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Anno 49 | N°4 del 20.02. 2018 | quindicinale | ₏ 5,50 | www.fashionmagazine.it

E H I S SI D GL IN EN ION RS VE

Il magazine di news, business e trend

The

Dawning of a New Era

In un momento di grande competizione tra le fashion week, si scatena la corsa al primato. Milano ha le carte in regola, ma deve imparare a imporsi Nella foto: Philipp Plein


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N° 4 20 FEBBRAIO 2018

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

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L’EDITORIALE

PROTAGONISTI

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ANDREA BALDO/COCCINELLE

«Emozione e chiarezza questo il segreto»

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10 OLGA IARUSSI

TRIUMPH INTERNATIONAL

«Dal prodotto ai negozi tutto è in evoluzione»

12 ANDREA BUCALOSSI

In copertina

Un outfit di Philipp Plein per l’autunnoinverno 2018/2019 @imaxtree

MR&MRS ITALY

«Siamo unici e pronti a fare ancora di più»

14 ENRICO ROSELLI/LA MARTINA Tutta questione di experience 16 SUSANNE BOTSCHEN MARTHALOUISA.COM «Ancora voglia di fare i buyer

ma con selettività»

21 MILANO FASHION WEEK La forza dei fatti 24 TOMMY HILFIGER «Al Tommynow vi sorprenderò con effetti speciali» 26 ARTHUR ARBESSER «Dalla mia sfilata al debutto per Fay: effetto sorpresa» 28 FAIRS IN MILAN TheOneMilano, Super, Lineapelle e Mido

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N° 4 20 FEBBRAIO 2018

SOMMARIO

www.fashionmagazine.it

63 35 29 WHITE MILANO «Qualità e numeri vanno di pari passo» 30 PARIS FASHION WEEK Rilanci e incognite aspettando Céline BUSINESS 35

BUYERS’ SURVEY

L’online, i saldi, i diktat delle griffe: la dura vita dei buyer

43 DENIMWEAR Raw in negozio, più ricco online 54 UPCOMING GENERATION La new wave del dragone

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TREND

73 SKETCHING

FALL-WINTER 2018/2019

81 PREVIEW WOMENSWEAR

FALL-WINTER 2018/2019

129 FASHION PEOPLE 130 RED CARPET

101 WOMEN’S PRE-FALL 2018 Rebel at heart 109 PREVIEW ACCESSORIES

FALL-WINTER 2018/2019

Walk this way

116 BRAND TO WATCH

PEOPLE

121 Q&A/AZZURRA GRONCHI «Ho seminato con il cuore e ora eccomi qua»

70 THE BEST OF ALTAROMA Altaroma non si fa in un giorno, lo scouting prosegue

122 PORTRAIT/JOHANN RUPERT Per Ynap meglio un solo socio: il lusso va preservato

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124 ENGLISH VERSION

Restarting style

63 FABRICS@MILANO UNICA Il genderless conquista il tessile

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123 CAREERS

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Dinanzi alla mediatizzazione crescente di talune grandi sfilate, veicolate in tempo reale tramite una pletora di canali digitali nei più remoti angoli del globo, le fashion week sarebbero secondo alcuni addirittura in via di dissoluzione. Ognuno per sé e tutti da soli, senza guardare in faccia a nessuno: questa la semplicistica chiave di lettura. Chi ci conosce non si stupirà di apprendere che reputiamo questo punto di vista un’emerita sciocchezza, dovuta a un fondamentale equivoco su che cosa sia veramente la Moda e su come funzioni effettivamente il Digitale. Due abbagli non indifferenti, dunque. Magari fosse così facile leggere i fenomeni! La realtà, ahimé, è molto più complessa dei facili schematismi. Questi rischiano di tradire riflessioni di basso cabotaggio che portano poi, nella migliore delle ipotesi, a valutazioni di breve respiro; nella peggiore, a una faciloneria sprecona nei confronti dei mezzi altrui. A nostro modesto parere assistiamo, invece, all’esatto contrario rispetto a quanto sopra descritto. Proprio perché le Maison hanno, come non mai, la facoltà di votare con i piedi, non è affatto escluso che una fashion week si erga prepotentemente al di sopra di tutte le altre. Il luogo che si dimostrerà più ricettivo verso gli investimenti, la tecnologia, le diversità e la cultura sovrasterà chi queste risorse non le saprà mettere in campo. Il mondo digitale offre analogie illuminanti in merito: nonostante la potenziale atomizzazione dei media digitali, oltre l’80% degli spending pubblicitari mondiali è assorbito da Google e Facebook; nonostante la facilità disarmante con cui si può lanciare teoricamente un’operazione di e-commerce, l’Asso Pigliatutto in Occidente si chiama Amazon. Il trend è innegabile. In un mondo in Ipercompetizione, il mantra corretto si chiama ‘The Winner Takes It All’: tutti i guadagni al vincitore. A Milano sfila in questi giorni, con Gucci, il marchio che sta contendendo il primato assoluto in termini di redditività (e tra poco anche in termini di fatturato) a Louis Vuitton. Uno sviluppo clamoroso, un tempo impensabile, sintomo di un nuovo mondo che sta emergendo. Milano, con i suoi atout e la sua voglia di emergere, ne può essere il più propositivo interprete. Lasciamo allora stare il facile disfattismo. Rimbocchiamoci le maniche. Le carte si stanno rimescolando. E il primato è a un passo da noi.

L’EDITORIALE

La Moda non è Virtuale

From the digital world, fragmented yet still ruled by big players, comes food for thought about international fashion weeks: the one with a higher commitment to investments, technology, diversity, culture will be a cut above. Milan has the right assets to win: a rich schedule (one name on all, Gucci), grit and authority. A format on the rise.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

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INTERVIEW

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ANDREA BALDO/COCCINELLE

«EMOZIONE E CHIAREZZA QUESTO IL SEGRETO» Arruolato due anni fa da E-Land come ceo di Coccinelle, Andrea Baldo sta portando a casa risultati positivi «in tutti i canali e in tutti i mercati», avvicinandosi ai due obiettivi clou fissati per il 2018: superare i 100 milioni di euro di fatturato e sbarcare in grande stile a Milano con il primo flagship store DI ANGELA TOVAZZI

As CEO of bags brand Coccinelle for about two years (in the big South Korean E-Land galaxy), Andrea Baldo aims to exceed 100 million euro turnover in 2018 and to push retail, both brick-andmortar and online. Next goal, the first flagship store in Milan.

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el 2018 si prepara a stappare la bottiglia per due (storiche) conquiste: la vetta dei 100 milioni di euro di fatturato e il primo vero flagship store a Milano. Andrea Baldo è l’uomo incaricato da E-Land (multinazionale sudcoreana che ha rilevato il brand nel 2012) di accelerare il passo di Coccinelle sullo scacchiere internazionale, acquisendo maggiore awareness e quote di mercato. A distanza di due anni dalla nomina, l’executive veneto - con un pedigree manageriale nelle fila di Otb, prima come managing director di Martin Margiela a Parigi, poi come responsabile della

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business unit Diesel Black Gold e coo di Diesel a New York e infine da Marni come general manager - racconta a Fashion la nuova Coccinelle, i risultati raggiunti e le prossime mosse. Nel 2016 avevate chiuso con un turnover a +11%. Nel 2017 come è andata? Ancora meglio. Abbiamo realizzato un +16%, portandoci a quasi 90 milioni di euro di fatturato, con un ebitda margin salito del 42%, ben più del doppio della crescita del fatturato. Risultati che ci


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1. Lo stile Coccinelle. Il brand di borse, con sede a Sala Baganza (Parma), è stato acquisito nel 2012 dal gruppo coreano E-Land 2. Andrea Baldo, ceo di Coccinelle da circa due anni 3. Il monomarca Coccinelle di Monaco di Baviera, 200 metri quadri su due livelli nella Galleria Fünf Höfe in Theatinerstrasse 12 4. Alcune proposte della linea icona Ambrine di Coccinelle

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confermano di essere sulla strada giusta, anche perché siamo cresciuti in tutti i canali e in tutti i mercati, con un +28% nel franchise, +19% nel retail, +12% nel travel retail e +10% nel wholesale. Anche nell’online abbiamo registrato performance incoraggianti. L’e-commerce continua a incidere per il 2% sul giro d’affari, ma dopo il restyling messo a punto lo scorso settembre, abbiamo visto aumentare traffico e visibilità. L’obiettivo è che arrivi a rappresentare almeno il 10% entro i prossimi quattro-cinque anni.

Coccinelle ha anche alcuni outlet. Come vede questo canale? Ne abbiamo sette, di cui due all’estero. Credo non si tratti più solo di un escamotage per gestire l’invenduto, ma di un canale evoluto, che offre un’interessante esperienza d’acquisto per le famiglie durante il weekend, grazie anche al contributo di food ed entertainment. Una shopping destination che va a servire un cliente diverso da quello delle prime linee e che proprio per questo non va a cannibalizzarle.

Sul fronte del retail fisico, invece, quali sono i progetti? Abbiamo avviato da poco il nostro primo monomarca a Monaco di Baviera e un negozio nello shopping center Europeiskiy a Mosca. Nel 2018 ci concentreremo invece su un progetto che ci sta molto a cuore, il primo vero flagship store a Milano. La città è già ben presidiata con vari monomarca e corner, ma quella che andremo ad aprire sarà una vetrina dalll’immagine d’impatto, di circa 220 metri quadri.

Qual è la visione che ha voluto imprimere al brand? Siamo partiti dal nostro punto di forza: la conoscenza intima delle clienti e la volontà di realizzare contenitori di emozioni e non semplici borse funzionali, celebrando le donne e la loro naturale fiducia e gioia di vivere. L’obiettivo è creare dei veri compagni di viaggio, che supportano le donne ogni giorno. Coccinelle è un marchio di donne per le donne.

Dove sarà? Abbiamo trovato la location e in questo momento siamo ancora in trattative. Diciamo che si tratta di una posizione di primo piano, da cui si vede la Madonnina... Stiamo lavorando per riuscire ad aprire il negozio entro il primo semestre.

Del resto, l’anno scorso, ha scommesso proprio su due donne interne all’azienda per la direzione creativa, Eleonora Pujia e Vinciane Stouvenaker. Qual è stato il loro contributo? Hanno messo lo storytelling al centro di tutto, interpretando la precollection e la collezione come diversi capitoli di una storia, spendibile anche a livello di allestimento vetrine, eventi, narrazione sui social. Un’intuizione che ha dato un notevole impulso, confermato dagli ultimi risultati: le vendite sell in della primavera-estate 2018 sono quasi raddoppiate, passando da un +10% a un +19%, e anche la pre-collezione invernale ha segnato lo stesso trend, con performance record. Credo il segreto di tutto sia nella chiarezza: nella creatività e nelle strategie.

E l’internazionalizzazione come procede? Per la prima volta abbiamo registrato il sorpasso dell’estero sull’Italia, con una quota export che ora incide per il 51%. Sono cresciute a doppia cifra sia la Germania, nostro primo mercato straniero, sia la Russia, che ha ripreso a correre. In Cina l’accelerazione è stata del +100%, tanto che ormai è diventato il nostro quarto Paese di riferimento. Un exploit dovuto alla felice combinazione di design appealing, ottima qualità e prezzo accessibile e all’avanzata nel retail, che nel 2017 ha visto l’opening di altri otto negozi in franchising. Quali saranno le prossime tappe? Vogliamo concentrarci su due key market come gli Stati Uniti e il Giappone. Per gli States è allo studio la modalità di entrata, en solitaire o con un partner. In ogni caso, il 2019 potrebbe essere l’anno giusto.

I prezzi sono cambiati? Migliorando la ricerca e i dettagli si sono naturalmente alzati il valore percepito e il posizionamento del marchio. Il prezzo si è adeguato, ma direi che restiamo competitivi, come dimostra la crescita ottenuta quest’anno. Non è nella nostra strategia diventare un marchio di lusso, ma vogliamo che le nostre clienti possano avere il meglio spendendo il giusto. ■

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INTERVIEW

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OLGA IARUSSI/TRIUMPH INTERNATIONAL

«DAL PRODOTTO AI NEGOZI TUTTO È IN EVOLUZIONE» Se Triumph ha saputo innestare su un solido dna costruito in oltre 130 anni una forte corrente di innovazione premiata dal mercato, il merito va anche ad aree come il Sud Europa, guidato da Olga Iarussi. «Prodotto, distribuzione, strategie di comunicazione mirate e sintonia con la casa madre - dice -. Queste le basi della crescita» DI ALESSANDRA BIGOTTA

Italy is a priority market for Triumph, a global player with a turnover around 2 billion euro, and from Italy comes Olga Iarussi, CEO of South Europe from 2012. «Years with a constant growth, confirmed in 2017 - she says - thanks to the right mix of product, distribution, communication and, last but not least, a strong synergy with the headquarters».

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l suo motto è «Non serve appuntare sul petto delle stellette. L’importante è essere snelli, veloci, aderenti al mercato». Ma le stellette Olga Iarussi, a.d. di Triumph International per il Sud Europa (Italia, Spagna e Portogallo) ce le ha, eccome: i suoi trascorsi professionali passano attraverso esperienze presso realtà come Procter&Gamble, Max Factor, Heinz, Eukanuba, in un iter di respiro interna-

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zionale, che l’ha portata nel 2008 a fare il suo ingresso in Triumph. Il passaggio a un settore per lei nuovo, l’underwear, non è stato traumatico, anzi: all’interno della multinazionale da 2 miliardi di euro di fatturato Olga Iarussi si è subito sentita a proprio agio, facendo tesoro del proprio curriculum e di doti che non si valutano per comparti, come una grande capacità di lavoro e di fare team, in un’ottica di mas-

sima collaborazione con gli headquarters. Non sorprende, quindi, la sua escalation, dalla guida della filiale italiana a quella assunta nel 2012 - del Sud Europa, a capo di 450 dipendenti, di cui 160 nel nostro Paese. I risultati non si sono fatti attendere: nel contesto di un generale rinnovamento di Triumph, nel 2016 i ricavi nell’area presidiata da Iarussi si sono attestati a 90 milioni di euro, di cui 57 nella Penisola.


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1. Jessica Hart, protagonista della campagna primaveraestate 2018 di Triumph. immortalata dall’obbiettivo di Rankin 2. Olga Iarussi, a.d. di Triumph per il Sud Europa 3. La linea Triaction by Triumph: confortevole e funzionale, è stata accolta molto positivamente dal mercato 4. Julianne Moore, volto globale di Florale by Triumph, in occasione del lancio della collezione, lo scorso ottobre a Berlino

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Triumph, un marchio iconico ma che fino a non moltissimo tempo fa veniva recepito come molto tradizionale. Cosa ha dato la spinta al rinnovamento e qual è stato il contributo dell’area guidata da lei? Noi e la casa madre abbiamo lavorato in sinergia. Avevamo in mano un patrimonio, un dna forte e un brand conosciuto. Si trattava di valorizzarlo con elementi nuovi, dal prodotto alla comunicazione, fino alla distribuzione, il cui ruolo è centrale. Negli anni dal 2012 a oggi il Sud Europa, con l’Italia come priority market, ha ottenuto ottimi risultati. Come è andato il 2017 e qual è l’outlook per il 2018? Sono stati anni di sviluppo costante. Anche il 2017 si è chiuso a segno più, con una bella performance dei monomarca, cresciuti a doppia cifra a perimetro costante. Attualmente in Italia ne contiamo dieci, oltre a sette spazi in franchising e sei outlet. C’è poi lo zoccolo duro di un migliaio di punti vendita multimarca, sui quali abbiamo in cantiere progetti interessanti. Cosa bolle in pentola in Italia? Per quanto riguarda il retail, sono in vista alcune aperture, come quella di Genova prima di Pasqua e probabilmente altre tre nel corso dell’anno. I nostri negozi, recentemente ristudiati nel concept, rappresen-

dellante Shape, lanciato nel 2014, e da Triaction by Triumph, funzionale e adatto per le sportive, che sta mettendo a segno incrementi di sell out a doppia cifra.

tano un valore importante: con il concept “The Maker” abbiamo creato ambienti più accoglienti, “cozy”, con vere fitting expert come commesse. Il tutto ragionando in un’ottica di omnicanalità: in Italia ricaviamo circa il 10% delle vendite dall’online ma non ci interessa tanto aumentare questa percentuale, quanto offrire esperienze di acquisto senza soluzione di continuità. Invece cosa mi può dire a proposito del wholesale? Che stiamo lavorando a un progetto di shop-in-shop riservato a non più di 200 multimarca, che da top customer sono destinati a trasformarsi in partner. Il prodotto: cosa cercano le consumatrici italiane e su quali novità state puntando? Le nostre connazionali hanno un debole per il nero, i body, i modelli minimizer. Ma al di là di queste classificazioni, dimostrano di apprezzare le innovazioni introdotte in collezione, a partire dal reggiseno mo-

Uno degli ultimi prodotti è Florale by Triumph: con quali armi conquisterà la consumatrice? In Florale c’è l’essenza dell’heritage di Triumph: reggiseni, body e slip arricchiti da ricami e pizzi, con prezzi sui 45-55 euro, rivolti a una donna consapevole di sé, che apprezza oltre all’estetica i contenuti, ossia i materiali altamente innovativi. Julianne Moore per Florale, Jessica Hart per Triumph: come scegliete le vostre testimonial? Sono donne di grande fascino, ma soprattutto vere. Un discorso che vale anche nelle strategie sui social. Le nostre follower (solo su Instagram ne abbiamo oltre 100mila) non si identificano necessariamente nell’influencer di grido, ma in figure con cui si sentono in sintonia. Il mercato dell’intimo arranca, voi crescete: come lo spiega? C’è spazio per agire, lo scacchiere è grande. Ma più che seguire il mercato in sé, noi andiamo di pari passo con le consumatrici. Sono loro il nostro key asset. ■

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INTERVIEW

ANDREA BUCALOSSI/MR&MRS ITALY

«SIAMO UNICI E PRONTI A FARE ANCORA DI PIÙ»

Un’escalation “impetuosa”, quella di Mr&Mrs Italy, che ha proiettato il parka nel mondo del lusso. «Dal prodotto alla distribuzione e alla comunicazione - dice il ceo Andrea Bucalossi - innoviamo e, in parallelo, tuteliamo il brand» DI ALESSANDRA BIGOTTA

With a turnover grown from 1,5 million to 57 milion euro from 2013 to 2017, Mr&Mrs Italy’s escalation has been one-of-a-kind. «Around our iconic luxury parka - says CEO Andrea Bucalossi - we grow in the name of innovation». L’escalation di Mr&Mrs Italy è sotto gli occhi di tutti: cosa avete in serbo per il prossimo futuro? Siamo saliti da 1,5 milioni di euro nel 2013 a 57 nel 2017: una crescita che definirei impetuosa, accompagnata da una marginalità molto interessante e da una generazione di cassa da primi della classe. In parallelo c’è stata l’evoluzione del business mix: da sinonimo di parka invernali al femminile siamo passati a un’ampia gamma di capispalla uomo e donna, anche per la primavera-estate. Ora, forti anche di 10 directly operated store, di un export all’85% dei ricavi e di un 40% di vendite online, guardiamo avanti. Si è parlato del nostro obiettivo di arrivare a 100 milioni di fatturato nel 2020: forse, vediamo...Ma più che l’incremento del giro d’affari in sé, per noi è importante l’affermazione del marchio Mr&Mrs Italy. Su cosa volete concentrarvi in particolare? Su tre punti: la comunicazione, che per noi significa il canale online; il prodotto, al centro dell’innovazione e dell’introduzione di nuove idee; e, non ultima, la distribuzione. Nel 2018 apriremo altri dieci negozi di proprietà ma, al di là di questo, quello su cui ci focalizziamo è il nuovo retail, reso possibile dalla convergenza fra il negozio tradizionale e le vendite sul web. Stiamo lavorando su tanti progetti in questo senso, tra cui quello che punta ad aumentare la “teatralizzazione” dell’esperienza in store con l’uso di tecnologie digitali, per esempio il configuratore online in boutique, che permette di realizzare un parka su misura. A ottobre avete aperto al fondo cinese Hony Capital... La presenza di Hony - fondo che gestisce oltre 6 miliardi di asset al mondo - ci aiuterà a difendere e proteggere il mercato cinese, uno dei principali per noi. È straordinario che un player di questa importanza si sia interessato a una piccola-media impresa italiana. Tra l’altro, questa è stata per Hony la prima acquisizione in Italia, oltre che in assoluto il primo investimento nel segmento del lusso.

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L’evoluzione della collezione: cosa mi può dire in proposito? Che fino a qualche anno fa non esisteva la categoria del parka di lusso, di cui ormai siamo leader indiscussi, e che quindi siamo orgogliosi di avere lanciato questa innovazione made in Italy. Oggi di parka di lusso ce n’è uno solo ed è quello di Mr&Mrs Italy. Però attenzione, noi non sia2 mo solo parka: ci sono bom- 1. Non solo luxury parka per Mr&Mrs Italy ber, field jacket, shearling, 2. Andrea Buccalossi, Ceo del brand piumini...e siamo pronti a lanciare le scarpe (che già vendiamo, per esempio da Barney’s e Tsum), potenziando in parallelo l’activewear. Devo però dire che siamo anche vittime del nostro successo: abbiamo osservato una preoccupante proliferazione di falsi, che stiamo combattendo con tutte le nostre forze. Avete congelato il brand Jo No Fui: è previsto un rilancio? Per ora Mr&Mrs Italy è troppo importante e ha catalizzato completamente la nostra attenzione. Qual è il vostro motto e come lo applicate in azienda? Consideriamo Mr&Mrs Italy “The New Italian Cool”, che significa il meglio dei valori italiani adattati al mondo di oggi. In azienda abbiamo tradotto questo concetto nella condivisione dei risultati (con il super bonus distribuito a Natale a tutti i dipendenti, che vale fino a un’annualità) e premiando la collaborazione. ■


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INTERVIEW

ENRICO ROSELLI/LA MARTINA

TUTTA QUESTIONE DI EXPERIENCE

1. Un look La Martina FallWinter 2018/2019 2. Enrico Roselli, ceo di La Martina Europe

Dopo la svolta omnichannel, il brand accelera sul servizio, con l’obiettivo di offrire al consumatore una visione e un’esperienza a 360 gradi. «Alla fashion week presenteremo la capsule Fair Play con tre designer emergenti», svela Enrico Roselli, ceo di La Martina Europe DI CARLA MERCURIO

After creating an omnichannel platform, La Martina accelerates its service, with the aim of offering the consumer a complete vision and experience of the brand. And it enlists three emerging designers, with whom it signs the Fair Play capsule.

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opo il successo della collaborazione con Mariano Di Vaio, La Martina e il suo ceo Europe Enrico Roselli hanno deciso di affidare a tre designer emergenti il compito di reinterpretare l’universo del marchio, da sempre legato al mondo del polo attraverso una capsule collection battezzata Fair Play, che sarà presentata al Teatro Manzoni il 23 febbraio durante la fashion week di Milano. Che cosa può dirci di questo progetto? I tre designer che abbiamo coinvolto nell’iniziativa sono Jacopo Pozzati, Danilo Paura e Leonardo Colacicco: tutti e tre hanno realizzato un prodotto totalmente nuovo per il brand, diretto a un target e a una distribuzione diversi. Anche in questo caso i designer sono anche degli influencer, non solo sui social ma soprattutto nella sfera del retail e del fashion. La capsule sarà prevalentemente maschile, ma in realtà no gender e quindi con una possibile visione donna. Quali le novità sul prodotto? La Martina mantiene salda la propria identità di stile, internazionalità e glamour - infatti tra le novità figura la creazione della label Heritage - ma per l’autunno-inverno 2018/2019 il brand ha creato una collezione più contemporanea, mixando tessuti, colori e personalizzazioni. Emergono capi adatti a tutte le occasioni, in cui ricorrono tessuti stampati per un abbigliamento grintoso e pieno di carattere. Come prosegue il processo di digitalizzazione di La Martina? È un processo incessante. Dopo aver creato una

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piattaforma omnichannel, con l’obiettivo di integrare non solo i negozi diretti ma anche quelli in franchising ed eventuali licenziatari, siamo riusciti a coinvolgere 1 parte degli uni e degli altri. In futuro non integreremo solo i negozi non ancora coinvolti, ma anche gli ambiti nei quali la complessità dei dati scambiati continuerà a progredire. Nel frattempo abbiamo completato la piattaforma anche sul versante del Crm. In futuro tutto ciò che avremo realizzato nel network dei monomarca potrà essere esteso ai multibrand che sposano il progetto La Martina. Sarà interessante sviluppare studi di applicabilità dell’intelligenza artificiale dal punto di vista dell’analisi dei dati, del workflow, delle analisi commerciali di sell in e sell out. Quali gli obiettivi raggiunti e i traguardi che vi ponete nel breve termine? L’obiettivo è offrire al consumatore una visione e un’esperienza complete, sviluppando abilità che offrano modalità e proposte di acquisto e di navigazione sempre più calibrate sulla nostra audience. Abbiamo creato una piattaforma che permette al consumatore di comprare online o in negozio, avendo sempre un touch point diretto con La Martina. Come evolve la piattaforma omnichannel? Il tema omnichannel per noi è praticamente completo. Adesso vogliamo progredire sotto l’aspetto dei servizi, non solo dal punto di vista logistico e dei gateway di pagamento, ma

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soprattutto con l’obiettivo di dare al cliente la possibilità di avere un elenco di servizi, tra cui le informazioni necessarie per completare un acquisto. E poi c’è la possibilità di arrivare nei marketplace - dove è fondamentale aver definito una strategia chiara e coerente con quelle in altri ambiti distributivi, come nel caso di Amazon (previsto per l’inizio di quest’anno per determinati prodotti) - o di inserirsi fuori dell’Europa a livello worldwide. Per i contenuti, il sito ha una sezione importante legata al lifestyle del brand: dai tornei di polo che si svolgono nel mondo agli eventi in store. Stiamo creando un filo logico tra tutti i nostri touch point, dai social network alla newsletter, fino al sito, con contenuti che possano essere trasversali e che portino al coivolgimento del consumatore nei valori del brand, fino all’esperienza in store dove può completare una transazione online. Quale l’update sui dati aziendali? I negozi monomarca sono 80 e possiamo contare su 800 store multibrand. Abbiamo registrato una chiara crescita del mercato italiano, con ottime performance anche dei nostri monobrand in Medioriente, e avviato nuove aperture in Cina, Francia (Megeve), Iran (Teheran), tra le altre in via di definizione per l’anno in corso. ■


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INTERVIEW

SUSANNEBOTSCHEN / MARTHALOUISA.COM

«ANCORA VOGLIA DI FARE I BUYER MA CON SELETTIVITÀ» Susanne Botschen, fondatrice col marito Christoph di MyTheresa.com, parla della nuova avventura imprenditoriale della coppia: un e-tailer autofinanziato dedicato alle calzature di lusso. «Oggi il consumatore è disorientato, serve uno specialista». Su MarthaLouisa.com spazio anche ai brand emergenti: «Metto a frutto il mio fiuto su ciò che sarà desiderabile»

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DI ANDREA BIGOZZI

Susanne and Christoph Botschen, the German founders of MyTheresa.com, are set to launch a new website for luxury shoes named MarthaLouisa.com. «The customer is so overloaded by all brands, that it is time for an expert».

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re anni, tre anni soltanto (ma a loro devono essere sembrati un’eternità). Tanto ci hanno messo Christophe e Susanne Botschen, fondatori di Mytheresa.com, per tornare in azione e lanciarsi in una nuova avventura digitale. La coppia di buyer, originaria di Monaco di Baviera, avrebbe potuto godersi i frutti del meritato successo (ovvero i 150 milioni di euro circa ottenuti da Neiman Marcus per cedere la loro azienda nel 2014), ma hanno preferito rimettersi in gioco: a marzo partirà MarthaLouisa.com, una nuova piattaforma e-commerce dedicata unicamente a scarpe femminili di lusso, che vedrà il coinvolgimento - come ci ha spiegato in questa intervista Susanne Botschen - di grandi marchi come Saint Laurent, Prada, Gucci, Balenciaga, Aquazzura ma anche di brand più giovani, scoperti nei tre anni di break come Aeyde, Brother Vellies, inclusi gli italiani Attico, Fabrizio Viti e Vibi Venezia. «Credo negli emergenti - afferma la buyer - e penso di avere fiuto per tutto quello che è destinato a diventare desiderabile».

