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Anno 49 | N°1 del 08.01. 2018 | quindicinale | € 5,50 | www.fashionmagazine.it

E H I S SI D GL IN EN ION RS VE

Il magazine di news, business e trend

Going

Strong Nel mondo del menswear evoluto i brand vincenti sanno conquistarsi una business community di qualità

Nella foto: Riccardo Pozzoli in Paul&Shark per Fashion


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n° 1 8 GENNAIO 2018

SOMMARIO

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l’editoriale

PROTAGONISTI

10 INTERVIEW/LUCA GASTALDI

BROOKS BROTHERS

«La prima sfilata, i 200 anni e la rivoluzione che verrà»

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12 INTERVIEW/PAOLO ROVIERA CORNELIANI

«Torniamo a Pitti con una nuova experience»

14 INTERVIEW giuseppe grandinetti vibram

«Sono i consumatori a trainare il brand» In copertina

Riccardo Pozzoli indossa la collezione Paul&Shark autunno-inverno 2018/2019

19 PITTI UOMO 93 Ciak, si gira: Firenze promette ancora effetti speciali 24

DORIAN STEFANO TARANTINI M1992

«Resto un dj ma con la moda faccio sul serio»

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n° 1 8 GENNAIO 2018 www.fashionmagazine.it

SOMMARIO

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128 49 MILAN FASHION WEEK «Calendario debole? No, all’avanguardia» 50 milan fashion week Fall-winter 2018/2019 from sketch to runway 52 MILAN FASHION WEEK La Milano high street piace agli stranieri 58 BEYOND MILAN A Parigi e New York: è tempo di serrare le fila

BUSINESS

61 BUYERS’ SURVEy/F-W 17/18 Se il cliente lo emozioni lo conquisti 67 mARKET ANALYSIS LUXURY FORMALWEAR

Tutti i mercati chiave di qui al 2021

74 FOOTWEAR Sneaker: le regole per un successo indipendente 6

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76 social media

137 WOMen’s

MALE influencers

PRE-FALL 2018

Code of conduct

La bellezza non è tutto Serve una marcia in più

146 BRANDS TO WATCH

85 eAstern EUROPE Più vicini all’Occidente nello shopping

152 OPENINGs & restylings

92 FAIRS in BERLIN Flessibili come chiede il mercato

156 PORTRAITS/ADRIAN CHENG Il miliardario che vuole conquistare la “Bat Generation”

94 PITTI FILATI Troppi virtuosismi, è l’ora dell’autenticità

158 CAREERS

TREND

160 Q&A/LUCA SOLCA EXANE BNP PARIBAS «La moda? Non finisce mai

105 PREVIEW MENSWEAR

fall-winter 2018/2019

Shot as is

Il fattore umano

di sorprendermi»

164 ENGLISH VERSION

128 fashion shooting riccardo pozzoli indossa le anteprime di pitti 93

PEOPLE

169 FASHION PEOPLE 170 RED CARPET


Quando alcuni grandi brand, a suon di campagne pubblicitarie, offline e online, sembrano aver acquisito il dono dell’ubiquità, è il posizionamento in sé a fare più che mai la differenza. Farsi vedere, a tutti i costi e da quanti più consumatori possibile, non è più sufficiente. Rischia, anzi, di diventare controproducente. Intermediari volenterosi ce ne sono a iosa. Mercenari, in cerca di ingaggio ancora di più. Tutto ciò, però, non giova affatto all’immagine. Avere a disposizione, con l’avvento dei nuovi media, molti più fronti di esposizione aumenta, invece, a dismisura l’importanza di saper scegliere il contesto in cui si vuole apparire. Servono allora ambiti autorevoli, a tutti gli effetti qualificanti. A questo riguardo è interessante osservare come il mondo di vero rilievo si stia assolutamente assottigliando. Con la crisi del retail multibrand fisico, da un lato, e del settore editoriale cartaceo, dall’altro, sono in procinto di sopravvivere solo le vere punte di diamante distributive e giornalistiche. Questo comporta, sì, minori barriere di entrata sul canale digitale - se si sa come usarlo, beninteso (vedi la nostra inchiesta sugli influencer maschili, un terreno a tutti gli effetti minato, a pagina 76). Ma significa, in egual misura, un accresciuto potere di sdoganamento da parte di quelli che sono, da sempre, i guardiani del sistema. Coloro che hanno saputo mantenere una continuità nel fare il proprio mestiere, investendo in qualità e qualifiche delle risorse umane, traghettandole al contempo nella nuova era. Sapersi posizionare comporta, dunque, conquistare la fiducia degli addetti ai lavori. Di quelli svelti e dinamici, certo, ma anche di quelli consolidati, ancorati saldamente al solco della propria professionalità. È per tutti questi motivi che il Pitti, come fiera di vecchio stampo, ma sempre più attrezzata per le sfide di domani, ha per gli esponenti del settore della moda uomo, a livello mondiale, un valore inestimabile. Riunisce decine di migliaia di esperti e associa un migliaio di brand di rilievo con una percezione immediata di quelli che sono i trend in arrivo. Anche volendo, una selezione così meticolosa e così pervasiva la Rete da sola non potrà mai garantirla. Avrà sempre bisogno di questo genere di formato che è poi, come la stampa di riferimento del trade del resto (e ne andiamo fieri), pienamente complementare e posizionante nei confronti della pletora di informazioni e di immagini, che rischiano altrimenti di disperdersi nelle ampie praterie del Web. È anche per questo che abbiamo scelto Riccardo Pozzoli, l’inventore di The Blonde Salad (vedi lo shooting a pagina 128), come personaggio di copertina di questo numero. Un giovane imprenditore italiano, a tutti gli effetti digitale, vestito di eccellenze del made in Italy. Ma anche una mente lucida, strategica, lontana anni luce da certe vacuità, oggi molto in voga, che potrebbero presto scomparire come evanescenti meteore.

L’EDITORIALE

Il marchio della qualità In the digital era, being ubiquitous is not everything. When being visible to millions is easier than ever before, it is the right positioning that makes all the difference. In this sense, a trend-setting trade fair like Pitti Uomo is of enormous value to the fashion system at large. A meticulous selection, presented to the near totality of opinion leaders, with a global exposure: trade fairs are a precious safeguard against getting lost in the enticing vastness of the World Wide Web.

Marc Sondermann

Direttore/Editor-in-Chief

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INTERVIEW

1. Luca Gastaldi, ceo per l’area Emea di Brooks Brothers 2. Un total look firmato Brooks Brothers, la prima azienda a introdurre il prêt-à-porter nell’abbigliamento maschile: dal 1818 a oggi ha lanciato sul mercato tessuti come il madras e inventato le camicie non-iron con collo button-down 3. Un cappotto del 1928 4. Claudio Del Vecchio controlla l’azienda dal 2001, quando l’acquistò da Marks&Spencer 5. La camicia è uno dei prodotti iconici del marchio americano, indossata da ben 40 dei 45 presidenti degli Stati Uniti 1

Luca Gastaldi/Brooks Brothers

«La prima sfilata, i 200 anni e la rivoluzione che verrà» Luca Gastaldi, a.d. Emea del marchio con due secoli di storia, anticipa l’evento di Pitti. «Sarà una sfilata one off, per comunicare il valore del brand. Investiremo molto sulle piattaforme digitali». E svela i piani di crescita: «Aperture in Cina e Greater China e più peso all’omnichannel, con negozi più piccoli e simili a showroom» di ANDREA BIGOZZI

Brooks Brothers will kick off the celebration of its 200th anniversary at Pitti Uomo with its first runway show. «We will open more stores in China and focus on omnichannel», says Luca Gastaldi, CEO of Emea.

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on sono molti i marchi di moda che, come Brooks Brothers, possono contare su 200 anni di storia e una clientela fatta di presidenti degli Stati Uniti, capitani d’impresa e star di Hollywood. Come se non bastasse essere sempre sotto i rifettori per aver vestito da Barak Obama a Gianni Agnelli, passando per Leonardo Di Caprio, quest’anno si parlerà del brand Usa, fondato nel 1818, in virtù dell’importante anniversario. Primo appuntamento a Pitti Uomo, dove il marchio il cui simbolo

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è una pecora sospesa a un nastro è protagonista con un doppio evento: una sfilata (10 gennaio) e una mostra (11-14 gennaio), entrambe a Palazzo Vecchio. «Pitti è, a livello di business, l’appuntamento più importante per la moda maschile al mondo» sottolinea Luca Gastaldi, amministratore delegato Emea di Brooks Brothers, anticipando i progetti in cantiere per celebrare il brand da circa 1 miliardo di dollari di fatturato, che sono molti e tutti strategici. «Il giorno clou del 2018 - svela - sarà il 7

aprile a New York, la data del nostro effettivo compleanno». Che cosa può raccontarci del doppio evento di Firenze? Per 200 anni ci siamo tenuti lontani da certi aspetti legati alla giostra della moda, ma in quest’occasione la passerella sarà lo strumento per raccontare al meglio la storia del marchio e il suo mondo. Certo, si tratterà di un evento one off, non abbiamo intenzione di aprire un ciclo di sfilate.


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In pedana vedremo anche alcuni pezzi di archivio? No, quelli avranno spazio nella mostra che realizzeremo sempre a Palazzo Vecchio e che sarà aperta anche al pubblico. Un evento itinerante, che porteremo a New York e a Tokyo, più altre location in via di definizione e dove attraverso capi e immagini ripercorreremo la nostra storia. Della collezione in passerella sono protagonisti tutti i nostri prodotti diventati iconici, tra cui i tessuti seersucker e madras, le camicie non-iron, il collo button-down... Dopo questo evento tornerete a Pitti anche in futuro? Non abbiamo ancora preso una decisione, ma in effetti non escludiamo di tornare a far parte degli espositori della manifestazione, dopo un breve allontanamento. C’è una conversazione aperta. Dal punto di vista del business, come sarà il 2018 per Brooks Brothers? Il nostro fiscal year, che chiude a luglio, sarà un anno in lieve crescita come con-

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solidato, con i Paesi esteri che ci permetteranno di compensare una leggera contrazione sul mercato americano, che sta soffrendo la crisi dei department store. Ci sarà spazio anche per nuove aperture? In Europa consolideremo la nostra posizione con pochi opening, mentre in Cina e nella Greater China, dove siamo ancora relativamente piccoli, abbiamo un piano di aperture più aggressivo. Quindi credete ancora nel futuro del punto vendita fisico? Sì, perché l’esperienza resta un fattore fondamentale. Ma il negozio dovrà trasformarsi: noi lo stiamo già facendo. In che modo? 5 I negozi fisici stanno diventando un po’ come delle showroom, dove il prodotto viene presentato al cliente, che sempre più spesso fa shopping online. Per questo cambieremo il concept retail: location più piccole e costi più sostenibili. Anche

il ruolo dei venditori è in trasformazione, si sta avvicinando sempre più a quello di un consulente. Lancerete nuovi servizi? Potenzieremo l’e-commerce, che per noi cresce a doppia cifra, ma che ha ancora ampio margine di crescita. Ci sarà una revisione profonda di tutta la piattaforma, dalla supply chain ai contenuti e alla grafica del sito. E poi avvieremo un progetto onmichannel che partirà dagli Usa e sarà esteso al resto del mondo. Come si riesce a mantenere il successo per 200 anni? Ci siamo sempre basati su unicità, heritage e innovazione, mantenendo saldo il legame con il consumatore, anche quando cercava un dress code meno rigido. Ancora oggi capita spesso di vedere nei nostri negozi tre generazioni di clienti. Non c’è nulla come un rapporto diretto, non mediato, tra persone e noi in questo abbiamo 200 anni di esperienza ■

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INTERVIEW

PAOLO ROVIERA/IL NEW DEAL DI CORNELIANI

«torniamo a Pitti con una nuova experience» A un anno e mezzo di distanza dall’ingresso di Investcorp, Corneliani presenta i primi frutti del nuovo corso a Pitti Uomo, dove mancava da dieci anni. Il ceo Paolo Roviera: «Esperienzialità, storytelling e corporate identity le leve per il refresh del brand. Con investimenti nel retail fisico e soprattutto digitale, grazie al lancio dell’e-shop». di Angela Tovazzi

After a decade Corneliani, acquired by Investcorp in 2016, returns to Pitti Uomo and unveils a new course. the CEO Paolo Roviera: «A more contemporary aesthetic, storytelling and corporate identity are our levers for the refresh. With investments in physical and above all digital retail, thanks to the launch of e-commerce».

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l 2017 è stato il primo sotto l’egida di Investcorp: quali i frutti di questo “anno zero”? In generale abbiamo lavorato per alzare l’asticella del percepito della Corneliani, focalizzandoci sui brand di proprietà, nella convinzione che un’eccellenza come questa debba in primis esprimersi con i propri marchi. Abbiamo resettato l’organizzazione, con l’inserimento di nuovi profili manageriali, implementato il Crm, che praticamente non esisteva, lavorato molto sullo storytelling e la corporate identity, che ha portato a ridisegnare il logo e lo store concept. Tutte novità che sveliamo al mercato proprio da gennaio. Parallelamente nello stile abbiamo tolto un po’ di polvere, pur restando fedeli ai valori e al grande heritage del brand. Chiuderemo il 2017 con un fatturato di circa 110 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, ma con un ebitda in significativa crescita. Un new deal che verrà svelato a Firenze... Questo Pitti non è importante solo perché Corneliani torna dopo 10 anni. Per noi sarà l’occasione per comunicare il brand in maniera più moderna, presentando i frutti anche della nostra digital transformation. Il 3 gennaio abbiamo lanciato la piattaforma di e-commerce, che dà un assaggio di tutto il lavoro fatto in termini di esperienzialità. Siamo convinti che l’e-store non debba essere un catalogo elettronico, ma un veicolo di experience, capace di amplificare e non di sostituire l’esperienza fisica. Recentemente avete rafforzato il management negli Stati Uniti per affrontare una

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nuova fase di sviluppo nell’area: quali i progetti? Negli Usa siamo già presenti nei più importanti department store ma non in maniera significativa. Attualmente questo mercato incide meno del 10% sul fatturato: i margini di crescita sono enormi. L’intenzione è di portare questa percentuale al 20-25% nei prossimi tre-quattro anni, anche attraverso un possibile sviluppo del retail.

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1. Paolo Roviera, ceo di Corneliani 2. Un’immagine dell’azienda mantovana, passata sotto il controllo degli arabi di Investcorp nel 2016

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Oltre agli Usa, su che mercati spingerete? America e Asia sono le due aree con il maggior focus nei prossimi due anni, oltre naturalmente a mercati collaudati come Italia, Russia e Medio Oriente. Nel 2018 abbiamo importanti progetti sulla rampa di lancio in ambito retail: il prossimo maggio apriremo a Roma, in via del Babuino, e poi ci concentreremo su Londra, con la trasformazione del temporary store in Sloane street in un negozio permanente e l’opening di un nuovo ■ monomarca in New Bond street.


SHOWROOM MILANO | NEW YORK | MOSCA

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L U I G I B I A N C H I M A N TOVA . I T


INTERVIEW

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VIBRAM

«È IL CONSUMATORE A TRAINARE IL BRAND» Forte di oltre 150 milioni di fatturato, il Gruppo Vibram, leader nelle suole ad alta performance, è da sempre affine alle nuove tecnologie. Il Global Digital Head Giuseppe Grandinetti spiega come l’azienda ha conquistato il cliente finale

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di MARC SONDERMANN

Vibram Group, the world market leader in high performance soles, totals over 150 million euro in sales. The Global Digital Head Giuseppe Grandinetti explains how the company learned to engage the consumer. Come nasce la storia di successo di Vibram? L’origine dell’azienda è dovuta alla reazione del nostro fondatore a un episodio tragico. Nel 1935 Vitale Bramani, da cui deriva il nome dell’azienda, perse cinque amici nel corso di una scalata. Fu questa la molla che lo spinse a migliorare l’equipaggiamento degli alpinisti, creando una suola capace di garantire più aderenza e trazione in situazioni estreme. Nacque così il design Carrarmato, divenuto negli anni famoso nel mondo. Furono gli scarponi con suole targate Vibram a permettere nel 1954 a un gruppo di italiani di scalare il K2. Di quali indicatori economici va più fiera l’azienda oggi? Siamo orgogliosi di produrre oltre 40 milioni di suole all’anno, rifornendo 1.200 clienti corporate in 120 mercati al mondo. Tra di essi spicca l’esercito degli Stati Uniti, che da solo pesa per oltre il 10% dei ricavi. Ma collaboriamo anche con realtà come Giorgio Armani, Brunello Cucinelli e Paul Smith. Investiamo in ricerca e sviluppo tra il 5 e il 10% del fatturato annuo, lanciando circa 150 nuovi modelli a stagione.

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Come si inserisce la strategia digitale di Vibram nel quadro d’insieme del gruppo? La nostra visione è di essere un elemento aggregante, un settore orizzontale che tocca tutta l’azienda. Lavoriamo con il marketing b2b e b2c, ma anche con la sperimentazione e la produzione, sia generando contenuti che spieghino e diffondano la conoscenza dei nostri prodotti, sia contribuendo a sviluppare modelli che vengano incontro alle esigenze dei consumatori. È così che nacque nel 2006 il nostro modello Five Fingers, la calzatura-guanto oggi diffusa presso centinaia di migliaia di atleti in tutto il mondo. D’altronde, io stesso lavoro in Vibram da 14 anni, dove sono stato l’organizzatore di diversi reparti, dal marketing alle risorse umane, passando per il set-up del nostro Vibram Technological Center in Cina, per approdare al lancio delle Five Fingers. Quali sono i presupposti per fare sfondare un’azienda del made in Italy sul digitale? A mio avviso non è solo l’azienda che deve parlare al consumatore, anche se questo è sicuramente imprescindibile. In realtà, tutti nostri sforzi sono protesi a far sì che sia il consumato-

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1. Il negozio Vibram di Via Sanzio a Milano 2. Giuseppe Grandinetti 3. Il fondatore Vitale Bramani 4. Lo stabilimento di Albizzate 5. Il modello Five Fingers

re a parlare dell’azienda. Sia rivolgendosi direttamente a noi, facendosi portavoce di ogni genere di richiesta e di idea, sia sposando la nostra causa mediaticamente, condividendo in modo virale le proprie attività ad esempio sportive sul proprio network di follower. In questo modo siamo riusciti, come realtà del b2b, a interfacciarci direttamente con milioni di clienti finali. Per lei cosa vuol dire essere realmente customer centric? Oltre al fatto di ascoltare con attenzione ogni esigenza del consumatore, a livello di e-commerce significa avere un’unica piattaforma capace di fornirci i dati in tempo reale da tutti i Paesi, senza divergenze di prezzo, di messaggistica o altro. Noi, a questo riguardo, abbiamo scelto di appoggiarci a Salesforce Commerce Cloud, supportati da Astound Commerce, due realtà di spicco nel panorama della Silicon Valley. Possiamo dunque focalizzarci al 100% su prodotto e cliente, senza dover pensare alla manutenzione del sito, costantemente monitorato ■ dai nostri partner.


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NEWS A CURA DI ELISABETTA FABBRI

FERRAGAMO IN TRANSIZIONE ANCHE NEL 2018 Italian luxury brand Salvatore Ferragamo said it could not confirm its targets and that 2018 would be another year of transition. Il cda della Salvatore Ferragamo ha fatto sapere di non poter confermare le stime di crescita attese per la fine dell’anno e gli obiettivi di medio periodo. Il gruppo del lusso ha inoltre preso atto «di un prolungamento all’esercizio 2018 della fase di transizione che ha caratterizzato il 2017». All’Investor Day organizzato a Firenze nel febbraio 2017 erano state presentate le linee di intervento del nuovo management guidato da Eraldo Poletto. La strategia si concentrava su quattro driver principali di crescita: potenziare la forza del brand; favorire innovazione e creatività del prodotto; rafforzare la customer experience; sviluppare specifiche competenze retail. In quell’occasione l’obiettivo era un «miglioramento significativo in termini di crescita del fatturato e delle vendite al metro quadro dei negozi, della profittabilità e uno stretto controllo in termini di opex e capex». MODA ITALIANA IN BORSA

FAST FASHION

CRESCE LA LISTA DEI POSSIBILI LISTING

NELLE TRIMESTRALI INDITEX BATTE H&M

Italian Ipo market could improve in 2018 and next years. Fashion sector could be a protagonist: luxury groups, premium brands but also fashion suppliers.

Inditex quarterly revenues increased by 6%. H&M fourth quarter sales slumped 2% and the ceo Persson plans to close underperforming store.

Raffaele Jerusalmi, ceo di Borsa Italiana, ha prospettato, per il 2018, 50 nuove aziende sul listino milanese, di cui almeno una ventina sul mercato prinicipale. Considerati i più recenti rumors e alcune dichiarazioni, è lecito pensare che tra i settori protagonisti ci sia anche la moda. Per Valentino si parla di non prima del secondo semestre e di un’offerta del 25% del capitale da parte della proprietà, il fondo del Qatar Mayhoola for Investment. Tra i marchi premium, Liu Jo è più proiettata in avanti, con la quotazione data per possibile fra 18-24 mesi. Archiviata la parentesi con il fondo di private equity Trilantic Capital Partner, con la ripresa del controllo dell’azienda Elisabetta Franchi parla spesso di Borsa, senza però sbilanciarsi sul timing. Ma piazza Affari è uno step importante anche per il mondo della fornitura nella filiera della moda. Se il produttore di fibre sintetiche Aquafil ha scelto dicembre 2017 per l’esordio sul segmento Star (dedicato alle medie imprese con capitalizzazione fra 40 milioni e un miliardo di euro), Ramponi, specializzato nei cristalli sintetici, prevede di salire sul mercato Aim (focalizzato sulle Pmi) quest’anno. Anche Furla pare sia già pronta per l’Ipo, benché a San Lazzaro di Savena non si parli ancora di date. Per Versace, che dal 2014 conta tra i soci i fondi Blackstone, resta un “prima o poi”.

Nel terzo trimestre fiscale (da agosto a ottobre 2017) l’utile del gruppo spagnolo Inditex (Zara, Bershka, Oysho, tra i brand) è salito del 2,7% a 975 milioni di euro, in linea con le stime degli analisti finanziari. Come da aspettative anche i ricavi, aumentati del 6% a 6,3 miliardi di euro, ma in rallentamento, «per via dell’autunno mite in Europa». Il rivale del fast fashion svedese H&M invece ha dovuto incassare un -4% delle vendite globali nel suo quarto trimestre fiscale (da settembre e novembre 2017), a 50,4 miliardi di corone svedesi (circa 5 miliardi di euro, -2% a valute invariate). Gli analisti si aspettvano un +2% dei ricavi (+5% a cambi invariati). Sulla flessione (la peggiore da circa un decennio) pesa soprattutto un calo dell’affluenza negli store a insegna H&M, che sarà contrastato con il rafforzamento del management e la revisione degli assortimenti. Ammettendo di avere commesso degli errori, il ceo Karl-Johan Persson ha prospettato la chiusura dei negozi non performanti e il rilancio dei rimanenti, oltre a interventi sul fronte digital per migliorare l’esperienza omnicanale (secondo gli analisti non al livello dei concorrenti). H&M prevede circa 200 miliardi di corone di ricavi annuali (circa 20 miliardi di euro, +3% a cambi costanti). Inditex fa sapere che l’utlimo quarter è iniziato con incrementi a due cifre.

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MILANO MODA DONNA APRE IL 20 FEBBRAIO CON MONCLER

Milan is considerd an innovation hub by Moncler which will open next Milano Moda Donna with a co-ed fashion show.

Moncler - che nelle scorse settimane ha annunciato un deciso cambio di strategia, anticipato con l’addio alle linee di lusso Moncler Gamme Rouge e Moncler Gamme Bleu - fissa un luogo e una data per il nuovo capitolo della sua storia, iniziata a Grenoble negli anni Cinquanta. La sera del 20 febbraio, alle 19, il brand aprirà ufficialmente Milano Moda Donna con uno show co-ed e svelerà il «Moncler Genius Building, fulcro materiale e simbolico del nuovo corso del brand». Dall’azienda non si sbilanciano ulteriormente, se non per dire che si tratta di una decisione presa in collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana, «volta a segnare un avvio ma anche a sottolineare la centralità di Milano nel sistema, come hub di innovazione e progettualità». Un anno prima, invece, Moncler scommetteva su New York, con la sfilata per la collezione autunno-inverno 2017/18 della linea Moncler Grenoble (nella foto). Milano Moda Donna chiuderà lunedì 26 febbraio alle 12,30 con una giornata dedicata alle nuove proposte.


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PITTI UOMO 93

IN FORTEZZA E IN CITTÀ

CIAK, SI GIRA: FIRENZE PROMETTE ANCORA EFFETTI SPECIALI Tra debutti e ritorni, eventi speciali, mostre e anniversari, Pitti Uomo accende i riflettori sulle tendenze della prossima stagione fredda. Non solo rassegna di moda, ma sempre più fashion week grazie anche al gioco di sponda con Milano, la manifestazione si prepara ad accogliere ospiti del calibro di Undercover, The Soloist e Brooks Brothers. DI CARLA MERCURIO

Upstart brands, important confirmations, special events, exhibitions and anniversaries, Pitti Uomo turns the spotlight on the trends of the next cold season. Pitti in not only a fashion fair, but more and more a fashion week, also thanks to the relationship with Camera della Moda. The event is ready to welcome guests the likes of Undercover, The Soloist and Brooks Brothers.

PITTI UOMO IN CIFRE 1.230

MARCHI

541 i scena dal 9 al 12 genferta in Fortezza ed eventi DALL’ ESTERO naio, Pitti Uomo si apre speciali, con un parterre di in un momento positivo per ospiti del calibro di Brooks 227 la moda italiana, con molBrothers, che a Pitti dà il NOMI NUOVI E RIENTRI teplici segnali di schiarita via ai festeggiamenti per il all’orizzonte. «Tutti i mercati 200esimo anniversario, Un60MILA sono in crescita, con l’Asia in dercover by Jun Takahashi METRI QUADRI DI testa. Ma anche l’Europa si è e TakahiromiyashitaTheSUPERFICIE ESPOSITIVA ripresa - sottolinea Claudio Soloist, Magliano e M1992. Marenzi, presidente di Pitti Una vivacità che beneficia Immagine -. E per la prima volta dopo anni anche del lavoro di sponda con la Camein Italia sono ripartiti i consumi, con una ra della Moda, «che sta dando già grandi progressione dell’1,3%. Un dato positivo risultati - come sottolinea Marenzi - e che che non si vedeva da tempo». Uno scenario oggi inquadra la manifestazione in quella propizio per i progetti messi in campo dagli che possiamo definire settimana della moda organizzatori della rassegna, che come semmaschile, con Firenze e Milano a spartirsi pre punta sul mix tra propositività dell’ofle giornate». Balza subito agli occhi il nu-

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Un’immagine evocativa del tema di stagione del salone, Pitti Live Movie, che interpreta la manifestazione come un film festival della moda

mero record degli espositori, che toccheranno quota 1.230, di cui 541 dall’estero, con 227 new entry e con ben 600 richieste di partecipazione. Collezioni che la volta scorsa hanno attratto 24.300 compratori su 36mila visitatori, con oltre 8.800 buyer dall’estero. E che all’appuntamento di questi giorni si presentano “incorniciate” dal tema di stagione, Pitti Live Movie, con i padiglioni trasformati in sale cinematografiche, grazie al layout e alla direzione creativa di Sergio Colantuoni. TRA DEBUTTI E RIENTRI TORNA IL FOCUS SUI TESSUTI Ancora una volta i tessuti avranno un ruolo di primo piano. Dopo il focus su Vitale

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Barberis Canonico e Lanerossi dell’edizione scorsa, ora è il momento di Reda, azienda storica biellese protagonista del progetto Athlovers, di scena alla Polveriera. Per l’occasione sono stati selezionati cinque marchi internazionali che esprimono il loro punto di vista sull’athleisure: 42.54 (Belgio), Aeance (Germania), Dyne (Stati Uniti), Gr1ps (Italia) e Isaora (Stati Uniti) realizzano ciascuno un capo speciale con i tessuti iconici della linea Reda Active. Al centro della sala, l’azienda tessile racconterà la sua storia. Tra gli highlight di questa stagione si segnala la presenza di un “big” come Karl Lagerfeld, a Pitti con la nuova collezione uomo nella Sala dell’Orologio, alle Costruzioni Lorenesi. Emblematico il ritorno dopo dieci anni di Corneliani, che fa il bis con la collezione invernale alla Sala delle Grotte e la linea CC Collection Corneliani nella Sala Ottagonale, con l’obiettivo di raccontare il new deal dell’azienda. In tema di rientri, Paul&Shark presenta il progetto Typhoon, che fonde l’artigiana-

OPENING IN CITTÀ

TRA GIARDINI FIORITI E PALAZZI NOBILIARI The Gucci Garden, the new Moncler store and Scervino’s boutique: it’s time for openings in Florence. Tempo di opening a Firenze, nei giorni di Pitti Uomo. Fra le novità più eclatanti c’è l’apertura del Gucci Garden, un format innovativo per la griffe della doppia G, con un’area di vendita riservata a prodotti esclusivi, in edizione unica, e un ristorante curato dallo chef 3 stelle Michelin Massimo Bottura. Ideato dal direttore creativo della maison, Alessandro Michele, e con spazi espositivi curati da Maria Luisa Frisa, il nuovo concept apre il 9 gennaio nello storico Palazzo della Mercanzia, in piazza della Signoria. Il tour prosegue il 10 con il vernissage della boutique di Moncler, nel cuore della città in via Strozzi, e con l’evento di inaugurazione del nuovo flagship di Scervino in piazza Strozzi. L’11 gennaio Il Bisonte apre con un cocktail i nuovi uffici e la showroom all’interno di Palazzo Corsini. (c.me.)

