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Anno 48 | N° 5 del 21.03. 2017 | quindicinale | € 5,50 | www.fashionmagazine.it

E H I S SI D GL IN EN ION RS VE

Il magazine di news, business e trend

Right on

Target

Per entrare nei cuori delle big spender i fashion brand mirano a colpire l’immaginario delle figlie

Nella foto: Woolrich


circolo1901.it


N° 5 21 MARZO 2017

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

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L’EDITORIALE

PROTAGONISTI 8

CLAUDIO ORREA PATRIZIA PEPE

«Siamo cresciuti ma lo spirito è lo stesso» 12 RICCARDO SCIUTTO SERGIO ROSSI

Think heritage, play digital BUSINESS 14 WOMEN’S FASHION WEEK Milano from runway to reality In copertina

Pull a collo alto in cashmere e cap in shearling Woolrich Collection fall-winter 2017/18

19 BUYERS’ OPINION Una fashion week a due velocità 24 CHINA BIZ Come calvalcare la nuova ondata di consumi 26 FURS Innovare non è un optional

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N° 5 21 MARZO 2017 www.fashionmagazine.it

SOMMARIO

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28 TRICOT MANIA La new wave della maglieria 30 SNEAKERS ON STAGE A passo spedito 31 INT. FASHION SHOWCASE Moda local/global degli emergenti 33 FAIRS@MILAN L’altra fashion week 34 WHITE

TREND 43 READY-TO-WEAR FALL WINTER 2017/18

Posh rebels 55 WOMENSWEAR FALL WINTER 2017/18

Blend or stand 67 WATCHES Masters of time

FALL-WINTER 2017/18

PARMIGIANI FLEURIER

Raccontare meraviglie meccaniche 70 VERGA Di padre in figlio 72 PAOLO MARAI /TIMEX GROUP SWISS LUXURY DIVISION

«Le griffe pronte a nuove sfide» 73 MAURIZIO PILATO/ROCCA 1794 Due mondi paralleli PEOPLE

Simple modernity

74 PORTRAITS

36 SUPER

FRANCESCA BELLETTINI/YSL

FALL-WINTER 2017/18

«Pronti per i 3 miliardi»

Fresh vintage

75 CAREERS

37 THE ONE MILANO

76 Q&A/ ANGEL CHEN Dopo l’Arengario tutto può succedere

FALL-WINTER 2017/18

Combining tastes 38 MIDO 2017 Radical evolution 40 THEMICAM/MIPEL FALL-WINTER 2017/18

«È ora di mostrare i muscoli» 4

68 PISA OROLOGERIA E

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77 ENGLISH VERSION 81 FASHION PEOPLE 82 RED CARPET


SHOWROOM MILAN - NEW YORK - TOKYO WWW.ELEVENTY.IT


UTAH

Amber Truett, Photographer

woolrich.eu

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Per capire come il mondo è cambiato, a volte è utile guardare come si muove l’universo di chi per mestiere deve ammaliare, sedurre e conquistare. Parlo di una tipologia di interlocutori con cui voi, imprenditori e manager, avete a che fare quanto noi giornalisti, ‘influencer’ ed editorialisti: mi riferisco ai cosiddetti spin doctor della comunicazione; ai pubblicitari, per intenderci. Ancor più di una collezione moda, che cosa vi è di più immediato, per capire le tendenze nel sottopancia della società, dell’esito di una campagna di propaganda, di pubbliche relazioni, di pubblicità? E non mi riferisco solo al messaggio e al modo in cui viene redatto, sia linguisticamente, sia visivamente. Ma, ovviamente, anche ai canali tramite i quali si sceglie di veicolarlo. Ed ecco, guardando a quanto mi conferma il marketing guru di una grande griffe, emergere un quadro assai nitido, preciso, radicalmente diverso dal passato. Ai tempi dei baby boomer, infatti, bastava avvalersi dei testimonial più autorevoli, glamorous, di vecchia scuola, per affermarsi nel cosiddetto ‘relevant set’ dei ‘must-have’. Le nuove generazioni imparavano, dunque, da chi li aveva preceduti quali oggetti o marchi conferivano prestigio, valore, riconoscimento sociale. Oggi il quadro è drasticamente mutato. Nel segno del giovanilismo imperante, nonché di una rivoluzione incalzante dei costumi, pesantemente influenzati dal digital, sono le mamme che guardano le figlie, i papà i rampolli, le nonne le nipotine, se non altro per capire come funzionano questi diabolici nuovi oggetti con tanto di app miliardarie in stile Snapchat (nato per nascondere i video degli amici ai genitori). È per questo che pressoché nessuno punta più sulle Sharon Stone, Jane Fonda o Isabella Rossellini di una volta, mentre tutti rincorrono come impazziti le novelle megablogger, per non parlare degli ultimi fenomeni del momento, le modelle superjunior con milioni di follower come Stella Maxwell, Taylor Hill o Martha Hunt, che garantiscono una visibilità pressoché istantanea su decine di milioni di follower, facendo impallidire il potere dei ‘vecchi’ media tradizionali. Da qui la necessità di reinventare le collezioni moda in modo che possano bucare lo schermo, non più in primis della televisione ma assolutamente dello smartphone. Le tecniche per farsi vedere nella cacofonia dei social sono due: o si massimalizza l’impatto visivo (ed ecco spiegato il nuovo massimalismo di Alessandro Michele e di chi spudoratamente lo copia), o si rimane ancorati riconoscibilmente a un’identità chiara, fresca e riconoscibile. Al momento la prima strada sembra essere quella dagli effetti più immediati. Ma non è detto che non sia la seconda a dare i risultati più brillanti. Saranno, con il loro comportamento di acquisto, i nostri figli a dircelo.

L’EDITORIALE

Il nuovo mantra

In times of influencers and social media, consumers do not look at their parents to know what is desirable, but at the generation that follows them up. This juvenilistic attitude has determined a radical shift in preferences, tastes and communication habits. To be perceived, brands need to stand out - ideally by being maximalistic and coherent with their heritage, both at the same time.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

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INTERVIEW

PATRIZIA PEPE/CLAUDIO ORREA

«SIAMO CRESCIUTI MA LO SPIRITO È LO STESSO»

Accessori sempre più in primo piano per Patrizia Pepe, che all’abbigliamento ha affiancato le borse e, dalla primavera-estate 2017, le calzature. Tre aree in capo a strutture separate, gestite direttamente. «E ora è tempo di ricollegarsi al punto di partenza, alla cultura del pronto moda, recuperando la capacità di fare prodotto in tempi veramente brevi, con i flash studiati per alimentare i monomarca», racconta l’a.d. Claudio Orrea DI CARLA MERCURIO

Claudio Orrea, ceo and Patrizia Bambi, creative director of Patrizia Pepe, are partners in private life too. A synergy that works, judging by the results: a turnover of 130 million euro and new bettings, including brand extension with accessories, e-commerce and internationalization. In their headquarters you can breathe the same atmosphere of the beginnings: «Ours is a free but responsible management», Orrea explains. 1

«Slo stesso spirito: in azienda non c’è il bad-

iamo cresciuti ma cerchiamo di mantenere

ge, ci diamo tutti del tu, festeggiamo i compleanni dei dipendenti: una gestione libera ma responsabile». Claudio Orrea sintetizza così l’atmosfera che si respira alla Tessilform, l’azienda toscana cui fa capo il marchio Patrizia Pepe, di cui è a.d. e contitolare con Patrizia Bambi, direttore creativo nonché sua moglie. Un’avventura partita nel 1993 con il pronto moda e sfociata nella realizzazione di una linea di programmato che oggi genera un giro di affari di 130 milioni di euro, in crescita rispetto ai 125 del 2015 e previsti in ulteriore evoluzione nel 2017, con 1.800 clienti wholesale e 100 insegne monomarca nel mondo. Una collezione in cui gli accessori - borse e scarpe - acquistano un ruolo sempre più importante. Ora è il momento di ricollegarsi al punto di partenza: la capacità di fare prodotto in tempi brevi, con i flash studiati per alimentare i monomarca.

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Una collezione dalle molte anime, con gli accessori sempre più in primo piano. Come sta evolvendo la donna di Patrizia Pepe? Fino a poco tempo fa gli accessori esistevano in funzione dell’abbigliamento ma di recente abbiamo deciso di investire su vere e proprie linee di prodotto, in sintonia con lo stile della collezione ma in capo a strutture separate dal punto di vista produttivo, del business e commerciale. Siamo partiti con le borse e, dalla primavera-estate 2017, sono arrivate le calzature. Gestiamo tutto direttamente, tranne la bambina: una licenza in cui abbiamo un coinvolgimento nella società che la produce. Ricorreremo senza dubbio alle licenze, quando sarà il momento di valutare l’ipotesi profumi, orologi o occhiali. Quale, oggi, l’identikit della donna Patrizia Pepe, disegnata da sua moglie, Patrizia Bambi?

La nostra donna ha un’età media di 30/35 anni, è alla ricerca di uno stile particolare, amante dei dettagli, desiderosa di viaggiare e attenta all’alimentazione e alla cura del proprio corpo. Una donna che cerca contenuti di stile e qualità in capi dai prezzi vicini all’universo delle seconde linee. Le stesse esigenze di molte consumatrici che hanno 50 anni, in forma e dinamiche. Lavora quotidianamente a fianco di sua moglie. Quali i plus e gli svantaggi di un doppio sodalizio, professionale-affettivo? Io e Patrizia ci conosciamo da una vita, siamo cresciuti insieme e quindi pensare di lavorare fianco a fianco ci ha fatto paura all’inizio. Ma tutto è venuto spontaneamente. Per fortuna ci occupiamo di cose diverse. A casa ci siamo imposti di non parlare mai di lavoro ed è stata una grande conquista. Certo ci sono anche gli scontri e i confronti, ma alla base c’è una grande stima.


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Quali i punti di contatto con la Patrizia Pepe degli inizi? La donna di riferimento è la stessa degli inizi, quando facevamo pronto moda. A un certo punto abbiamo iniziato a realizzare i campionari per andare incontro alle esigenze dei mercati stranieri. Ora, avendo un certo numero di monomarca, abbiamo ricominciato a proporre piccoli flash quindicinali. Quindi stiamo rivalutando la nostra capacità di fare prodotto in tempi veramente brevi. Cosa vuol dire per il marchio Patrizia Pepe “made in Italy”? Vuol dire fatto, pensato, progettato e prodotto in Italia. Realizziamo circa il 70-80% della collezione in Italia. Il resto viene confezionato in varie aree del mondo: si tratta di piumini, articoli in seta o cashmere che sono oggetto della nostra attenta supervisione in loco.

Nel 2005 avete lanciato il menswear: cosa rappresenta oggi la collezione maschile? Il menswear, che presentiamo a Pitti Uomo, è una piccola parte del nostro mondo, circa il 5% del giro di affari: un progetto che ci appassiona e su cui continuiamo a lavorare, convinti di poterlo portare a valori diversi. La scommessa è avere un’identità ancora più precisa e di migliorarci a livello di prodotto e qualità. Perché l’uomo diventa sempre più esigente. Dalla primavera-estate 2017 avete riportato in house lo stile del childrenswear, affidato a Patrizia Bambi: quali gli sbocchi e quanto pesa il business in taglie piccole? La bambina è un progetto relativamente piccolo, con una percentuale intorno al 5% sul giro di affari. Ci crediamo molto e da questa stagione stiamo inserendo la collezione nei nostri negozi. Siamo partiti con un test e i risultati sono stati entusiasmanti. Si ampliano gli orizzonti anche nel retail: quali e quanti gli opening nei prossimi mesi? Il retail è un canale sempre più importante per presentare il prodotto che vogliamo nel momento giusto e per ricevere subito feedback dalla consumatrice. L’anno scorso abbiamo inaugurato una decina di store e nel primo semestre dell’anno in corso ne avremo in totale altri sei, tra Russia, Germania e Spagna. Appena ci sarà la giusta opportunità valuteremo un secondo opening a Milano, come abbiamo appena fatto a Roma. Prosegue inoltre il progetto di spazi dedicati interamente agli accessori: dopo l’apertura del primo format a Firenze, due anni fa, ne abbiamo avviati sei in totale.

1. Claudio Orrea, a.d. di Tessilform e contitolare dell’azienda cui fa capo Patrizia Pepe. La realtà conta un totale di circa 500 addetti, di cui 200 in Toscana 2. Patrizia Bambi, direttore creativo di Patrizia Pepe e moglie di Orrea 3. La boutique Patrizia Pepe di Milano, in via Manzoni. Il retail rappresenta il 30% del giro di affari. Il network wholesale comprende circa 1.800 negozi nel mondo, fra cui insegne come Giglio in Italia, Breuninger e KaDeWe in Germania 4. La boutique Patrizia Pepe in via del Corso a Roma 5. Le vetrine dello store di Milano

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Come cavalcate la digital transformation? Siamo stati tra i primi sei anni fa a lanciare l’e-commerce, che oggi copre una percentuale del 5%, in crescita sensibile. Ce lo siamo costruito in casa, abbiamo creato gli stumenti, dal set fotografico ai programmi. Abbiamo lavorato con l’Università di Firenze per mettere a punto il sitema Rfid per la gestione dei capi in maniera più snella e abbiamo adottato questa tecnologia anche per la raccolta ordini. Oggi il nostro sito ufficiale è curato direttamente attraverso una società in cui abbiamo una partecipazione nostra, la Sodalux. E poi c’è tutto un mondo nuovo legato al digital: la comunicazione attraverso i social media, i blogger e tanti strumenti inediti dalle grandi potenzialità che stiamo imparando a usare. In una fase di grande incertezza sui mercati internazionali, in quali Paesi intravedete le prospettive più interessanti? L’export è il 50% circa del giro di affari. I mercati principali sono Germania, Benelux, Polonia e la Russia, in grande ripresa. In Cina abbiamo una società nostra a Shanghai e 20 negozi sul territorio, ma è un Paese che cambia a ritmo vertiginoso, che stiamo ripensando e riorganizzando.  ■ 21_03_2017

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NEWS A CURA DI ELISABETTA FABBRI

VALENTINO SUPERA IL MILIARDO MA NIENTE IPO Valentino revenues were up 13% to 1,1 billion euro. The fashion house owned by Mayhoola denied recent rumors of a listing. La Valentino Spa chiude l’esercizio con un incremento dei ricavi del 13% a 1.110 milioni di euro. L’ebitda è salito del 14% a 206 milioni di euro mentre l’utile operativo si è attestato a 133 milioni (+16,7%). Il ceo Stefano Sassi stima un proseguimento della crescita nel 2017, «grazie alla forte leadership creativa di Pierpaolo Piccioli e a un continuo impegno manageriale sulle strategie di sviluppo». In merito all’ipotesi circolate in questi giorni di un ritorno in Borsa della griffe, oggi in capo a Mayhoola for Investments (società d’investimenti dei reali del Qatar), «nulla è previsto per il 2017 e l’eventuale progetto verrà riesaminato, a fronte di condizioni dei mercati internazionali più favorevoli». Il chief digital officer di Lvmh, Ian Rogers, nominato nel 2015 ed ex-executive di Apple

Lufthansa punta a diventare la linea aerea più digitale anche grazie alla virtual reality

E-COMMERCE

DIGITAL INFLUENCER DAY

LVMH PREPARA UNA PIATTAFORMA IN HOUSE

A MILANO SI DISCUTE DI DIGITAL E LIFESTYLE

The rumor has not yet been confirmed, but Lvmh is going to launch an e-commerce platform which will sell its brands and those of other players. The debut should be in June.

Fashion magazine and the German-Italian Chamber of Commerce are organising a conference in Milan on 4 April 2017. The focus is the digitization of lifestyle.

Lvmh si starebbe preparando al lancio dell’e-commerce “in house”: si tratterebbe di una piattaforma per la vendita online dei marchi di lusso del gruppo e non solo. Se confermata, la notizia rimescolerebbe le carte, in un mercato dominato da pionieri come Yoox-Net-a-Porter Group e da marketplace come Farfetch, che di recente ha arruolato nel board Natalie Massenet, fondatrice dell’e-tailer di lusso Net-a-Porter. Il chief digital officer Ian Rogers sarebbe pronto con una prima release del sito tra aprile e maggio, per poi debuttare ufficialmente in giugno. Dopo l’esperienza di eLuxury (il portale multibrand lanciato da Lvmh nel 2000 e sospeso dopo nove anni), il gruppo del lusso francese pare ambisca a spaziare in range di prodotti diversi, in analogia con quanto sta avvenendo per le catene di proprietà come Le Bon Marché, Dfs Group e Sephora. Ci sarebbe anche un team di Le Bon Marché al lavoro con Rogers per il progetto e c’è chi dice (suscitando qualche perplessità tra gli addetti ai lavori) che il nuovo web-multistore si chiamerà proprio Le Bon Marché. Lvmh punterebbe a crescere in un canale che a oggi riguarda solo il 7% dei ricavi totali del lusso, ma atteso al 12% nel 2020, nelle stime di Boston Consulting Group. Gli analisti di Bank of America Merrill Lynch prevedono che le vendite quintuplicheranno per il 2025.

Fashion e la Camera di Commercio Italo-Tedesca organizzano per il 4 aprile un evento a Milano, il Digital Influencer Day - Lifestyle 4.0, per approfondire il tema della digitalizzazione del lifestyle. L’appuntamento - con partner come Elite-London Stock Exchange Group, The Boston Consulting Group-Bcg e Ida Digital Agency - si tiene a Palazzo Mezzanotte e vede come moderatore Marc Sondermann (direttore e ceo di Fashion). Jörg Buck (Camera di Commercio Italo-Tedesca) aprirà i lavori con Nicola Pianon (Bcg) che illustrerà i digital trends. Un primo panel verterà sul tema “Branding 4.0” con interventi di Matteo Marzotto (Dondup), Francesca Lusini (Peuterey), Sergio Solero (Bmw Italia), Gianluca Colonna (Rosenthal), Riccardo Stefanelli (Brunello Cucinelli) e Massimo Carraro (Morellato). Si tratterà anche di “Ecosistema digitale” con Piergiorgio Grossi (Ducati), di “Digital transformation” con Solmaz Altin (Allianz), di “Lifestyle 4.0” con Dirk Schönberger (Adidas) e Nicolas Bargi (Save the Duck). Maria Testi (Elite) parlerà di “Digital fitness” come fattore chiave per la finanza corporate. Infine si discuterà di “Commerce 4.0” con Dario Pardi (Tas Group), Steffen Weinstok (Lufthansa Italia), Jarvis Macchi (Pinko), Paolo Peroni (Rödl & Partner), Riccardo Pozzoli (The Blonde Salad), Carlo Torrani (Missoni) ed Enrico Roselli (La Martina).

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FERRAGAMO: +17% I PROFITTI GRAZIE AL PATENT BOX Thanks to preferential taxation “Patent Box”, and benefits related to fiscal years 2015 and 2016, Salvatore Ferragamo Group’s profits grew by 17%. Nel 2016 Salvatore Ferragamo ha totalizzato 1,44 miliardi di euro di ricavi, in aumento dell’1% rispetto all’anno prima. L’ebitda è rimasto a 324 milioni e l’ebit è diminuito dell’1% a 261 milioni. Sul bilancio pesano oneri operativi pari a 704 milioni di euro, in rialzo del 3% «anche a causa di costi connessi al processo di management change». Grazie al regime di tassazione agevolata noto come Patent Box, l’utile netto, che include i benefici cumulati per gli esercizi 2015 e 2016, è salito del 17% a 202 milioni.

CUCINELLI PREVEDE UN 2017 DI CRESCITA A DUE CIFRE Brunello Cucinelli’s profits have grown by 18,8% and net sales rose by 10%. The group estimates a double digit growth for revenues and margins. Nel 2016 il gruppo Brunello Cucinelli ha totalizzato 456 milioni di ricavi (+10%). L’ebitda normalizzato (esclusi oneri non ricorrenti legati a costi del personale e normalizzato il tax rate) è stato pari a 78,2 milioni (+13%) e l’utile normalizzato è salito a 39,1 milioni (+18,8%). Per il 2017 è previsto «con un buon grado di certezza» un incremento a doppia cifra di ricavi e marginalità. Il fondatore Cucinelli ha anticipato che le vendite per la primavera-estate 2017 «stanno andando bene» e che la campagna vendite autunno-inverno 2017/2018 si sta completando «con ottimi risultati».

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Interview

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Riccardo Sciutto/Sergio Rossi

1. Riccardo Sciutto 2. La fabbrica di Sergio Rossi a San Mauro Pascoli 3. Sergio Rossi ha presentato la collezione fall-winter 2017/2018 all’Isituto dei Ciechi durante Milano Moda Donna

think heritage play digital Da San Mauro Pascoli alla riconquista del mondo. Obiettivo raddoppiare le vendite in cinque anni. «Il mix tra cultura digitale e tradizione sapranno rivegliare un marchio che è stato troppo a lungo una bella addormentata» di Andrea bigozzi

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Sergio Rossi’s chief executive officer Riccardo Sciutto has set in motion several changes for this Italian footwear brand: including a new store concept, a new communicaction strategy and a new in-house online store.

