicco è un marchio che accompagna i più piccoli: dai Baby Boomers alla Generazione X, fino ai Millennials e alla Generazione Y, tutti hanno o hanno avuto un abito, un accessorio, un articolo di puericultura del brand nell’armadio. Per festeggiare l’anniversario il marchio sceglie il Teatrino Lorenese, dove va in scena quello che, più ancora che una mostra-evento, è un viaggio nel tempo, «fatto di tenerezza e sorpresa, grandi innovazioni e piccole curiosità - si legge nell’invito - per conoscere ancora di più un’icona del mondo della puericultura e ritrovare un pezzetto della storia di tutti noi, da 60 anni uniti nella Generazione Chicco». Appuntamento alle 14 del 21 giugno per l’inaugurazione, ma è possibile visitare l’esposizione anche il giorno successivo.  (a.b.)

che il brand Stefania. Sempre il 21 MiMiSol allestisce nel suo stand l’installazione Un mare di fiori, curata da Mauro Balletti, mentre Paola Montaguti celebra 25 anni nel kidswear con la capsule PM Paola Montaguti. C’è spazio anche per One Ocean Foundation, piattaforma per la salvaguardia dell’oceano in capo allo Yacht Club Costa Smeralda, e per il suo vice presidente Riccardo Bonadeo, che con il velista Mauro Pelaschier presenta la Charta Smeralda per la salvaguardia dei mari e la mascotte Aqua. Ancora il 21 viene svelata l’intesa tra il Gruppo Casillo e Stefano Cavalleri per il brand Gaialuna. Il 22, sempre in Fortezza, conferenza con Matteo Marzotto sul nuovo corso di Dondup bimbo - che riporta inhouse la collezione, mantenendo però Gimel

come partner produttivo - e poi tutti alla Sala della Ronda, con i défilé di KidzFizz e Apartment. Fuori dalla Fortezza da Basso, la sera del 21 giugno si susseguono gli appuntamenti di Petit Bateau alla Canottieri Firenze, Guess Kids che lancia la capsule per Miraculous Ladybug in via de Cattani 15, Monnalisa al Giardino Torrigiani e Dsquared2 in via Benedetto Dei. La mattina del 22, colazione con la bimba di Emilio Pucci a Palazzo Pucci, mentre la sera si rinnova il dinner party su invito di Pitti Immagine.  ■

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CHRISTIAN SIMONI/MONNALISA

«GUARDIAMO AL FUTURO CON UNA MARCIA IN PIÙ» Monnalisa, nearer to an Ipo, is becoming a «little multinational group», as CEO Christian Simoni underscores. Avete avviato il roadshow per la quotazione sul mercato Aim: cosa significa per voi questo passaggio? Oltre alle risorse finanziarie che ci consentiranno di accelerare le nostre strategie, il processo di quotazione ha portato e porterà nuove competenze, arricchendo il sistema di relazioni. Ci ha anche “costretto” a migliorare molti aspetti della gestione e della governance. Soprattutto verso certi interlocutori e in alcuni Paesi, essere quotati significa essere più credibili. Come vede la Monnalisa del futuro? Ci stiamo trasformando da Pmi familiare a piccolo gruppo multinazionale, da azienda che esportava ad azienda che investe direttamente all’estero, da pure wholesaler a realtà con una strategia multicanale e un peso crescente del retail: a novembre 2015 avevamo sette monomarca diretti in Italia e a fine 2017 34, di cui 25 all’estero. Di recente abbiamo avviato una boutique nel Bicester Village in Gran Bretagna, triplicato la presenza a Hong Kong con uno store da Sogo e investito sulla Cina, con la relocation del negozio presso Chengdu Ifs (passato da 35 a 70 metri quadri), l’avvio di un pop up da Shenzhen Mixc, una boutique da Xian Skp e un’altra al Wuhan International Plaza. Un’evoluzione che comporta innovazioni importanti in termini di struttura della collezione e relativi calendari, logistica, produzione e comunicazione. Che sorprese riservate per Pitti Bimbo? Occupiamo 300 metri quadri alla Sala delle Colonne, unendo l’area espositiva a quella di vendita. C’è poi il Garden Party al Giardino Torrigiani, da non perdere la sera del 21 giugno. Come avete chiuso il 2017? All’insegna di un lifestyle sempre più completo e con ricavi a 47,7 milioni, di cui il 67% dall’export. Ormai siamo oltre i 750 multimarca e ci aggiriamo sui 100 monomarca. (a.b.)

GIMEL

SI RAFFORZA L’AFFINITÀ ELETTIVA CON LE GRIFFE New partnerships with Philosophy di Lorenzo Serafini and Berwich for Gimel. After a very positive 2017, revenues are expected to grow “high-double digit” also in 2018. «Una collaborazione basata sulla condivisione di valori, dall’idea di bello e ben fatto, al comportamento etico»: parole di Alberto Dalena, a.d. di Gimel, per commentare la nuova intesa con Philosophy di Lorenzo Serafini, che ha scelto la realtà pugliese per debuttare nel mondo delle piccole taglie (si veda approfondimento all’interno del servizio alle pagine 41-45). Questa non è l’unica novità per l’azienda, che ha

GRUPPO CASILLO

NUOVE INTESE TRAINANO LA CRESCITA Stefano Cavalleri designs a capsule collection for the Gaialuna brand.

Barbara Bertocci e Diletta Iacomoni al termine dello show per i 50 anni di Monnalisa

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Il Gruppo Casillo è tra i protagonisti della prima giornata di Pitti Bimbo con un evento alle Costruzioni Lorenesi, durante il quale viene illustrata la collaborazione con Stefano Cavalleri, stilista che nel childrenswear non ha bisogno di presentazioni. Accanto a lui come special guest Simona Mazzei, fondatrice del blog Fiammisday.com. Il designer ha ideato per Gaialuna, uno dei brand di punta dell’azienda, un concept innovativo di abito da cerimonia per le bambine. «Più che di una semplice capsule - commenta Carlo Canelli, direttore commerciale e marketing del Gruppo Casillo


Modelli iDO SpringSummer 2019

Un’immagine che rappresenta il legame di Gimel con il mondo dei bambini. L’azienda ha chiuso il 2017 con quasi 18 milioni di ricavi (+30,7%) e conta su una crescita robusta anche per il 2018

sfiorato i 18 milioni di fatturato nel 2017 - una cifra cresciuta di quasi il 31% rispetto al 2016 - e punta a un +22% e oltre nel 2018. «Abbiamo avviato una partership con lo storico marchio di pantaloni sartoriali Berwich - prosegue Dalena - per creare la linea Boy, dai due ai 14 anni, in correlazione con l’adulto. L’obiettivo è riportare il pantalone di qualità in tutti i guardaroba, realizzandolo con gli stessi materiali usati per i grandi e distribuendolo nei punti vendita più qualificati in Italia e all’estero». Un nuovo tassello si aggiunge alla collezione Elisabetta Franchi La Mia Bambina: «Dopo la gamma Junior, sono arrivati il Newborn e il Baby. Ora è la volta di Moves, una capsule sportiva, ma di impronta fashion, ripresa dai modelli donna». L’anno scorso Gimel è diventata partner di Roberto Cavalli per il nuovo progetto di internazionalizzazione della parte Junior: «Una sinergia importante - commenta il ceo - che si aggiunge ad altre storie collaudate di successo, come appunto Elisabetta Franchi La Mia Bambina, Dondup e Young Versace». Gimel è entrata nel programma Elite, «un’opportunità per affinare competenze e conoscenze - commenta Dalena - e preparare la nostra squadra a nuove sfide». I tempi per un’eventuale quotazione non sono ancora definiti «ma molto dipenderà dai risultati che conseguiremo nel prossimo futuro e dalla capacità di creare interesse intorno alla nostra reputazione e al business model che stiamo applicando». (a.b.)

Il designer Stefano Cavalleri al lavoro per la capsule collection di Gaialuna, che viene presentata il 21 giugno con un evento a Pitti

- si tratta della dimostrazione dell’impegno a consolidare la nostra posizione nella moda infantile di alto livello». «Da tempo faccio sognare le bimbe di tutto il mondo aggiunge Stefano Cavalleri - a cui ho deciso di regalare ancora grazia e bellezza con questa edizione speciale». Per la realtà campana questo non è l’unico progetto in progress. «Abbiamo siglato un accordo quinquennale con Custo Barcelona - sottolinea Canelli - per la produzione di una linea under 14, che unisce la sartorialità italiana e la vivacità spagnola». L’anno scorso è invece partita la liaison tra un’altra label della scuderia Casillo, Y-clù, e Warner Bros, per la realizzazione di un’edizione limitata, dedicata ai personaggi dei cartoon Looney Tunes. «Più in generale - conclude il manager - siamo ormai passati quasi interamente dal pronto moda al programmato, oltre a espandere la rete vendita oltreconfine. Attualmente contiamo, tra Italia e resto del mondo, sulla presenza in 2mila negozi, con ricavi in crescita nel 2017 dell’8% rispetto all’anno precedente». (a.b.)

MINICONF

TUTTO RUOTA INTORNO AL CONSUMATORE Miniconf is developing new consumer-centric strategies and launching the Sarabanda-Fatto per Bene project. Il passaggio da una logica di sell in a una di sell out è al centro delle strategie di Miniconf. «Abbiamo ridefinito i profili dei consumatori target» raccontano dall’azienda, che ha archiviato il 2017 con un bilancio consolidato di circa 75 milioni, di cui il 15% realizzato con l’export - anche alla luce degli insight provenienti dal mercato. Siamo così riusciti a stabilire un positionamento chiaro per i nostri due principali marchi consumer, Sarabanda e iDO, e a delineare le coordinate di un rafforzamento per il brand corporate Miniconf». Per ogni canale distributivo verranno attivati programmi di marketing volti a valorizzare le singole label e potenziare le relative vendite. Sono in vista iniziative di fidelizzazione, partendo dal Crm aziendale: del resto, all’interno di Miniconf è stato creato un reparto che ha come obiettivo principale l’ingaggio della clientela finale. Un altro focus per la realtà di Ortignano Raggiolo (Ar), che ha recentemente nominato Simona Luraghi responsabile country Italia e brand internazionale, è la digitalizzazione in un’ottica cross channel. Non mancheranno attività di trade marketing, al via da fine agosto, per affiancare i dettaglianti nel nuovo corso, ma si dialogherà anche con le università italiane e straniere e, in particolare, con gli studenti di Economia e Design. Visto che il centro propulsore di Miniconf sono i bambini, è stato lanciato un progetto ad hoc: si chiama Sarabanda Fatto per Bene e consentirà a 1.000 scuole italiane di ricevere un kit per allestire laboratori creativi destinati ai piccoli dai tre ai sei anni. Un’iniziativa da cui se ne svilupperanno altre, con il sito fattoperbene.sarabanda.it come cassa di risonanza. (a.b.)

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I PINCO PALLINO

HAUTE & DAILY The brand invests both on dailywear and on a new haute couture capsule.

FRACOMINA MINI

«GRANDI NOVITÀ IN VISTA RESTATE SINTONIZZATI» As ceo Ferdinando Prisco anticipates, from next Autumn both Fracomina and Fracomina Mini will be at the centre of important changes and investments. Finora il brand Fracomina Mini non è andato oltre la soglia del 7% dei ricavi di Fracomina, «una scelta dettata da precise strategie aziendali, ma nei prossimi mesi qualcosa cambierà» rivela Ferdinando Prisco, ceo della realtà campana, che ha visto aumentare il giro d’affari complessivo del 20% nel 2017, con un’accelerata dello sviluppo a livello mondiale e un’intensificazione della presenza in mercati come la Gran Bretagna, l’Europa dell’Est e l’America. «Da settembre annuncia Prisco - con l’ingresso di un nuovo direttore generale, la struttura organizzativa subirà alcuni cambiamenti sostanziali, che riguarderanno anche Fracomina Mini». La linea sarà al centro di una completa riorganizzazione, «con più risorse stilistiche e un piano commerciale Italia inserito in uno sviluppo complessivo del marchio a livello internazionale». A livello di comunicazione, si strizza l’occhio ai vari Instagram e Facebook, in nome di un coinvolgimento diretto della consumatrice finale: «La campagna pubblicitaria che abbiamo girato in Scozia - informa Prisco - è accompagnata da un fashion film con diverse social version». Anche a Pitti Bimbo Fracomina Mini sceglie di farsi notare, non solo organizzando un evento il 21 giugno per presentare la collezione Spring-Summer 2019, ma anche distribuendo 5mila occhiali da sole personalizzati dall’hashtag #fracominasummer: «Un modo per avviare la community Fracomina Mini, perché sui canali social sarà possibile seguire in diretta i momenti salienti della fiera e pubblicare i propri selfie, accompagnati da questo hashtag». Prisco lancia un messaggio al salone: «Confermiamo la nostra presenza, ma i feedback che arrivano da più di un’edizione non sono confortanti. Il Pitti è stato un pilastro del nostro lavoro e vorremmo che continuasse a esserlo, ma probabilmente la saturazione degli spazi non ci consente di trovare una location adeguata al posizionamento che intendiamo avere. Nostro malgrado, ci stiamo guardando attorno». (a.b.)

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C’è anche una parte haute couture, tra le nuove proposte de I Pinco Pallino: il marchio nell’orbita di Little Star Brands lancia a Pitti otto pezzi in materiali pregiati come organze e chiffon e con una particolare cura dei dettagli, dalle paillette color champagne, oro, cipria e corallo, ai ricami sovraplaccati a effetto spalmato. Ma la collezione ha anche un’anima easy: dopo il lancio con l’inverno 2018/2019, torna la daily capsule Due Minuti Per.... (a.b.) GRANT

NEWBORN E MASCHIETTO PER AMPLIARE L’OFFERTA The launch of a kid’s male line, newborn included, and international expansion are two of Grant’s goals. Prosegue il piano di sviluppo di Grant, in seguito all’arrivo al timone di Stefano Dal Cin, ceo dell’azienda di famiglia, di cui era già presidente. Nel mirino c’è il maschietto, che presto potrebbe affiancare la bambina, declinata nelle linee di proprietà Miss Grant, Miss Grant Couture (nella foto un’anticipazione dell’estate 2019), So Twee by Miss Grant, Miss Grant Easy&Chic, LùLù by Miss Grant e Microbe by Miss Grant, cui si aggiunge la licenza Nº21 Kids. «Abbiamo inserito allo stile una figura con esperienze importanti - informa Dal Cin - e pensiamo di partire dall’inverno 2019/2020». Altra scommessa è il newborn, un vuoto al momento nell’offerta, concentrata sui 7-14 anni, eccezion fatta per Microbe (6 mesi-7 anni). Un primo approccio sarà con So Twee: questa linea di gusto street dalla prossima estate inserisce una capsule con proposte dai 2 anni in su. Tra gli obiettivi di Dal Cin c’è l’estero, che copre il 40% del giro di affari (18 milioni di euro nel 2017): «Siamo presenti in Russia, Middle East, Spagna e Regno Unito e ora guardiamo ai Usa e Far East. Stiamo definendo accordi con alcuni distributori, per eventuali aperture di monomarca». Oggi l’azienda conta un monomarca, in via Manzoni a Milano, ma l’obiettivo è dare slancio al retail. Anche l’e-commerce è una scommessa: «Gestiamo la nostra piattaforma in partnership con Filoblu e vendiamo anche su canali come vente-privee, Yoox e Farfetch) per una quota del 5% sul giro di affari. «Una percentuale che cresce» conclude Dal Cin. (c.me.)


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JIJIL

«CON IL MINI-ME ALLA CONQUISTA DELL’ESTERO» Lanciato da D.G. Group nel 2012, il marchio donna e bimba Jijil apre una showroom a Milano. Obiettivo: conquistare nuove posizioni all’estero, a partire dalla Russia. Ne parliamo con il direttore generale Gianfranco Di Giovanni DI ANGELA TOVAZZI

Launched in 2012 by Apulian D.G. Group, the woman and girl brand Jijil opens a showroom in Milan. The goal is to conquer new positions abroad, starting from Russia. We talk about it with general manager Gianfranco Di Giovanni.

