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FASHION ICONS

TOP OF THE TOP

Sopra, Massimiliano Giornetti, direttore creativo di Salvatore Ferragamo. A destra, l’artista Francesca Pasquali e la sua installazione nelle vetrine del monomarca milanese della griffe Above, Massimiliano Giornetti, creative director of Salvatore Ferragamo. Right, the artist Francesca Pasquali and her installation in the shop windows of the brand’s flagship store

Non si diventa icone della moda e del lusso senza una creatività fuori dal comune. Lo ribadisce Salvatore Ferragamo, che durante Milano Moda Donna trasforma le vetrine del monomarca in Montenapoleone in un’opera d’arte, realizzata insieme a Francesca Pasquali. Che, ispirandosi al fondatore della griffe, da materiali inusuali fa scaturire un’installazione unica e sorprendente

SALVATORE FERRAGAMO

NELLE VETRINE D’ARTISTA C’È L’ESSENZA DEL VERO LUSSO

You don’t become a luxury and fashion icon without an uncommon creativity. Salvatore Ferragamo is proof of this transforming, during the Milano fashion week, the shop windows of its flagship store in via Montenapoleone into a work of art by Francesca Pasquali. She draws inspiration from the ideas and skills of the brand’s founder, using unusual materials to give life to a unique and surprising installation

 «Non vi è limite alla bellezza, né grado di saturazione per l’immaginazione creativa»: parole tratte dal libro Il calzolaio dei sogni. Autobiografia di Salvatore Ferragamo, ritratto del fondatore di una griffe che ha fatto e fa grande il made in Italy, trovando il punto di congiunzione tra moda, arte e artigianalità. Nessuno ha sperimentato più di lui sui materiali: pelle sicuramente, ma soprattutto in tempo di guerra, quando questo materiale scarseggiava, Salvatore Ferragamo ha inventato scarpe incredibili fatte con lo spago lavorato all’uncinetto, le fibre di ginestra tessute a mano dalle massaie rurali e persino il cellophane, lavorato insieme al raion, al cotone e ad altre fibre. Sua l’idea, nel lontano 1928, di utilizzare la pelle di un pesce del Nord, il leopardo marino, per produrre alcuni dei suoi tanti capolavori di ingegno e manualità. Una premessa necessaria per capire un progetto unico nel suo genere, grazie al quale le quattro vetrine del flagship Salvatore Ferragamo di via Montenapoleone 3 prendono vita per quattro settimane attraverso un intervento “site specific” e “cinetico”, realizzato dall’artista bolognese Francesca Pasquali. «Trovo molto

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interessanti le sue opere - dice il direttore creativo della griffe, Massimiliano Giornetti - perché per comprenderle non basta guardarle, ma occorre toccarle e persino “ascoltarle”. Nelle mani di Francesca la materia prende forma in modo immaginifico». Con lo stesso spirito con cui il fondatore gettò le basi di un brand che sarebbe andato molto lontano, la giovane Francesca Pasquali si appropria appunto della materia per trasformarla in qualcosa di straordinario. È successo due anni fa, quando con Sofia Straws ha realizzato una “borsa d’artista” applicando cannucce colorate su una delle bag più iconiche del marchio, e accade oggi, con un’iniziativa focalizzata sul negozio, involucro che racchiudendo le collezioni ne comunica valori, significati, interazioni con la realtà. «Ispirandomi ai filati e agli altri materiali utilizzati da Salvatore Ferragamo - spiega Francesca Pasquali - ho messo a punto un layout basato su lunghe, sinuose, coloratissime setole plastiche, calate dall’alto e intervallate da elementi a terra, che diventano scenari in movimento tramite speciali congegni meccanici». «È un’opera fatta per stimolare emozioni, anche nei passanti più

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FASHION ICONS 2016  
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