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lità con l’alta tecnologia, complice un’attenzione particolare allo stile, frutto della collaborazione con stilisti internazionali, Pepe Jeans London festeggia il 45esimo anniversario con la nuova collezione invernale e un rivoluzionario trattamento per il denim, mentre si segnala il ritorno di Fratelli Rossetti al Padiglione Centrale. Save The Duck prosegue con il varo di luxury capsule, mettendo in campo Dyne for Save The Duck, frutto dell’intesa con il fashion designer newyorkese Christopher Bevans, fondatore di Dyne. A proposito di cooperazioni con designer internazionali, da non perdere il lancio di Major Giovanni Allegri, collezione deluxe di capispalla prodotti in Italia, che beneficia dell’apporto creativo di più menti. Wp Lavori in Corso festeggia l’ingresso in scuderia di Deus ex Machina, distribuito in esclusiva in Italia, mentre Woolrich presenta con una speciale installazione un film sullo storico lanificio in Pennsylvania, il più antico verticale esistente negli Stati Uniti, dove il brand è nato nel 1830. Da segnalare ancora la partecipazione speciale di Birkenstock nello spazio degli Archivi con il nuovo concept di retail mobile e la presenza del marchio cult di denimwear Denham the Jeanmaker, che dà avvio ai festeggiamenti per il decimo anniversario con tre capi speciali realizzati con i tessuti di Candiani, azienda italiana al traguardo dell’80esimo anniversario. DA NON PERDERE UNDERCOVER, THE SOLOIST E BROOKS BROTHERS Fra tradizione e avanguardia, cultura giovanile e scouting di talenti, il parterre di eventi speciali a Pitti Uomo si conferma all’altezza delle aspettative. Da non perdere la doppietta Undercover by Jun Takahashi/TakahiromiyashitaTheSoloist, l’11 gennaio alla Leopolda, dove i due stilisti visionari giapponesi sono protagonisti con le loro collezioni uomo, scegliendo la formula inedita di due fashion show, uno di seguito all’altro. Un ritorno al salone, quello di Undercover, dopo quasi nove anni, e un debutto per TheSoloist fuori dal Giappone. Brooks Brothers, azienda iconica americana che nel 2018 compie 200 anni, ha scelto Pitti Uomo per dare il via alle celebrazioni, che prevedono una serie di eventi e iniziative speciali nell’arco dell’anno in tutto il mondo. A Firenze il marchio più antico degli Usa sarà protagonista a Palazzo Vecchio

di una sfilata nel Salone dei Cinquecento, il 10 gennaio (la prima in assoluto in tanti anni di storia) e di una mostra, in scena dall’11-14 gennaio. Altro goal importante per la rassegna è il ritorno del Woolmark Prize, premio nato a supporto dei nuovi talenti, di nuovo a Firenze ma questa volta “al raddoppio”, perché saranno decretati i vincitori sia del menswear, sia del womenswear. In calendario il 9 gennaio alla Stazione Leopolda una passerella dedicata

TESSILE-MODA ITALIANO

EXPORT IN PROGRESS E RIPARTONO I CONSUMI Turnovers and exports trend up for Italian fashion. And after many years, internal consumptions return to growth. Crescono i fatturati delle aziende della moda italiana. Secondo l’analisi congiunturale condotta da Smi presso un centinaio di aziende associate operanti in tutti gli stadi della filiera, sia nel primo che nel secondo trimestre del 2017 le imprese del campione (tessile e abbigliamento) hanno sperimentato una variazione nel fatturato di segno positivo: +2,8% nel primo quarter, +3,8% nel secondo. Le stime per il periodo luglio-


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1. I Pitti People al salone 2/3/4/5. Le diverse sezioni della manifestazione, reintrepretate come fossero dei film e pubblicizzate da poster simili a locandine

settembre confermano il trend positivo, pur in rallentamento, che si attesta su un +4,0%, sintesi di un -1,0% a monte e di un +1,2% a valle. Dopo anni di continue contrazioni, un segnale incoraggiante è venuto anche sul fronte occupazionale, con un +1,1% nel primo trimestre e +0,9% nel secondo: un trend che dovrebbe proseguire nel terzo quarter, anche se con una leggera frenata, nella misura di un +0,3%. Le soddisfazioni arrivano soprattutto dall’export: sulla base dei dati Istat, nei primi sette mesi del 2017 le vendite estere hanno registrato un +2,4%, superando i 17,9 miliardi di euro. Parallelamente si è incrementato anche l’import (+1,9%), portandosi a quasi 12,4 miliardi di euro. A crescere sono tutti i mercati, con l’Asia in testa, ma anche l’Europa si è ripresa. Nel dettaglio, bene la Germania

ai 6+6 finalisti provenienti da tutto il mondo. Frutto della collaborazione con la Camera della Moda è lo special project dedicato a M1992, renaming della linea Malibu 1992 del designer e dj italiano Dorian Stefano Tarantini, che devia dall’abituale palcoscenico di Milano Moda Uomo per approdare a Firenze con una sfilata il giorno 11 alla Dogana. Lo stesso giorno, nella stessa location, Luca Magliano, vincitore di Who’s On Next? Uomo 2017, è il protagonista del progetto Pitti Italics. Da seguire ancora l’11 gennaio il lancio di What we believe, prima collezione di abbigliamento del magazine berlinese 032c, a Palazzo Medici Riccardi con un’installazione in chiave tecnologica; la presentazione della collezione Les Benjamins (il 10), label di streetwear di Istanbul che sarà protagonista di un evento-performance al Teatro Niccolini e l’iniziativa speciale delle etichette americane Fear of God e Buscemi, presenti con un temporary shop e un happeningpresentazione a Palazzo Gerini, nei quattro giorni della manifestazione. Tra le iniziative in città si segnalano il 9 gennaio la mostra Fabric is Art, promossa dal Lanificio Luigi Ricceri alla Galleria dell’Accademia, con dieci iconici tessuti dell’azienda protagonisti di un’installazione curata da Felice Limosani e la sfilata-party dedicata alla seconda collezione uomo e donna firmata Damir Doma x Lotto. Il 10 l’appuntamento è alla Manifattura Tabacchi, per il secret show di Replay. ■

(+1,0%) e soprattutto la Spagna (+5,7%) e il Regno Unito (+3,8%), un po’ meno la Francia (-1,3%). Fuori dai confini Ue il mercato più stabile, anche se in frenata dello 0,6%, restano gli Stati Uniti, ma vanno registrate buone performance anche nel Far East. Se Hong Kong non va oltre un +1,4%, la Repubblica Popolare mette a segno un aumento double digit pari al +11,5% e la Corea del Sud un +5,0%. Arretra lievemente solo il Giappone, incassando un -1,4%. Buone notizie arrivano dalla Russia, la cui ripresa continua con +13,4%, portandosi a quota 591 milioni di euro. Dopo anni di segno meno, finalmente migliora la fiducia dei consumatori, con una crescita di circa un +1,3% nei consumi. Tutto fa sperare in un futuro più roseo per il settore, secondo comparto manifatturiero in Italia, con una quota che supera il 35% del totale della moda in Europa. (a.t.)

DA NORD E DA EST

DALLA FINLANDIA AL GIAPPONE, VIA COREA From Finland to Japan and Corea: Pitti Uomo opens its doors to the ideas that come from far away. La manifestazione ribadisce l’attenzione agli stimoli innovativi in arrivo da fuori Italia, aprendo le porte alla moda che arriva da lontano. Si parte dalla Finlandia, guest nation dell’edizione numero 93, con otto marchi di punta del menswear locale in esposizione allo Spazio Carra (Padiglione Centrale). Si va dai giovani e già noti stilisti Rolf Ekroth e Julia Männistö, fondatrice del marchio Mannisto, a brand più consolidati come la linea di urban workwear Formal Friday, la collezione di calzature Saint Vacant, fino al minimalista Nomen Nescio. La selezione include anche etichette iconiche come Turo, che presenta una collaborazione con il talentuoso designer Ikla Wright, e R-Collection, che porta una capsule realizzata insieme all’astro nascente della moda finlandese Maria Korkeila (nella foto). Di scena anche Heikki Salonen, che ha collaborato con Erdem, Diesel e altri brand del gruppo Otb, e che a Pitti Uomo lancia la sua nuova collezione Vyner Articles. Anche il Giappone avrà un focus speciale, grazie alla collaborazione tra Pitti Immagine e Tokyo Fashion Award, che porterà in Fortezza, a Touch, sei marchi emergenti (Body Song, Children of the Discordance, Digawel, F/CE, Kuon e Soe). E c’è visibilità anche per la Corea, grazie alla collaborazione con KoccaKorea Creative Content Agency, che ha l’obiettivo di dare visibilità ai brand più interessanti della Corea del Sud. Una liaison da cui è nata l’idea di una sfilata alla Dogana, che il 10 gennaio porta sotto i riflettori le collezioni di Beyond Closet e Bmuet(te). (c.me.)

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Me and my Paul&Shark.


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DORIAN STEFANO TARANTINI/ M1992

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«RESTO UN DJ MA CON LA MODA FACCIO SUL SERIO» Première a Pitti Uomo per M1992, nuova denominazione di Malibu 1992, brand del designer e dj italiano, in cerca della consacrazione commerciale a Firenze. Tra gli asset nuova distribuzione e più spazio alla donna

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1. Dorian Stefano Tarantini 2. Una preview della fall-winter 2019

DI ANDREA BIGOZZI

M1992, one of the most promising names on Italian’s new fashion scenario, will be among the stars of Pitti.

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erché pensare che i marchi d’avanguardia nascano sempre e solo all’estero (ieri a Londra, oggi nell’Est Europa o in Russia)? Anche l’Italia ha i suoi esempi di moda ribelle e underground. Tra questi spicca il nome del dj e designer Dorian Stefano Tarantini, protagonista di un evento a Pitti Uomo 93 (l’11 gennaio alla Dogana) con M1992: la nuova denominazione del brand Malibu 1992, che ha già conquistato l’attenzione dei buyer e della stampa internazionale con uno stile elegante, che ha sfilato per due stagioni alla fashion week di Milano, dove tornerà arciviata la parentesi fiorentina. Il suo è nato come progetto di video art, poi trasformato in una linea di abbigliamento. Ma il primo successò è arrivato dalle musica. Come preferisce essere definito: artista, designer o dj? Sono tutte definizioni che mi calzano a pennello. L’attività di dj è quella che mi ha permesso di esprimermi e che mi ha portato a creare una vera community di giovani creativi, che mi segue e mi sostiene. È anche grazie alla mia attività alla consolle se sono qui a Pitti Uomo: a giugno sono venuto a Firenze per suonare a una sfilata di Pitti Filati e lì ho conosciuto Lapo Cianchi e Francesca Tacconi di Pitti Immagine. Perché dopo tre stagioni ha deciso per cambiare nome al suo brand?

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Ci siamo resi conto che il nome Malibu 1992 rischiava di legarci troppo al mondo della nuova Los Angeles, che è solo uno di quelli che ci piace raccontare. Con M1992 ci sentiamo più liberi: M sta per Malibu, ma anche per Milano, per Musica... Ci saranno novità anche in passerella? Quando abbiamo iniziato con il progetto moda eravamo poco più che una capsule collection. A Firenze porteremo in pedana una quarantina di look e daremo molto più spazio alla collezione donna, perché in prospettiva vogliamo diventare un brand 50% menswear e 50% womenswear. Con questa collezione FW18 lavoreremo anche con i cristalli di Swarovski. Che futuro sogna per il suo marchio? Ora come ora siamo praticamente in tre persone a portarlo avanti e a fare tutto. Mi piacerebbe trovare un partner per crescere e che ci aiutasse con la produzione o dal punto di vista finanziario. Ora che le cose iniziano a funzionare, c’è tanto da fare.

A livello distributivo come vi siete organizzati? È tutto un work in progress. La nostra distribuzione attualmente è di super nicchia e quasi tutta all’estero. Siamo presenti in una decina di negozi, non sono molti, ma sono i più belli: Harvey Nichols a Hong Kong, H Lorenzo negli Stati Uniti e Slam Jam in Italia. La presenza a Pitti Uomo farà da trampolino e poi inizieremo a lavorare con una showroom multimarca perfetta per il nostro prodotto, Tomorrow ltd.  ■

TAKAHIROMIYASHITATHESOLOIST E UNDERCOVER ALLA LEOPOLDA

DUE MONDI VICINI E COMPLEMENTARI TakahiroMiyashitaTheSoloist and Undercover together at the Leopolda. Oltre che colleghi, amici: Jun Takahashi, artefice del marchio Undercover, e Takahiro Miyashita, cui fa capo TakahiroMiyashitaTheSoloist, ribadiscono la loro affinità, alimentata da interessi simili tra cui la musica e da un costante confronto creativo, dando vita l’11 gennaio a due show consecutivi alla Leopolda. «Un modo per mettere in risalto il loro lavoro - commenta Lapo Cianchi, direttore eventi e comunicazione di Pitti Immagine -. Da un lato i look


MAGLIANO

Luca Magliano vive a Bologna, dove è nato e ha studiato a L.u.n.a., la Libera Università delle Arti. Dopo un periodo a Milano, il designer è tornato nella sua città per lavorare con la stilista Manuela Arcari alla progettazione delle linee Hache e Ter et Bantine. Dopo aver presentato a Parigi, per la primavera-estate 2016, il progetto womenswear “I was naked”, l’anno seguente firma la prima capsule maschile che porta il suo nome, prodotta da Arcari & Co.

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1. Takahiro Miyashita alias The Soloist (ph. Takao Shima) 2. Jun Takahashi, artefice di Undercover (ph. Yoshie Tominaga) 2

«PORTO A FIRENZE LA MIA MODA VERNACOLARE» Luca Magliano will present his fall collections at the Florence-based trade show. «I’m excited to be given this opportunity», the designer says. Luca Magliano, vincitore di Who Is On Next? Uomo 2017, torna a Firenze, questa volta come protagonista di Pitti Italics, il programma della Fondazione Pitti Immagine Discovery che supporta le nuove generazioni di fashion designer che progettano e producono in Italia. Si tratta di una grande occasione: la collezione, un «guardaroba per un uomo innamorato», debutta con una sfilata alla Dogana (via Valfonda 25) l’11 gennaio alle 16.30. Cosa si aspetta da una vetrina importante come Pitti Uomo? Pitti è un contesto eccezionale, un luogo che ha sempre fatto parte della mia mitologia. Potermici confrontare ha reso ancora più eccitante il mio lavoro ed è proprio di questo entusiasmo che vorrei fosse intrisa tutta l’esperienza.

anticonvenzionali e sublimi di Jun Takahashi e, dall’altro, le incursioni nelle culture giovanili e nell’immaginario occidentale di Takahiro Miyashita, per il quale questo è il primo show fuori dal Giappone». Invece Jun Takahashi ha già calcato le passerelle di Pitti Uomo nove anni fa. I due designer, quasi coetanei, si conoscono da fine anni Novanta: è stato Jun, scoperto da Rei Kawakubo, a mettersi in contatto con Takahiro, incuriosito dalle sue creazioni. «Gli abiti comunicano significati - ha detto in un’intervista il fondatore di Undercover -. Altrimenti sono solo vestiti da cocktail». «Mi ispiro al concetto di cambiamento, di cui l’adolescenza è l’emblema, oltre che al mio vissuto» aggiunge Miyashita. Il filo conduttore tra i due stilisti è una moda non esibizionista, ma che si distingue per originalità e profondità.(a.b.)

Cosa vedremo? Lo storyboard include rievocazioni che vanno dal marinaio, passando per il mito americano degli anni Cinquanta, con interpretazioni punk. La ricerca parte dai grandi classici, con studi su silhouette anni Novanta e furti al glamour del guardaroba femminile, che si sono spesso tradotti in materiali cari al contemporaneo, come il jersey e il denim. Come definirebbe la sua moda? Mi basta un solo aggettivo: vernacolare. Come procede la distribuzione del marchio? Arcari & Co. si sta occupando del mercato italiano, mentre OtherWise a Parigi di quello internazionale. Da questa stagione Diptrics gestirà il Giappone. (a.t.)

BEYOND CLOSET E BMUET(TE)

LA NEW WAVE COREANA Two Korean brands under the spotlight on 10th January: Beyond Closet and Bmuet(te). Si rinnova l’intesa tra la Fondazione Pitti Immagine Discovery e Kocca-Korea Creative Content Agency. Appuntamento il 10 gennaio alla Dogana con due tra i più interessanti marchi made in Korea: Beyond Closet, disegnato da Ko Tae Yong, e Bmuet(te), nato dall’incontro fra Byungmun Seo e Jina Um e già tra i protagonisti di Pitti nel gennaio 2017.

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MARCO PALMIERI/PIQUADRO

VERSO IL TRAGUARDO DEI 100 MILIONI INSIEME A THE BRIDGE About a year after the acquisition of The Bridge, the Bologna-based brand Piquadro reaps the first (positive) results of the investment, with a double digit growth, and launches new distribution projects. Waiting to further enlarge the family with some other brands. Avete archiviato l’ultima semestrale con ricavi in volata, a 46,8 milioni di euro, in progresso di circa il 37%, grazie anche alle performance brillanti di The Bridge. Quali gli obiettivi per questo brand? Siamo molto orgogliosi dei risultati raggiunti: l’azienda è già in profitto, grazie a un sell out che sta andando molto bene, con una crescita dei negozi di oltre il 30% like for like, tanto che pesa già per un quarto sul fatturato del gruppo. Stiamo investendo molto e riqualificando la rete distributiva, composta da una decina di negozi diretti e alcuni all’estero in franchising. E nel secondo semestre del 2018 non escludiamo nuove possibili aperture. Come prevedete di chiudere l’anno fiscale? Dovremmo attestarci fra i 95 e i 100 milioni di euro, ma ci aspettiamo anche un incremento rilevante della redditività, tale da permettere una chiusura a doppia cifra. E sul fronte digital? L’e-commerce ci dà soddisfazione, con tassi di crescita di circa il 20%. Le vendite online dirette di Piquadro pesano per il 4-5% sul fatturato e anche per l’e-shop The Bridge, che di fatto è partito quest’anno, siamo nell’ordine del 4%. Dopo The Bridge, c’è qualche altro marchio che potrebbe finire nel paniere di Piquadro? L’intenzione c’è e forse il 2018 potrebbe essere l’anno giusto. Ovviamente il deal non dipende solo da chi vuol acquisire ma anche da chi sarà acquisito...Comunque sì, stiamo valutando questa possibilità. (a.t.) 1. Marco Palmieri, presidente e a.d. di Piquadro 2. Lo zaino portacomputer Line, in vetrina a Pitti Uomo

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IL DEBUTTO DI MAJOR GIOVANNI ALLEGRI

TRA SAVOIR FAIRE ITALIANO E TECNOLOGIA Major Giovanni Allegri is a new men’s and women’s outerwear collection that debuts at Pitti Uomo: the result of an idea of Giovanni Allegri, son of Augusto, among the most appreciated Italian entrepreneurs between the Sixties and the Nineties. Proposals with a minimalis cut, that blend Italian savoir faire and technology. Debutta a Pitti Uomo Major Giovanni Allegri, collezione inedita di capispalla uomo e donna risultato di un’idea di Giovanni Allegri, figlio di Augusto, padre del trench all’italiana, uno degli imprenditori più apprezzati tra gli anni Sessanta e i Novanta. «Un marchio agli esordi, ma con molti anni di storia alle spalle e un forte know how manifatturiero - spiega Giovanni Allegri - a cui uniamo la freschezza del team creativo, proveniente da esperienze internazionali di alto profilo, che lavora all’interno del nuovo polo produttivo di Montelupo Fiorentino». La scommessa è stata investire in strutture, digitale e risorse umane per plasmare una proposta di capi dal taglio minimale, realizzati da una filiera produttiva italiana, che mixa savoir faire del Belpaese e ricerca tecnologica. I tessuti esclusivi impiegati nascono sulla base degli input dell’ufficio stile interno e disegnano proposte dalle geometrie e dai volumi inediti, che scommettono sulle contaminazioni. Un «living wardrobe» popolato da trench, parka, peacot, bomber e car coat, icone del guardaroba maschile e femminile, interpretati all’insegna della leggerezza e della versatilità. Merito dei liner, gli interni staccabili che dialogano con gli involucri esterni, in un gioco di addizione o sottrazione. Forte di un investimento rilevante, Major affronta il mercato con una strategia integrata tra digitale e reale. «Partiamo dall’Italia, ma la prospettiva è entrare negli Stati Uniti - racconta Allegri - perché Major punta sull’ecommerce, che richiede una dimensione internazionale. Altri mercati diventeranno appetibili per noi solo quando saremo forti nel brand positioning». Quanto vale la storia di Allegri per il progetto? «Moltissimo - conclude - perché è la cultura di prodotto a fare la differenza, insieme a una conoscenza approfondita del consumatore, sempre più coinvolto nel dialogo con la marca». (c.me.)


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Havana&Co.

al via il progetto retail The Italian brand Havana&Co. opened its first flagship store in Italy. Next steps in China and Russia. Parte dalla Puglia, terra d’origine del brand, il progetto retail di Havana&Co. Il marchio di Gst-Gruppo Sviluppo Tessile sta investendo sullo sviluppo di una serie di monomarca: il primo ha aperto lo scorso autunno a Lecce con un partner locale, ma in arrivo ci sono anche opening internazionali. «Abbiamo scelto la Puglia - racconta Sergio Roma, titolare con il fratello Salvatore dell’azienda con base a Sava (Taranto) - non solo perché qui ci sono le nostre radici, ma anche per l’exploit turistico che sta vivendo nelle ultime stagioni». Nei piani dell’imprenditore il 2018 appena iniziato sarà l’anno della consacrazione all’estero. «Ci sono contatti già avviati - prosegue - con alcuni partner in Cina e Russia, che ci dovrebbero portare a inaugurare i primo monomarca con la collezione fall-winter 2018/2019 di scena a Pitti Uomo». Ma per Gst, che ha chiuso il 2017 in crescita del 20%, i progetti di sviluppo non si fermano qui: in questi mesi è partito anche il rilancio della collezione donna firmata Julian Keen, l’altro marchio di proprietà del gruppo insieme ad Angelotoma.  (an.bi.)

GTA IL PANTALONE

«250 vetrine in Italia in due-tre stagioni»

The pants brand continues its distribution expansion in Italy, Korea, Japan, Germany and Benelux. Gta, marchio di pantaloni maschili che fa capo all’azienda di Tencarola di Selvazzano (Pd), è pronto a tornare a Pitti Uomo sull’onda di alcune novità strategiche introdotte con la nuova collezione. «Una gamma di prodotti - racconta il ceo Carlo Soglia, alla guida della cordata di imprenditori italiani che nel 2014 ha rilevato la realtà fondata nel 1955 dalla famiglia Tognolo - rivista sulla base dei feedback raccolti tra i nostri clienti, con un unico obiettivo: riuscire a emozionare». Tra i pezzi clou spicca il pantalone “No Size” (nella foto): un capo passe-partout che, grazie a un sistema creato per la regolazione della vita, si può stringere o allargare, riuscendo a cambiare non solo la vestibilità del cinturino, ma anche quella del bacino. Con il reparto prototipia in Veneto, la produzione in Romania e la tintoria a Modena, ora il brand punta a consolidare i Paesi dove è già appprezzato: Italia (primo mercato, con un’incidenza sul fatturato del 50%), Corea, Giappone, Germania e Benelux. Attualmente i clienti wholesale sono circa 230, di cui 135 nel nostro Paese: «L’Italia - precisa Soglia - ci sta dando molte soddisfazioni, tanto che cresciamo da tre stagioni consecutive. L’obiettivo è di arrivare a quota 250 vetrine nel mercato domestico entro duetre stagioni e, nel 2018, accelerare anche negli altri (a.t.) mercati». 28

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XACUS

Avanti tutta con l’export Expansion abroad, new resources for the women’s line and a flagship store in Milan: these are the next goals of the Venetian shirts brand. «Per noi la strategia più corretta per affrontare il mercato è quella di offrire il miglior prodotto possibile a un prezzo sensato. Questa caratteristica diventa un’esigenza, visto che vogliamo crescere soprattutto all’estero, dove è sul pricing che si gioca la partita decisiva». A pensarla così è Paolo Xoccato, a.d. di Xacus, marchio da oltre 60 anni sinonimo di camicie, che ha chiuso l’anno a 23 milioni di euro di fatturato, in crescita del 10%, con la previsione di fare altrettanto anche nel 2018, grazie agli investimenti sui mercati stranieri e sulla linea donna lanciata quattro anni fa. «Il nostro piano - prosegue - prevede di incrementare la quota export: oggi le vendite sono concentrate per il 60% in Italia e per il 40% all’estero. Ci piacerebbe invertire queste percentuali il prima possibile». Xacus è presente in una quarantina di mercati, dove un posto di rilievo è riservato a Usa, Paesi Bassi, Scandinavia e Spagna: «Ma vogliamo continuare a internazionalizzarci: ora ci stiamo concentrando su Germania e Russia, un mercato difficile ma in netta ripresa». Altre priorità sono il potenziamento della collezione donna, realizzata da Aldo Guglielminotti, che in prospettiva potrebbe generare il 35%-40% del fatturato totale, l’apertura di un monomarca e il canale e-commerce. «Da tempo pensiamo al primo flagship a Milano e il 2018 potrebbe essere l’anno giusto», conclude l’imprenditore, anticipando che a febbraio sarà lanciata una nuova release del sito Internet, e-commerce compreso. «ma senza penalizzare i nostri clienti wholesale, che restano la priorità». (an.bi.) In alto, Paolo Xoccato. A lato, un modello della nuova collezione


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ATHLOVERS

TUTTI PAZZI PER L’ATHLEISURE Debutta alla Polveriera un nuovo progetto speciale che celebra l’athleisure, uno dei segmenti più dinamici del settore. Sul palco cinque collezioni di premium activewear e un partner d’eccezione come Reda, lanificio biellese con oltre 150 anni di storia e neofita del salone, che ha messo a disposizione i tessuti della linea Reda Active DI ANGELA TOVAZZI

A new project that celebrates a dynamic segment like athleisure makes its debut at Pitti Uomo. Under the spotlight there are five activewear collections and Lanificio Reda, with its Reda Active fabrics.

DYNE_STATI UNITI

GR1PS_ITALIA

Si definisce “Innovative apparel for functional training”: il marchio è italiano e prende ispirazione dallo sport da combattimento Brazilian Jiu Jitsu.

AEANCE_GERMANIA

Un occhio allo stile e uno alla performance. Linee clean e minimali per la seconda collezione del brand, composta da 19 capi uomo e donna.

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Il suo mantra è “fashion meets technology”: lui è Christopher Bevans, originario di Portland (Oregon), che vanta collaborazioni illustri con brand come Nike.

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Prodotta in Belgio, la collezione è disegnata da Olivia Borleé ed Élodie Ouédraogo, atlete e amiche, medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Pechino.

ISAORA_STATI UNITI

Nato nel 2008 a New York, il marchio è sinonimo di “performance clothing for urban life”, dove (buon) gusto fa rima con funzionalità.

INTERNATIONAL WOOLMARK PRIZE

12 TALENTI SI SFIDANO NELLA FINALISSIMA ALLA LEOPOLDA 12 talents challenge each other at the Stazione Leopolda: the two winners will get 200,000 Australian dollars and commercial visibility. Sei designer per il menswear, sei per il womenswear, scelti su 65 candidati: i 12 finalisti dell’International Woolmark Prize sono pronti a sfidarsi il 9 gennaio alla Stazione Leopolda. Sulla scia della finale globale tenutasi a Parigi, il big match fiorentino riunisce le categorie uomo e donna, con la proclamazione di due vincitori. Ma chi sono i promettenti stilisti in erba? Vengono da tutto il mondo e in comune hanno collezioni dove la lana Merino recita una parte da protagonista. Per il côté maschile sono Six Lee (Asia), Blairarchibald (Australia e Nuova Zelanda, nella foto qui sotto), Matthew Miller (Isole Britanniche), L’Homme Rouge (Europa), Antar-Agni (India, Pakistan e Medio Oriente) e Dyne (Usa), mentre per quello femminile Kye (Asia, nella foto in alto), Harman Grubiša (Australia e Nuova Zelanda), Le Kilt (Isole Britanniche), David Laport (Europa), Bodice (India, Pakistan e Medio Oriente) e Zaid Affas (Usa, nella foto in basso). Oltre a essere una grande occasione di visibilità, il premio mette in palio 200mila dollari australiani (circa 132mila euro) da investire nello sviluppo del proprio business, con la possibilità di distribuire la collezione negli store dei retailer partner dell’iniziativa. Con una novità: il nuovo Innovation Award, creato con Fashion Tech Lab, che premierà il finalista dall’approccio più innovativo, al fine di ridurre il proprio impatto ambientale e sociale. Al prescelto andranno 100mila dollari australiani (pari a circa 66.500 euro), oltre al supporto di promozione a livello commerciale. (a.t.)


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PITTI UOMO

Roy Roger’s

nuova immagine e distribuzione per il lancio internazionale Two flagship stores in China are a sign of the new course of Roy Roger’s under Niccolò Biondi’s leadership. «Il nostro export è passato praticamente da zero a più di un milione di euro nel giro di tre stagioni. Sono numeri ancora piccoli, ma il progetto internazionale di Roy Roger’s è appena agli inizi, abbiamo una serie di nuovi accordi distributivi in partenza». Niccolò Biondi, a.d. dell’azienda fiorentina 1 Manifatture 7bell, titolare dello storico marchio di denim, ha archiviato il 2017 come l’anno in cui lo sviluppo internazionale di Roy Roger’s è entrato nel vivo, con l’opening del primo monomarca fuori dall’Italia, ma è già proiettato ai tanti progetti del 2018.«Due mesi fa abbiamo inaugurato con un partner locale un monomarca Roy Roger’s ad Hangzhou - informa - ma l’accordo firmato prevede l’apertura nelle prossime settimane di un punto vendita a Shanghai. L’obiettivo è di raggiungere al più presto quota cinque negozi». Per il marchio da 18,5 milioni di euro di vendite, si tratta dei primi store all’estero, dopo gli opening di Firenze, Milano e Forte dei Marmi, a cui si aggiungono tre spazi in altrettanti outlet. Anche il wholesale è sbilanciato sul mercato domestico: dei 980 clienti tra plurimarca e department store, più di 700 sono in Italia. «Il focus d’ora in poi sarà lo sviluppo dei mercati esteri - spiega Biondi -. Stiamo andando bene in Spagna e Olanda, Belgio e Francia».«Da quest’anno sbarchiamo in Germania - prosegue l’imprenditore - con due showroom che seguiranno le collezioni uomo e donna e abbiamo siglato nuovi accordi distributivi in Russia e in Giappone, al via con l’autunno-inverno». Un passo, quello dell’internazionalizzazione, che si affianca anche a un riposizionamento del marchio Roy Roger’s dal punto di vista dell’immagine. Dal 2018, infatti, partirà una nuova strategia marketing, che farà leva sui social, sugli influencer e che prevede anche il debutto in Tv con alcuni spot. Un upgrading che sarà visibile anche nella collezione fall-winter 2018/2019 protagonista a Pitti Uomo. «Non siamo più semplicemente un marchio di denim - precisa Biondi -. La maglieria cresce e ogni anno vendiamo oltre 5mila giubbotti di pelle». Anche il potenziamento della collezione femminile, che oggi pesa per il 25% sul 2 giro d’affari, rientra nelle priorità del 1. Niccolò Biondi 2. Una preview dalla 2018». (an.bi.) collezione fall-winter 2018/2019

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LARDINI

A tutto export: Asia prima, ora Europa e Usa The fashion company Lardini is embarking on international expansion: it opened three shop in Spain and is developing a strategic business plan for the North American market. Dopo l’Asia tocca all’Europa e poi sarà la volta degli Sati Uniti. Il processo di internazionalizzazione di Lardini procede senza sosta: così l’azienda di Filottrano (Ancona), dopo gli opening in Corea, Cina e Giappone, si prepara ad accelerare la presenza diretta 1 in Europa, senza trascurare il wholesale, che resta il core business grazie ai quasi 600 clienti nel mondo. «A fine 2017 abbiamo inaugurato tre grandi corner a Madrid presso El Corte Inglés» racconta Andrea Lardini, numero uno della società, fondata insieme ai tre fratelli. «Nel 2018 prosegue l’imprenditore - il focus potrebbe spostarsi dall’Europa agli Stati Uniti, un mercato dove ci piacerebbe strutturarci. L’idea è di aprire a New York, più precisamente a Soho, un negozio con una showroom annessa». Anche in vista dei possibili sviluppi oltreoceano, il 2018 si preannuncia un anno interessante per il gruppo e i sui marchi di proprietà Lardini e Gabriele Pasini (entrambi presenti a Pitti Uomo), a cui si è aggiunta da qualche stagione anche la linea Lardini Donna, affidata a Genea Lardini, figlia di Luigi, direttore creativo della collezione uomo. «Il 2018 - conferma l’imprenditore - sarà migliore dell’anno precedente, che ha chiuso stabile a oltre 70 milioni di euro. Non si tratta di una sensazione: gli ordini dell’ultima campagna vendita sono incoraggianti: Lardini cresce a doppia cifra, così come Pasini, che sta conquistando la giusta attenzione e ci permette di accontentare una clientela molto diversa da quella del brand Lardini». A trainare i conti dell’azienda contribuirà anche il flagship store inaugurato a Milano un anno fa. «L’opening conclude Andrea Lardini - si è rivelato un ottimo investimento, non solo d’immagine: dopo meno di un anno è quasi a break even». (an.bi.) 1. Andrea Lardini 2. Un look fall-winter 2018 /2019 di Gabriele Pasini, marchio di proprietà del gruppo insieme a Lardini e Lardini Donna 2


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KAPPA

La banda con gli omini diventa fashion

BEST COMPANY/OLMES CARRETTI

«Torna a battere il cuore del brand» The Best Company brand relaunching comes alive with the return of Olmes Carretti, the founder of the label in 1982, who designed for the brand a special collection on stage at Pitti Uomo.