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ome sta evolvendo Jijil Jolie, dedicata alla bambina? La collezione è partita dal successo dell’abito in felpa destrutturato, reso glamour da applicazioni gioiello, e da lì non si è più fermata. Da due anni a questa parte l’offerta è un mini-me che, oltre all’abbigliamento, comprende borse, calzini, pashmine e bijoux, dedicati alla fascia 2-14 anni. Con numeri che incidono sul fatturato totale per il 20-25%.

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Progetti a livello retail? Mosca potrebbe proprio rappresentare la prima tappa di uno sviluppo nel canale monomarca all’estero, dopo l’apertura di tre negozi a insegna Jijil a Firenze, Andria e Poltu Quatu, in Sardegna. Un progetto che potrebbe prendere forma a partire dal 2020. Al momento i nostri negozi accolgono la collezione donna, ma l’idea, già in fase di test, è di aggiungere anche quella dedicata alla bambina.

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UN MARE DI FIORI IN FORTEZZA MiMiSol’s “Un mare di fiori” videoinstallation at Pitti was born from a synergy of Imelde Bronzieri with Fabrizio Sclavi and Mauro Balletti.

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Obiettivi per la linea bimba? Ora le nostre energie sono concentrate nel consolidamento del business in Italia, presidiata con circa 170 negozi wholesale, ma soprattutto sull’espansione all’estero, dove contiamo attualmente una quarantina di clienti fra Medio Oriente e Russia. In particolare quest’ultimo mercato, dove le consumatrici apprezzano molto il womenswear Jijil, rappresenta la nostra prossima scommessa, con le prime 20 vetrine riservate all’abbigliamento in piccole taglie a partire dalla stagione autunno-inverno 2018/2019.

MIMISOL

1. Gianfranco Di Giovanni, direttore generale della pugliese D.G. Group 2. Un’anticipazione Jijil Jolie per la Spring-Summer 2019

Vendete anche online? Abbiamo un e-shop, ma per il momento è riservato solo al womenswear. Non è detto che in futuro venga aperto anche a Jijil Jolie. Previsioni di fatturato per il 2018? Negli ultimi anni la crescita del gruppo è stato di un circa +15% all’anno. Pensiamo di poter replicare la stessa performance anche quest’anno, portandoci a quasi 18 milioni di euro. Altre iniziative? Una molto importante: l’apertura della nostra prima showroom direzionale a Milano, sotto il Bosco Verticale, in via Gaetano de Castillia: una piattaforma progettata per fare da trampolino alla nostra espansione estera, compito principale per i prossimi anni. ■

«Tutto è partito da una stampa di Fabrizio Sclavi (nella foto), un motivo in grado di esprimere la freschezza dell’estate, la voglia di fiori e anche un tocco di Oriente: e che si ritrova nella collezione primaveraestate 2019»: Imelde Bronzieri, artefice del marchio MiMiSol, illustra con queste parole una collaborazione che si è estesa al fotografo e artista Mauro Balletti, con cui è in atto da anni un forte sodalizio creativo, e che ha convolto anche il figlio di Imelde, Giovanni Cavalleri. Ne è nato un progetto unico nel suo genere, che viene presentato con un evento alle 11 del 21 giugno presso lo stand del marchio alle Costruzioni Lorenesi. «Nella video-installazione, che abbiamo scelto di chiamare Un Mare di Fiori - racconta Imelde Bronzieri - Mauro Balletti dà vita a un percorso poetico nella natura, tra serre e campi di fiori, con bambini bellissimi che esplorano e giocano in libertà». «I nuovi modelli sono un’espressione di questo stato d’animo - prosegue la stilista e imprenditrice - in materiali come sete, jersey e cotoni e con il valore aggiunto delle maestranze di FaseUno, al mio fianco nella realizzazione di collezioni sempre più curate ma anche in sintonia con le esigenze reali del mercato». Sono in vista per MiMiSol importanti new opening, previsti tra fine anno e inizio 2019: le mete prescelte sono il Kuwait e l’Iran, all’interno di uno shopping mall di nuova costruzione a Teheran. (a.b.)


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PM PAOLA MONTAGUTI

«UNA CAPSULE PER I MIEI PRIMI 25 ANNI NEL CHILDRENSWEAR» To celebrate her first 25 years in childrenswear, fashion designer Paola Montaguti at Pitti Bimbo launches a new project with her husband, the entrepreneur Mauro Serafini: a capsule collection called PM Paola Montaguti, with a sporty-chic style. «Era da tempo che volevo creare una collezione che mi permettesse di esprimere me stessa al 100%: una sintesi creativa dei miei anni di crescita professionale, fatta di sperimentazione, attenzione alle tendenze e voglia di affrontare sfide nuove e stimolanti»: così Paola Montaguti, che per celebrare un quarto di secolo nel mondo del childrenswear lancia a Pitti una capsule per bambine, PM Paola Montaguti. 50 capi che amalgamano la couture con accenti sporty chic, per un guardaroba dal carattere contemporaneo, deciso e anticonformista. Accanto a lei il marito e imprenditore Mauro Serafini, che sottolinea: «Siamo molto entusiasti di un progetto che seguiamo in prima persona, curando ogni aspetto e avendo sempre in mente due valori, ricercatezza e artigianalità». Non a caso la linea viene realizzata in un luogo insolito, l’Atelier S. Mamolo 15, all’interno del Convento delle Acque di Bologna, «un edificio del 1378 alle pendici delle colline - spiega Paola Montaguti -. In questo posto speciale si respirano storia e cultura, anche solo guardando le sale affrescate dai discepoli di Giovanni Baglioni, dove sono raffigurati episodi delle favole di Esopo, rilette con lo stile dei pittori del Seicento». L’appuntamento a Pitti è fissato il 21 giugno, dalle 11 alle 13 nello stand al Piazzale delle Ghiaia, pensando a un debutto sul mercato all’insegna della qualità, più che della quantità: «Obiettivi di fatturato precisi per ora non ne abbiamo - afferma Mauro Serafini - ma quello che ci interessa è essere presenti nei più bei negozi italiani. Parallelamente investiremo sul digitale e i social, in modo da creare un canale diretto e immediato con i potenziali clienti e raggiungere una visibilità internazionale».  (a.b.) JARRETT

ANCORA PASSI AVANTI In the first quarter of 2018 Jarrett’s turnover grew by 7% and exports reached 61% of sales. E-commerce is among the challenges of this brand, specialized in kids’ shoes. Cresce il fatturato di Jarrett, marchio di calzature per gli under 14 in capo alla marchigiana Rg Shoes, al decimo anniversario con ricavi intorno ai 4 milioni di euro nel 2017 e un incremento del 7% nel primo trimestre 2018, periodo in cui l’export ha raggiunto il 61% del giro d’affari, facendo rotta verso Belgio, Germania, Austria, Svizzera, Russia, Paesi Csi e Medio Oriente. Come ribadisce il brand manager Paolo Rossi (nella foto), «abbiamo scelto un business model ibrido, che affianca la label di proprietà alla produzione conto terzi per nomi importanti e internazionali, e questa impostazione ci sta ripagando». «Per scelta privilegiamo a livello distributivo il canale wholesale - aggiunge - con la presenza in circa 95 negozi italiani e 110 stranieri. C’è poi l’e-commerce, che per ora ha un’incidenza molto ridotta sul fatturato (complessivamente intorno al 3%, con un 1% attraverso il nostro portale), ma che di sicuro è una delle voci sulle quali contiamo di investire nel prossimo futuro».  (a.b.)

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EIKON

DOPPIETTA DI EVENTI A FIRENZE Eikon Mannequins Solution is twice under the spotlight in Florence, during Pitti Bimbo and Pitti Filati. Bis di appuntamenti a Firenze per Eikon Mannequins Solution, realtà svizzera che opera nel settore del visual merchandising. L’azienda è presente a Pitti Bimbo con una nuova collezione di manichini bambino della linea Glamour kids special edition (nella foto), “ospiti speciali” al party di Dsquared2, vestiti con la capsule celebrativa dei primi cinque anni della linea kid della griffe, per la prima volta al salone. Frutto di processi di produzione all’avanguardia, che comprendono un’avanzatissima tecnologia 3D, i manichini della collezione, come tutte le creazioni firmate Eikon Mannequins Solution, coniugano la funzionalità con l’estetica, grazie al design italiano. Dopo la trasferta a Pitti Bimbo, Eikon sarà anche a Pitti Filati: parteciperà infatti al concorso Feel The Yarn, promosso dalla rassegna e rivolto agli aspiranti stilisti in arrivo dalle scuole di moda internazionali, a cui il player svizzero mette a disposizione la collezione Glamour Special edition uomo e donna, che permetterà di valorizzare le loro creazioni in maglia, mettendo in luce i filati più innovativi. Eikon vanta un catalogo esauriente con più collezioni di manichini, busti, torsi e accessori, diversificati per estetica e fascia prezzo.  (c.me.)


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UNIQUE CHILDREN WEAR

«LA FAMIGLIA SI ALLARGA CON DOUUOD KIDS» Nella scuderia di Unique Children Wear arriva il marchio 0-14 anni Douuod Kids, protagonista a Pitti Bimbo con una collezione aggiornata e un focus sul segmento baby. L’a.d. Francesco Pizzuti racconta le strategie per il brand e i progetti di espansione del gruppo DI ANGELA TOVAZZI

The Douuod Kids license widens the “family” of Unique Children Wear company. The brand takes part in Pitti Bimbo, with an updated collection and a focus on the baby segment. Managing director Francesco Pizzuti explains the brand’s strategies and the group’s expansion projects.

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1. Francesco Pizzuti, a.d. di Unique Children Wear, realtà nata nel 2010 a suggello di una sinergia fra Tessilform (proprietaria del marchio Patrizia Pepe) e Zeis Excelsa (che fra i suoi brand annovera Dirk Bikkembergs) 2. Un look firmato Douuod Kids

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ccanto alle linee bambino di Dirk Bikkembergs, Patrizia Pepe, Marcelo Burlon e Stella Jean, a partire dalla primavera-estate 2019 in famiglia arriva anche Douuod Kids... Siamo stati contattati dall’azienda a stagione inoltrata e ce ne stiamo occupando senza averla pianificata, ma il marchio ci piace molto e così abbiamo deciso di fare uno sforzo aziendale non indifferente per accoglierlo e svilupparlo. Ha tutte le caratteristiche che cerchiamo: identità marcata e distintiva e una grande potenzialità di crescita all’estero. Da dove avete iniziato? Naturalmente dalla collezione. L’offerta è dedicata alla fascia 0-14 anni, ma era sbilanciata sul segmento junior, senza una differenziazione significativa per le proposte da neonato. Il nostro primo intervento è stato quello di conferire più enfasi all’area baby, con creazioni sviluppate appositamente per i più piccoli. Novità che sveliamo a Pitti Bimbo e che, sono sicuro, porteranno dei benefici. Quali le strategie commerciali per questa linea? Ereditiamo un marchio con una presenza distributiva concentrata per lo più nel nostro Paese, con alcuni clienti negli Stati Uniti e in Spagna e un network di cinque monomarca, tutti italiani. Partiamo da lì, per spostare poi

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la bussola sui mercati internazionali, grazie al presidio sviluppato negli ultimi anni dal gruppo, per oltre il 50% votato all’export. Abbiamo attivato Russia, Nord Europa, Medio Oriente. Ma la priorità adesso è il prodotto, la collezione. Obiettivi di business per Douuod Kids? Nel medio-termine puntiamo a raddoppiare il fatturato, più o meno nel giro di quattro stagioni. E a livello di gruppo? Abbiamo chiuso il 2017 con circa 11 milioni di euro e nel 2018 prevediamo un +10% per effetto della nuova licenza. Dal 2019 vorremmo consolidare questa crescita in maniera più sostanziosa. L’obiettivo è raggiungere i 15-20 milioni di euro entro quattro-cinque anni, forti di un portafoglio marchi variegato. Quello del childrenswear è un settore complicato: o possiedi un valore aggiunto, in termini di qualità e personalità stilistica, oppure non hai chance nella sfida con le realtà low cost.

Il gruppo ha una spiccata vocazione all’export. Come vi muoverete in futuro? Attualmente presidiamo tutta l’Europa. Siamo forti in Turchia e Medio Oriente, dove collaboriamo con un partner. Abbiamo ripreso a lavorare molto bene in Russia e contiamo anche una piccola presenza negli Stati Uniti, un’area che però non riteniamo strategica. Pensiamo invece che la nuova frontiera sia l’Asia: lavoriamo con Giappone e Corea e stiamo avendo feedback importanti dalla Cina. Un mercato, quest’ultimo, dove non abbiamo ancora né partner, né licenziatari, ma solo una decina di clienti, che però fanno grandi numeri. Le potenzialità sono enormi. La scommessa è là: ora si tratta di individuare la strategia di penetrazione più adeguata. Progetti sul digitale? Stiamo valutando le modalità di lancio della nostra piattaforma e-commerce, se “cucinarla” in casa o in outsourcing. Non abbiamo grandi obiettivi di business, ma ormai è imprescindibile, è quello che il mercato si aspetta. Credo entro fine anno saremo pronti. ■


NEWS

IL GUFO

«ESTERO E RETAIL PIÙ CHE MAI I NOSTRI ASSET» Dopo aver portato la propria insegna a Parigi e New York, Il Gufo conquista un’altra piazza internazionale e sbarca a Londra, arrivando a quota 12 monomarca nel mondo DI ANGELA TOVAZZI

After Paris and New York, Il Gufo conquers another international fashion destination and lands in London, reaching 12 flagship stores in the world.

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ome procede l’internazionalizzazione del marchio? La percentuale estero ormai ha raggiunto il 50% del fatturato totale. L’Italia continua a rappresentare per noi il primo mercato, seguita da Russia e Uk. Prosegue il nostro lavoro di rafforzamento delle relazioni con i partner internazionali: gli obiettivi si concentrano principalmente sullo sviluppo di progetti franchising nelle aree più strategiche, Russia, Middle East e Cina, dove una gestione diretta risulterebbe meno opportuna. Avete appena aperto il primo store a Londra. Quali i prossimi obiettivi? Lo sviluppo retail rimane prioritario e oggetto di investimenti e programmi inarrestabili. Per fine agosto è prevista l’apertura della nostra seconda boutique in Ucraina, a Odessa, con il supporto di un importante partner locale con cui abbiamo aperto recentemente anche il punto vendita di Kiev. A questa si aggiungerà, a seguito delle sue ottime performance e di un significativo trend di crescita, l’ampliamento del monomarca di New York in Madison avenue. Per quanto riguarda la nostra presenza presso i principali department store, posso confermare un ulteriore intervento di espansione in Cina, con l’apertura di un corner a Suzhou. Quali le strategie sul digitale? Il canale di shopping online del Gufo ha chiuso il 2017 con una crescita del 10%

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1. Alessandra Chiavelli, a.d. de Il Gufo 2. La prima boutique de Il Gufo a Londra, al 313 di Brompton road, nel cuore di South Kensington. Con questo opening i monomarca del brand salgono a quota 12, accanto a tre outlet e dieci corner

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sull’anno precedente, rappresentando così il 5% del totale fatturato retail. La performance del nuovo sito, attivo da sei mesi, dopo un restyling totale che ha portato all’integrazione tra contenuti e shopping experience e un layout mobile first, sta confermando a oggi il trend di crescita dell’anno precedente. Stiamo lavorando con particolare attenzione ai contenuti, attivando collaborazioni con influencer dedicate a temi lifestyle come la cucina e i viaggi, e a progetti speciali più focalizzati sulle linee di prodotto che rappresentano il core business dell’azienda. ■

SIMONETTA

NUOVI PROGETTI IN CANTIERE Simonetta, now controlled by Isa Seta (Carisma Group), is in the middle of its new deal and is ready to announce important projects. Dopo l’anno spartiacque 2017 - in cui è passata dalla gestione della famiglia Stronati alla galassia Isa Seta (Gruppo Carisma), di cui è una controllata -, Simonetta entra nel vivo del new deal. Una novità, ancora top secret al momento di andare in stampa, viene rivelata a Pitti Bimbo, ma parallelamente intorno al marchio si sviluppano diverse iniziative. Il prodotto mantiene il proprio dna, ma rivisto in chiave moderna: la “Simonetta 2.0” è una collezione in cui gli abiti tornano a essere protagonisti ma si rafforza la parte active, con tagli al laser e lavorazioni tipiche dell’urban sportswear. A livello distributivo, sono da segnalare la showroom aperta in via Sant’Agnese 12 a Milano, nuove agenzie per una maggiore copertura del territorio italiano e l’avvio di partnership oltreconfine, per presidiare al meglio aree come il Nord Europa. Se i multimarca sono circa 200, il retail - al centro di investimenti - conta a oggi sei monomarca tra Milano, Jeddah, Riyadh, Dubai, il Qatar e Tokyo. I mercati più forti, nell’ambito di esportazioni al 60% dei ricavi, sono il Vecchio Continente e il Medio Oriente, con il ritorno da un paio di stagioni di Est europeo e Russia e «opportunità future in Cina». Simonetta si occupa anche della produzione di Fendi Kids e della produzione e distribuzione di Lanvin Enfant, Aston Martin Junior, Vespa Kids ed Emilio Pucci Junior. Quest’ultima griffe organizza il 22 luglio una colazione a Palazzo Pucci. (a.b.)