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ra la prova del fuoco. Dopo il progetto pilota di settembre, la collezione fallwinter 2017/2018 presentata alla Milano Fashion Week era la prima completa del nuovo corso di Sergio Rossi dalla vendita da parte di Kering al fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. Per il marchio si è trattato di un nuovo inizio, che ha registrato una reazione a caldo positiva di buyer e stampa. «È andata bene - dice il neo a.d. Riccardo Sciutto -: siamo subito entrati nei migliori 40 multimarca d’Europa». E anche se il manager preferisce non lanciarsi a previsione di breve periodo (quando è stato acquisito Sergio Rossi fatturava sotto i 70 milioni di euro), conferma il suo ottimismo e fa progetti a medio termine: «Sergio Rossi è stato una bella addormentata, ora si sta risvegliando e può correre molto più veloce». Fin dove può arrivare il marchio? Il 2017 e il 2018 saranno gli anni delle scelte e della selezione. Per la crescita dovremmo attendere il 2019 e il 2020, ma sono convinto che, lavorando in contemporanea su più fronti, riusciremo a raddoppiare il valore del marchio. A quasi un anno dalla rinascita, cosa è successo e cosa succederà a Sergio Rossi? Sono stati mesi di grande lavoro durante i quali abbiamo aggiornato il team creativo, ora composto da talenti giovani e guidato da una formidabile head designer, che per

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il momento resterà anonima perché volevamo che i riflettori fossero tutti puntati sul brand. Insieme abbiamo iniziato un lavoro comune sul prodotto, consapevoli che Sergio Rossi doveva tornare alla origini, ma in maniera moderna. In quest’ottica abbiamo puntato sui nostri asset storici, come la fabbrica di San Mauro Pascoli - dove concentriamo la produzione -, il che ci permette di essere veloci e reattivi alle richieste di cambiamento che il mercato esige. In un anno abbiamo anche cambiato il modo di utilizzare i nostri canali social, incrementando subito i follower e quindi le vendite. Ora inseguiamo la svolta nelle strategie commerciali, facendo più attenzione al digital. Come procede il progetto e-commerce? In questi mesi ci siamo separati da Yoox per lanciare un modello ibrido di vendita online, sviluppato con partner diversi a seconda dei mercati, il tutto nel favorire un’ottica di vera omnicanalità. Anche il nostro sito è stato oggetto di un significativo restyling, con il potenziamento della parte editorials.

Sergio Rossi ha sempre investito nei negozi monomarca. Qual è il loro peso? Oggi siamo essenzialmente un marchio retail. In aprile inaugureremo uno store a Tokyo, che adotterà il nuovo concept coerente con il restyling in corso. Successivamente sarà la volta di due punti vendita a Pechino e uno in Harbour city a Hong Kong. Poi stiamo lavorando a un opening a New York. Ma in questi mesi valuteremo anche l’efficacia di alcune location e non escludiamo chiusure o ri-collocazioni. Anche voi, come altre griffe, tornerete a puntare sul wholesale? Certo, lo abbiamo inserito tra le nostre priorità e sono convinto che sarà un canale che nei prossimi anni registrerà un’incredibile accelerazione. Crediamo molto nell’Europa e nel Giappone: in un department store come Isetan a Tokyo siamo tra i primi tre marchi di calzature, non possiamo non coltivare un patrimonio del genere. L’obiettivo per il futuro sarà quello di selezionare la distribuzione e miglio■ rare il servizio. 


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WOMEN’s fashion Week

non solo passerelle

Milano from runway to reality A dare una lezione di stile a Milano, oltre alle sfilate spettacolari, sono state le presentazioni, sempre più centrali nel calendario di una fashion week che ha dimostrato di voler interagire con il mondo che la circonda tra multiculturalità, femminismo e ambiente

Sfilate kolossal

Presentazioni

di andrea bigozzi

Many hot moments in Milan fashion week happened off the catwalks, thanks to presentations like Santoni, Sergio Rossi, Vìen. This season not only creativity was relevant, but also the attention to civil and human rights in many show like Missoni, Prada, Versace, Etro and Moschino.

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na buona notizia: alcuni tra i migliori momenti di questa edizione di Milano Moda Donna dedicata alle collezioni primavera-estate 2017/2018 si sono verificati lontano dalla passerella, durante le presentazioni. Il progetto di Santoni con Marco Zanini, Sergio Rossi all’Istituto dei Ciechi, il debutto assoluto del marchio Vìen e gli emergenti, di fatto già emersi (Alanui, Attico, F.R.S., Giannico). Non è un caso, anzi questo trend è destinato a crescere. Infatti il pregiudizio mai confessato dai buyer e soprattutto dalla stampa, in base al quale se non sfili sei uno “sfigato”, sembra essere superato dalla voglia di cambiamento che aleggia in città e nel settore. Anche perché le presentazioni meglio si prestano ad assecondare quella voglia di narrazione e di fotogenicità tanto apprezzata dal mercato: nel caso di una sfilata (a meno che non si tratti di quelle kolossal, stile Gucci, Prada o Dolce&Gabbana) lo sforzo narrativo rischia di rimanere solo nei vestiti e di annoiare. Rischio noia che questa volta è stato scongiurato grazie al contenuto stilistico delle collezioni, focalizzato su creatività e innovazione. «Fra 40 anni la gente dovrà ricordarsi di come ci si vestiva nel 2018», è il mantra di Giorgio Armani. A dare un pizzico di pepe a questa edizio-

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pronte Le date 2018, ma c’e chi sogna l’anticipo La Camera Nazionale della Moda Italiana ha fissato le date per le sfilate del 2018: l’uomo presenterà le collezioni invernali dal 13 al 16 gennaio e quelle estive dal 16 al 19 giugno. La fashion week donna invernale è prevista dal 21 al 27 febbraio e dal 19 al 25 settembre. Ma il presidente Carlo Capasa ha esplicitato l’idea di anticipare a luglio l’edizione estiva della donna. «Ma non decidiamo da soli».

Dolce&Gabbana

ne della fashion week anche la tendenza di molti stilisti (da Missoni a Versace, pasando per Alberta Ferretti, Etro e Moschino) a portare in passerella temi che infiammamo il dibattito sociale, specie dopo l’elezione di Donald Trump negli Usa, come la multiculturalità, la causa femminista e quella ambientalisita. «Milano è tornata a fare tendenza» ha continuato a ripetere il presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, precisando: «Nell’aria c’era

Vìen

un’atmosfera molto positiva che ha conquistato gli operatori stranieri: ce ne erano tanti dal Giappone e dalla Corea e sono tornati in diversi anche dalla Russia». La sensazione, generale, è che la moda a Milano stia cominciando a raccogliere i frutti di quel fare sistema tra aziende e istituzioni (locali e nazionali) di cui a lungo si è parlato, ma che solo recentemente è entrato in azione. Senza contare che la nomina di Claudio Marenzi a presidente di Pitti Immagine rinforzerà certamente l’asse tra Milano e Firenze, con conseguenti vantaggi per entrambe le piazze. Intanto, giornalisti, buyer, imprenditori, manager, stilisti, venditori iniziano a pensare a settembre 2017, quando TheMicam e Mipel e gli altri saloni coincideranno con la settimana della moda. Per rendere più variegato il programma di quelli che in molti chiamano già la super fashion week, la Camera ha annunciato il lancio dei suoi Oscar ■ della moda in versione green.


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Il vero trend di stagione: l’impegno sociale e il femminismo

Missoni

tisci da Versace Donatella glissa: «veramente? dov’è?» In molti si aspettavano Riccardo Tisci seduto in prima fila alla sfilata di Versace, a conferma che la prossima avventura professionale dello stilista dopo Givenchy sarà proprio la maison della Medusa. Invece Donatella prende tempo e a chi la interroga sul possibile arrivo in azienda dell’amico ha risposto con un sorriso: «Veramente? E dov’è?»

Tra le vere “tendenze” di Milano Moda Donna c’è l’impegno sociale. Da Missoni modelle e invitati indossano il Pussy Hat, il berretto con le orecchiette da gatto, nuovo simbolo femminista e anti-Trump. Alla fine dello show Angela Missoni insieme a tutta la famiglia lancia un appello: «Il mondo della moda sia unito e senza paura». Non sono da meno Miuccia Prada con il suo show “femminista” e Donatella Versace, che in pedana fa sfilare capi su cui campeggiano scritte come uguaglianza, coraggio, unità, amore, lealtà e nel backstage denuncia: «Viviamo un momento pericoloso, è a rischio la libertà, soprattutto quella delle donne».

Giorgio Armani

PARIGI

MILANO

La città della moda resta parigi, ma milano avanza

Donatella Versace

Del Rinascimento di Milano e della sua fashion week si sono accorti anche gli analisti di Boston Consulting Group che, in esclusiva per L’Economia del Corriere della Sera, hanno realizzato un studio dove Parigi si conferma al primo posto come capitale delle sfilate, pur avendo perso dal 2016 un giorno di calendario e cinque show (passati da 93 a 88). Il capoluogo lombardo cresce invece di un défilé (da 66 a 67) e tallona la capitale francese anche per il valore dei brand coinvolti: a Parigi sfilano nove marchi con più di 500 milioni di fatturato, a Milano otto.

Armani: le linee Jeans e Collezioni sotto Emporio Le conferenze post sfilata di Giorgio Armani sono tra i momenti più attesi dalla stampa italiana e anche questa volta re Giorgio non ha tradito le aspettative, annunciando nel backstage di Emporio la futura rivoluzione del portafoglio dei marchi per il gruppo. Dalla primavera-estate 2018 Armani Jeans e Armani Collezioni scompariranno e saranno inglobate in Emporio Armani, mentre rimarranno Giorgio Armani e A/X Armani Exchange. «Non succede nulla di traumatico» ha tenuto a sottolineare lo stilista. «Stiamo voltando pagina. Emporio Armani diventerà un concentrato di idee che avrà come finalità di servire diversi stili e diverse sensibilità» ha annunciato.

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WOMEN’s fashiON WEEk

sTore opeNING

il QuAdrilAtero ripArte dA setteMBre lA ModA itAliAnA Avrà i suoi oscAr green Carlo Capasa, Livia Firth e Michele Scannavini

Anche la moda italiana avrà i suoi Oscar: il 24 settembre Milano ospiterà i Green Carpet Fashion awards, un super evento costruito intorno ai valori della sostenibilità e promosso da Cnmi insieme a eco-age, società di consulenza di livia Firth (moglie dell’attore Colin) con il supporto di Ice, Ministero dello sviluppo economico e il patrocinio del Comune di Milano. La serata, che si svolgerà al Teatro alla scala, prevede la consegna di una serie di riconoscimenti a big brand come Fendi, armani, Gucci, prada e Valentino, mentre i designer emergenti saranno coinvolti in un contest, le cui iscrizioni sono in corso. Potranno iscriversi i designer emergenti italiani o che producono in Italia. Sarà poi una giuria a selezionare i nomi dei vincitori che ritireranno il premio durante la fashion week.

La fashion week si è confermata l’occasione per inaugurare nuovi negozi nel Quadrilatero della moda e non solo. Coach per il suo primo store in Italia ha scelto via Montenapolone. Anche la perla ha approfittato della fashion week per presentare agli addetti ai lavori la sua nuova boutique, passata dall’1 al 14 di via Montenapo. Taglio del nastro anche per Maria Grazie severi e ruco line: entrambi i brand hanno scommesso su via Spiga per i loro monomarca in città.

sfilAte seMpre piÙ co-ed con etro e forse diesel BlAcK gold Alla vigilia della fashion week erano in tanti a chiedersi se gli show co-ed di Gucci e Bottega Veneta avrebbero fatto scuola e spinto altre aziende a optare per la formula della sfilata unica. E la risposta sembra essere positiva, visto che Diesel Black Gold starebbe valutando l’ipotesi, mentre etro è già uscito allo scoperto, annunciando che a partire dalla spring-summer 2018 il brand porterà le collezioni uomo e donna sulla stessa passerella durante le sfilate di Milano Moda Donna: lo show vedrà collaborare, per la prima volta, i due creative director di uomo e donna, rispettivamente Kean e Veronica etro, che manterranno comunque i propri ruoli distinti.

Coach

Etro La Perla

Al top c’È gigi MA HAliMA È lA nuovA proMessA

Halima Ader e Gigi Hadid: entrambe fanno parte dell’agenzia IMG Model di New York

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Un mondo senza più barriere culturali e mentali: è questo che chiedono sulle passerelle della moda donna di Milano brand come Max Mara e alberta Ferretti invitando a sfilare la modella somala naturalizzata americana Halima aden, indossando l’hijab (il velo islamico). Dal 15 febbraio la modella è entrata a far parte dell’agenzia IMG Model di New York, che rappresenta anche, tra le altre, top come Gigi e Bella Hadid, con cui a Milano Halima ha condiviso la pedana. Anche se di lei, assicurano gli esperti, si sentirà parlare più spesso, la leadership della collega Gigi non è in discussione: ha sfilato oltre che per Alberta Feretti, Max Mara anche da Fendi, Versace, Moschino e Missoni, ha fatto il pieno di fans a la rinascente per l’evento Tommy Hilfiger e di like per ogni post su Instagram.

Maria Grazia Severi

RucoLine


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women’s FASHION WEEK

Gucci

BUYERS’ OPINION

Una fashion week a due velocità Una tornata di sfilate complessivamente promossa dai buyer italiani e stranieri, anche se a brillare sono stati soprattutto i top brand. Diversi compratori lamentano ripetitività e poca propositività in alcune collezioni, troppo ispirate ad altri marchi. Budget mediamente confermati, in aumento solo grazie all’e-commerce e/o al parallelo di Elisabetta Campana

A round of runways promoted by Italian and foreign buyers, although were mostly the top brands that shined. Many buyers complain a lack of proactivity in some collections, too inspired by the commercial success of some brands. Budget on average are confirmed, supported only by e-commerce and / or parallel market.

G

ucci, Prada e Fendi sono le tre sfilate che hanno messo d’accordo tutti i compratori italiani e stranieri intervistati da Fashion, in questa tornata di Milano Moda Donna dedicata alle collezioni per l’autunno-inverno 2017/2018. Forti consensi hanno raccolto anche gli show di Dolce&Gabbana, Max Mara, Missoni, Etro, Philosophy di Lorenzo Serafini e Versace. In quest’ultima collezione alcuni

buyer sostengono di aver visto già il tocco di Riccardo Tisci, il cui arrivo nella maison della Medusa per tanti è dato per scontato, anche se la nomina tarda ad arrivare. Dopo qualche stagione i buyer sono tornati a parlare con interesse di Sergio Rossi, mentre il debutto di Francesco Risso per Marni è stato accolto con riserva dalla maggior parte degli interpellati. In generale la fashion week milanese ha convinto

i compratori, concordi nell’affermare che stilisti e aziende hanno cercato di dare il meglio per affrontare una situazione di mercato non facile, influenzata da uno scenario geopolitico ed economico preoccupante, tra i provvedimenti presi (o ancora da prendere) dal presidente Trump, la Brexit in fase di definizione e il rischio di attacchi terroristici. Ciò premesso, non tutti i brand sono riusciti nell’obiettivo

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women’s FASHION WEEK

oltre a gucci, sul podio dei buyer prada e fendi. tra i debutti quello di francesco risso da marni, accolto dai piÙ con riserva

di creare collezioni con la giusta dose di creatività e propositività. Come diversi compratori lamentano: «Si è diffusa una malattia virale…la “guccite”, tale per cui alcuni marchi si sono ispirati al lavoro di Alessandro Michele. Altri invece traggono spunti da Vetements, soprattutto per quanto riguarda gli over fit». «Hanno però così imboccato un vicolo cieco precisano -. Infatti mai come adesso, in un mondo digitale vorace di novità e di proposte particolari che escano dal coro, è fondamentale innovare il proprio dna o puntare su un’immagine unica». PROTAGONISTI I TOP BRAND Vuoi per l’unificazione donna e uomo, vuoi per la nuova location di via Mecenate, Gucci è stato lo show più atteso e citato di questa fashion week. «Alessandro Michele è straordinariamente creativo, un défilé così ricco di idee che si potrebbero fare 20 collezioni» dice Silvia Bini degli omonimi negozi a Viareggio (Lu), con in apertura un mega store di mille metri quadri. «Michele ha di nuovo illuminato la stagione, dando una sferzata di energia a Milano» concorda Ken Downing, fashion director di Neiman Marcus negli States. «Miuccia Prada - prosegue Mr Ken - ha portato in passerella una delle più belle collezioni di tutta la sua carriera, con il suo mood anni Settanta, borse e calzature strepitose e un’interpretazione straordinaria del trend pelliccia». «Fendi - prosegue - è l’emblema dell’eleganza moderna e sofisticata. Il rosso, colore trendy del prossimo inverno, è stato ben interpretato dai cuissard». Downing segnala tra le sue top collection pure Versace, Missoni e Piccione.Piccione. «D’impatto la sfilata di Gucci, grazie anche alla particolare modalità di abbinamento delle proposte uomo e donna - commenta Candice Fragis, fashion director di Farfetch.com -. Purtroppo diversi brand non sanno che strada prendere e si ispirano ad Alessandro Michele: apprezzo pertanto marchi come Etro e Missoni che restano fedeli al loro heritage. Ottima performance anche per Prada». «Miuccia è stata la numero uno di questa kermesse – afferma Gianni Peroni di G&B, Negozio a Flero (Bs), Aosta, Courmayeur (Ao) e Ponte di Legno (Bs) -. Belle anche Gucci, Fendi, Versace e Max Mara». «Sono contento - aggiunge

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Fendi

Camera Buyer/MaRIO DELL’OGLIO

«Senza una vera partnership i multimarca sono a rischio estinzione» For Mario Dell’Oglio, president of Italian Chamber of Buyer multibrand stores are endangered species. «We need a real partnership with top brands», he says. Durante le sfilate tra i negozianti italiani serpeggiava un certo malcontento e una forte preoccupazione. I consumi interni del lusso non si risollevano - e i prezzi esorbitanti non ne facilitano la ripresa - e di conseguenza, l’e-commerce e/o il parallelo sono gli unici sbocchi possibili. Aumenta così il numero di brand che applicano ai multimarca listini di acquisto superiori e/o mark up inferiori (dal 2.5-2.6 tagliati al 2.02.1) rispetto a quelli proposti negli altri Paesi europei, senza parlare della tendenza a ridurre i budget e a porre limitazioni alle vendite online. Camera Buyer e i suoi 114 associati ha pertanto votato a larga maggioranza un “manifesto” a tutela dei retailer. «Vogliamo non solo dialogare in modo più forte con i grandi brand italiani e stranieri, ma soprattutto creare con loro partnership vere, durature, reciproche», premette Mario Dell’Oglio, presidente di Camera Buyer (foto). «D’altra parte - aggiunge - con i nostri negozi  rappresentiamo l’Italian Style. Siamo il più grande market place del mondo, reale e virtuale, quello con maggiore heritage e potenziale di story telling». Un livello di eccellenza «che vogliamo mantenere e sul quale investiamo - prosegue il dettagliante -. Dobbiamo però essere messi nella condizione di poterlo fare». L’intento non è vincolare le aziende, «ma in un’ottica di collaborazione auspichiamo che certe decisioni, capaci di compromettere le nostre attività, non vengano comunicate dall’oggi al domani, senza darci il tempo di mettere in atto strategie alternative». Così facendo, con margini sempre più ridotti e limitazioni di ogni tipo «siamo a rischio estinzione» conclude Dell’Oglio, aggiungendo: «Il nostro appello è fare sistema, trovando sinergie che permettano al made in Italy, all’Italian Style di evolvere». (e.c.)


Marni

Prada

Peroni - che siano tornati in primo piano capi invernali importanti e di valore come i cappotti in cashmere double, i piumini e altri capispalla preziosi che saranno un forte argomento di vendita per la prossima stagione fredda». Oltre a Gucci, «un fantastico show che certo non rappresenta il prêt-à-porter nel senso stretto del termine», Ekaterina Moiseeva, fashion director del Bosco di Ciliegi di Mosca promuove a pieni voti Max Mara: «Dopo aver visto i fantastici cappotti ho deciso di raddoppiare l’ordine». A fronte dei tanti fan di Gucci, c’è però qualche compratore che lamenta una sostanziale ripetitività nella collezione e si aspetta «qualcosa di nuovo». Lo show-evento della kermesse, a detta di alcuni, è stato Dolce&Gabbana: «Nessuno sa realizzare sfilate così fantastiche e coinvolgenti» ammette Alla Verber di Mercury Group, in città anche per annunciare i festeggiamenti per i 110 anni del department store Tsum di Mosca, in programma a giugno. «Uno spettacolo quello di Dolce&Gabbana all’insegna della forte comunicazione, rivolto al futuro con grande attenzione ai social e agli influencer» dice Claudio Betti di Spinnaker ad Alassio (Sv), Sanremo (Im) e Portofino (Ge). «Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno superato se stessi

dell’A-I 2017/2018

IL CAPPOTTO IN OGNI DECLINAZIONE • L’ABITO IMPREZIOSITO • LA GIACCA MASCHILE • LA CAMICIA OVERSIZE •

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L’E-COMMERCE TRAINA I BUDGET I budget sono mediamente confermati. Crescono solo per alcuni top retailer russi che, dopo i tagli degli anni passati, stanno recuperando le posizioni perse (Mercury Group li aumenterà in modo significativo, Bosco di Ciliegi del 10%) e per tutti coloro - compresi i dettaglianti italiani - che stanno investendo sull’e-commerce e/o sul business del parallelo, ormai spesso gestito attraverso il web. In generale le difficoltà geopolitiche ed economiche diffuse, ma anche i prezzi delle collezioni spesso giudicati “esorbitanti” a fronte di consumatori sempre più attenti, inducono cautela. Negli Usa i department store devono fare i conti, non solo con il dollaro forte che disincentiva lo shopping dei turisti e con il nuovo corso di Donald Trump, ma anche con la necessità di adeguare il loro business al modello omnichannel. In Europa la situazione di incertezza alimentata dalle imprevedibili conseguenze della Brexit e dal rischio di attentanti non crea un clima favorevole allo shopping. Stesso discorso per il Middle East, che resta una zona “calda”. Infine l’Oriente, con la Cina che sta rallentando e non garantisce più le soddisfazioni sperate. «In generale nella Repubblica Popolare, ma anche a Hong Kong e Taiwan sono stati aperti troppi negozi ed è in atto da parte di brand e distributori una revisione delle reti, con chiusure o riallocazioni in location più redditizie - spiega Catherine Goemans di Blue Bell con sede a Hong Kong -. In Corea del Sud funzionano solo i duty free, mentre in Giappone il business dipende dai brand: alcuni vanno molto bene, altri sono bloccati». Più che mai adesso è difficile fare previsioni riguardo al futuro. ■

I must

LA PELLICCIA VERA O ECOLOGICA •

Max Mara

proponendo il migliore show di queste giornate» concorda Pancrazio Parisi di Parisi a Taormina (Me), che segnala anche Prada, Fendi, Etro e Missoni tra le sue collezioni preferite. «Il bilancio di questa settimana - riflette il retailer siciliano - è nel complesso buono, anche perché ho trovato collezioni più curate nei dettagli e a livello di styling». Sulla stessa lunghezza d’onda Noriko Fukushima, chief coordinator womenswear e accessori di Isetan Mitsukoshi in Giappone: «Milano sta crescendo: questa edizione è stata migliore rispetto a quelle passate».