L’operazione di rilancio di Best Company entra nel vivo con il ritorno in scena di Olmes Carretti, il fondatore del marchio nel 1982, che firma per il brand una collezione speciale di 40 pezzi all’insegna dell’heritage, di scena a Pitti Uomo. Un tributo a un marchio che ha fatto la storia dello sportswear, emblema di stile e sinonimo di comunicazione sociale negli anni Ottanta, con le felpe rallegrate da grafiche e ricami all’insegna dell’allegria e del colore. Un debutto e una rentrée al tempo stesso per il creativo, che al salone fiorentino ha portato il brand l’ultima volta tanti anni fa, nel 1992. E che Falis 2014, l’azienda artefice del rilancio di Best Company, ha voluto a bordo, nel segno della continuità. Come sarà strutturata la collezione? L’offerta comprende felpe, maglie e giacche di nylon e cotone dalla grafica rinnovata, interpretata in chiave moderna, con i colori iconici del marchio. Basti pensare che ai tempi andavo a preparare i colori alla luce del deserto. E che ora sono stato in Tunisia per accendere la mia creatività. Quale la funzione d’uso? È una collezione trasversale dallo spirito contemporaneo, con chiari rimandi all’heritage del marchio. E con un’attenzione estrema alla qualità e alla scelta dei materiali. Un aspetto che ci ha sempre contraddistinto.

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For its fiftieth anniversary, Kappa brings to Pitti Uomo a contemporary reinterpretation of the styles that have made the history of the brand.

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1. Olmes Carretti 2. Una felpa di Best Company per la prossima estate 3. Una delle nuove lavorazioni per il prossimo inverno 2

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Quali i legami più evidenti con il passato? Ci sarà una special edition di felpe a tiratura limitata che riprenderà due ricami con cui abbiamo venduto un numero di pezzi incredibili (ben 10.467 per una delle due). Ovviamente cambia la modellistica e cambiano i materiali, oggi come ieri scelti personalmente da me.

Quali i prezzi? Falis 2014 ha fatto un lavoro molto importante e i listini sono davvero interessanti. Una felpa della capsule estate 2018 non supera i 120 euro sell out. Le invernali costano un po’ di più. Best Company d’altra parte ha una sua cultura e ancora oggi ci sono marchi famosi che prendono spunto dalle mie felpe e dalle mie grafiche. Non dimentichiamo che all’epoca abbiamo venduto circa 20 milioni di pezzi in dieci anni. Cosa è cambiato oggi rispetto agli anni Ottanta? È stata un’epoca più fortunata, un periodo di maggiore apertura, anche se oggi vedo giovani con tanta voglia di fare, desiderosi di esserci e di partecipare. In un mercato che però stenta ad aprirsi. Io dal canto mio non ho mai mollato e continuo a lavorare e a creare. (c.me.)

In occasione del cinquantesimo anniversario, Kappa porta a Pitti Uomo un total look che nasce della reinterpretazione in chiave fashion degli stili autentici che hanno fatto la storia del marchio, partendo dall’iconica banda con gli omini, che lo ha reso celebre. Tra i brand più importanti del Gruppo BasicNet (Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, Superga, K-Way, Salbelt,  Briko e Sebago), da oltre 20 anni Kappa è quello che registra l’incidenza maggiore sul fatturato aziendale. «La label, che rappresenta il 65% del giro di affari complessivo, è presente in 122 mercati nel mondo», spiegano dall’azienda. Nel 2016 le vendite di Kappa hanno raggiunto i 360,4 milioni di euro, su vendite complessive (di tutti i marchi) dei licenziatari commerciali pari a 532,7 milioni di euro (+3,1%) rispetto ai 516,7 milioni del 2015. Parola iconica di Kappa è sport, ossia il dna della label. «In questo momento è una delle cose più di moda nel nostro settore» chiariscono dall’azienda. La collezione oggi è prevalentemente maschile (3/4 contro 1/4) ma contiamo di evolvere ulteriormente nel segmento femminile. Saldamente consolidati in Europa, ci aspettiamo grandi risultati dagli Usa». (c.me.)


Secrets of Success

Fine-tuning all aspects of your digital business should be a priority for every retailer during the holidays and throughout the year. Customer experience coupled with outstanding service are important factors in how customers choose where to shop. As we move into 2018, executing on these factors is essential to win customers over, keep them coming back for more and being great brand ambassadors. We hope these 7 secrets of success from the Astound Insights team help every retailer optimize profitability in the coming year.

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Saving Money & Time Efficiency as well as price are on the minds of shoppers as the hunt for promotions and desire for price matching are now standard fare

Logistics The “now� factor becomes a growing reality as elevated delivery demands force the hand of retailers to remain competitive

Beyond price, shoppers rank factors that will be important when selecting retailers this holiday season

1

Free Shipping

4

Convenience

2

Assortment

5

Time-savings

3

Logistics

6

Loyalty Programs

Shoppers are comfortable with innovation in delivery, particularly millennials Millennials Delivery via Uber, Lyft, or other ride-sharing service Drone delivery

3

The Amazon Factor For many shoppers, Amazon is the answer no matter the circumstances with marketplace interest heightened

All

75%

65%

66%

58%

No matter the circumstances Amazon is the go-to retailer

25%

The majority of online shoppers will spend Âź of their holiday budget at a single retailer


4 5

Mobile is Material

Mobile activity accelerates for online shoppers

75%

Mobile is integral to holiday shopping with apps and mobile web in play and often a prerequisite for retailer selection

The Store Has a Role to Play

6 7

Omnichannel’s meaning evolves and stores see interest in experiences and technology

Research on mobile device

75% 66%

Social

Customer Service

Booth #2534A

Place orders on a mobile device including via mobile app

of online shoppers will be prompted to visit a retailer’s website because of a past in-store visit

will browse “more” in-store for holiday shopping ideas

Over 4 in 10 online shoppers will be prompted to visit retail websites as a result of social media

Social’s role is evolving from prompting retail visits to purchasing and even support

66%

See you in NY?

Millennials

All

55%

45%

Shoppers gravitate to self-service options when seeking customer service

Taking care of the customer assumes new meaning with an emphasis on content, accessibility and performance

Onsite FAQs Q&A Via the retailer’s app

75% 71% 65%

DATA FROM

Lauren Freedman SVP Astound Insights

www.astoundcommerce.com


THE SHIRTMAKERS SYMPOSIUM

La camicia non ha più segreti, anche grazie alla app di Albini Albini and Permanent Style invite in Florence, at Palazzo Gondi, for a symposium on tailor-made shirts. For the occasion, the innovative “Fabric Butler” app by Albini Group will be launched. I migliori camiciai su misura del mondo a confronto a Firenze, per raccontare la propria visione, la loro arte e il loro stile personale. L’appuntamento è il 10 gennaio a Palazzo Gondi, dove sono attesi Ascot Chang da Hong Kong, Anto da Beverly Hills, Budd Shirts da Londra, Emanuele Maffeis da Bergamo e Luca Avitabile da Napoli. Simon Crompton, ideatore del blog Permanent Style e tra le massime autorità in fatto di lusso maschile, sarà moderatore del dibattito, introdotto da Silvio Albini, presidente di Albini Group, eccellenza nella produzione di tessuti per camiceria made in Italy. Per l’occasione sarà presentata “Fabric Butler” by Albini Group, l’app innovativa per il mondo della camiceria su misura, che facilita la scelta del tessuto. Si possono selezionare i tessuti tra le collezioni Albini e inviare l’ordine al proprio sarto di fiducia. Ideale anche per i camiciai, che possono proporre in tempo reale ai clienti i tessuti, e poi ordinare il taglio in azienda, che lo consegna in 48 ore. (c.me.)

PEPE JEANS

Rispettiamo l’ambiente con Wiser Wash Pepe Jeans celebrates its 45th anniversary launching Wiser Wash, a new process in the treatment of denim, that eliminates the use of pumice stone and toxic chemicals, breaking down the use of water. Presente al Padiglione Belfiore, Pepe Jeans London festeggia il 45esimo anniversario nel segno della sostenibilità. A Pitti Uomo il brand lancia infatti la rivoluzionaria collezione Pepe Jeans Wash, che utilizza un processo in grado di eliminare l’impiego di pietra pomice e di sostanze chimiche tossiche usate nel lavaggio tradizionale, mantenendo intatti i dettagli tipici del denim, come contrasti, strappi o effetti aged. La decolorazione completa non richiede dunque prodotti corrosivi e necessita di meno di un bicchiere d’acqua, che a sua volta viene riciclata, limitandone lo spreco di ben il 99%. Utilizzata per la prima volta a Los Angeles, questa tecnica combina acqua elettrizzata e ozono, riducendo il consumo di energia e l’uso di sostanze nocive. «Nell’arco dei prissimi cinque anni Wiser Wash trasformerà l’industria del denim, diventando il nuovo standard nel settore» spiega Trevor Harrison, responsabile del design del denim di Pepe Jeans London. Dalle collezioni estate 2018 Wiser Wash sarà impiegato per realizzare i dieci modelli di jeans più iconici e venduti del brand, uomo e donna. Fino a quando ogni stagione la collezione sarà costruita totalmente su questo innovativo processo. (c.me.)

CRUCIANI

Con Pierluigi Fucci un viaggio nuovo nello stile Arianna Caprai, new generation of the Cruciani founding family, appointed Pierluigi Fucci creative director of the brand. A step forward towards the brand’s new worldwide image. Un nuovo punto di vista sullo stile per Cruciani. Arianna Caprai, nuova generazione della famiglia fondatrice del brand, affida a Pierluigi Fucci il ruolo di creative director della maison. Un passo avanti nel percorso di costruzione della nuova immagine worldwide del marchio, che fa leva sui valori del brand, da sempre attento alla qualità e allo stile, e che segue la recente nomina di Massimo Tosti, con il ruolo di direttore operativo. A Fucci il compito di proporre una lettura inedita della label, forte della sua esperienza trentennale all’interno di numerosi marchi, italiani e internazionali. Apprezzato per la capacità di lavorare in modo non convenzionale la maglieria, il jersey e il tessuto, Fucci ha uno stile personale, caratterizzato da geometrie e forme particolari, con echi provenienti dal mondo dell’arte. A Pitti Uomo si possono vedere i risultati del nuovo corso. (c.me.)

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bagutta

«la nostra (r)evolution? puntare in alto» La presenza a Pitti con proposte ancora più studiate nei tessuti e nei dettagli, il re-opening del flagship milanese, investimenti sul servizio, l’espansione all’estero: Bagutta prosegue la sua (r)evolution nel nome della qualità

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di Alessandra bigotta

Under the spotlight at Pitti, with its collection and a new chapter of the partnership with Alessandro Squarzi, Bagutta continues its quality (r)evolution, with a turnover grown by around 25% in 2017 and good perspectives for 2018, waiting for the re-opening of its Milanese flagship.

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er Bagutta, storico marchio di camiceria maschile, il 2017 è stato all’insegna di un neologismo: (R)evolution. La famiglia Gavazzeni, con il ceo Antonio Gavazzeni in prima fila, e il direttore generale Mario Stefano Maran al suo fianco, hanno fatto passi da gigante per innestare in un’iconica realtà italiana un cambiamento su tutti i fronti, dall’organizzazione interna, fino a un guardaroba sempre più declinato per occasioni d’uso, con le linee Bagutta First Dressing Choice, Bagutta Milano, Bagutta The Shirt e Bagutta Contemporary, senza contare l’intesa con Alessandro Squarzi, da cui è scaturita una collaborazione che prosegue con l’inverno 2018/2019. «Innalzare la qualità è stato (ed è) una priorità e i numeri ci danno ragione: abbiamo chiuso l’anno a 30 milioni complessivi di ricavi, con un +25% circa per i marchi Bagutta e la prospettiva di un ulteriore incremento nel 2018» afferma Antonio Gavazzeni. «Per un’azienda come questa la “pagella” deve essere più verso il dieci che verso il nove» ribadisce Mario Stefano Maran, ricordando che gli investimenti in ricerca si aggirano sul milione di euro l’anno. Parlando di progetti, Maran è un fiume in piena e, del resto, c’è molto da dire. «A parte Pitti, dove presentiamo 2

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proposte all’insegna di un potenziamento dello studio tessile e di dettagli curatissimi - anticipa - durante la fashion week donna di febbraio riapriremo il flagship milanese di via San Pietro all’Orto 26. Il restyling ha puntato su un concept luxury, che potrebbe fare da apripista ad altri opening (oggi il monomarca nel Quadrilatero è l’unico per Bagutta, ndr), ispirando i clienti wholesale, 280 in Italia e 180 all’estero». Estero che incide per il 30% sul turnover, con l’obiettivo di salire al 60% in tre anni, puntando su aree come Far East, Russia, Corea ed Europa. Niente e-commerce, per scelta («Crediamo negli store fisici»), anche se l’intesa con Squarzi, insieme all’idea di lanciare un nuovo sito e comunicare anche attraverso i social, è la prova di come Bagutta viva nel proprio tempo: «Squarzi è unico: conoscitore del prodotto, prima che influencer». Fondamentale il servizio, con il lancio di Nos (Never Out of Stock), che offre la possibilità ai clienti di selezionare, oltre agli ordini della collezione stagionale, ulteriori prodotti tra un’ampia gamma di carry over. Da segnalare, infine, una novità per il marchio entry price Matteucci, che diventa Matteucci 1939, ribadendo un dna che piace ■ anche ai Millennials.

1. Antonio Gavazzeni e Mario Stefano Maran 2 . Lo stile Bagutta per l’estate 2018

Harmont & Blaine

Il bassotto corre tra omnichannel e new opening The future looks good for Harmont & Blaine, thanks to a relaunched e-commerce site and new opening. Il 2018 è nel segno del colore per Harmont & Blaine e non solo perché il marchio del Bassotto presenta a Pitti Uomo il Chino Italiano, un pantalone in cotone in 13 toni diversi (nella foto), ma anche per una serie di nuove iniziative, che fanno intravedere 12 mesi vitaminici sul fronte del business. Da poco è attivo un nuovo sito, sviluppato in chiave onmichannel, per connettere l’online con il punto vendita e favorire l’integrazione via social con la community del brand. Sul fronte retail, invece, Harmont & Blaine prosegue il processo di internazionalizzazione con nuove aperture nell’ultimo quadrimestre: quattro solo in Cina a cui vanno aggiunti cinque nuovi shop-in-shop in Spagna. (an.bi.)


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ESEMPLARE

Dall’intesa con Saks al concorso per i giovani In 2018 the urban-outerwear brand Esemplare (Pattern Group) will strengthen its partnership with Saks Fifth Avenue, but it will also invest in Canada, Germany and Austria. Una presenza forte in Italia, dove viene realizzato quasi il 70% dei ricavi, ma anche un crescente dinamismo all’estero: Esemplare, brand di urban outerwear dal 2014 nell’orbita del Gruppo Pattern, ha avviato negli Usa una partnership con Saks Fifth Avenue, dove la collezione maschile dell’inverno in corso è distribuita in 14 punti vendita, tra cui l’iconico store sulla Quinta Strada. Dalla liaison è nata una capsule, con al centro la giacca Warmer Eco e una felpa reversibile in cotone e nylon waterproof. Con l’estate 2018 il progetto raggiungerà 18-20 negozi Saks Fifth Avenue. «Questa è la novità più rilevante del momento - dice Fulvio Botto, socio fondatore di Pattern e direttore del progetto Esemplare - ma stiamo lavorando anche su altri fronti: dalle collaborazioni con altri brand agli investimenti su mercati come il Canada e, in Europa, Austria e Germania, Paesi dove puntiamo a rafforzarci, anche tornando al salone Premium. Centrale, inoltre, il ruolo della Spagna. Il 2018? Contiamo su performance a segno più». Risultati cui darà un contributo il digital: «Rivoluzioneremo il media plan, destinando molte più risorse a questo mondo». E l’e-commerce? «Non è prioritario nel senso tradizionale del termine ma in un’ottica di omnicanalità. Per noi resta fondamentale portare i clienti in boutique». A Pitti Uomo Esemplare è presente sia con le proposte autunno-inverno 2018/2019, sia con gli esiti della terza edizione di Next Esemplare Generation, concorso per i nuovi designer organizzato insieme a Lectra: i vincitori vengono premiati durante la rassegna. (a.b.)

FRATELLI ROSSETTi

l’uomo a Pitti, co-ed a milano After six years of absence, the footwear brand Fratelli Rossetti is part of Pitti Uomo with its men’s collection. A single event in Milan, on 22th February, will host the men’s and women’s lines together. Erano sei anni che Fratelli Rossetti non figurava tra gli espositori di Pitti Uomo. «Il salone - osserva il presidente Diego Rossetti - è sempre di più una vetrina internazionale di prestigio e noi, che abbiamo contribuito alla storia di questa manifestazione, non potevamo più mancare». La scelta di rientrare a Firenze con la collezione maschile si inserisce anche nella strategia volta a unificare le linee uomo e donna durante la fashion week milanese in un unico evento, on schedule il 22 febbraio. Intanto l’attenzione si focalizza sulla rassegna fiorentina, dove il brand svela un’offerta caratterizzata da cuciture a vista con un motivo a zig-zag, mixate alle infilature colorate, firma dei maestri artigiani della realtà di Parabiago. Sul fronte del business, come informano i fratelli Diego, Dario e Luca (seconda generazione alla guida della società, fondata da Renzo Rossetti nel 1953), «il focus per i prossimi anni resterà l’Europa, il mercato per noi più importante». Attualmente il brand ha all’attivo 26 monomarca e 300 clienti wholesale. (a.t.)

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IL BISONTE

+27% nel 2017 e nuova sede a firenze The brand expects to close the fiscal year with 27 € million (+27%) in revenues and plans to open a new headquarters in Florence, at Palazzo Corsini. Il marchio fiorentino Il Bisonte si prepara a inaugurare i nuovi uffici (con showroom) a Palazzo Corsini e prospetta una crescita del 27% per la fine del 2017, a quota 27 milioni di euro. Lo anticipa Sofia Ciucchi, dallo scorso gennaio ceo del brand di borse e accessori in pelle, fondato negli anni Settanta da Wanny Di Filippo e controllato dal fondo Palamon dalla metà del 2015. In concomitanza con Pitti Uomo, la label inaugura la nuova sede di circa 800 metri quadrati nello storico building sul Lungarno con l’evento “Il Bisonte a chilometro 30”, per sottolineare che la produzione è tutta in territorio fiorentino (la parte industriale e lo sviluppo prodotto sono a Pontassieve). Alla fine di gennaio è in programma un pop-up store a Parigi, in zona rue SaintHonoré, oltre al restyling dei due negozi nella capitale francese. È allo studio pure l’apertura di un secondo punto vendita a Londra e il debutto a Hong Kong e New York. Infine è prevista l’apertura di un nuovo centro logistico di 2mila metri quadrati a Pontassieve. (e.f.)


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LUBIAM

sempre più avanti con il su misura Ready for Pitti Uomo, Lubiam confirms a growth trend that has lasted for seven years also in 2017. The company from Mantua closed 2017 with a total turnover of 54 million euros (+4%). It’s time to bet on new projects. Pronta all’apputamento con Pitti Uomo, Lubiam apre il 2018 forte dei risultati raggiunti nel 2017, a conferma di un trend di crescita che dura da sette anni. L’azienda di Mantova, premiata di recente per la categoria “continuità generazionale” da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia come eccellenza imprenditoriale sul territorio da oltre 100 anni nelle mani della stessa famiglia, ha archiviato il 2017 con un giro di affari di 54 milioni di euro, in progress del 4%. L’Italia, primo mercato con una quota del 53% sul turnover, si mantiene stabile, mentre evolve sensibilmente l’export (+6%), con una punta del +31% in Canada, mercato strategico dove è stato aperto un polo logistico dedicato. Vivace l’andamento anche in Russia, Ucraina e Spagna, nazioni in grande evoluzione e poi in Francia, Giappone

PEAK PERFORMANCE

Al via la linea urban Peak Performance makes its style revolution and opens up to the world of urbanwear, with a collection of casual and fashionable garments. Also a second capsule created with Nigel Cabourn is on offer. Peak Performance compie la sua rivoluzione di stile e apre al mondo dell’urbanwear. Leader nell’abbigliamento sciistico di alta gamma, il brand, nato in Svezia 30 anni fa dall’idea di tre sciatori, propone capi casual e alla moda, ideali per un contesto metropolitano. L’ispirazione viene dall’archivio storico, da cui sono stati ripresi alcuni capi iconici, riletti secondo le logiche del lusso sportivo contemporaneo. Fondamentale il focus sull’outerwear, core della label, con le X-Jackets in primo piano: un piumino, un parka in piuma, un sottogiacca e una fileld jacket realizzate con materiali innovativi di ultima generazione, grazie anche alla collaborazione con un’azienda italiana all’avanguardia come Beste. Quattro capi classici dell’abbigliamento reinterpretati, in equilibrio tra materiali high tech, nuove tecnologie e stile urbano. Altro highlight della collezione è la seconda collaborazione con il designer Nigel Cabourn, che ha disegnato un’esclusiva capsule collection di nove capi, traendo ispirazione dal suo archivio vintage e dal know-how tecnico dell’etichetta. (c.me.)

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e Olanda, mentre sono in arrivo collaborazioni con la Repubblica Ceca, dove i marchi dell’azienda approdano a Praga. Tradizionalmente affermato in Italia, fa progressi oltreconfine il mondo della cerimonia, riunito sotto l’etichetta Lubiam 1911 Cerimonia, pronto allo sbarco in Spagna, Francia, Germania e Austria. Tra i progetti più importanti in corso, c’è l’ampliamento della rete di partner nel servizio su misura, in grado di garantire la consegna di un capo tailor made in soli 12 giorni. Un asset strategico, con una progressione double digit del 27% e una quota del 10% sul giro di affari, gestito da una divisione specifica. Storicamente applicato alle linee sartoriali Luigi Bianchi Mantova Sartoria (nella foto), Luigi Bianchi Mantova Flirt e Lubiam 1911 Cerimonia, oggi il su misura si estende al tinto in capo L.B.M.1911, offerto in esclusiva nella boutique di via della Spiga a Milano. Tra i progetti importanti in corso c’è il lancio recente dell’online shop b2b dedicato ai negozianti, che consentirà di ottimizzare i servizi offerti ai clienti: uno strumento prezioso soprattutto per l’estero, sia per quanto riguarda il su misura che per il riassortimento. Prosegue intanto la ricerca della nuova sede aziendale di New York: si attende l’annuncio ufficiale. (c.me.)

PALTÒ

Focus sui classici con l’etichetta Sartoria For next Fall-Winter 2018 Paltò reaffirms the importance of overcoats as key elements of the male wardrobe and puts the emphasis on the new Sartoria label, dedicated to more classic fits and formal constructions. Per la collezione del prossimo inverno, di scena a Pitti Uomo, Paltò si è ispirato agli anni Sessanta per ribadire l’importanza del cappotto, come elemento chiave del guardaroba maschile delle nuove generazioni. Tra le proposte, caratterizzate da un gusto rétro contemporaneo, spiccano due modelli, entrambi ispirati al trench: il monopetto in principe di Galles con manica raglàn, collo a camicia e cintura senza fibbie nei toni del beige e il doppiopetto in velluto 500 righe, lavato in capo con effetto light vintage. Tra le novità della prissima fall-winter 2018, il lancio di una vera e propria etichetta, battezzata “Paltò Sartoria”, che riunisce proposte dalle vestibilità più classiche e dalle costruzioni più formali. C’è anche una parte sportswear che sperimenta tessuti accoppiati e leggeri, con interni imbottiti e sfoderabili. Velluto, panno lavato e classico Harris tweed sono i capisaldi della sezione archivio. (c.me.)


News

a palazzo pitti IL PROSSIMO GIUGNO

tre decadi di menswear viste da stefano pilati Courtesy SP Studio

It’s already time to look at the June edition of Pitti Uomo, when the “Evolution-Involution-Revolution. Three decades of men’s fashion seen by Stefano Pilati” expo will open at Palazzo Pitti.

Mentre Pitti Uomo 93 è ai blocchi di partenza, è già tempo di guardare all’edizione numero 94 del prossimo giugno, dal 12 al 15, quando a Palazzo Pitti si inaugurerà la rassegna EvoluzioneInvoluzione-Rivoluzione. Tre decadi di moda maschile viste da Stefano Pilati. Frutto della collaborazione tra Fondazione Pitti Immagine Discovery e il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, la mostra è una riflessione sulla moda contemporanea che parte da un’esperienza vissuta in prima persona, che porterà il visitatore dentro la realtà variegata del menswear di questi ultimi 30 anni. Si tratta del terzo episodio del programma espositivo triennale promosso dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e dalle Gallerie degli Uffizi, con la partecipazione di Pitti Immagine. Allestita nelle sale del Museo degli Argenti in Palazzo Pitti e realizzata anche grazie al contributo straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e di Agenzia Ice nell’ambito dei piani di sostegno al sistema fieristico italiano, sarà visitabile fino al 21 ottobre 2018. La moda maschile è un tema che mancava da tempo nell’approfondimento culturale italiano e internazionale, racconta Lapo Cianchi, segretario generale della Fondazione Pitti Discovery: «Abbiamo pensato a Stefano Pilati perché di quella storia è stato ed è uno dei maggiori protagonisti. Ma forse soprattutto perché ci interessava la sua visione del sistema della moda: eccentrica, dissonante, quasi cinica. Un punto di vista in cui si fondono le ossessioni e le riflessioni di un collezionista che è anche un designer e una persona che ama vestirsi». Con tre decadi di esperienza alle spalle, Pilati ha collezionando un enorme bagaglio culturale, a contatto con le maison più importanti. Da Cerruti, dove ha mosso i primi passi, a Giorgio Armani, Miu Miu, Yves Saint Laurent, Gruppo Gucci, fino al 2004, anno in cui viene nominato direttore creativo di Yves Saint Laurent, dove resta fino al 2012 e poi ancora da Zegna, fino al 2016. Oggi lavora al progetto Random Identities, di cui è ideatore: una linea genderless e seasonless. (c.me.)


PITTI UOMO 93

I DIECI ANNI DI DENHAM THE JEANMAKER

Un anno tutto in blu (E ORO) per Jason Denham To celebrate its tenth anniversary, Denham the Jeanmaker is planning a series of special collaborations throughout the year. Everything starts at Pitti Uomo, where the jeans with the golden selvedge will be launched. Partono da Firenze i festeggiamenti per il decimo anniversario di Denham the Jeanmaker. Il marchio olandese di denimwear cult, fondato da Jason Denham nel 2008, consacra questo importante traguardo con una serie di iniziative che si snoderanno nell’arco di dieci mesi. A partire da Pitti Uomo, dove verranno lanciati i jeans con la cimosa d’oro, frutto della collaborazione con Candiani, storico produttore di denim, che quest’anno festeggia l’80esimo anniversario. Sarà una tela speciale dedicata a due modelli iconici della label - il Razor (declinato in due lavaggi) e il Monroe - in edizione limitata, in vendita da febbraio nei monomarca Denham e in un numero selezionato di partner wholesale. Dieci di questi jeans avranno un golden ticket nella tasca che regalerà ad altrettanti vincitori un viaggio a Milano e una visita nella storica tessitura di Candiani, nel Parco del Ticino. Jason Denham ha in serbo per i suoi estimatori un libro celebrativo pubblicato da Mendo e tante altre collaborazioni speciali. Tra queste la liaison con Converse, da cui nasce una limited edition di All Star 100, con Barbour, che ha ispirato una limited edition di cinque capi e con il marchio di Amsterdam Atelier Reservé. Previste ancora collaborazioni con il brand di design scandinavo Norr11, con il graphic artist Anthony Burrill e con Montblanc. Da non perdere la seconda edizione della Collection di Jason Denham, dedicata a pezzi essenziali del guardaroba e il profumo, che racchiuderà in un’essenza lo spirito della label. (c.me.)

LUMBERJACK LANCIA UN.CODE

l’élite dell’alto di gamma Lumberjack launches Un.Code, a new footwear and clothing line that transfers in a high range offer the codes of the brand, inspired by the concept of UrbanNature. Lumberjack lancia Un.Code, nuova linea di calzature e abbigliamento che trasferisce i codici del brand, ispirato al concetto di UrbanNature, in un’offerta alto di gamma. Acronimo di UrbanNature Code, la label esprime l’idea di una vita vissuta in città, ma in sintonia con l’ambiente, grazie a proposta studiate per affrontare le esigenze della quotidianità, in equilibrio tra qualità e design moderno. La nuova proposta, al debutto a Pitti Uomo, viene presentata con un packaging dedicato ed è protagonista della nuova campagna di comunicazione di Lumberjack. Sulla scia di questo percorso nasce Manitoba, rivisitazione dello storico boot di Lumberjack (nella foto), reinterpretato con materiali di pregio e linee attuali, realizzato con tomaia in Nubuck, collarino e guardiolo in pelle, linguetta in washed canvas e suola in gomma. (c.me.)