K I D S C O L L E C T I O N


BUYERS’ SURVEY

VENDITE CHILDRENSWEAR PRIMAVERA-ESTATE 2018 A sinistra, un outfit primaverile di Stone Island, al primo posto tra i marchi best seller nei negozi del nostro panel. Sotto, Monnalisa, che si è piazzata in seconda posizione. La medaglia di bronzo è andata a Moncler Enfant

NUOVE SFIDE E VECCHI PROBLEMI Dettaglianti più che mai in mezzo al guado: da un lato continuano le criticità di sempre, dai saldi selvaggi alla concorrenza degli outlet, e dall’altro si cerca di superare la percezione dell’online come una minaccia, cercando di usarlo a proprio favore DI ALESSANDRA BIGOTTA

According to our panel of selected Italian multibrand kids’ stores, Spring-Summer 2018 sell out was not so bad, mostly regarding clothing, but they are very cautious about their budgets for the new collections. They must face a market in which low cost stores dominate in dailywear and omnichannel challenge is a matter to deal with.

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uella che si sta chiudendo è una stagione a doppia velocità, per lo meno in base alle risposte del nostro qualificato panel di negozianti, che ancora una volta hanno contribuito a fare il punto della situazione sul settore. Inaspettatamente, nonostante le bizze del clima, l’andamento del sell out di abbigliamento è stato abbastanza positivo: il 32% degli interpellati afferma infatti di aver venduto di più e il 47% di aver mantenuto performance stabili, anche se resta sempre un non sottovalutabile 21% che indica un calo. Più critica ACQUISIRE la situazione degli accessori: solo il DIMESTICHEZZA CON 29% ha ottenuto un segno più a liL’ONLINE, SFRUTTARE vello di sell out, contro un 49% che AL MEGLIO I SOCIAL, ha mantenuto i livelli dell’analoga RENDERE IL stagione di un anno fa e un 22% che NEGOZIO APPEALING accusa una flessione. Sono dunque E RINNOVARSI ancora gli abiti, la maglieria e i caCONTINUAMENTE: DIFFICILE LA VITA DEI pispalla a rappresentare lo zoccolo RETAILER BIMBO duro degli acquisti, in bilico tra uno stile “da bambini”, possibilmente elegante e da cerimonia, e proposte più fashion e sportive. Esemplificativi, a questo proposito, i primi tre gradini del podio a proposito dei brand best seller: medaglia d’oro è Stone Island Junior, che convince la clientela grazie a capi dalle elevate prestazioni tecniche, alla luce delle quali anche il prezzo passa in secondo piano. Al secondo posto si piazza un nome storico e consolidato della moda in piccole

Come sono andate le vendite di ABBIGLIAMENTO INFANTILE in questa primavera?

47%

Come lo scorso anno

32%

Meglio

21%

Peggio

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BUYERS’ SURVEY

La parola ai negozi multibrand Come sono andate le vendite di ACCESSORI INFANTILI in questa primavera?

49%

Quali sono i marchi BEST SELLER in negozio, per l’abbigliamento e per gli accessori? 1 STONE ISLAND 2 MONNALISA

Come lo scorso anno

29%

Meglio

22%

Peggio

3 MONCLER ENFANT

ROBERTO CAVALLI JUNIOR

MONCLER ENFANT

Come sono andati i SALDI INVERNALI?

45%

Qual è stato il marchio più venduto nel VOSTRO STORE ONLINE e/o su FARFETCH.COM?

Come lo scorso anno

40%

Peggio

15%

Meglio

1 MONCLER ENFANT 2 MONNALISA 3 GUCCI, STONE ISLAND JUNIOR

GUCCI

Un NUOVO MARCHIO che avete introdotto in negozio e su cui scommettete? 1 CHIARA FERRAGNI COLLECTION

Che percentuale del vostro BUDGET dedicate alla selezione di nuovi marchi?

2 NEIL BARRETT E STONE ISLAND JUNIOR

Dal 5% al 15% Meno del 5%

3 ELISABETTA FRANCHI LA MIA BAMBINA

Più del 20% Nulla CHIARA FERRAGNI COLLECTION

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ELISABETTA FRANCHI LA MIA BAMBINA

74% 18% 4% 4%


Ninna Nanna - Pescara

Colognese 1882 - Montebelluna (Tv)

Petite Madeleine - Termoli (Cb)

Cristina Sartori - Torino

Marinely - Messina

Avete INVESTITO su CAMBIAMENTI negli ultimi sei mesi? Se sì, su cosa avete puntato? 1

› Ho esteso l’offerta di abbigliamento e accessori › Ho investito sul personale

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› Ho avviato l’e-commerce

3

› Ho già l’e-commerce e ho potenziato i servizi legati all’omnicanalità › Ho introdotto nuovi articoli lifestyle › Non ho investito in progetti particolari

4

› Ho ampliato la superficie › Ho organizzato eventi e sfilate

Il Cucciolo 2.0 - Torino

taglie, Monnalisa. Al terzo ancora un marchio legato all’outdoor di alto livello, ossia Moncler, oggi più che mai sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori, in seguito alla rivoluzione Moncler Genius. «Per quanto ci riguarda - osserva Marco Bollero de Il Cucciolo 2.0 a Torino - è sempre la cerimonia il cavallo di battaglia, mentre si soffre sempre più nell’ambito del dailywear, dove le catene low cost hanno quasi sempre l’ultima parola». I saldi, complessivamente, non sono stati all’altezza delle aspettative: una netta minoranza del panel, il 15%, ne ha tratto giovamento, mentre per il 40% si è verificato un calo, se non un crollo. Il 45% denota una situazione "flat". Questo è un argomento che da molto tempo a questa parte, e soprattutto nelle ultime stagioni, infiamma i retailer, alcuni dei quali accusano

Valtellini - Rovato (Bs)

senza mezze misure «i colleghi scorretti, che iniziano saldi e promozioni prima del tempo, senza contare la quantità di outlet travestiti da negozi». Altro argomento dibattuto è l’online: quasi la metà del panel non ha nemmeno risposto alla domanda sul brand campione di vendite nell’e-commerce - ma poi colpisce il fatto che questa voce è al secondo posto tra i nuovi investimenti fatti sul punto vendita - e c’è chi ci va giù pesante, affermando che «le aziende sono diventate le nostre peggiori concorrenti, attraverso le vendite sul web e gli outlet. Le clienti usano i punti vendita per fare foto e provarsi i capi, tranne poi comprarli a prezzi ribassati in Internet». Tutti però ammettono che non si può chiudere gli occhi davanti alla rivoluzione digitale: bisogna cercare di cavalcarla. «Sono sempre di più

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BUYERS’ SURVEY

In Moda - Belvedere di Tiezze (Vi)

Vela Shop Junior - Cagliari

Crea - Treviglio (Bg)

Peter Pan - Mirano (Ve) Marcos - Mondovì (Cn)

Tato e Tata - Costabissara (Vi)

Robirò - Bergamo

Come sarà il vostro BUDGET per la moda infantile della primavera-estate 2019?

64%

30

Stazionario

19%

In flessione

17%

In aumento

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DimensioneKid - Montevarchi (Ar)

le mamme che entrano in boutique e richiedono articoli visti, o meglio intravisti, sul web - afferma Francesco Depinto di Depinto Kids a Barletta -. Sta a noi cogliere l’occasione, proponendo nei nostri spazi fisici un’offerta completa e attualizzata, in modo che possano trovare quello che cercano. Occorre che le aziende lavorino al nostro fianco, fornendo un vero prodotto oltre al brand e, possibilmente, introducendo flash stagionali». I punti vendita, a loro volta, devono guardarsi attorno e introdurre marchi nuovi: ma in quanti lo fanno e, soprattutto, in che misura? Secondo le risposte, i due estremi si toccano: sono pochissimi coloro che ammettono di non investire nulla in quest’ambito e altrettanto pochi quelli che destinano una parte consistente del

budget a brand diversi dai “soliti noti”. Una minoranza, ma a doppia cifra, indica «meno del 5%» e la maggioranza oscilla tra il 5% e il 15%. Per restare in tema di contaminazione tra mondo virtuale e reale, al primo posto tra le label su cui scommettere - sbaragliando griffe come Neil Barrett e il pur apprezzatissimo Stone Island Junior - svetta la Chiara Ferragni Collection, più forte anche del mini me di successo di Elisabetta Franchi La Mia Bambina. Un prodotto “furbo” e veloce, che fa sentire bimbe e bimbi delle piccole star già mentre sono nello store, quando approfittando delle prove in camerino si fanno un selfie e lo postano sui social. Un’abitudine che contagia gli stessi retailer: non sono pochi quelli che aggiornano il proprio profilo Face-


Ringraziamo IL NOSTRO PANEL

Andrea Baby Boutique - Vico Equense (Na)

Biancaneve - Francavilla Fontana (Br)

Enchanté - Bagheria (Pa)

book o l’account Instagram con immagini dei piccoli clienti che sfoggiano l’ultimo modello del loro brand preferito. «Alla fine - osserva Serena Santandrea di Impronta a Forlì - i primi influencer sono i ragazzi. Sanno cosa chiedere, più delle mamme». Forse per questo il brand di Chiara Ferragni può arrivare a impattare sul sell out più del personaggio in sé: «Le influencer fanno colpo più che altro sulle mamme dei bimbi più piccoli» osserva Santandrea. Resta il fatto che, secondo il 72% del panel, un ruolo nella decisione d’acquisto, grande o piccolo, le mamme influencer ce l’hanno. «Ma per i nostri clienti vip la prima fonte di ispirazione e consigli siamo ancora noi» conclude Alessandra Vinelli de Il Gatto e La Volpe di Santa Margherita Ligure. ■

Mondo Piccino - San Benedetto del Tronto (Ap)

Depinto Kids- Barletta (Bt)

Chiara Ferragni e le altre INFLUENCER neomamme: quanto incidono sulle vendite?

64% 20% 8% 8%

Abbastanza Poco Per niente Molto

Andrea Astarita - ANDREA BABY BOUTIQUE - Vico Equense (Na); Elisabetta Bonello e Daniela de Luca ANNA ANNIBALI - Civitanova Marche (Mc); Matteo Barbera - BARBERA JUNIOR - Castellammare del Golfo (Tp); Caterina Fanelli - BIANCANEVE - Francavilla Fontana (Br); Emilia di Simone - BULLI E BELLI - Teramo; Bruna Galli - BRUNA - Fossombrone (Pu); Francesca Cerqui - BUIZZA - Iseo (BS); Francesco Pennisi - CAPRICCI - Bari; Manuela Bizzarri - CAVALLUCCI BABY JUNIOR - Terni; Paolo Colognese - COLOGNESE 1882 - Montebelluna (Tv); Annalisa Crea - CREA - Treviglio (Bg); Cristina Sartori - CRISTINA SARTORI - Torino; Gaetano Deflorio - DEFLORIO dal 1948 - Noicattaro (Ba); Francesco Depinto - DEPINTO KIDS - Barletta (Bt); Marinella Pancini - DIMENSIONEKID - Montevarchi (Ar); Patrizia Scaduto - ENCHANTÉ - Bagheria (Pa); Cristiano Montecchiani - FAUSTO MODA - San Gemini (Tr); Stefano Sparapano - FOUR SEASONS JUNIOR - Cerignola (Fg); Doriana Piccarreta - GALLERIA GRAFFITI - Corato (Ba); Vito Michel Andrisani - GIOIA DEI BIMBI - Potenza; Marco Bollero - IL CUCCIOLO 2.0 - Torino; Alessandra Vinelli - IL GATTO E LA VOLPE - Santa Margherita Ligure (Ge); Annamaria Cammi - IL MONELLO - Piacenza; Serena Santandrea - IMPRONTA - Forlì; Giordana Conte - IN MODA - Belvedere di Tezze (Vi); Federica Sambo - LILIANA BIMBI - Chioggia (Ve); Marco Guerci - MARCO GUERCI GROUP - Casteggio (Pv); Paolo Marini - MARCOS - Mondovì (Cn); Mari Arena - MARINELY - Messina; Marcello Magistà - MAX 1980 JUNIOR - Conversano (Ba); Erika Bardazzi - MINIMODA - Prato; Anna Lamperti - MONDO PICCINO San Benedetto del Tronto (Ap); Claudio Miceli - MICELI JUNIOR - Zafferana Etnea (Ct); Debora Mari - MORBILLO - Thiene (Vi); Emanuela Iannascoli - NINNA NANNA - Pescara; Giuliana Bianchi - PETER PAN - Como; Cristina Simionato - PETER PAN - Mirano (Ve); Marilena D’Urbano - PETITE MADELEINE - Termoli (Cb); Massimo Cisario - PRIMA ELEGANZA - Torino; Fulvio Ciardullo - PRIMAMODA - Cosenza; Daniela Ruggeri ROBIRÒ - Bergamo; Emanuele Sozzi - SOZZI AGHINA - Catania; Jessica Fanton - TATO E TATA - Costabissara (Vi); Enza Staropoli - TOPOLINO MODA - Vibo Valentia; Cristiano Montecchiani - FAUSTO MODA - San Gemini (Tr); Didi Corbetta - VALTELLINI - Rovato (Bs); Andrea Diaz - VELA SHOP JUNIOR - Cagliari; Romana Bertoli VERDI PROMESSE KID - Collecchio (Pr); Ivana Vesprini e Ildebrando Saltari - VESPRINI - Civitanova Marche (Mc); Claudia Randellini - ZUCCHERO & ADA - Arezzo

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RETAIL STRATEGY

FOCUS SUL CONSUMATORE

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«FACCIAMO DI TUTTO PER EMOZIONARE» I bambini vogliono colori e stampe vivaci, i grandi preferiscono lo stile pulito e il genere bon ton. Tutti però, nella scelta, si fanno guidare dalle emozioni. Alcuni retailer ci raccontano come riescono, di stagione in stagione, a sorprenderli DI ELISABETTA FABBRI

The children want wearing bright colors and prints, the parents prefer clean and bon ton style. «All of them in the choice are guided by emotions», retailers say, telling how they surprise them each season.

