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interview

ANDREA CANÈ/WOOLRICH

«Con l’asse italia-usa diventiamo globali» Ragionare in un’ottica globale, puntare ad Asia Stati Uniti, scommettere sul retail: sono alcuni degli obiettivi di Woolrich, all’indomani dell’acquisizione del controllo della label da parte di W.P. Lavori in Corso. Li racconta Andrea Canè, direttore creativo globale della neonata Woolrich International. Ma soprattutto braccio destro e alter ego di Cristina Calori di CARLA MERCURIO

Thinking in a global perspective, focusing on Asia and the United States, betting on retail: these are some of the goals for the future of Woolrich, following the acquisition of the brand control by W.P. Lavori in Corso. Andrea Canè, the global creative director of the newly formed Woolrich International and the right arm of Cristina Calori, tells the new strategies.

1. Un’immagine dello storico Woolrich Woolen Mill, in Pennsylvania, ancora operativo

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raccio destro, e anche sinistro, di Cristina Calori (W.P. Lavori in Corso), Andrea Canè è stato artefice del successo di Woolrich, grazie alle sue intuizioni da direttore creativo e alla sua capacità di guardare lontano. In seguito alla fusione tra Woolrich Europe del gruppo W.P. Lavori in Corso, licenziataria del marchio per l’Europa e l’Asia, e Woolrich Inc., azienda americana di abbigliamento outdoor con quasi due secoli di heritage, si apre un nuovo capitolo nella storia del marchio. Nasce la holding Woolrich International, di cui Cristina Calori detiene oltre l’80% e di cui Andrea Canè diventa global creative director. Ora e è tempo di ragionare in un’ottica globale, di spingersi fuori dei confini del Vecchio Continente, alla ricerca del successo in mercati lontani come la Cina, ma anche in America, dove tutto ha avuto inizio e dove ancora oggi è operativo il lanificio Wool-

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rich Woolen Mill, nato nel 1830, il più antico a ciclo integrato ancora funzionante nel Paese. L’ambizioso piano quadriennale punta a traghettare la neonata Woolrich International da un giro di affari di 170 milioni di euro a 266 milioni di euro entro il 2020, con una forza lavoro di 500 persone e tanto impegno a livello di prodotto e retail. E poi l’Ipo presso una Borsa internazionale, per sostenere la seconda fase di sviluppo. Una storia ancora da scrivere, certo. Ma la trama è precisa e dettagliata. In un momento in cui molte aziende italiane finiscono in mani straniere, che effetto fa essere in controtendenza?  È motivo di grande soddisfazione, anche se più che una vera e propria acquisizione è una fusione in maggioranza. Dopo più di 30 anni passati prima come distributori e poi come licenziatari,

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2. Andrea Canè, global creative director di Woolrich International 3. L’attrice Gemma Arterton indossa l’Arctic Parka

siamo arrivati a detenere la maggioranza del marchio che abbiamo fin qui sviluppato con successo in Europa. Ora finalmente possiamo lavorare con i nostri partner americani allo sviluppo delle nostre linee a livello globale, con una maggior focalizzazione su Nord America  e Asia.    Come si sente nel ruolo di direttore creativo globale di un marchio che ora è di proprietà dell’azienda per cui lavora da oltre 30 anni? Il mio ruolo non cambia. Cercherò di continuare a innovare un marchio così storico su base globale. Il lavoro fatto in questi 30 anni ha dimostrato che siamo sempre stati molto rispettosi del marchio e dei suoi valori e che non lo abbiamo mai “sfruttato” ai soli fini di un arco temporale in ottica di licenza. La parte nuova sarà quella di armonizzare la linea “outdoor”, a oggi presente solo sul mercato americano, con


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