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English version on pages 169-174

all’uomo. Londra sarà sempre la mia casa e chissà cosa ci riserva il futuro... Cosa pensa del see now-buy now? Salirà anche lei sul carro di questa nuova tendenza? Da quando ho aperto il mio primo negozio negli anni Settanta il mondo è cambiato tantissimo e la velocità con cui tutti chiedono novità è piuttosto spiazzante. Cerco di evitare di farmi coinvolgere da tutto questo e semplicemente mi impegno a essere coerente.

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1. Un ritratto di Paul Smith 2. Il negozio iconico Westbourne House di Paul Smith a Notting Hill, a Londra, dove è possibile farsi confezionare gli abiti su misura 3. La vetrina di una delle prime boutique dedicate alla nuova linea contemporary PS by Paul Smith 4./5. Due immagini della main line di Paul Smith. Da gennaio il menswear e il womenswear dello stilista sfilano insieme a Parigi 6. Un’anticipazione della linea PS by Paul Smith, on stage a Firenze, in occasione di Pitti Uomo

Non voglio rivelare troppo ma già la scelta di Pitti Uomo per il lancio della collezione PS by Paul Smith è una novità: una linea che in sé contiene tutti gli aspetti chiave del mio stile - colori brillanti, stampe molto vivaci, begli abiti e accessori -, pur avendo uno stile più contemporaneo e prezzi più accessibili rispetto alla main line. Sono capi per l’uomo moderno, sempre in movimento. La presentazione rifletterà tutto questo: bei vestiti dal look impeccabile, ideali anche per la vita che viviamo tutti i giorni. Ha dichiarato che c’è un eccesso di offerta, assolutamente non necessario: è per questo che ha deciso di concentrare tutto il suo mondo in due linee, Paul Smith e PS? Lavoro in questo settore da oltre 40 anni. Non ci sono mai state rispetto a oggi più persone che pescano dallo stesso stagno; il mercato è il più competitivo di sempre. Per distinguersi è necessario puntare sulla chiarezza. Ecco

perché ho deciso di semplificare le collezioni, in modo che le persone possano comprendere meglio ciò che facciamo e capire cosa rende Paul Smith diverso dagli altri. Ha deciso di unificare il ready to wear femminile e quello maschile in una sola sfilata, il 22 gennaio a Parigi: quali le motivazioni? È un addio a Londra, dove portava in passerella il womenswear? Le mie collezioni femminili sono nate negli anni Novanta, perché molte donne indossavano i miei abiti maschili e dicevano «vogliamo la nostra versione!». Presento il menswear a Parigi dagli anni Settanta e con tutto quello che accade nel settore e i molti cambiamenti nel modo di presentare le collezioni, mi sembrava il momento giusto per far sfilare la donna insieme

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Si sente al passo con la digital disruption? Questa rivoluzione è un bene o un male? Stiamo sicuramente abbracciandola, invece di scappare. Siamo consapevoli del fatto che sempre meno persone fanno acquisti nei negozi fisici, dando la priorità all’online. Ma che scelgano di entrare nel mondo di Paul Smith nei nostri punti vendita o sul web, cerchiamo comunque di dare loro la migliore delle esperienze. Perché per sopravvivere i negozi devono meritare l’attenzione dei consumatori e noi da sempre andiamo in questa direzione. I nostri store sono sopravvisuti al boom dell’ecommerce perché sono spazi pieni di stimoli accattivanti e, anche se entri e non vuoi comprare, trovi sempre un quadro o un libro interessante o, al limite, ti lasci coinvolgere dagli spunti architettonici e dal design del locale.

Da luglio a oggi tutti si chiedono se per la moda la Brexit sia un vantaggio o uno svantaggio. Lei che idea si è fatto? 6 Ho assistito a tanti periodi di crisi nel corso degli anni. È impossibile prevedere quale effetto avrà la Brexit sull’acquisto di beni e servizi o sulla fiducia dei consumatori. Ma il fatto di essere una realtà indipendente ci rende flessibili abbastanza da resistere alla tempesta. Come tutti sono rimasto sorpreso dall’esito del referendum ma sono senza ombra di dubbio fedele all’Europa. Non potrebbe essere altrimenti, visto che vendiamo in oltre 70 diversi Paesi e abbiamo uffici a Londra, Milano, Parigi, New York e Tokio. Presento la mia collezione maschile alla Parigi Fashion Week dal 1976 e compro i tessuti in Italia e in altri Paesi europei. ■

09_01_2017

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FLIP PAGE FA N 1 2017