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ono le emozioni che fanno scattare gli acquisti. La regola vale anche per i bambini, con idee sempre più chiare, persino in tenera età. Alla fine sono sempre costretti a trovare un compromesso con i grandi che, dopo la scelta sulla base dell’emotività si trovano a valutare prezzo, materie prime e “made in”. Lo verificano di continuo i retailer di multimarca italiani, che ce la stanno mettendo tutta per differenziarsi, in un mercato ampiamente condizionato dal fast fashion (vedi anche il nostro sondaggio alle pagine precedenti). T-SHIRT PARLANTI E PARAPIOGGIA MUTANTI PER STUPIRE I PICCOLI «Le catene offrono di tutto e di più, noi facciamo una scelta diversa e di qualità - dichiara Barbara Mezzanotte di Mezzanotte Store a Milano -. Nove anni fa, andando controcorrente, abbiamo deciso di acquistare solo capi divertenti, con stampe e colori che piacciono ai bambini, dando priorità ai materiali naturali e ai trattamenti green. All’inizio è stato faticoso far capire che in negozio non c’erano griffe o polo blu e magliette bianche. Oggi gli sforzi nella ricerca ci stanno premiando». Tra i successi Mezzanotte cita il marchio spagnolo Yporqué, specie le felpe dal cappuccio con occhi e cresta di dinosauro o con la pinna di squalo, ma anche magliette “sonorizzate” con un meccanismo (staccabile grazie a un clip) che fa sentire il tifo allo

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stadio, nel modello dedicato al calcio, o il suono della racchetta che colpisce la pallina (nel tema ping pong). Per stupire ci sono anche gli impermeabili canadesi Hatlei che con la pioggia cambiano colore. Da Bulli e Belli a San Nicolò A Tordino (Te) hanno avuto l’idea di creare in negozio una vera e propria passerella. Mentre provano i vestiti, i bambini si divertono e gli occhi dei genitori si illuminano. «Abbiamo rinnovato da alcuni mesi - spiega la titolare, Emilia Simone - ampliando lo spazio, con arredi più funzionali e ambienti più luminosi. Da noi vengono per le occasioni importanti, per vestire il bambino “da bambino”». «Per il maschio - precisa - sconfinano anche nello sporty chic, per la femmina c’è sempre una gran voglia dell’abito che metti un giorno solo e poi non lo indossi più. Del resto i matrimoni sono sempre meno, però vestiamo anche tante damigelle». Da Mamò a Cattolica (Rn) Fabiana Montanari organizza ogni anno un fashion show in spiaggia, prima di ferragosto, per presentare i capi invernali. Ha le idee molto chiare in fatto di comunicazione e su come impostare il suo business, che vede fra i marchi di successo Stone Island, Dsquared2, Caffé d’Orzo e Dudù. «Nel comunicare - dice - dobbiamo seguire le aziende, specie come si muovono

sui social, essere dinamici, creare delle sinergie. Io sono su Facebook e Instagram e faccio periodicamente pubblicità sui quotidiani locali». Ma se le iniziative digital sono fondamentali, le energie maggiori vengono concentrate sul negozio. «Il cliente - sostiene Montanari - vuole quello che non trova online, entra perché vuole essere consigliato. Ho 15 marchi in un negozio di 30 metri quadrati e sono contrarissima ai corner a al total look. Per quelli c’è Rinascente. La nostra capacità sta nel mix, anche se all’apparenza sembra che una proposta non c’entri nulla con l’altra». Montanari ha fatto un’altra scelta netta: «Il target medio alto e proposte particolari, con l’obiettivo di alzare lo scontrino medio. Niente pre-saldi né Black Friday». La formula del corner è invece uno dei punti di forza de I Mille Perché ad Asti, che di recente ha raddoppiato la superficie. «Lavoriamo a corner, a look, non “a pile” - tengono a precisare


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1. La sfilata Elisabetta Franchi per l’inverno 2018/2019 2. Una proposta Yporqué 3. Uno scatto da I Mille Perché 4. La bambina di Kocca 5. Il negozio Bulli e Belli nel teramano

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le due socie Eleonora Berto e Sara Bellario -. Ogni 15 giorni misceliamo le aziende a livello di visual». «Al bambino piace il mondo colorato e disegnato - raccontano - ma non lo trattiamo: le mamme cercano soprattutto collezioni pulite. La ragazzina vuole copiare la madre, quindi vendiamo bene marchi come Happiness, Le Volière, Patrizia Pepe, Liu Jo e Kocca. Nel maschio è stato un successo lo streetwear senza eccessi di Berna». La pulizia delle linee è la regola anche da Tipini Fini a Genova come osserva Angela Adinolfi: «I nostri clienti preferiscono linee essenziali, niente paillettes e brillantini. Comprano la polo Ralph Lauren ma con il logo piccolo e preferiscono le aziende leader di settore come Il Gufo, Woolrich o MC2 Saint Barth». Da Enchanté a Bagheria (Pa) spiegno che i genitori decidono anche sulla base del comfort, della sfruttabilità e del rapporto qualità/prezzo. Lo sostiene la titolare, Patri-

zia Scaduto che precisa: «Nel maschietto piace lo stile pulito e bon ton di Ralph Lauren ma anche lo streetwear e i jeans strappati Dsquared2. Nella femminuccia vince il minime come quello di Elisabetta Franchi». «Di fatto i bambini vogliono un po’ assomigliare alla mamma o al papà - conferma Claudio Miceli di Miceli Junior a Zafferana Etnea (Ct) -. Da noi hanno successo marchi come Moncler, Stone Island, Jackerson e Siviglia». Il punto di forza dello store siciliano sono gli assistenti alle vendite, garanzia di un servizio eccellente. «Per loro - spiega Miceli - è prevista una formazione costante, dalle tecniche di vendita allo store management. Abbiamo anche il canale e-commerce ma a tutt’oggi l’80% dei ricavi è realizzato “sul banco”». Fra adulto e bambino - scopriamo - è quest’ultimo che ha il sell out più elevato online, ma anche il mark-up più basso. La complessità nel trovare la taglia giusta è risolta con l’acquisto dello stesso capo in due misure. Prassi che porta al 10%-15% di resi, nelle stime di Miceli. PIÙ ATTENZIONE A COMPOSIZIONE, “MADE IN” E PREZZO Ma in negozio i genitori controllano effettivamente etichette e cartellini? «Guardano sempre di più la composizione - risponde Barbara Mezzanotte -. Tanti bimbi hanno problemi, dalle allergie alle dermatiti. Ho clienti che possono vestire i loro figli solo

con cotoni organici». «Nell’era dell’usa e getta - dice Patrizia Scaduto - dobbiamo educare il cliente ad apprezzare i plus delle fibre naturali e di un dato lavaggio o trattamento, che permette al capo di non deformarsi: dopo tanto fast fashion credo in un ritorno alle proposte di qualità. Chi frequenta il mio negozio sceglie il made in Italy, anche per via dei tanti servizi alla TV, che mostrano pratiche fuori regola da parte di certi produttori esteri». «Chiedono le fibre naturali e controlano la provenienza dei capi - ribatte Emilia Simone - ma anche il prezzo. Io per prima ci sto attenta, proponendo un mix e non un total look: l’alta gamma de Il Gufo e Monnalisa come pure proposte accessibili come Elfie e Mayoral». «Anche il bel marchio oggi deve essere accessibile» concordano Eleonora Berto e Sara Bellario. «Apprezzano le materie prime naturali senza estremizzare - commenta Angela Adinolfi -. Il “made in” da noi è importantissimo, una discriminante anche per i clienti cinesi». Fuori dal coro Claudio Miceli che dice: «Non danno molto peso all’etichetta: facciamo questo lavoro da 37 anni e si fidano delle nostre scelte». «Noto un ritorno di interesse - conclude Fabiana Montanari - ma siamo soprattutto noi che diamo credibilità all’offerta. Dobbiamo essere pronti a giustificare che un capospalla di marca, perché sia accessibile, non può essere made in Italy. Basti considerare i costi che devono sostenere le aziende per produrre nel nostro Paese». ■

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NEWS

PRECA BRUMMEL

VENTE-PRIVEE E PRIVALIA

«TORNIAMO IN PISTA CON UN BIMBO TUTTO NUOVO» Il piano di rilancio di Preca Brummel sta dando i suoi frutti. La scommessa è sui marchi Brums e Mek: si rinnovano le collezioni e si investe sul retail

MAMME E PAPÀ ALLE PRESE CON L’E-SHOPPING 40% of moms and dads who shop on vente-privee and Privalia e-stores use to buy items for their children at least once a month.

DI CARLA MERCURIO

Preca Brummel’s relaunch plan is working. The bet is on both brands, Brums and Mek: the collections gained a new twist and retail is on the foreground.

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dee chiare e obiettivi precisi: per il rilancio di Preca Brummel Carola Prevosti, amministratore unico della società, ammessa di recente al concordato in continuità, ha messo in campo una strategia articolata, che riguarda Brums e Mek, entrambi i brand di casa. «Abbiamo concluso con successo la fase di ristrutturazione, che ci ha visto coinvolti nella riorganizzazione interna ed esterna da aprile 2017 a maggio 2018 - spiega -. L’anno 2017 si è concluso con un risultato in linea con le stime di piano, sia economico che finanziario. Ciò conferma che le azioni intraprese hanno portato i primi benefici ai conti aziendali». Parallelamente alla ristrutturazione, da maggio 2017 sono state gettate le basi per il rinnovo delle collezioni. In particolare, aggiunge Prevosti, «abbiamo rivitalizzato la comunicazione rivolta al marchio Brums, per renderlo sempre più aspirazionale, ma sempre a misura di bambino. Abbiamo continuato la formazione del personale retail dei nostri punti vendita, concentrandoci sul visual merchandising. Anche il sistema informativo si è evoluto, in un’ottica di omnicanalità». Dalla stagione invernale 2018 le collezioni Brums hannno posto maggiore enfasi sullo stile bon ton, da sempre cifra identificativa del marchio. Il mondo nursery si è arricchito di un’offerta di tutine senza piede mentre è in fase di lancio il Montgomery thindown 3.0, “cappotto casual classic” per antonomasia, che si rinnova nel look e grazie all’imbottitura Thindown, «il primo e unico tessuto di piuma al mondo 100% made in Italy» puntualizza Carola Prevosti. Intanto si

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Sopra, Carola Prevosti, amministratore unico di Preca Brummel. A sinistra, un outfit di Brums. A destra, una creazione di Mek

guarda al retail: «Entro l’anno apriremo tre monobrand in Italia, a Roma e Lecce e in un centro commerciale in un’altra località, più tre spazi all’estero, a Tallin, Budapest e Praga, per rafforzare la presenza in Europa». Non è da meno Mek. «L’introduzione della linea 0-2 anni ha soddisfatto i clienti anche in termini di sell out e le collezioni continuano a ispirarsi a un modello teen rock e contemporaneo - chiarisce Prevosti -. Per il brand si apre sempre più la strada della cornerizzazione e del retail: a Mosca è stato inaugurato il primo monobrand al centro Detsky Mir, che si aggiunge all’esperienza in Italia nella catena Coin». Nel mirino l’e-commerce: dall’inverno 2018 verrà rilanciata la piattaforma di vendita online, enfatizzando la comunicazione social, canale preferenziale dei pre-teen. I numeri confermano la validità delle strategie: «Il 2017 si è concluso con 56 milioni di ricavi netti e il 2018 è partito secondo le stime del piano, con la campagna vendite autunno-inverno 2018 chiusa a +4%: un risultato che rafforza la nostra credibilità nei confronti dei clienti, nonostante il periodo delicato che la società sta attraversando». ■

L’acquisto online da parte di mamme e papà per il guardaroba dei figli under 14 è un’abitudine sempre più diffusa: lo ribadiscono i portavoce del Gruppo vente-privee, dichiarando che nei siti vente-privee e Privalia l’e-shopping per baby, kid e teen è in aumento a doppia cifra anche nel 2018, con una media di cinque nuove campagne ad hoc al giorno. Dall’analisi emerge che il 40% dei genitori clienti dei due portali acquista online almeno una volta al mese prodotti e abbigliamento per i piccoli, apprezzando il rapporto qualità/prezzo (58%), la possibilità di scoprire nuovi brand (23%) e il risparmio di tempo (19%). Tra le merceologie best seller spicca l’abbigliamento, acquistato su questi canali oltre due volte al mese nel 25% dei casi, seguito da calzature e giocattoli. Un settore, quest’ultimo, in ascesa sia su vente-privee che su Privalia, insieme a intimo e prodotti hi-tech dal design ricercato. La fascia di età per la quale si compra di più sul web è quella 0-24 mesi, tallonata dalla 5-10 anni, con una tendenza al carrello multiplo: non emerge una particolare fedeltà a un singolo marchio o articolo. I bambini hanno un ruolo sempre più attivo nelle decisioni d’acquisto: lo rivela il 53% degli interpellati e il 40% indica un influsso importante da parte dei figli al momento di comprare. Su Privalia si evidenzia da parte delle mamme la tendenza a orientarsi verso articoli destinati a tutta la famiglia, mentre i papà che si collegano a vente-privee non disdegnano di fare shopping per i figli. (a.b.)


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CORPORATE FINANCE

PMI ITALIANE

ANCHE LA BORSA È A MISURA DI BAMBINO La competezione sempre più agguerrita nel babywear sta avvicinando le imprese alla finanza corporate. E c’è anche chi decide per il listing DI ELISABETTA FABBRI

Increasing competition in babywear is bringing Italian small and medium companies closer to corporate finance. Listing is a realistic option now.

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n un mercato sempre più competitivo anche nelle piccole taglie, qualcosa sta cambiando nell’atteggiamento degli imprenditori specializzati, se si parla di finanza corporate. Basti solo pensare che Monnalisa si sta preparando per la quotazione sul mercato Aim di Borsa Italiana (quello dedicato alle Pmi) e mentre scriviamo è in corso il roadshow dell’azienda di abbigliamento infantile di alta gamma. «L’Ipo è confermata intorno alla metà di luglio» dice Christian Simoni, a.d. della società, da 50 anni nelle mani del fondatore Pietro Iacomoni (vedi anche a pag.14). In passato ci sono stati contatti con alcuni fondi di private equity, ma «abbiamo ritenuto più coerente - spiega Simoni - non legarci a un singolo investitore che avrebbe avuto interesse a uscire dall’investimento entro un orizzonte temporale troppo breve per noi. Non ci convinceva neppure l’ipotesi della quotazione come mezzo per far uscire il fondo: l’Ipo dovrebbe essere funzionale, almeno in prevalenza, alla raccolta di risorse da investire in un progetto industriale di sviluppo». Il manager, al vertice dal 2013, ipotizza che nel capitale di Monnalisa possa entrare un gruppo di investitori «piuttosto variegato, in termini di dimensione, provenienza geografica e orizzonte temporale dell’investimento» e confida nell’appeal dell’operazione all’estero. «Stiamo riscontrando un buon interesse - anticipa - nonostante ci sia ancora un po’ di incertezza sul sistema Paese che non aiuta: l’azienda vanta un posizionamento di mercato alto, in un settore tipico del made in Italy, oltre a un livello elevato di internazionalizzazione». Quanto alla stima del valore della società, ci si baserà sui multipli del lusso? «Il processo di valorizzazione non può che partire da lì - risponde il ceo -. Credo

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sia normale aspettarsi anche dei correttivi, che tengano conto del fattore dimensionale e del fatto che si tratta di un’offerta pubblica iniziale. In ogni caso, la valutazione condotta dagli analisti adottando altri metodi come il Dcf (Discounted cash flow, metodo dei flussi di cassa attualizzati, ndr) ha esiti molto simili». Solo una volta definito il prezzo d’offerta si conoscerà la quota di capitale che resterà in mano al fondatore. Intanto Simoni comincia a prepararsi alle possibili oscillazioni dei mercati azionari: «Sarà un fatto nuovo con cui dovremo imparare a convivere». UN TRAINING PER IL CAMBIO CULTURALE Monnalisa è tra le realtà del kidswear che negli anni scorsi hanno portato a termine il percorso previsto dal programma Elite di Borsa Italiana-London Stock Exchange Group, creato «per aiutare le Pmi a realizzare i loro progetti di crescita». Elite, per sua stessa definizione, le affianca in un «processo di cambiamento culturale e organizzativo» che punta ad avvicinarle ai mercati dei capitali, a migliorare i rapporti con banche e imprenditori e a facilitare l’internazionalizzazione. Un cammino scelto in passato anche da Miniconf e, in tempi più recenti, da Gimel (vedi a pag.14). «La moda in generale è un settore ben rappresentato nel programma - commenta Marta Testi, head of Elite Italy&Europe -. Dal lancio della

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piattaforma sono 40 le società del settore, 46 se si contano anche quelle estere, fra chi ha concluso e chi sta partecipando. In totale rappresentano un fatturato importante, 3,5 miliardi di euro, e 18.500 occupati». Come avviene l’incontro? «All’inizio - risponde Testi - andavamo noi sul territorio, per cercare le aziende storicamente dinamiche e rappresentative di un dato comparto. Cosa che continua, ma si assiste anche un flusso inverso. In genere decidono di entrare per strutturarsi al meglio e per prendere spunto dai casi di successo. Il più delle volte hanno un progetto di crescita, specie all’estero, e vogliono capire come impostarlo in modo strutturato». Il livello iniziale di competenze è proporzionale alla dimensione. Per avere un’idea, basti pensare che metà delle fashion company di Elite ha ricavi inferiori ai 50 milioni di euro e solo un quarto supera i 100 milioni. Tutte però mostrano un grande potenziale. «Noi agiamo da stimolatori - specifica l’esperta di Elite - per possibili operazioni di corporate finance: non solo Ipo ma anche M&A, venture capital, private equity, private placement e minibond». «Spesso - prosegue Testi - le società entrano per acquisire visibilità e per


ALL’ESTERO

ARRIVANO I CAPITALI CINESI In France Zannier family negotiates with Chinese group Semir for Kidiliz. In UK Bridgepoint fund plans an Ipo for Smyk.