IL ROSSO NELLE SUE VARIANTI • GLI ACCESSORI IN VELLUTO • I CUISSARD LAVORATI

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seen @ women’s fashion week

FRANKIE MORELLO/ANGELA AMMATURO

«Dopo Milano, pronti per Kiev e Roma»

John Richmond

un RITORNO A RITMO DI ROCK E SOCIAL The designer is back on the fashion scene and launches e new e-store and a very rock’n’roll capsule collection.

A un anno dall’acquisizione del 100% di Frankie Morello, l’a.d. di Fmm, Angela Ammaturo, traccia un primo bilancio. «Importanti obiettivi centrati: il ritorno sulle passerelle e l’opening dello store di Milano. E a giorni apriamo a Kiev». di CARLA MERCURIO

One year after the acquisition of Frankie Morello, Fmm ceo Angela Ammaturo declares: «We centered important objectives: the return on Milan catwalks and the opening of the store in corso Venezia. And now it’s time for Kiev and Rome».

1. Angela Ammaturo 2. Il nuovo negozio-showroom di Frankie Morello a Milano

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I

dee chiare e grinta da vendere, Angela Ammaturo a soli 24 anni ha raccolto i primi frutti del progetto imprenditoriale nato nel 2014: la società battezzata Fmm, che punta ad acquisire partecipazioni in brand italiani dal grande potenziale. Figlia di petrolieri (gruppo Ludoil), studi in Svizzera e laurea in economia, Angela ha scelto di realizzarsi nel mondo della moda, dove è partita subito con un’acquisizione importante, una quota di minoranza in Frankie Morello, di lì a poco, nel 2016, trasformatasi in un 100%, con l’uscita degli stilisti fondatori, Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti. Il punto di partenza per un piano di rilancio rapido, che a distanza di un anno ha visto il ritorno in passerella della griffe, con una sfilata co-ed uomo e donna lo scorso gennaio, e l’opening dello store di Milano, in corso Venezia 2: 600 metri quadri articolati su tre livelli, con la showroom situata al piano inferiore. «Il percorso di rinascita di Frankie Morello è oggi una realtà consolidata», spiega Angela Ammaturo. «Sono orgogliosa di quello che con il mio team siamo riusciti a realizzare. E ora guardiamo ai nuovi obiettivi», chiarisce l’a.d. di Fmm, cui fanno capo anche il childrenswear di proprietà Aygey e la licenza mondiale per la linea di abbigliamento bimbo Bugatti. Imminente l’opening di Kiev, a fine mese, e poi quello di Roma entro breve, mentre si scaldano i motori in Cina, in seguito all’accordo con Oasis Fashion, da cui scaturiranno 28 monomarca nei pros-

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John Richmond fa il suo ritorno alla moda alla sua maniera, ovvero a ritmo di rock. Il marchio fondato negli anni 80 dallo stilista inglese, grazie all’ingresso nel capitale di Blue Skye e alla partnership produttiva con Arav Fashion è tornato protagonista della fashion week di Milano con una capsule collection see now-buy now dedicata alla primavera-estate 2017. Ma si è trattato di una assaggio, che precede lo show co-ed previsto per il prossimo settembre (sempre a Milano) che segnerà il ritorno delle collezioni uomo e donna a marchio John Richmond. «Per riaffarciarmi sul mercato ho scelto una capsule, che è quasi un secondo guardaroba - ha ribadito John

Coccinelle/andrea baldo

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simi sette anni, insieme a un’attività mirata nel canale wholesale selezionato. A monte di tutto questo c’è stato un lavoro attento sul prodotto, a cura del team di stilisti che si occupa della linea: Frankie Morello oggi è un total look completo, disegnato per alimentare i canali monomarca con un’offerta articolata. «Con l’inverno 2017 - puntualizza Ammaturo - abbiamo lanciato gli accessori, le scarpe e le borse e, entro l’anno, saremo pronti con il profumo. A seguire arriverà l’orologio. Tutto gestito direttamente». «Un concetto di collezione dal dna molto forte, che teniamo a preservare, perché è questo che ci rende diversi. Lo hanno capito subito negli Usa, dove siamo appena approdati: i primi feedback sono ottimi». Anche a livello di numeri Angela è una che non si accontenta. Ambiziose le previsioni, che puntano a portare il fatturato dagli attuali 16 milioni di euro a 50 milioni entro il 2021. Strategico da questo punto di vista sarà il sito di e-com■ merce, che debutterà in tempi brevi. 

Due donne ai vertici creativi Eleonora Pujia e Vinciane Stouvenaker are the new Coccinelle’s creative directors. For the brand the challenge is to grow on the international markets. Come mai la scelta di nominare due donne in house? «Quando ho ereditato la guida di Coccinelle (dal 2012 controllato dal 1 gruppo E-Land, ndr) e ho cominciato a conoscere questa realtà, ho visto quante risorse c’erano al suo interno, anche se quello che mancava era proprio una direzione stilistica. Vinciane ed Eleonora sono due specialiste del mondo degli accessori, che si sono conosciute in azienda e hanno dimostrato di avere qualità distintive e complementari. La prima ha un’attitude sofisticata e


il grande balzo di MR&MRS ITALY

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1. John Richmond 2. Un look della capsule collection già in vendita

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Richmond -. L’ho realizzata di corsa, perché ci tenevo a tornare il prima possibile a confrontarmi con il cliente. Questi capi rappresentano un ponte tra quello che ero e quello che sarò». «Non si tratta - ha proseguito - di una nuova strada. Sto scalando la stessa collina di sempre, arrivando ogni volta sempre più in alto. Ecco perché ho raccolto in alcuni capi iconici tutto il mio senso rock della moda». Il designer, archiviata definitivamente l’esperienza con l’ex socio Saverio Moschillo, ha scelto di seguire la strada di uno stile 100% rock non solo per disegnare la linea (giacche in pelle, jeans e T-shirt a stampa David Bowie), ma anche per realizzare l’evento di lancio del progetto che il designer ha trasformato in un concerto con live performance del gruppo britannico Smoke Fairies e dello stesso John Richmond. Alla capsule, già disponibile per la vendita sulla piattaforma e-commerce del sito johnrichmond.com (inaugurato in questa stessa occasione) farà seguito un altro progetto see now buy now che sarà presentata a giugno. «La moda - ha concluso il designer - cambia velocemente e deve stare al passo coi social network. Il cliente non vuole grandi proposte, ma piccole cose che cambiano più di frequente». (an.bi.)

consapevole, la seconda un approccio più giocoso, innocente. Tra loro si è instaurato un dialogo appassionato e proficuo, che ridifinerà i codici del brand e il percorso di Coccinelle nel futuro. Quale sarà il futuro di Coccinelle? Vogliamo che il marchio esprima la gioia di vivere italiana: è proprio questo spirito che vogliamo esportare all’estero, con forti investimenti sull’internazionalizzazione. Siamo ancora molto italiano-centrici, con il 60% del fatturato (77 milioni nel 2016, +11%, ndr) realizzato in Italia, ma abbiamo in cantiere numerosi progetti, a partire dalla Cina, dove contiamo su una decina di spazi monomarca e nel 2017 ne aggiungeremo altri otto. Altri progetti? Le energie si concentreranno anche in Europa, soprattutto sulla Germania, dove abbiamo una buona awareness, con l’avvio del primo flagship a

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1. Il ceo di Coccinelle, Andrea Baldo 2. Eleonora Pujia e Vinciane Stouvenaker, alla guida creativa del brand Monaco, previsto per settembre, ma anche su Francia e in particolare Inghilterra, con il re-opening del monomarca londinese in base al nuovo concept dei negozi, frutto del new deal creativo del marchio. E poi il nostro sogno resta Milano. Presidiamo già la città con vari monomarca e corner, ma vorremmo aprire il primo vero flagship store entro il 2018. Finora il brand è stato rallentato da una certa timidezza. Ora siamo pronti a crescere. (a.t.)

«parka più pelliccia, un duo vincente» Mr & Mrs Italy, the luxury brand that made of parka-plusfur its trademark, has achieved sales for 37 million euro in 2016, from 14 in 2015. «Our goal for 2020? Getting to 100 million euro», ceo Andrea Bucalossi explains.

«Con la nostra interpretazione del parka in chiave luxury-fashion abbiamo disegnato capi funzionali, ma anche super esclusivi, che conquistano sempre più spazio nei templi del lusso internazionali». Andrea Bucalossi, a.d. di Mr&Mrs Italy, condensa l’essenza del marchio e il successo che l’ha portato a tagliare il traguardo del 2016 a quota 37 milioni di fatturato, rispetto ai 14 del 2015. «Identificabili grazie agli interni in pelliccia e ai colli in pelo colorato, i nostri parka si caratterizzano per il pregio dei materiali e per la produzione made in Italy», racconta Bucalossi, che dal 2014 controlla la Jo No Fui di Alessia Giacobino, cui faceva capo la label. «Capi venduti da Shinsegae a Seoul, Shin Kong Place a Pechino, Lane Crawford a Hong Kong, Harrods, Selfridges, Browns a Londra, Sugar, Antonia e LuisaViaRoma in Italia: 350 canali nel mondo, di cui 70 in Italia». Ora è il momento di spingere sul retail: «Nel 2014 abbiamo inaugurato la prima vetrina a Milano, in via Bagutta, nel 2015 è stata la volta di Hong Kong da Ifc e nel 2016 di New York sulla Madison. Entro l’estate siamo pronti per una nuova apertura a Hong Kong e due in Cina». Centrale l’e-commerce, parte di una strategia multicanale, che rappresenta l’8% del giro di affari. C’è poi il lavoro sul brand, giocato sul celebrity endorsement per dare slancio al canale dei social. Sono questi gli asset che hanno portato a 37 milioni di turnover. Un punto di partenza, per Bucalossi, che mira ai 50/60 milioni nel 2017 per raggiungere quota 100 milioni nel 2020. Il business evolve anche con la brand extension: «Trench e bomber, con cui copriamo la spring, che oggi vale un quinto dei ricavi, ma anche le calzature con il pelo colorato». (c.me.)

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CHINA BIZ

parlano gli esperti

COME CAVALCARE la NUOVA ONDATA DI CONSUMI I cinesi tornano a fare shopping di lusso e sempre di più sul mercato interno. Mentre imparano ad apprezzare gli stili di vita occidentali, la distribuzione evolve: diminuiscono i monomarca, sorgono multibrand specializzati nella moda di ricerca e i mall cambiano formula di elisabetta fabbri

Chinese luxury demand has continued to improve during 2016, both in the mainland and abroad. Consumers are changing, learning to appreciate Western lifestyles, and so does distribution: multibrand stores are opening, selling contemporary labels and survived malls are changing their format.

L

a domanda di beni di lusso da parte dei cinesi continua a crescere (vedi infografica) sia sul mercato domestico che all’estero, almeno dalla seconda metà del 2016 e ci sono buone prospettive che prosegua nel 2017, anche se c’è sempre qualche rischio dietro l’angolo, a partire dai rapporti con gli Usa, con la nuova presidenza Trump. L’analista Luca Solca, Head of Luxury Goods di Exane BNP Paribas, è convinto che eventuali rischi di natura politica potrebbero pesare sul fattore “feel-good”, che oggi sta portando i cinesi a fare shopping. Brand come Swatch, Burberry, Richemont e Prada sarebbero i meglio impostati, vista l’esposizione in Cina, per beneficiare di questo rinnovato interesse per il lusso. Ma c’è posto anche per marchi meno noti, di ricerca e di qualità, soprattutto ora che i cinesi si stanno scatenando con gli acquisti online: un canale di vendita che ha rotto le barriere all’ingresso tipiche delle vendite offline e che vede ancora una scarsa presenza di marchi di alta gamma come operatori diretti nell’area. retail: è il momento dei multimarca di ricerca «La Cina continua a essere uno dei mercati che consumano di più, anche se sono in corso dei cambiamenti - dice Massimo

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Bonini, che gestisce showroom a Milano, Hong Kong e New York con focus su borse e calzature, oltre a sette negozi multimarca in Asia (quattro in Cina) -. Negli ultimi due anni i cinesi hanno comprato un po’ meno e l’offerta è lievitata. Sul fronte della domanda si assiste a una maggiore richiesta di prodotti di ricerca di alta gamma. In parallelo crescono gli investimenti in multimarca specializzati proprio in questo segmento, su strada o nei grandi mall, con centinaia di brand in assortimento, gestiti da esperti locali sempre più competenti». Strategico, secondo Bonini, è creare una nuova esperienza per gli shopper, soprattutto collegata all’e-commerce, che in quest’area vanta tassi di crescita molto alti, vuoi perché permette di accorciare le distanze, vuoi per l’appeal dei marchi di ricerca. «Per i prodotti nuovi questo momento è molto positivo - sostiene l’imprenditore - ma occorre fare attenzione nel distribuirli, evitando l’iper-esposizione sia online che offline». Importante è anche cautelarsi dal fenomeno dei falsi. «In effetti - osserva Bonini - anche le label meno note vengono replicate in fretta. Noi cerchiamo di tutelarci con continui controlli da parte di esperti del nostro ufficio di Hong Kong. Resta comunque il fatto che il web continuerà a crescere a ritmo sostenuto. Già oggi un po’ il Far West: c’è di tutto e di più, quindi

se si decide di vendere su questo canale, meglio avvalersi di partner affidabili, di dimensioni rilevanti, che diano garanzie». E se è vero che i cinesi stanno consumando sempre di più all’interno (55% dello shopping totale di lusso nel 2016, dal 52% del 2014, secondo Exane), anche perché molte griffe hanno avvicinato i prezzi a quelli praticati in Europa, resta pure vero, come sottolinea Bonini, che i turisti che acquistano nel mondo sono soprattutto asiatici. «Comprano spesso in Giappone, anche nelle città secondarie, in Corea ma ancora poco a Hong Kong, dove credo sia troppo presto parlare di un miglioramento della situazione», afferma Andreina Longhi, fondatrice e ceo dell’agenzia di comunicazione Attila&Co., assidua frequentatrice del mercato cinese e operativa sul territorio, grazie a Embassy, una partnership con agenzie locali fondata nel 2012. Per quanto riguarda i consumatori del Grande Paese vanno fatti dei distinguo. «Nella Re-


1. Una via dello shopping di Shanghai 2. Nello scatto di Glen Luchford, l’attrice cinese Ni Ni, eletta da Gucci ambasciatrice dell’eyewear per l’Asia: scegliere il brand ambassador giusto può essere decisivo per affermare un prodotto in Cina 3. Un’infografica che illustra il peso della Cina e dei cinesi sul mercato mondiale del lusso

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pubblica Popolare si contano 300 milioni di Millennials, che cercano un’esperienza e una connessione emozionale con il prodotto - spiega -. La loro ambizione è dimostrare che sanno scoprire nuovi brand. Leggono poco i giornali ma si informano e acquistano soprattutto via smartphone. Per un designer può essere strategico comunicare coinvolgendo una celebrity locale. Può moltiplicare a dismisura le vendite di un prodotto, ma va scelta quella giusta: i Millennials percepiscono all’istante se non ha affinità con il marchio». Un caso che ha fatto notizia nel 2016 è quello di Maybelline che, grazie a un evento online con protagonista la star cinese Angelababy, ha venduto 10mila nuovi rossetti in due ore, guadagnando, pare, 1,42 milioni di renminbi (oltre 190mila euro). i Paperon de’ Paperoni (circa 600mila), invece, prediligono il lusso ma discreto: quello ostentato non sarebbe in sintonia con le nuove politiche del governo di Pechino (da

tempo impegnato in una crociata contro la corruzione, anche se alcuni osservatori ultimamente parlano di un approccio più moderato). e poi c’è la classe media (37,4% della popolazione, con un aumento del reddito pro-capite del 6,3% nel 2016). «aspira a raggiungere chi ha maggiori capacità di spesa - racconta Longhi -. Viaggia e compra all’estero, ma stando attenta ai prezzi e scegliendo solo i marchi che conosce». investire in comunicazione a livello locale resta una strategia chiave, quindi, se si mira a questa quota di mercato. intanto nel mondo della distribuzione i grandi marchi europei stanno ridimensionando il network retail e ampliando i negozi attivi, mentre i grandi mall superstiti si dotano di palestre, ristoranti e spazi per l’intrattenimento, volendo accontentare un consumatore che sta velocemente scoprendo il cibo salutare, il beauty, l’interior design: in una parola il lifestyle, dove il made in italy ha molto da esprimere. attenzione però: la Cina sta sfornando fashion brand che sembra non abbiano nulla da invidiare a quelli occidentali. «Sono belli, disegnati da creativi che hanno studiato nelle maggiori scuole internazionali di moda - osserva la fondatrice di attila - e hanno il vantaggio dei prezzi contenuti». «La Cina - conclude - non è il terzo mondo: bisogna averlo ben chiaro in testa. ed è anche per questo che per me lavorare là continua a essere una sfida allettante». ■

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FURS

LE SFIDE DEL SETTORE

INNOVARE NON È UN OPTIONAL Pelliccia protagonista alle recenti sfilate e a TheOneMilano: non più classica ma poliedrica, per imporsi in un mercato difficile

Volpi Confezioni

Giorgio Magnani

DI ALESSANDRA BIGOTTA

After a difficult 2016, with Russia still suffering, Italian fur producers bet on innovation, new shapes and finishings to face new challenges.

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l 2016 non è stato un anno facile per il settore pellicceria. Lo confermano i dati diffusi durante il recente salone TheOneMilano (nel quale sono confluite le rassegne Mipap sull’abbigliamento e gli accessori e Mifur su pelle e pellicce), che basandosi su una ricerca condotta da Pwc per l’associazione di categoria Aip ha sottolineato come nel 2015 l’export italiano del settore sia calato, a livello wholesale, del 5,3%, scendendo a 246 milioni di euro. Roberto Scarpella, presidente di Aip, ha ribadito che uno dei nodi tuttora da sciogliere è il mercato russo, determinante per le esportazioni delle nostre aziende. «In quest’area - ha affermato - nell’ultimo biennio abbiamo avvertito un crollo dell’export di pellicce made in Italy pari al 42%». Altri Paesi sono stati avari di soddisfazioni - sono calati per esempio Usa (-19%), Francia (-14%) e Svizzera (-11%) -, anche se va detto che la loro impasse è stata controbilanciata da incrementi importanti, come il +29% registrato in Giappone e il +22% dell’Austria. In Italia tutto fermo o quasi: +0,8%. Ciò però non significa che il comparto sia fermo o ripiegato su se stesso: sia a TheOneMilano, sia sulle passerelle del ready-to-wear di febbraio la pelliccia è stata più che mai protagonista. Non quella classica, monocolore e monocorde, ma quella innovativa, ringiovanita nei volumi e nell’aspetto. «Si va verso la pelliccia-abito couture

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Fabio Gavazzi

IL SETTORE HA UNA FORTE TENDENZA ESPORTATRICE, MA MERCATI COME LA CINA, CHE POTREBBERO OFFRIRE VALIDE CHANCE, SI BUTTANO SUL MERCATO CON L’ARMA DEL PREZZO, NON DELLA QUALITÀ

- dicono i portavoce di Sap Fur, cui fa capo il marchio Pajaro - fatta di patchwork, mosaici, incastonature, broccati, applicazioni di Swarovski, ricami e colore a volontà, dagli zibellini in versione indaco, verde e amaranto, ai visoni azzurro cielo con intarsi di rami e petali». Alessandra Zanini di Condorpelli, attiva nel comparto dal 1951 e artefice del marchio Manzoni 24, insiste sulla «forza della modernità con cui trattiamo la pelliccia», mentre Flavia Volpi di Volpi Confezioni - altra realtà storica, nata in Toscana nel 1950 - mostra accanto ai capispalla in “100% fur” i nuovi mix and match, adatti anche ai cambiamenti climatici in atto, dove allo zibellino, alla volpe, al murmasky e ad altri materiali sono abbinati gilet trapuntati staccabili in nylon

Pajaro

Simonetta Ravizza

oppure inserti in tessuto, in modo da sdrammatizzare i modelli e renderli contemporanei, meno impegnativi anche nel range di prezzi, seppure non alla portata di tutti. «La nostra arma è il dna made in Italy osserva l’imprenditrice -. Noi Manzoni 24 che realizziamo con l’export oltre l’80% del fatturato siamo alle prese con una concorrenza agguerrita, soprattutto dalla Cina». Cina che, come fanno notare da Sap Fur, «potrebbe essere per noi il mercato più grande e invece ci copia». «I prezzi dei prodotti cinesi - conclude Flavia Volpi - sono indubbiamente più bassi, ma non ci vuole un occhio esperto per cogliere le differenze». Fondamentale la fase di concia, per i risultati che dà al prodotto finito e per le ripercussioni sulla salute: controllatissima in Italia, con regole da Far West da altre parti. ■


NEWS

MIROGLIO fashion

al via il restyling di 300 negozi in 300 giorni Miroglio is ready to start the restyling process of 300 stores in 300 days. Si chiama “300 in 300” il progetto di rinnovamento retail lanciato da Miroglio per il 2017: un’iniziativa che coinvolge i punti vendita di otto brand del gruppo di Alba e prevede un investimento complessivo di 15 milioni di euro. Il piano, tra restyling e nuove aperture, coinvolge i negozi italiani di marchi come Motivi, Oltre, Elena Mirò, Fiorella Il ceo di Miroglio Fashion, Rubino, Caractère, Diana Gallesi, Hans Hoegstedt, con Vanessa Luisa Viola e Per Te by Krizia e Incontrada, alla presentazione sarà concluso in 300 giorni. Una della nuova capsule disegnata riqualificazione che riguarderà dall’attrice per Elena Mirò anche gli store del gruppo negli altri Paesi europei: il rinnovamento di tre spazi in Francia, tra cui Elena Mirò a Parigi, di sette negozi Elena Mirò in Spagna, un opening Motivi a Brasov (in Romania) e il rifacimento di tre punti vendita, sempre Motivi, in Russia. In Italia la maggior parte degli shop si trova in Lombardia (70 negozi), seguita dal Piemonte (31), ma anche in Emilia Romagna (23), Puglia (18), Calabria (17), Sicilia (15). Entro fine marzo saranno già 100 i cantieri aperti nelle boutique Miroglio in tutta la Penisola. «Questo piano straordinario di investimenti per valorizzare la nostra rete di negozi si inserisce nella più ampia strategia di rilancio di Miroglio Fashion - commenta Hans Hoegstedt, nuovo a.d. di Miroglio Fashion -. In un mercato molto dinamico che va sempre più verso la massificazione, come quello della moda - continua - è fondamentale saper essere sempre più vicini, sia online che offline, ai desideri delle clienti, e riuscire a offrire loro un’esperienza nei negozi sempre più distintiva e personalizzata, unica per ogni marchio».  (a.t.)

