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INTERVIEW

GIUSEPPE SANTONI/SANTONI

«ANDIAMO ALL’ATTACCO DEGLI USA E DEL DIGITAL» «Quest’anno torneremo a crescere a doppia cifra, grazie all’America, che ora controlliamo direttamente e dalla primavera anche l’e-commerce sarà gestito in house», dice l’imprenditore raccontando il futuro del marchio, che non rinuncia al progetto di andare oltre le calzature: «il ready-to-wear di Edited si rinnoverà» assicura. DI ANDREA BIGOZZI

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ogliamo andare all’attacco dell’America, per questo ci siamo ripresi il controllo diretto del marcato». Giuseppe Santoni non usa giri di parole. Il presidente dell’azienda di calzature Santoni si è appena lasciato alle spalle un 2018 in crescita. Il fatturato è salito del 3,6% a 85 milioni di euro e l’obiettivo per il 2019 è un incremento a doppia cifra delle vendite e di allargare la squadra: i dipendenti sono destinati ad aumentare, per i molti investimenti in essere. «Negli ultimi 12 mesi oltre alla nascita della Santoni Usa ci ha tenuto occupati anche l’ampliamento del nostro sito produttivo nelle Marche. Ora il nuovo progetto si chiama e-commerce, che abbiamo deciso di gestire internamente», annuncia l’imprenditore di Corridonia, raccontando il futuro prossimo del brand di famiglia. Non è rischioso ripartire da soli, dopo un rapporto trentennale con un distributore? Penso che questa scelta ci dia la possibilità di far vedere al meglio tutto il “nostro film”. Il marchio è già ben rappresentato negli Usa, che valgono circa il 15% dei ricavi, ma ci siamo dati un obiettivo ambizioso di crescita. Altrimenti non avremmo assunto personale, aperto una showroom sulla 57esima strada a Manhattan e una warehouse nel New Jersey. Valutia-

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06_02_2019

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1. A Giuseppe Santoni si deve l’espansione all’estero del brand Santoni, fondato dal padre Andrea 2. La presentazione della collezione Fall-Winter 2019/2020 di Santoni è stata tra le più apprezzate dai buyer alla fashion week uomo di Milano 3. Lady Gaga a New York indossa un modello Santoni

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mo anche l’opening di nuovi monomarca tra Las Vegas, San Francisco e Dallas, in aggiunta a quelli già attivi a New York e Miami. Le scarpe da uomo restano il vostro prodotto di punta? In realtà la collezione donna va molto bene: oggi incide per il 35% sulle vendite, ma è in continua crescita. Negli Usa non era praticamente distribuita, con la nuova strategia vogliamo insegnare anche alle donne americane ad amare le nostre creazioni, fatte per durare nel tempo. Invece l’interruzione della collaborazione con Marco Zanini comporta un ripensamento sul ready-to-wear? Certo che no: abbiamo lanciato il progetto Edited con l’obiettivo di andare oltre il mondo della calzatura per cui siamo noti e incontrare interlocutori nuovi e diversi. Per una realtà come la nostra, concentrata sul wholesale (75% del fatturato totale), questo è un passaggio obbligato. La nostra collaborazione con Zanini si è interrotta con la collezione primavera-estate 2019 e ora stiamo pensando ad altre collaborazioni. Ci concederemo una pausa di 12 mesi per mettere a punto meglio il progetto e ripartire.

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Nel frattempo su cosa vi concentrerete? Sul digital, a cui dedicheremo molto tempo e risorse. Da quest’anno porteremo in house la gestione dell’e-commerce, una scelta che comporta non pochi cambiamenti in azienda. Ci saranno nuove funzioni nell’e-shop e i 6 mila metri quadrati che abbiamo appena aggiunto alla nostra sede nelle Marche non serviranno solo per le nuove linee di produzione, ma anche per dare più spazio alla logistica. Inoltre stiamo investendo in formazione: gestire direttamente l’online comporta un cambio di passo per i nostri top executive e ci stiamo attrezzando. ■

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FASHION N 3_2019  

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