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Lei e suo marito siete stati lontani dal business per tre anni: avete trovato il mondo del retail digitale cambiato? L’e-commerce si è evoluto molto in questi ultimi anni. I grandi player sono cresciuti enormemente. Per assecondare il bisogno di far salire i loro fatturati, ormai offrono tutto a tutti. Diciamo che oggi assistiamo a un overload di prodotto. Eppure, nonostante questa situazione di super affollamento dell’offerta, avete ritenuto che questo fosse il momento giusto per un comeback. Proprio alla luce di questa generale sovrabbondanza ci è sembrato opportuno tornare a fare business, ma concentrandoci su una sola categoria di prodotto. Così è nata l’idea di MarthaLouisa e del footwear di fascia alta... Esattamente. Ci concentreremo sulle calzature di grandi brand del lusso, ma non abbiamo intenzione di trascurare i marchi contemporanei. Tutto convivrà in un contenitore curatissimo: faremo grande attenzione non solo alla selezione del prodotto, ma anche ad aspetti estetico e artistico, in modo da ispirare gli acquirenti. È di selet-

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1. Christoph e Susanne Botschen 2. e 3. Gli scatti fotografici presenti su MarthaLouisa.com immortaleranno le calzature indossate da modelle in una serie di pose curiose, mostrate solo dal ginocchio in giù

tività e di messaggi chiari che il mercato ha bisogno. Il cliente finale non vede l’ora di poter contare su un vero esperto, che si concentri soltanto sulle scarpe di cui lui ha bisogno. Ci racconti qualcosa in più della startup: dov’è la sede, in quanti mercati sarete operativi? C’è un partner al vostro fianco? Io e Christoph continuiamo a vivere a Monaco di Baviera, quindi è qui che abbiamo voluto anche il nostro centrto logistico: che gestiremo direttamente. Questo progetto, che affrontiamo in completa autonomia senza bisogno di partner finanziari, nasce globale. Saremo da subito in circa 130 Paesi, offrendo un servizio dall’alto standard qualitativo. La vostra carriera è partita da uno store nel centro di Monaco, anche questa startup prevede un punto vendita fisico? No. Almeno per il momento. 


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NEWS

Ph. Imaxtree.com

a cura di ELISABETTA FABBRI

LA MODA ITALIANA* IN CIFRE 2016 2017 Fatturato (*) Variazione %

63.241 1,9%

64.822 2,5%

Export (*) Variazione %

48.024 1,3%

50.089 4,3%

Import (*) Variazione %

31.493 2,6%

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Saldo con l’estero (*) 16.532

17.645

Occupazione

565.000

N. di imprese

60.000

569.000

moda italiana

kering

numeri preconsuntivi rivisti al rialzo

crescita esplosiva ma quanto durerà?

Camera Nazionale della Moda Italiana estimates a 2.5% increase in fashion industry revenues, which totalized € 64.82 billion in 2017. Exports increased by 4.3%.

Kering posted 25% revenue growth in FY17 boosted by Gucci (+44,6%). The total ebit grew 56% to € 2.95 billion. Some analysts questioning how long it can last.

In base ai dati preconsuntivi, pubblicati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana in occasione dell’avvio della kermesse femminile, il fatturato dell’industria italiana del fashion (tessile, pelle, pelletteria, abbigliamento e calzature) ha raggiunto i 64,82 miliardi di euro, in aumento del 2,5% rispetto al 2016, che era terminato con un +1,9%. I risultati sono stati ritoccati al rialzo rispetto alle precedenti stime, perché il terzo trimestre ha mostrato un rallentamento minore delle attese. Le esportazioni annuali sono attese in aumento del 4,3% a 50 miliardi di euro (+1,3% la performance nel 2016) mentre le importazioni sono viste in salita del 3% a 32,4 miliardi. Il saldo commerciale resta positivo per 17,6 miliardi (in aumento dai 16,5 miliardi del 2016). Nei primi nove mesi del 2017 la domanda estera è cresciuta maggiormente nei Paesi extra-Ue (+5,8%) rispetto a quelli dell’Unione Europea (+2%), con un andamento molto positivo in alcuni mercati asiatici come la Cina (+13,5%) e la Corea del Sud (+12,8%), mentre è rimasta pressoché invariata in Giappone (-0,3%). In netto recupero la Russia (+12,8%), mentre gli Usa risultano in flessione (-1,3%). La Francia, primo buyer in valore, ha registrato un +0,5% delle importazioni e la Germania, secondo maggiore cliente, un +0,8%.

Il gruppo francese Kering è cresciuto del 25% nell’anno, a 15,48 miliardi di euro (+27% a cambi costanti), sostenuto dal +27% del quarto trimestre. Il business del lusso, in particolare, ha messo a segno un +27,5% del fatturato, a 10 miliardi di euro, mentre le attività nello sport e lifestyle (riconducibili sostanzialmente a Puma) sono progredite del 12,8%. L’ebit è aumentato del 56% a 2,95 miliardi di euro, superiore ai 2,87 miliardi previsti dalla media degli analisti e l’utile netto ha registrato un +119,5% a 1,79 miliardi. La griffe maggiore, Gucci (nella foto), ha registrato una crescita del 41,9% a 6,2 miliardi di euro, grazie anche al 42,6% del quarto trimestre, oltre le attese degli analisti, che prevedevano un +39%. Le vendite di Yves Saint Laurent si sono attestate a 1,5 miliardi (+23%) mentre Bottega Veneta ha consolidato a 1,2 miliardi (+0,2%). La voce “Altri brand”, che include nomi come Alexander McQueen, Stella McCartney, Christopher Kane e Brioni, ha visto i ricavi salire del 12% a 1,9 miliardi. Tra i brand di questo aggregato spicca Balenciaga, che nell’ultimo trimestre è stato il più dinamico di tutto il portafoglio Kering (vedi anche il nostro sondaggio a pag. 35). Sarà il nuovo Gucci? Gli analisti si interrogano sulla capacità del brand fiorentino di mantenere gli attuali ritmi.

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Chinese conglomerate Fosun is set to acquire a majority stake in France’s oldest label Lanvin, beating Mayhoola For Investments. Al momento di andare in stampa sembra che nel testa a testa tra Mayhoola e Fosun International per aggiudicarsi Lanvin la stia spuntando il player cinese. Fosun sarebbe disposto a un investimento di oltre 100 milioni di euro nella maison francese, da tempo in difficoltà finanziarie. La proprietaria, l’imprenditrice taiwanese Shaw-Lan Wang, resterebbe come azionista di minoranza. Fondato nel 1992 da Guo Guangchang, tuttora al timone, Fosun ha partecipazioni in diversi campi, compresa la moda (tra gli investimenti c’è anche la maggioranza del marchio italiano Caruso). Lanvin è nel calendario ufficiale della fashion week parigina, ma si limiterà a una presentazione della collezione autunno-inverno 2018/2019 disegnata da Olivier Lapidus, alla sua seconda stagione di direzione creativa.

* Tessile, pelle, pelletteria, abigliamento, calzature (*) Dati in milioni di euro Fonte: Camera Nazionale della Moda Italiana

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LANVIN POTREBBE PASSARE IN MANI CINESI

LOUIS VUITTON FATTURA QUASI 10 MILIARDI NELLE STIME DI BERNSTEIN An estimate by Bernstein confirms that Louis Vuitton drives Lvmh turnover. The luxury brand totalled € 9.6 billion revenues in 2017. Da una stima di Bernstein pubblicata da Bof risulta che Louis Vuitton, marchio ammiraglio di Lvmh, ha fatturato 9,6 miliardi nel 2017 (il 22,5% dei ricavi del gruppo, che non fornisce mai le cifre dei singoli brand in portafoglio). L’ebit ammonterebbe invece a 4 miliardi. Il secondo marchio più importante nella scuderia del colosso francese è Christian Dior Couture (2,2 miliardi di euro di ricavi, pari al 5,2% del totale e 353 milioni di ebitda) mentre il terzo è l’italiano Fendi (1,1 miliardi, 2,7% del totale e 220 milioni di ebitda). Al quarto nella graduatoria c’è un altro emblema del made in Italy, Loro Piana (956 milioni di ricavi e 167 di ebitda). Céline, che ha appena arruolato al timone creativo Hedi Slimane, dovrebbe avere fatturato 950 milioni (199 l’ebitda). Fanalino di coda Emilio Pucci, con vendite pari a 35 milioni (ebitda pari a zero).


COCCINELLE.COM


WHAT’S NEW @ MILANO FASHION WEEK

Il finale della sfilata Versace di settembre 2017, con le top model anni ‘90. A questa edizione di Milano Moda Donna la maison della Medusa ricorderà i 40 anni dalla fondazione con un doppio show nella Sala delle Cariatidi

SFILATE, EVENTI, RITORNI

LA FORZA DEI FATTI «Sarà una fashion week pazzesca» parola di Carlo Capasa. Il perchè è presto detto: l’evento segreto di Moncler, Tommy Hilfiger come special guest, la mostra “Italiana”, la sfilata di Prada nella sua Fondazione e il ritorno di Romeo Gigli e Antonio Berardi. «Milano è tornata al centro del sistema moda. Ora la Camera ha la possbilità di una programmazione pluriennale. E a settembre tornano i green carpet award» DI ANDREA BIGOZZI

Moncler’s event, Tommy Hilfiger as a special guest, the “Italiana” exhibition, Prada’s catwalk in its Fondazione, Romeo Gigli’s and Antonio Berardi’s comeback. «Hot tickets for a super fashion week» says Carlo Capasa (Cnmi).

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iano con le parole. È sempre il caso di ricordarlo. Prima di sollevare la classica obiezione - «Alle sfilate di Milano non succede niente» -, meglio studiare con attenzione il calendario della manifestazione, che parte oggi per concludersi il 26 febbraio. L’appuntamento top secret e ad alto tasso di innovazione ideato da Moncler, gli oltre 2mila invitati all’evento di Tommy Hilfiger, la mostra Italiana per i 60 anni della Camera Nazionale della Moda Italiana (Cnmi), la sfilata di Prada nella nuova Torre della Fondazione e le celebrazioni per i 40 anni di Versace, i 50 di Etro e i 60 di Mila Schön. Per non parlare dei grandi ritorni di Romeo Gigli e Antonio Berardi, entrambi impegnati in due eventi fuori calendario e il progetto

IN MATERIA DI SCOUTING E SOSTENIBILITÀ, STIAMO DANDO DEGLI SPUNTI AL SETTORE PER TRACCIARE IL FUTURO

esplosivo di Anna Dello Russo. E ancora, le 156 collezioni dedicate all’autunno-inverno 2018/2019, divise tra 64 sfilate e 92 presentazioni. I presupposti di sono tutti per definire Milano Moda Donna «una settimana pazzesca, piena di avvenimenti», come sottolinea il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, sempre in prima linea quando si tratta di rivendicare la leadership di Milano nel settore moda, specie in questi giorni in cui i dati economici supportano la sua tesi. Il sistema moda allargato (che include anche gioielli, bigiotteria, cosmesi e occhiali) è cresciuto del 2,8% a quota 87 miliardi di euro, contro l’1,5% stimato per

Carlo Capasa

il Pil italiano. «Ma non si tratta solo di numeri - precisa Capasa -. Nelle ultime tornate Milano ha dato importanti spunti per far capire al settore dove sta andando il fashion system globale. Non mi riferisco solo alla tendenze in passerella, ma a temi come la sostenibilità, lo scouting, la capacità di individuare nuove formule per raccontare la moda». Per il numero uno di Cnmi l’obiettivo principale è dunque

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quello di cercare sempre di raccontare l’Italia il traslco del Fashion Hub dall’Unicredit Pafuori dall’Italia. «I 60 anni della nostra Asvilion, da piazza Gae Aulenti allo spazio delsociazione - continua Capasa - sono diventati le Cavallerizze al Museo della Scienza, che l’occasione per celebrare il valore della nostra ospita anche una delle sale sfilate offerte da moda, attraverso la mostra Italiana. L’Italia Cnmi alle aziende, insieme al Padiglione Vivista dalla moda 1971-2001, che inaugurerà sconti in via Tortona e alla Sala della Cariatidi Milano Moda Donna il 21 sera a Palazzo Redi Palazzo Reale. Quest’ultima è aperta ai i ale». All’appuntamento sono stati invitati il giovani talenti ed eccezionalmente a Versace, premier Paolo Gentiloni e il ministro Carlo per i festeggiamenti dei 40 anni. Per quanto Calenda: la loro presenza non è però conferriguarda il calendario, anche se i cambiamenmata, dato il momento caldo per le istituzioni ti al programma delle sfilate si sono registrain vista delle lezioni. Ma quello che più conta ti fino a sette giorni dal via, tutti i big sono è la conferma dei fondi da parte dell’Ice per confermati. Gucci, Armani, Prada (che per il 2018 e per tutto il triennio fino al 2020, che la prima volta sfila alla Fondazione), il ritorno garantirà alla Camera di Pucci, Ferragamo della Moda la stabilità che sfila co-ed. Con la finanziaria e possibilità maison salgono a nove di una programmaziole sfilate uomo e donna ne pluriennale. Arriva della settimana (più alcosì la conferma che a trettante in programma settembre tornerà al Tenelle fashion week maatro alla Scala la seconschili). «Una naturale da edizione dei Greevoluzione del calenen Carpet Fashion dario - conclude CapaAwards, gli Oscar sa - richiesta dai tempi della moda sostenibile, in cui viviamo. Sfilare tema su cui il made in Un’immagine della mostra “Italiana”: curata a gennaio e giugno Italy è capofila. «Entro da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi a è l’ideale per i brand il 2020 - ha annuncia- Palazzo Reale, viene inaugurata il 21 febbraio più legati al wholesale, to il presidente della che vogliono arrivare Camera - pubblicheremo un documento che il prima possibile in negozio, febbraio e setdefinirà cosa è sostenibile e cosa non lo è. In tembre sono perfetti invece per i gruppi retail, vista di questo traguardo, il 20 marzo tutti i interessati a sfilare più vicino all’uscita della grandi brand internazionali sono stati invitamerce sul mercato. Si tratta di un’evoluzione ti in città, per prendere parte a una giornata che non mi spaventa, fosse per me eliminerei di lavoro e di scambio dedicata alle tematicerte etichette delle fashion week: “uomo” che green, che fanno bene a tutto il settore». oppure “donna”. Tutti gli schemi sono caduti: Tra le novità di questa edizione, che grazie a ogni marchio deve trovare il giusto modo e il Moncler apre un giorno in anticipo, si contra giusto tempo per presentare il suo lavoro». ■

OSSERVATI SPECIALI For Moncler, Bally and Pucci the new era starts from Milan fashion week.

MONCLER Otto cervelli creativi per altrettante collezioni. Ognuno di questi progetti interagirà con gli altri, definendo la nuova identità del marchio. Questo è il progetto Moncler Genius, che viene presentato a Milano Moda Donna e che prevede collezioni con cadenza mensile. Del dream team di geni creativi scelto da Moncler (vedi anche pagina 123) fanno parte tra gli altri Pierpaolo Piccioli di Valentino, l’ex designer di Gucci Sandro Mandrino, Simone Rocha e il fondatore di Palm Angels, Francesco Ragazzi.

BALLY Nuova proprietà e nuova sede per Bally. La presentazione della collezione Fall 2018 del brand è l’occasione per svelare i nuovi headquarters milanesidi piazza Oberdan (ex Gucci), ma anche per presentare i nuovi proprietari, il gruppo cinese Shandong Ruyi.

I 60 ANNI DI UN MARCHIO ICONICO

BECOMING MILA SCHÖN

EMILIO PUCCI

A fashion show, an event, a book: 60 years of Mila Schön brand at Palazzo Clerici on 24th February.

Tra le 61 sfilate in calendario c’è anche quella di Emilio Pucci. La griffe del gruppo Lvmh (fatturato stimato 35 milioni di euro annui) è ancora senza un direttore creativo, dopo l’addio a Massimo Giorgetti. La collezione Fall-Winter 2018/2019 sarà disegnata da un team interno e sfilerà a Palazzo Litta.

L’appuntamento è il 24 febbraio a Palazzo Clerici, subito dopo la sfilata dell’autunno-inverno 2018/2019: in piena fashion week, il marchio Mila Schön celebra i 60 anni con una videoinstallazione in cui vengono ricostruiti come in un collage, volutamente senza un ordine cronologico preciso, i frammenti di una delle storie emblematiche del made in Italy. Un evento accompagnato da un libro, destinato a fare tappa in aprile all’Ambasciata Italiana di Tokyo - anche perché il brand è attualmente sotto l’egida del gruppo giapponese Itochu - e, subito dopo, in Cina e in Corea.

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TOMMY HILFIGER MATTATORE A MILANO

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«AL TOMMYNOW VI SORPRENDERÒ CON EFFETTI SPECIALI» Dopo New York, Los Angeles e Londra, Tommy Hilfiger porta a Milano il suo format Tommynow, tra sfilata e big event. Porte aperte, il 25 febbraio, anche a 1.000 consumatori, per un totale di 2mila ospiti. Da non perdere il 24 da Antonia la special appearance di Gigi Hadid, che chiude con la Spring 2018 il sodalizio con la griffe americana DI CARLA MERCURIO

After New York, Los Angeles and London, Tommy Hilfiger brings his Tommynow format to Milan. Doors open, on February 25, even to 1,000 consumers, for a total of 2 thousand guests. Not to be missed out on 24th at Antonia boutique the special apperance of Gigi Hadid, who closes her liaison with the brand with Spring 2018 capsule collection.

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rosegue il tour di Tommy Hilfiger in giro per le capitali mondiali del fashion con il suo Tommynow format, il mega-show tra sfilata e big event, che da sempre scommette sulle potenzialità della formula “see now, buy now” e sulle ultime, rivoluzionarie, innovazioni tecnologiche. Porte aperte ai consumatori, ben 1.000, selezionati per l’appuntamento in calendario il 25 febbraio al MiCo, dove sono attesi 2mila spettatori. Sotto i riflettori la capsule con Gigi Hadid, ultimo capitolo del sodalizio con la super-influencer, che dà anche appuntamento il 24 febbraio da Antonia, per una special appearance. Tema della Spring 2018 è il mondo degli sport automobilistici: non è un caso, dopo il recente annuncio della partnership con il team Mercedes-Amg Petronas Motorsport. Il Tommynow sbarca a Milano: cos’ha in serbo per questo appuntamento? Come per i Tommynow di New York, Los Angeles e Londra, sarà un grande happening all’insegna del “see now, buy now” aperto anche ai consumatori, sia fisicamente che livestream, o attraverso soluzioni tecnologiche come la realtà aumentata o i chatboot attivati dall’intelligenza artificiale. Ogni stagione puntiamo a proporre eventi, esperienze e installazioni incredibili. L’appuntamento è il 25 febbraio al MiCo Congressi, dove attendiamo 2mila ospiti, di cui la metà addetti ai lavori e i restanti 1.000 consumatori finali. Come avete scelto i consumatori invitati allo show? Tramite concorsi e selezioni che partono dal negozio di Milano o in collaborazione con i nostri partner, anche attraverso i social network. I 1.000 selezionati avranno la possibilità di arrivare alla sfilata un’ora prima per poter godere delle attività collaterali organizzate, dai pop

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CAPITALE DELLA MODA A LIVELLO GLOBALE, MILANO È LA CITTÀ IDEALE PER PRESENTARE LA NOSTRA COLLEZIONE SPRING 2018

1. Tommy Hilfiger, protagonista a Milano con il Tommynow show 2. Gigi Hadid indossa un outfit della capsule TommyxGigi Spring 2018, stagione conclusiva della collaborazione con Hilfiger

up dove è possibile acquistare la collezione e il merchandising alle postazioni food, fino a iniziative di intrattenimento sul lato digital, tra cui la galleria esperienziale legata al tema del racing, che ispira la collezione della prossima estate. Perché ha scelto Milano per la sua sfilata? Con il Tommynow show ho voluto creare una piattaforma globale, da portare in tour davanti a platee diverse in tutto il mondo. Milano, che è una capitale della moda a livello internazionale, è il posto perfetto per presentare la nostra collezione Spring 2018, che celebra il mio amore per gli sport motociclistici, in cui la velocità e l’immediatezza si fondono con un tocco di nostalgia per il vintage. Fin dalla prima volta, nella Fall 2017, i fan hanno apprezzato il modo in cui combiniamo i look maschili e femminili sulla passerella, e siamo felici di continuare su questa strada, coinvolgendo il pubblico maschile nella experience. Siete appena tornati nel mondo della Formula Uno, affiancando la scuderia Mercedes-Amg Petronas Motorsport... Sono sempre stato affascinato dal mondo dei motori. Rientrare nell’arena con i campioni del mondo Mercedes-Amg Petronas Motorsport e con il loro team è un modo per portare un tocco di gioventù al binomio moda-Formula Uno. La sfilata di Milano segna la fine della cooperazione con Gigi Hadid: quali le prossime mosse? Lavorare con Gigi negli ultimi due anni è stato un viaggio incredibile ed è stato soprendente vedere il suo senso per il design evolvere. Lo stile disinvolto di Gigi e la sua energia positiva ci hanno permesso di connetterci con le giovani generazioni di consumatrici. Collaborare

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con le icone della cultura pop è sempre stata una parte importante del nostro heritage e continueremo a lavorare con artisti emergenti e influencer per iniettare linfa fresca nelle nostre collezioni e campagne. Il 24 febbraio, intanto, non perdetevi la special appearance di Gigi nella boutique Antonia di Milano, dove incontrerà alcuni ospiti selezionati ai quali presenterà la collezione che sfilerà il giorno dopo. Anch’io sarò presente.

ROSSELLA JARDINI REINTERPRETA ASPESI

«UN PROGETTO TRA AMICI CONTRO L’ECCESSO DI MODA» «It’s about friendship and against over production» says Rossella Jardini talking about her new capsule collection Metamorphosis, creating a new version of Aspesi’s most iconic jacket.

Quanto conta il mercato italiano per il vostro womenswear? Gli italiani hanno uno stile sorprendente. Non hanno mai paura di aggiungere un tocco audace per dare risalto a un outfit. Sono entusiasta di lanciare proprio qui la capsule collection TommyxGigi della collezione Spring 2018 con l’evento Tommynow. Che progetti avete in Italia? Continueremo nei prossimi tre anni il nostro viaggio verso la “premiumizzazione”, scommettendo su nuovi prodotti offerti ai nostri clienti con la giusta tempistica, secondo il format “see now, buy now”. Punteremo sull’apertura di nuovi negozi diretti nelle maggiori città tra cui Roma, che è una priorità. Faremo inoltre sempre leva sull’omnicanalità, per offrire una brand experience senza soluzione di continuità, indipendentemente dal canale scelto, e a puntare su campagne marketing d’impatto, per coinvolgere i Millennials e tutti i consumatori giovani nell’anima. Siete sempre convinti che il format “see now, buy now” sia il modo ideale per dialogare con i consumatori? Siamo uno dei marchi di lifestyle più apprezzati al mondo e abbiamo l’opportunità di proseguire con il nostro obiettivo di democratizzare la moda. Il Tommynow format soddisfa il desiderio di esperienze e gratificazione immediata delle persone e ogni stagione i risultati della formula “see now, buy now” vanno oltre ogni aspettativa. Come cambiano le vostre collezioni? Evolvono costantemente, per attrarre le nuove generazioni di consumatori. Ogni stagione prendiamo ispirazione dalla cultura pop, per aggiungere un tocco fresco al nostro design tipicamente americano. C’è dell’altro oltre alla moda nel futuro di Tommy Hilfiger? Ho sempre avuto la passione per il design e questo non cambierà mai. L’industria della moda cambia continuamente e noi cerchiamo sempre nuovi modi per innovare attraverso il design, a partire dalla tecnologia 3D, per arrivare al concept retail “Storeof-the-Future”. ■

A sinistra, un esempio di come Rossella Jardini ha trasformato un capo vintage di Aspesi

La giacca di Mao finita nel guardaroba della regina Maria Antonietta. Possibile? La risposta è sì, ma solo quando due campioni della moda italiana come Rossella Jardini e Alberto Aspesi, dallo stile agli opposti, decidono di tramutare la loro decennale conoscenza in una collezione speciale in cui la stilista, a lungo anima creativa di Moschino, rivoluziona con la sua sana follia creativa i capi più classici del marchio, fondato dal caro amico e oggi controllato dal fondo Armònia. «Siamo partiti dalla Field jacket - racconta Jardini - che è il capo più iconico di Aspesi e l’abbiamo trasformata in qualcosa di diverso, inserendo colori e ricami. Emblematico il caso di una giacca tanto austera da sembrare quella di Mao, ma che abbiamo “spettacolarizzato” con una serie di nuove finiture, inserendo sulla schiena la scritta “Mao per Marie Antoinette”». Viste le premesse, quindi, non stupisce che Jardini abbia deciso di battezzare questo progetto no season Metamorphosis: 35 capi presi dall’archivio Aspesi tra cui piccoli trench, parka e alcune camicie, che nelle mani della designer hanno perso il loro lato basico, per conquistare un’allure quasi frivola. «Questa iniziativa - sottolinea la designer - può lanciare anche un messaggio contro la sovraproduzione nella moda, un danno congiunto verso l’ambiente e la creatività». La collezione sarà protagonista a Milano Moda Donna, con un evento alla Galleria Christian Stein il 24 febbraio: ad occuparsi della distribuzione sarà la showroom di Livia Gregoretti, mentre la produzione è di Castor. Non è stato stabilito se la collaborazione con Alberto Aspesi avrà un seguito: «Dipende dal riscontro che otterrà», ma lo storico braccio destro di Franco Moschino è ottimista e guarda già a un nuovo progetto. «Siamo al lavoro con Italdenim - conclude - per realizzare una mini-collezione jeans ecologica al 100%. Speriamo di presentarla al più presto». (an.bi.)

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WHAT’s new @ Milano fashion week

Arthur Arbesser

1. Arthur Arbesser 2. Un look della capsule collection dedicata a Vienna e inclusa nella sfilata del designer, da questa stagione è anche direttore creativo di Fay

«Dalla mia sfilata Al debutto per Fay: effetto sorpresa» Doppio impegno per Arthur Arbesser alla fashion week: oltre alla collezione che porta il suo nome, lo stilista viennese debutterà come direttore creativo del marchio del Gruppo Tod’s: «Quella di Fay sarà una presentazione co-ed con capi reali, ma sorprendenti. E che lavoro sull’uomo....»

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At Milan fashion week Arthur Arbesser is under the spotlight with the show of his namesake line and the presentation of his first collection for Fay. Inspired by architecture, Arbesser is not afraid of this double role.

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ono appena rientrato da Stoccolma, dove sono andato per presentare la collezione di coperte che realizzo con il marchio Hem. Una toccata e fuga di 24 ore, perché con il doppio impegno che mi attende alla fashion week le cose da fare sono davvero tante, ma non me la sentivo di dire di no a questo progetto, che mi porta a fare qualcosa che mi piace e, soprattutto, di diverso da quello che faccio di solito». Inizia così la nostra intervista con Arthur Arbesser, designer originario di Vienna. Quando parla non riesce a celare l’entusiasmo per i prossimi appuntamenti che lo attendono: la sfilata della sua linea, fissata per mercoledì 21 febbraio all’ex Casa dell’Opera Nazionale Balilla di Milano, e soprattutto la presentazione della nuova collezione FallWinter 2018/2019 di Fay, che lo vede debuttare alla direzione creativa del marchio del Gruppo Tod’s al posto di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi. Come fa ad avere questa energia positiva, non è preoccupato? (Ride) Riesco ad essere rilassato, perché i due appuntamenti che mi aspettano in calendario sono ben distanziati tra loro. Poi si

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Ph. Matthias Aschauer

di Andrea bigozzi

tratta di una sfilata e una presentazione, se si fosse trattato di due show sarebbe stato più impegnativo. Lavorare con Fay è quasi un piacere: l’azienda è talmente organizzata...Il mio team è molto menostrutturato, ma è ben collaudato. Quindi alla fine è tutto super fattibile. Che cosa può dirci di questo debutto? È soddisfatto del lavoro? Molto. Finalmente, ed è la prima volta per il brand, mostreremo insieme i capi della collezione donna e uomo. Abbiamo preferito non sfilare. Nella showroom di via Savona faremo una presentazione che sarà abbastanza classica, con l’aggiunta di un tocco artistico, grazie all’aiuto di qualche amico del mondo del teatro. Ma non c’è bisogno di grandi effetti speciali: il prodotto è il vero protagonista. Abbiamo realizzato capi di grande valore e sorprendenti, ma anche molto reali e portabili, che vanno osservati da vicino e toccati con mano. Il progetto con Fay, ma anche la collezione textile in Svezia: la sua linea sta diventando meno importante per lei? Assolutamente no, al contrario: quando

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lavoro su più fronti, mi pare di riuscire al meglio in ciò che faccio. Anzi, quella dell’autunno-inverno 2018/2019 mi sembra una delle più belle collezioni Arthur Arbesser di sempre. Che cosa avrà di speciale? Tantissime cose, ma voglio che sia una sorpresa. Però posso anticipare che la sfilata comprenderà una capsule collection di una

Antonio Berardi

«La mia moda si fa itinerante: prima tappa a milano» Antonio Berardi changes the way to show his collection, adopting a new format. Metti una sfilata dall’atmosfera intima, che richiami lo stile degli atelier di una volta. Metti una location che cambia ogni stagione. Oggi Milano, domani forse New York e poi chissà, magari qualche capitale asiatica. Questo, più o meno, è ciò che conta di fare d’ora in poi Antonio Berardi, che dopo aver calcato per 22 anni le passerelle in maniera tradizionale ha deciso di presentare le sue collezioni con una formula differente, esclusiva e itinerante.


dozzina di pezzi dedicati al Modernismo di Vienna e a quattro protagonisti di quel periodo, tutti morti 100 anni fa: i pittori Klimt e Schiele, l’architetto e urbanista Otto Wagner e il designer Koloman Moser. E poi ci sarà spazio anche per una nuova collaborazione, legata ai gioielli. Tanti spunti... dobbiamo anche aspettarci qualche capo maschile, dopo la collaborazione con Yoox? È ancora presto. Disegnare menswear mi piace, ma in questo momento mi sto «sfogando» su Fay. Vedrete, sull’uomo abbiamo fatto un gran lavoro e se lo meritava, vista la sua forte incidenza nelle vendite. Nuovi progetti per la sua linea? Consolidarci è quello che ci interessa. La nostra è una distribuzione selettiva, siamo ancora in pochi punti vendita, ma di primissimo piano, come Penelope e Le Bon Marché. La collaborazione con Marina Guidi e Garage prosegue, ma per la seconda stagione saremo in campagna vendita a Parigi, anche con una una temporary showroom diretta. Abbiamo scattato la prima campagna pubblicitaria, ma l’abbiamo fatto alla nostra maniera: coinvolgendo solo amici tra fotografi, stylist e modelle. Siamo andati tutti insieme a Parigi, per una ■ giornata di lavoro e divertimento.

