Page 1

Anno 49 | N°5 del 15.03. 2018 | quindicinale | € 5,50 | www.fashionmagazine.it

Il magazine di news, business e trend

THE EFFECT MILANO SI INCORONA CAPITALE DEL COOL

Nella foto: Dolce&Gabbana


Peserico_Fashion225x285_PAP.indd 1

18/01/18 17:17


N° 5 15 MARZO 2018

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

7

L’EDITORIALE

PROTAGONISTI

8

JEAN-PHILIPPE HECQUET SANDRO

8

«Così porteremo il nostro French touch in giro per il mondo» 12 BUYERS@FASHION WEEK Milano-Parigi: sfida senza scontro

BUSINESS

20 FASHION DESTINATION La moda corre sull’asse Italia-Corea In copertina

Dolce&Gabbana Fall-Winter 2018/2019 @Imaxtree

24 FRANCO CATANIA/GIADA «Scendiamo in pista con il millesimato del menswear» 26 THE BRIDGE Dna più investimenti, uguale crescita 29 SUSTAINABILITY/FURS Vera o falsa: qual è la più green del reame?

12

32 THEDOUBLEF/FRANCESCO GALLI «Finalmente parliamo al mondo» 34 CASHMERE Capi low cost? La differenza c’è. E si vede 38 FAKE E LEGAL FAKE Attenti a quei due 42 FASHION INNOVATION WEEK Non c’è creatività senza innovazione

29 15_03_2018

3


N° 5 15 MARZO 2018 www.fashionmagazine.it

SOMMARIO

49

68 61

43 44

ASTOUND COMMERCE E FLUID

Moda e digitale: il potere delle strategie integrate

68 FALL-WINTER 2018/2019 WHITE

77 ENGLISH VERSION

La ripresa continua ma va cavalcata nel modo giusto

La quattro giorni attira più buyer non solo esteri

81 FASHION PEOPLE

TREND

70 FALL-WINTER 2018/2019

FALL-WINTER 2018

Momentum donna

THEONEMILANO

Out of the box

SUPER

Vince il mix and match

73 OPENING

PEOPLE

74 CAREERS

75

75 PORTRAITS

15_03_2018

82 RED CARPET

71 FALL-WINTER 2018/2019

72 BRAND TO WATCH

4

76 Q&A/ MASSIMILIANO GIORNETTI «Il prodotto deve trasmettere emozioni»

CPM MOSCOW

49 READY-TO-WEAR

61 FALL-WINTER 2018/2019 Italian touch

SERGE BRUNSCHWIG

Dalla Francia a Roma: un veterano al timone di Fendi

70


È inutile girarci intorno: all’indomani delle elezioni del 4 marzo l’Italia si accinge ad attraversare un momento politico a dir poco delicato, in un contesto internazionale irto di incognite. Mentre la formazione del nuovo governo si preannuncia più che complessa, all’orizzonte si stagliano minacciosi i dazi prospettati dal presidente americano Donald Trump. Tutto questo avviene, fortunatamente, in un momento in cui il quadro macroeconomico presenta più toni chiari che scuri, anche a nell’industria del fashion. Secondo le ultime proiezioni di Confindustria Moda-Liuc, i primi sei mesi del 2018 vedranno una crescita del tessile-abbigliamento del 2,6%: un’ulteriore accelerazione rispetto all’incremento di fatturato registrato dal settore nell’arco del 2017 (+2,4%). Se guardiamo all’export, tradizionale motore del comparto moda, il quadro migliora ulteriormente con un +3,1% previsto dagli analisti per il primo semestre dell’anno. Diventa a questo punto cruciale attivarsi per proteggere la gracile pianticella della ripresa e di conseguenza le prospettive degli oltre 400mila addetti tuttora attivi nelle nostre filiere. I rischi ci sono e tutt’altro che remoti. Sia una crisi di fiducia sui mercati, innescata da un prolungato periodo di instabilità politica, sia una guerra commerciale con gli Stati Uniti potrebbero farci precipitare nuovamente in una spirale negativa, tra stangate fiscali e spinte recessive. Urge dunque, da parte di tutti noi, sensibilizzare i nuovi governanti, di qualunque colore essi siano, sulla delicatezza del caso. Il settore non ha mai chiesto, né quantomeno ottenuto, particolari riguardi dalla politica. È anzi costituito da persone e da aziende che hanno fatto di necessità virtù e hanno resistito, a testa bassa, a mille avversità, esplorando al contempo i mercati mondiali, per dare uno sbocco concreto alle migliaia di eccellenze produttive dislocate sul nostro territorio. Insieme alle altre realtà del made in Italy come il design, il beauty, l’hard luxury, il food e i rispettivi indotti l’industria creativa del Bello, Buono e Ben Fatto può arrivare a reclamare una fetta del Pil che rasenta il 20%. È venuto ora il momento di alzare la voce in modo forte e chiaro. La costituzione di Confindustria Moda è un’ottima iniziativa in questa direzione. La via delle riforme va continuata, con sempre maggiore determinazione e senza colpi di testa irresponsabili. Al contempo l’Europa deve comprendere che dall’apertura dei mercati ai nostri prodotti dipende il benessere non solo della nostra economia ma, a maggior ragione, la stabilità monetaria del continente intero. I nostri interessi vanno dunque difesi a spada tratta, dall’intero blocco commerciale di cui facciamo parte. Il momento è, nella sua complessità, epocale. Facciamoci sentire e continuiamo a fare bene i compiti, soprattutto sulla digitalizzazione che tante rotte commerciali ci può e deve ancora aprire e far consolidare. Affrontato così, l’attuale momento di incertezza, ma anche di avvenuto repulisti, può essere foriero di una vera opportunità di rilancio dell’intero Sistema Paese.

L’EDITORIALE

L’importanza di fare quadrato

In the wake of recent elections, Italy navigates a particularly sensitive moment. The economic backdrop, however, is absolutely encouraging. It is now crucial, in these challenging times for world trade, that all European partners support the worldwide commercial push of our creative industries in the realms of fashion, textile, beauty, hard luxury and food. On them depends the well being of the healthiest part of Italy. And therefore the stability of the Monetary Union as a whole.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

15_03_2018

7


Interview

Jean-philippe Hecquet/Sandro

«COSì PORTIAMO il nostro French touch in giro per il mondo» A Sandro i 14 punti vendita in Italia non bastano e promette ulteriori investimenti nel nostro Paese. Ma la priorità per il marchio francese, che secondo le stime fattura quasi 600 milioni di euro, sono gli Usa e la Cina, dove sono previsti 10 opening. «Internazionalizzazione, digital e potenziamento di accessori e menswear sono alla base della nostra stategia» racconta il ceo

2

di andrea bigozzi

Speaking with Fashion, Jean-Philip Hecquet underscores the importance of the French touch concept behind the success of the Sandro brand. «I believe in our creative power, our value for money offering, our store network strategy based on a integrated pure retail model» the top exexutive says. 1

3

D

al piccolo negozio parigino, aperto nel 1984 da Evelyne e Didier Chetrite, a nome simbolo del lusso accessibile con un network di circa 500 punti vendita nel mondo e un fatturato che secondo le stime tocca i 600 milioni di euro. Solo nel 2017 Sandro ha visto le vendite crescere del 21%, il numero di vetrine salire di 53 unità e il lancio dell’eyewear. Ma l’espansione per il brand oggi di proprietà del gruppo Smcp (912 milioni di euro di ricavi nel 2017 e di cui fanno parte anche Maje e Claudie Pierlot), non si fermerà qui, come spiega l’a.d. Jean-Philippe Hecquet.

affinità con la clientela locale. Negli ultimi due anni ci sono state diverse inaugurazioni in luoghi chiave del Paese. Siamo partiti da Milano e poi Roma. Il successo nella capitale è stato tale da farci aprire due flagship in due anni. A Milano la nostra boutique ammiraglia di via Manzoni è appena stata rinnovata, mentre dall’altra parte della strada è nato, da non molto, il primo store “solo uomo”. Nel 2017 l’Italia è stata al centro della nostra strategia retail: aggiungendo città come Verona e Venezia e lanciando l’e-store, che sta andando bene.

Su quali mercati puntate oltre l’Italia? L’espansione internazionale in Europa, Stati Uniti e Asia è uno dei pilastri strategici dello sviluppo del marchio. Nel 2017, abbiamo aperto flagship store in città chiave in luoghi incredibili, come il paseo de Gracia a Barcellona, Regent street a Londra o a Monaco e Francoforte. Nel 2018 amplieremo la nostra estensione internazionale in Europa, aprendo in Svezia e Danimarca. Su scala più ampia, la Grande Cina è il nostro mercato in più rapida crescita: ci sono già 10 aperture programmate.

In Italia avete già 14 negozi, vedete ancora del potenziale su questo mercato? Il nostro primo punto vendita in Italia è arrivato nel 2008 e subito abbiamo sentito forti

Avete altre aperture in programma? Certo. Il mercato italiano è importante e strategico. Per questo teniamo sempre gli occhi aperti su nuove location.

Quest’anno la vostra linea uomo compie 10 anni. Come sta andando? Ilan Chetrite (figlio dei fondatori) sta facendo un ottimo lavoro. Ha creato un marchio

8

15_03_2018


English version on pages 77-79

5

4

va, nel rapporto qualità-prezzo e nella strategia di distribuzione basata su un modello di retail puro e perfettamente integrato.

che gli uomini amano indossare, con una propria identità. È un marchio parigino, chic e cool, che puoi indossare in ogni occasione. La crescita è stata pazzesca, perché non ci sono molti attori in quel segmento. Ora Sandro Homme ha circa 220 punti vendita nel mondo. La visione di Ilan è molto ben accolta dai clienti, dai media e dagli acquirenti, stagione dopo stagione. Sandro Homme è in rapida crescita e ora rappresenta circa il 20% del business globale di Sandro. Siamo solo all’inizio della storia. In poche parole qual è il segreto del successo di Sandro? In questo momento il mercato del lusso accessibile è molto dinamico e ci premia. Credo fermamente nella nostra forza creati-

Crescete a doppia cifra, siete presenti nelle migliori vie dello shopping globale, la polarità del brand è ai massimi: ci sarà qualcosa in cui potete migliorare... Sandro è un marchio molto affermato nel settore prêt-à-porter, ma negli ultimi anni abbiamo avuto l’idea di investire e sviluppare il segmento degli accessori, dove non siamo altrettanto forti per il momento. Le nostre scarpe e borse stanno già dando ottimi risultati e l’anno scorso abbiamo deciso di lanciare una nuova categoria, con gli occhiali. Evelyne e Ilan Chetrite hanno lavorato intensamente con il partner Mondottica per offrire una collezione contemporanea, elegante e senza sforzo, in pratica l’essenza stessa di Sandro. La collezione di occhiali avrà una distribuzione a 360 gradi: non sarà venduta solo attraverso i nostri negozi e l’e-commerce, ma anche presso i rivenditori specializzati.

6

1. Un ritratto di Jean-Philippe Hecquet 2. Quella di Firenze è stata la terza boutique aperta da Sandro in Italia 3. A Roma il marchio, che fa capo a Smcp, conta già su due punti vendita 4. Un look Spring-Summer 2018 di Sandro 5. La collezione maschile ha appena compiuto 10 anni e oggi vale il 20% del giro d’affari totale 6. L’ultima avventura di Sandro è l’eyewear, lanciato da pochi mesi con Mondottica.

Che cosa vi aspettate dal 2018?? Molte cose, tutte bellissime. La nostra strategia per quest’anno è chiara e si baserà sui pilastri di cui abbiamo già parlato: espansione internazionale/sviluppo del digitale/ potenziamento del business degli accessori e del menswear. Vogliamo continuare ad aumentare la desiderabilità del marchio in tutto il mondo, specialmente in Usa e Asia, ma anche su nuovi mercati come Russia, Emirati Arabi Uniti o Australia. Il French touch che ci distingue ci porterà in tutto il ■ mondo. 15_03_2018

9


NEWS a cura di ELISABETTA FABBRI

L’INDUSTRIA ITALIANA DEL TESSILE-MODA TREND A CONFRONTO

2014

Fatturato (*)

52.066 52.399 52.853

Variazione %

2,7%

Export (*) Variazione %

Import (*)

54.122 2,4%

28.467 29.056 29.555

30.589

2,1% 1,7%

3,5%

19.299 20.344 20.617

21.071

Variazione %

8,0%

5,4% 1,3%

2,2%

Saldo cmmerciale

9.168

8.712 8.938

9.519

Variazione %

-3,9%

-5,0% 2,6%

6,5%

Imprese

47.619 47.079 46.608

46.236

Addetti

406.400 402.900 399.600 400.000

(*) Valori in milioni di euro (°) Stime Confindustria Moda-Liuc Fonte: Confindustria Moda

* Beni di lusso per la persona Fonte: Bcg Luxury market model

tessile-moda italiano

lusso

stimato un +2,4% nel primo semestre 2018

la cina locomotiva della crescita nel 2024

Confindustria Moda-Liuc estimate that domestic textile-fashion turnover will increase by 2.6% in the first six months of 2018 (compared to the same period in 2017).

In a Bcg analysis, showed at last Altagamma Consumer and Retail Insight 2018, about 70% of the expected growth in luxury consumption in 2024 will be driven by China.

Nelle stime di Confindustria Moda-Liuc il fatturato del tessile-moda nazionale dovrebbe registrare aumento del 2,6% nei primi sei mesi del 2018 (rispetto all’analogo periodo del 2017). Il tessile, in particolare, dovrebbe crescere del 2,2% e la moda del 3%. Le previsioni sono state presentate alla recente assemblea degli azionisti di Sistema Moda ItaliaSmi insieme ai dati preconsuntivi del 2017, che sono stati rivisti al rialzo rispetto alle precedenti proiezioni. Lo scorso anno il fatturato è salito del 2,4% a 54,12 miliardi di euro, mostrando un cambio di passo dopo il +0,6% del 2015 e il +0,9% del 2016. Questo grazie alle esportazioni, che nel 2017 hanno raggiunto i 30,6 miliardi, in aumento del 3,5% sul 2016. Le vendite nell’Unione europea hanno mostrato un +4,1%, mentre al di fuori dell’Ue sono progredite del 3,3%, per effetto anche del forte interesse di Paesi come Cina (+12,6%) e Russia (+11,4%). Nonostante le maggiori importazioni (+2,2% a 21,1 miliardi), la bilancia commerciale del comparto è rimasta in attivo per 9,5 miliardi (dai precedenti 8,9 miliardi). Per quanto riguarda i consumi interni, dalle rilevazioni di Sita Ricerca emerge che la spesa annuale delle famiglie nel tessile-moda è diminuita dell’1,2%, dopo il -1,7% del 2016.

Il 70% circa della crescita attesa di consumi di lusso (beni per la persona) nel 2024 sarà trainato dalla Cina, che - nelle previsioni di Boston Consulting GroupBcg, presentate allo scorso Altagamma Consumer and Retail Insight 2018 - rappresenterà il 40% del mercato (dal 32% attuale). Un’indagine di Bcg rivela che a fare la parte maggiore del mercato dell’alto di gamma, nell’ex-Celeste impero, sono le categorie rich upstarter (che si approcciano per la prima volta all’alto di gamma) e megacitier (giovani delle grandi metropoli). In seconda battuta vengono i fashionisti. Come si tengono aggiornati sulle novità? Principalmente tramite i social media e gli influencer, poi con il passaparola e (al terzo posto) consultando i siti ufficiali dei brand. I true luxury consumer apprezzano del lusso aspetti tradizionali come qualità, esclusività, artigianalità, ma emergono nuovi valori come la stravaganza, l’ironia, l’aspetto sexy e cool. Quanto al canale digitale, attrae di più il “vedo online, compro offline” dell’acquisto esclusivamente online. Dell’e-commerce spaventa l’idea di acquistare prodotti falsi. Inoltre le piattaforme più note non offrono un’esperienza d’acquisto coerente con l’alto di gamma. Per comprare online i ricconi cinesi usano dispositivi mobili e solo una minoranza sceglie il computer.

10

15_03_2018

BC PARTNERS CEDE COIN ALLA NEWCO CENTENARY BC Partners has sold department store chain Coin to Centenary, a vehicle set up by Coin’s managers and a group of Italian entrepreneurs.

2015 2016 2017(°)

0,6% 0,9%

3,8%

NEL 2024 IL 40% DEL MERCATO DEL LUSSO* SARA FATTO DAI CINESI

Gruppo Coin Spa, controllato indirettamente da BC Partners, ha ceduto l’intero capitale sociale di Coin Srl a Centenary Spa, una newco gestita dal management team di Coin e da altri investitori (tra questi figura Stefano Beraldo, attuale vice presidente di Gruppo Coin e ceo di Ovs). A Coin Srl fanno capo, direttamente e mediante franchising, i department store che operano sotto le insegne Coin, Coin Excelsior e Coincasa, che nel 2017 hanno generato un fatturato netto di 400 milioni. BC Partners, che gestisce oltre 17 miliardi di fondi fra private equity e credito privato, aveva rilevato Coin e Ovs circa sette anni fa. Attraverso il Gruppo Coin oggi ha ancora in mano una quota che sfiora il 18% di Ovs, quotata a Piazza Affari, ma si sa he sta studiando l’uscita da questo investimento. La stessa BC Partners la scorsa estate ha rilevato la maggioranza di Pronovias, noto marchio di abiti da sposa.

PROGRESSIO RILEVA IL 65% DI SAVE THE DUCK Italian private equity firm Progressio has acquired a 65% stake in outerwear brand based in Milan Save the Duck. Progressio Sgr ha acquisito il 65% di Save the Duck, marchio di piumini animal free, creato e guidato da Nicolas Bargi. Dall’azionariato esce Marina Salamon, socia al 51% (tramite Alchimia Spa). Bargi rimane con il 35% e mantiene il timone della realtà con sede a Milano, con l’obiettivo di «imporre “papero che fischietta” (simbolo di Save the Duck, ndr) su scala internazionale». A Save the Duck è stato attribuito un enterprise value di 65 milioni di euro. Nel 2017 l’azienda ha raggiunto i 31,5 milioni di euro di ricavi e un ebitda di 7,2 milioni. Per il 2018 prevede venditte a 36 milioni, mentre l’obiettivo entro il 2020 è il raddoppio.

DOPO LANVIN I CINESI DI FOSUN COMPRANO WOLFORD Chinese conglomerate Fosun is to buy a controlling stake in Austrian lingerie brand Wolford. I cinesi di Fosun continuano lo shopping in Europa. Dopo l’acquisizione di Lanvin (per una cifra stimata di 100 milioni di euro) stanno per rilevare, con un investimento di 33 milioni di euro, la maggioranza di Wolford, da tempo in difficoltà. La società austriaca della calzetteria e lingerie quotata alla Borsa di Vienna ha reso noto che, una volta finalizzata l’acquisizione, Fosun dovrebbe arrivare al 50,87% del capitale, cui dovrà seguire un’Opa obbligatoria.


SHOP AT FRACOMINA.IT


woMen’s fashion Week

I BUYER A MILANO MODA DONNA

Milano-Parigi sfida senza scontro Perché continuare a rincorrere Parigi sul fronte dei trend, dello scouting? Milano è tornata in grande spolvero a questa fashion week avendo il coraggio di spingere su due aspetti dove non ha concorrenti: l’appeal inossidabile dell’heritage (Versace docet) e la voglia di sperimentare nuove formule di comunicazione e distribuzione (Moncler in primis). I buyer applaudono: «Qui restiamo con i piedi per terra e non sbagliamo» di andrea bigozzi

Milan fashion week moved fast and found its distinct style and personality: if Paris is the best at creating new trends, this season Milan has the courage to focus on heritage and also on new commercial format helping retailers to sell more.

Fashion week a confronto

N

essun confronto diretto né scontro, ma molta distensione, almeno per ora. In futuro si vedrà quale tra le fashion week di Milano e Parigi avrà le carte in regola per diventare l’appuntamento imperdibile per i mercati di domani, quello asiatico (cinese in testa) e quello fatto dai Millennials sparsi per tutti i cinque continenti. Resta il fatto che in questo momento le settimane della moda europee (italiana e francese) sembrano aver fatto ticket a due per la leadership mondiale, rilegando definitivamente a un ruolo di comprimarie le fashion week anglosassoni. Anche i buyer locali e stranieri in trasferta nel capoluogo lombardo - e subito dopo diretti a Parigi - hanno assunto un atteggiamento conciliatorio: basta parlare di competizione e fare confronti. Milano e Parigi sono due mondi diversi. «Lo ripeto da un paio di stagioni - è l’incoraggiante commento di Coco Chan, head of womenswear di Stylebop.

12

15_03_2018

Moncler Grenoble

com - Milano sta migliodi giorni di intense sfilate paMilano rando continuamente. È rigine. Ma anche questo es64 sfilate per 7 giorni stata la prima a identificare sere perennemente proiettati i problemi e le sfide del setin avanti ha i suoi inconveParigi tore, come le sfilate co-ed e nienti. «Milano - fa il punto 79 sfilate per 8 giorni il superamento del concetto Paolo Mantovani di ManLondra di distribuzione delle colletovani Boutique e MT - più 47 sfilate per 5 giorni zioni su base stagionale, e che mai ha confermato il suo li ha affrontati a testa alta. spiccato senso commerciale, Fonte: Camera Nazionale della Moda Penso che tutto sia partito con tante collezioni magari Italiana, Féderation de la Couture et de la Mode, British fashion Council dalla rinascita di alcuni marnon particolarmente innochi chiave come Gucci. Sta vative, ma molto concrete. di fatto che nel complesso Gli stilisti hanno puntato sul questa fashion week offre molte nuove idee colore e sul logo, che sono sempre delle gae al passo coi tempi». Poter parlare di leaderranzie. A Parigi spesso capita di vedere cose ship però è decisamente prematuro: rispetto molto belle e più nuove: certe volte si straal capoluogo lombardo, ad esempio, Parigi si vendono, altre invece restano in magazzino distingue per l’anticonformismo. È all’ome allora per noi buyer sono dolori. Diciamo bra della torre Eiffel che i buyer continuano che Milano ci aiuta sempre, e in questa staa fare scouting, e anche prima di parlare di gione particolarmente, a stare con i piedi nuovi trend aspettano di aver visto almeno tre per terra». Il capoluogo lombardo ha dalla


English version on pages 77-79

must have

Iceberg

Missoni

Fall-winter 2018/2019

La DoubleJ

la moda scende in strada: sfilate per tutti

Chiara Ferragni

Msgm

La moda scende dalle passerelle e sfila in strada, tra la gente comune. Alla fashion week molti marchi si sono fatti contagiare dalla mania degli street fashion show. In primis Iceberg, i cui capi super hip hop della fall-winter 2018/2019 hanno percorso le vie del centro, da via Sant’Andrea a piazza XXV Aprile, attraversando i luoghi simbolo di Milano: via Montenapoleone, piazza Duomo, piazza Castello. Anche JJ Martin per presentare i capi della nuova collezione di LaDoubleJ ha organizzato una marcia con 12 amiche bloccando il traffico del Quadrilatero. Il brand di Chiara Ferragni, invece, ha trasformato l’impalcatura di un palazzo in Brera in ristrutturazione in un défilé-installazione, mentre Dolce&Gabbana ha riproposto la sfilata see now buy now al coperto (all’interno di Rinascente), ma aperta a tutti.

Oversize

Logo/Messaging

Versace

Iceberg, but also LaDoubleJ and Chiara Ferragni decided to stage their collections in the streets of Milan. Fashion is for everyone.

I fondi sfilano in passerella: style capital entra in Msgm, Alis si scalda per marras

Massimo Giorgetti

Krizia

Non sono solo i colossi, ma anche le piccole e medie imprese del made in Italy a essere ambite dai fondi di investimento. Mentre tutti durante la fashion week si interrogavano sul futuro di Lanvin, acquisito dal private equity Fosun, due realtà finanziarie italiane erano Antonio Marras pronte (o quasi) a mettere a segno le loro acquisizioni. Il fondo Style Capital, guidato da Roberta Benaglia e che già controlla il brand Forte_Forte, ha infatti annunciato tra una sfilata e l’altra di aver acquisito una quota di minoranza, pari al 32%, di Msgm, marchio fondato nel 2009 da Massimo Giorgetti. La restante quota rimarrà in mano per il 49% alla Manifattura Paoloni e per il 19% a Giorgetti che manterrà il ruolo di direttore creativo. Manca ancora l’ufficializzazione della firma, ma l’accordo è ormai cosa fatta (tanto che potrebbe arrivare da un momento all’altro) tra Antonio Marras e il fondo Alis, che dovrebbe entrare nel capitale del marchio dello stilista di Alghero per finanziarne la crescita all’estero.

Check/Tartan

Animal patterns

Prada

Private equity firms under the spotlight at Milan fashion week: while Msgm has sold a 32% stake to Style Capital, market sources say that Italian fund Alis is ready to invest in Antonio Marras.