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1. Uno sketch del kidswear Dondup SS19 2. Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana 3. Un look Sarabanda (Miniconf) 4. Il flagship store Monnalisa nel mall Chengdu IFS della città del Sud-Ovest della Cina, che di recente ha raddoppiato la superficie

confrontarsi con le altre, poi si incuriosiscono e decidono in tal senso, affiancate dalla nostra community di partner della consulenza. Peuterey, per esempio, ha partecipato a un basket bond insieme a nove società Elite di settori diversi». Il vantaggio delle imprese della moda, childrenswear compreso, è di essere percepite dagli investitori come icone del bello. L’ecosistema Elite fornisce inoltre opportunità di partnership industriali o commerciali, che attivano nuove sinergie. Terminato il programma, le aziende continuano a far parte della community e a essere monitoriate: forse non è una coincidenza se crescono (+15% i ricavi, in media) e incrementano le assunzioni (+10%). IL PRIVATE EQUITY PER PORTARE ORDINE E DISCIPLINA Tra i brand c’è anche chi fa nuovi progetti grazie al private equity. «Da circa un anno e mezzo stiamo rivoluzionando Dondup, puntando al presidio diretto della distribuzione e il kidswear rientra nel piano» racconta Marco Casoni, ceo del brand del contemporary premium donna, uomo e bimbo. «Gimel, che ha realizzato le ultime tre stagioni, rimane il produttore di riferimento - precisa - tranne per il denimwear, da sempre gestito internamente. L’obiettivo è portare i ricavi da 2,5 a circa 6 milioni in tre stagioni, puntando a una maggiore penetrazione del mercato italiano e allo sviluppo all’estero, partendo da Germania, Austria, Scandinavia e Russia, già mercati dell’adulto». La gestione in house delle taglie mini tocca più aspetti: dalla costituzione di una struttura interna ad hoc a eventi mirati, come la partecipazione a Pitti Bimbo 87, fino al digital (comunicazione e lancio

Anche all’estero il settore dell’abbigliamento bimbo è protagonista fra M&A, Ipo e tentativi di salvataggio. In Francia, la famiglia Zannier, proprietaria di Kidiliz (marchi Catimi, Z, Absorba, Lili Gaufrette e Chipie) è in trattative con il gruppo cinese della moda bimbo Semir per cedere il 100% del gruppo francese. Nel Regno Unito la società di private equity Bridgepoint starebbe valutando il collocamento alla Borsa di Varsavia della catena polacca Smyk, rilevata nel 2016, che vende childrenwear e giocattoli attraverso una rete di 125 negozi. Restando in UK, il retailer di alta gamma Mothercare è in difficoltà a causa della concorrenza dei supermercati e dell’ecommerce. Il piano di ristrutturazione, che dovrebbe evitare il fallimento dell’azienda quotata a Londra, prevede un aumento di capitale (si parla di 28 milioni di sterline), la ristrutturazione del debito, la chiusura di almeno 50 negozi e la revisione dei contratti di affitto di altri 21 store. In gioco ci sono circa 800 posti di lavoro.  (e.f.)

dell’e-commerce), per un investimento complessivo stimato dal ceo tra i 400mila e i 500mila euro. A sostenere il progetto c’è il private equity L Catterton, che controlla il 91% del capitale. «Il private equity dice Andrea Ottaviano, managing partner di L Catterton Europe e vicepresidente del cda di Dondup - porta in azienda soprattutto ordine e disciplina dal punto di vista organizzativo». A lui chiediamo se il fondo sta valutando di investire nell’abbigliamento infantile. «Lo abbiamo preso in considerazione in passato - risponde - ma non in questo momento: la concorrenza dei grandi marchi del fast fashion ha reso più complicato il mercato. Però ci interessa il childrenswear nell’ambito di una realtà di nicchia come Dondup». ■

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DIGITAL MARKETING

SOCIAL & APPROCCIO H2H

IL LATO UMANO DELL’INFLUENCER Il modello di comunicazione Human to human sta portando a nuovi parametri di efficacia degli influencer. Più che doti di leadership, oggi a creare engagement sono l’ironia e la voglia di condividere momenti di vita vera, come dimostra una analisi di Blogmeter per Fashion DI ANDREA BIGOZZI

Welcome to the age of the human-to-human digital approach. According to Blogmeter, moms’ lifestyle blogs have been exceeded by family blogs, sharing stories of real life. Also for top influencers motherhood is profitable, but only if shared with highly personalised contents: a selfie is not enough.

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el mondo del childrenswear parlare di B2B o di B2C sembra essere passato di moda: in un settore in cui i social sono un mezzo prioritario per agganciare nuovi consumatori la parola chiave è diventata H2H, ovvero “Human to Human”. L’influencer nell’era H2H per essere efficacenon ha più bisogno di venire universalmente riconosciuto come un industry leader, gli basta privilegiare il suo lato più umano. Le aziende quindi sono allertate: quando si tratta di scegliere chi mettere sotto contratto per un post sponsorizzato è meglio puntare sulla personalizzazione e il privato che sulla coolness. Lo dimostra anche un’analisi che Blogmeter ha realizzato in esclusiva per Fashion sul legame tra i social (e in particolare Instagram) e il mondo kid da cui emergono due dati: il primo, che il fenomeno delle mamme blogger è in continua e costante ascesa, tanto da estendersi ormai a tutta la famiglia. Non a caso, in Italia è la Pozzoli’s familiy (formata da Gianmarco, Alice, Giosuè e Olivia) a creare sui social network il maggior engagement quando si tratta di hashtag legati a moda, viaggi e cibo per bambini. Il secondo, che la maternità, un tempo considerata quasi un intralcio alla carriera di attrici, modelle e cantanti è invece diventata un volano di popolarità. Un esempio? Il post in cui Kylie Jenner stringe

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Il racconto day by day in famiglia conquista i social

Nome e cognome

Nickname (con link IG)

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Pozzoli’s Family Haiyan Fu Federica Piccinini Julien e Miki Miljian Alessandra D’Agostino Maria Sole Racca Marica Ferrillo Chiara Cecilia Santamaria Silvia Cattaneo Dragana Radosevic

The Pozzolis Family Digital Modern Family Sweet as a Candy Like Miljian Alessandra D’Agostino La Manina Golosa Marica Ferrillo Ma che Davvero Insolitamente Mamma Mamma al Top

Tot. Engagement

Tot. Followers

763.901 407.417 360.946 299.269 261.038 193.519 154.762 132.086 113.204 111.275

141.605 212.745 97.986 75.659 85.123 37.506 44.451 59.296 37.825 54.501

Fonte: Blogmeter; periodo di analisi 1° trimestre 2018

il dito della sua piccola Stormi appena nata ha raggiunto oltre 17 milioni di interazioni e con questa cifra da capogiro si è aggiudicato il titolo di post con più like nella storia di Instagram. Anche in Italia la tendenza è la medesima, basti pensare che la versione più “human to human” di Chiara Ferragni piace eccome alle aziende: lo dimostrano i recenti contratti con Pomellato e Calzedonia o i compensi a molti zeri pagati dai brand per entrare far parte della complessa organizzazione del matrimonio della fondatrice di The Blonde Salad con Federico Lucia, alias Fedez.

FARE FAMIGLIA E RIDERCI SU ECCO COSA CREA L’ENGAGEMENT Mamme blogger, fatevi da parte: le star del futuro su Instagram sono le famiglie al completo. Per la classifica di Blogmeter, che fa riferimento al primo trimestre del 2018 e ha preso in considerazione la presenza su questo social del topic “bambini”, non ci sono dubbi: in Italia i post in cui le si raccontano le gioie e le paure di essere mamme continuano ad avere successo, ma i livelli più alti di interazione li raggiungono influencer che condividono sui social, in linea con la filosofia H2H, la loro quo-


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1. e 5. La Pozzoli’s Family e la Digital Modern Family sono i campioni dei social per il topic Bambino 2. Da quando Clio Makeup è mamma, sono i post in cui compare la figlia a ottenere più like 3. Con 17 milioni di interazioni, il post di Kylie Jenner con la figlia Stormi è quello con più like della storia di Instagram 4. I selfie di Chiara Ferragni fanno meno engagement di una foto con Leone

Top influencer: basta atteggiamenti da leader, i follower vogliono realtà

Nome e cognome

Nickname (con link IG)

Tot. Engagement

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Kim Kardashian Kylie Jenner Khloé Kardashian Chiara Ferragni Kourtney Kardashian Oxana Samoylova Chrissy Teigen Victoria Beckham Gisele Bundchen Jessica Alba

Kim Kardashian Kylie Jenner Khloé Kardashian Chiara Ferragni Kourtney Kardashian Oxana Samoylova Chrissy Teigen Victoria Beckham Gisele Bundchen Jessica Alba

389.180.121 215.955.496 143.171.104 132.320.260 113.435.814 51.120.835 49.132.336 37.688.497 16.134.510 11.877.991

112.274.818 109.510.314 76.572.572 13.085.191 63.803.464 6.853.352 17.761981 20.677.373 14.645178 13.130.884

Fonte: Blogmeter; periodo di analisi 1° trimestre 2018

tidianità familiare in modo ironico e divertente. Per questo ai vertici della top ten non c’è solo The Pozzolis Family (numero 1), ma anche la Digital Modern Family (2) e, in grande ascesa, Like Miljian (4). Un trend che, se duraturo, è destinato a modificare l’approccio delle aziende, specie quelle del kidswear, in tema di digital marketing: se prima potevano accontentarsi di vedere i loro marchi pubblicizzati negli scatti perfetti delle mamme, oggi si rendono conto che per essere ben recepite dagli utenti dei social bisogna fare qualcosa di più: umanizzare il proprio marchio e ren-

derlo parte della vita, vera, degli influencer e di conseguenza dei con sumatori. ANCHE PER LE STAR LE COCCOLE FANNO PIÙ LIKE DEI RED CARPET Il lato umano del digital emerge anche dalla Top ten, sempre firmata da Blogmeter, delle celebrity-mom internazionali. Nella classifica sono state inserite attrici, modelle, popstar, che si sono affermate per meriti individuali ma che sempre più spesso nei loro profili social postano foto di famiglia e figli. I primi tre posti sono tutti per il clan Kardashian-Jenner: Kim Kardashian,

Kylie Jenner e Khloe Kardashian hanno partorito nel primo trimestre del 2018 e questi lieti eventi le hanno issate ai vertici della chart. Anche l’arrivo del piccolo Leone ha catapultato Chiara Ferragni ai vertici della classifica (quarta mamma influencer famosa al mondo). Dietro di lei ci sono madri di lungo corso come Victoria Beckham che, forse a causa di una scarsa dimestichezza con l’approccio H2H e della tendenza ad accontentarsi di qualche selfie senza davvero mettersi in gioco, fanno sempre più fatica a conquistare i like che ottenevano un tempo. ■

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GRIFFE & KIDS

PREVIEW SPRING-SUMMER 2019 & MORE

GRIFFE SOTTO IL SOLE TRA DEBUTTI E RITORNI Il mondo del luxury childrenswear è in fermento, con lanci di nuovi progetti, rentrée eccellenti, ripozionamenti e feste di compleanno: ecco gli hot topic delle griffe in piccole taglie, di scena in Fortezza e non solo DI ANDREA BIGOZZI E ANGELA TOVAZZI

Luxury childrenswear is in turmoil, with launches of new projects, excellent rentrées, restraints and birthday parties: here are the hot topics of the small sizes brands, under the spotlight in Florence and more.

DKNY Un’attitudine athleisure che mixa fashion e sport, il logo over all, echi anni Novanta: questi gli ingredienti di Dkny, che con la Spring-Summer 2019 reintroduce il segmento baby e il footwear.

DOLCE&GABBANA Il classico corredo bianco con pizzi, ricami e merletti per lei, un look military style, con denim, etichette e patch per lui: un assaggio della collezione, che verrà presentata con un’installazione nel Cortile della Ghiaia alla Fortezza da Basso. Protagonista un’antica giostra di cavalli in legno e decori a tema carretto siciliano.

GRUPPO ARMANI

EMPORIO ARMANI PIÙ FORTE CON IL KID Armani Junior merges into Emporio Armani, which expands its offer. La strategia di semplificazione e riposizionamento dei brand del Gruppo Armani investe anche il childrenswear: a partire dall’autunno-inverno 2018/2019 Armani Junior confluirà in Emporio Armani, che conferma così la sua originale formula di “contenitore” di capi e accessori per ogni funzione d’uso e destinati a un target trasversale. La linea bambino, nata nel 1982, comprende le proposte dedicate al newborn e al baby (0-36 mesi), la junior girl (4-14 anni) e la junior boy (4-16 anni).

BOSS Per il ragazzo la collezione conferma la propria attitude athleisure, con l’utilizzo di tessuti stretch e l’introduzione di materiali traspiranti e felpe tecniche. Fra le novità,la “Travel Jacket” in versione mini-me, lavabile in lavatrice e senza stiratura. Per esprimere il rinnovato impegno di Boss come sponsor della Formula E, ritorna una capsule che riprende i fregi delle divise dei meccanici sportivi.

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GRIFFE & KIDS

FENDI KIDS L’iconico logo FF trionfa anche nel mondo kid, ispirando tre temi: FF for Fit, dallo stile dinamico e libero, FF for Family,in omaggio agli elementi grafici che hanno caratterizzato la creatività Fendi delle ultime stagioni, e FF for Fun, con un tema dedicato alle creature degli abissi.

JOHN RICHMOND KIDS Grinta e glamour à go-go nelle nuove proposte di John Richmond Kids, che si distingue con maxi disegni, logo in bella vista, silhouette ginniche e messaggi eco-responsabili.

DSQUARED2

DEBUTTO A PITTI CON FESTA DI COMPLEANNO An exclusive party in Florence to celebrate the first five years of Dsquared2 collection. DSquared2 partecipa per la prima volta a Pitti Bimbo, comunicando il suo mondo in piccole taglie all’interno di uno spazio indipendente alla Fortezza da Basso (in piazzale delle Ghiaia). Giovedì 21 alle 21, in via Benedetto Dei 56, è in agenda inoltre un big event: un ballo di fine anno in tema “prom” per festeggiare i primi cinque anni del childrenswear, realizzato in collaborazione con Brave Kid (Gruppo Otb), e il lancio della capsule collection Prom.

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L’ispirazione è postmoderna tout-court, in un mix and match di temi e stampe (come fiori e animalier), decadi e registri, che si fanno portavoce di un’estetica scanzonata e libera da qualsiasi diktat.

STELLA JEAN KIDS La prossima destinazione della piccola esploratrice Stella Jean è un paradiso “urban-tropical”, all’insegna del métissage: sulla sua strada incontra le gioiose mercanti haitiane e, in compagnia di scimmie zebrate e oche dalle piume candide, raggiunge la festa del mercato su un decoratissimo “tap-tap”.