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1. La copertina di AdR Book: Beyond Fashionrthur edito Phaidon. 2. La giornalista e influencer metterà all’asta con Christie’s tutto il suo guardaroba

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Anna dello Russo

Il Guardaroba all’asta per aiutare i giovani e anche Milano The Italian fashion editor will sell pieces from her closet at Christie’s and on Net-A-Porter. Altro che cambio di stagione: Anna Dello Russo ha impiegato due anni di lavoro per selezionare dal guardaroba-archivio (custoditoin parte in un appartamento e in parte in una showroom sotterranea a Milano) i 30 look che il 24 febbraio saranno battuti all’asta da Christie’s e il cui ricavato finanzierà borse di studio per i giovani designer del futuro. Un progetto no profit, che sta facendo parlare tutto il mondo della giornalista italiana e della fashion week di Milano: il ricavato della vendita servirà a finanziare il programma di scolarship della fondazione Swarovski, mentre altri 150 pezzi, sempre provenienti dal suo archivio, saranno venduti online (e a prezzi più accessibili) in esclusiva su Net-a-Porter. Anche in questo caso a scopo benefico: il ricavato andrà alla Education Foundation del British Fashion Coucil. In concomitanza con la vendita straordinaria sarà pubblicato un libro dal titolo AdR Book: Beyond Fashion che raccoglie immaggini, testi e ricordi di Anna Dello Russo. Il volume (edito da Phaidon) inizialmente sarà disponibile solo online su Nap, e dalla fine di aprile in vedita nelle librerie. Ma non è tutto: l’incontro tra la Dello Russo e Swarovsky porterà al lancio di una capsule collection fatta di collane, orecchini, spille e un tiara.

«Ho invitato i miei partner - ha dichiarato Berardi in un comunicato motivando la decisione di non prendere parte alla London Fashion Week - ad assistere nel mio atelier di Milano a una sfilata molto esclusiva delle mie collezioni. Così vedranno il luogo dove lavoro e creo». «A partire da ora - ha proseguito - porterò gli show in giro per il mondo, in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, sempre in date diverse». Prima tappa di questo tour sarà Milano, dove il prossimo 24 febbraio, all’interno dello studio in via Ariosto di Berardi, sarà svelata la nuova collezione: in tutto 80 ospiti tra buyer, stampa e clienti dello stilista. Per il designer la scelta di adottare la strada dell’esclusività non comporta una presa di distanza dal pubblico che lo segue. «Per essere inclusivi - ha assicurato - ci sono i social media, che mi consentono di mantenere un approccio “always on” al mio lavoro». (an.bi.)

Romeo Gigli

pronto al Ritorno con Eggs Romeo Gigli is back in fashion with an upscale clothing line, called Eggs. Riparte da Milano, dove giovedì 22 febbraio verrà presentata la prima collezione, la nuova avventura di Romeo Gigli firmata Eggs. Associato al progetto c’è un nome molto noto del retail multimarca: Giordano Ollari, titolare della boutique O’ a Parma. La presentazione dovrebbe riguardare solo 13 look donna per il prossimo autunno-inverno. La collaborazione tra lo stilista e il buyer parte dalla fine degli anni Novanta, quando il marchio Romeo Gigli era di proprietà di Ittierre, Romeo ne era direttore creativo e Ollari direttore generale.

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Giorgio Magnani

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SUPER

TRASVERSALE, CON UN DEBOLE PER L’ATHLEISURE For Super, scheduled from 24th to 26th February at The Mall, Pitti Immagine confirms a format launched two seasons ago, made of scouting, lifestyle, an international appeal. THEONEMILANO

NUOVE PROSPETTIVE TheOneMilano, at Fieramilanocity from 23rd to 26th February, announces a new deal, renewing its format and image. Un’edizione all’insegna del rinnovamento, quella di TheOneMilano, dal 23 al 26 febbraio a Fieramilanocity. Per il salone si tratta del terzo appuntamento, con una serie di novità, a partire da una visual identity d’impatto, a cura di Kitchen Stories, e da un eterogeneo comitato consultivo, che comprende personaggi come Mattia Mor (Mei.com-Alibaba Group), Francesco Casile (Casile&Casile Associati) e Cinzia Malvini (La7 e Book Moda). Come global fashion developer arriva Muriel Piaser, ex direttore di Prêt-à-Porter Paris. 300 i brand partecipanti, ospitati in quattro sezioni: #TheOneIdentity, di spirito contemporaneo; #TheOneShowroom, che connette le showroom alla fiera; #TheOneOriginal, con realtà quali Club Voltaire e Kontessa; e #TheOneFur&Leather, vetrina di pelliccia e pelle. Non mancano aree sui new talent e le scuole e i giovani di N.1-Nice 1, in tandem con Cna Federmoda. Tra gli eventi, l’Italian Fur Night del 23 febbraio in via Burigozzo 6 e il 25, in via Vivaio 7, Remix, concorso dedicato agli emergenti. (m.b.) LINEAPELLE

LA CRESCITA CONTINUA The international leather fair Lineapelle (from 20th to 22nd February at Fiera Milano Rho) goes beyond 1,250 exhibitors. L’industria mondiale della pelle conta 50mila imprese, con ricavi di 150 miliardi di dollari l’anno e alcuni segmenti (pelletteria e automotive) in crescita ma altri che fanno fatica, mentre tra i mercati la Cina sale e gli Usa scendono. Il salone di riferimento Lineapelle dal 20 al 22 febbraio a Fiera Milano Rho - non vacilla e anzi segna un +5% di espositori (1.252, con gli italiani al +4% e gli stranieri al +6%). Da notare il progetto Amici per la Pelle, che avvicina oltre 1.000 studenti delle scuole medie al comparto conciario e il cui evento clou è fissato il 22 febbraio. (m.b.)  28

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Trasversalità, scouting e sintonia con i lifestyle contemporanei sono tre punti fermi per Super, il salone di Pitti Immagine dedicato agli accessori e al prêt-à-porter donna che va in scena dal 24 al 26 febbraio presso The Mall, in piazza Lina Bo Bardi. «Confermiamo il nuovo corso e il nuovo format, avviati due stagioni fa in questa location - anticipa Agostino Poletto, direttore generale dell’ente fieristico fiorentino - portando alla ribalta circa 140 marchi, di cui più del 40% dall’estero, una cifra in linea con sei mesi fa». Oltre il 40% degli espositori è una new entry, in un contesto fluido, internazionale, aperto alle tendenze e ai nomi emergenti. «Gli highlight sono tanti - conferma Poletto -. Penso per esempio alla collaborazione con la Mercedes-Benz Tbilisi Fashion Week, ai tre progetti creativi in arrivo dall’India e alla piattaforma Super Talents. New Countries To Watch, insieme a Vogue Italia». L’offerta si apre a segmenti in ascesa, come l’athleisure: «IL progetto Athlovers di Pitti Uomo rivive qui con la donna e con Reebok tra i protagonisti». Spazio anche alle collaborazioni, in primis quella tra Moon Boot e Jeremy Scott e Yves Salomon. Tra i debutti, spicca quello della collezione femminile di Major Giovanni Allegri, mentre un focus è dedicato al binomio fashion-high tech, in sinergia con L10 Trading.  (a.b.)

MIDO

TUTTO SULL’EYEWEAR The eyewear fair Mido is under the spotlight at Fiera Milano Rho from 24th to 26th February. Alla fashion week c’è posto anche per il Mido: il salone dell’eyewear torna a Fiera Milano Rho dal 24 al 26 febbraio con più di 1.200 espositori. Al centro l’innovazione, nei prodotti ma non solo. Come emerge dallo studio OmoOptical Monitor a cura di Gfk sui consumatori, nelle dinamiche distributive il settore è allineato con il resto della moda: tante vendite online, ma alla fine il negozio resta in sella, se sa fornire una shopping experience speciale. (a.b.)


WHITE MILANO

«Qualità e numeri vanno di pari passo» With a growing number of exhibitors (546, +7%) and an extended surface, White Milano is scheduled from 23rd to 26th February. Numeri in crescita per White Milano: il salone schiera dal 23 al 26 febbraio 546 marchi (+7% su un anno fa) e amplia la superficie (+8,5% a 21.700 metri quadri), con l’ulteriore espansione dell’hub di Tortona 31. «Conciliare qualità e numeri non è facile, ma ci proviamo» sottolinea il patron Massimiliano Bizzi, precisando: «I marchi esteri sono 160, +12,4% a parità di edizione». Il brand special guest è il francese Rouge Margaux, fondato da Cem Cinar, mentre lo special project è Marco Rambaldi, reduce dal successo ad AltaRoma (nella foto). Una laurea alla Iuav nel 2013, nel 2014 Rambaldi ha vinto come special designer il concorso Next Generation della Cnmi e il Vogue Talent. Dopo un’esperienza da Dolce&Gabbana, ha lanciato la sua label nel 2017. A White Milano le new entry sono 210, +11% e oltre. Del resto, l’attività di scouting del salone è un «percorso straordinario, che arricchisce ciò che i buyer italiani

fanno individualmente» osserva Mario Dell’Oglio, presidente della Camera Italiana Buyer Moda, che collabora con la rassegna per rendere sempre più vivo il Tortona Fashion District. Altra attività in crescendo è la promozione delle Pmi italiane oltreconfine, in sinergia con Confartigianato e Ice. Come spiega Michele Scannavini, a capo di Ice, «nel 2018 l’agenzia ha complessivamente stanziato 47 milioni di euro nell’ambito del Piano Italia a sostegno del made in Italy all’estero, dai 34 milioni del 2016 e dai 42 del 2017, e 15 milioni per le imprese del Sud Italia (Piano ExpoSud)». Non a caso, nella White Lounge torna in scena It’s Time to South, con 15 talenti del Sud della Penisola, mentre alcune aziende italiane voleranno in Cina con White, in occasione di Style Routes to Shanghai. Da segnalare che a gennaio c’è Tortona 31 Opificio, che aggiunge due nuove aree espositive a Tortona31/ Archiproducts (avviata a settembre), puntando su brand selezionati con la development company londinese Mastered. 16 marchi “new maker” sono ospitati nell’area Quattrocento. Al civico 31 spazio per un temporary shop della boutique milanese Aere, mentre un altro iconico store, La Tenda, è nel calendario degli eventi di White in città, con una limited edition di Majestic Filatures e altre iniziative. Tra gli special project del salone spicca la collezione see now, buy now di Federica Tosi. (e.f.)

SCAGLIONE FALL WINTER COLLECTION

24-26 FEB 2018

STAND B/11 PIAZZA LINA BO BARDI THE MALL, MILANO 06_02_2018

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WHAT’S NEW @ PARIS FASHION WEEK

NOVE GIORNI DI PASSERELLE NELLA VILLE LUMIÈRE

RILANCI E INCOGNITE ASPETTANDO CÉLINE C’è attesa a Parigi per la nuova prova di Clare Waight-Keller da Givenchy e per capire se è vero che tra Stella McCartey e Kering è in vista una rottura. Ma la curiosità più grande è verso chi sta lontano dai riflettori: Lanvin che cambia proprietario e Céline in stand by, aspettando l’arrivo di Hedi Slimane DI ALESSANDRA BIGOTTA

Givenchy by Clare Waight-Keller and the relaunch of historic brand Paul Poiret are among the hot tickets of Paris Fashion Week. Buzz around Stella McCartney and Kering: are they parting ways? Lanvin, ready for a new owner, organizes only a presentation. Céline’s new deal with Hedi Slimane will be on stage next September. 1

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l nome di cui si parla di più, in questa vigilia della Paris Fashion Week - in programma da lunedì 26 febbraio a martedì 6 marzo -, è quello di Lanvin, per il quale al momento di andare in stampa si profila un futuro nelle mani del colosso cinese Fosun (quello, per intenderci, che controlla l’italiana Caruso). Fosun avrebbe battuto sul filo di lana il pretendente mediorientale Mayhoola e sarebbe pronto a investire oltre 100 milioni di euro nella griffe, in difficoltà soprattutto dopo la turbolenta uscita di scena di Alber Elbaz nel 2015, che pare abbia recentemente fruttato al designer, dopo un contenzioso in tribunale, un indennizzo sui 10 milioni di euro. Chi si aspettava la seconda prova in passerella del direttore creativo Olivier Lapidus, che al debutto non ha scaldato il cuore di giornalisti e buyer, rimarrà a bocca asciutta: quella in programma il 28 febbraio non sarà una sfilata, ma una semplice presentazione. A dare il via alle danze è, la sera del 26 febbraio, Jacquemus, mentre il 27 si entra già nel vivo della kermesse con Saint Laurent e Christian Dior, con il nuovo ceo Pietro Beccari, ex Fendi, in prima fila. A dividersi la giornata di mercoledì 28 febbraio, a parte Lanvin, saranno tra gli altri Maison Margiela, Lacoste, Dries Van Noten, Rochas e Kenzo, mentre giovedì primo marzo si spartiranno la scena Chloé, Paco Rabanne, Uma Wang, Carven, Rick Owens, Off-White e Ann Demeulemeester: un marchio, quest’ultimo, di cui si è indirettamente parlato negli ultimi tempi, perché l’artefice del suo successo e di quello di Haider Ackermann, la businesswoman belga Anne Chapelle, rilancia una storica

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fashion house d’oltralpe, Paul Poiret. Il debutto, con la supervisione stilistica della designer cinese (ma di stanza a Parigi) Yiqing Ying, è fissato per il 4 marzo. Facendo un passo indietro, i protagonisti della giornata del 2 marzo sono Loewe, Balmain, Nina Ricci, Undercover e Yohji Yamamoto. Il 3 si va da Junya Watanabe all’americano Altuzarra, proseguendo con Vivienne Westwood, Elie Saab, Comme des Garçons, Hermès e Sonia Rykiel. Attesa, il 4 marzo, la nuova prova di Clare Waight-Keller per Givenchy, seguita da Balenciaga, Poiret, Valentino, John Galliano e Thom Browne. Si prosegue il 5 con Stella McCartney, intorno alla quale il “buzz” sta crescendo, visto che si dice che sia imminente un divorzio tra la designer britannica e il colosso guidato da François-Henri Pinault. Stella sarebbe pronta a ricomprarsi il 50% in mano al gruppo, che sta focalizzando l’attenzione soprattutto su brand come Gucci e l’astro crescente Balenciaga. Sempre il 5 sfilano Alexander McQueen e Giambattista Valli, a sua volta osservato speciale dopo che la famiglia

1. Un modello di Stella McCartney: in vista il divorzio da Kering? 2. Givenchy nell’era di Clare Waight-Keller 3. Il Grand Palais, sede dello show di Chanel: la griffe mette sul piatto 25 milioni per ristrutturarlo 4. Anne Chapelle rilancia Paul Poiret 2

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3

Pinault è entrata nel capitale del marchio. Le battute finali della fashion week spettano, il 6 marzo, a Chanel - nel Gran Palais, edificio per il quale la griffe ha offerto 25 milioni di euro, in vista dell’imminente ristrutturazione -, Miu Miu e Louis Vuitton, che con ricavi stimati intorno ai 10 miliardi di euro è considerato da Bernstein il brand più redditizio del mondo. Grande assente Céline, che salta il turno in attesa dell’attesa prima prova alla direzione creativa di Hedi Slimane.  ■


Me and my Paul&Shark.

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Milano - Roma - Los Angeles

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BuyerS’ SURVEY

VENDITE womenswear autunno-inverno 2017/2018

L’online, i saldi, i diktat delle griffe: la dura vita dei buyer

Gucci conquista il primo gradino del podio per le vendite in Italia, ma si distingue come brand bestseller anche nelle altre classifiche. A lato, una proposta per questo inverno

Dal dilagare degli sconti alle partnership costosissime con i markeplace dell’online, fino allo strapotere delle grande griffe. Un terzo dei multimarca chiude la stagione con vendite in crescita, ma con margini in picchiata. Sul fronte dei marchi best seller, Gucci resta in testa a cura di andrea bigozzi e carla mercurio

According to Fashion’s exclusive survey, carried out with a panel of almost 60 leading multi-brand stores across Italy, high end womenswear sales are growing for nearly one third of respondents, even if margins slow down. In terms of best-sellers Gucci leads the list.

Q

uesto autunno-inverno Gucci è in cima alla classifica delle griffe più vendute dai buyer italiani. L’abbigliamento, ma anche gli accessori, contraddistinti dal logo della doppia G spopolano tra la clientela locale e anche straniera. Per fare l’en plein manca solo l’online, dove Gucci è richiestissimo, ma non il best seller (superato da nomi come Moncler e Saint Laurent). Un esito che non è una sorpresa e rispecchia i dati diffusi da Kering, il gruppo di cui Gucci fa parte: la griffe nel 2017 ha incrementato le sue vendite nel canale wholesale del 34,7%. Ma qual è il motivo di tanto successo del brand disegnato da Alessandro Michele? Il merchandising, certo, ma anche «l’integrazione tra il processo creativo e quello di promozione. Che Trasformandosi viaggia soprattutto online», notano molin mini department ti dei quasi 60 compratori interpellati e store e Potenziando la sparsi in tutta la Penisola. Ormai le colshopping experience, lezioni, la comunicazione e le modalità i multibrand hanno di presentazione della merce in negozio incrementato devono nascere insieme. Una lezione che le vendite i negozianti stanno cercando di fare propria in vari modi, per esempio sperimentando una maniera più nuova e accattivante di esporre la merce e trasformando i multimarca in una sorta di department store, con spazi dedicati a ogni griffe partner. Scelta presa da Franz Kraler a Cortina e Silvia Bini a Viareggio con i loro nuovi opening. «Una modalità di successo - dice Daniela Kraler - che piace alle aziende anche perché dà la massima visibilità alle collezioni». C’è chi invece decide di far “contaminare” dalla tecnologia i propri negozi. «Nel sistema moda - fa il punto Maurizio Coltorti, che sta lavorando alla creazione di una boutique phygital,

1

Capospalla/Giacche

Qual è la tipologia di Prodotto più venduta in questo autunno-inverno?

2

T-Shirt/Maglieria

3

Borse

4

Calzature

5

Pantaloni

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BuyerS’ SURVEY

La parola ai negozi multibrand Come sono andate le vendite di abbigliamento femminile nell’autunno-inverno 2017/2018?

54%

Come sono andate le vendite di accessori femminili nell’autunno-inverno 2017/2018?

56%

Come lo scorso anno

Come lo scorso anno

37%

Meglio

42%

Meglio

9%

Peggio

2%

Peggio

E quali quelli di accessori più acquistati dagli Italiani?

Quali sono stati i marchi di abbigliamento donna più acquistati dai clienti italiani?

Borse

Calzature

1

1

Gucci,Balenciaga

1 Gucci

2

2 Herno 3 Givenchy, Moschino, Moncler

Gucci

HERNO

2

Golden Goose

Zanellato

3

3

Valentino

Qual è il marchio donna di abbigliamento appena inserito in negozio su cui puntate? 1 Jacquemus 2 Vetements, Alanui 3 Faith Connexion,

Marques’Almeida, Off-White

Saint Laurent

Qual è il marchio donna di Accessori appena inserito in negozio su cui puntate? 1 Valextra 2 Boyy, Cult Gaia 3 Adidas Yeezi

Jacquemus

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VALEXTRA


Ratti - Pesaro

Stefaniamode - Trapani

Galiano - Giugliano (Na)

Fiacchini - Forte dei marmi (Lu)

L’Incontro - Modena

Laura Pessina - Monza

Cambiano le Modalità delle presentazioni di moda donna: voi quali preferite? 1 Sfilate uomo e donna

insieme a gennaio

40%

2 Sfilate uomo e donna

insieme a febbraio 39%

3 Tempistiche e modalita

tradizionali

21%

La Tenda - Milano

prossima al lancio - occorre sfruttare spazi non convenzionali, cavalcando nuovi trend e opportunità. I consumatori cercano nuovi stimoli, un coinvolgimento attivo, un’esperienza». Il cliente quindi non va perso di vista: «Il mercato italiano - conferma Mario Dell’Oglio, presidente di Camera Italiana Buyer Moda - è in crescita anche grazie al lavoro di ammodernamento che è stato fatto dai negozi, specie sul brand mix». Insomma, i buyer hanno ben chiara la situazione: essere “disruptive” premia le vendite, ma trovare le risorse necessarie per rompere gli schemi non è facile, anche a causa dei margini sempre più ridotti. La maggioranza dei negozianti fa i conti con una stagione appena conclusa, quell’autunno inverno 2017/2018, archiviata in linea con lo scorso anno (ma c’è anche una bella fetta di loro che registra vendite in aumento), sia per quanto riguarda le vendite di abbigliamento sia per quel che concerne gli accessori. Vale la regola, per tutti o quasi i nostri intervistati, che tra le quattro mura dei negozi fisici si è mediamente guadagnato meno

rispetto all’e-commerce, che corre su due binari: il sito della singola insegna oppure i marketplace internazionali, tra cui spicca Farfetch. E proprio la piattaforma online creata da José Neves, che ha appena stretto una partnership con il gruppo Chalhoub e che si prepara a sbarcare in Borsa a Wall Street, è diventata la vera croce e delizia di molti buyer. «Lavoriamo in esclusiva con loro - spiega Massimo Fiacchini dell’omonimo multimarca a Forte dei Marmi -. Ormai il 25% del nostro giro d’affari viaggia attraverso la loro piattaforma». «Con Farfetch si fanno molte vendite - ammette Coltorti - ma si perde anche molto, a causa delle commissioni alte». Pure il parallelo, ovvero la vendita all’ingrosso da parte dei multibrand di stock di merci griffate a retailer stranieri, divide. «Si tratta - dice Andrea Bonvicini di Bonvicini - di uno strumento che fa bene solo alle grandi aziende e non a noi commercianti, va arginato». Ma come? Una risposta la dà Vittorio Longoni: «Noi - racconta il buyer titolare di La Tenda a Milano - questa stagione

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BuyerS’ SURVEY

La parola ai negozi multibrand Quali sono stati i marchi ready to wear più acquistati dagli Stranieri?

E quali quelli di accessori più acquistati dagli Stranieri? Borse

Calzature

1

1

Givenchy

Golden Goose, Gucci

2

2

1 Gucci 2 Moncler

Saint Laurent, Gucci

Valentino, Givenchy

3

3

3 Balenciaga, Givenchy Givenchy

Sul fronte dell’ Abbigliamento donna cosa pensa si venderà di più nell’autunno-inverno 2018/2019? 1 Oversize 2 Capi colorati 3 Streetwear evoluto ALBERTA FERRETTI

Quel è il marchio di abbigliamento donna più venduto ONLINE sul vostro sito Internet e/o su Farfetch?

E cosa invece si venderà di più negli accessori nell’autunno-inverno 2018/2019? 1 Sneaker 2 Tacco basso 3 Micro bag 4 Marsupio

Qual è il marchio di accessori donna più venduto online sul vostro sito Internet e/o su Farfetch? 2 Givenchy

2 Dolce&Gabbana

3 Golden Goose

3 Gucci Dolce&Gabbana

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Alexander McQueen

1 Saint Laurent

1 Moncler

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Valentino, Céline, Balenciaga

GOLDEN GOOSE DELUXE BRAND

BALENCIAGA


BuyerS’ SURVEY

Ringraziamo il nostro panel

Moras Intimiano (Co)

Divo Santa Maria a Monte e Pontedera (Pi)

siamo cresciuti in maniera sana. Per chi lavora seriamente c’è ancora spazio per sopravvivere, senza dover avere in negozio soltanto it bag e grandi griffe costosissime, vendute solo agli stranieri. Noi proponiamo Alberta Ferretti, N°21, Cucinelli, Herno, Zanellato, nomi amati da una clientela in cerca di stile e qualità made in Italy». Nonostante le parole di Longoni, però, i marchi più venduti secondo il nostro sondaggio restano sempre quelli più amati dal “daigou”: Gucci, Balenciaga, Givenchy, Saint Laurent, Valentino, Moncler, Moschino. Passando al tema dei saldi, anche questa stagione non è stato facile per i titolari dei multimarca da questo punto di vista. La maggior parte reputa anacronistici i saldi ufficiali, la cui performance, secondo oltre un terzo del panel, è in flessione rispetto allo scorso anno, a causa principalmente dei forti sconti (tra il 30% e il 40%) proposti costantemente online da molti marketplace e anche

Come sono andati i saldi rispetto allo scorso anno?

45%

Come sarà il Budget per il prossimo autunnoinverno 2018/2019?

60%

Stabili

Stazionario

34%

35%

In flessione

In aumento

21%

5%

In aumento

40

da molti monomarca, specie a partire dal Black Friday a fine novembre. «I saldi sono andati male - conferma Mario Dell’Oglio - perché si comincia troppo presto e il prodotto a prezzo pieno nei negozi ci sta sempre di meno. Ed è un peccato, perché il mercato italiano è un po’ in crescita e andrebbe incoraggiato». Alla base di questa tendenza ci sono anche le grandi aziende, che nei loro negozi danno il via agli sconti in anticipo e ai multimarca non resta che adeguarsi. «Sarebbe meglio che i grandi prendessero esempio da Gucci, che i saldi non li fa e vende ugualmente» è il punto di vista di Silvia Bini. In conclusione, anche se i multibrand arrivano a fatturare di più, tra gli sconti imposti, sia online che offline, le commissioni concesse a Farfetch e, per chi lo fa, i ribassi del parallelo, i margini sono sempre più sottili. «Questo - conclude Dell’Oglio - è un problema tra noi buyer e le griffe, che ■ dobbiamo affrontare e risolvere».

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In flessione

Silvia Bertocchi - 10 CORSO COMO - Milano; Andrea Agnetti - ANDREA AGNETTI - Macerata; Alberta Scardigli - ALBERTA BOUTIQUE - San Miniato Basso (Pi); Maurizio e Mario Artusa - ARTUSA - Vibo Valentia e Lamezia Terme (Ct); Rosi Biffi - BIFFI BOUTIQUES - Milano e Bergamo; Andrea Bonvicini - BONVICINI FASHION GALLERY & STORES - Montecatini Terme; Lorenzo Selmin - BOUTIQUE CINZIA Abano Terme (Pd); Giancarlo Stella - BOUTIQUE STELLA - Asiago; Mario e Piero Cammalleri - CAMMALLERI GROUP - Caltanisetta; Paolo Colognese - COLOGNESE 1882 - Montebelluna (Tv); Licia Bonesi - COLTORTI BOUTIQUES Ancona, Macerata, San Benedetto del Tronto (Ap) e Pescara; Gabriella Billi Cuccuini - CUCCUINI - Livorno; Gaetano Deflorio - DEFLORIO Noicattaro (Ba); Marina Degli Effetti - DEGLI EFFETTI - Roma; Mario Dell’Oglio - DELL’OGLIO - Palermo; Gabriella Razzi - DEI PERSONAGGI - Bogliasco (Ge); Marco Cateni - DIVO - Santa Maria a Monte e Pontedera(Pi); Massimo Fiacchini - FIACCHINI - Forte dei Marmi (Lu); Piero Marchesani - FILIPPO MARCHESANI - Cupello (Ch); Fulvia Galbusera e Nicoleta Dragomir - FOLLI FOLLIE - Mantova, Verona, Brescia, Bologna e Riccione (Rn); Raffaele Galiano - GALIANO - Giugliano (Na); Federico Giglio - GIGLIO - Palermo; Anna Giordano GIORDANO BOUTIQUE - Pompei (Na); Laura Mazzarone - ISSIMA - Genova; Amos e Angela Adani - Daniela Kraler - KRALER - Cortina d’Ampezzo (Bl) e Dobbiaco (Bz); LA BOUTIQUE DI ADANI - Modena; Jacopo D’Ambrosio - LA COUPOLE - Venezia; Giorgia Apolloni - LA LUNA E LE STELLE - Thiene (Vi); Vittorio Longoni LA TENDA - Milano; Laura Fargetta - LAURA FARGETTA - Caltagirone (Ct); Simona Pessina - LAURA PESSINA - Monza; Cesare Tadolini - L’INCONTRO - Modena; Paolo Mantovani MANTOVANI - San Giovanni Valdarno (Ar); Paolo Marini - MARCOS - Mondovì (Cn); Irene Scagliola - MELCHIONNI - Alessandria; Mirko Moras MORAS BOUTIQUE - Intimiano (Co); Marco D’Alessandro - NIDA - Caserta; Battista Martilotti - PAPILLON - Corigliano Scalo (Cs); Roberta Valentini - PENELOPE - Brescia; Gianni Arteni - PROGETTO MODA/ARTENI - Tavagnacco (Ud); Nicola Raimondi - RAIMONDI DRESS Ravenna; Matilde d’Ovidio - RATTI - Pesaro; Pietro Scaglione - SCAGLIONEISCHIA - Ischia (Na); Silvia Bini - BINI SILVIA PASSEGGIATA - Viareggio; Serena Scarato - SPINNAKER Alassio (Sv); Aldo Carpinteri - STEFANIA MODE - Trapani; Maria Teresa Vidotto - STILMODA - Lignano Sabbiadoro (Ud); Andrea Molteni TESSABIT - Como; Eleonora Banfi Benaglio - TIZIANA FAUSTI - Bergamo; Ernesto Tufano - TUFANO - Pompei (Na); Didi Corbetta VALTELLINI - Rovato (Bs); Andrea Diaz - VELA SHOP - Cagliari; Alessia - VOLONTÉ - Cagliari; Gabriella Conti - WISE - Cremona, Desenzano del Garda (Bs) e Reggio Emilia


market pulse

Ph. Imaxtree.com

denimwear

raw in NEGOZIO, più ricco online Persino l’hard luxury si è ampiamente convertito al denim per l’estate 2018. Siamo vicini allo scoppio di una bolla? «Tutt’altro» rispondono agenti e retailer, che si aspettano una versione «più pulita» in negozio. Online il discorso cambia di Elisabetta fabbri

Even hard luxury has converted to denimwear for next season. A bursting bubble is near? «Not at all» say agents and retailers, envisaging a “cleaner” version in the shops. Online the trend is different.