LE CAMICIE DI FINAMORE

«Puntiamo al top con 170 a 2» From the selection of a very fine quality cotton comes the new 170 a 2 line of Finamore, the spearhead of the offer of classic shirts of the Neapolitan company, under the spotlight at Pitti Uomo. Dalla selezione di un cotone pregiato finissimo nasce la nuova linea 170 a 2 di Finamore, punta di diamante dell’offerta di camicie classiche dell’azienda napoletana, sotto i riflettori a Pitti Uomo. Ingrediente prezioso per la nuova proposta è il tessuto Smeraldo 170 doppio ritorto in ordito e trama, un’icona della camiceria, realizzato con cotone egiziano Giza 45 a fibra lunga e sottile, in grado di dare consistenza al tessuto e al tempo stesso mano morbida e aspetto lucente. La densità di fili e trame (86 fili e 40 trame per centimetro quadrato) permette di sviluppare disegni piccolissimi ad alta definizione. «Una camicia lussuosa e fruibile al tempo stesso. E accessibile», sottolinea Simone Finamore, terza generazione dell’azienda, nata a Napoli dall’iniziativa della nonna Carolina, che nel 1925 ha dato avvio al marchio in un laboratorio nel centro di Napoli. «Caratterizzate da un packaging speciale, queste camicie vanno in vendita al consumatore a 300 euro. Un prezzo quasi “impossibile”, che siamo in grado di proporre in virtù dell’accordo con aziende che ci hanno seguito nel progetto, come la svizzera Alumo e l’italiana S.I.C.Tess.» puntualizza Finamore. A Pitti Uomo il brand presenta tutta la gamma della sua offerta, dalle camicie fatte a mano alle proposte classiche, fino alla serie heritage e alla gamma sportiva. Completata dalle giacche, leggerissime e rigorosamente sfoderate. (c.me.)

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REPLAY

GAS

Un secret show svela la denim revolution

Scommette sullo stand esperienziale

On the evening of January 10 Replay invites at Ex Manifattura Tabacchi to unveil its Secret Show. An initiative linked to a new “denim revolution” project. Wait and see.

The Gas stand at Pitti Uomo was designed to give visitors an experience of craftsmanship 3.0, at a time in which it becomes more and more important to communicate with Millennials.

C’è attesa intorno al Secret Show di Replay, che la sera del 10 gennaio invita all’Ex Manifattura Tabacchi per svelare un progetto inedito, su cui ha voluto fin qui mantenere uno stretto riserbo. Un’iniziativa legata al concetto di “denim revolution”: un messaggio forte da parte del brand di denimwear, che da anni fa dell’innovazione il suo cavallo di battaglia. A Pitti Uomo, nella Sala della Scherma, il marchio presenta le nuove proposte uomo e donna secondo i tre temi Contemporary Athleisure, Military Mood e Silverlake Effect. Sul fronte denim spicca l’inedito lavaggio IceBlast ecofriendly, che conferisce al capo un effetto stone wash. Per lui le novità sono il Chino Hyperflex, dalla vestibilità slim con doppia tintura e fit impeccabile, la serie Aged con effetto used calibrato in base agli anni necessari per ottenere realmente abrasioni e rotture e la capsule Corduroy, in velluto tinto in capo stretch. (c.me.)

NORTH SAILS

Un po’ bottega, un po’ atelier, lo stand di Gas al Pitti Uomo è stato pensato per far vivere ai visitatori un’esperienza artigianale 3.0. Ci saranno un sarto, un ceramista, un pittore e un dj in azione, a ricreare l’idea di un luogo di incontro tra know how artigianale e innovazione. Un messaggio di evoluzione da parte del brand di jeanswear, sempre più attento alle trasformazioni del costume e pronto ad attivare partnership e sinergie con marchi, influencer e realtà rilevanti per il proprio target, i Millennials. Una strategia in cui rientra la sponsorizzazione della mostra fotografica dedicata a Kurt Cobain, in collaborazione con la galleria bolognese Ono Arte, in programma fino a fine gennaio, da cui è nata una limited edition di felpe e T-shirt, presente nello stand al Pitti. Di recente è partita la liaison con gli studenti del corso di Fashion Design di Marangoni, da cui nascerà una special capsule in denim.(c.me.)

esecutivo che guida il marchio. Il team è composto dal cfo Dino Saiani, da anni nell’azienda, da Maurizio Grasso, responsabile commerciale worldwide, dal designer Ben Mears e da Wijnen, che ha in carico la responsabilità del business direct to consumer e del marketing e che ha competenza From the sea to the city is the slogan of North Sails. sul fronte digital, aspetto strategico per l’evoluzione The company brings to Pitti Uomo a collection del marchio. Questo organigramma, spiega Wijnen, è that blends technology and lifestyle. The brand is frutto della volontà del fondo Oakley Capital, cui led today by a new executive committee, with a fa capo il marchio dal 2014, che punta fortemente focus on the international relaunch. sul rilancio del brand: «Il nostro è un lavoro di «From the sea to the city»: con questo slogan squadra mirato a evolvere sul mercato italiano e North Sails presenta a Pitti Uomo le collezioni ad ampliare il raggio di azione anche in altri Paesi, del prossimo inverno. «Lavoriamo per dare sempre a partire dalla Spagna e dalla Germania e, a seguire, in più enfasi alla tecnicità del prodotto, che è il nostro Francia e nel Regno Unito. In questa direzione vanno l’accordo con dna - chiarisce lo stilista londinese Ben Mears, un passato in Tommy El Corte Inglés in Spagna, che porterà all’avvio di numerosi corner, e Hilfiger ed Emanuel Ungaro -. In parallelo puntiamo a raggiungere l’intesa con Peek & Cloppenburg e Breuninger in Germania. Sono il giusto equilibrio in termini di estetica e di attualità dello stile, per previste aperture di nuovi monomarca». Tra le sfide per il futuro, un una collezione rivolta a chi vive il mare ma anche per un uso urbano. ruolo importante occupa la sostenibilità, insita nel dna della label, I tessuti sono sempre più tecnologici, con un’attenzione estrema alle imbottiture e ai pesi leggeri, e le forme sono ergonomiche, per garantire legata al mondo del mare e della natura. Un percorso che parte con una capsule collection di T-shirt, in uscita il prossimo aprile. E facilità di movimento». Dopo Pitti Uomo, il focus si sposta su Milano che si arricchisce con importanti partnership, tra cui quella recente dove, nei primi mesi del 2018, l’azienda svelerà il nuovo concept del negozio di via Durini. «Sarà uno spazio più emozionale, dove potremo con la Ocean Family Foundation (Off), fondazione che punta a tutelare la biodiversità marina e a proteggere gli oceani dagli effetti meglio raccontare il marchio. E con più contenuti digital», annuncia il chief customer officer, Willem Wijnen, parte del nuovo comitato dell’inquinamento globale. (c.me.)

From the sea to the city

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gruppo paoloni/MANUEL RITZ

SALON of excellence

occhio al dettaglio

Tailoring & scouting

Manuel Ritz explores new markets, while the leitmotiv of the asterisk becomes central for communication.

A new edition of Salon of Excellence is scheduled on 9th January at Palazzo Capponi Vettori in Florence.

Manuel Ritz affronta il 2018 con progetti su più fronti. Innanzitutto la distribuzione, con lo sviluppo del progetto Tailoring Modular System, che attraverso gli shop in shop e altri strumenti di retail marketing rafforza la sinergia con i partner commerciali, tra cui Galeries Lafayette a Istanbul, dove è stato aperto uno spazio del brand, mentre un altro è in dirittura d’arrivo in Rinascente. Si amplia la presenza all’estero, trainata da ricavi in crescita a doppia cifra: dopo l’ingresso in Giappone dall’estate 2018, con l’inverno 2018/2019 sarà la volta di Russia, Svezia e Grecia. Una novità riguarda le strategie di marketing, con un focus più forte sul dettaglio dell’asterisco colorato: apparso per la prima volta nel 2015 sui capi del marchio, diventa un elemento chiave della comunicazione, con (a.b.) rimandi all’arte di Dan Flavin.

Torna il 9 gennaio a Palazzo Capponi Vettori di Firenze l’appuntamento con il Salon of Excellence. Organizzato da DeGorsi luxury consulting insieme alla Camera Italiana Buyer Moda, l’evento ha Nino Cerruti come special guest: dall’intesa con il Lanificio F.lli Cerruti nasce la competizione New Sartorial Thread, con le sartorie emergenti internazionali che interpretano i tessuti della maison biellese. Tra le novità la partecipazione di Carlo Pignatelli, che presenta qui la sua collezione Cerimonia. La sezione maschile Masters of Craftsmanship porta alla ribalta Freccia Bestetti (scarpe di lusso), Siniscalchi (camicie artigianali) e i giovani brand Etienne Heritage (capi in pelle) e Spacca Neapolis (cravatte). Dulcis in fundo, le proposte femminili nell’area Fashion Frames e un incontro sulla sartoria nell’era digitale, moderato dal direttore di Fashion (media partner), Marc Sondermann.  (a.b.)

consulente commerciale

DUNO

italiano e cosmopolita With a strong international presence, the Italian outerwear brand Duno is gaining positions on the national market.

Genghi Salvatore Art Director Management

Ufficio: Via G. Alfani, 60 80058 Torre Annunziata (NA) Tel 081.19970441 - Fax 081.19970442 salvatoregenghi1961@gmail.com www.sasagenghi.com

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«La ricerca è la nostra forza, la curiosità il nostro carburante»: questo è il motto di Duno, marchio in crescita (+30% i ricavi nel 2016, con la prospettiva di un +45% nel nuovo anno), il cui nome deriva dalle parole DUde New Origin, per esprimere una realtà dell'outerwear uomo e donna, italianissima (toscana, per la precisione) come origine, ma open minded nello spirito. Nei capi si concentrano tanti spunti tra cui la moda, naturalmente, ma anche musica, design, letteratura, cinema, food e le città più cool, con alcuni punti fissi: cura dei dettagli e dei volumi, mai eccessivi, design minimale, una perfezione sempre inseguita, ma mai ostentata. Finora il fatturato è stato realizzato soprattutto all'estero, con Giappone, Corea del Sud e Russia in testa, per un totale di oltre 400 multimarca, più due flagship in Corea. Ma nel 2017 Duno ha accelerato in Italia, raggiungendo i 110 store: una cifra che aumenterà, mentre una nuova partnership in Canada apre interessanti prospettive di sviluppo in Nord America. (a.b.)


www.robertfriedman.com


WHAT’s new @ Milan fashion week

English version on pages 164-166

come cambia il mercato della moda uomo

«Calendario debole? No, all’avanguardia» Le fashion week maschili sono inquiete: a New York le sfilate uomo si accorpano con quelle femminili, Parigi aggiunge giorni e marchi al programma. Ma Milano non sta a guardare e presenta un calendario con un nuovo format, che unisce sfilate e presentazioni. «Una novità vera», assicura il presidente di Camera Nazionale della Moda, Carlo Capasa, preannunciando una settimana a misura di un mercato e di un pubblico che cambia di ANDREA BIGOZZI

The Milan Men’s Fashion Week schedule, with several co-ed shows and new entries, reflects the changes in the menswear industry. «The shift is real» says Carlo Capasa, president of Camera Nazionale della Moda, adding that the evolution has created a new format for the calendar, which now combines presentations and shows.

«B

isogna guardare avanti con occhi positivi. Perché in corso c’è una rinascita: quella della moda italiana». Alla vigilia delle sfilate maschili di Milano, Carlo Capasa si confronta con Fashion sulle prospettive del settore. E, allora, ecco che l’ottimismo ha origine proprio dal calendario di Milano Moda Uomo (12-15 gennaio) che, secondo il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, vive un momento di grande cambiamento e spinta, al contrario di New York, in cui la fashion week maschile ridotta a due giorni è tornata a essere inglobata da quella femminile e Londra, che in una stagione ha quasi dimezzato il numero degli appuntamenti. Solo Parigi, in controtendenza, ha più marchi e più giorni, da cinque a sei. «Nel sistema moda italiano c’è una grande vitalità, molte imprese stanno crescendo e nomi nuovi emergendo - dice Capasa -. Per le fashion week internazionali è una grande sfida: l’Italia può offrire tanto, come anche Parigi. New York e Londra non possono competere». Vincitori e vinti. Ma non è solo questo. Il fatto è che tutto, davvero

Dsquared2 pre-fall 2018

Questo calendario dà spazio a tutto: big ed emergenti, sfilate co-ed e format di presentazione nuovi. Vogliamo essere moderni

Diesel Black Gold pre-fall 2018

Carlo Capasa

tutto, nella moda è cambiato e deve fare i conti con il crescente ruolo del digitale nella distribuzione, con i gusti dei nuovi consumatori, Millennials e Generazione Z, che hanno portato a nuove modalità di espressione . «La comprensione del fenomeno c’è - assicura il numero uno di Cnmi -. Ora deve arrivare il cambiamento. Noi lo stiamo già attuando, a cominciare dal calendario».

In che modo vi state attrezzando ? Da questa stagione abbiamo deciso di proporre un nuovo format del calendario, che non farà più distinzioni tra sfilate e presentazioni. I vecchi steccati non esistono più. La passerella ormai per alcune realtà è diventata una gabbia e quindi d’ora in poi ogni brand potrà scegliere la modalità più adatta a raccontare il proprio progetto.

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WHAT’s new @ Milan fashion week

Unificare le sfilate, cambiare format. Per molti sono solo escamotage per risparmiare... Invece non è così. A questa edizione di Milano Moda Uomo, stampa e buyer assisteranno a veri e propri eventi, che avranno a che fare un po’ con l’arte e con la tecnologia e la cui realizzazione comporta investimenti pari o superiori a quelli di una sfilata. Etro, ad esempio, torna nel calendario maschile, ma senza sfilare. Sarà una presentazione, ma dal contesto molto particiolare.

quattro fashion week non sono troppe, anzi. Stiamo valutando di creare un nuovo evento con un format inedito a novembre, quando Milano è piena di buyer

Cosa risponde a chi giudica questa fashion week debole? Che i cambiamenti non devono essere visti come qualcosa di negativo. Che Milano offre chance vere ai giovani talenti e ai nuovi marchi. E che c’è una grande apertura internazionale. In totale, la fashion week prevede 55 appuntamenti, di cui di 31 sono sfilate, molte co-ed.

Ecco, appunto, le sfilate co-ed: per molti porteranno alla fusione delle fashion week uomo e donna? Non credo che correremo questo rischio, almeno non a breve. E sa perché? Perché sono le attuali condizioni di mercato ad avere bisogno che il sistema prosegua così come è. Ci sono aziende che di fatto sono retailer, per cui le tempistiche della moda donna sono perfette, mentre per i marchi più legati al wholesale, che devono vendere ai buyer quello che presentano, anticipare il più possibile è un vantaggio. Quindi quattro appuntamenti all’anno non sono troppi? Al contrario, probabilmente sono pochi. Tra novembre e l’inizio di dicembre Milano è

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letteralmente presa d’assalto da buyer impegnati a fare gli ordini delle pre-collezioni nelle showroom. Francamente ci sembra un’occasione sprecata, far passare inosservato questo momento così centrale per il settore. Così stiamo pensando alla creazione di un nuovo evento/contenitore, proprio in quelle settimane. Bisogna ragionare però molto bene su quale formula adottare: di certo non si tratterebbe di un’altra fashion week.

Tornando al calendario, lo ha definito pieno di novità. Si riferisce alle quattro new entry? Certo, ma non solo. Accanto ai nomi storici sfileranno per la prima volta brand internazionali come gli italiani Isabel Benenato e Sartorial Monk e gli stranieri Hunting World e Represent, un brand che ci è stato consigliato direttamente dai buyer. Ma quando di parlo di giovani mi riferisco per esteso a Marcelo Burlon e Palm Angels, Sunnei, M1992, che questa stagione è in trasferta a Pitti Uomo, ma poi tornerà a Milano dalla prossima stagione, e altri ancora. Tutti nomi che la Camera ha sostenuto in passato o continua a sostenere, ormai noti e lanciati, ma che non per questo smettono di essere delle novità per il mercato. Questo calendario rispetta i big del passato, ma dà davvero grande spazio agli emergenti, e questo è uno dei motivi per cui non perdere■ mo mai la leadership.

billionaire

Il backstage di Prada

PREVIEW fall-winter 2018/2019

From Sketch to runway

We asked designers showing at New York Fashion Week to share sketches and inspiration images of their upcoming collections Alla vigilia di Milano Moda Uomo sveliamo in anteprima alcuni bozzetti delle prossime sfilate autunno-inverno 2017/2018. Tra sketch, moodboard e immagini evocative, ecco i temi e le ispirazioni scelti dagli a stilisti per le collezioni che vedremo in passerella.


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HUNTING WORLD

federico curradi

FRANKIE MORELLO

gcds

DAKS

les hommes

dirk bikkembergs


What’s new @ milan fashion week

Carlo Volpi Yoshio Kubo

«con il nuovo nome il futuro comincia ora»

«A milano sto bene, ma tokyo è più giovane» One of the most talented Japanese designers, Yoshio Kubo, shows his collection in Italy for the third time «I can’t say if it is forever. I feel strongly here», he says.

Lo stilista toscano, ma di base a Londra, è pronto a lanciare a livello internazionale il suo brand con un nuovo nome, Public Code, e un nuovo licenziatario. E alle sfilate presenta una capsule see now buy now

Dopo avere sfilato l’anno scorso all’Armani/ Teatro di Milano e sei mesi fa a Pitti Uomo, lo stilista giapponese Yoshio Kubo tornerà in scena in Italia con una sfilata sponsorizzata dalla Camera della Moda, in agenda il 15 gennaio. «Questo è il miglior palcoscenico per promuovere la mia collezione a livello mondiale» ha raccontato lo stilista 42enne, fresco di una collaborazione con Puma.

pagine di Andrea bigozzi

Carlo Volpi is rebranding. From this season the Italian knitwear brand has been renamed Public Code. And the expansion in Asian market is at hand. 1

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uovo nome (Public Code), nuovo licenziatario (Studio Cataldi Group), nuovo progetto di ready to buy, che si affianca alla collezione tradizionale. Carlo Volpi, stilista italiano che da anni vive e lavora a Londra, è riuscito a concentrare in una stagione tutta una serie di novità intorno al suo marchio di maglieria all’insegna del colore, degli accostamenti strong e della sperimentazione tecnica. «Il lancio a livello internazionale inizia solo adesso» assicura il designer.

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1. Un bozzetto della capsule realizzata da Public Code con Galateo&Friends 2. Carlo Volpi, fondatore di Public Code

Perché ha cambiato il nome del brand che ha lanciato nel 2014? Ho deciso di aggiungere le parole Public Code al mio nome, perché penso che aiuti a far comprendere meglio il progetto. E poi perché ho scoperto che in Cina, uno dei mercati più interessanti per me insieme alla Corea e al Giappone, esisteva già un marchio Volpi registrato e non ho voluto rischiare fraintendimenti, proprio ora che vogliamo focalizzarci sull’estero. È pronto per il grande salto? Non mi interessa diventare uno di quei marchi che realizzano sette collezioni

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all’anno, ma ora che abbiamo un licenziatario importante come Studio Cataldi Group di Prato, che da tanti anni realizza le collezioni di Vivienne Westwood, ci sentiamo più solidi a livello di prodotto. La collezione fall winter 2018/2019, che continua a essere venduta da Riccardo Grassi Showroom, è molto più ampia rispetto al passato: ci sono almeno 50 pezzi e oltre alla maglieria, abbiamo aperto anche ai pantaloni jogging di maglia e jersey.

A Milano Moda Donna è presente anche con una capsule collection “see now buy now”... La collezione ufficiale fall winter 2019 sarà presente esclusivamente in showroom, mentre abbiamo organizzato un evento da 10 Corso Como (il 12 gennaio, ndr) per il lancio della capsule collection Food for Fashion con Galateo&Friends, composta da una piccola collezione di maglieria (quattro cardigan e quattro T-shirt) di Public Code, con una serie di disegni che decorano anche quattro prodotti gastronomici ■ dell’azienda. 

È alla sua terza sfilata consecutiva in Italia, si tratta di un trasloco definitivo? Avverto una certa affinità estetica tra la mia moda e i marchi maschili presenti in calendario a Milano. Per questo, dopo lo show dello scorso anno all’Armani/ Teatro, ho scelto di tornare e a sfilare qui

Rossignol apparel

più spazio alla moda con Andrea Pompilio Rossignol Apparel has tapped Andrea Pompilio to design a capsule collection comprising 30 styles for men and women. It will be presented at Milan. Dall’autunno inverno 2018/2019 Rossignol Apparel avrà una freccia in più al suo arco: Andrea Pompilio. Lo stilista italiano ha infatti, realizzato per conto della divisione moda del marchio di skiwear Rossignol, la capsule collection Studio, che sarà presentata per la prima volta a Milano Moda Uomo. Una trentina di pezzi uomo e donna, che saranno distribuiti nei negozi diretti e attraverso l’e-commerce, ma che soprattutto permetteranno all’etichetta Rossignol di entrare nei migliori multibrand del mondo. Il segmento fashion-urban della griffe francese conta già su di un network fatto di


SartorialMonk/Sabato Russo

«io sfilo timeless»

1. Yoshio Kubo 2. Un tessuto utilizzato per la collezione fall 2019

Sabato Russo, who launched his brand Sartorial Monk only three seasons ago, is gearing up to make his runway debut during Milan Fashion Week.

con la collezione fall-winter 2018/2019. Ma tutto è successo velocemente, e non so ancora quale sarà il mio prossimo passo. L’esperienza in Italia è servita a potenziare il business europeo? La sfilata supportata da Armani ha dato molto al brand: copertura mediatica, attenzione rea parte dei buyer. In questi mesi la mia visibilità internazionale è cresciuta. Spero che questo show accenda ancora di più i riflettori sul mio

marchio in Europa e in Italia in particolare, un mercato in cui vedo un grande potenziale. Qual è la differenza tra le fashion week di Milano e Tokyo? La settimana della moda di Tokyo parla dei giovani e dei designer emergenti e anche l’età media nel pubblico delle sfilate è più bassa rispetto a Milano. Tokyo è una piattaforma per la crescita del mercato interno, ma Milano ha una portata molto più internazionale.

«Non pensavo che alla quarta stagione ci saremmo già confrontati con una sfilata. Un’esperienza inattesa, ma esaltante». Sabato Russo (nella foto) non ha intenzione di farsi trovare impreparato alla prova con la passerella che la Camera Nazionale della Moda Italiana ha offerto al suo brand Sartorial Monk. Il suo show (co-ed) è in programma domenica alla 16 e per l’occasione il designer ha ampliato la collezione (nella foto, un bozzetto) che «resta fedele al suo dna - dice - con forme rigorose e lineari, senza inseguire le tendenze». Un progetto timeless, che si sta facendo largo tra i buyer italiani e non solo: «Stiamo lavorando con 88showroom, ma da questa stagione a Parigi saremo anche tra i brand di Lakic Showroom, che ci venderà per il mercato giapponese». Proprio il mercato asiatico e qualche bella vetrina a New York sono gli obiettivi di Sartorial Monk. «Senza però trascurare l’Italia - avverte Russo - dove siamo già in alcune tra le migliori vetrine: da Dantone, in esclusiva per Milano, a Officine Ferri a Roma, Deliberti a Napoli, passando per Verdelilla a Torino e XY a Padova».

pal Zileri

Rocco Iannone pronto per la passerella Rocco Iannone is going to reveal his first men’s collection for Pal Zileri. 380 clienti wholesale, tra cui department store internazionali come Printemps, Barney’s e Harrods, e multibrand italiani come Vinicio Boutique, Stefaniamode.com, Cuccuini, Base Blu. Ma i piani sono di incrementare ulteriormente la rete di clienti nel mondo, per questo oltre al progetto con Pompilio, a Milano sarà svelata anche la collezione in tandem con Wallpaper, che reinterpreta i capi iconici di Rossignol.

Rocco Iannone è sul nuovo trampolino di lancio di Pal Zileri. Lo stilista, classe 1984, con un diploma all’Istituto Marangoni e una lunga esperienza presso Giorgio Armani, con la sfilata in programma il 15 gennaio allo Scalo di Porta Genova debutterà alla guida stilistica del marchio, che nel 2016 è stato acquisito al 100% dal fondo Mayoola for Investments, lo stesso proprietario di Valentino.

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retail Market view

La milano high street piace agli stranieri Tra l’ingresso di investitori stranieri e l’apertura di nuovi centri commerciali, la città vive un momento d’oro. Casolo (C&W): «Buone prospettive nel 2018, ma non tutte le zone sono attrattive»

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DI Andrea Bigozzi

A lot of the business action is taking place off the runways and on the streets of Milan, where international labels are racing in.

1. Un particolare di piazza Cordusio, pronta a diventare un nuovo polo dello shopping 2. Thomas Casolo di Cushman & Wakefiled

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’attenzione internazionale che Milano mancano le difficoltà: si amplia il divario tra si è guadagnata negli ultimi anni come alcune zone città particolarmente attrattive. capitale del business, ma anche del turi«Montenapoleone e corso Vittorio Emanuele smo, trova conferme nel real estate. I nu- fa il punto Casolo - restano le location più meri di Cushman & Wakefield nel report ambite, nel Quadrilatero via Sant’Andrea è Main streets across the world 2017 parlano in ascesa, mentre via Spiga sta soffrendo un chiaro: via Montenapoleone, emblema delpo’, anche a causa dei traslochi eccellenti. la forza commerciale dell’intero capoluoVia Manzoni è in crisi, corso Vercelli patirà go lombardo, è la quarta strada più costosa l’apertura del City Life Shopping District, al mondo e supera avenue des Brera è un’incognita: per Champs Élysées a Parigi. Ma qualcuno funziona, per ala ribadire l’appeal della città, tri no. Corso Buenos Aires oltre alle statistiche c’è la lunga avrebbe bisogno dell’arrivo lista di operatori internazionali di un grosso nome internain arrivo: «Milano - sottolinea zionale. L’exploit potrebbe Thomas Casolo, head of retail essere piazza Cordusio dopo di Cushman & Wakefield Italia il restyling». Altro trend da - dà fiducia e oggi è molto attratconsiderare è riduzione degli tiva per i retailer delle hight strespazi vendita. Il mass maret: a fine 2017 abbiamo aiutato ket, come segnala l’esperto Il recente Urban Outfitters ad aprire in di C&W, cerca spazi di 500 arrivo di Urban corso Vittorio Emanuele il suo metri quadrati, il lusso con outfitters e primo flagship store in Italia e abbigliamento e accessori gli imminewnti c’è grande attesa per gli opening arriva a mille. Non preocsbarchi in città di Starbucks, Apple e Uniqlo». cupa l’e-commerce, che non di Starbucks, Apple e uniqlo Negli ultimi 12 mesi, il mercato sostituirà il retail. «Piuttosto sono l’ulteriore è stato attivo e le prospettive per - conclude Casolo - aiuterà prova dell’appeal il 2018 sono migliori, «con più a creare modelli di vendita commerciale di relocation e meno nuovi sbarnuovi. Ci vorrà sempre un Milano chi» azzarda Casolo. Ma non luogo dove fare acquisti». ■

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Location sfilate

La periferia va di moda Many new locations for the fashion shows, with catwalks in the suburbs instead of the city centre. Oltre a quello immobiliare c’è un altro borsino di chi sale e chi scende che tiene banco a Milano, almeno durante la fashion week: quello delle location per le sfilate. Mappa della città alla mano, a questa edizione la periferia batte il centro città. Salgono le quotazioni di zona Ripamonti, con gli show di DSquared2 e Palm Angels in via Orobia. Anche Prada sta valutando di sfilare alla sua Fondazione di largo Isarco e per questo non ha ancora confermato la location al 20 dicembre (giorno in cui andiamo in stampa). Défilé fuori dalla prima cerchia anche per Ermenegildo Zegna che ha scelto la Bocconi (nella foto). Moschino sarà l’ex Scalo Farini, mentre per Sunnei si aprirano le porte di Depot Nilufar (nella foto) in zona Lancetti. Gettonatissima via Tortona, con sette show. Pal Zileri sfilerà nelle vicinanze: alla Scalo di Porta Genova. Fermento anche intorno a via Piranesi, con gli eventi di Etro, Bikkembergs e N21 . Chi ha scelto il centro ha puntato su location dal wow effect: la Società del giardino per Versace, il Teatro Manzoni per GCDS, William’s, il Night club per Billionaire e l’Università Statale per Msgm. (an.bi.)


PITTI UOMO 93 Sala delle Nazioni Stand 12

www.tatras.it


WHAT’s new @ MILAN fashion week

White

in gennaio man & woman, a giugno business & consumer White Man & Woman will present 217 brands in January and launch a business and consumer project in June. Dal 13 al 15 gennaio appuntamento con White Man & Woman: il salone della moda contemporary porta nelle consuete sedi di zona Tortona 217 marchi in esposizione, di cui ben 157 di precollezioni donna. In questa edizione torna il progetto Showroom Connection @White lanciato in giugno, che vuole creare una maggiore collaborazione fra il salone, le showroom e i brand. Alla sua seconda volta anche Ahead-Athleisure for the future @White, sezione creata con la showroom Tomorrow, che si amplia e si candida a diventare anche un “pacchetto” per progetti retail. Al debutto, invece, le aree tematiche White Bijoux (in precedenza allestita solo nelle edizioni dedicate al womenswear) e Knitwear, che accoglie i marchi dell’eccellenza nel “fatto a mano”. Il brand Diliborio disegnato da Liborio Capizzi è stato scelto come special guest mentre lo special event è la sfilata Fall-Winter 2018/2019 di Miaoran (nalla foto, un’anticipazione) disegnato dal cinese Miao Ran, lo stesso che nel 2016 ha sfilato nell’Armani/Teatro. Ma White ha delle novità anche per l’edizione di giugno, in particolare per il segmento sportswear e streetwear. Con la presentazione delle collezioni estive debutta il progetto White Street Market: una sezione “business and consumer” che coinvolge anche l’agenzia di comunicazione Probeat Agency, la digital media agency di Milano nss factory e l’annesso nss magazine. L’idea è quella di fiera come social network dove i brand, big player o emergenti, possono incontrare i buyer e i consumatori finali, a cui sarà possibile vendere alcune selezionate proposte direttamente o utilizzando le tecnologie digitali. La location sarà l’ex Ansaldo, in via Tortona 54, dove sono in programma anche workshop, concerti, mostre ed eventi. (e.f.)

cover 50

restyling per la sede milanese Cover 50 renewed the PT Pantaloni Torino showroom in Milan and forecasts 2017 sales should rise 4%. Nell’ambito del più ampio piano di sviluppo internazionale, Cover 50 rivisita la showroom direzionale di via Sigieri, a Milano: un open space di 750 metri quadrati dove ora spiccano il cemento grezzo, le travi in legno non lavorato e i pavimenti in lastre di metallo saldate che, oltre alla novità del marchio PT Pantaloni Torino, si candida a ospitare mostre ed eventi. L’azienda torinese quotata sul mercato Aim di Borsa Italiana stima di chiudere il 2017 con 26 milioni di euro di ricavi (+4% sul 2016), dopo i 23,3 milioni raggiunti nei primi nove mesi (+3%).  (e.f.)