ALBERTA FERRETTI

KARL LAGERFELD KIDS Forme over, tagli crop, pantaloni a vita alta sono alcuni dei must per le ragazze di Kaiser Karl, protagonista sulle T-shirt con l’inseparabile Choupette. Non mancano il tocco glam delle paillette e il gioco di righe asimmetriche, per un guardaroba casual e gym oriented.

BIKKEMBERGS KIDS Nel dna del brand, il calcio torna come leitmotiv della nuova collezione, che trae ispirazione dal menswear e lo interpreta all’insegna del divertissement. Per il tema “Football”, l’offerta si configura come la divisa ufficiale di una vera squadra di calcio: come emblema ha un leone rubato al mondo dell’araldica, visibile con gli occhiali anaglifici 3D.

«LA LINEA BIMBA? È UNO STIMOLO ALLA CREATIVITÀ» Alberta Ferretti torna a disegnare una collezione childrenswear in partnership con Daddato. «Sarà un’offerta completa, con alcuni look mini-me e con alcune capsule collection, proprio come la linea donna» anticipa la stilista DI ANDREA BIGOZZI

Alberta Ferretti is moving back into kidswear. The new collection for girls is in partnership with Daddato.

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l 2018 si sta rivelando un anno felice e appagante, ma anche molto impegnativo per Alberta Ferretti. Lo dimostra la sfilata dello scorso 15 giugno durante Milano Moda Donna, dove la stilista ha presentato quattro progetti in un colpo solo: la resort 2019, la limited edition, le nuove divise disegnate per Alitalia e i primi tre look che segnano il ritorno alla moda bimbo dopo una lunga assenza. Pitti Bimbo sarà invece l’occasione per svelare l’intera collezione, prodotta e distribuita da Daddato. La sfilata durante la fashion week uomo, la partnership con Alitalia e anche il kidswear. A cosa è dovuto tutto questo dinamismo? Negli ultimi due anni ho deciso di aggiungere alle mie collezioni delle novità diverse dalla mia estetica, affrontando un lavoro serio come la moda con un po’ di divertimento e spensieratezza. Devo dire che i risultati si sono visti! Sto vivendo un momento davvero intenso, positivo e crescita del mio marchio e sono dell’idea che ogni cosa abbia il suo tempo. Il lancio della linea Alberta Ferretti Junior si aggiunge a questo fermento e devo dire che per me è un ulteriore stimolo alla creatività.

La linea bimba viene influenzata dalle collezioni per l’adulto o segue una linea stilistica propria? Vanno assolutamente di pari passo, tenendo naturalmente conto delle necessarie dif-

ferenze. Alcuni capi della linea donna saranno declinati in versione mini-me, per permettere alle mie clienti di vestire le loro figlie come loro. Quali e quanti capi comprenderà? Sarà una collezione completa a tutti gli effetti. E, come per la linea Alberta Ferretti, non mancheranno le capsule collection. Com’è nata la partnership con Manifatture Daddato? Abbiamo scelto le Manifatture Daddato perché riteniamo che il loro merito sia quello di aver contributo, oggi più di altri, a rendere contemporanea e innovativa la moda del segmento bambino, senza rinunciare alla qualità. Come descriverebbe la bambina di Alberta Ferretti? Sognante e femminile.

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GRIFFE & KIDS

ZADIG & VOLTAIRE New York-Los Angeles, andata e ritorno. Concepita come guardaroba ideale per viaggiare tra queste due città, la collezione celebra la libertà assoluta di mixare. Spazio all’ottimismo con T-shirt e slogan ripresi dal mondo dell’adulto: “I feel fine”, “Fight 4 love”, “Girl can do anything”.

ELISABETTA FRANCHI LA MIA BAMBINA Prodotta e distribuita da Gimel, la collezione per la bambina resta fedele ai codici dell’offerta da adulto declinati in chiave spensierata e ironica, con richiami pop, stampe di stelle, fiori e macaron all over, inserti di fiocchi e voile. 40 i modelli di calzature, realizzate da Andrea Montelpare, con temi clou come cuori, fiocchi, perle e strass, nastri, maxi catene e stelle e l’elemento iconico della doppia C.

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PAUL SMITH JUNIOR Tinte fluo, color block e materiali techno si ispirano alla linea da grandi e firmano un look contemporaneo e unusual.

ICE ICEBERG Una sport attitude fa da filo conduttore alle proposte SpringSummer 2019 per la kid generation, come la felpa zippata a collo alto, in triacetato, e bermuda stile basket. Volumi comfort e macro-logo a caratteri cubitali.


LORENZO SERAFINI

«LA RAGAZZA PHILOSOPHY HA UNA SORELLA MINORE» LITTLE MARC JACOBS Elemento iconico nella narrazione fashion di Marc Jacobs, la margherita è il fil rouge di tutta la collezione, anche in versione boy. Per lei si tinge di rosso e blu oppure navy e rosa fluo, si trasforma in ricamo Sangallo e interpreta anche le stampe più cartoon.

N°21 KIDS Imperativo, evasione e libertà. Colori, tessuti e stampe sono ispirati alle vacanze: miniabiti dalle linee fluide, camicie stampate in crêpe de Chine, gonne stampate plissé. Verde, bianco, rosa, azzurro e giallo i colori della palette cromatica, per gabardine, Oxford, pizzo Sangallo, denim e piume.

Debutta a Pitti Bimbo il kidswear firmato Philosophy di Lorenzo Serafini con Gimel. «Le collezioni donna e bambina hanno lo stesso punto di partenza, gli stessi tessuti e, dove possibile, le stesse silhouette» ha commentato lo stilista DI ANDREA BIGOZZI

Philosophy di Lorenzo Serafini is expanding with a children’s wear line. The collection is in license to Gimel.

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n tre anni di lavoro è riuscito a imporre un’immagine molto forte, basata su uno stile realista e romantico, alla linea donna di Philosophy. Ora Lorenzo Serafini si sente pronto per estendere la sua visione della moda anche al mondo del kidswear (0-12 anni). Al via con la primavera-estate 2019, la collezione sarà prodotta e distribuita internazionalmente da Gimel. «Sono felice ha raccontato lo stilista - di muovere i primi passi in questo campo, proprio ora che vive un momento di vero fermento». Come vede lo scenario delle griffe che disegnano moda in taglie mini? Sono assolutamente favorevole alla declinazione mini-me, ma non deve mai essere una trasposizione letterale: esistono proporzioni e vestibilità che non sono adatte per i bambini e, in quanto tali, non rispettano la loro figura. I bambini sono belli, felici e liberi solo quando sono vestiti da bambini. Quanto della linea bimba sarà influenzata da quella per l’adulto? Hanno lo stesso punto di partenza, la stessa anima e la stessa visione. Per questa prima uscita primavera-estate 2019 è stato tutto molto naturale. Ho creato con lo stesso spirito, utilizzando gli stessi tessuti e, dove possibile, le stesse silhouette. Più che come madre e figlia, mi piace pensare a queste due collezioni come al rapporto di complicità tra due sorelle di età differenti. Quali e quanti capi comprenderà? Sarà un’offerta completa, tenendo logica-

mente in considerazione i bisogni e le esigenze di libertà, comfort, praticità e divertimento propri dei bambini. Che tipo di bambino era Lorenzo Serafini? Ero curioso, introverso e sensibile. Appassionato fin da piccolo di vestiti: volevo infatti indossare look diversi in base alle differenti occasioni. Sono cresciuto negli anni Ottanta: i colori e le proporzioni di quel decennio hanno profondamente influenzato il mio modo di essere e la mia estetica creativa. Quali look preferiva da piccolo? Ricordo le felpe colorate, i pantaloni con le pince e le scarpe da ginnastica. Tutti capi che mi hanno accompagnato anche nella mia crescita.  ■

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NEWS

CHILDRENSALON

VINCE UN PREMIO SPECIALE E-tailer Childrensalon.com won the Living Wage Champion Employee Choice Award 2018, as a workplace focused on reducing in-work poverty and improve employees’ wellbeing. Childrensalon.com, il più grande online retailer di moda infantile di alto livello, ha vinto l’edizione 2018 del Living Wage Champion Employee Choice Award. Si tratta di un premio che viene consegnato alle imprese che prestano particolare attenzione al benessere dei propri dipendenti e che si impegnano a garantire salari adeguati. Online dal 1999 e in grado di consegnare la propria merce in 160 Paesi, Childrensalon è cresciuto in modo esponenziale, senza mettere in secondo piano il valore del lavoro e di chi lo svolge. Già da tre anni, infatti, è “Living Wage employer”, ossia garantisce a tutti i componenti dell’organico, compresi gli impiegati a tempo determinato, un minimo salariale adeguato. Non solo. Si impegna a offrire allo staff agevolazioni in campo medico, tariffe speciali per praticare attività sportive e 30 giorni l’anno di ferie, cui si aggiunge un day off il giorno del compleanno. L’azienda sostiene inoltre realtà impegnate nella beneficenza, come Nourish Community Foodbank, The Bridge Trust e Taylor Made Dreams. «Questa vittoria rappresenta molto per noi - ha commentato Denise Hamilton, people team director di Childrensalon - e ci impegneremo ancora di più, affinché la nostra sia la migliore realtà in cui lavorare».  (a.b.)

SUPREME KIDS

LA CARICA DEI 450 Over 450 kids’ fashion labels from 15 countries present their collections at Supreme Kids, from July 13th through 15th at Mtc Munich. Sono oltre 450 le collezioni bimbo protagoniste dal 13 al 15 luglio all’Mtc di Monaco di Baviera di Supreme Kids, salone che fa capo a The Supreme Group by Munichfashion.company e che è il più grande nel suo genere in Germania. Si sviluppa infatti su 10mila metri quadri, offrendo una panoramica completa sul mondo bambino. «Monaco è il “fashion place to be” - dice Aline Müller-Schade, membro dell’executive board di The Supreme Group -. Supreme Kids può contare su un portafoglio marchi vario e propositivo». A Supreme Group fanno capo anche Supreme Women & Men a Düsseldorf (21-24 luglio), Supreme Body & Beach a Monaco (22-24 luglio) e, sempre a Monaco, Supreme Women&Men (4-7 agosto).  (a.b.)

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SALONI IN GRAN BRETAGNA

UN SISTEMA IN EVOLUZIONE While Pure London launches Pure Kid from 22nd to 24th July, Dot to Dot London (24th25th June) teams up with Mini Mode, scheduled on 15th September. Dopo la chiusura di un’istituzione decennale come Bubble London, un’altra fiera consolidata made in UK si fa avanti e investe sul kidswear. Si tratta di Pure London, rassegna affermata nella moda per l’adulto, che in occasione dell’appuntamento in programma dal 22 al 24 luglio presso London Olympia lancia Pure Kid, in un’area adiacente a quella già occupata da brand come Hatley, 4Funky Flavours, Dekoz e Sugarhill Brighton, che già puntano su proposte per grandi e piccoli. «Il settore del children’s e maternity wear - commenta Julie Driscoll, managing director di Pure London ha un valore globale di 158 miliardi di dollari, alimentato da fenomeni come il mini-me e le mamme blogger. Siamo entusiasti di partire con questa nuova avventura». Un’altra kermesse, Dot to Dot London - focalizzata su realtà indipendenti della fascia under 14 - annuncia, alla vigilia dell’appuntamento del 24 e 25 giugno nella capitale britannica, un’intesa con Mini Mode. Una manifestazione, quest’ultima, che ha esordito a febbraio e che tornerà alla ribalta il prossimo 15 settembre durante la London Fashion Week. Ma già a giugno sarà presente all’interno di Dot To Dot con una mostra fotografica e in autunno porterà in passerella tre realtà espositrici a questo salone, una delle quali vincerà un premio (nella foto, Sugarhill Brighton @ Pure London). (a.b.)


CHICCO for

Immancabile giubbotto zippato modello “chiodo”, con particolare apertura trasversale con zip. Perfetto con un jeans o con un abitino elegante.

Raffinata blusa in cotone total white, con l’ironico dettaglio colorato che fa la differenza.

Graziosa gonna estiva con fantasia floreale, rifinita con morbido elastico in vita scintillante.

LIBERI DI FARE I BAMBINI LIBERTÀ DI MOVIMENTO E DI ESPRESSIONE CON LA MASSIMA SICUREZZA E QUALITÀ. LE COLLEZIONI DI ABBIGLIAMENTO E CALZATURE CHICCO CONIUGANO IL COMFORT ALLO STILE, CONSENTENDO AI PIÙ PICCOLI DI VIVERE LE AVVENTURE PIÙ DIVERTENTI E SCATENATE DI OGNI GIORNO Nelle piccole e grandi conquiste quotidiane, Chicco lascia liberi i bambini di essere se stessi, assecondando la loro naturalezza e autenticità. Questa è la tematica fondamentale della nuova collezione abbigliamento e calzature Primavera Estate 2019, presentata a Firenze, dal 21 al 23 giugno, in occasione dell’87esima edizione di Pitti Bimbo e accompagnata da una mostra che celebra i 60 anni del brand. Costituiscono la collezione cinque temi ispirati a svariate occasioni d’uso, che vedono protagonisti i più piccoli. A cominciare da The City, con silhouette ispirate alla citta e alla sua modernità. Jeans skinny per lui e per lei, varie sfumature di grigio ravvivate da colori di tendenza, dal malva per la bimba al verde salvia per il bimbo. The Countryside, la campagna, racconta una storia casual per un look everyday, fatto di colori freschi e luminosi come l’azzurro, il bianco e pennellate di giallo. Le fantasie floreali liberty sono dedicate alle piccolissime, mentre per la bimba più grandicella è prevista una delicata organza decorata. Il maschietto si trasforma in un piccolo dandy, con pullover jacquard e pantaloncini color lime. The Coastline, la costa, vede capi eleganti, all’insegna dell’identità

#liberidifareibambini `

Chicco. La cartella colori ruota intorno ai classici ma irrinunciabili bianco, rosso e blu. Le novità introdotte sono molteplici: dai tessuti stampati effetto sangallo ai ricami per lei, e dal blazer ai pantaloni in felpa stampata per lui. The Lake, il lago, è un mondo dedicato al maschietto con ispirazioni dal mondo del trekking, che si traducono in tessuti comfort e volumi boxy per capi pratici nei toni sabbia, denim e arancio. The Park, il parco, è un mondo al femminile, la cui cartella colori è fatta di bianco e fucsia, con un’esplosione di stampe floreali. La collezione calzature è sempre alla ricerca di soluzioni innovative per agevolare il corretto movimento del piede e non rinuncia mai ai dettagli di tendenza, come laminati e glitterati per lei e pelle cerata, jeans delavé e tessuti mimetici per lui. L’esclusivo sottopiede Impronta Naturale, studiato in collaborazione con il dott. Mauro Testa e testato presso l’Università di Pavia, favorisce il corretto sviluppo dell’arco plantare. Inoltre, al Pitti Bimbo verrà presentata in anteprima la nuova linea Chicco Run: l’innovativa scarpina pensata per il bambino dai 2 anni ha una suola dotata di speciali piani inclinati ed è provvista di un supporto nella zona del tallone.

www.chicco.it


C R E AT E YO U R OWN ST YLE


PREVIEW SPRING-SUMMER 2019

MONNALISA

JOYFUL ENERGY

I BAMBINI DI OGGI SARANNO I GRANDI DI DOMANI. PER LORO LA MODA È UNO STRUMENTO PRIVILEGIATO PER VEICOLARE IN MANIERA GIOIOSA MESSAGGI IMPORTANTI ATTRAVERSO FORME, MATERIALI E COLORI. IL RISULTATO È UN’ATTENTA RIFLESSIONE SUL CONCETTO DELLA BELLEZZA E UNA PRESA DI COSCIENZA SU TEMATICHE IMPRESCINDIBILI E FORTEMENTE ATTUALI. ED ECCO CHE UN GUARDAROBA SI REINVENTA, COME IN UN GIOCO IN CUI FANTASIA E CREATIVITÀ SONO STRUMENTI UNICI E VINCENTI. DI ALBERTO CORRADO

Children today are the grown-ups of tomorrow. For them, fashion is an excellent way of joyously communicating important messages through shapes, materials and colors. The result is a careful reflection on the concept of beauty and an awareness about essential, contemporary issues. The wardrobe is therefore reinventing itself, like a game in which imagination and creativity are unique, winning tools. 17_01_2018

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PREVIEW SPRING-SUMMER 2019

AFRICAN SOUL

Un mood dall’atmosfera africana, in cui spicca il colore: il bianco accompagnato alle tonalità del giallo zafferano, rosso paprika, pepe nero, mentre le stampe all over rievocanno temi etnici e animali dall’aspetto primitivo. Nei capi l’abbinamento di differenti tessuti e i tagli a vista danno un tocco artigianale e tribale. A mood with an African atmosphere, focused on color: white accompanied by shades of saffron yellow, paprika red and black pepper. All-over prints evoke ethnic themes and primitive-looking animals. The combination of different fabrics and visible cuts lends the fabrics an artisan, tribal touch.