Neon Color

15_03_2018

13


woMen’s fashion Week

Andrew, che prima aveva la responsabilità delle sole calzature. Il risultato è stato convincente: per molti buyer uno dei tanti segnali che il lusso sta tornando a essere quello che era in passato. Ne è convinto Noriko Fukushima, chief coordinator luxury Anche per merchandise di Isetan Mitsuil prossimo koshi: «In questo momento in inverno Giappone le donne si dividono prepariamoci in due categorie: da una parte a essere le fashion victim che amano circondati da lo street, il logo e le proposte ugly sneaker molto particolari e, dall’altro, le consumatrici che preferiscono Tiffany Hsu uno stile elegante e femminile. MyTheresa.com Ma in entrambi i casi è imporIl motto è Back to the tante dare loro continue novità, roots perché la coerenza paga in modo da motivarle all’acquisto». Anche Se quindi la legge dei trend domina a Parigi, Roberto Cavalli sembra aver riconquistato a Milano ad andare forte, anzi fortissimo, è il la considerazione dei compratori solo ora che ritorno alle origini. Un fenomeno che in città con questa collezione ha dato prova di aver si potrebbe definire di massa: sono parecchi i brand impegnati nella rielaborazione del loro dna stilistico. «Alle sfilate di Milano - fa notare Silvano Vangi, head of womenswear di LuisaViaRoma.com - molti aziende stanno lavorando e puntando sull’heritage e sull’immaginario, che da sempre contraddistingue i loro brand: stile barocco per Versace, anni ‘70 per Missoni ed etnico per Etro». Ma l’elenco non si ferma qui. Se, appunto, il luisaViaRoma titolo di capitano di Head of womenswear questo movimento Le borse Silvano Vangi reaffirms the power of lo merita Donatella che volano heritage at the Milan shows, in particular Versace con la collesui droni da for Versace, Missoni and Etro. zione tributo al lavoDolce&Gabbana ro del fratello Gianni «Prada ha fatto centro con i colori fluo. e l’asta di Anna della collezione dello Gucci resta leader: i suoi sono gli accessori Dello Russo sono scorso settembre, che si venderanno di più ed è sempre abile stati i momenti anche da Fendi, a creare buzz intorno a sé. Funzioneranno clou della Dolce&Gabbana, ancora le sneaker, quelle che Versace ha settimana. Max Mara e persicreato con il rapper 2 Chainz, sono molto Alla Verber no da Gucci (al netto Mercury/Tsum richieste. Il filone heritage resta fortissimo, delle provocazioni e seguito alla perfezione da Versace, ma delle teste mozzate) anche da Missoni e Etro. Per quanto i codici distintivi delle singole maison sono riguarda i nomi nuovi, Attico è una garanzia, sempre ben visibili in passerella. L’archivio ma ci sono anche Giuseppe di Morabito ha avuto un ruolo importante anche nella e 16 Arlington.In generale noi buyer collezione donna di Salvatore Ferragamo dovremmo dare più spazio alla scouting». per la prima volta interamente affidata a Paul sua anche numeri di filiera incoraggianti (con un fatturato di settore pari a quasi 65 miliardi e un export da 50 miliardi) e il merito di poter dire a fashion week archiviata: «Ho lavorato bene, serve solo continuità». Gli obiettivi a cui tendere, secondo gli addetti ai lavori, sono almeno due: nel prodotto cavalcare l’heritage-mania, che fa furore tra i Millennials e non solo, nella distribuzione fornire risposte forti e nuove a un mercato che chiede a gran voce un cambiamento e che vuole essere continuamente stimolato.

Silvano Vangi

Il 2018? per molti l’anno della svolta 2018 will be a turning point for Tod’s, Aeffe group and the Facchini family.

Tod’s lancia la sua factory Quest’anno Tod’s lancerà il progetto “Factory”, che vedrà l’uscita di più collezioni nell’arco dell’anno, in collaborazione con stilisti diversi. Si tratterà di nomi affermati e giovani talenti, ha detto Diego Della Valle.

Aeffe: più cobrand per tutti Si profila un 2018 roseo per Aeffe. «Siamo soddisfatti delle vendite delle collezioni estive - ha detto il d.g. Marcello Tassinari - e sono andate bene anche le prevendite di quelle autunnali». Nei prossimi mesi i brand del gruppo presenteranno collaborazioni come quella tra Moschino e Renault.

14

15_03_2018

Byblos e genny si separano Riassetto in famiglia per i Facchini, fondatori di Swinger. Manuel Facchini è pronto a creare uno spin off dell’azienda di famiglia, che includerà il brand eponimo (nella foto) e Byblos, di cui è direttore creativo. Il fratello Mathias resta al timone di Swinger, a cui fanno capo Genny e le licenze di Versace Jeans e Class Cavalli.


D E S I G N E D BY F R A N C E S C O S C O G N A M I G L I O

M OT I V I . C O M


woMen’s fashion Week

Ken Downing

Neiman Marcus Senior Vice President/Fashion Director

From Prada’s New Wave to the Native American style of Etro and the Missoni heritage: for Ken Downing these are the best collections seen in Milan.

Gucci

ritrovato le sue radici. «Sono rimasto ben impressionato dal lavoro di Paul Surridge - racconta Armando Nasser, ceo di Sax Department Store in Paraguay -, che con la sua prima collezione mi aveva un po’ disorientato. Ora invece il marchio torna a esprimere la sua vera identità». Sulla stessa lunghezza un buyer di casa nostra come Federico Giglio, titolare di una serie di store a Palermo: «Puntare sul dna del marchio in chiave contemporanea ha fatto bene anche alla linea uomo, che in genere non è mai stata il punto di forza di Cavalli. Tutto era rock, ma senza inutili esibizionismi da passerella». Persino quando si parla di brand emergenti, i buyer preferiscono puntare su nomi sempre fedeli al loro seppur giovane dna: Attico (sempre più lanciato),

con più di 15 milioni di interazioni su instagram La Fashion Week incorona Gucci, Moschino e Versace come i brand con più engagement

Vivetta, Lucio Vanotti. Inutile quindi rincorrere la novità ad ogni costo? «Siamo i numeri uno nel prodotto - è la considerazione di Giovanna Gaudenzi di Gaudenzi Boutique -. Certo, questo non basta per essere i leader del mercato, ma è un aspetto importante». Cosa manca per fare il salto di qualità? «Si dovrebbero mettere da parte gli individualismi - prosegue Guadenzi - e pensare davvero

«La mia collezione preferita? Prada. Ho adorato il suo spirito irriverente, la New Wave anni Ottanta rielaborata in chiave quotidiana e ravvivata da colori brillanti al neon. Penso che quella di Missoni sia stata la miglior collezione mai firmata da Angela. Accattivanti le influenze del Native American South West di Etro, che hanno dato vita ad alcuni dei capispalla più interessanti fra quelli visti a Milano. Anche Attico ha colto nel segno. Mi piacciono i viaggi che a ogni stagione Alessandro Michele e Gucci ci fanno intraprendere: quello per la prossima stagione sarà più romantico del solito. Tra i nomi nuovi Blazé è da tenere d’occhio».

in termini di sistema: veder tornare a sfilare a Milano Valentino e Miu Miu sarebbe un messaggio importantissimo per tutti. Ma fare squadra proprio non è nel dna di noi italiani, mentre vediamo che risultati porterà l’esortazione del presidente dei francesi Emmanul Macron a riportare le produzioni in casa». Ma anche l’incapacità di fare squadra potrebbe presto far parte del “vecchio” mondo

stop ai divismi: Gli stilisti assistono alle sfilate dei colleghi Italian Fashion designers conveyed a clear message of teaming up, attending the fashion shows of colleagues. But Giorgio Armani slates Alessandro Michele. A giudicare dall’andamento di questa fashion week, Anna Wintour, Alessandro Michele e Donatella Versace sembra proprio che i stilisti italiani stiano mettendo da Giuliano Calza (Gcds) e Giorgia Tordini (Attico) parte i protagonismi, a favore di un vero spirito di squadra: lo dimostra la quantità di stilisti seduti in prima fila alla sfilata di un collega. Non è italiana tra cui Giuliano Calza di Gcds e Gilda D’Ambrosio e Giorgia infatti così frequente vedere i designer applaudire il lavoro altrui: a Milano Tordini di Attico, che infatti non mancano mai ai reciproci eventi è capitato con Donatella Versace da Alessandro Michele di Gucci, ma di lavoro. Più che l’amiciza, deve essere stata la curiosità a spingere anche con Andrea Incontri, Marcelo Burlon ed Edward Buchanan di tanti stilisti e imprenditori alla presentazione Moncler. Un elenco Sansovino6 allo show di Alessandro Dell’Acqua per N°21. Anche in lungo che comprende nomi come Dean e Dan Caten, Margherita virtù di una comune esperienza di lavoro nel gruppo Zegna, Alessandro Missoni, Edgardo Osorio, Ennio Capasa, Sara Battaglia. Ad andare Sartori non si è perso la prova di Paul Surridge da Roberto Cavalli. Non controtendenza c’è stato solo Giorgio Armani, che ha pizziccato il solidarietà, ma vera amicizia lega invece alcuni esponenti della new wave collega Alesanndro Michele per le teste mozzate in passerella.

16

15_03_2018


Un party da perdere la testa e che aiuta la fashion week a ritrovarsi

must have

Fall-winter 2018/2019

Sportswear

Cowgirl

Marni

il futuro parte da Moncler Senza sfilate e senza stagioni Su che tipo di collezioni puntare non è stato l’unico tema sul tappeto. Il lusso, la creatività, il savoir faire, sono componenti necessarie ma non sufficienti per competere: occorrono

nuovi linguaggi, formule e tempistiche, per dare una scossa all’alto di gamma e proiettarlo nel futuro. Alla fashion week portabandiera di questa corrente di rinnovamento è stato certamente Moncler con il suo evento Genius acclamato dai buyer, che nonostante le code non hanno rinunciato a osservare e toccare con mano tutte le otto collezioni proposte. Uno show che non è stato una sfilata, né tantomeno una presentazione, ma un viaggio nel futuro, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione. «Mi ha impressionato - racconta Coco Chan di Stlylebop.com - perché risponde alle esigenze del mercato. Non è giusto parlare solo di svolta per i Millennials: sono tutti i consumatori a non sentirsi più rappresentati da un’unica collezione stagionale. Vogliono una moda più attuale e ricca di inventiva». Il format messo a punto dal gruppo guidato da Remo Ruffini è molto articolato, con otto collezioni a stagione (praticamente

Fendi

made in Italy. Oggi infatti fare sistema sembra la nuova priorità, dalla nascita di Confindustria Moda (l’organizzazione che riunisce i diversi comparti del settore), agli stilisti che abbandonano i tradizionali divismi: vanno ad assistere alle sfilate dei colleghi e lavorano in tandem sulla stesso progetto, come nel caso di La Martina, che ha realizzato una capsule Fair Play che si ispira a valori come integrità e amicizia con tre stilisti diversi (vedi pag 82).

Teddy Bear

Emporio Armani

Per Alla Verber di Tsum e Ken Downing di Neiman Marcus è stato l’evento più “hot” della settimana, ma i due top buyer non sono i soli ad aver dimostrato apprezzamento per il party con asta benefica di Anna Dello Russo, a cui molti altri compratori sono intervenuti. Al di là dello scopo filantropico (i 147mila euro ricavati dall’asta andranno a sostengno dei giovani talenti della moda) per i buyer Milano ha bisogno di occasioni che facciano parlare di sé. Specialità, questa, della giornalista e influencer, che è stata tra i primi vip a partecipare al #GucciChallenge, facendosi fotografare con una testa mozzata in mano e ironizzando sulla sfilata della griffe, che ha lasciato perplessi alcuni compratori.

Max Mara

Attended by the who’s who of the fashion industry, Anna Dello Russo’s auction managed to ratchet up 147,000 euros.

Marina Larroude Barneys New York Fashion Director

Pvc

«L’atmosfera in città è stata elettrica. Tutti i grandi marchi non hanno deluso: ho apprezzato Prada, Fendi, Dolce&Gabbana. Anche il co-branding nel segno dello sportswear tra Fendi e Fila avrà sicuro successo, così come continuerà ad andare forte la logomania. Anche dai brand indipendenti ho avuto belle conferme: Vivetta cresce a ogni collezione, The Gigi è un progetto con sempre maggiore credibilità» (nella foto, Marina Larroude alla presentazione a Barneys New York della Birkenstock Box).

N°21

Marina Larroude praises the logomania obsession and the sportswear trend at Milan fashion week.

Sneaker

15_03_2018

17


woMen’s fashion Week

dopo i figli dei vip tommy Hilfiger il cast lo fa in famiglia

Coco Chan

Stylebop Head of womenswear

After the show with the sons of famous stars, Tommy Hilfiger casted for his event two real menber of his own family.

For Coco Chan Milan has been getting better and better thanks to Gucci, Versace and Missoni New energy for Jil Sander, Marni and Ferragamo. «Il momento d’oro di Milano coincide con la rinascita di alcune aziende italiane storiche come Gucci, ma anche Versace e Missoni. Si respira nuova energia intorno a Marni e a Jil Sander, che è stata la mia collezione preferita di ready-to-wear e anche a Ferragamo (il migliore per me per le calzature). Se devo pensare a giovani in netto miglioramento, mi viene in mente Lucio Vanotti. Per noi Milano è un mercato chiave per l’outerwear e i nostri budget rispecchiano questo dato».

una al mese), ognuna delle quali seguirà una ognuna con un target preciso, a cominciare sua logica distributiva. «Uno sforzo enorme dalla 1952 di grande impatto commerciale». da parte di un big, per meglio rispondere alle I progetti realizzati da Pierpaolo Piccioli e esigenze attuali di interscamSimone Rocha sono i preferiti bio tra brand e designer» osdi Ken Downing di Neiman servano Amos e Angela AdaMarcus, Tiffany Hsu di Myni de La Boutique di Adani. theresa.com e Coco Chan. «Un progetto perfetto - dice Un approccio che farà scuola Mantovani -. Va incontro alle anche nel marketing: «Non logiche dell’e-commerce, ma si è sentita la mancanza della soprattutto dei negozi fisici: passerella», chiosa Vangi. «È stimola i clienti ad acquistare il futuro - sintetizza Lia Pagosempre, senza i picchi di inizio ni, sinonimo di lusso in Grecia o fine stagione». «Finalmente -. L’importante per i marchi Versace è stato il luxury sposa le logiche diche decidono per questa stragrandioso. Ho amato stributive del fast fashion - gli da è rinnovarsi senza perdere lo show di moschino fa eco Silvano Vangi di Luile radici». Questa è la formula e le sfilate di Etro saViaRoma - . Non si tratta di del successo di Milano: heritae philosophy. Mi ha see now buy now, né di capsuge + innovazione = creatività. conquistato il ritorno le collection, ma prende il me(Hanno collaborato Alessandi Romeo Gigli glio dalle due formule. Le otto dra Bigotta, Carla Mercurio, Candice Fragis, Farfetch ■ collezioni sono tutte diverse, Angela Tovazzi)

Aspesi sempre più internazionale in squadra arriva anche marco Zanini Marco Zanini joins Aspesi design team: the designer collaborates with the creative director Alberto Aspesi. Dopo essere stato cliente del marchio, Marco Zanini entra a far parte di Aspesi. Lo stilista, impegnato anche in un progetto con Santoni, ha iniziato a collaborare alla realizzazione della linea donna di Aspesi la cui guida creativa è in mano ad Alberto Aspesi. La mission è quella di realizzare una collezione dall’appeal sempre più globale. I mercati internazionali sono infatti il focus di Fabio Gnocchi, a.d. di Aspesi da quando il fondo Armònia ne è diventato proprietario.

18

15_03_2018

Aspesi

Avere in passerella persone che fanno realmente parte della vita di uno stilista sembra essere un nuovo trend quando di tratta di fare il casting di una sfilata. Se alla fashion week maschile Marcelo Burlon aveva scelto i modelli tra gli amici e i membri della sua tribù ed Etro aveva coinvolto dipendenti dell’azienda, questa volta Tommy Hilfiger ha pensato di pescare direttamente dal nucleo familiare. Allo show kolossal Tommy Now Drive messo in scena su una finta pista per auto da corsa dentro al Mico di Fiera Milano, hanno preso parte il figliastro designer Usa, il millennial Julian Ocleppo, che di mestiere non fa il modello ma il tennista, e la nipote Audrey Hilfiger (foto).

Grazie ai BUYER incontrati alle sfilate per il supporto • Amos e Angela Adani La Boutique di Adani • Rosy Biffi Biffi Boutique • Coco Chan StyleBop.com • Ken Downing Neiman Marcus • Candice Fragis Farfetch • Noriko Fukushima Isetan • Giovanna Gaudenzi Gaudenzi Boutique • Federico Giglio Giglio Boutique • Tiffany Hsu Mytheresa.com • Marina Larroude Barneys New York • Dino Maccarrone Maccarrone Boutique • Paolo Mantovani Mantovani Boutique • Armando Nasser Sax • Rachel Kapsalis La Vetrina • Lia Pagoni Gruppo Pagoni • Marina Radenko Tsum • Miyako Sekimoto Matsuya • Cheryl Simpson Prettysilhouette.com • Silvano Vangi LuisaViaRoma • Alla Verber Tsum


Fall Winter 18 -19 Collection

Showroom Via Monte Napoleone 19 Milano Ph. +39 02 76390978 Fragiacomomilano.com/previewfw1819

Fashion Top.indd 1

21/02/2018 10:42:39


markets

fashion destination

la moda corre sull’asse italia-corea Non solo K-food e K-music. La Corea è un mercato chiave anche per il fashion, un Paese con consumatori dal gusto evoluto, sensibili al design e all’alta qualità del made in Italy. Le nostre esportazioni nel 2017 sono cresciute del 10%, la pelletteria del 25,7% e l’ondata di opening non si ferma di ANGELA TOVAZZI

Not just K-food and K-music. Korea is also a key market for fashion, a country with evolved tastes, sensitive to design and Made in Italy high quality. In 2017 the Italian apparel and textile export grew by 10%, leather goods by 25,7%, and the wave of openings store of Italian brands does not stop.

D

ici Corea e la prima cosa che viene in mente è la storica stretta di mano tra il presidente sudcoreano Moon Jae-in e Kim Yo-jong, sorella del Maresciallo Kim Jong-un: un gesto dall’alta carica simbolica, che alle ultime Olimpiadi invernali di Pyeongchang ha mostrato al mondo i primi segnali di disgelo tra i due Stati della Penisola. Ma parlare di questa nazione ha senso non solo per i nuovi sviluppi politici, ma anche per la sua dinamicità economica - il Pil della Corea del Sud, in base ai dati di World Bank, è l’11esimo al mondo, ponendosi come quarta economia asiatica dopo Cina, Giappone e India - ma soprattutto per il forte interesse dimostrato verso i prodotti occidentali, made in Italy in primis. Secondo gli ultimi dati di Sistema Moda Italia, nei primi dieci mesi del 2017 l’export del tessile-moda italiano verso questo territorio ha messo a segno un incremento di circa il 10%, con alcune tipologie di prodotto - come la pelletteria - che ha registrato un’impennata del 25,7% (fonte Aimpes), portando la Corea al sesto posto in valore tra i primi 25 Paesi di destinazione dei manufatti in pelle italiani. Un humus fertile per le nostre aziende, dal medio all’alto di gamma, che infatti stanno accelerando il passo: pensiamo a Max Mara, che ha fatto tappa nell’avveniristico Dongdaemun De-

20

15_03_2018

sign Plaza di Zara Hadid a Seoul (un hub culturale e di aggregazione con caffè aperti giorno e notte e shopping no stop), con la mostra Coats!, rinforzando la propria notorietà nel Paese, dove è stato uno dei pionieri tra i marchi italiani e oggi è presente con 24 negozi e in otto duty free. Ma anche alla recente apertura di Msgm, che ha debuttato nel canale monomarca con un in corea flagship a Gangnam - distretto primi 10 mesi del 2017 diventato famoso con la hit Kpop di musica dance Gangnam +10% Style - primo step di un’espantessile moda Fonte: Smi sione retail che proseguirà nel corso del 2018. La lista con+25,7% tinua con The Bridge, che ha pelletteria deciso di aprire la sua seconda Fonte: Aimpes boutique in Corea nella città di Suwon, a 30 chilometri da Seoul, all’interno dello Sung Hee Kim, coreana shopping center AK Plaza. E con Lorena di Seoul, una delle Antoniazzi, pronta a una seconda fase di modelle asiatiche più espansione: «Tre negozi sono stati aperti lo famose, posa durante scorso agosto - informa Luca Mirabassi, Coats!, la mostra che Max Mara ha presidente e a.d. di Sterne International, portato recentemente cui fa capo il brand - e due sono in dirittura nella capitale, d’arrivo, per giungere entro quattro anni a all’interno dell’iconico un totale di 14 punti vendita». Le opportuDongdaemun Design nità da cogliere sono interessanti per tutte le Plaza di Zaha Hadid realtà con un prodotto “bello e ben fatto”:

L’export


Sotto, un’immagine dell’ultima edizione di “La moda italiana a Seoul”, progetto espositivo di Ente Moda Italia in collaborazione con Smi e Assocalzaturifici, con il supporto di Agenzia Ice. L’ultimo appuntamento, alla quale hanno partecipato 43 brand italiani, ha registrato un boom di presenze, con circa 1.250 operatori intervenuti, il 30% in più rispetto a un anno fa

la k-wave conquista l’europa Creativity from Korea, with an experimental and avant-garde style, is increasingly known also in Italy, and is hosted at events like Milano Moda Donna, Pitti Uomo and Altaroma.

bmuet(te) Silhouette sperimentali, costruzioni couture, materiali deluxe. Bmuet(te) è disegnato dal duo stilistico Byungmun Seo e Jina Um, protagonisti insieme a Beyond Closet (vedi sotto) come special guest all’ultima edizione di Pitti Uomo, dove hanno presentato una collezione ispirata al poeta surrealista Comte de Lautréamont.

beyond closet

«Alcuni mercati riconoscono la qualità più di altri e tra questi c’è sicuramente la Corea», dice Danny D’Alessandro, direttore generale di Aimpes e ceo di Mipel, che dal 13 al 15 marzo ha portato i brand italiani alla quarta edizione di Mipel Leather Goods Showroom in Corea, «uno dei mercati che funzionano» (vedi box a pag. 22). «Questo Paese - interviene Alberto Scaccioni, a.d. di Ente Moda Italia - è cresciuto seguendo la struttura distributiva del Giappone, con il format multimarca, sia indipendente che con department store, come attore principale. Oggi il retail è in crescita vertiginosa, all’insegna della trasversalità dell’offerta e della sperimentazione stilistica». In loco fanno da registi i grandi gruppi che distribuiscono i marchi internazionali del lusso, ma anche i mega shopping mall come Lotte, Hyundai, Shinsegae o Galleria, microcosmi della moda e dell’entertainment che offrono una shopping experience ad alto livello e omnicanale. Insomma, la domanda non manca, soprattutto da parte di Millennials always on e perennemente collegati ai social network (anche perché non c’è luogo che non sia coperto da connessione wireless), attenti in modo maniacale al proprio aspetto fisico e fashion addicted. Un presupposto che non rappresenta però un automatico lasciapassare per il Paese,

A partire dal 2008, quando un giovanissimo Ko Tae-Yong ha esordito alla Seoul Fashion Week, il suo marchio Beyond Closet è diventato sinonimo dell’avanguardia fashion from Korea, con grafiche, pattern e colori ispirati al preppy style a stelle e strisce e tradotti in chiave contemporary.

munsoo kwon Coreano di nascita e con esperienze presso fashion house Usa come Helmut Lang, Thom Browne e Andrew Buckler, Munsoo Kwon è diventato noto anche in Italia dopo la “sponsorizzazione” di Giorgio Armani, che rimanendo affascinato dal suo «stile impeccabile e fortemente spersonale» l’ha ospitato al suo Teatro nel giugno 2017.

soocha Il brand, nato nel 2016, si chiama Soocha ed è firmato da Soojung Cha, designer coreana che in patria ha maturato una lunga esperienza nei tessuti. Arrivata in Italia, dopo gli studi allo Ied, si è formata da Ruffo, Cnc Costume National, Dirk Bikkembergs e Giuliano Fujiwara. Tra gli ultimi successi la partecipazione ad AltaRoma lo scorso gennaio.

