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Anno 48 | N°08 del 21.06.2017 | quindicinale | € 5,50 | www.fashionmagazine.it

E H I S SI D GL IN EN ION RS VE

Il magazine di news, business e trend

Street

Couture Guardando oltre la Generation Y il mercato bimbo esige una moda easy chic, più contemporanea che mai

Nella foto: Guess Kids


n° 8 21 GIUGNO 2017

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

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l’editoriale

PROTAGONISTI

8 9

BARBARA GENDRE/CWF

«Sempre aperti alle licenze ma il futuro si gioca in casa»

8

neil barrett

«Per divertire, la linea junior sarà un mini-me pop» BUSINESS

12 PITTI BIMBO 85 In Fortezza avanti tutta con il lifestyle In copertina

Guess Kids collezione spring-summer 2018

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14 MIMISOL «Con Fase Uno scrivo un nuovo capitolo» 15 MONNALISA L’ora del “maxi-you”

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n° 8 21 GIUGNO 2017 www.fashionmagazine.it

SOMMARIO

26 21

32 PEOPLE

16 FOREIGN BUYERS «Non solo certezze: a Firenze cerchiamo anche sorprese»

18 IL GUFO «Entro l’anno il primo store in Russia»

17 GIMEL «Numeri già al raddoppio per le nostre new entry»

21 BUYERS’ SURVEY

45 QUIS QUIS

SPRING-SUMMER 2017

DI STEFANO CAVALLERI

Bisogna saper scegliere

18 SIMONETTA Parte l’intesa con Emilio Pucci

26 TRENDS ACCORDING TO SHOWROOMS AND BUYERS L’importante è il giusto mix

46 PORTRAITS/LUCA TACCHETTO «Ho grandi idee che non temono la crisi»

28 3A SPORT Anche in Italia le linee cut for children

49 Fashion people

TREND

32 PREVIEW SPRING-SUMMER 2018 Free to dress 39 BRAND TO WATCH

41 4

41 Kids’ WORLD Happy summer

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44 CAREERS

«Ricomincio da me»

47 Q&A/ GIUSEPPE ZANOTTI «Disegnare scarpe è un gioco infinito»

50 RED CARPET


ilgufo.it


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Il fascino che emana dalla moda bimbo è immutato. La tentazione di creare un mondo magico, fiabesco, curatissimo intorno ai propri figli rimane più forte che mai. Tutte le capacità manifatturiere più avanzate, incluse quelle artigianali, sono concentrate nel Belpaese. Visti i non facili giri di boa del settore negli ultimi anni, la domanda mondiale di premium e luxury kidswear è forse cieca di fronte a tutto ciò? Nient’affatto. Le ultime rilevazioni di Sistema Moda Italia evidenziano una situazione di sostanziale ripresa, con una crescita significativa del comparto nell’ordine del 2,8%, con un volume di fatturato complessivo di 2,76 miliardi di euro nel 2016, ben oltre i livelli pre-crisi di 2,65 miliardi di euro nel 2011. A voler vedere meglio emerge, in realtà, il familiare quadro in chiaroscuro. Mentre la domanda interna langue (-0,2%), l’export continua a correre, cosa che per la verità fa fin dal 2013, avendo fatto registrare un tasso di incremento del 4,4% negli ultimi 12 mesi. Tra i mercati più ricettivi del momento si annoverano gli Emirati Arabi, la Francia, la Gran Bretagna e, a sorpresa, gli Stati Uniti. Anche la Germania mette a segno un’incoraggiante +2,2%. Perché dunque nel comparto non tutti gioiscono? Come mai continuano a circolare voci di sofferenza, anche da parte di realtà di primissimo ordine? La spiegazione sembra, in realtà, essere di disarmante semplicità. Come da tradizione, il mercato bimbo ripete, con le dovute differenze in termini di scala, le note dinamiche della moda da adulto, in particolar modo di quella femminile. Chi si dimostra innovativo e ricettivo nei confronti dei cambiamenti in atto, sia a livello distributivo e tecnologico, sia a livello di stile, vince. Chi rimane fermo, ancorato ai dogmi del passato, perde. Questa distinzione, che sembrerebbe essere di per sé una vera e propria ovvietà, trova invece disarmanti riscontri nella realtà del business di tutti i giorni. Nel nostro consueto sondaggio tra i negozianti della moda bimbo un’importante fetta degli intervistati ribadisce di guardare ai canali digitali, e soprattutto all’e-commerce, con malcelato scetticismo. Gli aspetti tattili del prodotto di fascia elevata e la necessità del dialogo con i clienti nello store fisico emergerebbero come invalicabili limiti oggettivi alla vendita online. Meglio desistere, dunque, anche per evitare noiose rogne con i marchi fornitori. Nella fattispecie si tratta della stessa fotografia emersa dai nostri sondaggi nel mondo adulto fino a tre/quattro anni fa. Tutti sappiamo che la realtà, da allora, è fondamentalmente cambiata. Ad oggi i più bravi retailer italiani del mondo adulto stanno cavalcando l’e-commerce a tutto spiano, sia per soddisfare le esigenze del mercato locale, sia per approdare con clamoroso successo direttamente nei Paesi esteri più promettenti. La via da percorrere, dunque, è segnata. È ardua e tutt’altro che semplice. Ma di alternative, in giro, non se ne vedono. Ben vengano allora le numerose opportunità di aggiornamento che il mercato offre.

L’EDITORIALE

Small Is Beautiful The Italian kidswear sector is continuing to grow on the global stage. Difficulties on the home market are more than offset by consistent growth abroad and overseas. Nonetheless, the need to innovate is stronger than ever for everybody on the market. Only the brave survive. And only the truly flexible prosper.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

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INTERVIEW

PROTAGONISTI 01/BARBARA GENDRE (CWF )

«SEMPRE APERTI ALLE LICENZE MA IL FUTURO SI GIOCA IN CASA»

1. Un look Carrément Beau, marchio di proprietà di Cwf 2. Timberland è una delle licenze che hanno performato meglio 3. Un look firmato Dkny

L’arrivo sul mercato della collezione in licenza con Givenchy non distoglie il gruppo Cwf dal progetto di potenziare gli house brand attravero opening dedicati. Billieblush è tra i best seller DI ANDREA BIGOZZI

Expanding its home brands universe with some new openings in the next months, Cwf is also set to launch on the market the new kids collection by Givenchy and is ready for new deals.

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A

nche se il progetto del momento è proprio una licenza, quella con Givenchy (collezione in arrivo nei negozi a fine luglio), Cwf prosegue il suo cammino sulla strada dell’emancipazione dal business legato esclusivamente alla produzione e distribuzione di marchi terzi, per affermarsi sul mercato con i brand di proprietà. I risultati di questa strategia sono già a portata di mano: tra le collezioni più vendute compare ormai regolarmente (al fianco di colossi come Boss e Timberland) anche uno dei tre home brand, Billieblush. «Svilupperemo il retail concept dedicato unicamente alle etichette in-house, ma non smetteremo di cercare nuovi deal con le aziende», racconta Barbara Gendre, marketing e communication manager del gruppo. Come sta andando il 2017? Quali i mercati da cui vi aspettate di più? Le previsioni sono positive, anche se al momento è ancora difficile quantificarle in termini percentuali. La crescita viene (e verrà) da Cina, Middle East e Usa, a compensare l’andamento in Europa, mercato in generale più complicato in questo momento.

primavera-estate 2017 e, stando ai primi esiti della campagna vendita, promette molto bene anche la p/e 2018. I buyer apprezzano il “mini-me”. Anche Zadig & Voltaire ci sta dando soddisfazioni, soprattutto in Europa e nei mercati in cui è forte anche nell’adulto.

LA CRESCITA ARRIVERÀ DA CINA, MIDDLE EAST E DAGLI USA E COMPENSERÀ L’EUROPA

Il vostro portafoglio brand è praticamente sterminato, spaziando dalle griffe all’outwear. Quali sono i marchi che stanno andando meglio? I brand più forti sono Boss, Timberland e Billieblush, in termini globali di turnover e numero di punti vendita. Chloé sta registrando buoni risulatati per quanto riguarda il sell out della collezione

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Barbara Gendre Cwf-Children Worldwide Fashion

Come sta procedendo il vostro progetto retail Kids Around? Ci sono nuove aperture in cantiere? Dall’ultima edizione di Pitti Bimbo ad oggi abbiamo aperto a Seoul, Teheran, Jeddah, Al Khobar e Los Angeles. Nei prossimi mesi abbiamo in programma nuovi opening Kids Around in Gran Bretagna, Francia e - con partner locali - a Shanghai e Dakar. Contemporaneamente continuiamo a sviluppare gli opening dell’altro nostro retail concept BilliesMarket, dedicato ai marchi in-house Billieblush e Billybandit. Con BilliesMarket abbiamo in cantiere tre aperture in Uk e una in Cina.

Con Givenchy applicate al mondo del bimbo il concetto di lusso selettivo. Come sarà il lancio della collezione? In Italia apriremo un pop up store alla Rinascente, per un mese, da metà settembre. La distribuzione coinvolgerà solo i top retailers. Sul piano internazionale abbiamo in programma shop-in-shop dedicati presso Harrods, Galeries Lafayette Paris Hausmann e Level Kids a Dubai. Dopo Givenchy ci sono nuove licenze in arrivo? Al momento nessun nuovo annuncio, ma siamo 24 ore su 24 al lavoro su questo fronte.  ■


PROTAGONISTI 02/ NEIL BARRETT

«PER DIVERTIRE LA LINEA JUNIOR SARÀ UN MINI-ME POP» Lo stilista inglese, che nel 2000 aveva debuttato con il suo marchio sfilando a a Pitti, torna a Firenze per presentare la nuova linea bimbo, realizzata in collaborazione con Daddato.

Il motivo “thunderbolt”, sinonimo della collezione per l’adulto, è uno dei temi centrali della nuova collezione junior di Neil Barrett

DI ANDREA BIGOZZI

The British designer, who in 2000 made his debut with his own brand at Pitti with a fashion show, returns to Florence to present his new junior line, produced in collaboration with Daddato.

Q

uesto è un momento di grande effervescenza per Neil Barrett. Solo pochi giorni fa il marchio che fa capo al designer inglese ha tenuto a battesimo con la sua sfilata uomo e donna la nuova sede milanese nell’ex Palazzo dell’Enel di via Ceresio 7. Inaugurazione che non ha distolto lo stilista dalla sua priorità del momento: esplorare nuovi segmenti di offerta. Così dopo il debutto a fine 2016 di Blackbarrett, la line-extension destinata al fitness, ora è la volta dell’esordio nel kidswear, con una collezione realizzata in collaborazione con Manifatture Daddato. Per questo esordio Neil Barrett ha scelto Pitti Bimbo, proprio come aveva fatto nel 2000, quando la sua linea uomo era stata lanciata sul mercato con una sfilata a Firenze. Com’è la sua collezione per i più piccoli, che esordisce in Fortezza da Basso? Per il momento ci rivolgiamo unicamente al ragazzino, con un’età compresa tra i 4 e i 14 anni. Il menswear è il mio punto di forza e mi è sembrato naturale cominciare con una proposta che esprimesse appieno il mio mondo. È una collezione pensata

per un bambino urbano e dinamico, curioso ed esigente, che fin da piccolo vuole esprimersi anche attraverso l’abbigliamento.

L’INGRESSO NEL KIDSWEAR RIBADISCE LA VOLONTÀ DI AMPLIARE L’OFFERTA DEL MARCHIO

all’universo dei bambini. La sfida è stata reinterpretare i codici stilistici del brand e renderli maggiormente accessibili: mi sono imposto di creare capi immediati, spiritosi e desiderabili.

Esiste un capo simbolo della collezione? Il motivo “ thunderbolt”, che Perché ha sentito nel tempo è diventato sinonil’esigenza di investire in mo del brand, è certamente uno Neil Barrett questo settore? dei temi centrali. Lo abbiamo Il lancio del kidswear rienreinterpretato in colori vivaci, tra nel progetto di espanaccentuandone lo spirito cartoon e restisione dell’universo del brand avviato tuendogli la sua valenza pop. già da qualche tempo. È cominciato con l’introduzione di una capsule di skiwear Chi si occupa della produzione ed è proseguito con la presentazione di e della distribuzione? Blackbarrett nel mercato internazionale. Il kidswear nasce dalla collaborazione Diciamo che l’ingresso nel settore under con Manifatture Daddato. Per questo pro14 è un ulteriore passo ed esprime la vogetto ho scelto un partner che condivideslontà di ampliare sempre di più l’offerta se appieno i miei valori. Daddato è un’aed esplorare nuovi segmenti. zienda con un profondo know-how e una lunga esperienza nel mondo del bambino. La linea junior potrà essere definita Ho visto in loro la capacità di interpretare “mini-me” o ci sarà dell’altro? agilmente il mercato e individuare nuove La primavera/estate con la quale debuttendenze, unitamente ad una straordinatiamo è fortemente influenzata dal mio ria attenzione per qualità e manifattura. lavoro nell’uomo e, in un certo senso, è Con loro la linea avrà una distribuzione un’estensione dello stesso pensiero. Tutti globale, attraverso canali multibrand e i capisaldi del guardaroba Neil Barrett sadepartment store. Ovviamente, sarà preranno presenti - ma rivisitati per adattarsi sente anche in alcuni dei monomarca. ■

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questa che ha consentito di superare il miliardo di euro. Lo scorso anno l’incidenza media delle vendite oltreconfine sul giro d’affari sale, pertanto, al 37,7%. Rispetto al 2011 tale

NEWSquota ha guadagnato 6,4 punti percentuali. Parallelamente, le importazioni dall’estero, a cura come di ELISABETTA FABBRI parte la maggior

dei comparti dell’Abbigliamento, a seguito di un biennio di

incrementi vivaci, frenano al -0,6%. Tabella 1 – L’industria italiana dell’abbigliamento Junior (2011-2016)(1) (Milioni di Euro correnti)

L’industria italiana dell’abbigliamento junior

Fatturato

2011

2012

2013

2014

2015

2016

2 648

2 631

2 580

2 642

2 688

2 763

-0,6

-1,9

2,4

1,7

2,8

1 115

1 113

1 029

980

977

6,5

-0,1

-7,6

-4,7

-0,3

845

879

947

997

1 041

1,9

4,1

7,7

5,3

4,4

1 701

1 580

1 520

1 675

1 787

1 777

-7,1

-3,8

10,2

6,7

-0,6

-871

-736

-641

-728

-790

-735

4 770

4 600

4 360

4 270

4 242

4 231

-3,6

-5,2

-2,1

-0,7

-0,2

32,1 55,0

34,1 55,8

35,8 62,8

37,1 67,4

37,7 67,2

Var. % Valore della produzione

1 047

Var. % Esportazioni

829

Var. % Importazioni Var. % Saldo commerciale Consumi finali Var. % Indicatori Strutturali (%) Esportazioni/Fatturato Importazioni/Consumi alla prod.