ZANELLATO

«La mia nuova sfida si chiama Duo» Franco Zanellato, owner of the eponymous bags collection, after Postina and Nina launches his new project Duo. Franco Zanellato l’ha dedicata a sua moglie Federica, la nuova bag messa a punto dall’azienda di pelletteria vicentina: «Non si tratta tanto di una borsa - tiene però a precisare quanto di un progetto unisex: una shopper trasformista, con tracolla estraibile, trousse beauty, custodia per riporla in valigia dopo averla piegata». L’imprenditore, che si è imposto sul mercato con le it-bag Postina e Nina, l’ha ideata pensando al futuro: «Saremo tutti dei viaggiatori. Servono prodotti pratici, essenziali, multitasking e Duo ha tutti questi plus, oltre a un’altissima qualità dei pellami, frutto della ricerca Zanellato, e a grande savoir faire nelle lavorazioni». Proposta in sette colori e in vendita a 850 euro, Duo non è l’unica scommessa per il 2017. Dopo l’avvio del secondo monomarca al Crocus Mall di Mosca (che si aggiunge a quello milanese in via Bagutta), la realtà veneta si sta concentrando su Germania e Francia e portando avanti un upgrading distributivo in Corea e in Giappone: «È importante dosare la presenza del brand conclude Zanellato -. Prima di tutto vogliamo creare desiderio. Una strategia che fino adesso ci ha premiato».  (a.t.)

Il nuovo progetto Duo di Zanellato, presentato in occasione di Milano Moda Donna

MD studio

manichini con l’anima, da 30 anni The Milanese company celebrates its 30 years and continues to bet on creativity and technology. Nata nel 1987, MD Studio celebra quest’anno il suo 30esimo anniversario. Maurizio Daloiso, alla guida della società di Opera (Milano) specializzata in manichini ed elementi espositivi personalizzati, parla di un percorso denso di soddisfazioni, che ha portato l’azienda a presentare «sia progetti semplici, dalle forme pure ed essenziali, sia più complessi, come Mimo, un manichino con una nuova concezione funzionale ed estetica e caratteristiche anatomiche che garantiscono un’ottima vestibilità e la possibilità di assumere tutte le posizioni desiderate, visto che è totalmente articolato». Per il futuro, come racconta l’imprenditore, la sfida è quella di «mantenere alto il nome del made in Italy con la lavorazione artigianale, affiancare alla tecnologia e all’innovazione la praticità di utilizzo, garantire soluzioni sempre più custom-made». Privilegiando un rapporto diretto con la clientela: Md Studio gestisce direttamente la distribuzione worldwide, con due punti di riferimento a Düsseldorf e New York. (a.t.)

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KNITWEAR

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1. Una proposta Knitted Love, marchio handmade che punta su effetti 3D 2. Il cardigan unisex di Alanui, base della collezione di Nicolò e Carlotta Oddi 3. Un capo SottoMettimi, realizzato in Merino Wool Extrafine 4. Una delle maglie fatte a mano dal brand greco Oneonone

CONTEMPORARY TRICOT

LA NEW WAVE DELLA MAGLIERIA

Oltre a essere tornata prepotentemente sulle passerelle come alleata delle griffe, la maglia è la materia d’elezione scelta da una nuova generazione di marchi contemporary, esponenti di una moda “slow” e indipendente dalle tendenze, meglio se handmade ed eco-friendly DI ANGELA TOVAZZI

Knitwear is not only increasingly an asset for big names, but also for new brands, which are gaining visibility with handmade collections and a “slow” philosophy.

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a Milano a Parigi, da New York a Londra, il messaggio è stato unanime: mai più senza maglieria Alle ultime fashion week per l’autunno-inverno 2017/2018 il knitwear non ha solo recitato un ruolo di primo piano, ma è stato anche terreno di sperimentazione per la creatività e il savoir faire di stilisti cutting-edge come Peter Pilotto, Prabal Gurung, Arthur Arbesser e Delpozo, per citarne alcuni. «Sono reduce da Parigi e in passerella ho visto tantissime proposte tricot» racconta Alessandro Bastagli, alla guida dell’azienda tessile toscana Lineapiù, tra i leader nei filati per maglieria. Un diktat trasversale, adottato dai nomi blasonati come dai contemporary brand, che hanno scommesso sul knitwear per sostenere il business: «Penso a Isabel Marant, ma anche a Isabel Benenato e American Vintage, capaci di creare soluzioni molto creative» specifica Bastagli, che parla del mondo delle viscose abbinato alle fibre nobili, per esempio l’alpaca, come della tipologia di filati oggi più richiesta. «A differenza dei top brand, che in generale puntano su proposte più appariscenti - aggiunge - la generazione di nuovi marchi sta scegliendo fili belli ma non troppo esasperati e stressati sotto il profilo delle torsioni e delle lavorazioni, operazioni che naturalmente alzano i costi e a volte comportano anche qualche difficoltà produttiva, e che abbiano una buona resa sui capi». La

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qualità dei filati, la piacevolezza delle texture e soprattutto il fit premiano anche in negozio, come testimonia Vittorio Longoni, titolare de La Tenda a Milano, che in portafoglio ha una decina di label forti nel knitwear, tra cui Brunello Cucinelli, Cividini, Saverio Palatella, Avant Toi e Lamberto Losani: «I clienti comprano meno, ma comprano meglio - spiega - e anche nel caso della maglia guardano al pregio dei materiali e a come sta una volta indossata». «Fondamentale - sottolinea - è la leggerezza. Con i nostri inverni miti l’era dei maglioni pesanti è tramontata». Per questo una delle nuove collezioni che stanno raccogliendo buoni feedback, come informa il retailer, è SottoMettimi, nata alla fine del 2014 e oggi sinonimo di una quarantina di pezzi. «Il marchio - racconta Luigi Perna - utilizza fibre naturali come il Merino Wool Extrafine nelle finezze 16 e 18 e metodi di lavorazione ecosostenibili, per capi no-season, leggeri, dall’eleganza understated». Che la maglieria - anche da sola - possa essere una categoria appealing per i dettaglianti e un pubblico evoluto lo dimostra anche una case history di successo come quella di Carlo Volpi, altra new entry in questo segmento e tra gli ospiti speciali dell’ultimo Pitti Uomo, che a partire dal 2014 si è imposto con un’offerta agender dai colori forti e dai pattern di ispirazione artistica, realizzati con filati made in Italy, tra cui quelli di


D.EXTERIOR

SAVOIR FAIRE, PRIMA DI TUTTO After its debut at Milano Moda Donna, D.Exterior is ready to widen its horizon. «Fino a oggi abbiamo scelto di dare importanza al prodotto e meno alla forma. Ora usciamo allo scoperto ». Così Nadia Zanola, anima e mente creativa di D. Exterior, marchio al debutto sulle passerelle alla scorsa edizione di Milano Moda Donna. Una collezione declinata in calde cappe, mantelle e cappotti abbinati ad abiti a tubo o a godet con applicazioni di velluti militari o con intarsi di jacquard e ricami. Un racconto tenuto insieme dal fil rouge di materiali preziosi, con la maglieria che è e resta la chiave della label. Un nuovo step nel percorso di questo marchio, che ha alle spalle una storia partita agli inizi degli anni Sessanta con il piccolo laboratorio di Brescia che allora si chiamava Maglificio Nadia, in onore di Nadia Zanola, allora bambina, che nel nel 1984 viene ribattezzato Cose di Maglia e nel 1997 lancia D.Exterior sul mercato internazionale. Con l’impiego di manodopera italiana qualificata, ogni capo viene smacchinato, confezionato, lavato e tagliato a mano e ogni lavorazione o ciclo produttivo è attentamente controllati. Un percorso che si avvale dell’intervento di laboratori dislocati nel raggio di 30 chilometri da Brescia. Presupposti che hanno consentito a D.Exterior di conquistare spazi in realtà come Tsum in Russia, Harrods nel Regno Unito, Vakko in Turchia e Takashimaya in Giappone.  (c.me.)

Zegna Baruffa Lane Borgosesia. Promette bene anche la nuovissima linea Alanui, nome che significa “grande percorso” nella lingua hawaiana, nata nel 2016 da un’idea dell’imprenditore Nicolò Oddi e di sua sorella Carlotta. Si tratta di una collezione unisex partita con un cardigan oversize in cashmere jacquard, ispirato all’iconografia indiano-americana: un pezzo “emozionale”, esteticamente lontano dalle tendenze mainstream, diventato successivamente la base per sviluppare un cardigan con cappuccio, un poncho e un maglione over. Dall’estero arrivano altri due brand di nicchia ma interessanti, focalizzati interamente sul knitwear e sotto i riflettori all’ultimo White Milano. Parliamo di Oneonone, collezione di Atene completamente handmade, realizzata da knitter amatoriali, “rubati” alle loro reali professioni, dal giudice in pensione alla studentessa in biologia, dall’antiquario all’ex sarta, il cui punto di forza sono naturali effetti 3D. E dell’italo-austriaco Knitted Love, uno «slow fashion project» nato nel 2016, forte di una produzione a chilometro zero con fornitori dall’Austria e dall’Italia e di creazioni fatte a mano con fibre bio. Anche in questo caso, la maglia diventa «passione per la qualità, piuttosto che per la quantità», come ribadisce la fondatrice Orsola Bertini Curri, e per prodotti durevoli, che si pongono come alternativa etica alla moda usa e getta. ■ 11_01_2016

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SPORTS-MANIA

SNEAKER IN PEDANA

A PASSO SPEDITO

Complice il fiorire di collaborazioni tra marchi active e griffe blasonate, le sneaker hanno conquistato un posto di primo piano anche alle fashion week femminili, sposando il concetto di moda più decontratta visto sulle passerelle DI CARLA MERCURIO

Thanks to the flourishing of collaborations between sports-active brands and fashion designers, sneakers were again under the spotlight during womenswear fashion weeks, matching the idea of a more relaxed attitude seen on the catwalks.

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YOHJI YAMAMOTO ARTHUR ARBESSER FOR VIBRAM

DIESEL BLACK GOLD

EMPORIO ARMANI

DOLCE&GABBANA 30

COMME DES GARÇONS

all’abito alla caviglia». Un orientamento sposato da Andreas Melbostad, direttore creativo di Diesel Black Gold: «La ragazza che ho disegnato ha una passione inesauribile per le scarpe basse. Una scelta in direzione della concretezza, che permette di camminare a passo sicuro. Per l’autunno-inverno 2017/2018 mi sono divertito a esplorare il mood anni Novanta, affiancando scarpe da ginnastica dall’allure sportiva a lunghi abiti in maglia». Anche in showroom le sneaker sono un argomento che convince. Lo sottolinea Sabrina Scarpellini Bonini, fondatrice di Massimo Bonini, realtà che degli accessori ha fatto il cavallo di battaglia fin dagli anni Ottanta: «È un segmento che performa molto bene ormai da diverse stagioni e per questo i buyer di tutto il mondo continuano ad acquistarle, sempre alla ricerca della novità, del pezzo unico. Fra i nostri marchi, possiamo citare Msgm, N.21, Marco De Vincenzo, ma anche Henderson Baracco, Arteslab e Bruno Bordese, da sempre sostenitore delle sneaker per uomo e donna nei toni nero o bianco. Una novità è il rilancio di Clone, con i modelli in velluto e ruche o con patch e maxi dettagli su fondi bombati ma super leggeri. Per le più romantiche ci sono le proposte di Gedebe, con il pon pon in pelo che si può anche togliere, illuminate da cristalli in versione pop. ■

FENTY PUMA BY RIHANNA

ndubbiamente l’arma più potente nel gioco di seduzione in atto tra prêt-à-porter e street style, le sneaker avanzano a passo spedito anche nell’empireo della moda femminile. La sports-mania, che ha portato al fiorire di collaborazioni di successo tra i marchi active e le griffe blasonate (ultima in ordine di tempo quella tra Puma e il rapper statunitense Big Sean), ha contaminato le passerelle, sposando il concetto di moda più rilassata che si è imposto alle fashion week, complici volumi tendenzialmente comodi, abiti che si allungano, parka e pantaloni over. «Le sneaker proposte al recente fashion month mi hanno convinto, perché sono state studiate per la donna e perché sposano il mood del momento - è il commento di Cesare Tadolini, titolare della boutique L’Incontro a Modena -. Ho molto apprezzato quelle di Dsquared2, Stella McCartney, Balenciaga e soprattutto di Dolce&Gabbana, legate al concetto di Rinascimento espresso in passerella. Un gusto vagamente rétro e romantico che inneggia alla libertà della donna, che ha permeato molti dei défilé visti di recente». «La chiave di volta - chiarisce - sono gli abbinamenti: le nuove sneaker sono super trendy se indossate con il cappotto maschile alla caviglia, la camicia con ruche, i jeans e il berretto di lana, ossia l’immagine della vera donna contemporanea. O ancora accostate a parka, maglione informale, pantaloni over, jeans dal gusto pop oppure

VERSUS

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new designers

Ph. Alice Schillaci

londra/international fashion showcase

la moda local/global degli emergenti Ph. Jakub Gulyas

La capitale britannica dà spazio agli stilisti in erba del globo. Moda ma anche cultura locale, pronte anche a calcare le passerelle milanesi di elisabetta fabbri

The latest International Fashion Showcase presented works by emerging designers from 26 countries. Younchan Young won the Designer Award 2017.

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ricerca - ha previsto anche l’assegnazione di una serie di premi. Il Designer Award 2017 è andato al coreano Younchan Young, stilista del brand The-Sirius, per il suo lavoro all’interno dell’area dedicata alla Corea. L’India si è aggiudicata il Country Award, per avere sviluppato al meglio il tema Local/ Global nella sua esposizione “The Indian Pastoralist”. Il Curation Award è invece stato conferito a Agnieszka Jacobsons-Cielecka

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e Wojciech Dziedzic, che hanno ideato lo spazio della Polonia. Grazie al premio londinese, Young, che si è formato al Samsung Art and Design Institute-SADI e ha creato la label The-Sirius a Seul nel 2015, potrà presentare la collezione primavera-estate 2018 a Milano Moda Donna e ricevere la mentorship da parte di BC, BFC e Mercedes-Benz per le pubbliche relazioni, i social ■ media, lo sviluppo del brand e il retail.

scambi italia-cina

Chen a milano, vivetta a pechino Thanks to the Mercedes-Benz’s Designer Exchange Programme, Chinese brand Angel Chan showed in Milan and Vivetta will show in Beijing.

Ph. Imaxtree.com

utto è cominciato con le Olimpiadi di Londra del 2012. Da allora, ogni anno, il British Fashion Council (BFC, la Camera della Moda britannica) e il British Council (BC, organizzazione per le relazioni culturali fra il Regno Unito e il resto del mondo) danno vita, nelle giornate della London Fashion Week, all’International Fashion Showcase (IFS): una mostra-evento all’insegna di valori “olimpici” quali rispetto, eccellenza, uguaglianza e amicizia, che presenta i lavori di stilisti emergenti da tutto il mondo. Il tema del 2017 era “Local/Global”, per scoprire come i giovani creativi riescono a trasformare la loro cultura locale in un linguaggio globale e per dare risalto, attraverso la moda, «a similitudini e differenze di un mondo sempre più complesso e connesso». In mostra, nelle stanze della suggestiva Somerset House, le creazioni maschili e femminili di oltre 80 designer (nessuno italiano, in questa edizione) in rappresentanza di 26 Paesi. In 14 stanze gli allestimenti di altrettante nazioni/culture e altre nove erano presenti nella collettiva “Next in Line”. Un’area dedicata ha invece ospitato i lavori di cinque emergenti (vedi box) sostenuti da Mercedes-Benz - per la prima volta sponsor dell’IFS - che li ha selezionati per il suo International Designer Exchange Programme, attraverso il quale offre ai giovani la possibilità di mostrare le loro creazioni al di fuori del territorio di origine, durante eventi di richiamo internazionale. L’appuntamento londinese - consigliato agli appassionati di

1. Un look The-Sirius del coreano Younchan Young, premiato con il Designer Award 2017 dall’IFS 2. L’allestimento dell’India, che ha ricevuto il Country Award 3. La moda di Jakub Straka (Slovacchia) 4. L’inaugurazione dell’IFS alla Somerset House di Londra

Grazie all’International Designer Exchange Programme-IDEP di Mercedes-Benz, in febbraio la stilista cinese Angel Chen ha sfilato a Milano Moda Donna (nella foto). Ma il progetto della casa automobilistica, partner di oltre 50 eventi di moda nel mondo, prevede uno scambio: alla Mercedes-Benz China Fashion Week (dal 25 al 31 marzo) salirà in pedana la linea Vivetta dell’italiana Vivetta Ponti. All’IFS di Londra Chen, diplomata alla Central Saint Martins nel 2014, ha presentato un look in uno spazio speciale con “colleghi” dell’IDEP come Anna K (Ucraina), David Ferreira (Portogallo), Steven Tai (Canada) e William Fan (Germania).

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FAIRS @ MILAN

Uno scatto di Foddis (White Milano)

spring-summer2014

L’ALTRA FASHION WEEK Accanto alle sfilate, i saloni milanesi dell’abbigliamento e degli accessori hanno giocato un ruolo chiave nel tenere alta la leadership di Milano. In attesa del “maxi evento” del prossimo settembre DI ANGELA TOVAZZI

The other side of fashion week: in addition to the fashion shows, the six Milanese tradeshows have played a key role in holding high the leadership of Milan. Waiting for the “big event” of next September.

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ualità. Scouting. Ricerca. Ma anche sinergia. È forse questa la parola che più di tutte sintetizza la new wave di Milano, ormai consapevole che solo facendo massa critica può riuscire a tenersi stretto il ruolo che le spetta, unica vetrina di una filiera che va da monte a valle. In questa direzione si sono mossi i saloni dell’abbigliamento e degli accessori sotto la Madonnina, in attesa del “maxi evento” che il prossimo settembre riunirà sfilate e fiere insieme. In primis TheOneMilano, frutto della fusione fra Mipap e l’ex salone della pellicceria Mifur (che dovrà però sapersi

reinventare nella prossima stagione, dedicata alle collezioni estive), ma anche TheMicam, che grazie al supporto di Camera Moda ha ospitato nei suoi spazi quattro big del lusso made in Italy. I buyer sembrano apprezzare, considerati i risultati: in crescita White Milano, TheMicam, Mipel, Mido e Lineapelle, in pareggio Super, 11mila i visitatori per la première di TheOneMilano. On stage le collezioni per l’autunno-inverno 2017/2018, con tante new entry e numerosi eventi tra moda ed entertainment, di cui diamo un resoconto nelle pagine che seguono. ■

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WHITE FALL-WINTER 2017/18 a cura di ELISABETTA FABBRI

SIMPLE MODERNITY Futuristica, no gender, etnica, handmade, cosmopolita, techno: la moda contemporary in tutte le sue varianti di stagione Futuristic, no gender, ethnic, handmade, cosmopolitan, techno: contemporary fashion in all its seasonal variations

due soli Ó Unisex con neoprene Fariza Sultan Ó Knitwear in salsa kazaka

apnoea Ó Trasparenze futuromantiche

rosso venezia Ó Artigianalità, comfort, decorativismo

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ÑSainte Courtisane

il premio Ramponi va in francia Il design cosmopolita di Laura Bihl e del suo marchio Sainte Courtisane ha vinto la quinta edizione del Premio Ramponi. Francese, 27 anni, Laura Bihl ha studiato modellistica e confezione e ha fondato la label Sainte Courtisane a Lille nel 2013. Al White è stata premiata per i livelli di eccellenza espressi in termini di creatività, innovazione, ricerca e progettualità. D’ora in avanti il bando per il contest di Alfredo Ramponi - imprenditore dell’omonima azienda che produce cristalli sintetici e borchie per la moda - sarà aperto tutto l’anno (il regolamento su ramponisas.net).


