Page 12

interview

PAUL SMITH

«Resto fedele all’Europa. Anche in tempi di Brexit»

Il 2017 si apre con due importanti progetti per Paul Smith: il lancio a Pitti Uomo della linea contemporary PS by Paul Smith e la prima passerella parigina con la donna insieme al menswear. Lo stilista inglese fa i conti con il nuovo che avanza, facendo leva su tre parole chiave: chiarezza, coerenza e semplificazione. L’arma segreta? La flessibilità. «Siamo indipendenti e resisteremo alle tempeste» di Carla Mercurio

Year 2017 begins with two important projects for Paul Smith: the launch at Pitti Uomo of the contemporary line PS by Paul Smith and the first Parisian catwalk with womenswear together with menswear. The British designer comes to terms with the evolutions of the market by leveraging three keywords: clarity, consistency and simplification. His secret weapon? Flexibility. «We are independent and will resist the storms». 1

H

a attraversato i periodi d’oro della moda e i momenti di crisi, le stagioni di cambiamento e quelle delle conferme, gli onori e gli oneri. Ora è il momento delle grandi rivoluzioni che investono l’universo del fashion. Uno scenario globale di fronte al quale Paul Smith, dall’alto dei suoi 40 anni di esperienza e con un fatturato di 192 milioni di sterline, si pone con compostezza e distacco autenticamente British. Che non vuol dire stare fermi a guardare, bensì cambiare rimanendo coerenti con il proprio stile e la propria filosofia. Punto di partenza, il prodotto. Dopo aver condensato «per esigenza di chiarezza» il suo variegato e colorato universo stilistico in due linee, la main collection e l’etichetta contemporary PS by Paul Smith, lo stilista è pronto per i grandi appuntamenti del 2017, tutti all’insegna del nuovo. A partire da Pitti Uomo, dove presenta il progetto PS, già insegna di 11 store aperti in tutto il mondo, per proseguire sempre in gennaio con Parigi,

10

09_01_2017

dove per la prima volta la donna sfila accanto all’uomo. Intanto il digital avanza e lui non si tira indietro. Ma le sue boutique - 39 spazi diretti e 180 in franchising, più 250 shop in shop in Giappone - sopravvivono con successo al boom dell’e-commerce grazie a una shopping experience fatta non solo di vestiti ma anche di quadri, libri e oggetti di design. Proprio quello che i consumatori di oggi chiedono, quando entrano in un negozio. Che effetto le fa, dopo oltre 20 anni, tornare a Pitti Uomo? Nel 1993 sono stato in assoluto il primo “Guest Designer” di Pitti. È stato un onore grandissimo per me “tenere a battesimo” la Stazione Leopolda per una sfilata di moda. Da allora il salone è cresciuto enormemente e oggi occupa un ruolo preponderante nei calendari del menswear, grazie alla capacità di combinare l’aspetto promozionale e la consistenza commerciale, proprio come chiede il settore.

Perché la decisione di lanciare la linea contemporary PS proprio a Firenze e con un doppio appuntamento, in Fortezza e alla Dogana? Frequento il salone dei tessuti Milano Unica due volte l’anno e spesso mi capita di incontrare Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti. Più volte abbiamo preso in considerazione insieme l’ipotesi di un progetto a Firenze e il lancio della collezione PS ce ne ha offerto l’occasione. Abbiamo iniziato a discuterne all’inizio della scorsa estate e ora eccoci qui, con la data dell’evento, l’11 gennaio, che si avvicina rapidamente. Ho iniziato la mia carriera gestendo un minuscolo negozio di tre metri per tre a Nottingham e quindi vengo da un background legato al retail, così ha un senso, oltre all’evento alla Dogana, avere anche uno stand per il trade in Fortezza. Quali i contenuti della collezione che presenta a Pitti e a che target si rivolge?

FLIP PAGE FA N 1 2017  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you