31,3 57,0

Fonte: SMI su dati ISTAT, Sita Ricerca, Indagini interne e tessuto 0-14 anni, intimo ed accessoriValori (*) Abbigliamento ragazzo/a in maglia inclusi in milioni di euro

Fonte: SMI su dati ISTAT, Sita Ricerca, Indagini interne

industria italiana del childrenswear

Il fatturato 2016 supera i 2,7 miliardi di euro. 2017 stabiliMaggio i consumi delle famiglie italiane Italian childrenswear 2016 turnover estimated by Smi-Sistema Moda Italia increased 2,8% to €2.76 billion. Export was up 4,4% to €1 billion and import decreased by 0,6% to €1.77 billion. Kidswear domestic consumption has stabilised at around €4.2 billion. Crescita più accelerata per l’industria italiana dell’abbigliamento junior, segmento che nelle analisi del Centro Studi Smi-Sistema Moda Italia comprende l’abbigliamento per il target 0-14 anni in tessuto e in maglia, inclusi intimo e accessori. Il fatturato del 2016 ha raggiunto i 2,76 miliardi di euro, in aumento del 2,8% rispetto al 2015 (quando era era cresciuto dell’1,7%). «La moda infantile - commentano i ricercatori - ha beneficiato del favore in ambito internazionale ma anche del fronte interno, a tutt’oggi il mercato preponderante, dove si è registrata una dinamica soddisfacente, tra le migliori nel panorama del tessile-abbigliamento». Il 2016 risente positivamente dell’incremento delle esportazioni, anche se da un confronto con il 2014 si nota un progressivo rallentamento. Le vendite all’estero hanno superato il miliardo di euro (+4,4% rispetto al 2015), arrivando al 37,7 % dei ricavi globali (erano il 31,3% nel 2011). Con le importazioni diminuite dello 0,6% a 1,77 miliardi, il disavanzo commerciale del settore si riduce passando dai 790 milioni del 2015 ai 735 milioni del 2016 (era a 871 milioni nel 2011). Volendo esaminare i mercati di destinazione, ci si deve accontentare dell’abbigliamento per neonati (l’unico settore per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza): un target che lo scorso anno ha registrato una crescita dell’export del 4,9%, a fronte di un -1,7% dell’import. La Spagna è il primo buyer estero di abbigliamento per i bébé ma presenta un decremento del 5,6% (in controtendenza rispetto al dato medio di comparto). Tra gli altri clienti top, il Regno Unito cresce del 16%, la Germania del 2%, la Francia del 14,7%. Fuori dall’Europa spiccano gli Stati Uniti (+29,4%) e gli Emirati Arabi (+4,0%). La Russia è retrocessa a sesto mercato di sbocco (dal primo posto occupato fra il 2010 e il 2014) con una performance negativa ma in decelerazione (-5,2%). L’Italia, invece, importa abbigliamento bébé soprattutto da Francia (+14,4%), Spagna (+14,9%) e Bangladesh (+8,4%), molto meno dalla Cina (-18,7%). Anche se con valori assoluti più modesti, rispetto a quelli dei precedenti Paesi fornitori, crescono significativamente Turchia (+45,2%), Romania (+28,4%) e Germania (+18,2%). In base alle rilevazioni svolte da Sita Ricerca per conto di Smi, i consumi di abbigliamento junior delle famiglie italiane si stanno stabilizzando (-0,2% nel 2016, dopo il -0,7% del 2015), probabilmente perché il segmento è più al riparo di altri del fashion da fattori congiunturali, vede un maggiore coinvolgimento emotivo dell’acquirente e dipende da necessità funzionali, legate al più breve ciclo di vita del prodotto. Sotto il profilo merceologico il comparto “bambino” è rimasto in area negativa, registrando un -0,9%, mentre la bambina (46,4% della domanda italiana di childrenswear) ha registrato un +0,2%. Stabile il neonato.

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chez lanvin possibile aumento delle perdite

Reuters claims French fashion house Lanvin should increase loses from €18,3 to €27 million. Bouchra Jarrar’s designs have not been well received. Il nuovo corso di Lanvin sotto la direzione creativa di Bouchra Jarrar (succeduta ad Alber Elbaz nel marzo 2016) non starebbe dando i risultati sperati. Secondo l’agenzia Reuters, la maison francese potrebbe chiudere il 2017 con 27 milioni di euro di perdite, dal rosso di 18,3 milioni del 2016 (nel 2015 gli utili ammontavano a 6,3 milioni). Lo scorso anno i ricavi sarebbero diminuiti del 23% a 162 milioni di euro. Si dice che l’azionista di controllo, la 75enne cinese Shaw-Lan Wang, magante dei media con base a Taiwan, da anni freni gli investimenti nel brand.

Inditex: +18% gli utili del quarter ma margini piatti

Inditex has unveiled an 18% jump in net profits to €654 million for the first quarter, but margin was up slightly, from 58.1% a year ago to 58.2%. Nel primo trimestre fiscale i ricavi di Inditex - proprietario di marchi come Zara, Massimo Dutti, Pull&Bear e Oysho - sono saliti del 14% a 5,6 miliardi di euro. L’ebit è aumentato a 834 milioni (+18%), portando i profitti 1a 654 milioni (+18%), in linea con le previsioni degli analisti, che avevano stimato ricavi a 5,52 miliardi. Modesta, invece, la crescita del margine lordo, dal 58,1% al 58,2%: secondo alcuni analisti dimostra le difficoltà a tenere testa a competitor come H&M. Il gruppo spagnolo ha annunciato 150 milioni di euro di investimenti per la realizzazione di due nuovi hub logistici, rispettivamente in Olanda e in Galizia.

Nordstrom: la famiglia pensa al delisting

Members of the Nordstrom family are exploring the possibility to acquire 100% of the outstanding shares of the luxury department stores. La famiglia Nordstrom, che dà il nome alla nota insegna americana, ha intenzione di rilevare tutte le azioni del gruppo in circolazione. Nelle stime del Wall Street Journal, che includono un premio per il takeover e il debito, il deal vale 10 miliardi di dollari. Un chiaro segnale di fiducia nel business, specie se si tiene conto che note catene Usa stanno chiudendo centinaia di negozi e che molti investitori vedono per i department store americani un futuro tutt’altro che roseo. Rispetto ad altri retailer come Macy’s, J.C. Penny e Sears Holding, Nordstrom ha il vantaggio di essere focalizzato sul lusso e di avere una rete più contenuta: 120 store full-line e 215 off-price (che stanno contrastando il calo di vendite negli store full-price).


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PITTI BIMBO 85

A FIRENZE

IN FORTEZZA AVANTI TUTTA CON IL LIFESTYLE Sempre più internazionale, sempre più ricco di eventi e attento allo scouting di marchi inediti: Pitti Bimbo ribadisce la propria vocazione di piattaforma per la moda e il lifestyle del bambino con l’edizione in calendario dal 22 al 24 giugno. Spazio anche per i big, con tanti debutti e rientri DI CARLA MERCURIO

Pitti Bimbo reaffirms its vocation of international platform for fashion and lifestyle in the universe of childrenswear, with the edition on schedule from June 22 to 24 : more and more international names, new brands and areas ad a new twist to the show. Without forgetting the big names.

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empre più internazionale, sempre più ricco di eventi e attento allo scouting di marchi inediti: Pitti Bimbo ribadisce la propria vocazione di piattaforma per la moda e il lifestyle del bambino con l’edizione allo start il 22 giugno. «Una rassegna in movimento, anche più di Pitti Uomo», come l’ha definata Agostino Poletto, vice direttore generale di Pitti Immagine, in un momento in cui il childrenswear cerca nuovi format per agganciare un mercato in profonda trasformazione. «I buyer - spiega Poletto - hanno il bisogno e l’esigenza di sorprendersi, avere sollecitazioni. Noi siamo in grado di offrire ciò che cercano, puntando su mondi autonomi ma in sinergia». Ecco spiegata la cura sempre più attenta nella selezione dei brand: 538 in totale, in crescita rispetto ai 498 di un anno fa, di cui il 60% in arrivo da oltrefrontiera, pari a 332 label. «Uno sguardo completo sulla realtà del bambino - fa notare Giuliana Parabiago, pr & marketing consultant di Pitti Immagine - perché Pitti non è una gruccia su cui appendere abiti, ma un luogo dove esprimere e far crescere concetti». Concetti che si traducono in format inediti. Come nel caso del progetto The Nest, lanciato lo scorso gennaio e destinato ai brand indipendenti, selezionati da Pitti insieme

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al concept lab berlinese Little Popup: da Aamcevoykidswear a Kiboro, da Kokori a Mimi & Lula, da Once a Plume e Unsigned. O come la collaborazione con la Bologna Children’s Book Fair, con lo spazio Off The Page...And In The World Of Fashion, che presenta una squadra di 21 illustratori, selezionati tra oltre 100 nel mondo, protagonisti con le loro opere all’interno dello spazio. Un universo variegato e variopinto in cui anche gli accessori, insieme a design, arredo e tecnologia, hanno un ruolo importante, con la seconda edizione di Fancy Room, close up su oggetti “utili e futili”, che porta alla ribalta nomi come 03 Zerotre, Bambam, Inglesina e Watchitude. Gli argomenti e gli spunti sono davvero tanti e dimostrano la volontà di superare la dimensione di fiera di abbigliamento infantile per proporsi come incubatore di idee vitali per il settore. Si veda alla voce Pitti Editorials, i due grandi wall al piano inferiore del padiglione centrale, che presentano una ricerca di oggetti e accessori speciali ispirati ai temi Food Flair (con accessori per la tavola, oggetti di design ispirati all’infanzia e tante proposte curiose) e Happy Camp, ossia l’outdoor in tutte le sue sfaccettature. Mentre prendono quota KidzFizz, il concept lab al Padiglione Me-

dici e agli Archivi dedicato alle collezioni più sperimentali - con new entry quali Cavalier, Petit by Sofie Schnoor, Tuchinda e Sissonne - e Apartment, fulcro del luxury, che vede l’ingresso di Little Creative Factory, Amelie et Sophie, Nicolia e Tambere, solo per citare alcuni nomi. NON SOLO SCOUTING: ANCHE I BIG ALLA RASSEGNA Accanto al lavoro di scouting, la kermesse offre come sempre uno spaccato di quelli che sono i nomi di punta del settore. Lo confermano gli highlight dell’appuntamento di giugno, fra cui spiccano importanti novità dal punto di vista della moda: il debutto di Neil Barrett e quello di Roberto Cavalli Junior con la nuova produzione


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ROBERTO CAVALLI

NUOVO CORSO PER IL JUNIOR Roberto Cavalli chooses Pitti Uomo for the relaunch of the Junior collection.

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1. Un piccola visitatrice a Pitti Binbo 2 . L’immagine che accompagna questa edizione del salone fiorentino 3 . Una creazione di Macarena Bilbao 4 . La linea Wahou by La Chaise Longue 5 . Uno schiaccianoci di Suck Uk (distribuito da Trading Group)

Roberto Cavalli sceglie l’edizione 85 di Pitti Bimbo per rilanciare la linea Junior. Nata nel 2000, la label è tornata a essere sviluppata internamente e distribuita direttamente dalla maison. L’azienda traduce lo spirito glamourous della griffe in un universo bimbo in cui dominano i colori, le stampe floreali e le grafiche animalier come leopardo, tigre e giraffa. «Firenze è l’origine di questo brand italiano e il dna di Roberto Cavalli riflette lo scenario artistico e l’energia del lifestyle fiorentino - ha spiegato Gian Giacomo Ferraris, ceo del gruppo -. Penso non ci sia occasione migliore di Pitti Bimbo per celebrare la nuova collezione Junior». La label allestisce un popup nel cuore della Fortezza da Basso, ma l’intera collezione sarà mostrata a stampa e buyer nel corso di un evento il 23 giugno presso le Serre Torrigiani.

INGLESINA

DEBUTTO IN VERSIONE NEW DENIM 5

in-house - presentato in Fortezza all’interno del pop up Baroque Leopard ma anche alle Serre Torrigiani -, il nuovo corso del kidswear di Stella Jean insieme a UcwUnique Children Wear, un cambio di location per Herno, che si sposta al piano inferiore del Padiglione Centrale, la prima volta alla kermesse di Tommy Hilfiger, il rientro di Scotch & Soda e de I Pinco Pallino, label acquisita da Little Star Brands. E ancora, riflettori puntati su Joshua Sanders, su Bon Ton al centro di uno spazio ampliato, sul French style di Bensimon ma anche sul mood newyorkese di SemSem, fino al comeback del mini-me di Giuseppe Zanotti, Giuseppe Junior, nel contesto di un potenziamento a Pitti Bimbo dell’offerta generale di calzature. Confermati inoltre i

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due progetti nati da un’idea di Alessandro Enriquez: Kid’s Evolution, con i designer “per grandi” che si cimentano nelle piccole taglie (sotto i riflettori Bad Deal, Cor Sine Labe Doli, Little Shilpa, Minismalls by Malone Souliers, Riccardo Comi e The Dots), e Fashion Comics: un’iniziativa nella quale i marchi per baby, kid e teen si mettono in gioco, creando alcune capsule ispirate agli “orsetti del cuore”. E mentre la rassegna è in corso, gli organizzatori pensano già alla prossima edizione. A tal proposito un osservato speciale è Sport Generation, regno dello sportswear e dell’activewear, che non è escluso riservi sorprese interessanti a gennaio 2018, quando uno degli hot topic di Pitti Bimbo sarà proprio lo sport. ■

Inglesina makes its debut at Pitti Bimbo in the Fancy Room area. Inglesina sceglie la sezione Fancy Room per il debutto a Pitti Bimbo. Sotto i riflettori una serie di prodotti best seller, che l’azienda presenta nella versione “new denim”: il passeggino Zippi Light, che si apre e si chiude con una sola mano, e il sistema trio Trilogy City. Proposte al centro di un’installazione home-design, a cura dell’illustratrice Maria Sole Macchia. Non manca uno sguardo al design, con i seggiolini da tavolo Fast, coprotagonisti di questo esordio. In calendario, per stampa e buyer, una merenda in stand il 22 giugno.