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l denim sarà uno dei grandi protagonisti della primavera-estate 2018 e non solo. La tela indigo è salita sulle passerelle persino di case di moda blasonate come Chanel, Dior e Oscar de la Renta e ha movimentato parecchi fashion show, da New York ai principali appuntamenti europei (Tom Ford, MM6 Maison Martin Margiela, Alexander McQueen, Stella McCartney, Public School e Msgm, solo per citarne alcuni). Ma gli esperti del settore sono pronti a scommettere che non siamo all’apice di una bolla pronta a scoppiare. «Ormai il denim è sempre di tendenza - dice Carla Cereda di Biffi Boutiques -. È considerato un materiale molto duttile e, interpretato anche dalle grandi maison, può dare freschezza anche ai look più impegnativi, vedi Chanel. Questo trend permane nel tempo, anche perché si stanno facendo grandi sforzi per renderlo sempre più trasversale e glamour: si presta a molte interpretazioni, può essere un tessuto super ricco, con ricami o applicazioni, oppure un materiale di ricerca, trattato secondo molteplici lavorazioni». «Il denim fa parte della storia dell’abbigliamento e non sparirà mai - ribatte Alessandro Squarzi -. È versatile, si può lavorare in vari modi. Io mi sono persino fatto fare un vestito». L’imprenditore della moda, con showroom a Milano e Bologna, ci crede talmente tanto, che la sua linea di menswear Fortela include gilet e giacche realizzati in tela indigo. Da una sua collaborazione con Roy Roger’s in questa stagione debutta nelle boutique di alta gamma Blue de bleu, una linea di jeans femminili in denim giapponese indaco non elasticizzato: una scelta volutamente in controtendenza come quella del nuovo progetto di Squarzi, Bluraro. «Si tratta di una capsule collection di cinque tasche e camicie - racconta - in denim giapponese cimosato alto 75 centimetri, color indaco naturale, non trattato. Ogni capo è confezionato in Giappone con macchine Singer e Union Special degli anni Venti, che dalla larghezza del punto rivelano la loro età». A proposito di prezzi dice: «In Italia non c’è una vera cultura in mate-

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1. La sfilata Dior per la Spring-Summer 2018 2. Una mini Peekaboo Fendi in denim

ria ma gli appassionati di questo tessuto sanno che non si possono spendere meno di 350 euro per un paio di jeans come si deve». Per 2 il prossimo inverno Squarzi scommette su un denim molto pulito. «Sta piacendo crudo, non trattato, blu scuro: i veri cultori lo vogliono così, ma ci sta che altri cerchino ancora le proposte con pellicce e ricami». «Da tessuto con radici umili, il denim è diventato couture e penso che sarà il re della primavera-estate 2018 e tra i must have del prossimo inverno, magari abbinato alla pelliccia o altri materiali preziosi, perché è l’elemento che dà un piglio giovane e street» osserva Daniela Kraler, titolare dell’insegna Franz Kraler, che di recente a Cortina ha inaugurato una sorta di mini department store diffuso, con corner e salottini de-

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1. La giacca Peplum di Alexander McQueen 2. Un look Chanel per la prossima estate 3. Il denim giapponese di Bluraro 4. Le sovrapposizioni di R13 5. I jeans con pelliccia di Y/Project 6. Denim chiaro sfrangiato per Balmain e 7. I jeans stellati di Stella McCartney

dicati ai grandi marchi del lusso internazionale. «Lo abbiamo visto per alcuni capi Louis Vuitton, Gucci, Dior - aggiunge - ma anche nelle borse come quelle di Fendi». Tra le proposte andate per la maggiore Daniela Kraler cita la giacca Peplum di Alexander McQueen e i berretti Balenciaga, ma anche le giacche Balmain e i tailleur Max Mara in lana effetto denim (il Wool Denim in pura lana merino australiana sviluppato con The Woolmark Company). A proposito di cinque tasche, l’esperta nomina Gucci, «specie i modelli ricamati», Stella McCartney, «in particolare il modello slim fit boyfriend stellato» e Valentino e ha grandi aspettative per il nuovo denim nero firmato Dior. Non importa che alcuni di questi jeans superino tranquillamente i mille euro. «Se il prodotto ha un certo marchio - sostiene Kraler - il cliente non guarda il prezzo e nemmeno le caratteristiche intrinseche del tessuto». «Il denim è ciclico da sempre ma c’è sempre spazio per capi particolari, che hanno stile e penso che ne vedremo delle belle anche alle prossime sfilate» osserva Tiziana Fausti, cui fanno capo una serie di store fra Bergamo (destinati a salire con la prossima apertura di una boutique bimbo) e Lugano e l’omonimo web store. «Adesso - prosegue - i pantaloni piacciono un po’ baggy, sfrangiati. Le gonne portate con gli stivali, in stile texano, sono una bella soluzione». Tra i brand specializzati che attirano di più cita R13, Frame e Paige. Tra le griffe figurano Stella McCartney e Saint Laurent per i jeans e Balenciaga per le giacche e i bomber. «Se il cliente li apprezza e vede che gli stanno bene - conferma - il prezzo non conta. La prima a guardare il prezzo, però, sono io: per l’assortimento in negozio cerco il giu-

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sto equilibrio. Ora penso che il consumatore sia più disposto a spendere certe cifre per lavaggi costosi o per il denim cimosato, non per il ricamato o con applicazioni, che invece vende ancora molto bene online. Il gusto di chi frequenta il negozio è più pulito». «L’uomo che compra nell’e-store mantiene un forte interesse per le proposte in denim, mentre la donna sta rallentando» spiega Daniele Chierichetti, buyer per l’e-commerce Tiziana Fausti e precisa: «C’è interesse per il cinque tasche purché sia speciale, non basico, come quello trasformista di Y/Project o in generale i modelli dotati di personalità, pur in assenza di dettagli vistosi». La donna è più orientata alle griffe come Doce&Gabbana, Balmain e Dior, di cui convincono soprattutto i pantaloni a gamba dritta, un po’ cropped, «con la piccola ape ricamata che li rende riconoscibili e fa subito entrare le fan nel mondo della maison francese». «Nell’uomo - aggiunge il buyer - mi ha sorpreso il successo di Off-White, che denota un cambio di preferenze, da una vestibilità regular a un’altra molto skinny, con gamba sia lunga che corta». «Si nota anche un ritorno di interesse per il denimwear Helmut Lang proposto con frange laterali - aggiunge -. I giubbotti riprendono i modelli puliti degli anni Novanta e i pantaloni hanno la vita un po’ più alta dell’attuale, da indossare con top corti». Dall’e-commerce arrivano segnali di assuefazione ai patch, non per il graffittato. Probabile inoltre che si vedranno in giro ■ più modelli bootcut, con il ritorno degli stivali texani. 


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appuntamenti

denim première vision diventa una fiera nomade Denim Première Vision will be organized alternately in Paris and in a European city fashion oriented. Cambio di strategia per il salone francese Denim Première Vision. L’evento, che nel 2017 ha compiuto 10 anni, si terrà alternativamente a Parigi e in città europee «che hanno una forte influenza nel mondo della moda». Il 23 e 24 maggio prossimi il trade show sarà al Parc Floral de Paris. Le collezioni estive, invece, sono in programma il 5 e 6 dicembre (nel 2017 la fiera si è tenuta in novembre) a Londra, presso The Old Truman Brewery (East London). Il prodotto e l’innovazione resteranno il fulcro della manifestazione, che vuole creare un circuito virtuoso con i buyer. Verrà inoltre data grande enfasi all’esperienza in fiera attraverso workshop, talk dedicati alle sfide del settore, eventi e happening.

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news

Au197sm

hi-tech per vocazione Launched by Belumbery Fashion Group, the brand bets on a luxury streetwear with the leitmotiv of 24-carat gold.

LEO STUDIO DESIGN

«Sogno di sfilare a Milano e di aprire un negozio con cucina» Leo Studio Design, founded by Leo Macina, started with a collection of seven bags in 2014. Today the collection has become a total look, more and more eco-friendly and distributed on an international scale. Lei ha iniziato con una collezione di sette borse nel 2014. Cosa è diventato Leo Studio Design? Dopo le borse, ho introdotto le scarpe e, a partire dalla terza stagione, Leo Macina anche l’abbigliamento. Oggi il marchio è sinonimo di un total look, completamente made in Italy, con l’80% dei capi realizzati in Puglia da piccoli laboratori a conduzione familiare. Leo Studio Design è stato tra i finalisti del Green Carpet Fashion Awards: come si concretizza il suo impegno nel rispetto dell’ambiente? Utilizziamo stampe ad acqua e tessuti bio, bottiglie di plastica rigenerate e, dall’autunno-inverno 2018/2019, buccia di mela come alternativa alla pelle per tutta la nostra offerta di pelletteria. A livello distributivo come procede? Abbiamo conquistato 80-90 punti vendita, riuscendo a entrare in negozi top, tra cui Harvey Nichols, LuisaViaRoma, Vinicio, Folli Follie, Morini e tanti altri. Nel 2017 abbiamo anche aperto il nostro e-shop. Quali saranno le prossime tappe? Mi piacerebbe riuscire a sfilare alla fashion week milanese il prossimo settembre e poi concretizzare un progetto che mi sta molto a cuore: aprire a Milano il primo monomarca con annessa cucina. Oltre che designer, sono anche uno chef.(a.t.)

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Lanciato con la primavera-estate 2018, Au197Sm è uno streetwear deluxe messo a punto da Belumbery Fashion Group (nell’orbita della holding Eos), che attraverso un’esclusiva tecnica brevettata dalla società stessa, fonde l’oro 24 Kt e altri metalli preziosi con il tessuto. «L’abbinamento di nuovi studi tecnologici con il nostro brevetto è l’obiettivo primario della linea e ora stiamo mettendo a frutto una tipologia di stitching che segnerà il futuro» racconta Stefano Maccagnani, imprenditore che dal 2000 opera in diverse realtà industriali, dall’automotive al biomedicale, e deus ex machina del progetto. Ora il brand, dall’immagine contemporary e grintosa, si sta facendo strada su scala worldwide: «Puntiamo a farci conoscere - aggiunge Maccagnani - per il contenuto innovativo tecnologico e stilistico, guardando a tutti i Paesi e negozi che necessitano di reale progresso, anche nella moda».  (a.t.)

CIRCOLO 1901

easy, but not simple Circolo 1901 expands abroad thanks to “easy outfit”concept, with formal, but comfortable proposals for men and woman. Circolo 1901 conquista nuovi mercati internazionali, scommettendo sull’easy outfit. «Si tratta di un concetto - spiega il titolare del brand, Gennaro Dargenio - che ha origine dal nostro capo chiave, la easy jacket, di impronta formale ma dal fit senza costrizioni e dall’ottima vestibilità. Uno stile che rispecchia un lifestyle: easy but not simple». Prodotto dalla pugliese S.G.L., il marchio si declina in giacche abbinate a maglie e completi, anche spezzati, per lui e in giacche like a boy, rubate al guardaroba maschile, ma con un touch molto glamour, per lei. Un concept che piace anche all’estero: «Nelle ultime due-tre stagioni - informa Dargenio - abbiamo trovato nuovi partner in Usa e Canada, in diverse zone dell’Europa e nel Far East, dove mercati già consolidati come Giappone e Corea hanno contribuito a far crescere il business e la notorietà del brand».  (a.t.)


Antonelli Firenze

flagship store a Milano per parlare col mondo The Italian company Antonelli Firenze ships internationally and plans to open its first flagship store in Milan, to improve the brand’s image. Ancora un anno di crescita per Antonelli Firenze. E la prospettiva per marchio di 1 1. Da sinistra Enrica Antonelli, Marco abbigliamento femminile è di replicare anche nel 2018 un Berni e Roberta Antonelli 2. Un look trend positivo, che ha visto le Fall-Winter 2018 di Antonelli Firenze vendite della società moltiplicarsi nel giro di cinque anni, come ha raccontato a Fashion Enrica Antonelli che, con la sorella Roberta e il figlio Marco Berni, ha trasformato l’azienda di biancheria fondata dal padre Luciano in una collezione di camicie d’alta gamma, poi evoluta in un brand total look. Partiamo dai numeri: come avete chiuso il 2017 e che previsioni avete per l’anno in corso? Bene. L’anno scorso abbiamo raggiunto 12,5 milioni di euro di fatturato, e la prospettiva per il 2018 è quella di toccare i 15 milioni. Si tratta di numeri alla nostra portata, visto che l’ultima campagna estiva è stata positiva, con un aumento degli ordini del 25%.

ALESSIO BARDELLE F*W 8*9

A cosa sono dovute queste performance incoraggianti? Stiamo vivendo un momento favorevole da ogni punto di vista. La distribuzione continua a potenziarsi in modo equilibrato. Sul fronte delle collezioni paga la scelta di puntare sul colore e sui materiali brillanti, senza intaccare il concetto dello “chic quotidiano” che ci caratterizza. Quali mercati hanno performato meglio? Quelli stranieri: l’export ormai per noi vale il 70% delle vendite. È andata bene la Germania, così come la Svizzera, l’Austria, la Svizzera e in generale tutti i Paesi del Nord. Arrivano segnali incoraggianti anche da aree per noi più nuove come la Russia, dove abbiamo scelto Cashmere & Silk come partner, e il Giappone che ci vede distribuiti da L’idea&Co, che controlla la catena di negozi Strasburgo. Ci sono nuovi Paesi in cui vi preparate a sbarcare? No,vogliamo prima consolidarci nelle piazze dove siamo presenti e avviare finalmente il progetto retail: dopo aver raggiunto 530 clienti wholesale nel mondo ci sentiamo finalmente pronti per questo passo.

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Quando e dove arriveranno i primi monomarca ? Stiamo portando avanti delle trattative, che ci porteranno entro la fine di quest’anno a inaugurare un monomarca a Milano. Sarà un punto di riferimento per la clientela locale e internazionale. Per questo lo apriremo nel Quadrilatero oppure in Brera.  (an.bi.)

SHOWROOM

via tortona n.5 - milan from february 23rd to february 26th


news

WIVIAN’S FACTORY 1

«Il mercato cambia ci vuole una marcia in più» In an evolving scenario, the role of agents must change. For Wivian Bodini, the head of Wivian’s Factory agency in Milan, this means many more options to his clients, wider horizons and research brands. Come cavalcare un mercato che evolve a ritmi vertiginosi? La domanda se l’è posta qualche stagione fa Wivian Bodini, titolare dello studio di rappresentanze Wivian’s Factory di Milano: 70 marchi al top per un totale di 70 addetti, fino a oggi serviti per il Nord Italia, principalmente nell’area occidentale. «Nel mercato - dice Bodini - c’è una grande selezione e per essere tra quelli che resteranno bisogna cambiare. Noi ci siamo strutturati per fornire prestazioni in più, sia ai negozianti, sia alle aziende». Oggi, oltre al servizio di vendita, prevendita, postvendita, customer service e recupero crediti, l’agenzia milanese di via dell’Aprica fornisce consulenza per visual merchandising, allestimento di vetrine e stand fieristici, corsi di perfezionamento per commessi e agenti finalizzati a migliorare le tecniche di vendita. Il risultato di un gioco di squadra tra figure nuove inserite internamente e un pool di consulenti esterni, che vede coinvolti anche aspetti come la comunicazione, il digital e il customer service, non solo per le zone di competenza ma anche per il resto d’Italia. Nel frattempo sono nate due nuove strutture, WF International e WFYLAB, con cui la scommessa si fa ancora più ambiziosa: «Con la nuova International puntiamo a superare i confini del Nord Ovest d’Italia, per operare in tutto il mondo. Abbiamo inglobato figure con un know how specifico. Siamo partiti da poco più di un mese, scommettendo su Far East, Medio Oriente e Csi, mentre con un consulente esterno ci occuperemo di creare una rete distributiva internazionale per le aziende, cercando distributori ed agenti». Con WFYLAB la sfida è sul terreno della ricerca: «Si tratta di un incubatore di realtà nuove, circa 15 marchi da tenere d’occhio». Si estendono gli orizzonti e si amplia la struttura (a giugno ai 3.500 metri quadri attuali se ne aggiungeranno 1.500, al momento in fase di ristrutturazione) e cresce il giro di affari, dai 62 milioni di euro del 2016 ai 78 del 2017, con l’obiettivo di superare gli 85 nel 2018. Intanto arrivano le giovani generazioni: «Accanto a Mattia c’è mia figlia Alessia, 20 anni, che si occupa di comunicazione in collaborazione con un noto ufficio stampa milanese, anche se presto andrà a studiare recitazione a Los Angeles». «Nella vita bisogna lavorare con passione conclude Bodini -. Come ho fatto sempre io, fin dagli inizi. Sarà lei a scegliere». (c.me.)

RUCO LINE e JEAN-MARIE MASSAUD

Design e stile a prova di globetrotter A new chapter in the “colabs story” by Ruco Line: after the liaisons with famous names, such as Jean Nouvel and Karen Mok, time has come to debut with the special capsule designed by French creator and designer Jean-Marie Massaud. Nuovo capitolo nella “colabs story” di Ruco Line, che dopo le liaison con nomi come Jean Nouvel e Karen Mok lancia una capsule, firmata dal creatore e designer francese Jean-Marie Massaud. Il brand marchigiano di footwear, che coniuga ispirazione sportiva e glamour, presenta durante Milano Moda Donna, con un evento nello store di via Spiga 48, Essentiel’M: calzature dedicate ai globetrotter di oggi, alla ricerca di comfort e di eleganza. «È così che vivo - spiega Massaud - ed è pensando a questi requisiti che ho creato Essentiel’M: il primo paio di scarpe da inserire nel bagaglio a mano, che può accompagnarci ovunque». Sono due le creazioni che compongono la serie speciale, unisex e complementari: nel modello M-01/Easy Chic la tomaia è montata sulla suola a cassetto di Ruco Line, in tre diversi materiali; nella versione M-02 Cool Move è declinata in un tessuto tecnico color block, montato su suola R-Evolve. Una coulisse conferisce ulteriore adattabilità e performance alla scarpa, mentre una calza interna in Lycra a maglia estensibile contribuisce a rendere la calzata più confortevole. (c.me.)

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1. Wivian Bodini 2. La showroom milanese Wivian’s Factory in via dell’Aprica

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1. Jean-Marie Massaud e Marco Santucci 2. Le calzature Essentiel‘M


SEALUP/novitÀ nel WOMENSWEAR

Svolta contemporary con il twist di Giada Benincasa New impetus for Sealup’s womenswear, that from Fall-Winter 2018/2019 relies on the creativity of Giada Benincasa. The young Milanese designer has reinvented the heritage of the historic brand in a contemporary key. Nuovo slancio per il womenswear di Sealup, che a partire dalla stagione autunno-inverno 2018/2019 si affida alla creatività di Giada Benincasa. La giovane stilista milanese ha reinventato il dna dello storico brand in chiave contemporary, pensando a una donna moderna, elegante e di carattere. Una proposta che abbina l’immagine alla qualità, certificata dalla produzione 100% “Made in Sealup”, tra le più importanti aziende produttrici di rainwear, outerwear e piuma d’oca made in Italy, con il fiore all’occhiello dei due stabilimenti di Lomazzo (Como) e Calusco d’Adda (Bergamo), dove avviene l’intero ciclo di progettazione e produzione. Protagonista della collezione è il capospalla, che gioca su materiali e occasioni d’uso differenti: si può scegliere tra la piuma d’oca, che sposa tessuti e accessori cool, la lana dall’allure British giocata sul motivo del piping e sugli inserti in vernice, i trench con pieghe sul fondo, i parka over e avvolgenti e le cappe con cappuccio, imbottite di piuma d’oca. Una proposta destinata ad arricchirsi con la maglieria, che va in vendita a prezzi sell out dai 700 ai 1.100 euro. Presentata durante la campagna vendite in una temporary showroom in via dell’Orso, la collezione sarà presto esposta nella showroom di via Montenapoleone, che si inaugura tra fine marzo e inizi di aprile e che prenderà il posto di quella in via Morimondo. (c.me.)

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nEWS

GIOVANNI ALLEGRI

major Svela il lato femminile After his debut at Pitti Uomo, Giovanni Allegri brings his Major collection to Milan, revealing the brand’s feminine side. A wardrobe in which the word luxury finds its maximum expression in outerwear. Dopo il debutto a Pitti Uomo, Giovanni Allegri porta a Milano la collezione Major, di cui svela il lato femminile. Figlio di Augusto, padre dell’impermeabile all’italiana, Allegri ha disegnato per il prossimo inverno un guardaroba in cui il capospalla è emblema del lusso: trench, carcoat, bomber, parka, long coat, cappotti, biker, hoodie, puffer e denim jacket, per un “living wardrobe” che reinterpreta capi iconici in chiave contemporanea, tra hi-tech e sartorialità. Proposte che scelgono tessuti tridimensionali dalle armature tattili, tagliati con volumi geometrici e linee rigorose. Lane cotte tagliate al vivo, velluto, organza di lana e cotoni armaturati, lane tecnologiche spalmate, gommate o vetrificate, nylon opachi e shearling in lavorazioni inedite sono al servizio di un’idea di base: proteggersi dal freddo, per poter indossare sotto al capospalla capi leggeri e easy. In questo sono di aiuto i “liners”, interni staccabili, da indossare anche indipendentemente. L’appuntamento con Major Giovanni Allegri è al Super, dove il brand è presente con un’installazione, e al brunch del 24 febbraio, in via Santa Cecilia 8. (c.me.)

SHOWROOM PROGETTO MILANO

il giusto mix di tradizione e ricerca With a right mix of footwear and accessories start-ups and historical brands, Progetto Milano showroom faces international markets, thanks to the experience of co-owner Paolo Smagliato.

PINK MEMORIES

Tutto pronto per l’espansione estera Tuscany womenswear brand Pink Memories plans its expansion in foreign markets from a new headquarters near Florence. Fondato circa 10 anni fa dai coniugi Claudia e Paolo Andrei, il womenswear Pink Memories progetta di crescere all’estero dalla nuova sede di Lastra a Signa (Fi). L’avveniristico building include la logistica e, nell’attico, la showroom aziendale, per un totale di una decina di addetti. La produzione è affidata a laboratori esterni a chilometro zero. «Siamo noti per l’abito sottoveste - racconta Claudia Andrei - ma oggi Pink Memories è un total look molto femminile per la donna contemporanea, che include tra i progetti recenti la pellicceria ecologica e la maglieria in cashmere e mohair». Presente al White di Milano, la famiglia Andrei punta ad approcciare mercati dall’alto potenziale quali Nord Europa, Usa e Asia, partecipando ai saloni internazionali e contando su una rete di agenti e l’apertura di showroom. «Dopo Milano e New York anticipa la titolare - stiamo cercando uno spazio a Parigi». La label è presente i circa 200 multimarca italiani (tra cui LuisaViaRoma, Fiacchini e Tessabit) mentre all’estero conta un centinaio di punti vendita. Online è distribuita direttamente e su farfetch.com. (e.f.)

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Con un giusto mix di startup e marchi storici della calzatura e degli accessori, la showroom Progetto Milano affronta il mercato internazionale forte dell’esperienza del contitolare Paolo Smagliato, con un focus su Usa, Canada, Centro-Nord Europa ed Estremo Oriente. Fiorentini+Baker, NiRa Rubens, Angelo Bervicato, PrimaForma, Eddy Daniele, Marabini, Deimille e Uit: sono questi i fiori all’occhiello dello studio di rappresentanza milanese, che ha sede in via Archimede. Una realtà che scommette su internazionalità, moda e passione. Il 2018 sarà un anno caratterizzato da cambiamenti e dall’iniezione di nuova linfa nelle fila dell’agenzia, grazie al coinvolgimento di Colette Smagliato, figlia di Paolo, neolaureata in design della moda allo Iuav di Venezia che, in attesa di iniziare un master alla Central Saint Martin’s di Londra, si dividerà tra la showroom e l’agenzia di comunicazione Your Image per un periodo di formazione. (c.me.)


showroom _ tortona 35, Milano showroom@alysi.it


upcoming generation

imprenditori e stilisti from china

la new wave del dragone Imprenditori. Designer. Under 40. Tutti di nazionalità cinese. A rendere più frizzante il mercato azionario del fashion system arrivano i giovani tycoon dagli occhi a mandorla, a caccia di label occidentali dal forte appeal per la Internet Generation. E intanto le passerelle europee (quella di Milano in primis) fanno largo alle nuove promesse dello stilismo from China, già sintonizzate sulle frequenze del lusso, con collezioni creative e di qualità di angela tovazzi

From China comes a new generation of tycoons, hunting for western fashion labels dedicated to Millennials, and the runways are filled with young designers, who have understood the lesson of creativity and quality.

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li investitori cinesi sono ormai diventati dei forti competitor sullo scacchiere internazionale. Basta pensare a Bally, inglobata nella galassia di Shandong Ruyi, che si è accaparrato il marchio di accessori dopo aver fatto incetta nell’abbigliamento con Aquascutum e Smcp, casa madre di Sandro, Maje e Claudie Pierlot. Oppure a Fosun, che dopo essersi comprato Caruso e La Perla ha messo le mani su Lanvin, griffe dal passato glorioso, nelle secche di una prolungata crisi finanziaria e dall’identità obnubilata. Ma tra le ultime operazioni a destare curiosità nel mondo degli addetti ai lavori è stato, qualche mese fa, anche un 38enne di Hong Kong dal sorriso disarmante e di professione miliardario, Adrian Cheng, che attraverso i suoi fondi C Ventures e K11 Investments ha rilevato una quota “significativa” in Moda Operandi, perché, ha detto, questa è una delle piattaforme ad alto tasso di appeal per la cosiddetta Bat Generation, nata e cresciuta a pane e Internet. A fargli concorrenza è arrivata la giovane (27 anni), bellissima e ricchissima Wendy Yu, anche lei baby magnate che parla mandarino e dalla mission sempre più eurocentrica, visto che con il fondo Yu Capital si è portata a casa una quota di minoranza del brand Mary Katrantzou. Ma non sono solo i million men and women a farsi spazio nella stanza dei bottoni del lusso. Anche sul fronte creativo si sta infoltendo la lista di giovani stilisti provenienti dall’ex Celeste Impero, sulla scia di nomi affermati come Uma Wang, Guo Pei e Vivienne Tam: molti di loro hanno scelto la piazza milanese per farsi conoscere e ■ ora sono pronti a tornare. 

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ADRIAN CHENg C Ventures

Tra millennials e gen Z, la bat generation rappresenta quasi la metà della popolazione cinese

38 anni, una laurea ad Harvard e una grande passione per l’arte e l’hightech: Adrian Cheng è il rampollo di una dinastia da oltre 80 anni nell’ambito del retail di lusso e direttore esecutivo di Chow Tai Fook, catena di gioiellerie con 2.300 punti vendita. Un giovane che è riuscito a mettersi in luce però anche en solitaire come business innovator, da quando (nel 2008) ha fondato a Hong Kong il K11 Art Mall, un concept ibrido che unisce museo e negozio (diventato poi un progetto multisfaccettato), e soprattutto dallo scorso ottobre, in occasione del lancio di C Ventures, un veicolo di investimento con la mission di costruire un ecosistema globale di brand e piattaforme capaci di dialogare con i Millennials e la Generazione Z. O meglio, la “Bat Generation”, un acronimo che sta per Baidu, Alibaba e Tencent, i tre big cinesi della Rete. Dopo aver acquisito quote in Not Just a Label, Dazed Media, Armarium e Bandier, per citare alcuni brand, la notizia che ha suscitato maggior interesse è stata l’entrata nel capitale dell’e-tailer Moda Operandi, «perché - ha dichiarato ha un business model all’avanguardia, con un’attenta customer experience ricca di potenziale». Lo shopping è continuato a gennaio, con le piattaforme moda Finery e Undone e ora si attendono le prossime mosse.