15_03_2018

21


markets

1

2

4

3

1. Il primo store coreano di Premiata, nello shopping mall Lotte a Busan 2. Il monomarca Msgm a Seoul, che inaugura la presenza retail del brand in loco 3. Lorena Antoniazzi arriverà a 14 negozi in Corea entro i prossimi quattro anni: nella foto il nuovo spazio di Daegu, al Debec Plaza 4. Un outfit di J Koo, protagonista all’ultima Seoul Fahion Week: la rassegna tornerà dal 19 al 24 marzo

sinonimo di consumatori dalla sensibilità allenata ed evoluta, capaci di andare oltre il logo e i grimaldelli del marketing, oltre che di tradurre i trend provenienti dall’Europa con un filtro del tutto personale: il cosiddetto K-factor. «I coreani hanno un modo di rapportarsi allo stile molto simile a quello italiano, come succede in altri ambiti, come quello del design e del food», dice un portavoce di Premiata, azienda marchigiana di calzature, da quattro anni in Corea e reduce dall’inaugurazione del primo store firmato da Vincenzo De Cotiis a Busan, città di “seconda fascia” in forte espansione, insieme a centri come Daegu, Gwangju e Ulsan. I requisiti per affermarsi in loco sono gli stessi richiesti per i mercati più maturi ed esigenti: «Si tratta di consumatori che adottano velocemente nuovi stili, dei quali si stancano altrettanto velocemente. Per questo non è un mercato facile - spiega Jo Lee, office manager Corea di Maryling, marchio premium nato nel 2010 e prodotto in Italia che ha ampliato la rete distributiva nell’area con due nuovi opening a Seoul, rispettivamente nel department store Galleria e nel Lotte Avenuel World Mall -. Ma se hai successo lì, allora puoi averlo in tutto il mondo. Tanto che molti brand utilizzano proprio il

22

15_03_2018

mipel leather goods showroom in corea

la corea chiama l’italia risponde 21 Italian brands showed their collections at the Park Hyatt in Seoul.

mercato coreano come barometro per capire le possibilità di riuscita a livello internazionale». Le premesse per accedere ed essere competitivi sono le stesse richieste per il Giappone, come sottolinea Alberto Scaccioni: «I buyer - spiega - ricercano un made in Italy non solo curato nei dettagli e nei materiali, ma di ricerca». Oltre alla manifattura, è d’obbligo avere un’identità stilistica, accanto a requisiti più prettamente business, come buon servizio al cliente, puntualità e necessità di un referente locale che possa lavorare costantemente e in maniera mirata sul mercato locale. L’Italian style, però, parte favorito: «La moda italiana e i suoi prodotti - conclude Scaccioni - hanno una reputazione altissima e ci pongono in una posizione di vantaggio rispetto a molti altri ■ Paesi concorrenti». 

Aimpes e Mipel scommettono sui «mercati che funzionano» e nei giorni scorsi (dal 13 al 15 marzo) hanno dato la possibilità a 21 aziende italiane di mettersi in vetrina all’Hotel Park Hyatt di Seoul, nel distretto Gangnam, con le loro collezioni per il prossimo inverno. All’evento, che ha registrato il fully booked, hanno partecipato nomi come Bonfanti, Cromia, Officina Artigiana e Plinio Visonà, per citarne alcuni: un’occasione per farsi notare da selezionati buyer della capitale, ma anche provenienti da città limitrofe come Incheon, Daegu e Busan, coinvolti nell’iniziativa. Interessante il progetto Pop-Up Stores, in tandem con alcuni department store, come Hyundai Coex, che per una settimana a partire dal 13 marzo allestisce un’area dedicata alle aziende italiane, seguito da 5 on the Go (dal 20 marzo, per due mesi) e Musee de Sculp (dal 26 marzo, sempre per due mesi).


modello.indd 1

09/03/18 12:46


interview

GIADA/FRANCO CATANIA

«scendiamo in pista con il millesimato del menswear» Polo di eccellenza nel cuore del distretto del denim, in Veneto, Giada ha legato per molti anni il suo nome a Jacob Cohën, di cui è licenziataria dal 2004. Ora è il momento di nuove sfide: dalla primavera 2019 debutta la licenza Karl Lagerfeld Denim. E a giugno è il momento di metterci la faccia, con un marchio proprio: «Un distillato di eccellenza» annuncia il ceo Franco Catania di Carla Mercurio

Giada, a pole of excellence in the Veneto denim district, has for many years linked its name to Jacob Cohën, of which it has been a licensee since 2004. Now it’s time for new challenges: from Spring 2019 the Karl Lagerfeld Denim license debuts. In June it’s time to launch a directly owned label.

G

iada è una delle aziende del made in Italy che dell’eccellenza hanno fatto il fiore all’occhiello. Una realtà lontana dalle luci dei riflettori, così come lo è Franco Catania, il suo fondatore e ceo, che negli ultimi 14 anni ha lavorato sodo per mettere in piena luce Jacob Cohën, marchio di cui dal 2004 detiene la licenza, in scadenza nel 2021. Un polo da circa 300 dipendenti diretti, più un indotto di circa 700 persone, situato ad Adria in provincia di Rovigo, nel cuore del distretto a maggiore densità e specializzazione europea nel mondo della produzione in denim. Ora per Giada, che nel 2017 ha sfiorato gli 80 milioni di euro di turnover (in crescita double digit), è il momento di uscire allo scoperto con nuovi progetti: «Abbiamo un’expertise unica nella produzione di abbigliamento uomo e donna di alto livello e vogliamo continuare a muoverci nel lusso, dove il made in Italy è

24

15_03_2018

1

2

1. Franco Catania, fondatore e ceo di Giada 2. Una boutique Karl Lagerfeld: dalla primavera 2019 debutta la nuova collezione Karl Lagerfeld Denim, affidata in licenza a Giada

sollevato grande interesse tra gli addetti ai lavori: «Siamo in procinto di annunciare una nuova intesa con un brand molto importante», rivela l’imprenditore di origini catanesi, che nel 1987 ha fondato Giada, di cui oggi insieme alla figlia è il principale azionista. «Siamo pronti a metterci alla prova con un marchio nostro. - aggiunge -. Voglio realizzaabbiamo re il millesimato del menswear, una un’expertise collezione di altissimo livello in cui unica nella il pantalone avrà il ruolo di protagoproduzione di nista, non per forza in denim, con abbigliamento una cura estrema nella vestibilità e uomo e donna nei dettagli. Un progetto che presencompetitivo», racconta Catania. made in italy di tiamo al Pitti Uomo del prossimo alto livello Recente l’accordo della durata giugno». «Abbiamo ben 30 anni di iniziale di dieci stagioni con un esperienza che possiamo spendere big come Karl Lagerfeld, per in tanti progetti», sottolinea Catania, pronto a cui Giada produrrà la linea Denim. Un’intemettere in gioco l’operatività della sua aziensa che sta dando grande visibilità all’azienda da. Una realtà apprezzata per la produzione a veneta. «Giada è un produttore e un market chilometro zero tra lo stabilimento di Adria e leader nel denim di alta qualità. Siamo afun pool di laboratori selezionati della zona, fascinati dal loro amore per i dettagli», ha che ha collezionato in passato collaboraziodichiarato Pier Paolo Righi, ceo di Karl ni con marchi come Yves Saint Laurent, Lagerfeld. Come chiarisce Catania, «Karl Max Mara, Guess, Avirex, Calvin Klein, Lagerfeld Denim è una collezione uomo e Marlboro Classics (oggi Mcs), Best Comdonna interamente made in Italy che debutta pany, Uniform, Iceberg, Otto Kern. E che sul mercato a partire dalla primavera 2019 e alla cura del prodotto è in grado di affianche distribuiremo in Europa, Medio Oriente care un network distributivo tra Europa, e Africa». La linea si compone di capi in deCanada, Paesi Arabi e Giappone, pronto a nim con finiture ricercate come tele cimosate, un’ulteriore espansione: sono in arrivo gli ricami, applicazioni, effetti di texture lurex, Stati Uniti, dove è stata inaugurata Giada declinati in diversi fit, dallo slim a boyfriend America, filiale con sede a New York. ■ e biker. Il buzz suscitato dall’accordo ha già


The Blue Pearl - Chefchaouen - Morocco

SPRING SUMMER 2018

JIJIL.IT


NEWS

THE BRIDGE

DNA PIÙ INVESTIMENTI UGUALE CRESCITA Marco Palmieri, numero uno di Piquadro, fa il punto sulla crescita doubledigit di The Bridge, acquisito circa un anno e mezzo fa. Intanto arriva l’annuncio delle trattative in corso per una possibile acquisizione di Lancel Since its acquisition by Piquadro, The Bridge registered a double-digit growth, «that will go on in 2018» says Marco Palmieri, number one of Piquadro. Meanwhile, Piquadro is in exclusive talks with Richemont to acquire Lancel.

È

passato poco meno di un anno e mezzo dall’acquisizione di The Bridge, storico marchio della pelletteria, da parte di Piquadro, il cui presidente e a.d. Marco Palmieri allora aveva detto di essersi «innamorato» del brand e del suo heritage. In questo arco di tempo l’innamoramento si è trasformato in amore, sostenuto dai fatti. «Nei primi nove mesi del fiscal year The Bridge, con ricavi per oltre 18 milioni di ricavi, ha contribuito per il 35% alla crescita complessiva di Piquadro, attestata da un giro d’affari di 71,3 milioni (+39,2%)» esordisce Palmieri. L’intero anno sarà archiviato per The Bridge intorno ai 23 milioni, con l’obiettivo di progredire del 15% o 20% nel 2018, «anche perché i dati stagionali di sell in indicano incrementi che si aggirano sul +30% o addirittura +40%». Su un dna sano si è innestata una strategia proiettata nel futuro: «Abbiamo lavorato su più fronti - commenta Palmieri - a partire da una riorganizzazione che ha riportato all’interno alcune fasi di lavorazione, agendo in parallelo sul management. Ci sono state anche delle assunzioni, una decina sui nove mesi». Cruciale è stato l’intervento sulla distribuzione, con un lavoro accurato di pulizia e upgrading del wholesale, che oggi conta su circa 300 multimarca e una decina di monomarca. Il business è realizzato per due terzi in Italia e per il resto in mercati come Germania, Svizzera, Nord Europa e Corea. Progredisce l’e-commerce, a sua volta selettivo, al ritmo di un +4-5%, «e anche dai social arrivano feedback positivi: tra l’altro lanceremo con la primavera-estate 2018 un progetto che coinvolgerà una quindicina di influencer, italiane e tedesche». L’advertising occupa un posto di rilievo negli investimenti aziendali su The Bridge: ha catalizzato 1,5 milioni di euro su un totale di circa 15 milioni. Intanto Palmieri non sta con le mani in mano: è di pochi giorni fa la notizia che sono in corso trattative in esclusiva tra Piquadro e 1 Richemont, per verificare la possibilità di un accordo per l’acquisizione della Maison Lancel da parte della realtà bolognese: se il deal andasse in porto, sarebbe un bel colpo per Piquadro, azienda italiana che andrebbe ad accaparrarsi un iconico brand francese, facendo un bel passo avanti nel lusso. (a.b.)

1. Marco Palmieri 2. Un modello The Bridge per l’autunno-inverno 2018/2019

2

26

15_03_2018

AL SALONE DEL MOBILE

UNA CASA VESTITA ETRO Already present in home texile with Etro Home collection, Etro makes its debut with furniture signed Home Interiors, produced by Jumbo group. Il mondo Etro Home, che già comprende le gamme Collection di biancheria per la casa e Accessory di complementi d’arredo, si arricchisce di una nuova offerta che comprenderà mobili per living, dining, bedroom e illuminazione e che sarà lanciata durante il Salone del Mobile di aprile. La griffe ha siglato un accordo in licenza per la produzione e la distribuzione della nuova linea di arredamento Home Interiors, realizzata in collaborazione con il Gruppo Jumbo di Cantù. L’offerta si articola in divani, chaise longue, consolle, librerie, tavolini per l’area living; tavoli, sedie, madie e credenze per il dining; letti, comodini, dressing table e comò per la parte bedroom, senza escludere l’illuminazione. Gli arredi, caratterizzati dallo stile inconfondibile del marchio, saranno presentati alla rassegna di Fieramilano Rho, dal 17 al 22 aprile, e con due eventi speciali nelle boutique Etro Home in via Pontaccio 17, oltre che nella showroom Scultura & Design del Gruppo Jumbo, in via Hoepli 8 (nella foto, la poltrona Babel, un pezzo unico che fa parte della collezione Home Interiors). (an.bi.)


SS2018 SHOES - BAGS - ACCESSORIES

#BEYOURICON


SUSTAINABILITY

PELLICCE

Fendi

VERA O FALSA QUAL È LA PIÙ GREEN DEL REAME? Le sfilate per il prossimo inverno decretano di nuovo il trend della pelliccia, vera e falsa. Intanto si accende il dibattito su quale delle due sia la più sostenibile DI ELISABETTA FABBRI

«Fur is cool» indicate worldwide fashion weeks. But shuld it be real or fake? The debate is open while Peta says «Wear your skin», Iff claims that real fur is the responsible choice.

I

n topless con lo slogan “Wear your own skin” dipinto sulla pelle nuda a Londra e in mutande con maschere giganti da coniglio davanti al Duomo di Milano: gli attivisti dell’associazione People for the Ethical Treatment of Animals-Peta non si sono lasciati sfuggire l’occasione delle recenti fashion week per protestare contro l’uso delle pellicce e dell’angora. Ci sono poi le prese nette di posizione di marchi come Armani, Gucci, Michael Kors e Jimmy Choo «e altri centinaia di brand» che - fa sapere la stessa Peta - «hanno recentemente implementato le policy anti-pelliccia». Tra IN ITALIA gli adepti non mancano celebrity come la giovane modella Ireland Basinger2,65 MLD € Baldwin che mette per contratto di non IL VALORE DELLA volere indossare pellicce e di recente si PRODUZIONE TOTALE è fatta immortalare con il corpo coperto solo dalle parole “Meglio nuda che in pel1,37 MLD € IL VALORE DELLA liccia” nella campagna scattata da Brian PRODUZIONE RETAIL Bowen Smith per Peta. Sull’altro fronte c’è la International Fur Federation-Iff, +4% che ha prodotto un video (disponibile L’EXPORT su youtube) per mettere in luce il danno ambientale causato dalle pellicce in 19.423 materiale sintetico. «Le pellicce naturali LE IMPRESE sono l’unica scelta responsabile» sostiene Fonte: PwC per l’Associazione Italiana Mark Oaten, ceo dell’organizzazione, Pellicceria che include 56 associazioni nel mondo di

REAL

FAKE

LA PELLICCERIA

Elisabetta Franchi

15_03_2018

29


SUSTAINABILITY

Winonah

Due Soli

Simonetta Ravizza

La Peta protesta in piazza Duomo

tutte le professioni legate alla filiera delle pellicce. «Le pellicce vere - spiega - sono eco-friendly in tutte le fasi della produzione, durano nel tempo e sono biodegradabili». Non basta. «Gli animali da allevamento - dicono dalla Iff - sono nutriti con alimenti biologici e i materiali di scarto degli allevamenti sono trasformati in bio-carburanti e fertilizzanti». Per contro le fake-fur «sono prodotte in fabbriche che utilizzano prodotti chimici derivati da combustibili fossili e impiegano nylon e poliestere, i principali responsabili delle emissioni di microfibre». I materiali necessitano di decenni per la biodegradazione, entrano nell’ambiente marino e interferiscono nella catena alimentare. «Se sostenibilità è la parola chiave - sottolinea la Iff - la vendita di pellicce naturali fornisce una fonte di guadagno di vitale importanza per le comunità indigene, aiutandole a gestire il loro ambiente locale». Iff fa inol-

30

15_03_2018

tre sapere che molti designer di successo continuano a usare materiali naturali e che la federazione si fa garante affinché la manifattura produca «nella maniera più sostenibile ed etica possibile». Al momento non esistono statistiche italiane sulle fake fur ma soltatanto su quelle vere. I dati divulgati in occasione del salone TheOne Milano attestano che nel 2017 il valore della produzione delle aziende italiane della filiera della pellicceria ha registrato un aumento del 4,7% a 2,65 miliardi di euro (fonte PwC per l’Associazione Italiana Pellicceria), battendo il +2,5% dell’aggregato moda (tessile, pelle, pelletteria, abbigliamento e calzature). «Dopo la flessione perdurata dal 2012 al 2016 -osserva Norberto Albertalli, presidente di TheOneMilano - i consumi retail sono aumentati dell’1,8%, a 996 milioni di euro». L’export di pellicce è salito del 4%, trainato da Cina e Hong Kong, Francia e Russia ma l’import ha registrato un +6,5%, rimarcando le difficoltà di un settore che in 12 mesi ha subito la chiusura di circa 2.500 imprese (-11% l’occupazione). «Un effetto

Braschi

del mancato ricambio generazionale - commenta Albertalli -. Inoltre alcuni non hanno capito appieno i cambiamenti del mercato, specie sul fronte distributivo». IN RUSSIA FAKE Tagliatore 0205 E COLORATE Reale o artificiale, resta il fatto che gli stilisti continuano a proporre la pelliccia sulle passerelle (ma offre molti spunti anche nell’homewear e nell’interior design). Le abbiamo notate in toni naturali e squillanti, intere o frammentate, per reinventare una tasca, un colletto, una martingala o un polsino. «In Russia vanno forte le fake fur divertenti, in tinte accese - dice Marina Radenko, womenswear buyer dello Tsum di Mosca - . Tutti apprezzano la tendenza ecofriendly in questo momento e anche il colore è una componente importante». Tartan, capispalla ed ecofur sono le maggiori tendenze per il prossimo inverno segnalate da Daniela Kraler dei negozi Franz Kraler, in Alto Adige. Il marchio RinDi, che ha sfilato alla “Italian Fur Fashion Night” organizzata da TheOneMilano, progetta «le pellicce che non sembrano vere pellicce», per chi non


Herno

Antonelli Firenze

Fabio Gavazzi

Chicca Lualdi

vuole ostentare e nella nuova collezione ha introdotto il pvc, come antipioggia per riparare zibellini e cincillà. On stage anche Fabio Gavazzi, che ha proposto la pelliccia «sport couture». Braschi ha fatto sfilare capi in pellami pregiati che, tengono a precisare dall’azienda, sono «certificati Nafa», la case d’aste di pellicce del Nord America, da tempo impegnata per una filiera responsabile e sostenibile. Herno accontenta un po’ tutti con veri montoni multicolor e soffici fake, Chicca Lualdi sceglie il visone rigato per le tasche delle sue giacche e Antonelli Firenze crea l’effetto pelliccia con l’alpaca strappata, ma propone anche veri montoni dal peso piuma. Elisabetta Franchi, da sempre animalista convinta, si ispira ai Seventies con le sue pellicce false smanicate. Stessa policy animalfree per la giovane label Winonah, disegnata da Winonah de Jong, che le sceglie il rosa confetto per i mini-tailleur. Tagliatore 0205 sta invece debuttando nelle faux fur con cappotti e montgomery. «Una scelta ideologica in linea con i nostri tempi» spiega il direttore creativo Pino Lerario, che dopo un’analisi approfondita fra i fornitori di pellicce no-animal ha scelto un produttore europeo e, come materiali, l’acrilico e il poliestere. «Credo che in futuro le pellicce vere e false possano coesistere, ma il mondo sta sviluppando una coscienza eco-sostenibile che potrebbe portare a una graduale uscita di scena delle real fur». Per il patchwork dei suoi bomber Due Soli ha scelto l’orsetto in pura lana e l’eco-pellicia in lana e poliestere, realizzate da un’azienda pratese. «Gran parte dell’ecopelliccia in commercio - spiega Fabio Renzetti, co-fondatore del marchio milanese - è prodotta in Asia, dove sono consentiti trattamenti sui pigmenti da noi illegali. Fanno un uso molto intenso di agenti chimici, per cui non direi che si tratta di un prodotto eco e nemmeno sostenibile». Anonyme ha usato l’astrakan “modificato” in poliestere prodotto in Cina, con interni in cotone, che accontentano anche chi ama le materie prime naturali. «Quella cinese - afferma Alessandro Puccini, titolare e direttore creativo - è una produzione di qualità. Le fake fur piacciono per la praticità, la sensazione di morbidezza e di caldo e perché permettono certi azzardi nei colori». Quanto ai buyer, sentendo vari pareri, sembra non mostrino prese di posizione radicali. Delle pellicce false pare piaccia soprattuto la possibilità di applicare ■ margini molto interessanti.

PELLICCERIA ITALIANA

WHOLESALE E RETAIL TIRANO LA RIPRESA PwC estimates a recovery in the Italian wholesale and retail fur market and a slight decline in the façon segment. La International Fur Federation stima che il business globale della pellicceria superi i 30 miliardi di dollari, conteggiando dagli allevamenti fino al retail (che pesa circa il 90% sul volume d’affari totale). Nord America ed Europa sono i principali player, mentre la Cina pare abbia perso quote sia come acquirente di capi finiti sia come fornitore (a vantaggio di player che seguono precisi standard in termini di welfare e sostenibilità). Il valore della produzione della filiera italiana nel 2017 è salito del 4,7% a 2,65 miliardi, come emerge dalle recenti analisi di PwC, che prevede la cifra di 2,68 miliardi nel 2018. La componente retail ha raggiunto gli 1,37 miliardi nel 2017 (+3,5% sul 2016) e dovrebbe arrivare a 1,39 nel 2018 mentre il wholesale si è attestato a 736 milioni (+3,4%) ed è previsto a 746 milioni. Atteso un calo nella confezione, da 550 a 543 milioni. Nel 2017 l’export è salito del 4%, arrivando al 36% del valore della produzione totale. Da una rilevazione di mercato emerge che il consumo nazionale è influenzato soprattutto da fattori macroeconomici e politici e dalla tracciabilità del prodotto. Il consumatore straniero cerca in primis la qualità e la componente fashion (nella foto, RinDi).

15_03_2018

31


NEWS

TheDoubleF/Francesco Galli

«Finalmente parliamo al mondo» Dalla conquista di mercati come Usa e Asia (che valgono il 49% del business) al lancio di nuovi servizi per il pagamento a rate, fino all’ampliamento della brand list e al varo di collaborazioni con gli stilisti. All’insegna del successo il primo anno della piattaforma TheDoubleF di ANDREA BIGOZZI

After one year, for Francesco Galli it is time to make an assessment of TheDoubleF.

«T

heDoubleF è la naturale evoluzione della storia retail di Folli Follie. In questo primo anno è diventata un’e-destination dello shopping globale. Finalmente possiamo parlare al mondo intero». Francesco Galli, a.d. della catena di multimarca Folli Follie (boutique a Bologna, Mantova, Verona, Brescia e Riccione) e del sito di e-commerce TheDoubleF, ha tracciato il bilancio del primo anno di vita della piattaforma digitale del gruppo, non solo fornendo i risultati positivi già raggiunti, ma anche alcune segnalazioni per il futuro «perché in questo settore - dice - il lavoro non è mai finito». Incoronato dal successo internazionale (quasi la metà delle vendite è realizzata in Usa e Far East), il primo anno di TheDoubleF è stato un crescendo di scelte forti: dall’innovazione nella modalità di acquisto (con la possibilità di acquistare outfit con un solo click) all’assistenza 24 ore su 24 grazie al sistema Chat-&-Buy. Proprio in coincidenza con l’anniversario arrivano una serie di novità, con cui Galli e il suo team, basato nell’headquarter di via Piranesi a Milano, si attendono di dare ulteriore slancio al business. Arriverà a breve, infatti, un new tool chiamato Buy now, Pay tomorrow, che permetterà all’utente di scegliere se rateizzare i propri acquisti. Il progetto pilota renderà i finanziamenti disponibili in alcuni

32

15_03_2018

2

1

1. Francesco Galli, a.d. di Folli Follie e TheDoubleF 2. Uno dei look proposti su TheDoubleF

Paesi europei selezionati e nei prossimi mesi il servizio diventerà sempre più capillare, per far volare gli oggetti del desiderio di TheDoubleF intorno al globo. A breve l’online experience su TheDoubleF diventerà ancora più interessante: la brand list che al momento conta 150 nomi tra cui Prada, Miu Miu, Saint Laurent, Stella McCartney, Valentino, Gucci, Givenchy, Dolce&Gabbana, Off-White, Rick Owens) si arricchirà ulteriormente, inoltre si darà il via a una serie di collaborazioni con griffe, che porteranno al lancio di capsule vendute in esclusiva. Investimenti, questi, che dimostrano come per la famiglia Galli e il gruppo Folli Follie il business digital sarà sempre più centrale. Oggi l’e-commerce incide per il 5% sulle vendite totali dell’azienda (salite a 180 milioni di euro nel 2017), ma secondo Galli è destinato a salire fino al 30% entro i prossimi tre anni. La crescita sarà determinata dall’estero: i ricavi di TheDoubleF arrivano per il 49% da Usa e Far East. L’Italia, che rappresentava il 55% del business nella fase iniziale, oggi pesa per il 30%, seguita da UK, Germania e dal resto dell’Europa, per il rimanente 21%. ■

DIESEL A PARIGI

Via al progetto Red Tag con Shayne Oliver Diesel launched its multi-capsule project, called ‘Red Tag’: the first colab is with Shayne Oliver. Dopo Moncler e Tod’s, anche Diesel è scesa in campo con un progetto multicapsule, battezzato ‘Red Tag Project’, piattaforma su cui opereranno diversi designer, con piccole proposte rivolte a un numero selezionato di negozi nel mondo. Il debutto a Parigi con Shayne Oliver, ex direttore creativo di Hood by Air, che durante la fashion week ha presentato in uno spazio industriale nella Rive Gauche una serie di dieci look, nel corso di un evento. Sotto i riflettori capi caratterizzati da molteplici ispirazioni, con giacche ritagliate e squadrate abbinate a pantaloni che reinterpretano il denim in modo anticonvenzionale. «Questa capsule è proprio il linguaggio di Renzo Rosso, il fondatore del brand. Un denim dall’estetica pulita e raffinata che soverchia gli eccessi di tendenza» ha detto Shayne Oliver. «Stiamo lavorando su una serie di iniziative globali, una delle quali è questa, con gli stilisti più innovativi a livello internazionale, come Shayne - ha dichiarato Renzo Rosso -. Le nuove generazioni sono attratte da prodotti belli, che hanno un’anima e che parlano il linguaggio di oggi». Ogni collezione nell’iniziativa sarà curata e distribuita da Tomorrow London Ltd., la piattaforma che fornisce consulenza a marchi all’avanguardia. (c.me.)


cashmere

LE SFIDE DELLA FIBRA PIù NOBILE

capi low cost? La differenza c’È. E si vede Tracciabilità della produzione, manualità, valore delle materie prime sono i plus su cui scommettono le aziende che da anni plasmano il cashmere, per dare vita a collezioni preziose. In un mercato invaso dalle proposte delle catene low cost si impongono ancora di più le eccellenze artigianali del made in Italy di carla mercurio

Traceability of production, craftsmanship, the choice of precious raw materials are the pluses on which the companies that have been specialized in cashmere for years bet, in order to create luxury collections. In a market invaded by proposals from low-cost chains, the excellences of made in Italy are the winners.