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JONATHAN SCARPARI

stregato da una molecola The menswear by Brazilian designer Jonathan Scarpari debuts during Milano Moda Uomo. Nei giorni di Milano Moda Uomo debutta il menswear firmato dal brasiliano Jonathan Scarpari: il punto di arrivo di quattro anni di test, ricerca di materiali e strutture produttive. 33anni, radici italiane, una laurea in chimica, Scarpari si avvicina alla moda nel 2007 iscrivendosi a un corso di fashion design. Con le prime esperienze in aziende locali matura la passione per il menswear. Perfeziona gli studi all’Istituto Marangoni e fonda il suo brand, Jonathan Scarpari (JS), che nel 2014 porta sulle passerelle della Dragao Fashion Brazil. Con l’autunnoinverno 2018/2019 lancia una linea made in Italy, rivolta al target 20-50 anni: «Uomini dalla forte personalità e molto attenti allo stile e ai particolari». Nella collezione gli echi della sua terra e il savoir faire italiano si mischiano all’amore per l’arte e persino ai suoi studi scientifici, da cui nascono tagli particolari (come pantaloni a vita altissima, tasche dimezzate, cravatte triangolari) e il tema dell’intreccio tridimensionale, ispirato a una molecola. Tutto il business è in carico alla Scarpari Bove & Zakaria, fondata con due soci nel 2015. (c.me.)


BEYOND MILAN

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Ph. Gregory Harris

dopo parigi, new york

tempo di serrare le fila

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Mentre Parigi allunga la durata della fashion week di un giorno, New York unisce le settimane della moda maschile e femminile in un’unica kermesse allargata di ALESSANDRA BIGOTTA

While men’s Paris fashion week gains one day, the event which is most talked about is the one-of-akind men’s and women’s fashion marathon scheduled in New York.

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ue nomi, uno simbolo della moda contemporary e l’altro di quella sartoriale, tengono banco alla vigilia della fashion week parigina, dal 16 al 21 gennaio: sei giorni anziché cinque, come l’ultima volta. Si tratta di Vetements e Brioni: al momento di andare stampa né l’uno, né l’altro marchio compaiono nel calendario ufficiale provvisorio, ma per quanto riguarda Brioni la presenza è confermata. La griffe italiana nell’orbita di Kering rivelerà il nuovo corso, sotto la direzione creativa di Nina-Maria Nitsche (per 23 anni braccio destro di Martin Margiela), con una presentazione in programma sabato 20 gennaio. Per quanto riguarda Vetements, i bene informati assicurano che non deluderà chi aspetta il suo ritorno in pedana, dopo la pausa di riflessione di sei mesi fa. Fra le novità sotto la Tour Eiffel è da segnalare il ritorno di Off-White il 17 gennaio, dopo la parentesi fiorentina di giugno, mentre il 19 sale alla ribalta Acne Studios. Una new entry dal Regno Unito è quella di Dunhill, tra i protagonisti della giornata conclusiva del 21 gennaio. Non mancano, tra i “soliti noti”, Valentino il 17 gennaio, Louis Vuitton e Dries Van Noten il 18, Maison Martin Margiela e Alexander McQueen il 19, Dior Homme, Hermès e Balmain il 20 e Lanvin, Paul Smith e Kenzo il 21. Ma a tenere alta l’attenzione è la New York Fashion Week, che per ri-

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1. Un insieme di Raf Simons, di scena a New York il 7 febbraio 2. Sir Anthony Hopkins testimonial per Brioni 3. Un modello di Bottega Veneta

tranoÏ

un salone per due sollevare le sorti di una kermesse maschile debole, se lasciata sola nelle date consuete, cala l’asso della super-fashion week, che parte con il menswear e prosegue con il womenswear, dal 5 al 14 febbraio. C’è da chiedersi se si tratti di una prova di forza o di debolezza. I giorni tra il 5 e il 7 febbraio saranno dedicati all’uomo, con Raf Simons tra i protagonisti, il 7 febbraio. L’8 entrerà in scena la donna, con Tom Ford, e il 9 è fissata la sfilata co-ed di Bottega Veneta, in occasione dell’opening di un mega flagship in Madison avenue. La kermesse si protrae fino al 14 febbraio, schierando tra gli altri Alexander Wang il 10, Victoria Beckham l’11, Ralph Lauren il 12, Calvin Klein il 13 e chiudendo con Michael Kors, Marc Jacobs e Marchesa, linea disegnata da Georgina Chapman, ■ moglie di Harvey Weinstein. 

Beyond the event at the Palais de la Bourse, Tranoï organizes another show in rue du Vieille Temple. Fra le rassegne parallele e complementari alla fashion week parigina una delle più consolidate è Tranoï, che si presenta in una doppia sede. Il Carreau du Temple de la Bourse ospita dal 19 al 21 gennaio Tranoï Men’s & Women’s, con nomi come One Culture e John Varvatos sul versante maschile, mentre su quello femminile spiccano tra gli altri PierreLouis Mascia, Amanda Wakeley, Alpha Studio e Roberto Collina. Dal 18 al 23 gennaio è di scena al 108 di rue du Vieille Temple la Tranoï Week, un format messo a punto con London Show Rooms, che abbatte gli steccati tra manifestazione espositiva, showroom e galleria d’arte.


ALPHA-STUDIO.COM


BuyerS’ SURVEY

VENDITE MENSWEAR autunno-inverno 2017/2018

Stone Island conquista il primo gradino del podio per le vendite in Italia e si distingue come brand cool anche nelle altre classifiche. A lato, una proposta per questo inverno

se il cliente lo emozioni lo conquisti Le vendite dell’inverno restano per lo più stazionarie, con una tendenza al miglioramento, e anche sui budget i negozianti sono ottimisti. Ma il mercato resta difficile e, se non si riesce a emozionare, non si vende. Tra i best seller Gucci rimane in pole position, ma in Italia è Stone Island che strappa il podio, con Off-White sempre più must-have. Il dibattito si infiamma sul Black Friday, una corsa agli sconti che quest’anno ha avuto un vero e proprio boom di angela tovazzi

Gucci is the most purchased brand by foreign customers in Italian stores, but among the cool brands we found also Stone Island, Moncler and Off-White. The debate ignites on Black Friday: according to some it helps sales, for others it only damages them.

T

utto sommato questo autunno-inverno per l’uomo è andata bene. Per il 50% dei retailer interpellati nel nostro sondaggio le vendite sono in linea con lo scorso anno e per un significativo 40% sono andate addirittura meglio. Un risultato più frutto di impegno, attenzione, creatività e strategie, che un regalo del mercato, il quale resta duro, competitivo, sempre bisognoso di pushing: «Un mercato che non consente vendite durante la stagione regolare - dice Andrea Bonvicini di Bonvicini Fashion Gallery & Stores a Montecatini Terme - e dove buona parte della collezione viene venduta in saldo». Sia offline che online, la regola numero uno è sapere emozionare: con le propola sfida ste, con il packaging, con il servizio. E sì, più difficile è l’ingaggio emotivo anche con il prezzo. Un fattore, quest’uldel cliente e il timo, che gioca un ruolo sempre più rileservizio fa sempre vante, non tanto per una presunta difficolla differenza tà del consumatore ad aprire il portafoglio (perché, se è convinto, spende), quanto perché la caccia all’affare si sta insinuando come modalità implicita di approccio al consumo. Un tema ben presente agli imprenditori intervistati, che stanno rispondendo in maniera ancora empirica a un fenomeno che sta cambiando le coordinate del commercio, la cui punta dell’iceberg si chiama Black Friday. O meglio, Black Week. Per alcuni un grimaldello per fare cassa, per altri una maledizione

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Sportivo

Qual è la tipologia di Prodotto più venduta in questo autunno-inverno?

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Fashion

3

Street

4

Citywear

5

Formale

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BuyerS’ SURVEY

La parola ai negozi multibrand Come sono andate le vendite di moda maschile nell’autunno-inverno 2017/2018?

50%

Come lo scorso anno

40%

Meglio

10%

Peggio

Quali sono stati i marchi uomo più acquistati dai clienti italiani? 1 Stone Island 2 Gucci

Qual è il marchio maschile appena inserito in negozio su cui puntate? 1 Off-White 2 Department Five, Gcds 3 Kappa Kontroll, Ih Nom

Uh Nit, Heron Preston Department five

1

Sul fronte delle calzature, cosa avete venduto di più?

Sneaker

2

Stringate

3

3 Tagliatore

Scarponcini

4

GUCCI

Anfibi golden goose

E quelli più acquistati dai clienti stranieri?

Qual è il marchio uomo più venduto online sul vostro sito Internet e/o su Farfetch?

1 Gucci, Moncler, Off-White

1 Off-White

2 Stone Island

2 Moncler

3 Dolce&Gabbana,

Balenciaga, Givenchy

3 Gucci, Stone Island,

Dolce&Gabbana

Moncler

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OFF-WHITE


3

1

2

4

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importata dagli Usa. In ogni caso, un evento che quest’anno ha avuto un exploit di adesioni e che ha spaccato in due la compagine dei negozianti. Tanti (45%) i favorevoli, tra cui Paolo Colognese di Colognese 1882 a Montebelluna (Tv), che parla di «vendite triplicate», ma altrettanti (45%) i contrari, che lamentano la perdita di fair play e l’instaurarsi di un clima da Far West: «Frenano gli acquisti prima e dopo, si genera confusione e si induce il cliente ad attendere questi eventi per spendere», dice Cesare Tadolini de L’incontro 2 a Modena. «Incassiamo in tre giorni quanto avremmo incassato in tutto il periodo, ma dal negozio esce il 20% in più di prodotto», aggiunge Nicola Raimondi di Raimondi Dress a Ravenna. «Molti multimarca hanno fatto produrre merce a più basso costo appositamente per il Black Friday, inquinando il mercato - rincara la dose Paolo Pessina dell’omonimo negozio

1. 2. 3. 4. 5. 6.

Vinicio, Arona (No) Agnetti, Villa Potenza (Mc) Ratti, Pesaro Arteni-Progetto Moda, Tavagnacco (Ud) Caravan, Alba (Cn) Colognese 1882, Montebelluna (Tv)

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Quali sono i servizi che i vostri clienti apprezzano di più? 1 Eventi in store 2 Personalizzazione 3 Promozioni ad hoc 4 Promozioni via sms o mail 5 Fidelity card 6 Consegne a domicilio

a Monza -. Tra l’altro, nell’unico periodo dell’anno in cui si sarebbe potuto vendere a prezzi normali». Una possibile soluzione la fornisce Andrea Galbiati del network di negozi Folli Follie: «Per non restare fuori dal mercato bisogna allinearsi. Ma con un accorgimento: quello di darsi regole serie e corrette». Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Mantovani delle boutique Mantovani a San Giovanni Valdarno (Ar): «Non possiamo scegliere, dobbiamo adeguarci. Difficile dire a un cliente “Noi il Black Friday non lo facciamo”, però si può partecipare, senza fare saldi selvaggi». Se il prezzo super-agevolato è per alcuni una molla per fare il botto e per altri invece un escamotage fittizio che alla lunga può diventare un boomerang, a mettere tutti d’accordo è quel concetto sfaccettato che si chiama servizio. Nell’era del web potremmo chiamarlo engagement o con una parola diventata ormai

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BuyerS’ SURVEY

Ringraziamo il nostro panel Andrea Agnetti - AGNETTI - Villa Potenza (Mc); Gianni Arteni - ARTENI PROGETTO MODA - Tavagnacco (Ud); Carla Cereda Biffi - BIFFI BOUTIQUES - Milano e Bergamo; Andrea Bonvicini - BONVICINI FASHION GALLERY & STORES - Montecatini Terme (Pt); Giancarlo Stella - BOUTIQUES STELLA - Asiago (Vi); Damiano Manoni - CARAVAN - Alba (Cn); Paolo Colognese - COLOGNESE 1882 - Montebelluna (Tv); Gaetano De 1

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un mantra: esperienzialità. Acquisto fa rima con (bella) esperienza, emozione, benessere. «Coccole», sintetizza qualche negoziante. Per riuscirci ci sono tanti modi, come la personalizzazione dell’offerta (24%), le promozioni ad hoc (15%) o via sms o mail (15%), ma in primis gli eventi in store (29%), come conferma Giordano Ollari, titolare di O’ a Parma: «Possono essere trunk show, o happening dove si mostrano i must di stagione. In ogni caso avvicinano il consumatore in maniera ludica al marchio e al punto vendita». Altro discorso per l’online, anche se la sostanza non cambia: «La celerità di consegna è il primo valore aggiunto - sottolinea Ollari -. Noi riusciamo a consegnare il 99,4% dei prodotti entro un giorno e mezzo. E poi il packaging, con pacchi dalla carta personalizzata e spruzzati di profumo». E sul fronte dell’offerta? Quali i marchi a condurre i

Come giudica eventi come la Black week e il Black Friday?

1. Bonvicini Fashion Gallery & Stores, Montecatini Terme 2. Julian Fashion Man, Milano Marittima

giochi? Per l’autunno-inverno 2017/2018 c’è qualche sorpresa: Gucci resta il Re Mida che trasforma tutto in oro, ma in Italia viene superato dal campione di vendite Stone Island. Ottime performance anche quelle di Tagliatore e Giorgio Armani. Gli stranieri stravedono (oltre che per Gucci e Stone Island) per Moncler e Off-White, diventato ormai gettonatissimo, soprattutto online, dove conquista il primo gradino del podio. Variegato l’elenco dei nuovi brand inseriti per rinfrescare l’offerta, tra cui Department Five, Kappa Kontroll, Ih Nom Uh Nit, Heron Preston, Gcds e Y Project, e quasi univoco, invece, il risultato per quanto riguarda le calzature. Metà dei negozianti non hanno dubbi: le sneaker sono ■ ancora superstar.

Come sarà il Budget per il prossimo autunnoinverno 2018/2019?

45%

58%

Aiutano le vendite

Stazionario

45% Inquinano il

30%

glio - DELL’OGLIO - Palermo; Marco Cateni - DIVO - Santa Maria a Monte (Pi) e Pontedera (Pi); Franco Fargetta - FARGETTA - Caltagirone (Ct); Piero Marchesani - FILIPPO MARCHESANI - Cupello (Ch); Andrea Galbiati - FOLLI FOLLIE - Mantova, Verona, Brescia, Bologna e Riccione (Rn); Daniela Kraler - FRANZ KRALER - Cortina d’Ampezzo (Bl) e Dobbiaco (Bz); Luca Santamaria - FULL MILANO - Federico Giglio - GIGLIO BOUTIQUE - Palermo; Anna Giordano - GIORDANO BOUTIQUE - Pompei (Na); Fausto Vanni - GUELFA - Santa Maria a Monte (Pi) - Sabina Zabberoni - JULIAN FASHION - Milano Marittima (Ra); Jacopo D’Ambrosio - LA COUPOLE - Venezia e Padova; Vincenzo Reggiani LACERBA - Rimini; Cesare Tadolini - L’INCONTRO 2 - Modena; Paolo Mantovani - MANTOVANI - San Giovanni Valdarno (Ar), Castiglione della Pescaia (Gr) e Greve in Chianti (Fi); Antonio Errico - MARCELLO UOMO - Benevento; Paolo Marini - MARCOS - Mondovì (Cn); Mirko Moras - MORAS BOUTIQUE- Intimiano (Co); Natale De Stradis - NOHA - Brindisi; Giordano Ollari - O’ - Parma; Massimo Zanardi - PALAZZO MELCHIONNI - Alessandria; Paolo Pessina - PAOLO PESSINA - Monza; Battista Martilotti - PAPILLON - Corigliano Scalo (Cs); Annamaria Polci - PRESTIGE BOUTIQUE - Arezzo; Nicola Raimondi - RAIMONDI DRESS - Ravenna; Matilde d’Ovidio - RATTI - Pesaro; Andrea Neris e Marco Solieri - SIR ANDREW’S - Carpi (Mo); Aldo

mercato

In aumento

Carpinteri - STEFANIA MODE - Trapani; Ernesto

10 % Frenano

12%

betta - VALTELLINI - Rovato in Franciacorta (Bs);

il sell out

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Florio - DE FLORIO - Noicattaro (Ba); Mario Dell’O-

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Tufano - TUFANO - Pompei e Scafati (Sa); Didi Cor-

In flessione

Andrea Diaz - VELA SHOP - Cagliari; Vinicio Ravagnani - VINICIO - Arona (No), Genova, Legnano (Mi) e Novara.


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14/12/17 16:43


focus

FORMAL LUXURY MENSWEAR MARKET VALUE

+2,0%

+1,5%

USA Russia

+1,0%

Expected market cagr 16-21

Il completo maschile secondo Giorgio Armani

NEC (Benelux+ Scandinavia)

China

UK

+0,5% Italy

0,0

1,0

dach

2,0

3,0

4,0

5,0

6,0

-0,5% France -1,0%

Japan

-1,5% Fonte: Deloitte Touche Tohmatsu

2017 Market size (€ bn)

formale maschile di lusso

tutti i mercati chiave di qui al 2021 Cina e Usa saranno le maggiori destinazioni del formale di lusso nel 2021? Lo prospetta un’analisi di Deloitte, che pubblichiamo in esclusiva. La stazione di partenza, invece, è sempre l’heritage di elisabetta fabbri

A Deloitte analysis, which we publish exclusively, traces the new routes of luxury formalwear. The departure point on the other hand, is always heritage.

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eloitte Consulting ha tracciato la mappa dei mercati più promettenti per il formalwear maschile di lusso, partendo dall’esame di 16 mercati chiave tra Europa, America e Asia, tenendo conto di fattori quali il Pil e la ricchezza della popolazione, la struttura economica, la presenza di 35-75enni (il principale target del settore) e la concentrazione di multinazionali, di società dei servizi finanziari (come banche e assicurazioni) e di uffici professionali (di consulenza, legali ecc...). Incrociando i risultati di oltre 120 interviste (in sette lingue, tra esperti di mercato, influencer, negozianti, client team e clienti B2B), con statistiche di Euromonitor e Deloitte Global Benchmarking Center, ne risulta che l’area Benelux+Scandinavia sarà quella più in accelerazione di qui al 2021 (+1,8% la

stime del tasso di crescita annuale cagr, vedi grafico in alto). Seguono gli Usa (+1,2%), il Regno Unito (+1%) e la Russia (+0,9%). La Cina si colloca quinta (+0,8%), seguita dall’Italia (+0,5%). Una contrazione è invece prevista nell’area Dach (Germania, Austria, Svizzera), in Giappone e Francia. Se si tiene conto, oltre che delle aspettative di crescita, anche delle previsioni della dimensione del mercato del formale di lusso nel singolo Paese, le destinazioni più interessanti risultano la Repubblica Popolare e gli Stati Uniti, che insieme formeranno un mercato da oltre 9 miliardi di dollari, nelle previsioni della società di consulenza, sui 14,9 miliardi totali stimati per il 2021. Basteranno a dare slancio a un settore i cui consumi, a livello globale, ristagnano da almeno tre anni a questa parte, complice la “casualizzazione” 08_01_2018

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focus

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1. Uno store Berluti recentemente aperto a Beverly Hills 2. Forme per il made to order di Louis Vuitton

esportata dalla Silicon Valley? Anche i dati italiani parlano chiaro: nelle stime di SmiSistema Moda Italia, il fatturato dei produttori italiani di moda maschile cresceva del 3% nel 2014, per scendere all’1,4% nel 2016 e all’1,2% nel 2016 (vedi tabella in basso). Le esportazioni, che già da alcuni anni rappresentano oltre il 60% dei ricavi totali delle aziende italiane del menswear, salivano del 5% nel 2014, per poi frenare a un +2,3% l’anno dopo e nel 2016 (+2,4%). Il 2017 in partenza ha registrato un +6% dell’export ma bisognerà aspettare l’avvio di Pitti Uomo, quando Smi renderà noti i risultati preconsuntivi a 12 mesi, per capire se il settore ha mantenuto la stessa tabella di marcia tutto l’anno. il completo, un successo annunciato Dalle interviste di Deloitte è emerso che, nell’universo dell’abbigliamento maschile, il sotto-segmento top-luxury è quello più performante. Una delle categorie più in ascesa e con maggiori prospettive di crescita è il completo, specie se made to measure e bespoke. In Cina e Sud Corea l’abito intero rappresenta addirittura una quota del 20% di tutto il mercato

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dell’outerwear per l’uomo, mentre Benelux e Stati Uniti abbondano negli acquisti di pantaloni, che arrivano a superare il 30% dell’outerwear maschile. Restando nel comparto luxury, l’altra categoria che corre veloce è quella degli accessori (scarpe, cinture, borsoni ecc...). Asia e Stati Uniti risultano i maggiori estimatori del menswear europeo e italiano, perché puntano a proposte ricercate e sofisticate. Un po’ ovunque - ma soprattutto in mercati come il Benelux, l’area Dach, la Gran Bretagna e gli Usa - il made to measure sta rubando quote al ready-towear: i consumatori stanno accrescendo le loro competenze in fatto di moda e vogliono

capi esclusivi, specie nel lusso. Ne è un caso quindi se oggi la maggior parte dei brand del lusso offre servizi “su misura” o “semi su misura”. «Per i produttori di menswear - osserva osserva Patrizia Arienti, Fashion&Luxury Emea leader di Deloitte - è venuto il momento di diventare anche style advisor e, per arrivare a una fidelizzazione di lungo periodo, di comunicare attraverso un approccio multicanale». Quanto al fenomeno della “casualization”, è un trend che continua a guadagnare posizioni e con un forte impatto sul formale. Persino gli oltre 235mila impiegati di JP Morgan non sono più obbligati a un abbigliamento formale.

L’INDUSTRIA DELLA MODA MASCHILE ITALIANA (2011-2016)

2011 2012 2013 2014 2015 2016

Fatturato 8.441 8 .575 8.520 8.776 8.898 9.003 Var. % 1,6 -0,6 3,0 1,4 1,2 Valore della produzione 4.584 Var. %

4.924 7,4

4.976 4.841 4.672 1,0 -2,7 -3,5

4.656 -0,3

Esportazioni 4.870 5.053 5.268 5.534 5.661 5.796 Var.% 3,8 4,3 5,1 2,3 2,4 Importazioni 3.889 3.526 3.372 3.719 4.009 4.009 Var.% -9,3 -4,4 10,3 7,8 0,0 Saldo commerciale Numeri in milioni di euro

3

981

1.527

1.895

1.815 1.652

1.787

Fonte: Smi su dati Istat, indagini interne e Sita Ricerca

3. Un abito Prada per la prossima estate, all’insegna della casualization: polo al posto della camicia e bande laterali sul pantalone che evocano il mondo fitness


focus

sartoriale ad harlem

Dapper Dan riapre grazie a gucci The eccentric tailor Dapper Dan reopens his famous atelier in Harlem with the support of Gucci.

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2

1. Il made to measure in uno store Ermenegildo Zegna 2. Alcuni tessuti per giacca Tollegno 1900

Non a caso, dal sondaggio emerge che uno dei capi più innovativi e di successo del momento è la tuta gym di lusso. A livello di outfit e di abitudini si osserva che i consumatori senior tendono a prediligere i modelli regular e i tessuti nei colori classici (come grigio, blu e nero) mentre i giovani, soprattutto in Francia, Paesi Dach, Russia, Usa e Cina, sono orientati a capi più slim e fashion: per esempio, ai tessuti in tinta unita preferiscono quelli a scacchi, con cuciture evidenti, non abbinati. Inoltre amano cambiare spesso outfit e preferiscono un’ampia scelta a prezzi bassi, a pochi capi costosi. In Europa piacciono anche i completi versatili, che si possono indossare in occasioni diverse. il menswear è anche una questione di tonalità Sembra che i consumatori di alcuni Paesi siano particolarmente attratti da specifici colori: blu e toni scuri in Repubblica Ceca e Francia, nero in Scandinavia e Asia, grigio in UK e Asia. Negli altri territori oggetto di indagine, invece, non è emersa una prevalenza significativa per una specifica tonalità. Gli analisti fanno inoltre notare che in alcune aree come Cina, Sud Corea ed Est Europa l’abito di lusso è uno status symbol e quindi conta molto la riconoscibilità del brand. Giapponesi, coreani, cinesi e russi sono tra i clienti più attenti al marchio che stanno acquistando e alla sua origine: made in Italy e made in Europe sono molto apprezzati. 70

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il su misura online accelera ma non preoccupa l’offline A proposito di e-commerce, dalle interviste risulta che si sta affermando un po’ ovunque anche nell’abbigliamento maschile. Di fatto è il canale distributivo più in accelerazione nel formal luxury e l’unico che procederà a passo spedito, nel parere di tutto il campione sondato. Il retail fisico invece dovrebbe continuare a frenare la crescita per quanto riguarda il network a gestione diretta, in favore di una ripresa del canale wholesale/ multimarca, specie in Far East. Nel 2016 i ricavi online hanno pesato fra il 7% e il 16% delle vendite totali dei brand del lusso maschile, con picchi soprattutto nell’area Dach, in Regno Unito e negli States. Sul web si compra soprattutto ready-to-wear e l’avvento di piattaforme che propongono il su misura (Lanieri, Suitsupply, N.A. Les Nouveaux Ateliers e Fits Me, per citarne alcuni) non viene percepito come una minaccia dalle sartorie e dalle boutique che offrono il servizio made to measure, perché in genere pensano che l’e-commerce non sia in grado di eguagliare i loro stessi servizi. Nello specifico caso dei capi tailor made, il fattore prezzo, come presumibile, è di secondaria importanza. Ha una rilevanza medio-alta solo nell’area Dach, in Repubblica Ceca, Francia e Scandinavia. Invece nel prêt-à-porter il costo è importante in ogni mercato oggetto di indagine. Sopra un certo importo, diverso da Paese a Paese, si sceglie senza indugi il sartoriale. Fattore critico del

L’iconica sartoria di Harlem (New York) Dapper Dan’s Boutique, chiusa da 25 anni, rinasce grazie a Gucci: da gennaio, nel nuovo atelier di Lennox avenue, l’eccentrico Dapper “Dap” Dan realizza abiti su misura Dapper Dan of Harlem con materie prime, stoffe, stampati, patch ricamati e minuterie forniti dal marchio delle due G. Un lieto fine per una querelle scoppiata in maggio, quando Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, aveva fatto sfilare un bomber in pelliccia con loghi e maniche balloon, che secondo i fashionisti più esperti ricordava troppo da vicino una creazione di “Dap”. Gucci e Michele hanno sgonfiato la polemica, veicolata dai social, persuadendo i detrattori che quello era un omaggio e non un plagio. In più sono riusciti a trasformare un possibile autogol in un’opportunità, riportando Dapper Dan al centro della scena e trasformandolo in alleato e brand ambassador (sotto, immortalato da Renell Medrano). (a.b.)


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prima di programmare il futuro è bene farsi delle domande Il menswear sta cambiando profondamente, ma gli esperti di Deloitte pensano che non tutti gli operatori del settore abbiano già chiaro questo concetto. «Bisogna reagire rapidamente e adeguarsi ai cambiamenti dello scenario competitivo - continua Gellera - per mantenere le quota di mercato e rafforzare il proprio posizionamento, soprattutto sui mercati strategici». Le aziende

del comparto dovrebbero porsi una serie di domande: “Quali sono i mercati strategici per il mio marchio?”, “Come vanno approcciati?”. Gli investimenti, infatti, vanno concentrati solo sulle giuste location. Ci si deve anche preoccupare di come far evolvere la strategia multicanale. Se un produttore è già attivo offline e in Rete, deve ragionare su come valorizzare ciascun canale, intercettando le richieste del consumatore in ogni punto di contatto creato con lui. Si rende quanto mai indispensabile quindi integrare vendite, customer service e comunicazione. Un altro interrogativo riguarda il miglioramento del livello di servizi, dal momento che stanno entrando sul mercato competitor agguerriti su questo fronte, che facendo leva su una supply chain integrata e la capacità di reagire velocemente ai cambiamenti del mercato, possono accorciare il time to market mantenendo i prezzi bassi. Deloitte propone di riflettere anche sul posizionamento («Top luxury o premium?») e sull’offerta («Quali categorie scarseggiano in collezione?»). «Le risposte non sono uniche e differisco da azienda ad azienda - conclude Patrizia Arienti -. Certo è che ogni brand dovrebbe capire il proprio passato e riscoprire le proprie radici: il formalwear non può che partire dall’heritage, ■ per costruire il proprio futuro».

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1. Lanieri permette di customizzare lo smoking online 2. Macro check nei tessuti Vitale Barberis Canonico

successo di un marchio del formale top di gamma è la qualità, in primis del tessuto, in seconda battuta del prodotto finito. Anche il livello dei servizi al consumatore conta e contribuisce a elevare l’immagine del marchio. Specie nel sartoriale, dove sono molto apprezzate le consegne tempestive: i più attenti sono gli americani e gli inglesi. Proprio i lunghi tempi di attesa, oltre alle frequenti visite in sartoria, sono uno dei principali limiti del su misura. «Le fashion house che offrono questo servizio - prefigura Cristiano Gellera, senior advisor partner nell’area Fashion&Luxury di Deloitte - avranno difficoltà a trasformarlo in un business standalone altamente profittevole: per ora, più che altro, fa immagine e aiuta a fidelizzare il consumatore». Nelle stime il suo peso non dovrebbe superare il 25% dei ricavi totali.

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IN LIBRERIA

Una guida per muoversi nei labirinti dell’Italian style Thames and Hudson has printed “The Italian Gentlemen” by Hugo Jacomet: «A guide in the fascinating and sometimes dismying labyrinth of Italian style». Arriva nei bookstore offline e online il libro The Italian Gentlemen, edito dalla britannica Thames and Hudson. Raccoglie quasi tre anni di lavoro di Hugo Jacomet, fondatore del blog francese Parisian Gentleman e autore del libro The Parisian Gentleman. L’esperto di abbigliamento maschile ha condensato in 304 pagine, corredate da 447 foto di Lyle Roblin, «l’eccezionale contributo» dato dall’Italia al menswear contemporaneo. Un progetto impegnativo, che ha costretto l’autore a «tanti sacrifici», perché lo stile italiano è «geniale e abbondante di creatività». Oltre 100 labora-

tori, fabbriche, boutique, showroom visitati uno a uno, più di 70 cene gargantuesche, un migliaio di caffé ristretti, oltre 4mila chilometri percorsi attraverso lo Stivale e oltre 15mila scatti hanno permesso di realizzare un testo di orientamento «nell’affascinante e talvolta sconcertante labirinto dell’Italian style». Non pensate all’elenco completo dei marchi del settore («10 libri non sarebbero sufficienti»), né alla storia della sartoria italiana («Ci vorrebbe una vita per farlo correttamente»). Semplicemente è «la storia di un viaggio nel cuore dell’eleganza italiana». (e.f.)