Boboutic Ó La maglia con filati ed effetti speciali

greta boldini Ó Da Alta Roma, il nuovo contemporaneo

Situationist Ó

Sfilata al museo LUCIO COSTA Ó amanti Ó Toy, con inediti assemblaggi

53045 Ó Da un ex-designer di Margiela i nuovi techno-boot

Una mostra, un libro e una capsule Una speciale installazione negli spazi della My Own Gallery di via Tortona 27 ha ripercorso l’excursus creativo del designer Lucio Costa. Il progetto - curato dal socio storico Roberto Pelizzoni - tra ispirazione dal libro “So Lucio!” che racconta il percorso del creativo dal 1987 al 2012, anno della sua prematura scomparsa. In mostra anche una capsule collection composta da capi in tessuto, capispalla e abiti per l’ autunno-inverno prossimo, primo passo di Pelizzoni per il rilancio del marchio.

Grazie alla partnership con Camera Nazionale della Moda Italiana, il brand special guest di White Situationist, disegnato dal georgiano Irakli Rusadze, ha potuto sfilare in calendario al Museo della Scienza e della Tecnica. Creato da Rusadze nel 2015, di recente Situationist ha attratto l’attenzione di influencer come Yuwei Zhangzou (yuyufashionbook.com), Alyssa Coscarelli (@ alyssainthecity) e modelle come Bella Hadid, che hanno indossato la T-shirt stampata con la bandiera georgiana della collezione spring/summer. La top model ha scelto i capi Situationist anche durante la fashion week di Parigi, in gennaio. La collezione per l’autunno-inverno di scena a Milano si ispira al movimento creativo dei situazionisti e all’estetica espressa nel libro guida del movimento, “Cosmonauti del futuro”, oltre che nel volume “Situationist City”.

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SUPER FALL-WINTER 2017/18 A CURA DI CARLA MERCURIO

FRESH VINTAGE

TRA RIVISITAZIONI ETNICHE, IMPETI RETRO E IN CURSIONI NEL FUTURO At the fair, ethnic revivals, vintage surges and trips into the future

UNGRA Ó Gusto street di matrice inglese per il nuovo marchio di base a Londra, prodotto in Italia, disegnato da Gianni Guaglianone

HARRIS WHARF LONDON Ó Baato a Londra ma prodotto a Torino: un outerwear permeato di spunti British

PERCY LAU Ò

Ispirato all’arte e all’architettura l’eyewear di Percy Lau, in arrivo da Hong Kong

JO! BY CREATIVE JORDAN Ó

GLAM MEDITERRANEO «Indossare le proprie tradizioni tutti i giorni, in modo fresco e moderno», con questo presupposto è nata Jo! ,collezione realizzata da un gruppo di giovani donne giordane con i denim forniti da Isko e con il sostegno di Comunità Europea e Unido, nell’ambito dell’iniziative Creative Mediterranean.

ATELIER & REPAIRS Ò

VINTAGE RELOADED Tra Los Angeles e Londra, Maurizio Donadi, figura di riferimento dell’universo denim-sportswear, dà vita a creazioni particolari, che nascono dall’abbinamento di capi e accessori vintage autentici, con l’inserimento di materiali di riuso, che permettono di dare nuova vita al capo.

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MAX’N CHESTER NEW YORK Ó Spunti sartoriali e amore per i tessuti giapponesi: il riuscito mix del marchio newyorkese fondato da Peter Trainor

PAULA CADEMARTORI # kartell Ó Prosegue il sodalizio tra la designer italo-brasiliana e il brand di punta del design


THEONEMILANO FALL-WINTER 2017/18 A CURA DI ANGELA TOVAZZI

COMBINING TASTES

ON STAGE ABBIGLIAMENTO E PELLICCERIA ALLA PRIMA EDIZIONE DEL SALONE NATO DALLA SINERGIA TRA MIPAP E MIFUR Fieramilanocity hosted the first edition of the show born from the synergy between Mipap and Mifur. On stage clothing and fur

SONIA FORTUNA Ó Il brand toscano sceglie fantasie all over

MARIELLA ROSATI Ó Restyling in chiave glam per il marchio dell’azienda veronese Tela Rosa DIEGO M Piumino military style con collo in pelliccia per l’outfit protagonista sulla pedana dell’Italian Fur Fashion Night Ó

LEYLU MILANO Ó Vince il mix pizzo e maculato

REMIX Ò

LARGO AI NUOVI FUR DESIGNER Sulla passerella dell’Italian Fur Fashion Night, ouverture di TheOneMilano, non sono stati protagonisti solo i nomi affermati della pellicceria, ma anche i nuovi talenti del furwear, con i tre vincitori, scelti su dieci finalisti, del concorso Remix, organizzato da IFF. Sotto i riflettori le creazioni del danese Morten Ussing (nella foto), dell’islandese Ólöf Sigriour Jóhannsdóttir e del francese Nicolas Lecourt Mansion.

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MIDO 2017 A CURA DI ELISABETTA FABBRI

RADICAL EVOLUTION

MODELLI CON LE DÉCOLLETÉ O MESSAGGI NELLE ASTE, MA ANCHE IN SUGHERO, MARMO O PIUME: PER CONTINUARE A STUPIRE The eyewear fair never ceases to amaze with décolleté shoes or messages on the arms, in materials such as cork, marble and feathers

BOCCA - FACE À FACE Ó Ironici con décolleté sui terminali

ÉTÉ LUNETTES Ó Piume naturali nell’acetato

EYEPETIZER Ó Con lenti mosaico di colori

WOOW Ó Personalizzabili con placchette “parlanti”

BLAUER EYEWEAR Ó La nuova formula della circonferenza

SO.YA Ó Il dropping pensando a Pollock

OXYDO Ó Con architetture stampate in 3D

BUDRI Ó In marmo verde e lenti a contrasto

MOODY Ó Tra vintage e avanguardia con metallo+acetato

CATUMA Ó Con inserti in sughero, tributo a Eileen Gray

PUGNALE&NYLEVE FOR TAGLIATORE Ó “Sartoriale” con preziosi tessuti

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SAFILO

OCCHIALI SMART CON INTERAXON Safilo ha presentato al Mido il suo primo progetto di wearable technology, SafiloX, applicato al marchio di proprietà Smith. Con la tecnologia di rilevamento delle onde cerebrali Muse sviluppata dalla canadese Interaxon e un’App dedicata, le montature intelligenti rilevano i livelli di ansia e stress di chi li indossa (attraverso sensori invisibili) e un training cognitivo ad hoc permette di migliorare il grado di concentrazione e relax. La distribuzione comincerà negli Usa e arriverà in Europa nel 2018.


LINEAPELLE 2018

MATERIE PRIME

I MILLE SIGNIFICATI DEL TERMINE RICERCA Con 21.800 visitatori e quasi 1.200 espositori, Lineapelle ha offerto uno spaccato unico nel suo genere su pelli e materie prime. Confermando che il monte della filiera ha un ruolo chiave nel circolo virtuoso della creatività DI ALESSANDRA BIGOTTA

Lineapelle, the Milanese exhibition focused on leather and other raw materials, ended with more than 21.800 direct visitors (+1% on February 2016). Collections went beyond high performance, looking for new messages to communicate through the product.

FILO

ALLA RIBALTA IL FUTURO 4.0

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l futuro è oggi: uno slogan che ha accompagnato la recente edizione di Lineapelle, salone delle pelli e delle materie prime i cui espositori investono sull'innovazione a tutto campo. Innovazione che significa più creatività nei prodotti e nelle formule, più contenuti tecnologici, più servizio. Alla voce creatività, trattandosi di una manifestazione con un’offerta vastissima, c’era solo l’imbarazzo della scelta. Per esempio, prendendo in esame tre settori diversi - calzature, accessori tessili e tessuti -, si andava dalle suole futuribili di Vibram (in particolare le mescole Vi-

equivale a progettare prodotti complessi al fine di ottenere la massima semplicità della camminata (il tutto con un forte appeal fashion), per Swarovski implica un inedito concetto di lusso che non teme contaminazioni, come accade nella grintosa gamma Gang Star. Difficile infine sintetizzare il progetto Tele Contemporanee di Tessitura Attilio Imperiali e Segre & Schieppati, brand acquisito in licenza dalla Tessitura: un’iniziativa congiunta che si svilupperà per tutto il 2017 puntando sulla sinergia con quattro giovani artisti, che personalizzeranno una serie di borse e scarpe in tessuto. Prototipi che saliranno alla ribalta di Lineapelle a settembre, preceduti da un ■ battage sulla stampa e sui social.

The 4.0 challenges for yarn and fiber industries under the spotlight at Filo.

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bram Gumlite, Vibram Morflex e Vibram Vi-Lite), ai cristalli di precisione di Swarovski, fino alle “tele contemporanee” di Tessitura Attilio Imperiali e Segre & Schieppati. Il filo conduttore? Una ricerca fuori dagli schemi, che se per Vibram

Oltre a ospitare 80 espositori attivi nei settori fibre e filati, il salone Filo - giunto alla 47esima edizione in febbraio, con il supporto di Agenzia Ice e Smi - ha portato alla ribalta il tema dell’industria 4.0, attraverso le testimonianze di grandi realtà come Miroglio Textile, per il quale questa espressione è già realtà, ma anche sottolineando la necessità che le Pmi si attrezzino per cavalcare l’onda dell’high-tech e del digital. Sull’affluenza gli organizzatori non hanno fornito dati, ma hanno parlato di un +14% rispetto all’edizione precedente.

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1. Grinta in cristalli Swarovski 2. Scarpe realizzate con il raso di Tessitura Attilio Imperiali e il tessuto Olona di Segre & Schieppati 3. La suola Leicester di Vibram 4. Close up in fiera

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THEMICAM/MIPEL FALL-WINTER 2017/18

CALZATURE E PELLETTERIA

«È ora di mostrare i muscoli» Per fare davvero sistema e dare slancio alla calzatura made in Italy Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Tod’s hanno partecipato per la prima volta al salone TheMicam, che ha offerto un’immagine nuova e più glamour. +5% il numero delle presenze. Una vivacità confermata dal concomitante Mipel, che ha fatto registrare un +6,6% di buyer di Elena Azzola

To boost Italian shoe manufacturing and collaboration within the industry, Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada and Tod’s took part for the first time at TheMicam trade show, which presented a new, more glamorous and impactful image. The show featured a 5% rise in attendance. This success was mirrored at the Mipel show, which recorded a 6.6% increase in buyers’ number.

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riffe del calibro di Fendi, Ferragamo, Gucci, Prada e Tod’s sono sbarcate alla recente edizione di TheMicam, nella Fashion Square del padiglione 1, dove uno specchio di 60 metri per 15 sul soffitto permetteva ai visitatori di interagire con la nuova campagna pubblicitaria del salone, ispirata alla Divina Commedia. Una piazza all’interno della quale hanno trovato posto anche gli Emerging Designer, selezionati nell’ambito di un’iniziativa volta a coltivare i giovani talenti della calzatura. Tante, dunque, le novità all’ultimo TheMicam, andato in scena dal 12 al 15 febbraio a Fiera Milano Rho, insieme a Mipel sulle borse e la pelletteria. «Ho lavorato quasi a tempo pieno a questo progetto da quando sono stata eletta presidente di Assocalzaturifici nel 2015 - spiega Annarita Pilotti -. TheMicam non aveva un’immagine adeguata. Abbiamo realizzato interventi importanti, per riportare buyer e stampa al salone e rilanciare il settore». «Le istituzioni sono lontane e si soffre: 97 aziende hanno chiuso nel 2016 - denuncia Pilotti -. Le griffe in fiera? Le ho volute fortemente. Diego Della Valle è stato sensibile al mio appello e ha coinvolto la Camera Nazionale della Moda. Questi brand rappresentano un faro per il made in Italy e la loro presenza è di supporto a tutte le altre aziende espositrici». Il riscontro c’è stato.

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Lo stand di Gucci nella nuova Fashion Square del padiglione 1 di TheMicam

TheMicam si è chiuso con 44.610 presenze certificate (+5% rispetto a un anno fa), di cui 18.105 italiane (+1,2%) e 26.505 estere (+8%). Il trend dell’affluenza estera mostra, in particolare, incrementi da Corea del Sud (+53%), Russia (+18%) e Ucraina (+20%). In Europa cresce la Germania (+10%) ma scende la Francia (-7%). «Si respira una nuova carica» commenta Pilotti, che intanto pensa alla “super fashion week” di settembre. «Con le date vicine a quelle delle sfilate - puntualizza - Milano diventerà la capitale indiscussa della moda. Il tavolo del Ministro Calenda è stato decisivo. Abbiamo centrato anche l’obiettivo della federazione unica della moda: conteremo di più nelle sedi istituzionali e saremo in grado di offrire più servizi agli associati». Nel 2016, tuttavia, ci sono state più ombre che luci per la calzatura made in Italy. I dati di preconsuntivo (relativi ai primi dieci mesi dell’anno) parlano di una flessione dei livelli produttivi del 2%. Se le quantità diminuiscono, aumenta dello

0,3% il valore, a causa dell’incremento del 3,7% del prezzo medio, a 42,29 euro al paio. L’export non ha brillato: fa registrare un -1% in quantità e un +2,6% in valore. «Profonda è stata la contrazione dell’area Csi che, sebbene mostri i primi segnali di ripresa, è ancora sotto del 40% ai livelli pre-crisi del 2013. Concorrono lo scarso dinamismo dell’Ue e la stasi dei consumi in Italia», sottolinea Tommaso Cancellara, a.d. e d.g. di Assocalzaturifici. Per il settore pelletteria, di scena a Mipel, si stima che tra gennaio e ottobre 2016 il fatturato sia diminuito del 2%, attestandosi a oltre 7 miliardi di euro, con le esportazioni stabili a 5,4 miliardi, a causa degli andamenti contrastanti dei mercati. Ma la rassegna ha chiuso in positivo: il presidente di Mipel Roberto Briccola e quello di Aimpes, Riccardo Braccialini, hanno parlato di «successo», grazie agli oltre 10mila visitatori (+6,6%) e alla ripartenza di aree strategiche, come ■ appunto l’ex Urss.


GIOVANNI FABIANI Con la collezione per l’autunno-inverno 2017/2018 presentata a TheMicam, il calzaturificio di Fermo si rimette in gioco, proponendo modelli che sono un inno alla gioia di vivere fra richiami folk, british, minimal e “digital”.

CATERINA LUCCHI Caterina Lucchi ha presentato a Mipel anche una proposta più pulita, quotidiana e di fascia prezzo media, che affianca la prima linea in pellami pregiati e dallo stile molto femminile ma con un tocco sempre grintoso, ora battezzata Gold.

DEIMILLE Con un prodotto sempre più in sintonia con il gusto internazionale, il brand napoletano Deimille si rafforza sul mercato statunitense, entrando in department store come Nordstrom e, prossimamente, anche Saks Fifth Avenue.

APEPAZZA Con 32 anni di storia e il merito di essere stato fra i primi marchi a inserire il gioiello nella calzatura, Apepazza sorprende con i suoi originali modelli anche nell’autunnoinverno 2017/2018: calzature ornate di pelliccia, pietre, vernici e pistilli e dotate in alcuni casi di zeppa interna ed esterna, per “crescere” anche di sei centimetri.

STONEFLY OFFICINA DEL POGGIO Officina del Poggio è il brand scelto dallo store di tendenza Tessabit di Como nell’ambito del progetto The Glamourous di Mipel, attraverso il quale prestigiose boutique “sponsorizzano” designer emergenti, con il patrocinio di Camera Italiana Buyer Moda - The Best Shops.

Stonefly ha partecipato a TheMicam con una collezione fortemente rinnovata, per garantire il più elevato grado di benessere. Più attenzione anche allo stile, accattivante e pratico, adatto a ogni situazione della giornata. Il marchio ha annunciato il rafforzamento del canale monomarca in Italia: dieci nuovi opening sono attesi nella seconda metà del 2017 nella Penisola.

HARMONT & BLAINE L’elemento catarifrangente spicca nella nuova Running Travel di Harmont & Blaine, realizzata in un mix camoscio-tessuto, con fondo in gomma bicolor e una costruzione che la rende leggera e flessibile.

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VERSACE

READY TO WEAR FALL- WINTER 2017/18

POSH REBELS LA RAFFINATEZZA E LA RIBELLIONE. DALLE SFILATE FALL WINTER 2017./2018 È EMERSO UNA TENDENZA CHE HA LAMBITO TRASVERSALMENTE BRAND MOLTO DIVERSI, E DI CUI CIASCUNO HA RACCONTATO UNA SERIE DI ELEMENTI CHIAVE. UN TREND, CHE SE DA UN LATO GUARDA IL PASSATO COME FONTE D’ISPIRAZIONE, DALL’ALTRO RIESCE COGLIERE LO SPIRITO DI QUESTO TEMPO. NEL FARLO, I CATWALK FEMMINILI SI SONO SINTONIZZATI CON LA SENSIBILITÀ ESTETICA DELLE NUOVE GENERAZIONI CHE IN QUESTI ANNI VANNO FORMANDOSI, IN BILICO TRA POLITICA, CONSAPEVOLEZZA E VOGLIA DI EVASIONE. NEL RIFLETTERE SU QUESTI ELEMENTI DEL PRESENTE IL WOMENSWEAR FONDE ISTANZE DI RIBELLIONE CON ATTITUDE MOLTO PRATICHE , FORNENDO UN GUARDAROBA CHE SI ADDICE AD UNA GENERAZIONE DI POST REBEL.

@imaxtree.com

DI ALBERTO CORRADO

Overcoats. Trench coats. Formal suits. Military-style jackets. Tartan and pied de poule. Mini-checks and macro-checks. Stylish accessories to enhance your silhouette. These symbols of the traditional dress code are now synonymous with the modern men’s club style, a movement which is revamping the world of tailoring, shaking off its stale reputation and thrusting it into the present day. This is the new generation of menswear, where the borders between urban and elegant, sporty and formal are becoming increasingly unclear. Designers have started to slow down the lightning-quick pace of style and creativity, choosing instead to pay homage to these centuries-old traditions.