D

a sempre un prezioso stae garanzia del brand: sono queste tus symbol, il cashmere è le credenziali esibite da Roberto reperire il miglior stato sdoganato oggi anche dai Colombo, presidente del Lanicashmere brand più accessibili e perfino ficio Luigi Colombo, azienda di al mondo È dalle catene del mass market, famiglia del distretto biellese tra i un’operazione che lo propongono a prezzi suleader nella tessitura di cashmere complessa, ma per competitivi in una molteplice e fibre nobili, apprezzata anche rappresenta il varietà di modelli e colori. Con per la produzione di capi finiti, primo step per una simile ampiezza di propoche valgono il 25% del giro di afla realizzazione ste ha ancora senso scegliere le fari (82 milioni di euro nel 2017). di un capo finito versioni ben più costose degli «Reperire il miglior cashmere al di altissima specialisti del settore? Viene in mondo è un’operazione complesqualità mente a questo proposito uno desa ma rappresenta il primo step gli eventi che più hanno lasciato per la realizzazione di un capo Roberto Colombo il segno allo scorso Pitti Uomo: di altissima qualità, che si distinLanificio Luigi Colombo la presentazione nella Limonaia gue in modo netto dai prodotti di di Villa Vittoria di Malo, storimassa sul mercato», racconta. «Il ca manifattura di cashmere italiana, nata nel secondo metro di valutazione - prosegue - è 1972, che lotta per uscire dallo stato di crisi. rappresentato dal prezzo, che non può esseA colpire non sono stati tanto i capi sotto i re basso, perché la migliore materia prima è riflettori, ma soprattutto le maestranze dell’amolto costosa. E poi c’è la garanzia del nozienda in azione: operose signore in camice stro brand, altro aspetto importantissimo». bianco d’ordinanza hanno dimostrato live «Oggi il consumatore è più maturo e capisce quanto ancora valgano le capacità manuali e le differenze. Per questo abbiamo brevettato il savoir faire italiano. Un concetto in cui è un microchip che attesta la nostra produzione racchiusa la risposta al quesito. La differenza 100% made in Italy e la rende tracciabile» è nell’offerta sul mercato c’è, si vede e si lega il commento di Luca Mirabassi, presidente a politiche aziendali elaborate e molto costoe a.d. di Sterne International, cui fa capo il se, appannaggio delle eccellenze artigianali marchio Lorena Antoniazzi, azienda di Pedel made in Italy. Realtà come Loro Piana, rugia nel cuore del distretto italiano più attivo Brunello Cucinelli, Lanificio Luigi Colomnel comparto del cashmere. «In questo modo bo, per citarne alcune. Materia prima, prezzo - aggiunge Mirabassi, a capo di un’azienda

34

15_03_2018

Loro Piana


l’eccelleNZa di malo cerca iNVeSTiTori Waiting for an investor, in order to relaunch the company, Malo focuses on the product. Ammessa alla procedura di concordato preventivo, malo punta a individuare un investitore che possa acquistare l’azienda, con le migliori prospettive possibili in termini di conservazione del valore dell’impresa e una conseguente tutela delle aspettative di dipendenti e creditori. Intanto si punta sul prodotto, per enfatizzare il know how della manifattura.

Lanificio Colombo

da 18 milioni di euro di fatturato nel 2017, con la previsione di raggiungere i 20 nel 2018 - il cliente può sapere da dove vengono le nostre materie prime, che compriamo dal Gruppo Zegna, può accedere a tutte le fasi di realizzazione dei capi, fino ai singoli trattamenti cui ciascun articolo è sottoposto. Può inoltre scoprire che i nostri prodotti sono certificati dall’Associazione Tessile e Salute, che garantisce l’assenza di enzimi nocivi per la pelle e la salute, perché i nostri trattamenti e le tinture rispettano le normative europee». Concetti condivisi da Pierantonio Gaspari, stilista del marchio forlivese PierAntonioGaspari (5 milioni di euro previsti nel 2018, in crescita del 20% sul 2017): «Nella mia collezione la qualità è garantita dalla scelta del fornitore, dal tipo di cashmere selezionato e dal relativo titolo finale. Rilevante è sicuramente la gradazione di tessitura del filo e il successivo lavaggio industriale, che garantiscono una maggiore resistenza al pilling e all’usura». Come chiarisce il

PierAntonioGaspari

Malo

designer, i prodotti in cashmere delle grosse catene sono spesso lavorati con tensioni molto “lente”: il risultato è un minore impiego di filo e quindi di costo, una maggiore apparente morbidezza, che si traducono però in una resistenza all’usura decisamente bassa. «Poi c’è la scelta della modellistica che, nel mio caso, è sempre caratterizzata da soluzioni inedite e contemporanee» puntualizza. INNOVARE NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE Legato prevalentemente a un’immagine sobria, il cashmere evolve con l’evolvere della moda, ma gravita sempre in una sfera di raffinatezza e bon-ton lontane dagli eccessi: contemporaneo è la parola giusta per definire l’orientamento delle aziende. Significativo a questo proposito il percorso di Loro Piana, che dal prossimo inverno compie una svolta in direzione di una raffinatezza urbana e un’immagine dinamica, mettendo d’accordo la tradizione artigianale italiana con un gusto estetico contemporaneo. Una collezione in

GLI SCIALLI DI 19ANDREAS47

artigiani per vocazione Born in 2008, 19Andreas47 proposes shawls, scarves and capes in fine fibers. 19Andreas47 nasce nel 2008 con l’idea di proporre scialli, sciarpe, stole e mantelle, impiegando principalmente fibre pregiate come cashmere e mischie di cashmere e seta e cashmere e lino. Caratterizzate da lavorazioni e finiture fatte a mano, le proposte di 19Andreas47 sono il frutto dell’expertise di Valbisenzio Tessitura a Navetta, azienda di Prato specializzata nella produzione di sciarpe e altri articoli in cashmere per prestigiosi brand. Venduti in tutto il mondo a circa 300 clienti al top, gli scialli firmati 19Andreas47 sono tessuti internamente su antichi telai a navetta originali degli anni ‘50 o ‘60. Molti dei pezzi vengono successivamente tinteggiati e stampati a mano, rifiniti e controllati internamente da esperti.

15_03_2018

35


cashmere

cui i tessuti double-face conferiscono leggerezza estrema a cappotti e cappe e dove la maglieria, lavorata con tecniche tradizionali come intreccio, aran e coste, sceglie filati finissimi, sposando pantaloni modello jogging o in versioni classiche. Cashmere e baby cashmere, fibra rara e preziosa ottenuta dai cuccioli di capra Hircus una sola volta nel corso della loro vita, sono i tessuti intorno ai quali ruota la collezione, declinata in delicate nuance pastello, nelle gradazioni più intense dell’azzurro e dell’ocra o nel candore del bianco ottico. Nel settore c’è spazio comunque per le sperimentazioni, anche perché molti degli specialisti non sono focalizzati esclusivamente sul cashmere puro ma amano giocare con mischie a base di altri materiali nobili. C’è chi non si tira indietro, come PierAntonio Gaspari, che propone una collezione ricca di capi colorati, intarsiati e garzati. «Gli articoli iconici della Fall 2018/2019 sono rigati diagonali lavati e garzati, ma ancora di più la lamina effetto pelle craquelé - spiega lo stilista -. Mi piace rinnovare la grafica, la cromia e il volume, restando fedele alle esigenze fondamentali che il filo impone». Ma la tecnologia, sia pure importantissima, non è la conditio sine qua non: «È sempre importante essere aggiornati su nuove lavorazioni, applicandole anche in maniera sperimentale - chiarisce Pierantonio Gaspari -. Spesso però sono proprio l’artigianalità e le vecchie maestranze che possono creare un plusvalore, in quanto non più accessibili ai prodotti di mass mar-

tato di un tenace lavoro di ricerca e dell’utilizzo di macchinari di ultima generazione nelle fasi di lavorazione: il frutto dell’unione del cashmere con la seta, per un tessuto di soli 160 grammi, leggero, ingualcibile e brillante». Perfetto per le giacche all season del brand, ossia i capi iconici di una collezione dall’impronta metropolitana, sempre fortemente legata al patrimonio della tradizione laniera, tramandato di generazione in generazione. Un’eredità che anche Malo intende mettere in luce con la collezione del prossimo inverno, volta a enfatizzare la capacità dell’azienda fiorentina di nobilitare le fibre più pregiate e tradurle in capi senza tempo. Complici gli spunti che vengono dall’archivio storico, Lorena Antoniazzi dove sono conservate oltre 5 milioket». C’è solo un modo per realizzare maglie ni di testimonianze tessili, nascono capi in in cashmere di alto livello, ossia la manualità, puro cashmere o in mische pregiate, come il è il parere di Luca Mirabassi: «Per il 70% le kashuna, che abbina il cashmere alla vicuña: nostre proposte sono realizzate a mano tra il abiti in maglia, cappotti senza tempo, parka nostro stabilimento e laboratori esterni: dale capispalla con inserti in pelliccia e tanti ac■ le fasi di rimaglio allo stiro, dal rammendo cessori, all’insegna del cocooning. all’attaccatura delle etichette e al controllo qualità. Le macchine, e quindi la tecnologia, entrano in gioco per il 20% nella fase di tessitura e per il 10% nella follatura». A proposito di innovazione, Roberto Colombo del Lanificio Luigi Colombo rimanda a un tessuto particolarmente prezioso: «La tecnologia - chiarisce - permette di enfatizzare le proprietà intrinseche della materia prima FABIANA FILIPPI preziosa. All’ultima edizione di Milano Unica, per esempio, abbiamo presentato il Cashmere 4.0, che è un’eccellenza, il risul-

AVANT toi home

una casa in chiave light The first monobrand dedicated to the Avant Toi Home brand debuts during Milan Design Week. Debutta a Milano, in occasione della Design Week di aprile, il primo monomarca dedicato alla collezione Avant Toi Home, che si apre in via Carlo Botta 8. Uno spazio di 110 metri quadri che utilizza i materiali iconici del brand (cashmere e lana) per ricoprire i lampadari, avvolgere gli specchi e diventare parte di verie propri affreschi. In vendita la collezione home del marchio, nata lo scorso anno a completamento delle linee moda uomo e donna: coperte, cuscini, tappeti e tovaglie, per una casa all’insegna della morbidezza.

36

15_03_2018

tempo di alphabeat

Alphabeat is a project by Fabiana Filippi: light cashmere sweaters dedicated to the letters of the alphabet. Appena uscito nei principali store Fabiana Filippi e sul sito fabianafilippi.com, Alphabeat è un progetto continuativo del brand, che propone maglie in light cashmere dedicate alle lettere dell’alfabeto. Ogni capo diventa espressione di un messaggio, che sia ricordare l’iniziale del proprio nome, di quello della persona amata o di uno stato d’animo. Tutte le lettere sono caratterizzate da una diversa sfumatura di colore e impreziosite da un particolare scintillante.


Sembra ieri, già... sembra solo ieri che inaugurammo l’outlet, invece sono passati 10 anni! 10 anni di lavoro, soddisfazione e orgoglio. Ma noi non siamo più quelli di 10 anni fa e nemmeno i nostri clienti lo sono. Perché in questi anni siamo andati avanti, insieme.   Così Mondovicino è cresciuto costantemente, è cambiato, ha svoltato, ha guardato avanti e pure indietro, quando è stato il caso.    Abbiamo sperimentato, provato, investito, rivoluzionato; la nostra voglia di migliorarci, invece, è rimasta immutata in tutto questo scorrere del tempo.     In questi 10 anni abbiamo visto i telefonini diventare sempre più potenti e tecnologici. Abbiamo visto esplodere i social network e cambiare le nostre abitudini di vita. Abbiamo visto mode nascere rapidamente e sparire ancora più velocemente. Abbiamo osservato marchi spuntare dal nulla e diventare universali e altri finire in soffitta in un attimo. Questi ultimi anni sono stati davvero ricchi di cambiamenti, in ogni settore. Come potevamo, quindi, solo pensare di poter restare immutabili noi?    Non solo non lo abbiamo fatto ma abbiamo sempre cercato di anticiparli, questi cambiamenti e, quando non è stato possibile, ci siamo attivati per sfruttarli al massimo.   Perché Mondovicino è un ecosistema vivo e, come tutti gli ecosistemi, deve sapersi adattare a ciò che accade intorno a sé. Ciò che maggiormente ci interessa è essere sempre più vicini alle persone e alle loro esigenze.    Vuol dire avere la forza di mettersi in discussione e, anche quando i tempi consigliano magari di rallentare, investire.  Proprio così. Investire. Non solo economicamente ma anche in termini di energia e progettualità. E noi lo abbiamo sempre fatto. Oggi più che mai.    I cambiamenti sono sempre all’ordine del giorno da noi, ecco perché stiamo sempre con le orecchie tese per raccogliere nuove esigenze, suggerimenti e anche critiche. Un outlet che non cambia è un outlet che non rispetta la realtà e che non conosce la propria gente. Mondovicino non ha mai voluto essere una vetrina, ma un luogo dove spendere bene il proprio tempo, dove vivere esperienze con gli amici di sempre o dove incontrarne di nuovi.    Le persone sono parte integrante di quell’ecosistema che descrivevamo; ne fanno la quotidianità e ne tracciano gli umori.   Dopo questi primi 10 anni possiamo affermare con orgoglio che Mondovicino non è un outlet.  Mondovicino  è un contenitore di storie che ci piace raccontare, storie senza comparse ma con tanti protagonisti. Ed è anche la storia di un territorio del quale facciamo orgogliosamente parte e per il quale lavoriamo alacremente tutti i giorni.   Per celebrare questi nostri 10 anni insieme, abbiamo deciso di lavorare, di impegnarci ancora di più e di continuare a cambiare per poter offrire sempre il meglio. È questo il regalo che abbiamo deciso di fare a tutti quelli che hanno creduto in noi e che vogliono continuare a farlo. Perché Mondovicino Outlet non è la nostra storia, ma la vostra.

Andrea Caramelli

www.mondovicino.it

FA N 5 MONDOVICINO.indd 1

12/03/18 16.28


BRAND PROTECTION

fake e legal fake

attenti a quei due La moda continua a essere coinvolta in fenomeni come la contraffazione e il commercio di legal fake, specie nello streetwear, finito anche di recente nelle aule dei tribunali italiani. Gli avvocati esperti di proprietà intellettuale consigliano vivamente di registrare il marchio. Ma anche chi non lo registra ha delle chance di ELISABETTA Fabbri

The fashion industry continues to be involved in phenomena such as counterfeiting and the trade of legal fakes, especially in the streetwear sector, as it recently debates the Italian courts. Intellectual property lawyers strongly recommend a trademark registration, but even companies who do not register stand a chance.

I

primi a lanciare un alert sulla pagine di Fashion sono stati alcuni buyer italiani di abbigliamento infantile: il mercato sarebbe adulterato dalla vendita di capi di marchi contraffatti e dei cosiddetti legal fake, cioè copie ma legali (fino a prova contraria), perché chi le produce e commercializza su un dato territorio ha registrato il marchio in quel Paese prima del fondatore del brand originale. In Italia e a San Marino pare che i falsi legali siano una pratica molto diffusa, specie nello streetwear, e non solo quello in taglie mini. Uno dei casi più citati dalla letteratura in materia è Boy London, marchio Maglie Deisel nel temporary fake store Deisel a New York: britannico riconoscibile per l’aquila che Diesel scherza sui falsi con l’auto-contraffazione poggia sulla “o” di Boy. Ma c’è aquila e aquila, come si può notare confrontando vari siti di vendite online con il web store ufficiastore Supreme, con un investimento di 12mila le. Fondato nel 1976 da Stephane Raynor e legadollari, che diventa un punto di riferimento per to alla scena del brit-punk, Boy London è un everskater, punk ed esponenti dell’hip-hop. La sua green apprezzato anche in Italia. Quanti però fama è alimentata da una lunga serie di collaborasanno distinguere il capo dello storico marchio zioni con musicisti, artisti, fotografi, marchi di inglese da un altro, dal logo molto simile, prodotabbigliamento, calzature e accessori (tra gli altri to invece a Barletta (da più parti indicato come Nike, The North Face, Levi’s, Timberland, Launo dei distretti dei falsi legali)? In giro c’è anche coste e l’italiano Stone Island, che si è legato più tanto casualwear Pyrex, con un logo pressoché volte al brand di New York, la prima nel 2014) e uguale (per via del lettering, che rievoca il mondo dall’affermarsi dello streetwear nella moda. Nel dei college Usa) a quello lanciato da Virgil Abloh gennaio 2017 Supreme arriva persino a Parigi, con Pyrex Vision: una piccola collezione di felsulla passerella di Louis Vuitton: evento che lo pe, short da basket e magliette venduta a prezzi consacra come uno dei marchi più cool dell’urproibitivi e mai più ripetuta dopo l’esordio, nel banwear. Una fama di certo riconosciuta dalla 2013. Come mai, se si digita “Pyrex T-shirt” su società americana di private equity Carlyle che, Google compaiono 392mila risultati e visitando, qualche mese dopo, diventa socia al 50% della per esempio, la vetrina di amazon.it se ne possoChapter 4 di Debbia, valutando la label un mino acquistare una settantina di modelli? C’è poi il liardo di dollari. Non si sa però se il partner financaso di Supreme, di recente entrato nelle aule del ziario fosse a conoscenza del fatto che in alcuni Tribunale di Milano, per contrastare la contraffaPaesi tra i quali l’Italia il marchio Supreme, che zione del marchio e la concorrenza sleale. Nel non ha wholesaler (eccetto, pare, il Dover Street 1994 James Jebbia apre a New York il primo Market), era stato registrato da altri, che produ-

38

15_03_2018

cono e commercializzano un casualwear connotato da un’etichetta molto simile (se non identica) a quella newyorchese (scritta in bianco su fondo rosso con il font Futura), ma che nulla ha a che fare con essa. Aspetto questo di non poco conto, se si pensa al valore della reputazione aziendale e a problematiche come l’annacquamento del marchio e la confusione che si può ingenerare fra i consumatori. I legali di Chapter 4 si stanno muovendo in Europa e in gennaio hanno diramato un comunicato per dichiarare la vittoria, in Italia e San Marino, del marchio americano in un’azione di contrasto alla contraffazione. «Il Tribunale di Milano - precisano - ha confermato in primo e secondo grado cautelare i provvedimenti di inibitoria e sequestro, mentre a San Marino è stato ottenuto un provvedimento cautelare di descrizione e sequestro». «I due giudizi - dicono hanno portato complessivamente al ritiro di circa 120mila prodotti». Tra gli accusati, la società di diritto inglese International Brand Firm-IBF ha tenuto a chiarire, attraverso i propri legali, che «le decisioni attengono tutte a fasi sommarie, sono ordinanze e non sentenze» e che «vi sono territori in cui IBF è legittima titolare di diritti di marchio». «IBF ha registrato regolarmente i propri marchi “Supreme” in 54 Paesi - specifica il direttore commerciale Gianfranco Neve -. Quando abbiamo deciso di produrre una linea Supreme nulla sapevamo della Chapter 4». Azienda che a suo avviso «non godeva fino a pochi mesi fa di alcuna notorietà in Italia». IBF, come ricorda Neve, ha lanciato la sua prima vera produzione Supreme in Italia nel settembre/novembre 2015, «presentando regolare domanda per la registrazione del proprio segno presso il competente Ufficio Italiano Brevetti e Marchi». «Le nostre


collezioni - specifica Neve - nulla hanno a che fare con il prodotto americano, propongono capi adatti alle esigenze del nostro mercato anche in termini di pesi, misure, stile e offerta. La nostra politica di prezzi è molto chiara: riteniamo che non sia affatto etico vendere una felpa o una Tshirt a centinaia di euro». Confidando nella giustizia, Neve fa presente che qualche provvedimento favorevole a IBF è arrivato, «con i dissequestri ordinati da diverse procure e tribunali italiani». In attesa di conoscere chi avrà la meglio, abbiamo sottoposto la questione dei fake e dei legal fake agli avvocati dello studio Rödl & Partner. «Sembra paradossale parlare di “legal fake” esordisce l’avvocato Mario Pozzi, esperto in diritto della proprietà intellettuale dello studio milanese - dal momento che si tratta di un ossimoro: un prodotto o è “legal” o è “fake”. Tuttavia oggi assistiamo con una certa frequenza a condotte parassitarie (quasi-contraffattive), che sfruttano le “dimenticanze” dei legittimi titolari del marchio, insinuandosi tra le maglie della legge, per iniziative al limite della legalità». «La registrazione di un segno di4 stintivo, quale è, ad esempio, il marchio d’impresa - precisa il legale - dà diritto all’imprenditore che lo registra di farne uso in esclusiva, in un determinato territorio, fisico e virtuale, e in relazione a specifici prodotti o servizi». Se non procede a estendere la protezione anche in altri Paesi, gli può capitare di assistere alla circolazione del brand attribuito a prodotti che nulla hanno a che fare con il suo, rischiando di ingannare il consumatore in relazione all’origine e alla qualità che contraddistinguono il suo marchio. In questi casi come si può rimediare? «Si può dimostrare risponde Pozzi - che la registrazione, a opera del terzo, è avvenuta in malafede: un rimedio che tutela la legittima aspettativa di un soggetto, rispetto a un determinato marchio, pregiudicata dalla più tempestiva registrazione del medesimo segno compiuta da altro soggetto (consapevole delle intenzioni del primo), che agisca allo scopo di ostacolare il progetto del concorrente, ovvero nella consapevolezza di appropriarsi del diritto altrui». È il caso del distributore che cerca di appropriarsi del marchio dell’incauto produttore, che non ha

provveduto tempestivamente a registrare il marchio nel Paese del distributore. C’è anche il caso di uso di un segno simile a un marchio rinomato in un determinato territorio, di cui il registrante in malafede conosceva o avrebbe dovuto conoscere l’esistenza. Il consiglio è individuare gli asset strategici per l’impresa, comprendere quali sono segni, loghi, parole, suoni, colori, tag, slogan, forme, profumi ma anche layout dei negozi che contraddistinguono maggiormente i prodotti o l’attività dell’azienda. Quindi proteggerli, magari attraverso una registrazione come marchio o come nome a dominio, denominazione sociale. «Si può anche decidere - osserva Pozzi - di tutelare solamente la forma esteriore dei prodotti iconici e di successo». Louboutin, per esempio, ha registrato la nota suola rossa (marchio di colore), mentre il

1

3

1. Hoody Supreme della collezione Spring-Summer 2018 e 2. una recente collaborazione del brand di New York con Nike 3. Una T-shirt Pirex venduta sul web 4. Il logo di Boy London su una maglietta venduta nello store online ufficiale

gioielliere Tiffany & Co. protegge il colore Tiffany Blue (numero Pantone 1837) nel mondo. Stella McCartney ha registrato e tutelato la forma della sua Falabella Bag, Ferragamo si cautela per la fibbia Vara, come marchio europeo e Ralph Lauren ha l’esclusiva sul celebre polo player. Va inoltre ricordata una recente iniziativa di “auto-contraffazione”: il temporary shop Deisel aperto a New York durante la fashion week

che vendeva capi Deisel: pezzi unici con cui Renzo Rosso ha voluto ironizzare sul fenomeno dei falsi. Infatti Deisel è un marchio di Diesel registrato negli Stati Uniti. DOPO LA REGISTRAZIONE, MONITORARE I CANALI DISTRIBUTIVI Dopo la registrazione è bene implementare una serie di strategie per monitorare i canali di distribuzione e promozione, fisici e virtuali, dei prodotti. «Si pensi al controllo nelle fiere - spiega Pozzi o al dialogo e allo scambio di informazioni con le autorità doganali e di polizia, nonché alla sorveglianza sul web, grazie all’ausilio di potenti software in grado di scansionare i principali social network e le maggiori piattaforme di e-commerce, al fine di identificare i prodotti contraffatti». Da ultimo, alle imprese è raccomandato avvalersi di specifici strumenti legali idonei ad arginare, nei tempi più brevi, le condotte illecite (come l’invio di lettere di diffida, le cosiddette cease and desist letters) e - in caso di fenomeni contraffattivi ad ampio raggio o particolarmente dannosi per il brand - «l’avvio di procedimenti giudiziari volti ad inibire tali condotte, sequestrare le merci contraffatte e ottenere il risarcimento del danno». Chi non registra, però, non deve considerarsi spacciato. «I segni distintivi non registrati - spiega Pozzi - si possono tutelare ricorrendo alle norme sulla leale concorrenza, che impediscono di utilizzare nomi o segni distintivi legittimamente usati da altri e sanzionano, in termini generali, gli atti usurpativi che creino confusione con i prodotti o con l’atti2 vità di un concorrente». Tuttavia la registrazione rimane la strategia da preferire, perché non è sempre agevole dimostrare l’esistenza del diritto sul marchio non registrato. Per di più registrare non sembra un’operazione così onerosa. Rosa Mosca, IP specialist di Rödl&Partner quantifica la spesa per la registrazione in Italia intorno ai mille euro (inclusa la ricerca di anteriorità, per capire se esistono marchi identici o simili già registrati in relazione a un determinato prodotto). Paolo Peroni, partner dello studio, allerta sugli effetti della contraffazione: «I falsi realizzati e distribuiti su scala globale, oltre a danneggiare l’economia, rischiano di mettere a repentaglio la salute e la sicurezza delle persone, essendo spesso realizzati con materie prime non a norma di legge». «L’educazione del consumatore - conclude - gioca un ruolo fondamentale nell’orientare le sue scelte, rendendolo consapevole dei rischi che si celano dietro incauti acquisti di merce contraffatta». ■

15_03_2018

39


NEWS

ZANELLATO

«PUNTO A una crescita sana e sostenibile» A Milano per presentare la nuova Duo Metropolitan, Franco Zanellato parla dei prossimi progetti di espansione, con due opening all’estero e una showroom nel design district milanese di Angela Tovazzi

Franco Zanellato presented the new Metropolitan Duo bag in Milan and announced his next projects: a new Milanese showroom in the design district and two openings, in Tokyo and Moscow.