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PITTI BIMBO 85 PAGINE A CURA DI ALESSANDRA BIGOTTA

MIMISOL

«CON FASE UNO APRO UN NUOVO CAPITOLO» Imelde Bronzieri opens a new chapter for MiMiSol with Fase Uno, which acquired the iconic childrenswear brand. L’evento che MiMiSol organizza il 22 giugno nel suo stand a Pitti Bimbo non è un appuntamento qualsiasi. Ad accogliere giornalisti e buyer non c’è solo l’artefice e anima del marchio, Imelde Bronzieri (nella foto), ma anche Francesco e Patrizia Sbiroli, giovani titolari di Fase Uno. L’azienda di Putignano - che ha al proprio attivo la collezione ValMax ed è forte di una storia di oltre 50 anni - ha acquisito il brand, con la prospettiva di

lavorare insieme alla fondatrice per farlo crescere. «Ho scelto una realtà pugliese - spiega la stilista e imprenditrice - perché qui esistono ancora maestranze capaci di realizzare il vero made in Italy». Un punto fermo per costruire progetti ambiziosi: dal potenziamento del wholesale a nuovi monomarca (attualmente sono 12, l’ultimo dei quali al Petrovsky Passage di Mosca), in un’ottica di espansione internazionale. La collezione primavera-estate 2018 è la quintessenza della filosofia di Imelde, convinta che il futuro stia «nella qualità a 360 gradi e non nella barbarie degli

acquisti senza senso» e che sia importante «dare significato persino a una T-shirt». Una delle sue fonti di ispirazione è l’“atelier permanente”, come lo chiama, fatto di figli, nipoti e amici dei nipoti. I materiali ricercati, le forme moderne, i dettagli sono il filo conduttore di abiti ricercati ma ideali per i bimbi digitali, tra cui quello in tessuto 3D, che è stato esposto al V&A Museum of Childhood di Londra. Continua la collaborazione con Mauro Balletti, artista e fotografo, mentre cambia il logo, ridisegnato da Giovanni Cavalleri insieme alla calligrafa Gabriela Hess.

DOUUOD KIDS

SI AFFIDA A MAFRAT E CONFERMA CON GIA

MINICONF

LE SFIDE PASSANO DAL WEB After the launch of iDO’s e-commerce, it’s the turn of Sarabanda, with a goal: to invest online to strengthen also offline business. Omnicanalità, non solo e-commerce: in Miniconf precisano che il progetto partito con il brand iDO a marzo - e completato con Sarabanda il prossimo settembre - va oltre la vendita online. «La rete distributiva - dicono - deve essere parte attiva della promozione del nostro nuovo sito, uno strumento utile per aumentare lo store traffic». Questo grazie a servizi come il click & collect anche nei multimarca aderenti all’iniziativa, la cui clientela viene fidelizzata con incentivi come la fidelity card o la possibilità di entrare nel Sarabanda Club. Da segnalare il restyling del blog Sarabanda, con interventi di mamme influencer e attenzione ai lifestyle. Miniconf è artefice anche di PartnerLab, piattaforma B2B condivisa con i partner commerciali, per cui è in arrivo la versione mobile. Intanto cresce il network retail: dopo l’opening di iDO, 120 metri quadri nel Centro Commerciale Carrefour di Vercelli (nella foto), a giugno Sarabanda ha aperto una boutique nel centro di Parma e iDO a Sondrio, presso Iperal Le Torri.

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Douuod Kids has signed a licensing agreement with Mafrat for the manufacture and distribution of its childrenswear. For kids’ shoes the collaboration with Gia Couture goes on. La collezione primavera-estate 2018, di scena a Pitti Bimbo, sancisce l’avvio ufficiale della partnership tra Douuod Kids e Mafrat, che produrrà e distribuirà questa linea di childrenswear a livello mondiale, grazie alla firma di un accordo pluriennale. L’intesa prevede la realizzazione di due collezioni di abbigliamento neonato, bimbo e bimba all’anno, con l’obiettivo di ampliare l’offerta, in modo da andare incontro alle esigenze di una clientela sempre più informata e multisfaccettata, alle prese con cambiamenti epocali. Una delle tante priorità sarà la presenza internazionale, a cominciare da mercati quali Medio Oriente e Russia. Ma per il marchio che fa capo a Elisabetta Mambelli (nella foto) le novità non si esauriscono con il new deal con l’azienda pugliese. Sul fronte delle calzature, forte di un incremento di fatturato del 7,8%, proseguirà il co-branding con Gia Couture: a occuparsi della distribuzione di questa linea sarà anche per (an.bi.) la prossima stagione Zucchero e Scimmie.

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MONNALISA

L’ORA DEL “MAXI YOU” A new “mini me” capsule and retail projects worldwide for the brand, whose goal are revenues of € 47 million. Anche Monnalisa si lancia nel “mini me”, che in azienda preferiscono chiamare “maxi you”, con Monnalisa Forever: 12 outfit e due capispalla per l’estate 2018, con una vestibilità adatta a mamme e figlie. Intanto investe nella distribuzione - compreso l’omnichannel -, con l’obiettivo di raggiungere ricavi per 47 milioni nel 2017. Un fronte caldo è il travel retail, con i pop up negli aeroporti di Francoforte e Napoli, ma progetti riguardano anche i department store, con i debutti nelle Galeries Lafayette della Costa Azzurra (Marsiglia, Nizza e Cap 3000) e un restyling del corner da Harrods. A Londra è al via una showroom in zona Kensington. In Medio Oriente, da segnalare un nuovo monomarca in Qatar, presso Salam all’interno di Doha Festival City e uno shop in shop da Abc nel Verdun Mall di Beirut. Nella città caucasica di Stavropol apre a luglio uno shop di 70 metri quadri. A Hong Kong, dopo il monobrand di Harbour City, arriva uno spazio a Lee Gardens II, che sottolinea la centralità di Asia e Cina per il brand, di scena sia a Pitti, sia la sera del 22 giugno al Giardino Corsini: qui, oltre a 12 negozi diretti, è attivo l’e-shop www.e-monnalisa.cn (nella foto, Monnalisa Couture, inverno 2017/2018).

GRUPPO CASILLO

LA SVOLTA È COMPLETA At the center of a big evolution, Gruppo Casillo has a special place at Pitti Bimbo. Il 2017 è un anno di svolta per il Gruppo Casillo, all’insegna della conversione di quasi tutti i marchi dal pronto moda al programmato. «Per la prima volta - spiega Carlo Canelli, consulente alla direzione generale - siamo a Pitti con un unico stand di 165 metri quadri, dove trovano spazio i brand Y-clu’, Gaialuna (nella foto, un rendering), Ronnie Kay e la licenza bimbo di Jeckerson». Un ambiente ecosostenibile, interattivo e goloso, vista la collaborazione con il Magnum Store di Firenze. Special guest, Claudia Galanti con i figli. «Se la linea bimba bon ton Gaialuna vive ora il passaggio al programmato - informa Canelli - il maschio chic-elegante di Ronnie Kay ha superato il rodaggio dopo un restyling. Del resto, era nato già con questa formula». Y-clu’, che ha aperto la strada al programmato, «è al quarto anno, con incrementi costanti di vendita». Quanto a Jeckerson, «lavorando con la casa madre i risultati sono ottimi». Il gruppo conta su 2.500 clienti: l’80% è in Italia, «ma raddoppieremo l’estero in tre anni, spingendoci fino in Cina». Nel nostro Paese prosegue l’intesa con Coin, con cinque punti vendita attivi e altrettanti in arrivo. E se nel 2016 i ricavi hanno segnato un +18%, «anche nel 2017 siamo “costretti” a crescere. Da 30 anni sul mercato, vogliamo restarci almeno per altri 30».

LITTLE STAR BRANDS E I PINCO PALLINO

IL GIGANTE E IL BAMBINO During Pitti Bimbo in Florence, the Italian brand I Pinco Pallino introduces its parent company Little Star Brands. A leading kidswear & childrencare player in China but still little known in Europe, is planning international projects. È uno dei più grandi distributori di moda junior in Cina, ma in Italia è ancora poco noto e per questo ha deciso di sfruttare la popolarità di uno dei suoi house brand, I Pinco Pallino, per farsi conoscere, in vista dello sbarco in Europa. Si tratta di Little Star Brands Group, che fa capo a Gao Feng, manager che in passato ha ricoperto la carica di presidente di Bottega Veneta in Cina e che per la prima volta sarà a fianco de I Pinco Pallino a questa edizione di Pitti Bimbo. Lo stand e la sfilata in Fortezza da Basso - il 23 giugno alla Sala della Ronda - non hanno solo il compito di presentare la collezione Spring-summer 2018 del marchio, ma anche quello di raccontare agli addetti ai lavori chi è Little Star Brands Group: una realtà che ha oltre 50 brand in portfolio, tra cui quelli di proprietà come Yeehoo e Peekaboo (con posizionamento inferiore a I Pinco Pallino), nonché licenze distributive per la Cina con Stokke, Silver Cross e Boori. In Cina il gruppo conta 1.100 punti vendita (di cui 500 dos e i restanti in franchising) e l’approdo a Firenze lascia intendere l’intenzione di esportare in Europa un format fatto non solo di abbigliamento 0-14 anni ma anche di accessori per l’infanzia e prodotti per la cura dei piccoli.(an.bi.)

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BUYER stranierI

«non solo certezze: a firenze cerchiamo anche sorprese» Mentre l’export di kidswear italiano cresce di oltre il 4% e aumentano le operazioni di incoming di compratori esteri da parte di Pitti insieme a Mise e Agenzia Ice, la parola va a tre buyer da Russia, Libano e Gran Bretagna di Angela tovazzi

While Italian kidswear’s exports are growing (+4%) and Pitti invests with Agenzia Ice and the government on foreign buyers’ presence at the fair, three buyers from Russia, Lebanon and UK reveal their projects, favourite brands and expectations at the eve of Pitti Bimbo.

JANE BUGREEVA TSUM - russia

«Budget in aumento e voglia di nuovo» Quali sono i brand di kidswear best seller per la primavera-estate 2017 all’interno di Tsum? Tra gli altri i marchi in piccole taglie di Dolce&Gabbana, Ralph Lauren, Gucci, Dsquared2, Burberry. I trend vincenti per il childrenswear in questo momento in Russia? Il mini-me, lo sport chic, il militare, il patchwork alla Gucci e le intramontabili stampe floreali. Che cosa si aspetta di trovare questa stagione a Pitti Bimbo? Oltre a rivedere con piacere amici e fornitori, a Firenze spero di assistere a fantastici fashion show e naturalmente di scoprire qualcosa di nuovo e interessante, dalle prime collezioni kidswear dei brand più affermati a prodotti straordinari realizzato da marchi sconosciuti, in grado di sorprendere i clienti del nostro department store.

ROBERTA TOMASSETTI Childsplay Clothing - uk

«mini-me e made in Italy sono al top» All Italian brands, says Tomassetti, have a natural elegance and a style that is difficult to find elsewhere. Head buyer da Childsplay Clothing a Londra, Roberta Tomassetti è ottimista sul futuro del segmento bimbo: «Il settore sta crescendo rapidamente e sempre più consumatori sono disposti a spendere di più per avere un abbigliamento di qualità». A livello di tendenze, i must-have per

I budget per la primavera-estate 2018 sono in crescita, stabili o in diminuzione? Fortunatamente il segmento bambino sta crescendo, con nuovi corner e location: di conseguenza aumenteranno anche i budget.

KOHARIG BASMADJIAN AÏSHTI - Libano

«il casual style non tradisce mai» Quali i marchi best seller in questo momento per il bambino? Little Marc Jacobs, Stella McCartney, Diesel e Burberry. Cosa mette d’accordo gli under 14 libanesi e le loro mamme? L’easy-casual, realizzato con materiali leggeri. Pitti Bimbo: cosa deve offrire innanzitutto? Nuovi brand, nuovi stili: novità su tutta la linea. Quali le sue decisioni sui budget per la primavera-estate 2018? Dipenderà dalle performance dei singoli brand.

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la prossima primavera-estate saranno «stampe floreali e colori pastello per le ragazze, T-shirt stampate e applicazioni all-over per i ragazzi». Più in generale, come osserva Tomassetti, il mercato sta sposando sempre di più il mini-me style: «Tutto ciò che è cool per i grandi, è un must per i più piccoli». A contare è anche il nome italiano: «La maggior parte dei nostri ordini proviene sempre dall’Italia. Tutti i marchi made in Italy hanno un’eleganza naturale e uno stile che è difficile trovare altrove».


gimel

«numeri giÀ al raddoppio per le nostre new entry» Alberto Dalena talks about the new challenges of Gimel, first of all Dondup and Elisabetta Franchi children’s collections, ready to make their debut on the market in Fall-winter 2017/2018. Guarda al 2017 con ottimismo Alberto Dalena, patron della realtà pugliese Gimel, che da oltre 40 anni sviluppa, realizza e commercializza collezioni di moda infantile con il marchio proprio Fefé, ma anche in sinergia con brand come Tagliatore, Alviero Martini 1a Classe, Gaëlle Paris e, a partire dall’autunnoinverno 2017/2018, Dondup ed Elisabetta Franchi La Mia Bambina, quest’ultima presente negli stand di Pitti Bimbo con le proposte primavera-estate 2018. «Rispetto alla stagione d’esordio, le due new entry in portafoglio hanno già raddoppiato i numeri - spiega Dalena -. Un risultato importante proveniente dal trade, che ha riconosciuto il nostro vero made in Italy». Tanto che le collezioni stanno proiettandosi verso un’ulteriore crescita: «Per Dondup, dedicato alla fascia 4-12/14 anni e già scelto da circa 220 multimarca, stiamo pensando di ampliare l’offerta dagli zero ai 36 mesi dall’autunno-inverno 2018/2019, mentre per Elisabetta Franchi La Mia Bambina, distribuita nei multimarca di primo livello, siamo pronti ad aprire a mercati come Germania e Inghilterra, dopo aver conquistato i Paesi del Nord Europa, Portogallo, Cipro, Russia, Giappone e Cina». «Il 2017 - conclude l’imprenditore - sarà un anno di sviluppo importante per Gimel che, grazie anche all’ampliamento delle licenze, riporterà l’azienda nelle condizioni di precrisi». (a.t.) 

LIU JO

l’active-mania contagia anche il contemporary Liu Jo bets on younger girls and for Spring-summer 2018 launches Liu Jo Active capsule collection. Liu Jo punta sulle giovanissime e per la primavera-estate 2018 lancia la capsule collection Liu Jo Active, ispirata al tema “Young & Free”: un’offerta colorata e dinamica, con il plus di un glamour touch. L’obiettivo è interpretare in chiave “teen” le ispirazioni della linea Junior, con soluzioni grintose e contemporanee: in primo piano felpe di cotone stretch in versione cropped e con macro-stampe e dettagli in rete e T-shirt con stampe monocolore e in jersey effetto bucato. Tra i musthave, i denim skinny destroyed, i super skinny in denim fleece, in drill bianco con graffiature, short in denim nero e pantaloni in felpa di cotone stretch.  (a.t.) SERGIO TACCHINI

si mette in gioco nel kidswear Sergio Tacchini makes its debut at Pitti with its first kidswear collection, realized in partnership with Sun City Fashion Group. Dopo aver stretto un accordo di licenza, il gennaio scorso, con la francese Sun City Fashion Group, il brand italiano di abbigliamento sportivo Sergio Tacchini è pronto a svelare la prima collezione Sergio Tacchini Kids, pronta a una distribuzione europea a partire dalla primavera-estate 2018. L’appuntamento è in Fortezza, al Padiglione Cavaniglia, dove sarà protagonista una collezione di childrenswear per la fascia 0-14 anni, declinata nelle tre linee “Sportswear”, “Archivio” e “Monte-Carlo”, ognuna con la propria identità, ma tutte accomunate da un mood sporty-chic. (a.t.)