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READY TO WEAR FALL- WINTER 2017/18

THOM BROWNE

DRIES VAN NOTEN

PRADA

VALENTINO

BYBLOS

ARTSY CRAFTSY HERMÈS

MARY KATRANTZOU

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STELLA MCCARTNEY

DELPOZO

ALBERTA FERRETTI


HAIDER ACKERMANN

DIOR

MIU MIU

ANTONIO BERARDI

JACKET AND COAT

PRABAL GURUNG

FENDI

SALVATORE FERRAGAMO

LAURA BIAGIOTTI

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READY TO WEAR FALL- WINTER 2017/18

ANNA SUI

GUCCI

ETRO

PORTS 1961

MODERN TRIBES

BALMAIN

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MARCHESA

MARNI


ERDEM

ROCCO BAROCCO

ALBINO TEODORO

FAUSTO PUGLISI

ELISABETTA FRANCHI

MY QUEEN DOLCE&GABBANA

ALTUZARRA

NINA RICCI

TEMPERLEY LONDON

SIMONE ROCHA

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READY TO WEAR FALL WINTER 2017/18

ARTHUR ARBESSER

CHANEL

CALVIN KLEIN

FLIRTY METAL OSCAR DE LA RENTA

PACO RABANNE

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CHIARA BONI LA PETITE ROBE

BALENCIAGA

CAROLINA HERRERA


DIESEL

ALEXANDER MCQUEEN

LOUIS VUITTON

VERSUS

PHILOSOPHY BY LORENZO SERAFINI

ROCK AGE

BOTTEGA VENETA

REDEMPTION

PHILIPP PLEIN

SAINT LAURENT

ALEXANDER WANG

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READY TO WEAR FALL- WINTER 2017/18

MICHAEL COSTELLO

ESTEBAN CORTAZAR

LACOSTE

TARTAN AND CHECK DAKS

MISSONI

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MONCLER GRENOBLE

WUNDERKIND

SIMONETTA RAVIZZA


EUDON CHOI

MSGM

COACH

MARC JACOBS

FENTY PUMA

HERMÈS

STREET WEAR

PUBLIC SCHOOL

KENZO

VERSACE

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READY TO WEAR FALL- WINTER 2017/18

EMPORIO ARMANI

GIORGIO ARMANI

DAME ROUGE MAX MARA

JULIEN MACDONALD

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N°21

BLUMARINE

CHRISTOPHER KANE

GIAMBATTISTA VALLI


MARIO DICE

ANTEPRIMA

GENNY

LANVIN

TOTAL WHITE

ERMANNO SCERVINO

SAINT LAURENT

KRIZIA

TORY BURCH

SPORTMAX

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hanno il piacere di invitarLa al

DIGITAL INFLUENCER DAY LIFESTYLE 4.0

MARTEDÌ 4 APRILE 2017 9.30 - 15.30 Palazzo Mezzanotte / Borsa Italiana Piazza degli Affari, Milano

PROGRAMMA EVENTO Moderazione: Marc Sondermann, Direttore e CEO Fashion Magazine 8.30 – 9.30

Registrazione e welcome coffee

9.30 – 9.45

Apertura dei lavori Camera di Commercio Italo-Germanica, Consigliere Delegato Jörg Buck

9.45 – 10.15

OSSERVATORIO STRATEGICO: DIGITAL TRENDS The Boston Consulting Group, Senior Partner e Managing Director Nicola Pianon

10.15 – 11.15

PANEL I – BRANDING 4.0 Dondup, Presidente Matteo Marzotto Peuterey, Presidente Francesca Lusini BMW Italia, Presidente & CEO Sergio Solero Rosenthal, CEO Gianluca Colonna Brunello Cucinelli, Co-CEO Riccardo Stefanelli Morellato, Presidente Massimo Carraro

11.15 – 11.30

INSPIRATION TALK POWERING THE DIGITAL ECOSYSTEM Ducati, Chief Information and Digital Transformation Officer Piergiorgio Grossi

11.30 – 11.45

PRIMO AWARD - Best Digital Influencer

11.45 – 12.00

INSPIRATION TALK Digital transformation within Allianz Allianz SE, Chief Digital Officer, Solmaz Altin

12.00 – 12.30

PANEL II – LIFESTYLE 4.0 Adidas, Creative Director, Dirk Schönberger Save The Duck, CEO Nicolas Bargi La Martina, CEO Enrico Roselli

12.30 – 12.45

DIGITAL FITNESS AS A KEY TO CORPORATE FINANCE ELITE London Stock Exchnage Group, Head of ELITE Growth Europe Marta Testi

12.45 – 13.00

SECONDO E TERZO AWARD - Best Digital Influencer

13.00 – 14.00

Light Lunch

14.00 – 15.00

PANEL III - COMMERCE 4.0 TAS Group, Presidente Dario Pardi Lufthansa Group,Senior Director Sales Italy & Malta Steffen Weinstok Pinko, Head of Digital Jarvis Macchi Rödl & Partner, Partner Avv. Paolo Peroni The Blonde Salad, CEO Riccardo Pozzoli Missoni, Chief Digital Officer Carlo Torrani

15.00 – 15.15

OUT OF THE BOX THINKING Primary luxury brand, Chief Digital & Marketing Officer

15.15 – 15.30

QUARTO AWARD - Best Digital Influencer

15.30

Fine Dei Lavori

ISCRIZIONI SUL SITO WWW.DID-LIFESTYLE40.COM


LORO PIANA

WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

BLEND OR STAND

IN UNA STAGIONE DI SENSUALITÀ, DI OMAGGI AL MONDO DELLE EROINE DEL CINEMA E DELL’ARTE E DI SOVVERSIONE DELLE REGOLE DEL FASHION. IL WOMENSWEAR HA INDAGATO QUALE SARÀ IL SUO FUTURO: ELEGANTE O ANTICONFORMISTA, ,STREETSTYLE O FOLK, SENSUALE O GOTICO -DECADENTE? INTANTO LE AZIENDE ITALIANE HANNO ANALIZZATO LA DICOTOMIA ESTETICA DELLA STAGIONE FREDDA SCEGLIENDO UN SOLO CODICE VISIVO: SEDUZIONE. DI ALBERTO CORRADO

It is a season of sensuality, of homages to heroines in cinema and art and subversion of fashion rules, womenswear has investigated its own future: elegant or non-conformist, streetstyle or folk, sensual or gothic-decadent? Meanwhile Italian companies have analysed the aesthetic dichotomy of the cold season, opting for a single visual code: seduction.

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WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

LORENA ANTONIAZZI

XACUS

ES'GIVIEN

DEMANUMEA

D.EXTERIOR

AMINA RUBINACCI

ELEGANCE MODERNE

LE COLLEZIONI CELEBRANO L’ETERNO FEMMININO NELLE LINEE, PULITE ED NELL’ESSENZIALI CREANDO L’UNIFORME QUOTIDIANA, IN MODO CHE IL CORPO DI CHI LA INDOSSA VENGA SOTTOLINEATO E NON SI POSSA FERMARSI A GUARDARLO.

SANTONI

The collections celebrate eternal femininity in their clean and essential designs, creating a daily uniform, so that the body of the wearer is designed and ready to be admired. BLÜMLEIN&LANG

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EXPERIENCING NOBILITY

VIVERE UN’ESPERIENZA ATTRAVERSO UN VIAGGIO CHE COINVOLGA DIVERSI SENSI E CHE REGALI STIMOLI ALLA MENTE. NASCE SOTTO QUESTO MANTRA LA NUOVA AVVENTURA FEMMINILE PER CHI AMA ABITI CHIARAMENTE A REGOLA D’ARTE, RAFFINATI E PREZIOSI. Living an experience through a journey that involves several senses and stimulates the mind. This mantra has led to a new feminine adventure for women who love refined, precious clothes, clearly made to the highest standard.

LARDINI

CIRCOLO1901

MARIA GRAZIA SEVERI

MALONE SOULIERS FABIANA FILIPPI

MARIO VALENTINO CALCATERRA

ROSSO 35

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WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

ETHNIC REMIX

SUGGESTIONI ETNICHE SI MESCOLANO A TECNOLOGIA E INNOVAZIONE. UN ELOGIO DEI CONTRASTI, DOVE IL PASSATO E LA SUA TRADIZIONE CREANO IL PRESENTE E LA SPERIMENTAZIONE, PER UN’ ELEGANZA CONSAPEVOLE. Ethnic influences mingle with technology and innovation. An interplay of contrasts in which past tradition creates contemporary experimentation, resulting in a mindful elegance. HANITA

POMANDERE

MACKAGE VIEN

MADAME BERWICH

LANIFICIO COLOMBO BALLANTYNE

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WOOLRICH


DELVAUX FRACOMINA

JOHN RICHMOND

CHIARA FERRAGNI

MANUEL FACCHINI

LIU JO

GLITTERING GRAPHITE

UN’ELEGANZA VERSATILE, INFORMALE CHE CITA IL GUARDAROBA SPORTY. UN PUT TOGHETER DA GIORNO, MA ANCHE DA SERA PER UN TOTAL BLACK, ILLUMINATO DA LINEE IN ORO E BRONZO E DA RIFLESSI GLITTER DI LUREX. Versatile, informal elegance with hints of sporty style. A daytime or even evening combination for total black, illuminated by gold and bronze lines and lurex glitter reflections. BRUNELLO CUCCINELLI

LA MARTINA

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WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

URBAN EXPLORER

UN ITINERARIO PER UNA DONNA CHE VIVE LA CITTÀ E AMMIRA GLI SCENARI DI QUIETE DELLA NATURA. COMBINAZIONI DI COLORI E TESSUTI FONDONO I MONDI, RIVISITANDO I CODICI DI UN GUARDAROBA CONTEMPORANEO. An itinerary among women who love the city and admire the calm scenes of nature. Combinations of colors and fabrics blend different worlds and revisit the codes of the contemporary wardrobe. TOD'S

TATRAS

SERAPIAN

PESERICO

COCCINELLE

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BALDININI

THE GIGI


BEATRICE B

ALPHA STUDIO

BRUNO MAGLI

BALLIN

ROSSELLA JARDINI

BERTONI 1949

NEW BREATH

LA SENSUALITÀ DIALOGA NEI CAPISPALLA DAL TAGLIO SARTORIALE E NEGLI ABITI DAI VOLUMI ADERENTI , PER CREARE UNA NUOVA VENERE BOTTICELLIANA IN CHIAVE DECADENTE. EVOLUZIONE DELLA NUOVA ESTETICA METROPOLITANA. Sensuality dialogues in sartorial outerwear and in tight-fitting clothes to create a new Botticelli Venus with a decadent twist. An evolution of the new metropolitan aesthetic. ANTONELLI FIRENZE

NENAH

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WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

SPORT COUTURE

UNA DONNA DALLO SPIRITO LIBERO, SOSPESA TRA IL GIORNO E LA NOTTE, DOVE SI RIALLINEANO LE PRIORITÀ NEL METTERE IN RISALTO L’ESSENZA DELLO STILE. UN GUARDAROBA SPORTIVO, MA CON CODICI SARTORIALI. A free-spirited woman, suspended between day and night: priorities are realigned to emphasize the essence of style. A sporty wardrobe with a focus on materials and cuts, that lends to a tailored style with its own well-defined expressive codes.

HERNO

DUVETICA

LAURAFEED

PEOPLE OF SHIBUYA

BLAUER

JACOB COHËN

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DONDUP

MORFOSIS


UPTOWN GIRL

BUON GUSTO CONTEMPORANEO, CON PEZZI CHE PARTONO DAI CLASSICI E DIVENTANO ANTICONFORMISTI. QUESTA È LA NUOVA ESTETICA DI UN TECNO BON TON.

Contemporary taste for pieces that start as classics and become non-conformist. This is the new aesthetic of tech bon ton, in which you can trace a dynamic, vibrant style, devoted to feminine practicality.

VLADIMIRO GIOIA

ICEBERG

TRICOT CHIC

AQUASCUTUM

SAVE MY BAG

YERSE

ALESSIA XOCCATO

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WOMENSWEAR FALL-WINTER 2017/18

OTTOD'AME

FURLA

BRASCHI

ALBERTO GUARDIANI

TRIUMPHANT COLOURS

ALTEA

ALESSANDRO ENRIQUEZ

PAULA CADEMARTORI

LE TONALITÀ CALDE DELLA TERRA FANNO LA LORO COMPARSA, INSIEME A SOTTILI SFUMATURE DI ORO E ROSA IN UN MOOD BATTEZZATO “ARREDO URBANO”. OGNI MAISON INTRODUCE L’AGGIUNTA DI UN TOCCO DELICATO E FEMMINILE A QUESTA NUOVA GAMMA DI COLORI, PER GIOCARE SUI CONTRASTI E LA RAFFINATEZZA DI CAPI CHE NON PASSANO INOSSERVATI.

Warm earth tones make an appearance alongside subtle shades of gold and pink in the mood named “street furniture”. Every fashion house introduces the addition of a delicate, feminine touch to this new range of colors, playing with the contrasts and sophistication of clothes that do not go unnoticed.

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LUISA SPAGNOLI


ELLEI for

La femminilità non è una questione di taglie PASSIONE, RICERCA, KNOW-HOW E RAPIDITÀ: SONO GLI INGREDIENTI CHE HANNO PORTATO ELLEI A SUPERARE I 300 PUNTI VENDITA. ORA SI INVESTE SU PRODOTTO, MERCATI ESTERI E BRAND AWARENESS. È una donna tra i 30 e i 50 anni di età il target di riferimento di Ellei: dinamica, istruita, ama essere femminile in ogni momento della giornata, sette giorni su sette, indossando capi performanti, confortevoli e di qualità, che possano spaziare nelle taglie dalla 42 alla 54. «Per andare incontro alle esigenze di questa tipologia di consumatrici la Iride Group di Ottaviano (Na), che controlla il marchio, ha creato di recente una struttura ad hoc a Carpi, con un ufficio stile e un team di esperti - spiega il direttore marketing, Roberto Russo -. Operando a stretto contatto con la sede del distretto della moda campano, lo staff punta a coniugare le complessità del fitting con le tendenze della moda contemporanea, mantenendo alti i livelli qualitativi e il saper fare italiano». Iride Group nasce nel 2009 su iniziativa dei fratelli Ambrosio - Gennaro (area Gestionale), Francesco (area Prodotto) e Luca (area Acquisti) - che grazie a un

mix di passione, competenza, ricerca e rapidità nel servizio hanno portato Ellei a raggiungere i 325 punti vendita, fra Italia (il mercato principale) e Nord Europa. «In Italia - dichiara Russo - ci avvaliamo delle showroom più professionali, stando attenti al corretto posizionamento del marchio e alla distribuzione, anche attraverso corner e shop in shop. Nel secondo semestre del 2017 abbiamo, inoltre, in programma l’apertura del primo monomarca». «Il processo di internazionalizzazione - prosegue - partirà di fatto con la collezione per la primavera-estate 2018 e con l’assunzione di un export manager: l’obiettivo è una presenza più capillare in Europa e lo sbarco negli Stati Uniti». Il tutto sarà supportato da investimenti consistenti in comunicazione sia sui media tradizionali che su quelli digitali. L’idea è anche quella di veicolare l’immagine della donna Ellei attraverso influencer e brand ambassador in sintonia con il marchio.

IRIDE GROUP S.r.l. Via Vecchia Sarno, 10 - 80044 Ottaviano (na) P.i.: 06256361210 - Info commerciali: direzione@iridegroupsrl.it sito internet: http://www.elleidonna.com/ - social (FB): https://it-it.facebook.com/elleidonna/ - (IG): https://www.instagram.com/elleidonna


WATCHES

Pisa Orologeria

MASTERS OF TIME

OROLOGI ALLA RIBALTA IN OCCASIONE DI BASELWORLD. UN SETTORE AL BIVIO, COME EVIDENZIANO LE TESTIMONIANZE DI IMPRENDITORI E RETAILER: DA UN LATO IL VALORE DI UNA TRADIZIONE DI ECCELLENZA, RICERCA E CREATIVITÀ, DALL’ALTRO IL CONFRONTO CON UN MONDO CHE CAMBIA E LA SFIDA DELLE NUOVE GENERAZIONI DI CONSUMATORI. Watches under the spotlight during Baselworld. A sector at the crossroads, as entrepreneurs and retailer stress: on the one hand there is a heritage made of excellence, research and creativity, on the other a changing world and the exciting challenges of new consumers’generations.

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WATCHES

PISA OROLOGERIA E PARMIGIANI FLEURIER

RACCONTARE MERAVIGLIE MECCANICHE

Cosa ha da comunicare l’altissima orologeria a un mondo che corre sempre più veloce? Moltissimo, a giudicare dal successo di un evento di Pisa Orologeria dedicato al savoir faire di Parmigiani Fleurier What has haute joaillerie to tell to present times, dominated by fast rhythms? A lot of things, as the success of an event at Pisa Orologeria, focused on Parmigiani Fleurier’s savoir faire.

I

n un’epoca dominata dal tempo che non basta mai, è proprio il tempo - quello più raro e prezioso - ad assumere una valenza unica. Lo dimostra il successo oltre le aspettative di uno degli eventi ospitati a fine 2016 all’interno del flagship Pisa Orologeria di via Verri 7 a Milano (un “Tempio del Tempo”, appunto, esteso su 1.200 metri quadri), per celebrare i 20 anni di Parmigiani Fleurier attraverso Mechanical Wonders: una mostra che ha svelato per la prima volta in Italia una selezione delle meraviglie meccaniche più belle della collezione Sandoz, restaurate dal Maestro Michel Parmigiani. Sono stati 500

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gli appassionati e collezionisti che hanno affollato il vernissage e le due settimane dell’esposizione. Tutti ad ammirare opere d’arte di valore inestimabile, tra cui il Grenouille Automate a forma di rana semovente, il Flacon à Parfum avec Montre, Automates et Carillon e il Pistolet à Canon Double, à Oiseau Canteur, risalenti agli inizi del XIX secolo, oppure la Tabatière Ovale en Or avec Montre, Carillon et Bateau Animé, datata circa 1780. E ancora, orologi da tasca come il Montre de Maharadjah dell’inizio del XX secolo, il Montre Anglaise Ovale à Aiguilles Télescopiques con lancette pantografe

che si allungano e accorciano e il Montre à Deux Fuseaux Horaires, con doppio fuso orario garantito da due movimenti distinti, realizzato nel 1870. In primo piano anche una creazione di oggi, il Tonda Chronor Anniversaire di Parmigiani Fleurier: un cronografo integrato, il “Santo Graal” della manifattura orologiera perché frutto di un lavoro di precisione oltre ogni limite. Mentre la massificazione e la globalizzazione scandiscono le nostre vite, «Michel Parmigiani, che non esito a definire un genio vivente, propone un marchio di nicchia che fa ciò che promette, è leale e sempre


IT’S NOT COMPLICATED

GIOVANI E OROLOGERIA: COSÌ LONTANI, COSÌ VICINI With the new “It’s Not Complicated” project, Pisa Orologeria and Watch Insanity introduce young generations to the charming world of watches. Erano tutti under 35 i partecipanti al primo “watchlab” organizzato da Pisa Orologeria presso il flagship store nel Quadrilatero milanese: una dimostrazione concreta del fatto che l’universo dei segnatempo non è precluso ai giovanissimi, affascinati dalla meccanica di precisione dalla quale sono molto attratti, anche se spesso non trovano l’occasione per trovare le risposte giuste alle loro domande. Ci ha pensato Pisa Orologeria, che insieme al web magazine Watch Insanity ha dato il calcio d’inizio alla serie di incontri, dal titolo It’s Not Complicated. Non è complicato, appunto, addentrarsi nel mondo degli orologi, anche per chi non è un collezionista incallito o un appassionato di lunga data. Basta trovare il linguaggio adeguato attraverso incontri all’insegna del confronto, dell’informazione unita al divertimento e anche della riscoperta del piacere della manualità, visto che i partecipanti hanno potuto cimentarsi nell’arte di montare e rimontare un meccanismo. «Inauguriamo un progetto che avvicina le nuove generazioni all’orologeria - ribadisce Chiara Pisa, direttore generale di Pisa Orologeria - attraverso esperienze interattive e una comunicazione moderna». Progetto che, come sottolinea l’imprenditrice, «è parte di un contesto più ampio, fatto anche di collaborazioni con l’università, che portiamo avanti da anni e che mira a diffondere la cultura orologiera, declinandola con un lessico innovativo e moderno». (a.b.)

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attuale» sottolinea Chiara Pisa, direttore generale di Pisa Orologeria. C’è dell’altro: Maestro Orologiaio dal 1976 e artefice dal 1996 di Parmigiani Fleurier dopo l’incontro con la Sandoz Family Foundation, Parmigiani intreccia la propria storia di eccellenza con quella delle generazioni di artisti, artigiani, creativi ed esperti che lo hanno preceduto e che lo seguiranno. Chi meglio di lui è un esempio vivente di storytelling? «Impossibile credere che l’orologeria tradizionale possa scomparire» afferma. E nei suoi laboratori continua a istruire i Maestri di domani. (a.b.) ■

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1. Un’immagine

di Mechanical Wonders 2. Nel Pistolet À Canon Double, À Oiseau Chanteur, creato nel primo quarto del XIX secolo e restaurato da Parmigiani Fleurier nel 2015, il meccanismo della pistola aziona l’uccello canoro. Proprietà Fondation Edouard & Maurice Sandoz, origine Svizzera, Frères Rochat (meccanismo), orefici sconosciuti 21_03_2017

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WATCHES

UMBERTO VERGA/OROLOGERIA LUIGI VERGA

DI PADRE IN FIGLIO

Intervista a Umberto Verga, presidente dell’orologeria Luigi Verga di Milano, uno degli storici punti di riferimento per gli appassionati di orologi: la dinastia dei Verga, i marchi più prestigiosi e l’evolversi del mercato DI ALBERTO CORRADO

Interview with Umberto Verga, president of Luigi Verga flagship in Milan, one of the historical landmarks for watch enthusiasts. Talking about the Verga dynasty, the most prestigious brands and a changing market. le vacanze scolastiche, finito il Liceo, iniziai ad affian«Durante care mio padre Valerio in negozio. Da lì capii che la soluzio-

ne più facile per il mio futuro l’avevo lì, a portata di mano, e per di più costituiva anche l’appagamento di una grande passione personale: quella degli orologi. Il mondo delle lancette l’avevo nel dna, sicuramente ereditato da mio padre e da mio nonno, e nei primi tempi la mia attività nel negozio era paragonabile a quella degli allievi nella bottega dei maestri. Affiancavo mio padre e imparavo giorno per giorno a conoscere il settore e a sviluppare la mia attitudine ai contatti con i clienti. Tutto ciò fino al 1984: avevo 24 anni quando è avvenuto il mio ingresso ufficiale nell’attività di famiglia». Umberto Verga, presidente del celebre negozio Luigi Verga di via Mazzini - oggi con un punto vendita anche nella nuova zona di piazza Gae Aulenti - ha imparato il mestiere molto presto. D’altra parte, come lui stesso ricorda, la sua scelta nasce dalle radici, così come quella memoria prodigiosa, che gli consente di conoscere i numeri di referenza di tutti i modelli in vendita, da quelli più vecchi agli ultimi arrivati. «Coerenza e affidabilità, rispetto della parola data, stanno alla base del mio modo di lavorare

IL SEGNO DELLA STORIA The vision of elegance that can go beyond time and frontiers realized only in ten items. Orologio Drive de Cartier, Cassa in oro rosa 18 carati, grande datario, secondo fuso orario retrogrado e indicatore giorno/notte, movimento meccanico di manifattura a carica automatica (movimento 1904-FU MC). Quadrante guilloché , lancette azzurrate, vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore.

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Rolex Cosmograph Daytona Movimento automatico. Calibro 4030. Quadrante nero con indici in oro giallo, con cassa in oro bianco. Cinturino in alligatore a squama quadrata cucito a mano, nero lucido. Fibbia Bouclé Deployante. Fondo cassa chiuso. Cassa impermeabile. Diametro cassa: 40 mm.


