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1. Il parka (nella foto un modello Lempelius) potrebbe restare un’alternativa al cappotto. 2. L’abbigliamento a marchio Pony, che debutta il prossimo inverno, espressione dei nuovi concetti di sportivo rivisitato 3. La maglieria operata di Vittorio Branchizio: l’idea di «fashion ma portabile» di Breramode

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LA CAMICIA, L’ELEMENTO DEL LOOK CHE FA LA DIFFERENZA I pareri divergono anche sul fronte camicie. «Credo sia il capo che distingue il modo di vestire di un uomo - commenta Lazzarini -. Meglio quindi se ha una linea morbida e sobria, senza dettagli urlati e nemmeno certi bottoni che trovo ridicoli: a fare la differenza devono essere soprattutto i tessuti, di grande qualità». «La vestibilità è ancora slim - controbatte Zanardi - con la vela un po’ più ridotta. Oltre alla tinta unita sono ammessi pois molto fini o piccoli pièd-de-poule». «La camicia non è più sciancratissima - sostiene Gemelli -. In questo segmento il classico si impone sempre e di solito vince il bianco. L’unito e le righe restano degli evergreen ma ritorna il quadrettato, che era fermo da un po’». Ma c’è anche chi, come Cristallini, dice: «Il mercato si divide fra camicia e T-shirt, che in ogni caso restano smilze». E specifica: «Vedo la camicia con ricami e bottoni particolari come una proposta vecchia». Non la pensa così Pagani, che punta su modelli con cuciture o bottoncini non

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scontati, linee non attillate e il total white, «magari con con variazioni a livello di collo». Conidi non prevede grandi evoluzioni nell’universo camicia («Oscillerà tra slim e regular») mentre Squarzi è convinto: «Basta ai modelli stretti. L’uomo tornerà a essere uomo». LA MAGLIA A COLLO ALTO INDOSSATA SOTTO IL GILET Perché non optare invece per un maglione a collo alto? L’imprenditore della moda di Forlì, che tra i brand della maglieria predilige Massimo Alba, lo propone non eccesivamente voluminoso e indossato con il gilet. Restando nel mondo del knitwear, Conidi è convinto che si giocherà con il colore e con le finezze: iper-sottile di cashmere o iper-grossa e abbondante nel filone sporty. Pagani parla di filati morbidi e leggeri e di una maglieria animata da righe e fantasie. «Punto su modelli fashion ma portabili spiega - con speciali trattamenti e spruzzature come quelli di Vittorio Branchizio». Cristallini è interessato a maglie in filati

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di qualità «ma senza applicazioni, ormai démodé». I retailer scommettono su lane a due fili o lane pesanti, lavorate, di sapore nordico (Gemelli), su bestseller come i pullover con scollo a V, in lana a uno o due fili (Zanardi) o su materiali non eccessivamente “rudi” ma nemmeno troppo morbidi, ottenuti per esempio combinando la lana all’alpaca e allo yack. «Più che pelosi, infeltriti», precisa Lazzarini. LA GIACCA AMPLIA I REVERS E RISPUNTANO LE SPALLINE In merito alla giacca, non ci sarano grandi variazioni sui temi ormai affermati del destrutturato e del comfort, come conferma Cristallini. «Sarà svuotata, senza spalline, con costruzioni pulite, revers più larghi rispetto al passato, effetti rétro, dove la fodera può fare la differenza», anticipa Conidi. «Si va verso volumi “eleganti”, più tradizionali, espressione del buon gusto della


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