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footwear scenarios

Il mercato visto dagli outsider

SNEAKER: le regole per un successo indipendente Abbiamo chiesto a una serie di professionisti, tra distributori e buyer, come si diventa i Golden Goose del futuro. Tra i segreti la showroom giusta, un prezzo inferiore a quello delle griffe, una storia da raccontare e un link con la musica di andrea bigozzi

We asked fashion insiders what is relevant to build a successful and independent sneakers brand: the right distribution, lower prices compared to those of fashion brands, a story to tell and a link with music. Una campagna pubblicitaria Joshua Sanders

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Tra i brand to watch in fatto di sneaker indipendenti ci sono Primury (1) e il marchio“vegan approved” Native (2). Il successo di Filling Pieces (3) è ormai consolidato

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l mercato delle sneaker ha raggiunto cifre da capogiro: si parla di oltre 55 miliardi di dollari all’anno, di cui 25 solo negli Usa. Un fiume di soldi, che però si concentra nelle tasche dei soliti noti: da Nike ad Adidas, passando per Puma, Under Armour e Reebook. Anche le griffe da passerella, tutte impegnate in questo business, devono accontentarsi di un ruolo secondario: le scarpe da ginnastica di lusso nel 2017 hanno toccato i 3,5 miliardi di euro di vendita,

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il 10% in più del 2016. Per stilisti e imprenditori indipendenti è difficile sfondare, schiacciati dai colossi. Ma c’è chi si butta e gli va bene. Gli esempi sono Alessandro Gallo e Francesca Rinaldo, fondatori di Golden Goose e Peter Poopat e Flavio Girolami, artefici di Common Project. Per questo abbiamo chiesto, a una serie di professionisti, tra cui titolari di showroom, buyer e dettaglianti, di rispondere alla domanda: «È possibile fare strada da indipen-


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Trai marchi outsider su cui i buyer stanno puntando ci sono il californiano Clear Weather (1) e il finlandese Karhu (2)

La sneaker mania in cifre

55 mld $

il giro d’affari globale

25 mld $

le vendite solo in Usa

oltre 3,5 mld S il business delle sneaker di lusso

denti nel mercato delle sneaker?». Dalle risposte emergono punti di vista diversi, ma tutti condivisibili. «Lo spazio per le novità c’è - assicura Riccardo Grassi dell’omonima showroom - anche perché il consumatore tipico delle design sneaker ama la ricerca. In questo campo succederà quello che è già capitato con l’outwear: la domanda è talmente cresciuta, da favorire un po’ tutti, colossi e new name». «L’importante avverte l’imprenditore, che ha lanciato Joshua Sanders - è avere le antenne sempre dritte: ora paga il filone “ugly” e delle suole evidenti, mail consumatore presto chiederà altro». E proprio il tempo, secondo Giacomo Piazza, numero uno di 247Sohowrom, gioca a sfavore degli emergenti. «Non è mai facile far consolidare i progetti indipendenti - sottolinea - che spesso si rivela-

no delle meteore e durano al massimo quattro stagioni. Quando un brand indovina un modello subito i grandi gruppi lo copiano, soffocandolo. In questa nicchia di mercato vale la pena cavalcare l’onda finché è possbile». Poco interessato al fenomeno si dimostra Angelo Tarfanelli, fondatore di Asap, società che importa e distribuisce in Italia marchi di calzature internazionali come Dr. Martens e, in passato, Kawasaki. «Mi piacerebbe che noi addetti ai lavori - rifeltte - iniziassimo a cercare alternative da proporre al mercato. Se dovessi investire su un new designer, ne sceglierei uno con un progetto di calzature casual nel cassetto. Il panorama delle scarpe da ginnastica, oltre a non entusiasmarmi, è anche molto affollato». Tutt’altro che freddi rispetto al fenomeno “suole in gomma” i buyer, anche

perché per molti di loro si tratta della voce più consistente nella vendita di calzature. Che si tratti di grandi retailer o boutique, tutti ammettono le difficoltà a fare entrare in vetrina i marchi di nicchia. «Per Rinascente - spiega la buying manager women shoes Federica Cesaretti - il problema è la collocazione: spesso si tratta di prodotti di qualità, che meriterebbero di affiancare le griffe, con cui però non possono competere sull’immagine, mentre sarebbero ignorati nell’offerta mass, perché fuori target price ». «A mio avviso - prosegue la buyer dei grandi magazzini - questo genere di item ha più chance nei multimarca specializzati, dove può essere raccontato alla clientela. Questo non significa che rinunciamo allo scouting: ci piace molto Filling Pieces e quando si tratta di selezionare brand outsider lo facciamo solo in presenza di una showroom seria». Andrea Molteni, women’s buyer e sales manager della boutique Tessabit di Como, mette l’accento sul prezzo: «In questa nicchia - dice - l’attenzione al prezzo deve essere la stessa che si presta al design e alla qualità : decisivo restare molto al di sotto dei 400 euro, che è l’entry price delle griffe». Anche per uno dei templi milanesi delle sneaker come Amedeo D. non è facile imporre nomi alternativi. «In negozio non abbiamo paura di investire sugli emergenti- afferma il buyer Simone Chitti -. Ogni anno il 20% del budget è destinato alle novità, ma con le sneaker è difficile parlare di new entry. Quest’anno abbiamo inserito il brand finlandese Karhu e sta andando bene, ma si tratta di una realtà con tanta storia alle spalle. Per riuscire ad emergere quando sei un indipendente non basta il modello distintivo, devi anche azzeccare la comunicazione, specie sui social e cercare di legare il marchio alla musica. Il futuro è lì.». Ma se gli outsider faticano a trovare spazio fisico in store, come se la cavano nella Rete? Sui marketplace come Amazon, ma anche Farfetch e Yoox. com circolano nomi emergenti? «Difficile - racconta Vittorio Tomassella titolare del concpet store Habitat di Treviso - su Internet si vendono i soliti marchi, quelli di nicchia hanno bisogno di essere raccontati. Gli over 40 sono più interessati di Millenials e Gen Z a scoprire storie speicali come Clear Weater dei fratelli Brandon e Josh Brubaker e Native, un brand cana■ dese “vegan approved”».

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social media marketing

INFLUENCER al maschile

La bellezza non È tutto, serve una marcia in più

Lucky Blue Smith, testimonial della campagna invernale di Gilmar con sua sorella Pyper America

Belli e giovani: nell’influencer marketing al maschile queste doti non sono sempre sufficienti. I profili variano in base ai contenuti del brand e dei progetti da realizzare. E spesso a prevalere sono attori, modelli o youtuber che hanno acquistato credibilità su altri terreni. Un fenomeno evidente soprattutto in Italia, dove i talenti sono ancora pochi. Un gap da colmare, ma anche le aziende devono cambiare mentalità di Carla Mercurio

Handsome and young: in male influencer marketing these qualities are not enough. Profiles vary depending on the contents of brands and projects. Often the winners are actors, models, singers or youtubers, who have acquired credibility on other terrains. This phenomenon is evident above all in Italy, where the talents to bet on are still few.

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ello, fisicato, giovanissimo, superelegante: nell’influencer marketing al maschile queste doti non sono sempre sufficienti o, addirittura, vincenti. Siamo di fronte a un fenomeno nato al femminile, che oggi coinvolge anche l’altro sesso, ma in cui entrano in gioco logiche diverse. A partire dai canoni estetici o anagrafici che, come si diceva, non sono la condicio sine qua non. Spesso la ricerca di un influencer porta a privilegiare persone che abbiano acquisito una credibilità in altri lavori o in altri campi, dal cinema alla musica, all’arte. Perché non basta un under 30 di bell’aspetto che sfoggia una T-shirt o un paio di sneaker per creare engagement tra migliaia di follower, mentre si va a colpo sicuro con Fedez che indossa una maglietta di Supreme o una felpa di Bershka, con Scott Schuman, che a 49 anni è uno degli influencer più gettonati, o con Alessandro Squarzi, anche lui sui 50 anni, imprenditore e icona dei social. Per non parlare di stilisti come Marcelo Burlon e Alessandro Michele, divenuti influencer di se stessi. O ancora di Riccardo Pozzoli, artefice del fenomeno Chiara Ferragni e oggi a sua volta protagonista riconosciuto del web. In Italia questo scenario è molto più accentuato, per via di un notevole ritar-

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do rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Nord Europa, dove esiste un buon numero di influencer e blogger “puri”, autentici professionisti riconosciuti da milioni di follower. Come spiega Domenico Gravagno, fondatore dell’agenzia Ida, company specializzata in influencer marketing che ha brevettato un tool di ricerca per individuare il profilo più adatto, «l’origine dell’influencer marketing è femminile: sono partite prima le blogger e poi, con l’evolvere dei trend nel menswear, è arrivata la controparte maschile. Ma ancora oggi tra il pubblico di Instagram sono decisamente meno gli uomini attenti alla moda: se consideriamo Mariano Di Vaio, il top influencer italiano con oltre 6 milioni di follower, il 70% dei suoi seguaci sono donne. Così come è più ristretto il numero di talent validi sul mercato, quali Andrea Damante, Carlo Sestini, Marco Cartasegna, Frank Gallucci, Gian Maria Sainato, Marco Taddei, Danilo Carnevale». «Questa carenza di offerta - conclude - comporta rischi di accavallamento tra le griffe che vanno risolti lavorando con le

esclusive, ideando progetti ben strutturati e duraturi, in grado di trasformare l’influencer in un vero e proprio testimonial». Influencer e aziende: occorre un salto di qualità Concorda con Gravagno Giovanna Belviso, head of pr&talent department di Matteo Baldi, agenzia specializzata in influencer marketing, digital pr e talent management: «Diversamente da quanto accade all’estero, dove assistiamo al successo dei vari Matthew Zorpas, Andrew Hamann, Marcel Floruss, Adam Gallagher, Marcus Butler, Phil Cohen o Joannes Huebl, marito di Olivia Palermo, sono davvero pochi i profili


i Top 10 Men Influencer in Italia INFLUENCER

SOCIAL ATTIVI

Mariano Di Vaio

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marianodivaio

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andreadamante

3

francescomontereal

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stefanotratto

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Andrea Damante Francesco Monte

Stefano Tratto Andrea Melchiorre

Fabio Colloricchio fabio_colloricchio

Marco Fantini

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Oscar Branzani oscarbranzani

Fabio Ferrara

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Gian Maria Sainato

gianmariasainato

PAESE

SESSO

CATEGORIA

TOT. FOLLOWERS

EST. REACH

TOT. REACH

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9,70M

7,76M

9,70M

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1,54M

1,93M

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1,49M

1,19M

1,49M

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1,35M

1,08M

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1,26M

1,01M

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1,20M

983,65K

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1,20M

958,08K

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IT

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871,56K

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un semplice post non basta. occorrono progetti completi, a partire dal brief preciso che deve dare l’azienda

Paolo Stella, influencer e contitolare di Grumble, agenzia specializzata in progetti digital

vincenti in Italia. Di questi solo una nicchia del 15-20%, ha la caratura per rappresentare marchi al top: ragazzi che spesso hanno un passato da modelli e fotomodelli, che sanno posare e hanno un occhio fotografico. Per questo le aziende di spicco del prêt-à-porter maschile preferiscono gli stranieri, oppure optano per attori o cantanti noti». La lista in

quest’ultimo caso è lunga e vede le liaison recenti di Jovanotti e Pierfrancesco Favino con Gucci, Alessandro Cattelan con Armani, Eros Ramazzotti con Giuseppe Zanotti, Alessandro Roja con Ermenegildo Zegna, Mika con Valentino. Per non parlare delle collaborazioni con i protagonisti dello sport. Però, a parte pochi casi, spesso si tratta di operazioni one shot e non di progetti di lungo corso, articolati e strutturati. «Il sistema moda in Italia viaggia anni luce più lentamente rispetto a tutto il resto del mondo - sottolinea ancora Giovanna Belviso - eppure i brand continuano a lamentarsi perché non riescono a creare engagement e ad affezionare la nuova popolazione di consumatori giovani e giovanissimi. Ci vuole il coraggio di fare scelte diverse, di investire sul lungo periodo e legare il personaggio al marchio, mischiando con lui il proprio dna». Bisogna che da entrambe le parti si entri in una fase sucessiva, come sostiene Enrico Roselli, ceo di La Martina Europe, che lancia a Pitti Uomo la liaison con Mariano Di Vaio (vedi box): «Rispetto agli attori, che interpretano una parte, gli influencer si pongono come persone che raccontano la loro storia e sono per questo più veri e autentici. Per loro è il

I PREZZI

Quanto MI COSTA? It’s wrong to think that a male influencer costs less than a female one, with the same number of followers. È sbagliato pensare che un influencer maschio costi meno di una donna. Al contrario, proprio la carenza di profili di sesso maschile fa sì che i cachet siano superiori. Lo chiarisce Domenico Gravagno, titolare di Ida, company specializzata in influencer marketing. «Indicativamente - puntualizza - una influencer da 300mila follower può guadagnare circa 1.000/2mila euro per un post, mentre un ragazzo con la stessa base di seguaci ne prende dai 2 ai 3mila. Sopra i 500mila seguaci, una ragazza parte dai 2mila euro mentre un uomo dai 3mila. Tuttavia, se paragoniamo Chiara Ferragni (oltre 11 milioni di follower su Instagram) con l’omologo maschile, Mariano Di Vaio (6,3 milioni di seguaci), un post di lei può valere dai 30 ai 40mila euro, mentre per lui si va dai 10 ai 15mila euro». «Ma - sottolinea Gravagno - oggi la tendenza è privilegiare progetti completi più che singoli post».

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social media marketing

Come scegliere il profilo adatto? Come sottolinea Alison Levy, chief marketing officer di Launchmetrics, la scelta del giusto profilo segue gli stessi criteri per entrambi i sessi: una volta identificato l’obiettivo la ricerca diventa più facile, a patto che si abbia chiara l’audience, che rappresenta l’aspetto chiave nel progetto. «Spesso - sostiene - i marchi si concentrano sul reach (ossia sul numero di persone che vedono i post, ndr), ma se i loro post raggiungono l’audience o la community sbagliata, allora sarà tutto vano». «Le aziende - chiarisce - dovrebbero sempre considerare il giusto equilibrio tra il reach e l’engagement, in relazione al loro obiettivo. I marchi più piccoli, per esempio, non hanno solo bisogno di engagement ma devono puntare sul reach, per costruire la brand awareness. In questo senso il nostro algoritmo permette di trovare la giusta combinazione». Ma non esistono algoritmi che tengano, se a monte non c’è l’input giusto da parte delle aziende, ribadisce Andrea Di Nicolò, responsabile marketing e comunicazione di Gilmar, che ha scelto come testimonial per la campagna invernale di Iceberg il modello super star Lucky Blue Smith e sua sorella Pyper America: «L’influencer marketing è un campo molto delicato, in cui il punto di partenza imprescindibile è il brief che il brand passa all’agenzia con cui collabora. È un percorso che richiede cultura e capacità analitica e che deve portare a identificare la persona più adatta in base a criteri di affinità con il marchio ma anche all’esame del pubblico dei follower, della quantità e della qualità dei like che l’influencer genera». E prosegue: «Bisogna scegliere persone verosimili e vicine al brand, anche nella vita privata. Iceberg è una label di sportswear deluxe che dialoga con un pubblico giovane e Lucky Blue Smith è un influencer affermato, nonostante i 19 anni, che veste spontaneamente Iceberg. Negli scatti affianca sua sorella Pyper America, che ha un gruppo musicale: ciò rimanda al legame del brand con l’arte e con la musica e all’idea

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di famiglia, visto che Gilmar è un’azienda famigliare. In sintonia con il progetto il fotografo, Samuel Trotter, anche lui 19enne, ma già un grande talento, che nei suoi scatti ha infuso energia e naturalezza. Come si vede, non c’è nulla di improvvisato». Progetti strutturati: mai affidarsi al caso Anche Bagutta non si è affidata al caso scegliendo Alessandro Squarzi per la sua operazione recente, da cui è nata una linea di camicie battezzata Bagutta Alessandro Squarzi, 11 pezzi all’interno della collezione curati dall’imprenditore e influencer, con una fusione di military, tessuti giapponesi e

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2

1. Carlo Sestini, tra gli influencer italiani più quotati 2. Fedez, cantante e influencer gettonatissimo, indossa un capo della capsule realizzata per Bershka 3. Alessandro Squarzi sfoggia i capi della capsule in collaborazione con Bagutta

LA MARTINA a pitti uomo con DI VAIO

«Con Mariano, la famiglia al primo posto» La Martina presents at Pitti Uomo a “see now, buy now”capsule in collaboration with Mariano Di Vaio. The most striking aspect of a larger influencer marketing project. Torna a Pitti Uomo per raccontare un progetto nuovo, affidato all’influencer più famoso d’Italia. Nello spazio della Limonaia, La Martina presenta la capsule realizzata in collaborazione con Mariano Di Vaio (6 milioni e 300mila fan su Instagram). L’aspetto più eclatante di un progetto di influencer marketing che vedrà Di Vaio coinvolto nel mondo del brand per diversi mesi, tra post, eventi e campagna pubblicitaria. «La scelta di Mariano non è stata casuale - spiega Enrico Roselli, ceo di La Martina Europe -. Un ragazzo di 30 anni che viaggia, curioso, sportivo e che ora vive una fase particolare della sua vita: è sposato da due anni e ha un figlio di un anno. I valori della famiglia sono risultati fondamentali per un’azienda come la nostra, famigliare e globale al tempo stesso, che ha creato di recente una fondazione per dare supporto alle piccole imprese gestite da nuclei famigliari. In questo senso Mariano è la persona ideale, con un passato da modello, poi influencer e oggi anche marito e padre». È nata anche l’idea di un piccolo gruppo di prodotti “see now buy now” legati all’heritage del brand rivolti a un’audience più giovane, che debuttano alla rassegna fiorentina. «Il nostro target oggi è rappresentato da un pubblico di 40enni, ma ora con Mariano miriamo a coinvolgere i 30enni - chiarisce Roselli -. Sarà il nostro primo esperimento di “see now buy now”, rivolto ai negozianti e ai consumatori. Una sfida nuova, da tutti i punti di vista».

Ph. Ko Street Style

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momento di diventare più sofisticati e professionali, in modo da garantire maggiori contenuti alle aziende. In parallelo le aziende devono comprendere le potenzialità dell’influencer marketing e gli obiettivi che consente di raggiungere e avere il coraggio di investire».


social media marketing

I TOP 10 INFLUENCER INTERNAZIONALI SUI SOCIAL MEDIA I talent che hanno registrato il maggiore engagement alle Men’s Fashion Week di giugno 2017

ALISON LEVY/LAUNCHMETRICS

È l’ora dei modelli e non solo in passerella At an international level, famous models are the ones that trigger the engagements most, as emerges from the analysis of Launchmetrics.

Powered by Launchmetrics

gusto personale. «Squarzi è un genio della moda, con una cultura enorme in fatto di stile e materiali. Fin da giovanissimo vestiva Bagutta - chiarisce Mario Stefano Maran, direttore generale di Cit, cui fa capo la label - e noi avevamo bisogno di comunicare l’evoluzione del marchio. Da qui è nata una doppia collaborazione, perché Squarzi è anche comproprietario insieme a Cit del nuovo brand L.A L.A Tex, disegnato da Federico Brighi». «Una donna - conclude Maran - può seguire una influencer per motivi legati all’estetica, ma per gli uomini entrano in gioco lo stile, il modo di vivere e vestirsi». Significativo il punto di vista di Marco Casoni, ceo di Dondup, che per lanciare

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l’etichetta Iconic, riedizione dei capi di archivio di Dondup, ha scelto il rapper Ghali: «Ci interessa presentare il punto di vista di addetti ad altri lavori, per poter ampliare il pubblico dei consumatori - chiarisce Casoni -. La scelta di Ghali è stata indovinata: un ragazzo giovanissimo, che indossava Dondup per suo gusto personale, con il physique du rôle, l’attitudine giusta e tante cose da raccontare con le sue canzoni. Un approccio analogo a quello seguito per il nostro magazine online, D360, in cui abbiamo coinvolto content creator provenienti da altri mondi come la pilota svedese Maria The Pilot, il fotografo e art director Mr. Whisper e l’il■ lustratore Marco Mazzoni».

Se in Italia l’offerta di profili qualificati è ancora scarsa, all’estero c’è una proposta maggiore di figure professionali maschili in grado di ingaggiare un gran numero di follower. In questo momento, a livello internazionale, sono soprattutto i modelli famosi a far scattare l’engagement, come emerge dalle analisi di Launchmetrics (classifica accanto). «Il loro potere sottolinea la chief marketing officer, Alison Levy - è ancora più impattante quando sono lontani dalla passerelle». Anche all’estero i profili maschili sono inferiori rispetto ai femminili: «Questo diventa un fattore di forza per quanti sono sul mercato, mentre sono le donne a dover trovare elementi di diversificazione». Inoltre, mentre le blogger sono spesso strettamente legate al settore in cui operano, per gli influencer maschi sono maggiori le opportunità di rivolgersi a pubblici differenti. Molti talent in ambito moda sono richiesti anche nell’orologeria, nell’automotive o nella casa. «Di solito - aggiunge Levy - gli uomini che si rivolgono a un’audience femminile non sono influencer puri ma hanno esperienze in altri campi come il design, la musica oppure sono celebrity o youtubers. Invece quelli che parlano al pubblico maschile sono spesso blogger o modelli». «Un altro fenomeno - conclude - è la nascita di gruppi di blogger. Un esempio sono i Ringards, in cui ognuno ha la sua audience e linea editoriale ma, messi insieme, diventano molto interessanti per i marchi».


NEWS

FRANKIE MORELLO

HAGLÖFS

Patto con Rodolfo Zengarini per le scarpe

«Con la V Series superiamo i nostri limiti»

From fall/winter 2018 Frankie Morello’s shoes will be produced and distributed by Rodolfo Zengarini.

The Down Jacket, the first step of the “V Series”, is made with the super-resistant Dyneema fiber.

Frankie Morello ha affidato a Rodolfo Zengarini la licenza produttiva e distributiva mondiale delle calzature uomo e donna del marchio, tramite un accordo della durata iniziale di cinque anni, al via con l’autunno-inverno 2018/2019. Angela Ammaturo, a.d. della FMM cui fa capo la griffe, ha sottolineato come l’intesa rappresenti un’importante opportunità: «Abbiamo deciso di lavorare con un partner in grado di garantire anche nel segmento delle scarpe un altissimo livello qualitativo e una cura estrema per ogni dettaglio». «Questo connubio è la base per portare sul mercato un progetto nuovo di calzature - ha aggiunto Rodolfo Zengarini, amministratore unico della società omonima - che coniughi l’immaginario del brand Frankie Morello con la realtà innovativa e tecnologica della mia azienda». La collezione d’esordio sarà sotto i riflettori della Milano Fashion Week, quando Frankie Morello porterà in pedana, il 15 gennaio al Teatro Vetra, sia la collezione uomo che la donna. (a.b.)

VUARNET

Un 2018 in corsia di sorpasso, dal prodotto al retail New investments in retail, e-commerce and product for the French brand Vuarnet, which also launches a new apparel collection. L’anno appena iniziato sarà foriero di grandi novità per Vuarnet. Il marchio made in France, sinonimo dal 1957 di occhiali da sole dalle alte performance e frutto del sodalizio dell’ottico Roger Pouilloux e del campione di sci Jean Vuarnet (oro olimpico in discesa negli anni Sessanta e scomparso nel gennaio 2017), è pronto a dare il via libera a una serie di nuovi progetti, che andranno ad arricchire l’offerta e a potenziare la presenza del brand, oggi nell’orbita di Neo Investment Partners, su scala internazionale. Dopo aver avviato l’e-commerce in Europa e aperto il suo primo flagship store a Parigi (in rue Boissy d’Anglas), forte anche di una campagna di comunicazione di successo con ambasciatore Vincent Cassel, Vuarnet accelera negli Stati Uniti, dove ha riaperto una filiale tre anni fa e come clienti vanta 400 ottiche premium e i più importanti grandi magazzini: in agenda ci

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Haglöfs alza l’asticella dell’innovazione e lancia sul mercato un nuovo concept, denominato V Series. Prima versione della new entry è la “Down Jacket”, quella che l’azienda svedese battezza come «la giacca isolante più resistente al mondo». Il segreto? Si tratta di un capo realizzato con la Dyneema, una fibra capace di offrire la massima resistenza con un peso minimo, che è 15 volte più robusta dell’acciaio e fino al 40% più resistente delle fibre aramidiche. Senza contare che Dyneema, importante componente delle corde, dei cavi e delle reti nei settori ittici, navali e offshore, galleggia sull’acqua, è duratura e resistente all’umidità, ai raggi Uv e alle sostanze chimiche. Risultato: la Down Jacket, promettono i vertici di Haglöfs, è traspirante, waterproof, ultraleggera e dal design accattivante. «Con la V Series - tiene a sottolineare Jacopo Bufacchi, capo ufficio stile - abbiamo superato i nostri limiti, utilizzando tecnologie all’avanguardia che offrono la massima funzionalità, design e performance anche nelle condizioni più estreme». (a.t.)

sono l’apertura dell’e-store e del primo monomarca fisico a Soho, previsto prima dell’estate, oltre al varo di una capsule di beachwear, frutto della collaborazione con il brand newyorchese Noah. Quest’ultima non è l’unica novità sul fronte della gamma d’offerta, per Vuarnet, che dalla sua fondazione si è cimentato anche nella produzione di indumenti protettivi per gli appassionati di sci. Come racconta il ceo Lionel Giraud, sulla rampa di lancio ci sono diverse iniziative: «Dalla primavera-estate 2018 - informa - sveleremo la nostra prima collezione di occhiali da vista, mentre per l’inverno 2018 presenteremo una nuova collezione da sci e di abbigliamento sportivo». Partendo dal know-how tecnico di Vuarnet, la capsule apparel sarà composta da una trentina di modelli, che verranno distribuiti nelle località alpine e in selezionate boutique ready-towear, nel monomarca di Parigi e sul sito Vuarnet.com. (a.t.)


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LA UNIFIED SHOPPING EXPERIENCE? PER NOI NON HA SEGRETI

Le tendenze in rapida evoluzione e un consumatore sempre più esigente rappresentano una sfida per il retail. Dopo aver sviluppato software e moduli per l’e-commerce per molti anni, ora Keros Digital - con sede centrale a Lugano e uffici a Londra, Kiev e Tel Aviv - fa un passo avanti, tramite una nuova suite che include tutti gli aspetti essenziali legati alla shopping experience. Abbiamo imparato nel tempo che i retailer moda di maggiore successo hanno una cosa in comune: riescono a ispirare i loro clienti attraverso una piattaforma unica per tutti i canali. Ma in che modo si può plasmare un’esperienza di questo tipo e cogliere la digitalizzazione come un’opportunità di crescita? Keros Digital ha le risposte giuste per portare la shopping experience a un livello superiore. Ecco, punto per punto, tutto quello che c’è da sapere e soprattutto gli strumenti da adottare per affrontare in modo vincente le sfide dell’Unified Commerce.

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1 INTEGRARE GLI ASPETTI FISICO E DIGITALE

Sviluppare una strategia efficiente è alla base di un e-commerce di successo

DELLA CUSTOMER JOURNEY

La strategia retail deve modularsi sulla Customer Journey non lineare che caratterizza i clienti di oggi, così da garantire un’esperienza d’acquisto seamless, senza soluzione di continuità. Se non ci si attiene a questa regola, si rischia di perdere terreno nelle vendite. Oltre a un front end versatile, una soluzione e-commerce efficace deve presentare un Sistema di Gestione Ordini all’avanguardia, come il nostro K-OMS.

2 ESPANDERE IL RAGGIO D’AZIONE ATTRAVERSO NUOVI MERCATI

I Paesi sono uno differente dall’altro per offerta, ma anche per le abitudini di acquisto.Per conquistare il pubblico internazionale occorre tenere in considerazione le preferenze e diversità delle singole nazioni nelle forme di pagamento, nelle modalità di invio della merce e nella tracciabilità degli ordini, senza tralasciare l’importanza di cataloghi e promozioni localizzati. In pratica, prima di entrare nei mercati, sono importanti conoscenze specifiche e strumenti in grado di gestire dinamicamente e rapidamente le diversità da affrontare.

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3 ASSICURARE UNA SHOPPING EXPERIENCE SICURA E AFFIDABILE

Un digital business non è di successo se non sa garantire la protezione dei dati dei clienti su tutti i dispositivi. Con il supporto dei team di consulenza di Keros Digital, integrati da un network di esperti del mondo industriale, è possibile costruire una shopping experience sicura e priva di rischi, eliminando il pericolo frodi e implementando le best practice.

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4 RISPARMIARE TEMPO

PREZIOSO E RISORSE, IN MODO DA FOCALIZZARSI SUL CONSUMATORE Scegliere una piattaforma centralizzata di e-commerce come K-Commerce permette di ottimizzare i tempi e di concentrarsi su interazioni efficaci con la clientela. I big data analytics, che K-MI gestisce e integra con i dati dei negozi fisici, sono un’arma strategica per accrescere le vendite e attuare strategie di reengagement. Connettendo la propria piattaforma di e-commerce con un Order Management System si riescono a ottimizzare tutti i passaggi della catena di fornitura.

5 IMPLEMENTARE UNA PIATTAFORMA DI SHOPPING SENZA CRITICITÀ

Nel procedere a un upgrading della propria struttura, volto a raggiungere determinati standard tecnologici e a soddisfare le richieste dei clienti, non è raro che si incappi in problemi tecnici, perdita di dati e costi elevati. Ma basta scegliere una piattaforma come K-Commerce - in grado di integrarsi facilmente con il sistema informatico esistente - per aggirare rapidamente gli ostacoli grandi e piccoli. Una consulenza puntuale e di settore, insieme a strumenti tecnologici ideali per il mercato fashion come quelli di Keros Digital facilitano e accompagnano il cambiamento culturale e organizzativo necessario per implementare un nuovo sistema nella propria azienda, ponendo così le basi per un successo di lungo termine nel mondo digitale.

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IT ELITE e LOUVRE Fashion agency

piÙ forti insieme It Elite and Louvre Fashion Agency, specialized in distribution and communication of fashion brands, joined forces and opened a location in via Spiga 42, in the heart of Milan Golden Triangle.

Il 2017 è stato decisivo per it Elite e Louvre Fashion Agency: due realtà specializzate nella distribuzione e comunicazione di fashion brand in Italia e non solo, che con una partnership hanno unito le competenze nei comparti abbigliamento (it Elite) e calzature e accessori (Louvre Fashion Agency). La sede è uno spazio di 420 metri quadri in via Spiga 42 a Milano. «Siamo circa 20 persone, di cui il 70% donne» spiega Tania Cursano, general manager di it Elite. «Una bella quota rosa» commenta, accennando anche a Laura Torci, brand manager della stessa realtà. I punti di forza della sinergia sono la complementarietà delle competenze, prodotti interessanti (in tutto 34 marchi per la fall-winter 18/19) e il cliente al centro. «Il nostro obiettivo - informa Lorenzo Santini, ceo di Louvre Fashion Agency - è arrivare a ricavi complessivi per 25 milioni di euro in due anni investendo anche sul digital, con l’esperta Maria Pia Grossia coordinare i professionisti in questo settore». (a.b.)

pil associati

un metodo da studiare anche in un libro Pil Associati communication agency ended 2017 with a 3 million euro turnover (+11%), also thanks to new investments. In February 2018 a book will be published, on “Pil method”. Un giro d’affari di oltre 3 milioni di euro (+11%), è un risultato che si commenta da solo per Pil Associati, agenzia di comunicazione indipendente fondata 11 anni fa e suddivisa in quattro unit: Advertising, Web & Digital, Social Media, Pr & Events. «Oggi - commenta il ceo Carlo Boldrini - le aziende cercano creatività, innovazione e risultati concreti da poter monitorare». In risposta a questa esigenza, Pil Associati ha inserito in un team di circa 40 persone nuove figure specializzate nei digital media e lanciato alcuni progetti, tra cui la sede “itinerante” per promuovere iniziative di influencer marketing alle Baleari, oltre a introdurre nuovi brand in portafoglio. Nel febbraio 2018 uscirà un libro, che rivelerà tutti i segreti del “metodo Pil”. (a.b.)