I

n un elegante appartamento milanese, lontano dal chiasso della fashion week, sei donne di età differente mostrano diversi modi di interpretare una borsa Zanellato. Esclusività, timeless, personalità: sono questi i concetti a cui tiene Franco Zanellato, ceo e direttore creativo del brand vicentino di pelletteria, orgoglioso della sua Duo Metropolitan (nuova versione del progetto Duo, lanciato nel 2017 per affiancare le iconiche Postina e Nina) e dei piani di espansione, dalla Russia al Giappone.

Sul mercato sta per arrivare Duo Metropolitan. Quali gli atout? È elegante nelle proporzioni, lussuosa nei materiali, realizzata interamente nell’Atelier Zanellato di Vicenza. Soprattutto è trasversale, capace di trasformarsi nella forma e nella dimensione, grazie a un raffinato gioco di lacci in pelle. Franco Zanellato

Un prodotto destinato a conquistare le clienti all’estero, sempre più numerose... L’Italia, con una percentuale pari al 55%, rappresenta il nostro primo mercato, ma l’obiettivo è proseguire nell’internazionalizzazione del brand, già molto affermato in Paesi come Giappone, Russia e Belgio, aree per noi di riferimento. Il 30 marzo apriremo il primo flagship a Tokyo, all’interno del mall Midtown, e il 15 giugno faremo il bis a Mosca, con una boutique presso Gum, sulla Piazza Rossa. Per supportare al meglio questa nuova fase di sviluppo sarà presto operativa anche una showroom a Milano: uno spazio di oltre 400 metri quadri in via Stendhal 35, in zona Tortona. Sul fronte dei numeri, come è andata nel 2017? Quali gli obiettivi? Abbiamo chiuso l’anno con 11,5 milioni di euro, in crescita del 4%. Il prossimo step è quello dei 21 milioni, che mi sono prefissato di raggiungere, con le mie gambe, entro il 2021. Zanellato è molto più forte di sette anni fa, quando tutto è iniziato. Abbiamo tantissime richieste da tutto il mondo, ma preferisco ponderare bene i passi per una crescita sana e sostenibile. Voglio rimanere fedele a una distribuzione selettiva, focalizzata su pochi prodotti iconici, in grado di mantenere alta la desiderabilità del brand. ■

40

15_03_2018

LORIBLU

I primi 40 anni di Mignon After 40 years, the Mignon sandals by Loriblu come back in a capsule, ready to arrive on the market for Fall-Winter 2018/2019. CEO Annarita Pilotti: «With 60% of sales abroad, we now aim to conquer the US». Nel 1978, quando il fondatore e attuale presidente di Loriblu, Graziano Cuccù, presentò Mignon, fu un vero exploit, con oltre 110mila paia vendute e la consacrazione del marchio sul mercato internazionale. A distanza di 40 anni, l’iconico sandalo a listini di pelle intrecciati tra loro torna nella nuova collezione per l’autunno-inverno 2018/2019 sotto forma di capsule, pronta a essere distribuita nei circa 45 monomarca, online e in alcuni selezionati multimarca nel mondo. «Per l’azienda si tratta di un anniversario importante - racconta l’a.d. Annarita Pilotti (numero uno anche di Assocalzaturifici) - che coincide con il passaggio del testimone a tre dei quattro nostri figli, Sara, Claudia e Riccardo, entrati in azienda da qualche anno». Per la realtà marchigiana - arrivata a un turnover di 31 milioni di euro di fatturato dopo alcuni anni di transizione, con la previsione di crescere a 35 milioni nell’anno in corso - si aprono nuovi scenari di espansione, potenziando mercati storici come la Russia, l’Est Europa e il Medio Oriente ma anche aggredendo aree dal forte potenziale come gli Stati Uniti: «Abbiamo avuto ottimi feedback con le vendite online informa Pilotti - e ora stiamo studiando il modo migliore per approdare nel mercato». (a.t.)

Natasha Stefanenko, ospite all’evento Loriblu a Milano, per la presentazione dell’anniversary capsule dedicata al sandalo Mignon


HANITA

«lA PrOssiMA scOMMessA È il reTAil»

DMVB

l’ArcHisTAr libesKiND FirMA lA NUOVA seDe The Dmvb showroom has a new location in via Poma 36/38 in Milan. A space of 800 sqm, designed by archistar Daniel Libeskind. Nuova location in via Poma 36/38 per Dmvb, realtà milanese fondata nel 2008, attiva nella distribuzione di marchi internazionali di abbigliamento e accessori uomo e donna, sotto la guida dei coniugi Daniel e Maria Vittoria Bar Ziv. Lo spazio, di 800 metri quadri, è composto da due ambienti di 400 metri quadri ciascuno: un open space e una palazzina degli anni Venti, sviluppata su tre piani, ristrutturati da un architetto che non ha bisogno di presentazioni, Daniel Libeskind. Non passano inosservati nell’open space gli scenografici lucernari scultura, che permettono alla luce naturale di illuminare lo spazio, mentre vetri sagomati fanno da pavimento a una terrazza di 250 metri quadri, che sovrasta l’intera struttura. «Per Dmvb mi sono ispirato al concetto di esplorazione di luce, forme e atmosfere - dice Libeskind - per un layout sospeso tra passato e futuro, espressione di immaginazione e ricerca in costante divenire». Materiali industriali, volutamente minimal, coesistono armonicamente con finiture di pregio e fanno da cornice a una ventina di collezioni luxury, fashion, contemporary come Maurizio Pecoraro, Essentiel-Antwerp, Daizy Shely, Duvet Firenze, Chloé Stora e Hedonies, solo per citarne alcune. (a.b.)

BALLIN

il bellO Dell’«iMPerFecTiON»

Carlo Casillo, CEO of Push, a Naples-based company in charge of the womenswear brand Hanita, tells the next steps of the brand, which in 2018 turns 10. US and China are in pole position within the expansion plan. Hanita nel 2018 compie dieci anni: quali le prossime mosse? Attualmente il business si concentra per l’80% sull’Italia, con circa 350 multimarca, mentre all’estero i clienti sono un centinaio. L’obiettivo ora è spingere sull’estero, grazie a nuovi accordi raggiunti in Germania, Austria, Svizzera, Polonia e Benelux. Le prossime grandi sfide saranno la Cina, dove abbiamo già iniziato a lavorare con la collezione invernale, e gli Stati Uniti, per i quali è allo studio la modalità di penetrazione. Proprio gli Usa potrebbero accogliere il nostro primo monomarca, con ogni probabilità a Miami. Il progetto retail continuerà con altri step? L’idea è di aprire tre-quattro negozi nelle piazze strategiche dello shopping, capaci di trainare la visibilità del marchio. Vendete anche online? Stiamo lavorando per il lancio di un nostro sito di e-commerce, con la previsione di essere pronti entro il 2019. Con un accorgimento fondamentale: che riesca ad avere la benedizione dei retailer fisici. (a.t.) 1

Seven photos of the “Behind the scars” exhibition, by photographer Sophie Mayanne, inspire a deliberately imperfect capsule of shoes and bags. Essere imperfetti, eppure felici. È questo il messaggio di Ballin, che a Milano ha presentato Imperfection, un progetto in collaborazione con la fotografa Sophie Mayanne, autrice della mostra Behind the scars, interamente ispirata a un concetto di bellezza imperfetta. Nei sette scatti della collettiva, ospitati nella Galleria Manzoni, erano ritratte donne che portano con dignità le loro cicatrici, fiere della loro storia e dall’anima risolta, nonostante l’imperfezione fisica. Un approccio che Ballin fa proprio, traducendolo in una capsule di sette pezzi, borse e scarpe, in cui i difetti nei materiali, nella struttura e nel pattern diventano elementi stilistici: pellami graffiati e non rifiniti, tacchi curvati, velluti dai movimenti imprecisi o decorazioni in metallo dalle forme irregolari (nella foto un modello). (a.t.)

1. Carlo Casillo, ceo di Push, azienda campana produttrice del womenswear Hanita 2. Una proposta per il prossimo autunno-inverno 2

15_03_2018

41


DIGITAL CHALLENGES

FASHION INNOVATION WEEK

Non c’è creatività senza innovazione Dal 22 al 26 marzo Lugano si inventa l’hub dell’innovazione digitale della moda con la prima edizione della Fashion Innovation Week. Sei giorni fitti di seminari, workshop, eventi collaterali e la premiazione del Fashion Innovation Award di Angela Tovazzi

From 22nd to 26th March, Lugano becomes a hub of digital fashion innovation with the first edition of the “Fashion Innovation Week”. Six full days of seminars, workshops, events and the “Fashion Innovation Award”.

randstad

più forti nella moda con mattiroli associati

I

Carlo Terreni, primo a sinistra, (NetComm Suisse) e Florence Labati (Loomish), al centro, co-organizzatori dell’evento, con gli sponsor e i partner della Fashion Innovation Week

42

15_03_2018

Randstad improves its experience and services in the luxury sector thanks to a partnership with Mattiroli Associati.

DIGITALFLOW

l digitale corre veloce. Oggi parlare solo di e-commerce è superato: tutte le aziende, anche quelle ritardatarie della moda, hanno capito che il web è un volano straordinario per la propria immagine e le vendite, se cavalcato con intelligenza. La scommessa è un approccio olistico all’innovazione, che permei modelli e processi, pronto a far spazio a idee out of the box. Argomenti che saranno al centro della prima Fashion Innovation Week di Lugano, un evento lungo sei giorni frutto della partnership di NetComm Suisse e Loomish con Dagorà, organizzatore della rassegna. In programma dal 22 al 26 marzo, sarà un think tank con seminari, workshop, happening collaterali e la cerimonia di premiazione del Fashion Innovation Award, promosso da Loomish, in partnership con Fashion magazine. I primi due giorni saranno riservati agli studenti, con la “Giornata Accademica” (giovedì 22) e il “Fashion Companies Open Day” (venerdì 23), dedicato ai marchi di moda presenti sul territorio del Ticino. Sabato 24 marzo si giocherà invece sull’asse Svizzera-Romania, due nazioni che stanno già collaborando in materia di tecnologia (Ict) e design/produzione, con una delegazione rumena come ospite d’onore. Domenica 25 sarà dedicata alle startup, con la discesa in campo dei progetti più disruptive, mentre lunedì 26 il cerchio si chiuderà con il convegno Innovation meets fashion in the Ticino FashionTech Valley, dove si discuteranno gli hot topic attuali e futuri della moda e della tecnologia, con il nostro ceo Marc Sondermann presente in ambedue le giornate in qualità di moderatore e giurato del ■ Fashion Innovation Award. 

Randstad, secondo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane con 4.858 filiali e oltre 38mila dipendenti nel mondo, rafforza la propria presenza nel settore della moda e del lusso grazie alla partnership strategica fra la propria divisione Randstad Professionals (specializzata nella ricerca e selezione di middle, senior e top management) e Mattiroli Associati. Lo studio consulenziale con sede a Perugia, guidato dal presidente Alfredo Mattiroli, ha alle spalle una lunga esperienza nella ricerca di personale e top executive nel settore fashion, ricerca di marchi di licenza, gestione di cessioni, acquisizioni e joint venture, oltre che nella consulenza di marketing internazionale: un background che consentirà alla multinazionale olandese di «migliorare la propria competenza e i propri servizi - dichiara Marco Ceresa (nella foto), a.d. di Randstad Italia - in un settore, la moda e il tessile, simbolo del made in Italy e di fondamentale importanza per l’economia nazionale». Presente in Italia dal 1999, Randstad a livello nazzionale conta 2mila dipendenti e oltre 300 filiali.  (a.t.) 


IGOR GORIN sulla fusione di ASTOUND COMMERCE e fluid

«Moda e digitale: il potere delle strategie integrate» Una si presenta come la più grande digital commerce agency di proprietà privata al mondo, l’altra è leader nella digital customer experience e nelle soluzioni software: insieme, Astound Commerce e Fluid promettono una e-commerce experience perfezionata, soprattutto per le aziende della moda Astound Commerce, the world’s largest privately-held digital commerce agency, merges with Fluid, a leading digital customer experience and software solutions company, to create a next generation commerce-led digital experience agency. A cutting edge partner for fashion brands, as Igor Gorin, CEO of Astound Commerce, explains.

A

ndare oltre le aspettative del cliente è il perno di quello che Igor Gorin, ceo di Astound Commerce, definisce l’Astound Way. Un impegno che ora evolve grazie alla fusione tra questa realtà di San Francisco - la più grande digital commerce agency di proprietà privata del mondo - e il “vicino di casa” Fluid, leader nella digital customer experience e nelle soluzioni software. Nasce una delle più potenti agenzie indipendenti per il commercio elettronico, con un organico di 800 persone, che grazie a competenze integrate offre una consulenza unica nel suo genere nell’affollato panorama dell’e-commerce. «Sia Astound che Fluid - precisa Igor Gorin, ceo di Astound - hanno al proprio attivo collaborazioni con alcuni dei più famosi marchi europei del fashion e del lusso». Per Astound si parla di nomi come adidas, L’Oréal, Under Armour, Jimmy Choo, Lacoste, Versace. Per Fluid di Oakley, The North Face, Puma. Proprio Ken Kralick, head of global e-commerce del marchio di casa Kering, ha commentato: «Il deal tra Astound Commerce e

Igor Gorin, ceo di Astound Commerce, pronto a diventare ceo delle attività negli States del nuovo player formato da questa società e da Fluid

Fluid? Un’ottima cosa. Sono organizzazioni di cui ci fidiamo e che ora diventano più forti». «Spesso - fa notare Igor Gorin - i fashion brand scelgono nel digitale una strategia content-first, focalizzata più sul prodotto che sulla consumer experience, distogliendosi dall’aspetto e-commerce del loro business. Ma commerce e contenuti possono fondersi e valorizzarsi. I consumatori sono attratti dai contenuti, ma restano in un sito (e comprano) in seguito all’esperienza che si riesce a creare». Il “viaggio” di un acquirente non è una linea retta «ma è sfaccettato, con molteplici touchpoint, integrazioni e regole di business complesse. Attraverso la nostra visione condivisa e strategie integrate forgiamo la nuova generazione dell’experience». Mezzi potenti, tecnologie avanzate, uffici di qua e di là dall’oceano e una task force in grado di seguire un e-store come qualcosa di vivo, in progress, dalle prime fasi. Il motore di tutto, come sottolinea Gorin, è avere sempre in mente la one-to-one personalization «e noi siamo qui per questo». (a.b.)

GIVENCHY.COM

ORA IL SITO PARLA ANCHE ITALIANO givenchy.com is available in Italy, the UK, Germany, Netherlands and Spain. Lanciato a settembre, il sito givenchy. com diventa fruibile anche in UK, Italia, Germania, Olanda e Spagna, in concomitanza con la disponibilità delle proposte primavera-estate 2018 nelle boutique fisiche. Sotto la supervisione della direttrice artistica Clare-Waight Keller, in tandem con l’agenzia londinese R/GA, è stato studiato innanzitutto per rendere partecipe chi ci entra del mondo della griffe, con l’opportunità di esplorarne il patrimonio culturale ed estetico, accedere a contenuti e, naturalmente, garantire un customer service evoluto, all’insegna dell’omnicanalità.

CISALFA

Con Keros Digital per il nuovo e-shop A new e-shop by

Keros for Cisalfa.

Cisalfa Sport, shop per i cultori dell’active e dell’outdoor, lancia il nuovo e-store insieme a Keros Digital. Il complesso network distributivo di Cisalfa rendeva sempre più necessario un Order Management System intelligente, senza contare la gestione del catalogo: la piattaforma Keros K-Oms, studiata per soddisfare svariate esigenze con tool come il multiple order fulfillment method e il fulfil orders from stores, ha fornito la soluzione giusta, tagliando tempi e costi e garantendo una logistica senza intoppi. Il cliente può acquistare online con consegna a domicilio oppure sceglier il ritiro - senza spese di spedizione - in uno dei 140 negozi sul territorio. (a.t.)

15_03_2018

43


FAIRS

CPM MOSCOW

LA RIPRESA CONTINUA MA VA CAVALCATA NEL MODO GIUSTO

Nei primi 11 mesi del 2017 l’export di tessile-abbigliamento made in Italy in Russia è aumentato dell’11,4% in valore. Come è emerso a Cpm Moscow, c’è ancora spazio per crescere, ma prima bisogna conoscere bene aree ancora poco battute 25,000 buyers vs. 22,600 a year ago attended the last edition of Cpm Moscow, who celebrated its 30th edition with a strong Italian presence. According to Smi estimates, Italian fashion exports to Russia grew by more than +11% in 2017.

C

he la Russia sia in ripresa è un dato di fatdenti, in alcuni casi vere e proprie catene». to. Lo confermano i risultati dell’edizione Realtà che si trovano in angoli tuttora poco di febbraio di Cpm Moscow: il salone, orgabattuti - da Irkutsk a Vladivostok, passando nizzato da Igedo Company al Krasnaja Preper Yakutsk e altre città -, per le quali Ice fa snja Expocentr alla presenza di 1.350 brand da punto di raccordo con le nostre aziende, da 27 Paesi, ha chiuso i battenti con 25mila soprattutto in occasioni come questa. Alberingressi, contro i 22.600 di to Scaccioni, a.d. di Emiun anno fa, non solo dall’ex Ente Moda Italia, fa notare Urss ma anche da altre naziocome da gennaio a novembre ni. A questa 30esima edizione 2017, secondo i dati di Smi, IN CIFRE un ruolo significativo è stato l’export di prodotti italiani giocato come sempre dalle del settore verso la Russia 1.350 BRAND aziende italiane, a loro volta in sia aumentato dell’11,4% in DA 27 PAESI crescita - 12 mesi fa i marchi valore, sfiorando i 960 milioerano 134, ora sono diventati ni di euro, soprattutto grazie 143 -, con il coordinamento all’abbigliamento, in cresci143 MARCHI DALL’ITALIA di Emi-Ente Moda Italia e il ta di oltre il 14%, mentre il supporto di Smi, Mise e Ice, tessile ha accusato un -5%. che ha permesso di invitare A Mosca è stata organizzata 25.000 una selezione di top buyer proanche una “serata italiana”, VISITATORI con stampa e compratori come invitati, insieme al neoinsediato ambasciatore Pasquale Terracciano e a portavoce delle istituzioni. Un evento di rappresentanza in cui si è fatto anche networking con la consegna di vari riconoscimenti, tra cui quelli per i buyer: Konstantin Andrikopoulos di Bosco di venienti dalle regioni e dalle città economicaCiliegi, ma anche nomi meno eclatanti ma mente più interessanti della Russia. Come ha interessanti per lo sviluppo e le future sfiribadito Pier Paolo Celeste, direttore dell’Ice de dei nostri brand, come Vera Ivanova di Boutique Italica a Jakutsk (Siberia), Galina nella capitale russa, «tutti conoscono i colossi Kantilyanova dei negozi Venezia e Italianmoscoviti Tsum e Gum e, a San Pietroburka a Nakhodka nell’estremo Est russo ed go, il department store Dlt (che come Tsum Elena Vlasova di Ledi a Krasnojarsk, terza fa parte di Mercury Group, ndr), ma i grandi più grande città siberiana. (a.b.) alleati dell’Italia sono anche i negozi indipen-

CPM MOSCOW

44

15_03_2018

SPORT CASUAL MOSCOW

SCOMMETTE SULLA SPECIALIZZAZIONE Scheduled from 6th to 8th August, Sport Casual Moscow exhibition’s goal is to fill the gap left by Ispo Russia. It is a reference point also for Italian firms. Si svolgerà dal 6 all’8 agosto prossimi la sesta edizione di Sport Casual Moscow, rassegna focalizzata sul segmento specifico dello sportswear, affrontato nelle sue varie sfaccettature: abbigliamento, calzature, accessori e attrezzature, presentati da una sessantina di espositori. All’edizione di gennaio scorso sono salite alla ribalta realtà russe come Bask, Stayer, Grishko e Red Fox, insieme a player internazionali - in particolare da Finlandia, Germania, Italia e Svezia - tra cui Tresspass, Tenson, Grisport, Alpha Industries (nella foto, una proposta Alpha Studio). Dal nostro Paese sono arrivati inoltre, nell’area Tecnologie, Pontetorto e Gruppo Macpi. La Russia guadagna posizioni come produttrice di proposte outdoor e per questo è alla ricerca di tessuti high tech e performanti, un settore non molto sviluppato in quest’area. Come spiega Svetlana Ponomareva, fondatrice e titolare della fiera, da quando il salone Ispo ha abbandonato la Russia si sentiva il bisogno di un appuntamento ad hoc, arricchito da seminari e tavole rotonde. L’edizione di gennaio è stata visitata da quasi 500 operatori da 73 città di Russia e Paesi limitrofi, tra cui i decision maker di catene come Sportmaster e Olymp, online store (da KupiVip.ru a Ozon.ru), associazioni di categoria e aziende. (a.b.)


We are TRANOÏ E TRANOÏ WEEK

LO SCOUTING NON PASSA MAI DI MODA

(more than)

headhunters

Among the Parisian fashion fairs at the beginning of March Tranoï was in pole position, developing itself in three locations: Palais de la Bourse, Carrousel du Louvre and premises in Marais for the Tranoï Week format. Keywords: research, eclectism, scouting. Tra i saloni che hanno fatto da “altro lato della medaglia” durante la fashion week parigina un ruolo di primo piano spetta a Tranoï, rassegna che a inizio marzo ha portato alla ribalta le proposte di 450 designer, suddivisi in due sedi: il Carrousel du Louvre e il Palais de la Bourse. In una terza location, al 108 di rue Vieille du Temple nel Marais, si è svolta fino al 6 marzo la Tranoï Week, nuovo format a metà tra una showroom e una galleria d’arte, che si è avvalsa anche dell’intesa con London Show Rooms, realtà fondata dieci anni fa dal British Fashion Council per dare visibilità ai new talent provenienti da oltremanica, qui rappresentati da Alighieri, Nabil Nayal, Dilara Findikoglu, Phoebe English, Ryan Lo e altri. Sempre nel contesto della Tranoï Week sono saliti alla ribalta alcuni “acceleratori di talenti” internazionali, vedi Ethipop e l’ameriano Dreams On Air. Filo conduttore di tutte le manifestazioni targate Tranoï la ricerca, con nomi da tutto il mondo tra cui l’Italia, da cui provenivano per esempio Mauro Governa, Viki-And, Il Cappottino, Tak.Ori e Pierre-Louis Mascia. Non è mancato un French focus: uno zoccolo duro di label tra le quali Daniel Essa, Feidt Paris e Inès de la Fressange. Alta l’attenzione verso le collezioni sostenibili e di matrice artigianale, come dimostra la presenza del pop up store Empreintes, dedicato a prodotti handmade, e di brand 100% vegan come Ovide. Da notare la forte adesione di compratori italiani, grazie anche a un’intesa della manifestazione con The Best ShopsCamera Italiana Buyer Moda. (a.b.)