A lato, una proposta firmata Elisabetta Franchi La mia Bambina

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ALESSANDRA CHIAVELLI/IL GUFO

«ENTRO L’ANNO IL PRIMO STORE IN RUSSIA» The brand strengthens its presence abroad with its first store in Russia and invests in e-commerce, as Alessandra Chiavelli explains. An event is scheduled during Pitti days, on 22nd June at Spiaggia sull’Arno. SIMONETTA

PARTE L’INTESA CON EMILIO PUCCI Emilio Pucci enters Simonetta’s portfolio, joining Lanvin and Aston Martin, together with the production and development of Fendi and the core brand Simonetta. The launch is on schedule at Palazzo Pucci on 22nd June. In un momento in cui il “mini-me” sta andando forte, anche Emilio Pucci scende nell’arena del childrenswear. «Il dna del marchio è sinonimo di colore, gioia di vivere, energia e raffinatezza - commenta Mauro Grimaldi, amministratore delegato della griffe -. Questo debutto rappresenta la naturale estensione del nostro universo». A realizzare la collezione Simonetta, il cui ufficio stile ha collaborato attivamente con quello di Emilio Pucci per dare vita alle proposte della primavera-estate 2018: circa 120 pezzi al femminile, tra abbigliamento e accessori (calzature comprese), integrati da una cinquantina per la neonata e orientati verso un target medio-alto. Per ora non emergono altri dettagli - se non che la distribuzione si articolerà tra monomarca, multimarca selezionati e department store - ma si sa che, per esempio, verranno utilizzate in contemporanea, sia nelle proposte per le ragazzine sia in quelle per mamme e sorelle maggiori, alcune stampe che contraddistinguono la precollezione donna dell’estate 2018. Per il lancio, previsto a Firenze la sera del 22 giugno, non è stata scelta una location qualsiasi ma Palazzo Pucci, «con un allestimento speciale, tutto da scoprire». Attualmente fanno parte della galassia Simonetta - il cui fatturato complessivo sfiora i 30 milioni di euro, escludendo Emilio Pucci per il quale la proiezione è intorno ai 2,5 milioni - l’omonima label di proprietà insieme a Lanvin, Aston Martin e allo sviluppo e produzione della linea Fendi Kids, che come il marchio fondato dall’omonimo marchese di Barsento fa parte di Lvmh. Se il 2017 sarà all’insegna del consolidamento dei business già avviati e del lancio della nuova licenza, il 2016 è stato un anno di investimenti in una differente impostazione della filiera produttiva. Obiettivo, aumentare l’efficienza e ribilanciare le voci costi e benefici, in modo da cavalcare l’onda delle trasformazioni in atto con una macchina aziendale solida (la Simonetta ha oltre 60 anni di vita) ma anche flessibile.

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Come procede l’internazionalizzazione del marchio? Ormai stiamo parlando di un 50% di fatturato estero (55% Italia e 45% export nel 2016) e anche i risultati dell’ultima campagna vendite ci restituiscono una continua crescita dell’export, grazie soprattutto alle ottime performance di Russia e Middle East. Vogliamo ampliare e consolidare la presenza in questi mercati, anche attraverso l’apertura di monomarca e corner in franchising. Proprio in Russia, grazie alla ripresa della domanda interna, alla stabilità del rublo e all’intensificarsi del turismo sono previsti a brevissimo nuovi progetti e l’avvio della prima boutique. Ci saranno altri investimenti retail? In questo momento i nostri monomarca sono sette. Alle piazze italiane di Milano, Roma e Treviso si aggiungono quelle estere, con

ON STAGE IN FORTEZZA

TUTTI IN PEDANA ALLA SALA DELLA RONDA Many in-stand events at Pitti Bimbo, but three fashion shows as well, all of them at Sala della Ronda.

CHILDREN’S FASHION FROM SPAIN La sfilata collettiva dei marchi made in Spain apre Children’s Fashion from Spain le danze in Fortezza: appuntamento alle 11 del 22 giugno con i brand Amaya, Barcarola, Boboli, Desigual (nella foto), Mayoral e Tuc Tuc. FUN&FUN & SHE.VER Altra presenza fissa in pedana a Pitti Bimbo, le due collezioni prodotte da Gio.Fran.Baby sfilano sempre il 22 giugno alle 14. I PINCO PALLINO Sotto l’egida del gruppo cinese Little Star Brands, I Pinco Pallino torna in Fortezza da Basso: il défilé è fissato alle 11 del 23 giugno (nella foto, una preview dell’estate 2018). ...AND MUCH MORE Sono sempre di più gli eventi che le aziende organizzano nella tre giorni dedicata al childrenswear all’interno dei loro stand: l’elenco completo su pittimmagine.com.

I Pinco Pallino


New York, Parigi, Dubai e Chengdu. Abbiamo inoltre 16 corner, frutto di collaborazioni collaudate con partner di fiducia, principalmente in Medio Oriente, Cina e Giappone. Si tratta di un canale impegnativo, su cui stiamo investendo molto a livello sia di risorse dedicate alla formazione e al merchandising, sia di struttura commerciale interna all’azienda. Come già detto, alcune aperture sono in programma worldwide entro il prossimo semestre. Come vi state muovendo sull’online? L’e-commerce de Il Gufo, dopo aver chiuso il 2016 con una crescita dei ricavi del 22%, arrivando a rappresentare il 7% sul totale del fatturato retail, sta registrando un andamento brillante. Nei primi mesi dell’anno, da gennaio ad aprile, la crescita è stata del 48% e questo ci apre la strada in modo più che favorevole per il lancio a settembre di una nuova piattaforma, che coinciderà con il restyling totale dell’esperienza

digitale del marchio. Sicuramente questo progetto ci permetterà di raccogliere in modo ancora più efficiente i frutti di un lavoro di coerenza nella comunicazione (social media, IT Moms, stampa), a supporto del retail e dell’e-commerce in contemporanea, grazie a un calendario condiviso di attività sui vari canali. Altre iniziative in cantiere? A maggio abbiamo lanciato una partnership corporate con Oxfam Italia. #20SECONDS è un’iniziativa che vuole sensibilizzare mamme e bambini su un gesto semplice, come lavarsi le mani insieme, che può aiutare a salvare la vita in situazioni di emergenza. Noi come azienda, in qualità di singole persone e come brand, ci impegniamo a promuovere la raccolta fondi, focalizzandoci su numerose attività dedicate a mamme e bambini come promozioni in negozio, eventi educational e capsule collection, la prima lanciata proprio con la collezione primavera-estate 2018. (a.t.)

LA CITTÀ SI APRE AL MONDO UNDER 14

UN FUORI SALONE IN PIENA REGOLA Monnalisa, Il Gufo and Emilio Pucci are only some of the brands under the spotlight outside the Fortezza da Basso.

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Fun&Fun & She.Ver

La serata del 22 giugno è la più “calda” per gli eventi fuori dalla Fortezza da Basso. Prende il via alle 16 il “Glamping Party” di Baby Bottega, in via il Prato 53/55r (in collaborazione con Family Welcome), preceduto alle 14 dall’evento di Petit Bateau, fino alle 20 presso Canottieri Firenze. Dalle 17 alle 20 è la volta dell’esordio di Emilio Pucci e Simonetta, a Palazzo Pucci in vie de’ Pucci. Monnalisa sceglie per il suo show delle 19 il Giardino Corsini al Prato di via della Scala 115. Alle 19,30 è la volta di Vingino - che in Fortezza si colloca alla Sala della Volta - da Flo Firenze, in viale Michelangelo 82: un’occasione per celebrare il lancio di una capsule disegnata dalla stylist Danie Bles. Alle 20 ci si ritrova per il “sunset cocktail” de Il Gufo alla Spiaggia sull’Arno. Il 23 giugno comincia con Goganga alle Gallerie degli Uffizi e prosegue con Roberto Cavalli, che oltre alla presenza in Fortezza si assicura anche uno spazio alle Serre Torrigiani di via Gusciana 21. La sera Pitti Immagine organizza il Pitti Blooms Party, che rende omaggio al tema conduttore delle rassegne fiorentine estive, Boom, Pitti Blooms. (a.b.)

FRACOMINA

NEW LOCATION IN FORTEZZA E PIÙ ESTERO New location in Fortezza for Fracomina Mini, moving to the Polveriera. Internationalization is the parent company’s mantra. È la Polveriera la nuova location all’interno della Fortezza da Basso di Fracomina Mini, brand in piccole taglie dell’azienda P.F.C.M.N.A., che in occasione del Pitti Bimbo trasforma lo spazio in una lussureggiante foresta tropicale, tema dominante della collezione Spring-summer 2018. Intanto la realtà campana non distoglie l’attenzione da Fracomina, label di womenswear che «negli ultimi quattro anni - dice l’a.d. Ferdinando Prisco - ha registrato un +50% dei ricavi». Driver dello sviluppo futuro del brand nella sua globalità sarà l’internazionalizzazione: dopo l’opening di Chicago, a maggio è stata la volta di un’apertura a Rijeka (Croazia), quasi contemporanea con una boutique a Napoli in via Filangieri 4. «L’obiettivo - precisa Prisco - è di toccare nel biennio una quota export del 60%, rispetto all’attuale 40%, e di raggiungere, entro il 2020, un fatturato consolidato pari a 90 milioni di euro». (a.t.)

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woolrich.eu Pitti Bimbo, Padiglione Cavaniglia, Stand W25/27

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BUYERS’ SURVEY

VENDITE CHILDRENSWEAR PRIMAVERA-ESTATE 2017

BISOGNA SAPER SCEGLIERE La cerimonia domina ancora il sell out di moda bimbo, ma tutto cambia: sparisce il target medio, cresce il contemporary, avanzano le sfide del web. E i negozianti si trovano in mezzo al guado DI ALESSANDRA BIGOTTA

Moms and children 2.0 choose fashion chains, but also Internet, for their everyday purchases, preferring multilabel stores to find something really special, no matter if elegant or easy to wear.

I

l bilancio delle vendite primavera-estate 2017 stilato dai 55 dettaglianti italiani di alta gamma che hanno risposto al nostro sondaggio segna un’inversione di rotta. Se infatti sia sei mesi fa, sia un anno fa la maggior parte degli intervistati indicava un sell out di abbigliamento uguale o in calo, stavolta il 59% delinea un quadro all’insegna della stabilità e il 24% parla di una crescita. Quasi analogo l’andamento degli accessori: “flat” per il 52%, con esiti positivi per il 31%. In entrambe le categorie gli scontenti si fermano al 17%. C’è da dire che, viste le premesse, non è il caso di essere troppo ottimisti: la maggioranza dei negozianti si deve accontentare di una situazione poco o per nulla mossa e chi è riuscito almeno in parte a risalire la china ha sì un segno più, ma rapportato a stagioni in cui ha dovuto tirare la PER ESSERE cinghia. Inoltre, solo il 22% prevede di COMPETITIVI incrementare i budget per l’estate 2018, OCCORRE PRENDERE contro il 46% all’insegna di scelte pru- LE DISTANZE DALLA denti e il 32% che giocherà al ribasso. MASSIFICAZIONE, Salta all’occhio, tra i prodotti più get- PUNTANDO tonati, la vittoria schiacciante delle pro- SU PRODOTTI poste da cerimonia: un punto a favore BELLISSIMI O VELOCI, delle collezioni made e/o styled in Italy MA SPECIALI e, apparentemente, un segnale di continuità con il passato. In realtà ci si trova nel mezzo di un grande cambiamento e, peraltro, di sola cerimonia non si può vivere. Come sintetizza Cristina Sartori, titolare di quattro boutique a Torino, la “via di mezzo” non porta più da nessuna parte. «Bisogna uscire dalla massificazione - afferma - e puntare su prodotti bellissimi oppure veloci ma con un quid in più». Si affievolisce la motivazione stagionale all’acquisto: saldi selvaggi, promozioni, “mid-season sale” spazzano via l’esigenza di un cambio di guardaroba per i figli. A livello stilistico, accanto a

Il Gufo (a sinistra) e Monnalisa (a destra) sono parimerito i brand best seller per l’abbigliamento. Monnalisa vince anche negli accessori

Qual è la tipologia di PRODOTTO vincente per gli under 14?

CERIMONIA

55%

SPORTSWEAR

21%

CAPI ELEGANTI MA ANCHE PER TUTTI I GIORNI ACTIVEWEAR

19% 5% 21_06_2017

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BUYERS’ SURVEY

La parola ai negozi multibrand Come sono andate le VENDITE di ABBIGLIAMENTO infantile in questa primavera-estate?

59%

COME LO SCORSO ANNO

Come sono andate le VENDITE di ACCESSORI infantili in questa primavera-estate?

52%

24%

MEGLIO

31%

MEGLIO

17%

PEGGIO

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PEGGIO

Qual è stato il marchio best seller nell’ABBIGLIAMENTO?

E il numero uno negli ACCESSORI? 1 MONNALISA 2 HOGAN 3 ARMANI JUNIOR e GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND

1 IL GUFO e MONNALISA 2 ARMANI JUNIOR 3 TWINSET GIRL ARMANI JUNIOR

HOGAN

Quale l’ACCESSORIO IRRINUNCIABILE?

Cosa influenza kid e teen nell’ACQUISTO?

60%

AMICI

37%

14%

SOCIAl NETWORK

34%

SANDALI E SLIP ON

14%

MAMMA

16%

BORSE & PELLETTERIA

12%

PREZZO

13%

SNEAKER ALTRO (bracciali, occhiali, cappelli, cerchietti...)