Rico manchit au Ricostru

Ricostru deriva dal termine italiano “ricostruzione” ed esprime al meglio la poetica stilistica di Rico Manchit Au, nata nel 1987 a Guangdong e stretta a doppio filo all’Italia da quando ha ottenuto (nel 2009) il master all’Istituto Marangoni. Questo è infatti il nome che la designer ha dato al suo brand, fondato nel 2011 in Cina, subito cooptato nel The Vogue Talent Corner a Milano e, nel settembre 2016, ospite sulle passerelle dell’Armani Teatro: ricostruzione intesa come momento cardine tra la pars destruens e la pars construens, fra tradizione e futuro, artigianalità e high-tech. Un racconto minimalista, il suo, che tornerà con un nuovo capitolo il prossimo 26 febbraio, quando sfilerà a Palazzo Reale.

wendy yu Yu Capital

Angel Chen Angel Chen

Nel 2016 è stata inserita da Forbes tra i primi “30 under 30” asiatici da tenere d’occhio: Angel Chen, nata a Shenzhen, con studi alla Central Saint Martins e trascorsi nelle fashion house Marchesa e Vera Wang, si sta imponendo come una delle voci più interessanti del panorama stilistico contemporaneo, grazie a un’estetica audace, che fonde con personalità colori e texture in un ideale ping pong tra Oriente e Occidente. Battezzato “Chinese Punk” dalla stampa internazionale, il suo stile unisex ha conquistato top shop come Lane Crawford, Urban Outfitters e Isetan e ora è pronto a reinventarsi con la prossima collezione dell’autunno-inverno 2018/2019, di scena alla Milan Fashion Week. L’appuntamento è al Padiglione Visconti il 21 febbraio.

Sul suo profilo Instagram posta foto delle sfilate e si fa immortalare con le persone che contano. Wendy Yu - 27 anni, nata a Snejiang (nella Cina orientale), una laurea in fashion management al London College of Fashion e studi presso diverse università inglesi - è figlia di Jingyuan Yu, fondatore di Mengian Group, il più grande produttore di porte in legno asiatico. credo L’anno scorso ha lanciato nella visione di il fondo Yu Capital, con mary e nel suo l’obiettivo di scommettere potenziale. il nei settori della moda suo potrebbe e della tecnologia, tra i diventare un più gettonati nel target brand globale under 35, dimostrando nei prossimi subito di voler fare 10-20 anni sul serio. Dopo aver investito nel sustainable brand Bottletop e nella piattaforma Fashion Concierge, prima conosciuta come Asap54, Wendy si è infatti aggiudicata una quota di minoranza del marchio britannico Mary Katrantzou, con l’idea di spingerlo in Cina, dove «ci sono grandi opportunità di crescita». Ed è solo l’inizio: nel 2018 il budget a disposizione per investire in business emergenti, come ha dichiarato la stessa imprenditrice, è pari a 20 milioni di dollari.

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upcoming generation

miao ran Miaoran

Classe 1987, cinese di ShanXi, Miao Ran dopo gli studi al Politecnico, all’Istituto Secoli e alla Naba, dove oggi insegna, ha mosso i primi passi nella moda nelle fila di Missoni, per poi decidere di lanciare il proprio brand, alfiere della tendenza genderless, nel 2014. Da lì il suo percorso è stato un crescendo di promozioni: nel 2015 è tra i finalisti del contest Who Is On Next?, nel gennaio 2016 presenta la sua prima collezione uomo alla Milano fashion week e nel giugno dello stesso anno arriva la sponsorizzazione di Giorgio Armani, che lo sceglie - primo fra i designer cinesi - per salire sulla passerella dell’Armani Teatro. Nel gennaio 2017 sfila nel calendario del menswear e a gennaio 2018 le sue quotazioni salgono ancora con l’invito di White a essere l’ospite speciale della manifestazione.

WU HAO BIUU

Padre pittore e madre businesswoman, Wu Hao - originario di Wenzhou, nella provincia dello Zhejiang - si è fatto conoscere durante l’ultima fashion week maschile di Milano con il suo menswear Biuu, lanciato nel 2016. Dopo aver conquistato le vie più importanti dello shopping di Shanghai, ora questo giovane imprenditore, classe 1983, alza l’asticella, con l’obiettivo di espandersi a livello internazionale, tramite nuove showroom direzionali in dirittura d’arrivo a Parigi e New York.

ANNA YANG ANNAKIKI

Anna Yang, meglio conosciuta con il nome del suo brand, Annakiki, sta diventando una presenza costante negli appuntamenti della settimana della moda milanese. Nata in una famiglia di sarti, la stilista ha fondato la propria casa di moda nel 2008 e cinque anni più tardi ha concentrato la sua estetica audace e irriverente in una collezione ospite sin da subito nelle fashion week di Londra e Parigi e, in seguito, all’ombra della Madonnina. Il suo obiettivo? «Poter ricevere l’etichetta di designer internazionale - dice - e accantonare finalmente quella di designer cinese». Per questo torna a Milano: la prossima sfilata è in programma il 21 febbraio alle 16 agli East End Studios di via Mecenate 84.

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FASHION HAINING

pronti all’esame di milano With a project of HCLC, Xuebao and Foor, two of the most representative names of the Chinese district of Haining, will present their collections in Milan. L’appuntamento è il 23 febbraio alle 18, quando nelle sale di Palazzo Serbelloni a Milano andrà in scena Fashion Haining, un evento (presente in calendario) che svelerà per la prima volta in Europa i prodotti made in Haining, distretto leader del segmento pelle e pellicceria in Cina e sede delle più importanti aziende e marchi haut de gamme. Il progetto è firmato da HCLC-Haining China Leather City, società di servizi nata nel 1994 e dal 2010 quotata alla Borsa di Shenzhen, che ha promosso lo sviluppo dell’industria della pelliccia locale, contribuendo a rendere la città della pelle il fulcro del settore nell’ex Celeste Impero, anche in fatto di tendenze (il 50% della produzione cinese di questo segmento proviene da qui). Dopo la presentazione, in passerella sfileranno Xuebao (nella foto) e Foor, due tra i nomi più rappresentativi del distretto e sintesi del savoir faire manufatturiero di Haining.  (a.t.)


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salco

1. Paola Turani è la nuova testimonial di Rinascimento 2. Il building di via Torino a Milano dove si trovano i flagship Terranova e Calliope

gruppo teddy

100 nuovi store nel 2018 e altri progetti With its core business in fast fashion and three brands (Terranova, Rinascimento, Calliope), Italian group Teddy is ready to go beyond 100 new stores in 2018. Dopo un 2017 chiuso a quota 645 monomarca, per il 2018 il Gruppo Teddy - realtà bolognese da oltre 622 milioni di fatturato consolidato, con il fast fashion come core business - si pone l’ambizioso obiettivo di superare i 100 nuovi punti vendita, nel contesto di una strategia che prevede anche l’ampliamento della metratura dei negozi. È il più eclatante dei progetti che vedono coinvolti i tre brand dell’azienda bolognese: Terranova (sinonimo di una vasta offerta low-cost destinata a uomo, donna e bambino, compreso l’underwear lanciato nel 2017), Calliope (espressione di uno stile glamour, a sua volta declinato in chiave maschile e femminile) e Rinascimento, che si concentra invece solo sulla donna, proponendo abiti e accessori per varie occasioni d’uso. Terranova, commercializzato in poco meno di 500 negozi, è oggetto di un riposizionamento che mette al centro una customer experience evoluta e un nuovo modo di comunicare, che passa anche attraverso il nuovo profilo attivato a dicembre su Spotify - il social musicale di streaming on demand -, che permette di ascoltare attraverso il canale radiofonico Terranovastyle le stesse musiche diffuse in negozio. Accrescere l’empatia con le clienti è anche l’imperativo di Rinascimento: per l’estate 2018 questa label - presente in 9mila multimarca in 90 Paesi, ma con una presenza crescente nel retail - sceglie come testimonial una delle influencer del momento, Paola Turani, immortalata in scatti all’insegna della spontaneità. Non ultima, Calliope, che conta su 100 vetrine e che ha lanciato una linea donna di intimo e homewear. Oltre il 52% dei ricavi del gruppo viene realizzato all’estero: l’Europa (compresi l’Est e la Russia) è ormai un mercato maturo ma ci sono altre aree da esplorare, come il Medio Oriente e le meno battute Nord Africa e Asia Centrale. (a.b.)

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un classico si rinnova With a 70 years history and a 100% made in Tuscany production, Salco is evolving its product and strategies. Stile, export e web sono diventati la sua priorità assoluta: alla soglia dei 70 anni, Salco si rimette in gioco a tutto tondo. Riallacciati i rapporti con la designer Renza Silvestri, lo storico brand empolese di capispalla sterza verso un’immagine più femminile e versatile che si traduce, per l’inverno 2018/2019, in modelli simbolo, come quelli in finissima piuma d’oca con cappuccio e profili di velluto, i trench doppiopetto leggermente imbottiti, i parka di velluto con inserti di pelo sulle maniche. Classici rivisti in chiave contemporanea, realizzati in Italia o meglio in Toscana, dove è stata ricollocata l’intera produzione aziendale, destinata per l’80% al mercato interno. Ma l’export potrebbe aumentare già dal 2018, vista la collaborazione avviata con la showroom milanese Elite di via della Spiga, da dove Salco conta di spiccare il volo verso Russia, Giappone e Corea del Sud. Motore dell’internazionalizzazione saranno anche i social, Instagram e Facebook in particolare, nonché il nuovo sito, attivo a giorni, attraverso il quale l’azienda esplorerà il canale e-commerce a livello mondiale. Salco torna infine al salone White, dopo cinque anni di assenza.  (m.b.)

remix 2018

pellicce eco-friendly Remix, international contest about young talents creating furs, is scheduled on 25th February at Palazzo Barozzi in Milan. Remix, competizione internazionale per i giovani talenti del fashion & fur, organizzata dall’International Fur Federation (Iff), impone da quest’anno ai candidati l’utilizzo di materiali riciclati, tinture atossiche ed eco-friendly e la tracciabilità della pelliccia. I dieci finalisti si sfideranno a Palazzo Barozzi di Milano il 25 febbraio, valutati da una giuria presieduta da Sara Sozzani Maino. Jury guest Arthur Arbesser. Tra i candidati spicca l’italiana Federica Polli, che trasforma i classici di matrice militare in capispalla glamour, utilizzando pellicce riciclate (nella foto). (m.b.)


TitìMilano

Il nuovo knitwear Her passion is knitwear, in the name of a street-chic style: Francesca Caroli Ferrari expresses her deep knowledge of yarns and love. Street-chic, un neologismo per definire le creazioni di maglieria di TitìMilano: T-shirt realizzate con il merino più fine del mondo, pull dalle sagome esasperate, con maniche a sbuffo, colli ad anello, ironici pantaloni oversize, modelli couture in lamé e maglie a costa inglese, in filati preziosi: lane extrafini di Loro Piana, yak, superkid mohair, con preziose lavorazioni jacquard. Dietro questa etichetta al femminile, nata nel 2016, c’è Francesca Carola Ferrari, stilista e imprenditrice appassionata d’arte e viaggi, cool hunter ed esperta di filati. Ogni modello ha il nome di un artista, ma la vera musa ispiratrice è nonna Iris, elegante signora affascinata dalla storia di Coco Chanel, che a cavallo tra le due guerre aprì a Milano il maglificio Bigi: un piccolo negozio con laboratorio, che divenne un punto di riferimento per le dame della borghesia. Da lei Francesca ha ereditato lo spirito innovatore, la sensibilità per i colori e i dettagli. Abilità che convivono con l’orientamento digital della sua maison, che affida strategie di comunicazione e commerciali a sito proprietario, canali social, community, e-commerce, coinvolgendo e integrando una rete di boutique selezionate. (m.b.)

PESERICO

tempo di brand extension With a turnover of 60 million euro (+20% in 2017), Peserico invests on brand extension with a new homewear collection. Peserico ha chiuso il 2017 con un +20% di fatturato, a 60 milioni di euro, un nuovo monomarca a Düsseldorf e la sua prima capsule dedicata alla casa: circa 70 prodotti, tutti al femminile, dai pigiami alle lenzuola, dai cuscini alle borse che si trasformano in zainetti, fino a coperte, sali da bagno, fragranze, saponi. «Rafforziamo il legame con le clienti - dice Riccardo Peruffo, ceo di Peserico -. Commercializzeremo questi prodotti a partire dall’estate nei nostri monomarca in Italia e all’estero». L’opening di Düsseldorf (il 25esimo monomarca del brand) si colloca in un mercato strategico come la Germania, «dove entro giugno apriremo anche ad Amburgo, per proseguire con altre città». «Anche Russia e Ucraina sono al centro dei nostri progetti - prosegue Peruffo - ma una partita che ci auguriamo vincente sarà in Asia, dove affronteremo la Cina». Focus pure sugli Usa: attualmente Peserico conta su un negozio in East Hampton a New York, dove è attiva anche una showroom sulla Madison avenue. (g.n.)

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nEWS

il bisonte

baldinini

tempo di nuovi progetti New Baldinini stores are set to open in China, Iran, Poland, Russia. The footwear brand is ready to launch its watches with Brand Time Services Switzerland. Il 2018 sarà per Baldinini l’anno dell’offensiva a Cina, Iran, Polonia e Russia. Il marchio di calzature romagnolo, che già esporta il 90% dei prodotti, conferma un’agenda fitta di impegni. Sono in corso trattative in Cina per lo sviluppo in franchising del marchio, a partire dalla zona di Shanghai, essendo l’area pechinese già presidiata con 16 monomarca. Previsto per fine aprile l’avvio di una seconda postazione a Teheran, in tandem con un importante retailer locale, mentre in Polonia si annuncia l’apertura di tre-quattro monobrand nell’arco di un semestre. In Russia, dove le insegne accese in 35 anni di presenza sono 130, c’è ancora molto da fare. «I russi sono innamorati del made in Italy - afferma il patron Gimmi Baldinini - e noi continueremo a investire in questo Paese, anche se un fattore negativo sono le sanzioni applicate dall’Ue, che impattano negativamente anche sull’export italiano». Ma l’espansione del brand non è solo un fatto geografico. Il prossimo giugno debutterà nelle boutique Baldinini e presso una rete selezionata di punti vendita Watches Baldinini, linea di orologi per lei e lui, «una tappa importante nel percorso di creazione di un vero lifestyle». La collezione, nata da un accordo di licenza di produzione e distribuzione della durata di sei anni con la svizzera Brand Time Services Switzerland, punterà su modelli con movimento al quarzo, quadranti in vetro zaffiro, cinturini in acciaio o (m.b.) pelle in diversi colori e stampe.  pollini

il see now, buy now con joyful heritage With Fall-Winter 2018/2019 Pollini launches its Joyful Heritage “see now, buy now” capsule collection. Joyful Heritage è la nuova capsule see now, buy now di Pollini per l’autunno-inverno 2018/2019, che rivisita l’iconico monogramma con un pattern floreale in rilievo. La capsule prevede cinque modelli di borse nel classico materiale spalmato in PVC, con inserti in pelle, articoli di piccola pelletteria e una sneaker. Joyful Heritage è già in vendita nelle boutique Pollini e sul sito ufficiale del brand. (m.b.) Joyfyl Heritage è in vendita nelle boutique Pollini e sul sito ufficiale del brand

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destinazione parigi Beyond its two stores in Paris, Italian leatherware brand Il Bisonte will inaugurate a pop up during city’s fashion week. Oltre alle due boutique storiche al 17 di rue du Cherche Midi e all’11 di Galerie Véro-Dodat, Il Bisonte - brand fiorentino di pelletteria artigianale, fondato da Wanny Di Filippo - sceglie la fashion week parigina per inaugurare un terzo punto vendita, stavolta temporaneo, in rue de Saint-Roch, a due passi da rue Saint-Honoré: un negozio di un’ottantina di metri quadri, che viene inaugurato ufficialmente durante la fashion week e che resta aperto fino al 30 giugno.  (a.b.)

i 35 anni di Campomaggi & Caterina Lucchi

«Ora puntiamo all’Asia Pacific»

At its 35th birthday, Campomaggi & Caterina Lucchi bags company is getting more and more international. Producono borse da 35 anni. Da quando Marco Campomaggi e Caterina Lucchi, per mantenersi agli studi, cominciarono a realizzare a mano e a vendere sui marciapiedi della riviera romagnola le loro creazioni: un lavoretto da universitari, che oggi vale 37 milioni di euro. Negli ultimi sei anni il giro d’affari è quasi raddoppiato e la produzione è salita a 580mila pezzi annui, per oltre 2.600 vetrine internazionali. Ai brand Campomaggi e Caterina Lucchi si è aggiunta nel 2016 Gabs (nella foto un modello FallWinter 2018) collezione protagonista di un importante piano d’espansione diretto a Corea, Giappone e Cina. Il 2017 ha visto il taglio del nastro dei due flagship Campomaggi e Gabs in corso Como a Milano, l’opening di un corner in Corea e due nuove postazioni in franchising in Giappone, più la firma di un accordo con un importante gruppo cinese per la distribuzione di Gabs e l’apertura di nuovi monomarca nella Repubblica Popolare. Il 2018 parte con obiettivi altrettanto ambiziosi: crescere nei mercati dell’Asia Pacific, in particolare Australia, Cina, Giappone e Corea, senza trascurare Usa, Israele, Russia e Messico, con l’intento di portare i ricavi a 38 milioni di euro, al 50% (m.b.) tra Italia ed estero.


hanita.it


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Ph. Erdna

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tessuti

il genderless conquista il tessile

1. I tessuti unisex di Moessmer per la prossima estate 2. Yves Saint Laurent 3. Prada 3. Tom Ford

La filiera del tessile si riscopre agender. Da Milano Unica le conferme di un interesse, da parte del womenswear, per i tessuti maschili. Il menswear, fa il contrario di ELiSABETTA FABBRI

The textile supply chain is becoming agender. From Milano Unica the confirmation of an interest, by womenswear labels, for men’s fabrics. At the same time, menswear brands do the opposite.

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na delle tendenze nel womenswear pare sia il ritorno del blazer e non solo quello abbinato al pantalone per l’ufficio o per i gala. Lo si potrà indossare con i jeans, la gonna svasata o a pieghe - magari creando un vivace contrasto di fantasie e di materiali - i legging, gli short, la camicia da educanda o la T-shirt con le scritte. Gucci l’ha proposto in almeno una decina di versioni, sulla passerella per la prossima estate. Ma sono molte di più se si includono nel conto gli outfit maschili, che nella visione di Alessandro Michele non presentano mai una rottura netta con l’universo femminile. Fra le consumatrici pare inoltre ci sia voglia di tailor-made, come dimostra la veloce crescita, a breve distanza dal lancio nel 2017, di Suistudio, progetto al femminile del marchio olandese Suitsupply, sinonimo di sartoriale maschile a prezzi accessibili, venduto online e in oltre 80 monomarca nel mondo (vedi box a pag. 64). Approfittando dell’edizione di febbraio di Milano Unica, abbiamo fat-

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to un mini-sondaggio per capire se il womenswear si stesse interessando ai tessuti e alle fibre che stanno rendendo sempre più speciale l’abbigliamento maschile. In realtà abbiamo scoperto che i confini di genere sono sempre più labili e che anche la moda uomo, per innovare, sta facendo non poche incursioni nella supply chain in rosa. IL 5% DEGLI ABITI REALIZZATI DALLE SARTORIE È PER DONNE Tollegno 1900 ha appena iniziato a esplorare il canale delle sartorie attraverso una

partnership con Alessandro Martorana, esponente dell’alta sartoria maschile, con atelier a Milano e Torino, a cui fornirà i tessuti 3D Wool (98% lana e 2% Lycra, per capi eleganti dalle elevate performance). «Lo step successivo sarà il canale femminile» ha annunciato Lincoln Germanetti, ceo di Tollegno Holding, spiegando che, in base alle statistiche, il 5% circa degli abiti realizzati dalle più importanti sartorie nel mondo è commissionato da donne. «In realtà il bi-stretch nasce nella moda donna» ricorda Germanetti, che preannuncia

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sartoriale femminile

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suitsupply presenta la “sorella” suistudio The Duch tailoring label Suitsupply launches the womenswear project Suistudio, offline and online.

1. Versace 2. Una fodera Gianni Crespi 3. Estrato di Trablado Togna in lana e lino per l’estate 2019 4. Un tessuto in lana, cotone e lino di Tollegno 1900 5. Un completo Max Mara in twill di puro cotone 6. Melania Trump in Dior al discorso sullo stato dell’Unione del presidente Usa Donald Trump

l’inserimento di tessuti più mirati al segmento femminile, una volta decollato il progetto sartorie (che vuole coinvolgere anche i marchi dotati del servizio made to measure). «C’è grande interesse per i tessuti dell’universo maschile da parte di marchi dell’abbigliamento femminile e chi li sceglie di solito non torna più indietro» conferma Luca Trabaldo Togna del lanificio biellese Tra6 baldo Togna 1840, fresco di partnership con il Gruppo Chargeurs, grazie alla quale una parte della produzione di Estrato impiegherà Organica Precious Fiber, brand delle lane merino Chargeurs identificativo di un filato di alta gamma che si attiene ai più rigorosi protocolli in termini di rispetto delle persone, degli animali e dell’ambiente. Estrato è una delle linee di punta dell’azienda, sinonimo di tessuti in materie prime pregiate, elasticizzati grazie alle tecnologie che enfatizzando la naturale elasticità delle fibre e non per l’aggiunta di elementi sintetici, che possono creare problemi con le taglie del capo finito, come spiega Luca Trabaldo Togna, perché l’elastam non è

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stabilizzato, mentre nella gamma Estrato il restringimento è standardizzato. Tra le novità dell’azienda per la primavera-estate 2019, presentate alla scorsa Milano Unica, c’è il lino «che non si stazzona come l’originale», perché contiene una percentuale di lana che dà elasticità. Ma c’è anche la lana “cotton touch” perfetta per le camicie. Il plus è che, trattandosi di lana mercerizzata, è astagionale perché «perde la riflessione del calore verso l’interno». Lo stesso ingrediente si declina in un denim leggero e si combina al mohair per proposte a bas-

Il brand olandese di abbigliamento sartoriale maschile Suitsupply ha lanciato di recente il suo nuovo marchio di womenswear, Suistudio. Per ora ha all’attivo quattro store di cui uno ad Amsterdam, due a New York e un altro a Shanghai (mentre i negozi uomo nel mondo sono ormai 84) e per chi non fosse interessato alla instore experience, c’è il negozio online dove bastano pochi click per scegliere il completo giusto. L’assortimento spazia da proposte tradizionali a quelle contemporanee e sono garantiti qualità (Vitale Barberis Canonico e Ferla, tra i fornitori di tessuti) e una spesa accessibile. Il prezzo di un abito su misura va da 399 a 699 dollari, un paio di pantaloni da 199 a 299 dollari, una giacca da 299 a 699 dollari. Per non sbagliare le misure, occorre fornire una serie di dati: altezza, peso, età, taglia del reggiseno fino alle preferenze nel fitting. Un cervello elettronico li elabora e fornisce la taglia, calcolando persino le probabilità che sia quella azzeccata. Come spiegano dall’azienda, che nel 2016 ha realizzato 207 milioni di euro di ricavi (+19% sull’anno prima) e 2,9 milioni di utili (dai precedenti 700mila euro), Suistudio si rivolge a una consumatrice forte, fiduciosa e orgogliosa di se stessa.


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1. Gucci 2. Un tessuto della gamma “We are the Futurists” di Reda 1865 3. La lana Hopsack di Vitale Barberis Canonico 4. Céline 5. Michelle Hunziker in tailleur pantalone Ermanno Scervino alla conferenza stampa di chiusura del Festival di San Remo 6. Fodera a fantasie Gianni Crespi 7. Una giacca monopetto Tagliatore 0205 in raso stretch prodotto dalla Efilan di Prato

sa igroscopicità, che assorbono l’umidità e non si sgualciscono. Si candidano per il womenswear le lane della collezione vintage di Vitale Barberis Canonico, specie per via delle disegnature, dai riquadri di diverse dimensioni ai microeffetti. Tuttavia non è da escludere che presto qualche marchio donna non 5 adotti Supersonic, la linea natural-stretch ideata per 5 il gentleman nomade. Tra gli evergreen del lanificio, particolarmente indicato per giacche anti-piega, c’è il tessuto Hopsack in lana 21 micron declinato in molteplici tonalità, anche piuttosto vivaci. Sebbene anche Reda 1865 si rivolga maggiormente al menswear, «non c’è alcun pregiudizio» nei confronti del fashion femminile, come spiegano con ironia dallo stand di Milano Unica. «Molte colorazioni ormai sono unisex - dice un portavoce dell’azienda -. Oltretutto, la nuova collezione per l’estate 2019 si sviluppa intorno al tema della leggerezza». «Una sottrazione di peso che riguarda la materia e il pensiero», nella definizione di Bruno Munari, uno dei maggiori esponenti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo, che con la sua visione ha ispirato i nuovi tessuti estivi del grup-

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po di Valle Mosso. «La moda sta portando la donna verso tonalità maschili e l’uomo verso palette più colorate» dice il ceo del lanificio Moessmer, Walter Niedermair, che nelle collezioni estive ha innovato a livello di strutture e tridimensionalità. «I bouclé stretch - racconta - sono entrati nel guardaroba maschile, specie grazie alla creatività dei marchi del menswear pugliese, recepita particolarmente bene in mercati “aperti” come la Corea e il Giappone. C’è un interesse pure per le lane cotte schiacciate, proposte anche mischiate alla seta o al lino, specie per le giacche uomo tagliate al vivo». Stampe floreali e anima-

lier animano la nuova collezione della Gianni Crespi Foderami di Villa Cortese (Mi) e si scopre che le fantasie più pop e dai colori più accesi, oltre ai modelli più operati vengono scelti anche per rendere meno austeri i look uomo. Non c’è distinzione di genere, inoltre, nella crescente domanda di fodere “eco”. Nella famiglia Crespi se ne trovano di vario tipo: da quelle che impiegano poliestere derivato da bottiglie disperse in ambiente a quelle contenenti Ingeo, il biopolimero ottenuto dall’acido lattico, prodotto tramite la fermentazione di zuccheri derivati dalle piante. Ma si trovano anche anche le mischie Cupro+Tencel - dove una fibra cellulosica derivata dal cotone si unisce a un’altra ottenuta dalla polpa del legno - fino alla combinazione del micromodal con il Crabyon, la fibra contenente chitin-chitosano, ricavato dal carapace dei crostacei. «La richiesta aumenta enormemente - conferma l’a.d. Marco Crespi -. Allo stesso tempo noi abbiamo preso un impegno, tre anni fa, coerentemente con le scelte strategiche di alcuni nostri brand clienti: ridurre la presenza di composti chimici nel processo produttivo, ma anche i consumi di energia, ■ di acqua e di gas entro il 2020». 


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the best of Altaroma

Fall-winter 20 18/2019

ALTAROMA non si fa in un giorno lo scouting prosegue Per il presidente Silvia Venturini Fendi i giovani dovranno essere sempre più protagonisti di Altaroma. Ma nonostante sfilate, nuovi eventi e special guest, i problemi organizzativi restano: «Manca la possbilità di programmare il lavoro».

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ltaroma sta rinascendo. Promuovendo i giovani talenti e dando spazio a produzioni artigianali è riuscita a innalzare il livello di attenzione intorno a sé». Il presidente Silvia Venturini Fendi riassume l’edizione di gennaio della manifestazione e parla di un numero crescente di buyer arrivati in città dal 25 al 28 gennaio. In effetti a fare la spola tra l’ex caserma di via Guido Reni (sede della kermesse) e Showcase, lo spazio-novità allestito al Maxxi, qualche compratore straniero in più rispetto al passato si è visto: The Balancing di Shanghai, O Concept di Dubai, LineaTre di Santiago del Cile, Option for Her di Toronto e In Touch di Tokyo, per citare alcuni dei buyer portati in città da Ice. «È stata una sorpresa» racconta Narguess Hatami, che con il suo marchio Miahatami prodotto da Camac ha sfilato ad Altaroma. «Rispetto alle scorse stagioni - aggiunge la stilista - c’è stato un buzz maggiore, che mi fa sperare di tornare anche in futuro, magari prevedendo anche un evento a Milano». Ai giovani designer, dunque, la settimana della moda romana piace, eccome. «Nessuno si prende cura così bene di noi», commentano i protagonisti della quattro giorni, da Filippo Laterza a Marco Rambaldi e Marianna Cimini, le cui sfilate, insieme a quella di Miahatami, sono quelle più citate dagli

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addetti ai lavori. Tutto perfetto, dunque? Non proprio: «Aspetti su cui lavorare ci sono - fa notare Hatami - a cominciare dalla tempistica, che non è l’ideale». «Non sono riuscita - spiega - a portare in pedana la main e ho dovuto sfilare con la pre-collezione, che però chiudeva la campagna vendita nelle date di Altaroma. Oggi questo timing è un limite, ma in futuro, con la corsa all’anticipo che domina il settore, potrebbe diventare un punto di forza». Pochi i buyer italiani: molti dei quali impegnati con gli ordini a Parigi o a Milano. «È un peccato - dice Tiziana Fausti - ma devo sempre rinunciare a partecipare, anche se il format è interessante». Presente invece la boutique Degli Effetti di base a Roma. «Io ero a Parigi - ha raccontato il proprietario Massimo Degli Effetti - ma il mio team c’era e, purtroppo, mi ha parlato di un evento in difficoltà dal punto di vista logistico». Difficoltà legate al taglio delle risorse del 20% in due anni. Ma come si evolverà Altaroma? «Quello che manca oggi - afferma il presidente Venturini Fendi - è la possibilità di una programmazione pluriennale. Per esprimere appieno le potenzialità, è necessario un impegno serio e continuativo di tutti i soci». Vedremo cosa succederà in primavera, quando sarà rinnovato il cda. All’orizzonte c’è anche una nuova formula societaria per Altaroma.  ■

Filippo Laterza

Miahatami

Altaroma has built new relationships and produced new events to growing up its identity that connect the city’s heritage with contemporary fashion. Hot tickets like Maria Grazia Chiuri and Francesco Scognamiglio, went hand in hand with new talents.