Italian and international at the same time Strategically headquartered in Milano, Exxecutive is a recruiting boutique, providing headhunting services for the search of professionals and managers in the areas of sales and export, design, product management, buying, merchandising and retail but also international fashion agencies. A strong feeling with fashion Exxecutive provides its fashion clients the best talents in every field, with a rich and high-level portfolio. An analytic and meticulous working method Exxecutive is much more than a headhunting agency. Exxecutive’s team is able to focus on a wide range of strategic and personalized solutions for its clients, providing market studies to evaluate price and market strategies and analyse competitors.

Nabil Nayal Via Podgora 13 Milano - Ph +39 02 801012 info@exxecutive.com - www.exxecutive.com 06_02_2018

45


NEWS

lINEaPEllE

il potere dell’innoVaZione Creativity, innovation, sustainability and “experiential” products were under the spotlight at Lineapelle in Milan.

IMPRIMa

lo shopping continua negli stati uniti Imprima, the textile print holding controlled by the Italian private equity fund Wisequity IV, has big projects in the US, after the acquisition of City Prints and Premier Fabrics. Dopo aver rilevato i converter tessili italiani Set, Guarisco e B-Blossom e il tedesco Kbc, non si arresta la febbre da acquisizioni di Imprima, che stavolta fa rotta sugli Usa. Si aggiudica infatti City Prints e la gemella Premier Fabrics, entrambe specializzate nella stampa tessile e fornitrici, tra gli altri, di retailer come Target e Macy’s, e-tailer del calibro di Amazon e fashion brand quali Ralph Lauren, Calvin Klein e Tommy Hilfiger. I ricavi delle due società si aggirano sui 23 milioni di dollari. Controllata da Wise Sgr tramite il fondo italiano Wisequity IV, Imprima è la holding di un gruppo multinazionale dedicato al finissaggio e alla stampa nell’ambito dei tessuti. Sugli Usa l’azienda ha obiettivi ambiziosi: diventare il primo converter tessile dotato di capacità di stampa interamente digitale al servizio del mercato domestico. (a.b.)

La parola esperienzialità ricorreva anche a Lineapelle, salone delle pelli e delle materie prime che ha chiuso i battenti a Fieramilano Rho il 22 febbraio con oltre 20mila ingressi da 109 Paesi, una cifra in linea con il 2017. Swarovski (nella foto) si è ispirato a questo concetto per le proposte primavera-estate 2019 all’insegna della Wanderlust, l’attitudine a lasciarsi trasportare dalle sensazioni che un viaggio può evocare, attraverso i temi Culture, Freedom, Adventure e Leisure. Sempre in auge la sostenibilità, con progetti come la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli Conciarie e Materie Concianti, a favore di una pelle italiana sicura e innovativa. In pole position alla voce high-tech realtà come Vibram: leader nell’ambito delle suole in gomma ad alte prestazioni, ha rivisitato con i Fratelli Campana il disegno Carrarmato, ideato dal fondatore Vitale Bramani nel 1937. Tra le collaborazioni “à porter”, quella con lo stilista Arthur Arbesser. (a.b.)

fIlO

È il MoMento delle sinergie With more than 90 exhibitors, Filo gave a first taste of Fall-Winter 2019/2020 fibers and yarns, strengthening its synergy with the dyeing world and machinery producers. In concomitanza con la fashion week milanese, dedicata all’inverno 2018/2019, il salone dei filati e delle fibre per tessitura Filo si è proiettato verso l’autunno-inverno 2019/2020, presentato da 91 aziende - una cifra in aumento -, che hanno scommesso sull’innalzamento della qualità, sul potenziamento della sostenibilità dei prodotti e sull’unione virtuosa fra natura e high-tech. Se Zegna Baruffa Lane Borgosesia (nella foto) ha puntato per esempio su filati fantasia, in grado di movimentare in modo inedito e creativo le superfici dei tessuti, Pozzi Electa ha cavalcato l’onda degli articoli eco-basic ed eco-chic, utilizzando molto Tencel e fili riciclati. Tollegno 1900 ha dato nuova verve alla Lana Merino, presentandola in mischia sia con fibre nobili (cashmere, seta), sia con materiali come il già citato Tencel e il nylon siliconato. Da Italfil si è imposta, accanto alle proposte in lana, una linea di filati tecnici di pregio, mentre Marchi & Fildi ha riscontrato un aumento di interesse verso la gamma Ecotec, tracciabile e made in Italy. La rassegna rafforza le sinergie: dopo aver accolto le tintorie, stavolta si è aperta ai macchinari tessili con Acimit. Prosegue l’intesa con Milano Unica, che ospita al proprio interno le tendenze di Filo. (a.b.)

46

15_03_2018


FLASH NEWS

1

PREMIÈRE VISION e texworld

accordi e progetti in un’ottica di filiera Première Vision and Texworld ended with numbers in slight decrease for the former and at a par for the latter: both of them are looking for new challenges, to be more dynamic and interactive with the rest of fashion. Dopo due edizioni nel segno della crescita, a febbraio il salone parigino Première Vision ha evidenziato un lieve cedimento delle presenze, a quota 54.500 unità (-3%), anche in seguito alla concomitanza con il Capodanno cinese. Sono calati gli ingressi da questo Paese e dintorni ma anche dagli Usa, alle prese con uno scenario distributivo in sofferenza. Le adesioni nazionali hanno invece messo a segno un +4%. Il salone si è recentemente alleato con la Fédération Française de la Haute Couture et de la Mode: obiettivo, rafforzare il ruolo di Parigi come capitale dell’intera filiera della moda, puntando su sinergie per valorizzare i nuovi talenti e sullo sviluppo della componente Fashion Tech della rassegna, grazie alla consulenza speciale di Pascal Morand, presidente esecutivo della Fédération. Concomitante con Première Vision, la rassegna Texworld - nell’orbita di Messe Frankfurt - ha accolto oltre 13.600 operatori, una 2 cifra stabile sul 2017. Fra gli highlight della fiera, la nuova area Texworld Denim, con il Social Village come agorà per incontri e presentazioni delle nuove tendenze.  (a.b.)

EUROJERSEY sensitive fabrics

the city runner Eurojersey Sensitive Fabrics teamed with Politecnico di Milano for The City Runner clothing project. Si è rinnovata la partnership tra Sensitive Fabrics by Eurojersey e il Politecnico di Milano, attraverso il nuovo workshop The City Runner: utilizzando i materiali all’avanguardia di Eurojersey gli studenti hanno realizzato 52 progetti, pensati per il guardaroba urbano all’insegna di un lifestyle dinamico, da cui sono stati estrapolati 10 finalisti. Filo conduttore, outfit multistrato e multifunzione, con una prevalenza del color-block. Tre i vincitori: Massimiliano Bello con Spiritus, Matteo Carnesella con No Wasted Time e Raffaele Maggi con Light Zone.

evo by fulgar

star alla fashion week At Milan Fashion Week Tiziano Guardini, Evo by Fulgar and Santoni presented a very special shoe.

3

1. La sfilata di Texworld Denim all’interno del centro espositivo di Le Bourget 2. Una buyer a Première Vision 3. Un particolare della mostra “Dr Martens revisited by Eugene Riconneaus”, organizzata da Première Vision

C’era anche il filato bio-based Evo by Fulgar tra i protagonisti della fashion week milanese. Al Fashion Hub è stata presentata una scarpa innovativa, che ha fatto da complemento alla collezione di Tiziano Guardini, vincitore del Green Carpet Fashion Award 2017: realizzata da Santoni, specializzata nella produzione di macchinari per lavorazioni seamless, grazie alla tecnologia X Machine ha una tomaia concepita come un pezzo unico e si avvale delle proprietà termiche e funzionali di Evo by Fulgar, filo ricavato dall’olio di ricino.

15_03_2018

47


Inspired by fine jewelr y

M I R A G E

is the new slider for zips with a deluxe style aesthetic This is thanks to its unique and lucent zirconia ceramic covering, making it diamond hard and super smooth with a perfect color intensity in both shiny and matt finishings.

www.lampo.eu


ready-to-wear FALL-WINTER 2018/2019

MOMENTUM DONNA Un tessuto scozzese, il ritorno all’uso del nylon, le armoniose pennellate di colore, il motivo classico delle righe, la magia del velluto. E ancora, stampe come messaggi sociali, volumi enormi e maxi cappotti che avvolgono il corpo. Le nuove collezioni delineano una donna inserita nel nostro tempo, immaginata da stilisti che superano le difficoltà del momento storico con le armi dell’estetica e dell’eleganza. a cura di ALBERTO CORRADO

A Scottish fabric, the return to the use of nylon, the harmonious brushstrokes of color, the classic stripe pattern, the magic of velvet. Prints as social messages, huge volumes and maxi coats that envelop the body. The new collections outline a contemporary woman, imagined by designers who overcome the difficulties of the historical moment with the weapons of aesthetics and elegance. VERSACE

15_03_2018

49


ready-to-wear FaLL-wINter 2018/2019

ATTILIO GIUSTI LEOBRUNI

ACNE STUDIOS

MORESCHI

CHRISTIAN PELLIZZARI

TRUE VELVET

Velvet, the prince of fabrics, reveals its extraordinary, magical ability to capture light. Smooth or ribbed, it is the undisputed star of collections in various versions: workwear, corduroy, mysterious, black and super-sexy.

ASPESI

50

15_03_2018

SALVATORE FERRAGAMO

il vellUto, principe dei tessUti, rivela la sUa magia straordinaria nel cattUrare la lUce. liscio o a coste, si conferma l’indiscUsso protagonista delle collezioni in varie versioni: WorKWear, cordUroy, misterioso, BlacK, sUpersexy.

LUCIO VANOTTI

DAIZY SHELY

LORO PIANA


PRINT RUN

ETRO

VALENTINO

ci sono collezioni che si creano solo attraverso la scelta delle stampe: QUelle che, senza trasmettere messaggi sociali, hanno Un’inflUenza radicale sUl gUsto del consUmatore. spazio anche a passamanerie, ricami scUltUra e applicazioni a contrasto, che si sposano con la rilassatezza dei volUmi. There are collections that are created only through the choice of prints: those which, without conveying social messages, have a radical influence on consumers’ taste. They also feature trimmings, sculptured embroidery and contrasting applications which blend with the loose fit of the volumes.

MIU MIU

CHOPARD BY DE RIGO VISION ALBINO TEODORO

LES PETITS JOUEURS

CHANEL

SALVATORE FERRAGAMO

GUCCI

MOSCHINO

15_03_2018

51


ready-to-wear FaLL-wINter 2018/2019

FURLA

ANTONIO BERARDI

THE GIGI THOM BROWNE

TIZIANO GUARDINI

i capispalla ideali per vivere Un inverno caldo e colorato sono piUmini e BomBer imBottiti. le passarelle ne propongono in versione oversize ma anche short, con colori vitaminici smorzati da motivi floreali, oppUre in metal looK o rosso lacca molto hot, per Un inverno sedUcente e giocoso. The ideal outerwear for enjoying a warm, colorful winter are padded down jackets and bomber jackets. The catwalks offer an oversized version and a short version with vitamin colors softened by floral motifs, or in a metal look or very hot red lacquer for a seductive, playful winter.

TATRAS

52

15_03_2018

HOGAN

MONCLER 1 PIERPAOLO PICCIOLI

DUVET CHIC


COAT DETAIL

ALBERTA FERRETTI

ROBERTO CAVALLI

il cappotto diventa icona e, in QUanto tale, sUpera la prova del tempo, candidandosi a mUsthave della prossima stagione fredda. linee perfette, proporzioni assolUte e tessUti pregiati, QUesti gli ingredienti di Un capo di sUccesso, che non passa mai di moda. The coat becomes an icon and thus withstands the test of time, making it a must-have for next cold season. Perfect lines, absolute proportions and precious fabrics: these are the ingredients of a successful garment that never goes out of fashion.

ERIKA CAVALLINI

ORCIANI

GIVENCHY

SERGIO ROSSI

VISONE

ERMANNO SCERVINO

LAURA BIAGIOTTI

15_03_2018

53


ready-to-wear FaLL-wINter 2018/2019

CRISTIANO BURANI

SPORTMAX

PRADA

EASY NYLON FROCKS

Nylon is more current than ever before and there is a focus on making it recyclable and sustainable so it can be used for new, stylish purposes and mixed with natural fabrics. With determination, personality and attention to the environment. SAINT LAURENT

54

15_03_2018

ALEXANDER WANG

il nylon si scopre piÙ che mai attUale, con l’amBizione di renderlo riciclaBile e sosteniBile, per impiegarlo in nUovi ed eleganti Utilizzi e mischiarlo ai tessUti natUrali. con grinta, personalità e attenzione all’amBiente.

CHLOÉ

BALMAIN

ALBERTO ZAMBELLI

ICEBERG


MISSONI

CHECK MARK torna in aUge il tessUto tartan proposto sU Base rossa, a volte verde scUro e BlU. lo ritroviamo sUi capi di aBBigliamento e negli accessori, cosÌ che ogni donna possa indossarlo come piÙ le piace

REDEMPTION

Tartan fabric is back in fashion presented on a red or sometimes dark green and blue base. It can be found on clothes and accessories, enabling every woman to wear it as she likes.

FENDI

RODO

MAX MARA FRATELLI ROSSETTI

HERMÈS

EMPORIO ARMANI

DIOR

15_03_2018

55


ready-to-wear FaLL-wINter 2018/2019

MARRAS

ANTEPRIMA

CALVIN KLEIN

la maglieria, protagonista indiscUssa della stagione, ha Un aspetto fatto a mano. i pUll dalla forma imperfetta fUngono da capospalla, mentre i lUnghi aBiti in maglia hanno strisce irregolari di colore, che si fondono racchiUdendo classicitĂ e avangUardia. Knitwear, the undisputed star of the season, has a handmade look. Pullovers with an imperfect shape serve as outerwear, while long knit dresses have irregular color stripes that blend together, encompassing classicism and avant-garde style.

GIORGIO ARMANI

56

15_03_2018

CIVIDINI

LIU JO

DRIES VAN NOTEN

VERSACE

KNITWEAR DELIGHT

BLAUER


MARNI ARTHUR ARBESSER

LITE PINSTRIPE la stampa tipica del gUardaroBa manageriale o Bancario si reinventa, prendendo forma in ampi tailleUr pantaloni o in silhoUette femminili con gonne a strati. Blazer sartoriali in proporzioni oversize conferiscono ai motivi classici Un nUovo tWist. The typical print of a manager’s or banker’s wardrobe is reinvented, appearing on large trouser suits or feminine designs with layered skirts. Oversized tailored blazers lend a new twist to classic motifs.

DIANE VON FURSTENBERG

RENÉ CAOVILLA

ALTUZARRA

BVLGARI

CALCATERRA

LOUIS VUITTON

LA PETITE ROBE DI CHIARA BONI

15_03_2018

57


ready-to-wear FaLL-wINter 2018/2019

CASADEI

MARCO DEVINCENZO

BALDININI

DOLCE&GABBANA

ARTSY PARTY

PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI

58

15_03_2018

le armoniose pennellate degli artisti post-impressionisti e degli eclettici modernisti diventano eleganti e ricche cromie per Un looK contemporaneo dalla forte connotazione “sporty chic” e dalle ricche viBrazioni cromatiche. forme e oUtfit interscamBiaBili sono la chiave per Un’attitUde sportiva e chic. The harmonious brushstrokes of post-impressionist artists and eclectic modernists become elegant, rich colors for a contemporary look with a distinctly “sporty chic” style and rich chromatic vibrations. Interchangeable forms and outfits are the key to a sporty, chic attitude.

GIANNICO

MARY KATRANTZOU

BOTTEGA VENETA

FAUSTO PUGLISI


ISTITUTO MARANGONI for

Sfilate e front row alla ricerca dei nuovi talenti

Fashion shows and front rows in search of new talents

Gli Alumni di Istituto Marangoni tra i nuovi protagonisti della Milano Fashion Week.

Alumni of the Marangoni Institute are among the new stars of Milan Fashion Week.

Mai come quest’anno il mondo della moda è stato chiamato a scoprire nuovi talenti: una new generation che tra ricerca, sperimentazione, proposte eccentriche e un occhio alla sostenibilità è stata protagonista della Milano Fashion Week, con i giovani che hanno studiato all’Istituto Marangoni in pole position: da Daizy Shely a Nicola Brognano, da Antonio D’Anna (head designer di Krizia) ad Alessandro De Benedetti (creative director di Mila Schön) e Rico Manchit Au, artefice di Ricostru. Per non parlare di Lucio Vanotti, promessa mantenuta della moda italiana e di Alberto Zambelli, apprezzato fashion designer che ha da poco fondato il suo marchio. All’insegna del multiculturalismo, ha sfilato un messaggio di globalità attento alle nuove realtà, sintetizzato nell’idea di “agire localmente e pensare globalmente”. Una “culture contamination” espressa tra gli altri da Francesca Canepa (presente con il brand Port Zienna all’interno del Council of Aspiring American Fashion Designers) e che tornerà alla ribalta alla Shanghai Fashion Week nelle proposte di Ji Cheng, Yanglei Yu con il suo brand KRBL e di Jun Zhou con il marchio Pronunce. La Alumni Community di Istituto Marangoni continua a crescere e a rappresentare a livello internazionale un heritage importante e unico, frutto di oltre 80 anni di esperienza nell’alta formazione.

This year, the fashion world was presented with new talents like never before: a new generation, alongside research, experimentation, eccentric designs and a an eye to sustainability, starred at Milan Fashion Week, first and foremost the young designers who studied at the Marangoni Institute: from Daizy Shely to Nicola Brognano, Antonio D’Anna (head designer at Krizia), Alessandro De Benedetti (creative director of Mila Schön) and Rico Manchit Au, the founder of Ricostru. Not to mention Lucio Vanotti, a rising star in Italian fashion, and Alberto Zambelli, a popular fashion designer who recently launched his own brand. The fashion show’s message was focused on multiculturalism and new global realities, encapsulated in the idea of “acting locally and thinking globally”. This “culture contamination” was expressed by Francesca Canepa (with the Port Zienna brand as part of the Council of Aspiring American Fashion Designers) and will return to the spotlight at Shanghai Fashion Week in lines by Ji Cheng, Yanglei Yu with his KRBL brand and Jun Zhou with the Pronunce brand. The Alumni Community of the Marangoni Institute continues to grow and represents an important, unique heritage at an international level, the fruit of over 80 years of experience in higher education.

Istituto Marangoni Milano • The School of Fashion - Via Pietro Verri 4 - 20121 Milano - istitutomarangoni.com


FALL-WINTER 2018/2019

ITALIAN SIGNAGE L’amore per lo stile, il culto dell’estetica, la creatività e l’anticonformismo si fondono, per dare vita a una dimensione ideale cui ogni donna può accedere per sperimentare nuovi look. Le collezioni autunno inverno 2018/2019 sintetizzano la contemporaneità e le affinità elettive con la vita di oggi, declinate nel rispetto di ogni singolo marchio. a cura di ALBERTO CORRADO

Love for style, worship of aesthetics, creativity and unconventionality come together to create an ideal dimension that every woman can access to experiment with new looks. The fall/winter 2018/2019 collections synethesize contemporary style and affinities with modern life, while reflecting the character of every single brand.

Paul & Shark 23_10_2017

61


FALL-WINTER 2018/2019

SAmuELE fAILLI

mArYLING

roSSo 35

QL2 ELENA GhISELLINI STrEET STYLE LoNdoN

CHECK INN s

Il classico delle fantasie British - check, Galles e tartan - è bilanciato da intrecci e ricami, che si legano perfettamente alle tonalità naturali degli accessori. The classic British patterns – check, Glen plaid and tartan – is balanced by weaves and embroidery that perfectly link to the natural shades of the accessories.

TELA

62

15_03_2018

hANITA


cromIA BY AmEdEo pIccIoNE

SEvENTY

ELISA cAvALETTI

TWINS fLorENcE

STrEET STYLE pArIS

PA S S I O N FRUIT s

L’energia dei rossi e degli aranci tonifica le tonalità più urbane dei grigi medi e scuri, rafforzando la fresca gamma dei blu freddi e denim e conferendo femminilità e gentilezza a tessuti e volumi. The energy of reds and oranges tones the most urban shades of medium and dark grey, reinforcing the fresh range of cold blues and denim, lending femininity and gentleness to fabrics and volumes.

BEATrIcE B

ANoukI

cLIpS

15_03_2018

63


FALL-WINTER 2018/2019

coLIAc BALoSSA LorEdANA ANToNIAzzI

mANILA GrAcE

dIEGo m STrEET STYLE mILANo

EASY COMFORT s

Un approccio meno rigoroso influenza le silhouette dei pantaloni e delle gonne in abbinamento a blazer, outwear e maglieria, per essere una valida alternativa agli abiti. Tessuti senza stagione, tagli a sbieco ed effetti di drappeggio enfatizzano il dinamismo femminile. A less rigorous approach influences the shapes of pants and skirts combined with blazers, outerwear and knitwear as a valid alternative to dresses. Fabrics suitable for any season, bias cuts and draping effects emphasize female dynamism.

SmArTEEz

64

15_03_2018

JIJIL


SErApIAN

vIcArIo 5

pomANdÈrE

chIccA LuALdI

ALYSI STrEET STYLE mILANo

CUTTING SHAPES s

Quotidianità e comfort sono gli ingredienti fondamentali del nuovo modo di vestire, che si arricchiscono della libertà di interpretare lo spirito delle collezioni attraverso uno stile personale. Everyday style and comfort are the fundamental ingredients of the new way of dressing, which are enhanced by the freedom to interpret the spirt of the collections through a personal style.

ES'GIvIEN

mArIELLA roSATI

15_03_2018

65


FALL-WINTER 2018/2019

rEpLAY LA mArTINA

fuzzI

uNfLEur

vIc mATIÉ

So-BE STrEET STYLE mILANo

FOLK ALCHEMY s

L’alchimia che dà vita a uno stile individuale si nutre di ispirazioni in grado di viaggiare liberamente, per costruire con divertimento un daywear dal twist contemporaneo. Predominano ispirazioni folk, tessuti lussusosi, influenze Seventies, lavorazioni artigianali. The alchemy that creates an individual style draws on inspirations that travel freely, resulting in fun daywear with a contemporary twist. Folk inspiration, luxury fabrics, ‘70s influences and craftsmanship prevail.

forTE forTE

66

15_03_2018

TWIN-SET


BALLY

hErNo

BruNELLo cucINELLI

IL BISoNTE STrEET STYLE mILANo

M A N I P U L AT E D PLUSH EFFECT

ANGELo mArANI

s

Pregiate lavorazioni con filati innovativi dominano la scena, grazie alla creazione di texture evocative, tattili e multiculturali. Disegni con effetti eterogenei e contrasti geometrici sono come tracce, che percorrono un nuovo mondo contemporaneo. High-quality workmanship with innovative yarns dominate the scene, thanks to the creation of evocative, tactile and multicultural textures. Designs with varied effects and geometric contrasts are like trails through a new contemporary world.

TITĂŒ mILANo

fErrANTE doNNA

15_03_2018

67


FALL-WINTER 2018/2019

WHITE

LA QUATTRO GIORNI ATTIRA PIÙ BUYER NON SOLO ESTERI Il salone della moda contemporary estende le giornate e gli spazi nel Tortona Fashion District, conquistando più buyer, che salgono del 16% rispetto a un anno prima. Il patron Bizzi auspica fiere sempre vicine alla fashion week DI ELISABETTA FABBRI

The contemporary fashion fair White extends its timing and surface at the Tortona Fashion District, conquering more buyers: +16% compared to last year, with foreigners growing by 28%.

DEMETRIO ROMEO

L

a formula dei quattro giorni, estesa anche all’edizione di febbraio di White, convince e i numeri lo confermano. 551 i marchi in vetrina (+7,8% rispetto all’analoga edizione del 2017 che era spalmata su tre giornate), su una superficie espositiva che si espande a quasi 22mila metri quadrati, coinvolgendo l’hub di Tortona 31 Opificio (oltre agli spazi consueti, nel Tortona Fashion District). I buyer che hanno visitato la fiera sono saliti del 16%, dal +6% del febbraio 2017. Gli italiani, in particolare, sono aumentati del +14% (dal +4% precedente), mentre gli stranieri hanno registrato un +28% (da +14%). «Raccogliamo i frutti di una strategia di promozione del salone e di Milano, soprattutto all’estero - commenta il patron di White Massimiliano Bizzi -. Sono felice anche dell’atmosfera vivace ed energica e degli apprezzamenti sul brand mix». «Mi auguro - aggiunge - che a settembre il sistema moda ritorni ad attuare la strategia di avere le fiere di settore vicine alla fashion week: una strada che porterebbe a un’ulteriore crescita di Milano e delle aziende». Nel frattempo White continua ad accorciare le distanze fra i buyer, le showroom e la moda contemporary con un occhio di riguardo ai marchi emergenti, italiani ed esteri e alle eccellenze fra le Pmi nazionali, con particolare focus sulla creatività del

68

15_03_2018

FASSAMANO SHARRA PAGANO

ROUGE MARGAUX AL TORTONA 31 OPIFICIO Rouge Margaux brand organized a live perfomance at Tortona 31 Opificio. I nuovi spazi di Tortona 31 Opificio hanno ospitato anche la special guest di White. Si tratta del marchio di Parigi Rouge Margaux, disegnato da Cem Çinar (ex Y Project e Rick Owens), che ha presentato l’autunno-inverno con una live performance.