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eastern europe

i quattro di visegrad

più vicini all’occidente nello shopping

Il Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia, oggi al centro di una zona in fermento sul fronte retail

Da qualche tempo, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria spendono di più nel fashion. I consumatori polacchi sono i più prossimi al modello europeo. Gli ungheresi i più lontani: devono imparare a osare di più di Elisabetta fabbri

In recent years Poland, Czech Republic, Slovakia and Hungary are purchasing more fashion products, also from Italy. Polish customers are the most advanced, the Hungarian ones are just learning to dare.

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a qualche tempo, se si sente parlare dei Quattro di Visegrad (V4), è per la loro contrarietà ad accogliere le rispettive quote di rifugiati, contrariamente a quanto stanno facendo altri Paesi dell’Unione europea, che ha integrato questo blocco dell’Est Europa nel 2004. Fashion invece ha cercato di capire meglio cosa succede fra Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria dal punto di vista del fashion business, con la sensazione che qualcosa in quei territori stia cambiando. Già si sa che, tra gli stati post-comunisti, i V4 sono quelli che vantano una maggiore prosperità. Il costo della vita più basso di altri Paesi dell’Ue, il fatto che non abbiano adottato l’euro (eccetto la Slovacchia, entrata nella moneta unica nel 2009) attirano investimenti dall’estero e flussi di turisti alla ricerca di destinazioni accessibili. Il tutto a beneficio dell’economia locale e delle famiglie, che da qualche tempo possono concedersi qualche spesa in più, anche nel fashion (soprattutto la popolazione femminile). Le statistiche sembrano avvalorare un interesse in progressivo aumento per la moda italiana. Nel complesso i V4 rappresentano un mercato da 563 milioni di euro per il nostro abbigliamento (fonte Smi): una briciola dei 29 miliardi di esportazioni di tessile-abbigliamento italiano nel mondo, ma in incremento del 28% fra il 2012 e il 2016 (vedi tabella nella pagina che segue). E se la crescita annuale, fra il 2012 e il 2015, rimaneva a cifra singola, nel 2016 è stata del 16%, per poi passare al 19% nei primi otto mesi del 2017. A sostenere queste performance è soprattutto la Polonia: +41% le importazioni di fashion nostrano, da un confronto fra 2012 e 2016. In Slovacchia la domanda è aumentata del 20% nel quinquennio e nella Repubblica Ceca del 19%. In coda l’Ungheria (+12%). Il peso del womenswear è nettamente preponderante, ma anche la domanda di menswear made in Italy migliora. Nel 2012 i Quattro ne importavano per circa 79 milioni, saliti a oltre 121 milioni nel 2016 (+53%). Nei primi otto mesi del 2017 si è arrivati a 94 milioni (+27% rispetto allo stesso periodo del 2016).

«La Polonia, tra i quattro, è il mercato più evoluto nel fashion business - racconta Francesco Lubrano della showroom multimarca di Milano Panorama Moda, da tempo attiva nell’area -. Per esempio è l’unico Paese che fornisce garanzie bancarie e assicurazioni sui crediti. Nell’area sono presenti molti monomarca per il segmento mediobasso e circa una trentina fra boutique e department store nel nostro target, il medio-alto. In questo ambito, almeno da quattro stagioni a questa parte, sale la domanda di marchi famosi». «Di fatto - prosegue - i consumatori si dividono in due categorie: quelli orientati alla marca e quelli no brand. Per il mix and match è ancora troppo presto». Lubrano mette al secondo posto, come mercato, la Repubblica Ceca. Praga concentra la maggior parte delle vendite, anche se i multibrand store scarseggiano rispetto ai monobrand. L’altra destinazione di rilievo è Karlovy Vary, località termale frequentata anche da molti russi. Al terzo posto c’è la Slovacchia, dove Panorama Moda conta una decina di clienti. «Qui - specifica Lubrano - la media degli ordini da parte dei buyer è più bassa e riguarda soprattutto i brand noti. In

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1. Il monomarca Harmont & Blaine in centro a Praga 2. Una veduta di Karlovy Vary, città termale e dello shopping in Repubblica Ceca 3. Louis Vuitton a Varsavia

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genere il potere d’acquisto dei consumatori è medio-medio basso». In coda c’è l’Ungheria, con una media degli ordini contenuta e un numero esiguo di multimarca: un mercato «abbastanza statico, dove non si vedono particolari evoluzioni negli ultimi anni». Facendo un discorso in generale sui buyer nei quattro Paesi, secondo Lubrano non sono ancora agli stessi livelli di quelli con cui si confronta in Russia e Asia: «Ci vorrà un po’ di tempo, ma evolveranno anche loro». la polonia è ormai un mercato europeo a tutti gli efFetti Nell’esperienza di Stefano Tiso, della showroom milanese Tuttifrutti, da lunga data attiva in Est Europa, i buyer polacchi sono già evoluti, «in giro per il mondo otto mesi l’anno». «Per gusti e tendenze - specifica - la Polonia non è paragonabile al resto dell’Europa Orientale: ormai è un mercato europeo a tutti gli effetti». «Negli ultimi cinque anni - prosegue - abbiamo assistito a una crescita esponenziale della domanda di moda ma il mercato non è del tutto preparato ai multimarca. Al contrario hanno successo i monomarca, specie nei centri commerciali, anche per ragioni climatiche». Attenzione però: sebbene il costo degli affitti degli store sia rapportato al costo della vita, da almeno un quinquennio stanno aumentando, con ritocchi ai contratti pluriennali nell’ordine del 20%. Il titolare di Tuttifrutti prospetta una crescita notevole della domanda, perché si sta formando una classe media che viaggia e ci sono giovani che, dopo avere studiato all’estero, tornano in Polonia per avviare un proprio business. Quanto ai gusti, stanno cambiando e variano a seconda delle location: Poznan risente della vicinanza alla Germania, Cracovia come acquisti è più simile all’Ucraina. «La

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più sensibile ai trend della moda e la più internazionale è Varsavia - osserva - dove ha aperto una filiale persino la Bank of China. Nella capitale si trovano le prime linee dei maggiori brand, mentre nel resto del Paese si vendono soprattutto le collezioni contemporary». Chi le acquista? «Le celebrity, businessmen e consorti, i turisti e gli stranieri trasferitisi per lavoro». A livello di shopping online, i polacchi sono più evoluti degli italiani. Tuttavia il 70% del mercato lo fa il womenswear. «La donna è più suscettibile

ed evoluta mentre l’uomo è più statico e noioso negli acquisti, poco attento alle tendenze». Relativamente alla Repubblica Ceca, «i consumi stanno evolvendo come in Polonia, anche se il bacino di utenza è più ristretto, concentrato soprattutto nella capitale». Anche là c’è molto dinamismo online. «Non a caso - riferisce Tiso - molti siti di e-commerce polacchi sono anche il lingua ceca». Marcin Kowalski ribadisce il crescente appeal della moda italiana. È l’attuale director of development della showroom multimarca di Varsavia GPoland, fondata da Walter Prati, che dai primi anni Novanta ha scommesso sul successo dei brand del made in Italy in Est Europa (la controllata Owl International, invece, si dedicata esclusivamente alle linee del Gruppo Max Mara). «Il potere d’acquisto dei polacchi - conferma - cresce costantemente e aumenta l’interesse per i fashion brand, anche italiani, specie da parte del pubblico femminile. Per l’uomo l’offerta resta scarsa, ma notiamo qualche sviluppo positivo: forse tra non molto assisteremo a investimenti diretti da parte dei maggiori marchi italiani di abbigliamento e accessori

IL TREND DELLA DOMANDA DI MODA ITALIANA

Migl € Var.% Migl € Var.% Migl € Var.% Migl € Var.% Migl € Var.% Migl € Var.%

Polonia

194.664 -2,0

205.190 5,4

214.158 4,4

244.054 14,0 275.149 12,7

214.410 23,7

Rep. Ceca

111.187 8,0

121.281 9,1

121.883 0,5

117.199 -3,8

131.767 12,4

100.019 19,4

Slovacchia

69.447 -11,3

75.741 9,1

71.951 -5,0

74.069 2,9

83.262 12,4

258.146 13,1

Ungheria

64.959

9,7

66.338 2,1

66.738 0,6

66.964 0,3

72.934 8,9

51.182 11,0

Totale

440.257 0,3

468.550 6,4

474.730 1,3

502.286 5,8

563.112 12,1

423.758 19,5

Fonte: Smi su dati Istat

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1. Il concept store WonderLAB di Budapest 2. Un multimarca Made in G 3. Uno degli store della catena Kristóf Szalon

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maschili». Con il benessere cambiano anche i gusti, specie a Varsavia, Cracovia, Poznan e Katowice: «Si divertono con la moda - spiega Kowalski - osano e mixano più stili. Scelgono brand prestigiosi, con particolare attenzione agli accessori, mentre blogger e stylist fanno scoprire marchi mai visti prima in Polonia». A chi stesse pensando di approcciare questo mercato, l’esperto consiglia di offrire l’esclusiva e una disponibilità limitata su un dato perimetro. «Il consumatore - sottolinea cerca i marchi noti ma anche innovazione, distintività e personalizzazione. L’alta qualità, e non più il prezzo, diventerà la discriminante principale». Per cavalcare l’onda, GPoland ha creato un nuovo format di multimarca in franchising, Made in G, per le grandi città ma anche per le piccole (dove i monomarca non arrivano). Sono già otto gli store attivi e sono in programma nuovi opening nei prossimi anni. In assortimento ci sono label come Elisabetta Franchi, Patrizia Pepe, Liu Jo, Pinko «ma il mix non è costante e cambia a seconda del mercato di riferimento». A proposito del critico comparto del menswear, nei negozi Kristóf Szalon sparsi per l’Ungheria funziona così: «Diamo grande importanza al servizio - racconta Ádám Duszin, retail & marketing manager di P+K Tex, che controlla l’insegna - grazie all’alta professionalità dello staff e al giusto assortimento, esteso anche alle special size, fino al made to order. Nostro obiettivo prioritario è mantenere l’equilibrio fra i trend del momento e le reali necessità del consumatore». «I nostri clienti - aggiunge - sono molto “conservative” ma nel tempo stanno allargando gli orizzonti. Il must have è il taglio sartoriale. Stiamo vendendo parecchi

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A VARSAVIA

sfila la ninfa piccione.piccione The Piccione.Piccione brand honored new Italian fashion design during an event in Warsaw.

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completi con il gilet e sono tornati i tessuti con piccoli motivi. I nostri best seller sono i vestiti interi Digel e Pierre Cardin, le camicie Venti ed Eterna e i pullover Fynch-Hatton». Tra le nuove scommesse c’è il womenswear italiano Elisa Cavaletti, che debutta nel nuovo shop di Hévíz (nota città termale) e presto potrebbe arrivare a Budapest. «Ogni anno - dice Ildico Marillai, co-fondatrice del concept store di Budapest WonderLAB - aumentano i clienti con la voglia di acquistare qualcosa di unico. Il gusto è tutta un’altra questione. Penso che gli ungheresi non siano abbastanza coraggiosi: hanno bisogno di un po’ di tempo per assimilare le novità». «Il nostro store ospita circa 30 designer con proposte a prezzi accessibili. Noi non abbiamo margini sui prodotti venduti: il cliente compra direttamente dai designer». E chiudendo ci segnala altri shop interessanti della città: Repertory Budapest, dall’atmosfera affascinante, che vende anche piante e organizza workshop e Retrock, che propone designer locali e un po’ di vintage in uno spazio, a quanto pare, «very cool». ■

Il marchio Piccione.Piccione disegnato dallo stilista siciliano Salvatore Piccione ha sfilato nei mesi scorsi a un evento dal titolo “A tribute to Italian Fashion” organizzato all’hotel Bellotto in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Varsavia. Con l’iniziativa si è voluto creare un ponte tra le diverse generazioni della moda italiana, dal womenswear sexy e glamorous di Gianni Versace alla ninfa metropolitana di Piccione.Piccione, brand scelto in rappresentanza dei nuovi talenti del design italiano capaci di cogliere il testimone dai nomi che hanno fatto la storia della moda nel nostro Paese. (e.f.)


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FAIRS

berlino a una nuova tornata di saloni

flessibili come chiede il mercato I saloni berlinesi mettono in atto nuove formule e sinergie, prendendo le distanze dal concetto tradizionale di fiera: un trend che parte dalle rassegne di Premium Group, per contagiare anche le altre. Intanto Mercedes-Benz torna alla carica con Mbfw, un evento selettivo e orientato ai giovani di alessandra bigotta

Premium, Show&Order x Premium, Seek, Bright, #Fashiontech. But also Panorama Berlin, the new Mbfw (a format by Mercedes-Benz after the split with Img) and other events. In the middle of January the German capital city opens itself to fashion and, more and more, to lifestyles, digital, interaction. The goal is to turn the page from the traditional fair to the next level.

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erlino, sempre in prima fila quando si parla di rinnovamento e ricerca di nuove formule anche e le sue fiere a livello espositivo, è più premium, di altre città la cartina di show&order, seek, tornasole dei grandi cambright biamenti che, a cerchi con16-18 gennaio centrici, si propagano dal consumatore all’industria, #fashiontech passando per i saloni. Dalla 16-17 gennaio capitale tedesca sono parpanorama berlin tite formule rivoluzionarie, 16-18 gennaio ultima in ordine di tempo quella di Bread&Butter MBFW sotto l’egida di Zalando, 15-17 gennaio che con la collocazione a settembre - all’insegna di 3 un’identità eclettica in cui business, entertainment e interattività si fondono - ha dato una scosfebbraio Premium Order Munich a Mosa allo scenario fieristico. Osservando le naco di Baviera: in totale si parla di circa preview delle manifestazioni berlinesi di 3mila collezioni, di cui l’80% estere con metà gennaio 2018 emerge forte e chiaro uno zoccolo duro di realtà italiane, in veun messaggio all’insegna della flessibilitrina nella capitale tedesca, con un 20-30% tà, dell’importanza delle contaminazioni, di new entry a stagione e una superficie delle sinergie in grado di creare curiosità, espositiva di 50mila metri quadri suddivisi movimento e inediti fulcri d’interesse. Ne in tre location. Una potenza nell’ambito di è un esempio la corazzata degli appuntariferimento, che dal 16 al 18 gennaio punmenti targati Premium Group, sinonimo ta, per quanto riguarda Premium Berlin - la di cinque fashion event a Berlino (Pretesta di ponte delle sue manifestazioni, con mium, Show&Order x Premium, Seek, un migliaio di brand e 1.800 linee alla StaBright e #Fashiontech), cui si aggiunge in tion Berlin - su alcune parole chiave: più

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berlino

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servizio B2B con l’introduzione di aree di coworking e networking, una presentazione esperienziale delle collezioni in sintonia con le trasformazioni in atto nel retail, più spazio a megatrend come l’athleisure. E ancora, l’apertura ai lifestyle e il supporto ai new designer, attraverso il Premium Young Talent Award, di cui verranno rivelati i vincitori durante questa edizione. Mentre Seek, hub della street culture presso l’Arena Berlin, si arricchisce di uno spazio sul food alla Glashaus condiviso con Bright, Show&Order X Premium pun-


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1. Il salone Panorama Berlin 2. #Fashiontech Berlin: un nuovo format di Premium Group, che cresce anche grazie alla sinergia con l’ente fieristico Messe Frankfurt 3. Compratori alla scorsa edizione di Premium 2

ta su una nuova location, la Kühlhaus, molto vicina a quella di Premium, scelta perché ricorda più una galleria o un department store, dove beauty, libri, oggetti d’arte, profumi e giornali convivono con la moda. Non ultimo, #Fashiontech Berlin: un format varato da Premium Group nel 2015, articolato in panel di discussione e occasioni di networking tra i protagonisti del fashion, del digitale e dell’innovazione. L’edizione di scena alla Kraftwerk viene organizzata per la prima volta in tandem con Messe Frankfurt: così, se durante la giornata del 16 gennaio ci si focalizza su temi come l’e-commerce, il digital e il retailtech, il giorno successivo salgono alla ribalta le future prospettive della sostenibilità abbinata all’alta tecnologia, partendo dalle materie prime. Anche in casa Panorama Berlin, contenitore di 800 marchi su 45mila metri quadri presso l’Expocenter City, dal 16 al 18 gennaio il mantra è il rinnovamento, all'insegna del motto Shaping Identities. «Dopo 10 stagioni di successo - dice il ceo Jörg Wichmann - siamo pronti al next level, grazie a un diverso layout dei padiglioni, con una suddivisione chiara tra uomo e donna ma all’insegna di un approccio seamless tra gli stili. Abbiamo anche creato una community area, per favorire un confronto informale ma costruttivo tra gli operatori, e zone sul lifestyle. Anche in questo caso la fonte di ispirazione sono i department store evoluti, i negozi che sanno emozionare. Dulcis in fundo, la Mercedes-Benz Fashion Week: dopo la separazione da Img, dal 15 al 17 gennaio Mercedes-Benz torna alla ribalta con un evento dal nome abbreviato (Mbfw) alla E-werk, nel cuore della città. Imperativo: pochi show ma buoni e attenzione ■ alta verso i giovani.

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pitti filati e i suoi protagonisti

troppi virtuosismi, È l’ora dell’autenticitÀ Non sono più “eleganza” e “sofisticazione” le parole chiave della moda. O meglio, hanno assunto significati diversi, in sintonia con un consumatore che sui prodotti che compra si fa delle domande e che ha una visione multisfaccettata della qualità: le collezioni primaveraestate 2019 di scena a Pitti Immagine Filati esprimono genuinità, ricerca, sostenibilità di alessandra bigotta

Pitti Immagine Filati is scheduled from 24th to 26th January at the Fortezza da Basso in Florence. Starting from Raw (the leitmotiv of the creative hub of the fair, called Spazio Ricerca) Spring-Summer 2019 yarn collections aim to express authenticity and a true quality, more than a sophistication that ends in itself. The fair presents 112 yarn brands and 23 exhibitors in the Fashion at Work area, along with 13 knitwear names in the Knitclub section.

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all’82esima edizione di Pitti Filati, il salone fiorentino in programma alla Fortezza da Basso dal 24 al 26 gennaio con 112 marchi di cui 16 esteri, prende il via la lunga strada che porterà, fra sei mesi, alle passerelle della primavera-estate 2019. Una stagione che inizia a delinearsi da qui, dalla manifestazione che, in anteprima mondiale, presenta i filati per maglieria del futuro. Un futuro riassunto da Angelo Figus (direttore artistico dello Spazio Ricerca della rassegna, insieme all’esperta di maglieria Nicola Miller e ad Alessandro Moradei per quanto riguarda l’allestimento), in una parola di sole tre lettere: Raw. «Meglio di ogni altro, questo termine rappresenta lo stato del contemporaneo - afferma il fashion designer -. Un momento di grande ruvidità e crudezza nei rapporti tra le persone e nel sociale, mascherato da un benessere finto e da una presunta raffinatezza, a sua volta finta, oltre che poco umana». «Il periodo che stiamo vivendo prosegue - è caratterizzato e condizionato da un grande virtuosismo tecnico, che invece di slanciare frena e rende tutto inarrivabile». Ma Raw significa anche la rivincita di ciò che «non è elaborato e si presenta

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invece come onesto, genuino, naïf, senza sovrastrutture»: una moda che può contribuire, con il suo piccolo-grande potere, a cambiare l’ordine delle cose, impugnando le armi di un’estetica evoluta, dell’heritage e, non ultima, dell’etica. «La tendenza più forte che avverto, soprattutto nella maglieria - prosegue Figus - è il ritorno al filo e alla maglia veri, quasi artigianali. Una maglia reale e umana, in grado di raccontare la storia di chi ha filato la materia e di chi l’ha realizzata, magari anche di chi l’ha

vissuta, prima di tramandarla a noi. Non dimentichiamo che la materia è il principio di tutto e che il filo rappresenra sempre il punto di partenza».

L’ELEGANZA DA SOLA NON È SUFFICIENTE In sintonia con queste riflessioni e con input che prendono le distanze dall'aggettivo "sofisticato", inteso come un'eleganza fine a se stessa e fatta solo per essere esibita, le nuove collezioni di scena al salone fiorentino si sviluppano sulla falsariga dell’autenticità e dei valori intrinseci, compresa la sostenibilità, che ricorre con sempre maggiore frequenza nel vocabolario dei filatori. «Il nostro motto per la primavera-estate 2019 - ribadiscono i portavoce di Tollegno 1900 - è Back To Basics, una riscoperta della “fisicità” e “matericità” dei fili, declinati nelle varianti più pure come il 100% cashmere, la pura lana Merino Extrafine e Ultrafine o in blend con viscosa, seta, lino e cotone. Abbiamo creato un hashtag, #backtobasics appunto, per esprimere il nuovo mood all’insegna di essenzialità, primitivismo, assenza di artificiosità». Rispecchia questo trend un nuovo articolo, Cottonwool (75%


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la tendenza piÙ forte È un ritorno al filo e alla maglia veri, quasi artigianali. una maglia reale e umana, che racconta la storia di chi ha filato la materia e di chi l’ha realizzata, magari di chi l’ha vissuta prima, per poi tramandarla fino a noi. l’ereditÀ di un filo che profuma di ricordi e memorie

1. Il tema del cinema, che accomuna le fiere di Pitti Immagine, torna anche a Pitti Filati 2. Il filato Ginepro di Baruffa, in lana e lino 3. Superfici mosse e arricciate per Iafil 4. Il rendering dello Spazio Ricerca 5. Atena di Botto Poala: una mischia di seta, cashmere e lino

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Angelo Figus

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cotone e 25% lana Merino Extrafine), in cui l’aspetto ruvido si contrappone alla mano morbida e alla gradevolezza al tatto. Andare oltre la stagionalità è a sua volta un imperativo, che Tollegno 1900 declina per esempio in Woolcot, una mischia di lana Merino Extrafine (al 53%) e cotone (per il restante 47%), in grado di adattarsi alle variazioni climatiche. Ma si avverte anche la necessità di performance avanzate e di materiali che facciano sentire a proprio agio da mattina a sera, come Harmony Idro: realizzato in 100% lana Merino Extrafine, grazie a uno speciale film in Teflon fabric protector crea una barriera invisibile sulle fibre, rendendole impermeabili all’acqua e

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alle macchie. «Anche noi, con filati come Holiday in 100% lana Merino Extrafine “natural elastic”, andiamo in direzione di un’alta qualità che si coniuga alla performance - affermano da Zegna Baruffa Lane Borgosesia -. E non dimentichiamo il ruolo chiave del servizio: per quanto ci riguarda questo termine significa, tra gli altri plus, 35mila nuovi colori che nascono ogni anno nei nostri laboratori, ossia più di 4 milioni di tonalità cromatiche inventate e riprodotte finora». L’apparente semplicità, fanno notare da Iafil Industria Ambrosiana Filati, altro non è che il risultato della complessità di fili che, attraverso ritorciture, gasature, mercerizzazioni con

alte trazioni diventano la quintessenza di una creatività che non vuole apparire, ma convincere con la ricchezza dei contenuti. «Fondamentali anche gli aspetti tintoriali affermano dall’azienda milanese - calibrati per ottenere l’espressione migliore di una determinata tonalità, in quantità industriali ma anche in piccole partite». ENTRA NEL VIVO LA RIVOLUZIONE SOSTENIBILE Iafil è una delle numerose realtà che, soprattutto nelle ultime stagioni, hanno potenziato gli investimenti in sostenibilità. La qualità dei filati è attestata da una serie di certificazioni volontarie, a partire proprio

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dai coloranti, per i quali vengono applicati controlli rigorosi. «Da qualche mese - ribadiscono da Iafil - abbiamo intrapreso la strada delle certificazioni, un gesto di trasparenza che caratterizzerà le nostre scelte d'ora in avanti. Ci atteniamo allo Standard 100 by OekoTex, ma anche al Global Textile Organic Standard (Gots), il principale al mondo per la lavorazione dei tessuti, realizzati con fibre organiche, e al protocollo Better Cotton, un approccio alla produzione sostenibile del cotone anche dal punto di vista socioeconomico». Non ultimo, l'azienda propone i filati a marchio registrato: «I clienti devono sapere da dove vengono i nostri cotoni. Così accanto al Pima Peruviano, che rappresenta per noi il fiore all'occhiello, ci sono il Sea Island certificato Wisica, il Supima al centro di un'organizzazione ad hoc di cui facciamo parte, il Giza 45 e 87 (certificato Egyptian Cotton) e il lino Masters of Linen». A proposito di lino, nello stabilimento di Tarcento, in Friuli, che fa capo alla Botto Giuseppe, vengono prodotte due novità della storica azienda, nata nel 1876: il lino biologico e la seta pettinata Shappe “cruelty free”, realizzati utilizzando energia rinnovabile idroelettrica prodotta da una diga e solare, tramite pannelli fotovoltaici. L’obiettivo del progetto aziendale Naturalis Fibra, è arrivare a ottenere il 100% del fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili, contro l’attuale 70%. Non ha bisogno di presentazioni, in fatto di

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1. Mizar di Cariaggi, in pregiato Belize Cotton con effetto crêpe 2. Flaxwool di Tollegno 1900: un blend di 65% lino e 35% lana Merino Extrafine, di peso medio-light 3. Woolcot, sempre di Tollegno 1900: un abbinamento di lana Merino Extrafine (53%) e cotone (47%)

impegno ambientale Cariaggi, che investe una percentuale importante di un fatturato oltre i 90 milioni di euro in sostenibilità e ricerca, con le collezioni di qualità come chiusura del cerchio. I cavalli di battaglia per l’estate 2019 si chiamano Brisk (un filato pettinato in cui lo speciale avvolgimento della seta intorno al filo di cashmere crea una superficie arricciata e una mano confortevole ma fresca), Gritty (un blend ultraleggero e luminoso di cashmere, seta, lurex e micro-paillette, le più piccole sul mercato), 2/46 Melange (un cardato in 100% cashmere, ideale in ogni periodo dell’anno) e Mizar: in Belize Cotton con effetto crêpe, nasce dai semi “American Monserrat”, che danno vita a una fibra unica nel suo genere, molto e lunga (fino a 47 ■ millimetri) e super-fine.

VINTAGE SELECTION

the next past alla leopolda “The Next Past” is the leitmotiv of Vintage Selection Fair, at Leopolda from 24th to 28th January. In tandem con un’edizione di Pitti Filati all’insegna della riscoperta di un valore come l’autenticità, la 31esima edizione di Vintage Selection alla Stazione Leopolda di Firenze rafforza il proprio messaggio e la propria funzione, presentando dal 24 al 28 gennaio una selezione di abbigliamento, accessori e oggetti di design vintage, per gli operatori del settore ma anche per il pubblico. In linea con il tema portante dei saloni invernali di Pitti Immagine, il filo conduttore sono serial cinematografici e televisivi entrati nella storia, come That’s 70 Show, ma anche produzioni attuali quali Stranger Things e Glow, che fanno riviveregli anni Settanta, Ottanta e Novanta, in un’atmosfera all’insegna del Next Past, il passato che torna alla ribalta.


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the woolmark company

aristocratica E sportiva: lana per tutti i gusti Unexpectedly sportive, aristocratic yet contemporary, denim oriented: wool in the SS19 directions by The Woolmark Company.

1. Il tema Artist’s House di The Wool Lab per l’estate 2019 2. The Wool Lab Denim: la lana entra nel mondo del jeanswear

Lo stile aristocratico di Glyndebourne (festival di opere liriche che si tiene ogni anno in Inghilterra), le atmosfere di una artist›s house, la tendenza al layering e al mix and match solo alcune delle fonti di ispirazione per la primavera-estate 2019 di The Wool Lab, la guida elaborata da The Woolmark Company insieme ai filatori e tessitori più innovativi del mondo, per ispirare i professionisti della moda nelle loro collezioni a base di lana. Difficile sintetizzare i tanti spunti che emergono dalla nuova edizione di The Wool Lab, ma si individuano due filoni:

da un lato la lana che, oltre a presentarsi nella versione pura, scopre mischie inedite non solo con altre fibre naturali come la seta in versione sia «liscia» che grezza e la meno scontata canapa - ma anche con le artificiali di ultima generazione, come il modal e il tencel, e le sintetiche dalle performance avanzate. In un'ottica di avvicinamento tra il mondo tradizionale della lana e quello sportivo The Woolmark Company potenzia il secondo filone, legato al mondo dello sportswear e dell'active, con una guida ad hoc, The Wool Lab Sport. Punto di partenza, la capacità della lana Merino di creare tessuti isolanti e confortevoli, grazie alla naturale arricciatura della materia prima. Per finire, The Wool Lab Denim: i 100% lana e i lana/cotone che rivoluzionano il jeanswear. (a.b.) 2

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TEXTILE WORLD

CHARGEURS LUXURY MATERIALS/ORGANICA

Sostenibilità totale nel mondo delle lane

Dall’esperienza ventennale di un gruppo precursore nella produzione di lane pettinate sostenibili e tracciabili nasce il marchio Organica, prima filiera della lana merino etica, che copre tutta la catena produttiva From the twenty-year experience of a precursor group in the production of sustainable and traceable combed wool the Organica brand is born: the first ethical merino wool chain, that covering the entire production cycle.

