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emerging styles

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1. Un look Samsoe & Samsoe, mix scandinavo di formale e informale 2. Ted Baker, new entry alla Baco Distribution, gioca con le fodere 3. La maglieria Massimo Alba 4. Una giacca Tagliatore dai volumi più tradizionali, non slim

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tendenze puntare, perché non sempre - ammette - ciò che gli piace va a coincidere con ciò che si vende. «Sono un sostenitore del non seguire le mode - tiene a puntualizzare - e un convinto assertore che annate con stili ben connotati come quello del “paninaro” non si ripeteranno più. Ognuno di noi dovrebbe vestirsi in base alla propria fisicità, con consapevolezza e buon senso. Anche se ciò per ora non rispecchia la realtà, credo che ci sarà un ritorno al buon gusto». «C’è più voglia di vestirsi bene - ammette Fabio Cristallini, dello Studio Cristallini di Roma - ma penso che lo streetwear la farà da padrone e sarà una parte sempre più importante del guardaroba sia maschile che femminile». Giacomo Pagani della showroom milanese Breramode non vede precise tendenze all’orizzonte. «I multimarca - dice - chiedono capi originali, con un alto contenuto stilistico e un prezzo coerente o proposte dal prezzo molto interessante». «Il consumatore attuale - afferma Emanuele Gemelli degli store Gemelli

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di Milano - è volubile, spesso confuso dall’eccesso di offerta». E se può, fa un’unica spesa. «Compra il giaccone imbottito, che è sportivo ma anche elegante - racconta Massimo Zanardi del multimarca Melchionni di Alessandria - oppure la giacca versatile, che diventa espressione di un informale chic se indossata con la maglia a collo alto e le francesine, oppure un capo da sera, sopra la camicia bianca con cravattino». Ermanno Lazzarini dello store Eral 55 in corso Como a Milano conferma un concetto espresso dalla maggior parte degli intervistati: le forme stanno diventando un po’ più ampie e certi fitting estremamente asciutti forse non si vedranno più. A partire dal pantalone. Dice Lazzarini: «Noi non abbiamo mai venduto i modelli che sembrano quasi calze, ma presenteremo forme più ampie di quelle del passato. Abbiamo scelto lane made in Italy ma più corpose e messo da parte la tinta unita in favore di fantasie come il pied-de-poule, gli scozzesi o il tweed». «I pantaloni saranno regolari e in materiali come il cotone lavato e lane made in Italy - specifica Gemelli, indicando tra i modelli quelli di Riva -. Quanto all’orlo, se copre o scopre la caviglia è molto soggettivo: i clienti lo fanno sistemare a loro piacimento». Secondo Zanardi l’asciutto piace ancora sen-

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za eccessi e, passata la moda di stagione di mostrare la caviglia nuda, si tenderà più che altro a svelare la calza «che fa contrasto». Ripassando la parola alle showroom, Squarzi crede che il pantalone tenderà ad allargarsi, quanto meno da noi in Italia. «Personalmente trovo chic le versioni in velluto a coste grosse. E il calzino si deve vedere appena». Anche Pagani prospetta un pantalone più morbido e meno corto, mentre Conidi è di altro avviso: «Resterà un po’ corto e conteranno i dettagli come il calzino a contrasto». «Qualche azienda concorda Cristallini - lo propone più morbido e più lungo di prima, ma ha difficoltà a imporsi: per ora è l’avanguardia».

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