EMOZIONI DA INTENDITORI

PATEK PHILIPPE 5078

ROLEX OYSTER PERPETUAL DAY-DATE

5078 Ripetizione minuti. Movimento meccanico a carica automatica. Calibro R 27 PS. Suoneria su due timbri azionata da cursore integrato nella carrure. Piccoli secondi. Quadrante in vero smalto. Cinturino in alligatore a squama quadrata cucito a mano, bruno cioccolato lucido. Fibbia ardiglione. Fondo cassa in cristallo di zaffiro e fondo pieno intercambiabili. Cassa non impermeabile, protetta da umidità e polvere. Oro rosa. Diametro cassa: 38 mm.

Introdotto nel 1956, è noto anche come il “Rolex dei presidenti”. Movimento perpetual, meccanico a carica automatica. Calibro 3255. Ore, minuti, e secondi al centro. Data e giorno instantanei all’interno delle finestrelle. Correzioni rapide senza restrizioni. Arresto dei secondi per una regolazione precisa dell’ora. Quadrante blu ghiaccio con diamanti. Carrure monoblocco, fondello e corona entrambi a vite. Impermeabile fino a 100 metri. Diametro cassa: 40mm.

- precisa Verga -. Prima i gioiellieri conoscevano i gusti della propria clientela, mentre adesso chi vuole acquistare un orologio gira di più, entra in argomentazioni molto specifiche, si documenta, quindi a noi sono richiesti livelli di preparazione elevatissimi. I rapporti sono meno “caldi”, i tempi sono cambiati». Immutata resta la presa sul pubblico del savoir faire dei Verga, che quest’anno compiono 70 anni di attività, in costante crescita sia in termini di numero di pezzi venduti sia di fatturato, anche grazie dell’effetto dei visitatori che arrivano nella città di Milano. «Il merito è della bellezza dei nostri prodotti e della puntualità dell’approvvigionamento - spiega Verga -. L’orologio, se prima era uno solo per tutta la vita e solitamente si ereditava, adesso è un accessorio, se ne indossa un certo modello a seconda delle situazioni e dello stato d’animo. Vede, io ne ho sempre alcuni vicino alla mia scrivania, e a seconda del tempo che scorre durante il giorno, ne scelgo uno da indossare». Se prima contava la tecnica, «adesso l’estetica è altrettanto decisiva. Noi di Verga ci caratterizziamo per la grande cura nella scelta dei meccanismi, dell’aspetto esteriore e della qualità della finitura, realizzata a mano anche per i componenti non visibili, che sono tantissimi». Per dimostrarlo Umberto Verga illustra le caratteristiche dei due modelli più esclusivi, che ha avuto una certa emozione nel vendere:

Patek Philippe referenza 5078, ripetizione a minuti a carica automatica, nella versione in oro rosa, e Rolex Oyster Perpetual Day-Date 40-Platino 950 e lunetta con diamanti. «Essere al fianco dei clienti che acquistano orologi per un evento felice è nel nostro dna, noi siamo un negozio celebrativo - precisa Verga -. Ecco perché ci scelgono quando c’è da festeggiare una laurea, firmare il primo contratto di lavoro o per un anniversario. La vita è fatta di momenti speciali e noi in quelle importanti occasioni vogliamo esserci. Per me un orologio è un compagno di vita. Io ne posseggo tanti, mio padre fu il primo a collezionarli. Amo in particolare un Daytona con indici in oro giallo e cassa in oro bianco, che Rolex ha dedicato alla orologeria Luigi Verga per il suo cinquantesimo anniversario, realizzato solo in dieci esemplari: un gran bell’orologio che ora io metto al polso ogni tanto». I suoi orologi passeranno ai tre figli, dei quali due già lavorano con lui: «Federico, classe 1995, dal 2014 viene in via Mazzini a imparare il mestiere, ma il suo tirocinio proseguirà nel nuovo negozio di piazza Gae Aulenti. Anche Riccardo, nato nel 1992, è qui in via Mazzini da inizio 2015 a seguire la nostra attività e a impadronirsi delle sue particolarità. Invece Filippo, il più piccolo, per ora non sembra interessarsi molto al mondo delle lancette. Ma diamo tempo al tempo». ■ 21_03_2017

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WATCHES

PAOLO MARAI

«LE GRIFFE PRONTE A NUOVE SFIDE» Tre domande a Paolo Marai: presidente e ceo di Timex Group Swiss Luxury Division dal 2005, si occupa di orologi per lavoro ma anche per una passione che gli hanno trasmesso il padre e il nonno. Nel suo curriculum anche diverse esperienze presso griffe internazionali della moda e del lusso Three questions to Paolo Marai: president and ceo of Timex Group Swiss Luxury Division from 2005, watches are for him a job and a passion, heritage of his father and his grandfather. In his CV there are many experiences with international fashion and luxury brands as well.

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rologi griffati: come sta cambiando questo segmento di mercato? Nell’eterno dilemma tra prodotto e marchio, quest’ultimo continua a mantenere un ottimo appeal. Come accade per le macchine, sono due le cose che si guardano al momento: il design e il brand. Ma poi sono anche i contenuti tecnologici, di qualità, a fare la differenza. E noi su questo non abbiamo certo problemi. I Millennial sono la grande scommessa dei marchi del prêt-àporter: è così anche nel vostro settore? Immagini e fasce prezzo differenziate, seppur nell’alto di gamma, fanno sì che i nostri orologi vadano incontro a esigenze diversificate e quindi attirino anche i giovani. Non dimentichiamo che dietro c’è il potere seduttivo ed evocativo delle griffe, che hanno storie di stile e di eccellenza da raccontare. CARTA D’ IDENTITÀ Nell’epoca dello storytelling questo ci avvantaggia. Altra sfida, ma a livello distributivo, l’e-commerce: come lo affrontate? Premesso che il nostro network fisico può contare su oltre 2mila negozi in oltre 65 Paesi, di cui un 10-15% di monomarca, l’e-commerce è una leva per il futuro. Si tratta di un canale promettente, da gestire comunque con molta attenzione e in sinergia con le maison. Uno degli aspetti positivi è che ci permette di fare chiarezza, con i nostri prodotti autentici, in un contesto in cui purtroppo il fenomeno contraffazione è reale. Per noi le vendite online valgono il 5-6% del totale, ma già quest’anno raddoppieremo questa percentuale.  (a.b.) 72

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TIMEX GROUP SWISS LUXURY DIVISION

Con sede in Svizzera, Timex Group Swiss Luxury Division ha in portfolio gli orologi di Versace, Versus Versace, Salvatore Ferragamo e Nautica. Fa parte di Timex Group (realtà Usa tra i 10 leader del settore) e distribuisce i suoi prodotti in oltre 65 Paesi.

VERSACE PALAZZO EMPIRE Movimento al quarzo. Quadrante inciso a guilloché con motivi a raggi di sole, bianco, nero o rosa. Cassa in acciaio IP oro giallo; lunetta con greca decorata in smalto. Cinturino in vitello


MAURIZIO DI PILATO

DUE MONDI PARALLELI

Orologi griffati, orologi di marca: quale il punto di vista del retailer? A rispondere Maurizio Di Pilato, responsabile del punto vendita milanese di una delle insegne storiche del settore, Rocca 1794. Le fasce di consumatori sono diverse per i due settori, ma l’esigenza di una shopping experience completa e interessante mette d’accordo tutti Maurizio Di Pilato, responsible for Rocca 1794 store in piazza Duomo in Milan, outlines an identikit of the different buying habits of its customers, according to their preferences for branded or luxury watches. But also shopping experience is important, to make customers feel special. Rocca 1794 is ready for a selected expansion, also abroad.

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maschili firmate Baroncelli. Dieal suo osservatorio priviletro ogni acquisto andato a buon giato, il punto vendita Rocca fine c’è sempre anche una shop1794 di piazza Duomo a Milano, ping experience appagante, che Maurizio Di Pilato - che di quemette d’accordo tutti. «Per questo negozio è il responsabile - è in sto - conclude l’esperto - stiamo grado di fornire un quadro dettacontinuando il rinnovo dei nostri gliato delle scelte della clientela. negozi storici, ultimo in ordine di «Premesso che noi ci occupiamo tempo Milano, per proseguire con prevalentemente di marchi spela boutique di via Roma a Torino cializzati - afferma - teniamo ane con lo spazio presso l’areoporche alcuni selezionati brand della to di Roma Fiumicino, presso il 1 moda e del lusso». «A grandi linuovo Terminal 3, con i marchi nee - prosegue - si può dire che Rolex e Damiani». Il servizio si sta arricchendo con la possibilità se il consumatore tipo di un orologio di marca è un appassionato, di vedere in negozio un vero laboratorio, per osservare da vicino il perlopiù uomo, di età fra i 30 e i 60 anni, imprenditore o libero prolavoro degli artigiani. Oggi Rocca 1794 è sinonimo di 13 boutique fessionista, nel caso dei segnatempo delle grandi firme della moda in Italia, «ma buttiamo un occhio oltre i confini nazionali. Vogliamo l’acquisto è più trasversale: si va dai 20 ai 70 anni e i giovani sono crescere sia nel nostro Paese, sia all’estero». (a.b.) ■ sia uomini che donne. Più elevata è l’età, più si amplia la componente femminile». Chi sceglie un orologio di un marchio specializzato, precisa il retailer, soprattutCARTA D’ IDENTITÀ to se amatore o collezionista vorrebbe sempre possedere il meglio, budget permettendo: insegue un sogno, un’aspirazione, mentre coloro che puntano Con oltre oltre due secoli alle proposte dei fashion brand sono attratti dalla di storia e 13 negozi, Rocca riconoscibilità di ciò che andranno a indossare. Un 1794 - parte del Gruppo atteggiamento che portava in passato a scegliere Damiani dal 2008 - è un orologi anche appariscenti e di rottura, fenomeretailer di riferimento per gli orologi e i gioielli di qualità, no oggi meno evidente «anche perché spesso si che però guarda anche avanti, cerca un utilizzo per più occasioni». Icone oltre investendo per esempio le mode, dice Di Pilato, sono per l’alto di gamma 2 sul digital: recente l’apertura gli orologi Belle Epoque di Damiani, mentre nei 1. Maurizio Di Pilato del canale WeChat. primi prezzi va segnalato Mido, con le collezioni 2 . Il negozio Rocca 1794, affacciato su piazza Duomo

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FRANCESCA BELLETTINI/YSL

«PRONTI PER IL TRAGUARDO DEI 3 MILIARDI di euro» Non ama la luce dei riflettori, ma al momento di parlare non si tira indietro: Francesca Bellettini, al vertice di Yves Saint Laurent, è una delle poche “amministratrici delegate” della moda. Ora che ha portato il brand di casa Kering oltre agli 1,2 miliardi di ricavi, non si ferma: «Arriveremo a 3 miliardi, ma senza pensare in modo opportunistico ai conti» di ALESSANDRA BIGOTTA

Francesca Bellettini: an Italian, and a woman, as CEO of Yves Saint Laurent. In 2016 the brand’s turnover grew by more than 25% to 1,22 billion euro. Now it’s time to focus on the "3 billion goal", «without an opportunistic approach to our business».

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tilisti diversi ma, a quanto pare, per Yves Saint Laurent l'ascesa al successo non si fermerà: negli ultimi anni il marchio del Gruppo Kering ha continuato a superare se stesso, fino a raggiungere nel 2016 il traguardo degli 1,22 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 25,3% sul 2015, con profitti operativi intorno ai 268,5 milioni, pari al 22% delle vendite, in rialzo del 59%. Con questi risultati, la griffe occupa saldamente il terzo posto tra i cavalli vincenti della scuderia di Francois-Henri Pinault, dopo Bottega Veneta a quota 1,17 miliardi e Gucci, che supera i 4,3 miliardi. Il passaggio di testimone tra Hedi Slimane, l’uomo d’oro della griffe a livello creativo, e Anthony Vaccarello si è rivelato meno traumatico del previsto. Stando alla recente sfilata parigina, il designer italo-belga non ha dato un taglio netto con il passato ma non ha nemmeno abdicato alla forza della sua cifra stilistica. Risultato, una collezione che ha convinto gli addetti ai lavori, mentre i primi risultati sulla primavera-estate 2017 sembrano incoraggianti. Sulla poltrona più importante a livello manageriale siede dal 2013 (anno successivo alla nomina di Slimane) Francesca Bellettini, una delle poche a.d. donne sia nel lusso, sia in assoluto. Si dice

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• Laureata in Bocconi nel 1994, muove i primi passi nel mondo del lavoro in Citybank.

che quando è arrivata • Dall’agosto dello stesso anno a maggio 1996 è nelle fila in Kering non parlasdi Goldman Sachs, mentre nel biennio successivo è in forze se francese: di sicuro all’interno della Investment Banking Division di Deutsche ha imparato in fretta Morgan Grenfell. la lingua e la lezione, • Nel 1998/1999 passa un anno nelle fila di Compass Partners giocare di acceleratore International. ma anche di freno. A livello creativo, dopo • Risale al 1999 l’ingresso in Prada Group e al 2003 il aver lavorato in tandem passaggio a Kering, inizialmente da Gucci e poi (dal 2008) con l'istrionico Slimane in Bottega Veneta, dove da fine 2010 all’autunno 2013 ha il ruolo di worldwide merchandising-communication director. non ha esitato a puntare sul più “conformista • Nel settembre 2013 diventa chief executive officer nell’anticonformismo” e presidente di Yves Saint Laurent. Anthony Vaccarello, «perché non è tempo di rivoluzioni - ha detto ma di concentrarsi sul dna». Il che non siil patron Pinault, nel team l'autonomia gnifica volare basso, tutt’altro: il brand che dei singoli è fondamentale tanto quanto la al momento del suo insediamento non arsinergia. Il futuro di Yves Saint Laurent rivava ai 500 milioni di fatturato punta ai 3 è all’insegna di un’espansione bilanciata, miliardi, cifra eclatante ma non completasui mercati ma anche nei canali distribumente esemplificativa di un lavoro volto a tivi: l’e-commerce è una leva importante tutelare innanzitutto la profittabilità e uno ma le boutique fisiche pure, «perché niente sviluppo reale e sostenibile. «Ragionare in sostituisce il fattore umano». La volatilità modo opportunistico, tanto per far lievitare economico-finanziaria? Si combatte con la i conti, non è da me» è il mantra della top coerenza delle strategie e dello stile, «un executive, insieme a parole come “resilienambito in cui i frenetici cambiamenti non za” e “investimento” sui migliori talenti in pagano più». Se lo dice lei, la "donna da un tutti i reparti, dalla passerella alla "stanza miliardo di dollari" secondo Le Monde, c’è ■ dei bottoni". Per Bellettini, in sintonia con da fidarsi.


CAREERS

Pitti Immagine: Marenzi è presidente Claudio Marenzi, ceo of Herno has been named president of Pitti Immagine. Claudio Marenzi è il nuovo presidente di Pitti immagine. Il numero uno di Herno succede a Gaetano Marzotto, nominato nel 2001 e che ha scelto di non ricandidarsi, dopo aver ricoperto l’incarico per un totale di 15 anni consecutivi. Andrea Cavicchi sarà vice-presidente. L’assemblea ha poi deliberato la composizione del nuovo cda di Pitti immagine per il triennio 2017-2020, designando otto dei nove consiglieri. Insieme con Marenzi e Cavicchi ci sono Carlo Piacenza (a.d. di ‎Fratelli Piacenza e presidente dell’Unione Industriale Biellese), Claudio Orrea (a.d. di Patrizia Pepe), Niccolò Biondi (a.d. Roy Roger’s), Micaela La Delivelec (Evp e Evp and Chief Consumer Officer di Gucci), Niccolò Manetti e Franco Baccani. Dal 2013 Marenzi è presidente di Sistema Moda Italia (in scadenza) e da pochi mesi ha aggiunto anche la carica di presidente di Emi-Ente Moda Italia e dovrebbe tenere per sè la guida della Federazione Unica della Moda di Confindustria.

Givenchy: arriva Clare Waight Keller The British designer replaces Riccardo Tisci at Givenchy. Her first show will be in Paris next october an she oversee all product lines. Clare Waight Keller, artefice del successo di Chloé negli ultimi sei anni, è il nuovo direttore creativo di Givenchy. La designer, che prende il posto lasciato vacante da Riccardo Tisci, assumerà la responsabilità creativa di tutte le collezioni della maison: prêtà-porter donna, uomo, accessori e alta moda. La stilista inglese ricoprirà il nuovo incarico dal 2 maggio e presenterà la sua prima collezione per la maison in ottobre durante la settimana della moda di Parigi, dedicata alla primavera-estate 2018. Sarà effettiva invece dal 3 di aprile la nomina di Natacha RamsayLevi, chiamata alla guida di Chloé dopo l’addio di Waight Keller. Per chiudere il giro di poltrone manca solo la notizia del nuovo incarico di Tisci, che in molti danno pronto per Versace.

Aesse s.r.l. riconosce la validità del marchio italiano n. 1332452 avente ad oggetto la locuzione “ecodown”, depositato in data 14.9.2010 per le Classi 22, 24 e 25, di titolarità di Fisi e concesso in licenza esclusiva a Thermore s.p.a. e dà atto di non vantare alcun diritto su di esso.


Q&A A cura di CARLA MERCURIO

STILISTA

ANGEL CHEN

«Dopo l’Arengario tutto può succedere»

il riconoscimento da una piattaforma così autorevole è stato un sogno divenuto realtà. Ha puntato su una collezione unisex: cosa rappresenta per lei l’agender? Il mio marchio si è da subito distinto per l’agender e sarà sempre così. Non mi piace l’idea di ruoli troppo rigidi. Quale la filosofia del suo brand? Stimolare la creatività in chi lo indossa. Voglio che la gente si senta come mi sento quando indosso i miei pezzi. Fiduciosa e inarrestabile. Quanto sono forti gli influssi della cultura orientale nella sua moda? Sono davvero forti, anche se subliminali. Credo che le mie collezioni avranno sempre influenze asiatiche. Le mie origini non finiranno mai di ispirarmi. Quale il percorso che l’ha portata a lanciare la sua griffe? Ho studiato alla Central Saint Martins di Londra e poi sono andata a lavorare per Marchesa e Vera Wang. La decisione di partire con la mia etichetta nasce dal desiderio di essere completamente libera a livello creativo.

Part of Forbes “30 Under 30” chart in Asia, Angel Chen was under the spotlight with her fashion show during Milano Moda Uomo, thanks to an initiative of Mercedes-Benz, that chose her among other six chinese designers. She is now involved in new projects. As regards next fashion month she says: «Everything can happen». È stata selezionata da Mercedes-Benz tra una rosa di sei stilisti cinesi per sfilare a Milano: cosa pensa di questa iniziativa? Penso che sia una preziosa fonte di sostegno per il settore creativo che veramente fatica a ricevere aiuto. Mercedes- Benz riconosce l’importanza dei giovani talenti e, soprattutto, li aiuta a crescere. Quanto è stato importante sfilare a Milano, allo Scalone Arengario di Palazzo Reale? Si tratta di una location iconica, quindi incredibilmente importante per me. Mi sono sentita davvero molto fortunata. Forbes l’ha inserita tra i “30 under 30” asiatici nel 2016: cosa ha significato per lei? Davvero molto. Essere apprezzati nel proprio campo è quello a cui tutti aspiriamo, ma

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C’è una persona che si sente di ringraziare, se oggi è arrivata sotto i riflettori? Ci sono troppe persone da menzionare, ma devo dire i giornalisti che mi hanno sostenuta fin dall’inizio. I loro consigli e la loro saggezza sono stati preziosi, sia nel mondo degli affari che in quello creativo. Vive tra Shanghai, Londra, Parigi, Milano e Tokyo: dove si sente a casa? Londra mi farà sempre sentire a casa, ma mi piace pensare che ovunque io sono è il posto a cui appartengo, anche se è solo per un breve periodo di tempo. Qual è il Paese che fa di più per promuovere i talenti emergenti della moda? Per me Londra resterà sempre la casa dei giovani designer, ma a oggi anche le altre capitali della moda sono sempre più reattive e questa può solo essere una buona notizia.

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Dove sfilerà alla prossima fashion week? Tutto può succedere, non posso parlare fino alla prossima collezione spring-summer 2018!

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Che progetti ha per il futuro? Ha un sogno nel cassetto? Abbiamo un paio di progetti interessanti e collaborazioni in arrivo. Per quanto riguarda i miei sogni segreti, naturalmente ne ho. Ma se li condividessi non sarebbero più segreti... ■

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we were making ready fashion. At a certain point, we began to make samples to meet the needs of foreign markets. Now, for a selected number of monobrands, we have started again to do little fortnightly product flashes. So we are re-evaluating our ability to make products very rapidly. What does “Made in Italy" mean for Patrizia Pepe? It means made, conceived, designed and produced in Italy. We make around 70-80% of the collection in Italy. The rest is made in various parts of the world: quilted jackets, articles in silk or cashmere are produced under our close supervision.

PATRIZIA PEPE/CLAUDIO ORREA «WE HAVE GROWN. BUT OUR SPIRIT HAS NOT CHANGED» Claudio Orrea, CEO, and Patrizia Bambi, creative director of Patrizia Pepe, are partners in private life too. A synergy that works, judging by the results: a turnover of 130 million euro and new bettings, including brand extension with accessories, e-commerce and internationalization. In their headquarters you can breathe the same atmosphere of the beginnings: «Ours is a free but responsible management» Orrea explains. by Carla Mercurio

«We have grown, but we try to keep the same spirit: there are no job titles in the company, everyone gives all they have, we celebrate employees' birthdays: a liberal management but a responsible one». This is how Claudio Orrea summarizes the spirit of Tessilform, the Tuscan company behind the Patrizia Pepe brand, of which he is the CEO and co-founder with his wife, Patrizia Bambi, creative director. Their professional adventure began in 1993 with ready fashion and led to the creation of a business that today generates a turnover of 130 million a year compared to 125 million in 2015, with the goal to develop it further in 2017, thanks also to 1,800 wholesale clients and 100 monobrands. A collection in which the accessories - handbags and shoes - are taking an increasingly important role. Now is the time to reconnect with the starting point, the company’s ability to make products rapidly, with flash updating of the offer, to continuously renew the monobrands. A collection of great variety, with accessories increasingly to the fore. How is Patrizia Pepe woman evolving?