Marco Rambaldi

di andrea bigozzi

Venturini fendi: «Giovani e Artigiani, la formula che piace ai buyer» Con il concorso Who Is On Next? AltaRoma si era data come obiettivo quello di supportare e lanciare giovani talenti pronti per la prova della passerella. Con il lancio del progetto Showcase in collaborazione con Ice, gli organizzatori della manifestazione hanno fatto un passo in avanti. Dare supporto a 40 marchi ancora non pronti per il contest, ma con una distribuzione già all’attivo, fatta almeno di cinque punti vendita. «È andata bene - ha detto il presidente di Altaroma Silvia Venturini Fendi - con questo nuovo contenitore abbiamo presentato giovani designer dalla forte componente aritigianale. Aspetto che piace ai buyer internazionali, aumentati da questa edizione».


Da sinistra Leonetta e Silvia Venturini Fendi con Maria Grazia Chiuri e i tanti giovani intervenuti al talk del Maxxi

Maria Grazia Chiuri: «Io, Roma, Dior e la moda pop»

«Da altaroma verso il futuro» la ripartenza sprint di scognamiglio La sfilata con cui ha voluto celebrare i 20 anni di carriera per Francesco Scognamiglio non è stata solo l’evento di chiusura di questa edizione di Altaroma, ma piuttosto uno spartiacque della sua attività di stilista. Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea oltre ai capi della couture S/S 2018, hanno sfilano le migliori creazioni del designer, che dopo questo appuntamento farà un break, saltando l’appuntamento con Milano Moda Donna. La priorità ora è concludere il processo di riacquisizione del 30% della società che era stato ceduto al fondo Y Capital. Poi si passerà all’azione: «Penso a nuove licenze, come la fragranza o la linea maschile».

Prima donna creative director della maison Dior, Maria Grazia Chiuri torna a Roma per Altaroma e in un talk parla della sua città, di giovani ma anche di moda. Della città dove ha costruito la carriera (tra Fendi e Valentino) dice che è un luogo in grado di dare molto ai giovani E stupisce sentire la stilista definire la moda “pop”. «Dobbiamo parlare a tutti: il nostro mondo interessa a una grande audience». E infine, un commento alla sua nuova vita a Parigi. «Quando sono arrivata da Dior - ha detto sul palco dell’auditorium del Maxxi - non avevo capito a che cosa andavo incontro: io sono un po’ naïf. Poi è arrivata la mostra sui 70 anni della maison, ho dovuto studiare gli archivi e ho realizzato dove mi trovavo».

Capucci nella capitale per il primo store Capucci consolida il suo nuovo corso, sotto la guida unica di Paola Santarelli (passata da azionista di maggioranza a unica proprietaria del marchio), con l’apertura del primo monomarca a Roma, in via della Fontanella di Borghese. La boutique è attiva ormai da novembre, ma per la sua inaugurazione ufficiale l’imprenditrice ha atteso l’appuntamento con Altaroma. All’interno della boutique (circa 100 metri quadrati) sono presenti prêt-a-porter, accessori, foulard, piccola pelletteria e bijoux-gioielli. Ora i riflettori si spostano su Milano, dove il direttore creativo Mario Dice presenterà il 23 febbraio la collezione dell’autunnoinverno 2018/2019.

Con balestra e gattinoni la couture resta e sarli pensa a una rentrée in calendario Il fatto che Altaroma abbia intrapreso un percorso di rinnovamento, spostando i riflettori sui giovani e la loro creatività, non significa che l’alta moda sia matematicamente esclusa dalla manifestazione. Il fatto è che ormai gli storici marchi della couture romani sono in via d’estinzione. Per il momento resistono Gattinoni e Balestra, che infatti hanno mantenuto il loro posto d’onore in calendario. Da tempo Stefano Dominella, presidente di Gattinoni, ha venduto le licenze, tenendo solo il business dell’alta moda, che in mercati come il Medio Oriente dà ottimi risultati. Questo mercato e la Russia permettono a Renato Balestra di crescere del 20% nel 2017. Ma nell’atelier di via Cola Di Rienzo il sarto lavora al progetto di aprire a nuove licenze che potrebbero dare ulteriore slancio al business. C’è poi un altro storico nome della couture capitolina che potrebbe presto tornare a far parte di Altaroma: si tratta del progetto Sarli New Land Couture in mano al Carlo Alberto Terranova, Renato Balestra braccio destro di Fausto Sarli.

Gattinoni

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PREVIEW WOMENSWEAR fall-winter 2018/2019

Echi active e vintage pervadono le nuove collezioni, che in fatto di lunghezze non conoscono mezze misure: o tutto mini o maxi a oltranza a cura di alessandra bigotta

Active and vintage echoes for the new women’s collections, that decidedly refuse half-measures regarding lengths

Aigner

Il parka in broccato pesante si accompagna alla felpa dal cappuccio a righe, personalizzata da patch logo, e ai pantaloni in pelle stretch arricciata. Tocco finale, la Hobo bag in pelle con il dettaglio metallico sulla tracolla

Simonetta Ravizza Cappotto in lana, pied de poule rosa e panna e spigata marrone nei dettagli (tasche e collo). Questi ultimi sono impreziositi da profilature in visone brown e piping in kid stampa tigre

Krizia

Zhu Chong Yun, direttore creativo del brand, punta su strati di maglie realizzate con differenti tecniche e finezze, interpretando gli anni Ottanta in chiave underground

Annakiki

Il cappotto oversize disegnato da Anna Yang per Annakiki fa parte di una collezione che prende le distanze dalla logica dell’usa e getta: capi di qualità e fatti per durare, «perché la produzione di massa costituisce una minaccia per il pianeta»

Stella Jean

Freschezza, colore e ironia: nell’outfit confluiscono echi active, etnici e British, in un medley che non passa inosservato 20_02_2018

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PREVIEW WOMENSWEAR fall-winter 2018/2019

Antonio Marras

Laura Biagiotti

Il minidress con collo alto in maglia di cashmere intrecciata a coste ha una vestibilità morbida ma con un focus sul punto vita

Ricami, applicazioni, intarsi, ruche e volant su organze e pizzi delineano un look new-romantic

Piccione. Piccione

Bon ton contemporaneo nel modello con dosate trasparenze

Luisa Beccaria

Il velluto stampato con cui è stata realizzata la cintura si ritrova, alternato alla georgette, nell’abitochemisier dai toni sfumati

Genny

Il mini-abito in tessuto lurex stampato a pois flock è impreziosito da un ricamo di paillette di forma geometrica. Accollato davanti, dietro rivela una profonda scollatura

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Vivetta

Polsini come colletti, fiocchi alle caviglie e fantasia a briglia sciolta per l’outfit con camicia in doppio crêpe e top tempestato di pietre, gonna anch’essa in doppio crêpe e calze in ciniglia

Francesca Liberatore Disegni esclusivi realizzati dalla stilista personalizzano l’insieme composto da camicia in raso di seta con bordi, polsi e scollo in maglia, gonna in mikado di seta e cintura smoking


PINK MEMORIES


PREVIEW WOMENSWEAR fall-winter 2018/2019

Manuel Facchini Giochi di volumi movimentano il completo all black. Parola d’ordine, seduzione con grinta

Gabriele Colangeleo

Ujoh

Filo conduttore della nuova collezione, uno “sport-utility tailoring” in cui spiccano elementi metallici e moschettoni

Taglio oversize per la giacca mannish, contraddistinta da revers a lancia in pied de poule e da un pannello in nappa plongé, doppiato con tessuto e bottoni in corno. Il maxi risvolto alla caviglia è il dettaglio forte del pantalone in tessuto pied de poule

Jenny Monteiro Prima volta a Milano Moda Donna per la designer brasiliana, che rivisita il tailleurr rivedendone dettagli e proporzioni

Giada

Albino Teodoro

Il cappotto in feltro di lana e cachemire d’impronta maschile rivela sulla parte posteriore abbottonature asimmetriche

Anteprima

Il maxi cardigan con cappuccio, lungo fino alla caviglia, ha doppi tasconi applicati

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Una spilla in oro dipinto a mano chiude il cappotto in crêpe di lana e seta lavorata double. Completano il look la maglia a collo alto in cashmere garzato e lo stivaletto con tacco scultura.

Ricostru

Calcaterra

Non passano inosservate le maxi maniche coniche del mini-dress in faille di lana pesante, arricchito da un ricamo degradé con fili d’angora e lurex e piume. Tronchetto a stiletto in camoscio e calza effetto coprente

D’impatto teatrale la lunga cappa in uno scintillante tessuto high tech, sottoposto a uno speciale trattamento


Showroom: via Stendhal, 57 Milano

WWW.ROSSO35.COM


preview womenswear fall-winter 2018/2019

Coliac

Lucio Vanotti

Il montone di taglio over in vernice cracklé nera con interno in pelo bianco si indossa con i jeans skinny, resi unici da un bottone gioiello

Impunture colorate e una silhouette arrotondata reinventano il denim, da portare con una maglia che prende decisamente le distanze dal basic

Les Copains

Angeli e greche a intarsio multicolor per un total look in maglia, sovraricamato a mano con mohair e cordonette di pura lana

Iceberg

Sulla schiena del parka oversize in nylon, con intarsi in tessuto tecnico e pannelli in maglia, spicca il personaggio di Mickey Mouse che si “amalgama” con il logo del brand

Humanae

Vladimiro Gioia Top aderente e gonna a pannelli per esaltare la femminilità

Al tessuto tecno-gessato fa da contraltare il raso stampa collage (composto da ritagli di figure, locandine, stralci di riviste porno degli anni Settanta), in un abito in cui domina il gioco dentro-fuori, fodera-non fodera

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Maryling

Wild abstractions è il leitmotiv di una collezione che si rifà al Cirque Calder, rappresentazione artistica di un circo, realizzata negli anni Venti con fili e altri materiali da Alexander Calder


www.robertfriedman.com


PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019

restarting stYle l’aUtUnno-inverno 2018/2019 svela Una parata di look dal profUmo folkish, figli di Un concettUalismo sperimentale, che resta perÒ fedele alle radici di donne viaggiatrici, ma amanti anche di Un UrbanWear metropolitano. il fascino sedUcente della donna viene esplorato nelle silhoUette, nei materiali e nei dettagli. DI ALBERTO CORRADO

Fall-winter 2018/2019 collections have a folkish feel, the result of an experimental concept that nonetheless remains faithful to the idea of metropolitan urbanwear for women who love travelling. Female seductive charm is explored in shapes, materials and details. nenah

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PATrIZIA PEPE

Nature and woman, a symbiotic relationship that reaches a crescendo in the autumn. The collections are inspired by this season of transformation, when nature prepares for the winter, in a nostalgic blend of colours.

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KAoS DEnIm

BALoSSA

natUra e donna, Una relaZione complice che cUlmina nell’aUtUnno. le colleZioni si ispirano a QUesta stagione di trasformaZione, QUando la natUra si prepara all’inverno, in Una nostalgia sfUmata di colori.

ELEVEnTY

COUNTRY TIME

JACoB CoHEn

ForTE ForTE

FrAComInA

SEVEn7

PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019


ELISA FAnTI

Una riflessione creativa per le persone che amano vestirsi in base ai dress code del passato, pUntando sU linee pUlite e colori basici, tUbini sci-fi, o sUi bomber in pelliccia stratificata.

mADAmE BErWICH

CURL UP

SALDArInI

VEronICA roSSI

TELA

TAmo

AVAnT ToI

ESEmPLArE

Creative ideas for women who love the dress codes of the past, with clean lines and basic colours, sci-ďŹ sheath dresses or layered fur bomber jackets.

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PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019

So.BE

BALLAnTYnE

la maglieria esprime Un comfort sofisticato, sottolineato da linee femminili e morbide, accenni romantici ma con Un’attitUdine maschile, sovrapposiZioni in cUi il valore aggiUnto dello stUdio dei pUnti maglia si combina con Un design di matrice geometrica.

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DuVET

TITÌmILAno

LorEnA AnTonIAZZI

SCAGLIonE

TErrE ALTE

Knitwear exudes sophisticated comfort, underlined by soft feminine lines, romantic touches with a masculine feel and overlaps, in which the added value of stitching is combined with a geometric design.

FErrAnTE DonnA

FIT KNIT


SoSuD

Intarsia and colourful designs embellish garments, exploding with light effects. Light and fluid, the fabrics accompany the colours and designs of the clothes beyond the season.

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PInK mEmorIES

intarsi e disegni d’impatto cromatico esaltano i capi ed esplodono in effetti di grande lUminosità. leggeri e flUidi, i tessUti accompagnano le cromie e le forme di abiti oltre le stagioni.

JuCCA

PomAnDErE

PAINTING COLOURS

mArIELLA roSATI

JIJIL

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CHIArA BonI LA PETITE roBE

PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019


PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019

mooSE KnuCKLES

PRESENT CLASSIC oltre alle imbottitUre classiche in piUma, si fanno strada nei capispalla modelli con le imbottitUre in piUma sintetica, ecologica e recYcled, incredibilmente morbida.

SEALuP

BomBooGIE BLAuEr

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K-WAY

As well as the classic down padded jackets, the outerwear also includes incredibly soft jackets padded with synthetic, environmentally-friendly and recycled down.

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PREVIEW WOMENSWEAR FALL-WINTER 2018/2019

nEmoZEnA

Sleeves, necklines and corsets. Elements that tell not one but two stories: that of the Queen of Scots and that of Ladies. The typical savoir-faire of Scottish lords returns in languid outerwear that conceals tartan sweaters, skirts, trousers and jeans.

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SHIrTAPorTEr HAnITA

maniche, scollatUre e corsetti. elementi che raccontano Una storia, anZi dUe: QUella della regina di scoZia e QUella delle ladies. il savoirfaire tipico dei lord scoZZesi torna nelle forme langUide dei capispalla che nascondono maglie, gonne, pantaloni e Jeans in tartan.

PEnCE 1979

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QUEEN OF SCOTS


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FrEEDomDAY

VoLPI

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SuPErIor

Parka, a bold garment emblematic of metropolitan lifestyles, synonymous with a “smart outdoor living”, designed to be worn every day, from morning to evening. Perfect for both a walk in the city or a trip to the mountains.

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nAPAPJrI SnoB

HErno

il parka, Un capo aUdace e complice dello stile di vita metropolitano, sinonimo di Uno “smart living oUtdoor”, pensato per essere indossato ogni giorno, dalla mattina alla sera. adatto tanto a Una passeggiata per le vie di Una città, QUanto a Un’escUrsione in montagna.

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Un posto per rilassarsi, che in termini di stile si traduce in look dedicati al tempo libero, casual ma eleganti. Camicie con maniche larghe, maglie con loghi e slogan, felpe con cappuccio. Mix di stili che parlano di libertĂ e divertimento.

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A place to relax, which in style terms translates into looks dedicated to free time, casual yet elegant. Shirts with wide sleeves, jumpers with logos and slogans, sweatshirts with hoods. Blends of styles that prioritise freedom and fun.

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LArDInI DonnA

Un mood che richiama il mondo delle Uniformi, caratteriZZato da tagli asimmetrici e palette che spaZiano dal grigio antracite al verde oliva. le proposte “Uniform” si abbinano inaspettatamente a modelli dai dettagli sexY, con la giacca come capo iconico.

LArIGA

UNIFORM APPROACH

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A mood inspired by the world of uniforms, characterised by asymmetric cuts and colour palettes that range from gunmetal grey to olive green. The “uniform” wear is paired unexpectedly with items with sexy details. The jacket is more than ever iconic.


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A successful woman, who identifies herself with taste and beauty, without exaggerating. Her weekend wardrobe is inspired by an array of different destinations but her style remains constant.

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Una donna dall’attitUdine vincente, che ritrova la propria identità nel gUsto e nella belleZZa, senZa eccessi. il sUo gUardaroba per il Weekend È ricco di ispiraZioni che condUcono a Una girandola di destinaZioni, ma con Unico bagaglio di stile.

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WOMEN’S PRE-FALL 2018

REBEL AT HEART LE COLLEZIONI PRE-FALL 2018 SONO ALL’INSEGNA DI UN RACCONTO VISIVO CHE RILEGGE IL NEO-ROMANTICISMO IN UNA NUOVA VERSIONE RIBELLE. UNA FEMMINILITÀ CHE SI SDOPPIA IN UN OMAGGIO ALLA PIÙ ANTICA TRADIZIONE SARTORIALE NEI TESSUTI E ALLE FORME, DAI VOLUMI CLASSICI E SEMPLICI. UN CONTRASTO INATTESO FRA ELEGANZA INTRAMONTABILE E TWIST MODERNISTA, PER UN INSIEME ACCATTIVANTE ED ELEGANTE DI FRAMMENTI VISUAL, CHE TRATTEGGIANO LA SENSUALITÀ FEMMINILE. DI ALBERTO CORRADO

The 2018 pre-fall collections feature a visual narrative that reinterprets neo-romanticism in a new rebellious version. Femininity is split between a homage to the most ancient sartorial fabric tradition and designs with classic, simple volumes. An unexpected contrast between timeless elegance and a modernist twist, for a captivating, elegant set of visual fragments, that define feminine sensuality. BLAZÈ MILANO

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WOMEN’S PRE-FALL 2018

BLUMARINE LA DONNA BLUMARINE È VISTA IN UNA NUOVA PROSPETTIVA, ALLO STESSO TEMPO SOFISTICATA E PIÙ VICINA ALLA REALTÀ. LA SILHOUETTE È FEMMINILE E FLUIDA E STRATIFICARE È LA PAROLA D’ORDINE: UN AMALGAMA NATURALE DI CONTRASTI, COME ACCADE NELL’ABITINO AD ASTUCCIO CON MAGLIA TATTILE ANIMALIER. Blumarine woman is seen in a new light: sophisticated and more down-to-earth. The silhouette is feminine and fluid. Layering is the watchword: a natural amalgam of contrasts, as in the pouch dress with an animal print tactile knit.

KRIZIA IL MONDO ANIMALIER RACCONTATO COME UNA DANZA, CHE VEDE LA SAGOMA DELL’ANIMALE E IL SUO MANTO FONDERSI ED ESPANDERSI. IL GHEPARDO HA UN POSIZIONAMENTO INSOLITO NELLA GIACCA CON MANICA MORBIDA A KIMONO, REINTERPRETATA ALLA LUCE DI NUOVI VOLUMI, E SI RITROVA NELLA MORBIDA MAGLIERIA, CHE DEFINISCE I MUST-HAVE DI QUESTA STAGIONE. Animalier expressed as a dance, which sees the shape of the animal and its coat merge and expand. The cheetah has an unusual position on the jacket with a soft kimono sleeve, reinterpreted with new volumes, and is found also in the soft knitwear, that defines this season’s must-haves.

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ALBERTA FERRETTI UN NUOVO MODO DI VESTIRE, BATTEZZATO COORDINATO-SCORDINATO, RIVELA UNA SPECIALE SENSIBILITÀ SUI VOLUMI DI MAGLIONI DECORATI CON INSERTI DI PIZZO DI LANA E UNCINETTO LAVORATO A MANO, DA ABBINARE A GPNNE SONTUOSE. IL FASCINO ROMANTICO DELLA CAMPAGNA INGLESE È LA PRINCIPALE FONTE DI ISPIRAZIONE DI FORME CLASSICHE E SEMPLICI, SINONIMO DI PRATICITÀ E FANTASIA. A new way of dressing, “coordinateduncoordinated”, reveals a special sensitivity in the volumes of sweaters decorated with wool lace inserts and hand-crochet work, combined with sumptuous skirts for a night out. The romantic charm of the English countryside inspires classic and simple shapes, synonymous with practicality and imagination.

DROME LA COLLEZIONE PRE-FALL 2018, DISEGNATA DA MARIANNA ROSATI, SI RIVOLGE A UNA DONNA CONTEMPORANEA, CON UNO STILE SOFISTICATO E UNA PERSONALITÀ FUORI DAGLI SCHEMI. I CLASSICI MODELLI DEL GUARDAROBA MASCHILE E FEMMINILE VENGONO RIVISITATI E RIELABORATI CON UNO SPIRITO DICHIARATAMENTE URBAN. LE SILHOUETTE SI ACCENTUANO AL PUNTO VITA, DANDO IMPORTANZA ALLE SPALLE. ANCHE PER QUESTA STAGIONE I PIUMINI SONO CENTRALI NELL’OUTWEAR, ABBINATI A MAXI PANTALONI DAL TAGLIO SEDUTTIVO. The Pre-fall 2018 collection, designed by Marianna Rosati, is aimed at contemporary women with a sophisticated style and unconventional personality. Classic models in men’s and women’s wardrobe are revisited and reworked with a distinctly urban spirit. Silhouettes are accentuated at the waist, emphasizing the shoulders. This season, down jackets are once again central to the outerwear range, combined with maxi trousers with a seductive cut.

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WOMEN’S PRE-FALL 2018

ERMANNO SCERVINO UN’ESTETICA IPERFEMMINILE VIENE ESALTATA DALL’ARTIGIANALITÀ DI ALTO LIVELLO. IL DIRETTORE CREATIVO ERMANNO DAELLI GUARDA AL PASSATO, TROVANDO UN APPROCCIO GENTLEMANLY ALLO STILE E PRESTANDO ATTENZIONE ALLA RAFFINATEZZA SENSUALE DELLA SCELTA DEI TESSUTI. LA COLLEZIONE È DOMINATA DAI DOPPI CACHEMIRE E MOHAIR NEI CAPISPALLA, IN CONTRASTO CON I TONI PASTELLO DI TUNICHE DI SETA CORTE, ISPIRATE ALLA LINGERIE ANTICA. A hyperfeminine aesthetic is enhanced by outstanding craftsmanship. Creative director Ermanno Daelli looks back to the past, taking a gentlemanly approach to style and paying attention to a sensually refined selection of fabrics. The collection is dominated by double cashmere and mohair outerwear, in contrast with the pastel tones of short silk tunics, inspired by ancient lingerie.

REDEMPTION PER QUESTA STAGIONE LA GRIFFE RITORNA AL ROCK-GLAM PARIGINO DEGLI ANNI ’90 CON UN GUARDAROBA SEXY CHIC, DOVE LA GIACCA DA SMOKING PUÒ ESSERE PORTATA SU UNA T-SHIRT, ABBINATA A UNA MINIGONNA IN MAGLIA E PIZZO, STRETTA IN VITA DA UN MAXI FIOCCO IN VELLUTO. This season the brand returns to the Parisian rock-glam of the ‘90s with a sexy chic wardrobe, in which a tuxedo jacket can be worn over a T-shirt, paired with a knit lace miniskirt, tied at the waist with a large velvet bow.

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MILANO SHOWROOM DUNE

NEW YORK THE HIVE SHOWROOM

BRUXELLES ABFL SHOWROOM

DÃœSSELDORF PEGASO SHOWROOM

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WOMEN’S PRE-FALL 2018

PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI LORENZO SERAFINI È UN ROMANTICO, INNAMORATO DELL’ATMOSFERA DECADENTE BRITANNICA DI PAESAGGI NEBBIOSI E DI PARETI DECORATE DA ARAZZI ALLA WILLIAM MORRIS. DELICATE ATMOSFERE CHE SI RITROVANO NELL’ABITO BUSTIER A VITA IMPERO, CON MANICHE A SBUFFO IN JACQUARD TECHNO CERULEO, ORNATO DA UN NASTRO DI RASO NERO FINALE Lorenzo Serafini is a romantic lover of the decadent British atmosphere of misty landscapes and walls, decorated with William Morris tapestries. Delicate atmospheres that are found in the empire waist bustier dress with puff sleeves in cerulean techno jacquard, adorned with a black satin ribbon.

GENNY FEMMINILE SINGOLARE: UNA MODA COOL, FATTA DI PEZZI ESSENZIALI MA RIVISITATI DA UN MOOD SOFISTICATO E DA DETTAGLI INEDITI. QUESTA È UNA COLLEZIONE DALLA VOCAZIONE DECISAMENTE EFFORTLESSLY CHIC, DECLINATA IN UN DAILYWEAR, DOVE È RICONOSCIBILE UNA TENDENZA LUXURY CHE RAFFORZA IL CARATTERE DELLA MAISON. Unique femininity: a cool fashion, made up of essential pieces reinterpreted with a sophisticated mood and unusual details. This is a decidedly effortlessly chic collection, consisting of dailywear, featuring a luxury trend that reinforces the character of the fashion house.

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MYF for

Dall’orgoglio della tradizione la base per il rilancio PARTENDO DA UNA STORIA DI SUCCESSO, COSTRUITA IN MEZZO SECOLO DI ATTIVITÀ, FAUSTATRICOT GETTA LE BASI PER IL RILANCIO DI MYF: UN MARCHIO CHE INTORNO A UN DNA SOLIDO E AI VALORI FORTI DELLA MAGLIERIA MADE IN ITALY COSTRUISCE, INSIEME A UN NUOVO DIRETTORE CREATIVO, UN FUTURO FATTO DI QUALITÀ, RICERCA, INNOVAZIONE E UN’INESTINGUIBILE PASSIONE Orgoglio e tradizione, competenza e identità, aggiornar si restando fedeli a se stessi. Evoluzione, ma non rivoluzione. Mantenere salde le radici e guardare avanti. È una sfida coraggiosa, quella dell’azienda Faustatricot per MYF: un brand che punta in alto e rilancia, forte di un solido dna fatto di cultura, competenza, passione e valori intrinseci, costruiti grazie a una storia vincente di famiglia e di squadra. Un team compatto e motivato, che sa ancora emozionare ed emozionarsi con le nuove collezioni. Il prodotto non è che la sintesi evoluta e aggiornata di un percorso di successo di 50 anni, pronto a riaffermare in modo perentorio e innovativo il proprio know how. Al primo posto c’è l’heritage che, ora più che mai, rappresenta una ricchezza, un privilegio, un’iconica identità del marchio. L’autentica maglieria made in Italy si esprime attraverso jacquard, intarsi, ricami, applicazioni, dettagli e fantasie, protagonisti assoluti di un tripudio di mix collaudati o frutto di inedite esercitazioni di stile in chiave glamour. Un patrimonio rivisitato in salsa smart, capace di esaltare uno stile up to date al femminile, al di là delle stagioni e delle connotazioni geografiche, con l’ universo social come piattaforma di risonanza globale. Il colore, altra forza espressiva

travolgente, irrompe in ogni capo, regalando la marcia in più della positività ed esaltando le più nobili tecniche di lavorazione. Ecco le caratteristiche del nuovo corso di MYF: un restyling che ammicca a un ringiovanimento estetico e a un’energica sferzata di autostima, per risplendere di luce propria. Del resto, l’azienda stessa affonda le sue radici nel passato ma è in grado di guardare con fiducia ed entusiasmo al futuro. Interprete della rinascita è il nuovo direttore creativo, Simona Spaggiari, che afferma: «Accetto con entusiasmo il testimone e raccolgo con orgoglio la sfida. La maglieria è stata, è e sarà sempre la caratteristica intrinseca e vincente delle collezioni MYF. Privilegerò una chiave di lettura trasversale, che esalti le caratteristiche di qualità e modernità delle proposte, con un focus su volumi e fantasie, da sempre nel dna del brand». Come sottolinea Simona Spaggiari, «MYF vanta profonde conoscenze nelle tecniche di lavorazione e nei mix di materie prime, che rendono ogni capo unico e prezioso, ma c’è dell’altro. D’ora in poi tutto sarà ancora più moderno, frizzante, ricco non solo di contenuti ma anche di esclusiva creatività, fresca e accattivante, e di grande appeal».

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PREVIEW ACCESSORIES FALL-WINTER 2018/2019

WALK THIS WAY

I PERCORSI D’ECCELLENZA DEGLI ACCESSORI ITALIANI, DIFFERENTI PER VOCAZIONE, MA UNITI IN UNICO PROGETTO INDUSTRIALE E CREATIVO. SEGUENDO CIASCUNO LA PROPRIA IDENTITÀ, CON LA COSTANTE DELLA RICERCA DI STILE E DELLA SPERIMENTAZIONE, IN UNA STORIA TUTTA ITALIANA. DI ALBERTO CORRADO

The different realms of top-quality Italian accessories brought together in a single creative industrial project. Each one has its own identity but they all stand out for their style and experimentation in what is an all-Italian affair.