Sud Italia (nello spazio It’s Time to South, realizzato in collaborazione con l’Agenzia Ice e Confartigianato Imprese) e sulle start-up (nell’area Inside White, dove viene assegnato anche l’omonimo premio, vedi box nella pagina accanto). Tutto italiano anche lo Special project, che ha ospitato Marco Rambaldi con la sua collezione per l’inverno 2018/2019 e la proiezione del cortometraggio Vogliamo anche le rose, racconto del cambio culturale tra le generazioni che hanno vissuto il fermento degli

KIMO NO RAIN

BAKARÀ


PREMI PER I CAPPELLI MONTEGALLO E LA MODA DI LĀU Montegallo conquered the Inside White award and Lāu the Ramponi award.

BABUKHADIA

QUIDLI CAMENIGI

Al White di febbraio l’Inside White Award è stato assegnato alla start-up Montegallo, marchio di cappelli (in basso, un modello invernale) di Alice Catena, scelto fra 15 finalisti. La nona edizione del premio Ramponi, che valorizza i giovani creativi, è stata invece vinta dal womenswear Lāu ideato da Lisa Anderlini (nella foto in alto).

PÂQUERETTES PARIS

anni Settanta e i giovani di oggi. A ribadire l’attività costante di scouting all’estero c’era come Special guest il marchio parigino Rouge Margaux diretto da Cem Çinar. Noti per la sperimentazione nelle formule promozionali innovative, gli organizzatori di M. Seventy continuano a lavorare al lancio, con la fashion week di giugno, del nuovo progetto White Street Market, un evento Business&Consumer incentrato sullo streetwear, in programma nell’ex-Ansaldo e creato in collaborazione con Probeat Agency, Nss Magazine e Nss Factory. In parallelo procede l’orgnizzazione di Style Routes to Shanghai, in collaborazione con l’Ice, per presentare una selezione di piccole e medie imprese del fashion italiano alla ■ Shanghai Fashion Week di ottobre.

LEDA DI MARTI

SYLVIO GIARDINA ISLA FONTAINE 15_03_2018

69


fall-winter 2018/2019 @ THEONEmilano A cura di angela tovazzi

out of the box

Freedom è la parola magica. Nelle forme, nell'accostamento delle texture e delle fantasie, nei volumi. L'importante è che ogni outfit abbia l'x factor per distinguersi, grazie a silhouette e dettagli out of the box Freedom is the magic word. In forms, in the assembly of textures and fantasies, in volumes. The important thing is that every outfit has the x factor to stand out, thanks to out of the box silhouettes and details.

daniela drei Ó Di impronta sartoriale, la collezione esplora nuove espressioni in chiave urban.

fuzzi Ó Bordi elaborati, motivi floreali e volumi slim per i capi in tulle e jersey stretch.

DIEGO M Ó Forte in Russia, il brand di Diego Mazzi e Manuela Bortolameolli ha appena inaugurato una showroom nella City di Mosca.

LA GIAPPONESE CHUNCHEN LIU SUL PODIO DI REMIX The Japanese designer Chunchen Liu won the Gold Award by Remix, the contest organized by IFF.

sonia specialEÓ Un set di pezzi d'autore per la stilista bergamasca, conosciuta per le tinte noir e le silhouette di ricerca, che vanno oltre la moda.

70

15_03_2018

san andrÈs milano Ó Firmato dallo stilista di origini messicane Andrès Caballero, il marchio gioca sul clash tra sartoriale e contemporary, con accostamenti sofisticati di texture e cromie.

Remix, la competizione dedicata ai talenti del fashion e fur design organizzata dall'International Fur Federation (IFF) in collaborazione con Vogue Talents, ha assegnato il Gold Award a Chunchen Liu. Grazie ai suoi capi, che ricreano la trama delle rocce e l'effetto innevato della montagna, la stilista giapponese potrà volare a Toronto, nella sede della Nafa (North American Fur Auctions) per una settimana di workshop. Al secondo posto si è piazzata Siyang Meng, mentre il Bronze Award è stato vinto da Abigail Wirth.


FALL-WINTER 2018/2019 @ SUPER A CURA DI CARLA MERCURIO

VINCE IL MIX AND MATCH STAMPE, COLORE E ABBINAMENTI DI STILI E MATERIALI: PREMIATA LA FANTASIA It’s time for prints, colors and combinations of styles and materials.

MARIA CARDELLI Ó Dopo aver collaborato con diverse aziende di calzature, Maria Cardelli è in pista con il suo marchio, tra forme architettoniche ed echi rétro.

ANITA BILARDIÓ Conosciuto per le borse in nappa laminata plissé, il brand, all’esordio al Super, ha presentato anche tanti modelli con la pelliccia.

PEECHÓ Partito con la bigiotteria, Amedeo Piccione ha ampliato gli orizzonti con una proposta di gonne in seta o poliestere dalle fantasie giocose, disegnate da lui. E ora ci sono anche gli abitini. ADMIR BATLAKÓ

FRA ARTE E STREET Tra i Super Talents selezionati da Sara Maino c’è Admir Batlak, designer norvegese di origine bosniaca, che dopo la laurea all’Istituto Marangoni di Milano e una collaborazione con Dolce&Gabbana, ha lanciato il suo brand, caratterizzato da costruzioni innovative e da un’attenta ricerca dei materiali, con echi artistici e riferimenti street.

TERRE ALTEÓ Merinos extra fini, uniti a tessuti infeltriti e fibre cardate, compongono un mix and match in cui spiccano i capispalla, rigorosi ed essenziali, e la giacca in maglia, must have del brand. New entry, i pull leggerissimi.

OPIFICI CASENTINESI Ò

UN CLASSICO REINVENTATO Nato nel 2015, Opifici Casentinesi rivisita in chiave contemporary il casentino, tessuto con 800 anni di storia, con la lavorazione a ricciolo che gli conferisce doti uniche di idrorepellenza e che acquista nuova grinta, grazie al punto di vista del designer Vittorio Giacomelli, di D3signs 3.0.

MOON BOOT BY YVES SALOMONÓ Gli iconici doposci prodotti da Tecnica, interpretati dal marchio francese Yves Salomon, si reinventano in chiave luxury, con un tripudio di pelliccia.

15_03_2018

71


TREND

BRAND TO watch Brand al debutto o con alle spalle poche stagioni. Il loro fil rouge? Un concept originale e una storia da raccontare DI ANGELA TOVAZZI

Brands ready to debut, or collections born a few seasons ago, with an original concept and a story to tell.

CARLOTTA CANEPA Fourth generation of the Canepa Saibene family, Carlotta designs an ecofriendly and feminine collection. Quarta generazione della famiglia Canepa Saibene, Carlotta Canepa - oltre a essere portabandiera dei progetti green dell’azienda serica comasca - firma una collezione fresca, colorata, dall’anima eco, che ha già conquistato negozi come Milaura e Wait and See (Milano), Pandemonium (Roma), Luciana (Bari) e Tiziana Fausti (Bergamo).

JMONTEIRO Born in Brazil, Jenny Monteiro launched her brand in 2012. Nata in Brasile e naturalizzata milanese, Jenny Monteiro ha studiato all’Istituto Secoli e lavorato nelle fila di diverse maison, prima di lanciare il suo marchio, nel 2012. Oggi distribuisce i suoi capi dalla showroom/atelier milanese in corso San Gottardo, con prezzi sell tra 80 e 500 euro. La collezione è presente in Europa in negozi come Eleonora Boutique (Milano), Paula Boutique (Svizzera), Queenslife Boutique e Ldlx by Duarte (Portogallo).

ANDREA BALESTRA FASHION GOLD 24 KT ANGELiA AMI Angelia Corno’s brand offers vintage-inspired pieces in a contemporary version. Dopo le esperienze a Showcase (Altaroma) e al Fashion Hub Market di Milano, Angelia Ami sta muovendo i primi passi con il proprio e-shop e alcuni negozi shop. Classe 1993, Angelia Corno ha lanciato il marchio nel 2016, scommettendo sul clash di stili, dove il filo d’Arianna è l’emozione. Immergersi nel suo mondo è come aprire un vecchio armadio di famiglia e trovare capi senza tempo, pronti a rivivere in chiave contemporary.

72

15_03_2018

Heir of a family with 200 years of history in the goldsmith sector, since 2017 Andrea Balestra has signed a collection covered in pure gold. Erede di una famiglia con alle spalle 200 anni di storia nel settore orafo, Andrea Balestra - classe 1973 - nel 2017 si è lanciato en solitaire con il brand Andrea Balestra Fashion Gold 24 kt, un progetto che grazie a una nuova tecnologia utilizza l’oro puro per ricoprire qualsiasi superficie morbida, pelliccia, seta e pizzi, pelli di coccodrillo, pitone, iguane. La collezione, di abbigliamento e accessori, è commercializzata da Luxury Distribution a Milano.


news

LUCABEE RAGNO

Perfect fit di nome e di fatto Perfect Fit is a trouser collection by Ragno, characterized by comfort paired with aesthetics. It is the result of a deep research in materials and shapes. «Perfect Fit rappresenta una rivoluzione nel mondo del pantalone, un capo che unisce la praticità di un legging con l’estetica e la forma di un modello classico»: così Matteo Restelli, direttore commerciale di Ragno, nel descrivere uno dei capi di punta della collezione, studiato per garantire un livello superiore di comfort, senza mettere in secondo piano i contenuti moda. «Tra i vari plus di Perfect Fit - sottolinea - c’è la funzione di shaping nella parte addominale, senza contare che si tratta di un indumento senza bottoni né cerniere, con una cintura elastica in vita». A sceglierlo sono soprattutto donne dai 35 anni in su «e sono proprio loro il nostro migliore canale di comunicazione, attraverso il passaparola». «Abbiamo comunque investito in una campagna stampa, con un visual declinato anche nei materiali per i nostri punti vendita - fa notare Restelli - dove mettiamo in evidenza la doppia anima, sportiva e glamour, di Perfect Fit. L’idea creativa mostra infatti una ragazza che indossa il pantalone accompagnato da una scarpa elegante in un piede e da una sneaker nell’altro». Per la stagione invernale Perfect Fit si articola in circa otto modelli, «mentre l’estivo è stato appena lanciato, puntando su un tessuto sensitive di microfibra, che gli conferisce un aspetto semilucido, con un effetto shaping molto leggero e fasciante, che riduce le forme di quasi mezza taglia e tre varianti, Capri, sigaretta e straight fit, nelle tonalità di nero, blu e bianco». Oltre a Perfect Fit, Ragno propone i pantaloni senza cerniera in rasatello di cotone stretch a tinte vivaci e con fantasie. Non manca il jeans elasticizzato «e abbiamo riservato uno spazio anche all’athleisure». Proposte inserite in un total look che spazia da T-shirt, bluse e camicie, facilmente abbinabili e in tessuti che non si stropicciano.

Arte da indossare Pop painter Luca Bertasso is also a fashion designer with Lucabee, a men’s and women’s collection with a special artistic touch, ready to make its debut on the market. Di ritorno da New York, il pittore pop Luca Bertasso ha presentato la sua collezione Lucabee durante la recente fashion week, all’interno della showroom Casile & Casile di via Tortona 9 a Milano: proposte uomo e donna, che coniugano la passione per l’arte con quella per la moda e sono interamente realizzate in Italia. Pezzi unici, dipinti a mano ma disponibili anche con stampe realizzate in digitale, che vanno dalle polo alle T-shirt, fino a jeans, giubbotti, soprabiti e camicie, completati da accessori come borse, zainetti e sciarpe. Ogni proposta è contraddistinta da un nome, in modo da esprimere il tocco dell’artista e da non far passare inosservato chi indossa questi capi: si va dalla giacca Paris, Texas a quella Radical Chic, al modello Androider, fino ai pantaloni Avatar, alla camicia In Gold We Trust e al giubbotto West Coast. La linea, prodotta e distribuita da Mora Maglificio di Gallarate (Varese), sarà presto in vetrina sia sul mercato italiano che su quelli esteri.

MORESCHI E ISTITUTO MARANGONI

Una capsule con i new talent di domani During Milan Fashion Week a collaboration between Istituto Marangoni and the shoe brand Moreschi was launched: the most interesting pieces will be sold within Moreschi’s 2018/2019 Fall-Winter collection. Durante Milano Moda Donna sono stati presentati i risultati del progetto di collaborazione tra l’Istituto Marangoni-The School of Fashion e l’azienda calzaturiera Moreschi, da cui sono nate tre capsule collection firmate dagli studenti della scuola milanese e ispirate all’Antartide. Dopo aver visitato l’azienda Moreschi, analizzato le materie prime ed esaminato il lavoro degli artigiani vigevanesi, oltre che compreso le numerose fasi che portano alla realizzazione di una calzatura, gli studenti hanno ideato modelli di scarpe genderless, tra le quali quelle di Shree Vashini (nella foto), Carlota Costa e Ishita Bajai, giudicate tra i progetti più convincenti e inserite nella prossima collezione autunnoinverno 2018/2019.

15_03_2018

73


CAREERS A CURA DI ANDREA BIGOZZI

Tisci raggiunge Gobbetti da Burberry. Italiani sempre più al top del lusso mondiale Burberry’s CEO Marco Gobbetti has chosen Riccardo Tisci as the brand’s new creative officer. With the Italian designer the brit house looks forward to a creative transformation. Tisci and Gobbetti have already worked at Givenchy.

Dopo l’esperienza alla direzione creativa di Givenchy, durata 12 anni e conclusasi nel 2017, e le collaborazioni spot con Nike, il designer di origine tarantina approda alla guida di Burberry, dove dal 12 marzo ha preso il posto di Christopher Bailey. Lo stilista è tornato quindi a vivere a Londra, la città in cui si è laureato alla Saint Martin’s School e soprattutto è tornato a lavorare con Marco Gobbetti, il manager nominato un anno fa a.d. del marchio inglese. Era stato infatti l’attuale ceo di Burberry a sceglierlo nel 2005 per rilanciare il brand di cui era l’allora numero uno, Givenchy. Il manager è entusiasta dell’arrivo di Tisci, da cui si aspetta un forte contributo per risollevare le vendite del brand brit, che ha chiuso il terzo trimestre 2017 (ultimo dato disponibile) a 719 milioni di sterline, in calo del 2%. «Riccardo è uno dei designer più talentuosi del nostro tempo - ha detto Gobbetti commentando la nomina -. I suoi progetti hanno un’eleganza contemporanea e la sua abilità nel mescolare lo streetwear con l’alta moda è molto importante per il consumatore di lusso di oggi. La nomina di Tisci, che presenterà la sua prima collezione targata Burberry a settembre 2018, si aggiunge a una ormai lunga lista di designer e manager italiani che si stanno facendo onore alla testa di case di moda internazionali. Tra questi spiccano Maria Grazia Chiuri alla corte di Dior e Alessandro Dell’Acqua chez Rochas per quanto riguarda lo stile. Tra gli executive made in Italy scelti da gruppi stranieri sono in prima fila Pietro Beccari, sempre da Dior, e Francesca Bellettini, ceo di Saint Laurent, appena celebrata con un lungo articolo dal New York Times.

Roger Vivier: al posto di Frisoni arriva Felloni Roger Vivier has appointed Gherardo Felloni as its creative director. He previously worked for Miu Miu and Dior.

Sarà presentata a settembre la prima collezione Roger Vivier firmata da Gherardo Felloni (nella foto): succede a Bruno Frisoni, che aveva lasciato il suo ruolo all’inizio di febbraio dopo 16 anni di collaborazione con la maison. Felloni, nato ad Arezzo e proveniente da una famiglia attiva nella produzione di calzature, ha disegnato scarpe per Helmut Lang, Fendi e Miu Miu. Nel 2009 si è trasferito a Parigi per supervisionare la shoe collection di Dior, sotto John Galliano prima e Raf Simons dopo. Datato 2014 il ritorno da Miu Miu, come direttore del footwear, della pelletteria e dei gioielli. Ora l’impegno presso Roger Vivier, che fa parte del gruppo Tod’s dal 2001.

74

15_03_2018

Victoria Beckham punta su Ralph Toledano Industry veteran Ralph Toledano joins Victoria Beckham Ltd. as chairman.

Ralph Toledano è stato nominato presidente di Victoria Beckam, con decorrenza immediata. Il veterano dell’industria della moda, ex presidente Puig e a capo della Fédération Française de la Couture, du Prêt-à-Porter des Couturiers et des Créateurs de Mode, lavorerà insieme al team manageriale per alimentare la visione creativa del brand e preparare l’azienda, che compie dieci anni, alla prossima fase di sviluppo. La nomina di Toledano segue l’ingresso a fine 2017 nella compagine societaria del fondo di private equity Neo Investment Partners.

Marsilli torna in Gucci Pizzato sale in Rinascente Monica Marsilli resigns from Rinascente and returns to Gucci. Pizzato to succeed.

Dopo 12 anni alla guida della direzione acquisti di Rinascente, Monica Marsilli (a destra nella foto) rassegna le dimissioni come buying & merchandising director per tornare in Gucci in qualità di Vice President Global Gmm. Al suo posto in Rinascente si insedia Giulia Pizzato (a sinistra), attuale divisional merchandise manager Women’s rtw, Underwear e Shoes, posizione che ricopre dal 2007. Il passaggio del testimone avverà a fine marzo. Da aprile Marsilli passerà in Gucci, azienda da cui nel 2006 era partita alla volta dei grandi magazzini milanesi.


portraits

SERGE BRUNSCHWIG

dalla francia a roma: un veterano al timone di fendi Sliding doors: mentre Pietro Beccari inizia il suo percorso in Dior, Serge Brunschwig lascia questo marchio per prendere il suo posto in Fendi. Il manager è un veterano di Lvmh, con un'esperienza di 23 anni nel gruppo e un marcato focus sul lusso. Lavorerà dietro le quinte, per alimentare la crescita di una griffe in ottima salute di ALESSANDRA BIGOTTA

While Pietro Beccari leaves Fendi for Dior, Serge Brunschwig, formerly at the helm of Dior Homme, becomes CEO of the Roman brand under Lvmh’s umbrella. A French manager instead of an Italian one and a veteran in Lvmh, a man of few words and a deep knowledge of luxury: he will work closely with the parent company to fuel the growth of this one-billion company.

S

otto l’egida di Pietro Beccari, 50enne manager italiano passato alla guida di Christian Dior, Fendi è entrata nell’empireo delle one billion company. In base alle stime elaborate da Morgan Stanley, nei 12 mesi chiusi a luglio 2017 ha totalizzato ricavi per 1,1 miliardi di euro, con un margine operativo del 17% e una vocazione fortemente retail. Nella galassia Lvmh occupa ormai il terzo posto, dopo Dior Couture - che sempre secondo Morgan Stanley fattura oltre 2 miliardi di euro - e Louis Vuitton, alla guida della classifica con 9,2 miliardi. Nei sei anni della gestione Beccari le radici e la romanità del brand sono state messe in primo piano, facendo risaltare la componente artigianale, l’expertise nella pelliccia e il legame con i tesori della capitale, attraverso un ingente impegno economico per farli tornare a brillare. Si è ragionato in termini di heritage e di grandeur. Basti pensare al progetto Fendi for Fountains, che ha comportato un investimento di 2,5 milioni di euro, di cui oltre 2 milioni solo per la Fontana di Trevi: qui nel 2016 la griffe ha scelto di celebrare i 90 anni, con una sfilata non a caso dedicata alla Haute Fourrure. Nello stesso anno la maison ha mostrato i muscoli nel retail e nel lifestyle, aprendo Palazzo Fendi nel cuore della città. Nel 2015 è stato completato l’insediamento in un monumento iconico come il Colosseo Quadrato. Nell'era Beccari il marchio ha saputo anche guardare avanti, sintonizzandosi

con i Millennials: si è visto nell’evoluzione del prodotto - in particolare degli accessori - e nell’apertura ai social, con la piattaforma F...is for Fendi. Ora il timone passa al 57enne Serge Brunschwig, personaggio descritto come metodico e low profile: un polytechnicien, come qualcuno lo ha definito. «Serge ha un’approfondita esperienza nel luxury retail, nel brand management e nella gestione delle operation - ha detto il group managing director di Lvmh, Toni Belloni -. È il leader giusto per traghettare Fendi verso il next level». Sono oltre 20 anni che Brunschwig milita nelle fila del colosso francese e che mastica solo ed esclusivamente lusso, mentre Beccari ha alle spalle un curriculum più variegato, con militanze anche nell’industria del largo consumo. In Christian Dior, già dai tempi in cui era chief operating officer, Brunschwig ha agito in stretta sinergia con Sidney Toledano per strutturare, passo dopo passo, lo sviluppo internazionale del marchio e non va sottovalutato il suo periodo al comando di Louis Vuitton Asia, che lo ha portato a conoscere da vicino questo grande mercato. La sensazione è che, da uomo di operation quale è, orchestrerà il futuro della griffe da dietro le quinte, in stretta sinergia con la casa madre. La sua francesità dovrà trovare il punto di congiunzione con l’italianità di Fendi. A parte Toni Belloni, che sarà il suo diretto interlocutore, si interfaccerà con Silvia Venturini Fendi e con Karl Lager-

• Serge Brunschwig è laureato all’Ecole Polytechnique e si è specializzato all’Ecole Nationale Supérieure des Télécommunications et des Sciences Po Paris • Il top executive è un veterano di Lvmh, dove è entrato nel 1995. Ha fatto carriera all’interno del gruppo con diversi ruoli, da responsabile di Louis Vuitton in Asia - dal 1995 al 1999 - e di Sephora Europe, fino alla nomina a ceo di Céline nel 2006 • Nel 2008 si è insediato da Christian Dior Couture come chief operating officer. Nel 2015 è diventato chairman e ceo di Dior Homme • Nel 2018 è stato nominato ceo di Fendi al posto di Pietro Beccari, che ha assunto lo stesso ruolo in Christian Dior

feld, inossidabile direttore creativo del prêtà-porter donna, che però ha superato le 80 primavere. Se Kaiser Karl dovesse fare un passo indietro, Brunschwig potrebbe trovarsi a gestire la sua successione. Cosa che per lui non sarebbe un problema: dopo il valzer di direttori creativi che ha contraddistinto Dior negli ultimi anni, in particolare nel passaggio tra John Galliano e Raf Simons, di compli■ cazioni non dovrebbero essercene.

15_03_2018

75


Q&A A cura di ALESSANDRA BIGOTTA

direttore creativo di Shanghai Tang

MASSIMILIANO GIORNETTI

«il prodotto deve trasmettere emozioni» Massimiliano Giornetti, formerly creative director of Salvatore Ferragamo and now of Shanghai Tang - at its relaunch with the Italian entrepreneur Alessandro Bastagli -, talks about his idea of fashion and his new challenge. Cosa sognava di fare da piccolo? Il fashion designer! I primi ricordi sono legati ai quaderni delle scuole elementari. Ritagliavo immagini dai giornali e le incollavo alle ultime pagine, arricchendole con disegni naïf. Negli anni questi quaderni hanno assunto nuove forme, ma tuttora rappresentano la mia memoria. Raccolgo dettagli di arte, particolari di pittura, colori, che insieme ai croquis diventano le prime impressioni per futuri lavori. Lei però ha studiato allo Scientifico e poi si è laureato in Lingue... Ho studiato fashion design al Polimoda, solo dopo una laurea in Lingue e Letterature Spagnole. Non è stata folgorazione e nemmeno una lenta maturazione, piuttosto una ricerca culturale attraverso percorsi ed esperienze filologicamente diverse. Mi affascinano la contaminazione, la fusione di mondi ed estetiche apparentemente distanti ma che poi si amalgamano, dando vita a una nuova forma di creatività. Cosa le ha insegnato l’esperienza in Ferragamo? A non inseguire le tendenze, cercando di creare collezioni timeless, che riflettano la personalità del brand. Prima di disegnare una collezione mi sono sempre immerso nella storia, nella cultura, nell’heritage del marchio, ma pensando a un linguaggio che parlasse al futuro. Come ha conosciuto Alessandro Bastagli, patron di Shanghai Tang? Attraverso amici comuni: apprezzo il suo essere imprenditore “illuminato”, la capacità di comprendere che nella moda oggi il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati avviene anteponendo la creatività ai margini. Il consumatore acquista per emozione e non più per necessità: occorre stimolare la curiosità, accendere il desiderio. Entrambi crediamo che tradizione e cultura siano legati al fattore moda in cui bel-

76

15_03_2018

lezza, forma e funzione convivono. Siamo collezionisti e amanti del bello, ma con una vita professionale attiva e una propensione alla ricerca della funzionalità.