PIJAMA

MISS GRANT

CATIMINI INVICTA

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BILLIEBLUSH


BE WOW

Un mood estroso, all’insegna di un impatto sporty-chic, pensato per vivere attivamente l’outerwear. Grafiche d’impatto rafforzano una palette di colori che partono dal bianco, per arrivare al rosso e al blu. Per vivere all’aperto all’insegna del comfort. A whimsical mood, characterized by a sporty-chic impact, designed for actively living outerwear. Strong graphics strengthen bold colors ranging from white to red and blue. To live in the open air, with comfort in pole position.

HERNO KIDS

SUN68

BLAUER JUNIOR

FREEDOMDAY SUN68

K-WAY KIDS

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PREVIEW SPRING-SUMMER 2019

CALIFORNIA DREAMS

Le collezioni estive guardano oltreoceano, vestendo bambini e bambine di colori allegri, stampe floreali e motivi hyppy chic, mixati allo streetwear dei boulevard californiani. Tute, abiti, gonne e pantaloni si abbinano a felpe con decori e applicazioni. Immancabile il denim: classico per lui e colorato per lei, a volte illuminato da paillettes e pietre, che richiamano palme e frutta. Summer collections look overseas, dressing boys and girls in cheerful colors, floral prints and hippy-chic prints, mixed with streetwear of Californian boulevards. Jumpsuits, dresses and skirts are combined with sweatshirts with decorations and applications. Denim is an essential element: classic for boys and colorful for girls, sometimes illuminated by sequins and stones that recall palms and fruit.

U.S. POLO ASSN.

TIMBERLAND

BOBOLI

120% LINO LEVI’S KIDS

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PREVIEW SPRING-SUMMER 2019

READY TO TAKE OFF

Un look vacanziero per godersi i primi raggi di sole. Un’esplosione di colore, dai toni audaci ed esuberanti e un’overdose di stampe sono i codici perfetti per un look trendy e brioso. Ricami, inserti e decorazioni originali aggiungono un pizzico di jet-set style a serate dedicate a giocare all’aria aperta. Holiday looks to enjoy the first rays of sunshine. An explosion of color, with bold, exuberant tones and an overdose of prints: the perfect features for trendy, vivacious looks. Embroideries, inserts and original decorations add a dash of jet-set style to evenings spent playing outdoors.

PEPE JEANS JUNIOR

F**K SPORTYKIDS

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TWINSET GIRL

CARREMENT BEAU

MINIBANDA GIRL


SHADES OF WATER

Close up su stampe tropicali, fiori colorati, stampe geometriche all over. Per la bimba il tema marinaro mixa semplici rigati bicolore ad animali marini su capi double-face e molto lavorati. Per il maschio spiccano capi monocromatici con nuance turchesi e blu marino, unite al bianco, che si fondono con immagini di mostri marini e pesci.

Close-ups of tropical prints, colorful flowers and all-over geometric prints. The maritime theme for girls mixes simple two-tone stripes with marine animals on highly-worked doubleface garments. The monochromatic clothes for boys feature turquoise and navy blue shades, combined with white, which blend with images of sea monsters and fish.

FRACOMINA MINI

LOREDANA

PETIT BATEAU

GOGANGA

KOCCA

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PREVIEW SPRING-SUMMER 2019

STYLE TRIP Con in testa le mete delle vacanze, alla scoperta di uno stile trip. Capi morbidi e ampie maniche, che ricordano le vele sul mare. Esplosioni di colori per pantaloni e camicie, che si possono abbinare in modo originale e piĂš che mai attuale. Modelli perfetti per una passeggiata, ma anche per un party in riva al mare. In pursuit of a trip style, with holiday destinations in mind. Soft, wide sleeves reminiscent of sails on the sea. Explosions of color for pants and shirts that can be combined in an original way that is more current than ever. Perfect models for a walk or a party by the sea.

COLMAR

3 POMMES NATURINO BAMBINO

LIU JO JUNIOR

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BILLYBANDIT


WALKING AROUND Camminare, correre e sperimentare, per iniziare a delineare la propria immagine: per i più piccoli la moda non è semplicemente una questione di stile, ma significa anche un modo di accompagnarli nel loro percorso di crescita. Walking, running and experimenting to start defining one’s own image: for children, fashion is not just a question of style, but also a way to accompany them as they grow up.

BRUMS

GALLUCCI

GALLO

MEK

PRIMIGI

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TREND

BOO-LAB

BRAND TO WATCH

Founded in 2017 by Chiara Bruccoleri and Stefania Murgia, the brand uses the sweatshirt as a distinctive material for the collection.

Accomunatate dalla stessa passione per la moda in piccole taglie, Chiara Bruccoleri e Stefania Murgia nel 2017 danno vita a Boo-lab, una collezione di abbigliamento per bambini dai 3 ai 12 anni e di complementi d’arredo, con il minimo comune denominatore del materiale utilizzato: la felpa. Rigorosamente made in Italy, l’offerta del brand comasco comprende anche giochi in cartone eco-friendly. La linea è realizzata in laboratori a chilometro zero e dall’ottobre 2017 è disponibile sull’eshop boo-lab.it. Un punto di partenza per il marchio, che con la partecipazione a Pitti Bimbo mira a entrare in contatto con canali di distribuzione alternativi.

Collezioni al debutto, in fase di rilancio o con alle spalle poche stagioni, con un concept originale e, soprattutto, una storia da raccontare DI ANGELA TOVAZZI

Let’s have a look at collections ready to debut, evergreen brands that are now undergoing a relaunch and lines born a few seasons ago, with an original concept and a story to tell.

MERMAZING This beachwear brand, for women and girls, is the result of two terms “mermaid” and “amazing”: a new project by Vanessa Sillano and Alessia Porrello.

Il nome del brand, per grandi e piccole, è una crasi fra “mermaid” e “amazing” e nasce dall’incontro di Vanessa Sillano, pr manager (moglie di Luciano Zauri, ex capitano della Lazio) e Alessia Porrello, designer cresciuta in una famiglia di industriali bergamaschi e ideatrice del marchio di beachwear, ispirato alla figlia Mia. Le piccole sirene di Mermazing vestono costumi mini-me essenziali, nelle forme e nei colori, disponibili - dallo scorso aprile - su mermazing.it. A partire da 50 euro i prezzi per la bambina, da 100 per la mamma.

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CHANGUITOS Launched in 2017, this accessories’ brand is a project of Alejandra Amortegui, Fabio Galvanini and Veronica Romano.

Creazioni funzionali e dal design originale, in grado di trasportare grandi e piccoli nella dimensione del gioco e del racconto: questa la mission di Changhitos, brand nato nel 2017 dall’incontro di Alejandra Amortegui, Fabio Galvanini
e Veronica Romano e oggi di base a Verona, per offrire berrettini, sciarpine, paralcolpi e giochi, tutti made in Italy, ora in distribuzione su changuitos.cat e in multimarca come Le due Cocche nel Borgo di Rimini, FolkRocks! di Trento, Ops Natura di San Mauro Torinese e, a partire da luglio, Cucù di Trieste, librerie indipendenti per bambini come Farfilò di Verona e CentoStorie di Roma e online store come Rocket Baby. Prezzi medi sell out intorno ai 36 euro.

GIORGIA STELLA This brand, launched by Federica Rocchio e Mario Luca Pezzotta, makes its debut at Pitti Bimbo with a collection for girls.

Scalda i motori per debuttare sul mercato con la primavera-estate 2019 Giorgia Stella, nuovo nome del childrenswear nato per le bambine dai 4 ai 10 anni. Co-fondato da Federica Rocchio e Mario Luca Pezzotta, scommette su un’offerta 100% made in Italy, elegante e senza tempo, firmata dalla stilista Alessandra Miliano. L’e-commerce sarà il primo canale di vendita, mentre si scommette su Pitti Bimbo - come exhibitor nella sezione The Nest - per conquistare la fiducia dei buyer internazionali. Prezzi sell in compresi fra circa 40 e 135 euro, iva esclusa.

BERNA KIDS Based in Bologna, Berna bets on fast fashion collections for men, women and childrenswear aged 4 to 16 years.

Con headquarters al Centergross di Bologna, Berna è un marchio sinonimo di abbigliamento e accessori uomo, donna e bambino, presente sul mercato con una rete wholesale di circa 800 clienti, tra Italia ed Europa. Forza del brand è una produzione per l’80% made in Italy e collezioni capaci di rinfrescare continuamente l’assortimento nei punti vendita, grazie alla logica produttiva e distributiva della fast fashion. Il childrenswear è dedicato alla fascia 4-16 anni.

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PORTRAITS

CÉCILE ROEDERER/SMALLABLE

«CON I BAMBINI CI PIACE FARE LE COSE IN GRANDE» Partita dieci anni fa con un concept store dedicato alla moda bimbi, Cécile Roederer ha bruciato le tappe e oggi Smallable è una piattaforma da oltre 30 milioni di euro di ricavi, dedicata anche alle mamme, all’home living, al beauty e alla cura del bambino. Dopo il negozio fisico a Saint-Germain-des-Prés, è in arrivo una seconda vetrina DI CARLA MERCURIO

Ten years ago Cécile Roederer launched Smallable, a digital concept store dedicated to children's fashion, and soon she burned the stages. Today this platform, with a turnover of more than 30 million euro, is dedicated to mothers, home living, beauty and child care as well. And after the first physical store in Saint-Germain-desPrés, a second one is coming.

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Cécile Roederer l’idea di Smallable è venuta a 30 anni, prima di avere figli (oggi ne ha due, di 1 e 8 anni), semplicemente guardando amici e parenti intorno a lei. «All'epoca il settore non mi era proprio familiare - racconta - ma vengo da una famiglia numerosa e tutte le mie sorelle hanno figli. Mi sono accorta che ero alla continua ricerca di un regalo perfetto da fare ai miei nipoti o ai figli dei miei amici e la cosa non era mai facile. I prodotti giusti c’erano, le marche uniche e gli stilisti innovativi anche, ma era difficile capire dove trovarli. Serviva un sito che li raggruppasse tutti». Francese, una specializzazione in management e marketing alla Sorbona e un’esperienza come marketing manager da Lancel, nel 2008 Cécile Roederer è pronta per partire con il suo concept store online dedicato al mondo dei bambini, che oggi rappresenta marchi come Stella McCartney, Louis Louise, Moncler, Balenciaga, Marni, Golden Goose Deluxe Brand, più la label propria Hundred Pieces. Un progetto che le è letteralmente esploso in mano. «In 10 anni il nostro concept store si è completamente rivoluzionato - spiega Cécile Roederer -. Abbiamo integrato l’offerta con la linea casa in seguito alle richieste di numerosi clienti». Lo stesso è avvenuto con l’abbigliamento e gli accessori: «Le taglie e i numeri più grandi erano i primi ad andare sold out, perché le nostre clienti acquistavano la moda bambini per loro stesse». E così sono entrate in casa label come Vanessa Bruno, Pomandère, Maison Olga, Les Coyotes de Paris. Nel 2015 è stata la volta della prima boutique fisica a Parigi, nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, e nel 2016 è nata Hundred Pieces, la marca di moda bimbi di proprietà. Un anno dopo è arrivato Communauté de Biens, il brand di design

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• Cécile Roederer, 40 anni, ha due figli di 1 e 8 anni • Si specializza in management e marketing alla Sorbona e nel 2004 diventa marketing manager da Lancel • Nel 2008 lancia Smallable, concept store online dedicato al mondo dei bambini • Nel 2013 inserisce le proposte per il teen e per il target young adult • Nel 2015 apre lo store fisico Smallable a Parigi, in Saint-Germain-des-Prés • Nel 2016 lancia il marchio di moda bimbi di proprietà Hundred Pieces • Nel 2017 vara Communauté de Biens, il design brand di Smallable • Nel 2018 trasferisce glI headquarters nella nuova sede nel quartiere Bastille a Parigi. Smallable compie 10 anni

di Smallable, che oggi affianca etichette di ricerca come Hay, Muuto, Normann Copenhagen, Vitra, Petite Friture. «Mi ripeto sempre che bisogna avere sempre almeno due grandi progetti per anno - afferma -. Infatti il nostro motto, “Dream Big”, è dipinto sul muro della boutique di St Germain des Près». Ad accompagnare Cécile nel suo percorso di sviluppo sono stati alcuni investitori che hanno creduto in lei: nel 2010 è arrivato Alven Capital


1. Cécile Roederer 2. Un'immagine del lookbook di Hundred Pieces, la linea di moda bimbo di proprietà di Smallable

e nel 2015 si sono aggiunti Sigma Gestion e Aurinvest. Una task force che ha proiettato il business a un fatturato di oltre 30 milioni di euro nel 2018, di cui il 65% fuori dalla Francia. E le scommesse non sono finite: «Vogliamo rafforzare l’offerta intorno al mondo delle nascite, con una “guide de naissance” e con l’apertura quest’estate di una nuova boutique sempre a Parigi, di fronte a quella attuale, che sarà dedicata interamente all’universo dei neonati, con mobili per la cameretta, passeggini e soprattutto tanti consigli per i futuri genitori. Magari in futuro sarà la volta di un concept store a Berlino, Londra o New York...». Gestito in un’ottica di omnicanalità, lo store di Parigi è una palestra importante: «Come nell'e-commerce, i nostri clienti possono trovare nella boutique fisica i nuovi creatori e tutte le ultime proposte, visto che rinnoviamo l’offerta mensilmente. Se in negozio non si trova qualcosa, la nostra piattaforma di e-commerce soddisfa ogni esigenza. Assicurare un'esperienza multicanale è una priorità». In parallelo Cécile continua ad ampliare l’offerta sia sul sito che in boutique: «Per accontentare i nostri clienti abbiamo aggiunto nuovi brand come Ysé, Suzie Winkle, The Stowe, Le Mont Saint Michel…». Visto che gli orizzonti si ampliano di anno in anno, di recente gli headquarters si sono trasferiti in una sede più ampia di 1.200 metri quadri, nel quartiere Bastille. «Smallable sta crescendo sempre più - sottolinea l'imprenditrice -. Oggi abbiamo un'offerta di oltre 750 marchi, per un totale di 35mila articoli tra sito e negozio fisico. Siamo un team di oltre 50 persone in ufficio e avevamo bisogno di locali più spaziosi. Che si tratti dell’e-marketing, della comunicazione, della messa in linea dei prodotti, del servizio clienti o della ricerca degli articoli da mettere in vendita: ogni posizione è strategica qui da noi». Ma c'è di più. «I nuovi uffici hanno un grande significato per me - spiega Cécile -. Il ricavato dell’affitto viene versato all’associazione Les Petits Lutins de l’Art, che sviluppa centri a metà strada tra luoghi d’arte e di terapia per bambini con problemi psicologici o di relazione». ■


CAREERS A CURA DI ELISABETTA FABBRI

Daniel Lee direttore creativo di Bottega Veneta

Paul Marciano lascia la presidenza di Guess

Bottega Veneta has a new creative director, Daniel Lee, a former director of ready-towear design at Céline. Tomas Maier stepped down from the Kering-owned luxury brand after 17 years.