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COME LO SCORSO ANNO

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GIUSEPPE JUNIOR (preview S/S 18)


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1. Barbera Junior Castellammare del Golfo (Tp) 2. Petit Madeleine, Termoli (Cb) 3. Cavallucci Baby Junior, Terni 4. Minimoda, Prato 5. Depinto Kids, Barletta (Ba) 6. In Moda, Belvedere di Tezze sul Brenta (Vi) 7. Ok Group, Angri (Sa)

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brand che costituiscono una certezza nel settore, avanzano i player del contemporary: Elisabetta Franchi La Mia Bambina, TwinSet Girl, Pinko, tutti citati a diverso titolo dagli intervistati. Troviamo anche Supreme, la label newyorkese legata alla skate culture che ha conquistato Louis Vuitton, e ShopArt: quest’ultimo - nella scuderia di Manifattura Daddato come un altro brand in ascesa, Pyrex - si identifica con uno stile divertente, sportglam. Emerge l’identikit di genitori e figli informati e consapevoli. «La fascia media è persa - dicono Erika e Patrizia Bardazzi di Minimoda a Prato -. Le mamme 2.0 per acquisti di questo tipo vanno da H&M o Zara. Da noi cercano sicurezza, servizio e tanta ricerca». Ricerca sul prodotto - ma non è detto che i marchi più particolari e “concettuali” incontrino

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Un NUOVO NOME su cui scommettete? 1 2 3

ELISABETTA FRANCHI LA MIA BAMBINA LEITMOTIV PINKO - GIVENCHY - SHOPART STONE ISLAND - SUPREME

ELISABETTA FRANCHI LA MIA BAMBINA (F/W 17-18)

il gusto di noi italiani - e, in parallelo, su nuovi modi di rapportarsi con la clientela. «Per questo - affermano le titolari di Minimoda - investiamo nella comunicazione su Facebook e Instagram. I bimbi, per esempio, amano farsi fotografare sullo scalone della boutique indossando i marchi preferiti: piace a loro, favorisce noi». A proposito di web, non si può non parlare di e-commerce, soprattutto alla luce di exploit come quello di Giglio a Palermo che, come spiega Federico Giglio, «ha registrato un +82% delle vendite online in taglie mini nel 2016 e la crescita prosegue». Il potenziale c'è, ma quello di Giglio - nome leader, online e offline, anche nell’adulto - resta giocoforza un caso isolato. A vendere in Rete sono in pochi: non tutti se la sentono - manifestando diffidenza anche verso realtà tipo Farfetch,

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BUYERS’ SURVEY

che «impone regole troppo rigide» - e si bloccano di fronte alle spese da accollarsi, a fronte di guadagni incerti. «Bisognerebbe aggregarsi per competere davvero su questo canale» suggerisce Marinella Pancini di Dimensione Kid a Montevarchi. Qualcosa si sta muovendo con la nuova piattaforma About K1ds (vedi a pagina 46). C’è chi butta il cuore oltre l’ostacolo e affronta questo canale in solitaria, anche senza strutture faraoniche alle spalle. «Abbiamo iniziato a ottobre - informa Enza Staropoli di Topolino Moda a Vibo Valentia -. Non è ancora al 100% delle sue potenzialità, ma faremo presto un upgrading». Pedico di Barletta si sente

a sua volta pronto a esplorare le opportunità digitali: «Dopo 32 anni - anticipa Michele Pedico - ci cimenteremo entro fine anno anche con il web, perché la voglia di spendere per il bimbo resta, ma va incentivata». Molti affermano che le vendite online delle aziende li penalizzano: sarebbero pochissime quelle che cercano di coinvolgerli nell’evoluzione omnichannel. «Siamo sulla stessa barca, remiamo insieme» ripetono i dettaglianti, aggiungendo questo punto a un cahier de doléances in cui chiedono ai fornitori più creatività, flessibilità nei riassortimenti, cambi merce senza condizioni capestro e controllo dei canali di vendita, Internet in primis. ■ 1. Marinely, Messina 2. Gagliardone, Saluzzo (Cn) 3. Biancaneve, Francavilla Fontana (Br)

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FLASH, capsule: quanto aiutano la vendita?

41%

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MOLTO

30%

POCO

29%

NON MOLTO

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Come sarà il vostro BUDGET per la moda infantile della primaveraestate 2018?

46%

STAZIONARIO

32%

IN FLESSIONE

22%

IN AUMENTO

Ringraziamo IL NOSTRO PANEL Cristina Tinelli - ALBERO BLU - Sanremo; Anna Castagna - AL NIDO DEL CONDOR - Piacenza; Annalisa Cuomo - ANDREA BABY BOUTIQUE - Vico Equense (Na); Anna Annibali - ANNA ANNIBALI - Civitanova Marche (Mc); Deborah Ballabio - BALLABIO JUNIOR - Lissone (Mb); Matteo Barbera - BARBERA JUNIOR - Castellammare del Golfo (Tp); Caterina Fanelli BIANCANEVE - Francavilla Fontana (Br); Bruna Galli - BRUNA - Fossombrone (Pu); Saverio Schiavone CANTIERE FASHION - Taranto; Francesco Pennisi - CAPRICCI - Bari; Manuela Bizzarri - CAVALLUCCI BABY JUNIOR - Terni; Annalisa Crea - CREA Treviglio (Bg); Cristina Sartori - CRISTINA SARTORI Torino; Gaetano De Florio - DEFLORIO - Noicattaro (Ba); Francesco Depinto - DEPINTO KIDS - Barletta (Ba); Marinella Pancini - DIMENSIONE KID - Montevarchi (Ar); Pietro Pilu - DOLCI MONELLI - Sassari; Angela Palumbo - FAVOLERIA - Bergamo; Federica Marchetti - FM BY FEDERICA MARCHETTI - Nichelino (To); Chiara Nodari - FREEPORT BABY - Clusone (Bg); Nadia Gagliardone - GAGLIARDONE - Saluzzo (Cn); Fabrizio Bottiglieri - GIBOT - Roma; Federico Giglio - GIGLIO PICCOLO - Palermo; Vito Andrisani - GIOIA DEI BIMBI – Potenza; Nicole Cantamessa - GLI AMICI DI CHIARA - Castelli Calepio (Bg); Maria Luisa Bergamaschi - I MONELLI - Gussago (Bs); Roberto Riccardo - IL MARMOCCHIO - Andria (Bt) Giordana Conte - IN MODA - Belvedere di Tezze sul Brenta (Vi); Angela Di Donato JUNIORS - Cerignola (Fg); Luigia Angelilli - LA FATINA - Lucera (Fg); Martina Rossi - LA VOLPEROSSA - San Miniato Ponte a Egola (Pi); Federica Sambo - LILIANA BIMBI - Chioggia; Mari Arena - MARINELY - Messina; Erika e Patrizia Bardazzi - MINIMODA - Prato; Virginia Borzi - MINIMONDO - Cantù; Debora Mari - MORBILLO - Thiene (Vi); Carmine Trapani - OK GROUP - Angri (Sa); Franca Bojeri e Veronica Galbero - PAPALLA - Novara; Michele Pedico - PEDICO - Barletta; Daniela Giani PEGASUS - Alassio; Giuliana Bianchi - PETER PAN - Como; Cristina Simionato - PETER PAN - Mirano (Ve); Marilena D’Urbano - PETITE MADELEINE Termoli (Cb); Angelo Catellani - PICCADILLY - Lodi; Antonietta Di Dato - PICCOLI IDOLI - Torre del Greco (Na); Gabriella Ghislandi - PINOCCHIO– Lecco; Massimo Cisario - PRIMA ELEGANZA - Torino; Fulvio Ciardullo - PRIMAMODA - Cosenza; Maria Paola Sciacca - RIBES - Marsala (Tp); Daniela Ruggeri ROBIRÒ - Bergamo; Graziella Bartiromo - SANTINO PUNTO MODA - Gerenzano (Va); Jessica Fanton - TATO E TATA - Costabissara (Vi); Enza Staropoli - TOPOLINO MODA - Vibo Valentia; Didi Corbetta - VALTELLINI Rovato in Franciacorta (Bs); Andrea Diaz - VELA SHOP JUNIOR - Cagliari.


Retail strategy

le showroom consigliano

L’IMPORTANTE è IL GIUSTO MIX Un assortimento ben calibrato è cruciale per il successo di uno store. Tutto ciò che è comfort piace ai bambini ma c’è un ritorno di interesse per la cerimonia, osservano dalle showroom, specie se strizza l’occhio al casual. Concentrarsi troppo su felpe e T-shirt con maxi-logo alla lunga non paga: meglio ampliare la ricerca tra i marchi dal value for money interessante. Anche nel “mini me” di Elisabetta FABBRI

A well-balanced assortment is crucial for the success of a store. Showroom owners observe that children mostly like comfort but there is also a comeback of interest in ceremony lines, especially the ones close to casualwear. Stores go dry if too much focused on T-shirts with bold logos. The winning card is quality at a fair price.

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uando si tratta di acquistare abbigliamento junior, le famiglie italiane continuano a preferire le catene distributive. Il loro peso, tra i diversi canali, ha raggiunto il 51,4% del totale, anche se emerge un lieve calo nel sell-out intermediato (-1,8% nel periodo fra la primavera-estate 2016 e l’autunno-inverno 2016/2017, fonte Smi su dati Sita Ricerca). Non potendo combattere la guerra dei prezzi, il dettaglio indipendente deve diventare sempre più abile nel creare il giusto mix: un po’ di linee top di gamma in alcuni segmenti merceologici; qualche proposta che sa equilibrare originalità, qualità e prezzo; un pizzico di felpe e T-shirt con il logo del momento. Il tutto senza perdere d’occhio i progetti dalle formule innovative - dove stanno facendo scuola i brand internazionali - e le nuove frontiere della comunicazione, come raccomandano dalle showroom specializzate. «Chi compra oggi fa più attenzione alla composizione dei materiali e al “made in” - dice Nadia Davoli della showroom Olimpia D a Milano -. Guarda le etichette e si pone delle domande. Per questo credo che i negozianti debbano differenziarsi puntando, anziché sui prezzi, sulla qualità dei materiali, dei prodotti e sui servizi». L’esperta di abbigliamento infantile cita, tra gli altri, Herno per l’eccellenza nei capispalla e il marchio Vingino, nato in Olanda e in forte espansio-

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ne (circa 400 punti vendita nella Penisola). «È un total look street che fa ricerca nei materiali, incontra il gusto italiano, si colloca in una fascia di prezzo percepita come corretta dai consumatori e comunica legandosi a programmi Tv come quelli di Rai Gulp». le scelte dei più piccoli orientate alla praticità Non è un caso che uno degli ingredienti vincenti di Vingino sia lo streetwear. «La praticità prima di tutto», spiega Ferruccio Serafino della Serafino Rappresentanze di Torino, parlando di tendenze prevalenti nei consumi di abbigliamento bimbo. «Alcuni brand - precisa - si ispirano alle strade americane e all’universo skate, dove c’è il colore ma anche tanto nero, un tempo difficile da accettare in taglie mini. Altri spiccano per il mood vintage, che va un po’ “tradotto” per il mercato italiano». Per la bimba non è sufficiente la T-shirt basica: si gioca con i volumi geometrici e le asimmetrie. «In analogia con il womenswear - osserva Serafino - non mancano frappe e volant che, se da un lato fanno sentire charmant la mamma, dall’altro posso provocare quasi una “crisi di identità” alla figlia che non ci si riconosce in questa immagine: nei richiami alla moda per l’adulto serve la giusta dose». «Comunque le collezioni mini me stanno continuando ad avere un riscontro

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sul mercato» ribatte Giacomo Del Vecchio della Claudio Del Vecchio Rappresentanze di Ancona. «L’importante è che il prezzo sia “da bambino” e non vicino a quelli dei listini per l’adulto» specifica, citando tra i brand interessanti Liu Jo bambina. L’esperto parla anche di un altro fenomeno, quello dei capi con maxi-logo (Supreme e Boy London, tra quelli più in voga ora), da cui mette in allerta: «La rincorsa alla scritta del momento porta a vendere solo T-shirt e felpe e non fidelizza nei confronti di un certo marchio. Alla lunga è una strategia che non paga e inaridisce il negozio. Meglio creare un assortimento equilibrato, dove questo genere di proposte non è la maggioranza». Da Pesacara Mariano Pardi di Live Showroom parla invece del potenziale ancora inespresso, in Italia, di noti brand internazionali. «La nuova scommessa del gruppo americano Nike - racconta Pardi - è quella di entrare nei negozi di abbigliamento tradizionale con l’omonimo marchio, Jordan e Converse: nonostante la matrice ginnica (eccetto Converse, il più street dei tre, ndr) dalla loro hanno il fatto che sono percepiti come brand alti, di qualità». Sarà per questo


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che i dettaglianti stanno accettando di buon grado non solo le loro tempistiche (quattro uscite l’anno) ma anche le innovative procedure per gli ordini. «La collezione è proposta tramite book digitale, consultabile via iPad - spiega Pardi -. L’ordine si fa senza campionario, senza “toccare con mano”: un sistema che, dopo le prime perplessità di agenti e negozianti, si può dire accettato con successo». Nei multimarca italiani si parlerà più americano anche per via di Guess. «In tre stagioni - dice l’agente - ha raddoppiato il fatturato nel segmento bimbo, grazie a strategie come la globalizzazione delle collezioni, prima declinate sulla base dei principali mercati di riferimento, i volumi importanti e una politica di prezzo aggressiva (55 euro il sell out per un jeans primo prezzo, ndr)». «Penso che il successo di questo e di altri marchi stranieri - commenta - si spieghi con l’attitudine a offrire

1. I brand del gruppo Nike in taglie piccole, pronti a sbarcare in Italia 2. La pre Spring-Summer 2018 di Guess Kids 3. Il “mini me” garbato della Patrizia Pepe Junior Girls Collection 4. Lo streetwear Vingino 5. Gli abitini della capsule collection di TwinSet Girl “Chic Princess” per l’estate 2018 6. Supreme, tra i brand più ricercati dai teenager

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un prodotto a un prezzo corretto: sanno che il consumatore riconosce il giusto valore». Inoltre non va trascurato che sia Guess che i marchi di Nike sono molto attivi sui social network, il modo più diretto oggi per arrivare ai teenager. Tra i progetti da seguire c’è anche quello del gruppo emiliano Imperial, che nel gennaio 2016 ha dato vita a Please Kids. «Un made in Italy con la formula del semi-programmato - osserva Pardi - è un caso abbastanza sui generis a livello nazionale, insieme a qualche realtà del distretto campano, che apre una nuova strada fra solo pronto e solo programmato». Sì ai capi da cerimonia, purché indossabili in più occasioni Tornando alle tendenze, c’è un ritorno di interesse per la cerimonia: i bimbi con i blazer destrutturati, le bimbe con l’abitino. «Per alcuni negozi sono un business importante,

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specie in questa stagione» rileva Davoli. Nonostante la voglia di emulare mamma e papà, si compra ciò che ricorre nei passaparola, anche online. «Alla fine - osserva - i prodotti più richiesti sono quelli pubblicati sui social network di marchi, showroom ma anche negozi, che ultimamente stanno imparando a utilizzare opportunamente la comunicazione digitale». Serafino conferma l’attenzione per la cerimonia purché indossabile anche fuori da contesti prettamente formali. Parlando di fitting, «nel bambino si allarga leggermente, come nel menswear» mentre per quanto riguarda la bimba «si sta alzando la vita dei pantaloni». Del Vecchio prospetta i trend etnico e botanico, le fantasie maxi-vichy e le righe, tanto bianco e blu. Si ripresenta il gothic-rock per i ragazzini, mentre la femmina sarà più active che urban. Confermati jeans, legging e panta di ispirazione fitness: ■ i capi-simbolo della comodità.