Until very recently, accessories depended on garments, but we decided to invest in a product line in harmony with the style of the collection, involving separate structures for production, business and marketing. We started with handbags, then footwear was launched in springsummer 2017. We manage everything directly, apart from La Bambina garments for girls by a license, through which we are deeply involved with the company that produces them. We will doubtless make use of licenses when the time comes, possibly with perfumes, watches and glasses. What is the identikit of the Patrizia Pepe woman today, designed by your wife, Patrizia Bambi? Our consumer has an average age between 30 and 35, seeking a particular style, a lover of the details, keen to travel, watchful of her diet and on her body. A woman who looks for style and quality, in garments sold at reasonable prices. Requirements that are the same for many consumers aged 50, anyway.

In 2005, you launched menswear: what does your men’s collection represent today? Menswear, which we present at Pitti Uomo, is a small part of our world, around 5% of the turnover: it’s a project we are very enthusiastic about and we are continuing to work on it, convinced that we can bring different values to that area. The aim is to have an even more precise identity and improve our product and quality level, because men are becoming increasingly demanding. Since Spring-summer 2017, childrenswear design has been done in-house by Patrizia Bambi: how important is business in small sizes for Patrizia Pepe? The La Bambina project is relatively small, with a percentage of around 5% of turnover. We very much believe in it and we are including the collection in our stores from this season. We started with a test and the results were encouraging. How have you coped with digital transformation? We were one of the first to get into e-commerce six years ago and today it is responsible for

You work alongside your wife every day. What are the pluses and minuses of a dual partnership, professional and emotional? Patrizia and I have known each other all our lives, we grew up together and so the idea of working together was scary at first. But it all happened spontaneously. Luckily, we work on different things. And at home, we’ve agreed never to talk about work and that proved to be a very wise decision. There are clashes and confrontations, of course, but underneath there is also a great respect. What are the similarities of the collection with the Patrizia Pepe of the early days? It is the same as it was in the beginning, when

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5% of turnover, with a noticeable growth. We built it up in-house, creating the tools, from the photographic sets to the programmes. We worked with Florence University to perfect the Rfid system for leaner garment management and we also adopted this technology for order processing. Now our official website is managed directly, through a company in which we have a shareholding, Sodalax. Then there’s a whole world linked to digital: communication through social media, bloggers and many new tools with great potential, that we are learning to use.

How is the e-commerce project going? We parted with Yoox in recent months to launch a hybrid model of online sales, developed with different partners depending on the markets, all to promote truly multi-channel sales. Our website has received a major restyling and the editorial content has been beefed up. Sergio Rossi has always invested in monobrand stores. How important are they? We are now basically a retail brand. In April, we will launch a new store in Ginza, Tokyo, which will adopt the new concept, in line with the restyling underway. It will later be the turn of two sales outlets in Beijing and one in Hong Kong’s Harbour city. Then we are working on an opening in New York. But we will also check the effectiveness of certain locations and we are not excluding closures or relocations.

At a time of great uncertainty on international markets, which country do you think will offer the most interesting prospects? Exports are around 50% of the turnover. The main markets for us are Germany, Benelux, Poland and Russia, where there is a strong recovery. In China we have our own company in Shanghai and 20 stores in the rest of the country but it is a market that changes rapidly, so we are rethinking and reorganising it. Horizons are expanding in retail: how many stores are you going to open in the coming months and where? Retails is still an important channel to present the product at the right time and immediately receive a feedback from the consumer. Last year, we opened a dozen stores and, in the first six months of the current year, we will have other six, located among Russia, Germany and, last but not least, Spain. As soon as the time is right, we will consider a second opening in Milan, as we’ve just done in Rome. In addition, the design of the spaces dedicated entirely to accessories is underway: after the opening of the first store format in Florence two years ago, we have opened a total of six.   INTERVIEW/ SERGIO ROSSI

THINK HERITAGE, PLAY DIGITAL Sergio Rossi’s Chief Executive Officer Riccardo Sciutto has set in motion several changes for this Italian footwear brand: including a new store concept, a new communicaction strategy and a new in-house online store. by Andrea Bigozzi

It was a trial by fire. After the pilot project in September, the Fall-winter collection 2017/2018 presented at Milan Fashion Week was the first to be completed by the new deal of Sergio Rossi brand, following the sale by Kering to Andrea Bonomi’s Investindustrial fund. For the label this was a new beginning that brought a positive, warm response from buyers and the press. «It

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went well - said the new Chief Executive Officer, Riccardo Sciutto -. We immediately entered the 40 best multibrands in Europe». Even if the executive prefers not to make short-term forecasts (when acquired, Sergio Rossi’s turnover was under 70 million euros), he confirmed that he was optimistic in the medium-term: «Sergio Rossi was a sleeping beauty, now it is awakening and can run much faster». How far might the brand go? 2017 and 2018 will be years of choices and selection. We will have to wait for 2019 and 2020 for growth, but I am convinced that, working on several fronts, we will succeed in doubling the brand’s value. Nearly a year after its rebirth, what happened and what will happen to Sergio Rossi? These have been months of hard work, during which we updated the creative team, now made up of young talents led by a formidable head designer, who will remain anonymous for the time being, because we want all the spotlights focused on the brand. We worked together on the product, aware that Sergio Rossi had to return to its roots but in a modern way. In the light of this, we relied on our historic assets, such as the factory of San Mauro Pascoli, where we concentrate production, which allows us to be fast and reactive to the requests for changes that the market demands. During these months, we have changed the way we use our social channels, immediately increasing the number of followers and consequently sales. Now we are also implementing change in the marketing strategies, paying more attention to digital communication.

Are you relying once again on wholesale, like other brands? Certainly, we have included it among our priorities and I am convinced that this channel will see an incredible acceleration in the coming years. We believe very much in Europe and Japan: in a department store like Isetan in Tokyo, we are among the three leading footwear brands and we must build on this. The goal for the future will be selecting the distribution and improving the service as well.  BUYERS’ OPINIONS

A TWO-SPEED FASHION WEEK Italian and foreign buyers largely promoted this round of fashion shows, with top labels still in pole position. Anyway, a lot of buyers complained that some collections were repetitive and played it safe by emulating other labels. Budgets have only increased due to demand in e-commerce and/or parallel business. by Elisabetta Campana

All the buyers interviewed by Fashion about the Fall-winter 2017/2018 Milano Moda Donna agreed that Gucci, Prada and Fendi were the three fashion shows that made their mark whilst Dolce&Gabbana, Max Mara, Missoni, Etro, Philosophy di Lorenzo Serafini and Versace also were convincing. Some buyers maintained they could already see the influence of Riccardo Tisci on Versace: many of them that his arrival at the Maison of the Medusa could be imminent. After a few seasons, buyers showes a rise in appreciation for Sergio Rossi whilst the debut of Francesco Risso for Marni met with a lukewarm welcome from most. However, Milan fashion week won over buyers on the


whole. The majority thought that designers and fashion houses were making their best to cope with a challenging market, influenced by the worrisome geopolitical and economic scenario. Uncertainty about measures taken or to be taken by president Trump, the ultimate effects of Brexit and risk of terrorist attacks weigh heavily in the balance. That said, not all labels successfully met the bar when it came to designing collections with the perfect dash of creativity and originality. A number of buyers complained that «Gucci-mania it’s like a virus», referring to labels influenced by Alessandro Michele, others claimed that oversized fits were «Vetements derivatives». Other buyers again said on the contrary that «now more than ever, innovating or focusing on an utterly unique image is an absolute must, in a market dominated by the digital revolution, with an insatiable appetite for the exclusive designs with a unique appeal». TOP LABELS EARN TOP PRAISE Whether due to the joint men and women’s collections staging or to the new location in via Mecenate, Gucci was the most anticipated and quoted show this fashion week. «Alessandro Michele is so extraordinarily creative, that all of his new ideas could have made up 20 collections» said Silvia Bini of the eponymous Viareggio (LU) boutiques and upcoming 1000 sqm mega store. «Michele was brilliant again this season, giving Milan a real boost of energy - Neiman Marcus fashion director Ken Downing agreed -. Miuccia Prada showed one of the most beautiful collections of her entire career. The Seventies look and feel, stunning handbags and shoes, and an exceptional interpretation of fur trend left a lasting impression. Fendi stood out as the icon of a modern, sophisticated elegance. Highlighting a trendy colour for winter, the red cycling shorts were just superb». Among his top picks, Downing disclosed that the Versace, Missoni and Piccione.Piccione collections made the grade in his book. «The way that Gucci men’s and women’s collections complemented each other truly made an impact - said Farfetch. com Fashion Director Candice Fragis -. However, other labels couldn’t seem to pick a lane and drew inspiration from Alessandro Michele. But I did appreciate houses like Etro and Missoni, that stayed true to their heritage. Prada also organized a great show». «Miuccia was my number one this fashion week - said Gianni Peroni of the G&B boutiques in Flero (BS), Aosta, Courmayeur (AO) and Ponte di Legno (BS) -. Also Gucci, Fendi, Versace and Max Mara collections

Gucci

Prada

were also gorgeous. I’m pleased that such key winter pieces as double cashmere overcoats, down jackets and other outerwear were also showcased. This gives us a strong sales pitch for next winter». In addition to Gucci, «a fantastic show that went beyond ready to wear, in the strictest sense», fashion director of Moscow’s Bosco di Ciliegi, Ekaterina Moiseeva also gave Max Mara high marks: «After seeing its fabulous overcoats, I decided to double my order». Though the Gucci fans were many, there were a few buyers who thought the collection was quite repetitive and expected «something new». Some felt the number one event of fashion week was indeed the Dolce&Gabbana show. «No one does as fabulous and captivating a show as

Stefano Dolce and Domenico Gabbana» said Alla Verber of Mercury Group, also in Milan to announce celebration of the 110th anniversary of Moscow’s Tsum department store, scheduled for June. «Clearly sending a message, the Dolce&Gabbana show was future-orientated and focused on social media and influencers» said Claudio Betti of Spinnaker in Alassio (SV), Sanremo (IM) and Portofino (GE). Pancrazio Parisi of Parisi in Taormina (ME) concurred, «Domenico Dolce and Stefano Gabbana outdid themselves with the best show in recent years», also indicating that Prada, Fendi, Etro and Missoni were among his other favourites. The Sicilian retailer thought that «the overall balance was good this fashion week, although I found that some collections paid more attention to details and styling». Chief womenswear and accessories coordinator of Japan’s Isetan Mitsukoshi, Noriko Fukushima also concurred, «Milan is recovering and this fashion week was better than those in the recent past». E-COMMERCE IS DRIVING BUDGETS Budgets are mostly confirmed. However, a few top Russian retailers are regaining momentum after having had to cut them back in recent years, Mercury Group making significant improvement and Bosco di Ciliegi seeing an increase of 10%. Also joining that club, Italian retailers are investing in e-commerce and/or often operating a parallel business via web. Widespread geopolitical and economic difficulties, as well as increasingly price-conscious consumers make most buyer cautious. Department stores in the United States are struggling with a strong dollar that discourages tourist shopping, the new Trump era and the need to turn themselves to an omnichannel business model. Fuelled by the unforeseeable consequences of Brexit and risk of terrorist attacks, uncertainty in Europe is not creating a climate good for shopping. The same holds true for Middle East, which remains a “hot” spot. China is slowing and no longer guarantees the same standards as before. «Generally, too many stores have been opened in China, Hong Kong and Taiwan. Fashion companies and distributors are now tightening their networks, through store closures or relocations to more lucrative sites - explains Catherine Goemans of Blue Bell, headquartered in Hong Kong -. Duty-free shop is the only retail model that is presently working in South Korea, whilst business in Japan depends on the single brands. Some labels are performing quite well but others not». Now more than ever, future is even more difficult to predict.  ■

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RANPOLLO for

Autentica, grintosa, anticonvenzionale TRA MADE IN ITALY E SPINTA COSTANTE AL RINNOVAMENTO, IL WOMENSWEAR FIRMATO RANPOLLO EVOLVE DI STAGIONE IN STAGIONE, MA RESTA FEDELE A UNA CONSUMATRICE CHE OPTA PER LA GRINTA E LA FEMMINILITÀ. La donna vestita da Ranpollo è intraprendente e sicura di sé, «è manager, mamma, amante, amica, in ogni caso sempre femminile e all’avanguardia», come spiegano i portavoce del marchio, aggiungendo che «Ranpollo è il nuovo volto della moda italiana, autentico e mai convenzionale». Un brand giovane e grintoso, che si spinge sempre oltre, alla ricerca di ispirazioni inedite, non perdendo mai di vista l’evolversi delle tendenze. L’alta qualità dei tessuti e la creatività dei prodotti sono i suoi punti di forza, che gli hanno permesso di imporsi tra i marchi di total look emer-

genti. La spiccata identità di Ranpollo cambia negli anni, si amalgama ai tempi e ai trend ma resta fedele alle proprie radici, proponendo uno stile che, collezione dopo collezione, unisce una spiccata tendenza al rinnovamento con il plus del made in Italy. Caratteristiche complementari che ne rappresentano l’essenza. Il fondatore, il giovane Marco Petrino, ne è da sempre la fonte creativa, cura nel dettaglio tutte le attività e l’intera catena produttiva e distributiva, studiando le strategie di sviluppo che stanno aprendo alla label le porte dei mercati internazionali.

COMMERCIAL S.r.l.s. Viale Ugo Foscolo 9 - 20900 Monza MB - Tel 02 5060314 - info@ranpollo.it - www.ranpollo.it


PEOPLE DI CARLA MERCURIO

ASHLEY GRAHAM

«DIMAGRIRE? NON CI PENSO AFFATTO» Marina Rinaldi›s spring-summer 2017 testimonial, Ashley Graham, made of her plus size body the emblem of the reaction to a fashion world leaded by super skinny models. A winning bet, that leaded her on the cover of the most important fashion magazines. «Stand up for curves, confidence is sexy», il motto sul sito ufficiale di Ashley Graham, non lascia adito a dubbi: i chili in più sono la sua arma infallibile per muoversi da outsider nell’universo del fashion. 29 anni, nata in Nebraska, questa modellastilista-body activist dalle rotondità evidenti ha conquistato le copertine di importanti riviste femminili come Elle, Cosmopolitan e Grazia. E ha festeggiato l’inizio del 2017 con un sensuale primo piano sulla cover di Vogue Uk del mese di gennaio. «È una donna completa, con opinioni che vale la pena di ascoltare e con un'energia contagiosa», questa la motivazione che ha spinto la rivista britannica a sceglierla. In grado di attraversare con nonchalance le più diverse aree del fashion, tra editoriali, cataloghi, passerelle, spot, televisione e film, Ashley Graham è stata anche la prima modella plus size ad apparire sulla copertina di Sports Illustrated dedicata allo swimwear, nel 2016. Quest’anno è stata scelta come testimonial

LENA PERMINOVA

«TRA BALLI, FESTE E SFILATE, NON DIMENTICO CHI SOFFRE»

Cinderella 2.0, Lena Perminova left behind a tumultuous past to enter a world made of holidays, events, happenings and fashion. But she hasn't forgotten those who suffer, with @sos_by_ lenaperminova, her charity auction on Instagram dedicated to sick children. At Milano Moda Donna she launched a shoe capsule with Casadei. Lena Perminova è la prova vivente che il mito di Cenerentola non esiste solo nei libri di fiabe. Scampata a una vita “pericolosa” grazie all’incontro a 16 anni con il Principe Azzurro - il magnate russo Alexander Lebedev, che l’ha presa sotto la sua ala protettrice e poi sposata ha lasciato alle spalle le scelte sbagliate e ha fatto il suo ingresso nel mondo degli happy few, tra feste, meeting mondani, vacanze da sogno e culto del corpo. Notata da Gianbattista Valli a un happening organizzato dal Cfda, Lena scopre il bello del fashion, inizialmente in passerella e poi alle prime file delle sfilate più prestigiose. Una notorietà che si riflette nel numero di follower sul suo account Instagram: quasi un milione e mezzo gli ammiratori dei suoi look sexy e grintosi, con le lunghe gambe a catalizzare l’attenzione e i capelli biondi a incorniciare un viso dai lineamenti perfetti. Ma oggi

della campagna primavera-estate 2017 di Marina Rinaldi, che l’ha voluta ospite nel suo store durante Milano Moda Donna, per presentare Shapely, la capsule “see now, buy now” a lei dedicata (nella foto). Gli oltre 3 milioni e mezzo di follower che la seguono su Instagram sono un segnale ben preciso: Ashley è diventata un importante punto di riferimento per tantissime donne assillate dalla insicurezze legate al peso. Non a caso lei si considera una guerriera delle forme, che esibisce con grinta, incurante di smagliature, cellulite e pancetta, al grido di #BeautyBeyondSize. Una dichiarazione di fedeltà al suo essere “in carne”, suggellata da una frase significativa: «Tempo fa desideravo essere più magra, ma ora sento che perdere peso sarebbe un’atto di slealtà nei miei confronti. Molto di ciò che sono è legato alla mia taglia». Musica per le orecchie di tante donne, che oggi possono comprare sul sito di Ashley la lingerie creata da lei: sexy e ammiccante.

la vita non è uno solo “avere” per questa 30enne, madre di tre figlie femmine. Nel suo “registro della contabilità”, nella sezione “uscite” c’è una voce importante, ossia la prima asta charity su Instagram battezzata @sos_by_ lenaperminova, che punta ad aiutare i bambini colpiti da malattie gravi. Tra i progetti recenti di Lena, la capsule di calzature realizzata in collaborazione con Casadei, presentata alla scorsa edizione di Milano Moda Donna. Un mini set di cinque modelli ideali per una donna attiva, che viaggia e si muove, ma che non rinuncia all’essenza dell’Italian style (nella foto, un modello indossato da Lena). «Con Cesare (Casadei ndr) abbiamo raggiunto un equilibrio ideale tra il mio stile personale e il dna del marchio» è il commento dell’influencer russa. «Tra me e Lena è stato amore a prima vista - ha spiegato Casadei -. È, una madre, una business woman, una globetrotter molto attenta alle iniziative charity. La nostra è una collezione concepita da una donna per le donne di tutto il mondo».

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RED CARPET A CURA DI CARLA MERCURIO

SERATA AL DIESEL PLANET

ROSSONERI SPECIAL GUEST

Per festeggiare il restyling dello store Diesel di piazza San Babila, che si è appena rifatto il look con il concept dello studio di architettura giapponese Wonderwall, Renzo Rosso ha invitato nel negozio la squadra del Milan. Casual l’aplomb dei rossoneri, con le nuove divise off-field griffate dal mohicano, fra cui il bomber in raso reversibile, realizzato con i colori della squadra e lo scudetto come patch. D’impatto il look del punto vendita, reinventato come una casa, intima e accogliente, dove ha debuttato il nuovo modello digital retail, che arricchisce di contenuti interattivi l’esperienza di acquisto.

Focus sul nuovo Bomber del Milan by Diesel, all’interno del Planet store di Piazza San Babila

Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre (Suso), Adriano Galliani, Renzo Rosso e l’allenatore del Milan Vincenzo Montella

Saturnino Celani, Ringo e Settimio Benedusi

I giocatori del Milan: foto di gruppo

ELENA MIRÒ

ISSEY MIYAKE A MILANO

IL MONDO DI VANESSA

WHITE, PLEASE!

«Un piccolo omaggio alla donna contemporanea. Una donna che ha sempre meno tempo e sempre più cose da fare»: Vanessa Incontrada descrive così la nuova capsule che ha disegnato per Elena Mirò, presentata l’8 marzo, giornata della donna, nel negozio Miroglio di piazza della Scala.

Il bianco come tela su cui scrivere un nuovo capitolo nella storia di Issey Miyake. La griffe ha scelto uno spazio di 500 metri quadri in via Bagutta per il debutto a Milano del primo flagship. Uno spazio suddiviso in stanze, in cui la nota di colore è una striscia di arancio, che corre tra le pareti e i pavimenti.

Hans Hoegstedt in compagnia di Mario Boselli

Vanessa Incontrada

Elena Miroglio e Alberto Damian

Il nuovo store di Issey Miyake in via Bagutta a Milano

Johanna Hauksdottir e Fabio Volo

Rosita Missoni con Yoshiyuki Miyamae

Marie Chalmel e Benedetta Barzini

To celebrate the restyling of the Diesel store in San Babila square (Milan), Renzo Rosso invited the AC Milan soccer team. Perfect the style of “rossoneri” players, with the new off-field uniforms designed by the “mohican”, including the new bomber in reversible satin, characterized by the colors of the team and the “scudetto” as a patch. The store concept was reinvented as a house, intimate and welcoming, ready to open the door to the new digital retail model, which enriches of interactive contents the shopping experience. «A small tribute to contemporary women. Women who have less time and more and more things to do»: Vanessa Incontrada described the new capsule that she designed for Elena Mirò, presented on the “women’s day”, in the Miroglio store in piazza della Scala. White as a canvas on which to write a new chapter in the history of Issey Miyake: the brand has chosen a 500 square meters space in via Bagutta for the debut of its first flagship store in Milan.

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