Il magazine di news, business e trend

Direttore Responsabile e Amministratore Delegato

Marc Sondermann (m.sondermann@fashionmagazine.it) Caposervizio

Alessandra Bigotta (a.bigotta@fashionmagazine.it) Redazione

Andrea Bigozzi (a.bigozzi@fashionmagazine.it) Elisabetta Fabbri (e.fabbri@fashionmagazine.it) Carla Mercurio (c.mercurio@fashionmagazine.it) Angela Tovazzi (a.tovazzi@fashionmagazine.it) Segreteria di redazione

Daniela Locatelli (d.locatelli@fashionmagazine.it) Realizzazione grafica

Nadia Blasevich (n.blasevich@fashionmagazine.it) Carlo Maraschi (c.maraschi@fashionmagazine.it) Fashion Editor

Alberto Corrado (a.corrado@fashionmagazine.it)

Com’è Shanghai Tang secondo Massimiliano Giornetti? Il lusso oggi è maturato e diventato sinonimo di eccellenza, cultura, design e qualità. Credo che il prodotto debba suscitare e trasmettere emozione e senso dello stile, suggerire un lifestyle aspirazionale in cui il consumatore si riconosce. Con Shanghai Tang ho unito la più alta tradizione artigianale italiana alla millenaria cultura cinese, portando l’unicità del prodotto Shanghai Tang a diventare la nuova frontiera del lusso.

Collaboratori

Elena Azzola, Mariella Barnaba, Peppe Orrù (Londra), Giuliana Poletto (Parigi), Cristiana Lopez (New York) Direttore pubblicità

Stefano Giordano (s.giordano@fashionmagazine.it) Pubblicità e promozione

Barbara Sertorini (b.sertorini@fashionmagazine.it) Laura Pianazza (l.pianazza@fashionmagazine.it) Senior Digital Advisor

Stefania Navaretti (s.navaretti@fashionmagazine.it) Special Projects

Matteo Ferrante Veneziani (m.veneziani@fashionmagazine.it) Assistente di direzione

Valentina Capra (v.capra@fashionmagazine.it) Segreteria e servizi

Tiziana Grazioli (t.grazioli@fashionmagazine.it) Amministrazione

Cristina Damiano (c.damiano@fashionmagazine.it) Diffusione e abbonamenti

Qual è il tratto principale del suo carattere? Da sportivo, direi la determinazione e la correttezza. Sono agonista, ma nel rispetto delle regole e degli altri. Da dove prende ispirazione? Lascio che stratificazioni di emozioni, memorie e flashback si combinino, dando vita a nuove forme di espressione. La strada, l’arte, il lavoro stesso diventano la mia fonte di ispirazione. Una parola che non le piace nella moda? Tutti i campi semantici relativi al passato applicati alla moda per me non funzionano. Antico, vecchio, old…La moda è un tempo sospeso tra il presente e il futuro. La vita che si infila in un abito è la manifestazione più diretta del contemporaneo, la più viva delle forme d’arte. Che consiglio darebbe a un emergente? In un mercato volatile servono una preparazione, una conoscenza tecnica approfondita, la consapevolezza di dove e come agire, la possibilità di anticipare il gusto dei consumatori, tornare a sedurre e deliziare con creatività e in■ novazione: in sintesi, educare al bello.

Daniele Costanzo (abbonamenti@fashionmagazine.it)

Edizioni Ecomarket Spa Redazione, Amministrazione, Pubblicità: piazza Pio XI 1, 20123 Milano telefono: 02 80620-1 telefax: 02 80620-444 (redazione) - 02 80620-333 (pubblicità e abbonamenti) Edizioni Ecomarket Spa Fashion - Il magazine di news, business e trend Registrazione presso il Tribunale di Milano n. 389 del 6-11-1970 Iscrizione n. 1418 al ROC Registro Operatori della Comunicazione È vietata la riproduzione anche parziale Articoli, disegni e fotografie, anche se non pubblicati, non verranno restituiti © Fashion 2018 Edizioni Ecomarket - Milano Abbonamento annuale 185,00 e (quindicinale) - c/c postale n. 16879207 È possibile richiedere gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo a: Edizioni Ecomarket Spa - servizio abbonamenti - piazza Pio XI 1 - 20123 Milano Numeri Arretrati: 11,00 e cad L’editore garantisce che i dati forniti dai sottoscrittori degli abbonamenti vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione come quelli relativi agli invii in omaggio non vengono ceduti a terzi per alcun motivo. Garanzia di riservatezza per gli abbonati in ottemperanza al D. Lgs. n.196/2003 (tutela dati personali) Stampa: Vela Web Srl - Via Copernico 8 - 20082 Binasco (Mi) Distribuzione esclusiva per l’Italia: MEPE Distribuzione Editoriale Via Ettore Bugatti, 15 - 20142 Milano Fashion fa parte del Gruppo DFV Verlagsgruppe Deutscher Fachverlag www.dfv.de Le altre testate moda del gruppo sono: TextilWirtschaft, Frankfurt; TextilJurnal, Praha; Sportswear International, Frankfurt; ötz österreichische Textil Zeitung, Wien; DivatMarketing, Budapest; Images Business of Fashion, New Delhi.


ENGLISH TEXT

and then arrived in Rome. We were so successful in the capital, that we were able to open two flagship stores in two years. Our flagship boutique in via Manzoni in Milan has just been renovated and we recently opened the first “only menswear” store across the street. In 2017, Italy was at the center of our retail strategy: we added cities such as Verona and Venice and launched the e-store, which is going well. Do you have other planned openings? Of course. The Italian market is important and strategic, so we always keep our eyes open for new locations. Jean-Philippe Hecquet Jean-philippe Hecquet/Sandro

«We are bringing our French Touch in the world» 14 stores in Italy are not enough for the French brand Sandro, which is promising further investment in Italy. However, the brand’s main priorities are the US and China, where 10 openings are planned. «Internationalization, digital and the development of our accessories and menswear are the basis of our strategy» comments CEO Jean-Philippe Hecquet. BY andrea bigozzi

From a small Parisian store, opened in 1984 by Evelyne and Didier Chetrite, to a brand synonymous with accessible luxury, with a network of around 500 stores worldwide. In 2017 alone, Sandro saw its sales grow by 21%, 53 new store openings and the launch of a glasses range. But the expansion of the brand, now owned by the SMCP group (which is listed on the Paris stock exchange and also owns the Maje and Claudie Pierlot brands), will not stop here, as CEO Jean-Philippe Hecquet explains. You already have 14 stores in Italy: do you still see potential in this market? Our first store in Italy was opened in 2008 and we immediately felt a strong affinity with Italian customers. In the last two years, there have been several openings in key places in the country. We started in Milan

Which markets are you targeting besides Italy? An international expansion in Europe, the US and Asia is one of the strategic pillars of the brand’s development. In 2017, we opened flagship stores in incredible locations in key cities, such as the Passeig de Gràcia in Barcelona, Regent Street in London and in Munich and Frankfurt. In 2018, we will continue our international expansion in Europe, opening in Sweden and Denmark. On a larger scale, Greater China is our fastest-growing market: 10 openings are planned here. This year is the 10th anniversary of your menswear line. How is it going? Ilan Chetrite (the founder’s son) is doing a great job. He has created a brand that men love to wear, with its own distinct identity. It is a chic, cool Parisian brand, that you can wear on any occasion. Its growth has been crazy, because there are not many players in that segment. Sandro Homme now has around 220 stores worldwide. Ilan’s vision has been well-received by customers, the media and buyers, season after season. Sandro Homme is growing rapidly and now accounts for around 20% of Sandro’s global business. We are only at the beginning of the story.

Double-digit growth and a presence in the best global shopping streets: the brand is enjoying a huge success. Is there anything you can improve on? Sandro is a very successful brand in the ready-to-wear sector, but in recent years we have considered investing in and developing the accessories segment, where we are currently less strong. Our shoes and bags are already giving us excellent results and last year, we decided to launch a new category, namely glasses. Evelyne and Ilan Chetrite have worked closely with our partner Mondottica to offer a contemporary, elegant, effortless collection that reflects Sandro’s brand identity. The eyewear collection will have 360 degreedistribution: it will not only be sold through our stores and e-commerce, but also at specialized retailers. What are you expecting from 2018? Many wonderful things. Our strategy for this year is clear and it will be based on the pillars that we have already discussed: international expansion, digital development and development of the accessories and menswear business. We want to continue to increase the brand’s desirability worldwide, especially in the US and Asia, as well as in new markets such as Russia, the UAE and Australia. The French touch that distinguishes us will take ■ us all over the world. 

How would you sum up Sandro’s success? In the current scenario, the accessible luxury market is very dynamic and is decidedly rewarding us. I firmly believe in our creative strength, our quality-price ratio and, last but not least, in a distribution strategy based on a pure and perfectly integrated retail model.

20_02_2018

77


ENGLISH TEXT

Moncler Grenoble BUYERS AT MILAN FASHION WEEK

Milan-Paris, a challenge without a clash Why continue chasing Paris in terms of trends and scouting? Milan is back in great form this fashion week, courageously focusing on two aspects where it has no competitors: the invincible appeal of heritage (e.g. Versace) and the desire to experiment with new communication and distribution formulas (most notably, Moncler). Buyers applaud this approach: «Here, we stay down-toearth and we do not make mistakes». BY andrea bigozzi

No direct confrontation or clash, rather an easing of tensions, at least for now. In the future, we will discover which of the fashion weeks - Milan or Paris - will have what it takes to become the unmissable event for tomorrow’s markets: the Asian one (China in particular) and the market of the Millennials, spread across five continents. The fact remains that currently the European fashion weeks (in Italy and France) both seem to be the world leaders, definitively relegating the Anglo-Saxon fashion weeks to a supporting role. Even local and foreign buyers traveling to the capital of Lombardy - and directly to Paris, immediately afterwards - have a conciliatory attitude: enough talking about

78

20_02_2018

competition and making comparisons. Milan and Paris are two different worlds. Coco Chan, head of womenswear at Stylebop.com, has encouraging words about Milan: «I’ve been saying it for the last few seasons: Milan is constantly improving». She was the first to identify the industry’s problems and challenges, such as the co-ed fashion shows and the move towards overcoming the concept of distributing collections on a seasonal basis, and she faced them head-on. «I think it all started with the resurgence of certain key brands like Gucci. The fact is that overall this fashion week offers many new ideas and is in step with the times». However, it is far too early to describe one fashion week as the leading event: compared to Milan, for example, Paris is distinctly unconventional. Buyers continue to scout in the shadow of the Eiffel Tower and before talking about new trends, they wait until they have seen at least three days of intense Parisian fashion shows. However, this perpetual focus on pushing the boundaries has its drawbacks. Paolo Mantovani of Mantovani Boutique and MT points out that «Milan confirmed its commercial awareness more than ever this year, with many collections that may not be particularly innovative, but are very pragmatic. The designers focused on colors and logos, which are always guarantees. In Paris, you often seen very beautiful, more innovative things: sometimes they sell

incredibly well, but other items remain in stock, which causes problems for us buyers. In Milan, particularly this season, it always helps us to be down-to-earth». The Lombard capital also has encouraging supply chain numbers (with an industry turnover of almost 65 billion and exports of 50 billion) and the merit of being able to say at the end of a fashion week: «I worked well: I just need continuity». According to industry professionals, there are at least two goals to strive for: heritage mania, which causes a sensation among Millennials and other generations, is an essential part of the product, while when it comes to distribution, it is important to provide a convincing new response to a market that is clamoring for change and constant stimulation. THE MOTTO? Back to YOUR rootS While the emphasis in Paris is on trends, there is a considerable focus on a return to origins in Milan. This is a widespread phenomenon in the city: many brands rework their stylistic identity. «At the Milan fashion shows - notes Silvano Vangi, head of womenswear at LuisaViaRoma.com many companies are working and focusing on the heritage and legend that has always distinguished their brands: Baroque style for Versace, a ‘70s look for Missoni and an ethnic style for Etro». And the list does not stop there. While Donatella Versace may be at the forefront of this movement with the tribute collection to the work of her brother Gianni in last September’s collection, Fendi, Dolce&Gabbana, Max Mara and even Gucci (provocations and severed heads aside) also clearly exhibited their distinctive styles on the catwalk. The archive also played an important role in the Salvatore Ferragamo women’s collection, for the first time entirely entrusted to Paul Andrew, previously only responsible for footwear. The result was convincing: for many buyers, it was one of the many signs that luxury is returning to what it was in the past. Noriko Fukushima, chief coordinator of luxury merchandise at Isetan Mitsukoshi, is convinced of this: «Currently, women in Japan are divided into two: on the one hand, fashion victims who love street style, logos and unusual items and, on the other, consumers who prefer an elegant, feminine style. In both cases,


Iceberg

it is important to constantly present them with new products in order to motivate them to buy». Roberto Cavalli also seems to be popular among buyers again only now that this collection has finally demonstrated that he has rediscovered his roots. «I was impressed by the work of Paul Surridge - says Armando Nasser, CEO of Sax Department Store in Paraguay - who slightly bewildered me with his first collection. However, the brand has now returned to expressing its true identity». Federico Giglio, an Italian buyer who owns a series of stores in Palermo, shares this view: «Focusing on the brand’s identity with a contemporary twist has also benefitted the men’s line, which was generally never Cavalli’s strong point. Everything had a rock style, without any pointless exhibitionism». Even when it comes to emerging brands, buyers prefer to focus on names that are always loyal to their young identity: Attico (which is expanding), Vivetta and Lucio Vanotti. So, is it pointless to pursue innovation at any cost? «Italy leads the way with regard to the product - claims Giovanna Gaudenzi of Gaudenzi Boutique -. This is not enough to make us the market leader, but it should not be underestimated». What is necessary to make a leap in quality? «Individualism should be cast aside - continues Gaudenzi - and brands should think in terms of the industry: to see Valentino and Miu Miu putting on fashion shows in Milan again would send a very important message to everyone. But

Chiara Ferragni

we Italians are not used to teaming up, though we can see that results have led French president Emmanuel Macron to encourage brands to manufacture products in France again». We can hope that the launch of Confindustria Moda (the new organization that brings together the sector’s segments) and the phenomenon of designers attending others’ fashion shows are the first signs of a reversal. THE FUTURE STARTS WITH Moncler Luxury, creativity and savoir faire are necessary elements, but they are not sufficient to compete: new languages, formulas and timing are needed to shake up the high end and prepare it for the future. The standard bearer of this revival at the fashion week was undoubtedly Moncler with its Genius event, which was acclaimed by buyers, who, in spite of the queues, did not miss the change, to observe and touch all the eight collections presented. This show was not so much a parade or a presentation, but a journey into the future, especially with regard to distribution. «It impressed me - explains Coco Chan of Stlylebop. com - because it responds to market needs. All consumers no longer feel represented by a single seasonal collection. They want fashion to be more modern and inventive». The format developed by the group led by Remo Ruffini is very structured, featuring eight collections per season (practically one per month), each of which will follow its own distribution logic. «I think this

project cost a lot - Mantovani observes, but it is perfect because it follows the logic of e-commerce and above all of physical stores: it stimulates customers to always buy, without the peaks at the beginning or end of the season«. «We saw an enormous effort by a very big player to run away from established fashion rules, to better meet the need of a real collaboration between brands and designers» say Amos and Angela Adani of La boutique di Adani in Modena. «Luxury segment is embracing the distribution logic of fast fashion - comments Silvano Vangi of LuisaViaRoma - that's exactly what we were looking. It is not about see now, buy now or capsule collections. Rather, it takes the best of both formulas and presents eight collections all different from each other and each with a precise target, starting with the great commercial impact of 1952». Ken Downing of Neiman Marcus, Tiffany Hsu of Mytheresa.com and Coco Chan favored the projects by Pierpaolo Piccioli and Simone Rocha. «In this event one missed the catwalk - remarks Vangi -. This is really the future». Lia Pagoni, a name synonymous with luxury in Greece, sums up: «The important thing for fashion brands that decide to follow this path is to be able to innovate without losing their identity, which they can never overlook, even if they take a revolutionary approach». Milan’s formula for success is as follows: heritage + innovation = creativity (Contributors: Alessandra Bigotta, Carla Mercurio and ■ Angela Tovazzi).

20_02_2018

79


people di Carla Mercurio

Gilda Ambrosio

«Il talento non basta. Mettete in gioco la curiosità» Thanks to her entrepreneurial spirit and sense of style, Gilda Ambrosio gained instant notoriety with her Attico womenswear label. She now ranks among Forbes' Under 30 top Europens. Capelli neri lunghi e setosi, occhi da cerbiatta, fisico da modella. Ma oltre alla bellezza e al senso dello stile c’è di più. Gilda Ambrosio è un'influencer e stilista con uno spirito imprenditoriale che le consente di andare a colpo sicuro. Come è accaduto con Attico, la griffe fondata meno di due anni fa insieme a Giorgia Tordini, che in poche stagioni ha raggiunto il successo vestendo, fra le altre, Emily Ratajkovski, Katy Perry e Rosie Huntington-Whiteley. Una notorietà suggellata da Forbes, che l’ha inserita nella classifica europea dei 30 Under 30 da tenere d’occhio. “360 gradi” è probabilmente la formula magica di Gilda, stando alle volte che l'ha ripetuta durante l'intervista rilasciata a Federico Poletti in occasione della Talent Week di Istituto Marangoni. Un chiaro rimando al suo approccio multitasking alla creatività. In una sala gremita di studenti e giovani che sognano un futuro come il suo, Gilda - classe 1992, alumna della scuola milanese - ha ripercorso le tappe della sua affermazione, sia come influencer che come designer. «Mi sono divertita tanto - ha raccontato - ma ho

ELIZABETH SULCER

«Sono io la vera Palmer Girl» A reknown stylist, Elizabeth Soulcer has launched a capsule collection in cooperation with Miss Sixty, inspired by the looks of the Palmer Girls, whose moment of fame was at the end of the Eighties. Grintose e super eleganti, le Palmer Girls, le cinque ragazze che alla fine degli anni Ottanta formavano la band di Robert Palmer, erano note per gli abiti neri fascianti, i capelli pettinati all’indietro e le labbra rosso fiammante. «Donne forti, glamour e indipendenti»: così le vede Elizabeth Sulcer, la stylist che sta dietro i look sensazionali di star internazionali come Bella e Gigi Hadid, Adriana Lima, Stella Maxwell, Elsa Hosk e Josephine Skriver. Un successo, il suo, non improvvisato, arrivato dopo un percorso partito con studi alla Rhode Island School of Design, un periodo di apprendistato da Alexander McQueen, seguito dalla fashion direction di Black Book Magazine e poi dalla decisione di lavorare in proprio, collaborando con magazine come Vogue, Numéro Paris e Self Service e siglando campagne per Victoria’s Secret e Maybelline. Tappe di un percorso che l’ha portata a diventare lei stessa un'influencer di successo, con 290mila follower su Instagram. «Un mezzo

anche studiato moltissimo. Oltre al talento, ci vogliono molto lavoro e una curiosità che va in mille direzioni. È fondamentale conoscere tutto e tutti, non farsi mai trovare impreparati». Metodo e preparazione sono stati supportati da un moltiplicatore di visibilità come Instagram, dove Gilda conta oggi quasi 300mila follower. «Ha una tale potenza che quando stavamo lavorando al lancio di Attico, in totale segretezza, abbiamo postato una foto con il nome del marchio 15 giorni prima del debutto. Un quarto d’ora dopo ci aveva già contattato Neta-Porter». Nato come «contenitore ideale per il guardaroba di una donna», Attico è diventato un brand di culto tra i Millennials e non solo, tanto che Ambrosio sta pensando alle prossime tappe: «Ho un sogno gigantesco che non vi posso confidare - dice - ma anche quello di cimentarmi nell'uomo, magari pure nel beauty...». Durante la fashion week ha festeggiato il suo esordio nel retail con il pop-up store da Larusmiani, in via Montenapoleone 7: aperto fino a fine maggio, mette in vendita una capsule limited edition, sviluppata da Ambrosio e Tordini con l’utilizzo di tessuti di Larusmiani, e una selezione di pezzi firmati Attico.

meraviglioso, che ho sposato fin dagli inizi così definisce la piattaforma social -. Un posto dove scoprire nuovi stilisti, connettersi con le persone e mostrarsi in modo autentico». Ora per Elizabeth Sulcer è il momento di mettersi in gioco, firmando una capsule di abbigliamento: è nata Elizabeth SulcerxMiss Sixty, proposta di 24 capi presentati in occasione della fashion week a Milano, nel nuovo flagship di Miss Sixty in piazza Duomo. Una serata ad alto tasso di glamour, con dj set di NikiDj e tante it girl come Jasmine Sanders, Linda Tol, Candela Pelizza, Virginia Galateri e Caro Daur. «L’idea ha avuto origine dal mio stile personale - racconta Sulcer - che mixa un glamour alla Vogue Paris con lo stile urbano di New York negli anni Novanta. Tutto ciò combinato con le girl di Robert Palmer. Ed ecco qui la vera Palmer di oggi». Protagonista della collezione è il denim, con tagli a vivo e dettagli distressed, tra jeans, giacche e bermuda dallo spirito vintage. La pelle effetto glossy rende sensuali e grintose le minigonne e le giacche biker, il nylon sportivo è impiegato per i maxi pantaloni stile street, da abbinare a T-shirt e felpe con cappuccio. Una proposta in vendita online, completata dagli accessori.

15_03_2018

81


red carpet a cura di CARLA MERCURIO

MILANO MODA DONNA

TRA GLAMOUR, CULTURA E POP

Contaminazioni tra glamour, cultura e un tocco di pop style a Milano Moda Donna. La Camera della Moda ha inaugurato la fashion week con la mostra a Palazzo Reale di Milano intitolata “Italiana. L’Italia vista dalla moda 1971-2001”, ideata e curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi. A seguire il vernissage della Fondazione Gian Paolo Barbieri, dedicata a un grande della fotografia, che diventa spazio per mostre, workshop e incontri e l’evento di La Martina al Cinema Manzoni, dove è andata in scena la capsule a opera dei designer Danilo Paura, Jacopo Pozzati e Leonardo Colacicco. Moschino Eyewear ha presentato i nuovi occhiali all’Arco della Pace, nel Casello di Ponente, con la live performance di Sita Abellan, mentre il marchio street Gcds ha lanciato la sua nuova campagna festeggiando con Pamela Anderson e Caroline Vreeland.

François-Henri Pinault e Marco Bizzarri a “Italiana”

Lando Simonetti con Ne-Yo all’evento La Martina

Gian Paolo Barbieri con Giovanni Gastel e Simonetta Gianfelici

Federico Marchetti, Stefano Tonchi, Maria Luisa Frisa, Giorgio Armani e Carlo Capasa all’inaugurazione di “Italiana”

Sita Abellan all’happening di Moschino Eyewear

DALANI ORA È westwing

anna dello russo

chiamami COL MIO NOME

un’Asta super glamour

Con un dinner nel ristorante Carlo e Camilla in Segheria, Westwing ha celebrato il rebranding di Dalani alla presenza di ospiti del mondo dello spettacolo, dell’arte e del design. Ad animare la serata Alice Merton, artista canadese-tedesca in ascesa nel mondo della musica pop. A fare gli onori di casa Delia Fischer, fondatrice e creative director del portale.

Filippa Lagerback

Paola Dalla Valle, Rosita Missoni, Carlo Torrani

Alice Merton e Delia Fischer

Cristiana Capotondi

La fashion editor Anna Dello Russo ha scelto la fashion week milanese per l’operazione “svuota armadio”, con cui ha messo in vendita 32 capi del suo archivio attraverso un’asta benefica battuta da Christie’s, i cui proventi, oltre 100mila euro, sono stati donati alla Swarovski Foundation Scholarship Program. Un party da ricordare, con modelle, stilisti, fotografi e star e con Anna vestita Redemption. Tra i generosi, Diego e Andrea Della Valle e Raffaello Napoleone.

Pamela Anderson, special guest di Gcds

Anna Dello Russo vestita Redemption

Un momento dell’evento

Raffaello Napoleone, Edoardo Caovilla

Diego Della Valle

There were lots of parties and events, as usual, along the days of Milan Fashion Week. To start with “Italiana. L’Italia vista dalla moda 19712001”, the exhibition at Palazzo Reale that celebrates the 60th anniversary of Camera della Moda Italiana, going on with the opening of Fondazione Gian Paolo Barbieri, La Martina party, the presentation of the latest models by Moschino Eyewear and the party for the launch of Gcds Campaign with Pamela Anderson. Fashion editor Anna Dello Russo chose Milan Fashion Week for the charity event during which she sold 32 items from her huge wardrobe with an auction held by Christie’s. The proceeds, around 100thousand euros, will be donated to the Swarovski Foundation Scholarship Program. During a special dinner at Carlo e Camilla in Segheria restaurant in Milan, Westwing celebrated the rebranding of Dalani with lots of guests present and the live exhibition of the Canadian-German singer Alice Merton.

82

15_03_2018


2018.03.01 - Fashion 5.indd 1

21/02/18 18:17


GUESS S1 Fashion Ita n.5 15 Mar.indd 1

05/02/18 09:29

Flip page fa n 5 2018  
Flip page fa n 5 2018