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NEWS ORIGINAL MARINES

Il primo store Just Play presso il nuovo centro commerciale Adigeo a Verona

3A SPORT/NIKE, HURLEY, CONVERSE, JORDAN

anche in italia le linee cut for children Distributor of adult Nike clothing and footwear in Italy, 3A Sport enters childrens’ universe, acquiring the exclusive distribution for the Italian market of Nike, Hurley, Converse and Jordan in small sizes from Spring-Summer 2018 and launches the Just Play store format. «Nel childrenswear si avverte la necessità di uno switch verso un’inedita generazione di prodotti». Non ha dubbi Fabio Antonini, ceo di 3A Sport, distributore per l’Italia (escluso Sicilia, Sardegna e Calabria) di Nike abbigliamento adulti e calzature. Tanto che si è messo in gioco con una scommessa importante: divenire il distributore esclusivo in Italia del childrenswear 0-16 anni di Nike, Hurley, Converse e Jordan, tutte e quattro in capo a Nike Inc., al debutto nel nostro Paese. Questo grazie a un accordo con il gruppo americano Haddad Brands, licenziatario mondiale per l’abbigliamento in taglie piccole di queste etichette. «Finalmente un punto di vista inedito sulla moda sportiva da bambini racconta Antonini -. Fino a oggi eravamo abituati a collezioni “tagliate” in base ai grandi, queste invece sono proposte ideate, disegnate e realizzate proprio per bimbi e ragazzi». Quali le differenze tra le diverse label? «Nike ha una connotazione più active. Hurley, con un gusto surf, si posiziona sullo stesso target consumer di Nike, mentre Converse è un fashion streetstyle di matrice urban. Jordan, che si ispira al mondo del basket, ha un posizionamento leggermente più alto». In distribuzione dalla primavera-estate 2018, le linee saranno presenti a livello omnichannel, dalle catene fino al piccolo negozio, dal canale sportivo agli specializzati bimbo, per un totale di 450 door. È in fase di test un format retail ideato da 3A Sport: un negozio pilota a Verona, nel centro commerciale Adigeo, con insegna Just Play, che vende il childrenswear 0-16 delle quattro etichette, insieme alle calzature, distribuite in Italia da 3A Sport per conto di Nike. Uno spazio in cui e-commerce e negozio fisico si incontrano: gli articoli si possono guardare e provare, poi si sceglie se acquistarli in negozio o farli arrivare a casa. Totem multimediali e camerini virtuali danno forma a tutto ciò che non è visibile sugli scaffali. «Per il momento testiamo il concept a Verona, in seguito valuteremo se avviare un progetto di affiliazioni», annuncia Antonini. Per la realtà di Affi, in provincia di Verona (40 milioni di ricavi e un totale di 900 negozi clienti per calzature e abbigliamento adulto Nike) le novità non sono finite: dalla primavera-estate 2018 l’azienda distribuisce in esclusiva in tutta Italia la linea Nike Swim, per conto della casa madre. «Un back to glory dopo anni di assenza - conclude Antonini - che comprende anche le proposte da bambino». (c.me.)

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baby e kid ispirati ai cosmonauti Original Marines baby and kid new lines take inspiration from clothing for astronauts. Con la collezione autunno-inverno 2017/2018 il marchio del casualwear Original Marines dedica le collezioni maschili baby e kid al tema “Cosmic Stories”, ispirato ai look degli astronauti. Il brand in capo alla campana Imap Export propone un immaginario viaggio nello spazio dove uno dei capi di punta è la felpa (nella foto) con inserti effetto metal, etichette e uno speciale cappuccio che, quando è chiuso con la zip, ricorda il casco degli astronauti.  (e.f.)

IMPERIAL/PLEASE KIDS

SI espanDE in Europa e Middle East Childrenswear brand owned by Imperial Group - Please Kids - is expanding in Europe and Middle East. Lanciata nel gennaio 2016, con una collezione di circa 300 modelli, Please Kids (in basso, alcuni sketch per la Spring-Summer 2018) ha venduto più di 200mila capi, che per la casa madre - il Gruppo Imperial di Adriano Aere - si sono tradotti in 2,5 milioni di euro di ricavi. Il 2017 si apre con nuovi progetti sul fronte distributivo e della comunicazione. È stato siglato un accordo per lo sviluppo della linea in Medio Oriente che parte con i department store, cui seguiranno un progetto di shop in shop e l’apertura di monomarca con partner in franchising. Il brand sta inoltre intensificando l’attività in Francia, ha iniziato l’espansione in Belgio e avviato una collaborazione con uno storico importatore di Cipro. Il nuovo brand di Imperial è stato inoltre oggetto di un project work: un piano di comunicazione che ha coinvolto gli allievi della 14esima edizione del master in Marketing e Comunicazione d’Impresa della scuola bolognese Professional Datagest. Il management ha scelto, tra quattro progetti, il quello che, ponendo l’enfasi sul piacere della scoperta, ha portato alla creazione del logo Please Discovery e del motto “Discover Your Style”. (e.f.)


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PREVIEW SPRING - SUMMER 2018

MONNALISA FOREVER

FREE TO DRESS

Le nuove collezioni sono pensate per i bambini di oggi, dalle giornate sempre più ricche di impegni. Campi estivi o vacanze all’estero, attività pomeridiane o merenda con gli amici, weekend al mare con i genitori o domeniche con i nonni. Ogni occasione richiede un look adatto. I bambini hanno gusti più decisi e personali sul modo di vestirsi e da qui nasce l’esigenza di creare per loro linee più possibili versatili, il tutto all’insegna di comfort, praticità e voglia di mini-me. con le tendenze moda sempre in primo piano. di alberto corrado

Spring-summer 2018 collections are designed for today’s busy kids. Summer camps or holidays, afternoon workshops or games with friends, weekends at the sea with parents or Sundays with grandparents: every occasion requires a look. And every child has decisive and personal tastes about how to dress: hence the need to create more and more versatile lines for them, all in the of mood comfort, convenience and mini-me. Without giving up, however, fashion trends. 21_06_2017

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PREVIEW SPRING - SUMMER 2018

D AI Ly

R O CK

Goganga

JECKERSON

PATRIZIA PEPE JUNIOR GIRL

PLEASE KIDS

ZADIG & VOLTAIRE

Eleganti e freschissimi i coordinati per vivere lo stile urban dal gusto spiccatamente rock, che racchiude denim strappati e chiaramente bleach ma anche bomber, parka, T-shirt e felpe dai tagli vivi, con grafiche heavy metal e colorazioni tie and dye. ANTONY MORATO JUNIOR GOLD

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Elegant and cool coordinates to live the urban style with a rock-like taste, that includes torn and clearly bleached denim but also bombers, parkas, T-shirts and sweatshirts with live cuts, heavy metal graphics and tie and dye colors. TWINSET GIRL 32

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C R E A T IV E

WO R KS H O P

DKNY K-WAY

BOSS

Chiare contaminazioni tra sport e lifestyle si esprimono in una officina creativa di stile, che unisce linee dall’aspetto pulito e informale e che si esprime attraverso capi curati in ogni particolare.

kenzo kids

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DONDUP

Clear clashes between sports and lifestyle express themselves in a creative style workshop that brings together clean, informal lines, and is explained through well-groomed items in every detail. RONNIE KAY

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PREVIEW SPRING - SUMMER 2018

P S IC O T R O PICA L

A E S T E T ICs

N°21 KIDS BLAUER JUNIOR

QUIS QUIS designed by stefano cavalleri

SIMONETTA

ANTONY MORATO JUNIOR BLACK.

La tendenza di questa stagione è l’estetica “psicotropical”, con la sua naturalezza, le atmosfere tropicali, le terre da sogno unite alla realtà virtuale e a un’autentica euforia sensoriale. Tutte questo è chiaramente riflesso in colori e materiali con differenti effetti mélange e punti smagliati. s

AMAYA

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Season’s trend is “psychotropical” aesthetics, with its naturalness, tropical atmospheres, dream lands combined with virtual reality and a sensual euphoria. All of this is clearly reflected in colors and materials with different mélange effects and pointed streaks.

LIU jO JUNIOR baby


KI D S

S PI R I T

Elisabetta Franchi LA MIA BAMBINA

dolce & gabbana

GAIALUNA

CARREMENT BEAU

LANVIN

LITTLE MARC JACOBS

Capi adatti alle occasioni speciali per i grandi vengono reinterpretati in chiave mini, adattandone le vestibilità senza stravolgerne la personalità. L’attenzione ai dettagli e la sperimentazione sui materiali lasciano emergere la raffinatezza e il tratto distintivo di ogni brand. s

i PINCO PALLINO

Pieces for mum’s and dad’s special occasions are reinterpreted for the little ones, adapting their fits without turning upside down their personality. Attention to details and experimentation on materials give rise to the elegance and the distinctive features of each brand

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PREVIEW SPRING - SUMMER 2018

S UN L IGH T

ADVENTURE

mINIBANDA

MIOMIO

IL GUFO

Capi dedicati ai bambini che giocano sotto il sole estivo e che mescolano, su una base bianca, colori freschi ed iridescenti, come il rosa chewing gum e l’azzurro paradiso. Piccoli tocchi di giallo limone e fucsia imprimono maggiore luminosità ai capi d’abbigliamento, mentre leggere pennellate di nero strizzano l’occhio allo streetwear. s

Y-CLU’ FENDI KIDS

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Garments dedicated to children playing in the summer sun, mixing fresh, iridescent colors on a white base, such as chewing gum pink and sky blue. Small touches of lemon yellow and fuchsia yellow impress greater luminosity to clothing, while black brush stroke the eye on streetwear.

KARL LAGERFELD KIDS

GALLUCCI


free

a tt i t u de SALVATORE FERRAGAMO

GUESS KIDS

ICE ICEBERG TIMBERLAND

Un’estate da vivere nel segno della spensieratezza. Colori accesi come il carribean sea, il fresh pink, ma anche il white e l’immancabile nero, sono declinati a tutto tondo. Pezzi cult sono le felpe in cotone stretch con stampe all-over o il denim con graffiature, nella versione lunga o negli short. s

A summer to live feeling easy. Bright colors such as carribean sea and fresh pink are matched with white and black. Cult pieces are stretch cotton sweatshirts with or without hood with all-over prints, or impeccable scratched denim, either in long or short version. DIESEL KID boboli

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PREVIEW SPRING - SUMMER 2018

same

B E ACH

GALLO

FILOBIO

ARMANI JUNIOR

BILLYBANDIT

I piccoli amanti dello stile marinière potranno godere delle vacanze con divertenti capi da sfruttare in spiaggia ma non solo. Maniche corte o lunghe per maglie e T-shirt, su pantaloni comodi e con tessuti leggeri. Per outfit a prova degli spruzzi del mare.

TUC TUC

PETIT BATEaU

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s Little lovers of the marinière style will enjoy their holidays with funny hats, perfect for tany occasion, on the beach and beyond. Short or long sleeves for shirts and T-shirts, comfortable pants and lightweight fabrics, for outfits to wear also through the splashes of the sea.

NATURINO


TREND

BRAND TO WATCH Collezioni al debutto,, o con alle spalle poche stagioni. Il loro fil rouge? Un concept originale e una storia da raccontare DI ANGELA TOVAZZI

Collections ready to debut, or lines born few seasons ago, with an original concept and a story to tell.

UNSIGNED 100% made in Italy and without signature: in the section The Nest by Pitti Bimbo comes Unsigned, a childrenswear collection designed by Marcella De Gaetano. Disegnata da Marcella De Gaetano, classe 1982, Unsigned è a Firenze ospite di The Nest, la casa dei brand indipendenti, selezionati da Pitti Immagine insieme al concept lab berlinese Little Popup. 100% made in Italy, colorata, fresca, libera da stereotipi e preconcetti, «senza firma»: queste le parole scelte dalla stilista per definire la collezione, nata con il côté bambina a partire dall’autunno-inverno 2017/2018 e ora pronta ad ampliarsi con il maschietto dalla primavera-estate 2018. Con prezzi medi sell in intorno ai 30 euro, la linea sta muovendo i primi passi nel canale wholesale, con multimarca clienti come Papino a Parma e Kita Shop a Reggio Emilia.

GOGANGA Founded by Massimiliano Pian and Valentina Francione, Goganga is a made in Italy and gritty collection for children aged from 4 to 16.

BAMBOOM BABIES Bamboom Babies is the new newborn collection by Bamboom, an Italian company that manufactures 100% organic bamboo products. New entry a Pitti Bimbo nella “Fancy Room”, Bamboom Babies è la nuova collezione newborn di Bamboom, azienda italiana con un’anima olandese che realizza una linea completa di prodotti 100% bamboo organico per la prima infanzia, venduti in oltre 350 negozi specializzati e boutique deluxe. Dedicata a bimbe e bimbi da zero a sei mesi, Bamboom Babies è distribuita con prezzi sell out che vanno da un minimo di 3,90 euro per il Wash Glove ai 145 euro dell’Igloo Baby Winter, il sacco passeggino invernale con l’interno in velluto di bamboo organico.

Prende il nome dalla celebre canzone di Giorgio Gaber il nuovo marchio di kidswear fondato nel 2016 da Massimiliano Pian e Valentina Francione, compagni nella vita e nel lavoro, rispettivamente ceo e direttore creativo. Pronta al debutto durante Pitti Bimbo, la prima collezione (per la primavera-estate 2018) di Goganga si rivolge a bambine e bambini dai 4 ai 16 anni e punta su un prodotto made in Italy, dall’immagine grintosa e di carattere, grazie a linee decise e dettagli mai scontati. Con prezzi medi sell in intorno ai 36 euro, il brand ha già conquistato multimarca come Minimoda a Lugano, Coccole e Bimbi a Rutigliano (Bari), Antonella Kids a Pescara e 1-2-3 Stella ad Affi (Verona). On stage a Firenze anche una capsule collection di womenswear.

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THE DAILY INTERNATIONAL FASHION BUSINESS NEWSLETTER. THE SPIN is the daily sum-up of fashion business news happening around the globe, well curated and carefully selected from all leading global news sources by TextilWirtschaft’s NYC office staff.

