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PITTI FILATI 80

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1. I nuovi filati Performance di Tollegno 1900 2. Zegna Baruffa Lane Borgosesia mixa lino e lana 3. Viscosa e nylon di Olimpias Filati, per un effetto lucido/bagnato 4. Cashmere, seta, lurex e micro paillettes tra le new entry di Cariaggi

A-STAGIONALITà, FUNZIONALITà, PERFORMANCE PER L’ESTATE 2018 A Pitti Filati 80 gli espositori cominciano a sondare il mercato, dopo un 2016 quanto meno particolare sul fronte delle temperature. «Abbiamo avuto una buona stagione di vendite fino a prima dell’estate - afferma Antonio Carli, direttore commerciale di Olimpias Filati - e poi una frenata, cui ha contribuito un autunno eccezionalmente mite». «Le collezioni nel livello più alto di mercato - specifica - sono salite, mentre il primo prezzo ha registrato un calo». Nonostante ciò, Carli si dichiara moderatamente ottimista sul 2017, e per l’estate 2018 scommette sul cotone First White (in 150 tonalità a stock service), ma anche sui cotoni crêpe, gasati per conferire un aspetto pulito e stratorti per un mood dinamico. «Proponiamo anche i tecnici - aggiunge - mischiati con il nylon e con mano gommosa, ma anche le viscose con mano crêpe o lucenti, abbinate al lurex. Il lino torna in maniera importante e più evidente, con il lurex o le fantasie micro-mouliné». Nel campionario di Olimpias Filati anche le mischie per le quattro stagioni: cotoni e viscose con cashmere oppure pure lane dai micronaggi superfini e pesi superleggeri. «Il 2016 - dicono da Zegna Baruffa Lane Borgosesia - si chiude senza variazioni di rilievo sul fatturato, ma le previsioni sono di un incremento dell’ebitda tra il 10 e il 15%». L’Italia è uno dei maggiori buyer per le produzioni di fascia alta, seguita da Hong Kong (per il segmento inferiore). Inoltre Germania, Francia e Gran Bretagna «conservano quote significative». A Firenze l’azienda presenta una collezione sviluppata intorno al concetto di funzionalità. Si va dalle titolazioni più fini e leggere, «per maglie lievi, da dimenticare in borsa o in tasca durante il weekend, o da indossare

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a pelle, se il termometro scende di qualche grado», a quelle rotonde e multiple «per capi sartoriali o più strutturati». In tal senso sono stati sviluppati i fili K-Wool Comfort, che assorbono e rilasciano l’umidità del corpo, e gli antimacchia «da strapazzare» Cashwool Teflon, Millennium Teflon e Wuky, ricoperti da una barriera invisibile che protegge dall’acqua e dalle macchie. Il lanificio Cariaggi punta invece sul concetto di sobria luminosità, come quella nel nuovo filato in cashmere, seta e lurex che impiega le più piccole paillettes al mondo. Tra le novità anche un filo in seta pettinata 100% Mulberry con titolo NM 300.000: impalpabile e trasparente, è reso lucente dal lurex. L’azienda marchigiana chiuderà il 2016 in linea con le aspettative. «Da anni - spiega Cristiana Cariaggi, consigliere di ammi-

nistrazione dell’azienda di famiglia - diamo priorità all’innovazione, investendo notevoli risorse per migliorare e rendere più all’avanguardia ogni area aziendale». Nel 2016 le performance migliori sono state realizzate in Germania, America e Sud Corea. Alla Tollegno 1900 si aspettano interesse e coinvolgimento per la collezione Performance, oltre che per la lana merino fine ed extrafine, proposte come soluzioni ideali anche per l’estate. «Per valorizzarle - spiegano dal gruppo - abbiamo creato una connessione diretta tra cliente e prodotto con la nuova iniziativa Customize Your Yarn, che coinvolge anche Shima Italia, Epson Italia e Pantone». «Sarà un’esperienza emozionale - assicurano - dove è possibile giocare con filati e colori, customizzando il prodotto e vedendolo realizzato in presa diretta».  ■

INTERNATIONAL WOOLMARK PRIZE 2016/17

Per la finalissima appuntamento a Parigi The International Woolmark Prize final is scheduled in Paris, on 23rd January. For the first time the menswear and womenswear finals are staged together. Woolmark - tra gli espositori di Pitti Filati e di Pitti Uomo, con la guida alle tendenze The Wool Lab Primavera-Estate 2018 (che lancia una nuova sezione sul denim) - è al lavoro per la finalissima dell’International Woolmark Prize 2016/2017 che si terrà a Parigi. Per la prima volta, i premi per il menswear e womenswear saranno consegnati in un unico evento, in programma il 23 gennaio al Palais de Tokyo. Nell’abbigliamento maschile gareggiano Münn (Asia), Ex Infinitas (Australia e Nuova Zelanda), Cottweiler (UK), Tonsure (Europa), Bounipun (India, Pakistan e Medio Oriente), Rochambeau (Usa). In lizza per la donna, invece, Toton (Asia), Macgraw (Australia e Nuova Zelanda), Faustine Steinmetz (UK), Tim Labenda (Europe, nella foto un particolare di una giacca), Nachiket Barve (India, Pakistan e Middle East) e Gabriela Hearst (United States of America). L’award di Woolmark, che vuole supportare i giovani designer del globo in grado di plasmare con creatività la lana merino, non consiste “soltanto” in 100mila dollari australiani (quasi 70mila euro). I vincitori potranno vendere la loro capsule in lana merino in esclusive boutique e selezionati department store che fanno parte del network di partner della maggiore autorità della lana.  (e.f.)

FLIP PAGE FA N 1 2017  
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