L'AUTRE CHOSE

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PREVIEW ACCESSORIES FALL-WINTER 2018/2019

THE WARMEST TOUCH

CSINTESI FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE, LE NUOVE COLLEZIONI SCELGONO PATTERN GEOMETRICI E TRIDIMENSIONALI IN COLORI VIVACI: ROSA, RED PASSION, WISTERIA, GOLD E SUNNY GREEN. A blend of tradition and innovation, the new collections sport geometric and 3D patterns in vibrant colours: pink, red passion, wisteria, gold and sunny green.

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1. VERSACE 2. JASON WU 3. PAUL ANDREW 4. LEO STUDIO 5. BIANCHI E NARDI 1946 6. FRAGIACOMO 7. GIANNA MELIANI

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PREVIEW ACCESSORIES FALL-WINTER 2018/2019

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1. EMPORIO ARMANI 2. BOTTEGA VENETA 3 .STUART WEITZMAN 4.COCCINELLE 5. LORIBLU 6. DANIELE ANCARANI 7. ZANELLATO

URBAN COZY

OGNI DONNA CONOSCE LA SCELTA PERFETTA PER FARSI NOTARE, SENTIRSI UNICA E MAI OMOLOGATA, GRAZIE AD ACCESSORI CAPACI DI CATTURARE L’ATTENZIONE E ILLUMINARE OGNI OUTFITT. MODELLI CHE SI CARATTERIZZANO PER LA RAFFINATA RICERCA CROMATICA E PER L’INCONFONDIBILE DESIGN, CHE HA RESO CELEBRE OGNI SINGOLA AZIENDA PRODUTTRICE. Every woman knows just what to choose to be noticed, to feel unique and to stand out from the crowd thanks to accessories that grab the attention and brighten up every outfit. Items distinctive for their refined colours and their unmistakable designs, which have made each of the manufacturers famous.

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TRUE NYC for

La rivoluzione del New Sartorialist PARTITO DIECI ANNI FA DAL CHINO PANT, TRUE NYC È ORA SINONIMO DI UN TOTAL LOOK DALLO SPIRITO INTERNAZIONALE, MA 100% MADE IN VENETO. UN MONDO FATTO DI TESSUTI ESCLUSIVI, DETTAGLI CURATI E ARTIGIANALITÀ, PORTAVOCE DI UNO STILE “NEW SARTORIALIST” ECLETTICO E IRRIPETIBILE. L’estetica quotidiana ha nuovi codici. A firmare una rivoluzione all’insegna della couture urbana è True Nyc, marchio dal respiro internazionale ma rigorosamente made in Veneto. Il filo conduttore è l’estrema ricerca di artigianalità sapiente e tessuti esclusivi, insieme alla cura maniacale del singolo dettaglio: tutto questo si traduce nel new sartorialist italiano, con capi dal taglio minimalista, esempi di comfort tailor-made per uomo e donna. Il pezzo chiave da cui è partito il percorso di True Nyc, ormai dieci anni fa, è il chino pant, quintessenza del casual-chic. Da lì il “clan” del marchio si è ampliato e arricchito, stagione dopo stagione, fino ad arrivare al total look della Fall-Winter 2018/2019, che porta alla ribalta giacconi over dal sapore boyish, pull di alta maglieria, felpe tricot e pantaloni in gabardina di lana tinto capo: un’esclusiva True Nyc, quest’ultima, sinonimo di un fitting impeccabile e di colori saturi, un altro tratto distintivo. È proprio una palette versatile e multicolor il leitmotiv della nuova capsule True Special for You, una linea di pantone-pant dai toni accesi e dall’inconfondibile elastico in vita, che questa stagione vede il modello pull-on salire nei “ranghi nobiliari” con il tessuto blasé per eccellenza: il velluto

duemila righe di Visconti di Modrone. Sempre l’elastico di tessuto giapponese fa da passepartout allo stile athleisure della linea True Nyc Denim: una “jeansology” dalle linee pulite, in tinte classy - nero e grigio in primis - e con richiami rétro come la bandierina sulla tasca e le bande laterali. La parola d’ordine è trasversalità per ogni occasione: non a caso il claim del marchio è Everyday philosophy. Di impronta più street è Re-worked, al suo primo anniversario: una capsule di capi in tessuti militari originali, rivisitati con un twist metropolitano e customizzati con ricami glam e patch giapponesi. Disegnata per abbracciare solo la silhouette femminile è invece True Tradition, a sua volta una capsule di capispalla contraddistinta da materiali pregiati e forme clean non convenzionali: dai coat finestrati, ai due pezzi con disegni home-made, fino ai cappotti con l’innovativa imbottitura thermor, per assicurare l’eleganza anche sottozero. Il mondo True Nyc è di proprietà di Vento del Sud, una realtà in perenne fermento che produce anche Poppies, Nuwoola, Mi.Ya, Mikiza e All, oltre a distribuire Douuod Woman, Mes Demoiselles Paris e Soeur. 

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NEW YORK FASHION WEEK

TOM FORD

TORNANO IN AUGE GLI EIGHTIES At New York Fashion Week Tom Ford, present with two shows (men and women) launched his first watch and underwear. On catwalk echoes of the Eighties. Aria di anni Ottanta per lo show femminile di Tom Ford, che a New York ha fatto anche sfilare l’uomo, con un fashion show separato. Le modelle esibivano fasce e mega-orecchini a cerchio, alternando l’all black a rutilanti patchwork di strass e animalier. Durante il défilé del menswear lo stilista texano ha lanciato un modello di orologio unisex («Con una fascia prezzo non stile Cartier o Rolex, ma più Hermès» ha detto Ford) e sancito il debutto dell’underwear, realizzato con Albisetti International. (a.b.)

CAROLINA HERRERA

PASSERELLE ADDIO The NY fashion show of Carolina Herrera was the last one for the brand’s founder. The new creative director will be Wes Gordon. Herrera will remain brand ambassador. Ultimo fashion show a New York per Carolina Herrera: la 79enne stilista passa il testimone del suo marchio a Wes Gordon. Diplomato alla Central St. Martins di Londra nel 2009, il designer ha collaborato con Oscar de la Renta, Tom Ford, e con i department store Bergdorf Goodman, Harrods e Saks Fifth Avenue. Ha creato anche un suo brand, messo ora in stand by per raccogliere l’eredità della blasonata designer di origine venezuelana, personaggio di spicco del jet set di Manhattan, che conserverà il ruolo di ambasciatrice della propria griffe nel mondo. Il marchio - fondato da Carolina Herrera nel 1981 - è nelle fila del Gruppo Puig, colosso da 1,6 miliardi di euro di ricavi. La Marchesa di Torre Casa, pseudonimo con cui è nota Carolina, aveva ripreso il timone creativo della griffe due anni fa, dopo che per 14 anni era stato nelle mani di Hervé Pierre, tra i protegé di Melania Trump.  (a.b.)

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BOTTEGA VENETA

SFILATA E OPENING NELLA GRANDE MELA The Italian brand Bottega Veneta twice under the spotlight in New York: for its catwalk show and for the inauguration of its mega flagship in Madison avenue. In temporanea trasferta a New York, Bottega Veneta ha ambientato il suo show nello storico building dell’American Stock Exchange in Trinity Place, aperto eccezionalmente a un evento di moda. A fare da cornice ai lussuosi outfit della griffe - una settantina tra uomo e donna - uno spazio allestito con lo scenografo Scott Pask, in cui elementi di arredo di grandi nomi del design italiano si alternavano a proposte della linea casa del marchio. La griffe è volata oltreoceano per l’inaugurazione di un flagship di circa 1.400 metri quadri su cinque piani al 740 di Madison avenue, il cui canone annuale di affitto pare si aggiri sugli 8 milioni di dollari. (a.b.)

BOSS WOMENSWEAR

FINE DELL’INTESA CON JASON WU The Gallery Collection of Boss Womenswear signed the end of the liaison between creative director Jason Wu and the German fashion house, that is focusing itself on premium menswear. La sfilata della Gallery Collection di Boss Womenswear, il 13 febbraio a New York, ha sancito la fine della liaison tra la casa di moda e il direttore creativo Jason Wu, iniziata cinque anni fa. Lo stilista si dedicherà al proprio marchio, mentre Hugo Boss lascerà in secondo piano il luxury e la donna, per concentrarsi al meglio sul suo dna, legato al menswear e al segmento premium del mercato. (a.b.)


VERONICA ROSSI for

Fabric works of art to express an Italian soul that looks to the future

Opere d’arte in tessuto, per esprimere un’anima italiana che sa guardare al futuro

CREATING IS NOT ENOUGH – YOU MUST SMILE WHILE DOING IT. AND ALWAYS FOCUS ON THE QUALITY OF TRUE MADE IN ITALY, COMBINING TRADITION AND INNOVATION: THE MESSAGE THAT EMERGES FROM THE VERONICA ROSSI COLLECTIONS IS DEVOTED TO AUTHENTICITY, FEATURING CLASSICISM THAT IS OPENING UP TO MODERN TRENDS

NON BASTA CREARE, SI DEVE SORRIDERE NEL FARLO. E PUNTARE, SEMPRE E COMUNQUE, ALLA QUALITÀ DEL VERO MADE IN ITALY, FONDENDO TRADIZIONE E INNOVAZIONE: IL MESSAGGIO CHE EMERGE DALLE COLLEZIONI VERONICA ROSSI È ALL’INSEGNA DELL’AUTENTICITÀ, IN NOME DI UNA CLASSICITÀ CHE SI APRE AI CANONI DELLA MODERNITÀ

The authenticity of the Italian handmade tradition and the care of single details, the research for innovative materials and ideas: this is the Veronica Rossi mission. The design of a pencil leads to fabric research and handmade cuts, ending with the creation of garments, true masterpieces. Authentic Made In Italy is enhanced by the value in which VR still believes above all: people. It’s not enough to create something, it must be done with a smile. “Contamination” is the fil rouge of the VR collection for F/W 2018/2019. Traditional male fabrics - flannel, check, tweed - are protagonists in women’s wardrobe with a chic, sophisticated declination and trendy colors, rich in glamour. A true fusion of tradition and innovation in colorings and in finishes, that give a soft hand to all these materials. Revisited in a modern key are also fabrics that have made the history of Italian fashion, like jacquard, wool and dévoré organza in floral patterns. The classicity of the raw material creates contrasts with modern lines and refined details. All of this blends harmoniously, expressing the true VR essence.

L’autenticità della tradizione italiana nel realizzare i capi a mano e curarli nei dettagli, unita alla ricerca di materiali e spunti innovativi, contraddistinguono le collezioni Veronica Rossi. Una storia che parte da un disegno a matita, per passare alla ricerca di stoffe e tagli artigianali e arrivare alla realizzazione del capo, quasi un’opera d’arte su tessuto. All’autentico Made In Italy si accompagna il valore in cui il marchio crede di più, le persone: non basta creare, si deve “sorridere” nel farlo. “Contaminazioni” è il fil rouge delle proposte VR per l’autunno-inverno 2018/2019. I tessuti maschili tradizionali (flanelle, tartan, check, tweed) entrano nel guardaroba femminile con una declinazione chic e raffinata, in colori glamour e di tendenza. Tradizione e innovazione si fondono nei cromatismi e nei finissaggi di mano morbida. Rivisitati in chiave moderna sono anche i materiali che hanno fatto la storia della moda italiana: jacquard, dévoré di lana, organze a motivi floreali. Alla classicità della materia prima si contrappongono linee moderne e dettagli ricercati. Tutto ciò si fonde in modo armonioso, esprimendo l’essenza VR.

HQ MAGIR SRL via Aurelio Saffi 132 - 21100 Varese - +39 0332 226027 - info@magir.it Showroom via Durini 25 - 20122 Milano - www.veronica-rossi.it domenico.ghilotti@magir.it - +39 335 6805832


TREND

BRAND TO WATCH Collezioni al debutto, in fase di rilancio o con alle spalle poche stagioni, con un concept originale e una storia da raccontare DI ANGELA TOVAZZI

Let’s have a look to collections ready to boot, evergreen brands that are now undergoing a re-launch or lines born few seasons ago, with an original concept and a story to tell.

FREGOLI Launched in 2016 by Francesca Spaggiari, the brand focuses on the excellence of materials and customization. Le borse Fregoli nascono nel 2016 da un’idea di Francesca Spaggiari, figlia di Alessandro, imprenditore a capo di un gruppo operante nei settori delle telecomunicazioni, medicale e automotive. Filo conduttore delle creazioni è il trasformismo, arte in cui era abile l’artista (Leopoldo Fregoli) a cui si ispira la collezione: tutti i pezzi hanno particolari intercambiabili (come i manici e le tracolle) e, nel caso dei modelli Metamorfosi e Veronica, un’immagine camaleontica, grazie alla possibilità di sostituire le cover. Realizzate in pellami pregiati (come alligatori, pitoni, struzzi), sono vendute su fregoli.net, dove le clienti vengono seguite in ogni fase dell’acquisto, dalla scelta alla possibile personalizzazione, e da Club 21 di Singapore.

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Y/PROJECT Winner of the Andam Fashion Award 2017, Glenn Martens designs successfully, since 2013, Y/Project luxury streetwear. Da quando alla guida creativa di Y/Project (a partire dal 2013), c’è Glenn Martens - stilista di Bruges (Belgio) con studi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa e naturalizzato parigino - il brand è diventato una collezione di culto per i seguaci del luxury streetwear, apprezzato come marchio innovativo e sperimentale dai retailer internazionali dove è presente, tra cui Selfridges, Matchesfashion. com, LuisaViaRoma e Barneys. A dare nuova linfa alla label, fondata nel 2011 dal ceo Gilles Elalouf e dal designer Yohan Serfaty, è la visione avanguardistica e concettuale di Martens, che non ha paura di osare con proporzioni maxi, capi (inizialmente solo uomo, ora anche donna) destrutturati e trasformabili e un’estetica fresca, che sfugge alle convenzioni. Del suo talento si è accorto anche il gotha del settore: nel 2016 è stato tra i finalisti del Lvmh Prize e nell’estate del 2017 ha vinto il Grand Prize dell’Andam Fashion Award.


TREND

DUVET

The knitwear brand for men and women was launched in 2015 by Giovanni Canessa, Malo Cashmere founder’s son. Dietro Duvet c’è Giovanni Canessa, figlio di Alfredo Canessa, che nel 1972 fondò Malo Cashmere insieme al fratello Giacomo. Si tratta di un brand specializzato nella maglieria in filati naturali e dedicato a uomini e donne «che sanno riconoscere la qualità dei filati - dice Giovanni - e prediligono uno stile minimale e versatile». Artigianalità e innovazione tecnologica, 100% made in Italy, sono i capisaldi del brand, disponibile nel monobrand a Cortina D’Ampezzo e in due shop-in-shop all’interno dei negozi MY Style Bags Milano. Prossima sfida, «una nuova tecnologia, sviluppata in Umbria, che permette di creare capi senza cuciture con un filo unico in cashmere, annullando gli sprechi e riducendo l’impatto ambientale». I prezzi sell in di Duvet - distribuito da DMVB Showroom a Milano, sono compresi fra 90 e 450 euro.

METROCITY Metrocity is a lifestyle brand with Italian origins. In 2016 it opened its first European store in Milan, near Brera.

A.W.A.K.E. Founded in 2012 by Natalia Alaverdian, the London based brand is betting on graphic lines and oriental echoes. A.w.a.k.e., nato nel 2012, sta per All Wonderful Adventures Kindle Enthusiasm: una mission che Natalia Alaverdian, russa naturalizzata belga, porta avanti con uno sguardo originale sulla moda, grazie alle sue esperienze multidisciplinari nello styling (cinque anni come fashion director di Harper’s Bazar Russia), nell’art direction e nella fotografia. Con un concept grafico, mosso da un gioco studiato di sovrapposizioni, lo stile A.w.a.k.e. si è costruito un importante network commerciale a livello worldwide, con partner come Harrods, Neiman Marcus, Tsum e, in Italia, N° 30 a Milano, Macondo a Verona e Quadra a Trani. I prezzi sono compresi fra circa 300 e 1.250 sterline.

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Metrocity, brand di origini italiane nell’orbita del gruppo internazionale Moda Cubo, ha scelto di essere presente con un negozio in Brera, inaugurato nel 2016 a pochi passi dalla Pinacoteca, per far conoscere i propri prodotti, realizzati per la maggior parte in Italia. L’artigianalità è infatti il punto di forza del marchio, che si è progressivamente ampliato in direzione lifestyle, con abbigliamento, gioielli, eyewear, beauty e home design. Il monomarca milanese fa parte di un network retail che comprende oltre un centinaio di store, tra punti vendita e shop-in-shop, in città come Osaka, Tokyo e Seoul. Prossime tappe saranno altre capitali europee, come Londra e Parigi.


Eccellenze leather & fur dal mondo: a Milano Moda Donna debutta Fashion Haining

da sinistra, un look Xuebao e Foor

LA SFILATA ORGANIZZATA DALL’HAINING CHINA LEATHER CITY SPA - HCLC - NASCE CON L’OBIETTIVO DI RAFFORZARE IL LEGAME TRA ITALIA E CINA NELL’ALTO DI GAMMA Creare un ponte tra l’industria italiana e quella cinese, valorizzare il design del Bel Paese con la produzione “Made in China”, promuovere l’inserimento delle aziende nazionali all’interno del mercato Cinese: nasce da questi obiettivi la prima edizione di Fashion Haining, la sfilata inserita all’interno del Calendari Eventi di CNMI e organizzata dall’Haining China Leather City Spa (HCLC), il più importante polo produttivo e commerciale per i settori pelle e pellicceria. Un evento che ha l’obiettivo di introdurre al pubblico europeo i due brand Xuebao e Foor, e attraverso di essi promuovere e valorizzare la cooperazione tra i due Paesi. Nata nel 1994, HCLC è la società di servizi che ha contribuito a rendere il distretto di Haining il più importante e qualitativo per i settori pelle e pellicceria in Cina. Nel 2010 la società è stata ufficialmente quotata nella Borsa di Shenzhen, assumendo sempre più un ruolo di riferimento e fornendo una guida non solo relativa ai prezzi e al mercato, ma anche in fatto di tendenze. Con una superficie complessiva di 3.490.000 mq e undici mila aziende coinvolte, copre un bacino d’utenza di circa 300.000.000 persone e muove nei propri centri commerciali un volume di vendita annuo che supera i 3.125 milioni di Dollari Usa attraverso un flusso di oltre 14.000.000 consumatori. Tanto che, ad oggi, la maggior parte della produzione totale dell’abbigliamento alto di gamma di pelle e pelliccia

in Cina è prodotta nel distretto di Haining. Forte del ruolo di centro nevralgico per tutto il settore, l’Haining China Leather City Spa si fa ambasciatore della qualità Made in China e lancia la prima edizione di Fashion Haining, la sfilata che si inserisce all’interno del calendario eventi di CNMI e che presenta due tra i più importanti brand del settore nel panorama cinese: Xuebao e Foor. Da sempre attento alle tematiche ambientali, Xuebao, brand che fa capo alla Zhejiang Xuebao Fashion Co., Ltd. propone prodotti di tendenza che mixano elementi della cultura classica reinterpretati come fossero opere d’arte e vanta un sistema produttivo intelligente in cui l’applicazione capillare delle nuove tecnologie e dell’Internet delle Cose porta all’ottimizzazione generale dei processi. FOOR, acronimo di Fashion, Originality, Ornate e Refinement, è posseduto da Zhejiang Foor Fashion Corp. Nella sua estetica riporta i classici al centro della moda, integrando il romanticismo europeo con il fascino dell’oriente classico. La ricercatezza estetica si unisce all’utilizzo di tecniche produttive rigorose e a una pianificazione strategica lungimirante. La sfilata Fashion Haining, organizzata dall’Haining China Leather City Spa, è in programma il 23 Febbraio, alle ore 19.00, presso le sale di Palazzo Serbelloni.


TREND

VICARIO CINQUE Launched by Stefano Lora in 2014, the womenswear brand bets on made in Italy, with value for money outfits. Vicario Cinque prende il nome da piazzetta del Vicariato 5 a Brendola, nel vicentino, dove il titolare Stefano Lora, nel 2014, ha lanciato il marchio: un womenswear pensato per «una donna decisa, giovane e dinamica, che non rinuncia agli everyday oufit ma nemmeno all’eleganza», con il plus di una produzione made in Veneto. Distribuito nel canale wholesale in Italia, Austria e Germania, e a breve anche in Spagna, Francia e Giappone, Vicario Cinque è disponibile nei Pavin store in Veneto e Lombardia, da Gruppo Mengotti in Veneto, Lorj ad Arezzo, Andrei a Perugia, Tra Noi ad Asti, Giannetti a Savona per citare alcuni multimarca. Venduta con prezzi sell in compresi fra 35-55 euro (per le T-shirt) e 60-90 euro (per i cappotti), la label si sta preparando al lancio del proprio e-shop, vicariocinque.it, che sarà attivo a partire da giugno 2018.

Born in Veneto in 2016, Mpd Box is an easystreet with an aesthetic fusion that mixes styles, shapes and fabrics.

SO.BE The brand, born in 2017, is produced and distributed by Baroni, a historic Italian knitwear company. Its first collection will debut at White Milan. È pronto a debuttare al White Milano di febbraio con la sua prima collezione, questo nuovissimo marchio prodotto e distribuito da Baroni, realtà storica con sede a Concordia (Modena), specializzata dagli anni Settanta in knitwear made in Italy. So.Be, questo il nome del brand, scommette su proposte minimal e senza tempo, dallo stile contemporary e di carattere, ma capaci di adattarsi alla personalità di chi le sceglie. Ogni pezzo è unico, racconta una storia ed è realizzato, dicono dall’azienda, «per essere indossato senza artifici». Con prezzi sell in compresi fra i 60 e gli 80 euro, si appoggia alla showroom milanese Aretè.

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MPD BOX

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Non solo un brand, ma un think tank dove nascono e si mescolano idee di diversa estrazione, all’insegna della contaminazione. Mpd Box, brand veneto nato nel 2016, ha puntato su un easystreet dall’estetica fusion e dalla carica emozionale per far breccia nei negozi che contano, riuscendo a imporsi, fra gli altri, da La Rinascente, Tessabit, Globus (Svizzera), Revolve (Usa), Sax Almaty (Kazakistan) e Different Fashion (Germania). Con prezzi medi sell in intorno ai 150 euro, Mpd Box fa riferimento alla showroom milanese Studio 360 e vende anche attraverso il proprio e-store.


Q&A A cura di Angela Tovazzi

bag’s designer

AZZURRA GRONCHI

«Ho seminato con il cuore e adesso eccomi qui» The designer Azzurra Gronchi has recently won the eighth edition of the Ramponi Prize. Growing up in a family factory, she imposed herself with bags (and shoes) entirely made in Tuscany. Her motto? «Always be positive». Recentemente ha vinto l’ottava edizione del Premio Ramponi: cosa significa per lei? È stato un riconoscimento molto importante. Essere stata scelta da grandi personalità della moda, come Mario Boselli e Massimiliano Bizzi di White, e da Alfredo Ramponi produttore più famoso al mondo di metallerie e applicazioni su pelle e tessuti, che approderà presto in Borsa - è stata una grande soddisfazione. È cresciuta nell’azienda conciaria di famiglia: il suo destino era segnato? Assolutamente sì. Non sarei mai stata così esperta in nessun altro campo lavorativo quanto questo. Sono cresciuta in mezzo alla pelle. Quando ha lanciato la sua collezione, sei anni fa, come è stata presa questa decisione? È stata un’idea di mio padre. Ai tempi lavoravo per Costume National, dopo le mie esperienze in Ferragamo e Dolce&Gabbana a Milano come designer di accessori. Mio padre mi richiamò in Toscana, raccontandomi quello che aveva in mente: la sua volontà era quella di farmi disegnare una linea di accessori realizzata con il pellame della nostra conceria, allungando così il ciclo produttivo dell’azienda fino alla scarpa o alla borsa finita. Se non fosse diventata una designer, che cosa avrebbe fatto? Sicuramente avrei lavorato in mezzo alla natura e ai miei adorati animali. Mio padre aveva un allevamento di cavalli e sono convinta che se non avessi avuto successo nella moda, sarei stata felice di dedicare la mia vita a loro.

Qual è stata l’esperienza che le ha cambiato la vita professionale? La morte di mio padre. Perché da lì mi sono sentita senza paracadute, senza protezioni e ho dovuto affrontare tutte le difficoltà stringendo i denti e rischiando in prima persona. Un momento molto difficile, che però mi ha dato la sicurezza per andare avanti, facendomi sentire finalmente donna e non più solo una giovane designer.

Il magazine di news, business e trend

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C’è qualcuno a cui deve dire grazie? A mia madre, che oggi mi sostiene in tutto, non solo in quanto è “la mia mamma”, ma perché nel tempo ha avuto da me grandi soddisfazioni, dopo aver visto l’impegno e i sacrifici fatti. Qual è il valore aggiunto delle sue creazioni? La ricercatezza delle lavorazioni fatte con i pellami, frutto dell’accurata e preziosa manodopera e della qualità garantita dal territorio. Le mie sono borse realizzate interamente in Toscana, realmente a chilometro zero. Di che cosa è più orgogliosa? Di aver imparato nel tempo che non si dipende da nessuno, se non dalle nostre scelte e dai comportamenti che abbiamo deciso di avere nella vita. Io sono orgogliosa di aver seminato con il cuore e quindi aver raccolto ottimi frutti. Cosa sogna per il suo marchio? Una brand extension e negozi monobrand. Qual è il suo motto, nella vita e nel lavoro? Essere sempre positivi, affrontare qualsiasi difficoltà come un’ottima occasione per ■ mettersi alla prova.

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johann rupert

per Ynap meglio un solo socio: il lusso va preservato Noto come uomo d'affari di successo, il numero uno di Richemont vuole concentrare nelle sue mani Yoox-Net-a-Porter, portandola al delisting, mentre l'e-commerce va verso una fase di concentrazione e conquista sempre più clienti nel lusso di ELISABETTA FABBRI

• Johann Rupert nasce in Sud Africa nel 1950

Known as a successful businessman, Richemont's chairman has made a public tender offer to take full control of Ynap, while e-commerce goes towards a phase of concentration and conquers more and more customers in luxury sector.

• Frequenta il Paul Ross Gymnasium di Stellenbosh e l'Università locale, studiando Economia e Diritto. Non completerà gli studi per dedicarsi alla finanza a New York, dove lavorerà per Chase Manhattan Bank e Lazard Frères • Nel 1979 torna in Sud Africa, crea la Rand Merchant

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ohann Rupert, il businessman che in questo momento vuole salire al 100% di Yoox-Net-a-Porter (Ynap), è noto nella finanza per il suo fiuto negli affari. Non ha terminato gli studi in Economia, in Sud Africa dove è nato, ma si è formato sul campo, a New York, partendo da due banche d'affari come Chase Manhattan Bank e Lazard Frères. Solo dopo una serie di esperienze tra fusioni, acquisizioni, risanamenti, ormai sulla trentina, tornerà in madrepatria per dare vita alla Rand Merchant Bank ed entrare nel Rembrandt Group, l'azienda fondata dal padre Anton Rupert, con attività diversificate e le radici nel business del tabacco. Da qui parte l'avventura di Johann Rupert con Richemont, che oggi presiede e controlla, fondata a Ginevra nel 1988 dallo spinoff delle attività internazionali dell'azienda di famiglia. Da subito la holding (oggi uno dei più grandi gruppi mondiali del lusso, con un fatturato di 10,6 miliardi di euro) conta tra le partcipazioni Cartier e, attraverso Rothmans International, Alfred Dunhill, Montblanc e Chloé. Seguirà una lunga lista di acquisizioni (Van Cleef & Arpels, Officine Panerai, Lancel, Azzedine Alaïa, solo per citarne alcune nel lusso) fino ad arrivare, nel 2010, alla digital economy, con l'acquisto del luxury e-commerce net-a-porter.com, valutato 350 milioni di sterline (quasi tre volte i ricavi, allora di 120 milioni di sterline). Nel 2015 la decisione di fondere l'e-tailer in-

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Bank e avvia la Small Business Development glese con il gruppo italiano Yoox Corporation (ora nota come Business Partners) (quotato in Borsa dal 2009), dando origine al gruppo Ynap, motivata • Fonda, rileva, risana una serie di società prima di da Rupert con la volontà di accreiniziare a occuparsi dell'impero di famiglia, scere la dimensione aziendale e in Sud Africa: il Rembrandt Group (attuale Remgro) rafforzare la leadership, per pre• Nel 1988 crea Richemont dallo spin-off delle attività servare l'unicità del settore lusso. internazionali del Rembrandt Group. Al luxury summit del Financial In portafoglio ha marchi come Cartier, Montblanc, Times, quello stesso anno a MonAlfred Dunhill e Chloé tecarlo, l'imprenditore sudafricano aveva invitato i competitor del • Dopo una serie di investimenti in settori diversificati, lusso Lvmh e Kering a investire nel 2010 Richemont rileva Net-a-porter.com nel progetto. «Voglio creare una • Nel 2015 Net-a-porter si fonde con Yoox, dando vita a piattaforma aperta a tutti - aveva Ynap. Richemont ha la maggioranza detto -. Penso che la partita sia • Nel gennaio 2018 Richemont rivela ilprogetto di troppo grossa perché domini una lanciare un'Opa totalitaria su Ynap sola società». Cosa gli avrà fatto cambiare idea, tanto da portarlo al progetto di lanciare un'Opa totalitaria su Ynap (Richemont controlla il 49% McKinsey, che prevede un 19%). Numeri del capitale e il 25% dei diritti di voto), che che di certo non saranno sfuggiti al terporterebbe al delisting dalla Borsa di Milazo uomo più ricco d'Africa (237esimo nel no? La sua offerta, da circa 2,8 miliardi di mondo, secondo Forbes), che forse avrà aneuro, valorizza Ynap 5,3 miliardi (Yoox ne che pensato fosse megliomettere al riparo il capitalizzava 1,4 prima del merger). «Con business da mani altrui, mentre il settore va questo ulteriore passo - spiega l'uomo d'afverso la concentrazione ed è oggetto dell'atfari - intendiamo rafforzare la presenza e il tenzione costante dei fondi di investimento. focus di Richemont sul canale digitale, che Quando non è alla ricerca di galline dalle sta assumento un'importanza cruciale, per uova d'oro, Rupert - sposato, tre figli - si insoddisfare i bisogni dei clienti di lusso». teressa di rugby, cricket e adora il golf. Il Clienti facoltosi che se ora comprano solo suo più grande cruccio pare sia non avere per il 9% online, saliranno al 25% nel 2025, rilevato il 50% di Gucci, quando gli era stacome stima Bain & Company (più prudente ■ to offerto per 175 milioni di dollari.