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KID’S WORLD

LINEAMAMMABABY

HAPPY SUMMER È arrivato il momento di prendere il sole, fare il bagno, giocare con gli amici. Accessori, occhiali, complementi d’arredo, giochi, oggetti utili e futili, pronti a partire con noi nelle valigie di mamma e papà. ma Attenzione a non dimenticare la protezione solare, quella giusta: le scottature sono sempre in agguato. di alberto corrado

It’s time to sunbath, bathe, play with friends. Accessories, glasses, furnishing accessories, games, useful and trivial items, ready to go with us in mom and dad’s suitcases. Being careful not to forget about sunscreen, the right one, to avoid sunburn.

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KID’S WORLD

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Ricerca, comfort e qualitĂ , per un lifestyle che ridefinisce i confini del childrenswear e punta su percorsi inediti, tra nuovi marchi e progetti speciali.

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Research, comfort and quality, for a lifestyle that redefines the boundaries of childrenswear looking for new paths, new brands and special projects.

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1. WATCHITUDE 2. CYBEX PASSEGGINO MIOS 3. NOUKIES’S 4. PICCI COLLEZIONE DILIBEST BESTA 5. NOODOlL “RICETOMATO” 6. MASHA E ORSO 7. CACODESIGN 8. HAPPY HORSE SCIMMIA CICCì 9. Jooseph’s monster bag 10. LINEAMAMMABABY 11. ROSSIGNOL 12. deuz 13 . ATELIER CHOUX PARIS CARRE-BALLOONS 14. FORIVOR DUVET

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CAREERS a cura di Andrea Bigozzi

Dai boot di Hunter a Escada: il grande salto di Niall Sloan

Amazon a tutto Fashion con Christine Beauchamp

Escada has recruited its new global design director from Hunter. Niall Sloane will present his first full collection with Resort 2019. He reports to Iris Epple-Righi, ceo of Munich-based fashion house.

Amazon Fashion has a new woman in charge. After Catherine Lewis-Beaudoin’s departure, the e-tailer bets on Christine Beauchamp.

Escada ha scelto Niall Sloan per colmare il vuoto lasciato da Daniel Wingate, che fino a gennaio di quest’anno è stato il direttore creativo della casa di moda tedesca. Sloan arriva dal marchio londinese, specializzato in boot, Hunter, dove negli ultimi quattro anni ha lavorato in veste di design director con Alasdhair Willis, marito di Stella McCartney. Il suo debutto in Escada è fissato con la collezione Resort 2019. Nel curriculum di Sloan figurano anche 10 anni da Burberry. A fianco di Christopher Bailey, si è occupato degli accessori (occhiali da vista, orologi e gioielli) e della divisione donna di Prorsum, per gli show, le pre-collezioni e il vip placement.«Escada è un marchio che apprezzo da molto tempo - dichiara lo stilista -. Il suo patrimonio è divertente, audace e femminile, con un punto di vista forte rispetto all’idea di lusso. Sono entusiasta di ricoprire un ruolo importante, per riprogettarne il futuro e non vedo l’ora di iniziare».

Cambio della guardia da Amazon Fashion. Al posto di Cathy Beaudoin, il cui mandato è durato otto anni, ai vertici della divisione moda arriva Christine Beauchamp, che prenderà ufficialmente le redini del business in qualità di presidente prima dell’inizio dell’estate. La manager, che ha ricoperto il ruolo di ceo del segmento beauty di Victoria’s Secret e quello di global brand president di Ralph Lauren, entra nelle fila del gigante Usa dell’ecommerce, in un momento di forte spinta per il fashion: un settore che oggi, secondo le stime, conta su un giro di affari di 16,3 miliardi di dollari, di cui 2,8 miliardi solo in Europa.

Brioni ci ripensa: dopo il “social” O’Shea punta sulla designer senza volto Nina-Maria Nitsche Brioni Taps Nina-Maria Nitsche as new creative director. The designer, that working closely with Martin Margiela for 23 years, succeeds Justin O’Shea, who left Brioni after six-month.

Nina-Maria Nitsche è il nuovo direttore creativo di Brioni. Il marchio della tradizione sartoriale made in Italy, archiviata la paretesi dell’ex buyer e influencer Justin O’Shea, ha deciso di puntare sulla creatività non convenzionale della designer francese, storico braccio destro di Martin Margiela, che come lui non ama apparire. L’esatto opposto del suo predecessore O’Shea, che invece era strato scelto per le sue dote mediatiche, oltre che commerciali. Nina-Maria Nitsche è entrata in Maison Martin Margiela nel 1989 e per 23 anni ha lavorato a stretto contatto con il designer belga, da cui è stata infleunzata anche sul fronte della riservatezza: della Nitsche, così come del designer belga non esistono foto ufficiali. Dopo le dimissioni del fondatore, è diventata responsabile della direzione creativa della maison. Nel 2016 era entrata afar parte di Vetements, da cui è uscita dopo la notizia dal trasferimento a Zurigo. Ora il suo compito è quello di rinforzare l’identità di Brioni, enfatizzando i suoi valori sartoriali e ristabilendone il patrimonio pionieristico.

Pal Zileri divorzia da Mauro Ravizza Krieger Pal Zileri owner Forall SpA and creative director Mauro Ravizza Krieger have agreed to part ways.

Dopo una liaison durata circa tre anni, si conclude la collaborazione tra il marchio di abbigliamento maschile Pal Zileri e il direttore creativo Mauro Ravizza Krieger. In un breve comunicato, Forall - la società vicentina a capo del marchio, nell’orbita di Mayhoola Group dal febbraio 2014 - annuncia che si tratta di una decisione congiunta ed esprime «un sentito ringraziamento a Mauro per la sua dedizione e il ruolo chiave ricoperto nel forgiare la nuova estetica e il riposizionamento del brand, a partire dal suo arrivo nel luglio 2014».

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Stefano Rosso ceo di Diesel Nord America Italian denim brand Diesel has announced the appointment of Stefano Rosso as its chief executive officer of North America.

Stefano Rosso va “in missione” negli States, per rafforzare la presenza di Diesel sul mercato: nominato co-amministratore delegato di Otb nel 2013, il figlio di Renzo Rosso diviene ora a.d. del marchio in Nord America. La sua nomina segue l’uscita di Tommaso Brusò, ora in forze da Benetton Group. «Il Nord America è il mercato che sento a me più affine - ha dichiarato Stefano Rosso -. Questa parte del mondo giocherà un ruolo chiave nel piano globale di rilancio di Diesel: sono qui per massimizzare il potenziale del brand e contribuire a portarlo a raggiungere nuovi traguardi».


NEWS

Boboli

Il kidswear spagnolo che cresce a due cifre Spanish childrenswear brand Boboli estimates a double digit growh during next years, supported by international sales. Boboli, marchio di abbigliamento bimbo di Barcellona in capo a Mònica e Arancha Algàs, punta sull’espansione all’estero per trainare i ricavi, che nel 2016 si sono attestati a 39,2 milioni di euro (+16,4% sul 2015). L’export, che rappresenta il 40% circa del business totale, ha infatti registrato un incremento del 30% e dovrebbe permettere, nelle stime dell’azienda, di «mantenere un ritmo costante di crescita a doppia cifra anche per i prossimi anni». Tra i mercati raggiunti più di recente figura l’Arabia Saudita, grazie all’apertura una boutique all’interno dell’Hayat Mall di Riyadh. Nel complesso Boboli conta 1.800 wholesaler nel mondo e 150 punti vendita in 60 Paesi. Sul fronte online il brand è distribuito dal web store diretto e da piattaforme come Amazon, Zalando, La Redoute e Spartoo. Tra i progetti c’è il potenziamento del mercato italiano, dove è presente anche tramite corner nei negozi Coin.  (e.f.)

SpongeBob

Cinque capsule bimbo con i brand italiani Five childrenswear capsule collections created by Bad Deal, Cor Sine Labe Doli, Kids Love Dogs, Riccardo Comi e The Dots for the SpongeBob Gold project are the protagonists at Pitti Bimbo 2017. SpongeBob Gold, progetto internazionale di Nickelodeon & Viacom Consumer Products che celebra uno dei cartoon più amati di sempre, arriva a Pitti Bimbo 2017 e in particolare a Kid’s Evolution, la sezione curata dal designer Alessandro Enriquez con Pitti Immagine al piano inferiore del Padiglione Centrale.

La divertente spugna, che normalmente vive in una casa sottomarina a forma di ananas e lavora in un fast food, è entrata questa volta nel guardaroba dei piccoli, grazie alle creazioni di Bad Deal, Cor Sine Labe Doli, Kids Love Dogs, Riccardo Comi e The Dots, normalmente specializzati nelle collezioni per adulto, ma con una vocazione per le limited edition (e.f.)

Stefano Cavalleri e la sua Quis Quis protagonisti di una recente sfilata a Shanghai

QUIS QUIS DI STEFANO CAVALLERI

«Ricomincio da me» No more licensees for Quis Quis: Stefano Cavalleri, designer and founder of the brand, restarts on his own, with a Spring-summer 2018 collection made in partnership with qualified Italian craft companies, to enhance quality and handmade details. Nuovo corso per Stefano Cavalleri e la sua collezione Quis Quis, che dalla primavera-estate 2018 non si avvale più di licenziatari, ma viene seguita in prima persona dallo stilista e imprenditore. «Torno al mio dna - spiega Cavalleri - concentrandomi insieme ai miei collaboratori, in primis il fashion assistant Filippo Laterza, su abiti molto preziosi che richiedono, oltre a un accurato studio stilistico, anche una buona dose di manualità». Modelli per bimbe e neonate - le proposte bébé e baby sono state reintrodotte in campionario -, realizzati in laboratori rigorosamente italiani tra Marche, Abruzzo, Puglia e Lombardia, con un’attenzione particolare al Su Misura. Temi forti della primaveraestate 2018 sono Poppies, Jungle, Sun, Sky e Sand: ispirazioni naturali intorno alle quali si sviluppano abiti che sono trionfi di tulle, organze, pizzi Sangallo, ricami e applicazioni, in colori puri e solari come l’azzurro del cielo, il rosso dei papaveri, il giallo dei campi di girasole e le tonalità di sabbia e terra. Numerosi gli accessori tra cui le calzature, realizzate da Andrea Montelpare, che si occupa anche della distribuzione della linea. «Sono proposte speciali, da piccole principesse, per occasioni speciali» ribadisce il designer, che non a caso ha molta presa sul ricco mercato mediorientale, dove ad agosto aprirà il suo secondo monomarca a Dubai, presso Level Kids. Negozi che si aggiungono a quelli di Doha e Vienna, oltre a un selezionato panel di una cinquantina di clienti multimarca.  (a.b.)

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PORTRAITS

LUCA TACCHETTO

«HO GRANDI IDEE, CHE NON TEMONO LA CRISI» Laureato in Economia e Commercio all'Università Ca' Foscari di Venezia e dopo essersi confrontato con le logiche di vendita delle grandi maison, Luca Tacchetto ha deciso di mettersi in gioco in prima persona. E di lanciare una sfida a un settore difficile, il kidswear, con una piattaforma di vendita online battezzata Aboutk1ds, che riunisce 100 negozianti rigorosamente italiani. DI CARLA MERCURIO

Graduated in Economics at Ca' Foscari University in Venice and after important experiences in the sales departments of important fashion houses, Luca Tacchetto decided to launch his own project, named Aboutk1ds: an online platform that gathers top 100 stores of the sector in Italy, selling luxury collections in small sizes.

L'

esperienza di Luca Tacchetto con Aboutk1ds è l’ennesima conferma che i momenti di crisi possono essere una miniera di opportunità. Laureato in Economia all’Università Ca' Foscari di Venezia e dopo essersi confrontato con le logiche di vendita delle grandi maison (da Gruppo Industries a Trussardi, da Valentino Fashion Group a Sinv), Tacchetto ha deciso di mettersi in gioco in prima persona. «Nel 2010 - racconta - ho fondato la società Great Ideas, in cui ho unito il mio interesse per la moda e la tecnologia, mettendo a disposizione dei negozi indipendenti la possibilità di incontrarsi nell’arena digitale. All’inizio abbiamo sviluppato progetti di ecommerce indipendenti e successivamente ci siamo specializzati nella produzione di contenuti digitali e nella creazione, gestione e implementazione di piattaforme di vendita per il settore luxury e moda». Risale a un anno fa la grande scommessa nel mondo del childrenswear: nasce AboutK1ds, «il primo e unico marketplace online specializzato in abbigliamento di lusso per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni». «Il Farfetch del childrenswear - come ama descriverlo -. Un atto di coraggio e una sfida importante, per dare ai negozianti italiani la chance di avere una visibilità in rete che, considerate le piccole dimensioni, non potrebbero altrimenti ottenere - prosegue -. Un'occasione per farli

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• Luca Tacchetto studia economia e commercio all’Università Ca' Foscari di Venezia

crescere sulla piattaforma, gra• Dal 1998 al 2000 è stato direttore vendite Italia del zie al dialogo con un pubblico marchio Cerruti Jeans, nel Gruppo Industries. internazionale, che consente di • Dal 2000 al 2003 è approdato alla direzione vendite superare i momenti di stanca Italia e sud Europa dei brand Trussardi Jeans e Tru nel corso dell'anno e le fisioloTrussardi presso il gruppo Trussardi. giche curve legate alla stagionalità». Nel giro di pochi mesi • Dal 2003 al 2008 è stato direttore commerciale Tacchetto è riuscito a mettere e marketing worldwide della label MCS, presso insieme un parterre qualificato Marzotto, poi confluita in Valentino Fashion Group. di 100 boutique, con un totale • Dal 2008 al 2010 si è occupato della direzione di oltre 100 brand, che significommerciale mondo per la divisione activewear ca 3mila articoli diversi e oltre di Sinv (linee MCQ Alexander MQueen, Love 30mila capi. Sulla piattaforma Moschino, See By Chloé). clienti da tutto il mondo possono trovare i capi di stagione di marchi come Gucci, Marcon consegne persino negli Stati Uniti e in celo Burlon, Stella McCartney, MonArmenia, Corea, Arabia Saudita, Giappone cler, Herno, Kenzo, Versace, Simonetta, e Olanda. A proposito di consegne, la veBonpoint e molti altri. Con una macchina locità è un asset fondamentale: «In Italia la organizzativa impeccabile: «Fotografiamo i delivery è nelle 24 ore, in Europa il tempo è prodotti, li descriviamo e traduciamo i testi di circa 48 ore, mentre nel mondo saliamo in inglese, tedesco e russo (altre lingue sono a tre-quattro giorni». Emblematico il cartelin arrivo), adattiamo le descrizioni alle palino medio: «All’inizio avevamo previsto role chiave nei diversi mercati in un ottica un tetto di 100 euro, mentre siamo riusciti SEO, attiviamo e investiamo in campagne a raddoppiare la cifra». Quale l’obiettivo di di visibilità attraverso Google e atri struTacchetto per i prossimi mesi? «Vogliamo menti, creiamo e alimentiamo la commumantenere i nostri 100 partner e farli crenity dei nostri utenti (soprattutto mamme), scere. E soprattutto rimaniamo fedeli ai preci occupiamo del customer service multisupporti: solo childrenswear e solo negozi lingua e della parte amministrativa». Una italiani. Quanto ai numeri, stiamo rivedendo formula che a quanto pare funziona, visto le previsioni, visti gli ottimi risultati». ■ che Aboutk1ds vende per l’80% all’estero,


Q&A A cura di Andrea bigozzi

shoe designer e FONDATORE di Giuseppe Zanotti

Giuseppe Zanotti

«disegnare scarpe è un gioco infinito»

Discovering the life and work of Giuseppe Zanotti, an icon of footwear industry. He remembers his past deejay days and reveals that designing shoes is the most playful job he knows. Lei oggi è Giuseppe Zanotti, il designer delle star di Hollywood. Ma quale mestiere voleva fare da piccolo? Ho sempre amato la musica: è la mia vera passione fin da quando ero piccolo. Ho sempre cercato di renderla parte della mia vita, anche a livello professionale. Per questo volevo fare il dee jay. E ci sono riuscito: per sette anni alla radio. Mi piaceva molto suonare il soul e il funky. Qual era il suo paio di scarpe preferito da bambino? Avevo nove anni e mi sono letteralmente innamorato di un paio di décolleté, tacco 90 mm, di mia madre. Erano di una brillante pelle di colore grigio con dettagli ovali, bellissime. Cosa non le piaceva mettere ai piedi? A dire il vero ho sempre avuto la passione per tutte le calzature, non mi ricordo di nessun modello specifico che non mi piacesse indossare particolarmente.

