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WOMEN’S FASHION WEEK

Prada

Dolce&Gabbana

I BUYER A MILANO MODA DONNA

MENO STORYTELLING-MANIA E IL PRODOTTO TORNA AL CENTRO Dopo che per diverse stagioni sulle passerelle ha dettato legge l’arte del “sapersi raccontare”, finalmente sono il prodotto e il ben vestire a tornare protagonisti, ovvero quello che le aziende made in Italy sanno fare al meglio. E Milano non tradisce le aspettative: Prada, Gucci, Fendi e Dolce&Gabbana infiammano i buyer. Anche l’innovazione portata da Moncler Genius contribuisce ad alimentare il senso di ottimismo diffuso in città coinvolgendo anche i brand emergenti: Plan C, Alanui, Act N°1 fanno parte dei momenti da ricordare della fashion week DI ANDREA BIGOZZI

S

altiamo pure la parte in cui si dice che le sfilate sono un format superato (anche se il successo del progetto inclusivo di Moncler Genius per alcuni osservatori ne è l’ennesima dimostrazione), lasciamo da parte le discussioni sul calendario troppo concentrato e mal distribuito e cominciamo subito dicendo che questa settimana della moda milanese è andata molto bene, anzi quasi non sarebbe potuta andare meglio: potevano rivelarsi cinque giorni all’insegna del ricordo di Karl Lagerfeld (scomparso proprio il primo giorno

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18_03_2019

della manifestazione) e, come accaduto nel recente passato, dedicati a discutere delle innovazioni e provocazioni viste sulla passerella di Gucci (questa volta le maschere fetish, un anno fa le teste mozzate). E invece l’edizione appena conclusa della fashion week ha messo in chiaro che, senza nulla togliere alla capacità di Alessandro Michele di saper catalizzare l’interesse di stampa, buyer e popolo dei social (la sua sfilata stroboscopica si è confermata la più instagrammata della kermesse), a Milano c’è molto altro oltre

Gucci. Che lo scenario generale si sia molto ravvivato si è capito dai commenti dei numerosi buyer italiani e stranieri intervistati tra uno show e un altro o durante le presentazioni: mentre garantivano che il made in Italy avrebbe avuto un peso maggiore nei budget Fall-winter 2019/2020, quasi avevano l’imbarazzo della scelta su quale marchio puntare. Da Prada, la più elegante e trendsetter di tutti, a Moncler con le sue collaborazioni speciali, passando per l’esordio promettente di Daniel Lee da (segue a pag 14)

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FASHION N 5 2019  

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