CAREERS A CURA DI ANDREA BIGOZZI

Ecco Moncler Genius: otto super creativi per altrettante linee Moncler reveals eight designers for Genius Building Project: the list includes Pierpaolo Piccioli and Simone Rocha.

Otto menti creative, ognuna con il proprio stile, unite in una sola visione: quella di Moncler. È questo, in sintesi, il progetto voluto da Remo Ruffini e chiamato Moncler Genius. Ogni designer si occuperà di una linea specifica e le collezioni (uomo e donna) saranno lanciate mensilmente. Ma chi sono gli stilisti prescelti? Pierpaolo Piccioli, direttore artistico di Valentino, disegnerà la linea 1; l’inglese Karl Templer, direttore creativo di Interview Magazine, curerà l’etichetta 1952 (anno di fondazione della griffe), Sandro Mandrino, ex designer di Gucci, si occuperà dell’abbigliamento più tecnico di Grenoble. La stilista Simone Rocha sarà responsabile della linea 4; il designer britannico Craig Green, fresco finalista dell’Lvmh Prize, curerà 5, mentre Kei Ninomiya, ex fashion designer di Comme des Garçons e fondatore del brand Noir, disegnerà 6. Toccherà al designer e produttore musicale giapponese Hiroji Fujiwara, ideatore del brand Fragment Design, disegnare la linea 7. Infine, Francesco Ragazzi, fondatore del brand Palm Angels, che già da tempo fa parte del team di Moncler, svilupperà la collezione 8. Queste collaborazioni dovrebbero essere permanenti. Il progetto sarà presentato nel Moncler Genius Building il 20 febbraio, in apertura della fashion week di Milano.

Helena Foulkes dalla farmaceutica a Hudson’s Bay Helena Foulkes is the new Hudson’s Bay CEO. She will be responsible for the global strategy of all HBC’s brands

La società proprietaria dei grandi magazzini Saks cambia vertice. Hudson’s Bay ha scelto come nuovo ceo Helena Foulkes (nella foto, tratta dal suo profilo Linkedin), nome poco noto al settore della moda ma conosciutissimo in quello della farmaceutica, dove la manager ha operato per oltre 25 anni, conquistando il titolo di donna più influente della finanza nordamericana. La manager, 53 anni, ha preso il posto dell’uscente Richard Baker.

Courrèges: allo stile arriva Zobel Courrèges names Yolanda Zobel artistic director of the fashion house. Her first will be presented in September.

Dopo il ceo Christina Ahlers, Courrèges piazza un’altra donna ai vertici, questa volta creativi. Si tratta di Yolanda Zobel, con trascorsi in brand come Jil Sander, Giorgio Armani e Acne Studios. La stilista sostituisce Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant. Zobel presenterà la sua prima collezione alla fashion week di Parigi in settembre.

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Andrea Baldo ANDREA BALDO/COCCINELLE

«PASSION AND CLARITY ARE THE KEY» Enlisted two years ago by E-Land as the CEO of Coccinelle, Andrea Baldo is attaining positive results «in all channels and in all markets», bringing the company closer to achieving its two key objectives for 2018: to make more than 100 million euros in turnover and to mark new territory in Milan in a big way, with its first flagship store. BY ANGELA TOVAZZI

2018 is set to be a year to crack open the fizz for two (historic) achievements: the milestone of 100 million euros in turnover and the opening its first real flagship store in Milan. E-Land (the South Korean multinational corporation that took over the brand in 2012) set Andrea Baldo the task of accelerating Coccinelle’s pace in the international arena, to generate more brand awareness and acquire higher market shares. Two years on from stepping into his new role, the Venetian executive with established managerial experience in the ranks of Otb, first as managing director for Martin Margiela in Paris, then as business unit manager for Diesel Black Gold, later as COO for Diesel in New York, and finally General Manager for Marni, gives Fashion an insight into the new Coccinelle, what it has achieved so far and where the company is headed. You closed 2016 with an 11% increase in turnover. How did 2017 go? Even better. We actually achieved a 16% increase, which brought us to nearly 90 million euros in turnover, with an EBITDA margin up by 42%, well over double the increase in turnover. These results are a clear sign that we are on the right track, also because we have grown in in all channels and in all markets, with a 28% increase in franchising, a 19% increase in retail, a 12% increase in travel retail and a 10% increase in wholesale.

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Promising results were also recorded in online retail. E-commerce still accounts for 2% of our turnover, but the restyling that we rolled out last September did generate an increase in traffic and visibility. Our aim is to have this sector account for at least 10% of turnover within the next four to five years.

What are the next steps? We want to focus our energies on two key markets, like the United States and Japan. We are currently evaluating how to enter the market in the United States, be it on our own or in a partnership. Whatever we decide, 2019 could be the year to make the jump.

On the physical retail front, what plans are in the works? We recently launched our first flagship store in Munich and a store in the Europeiskiy shopping centre in Moscow. In 2018, we will focus on something that is very close to our heart; our first real flagship store in Milan. Milan is already home to several flagship stores and the biggest names in fashion, but the one that we plan to open will be one that commands attention, covering around 220 square metres.

Coccinelle also has some outlets What do you see for these channels? We have seven outlets, two of which are outside of Italy. For me, this channel is no longer just a gimmick to manage surplus stock, but rather a fully-fledged channel that offers an attractive buying experience for families at the weekend, with the added bonus of food and entertainment. A shopping destination that will serve a different kind of customers from front-line retail customers, and for this reason is not in competition with other channels.

Where will it be? We have chosen the location, but we are still in the middle of negotiations. All we can say for the moment is that it is in a prominent position with views of the Madonnina statue that crowns Milan’s cathedral. We are working to be able to open the store within the first half of this year. And how is internationalisation going? International sales have overtaken sales in Italy for the first time, with an export market share that now accounts for 51%. Germany, our first foreign market, and Russia, which has started to take off again, can both boast double digit-growth. Acceleration in China has been up by 100%, so much so that it has become our fourth major country. This great feat was made possible thanks to the happy combination of appealing design, premium quality and affordable prices, and the progress made in retail, which saw another eight franchises open in 2017.

What is the vision that you wanted for the brand? We started with our main strength: insider knowledge of customers and the desire to create containers of emotions, not just functional bags, that celebrate women; their natural confidence and their joie de vivre. The goal is to create real travel companions, that support women in their everyday life. Coccinelle is a brand by women for women. For that matter, you decided to appoint two women employees from the company as creative directors last year; Eleonora Pujia and Vinciane Stouvenaker. How are they contributing to the brand's evolution? They have placed storytelling at the heart of everything, conveying the pre-collection and collection like the different chapters of a story, something that can also be applied to shop window displays, events, and narratives on social media. This intuition has given a significant boost to the brand, as the latest results will attest; sell-in sales in the 2018 Spring-Summer collection have almost doubled, going from a 10% to a 19% increase, and the same trend seems to be occurring in the Winter pre-collection too, with record performances. I think the key to everything is clarity: in creativity and in strategies. Have the prices changed? Naturally, with an improvement in research and details comes an increase in the perceived value and positioning of the brand. Prices have adjusted, but I would say that we are still competitive, as the growth that we have achieved this year demonstrates. Becoming a luxury brand is not part of our strategy, but we do want our customers to enjoy the best quality at fair prices. ■

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Olga Iarussi OLGA IARUSSI/TRIUMPH INTERNATIONAL

«FROM PRODUCT TO STORES, EVERYTHING IS IN EVOLUTION» Italy is a priority market for Triumph, a global player with a turnover around 2 billion euro, and from Italy comes Olga Iarussi, CEO of South Europe from 2012. «Years with a constant growth, confirmed in 2017 - she says - thanks to the right mix of product, distribution, communication and, last but not least, a strong synergy with the headquarters». BY ALESSANDRA BIGOTTA

Her motto is «You don’t need pips. The important thing is to be streamlined, fast and in keeping with the market». However, Olga Iarussi, CEO of Triumph International for Southern Europe (Italy, Spain and Portugal) has these indeed. Her career has brought experiences with entities such as Procter&Gamble, Max Factor, Heinz, Eukanuba, in a circuit with an international bent - it comes as no surprise that she speaks five languages, including Russian and Hun-

garian- that brought her into Triumph in 2008. The move into a sector that was new to her was not a traumatic one. On the contrary, Olga Iarussi felt at home from the very beginning in the multinational with a turnover of 2 billion euro, making the most of her background and talents that are not to be judged by sector, such as her commitment to work and team building. As such, her rise to fame is not surprising, from her direction of the Italian chain to that of Southern Europe in 2012, leading a team of 450 employees, of which 160 are from Italy. The results were not long in coming: against the context of a general revamping of Triumph, in 2016 the turnover in her control area was 90 million euro, of which 57 million derived from the Peninsula.

lets. Then there is the hard core of thousands of multi-brand points of sale, for which we can interesting projects in the pipelines.

Triumph, is an iconic brand that up to not too long ago was perceived as too traditional. What was the impulse for the brand revamping and what contribution was made in your area of control? We worked in synergy with the parent company, moving in the same direction and with clear-cut ideas. We were dealing with a heritage, a strong identity and a very well-known brand. Day after day, we aimed to enhance it with new elements, from the product to communication and up to distribution that is of central importance.

On the other hand, what do you have to say about wholesale? That we are working for a shop-in-shop project reserved for a selected handful of our multi-brand clients, let’s say no more than 200 stores, that are destined to transform from top customers to partners.

In the years from 2012 to date, Southern Europe with Italy as a priority market has achieved excellent results. How was 2017 and what is the outlook for 2018? They were years of constant development and the fruit of a commitment repeated day after day. The year 2017 also ended positively, with a great result for the single-brands, increasing into double figures with respect to fixed business areas. There are ten in Italy, as well as seven franchising spaces and six out-

What is on the boil in Italy? With respect to retail, a number of openings are planned, such as that for Genoa - even before Easter - and probably another three will occur during the year. Our stores, which have recently been redesigned in terms of concept, are an important value. We have created more cozy spaces, with assistants who are real fitting experts. All within the context of omnichanelling. In Italy, around 10% of our sales are on-line but we are not overly interested in increasing this percent as much as offering ongoing sales experiences.

What are Italian consumers looking for and what new trends are you banking on in terms of the product? Italian women are particularly passionate about black and have a weakness for the body and the “minimizer” models. But apart from these general classifications, they demonstrate an appreciation for innovations that we have introduced in the collection, starting with the Shape bra that was launched in 2014, a shaping but not harsh model. Then there is Triaction by Triumph that is practical and suitable for sporting women and that is chalking up double-figure sellouts. One of the latest products is Florale by Triumph. What is your secret weapon for winning over the consumer? The essence of the Triumph heritage is captured in Florale: bras, bodies and underwear enriched by embroidery and lace, priced around 45-55 euro. Models that are designed for a woman who is confident about herself, who apart from the look values the content, namely the highly innovative materials. Julianne Moore is a Florale spokesperson and Jessica Hart represents Triumph. How did you choose these two? They have a strong personality, but above all, they are real. Something that is also true for the social strategies. Our followers (we have more than 100,000 on Instagram alone) do not necessarily identify with the latest influencer, but the figures that they feel in touch with. Consumers are our key asset. ■

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Since October, you have been backed by Chinese private equity firm Hony Capital... The presence of Hony, a fund that manages over 6 billion in assets worldwide, will help us to defend and protect the Chinese market, which is one of our main markets. It is extraordinary that such an important player is interested in a small-medium Italian company. In fact, this was both Hony’s first acquisition in Italy and its first ever investment in the luxury sector.

Andrea Bucalossi ANDREA BUCALOSSI/MR&MRS ITALY

«WE ARE UNIQUE AND READY TO DO EVEN MORE» With a turnover grown from 1,5 million to 57 million euro from 2013 to 2017, Mr&Mrs Italy’s escalation has been one-of-a-kind. «Around our iconic luxury parka - says CEO Andrea Bucalossi - we grow in the name of innovation». BY ALESSANDRA BIGOTTA

The rise of Mr&Mrs Italy is plain to see: how do you see the brand's future? We went from 1.5 million euro in 2013 to 57 million in 2017: growth that I would describe as staggering, accompanied by a very attractive margin and by outstanding cash generation. The business also diversified: we went from being synonymous with women’s winter parkas to offering a wide range of men’s and women’s outerwear, including for spring-summer. Today, with 10 directlyoperated stores, exports accounting for 85% of revenue and 40% of sales taking place online, we are looking to the future. We talked about our goal of achieving a turnover of 100 million in 2020: maybe, let’s see… But an increase in turnover is less important to us than firmly establishing the Mr&Mrs Italy brand. What do you want to focus on in particular? On three areas: advertising, which for us means the online channel; products, with a focus on innovation and the introduction of new ideas; and, last but not least, distribution. In 2018, we will open ten more of our own stores, and beyond this we are focusing on new retail, made possible by the convergence between traditional stores and online sales. We are working on many projects in this sense, including one that aims to increase the “theatricalization” of the in-store experience by using digital technologies, for example the online configurator in boutiques, which allows you to create a customized parka.

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What can you tell me about the evolution of the collection? That up until a few years ago, the luxury parka category did not exist. We are now the undisputed leaders in this category, so we are proud to have launched this Made in Italy innovation. Now there is only one luxury parka and it is made by Mr&Mrs Italy. But there is more to the brand than parkas: we also produce bombers, field jackets, shearling coats and down jackets… and we are ready to launch shoes (which we already sell, for example at Barney’s and Tsum), developing activewear at the same time. However, I should note that we are also victims of our own success: we have observed an alarming proliferation of fakes, which we are combating with all our strength. You have frozen the Jo No Fui brand: are you planning to relaunch it? For now, Mr&Mrs Italy is too important and is taking up all our attention. What is your motto and how do you apply it in the company? We consider Mr&Mrs Italy “The New Italian Cool”, namely the best of Italian values adapted to today’s world. In the company, we adhere to this concept by sharing results (we distribute a super bonus to all employees at Christmas, which can be worth up to a year’s salary) and rewarding collaboration.  ■

Enrico Roselli ENRICO ROSELLI/LA MARTINA

A MATTER OF EXPERIENCE After having created an omnichannel platform, La Martina is all speed ahead with service to offer the consumer a complete vision and experience, enlisting three up-and-coming designers to design the Fair Play capsule collection. Enrico Roselli, CEO of La Martina Europe, discusses this. BY CARLA MERCURIO

After the success of the collaboration wuth Mariano Di Vaio, La Martina and its Europe CEO Enrico Roselli team with three emerging designers for the Fair Play capsule collection, under the spotlight at Teatro Manzoni in Milan on 23rd February, during the fashion week. What can you tell us about this project? We have concluded a collaboration with three emerging designers - Jacopo Pozzati, Danilo Paura and Leonardo Colacicco - for a product that is totally new for the us and for a diverse target and distribution. The designers are also influencers in this case as well, not only in the social world but also particularly in the retail and fashion sphere. The capsule collection will be prevalently masculine, but in reality it's genderless and could potentially have a female project. How will the La Martina product evolve? La Martina will firmly maintain its style identity, international nature and glamor that surrounds it - in fact the creation of the Heritage label is one of the new developments - but for 2018/2019 the brand has created a collected of expressive codes that are more contemporary, mixing colors and personalization. There will be garments suitable for all occasions, with a leit motif of printed fabrics, to create bold clothing with a strong character. How is the digitization process for La Martina going? It is an endless process. After having created an omnichannel platform aimed at integrating not only the direct stores but also those in franchising and potential licensees, we were able to involve part of both one and the other. In the

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world to in-store events. We are creating a logical connection between our touch points, from the social networks to the newsletter and to the site, with contents that can be across the board and leads to consumer involvement in brand values, up until the in-store experience where you can complete an on-line transaction. Can you offer an update on company figures? There are 80 single-brand La Martina stores and we can number 800 multi-brand stores. We have recorded clear growth in the Italian market, with excellent performances in Middle East. We also have started new openings in China, France (Megève), Iran (Teheran) and others that are being planned for the current year.  ■

future we will not only integrate the stores that are not involved, but also the areas in which the complexity of exchanged data continues to progress. In the meantime, we have also completed the platform in terms of CRM. In the future, all that we will create in the singlebrand network can be extended to the multibrands that commit to the La Martina project. It will be interesting to develop studies of the applicability of artificial intelligence with respect to data analysis, workflow and commercial analysis of sell in and sell out. What objectives have you achieved and what are the short-term goals? The aim is to offer the consumer a complete vision and experience, developing abilities that offer procedures and purchase and navigation proposals that are increasingly fine-tuned in line with the expectations and preferences of our audience. We have created a platform that allows the consumer to buy online or in store and to have a direct touch point with La Martina at the same time. How will the omnichannel platform evolve? The omnichannel area is practically complete for us, now we aim to progress in terms of service, not only from logistical perspective and in terms of payment gateways, but particularly in order to offer the client a potential list of services, including the information needed to complete a purchase. Then there is the option of arriving in the marketplaces, where it is essential to have defined a clear strategy that is consistent with those in other distribution areas, such as the case of Amazon (anticipated for the beginning of this year for certain products) or to yet again to be inserted outside of Europe on a worldwide level. With respect to content, the site has an important section connected with the lifestyle of the brand: from polo tournaments over the

Susanne e Christoph Botschen SUSANNE BOTSCHEN/MARTHALOUISA.COM

«WE STILL WANT TO BUY, BUT SELECTIVELY» Susanne and Christoph Botschen, the German founders of MyTheresa.com, are launching an e-commerce for luxury shoes, MarthaLouisa. com. «The customer is so overloaded by all brands, that it is time for an expert». BY ANDREA BIGOZZI

Three years, just three years (though for them it must have seemed an eternity). This is how long it took Christophe and Susanne Botschen, the founders of Mytheresa.com, to get back into action and embark on a new digital adventure. The two buyers from Munich could have enjoyed the fruits of their well-deserved success (around 150 million euro from Neiman Marcus, which bought their company in 2014), but they decided to get back in the game: in March, they will launch MarthaLouisa.com, a new e-commerce platform exclusively dedicated to luxury women’s shoes, which will see the involvement - as Susanne Botschen explained in this interview - of major brands such as Saint Laurent, Prada, Gucci, Balenciaga and Aquazzura, as well as younger brands, discovered during their three-year break, such as Aeyde, Brother Vellies and Italian labels Attico, Fabrizio Viti and Vibi Venezia. «I believe in these emerging brands - the buyer stresses- and I think that I have a good nose for things that are destined to become desirable».

You and your husband have been away from the business for three years: have you found that the digital retail world has changed? E-commerce has evolved a lot in the last few years. The big players have grown enormously. To satisfy their need to increase their turnover, they now offer everything for everyone. Let’s say that nowadays we are witnessing a product overload. Yet, despite the currently over-crowded supply, you felt that this was the right time for a comeback. Because of this overabundance, we felt that it was the right moment to start doing business again, but by focusing on just one product category. Hence the idea of MarthaLouisa and highend footwear... Exactly. We will focus on footwear by major luxury brands, but we do not intent to overlook contemporary brands. Everything will co-exist in an immaculately curated container: we will pay great attention not only to the selection of products, but also to aesthetic and artistic aspects in order to inspire buyers. The market needs selectivity and clear messages. End customers desperately want to rely on a true expert that only focuses on the shoes that they need. Can you tell us something more about the startup: where are the headquarters and how many markets will you be operating in? Are you working with a partner? Christoph and I continue to live in Munich, so this is where we have our logistics center, which we manage directly. This project, which we are handling completely independently without any need for financial partners, will be global. We will immediately be in around 130 countries, offering a high-quality service. Your career started with a store in the centre of Munich - will this startup also have a physical store? No. At least not for the moment. ■

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DIANA GAERTNER E CLAUDIA WAGNER/UBOOKER

«Renzo Rosso, disruptive come noi: con lui voleremo più in alto» Dopo 20 anni di esperienza come modelle, Diana Gaertner e Claudia Wagner hanno fondato Ubooker Worldwide, una piattaforma digitale e una app che presentano una vasta scelta di modelli e modelle a una clientela globale. Lanciata un anno fa, Ubooker ha attirato l'attenzione di Renzo Rosso e del suo fondo di investimento Red Circle, che è entrato nel capitale DI ALESSANDRA BIGOTTA E CARLA MERCURIO

A Q&A with Diana Gaertner and Claudia Wagner, former models and now entrepreneurs, who launched a year ago Ubooker, a one-of-a-kind platform that, thanks to a rich database, allows potential clients to book easily professional models worldwide. Recently, Renzo Rosso and its investment fund Red Circle decided to invest in this startup. Come è nata l'idea di creare Ubooker? (Diana) Semplicemente guardandoci attorno: con la tecnologia in grande sviluppo e le app in crescita, notavamo che l'industria legata ai modelli e alle modelle restava ai margini di questa evoluzione. Abbiamo aspettato che i tempi fossero maturi e che la gente si fidasse di Internet e delle app come canali per acquistare beni e servizi. Nel frattempo si era formato un intero settore di nuove professioni legate al mondo dell'e-commerce e alla produzione di contenuti per i brand, di pari passo con l'esigenza di fornire un approccio digitale più efficiente e diretto al business. Cosa rende unico Ubooker? (Diana) Grazie a Ubooker, clienti e modelli hanno la possibilità di usufruire di un mezzo veloce ed efficiente, che rende il processo di model booking più semplice e sicuro. Rappresentiamo un'alternativa altamente professionale, trasparente e finanziariamente interessante allo status quo, perché siamo in grado di accrescere le possibilità di lavoro per i modelli, che spesso per la natura stessa della loro pro-

fessione non possono fare conto su introiti fissi e sicuri, e permettere ai clienti di risparmiare. Un esempio fra i tanti: se un modello o una modella cambia sede, può essere proposto o proposta ai potenziali clienti in quella specifica località. Riceviamo da chi sceglie Ubooker molti messaggi in cui ci viene detto: «Era ora che ci fosse un servizio come il vostro». Renzo Rosso ha deciso di puntare su di voi: che prospettive si aprono per Ubooker? (Claudia) Avevamo deciso di cercare una controparte finanziaria forte e quando abbiamo incontrato Renzo Rosso - che ci è stato presentato dal nostro caro amico, e ora partner, Stefano Martinetto di Tomorrow Holding e Tomorrow Consulting group - abbiamo capito che era la persona giusta e credo che anche lui abbia avuto la stessa sensazione su di noi. È un pioniere, un'icona del fashion e del lifestyle business e ci aiuterà ad ampliare il nostro raggio d'azione, migliorare il servizio, ampliare l'offerta di talenti, sempre però selezionati. Abbiamo un obiettivo a lungo termine: diventare leader sul mercato dell'online talent booking, coinvol-

gendo non solo i modelli ma anche fotografi, esperti di make up e acconciature e altri. Sarà comunque una crescita responsabile. Modelle troppo giovani e sottoposte a stress eccessivo, il rischio anoressia in passerella: come può Ubooker contribuire a frenare questi fenomeni? (Claudia) Lavoriamo a stretto contatto con Model Alliance (modelalliance.org), un'organizzazione no-profit che promuove un trattamento equo, uguali opportunità e approcci sostenibili nel fashion. Al di là di questo, è importante che agenti e clienti incoraggino modelli e modelle a denunciare gli abusi, senza che il loro lavoro ne sia danneggiato. Noi lavoriamo sodo per assicurare ai nostri modelli e modelle un ambiente sicuro e li sproniamo a parlare: in Ubooker hanno un ruolo attivo. Quanto al rischio anoressia, soprattutto negli Usa si sta riscoprendo il fascino di un aspetto sano e in Ubooker abbiamo riscontrato una crescente richiesta di modelle plus size e Best Ager. Vedere supermodelle con i capelli grigi nelle pubblicità e sulle cover dei ■ magazine di moda non è più così raro.

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red carpet a cura di ELISABETTA FABBRI

New York Fashion Week

celebrity come api al miele

Da sinistra, Sofia Coppola da Anna Sui, Laura Dern e Isabelle Huppert da Calvin Klein e Whoopy Goldberg da Prabal Gurung

Getty Images per Michael Kors

Courtesy of Ralph Lauren

Anche a febbraio, in occasione della fashion week, non sono mancati a New York gli appuntamenti ad alto tasso di celebrity. Tra gli ospiti di Tom Ford, Julianne Moore che si è vista anche da Tory Burch (con Sienna Miller) e da Bottega Veneta (con Poppy Delevigne). Whoopy Goldberg era da Prabal Gurung, ma anche da Christian Siriano (con Meg Ryan e Molly Shannon) e da Jason Wu. La rapper Cardi B non è passata inosservata da Alexander Wang (con Baz Luhrmann), Christian Siriano e Marc Jacobs, dove c’erano anche il designer Raf Simons e Sofia Coppola (che ha seguito anche Anna Sui). Nel front row di Calvin Klein, Isabelle Huppert e Laura Dern, mentre Hilary Swank e Katie Holmes sedevano in prima fila da Ralph Lauren. Special guest al Fragrance party di Proenza Schouler, Dakota Fanning, Alexa Chung e Chloe Sevigny. Michael Kors ha organizzato un dinner per festeggiare la collaborazione con il fashion illustrator David Downton con modelle e attrici che indossavano la Spring-Summer 2018. Serata-disco da Bergdorf Goodman con Linda Fargo per lanciare la limited edition di Peter Dundas per il department store. Philipp Plein ha invece inaugurato il suo primo pop up concept store a Soho, fra musica e motori.

Philipp Plein inaugura un pop up concept store a Soho

Dakota Fanning al Fragrance party di Proenza Schouler

Linda Fargo e Peter Dundas da Bergdorf Goodman

Il dinner di Michael Kors in onore di David Downton

David Lauren e Hilary Swank alla sfilata Ralph Lauren

Swarovski/Dolce&Gabbana

Playboi Carti/palm angels

scintille a vienna

la moda a ritmo di rap

Dolce&Gabbana e Swarovski hanno “danzato” al Ballo dell’Opera di Vienna, che si tiene ogni anno al Teatro dell’Opera durante il Carnevale. Nasce dalla loro collaborazione la tiara indossata dalle giovani rampolle dell’alta società, che hanno animato l’evento.Tra gli ospiti Nadja Swarovski, Lily James, Arthur Arbesser, Dominique Meyer, Elise Mougin, Erwin Wurm, Klemens Hallmann e Waris Dirie.

Cosa ci fanno insieme a New York Playboi Carti - nome d’arte del rapper e modello americano Jordan Terrell Carter - e Francesco Ragazzi, designer del brand di Los Angles Palm Angels? In febbraio si sono dati appuntamento per lanciare in anteprima mondiale, con un evento presso lo store Patron of the new, la mini linea Palm Angels Die Punk che propone T-shirt, felpe, giacche in denim, tracksuit e vari accessori, tutti con il graffito “Die Punk”.

Il ballo al Teatro dell’Opera

La tiara realizzata da Swarovski con Dolce&Gabbana

Nadja Swarovski e Arthur Arbesser

Nella foto di Gunner Stahl Playboi Carti presenta la capsule Palm Angels Die Punk

The New York Fashion week in February attracted celebrities from all over the world considering fashion shows and parties. It was an opportunity for Playboi Carti and Los Angeles-based clothing brand Palm Angles to launch a collaborative collection inspired by the punk subculture, Palm Angels Die Punk. Instead in Vienna Swarovski created, in collaboration with Dolce&Gabbana, the tiaras worn by high society dancers on the occasion of the yearly glamorous gala Opera Ball.

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Handmade Tailored Jeans

Woman Spring Summer 2018

Luxury Makes a Difference

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