Le sue creazioni sono molto amate dalle celebrity: come pensa di ottenere lo stesso successo con le giovanissime? Io cerco di rimanere sempre fedele al mio Dna e al mio stile, e ogni nuovo successo e conquista mi rende infinitamente orgoglioso.

Il magazine di news, business e trend

Direttore Responsabile e Amministratore Delegato

Marc Sondermann (m.sondermann@fashionmagazine.it)

È più difficile disegnare una collezione per adulti o una per bambini? Gli adulti sanno quello che vogliono e quello di cui hanno bisogno, riconoscono il proprio stile. Quindi è più facile studiare e offrire proposte che soddisfino le loro esigenze, ordinarie e straordinarie. Con i bambini invece non è sempre così semplice, cambiano gusto molto più spesso rispetto ai grandi e restano fedeli alle loro imprevedibili logiche e abbinamenti. È una sfida fare centro con loro, ma questo per un designer è molto stimolante!

Caposervizio

Il suo primo ricordo legato alla moda? Mia mamma era una sarta e io guardavo spesso le clienti cambiarsi continuamente nei camerini del suo negozio. Mi incuriosiva molto il fatto che indossassero scarpe con il tacco quando provavano le sottogonne. Ricordo perfettamente ogni fitting. Adoravo quando mia mamma prendeva note, appuntava gli spilli sui vestiti e mi dava spiegazioni sui materiali.

Collaboratori

Mini-me: mamme e figlie vestono e calzano allo stesso modo. Favorevole o contrario? Sono favorevole. È proprio quello che ho voluto fare con le mie collezioni junior, legando le generazioni e stringendo il rapporto padre/madre - figlio/a in maniera ancor più stretta. Per cui ho pensato di recuperare gli elementi caratterizzanti e ormai diventati icona, delle linee adulte come ad esempio le doppie zip, le buckle, le forme e le proporzioni, i colori e materiali in alcuni casi identici. In questo modo si mantengono il carattere rock&roll e l’anima forte di Giuseppe Zanotti anche per i più piccoli. Quali erano i suoi idoli da ragazzino? Jimi Hendrix, Janis Joplin, The Doors, The Who, i Rolling Stones. Se la moda bimbo di Giuseppe Zanotti fosse un libro? Racconterebbe sicuramente di un universo favoloso, fatto di colori e di diverse sfaccettature. Quanto gioco esiste ancora nel suo mestiere di shoe designer? Infinito! Ogni collezione o progetto speciale per me ha sempre, oltre alla componente tecnica e innovativa, una parte di gioco e di sfida. Mi piace sperimentare nuovi materiali, nuovi mix&match, nuove tecniche. E attraverso ogni modello cerco di mantenere vivo il mio istinto e l’ispirazione. A volte è un grande successo, e il merito va sicuramente anche a quella percentuale di gioco di cui il lavoro non può fare a meno.

Alessandra Bigotta (a.bigotta@fashionmagazine.it) Redazione

Andrea Bigozzi (a.bigozzi@fashionmagazine.it) Elisabetta Fabbri (e.fabbri@fashionmagazine.it) Carla Mercurio (c.mercurio@fashionmagazine.it) Angela Tovazzi (a.tovazzi@fashionmagazine.it) Segreteria di redazione

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Alberto Corrado (a.corrado@fashionmagazine.it) Elena Azzola, Mariella Barnaba, Peppe Orrù (Londra), Giuliana Poletto (Parigi), Cristiana Lopez (New York) Direttore pubblicità

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PITTI BIMBO | 22-24 JUNE CENTRAL PAVILON | FLOW LOWER | STAND O2/4 P1/3


people di Carla Mercurio

Ellen Hidding

«Ho una figlia super-trendy. Proprio il contrario di me» TV host and creator of lifestyle Green & Glam Internet site, Ellen Hidding embodies the positive values of a healthy life in touch with nature. Values that she also teaches her daughter Ann Mari. But as regards style and clothing, there is an abyss between them: «I'm super simple, she is very-trendy.» Che giri alla scoperta degli angoli più incontaminati d'Italia con il programma Melaverde, su Canale 5, o che sorrida dalle pagine web del suo sito Green & Glam (miniera di idee per la casa, il riciclo, il food), Ellen Hidding incarna i valori positivi di una vita sana, a contatto con la natura. Lontana dai clamori dei red carpet, Ellen preferisce tappeti erbosi, piste innevate o spiagge assolate. Un mondo di valori che cerca di trasmettere a sua figlia Ann Mari, 13 anni, con una buona dose di dolcezza, attenzione costante, capacità di ascolto: «Sono molto vicina ad Ann Mari ma non mi considero una mamma chioccia. Sarà per via delle mie origini olandesi, ma cerco sempre di incoraggiarla ad essere autonoma e indipendente, ad accettare le piccole défaillance che aiutano a imparare e a crescere». Anche nel vestire Ellen non impone le scelte: «Al contrario! spiega -. Ann Mari è super-esperta in fatto di moda ed è molto più avanti di me: segue i social media, si documenta tanto e ha sempre le idee chiare. Ama girare per negozi, da Zara a Bershka fino a Subdued, per citarne qualcuno, e nel tempo libero (a parte la scuola, dove ci sono regole ben precise) si veste come una vera teen-ager: pantaloni a zampa

CLAUDIA GALANTI

«Con Tal e Liam un Pitti Bimbo a tutto glamour» Showgirl and influencer Claudia Galanti will be the special guest of Gruppo Casillo at Pitti Bimbo with her daughter Tal and son Liam. An occasion for them to wear the outfits of the company, that is present at the childrenswear fair with Y-Clu', Jeckerson, Gaialuna and Ronnie Kay brands. Accompagnata dai figli Tal e Liam, la showgirl Claudia Galanti sarà ospite allo stand del Gruppo Casillo, a Pitti Bimbo, in qualità di madrina del grande spazio, che accoglie le collezioni Y-Clu', Jeckerson, Gaialuna e Ronnie Kay. Un’occasione per sfoggiare le creazioni dell’azienda: «Io e Tal indosseremo lo stesso outfit Gaialuna nei colori panna e oro, creato dall’ufficio stile del gruppo. Per Liam abbiamo optato per un insieme di Ronnie Kay in perfetto stile casual-chic con colori che andranno a ricordare i nostri outfit». Non è la prima volta che l’influencer di origini paraguaiane (367mila follower su Instagram) partecipa alla kermesse fiorentina in qualità di special guest: «Ogni volta sono contenta di tornare, si respira una bella aria e poi Firenze mi piace tantissimo», racconta. Una bella esperienza anche per i suoi due bambini, che Claudia ama vestire con gusto, senza trascurare la praticità:

a vita alta e T-shirt indossata nel pantalone». Ma tutto ha un limite e le griffe sono “dosate” con cura da mamma Ellen: «Spendo volentieri solo per il capospalla e le scarpe, con brand come Fay, Tod’s e Adidas». Insomma, in fatto di stile tra Ellen e Ann Mari c'è un abisso: «Io amo la semplicità, mi sento a mio agio con un paio di pantaloni, una camicia e una scarpa classica e ho pochi riferimenti per lo shopping, come Banner e Barba Napoli, a Milano». Ma c’è una cosa che le accomuna: «Anellini, bracciali e bijoiux sono la mia e la sua passione e ci piace comprarli uguali o condividerli». Spesso presente a Pitti Bimbo, invitata dalle griffe di punta al salone, per questa edizione Ellen salta l’appuntamento con la kermesse: «Sono in partenza per la nuova serie di Melaverde e non potrò partecipare», racconta. Ma anche il sito Green & Glam la impegna moltissimo: «Stiamo lanciando i confetti in collaborazione con la confetteria Conti e i nastri per pacchetti con Brizzolari. Per Natale arriveranno le confezioni con prodotti alimentari e cosmetici. Ormai siamo un marchio registrato e le idee non ci mancano: aspettate e vedrete».

«Liam ha 7 anni e Tal 6, compiuti da poco. Voglio che siano sempre carini e curati, ma molto comodi soprattuto quando vanno a scuola. Per le occasioni speciali mi sbizzarrisco un po’ di più. Cerco di vestirli in maniera stilosa con brand come Gaialuna, Ronnie Kay o Jeckerson ma i piccoli hanno anche bisogno di capi più giornalieri come quelli di Y-Clu'». Fra Claudia e Tal c’è una grande complicità nella selezione degli outfit: «A Tal piace moltissimo scegliere cosa indossare e io su questo la assecondo. Come tutte le bambine adora provarsi le mie scarpe e vorrebbe sempre mettersi i mie vestiti e ora che il “maxi you” o il mini me” sono diventati di gran moda, io posso sfoggiare le stesse cose di Tal e Tal le mie». Claudia è una mamma molto premurosa: «Amo i miei figli, sono stati loro che mi hanno dato la forza per reagire nei momenti più difficili. Siamo complici in tutto, ci piace coccolarci, stare insieme e condividere ogni più piccolo momento». E prosegue: «Sono bambini sereni, vanno a scuola, fanno i compiti. Liam vuole fare il calciatore (ora gioca nei pulcini del Milan), mentre Tal sogna di fare la ballerina». Spesso Claudia dedica a Tal e Liam dei post sul suo account di Instagram: «Condivido delle foto con loro, ma li coinvolgo solo in momenti significativi, perché bisogna stare attenti. Anche se vorrei mostrarli al mondo: sono il mio orgoglio e come ogni mamma li trovo bellissimi!».

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red carpet a cura di alessandra bigotta

pitti uomo

fortissimamente firenze

Il fashion month è partito di slancio con Pitti Uomo, che anche questa volta non ha lasciato a bocca asciutta chi si aspettava un mix energetico di business e mondanità. In attesa del numero di Fashion dedicato al reportage di questa e delle altre manifestazioni della moda maschile e co-ed, in uscita a luglio, un primo assaggio di quanto si è visto a Firenze: dai momenti istituzionali come l’inaugurazione, durante la quale Cristina Calori di Wp Lavori in Corso ha ricevuto il premio Pitti Immagine, a quelli culturali, con l’inaugurazione della mostra “Il Museo Effimero della Moda”: un excursus da metà Ottocento ai giorni nostri, curato da Olivier Saillard. E ancora, al netto della miriade di appuntamenti grandi e piccoli organizzati in Fortezza e oltre, la “sfilata con vista” di JW Anderson, quella dell’ artigiano romantico” Federico Curradi, la riuscita presentazione di Alanui, lo show di Virgil La sfilata di JW Anderson, uno degli appuntamenti clou della Abloh e della sua Off-White a misura di Millennials. Un elenco giocoforza parziale. manifestazione fiorentina del menswear

Federico Curradi è tornato a Firenze con un evento il 14 giugno negli spazi del Museo Bardini

Cristina Calori (Wp Lavori in Corso) premiata da Claudio Marenzi

salon of excellence

Il backstage dello show dello stilista americano Virgil Abloh

ISTITUTO SECOLI

tra sartorialitÀ e digital

100 outfit all’alcatraz

Un evento in grado di spaziare dalla sartorialità al web: il Salon of Excellence, a Palazzo Capponi Vettori durante Pitti, ha offerto diversi spunti, tra cui la tavola rotonda sullo scouting digitale moderata da Marc Sondermann, il premio al womenswear di Abodi e Caterina Feroli e i riconoscimenti alla sartoria napoletana, promossi dal Lanificio F.lli Cerruti. Un modello della collezione Abodi

Uno dei momenti clou del Salon of Excellence di Firenze: la tavola rotonda moderata da Marc Sondermann

Olivier Saillard al Museo Effimero della Moda

Gennaro Annunziata della Sartoria Chia

100 outfit, 75 designer coinvolti: lo show di fine anno scolastico dell’Istituto Secoli all’Alcatraz è stato in grande stile. Sul filo conduttore del tema “Imperfetto” hanno sfilato i capi dei giovani designer dei Master e dei corsi triennali in Fashion Design Uomo e Donna. Supportato tra gli altri da Comune e Regione, l’evento si è avvalso di sponsor di rilievo: per fare alcuni nomi, Moncler, Lectra e Shima Seiki.

Un outfit di Beatrice Sut dell’Istituto Secoli all’Alcatraz

Pitti Uomo has just closed its doors, with its strong mix of business and events as usual: waiting for our July issue, dedicated to every facet of this exhibition (but also of Milano Moda Uomo, Paris fashion week and much more), here are some moments captured in Florence: from the Pitti Immagine Award to Cristina Calori (Wp Lavori in Corso), to the rich schedule of international fashion shows - first of all, JW Anderson and Virgil Abloh - and the opening of Museo Effimero della Moda at Palazzo Pitti. Among the events outside Fortezza da Basso, the Salon of Excellence at Palazzo Capponi Vettori was under the spotlight, with a round table about digital scouting, “made in Naples” tailors awarded by Lanificio F.lli Cerruti and womenswear interesting brands, such as Abodi and Caterina Feroli, under the spotlight. In Milan, on the eve of a men’s fashion week strongly focused on young talents, Istituto Secoli organized a fashion show with 100 outfits created by 75 students from all over the world.

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Flip page fa n 8 2017  

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