Page 19

English version on pages 169-174

un posizionamento globale compatibile con la nostra Woolrich John Rich & Bros., creando un prodotto ancora più in linea con il dna del marchio. Inoltre dovrò lavorare per il rilancio della nostra attività storica di lanificio verticale, uno degli ultimi ancora esistenti negli Stati Uniti, operazione non facile ma che ci metterà ancora una volta alla prova. Quanto conta avere realizzato questo obiettivo senza l’aiuto di fondi, né di partner? Diciamo che dei partner li abbiamo trovati nel finanziamento bancario. Il pull di banche che ci ha accompagnato (Intesa, Unicredit, Bper) è un ottimo sostenitore della nostra strategia. Credo che comunque il marchio Woolrich sia interessante sia dal punto di vista finanziario che da quello industriale: se in futuro avessimo bisogno di ulteriori spinte propulsive, valuteremo molto attentamente le reali intenzioni di investitori terzi, solo sulla base di principi strategici condivisi.

sviluppato in Usa è orientato a quello che gli americani definiscono outdoor lifestyle. Noi vorremmo pensare a un nuovo modern outdoor concept, dove la versatilità e l’ibridazione di funzione d’uso esulano dallo stile di vita classico americano, prediligendo un gusto che unisca la funzione con l’estetica contemporanea.  Quando pensate di partire alla conquista dell’area cinese? E come? Dobbiamo incrementare la brand awareness sia in Giappone che in Corea, prima di passare alla Cina e individuare un partner ideale nell’area. L’apertura di un paio di negozi test nelle zone più fredde sarà il primo passo.  

1

Questo tuffo nell’arena globale non fa un po’ paura a un’azienda che ha ancora oggi la dimensione di una realtà famigliare? Sarei preoccupato se non lo fossimo. Ci stiamo attrezzando. Con la nomina di Paolo Corinaldesi come global ceo e di Lorenzo Flamini in qualità di global cfo abbiamo gettato le fondamenta per costruire il gruppo di lavoro che dovrà affrontare questa nuova sfida. Chiaramente Cristina Calori, io e tutte le risorse con noi da anni continueranno a essere il perno anche della nuova azienda.      Come definirebbe Cristina Calori?  Cristina è per me come una sorella. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi. Le sue capacità imprenditoriali hanno a mio avviso addirittura superato quelle del padre, che ci ha insegnato ad amare questo lavoro mantenendo l’ironia e il senso critico. Anche in questa operazione ha avuto coraggio e ha sempre condotto persino i momenti più difficili con caparbietà e forza d’animo coinvolgente.    Come intendete in concreto sviluppare ulteriormente il marchio Woolrich John Rich & Bros.? La sfida è quella di essere sempre più rilevanti nel nostro core business, cioè nell’outerwear. Per fare questo dobbiamo migliorare e innovare la nostra gamma con capi che siano adatti a condizioni climatiche non solo legate al “grande freddo”. Lo sviluppo del retail ci sta portando ad ampliare l’offerta di prodotti a

2

1. L’Arctic Parka, icona della collezione Woolrich John Rich & Bros. 2. Lo store Woolrich John Rich & Bros. di Tokyo

marchio Woolrich in nuove categorie. A Pitti Uomo presentiamo una prima gamma di calzature nate dall’ibridazione tra urbano e outdoor con suole esclusive sviluppate per Woolrich dalla Vibram. Gli accessori saranno sempre più importanti: presto presenteremo la Parka Bag, borsa perfetta per contenere il nostro capo icona nei passaggi dall’esterno all’interno. Anche la maglieria avrà sempre più rilevanza.  Che progetti avete per il rilancio dell’etichetta Woolrich Outdoor? Il nuovo progetto outdoor sarà, soprattutto all’inizio, di test nei nostri negozi. Oggi il prodotto

La famiglia Rich ha conservato una quota significativa del marchio e Nicholas Brayton, discendente del fondatore John Rich, manterrà il ruolo di presidente di Woolrich Inc., responsabile del mercato nordamericano. Quali le strategie in quest’area? Dobbiamo puntare sul nostro core business, cioè sul capospalla della linea Woolrich John Rich & Bros. e, come abbiamo fatto in Europa, posizionarlo nel segmento premium in Usa e Canada. Inoltre, per quello che riguarda il nostro “Mill” , innoveremo le gamme di tessuto e rinnovaremo la produzione di coperte. Nel segmento “Blanket” siamo rimasti uno dei pochi mill operanti negli Stati Uniti. Se pensiamo che le nostre prime forniture sono state per i corpi militari della “Civil War”, si può dire che la credibilità non ci manca!   Perché la scelta di Londra come sede legale per Woolrich International? Credo che sia un buon compromesso tra l’Europa e gli Usa. Volevamo una legislazione e una capitale finanziaria favorevole a entrambi i gruppi e nella loro lingua madre.  Paolo Corinaldesi è a.d. di Woolrich International: che valore darà?  Conosciamo Corinaldesi da più di 20 anni. È sempre stato il nostro avvocato nel diritto internazionale e board advisor. Ha due lauree:  una in Legge e l’altra in Economia. Ha lavorato e vissuto per anni prima a Londra e poi a Honk Kong, ha fatto molteplici operazioni di M&A con grossi gruppi industriali in tutto il mondo, conosce molto bene l’universo bancario e del financing, è uomo di grande cultura, di ottimo gusto ed è anche un amico. Credo che la sua presenza sia fondamentale per portarci ad affrontare con più ■ sicurezza questa bellissima sfida.    

09_01_2017

17

FLIP PAGE FA N 1 2017  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you