Paul Marciano has resigned from his post as executive chairman of Guess after harassment investigation. «Improper conduct» is the conclusion of an internal investigation.

Bottega Veneta ha nominato Daniel Lee nuovo direttore creativo della maison al posto di Tomas Maier. 32 anni, inglese, Lee sarà operativo all’interno del marchio del gruppo Kering a partire dal primo di luglio e avrà la responsabilità di tutte le linee. Nel suo curriculum figurano una laurea presso il Central Saint Martins College of Art and Design e collaborazioni da Maison Margiela, Balenciaga e Donna Karan. Nel 2012 l’ingresso in Céline, dove è arrivato a ricoprire il ruolo di design director del ready-to-wear. «Daniel Lee - afferma il ceo di Bottega Veneta, Claus Dietrich Lahrs - ha compreso perfettamente le attuali sfide dell’azienda, sia in termini di creazione sia di sviluppo del brand. Porterà un nuovo e distintivo linguaggio creativo, costruendo il successo del brand sulla base delle ambiziose fondamenta sviluppate negli ultimi anni». «Non vedo l’ora di fare evolvere ciò che il brand è stato - dichiara Lee - mantenendone i codici distintivi, l’artigianalità, la qualità e la raffinatezza oltre a contribuire a una nuova e moderna prospettiva». Tomas Maier lascia l’azienda, fondata nel 1966 a Vicenza da Michele Taddei e Renzo Zengiaro, dopo 17 anni di attività e mentre scriviamo non è ancora noto il suo destino professionale. La sua uscita era nell’aria, specie da quando le vendite non crescono. Nel 2017 si sono attestate a 1,2 miliardi (+0,2%) mentre nel primo trimestre 2018 hanno accusato un -6,8% a 261 milioni. Altri marchi della scuderia del gruppo d’Oltralpe, come Gucci e Ysl nei primi tre mesi sono cresciuti rispettivamente del 37,9% e del 12%.

Un ex Billabong per rilanciare il brand Gap Gap Inc. appointed Neil Fiske as president and chief executive officer of Gap brand. He has 20 years of brand building and turnaround experience in specialty retailing.

Neil Fiske è il nuovo presidente e ceo del brand Gap. Il manager ha alle spalle 20 anni di esperienza ventennale nel brand building e nel retail. L’incarico più recente è quello di ceo di Billabong International, marchio del surfwear che sotto la sua guida sta riprendendo quota. In precedenza il top executive ha trascorso cinque anni presso Eddie Bauer, dove in qualità di presidente e amministratore delegato si è occupato del riposizionamento del brand. In curriculum anche un periodo nelle fila di Bath and Body Works, ma la carriera di Fiske è iniziata da Boston Consulting Group, dopo la laurea alla Harvard Business School con un master in Business Administration. Riuscirà a riportare il marchio Gap agli antichi splendori? Nel primo trimestre fiscale l’insegna ha accusato un -4% dei ricavi, mentre nel bilancio chiuso nel febbraio 2018 la discesa è stata dell’1%.

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Sospeso da ogni incarico operativo dallo scorso febbraio, con l’accusa di condotte improprie, Paul Marciano si è dimesso da presidente esecutivo di Guess. La carica è stata affidata al fratello Maurice Marciano. L’inchiesta, portata a termine da una commissione speciale creata dal board, non è riuscita a stabilire con certezza l’esistenza di molestie, ma ha concluso che c’è stata una «mancanza di giudizio» nelle relazioni con modelle e fotografi. Ora si ipotizza che Paul Marciano, co-fondatore del marchio di Los Angeles, ceda la direzione creativa e altre responsabilità entro il 30 gennaio 2019 alla scadenza del suo contratto.

Furlan: più incarichi in De Rigo Vision Eyewear company De Rigo Vision named Enrico Furlan licensing and house brands creative director.

Entrato in De Rigo Vision nel 2016 alla direzione creativa dei marchi in house (Police, Sting e Lozza), Enrico Furlan diventa anche direttore creativo di tutti i brand nel portafoglio dell’azienda dell’eyewear (Blumarine, Chopard, Lanvin, solo per citarne alcuni) da 430 milioni di ricavi. Dovrà supervisionare lo sviluppo delle collezioni in sinergia con l’ufficio prodotto interno e gli uffici creativi dei marchi licenzianti. Furlan vanta esperienze sia in realtà dell’eyewear come Safilo, sia in fashion house del calibro di Prada e Dolce&Gabbana.


Q&A A CURA DI CARLA MERCURIO

STILISTA

ALESSANDRO ENRIQUEZ

«NEL MIO MONDO FANTASTICO C’È POSTO PER UN CUORE. ANZI DUE» After the debut at Pitti Uomo with his first eponymous prêt-à-porter collection, Alessandro Enriquez is present at Pitti Bimbo as well and maybe one day will launch a childrenswear collection. In the meantime he plans to open a store for his collections. Ha debuttato a Pitti Uomo con la prima collezione omonima di prêt-à-porter: quale la filosofia della collezione? La collezione Alessandro Enriquez di abbigliamento rappresenta un traguardo importante. Non potevo non mixare tutto ciò che mi caratterizza: colori, forme e costruzioni. La prima fonte di ispirazione è l’amore declinato “al doppio”. Ho disegnato due cuori che si incrociano e che rappresentano un unico sentimento: dal primo vero amore, quello di Adamo ed Eva, fino agli amori dei giorni nostri. Una capsule colorata e irriverente completa la proposta: una collaborazione con il colosso americano Universal e con il caracter Woody Woodpecker. Come si differenzia la nuova proposta rispetto all’altra sua linea, 10x10 Anitaliantheory? 10x10 Anitaliantheory è una collezione frizzante che racconta l’Italia ironizzando e “cartoonizzando” i cliché più riconoscibili, dalle parole ai gesti. La nuova proposta Alessandro Enriquez mi racconta a 360 gradi, è una sorta di evoluzione del mio percorso stilistico e creativo e oggi mi fa sentire più completo. Anche quest’anno ha collaborato con Pitti Bimbo ai progetti Kid’s Evolution (moda per grandi in formato mini) e Fashion Comics (capsule ispirate ai fumetti): a quando una sua linea di childrenswear? La passione per il mondo bambino è nata durante la collaborazione con Vogue bambini diversi anni fa e si è nutrita nel tempo della mia voglia di creare. Ideare dei progetti che parlassero al mondo kids è stato lo step successivo. Sia Kid’s Evolution che Fashion Comics sono nati a quattro mani con Pitti immagine. E forse un giorno arriverà anche la collezione kids firmata da me. Come vede il settore del childrenswear? Il mondo del bimbo sta crescendo molto e per fortuna si sta arricchendo di nuovi nomi, giovani proposte e divertenti collaborazioni. Credo che il mercato si sia stancato delle proposte

troppo legate al mondo della cerimonia, lasciando spazio alle collezioni più daily. Le sue creazioni hanno un’impronta giocosa: quanto è importante continuare a sentirsi bambino? Ho imparato a non dimenticare cosa volevo da piccolo e i capricci che facevo, grazie a questo ora capisco i bambini. È un aspetto molto importante per chi fa questo lavoro, perché più parli con loro, più comprendi ciò che vogliono. Questo è un momento di grande fermento creativo per lei: dove la porterà? Stiamo lavorando su tanti progetti nuovi. Ho sempre desiderato aprire un piccolo store e spero che questo desiderio si realizzi presto: una casa per il mio prodotto, dove contestualizzarlo e farlo vivere al cliente. Vorrei che questo “fermento creativo” mi portasse sempre più lontano. Quale la parola più attuale ora nella moda? Il termine più ricorrente è “capsule”, scelto probabilmente prima di tutto per esigenza di mercato, perché consente ai buyer di concentrarsi su micro mondi che, pur avendo identità forti, completano le collezioni, dando così la possibilità, soprattutto ai giovani, di farsi conoscere. Quale il tratto principale del suo carattere? L’allegria, che molte volte è confusa per leggerezza. È parte del mio carattere e dell’educazione che ho ricevuto. Mi hanno insegnato a sorridere e a sdrammatizzare i problemi, impegnandomi a trovare sempre una soluzione. Ha un sogno nel cassetto? Vorrei coinvolgere nel mio lavoro i Paesi meno fortunati. Da tempo sostengo diversi progetti, soprattutto nel mondo kid e ho coinvolto anche Oxfam. Con la mia nuova collezione sto lavorando tanto con la Tunisia, a cui mi sono avvicinato dapprima con la voglia di vivere le mie origini e poi trovando interessanti sbocchi professionali. Lì vedo tanti giovani desiderosi di lavorare: mi piacerebbe dare una mano.  ■

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PEOPLE DI ALESSANDRA BIGOTTA

DIMITRA ZAVAKOU/LITTLE POPUP

«PASSIONE E RICERCA, ECCO LA MIA RICETTA PER UNA PIATTAFORMA SUI GENERIS» After an experience in sales, marketing and research and two children, aged 8 and 10, in 2011 Dimitra Zavakou founded Little Popup, a one-of-its-kind concept for childrenswear.

Non un negozio, ma un concept. «O meglio una piattaforma» esordisce Dimitra Zavakou, che dopo aver lavorato nelle vendite e nel marketing ha deciso di dare vita a un progetto tutto suo, con quartier generale a Berlino. «Ho lanciato Little Popup nel 2011, quando i miei due figli Arionas ed Aeneas erano ancora molto piccoli (oggi hanno dieci e otto anni, ndr) ma io sentivo l’esigenza di fare qualcosa di mio anche a livello lavorativo». È nato così un format retail temporary, con una superficie variabile da 70 a 200 metri quadri, focalizzato sui nuovi brand in piccole taglie, ma che estende il campo d'azione a collaborazioni con riviste, fashion agency, blog. «Il nostro è un circolo virtuoso all'insegna della ricerca e della creatività - chiarisce Dimitra - con l'ambizione di diventare uno strumento per fare scelte responsabili e creative in un mondo che va troppo veloce e che deve concentrare l'attenzione non solo sulla moda ma anche sulla sostenibilità, rallentando il passo. Un'impostazione che ci auguriamo di trasmettere alle giovani generazioni». Dimitra collabora con Pitti Bimbo per la sezione The Nest, con una selezione di piccoli brand indipendenti e realtà “in erba” da tenere d’occhio: «Sono stata contattata da Pitti Immagine, che stava monitorando il mio lavoro da qualche tempo. Un incontro da cui è scaturito questo progetto, la cui parola magica è ricerca e dove c’è ricerca, ci siamo anche noi». All’edizione prevista a Firenze dal 21 al 23 giugno salgono alla ribalta realtà come Changuitos (un progetto partito da Bogotà e approdato a Verona), Ciao Coyote sinonimo di limited edition di print e animali per arredare le stanze dei piccoli, Coco Au Lait che coniuga la tradizione spagnola con quella messicana in un trionfo di colori e stampe, i brand 100% made in Italy Giorgia Stella e I Marmottini, Sophia Schneider-Esleben con le sue proposte “slow and eco” e Motomo (ossia Monday to Monday), articoli in tessuto per la casa e il benessere dei bimbo, in materiali biologici, solo per citare alcuni nomi. «A proposito della domanda su cosa cercano i consumatori - conclude Dimitra - ho in mente chiara una risposta: tessuti di alta qualità, produzione equa, estetica e stile».

KUKY

WHO’S THAT GIRL? Behind Kuky, a new brand for teenagers, there is Veronica, 14 years old. But nobody knows who she really is.

Chi meglio di una teenager è in grado di intercettare i gusti e le esigenze delle coetanee? La risposta arriva da Kuky, nuovo marchio made in Italy che, come annunciano dall’ufficio stampa, nasce dalla creatività di una ragazza di 14 anni di cui si conosce solo il nome, Veronica. «Non possiamo rivelare di più - dicono i portavoce di Kuky - se non che per Veronica la moda non è un fatto di dna (i genitori lavorano in altri campi) ma di passione e che la linea, prodotta completamente in Italia, è articolata in circa 600 capi, tutti firmati, numerati e accompagnati da un sigillo di autenticità». Destinata all’e-commerce, Kuky - realizzata insieme a una squadra creativa e organizzativa 100% femminile - punta su un’immagine acqua e sapone, con una particolare attenzione all’ambiente: nei capi, spesso realizzati in cotone organico, abbondano le grafiche, ispirate per esempio al leone come simbolo di coraggio, alla zebra emblema di libertà, alle stelle che rimandano ai concetti di ingenuità e romanticismo. Non mancano capispalla, accessori e borse. È da capire se Veronica esista davvero o se sia frutto di una strategia di marketing: ma in fondo, forse, alle ragazzine che sceglieranno i suoi modelli questo non importerà più di tanto.

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RED CARPET A CURA DI CARLA MERCURIO

A PITTI UOMO

È SEMPRE PIÙ FASHION WEEK Meltin’pot linguistico-culturale per gli eventi speciali in calendario alla rassegna fiorentina, che sempre più avvicina le sue modalità a quelle di una vera e propria fashion week, con sfilate anche in orari mattutini e viavai di navette tra una location e l’altra. È il caso del designer project, Fumito Ganryu, di scena alla Galleria d’arte contemporanea Frittelli, il 13 giugno alle 10, seguito dalla performance di Cos, che per presentare la sua capsule Soma, all’insegna del comfort e del movimento, ha voluto la direzione artistica del coreografo Wayne McGregor. Tra le star delle serate, Paul Surridge per Roberto Cavalli, protagonista alla Certosa di Firenze con l’esordiente collezione maschile, Craig Green, menswear guest designer, sotto i riflettori al Giardino di Boboli e Moncler, con il primo lancio del progetto Genius, ossia la capsule di Hiroshi Fujiwara. Nella girandola di eventi, da ricordare le ricorrenze di Herno (70 anni festeggiati alla Leopolda) e di Lardini, che ha brindato ai 40 anni con un happening in Fortezza, in attesa del big event “in casa” nelle Marche, il prossimo 15 settembre, nientemeno che nello Sferisterio di Macerata. In tema di opening, doppietta di inaugurazioni per Armani in via Tornabuoni e Scervino in via Strozzi, mentre Gucci ha inaugurato due nuove sale nel Gucci Garden Galleria.

Il designer project Fumito Ganryu

La sfilata di Craig Green

Un momento della sfilata di Roberto Cavalli by Paul Surridge

L’evento performance di Cos

ERMENEGILDO ZEGNA

DSQUARED2

A PALAZZO MONDADORI

AMERICANI A MILANO

Sfilata fuori dal consueto tour di location per la collezione Ermenegildo Zegna, disegnata da Alessandro Sartori. Gli spazi monumentali del palazzo Mondadori di Segrate, riscaldati dalla luce del tramonto, hanno fatto da sfondo alla passerella di cemento, sospesa tra due specchi d’acqua, percorsa da look Alessandro Sartori leggeri e giovani, con soluzioni bespoke. con Dev Patel

Sfilata co-ed per Dsquared2, protagonisti in via Orobia con il fashion show dedicato ai combattenti urbani e con evento a seguire a base di popcorn, hot dog e hamburger (authentically American). Tra gli ospiti Esther Acebo, Alexander Pato, Irina Shayk, Matthew Zorpas e, in rappresentanza dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi e Andrea Mariano.

Il front row della sfilata

Paolo Stella e Tamu McPherson

Dean e Dan Caten, con Pato e Danielle Knudson

Lo show di Bed j.w. Ford

Un look dalla passerella di Dsquared2

Irina Shayk

A linguistic-cultural meltin’pot for the special events on schedule at Pitti Uomo, increasingly similar to a fashion week. Among the special guests, Paul Surridge for Roberto Cavalli, Craig Green and Fumito Ganryu. In Milan, an unusual setting for Ermenegildo Zegna fashion show, held at sunset, at Palazzo Mondadori, on a catwalk suspended between two stretches of water, crossed by young looks, with bespoke solutions. A co-ed fashion show for Dsquared2, under the spotlight in via Orobia with a fashion show dedicated to urban fighters and with a follow-up event based on popcorn, hot dogs and hamburgers (authentically American).

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