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all’esperienza ventennale di un gruppo precursore nella produzione e commercializzazione di lane pettinate sostenibili e tracciabili nasce il marchio Organica, risposta alla richiesta crescente da parte dei consumatori di trasparenza e chiarezza in fatto di abbigliamento. Un’avventura nuova, presentata di recente in Argentina, come ha voluto Michaël Fribourg, ceo del gruppo Chargeurs: una realtà francese quotata alla Borsa di Parigi, con oltre 500 milioni di euro di fatturato, che oltre alla lana, al cashmere e ad altre fibre pregiate, in capo alla divisione Chargeurs Luxury Materials (Clm), diversifica le proprie attività in svariati ambiti. In Patagonia, dove vengono allevate pregiate pecore merino e dove l’azienda ha uno dei suoi poli produttivi, è stato presentato di recente con il direttore generale della divisione Clm, Federico Paullier, il fiore all’occhiello dell’azienda: il nuovo brand Organica, prima filiera della lana merino etica, che copre tutta la catena produttiva. Un percorso che inizia dalla selezione delle migliori lane provenienti da Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Uruguay, Sud Africa, Usa e processate negli Stati Uniti, in Uruguay, Argentina e Cina. E che prosegue con la filatura, la tintura, la tessitura, la confezione, fino all’arrivo del capo nei negozi, identificato da un’etichetta con un Qr code, che consente ai consumatori di conoscere l’origine della fibra. Tutto è rigorosamente tracciato e certificato, grazie a un protocollo attento:

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la soluzione alle richieste crescenti delle aziende di moda, dalla corporate social responsibility al benessere animale, dalla cura della terra dove pascolano le pecore fino agli standard industriali. Una serie di principi il cui rispetto è tutelato ogni anno da un ente certificatore internazionale. Nato da pochissimi mesi, il marchio Organica rappresenta oggi una piccola parte della produzione di Chargeurs Luxury Materials, ma gli obiettivi sono ambiziosi. Come assicura Fribourg, tra cinque/dieci anni tutta la produzione della divisione avrà il sigillo del nuovo brand. La stessa attenzione alla sostenibilità permea anche la unit Chargeurs Fashion Technologies - altro business del gruppo - attiva nel settore delle interfodere per l’abbigliamento. L’impegno alla riduzione dell’impatto ambientale è una realtà concreta, che si realizza a livello manifatturiero e di materie prime. Infatti la produzione integrata e sostenibile nello stabilimento di Peronne, vicino a Parigi - dove sono presenti tutti i reparti produttivi a partire dalla ricerca e sviluppo, passando per l’orditura, fino alla resinatura e al controllo qualità finale - ha consentito una graduale e continua riduzione del consumo idrico ed elettrico, per non parlare delle emissioni di Co2. Un circolo virtuoso che si è completato con la creazione della gamma Eco-in, sinonimo di termoadesivi tecnicamente ineccepibili ma tessuti con filati di poliestere riciclato al 100%. (c.me.)

sensitive fabrics BY eurojersey

I SEGRETI DEL NUOVO UNDERWEAR Spring-summer 2019 with Sensitive Fabrics by Eurojersey makes underwear rich with a rétro touch. Sensitive Plus, Sensitive Sand, Sensitive Seric Plus e altre varianti: per la lingerie della primavera-estate 2019 Sensitive Fabrics by Eurojersey mette in campo la sua “famiglia” di tessuti confortevoli ed ecosostenibili, puntando su effetti seconda pelle, funzionalità, morbidezza e stampe tridimensionali, con rimandi agli anni ‘80 ma anche ai pizzi antichi.

INVISTA/LYCRA

si fa presto a dire collant Ultracomfort, sustainability and performance for new hosiery & socks with Lycra. Sono otto i temi delle calze inverno 2018/2019 a base di Lycra: Sheer Luck, Self Improvement, Comfort Seekers, Perfect Hue, Make It Mine, Considerate Consumer, Flex Denim, Serious Sports. Si va dai collant realizzati con Lycra 3D, di aspetto levigato, alle performance avanzate garantite da Lycra Freef!T e Lycra Leg Care, sinonimo di compressione graduata. La tecnologia Coolmax EcoMade regala comfort in un’ottica green: il 97% della fibra proviene da risorse riciclate.


TEXTILE WORLD

OLIMPIAS group

la regola delle due “s”: sostenibilitÀ e servizio Olimpias Group was recently awarded for Wasatex, a water treatment plant able to save 235,000 cubic metres of water a year.

ITALDENIM

RIVOLUZIONE BLU PER LE TELE GREEN A new industrial player is born from the union between Italdenim and the new financial and industrial hub Pure Denim. Tra i pochi produttori di denim rimasti in Italia, Italdenim è una realtà che ha avuto il coraggio di non mollare, sfidando un mercato difficile e l'agguerrita concorrenza dei competitor low price. La realtà di Inveruno - in capo ai fratelli Luigi e Ilaria Caccia, figli del fondatore Mario Luigi Caccia - ammessa alla procedura di concordato preventivo, ha ridisegnato il suo assetto e i suoi obiettivi, puntando sulla sostenibilità e sulla ricerca di soluzioni avveniristiche per l'industria delle tele blu. È nato un gruppo a cui fanno capo il nuovo polo industriale e finanziario in capo ai fratelli Caccia, battezzato Pure Denim, e Italdenim, a cui è demandata l'attività produttiva. La scommessa è creare articoli sofisticati nell'essenza ma pratici e performanti nella funzione e soprattutto green. Una strada già intrapresa dall'azienda qualche stagione fa, con il forte investimento in macchinari adeguati e la creazione di un impianto di cogenerazione per ridurre le emissioni di CO2, e che oggi raggiunge punte di alta innovazione con prodotti avveniristici. Come nel caso dello Smart Denim, un tessuto grigio chiaro che usa una tecnica di tintura innovativa a base di grafite riciclata (trattato con il Chitosano, polimero di origine naturale ottenuto dalla chitina contenuta nello scheletro esterno dei crostacei), la cui lavorazione consente di ridurre il consumo di acqua ed energia elettrica, abbattendo l'impiego di detergenti, sbiancanti, tinture e altri agenti chimici. C'è poi Smart Indigo, tessuto eco-friendly grazie all'uso di indaco pre-ridotto con l'utilizzo di celle elettrochimiche a basso impatto ambientale e senza l'impiego di sostanze chimiche tossiche. Italdenim è l'unico produttore di denim a livello mondiale ad aver firmato il protocollo Detox di Greenpeace: almeno dieci delle 11 sostanze considerate tossiche e pericolose sono assenti dai suoi tessuti.  (c.me.)

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L'impianto di depurazione delle acque Wasatex di Olimpias Group ha ricevuto il National Energy Globe Award Croatia 2017, riconoscimento per l'ambiente che vede in gara oltre 2mila progetti l'anno: Wasatex è in grado di recuperare, potenzialmente, fino al 100% delle acque di processo nelle attività di tintoria dello stabilimento produttivo di Osijek, in Croazia e consente un risparmio annuo di 235mila metri cubi d'acqua, oltre a una minore emissione di CO2, intorno a 400 tonnellate. Per la primaveraestate 2019 la Divisione Filati dell'azienda potenzia il servizio, lanciando un pacchetto dimostrativo per la clientela, con una selezione di articoli offerti in stock service, un'ampia cartella colori e uno sviluppo di punti maglia in grado di mostrare le performance di lavorabilità dei filati, spaziando dai punti rasati agli jacquard, fino a intarsi più elaborati. (a.b.)

fulgar e freddy

un’intesa 100% made in Italy Derived from a castor plant, Evo by Fulgar fibre is used for the new Freddy 100% Made in Italy collection. La performance va a braccetto con la sostenibilità nella collezione Freddy 100% Made in Italy, che sceglie come testimonial Alessia Maurelli (nella foto), capitano della squadra nazionale di Ginnastica Ritmica della Federazione Ginnastica d'Italia, di cui Freddy è sponsor e fornitore ufficiale. Pensata, disegnata e realizzata nel nostro Paese, la linea celebra i 40 anni del marchio reinterpretando i capi tecnici in chiave eco-friendly, grazie all'utilizzo di materiali come Evo, il filato di Fulgar ricavato dall'olio di ricino. L'azienda tessile di Castel Goffredo è arrivata a riciclare oltre il 63% del materiale usato nel ciclo produttivo. Tra gli articoli di punta, oltre a Evo, Amni Soul Eco (il primo filato di poliammide biodegradabile al mondo) e Q-Nova, fibra di nylon 6.6 ottenuta da materie prime rigenerate, entrata nell'Higg Index, strumento al servizio degli operatori della filiera, che valuta l'impatto ambientale del ciclo di vita di un capo. (a.b.)


RADICIGROUP

THERMORE FREEDOM

IL NUOVO GILET HIGH TECH SI RICICLA AL 100%

IL COMFORT DI ULTIMA GENERAZIONE

RadiciGroup launched a 100% recyclable vest, mostly made in Lombardy with Raditek Fine, a high tenacity polyamide yarn. Anche nel mondo delle fibre man made l’eco design fa passi avanti. Prova ne è il gilet lanciato da RadiciGroup (indossato nella foto da Angelo Radici): un capo realizzato con filato Raditek Fine in poliammide ad alta tenacità, brevettato per le vele e i paracadute, che rende il tessuto leggero ma super resistente. A eccezione della tessitura, effettuata in Germania, tutte le altre lavorazioni sono realizzate in in Lombardia. Sul tessuto è stato applicato un trattamento antigoccia PFC-Free, mentre l’imbottitura è a base di Radilon staple fibre siliconato di RadiciGroup, alternativa alla piuma d’oca. A fine vita le componenti del capo saranno macinate e rilavorate meccanicamente, per trovare nuova vita nel mondo plastico. Realizzato in esclusiva per lo Sci Club RadiciGroup, il gilet punta a diventare un capo iconico, per atleti e non. (c.me.)

Leader in paddings for highly protective clothing, Thermore launches Freedom: a padding with a 40% elasticity, not only comfortable but able to move with the body. Garantire un calore e una protezione ottimali, insieme alla massima leggerezza, non è più l’unico requisito richiesto alle imbottiture, che devono essere ultra-performanti su più fronti. Lo sanno bene in casa Thermore, artefice di Thermore Freedom: un’imbottitura termica con un’elasticità del 40%, in grado di seguire ogni movimento del corpo e realizzata in quattro diverse versioni. Oltre all’innovazione, un altro fronte sul quale la realtà milanese - fondata nel 1972 e con attività in Europa, Usa e Asia, oltre a impianti di produzione in Thailandia e uffici a Hong Kong - sta investendo sempre maggiori risorse è la sostenibilità. Un fil rouge che lega tutte le gamme di articoli: Classic, Ecodown, EVOdown e Thermal Booster. L’ultimo riconoscimento per i prodotti Thermore arriva dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), che ha recentemente riconosciuto tutti i prodotti Thermore come “vegan”.  (a.b.)

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I super poteri della sartoria italiana 2.0 ANTIPIEGA, ANTIVENTO, IMPERMEABILE, TRASPIRANTE, CONFORTEVOLE ED EASY CARE: IL GUARDAROBA VANDOM COMBINA STILE E TECNOLOGIA IN CAPI CAMPIONI DI FUNZIONALITÀ Nulla può scalfire l’aplomb della sartoria napoletana. Non più da quando Vandom ha deciso di rigenerare il formale maschile attraverso l’uso di tessuti high tech di derivazione outdoor, schiodandolo dalla tradizione per proiettarlo in un ambito più activewear, in linea con le esigenze del business man del terzo millennio. Grazie a materiali bielastici con costruzione a maglia, trattamenti WR e membrane antivento, traspiranti e water proof, gli abiti e i capispalla Vandom - marchio che fa capo alla start-up Mirado - non si sciupano in valigia, resistono alle intemperie, assicurano comfort assoluto, si lavano in lavatrice e garantiscono un look impeccabile per ogni momento

e occasione. Una sartoria 2.0 che vincola l’armonia di linee ricercate alle performance di tessuti d’avanguardia, interamente sviluppati e prodotti in Italia. Materiali che sotto la lente rivelano strutture speciali: membrane elastiche, poliuretaniche traspiranti, antivento e antiacqua, capaci di assicurare ai capi una resistenza di oltre 5000 MM di colonna d’acqua. Portenti d’ingegneria tessile, che Vandom utilizza in esclusiva per un anno e da cui nascono capi iconici, come il giaccone Dalston, definito “exclusive structure on structure fabric”, un campione d’impermeabilità grazie alla tripla stratificazione del suo tessuto.

vandom_italia - commerciale@vandom.it - domenico.miranda@vandom.it

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SHOT AS IS Conoscere l’eccellenza e saperla declinare al meglio. Pitti Immagine Uomo È l'occasione per portare alla ribalta i progressi, le conferme, le novità più significative del menswear. Una fotografia dell’esistente, che diventa una guida indispensabile per orientarsi fra prodotti e indirizzi stilistici. Una galleria al servizio del difficile esercizio quotidiano del bel vestire, per godersi anche attraverso gli abiti una vita più bella, comoda, tonica, informata e soprattutto elegante. di ALBERTO CORRADO

Knowing excellence, to interpret it at its best. Every season Pitti Immagine Uomo summarizes progresses, confirmations and the most significant news of menswear. A photograph of the existing moods, that becomes an indispensable guide to be geared among products, addresses and information. A gallery at the service of the difficult daily exercise of well dressing, to enjoy a more beautiful, comfortable, elegant, tonic, informed and elegant life.

LA MARTINA/MASERATI

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ON THE ROCKS

I percorsi di cambiamento dell’eleganza di domani si dipanano nella ricerca sui colori e nella riscoperta di materie “antiche” e nobili, arricchite da inserimenti appartenenti al mondo dell'alta tecnologia. The paths for the change of tomorrow's elegance are achieved in the search for colors and in the rediscovery of "ancient" and noble subjects, enriched by insertions belonging to the high-tech world.

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1. PAOLONI 2. PALTO' 3. LARDINI 4. GABRIELE PASINI 5. TAGLIATORE 6. FRADI 7. BAGUTTA 8. ARTIOLI

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MAD MEN

Il gusto rÉtrO contemporaneo rielabora la vestibilità di un tempo, dandole un twist moderno. I capi iconici maschili s’inseriscono nelle collezioni, recuperando le fondamenta dello stile e proponendosi come colonna del guardaroba delle nuove generazioni cosmopolite.

The contemporary retro taste traces the wearability of once upon a time, giving it a modern twist. The iconic masculine garments are inserted in the upcoming collections, recovering the foundations of style and proposing themselves as a pillar of the wardrobe of the new cosmopolitan generations.

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1. ROBERTO P° LUXURY 2. Berwich 3. LUIGI BIANCHI MANTOVA 4.L.B.M.1911 5.XACUS 6.DOPPIAA 7.SERAPIAN 8.DOUCAL'S

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heritage GENTRY

Il guardaroba maschile, scandito con precisione dall’imprinting delle strutture, delle elaborazioni materiche e delle disegnature, si coniuga con il lessico della sartorialità maschile, facendo diventare ogni capo unico e indispensabile. Male wardrobe, marked with absolute precision by the imprinting of structures and by the processing of materials and motifs, is combined with the lexicon of masculine tailoring, making each piece in men's wardrobe unique and indispensable.

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1. VALSTAR 2. DRUMOHR 3. STETSON 4. IL BISONTE 5. SARTORIA LATORRE 6. HEVÒ 7. GALLO 8. SAVE THE DUCK

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tech DANDYISM Un connubio di tecnicità e lifestyle, dove le vestibilità sono solo slim, funzionali ed ergonomiche. I tagli seguono le forme del corpo e i tessuti si mescolano e alternano a parti elastiche e super sottili. A new combination of technology and lifestyle where, fits are only slim, functional and ergonomic. Cuts follow body shapes and fabrics are mixed and alternated with elastic and super-thin parts.

1. franÇois MARTIN CROSS 2. REPLAY 3.GAS 4. PARAJUMPERS 5. FELISI 6. PEPE JEANS 7. MBT 8. ROBERT FRIEDMAN

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COOL EMOTION

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Il know-how tecnologico, le grandi innovazioni sviluppate e testate in anni di studi applicati al prodotto, i tessuti altamente performanti si fondono nell'ingegneria sartoriale dei capispalla, per un'emozione effetto cocooning. Technological know-how, great innovations, developed and tested in years of studies applied to the product, and highly performing fabrics merge into a sartorial engineering in outerwear, for a cocooning effect.

1. GUM GIANNI CHIARINI DESIGN 2. AEANCE 3. BELSTAFF 4. NOBIS 5. DFReNT 6. PEOPLE OF SHIBUYA 7. DIADORA 8. MOA 9. PEAK PERFORMANCE

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FLIPPY DYnamism

Veloci, dinamiche e alla moda: cosĂŒ sono le collezioni che soddisfano le esigenze dell’uomo contemporaneo, amante di un vestire audace, ma che non rinuncia ai dettagli della vera eleganza. Fast, dynamic and fashionable: these are the key adjectives of collections that meet the needs of contemporary men, who loves to dress bold, but at the same time don't give up on details linked to true elegance. 1. BOMBOOGIE 2. ESEMPLARE 3. SEALUP 4. ADD 5. Lumberjack 6. WUSHU RUYI 7. NAPAPIJRI 8. NORTH SAILS

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DUVET DUDE

Focus sull’outerwear con i piumini, i parka in piuma, le sottogiacche e le field-jacket Realizzate con materiali di ultima generazione, che mettono in discussione i concetti fondamentali del fashion e dello sportswear, per arrivare così a creare qualcosa di totalmente all’avanguardia.

Outerwear returns as the main focus through down jackets, down parka jackets, under-jackets and field-jackets. Made with innovative materials of the latest generation, they question the fundamental concepts of fashion and sportswear, to create something totally avant-garde. 1. HAGLOFS 2. WOOLRICH 3. PUNTODODICI 4. M886 5. ROSSIGNOL 6. COLMAR BLACK LABEL 7. HERNO LAMINAR 8. TATRAS

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1. American Vintage 2. LUCKY DE LUCA 3. CIVIDINI 4. NORTON CLOTHING 5. GANT 6. Piquadro PRISMA 7. SUPERGA 7. ALBERTO GUARDIANI

ATHLEISURE vibes

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Un mood che richiama il mondo dello sport e delle uniformi military con ispirazioni grunge, in cui la morbidezza e la praticitĂ dei materiali si declinano in maglie e pantaloni in cui predominano colori accesi e stampe a contrasto. A mood that recalls the world of sport, military uniforms with grunge inspirations, in which the softness and practicality of materials expressed itself in sweaters and trousers dominated by bright colors and contrasting prints.

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UPPER CASUAL

Un viaggio nello stile, capace di fondere in maniera armonica elementi classici e contemporanei, per darE vita a un total look essenziale e dinamico, ma senza eccessi NÉ stravaganze. A journey in style, capable of harmoniously combining classic and contemporary elements, to give life to an essential total look, dynamic without excesses and extravagance. 1. JOHN SMEDLEY 2. SEVENTY 3.TEN C 4. INGRAM 5. JACOB COHEN 6. EDEN PARK 7. SIVIGLIA 8. BARB'ONE

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PRINCE TEES for

La T-shirt più nobile che c’è UN DESIGNER CARISMATICO COME ENZO FUSCO E UN CORONATO COME EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA NON POTEVANO CHE TRASFORMARE ANCHE UNA SEMPLICE T-SHIRT IN UN LUSSUOSO OGGETTO DI CULTO - PUNTANDO SU UN ALTRO ABBINAMENTO VINCENTE: COTONE E CASHMERE I principi stampano baci sulle labbra di fanciulle addormentate, trafiggono draghi e sfidano a duello cavalieri oscuri. Emanuele Filiberto di Savoia no. Lui infrange la tradizione fiabesca e depone ironicamente la sua corona sull’etichetta di lussuose T-shirt, progettate in collaborazione con il designer imprenditore Enzo Fusco, il “mago” del casual chic, leader carismatico del gruppo FGF Industry. Due personalità e due stili a confronto per un corto circuito creativo che ha prodotto Prince Tees, la capsule collection di magliette aristocratiche, che al posto del solito cotone utilizzano anche il cashmere e che, a poche stagioni dal lancio, sono già un must have. Il filone è quello dello sportswear ricercato: colori soft,

linee pulite, grafiche discrete, ma mai banali, quanto basta per finire direttamente nei guardaroba di consumatori e consumatrici disinvolti e sofisticati. Quelli che nel tempo libero preferiscono puntare su jeans e sneakers, con la T-shirt che aggiunge il tocco di carattere, anche se indossata sotto il blazer o il pullover. Perché il piacere sta nell’abbraccio segreto e morbido delle fibre naturali, nella praticità del seamless, e nella consapevolezza di indossare un capo made in Italy. La collezione autunnoinverno 2018/2019 ribadisce i concetti base, inserendo nuovi fit ed elementi grafici, con una palette di colori distensiva che include il panna, il verde militare, il grigio e il blu in varie sfumature.

www.princetees.com - info@fgf-industry.com

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URBAN NATURE

Un mix tra passato e futuro, in cui le collezioni si sviluppano attraverso materiali tradizionali e legati alla natura, ma al contempo densi di ricerca. Capi caldi, che regalano piacevoli sensazioni fisiche ma anche emozionali, per farci ricordare o immaginare sensazioni autentiche.

A mix between past and future, in which the collections are developed through traditional materials and linked to nature, but are also full of research. Warm clothes that give good feelings and touch us emotionally and physically, to make us remember or imagine authentic sensations. 1

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1. AT.P.CO. 2. SCAGLIONE 3.ROY ROBSON 4. DèPio Haute 5. Alpha Studio 6. Vibram FUROSHIKI 7. PONY 8.Brooksfield

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TEN C for

Un parka è per sempre ICONICI, UNICI, ESCLUSIVI: SONO I PARKA, LE ALPEN JACKET, I BOMBER E LE GIACCHE A VENTO DEL PROGETTO TEN C, CHE TRASFORMA I SUPER CLASSICI DELL’OUTWEAR IN PEZZI COUTURE DA INDOSSARE PER SEMPRE Prendi il fast fashion e mettilo via. Perché qui si parla di un guardaroba slow, senza logo né etichette in vista, fatto di pochi capi imperdibili, concreti, eterni, di quelli che ti porti dietro per la vita, perché più invecchiano e più acquistano valore. Modelli esclusivi, degni di un sovrano (come suggerisce il nome Ten c, acrostico che sta per “The emperors new clothes”), che traghettano in un universo luxury alcuni iconici capispalla di matrice militare. L’idea di base è infatti quella di trasformare dei super classici, come il parka, in una nuova versione couture. Partendo da un tessuto esclusivo, il jersey OJJ made in Japan, e dal concetto di unicità, poiché ciascun capo è personalizzabile attraverso sovrapposizioni e abbinamenti liberi con interni assortiti. Il copione dell’outwear si riscrive quindi stagione dopo stagione, scegliendo un modello tra gli otto storici Ten

c - parka di diverse lunghezze e peso, alpen jacket, giacche a vento - o recuperando quello del cuore dal proprio armadio, per poi passare a un personalissimo mix & match, giocando con interni in shearling e imbottiture colorate, a loro volta reversibili e indossabili singolarmente nelle mezze stagioni. Possibile anche l’accostamento con nuove serie di giacche a vento peso piuma colorate e felpe termiche. Altri pezzi chiave del guardaroba imperiale sono la flight jacket, ovvero il bomber da aviatore, anche con cappuccio in raso di nylon, la maglieria in blasonatissimi filati stretch Loro Piana, le felpe taglio Guernsey e le solide T-shirt in jersey pesante. La linea Ten c nasce da un progetto di Paul Harvey e Alessandro Pungetti e fa capo a FGF Industry, gruppo capitanato dall’imprenditore e designer Enzo Fusco.

www.ten-c.it - info@fgf-industry.com

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SOBER DEXTERITY

I grandi classici del guardaroba maschile vengono reinterpretati in chiave sobria e allo stesso tempo comfortevole. Al profilo minimal e loose dei tagli si affianca l’utilizzo di materiali pregiati.

The great classics of male wardrobe are reinterpreted in a sober and at the same time comfortable way. The minimal and loose profile of cuts is combined with the use of precious materials.

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1. LUCA BERTELLI 2.MANUEL RITZ 3. GAZZARRINI 4.NAVIGARE 5.GTA 6.PENCE 1979 7.CAMPOMAGGI 8.VOILE BLANCHE

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BLUE FORRESTAL for

Riflettori accesi su pants & shirt JEANS E CAMICIA COSTITUISCONO LA BASE DI TUTTI I GUARDAROBA, MA SANNO DIVENTARNE I PROTAGONISTI ASSOLUTI, SE CREATI SULLA BASE DI DESIGN BREVETTATO, LAVORAZIONI E TESSUTI ESCLUSIVI. QUESTO È IL PUNTO DI PARTENZA DI BARB’ONE E LUCKY DE LUCA, MARCHI NATI SULL’ASSE ITALIA-BAVIERA Li trovate da Bloomingdales, da Harvey Nichols e in centinaia di altri templi della moda e del lusso nel mondo. E li riconoscerete al primo sguardo, perché i loro dettagli esclusivi non passano certo inosservati. Parliamo dei pants Barb’One e delle camicie Lucky de Luca, due brand paralleli per uomo e donna, nati a Monaco di Baviera dieci anni fa dall’incontro tra due professionisti italiani del fashion: il designer Valentino de Luca e il product manager Diego Vacalebre. Progettate in Germania, ma realizzate interamente in Italia, le due collezioni di matrice urban sono uniche e inimitabili, poiché nascono da idee brevettate e vengono realizzate con materiali di altissima qualità sulla base di tagli studiati per esaltare la vestibilità. Nel guardaroba Barb’One si trovano jeans e pants in una vasta gamma di modelli che abbraccia stili diversi: chi-

nos, cinque tasche skinny, slim e loose fit, biker, boyfriend, short, bermuda, jogging, pence, in diversi lavaggi, colori e finissaggi vintage, pronti a confrontarsi, al tempo stesso, con le esigenze dei fashionisti e degli amanti della praticità. Il denominatore comune è da ricercare nelle lavorazioni artigianali della cucitura sull’esterno gamba e nella banda colorata sul fianco protetta da un brevetto internazionale di design. Ogni singolo modello diventa ancora più cool se indossato con una camicia scelta nella gamma Lucky de Luca, che propone soluzioni dalla personalità spiccata, confezionate con tessuti italiani a base di cotone, rese uniche da sofisticati disegni tinto filo, stampe, interventi di contrasto mirati all’interno dei polsini o lungo l’abbottonatura, giochi di patchwork e applicazioni che si reinventano stagione dopo stagione nel rispetto del dna.

BLUE FORRESTAL Via E. De Amicis 51/A - 41012 Carpi (Mo) - Tel +39 059 654 151 - com@blueforrestal.It www.barboneitaly.com - www.luckydeluca.com

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Parka in cachemire in seta grigio: Herno Maglione girocollo melangè: Paul&Shark Pantalone doppia pence: Manuel Ritz Calze in lana: Bresciani Scarpe: F.lli Rossetti

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RICCARDO POZZOLI INDOSSA LE ANTEPRIME DI PITTI 93

IL FATTORE UMANO Riccardo Pozzoli è considerato una delle menti imprenditoriali più vivaci e nell’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione. Ha capito in anticipo le potenzialità del digitale, riuscendo a fondere con equilibrio cultura, ricerca e fiuto per i nUOVI MODELLI DI business. Con l’intuito e L’ intelligenza emotiva come punti di partenza. di ALBERTO CORRADO

Riccardo Pozzoli is considered one of the most lively and creative entrepreneurial minds in the use of new communication technologies. He understood in advance the potential of the digital space, managing to blend culture, research and a flair for new business. With intuition and emotional intelligence as starting points.

photos by FRANCESCO ALLEGRETTI styling by Alberto Corrado & Roberto Pietri GROOMING ORAZIO CIRIGNOTTA BY PRORASO LOCATION ATELIER GIOPAGANI

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Abito gessato: Tagliatore Maglia a collo alto in cachemire: Drumohr Occhiali: Thom Browne Borsa in pelle : A.Testoni

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Bomber in nylon: Tatras Pantalone blu: Paul&Shark Camicia a righe in cotone: Bagutta Maglione girocollo in cachemire: Drumohr Calze color bordeaux: Bresciani Scarpe: Fll.i Rossetti 08_01_2018

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Piumino con cappuccio: Woolrich Camicia in cotone blu: Doppiaa Maglione a scollo v profondo: Doppiaa Pantaloni in denim: La Martina Scarpe : F.lli Rossetti

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Giubbotto Aviator: Blauer Camicia in cotone beige: Bagutta Pantaloni in color beige: GTA Cintura in suede: Moreschi Calze in color nocciola: Bresciani Scarpe: Fll.i Rossetti 08_01_2018

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business interview

a tu per tu con riccardo pozzoli

«per innovare bisogna sperimentare» Co-fondatore, socio ed ex-CEO di The Blonde Salad, l’azienda di Chiara Ferragni, Riccardo Pozzoli è ormai attivo sui social a 360 gradi: sia in prima persona come influencer, sia dietro le quinte come consulente di branding strategy. DI Marc Sondermann

Riccardo Pozzoli co-founded The Blonde Salad, the world’s most famous fashion blog, and led it towards 30 million euro in revenues. Today he is an influencer himself, as well as a renowned branding strategist. Come nasce la tua passione per la comunicazione di nuova generazione? Sin da adolescente frequentavo vari social network, quelli della prima ora diciamo, e ho sempre trovato affascinante la possibilità di creare delle reti di contatti, magari sparsi in giro per il pianeta. Poi, con l’avvento dei fashion blogger prima, e di Instagram poi, l’opportunità di fare anche business ha reso ancora più vivo il mio interesse.

energie a scoprire, e magari addirittura annoiarsi. Senza la noia ci sarebbe un decimo delle scoperte scientifiche moderne. Terzo, ma non ultimo, viaggiare alimenta la creatività: uscire dal contesto abituale stimola il nostro cervello a trovare soluzione alternative, il che porta appunto la creatività a crescere e ad aumentare l’elasticità mentale, fondamentale in un contesto dinamico come quello odierno.

Quanto conta la sperimentazione continua in questo ambito? Moltissimo! Questo mondo è in continua evoluzione, e quindi anche i player che vogliono rimanere aggiornati devono esercitarsi costantemente. Non è facile prevedere quale sarà il prossimo hashtag, il prossimo formato o il prossimo modello di monetizzazione, quindi sperimentare è necessario per innovare. Mutare contesto, anche viaggiando, è importante per dare valore al tuo profilo personale? È fondamentale. Viaggiare aiuta molto anche professionalmente, in tre modi diversi: primo, si cambia punto di vista. Spesso siamo talmente immersi nella nostra realtà lavorativa, che dimentichiamo che ci possono essere visioni differenti dalle nostre, e ciò ci fa perdere opportunità, mettendoci i paraocchi. Secondo, viaggiando si stacca: è fondamentale cambiare le priorità, dedicare tempo ed

Cappotto: Paltò Maglione a collo alto in cachemire: Drumohr Pantalone: GTA Calze: Bresciani Scarpe: Fll.i Rossetti

Capospalla: Paul & Shark

Dal punto di vista corporate, quali sono i contenuti social più efficaci per le aziende di moda? Un’ovvietà è che oggi i video siano molto in voga, ma è anche un’assoluta verità: la foto ci ha portato ad avvicinarci al mondo social, ma ora il video ci tiene incollati, e così funziona per le aziende moda. Banalmente si stimolano più sensi dato che c’è anche l’audio, e ciò porta a comunicare meglio, ma soprattutto si riesce a dare più “personalità” al contenuto, punto cruciale dell’interazione sui social. Riuscire a creare delle vere e proprie video storie aiuta a creare engagement e a dare continuità allo storytelling corporate. In termini di brand awareness, un’azienda di moda come deve pianificare la propria interazione con il mondo social? Visti i numeri esponenziali sui social, è chiaro che siano lo strumento più efficace per aumentare l’awareness di un brand. È anche vero che bisogna farlo con criterio: oggi c’è molta confusione, quindi diventa importante selezionare i canali più in linea con i valori del brand, che non necessariamente sono i canali con più risonanza, perché in realtà l’importante è centrare il target. È questo che porta a una conversione e ■ fidelizzazione maggiori.

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code of conduct Seducente e bon ton, geometrica e floreale, bohÉmien e ribelle, l’ispirazione di ogni stilista vira verso codici stilistici in apparente contrasto tra loro. il fil rouge È un’incantevole armonia, espressione dell’identità storica delle singole Maison, che si reinventano rafforzando il proprio potere iconico di ALBERTO CORRADO

Seductive and bon ton, geometric and floral, bohémian and rebel, the inspiration of every designer veers towards apparently contrasting stylistic codes. The fil rouge is an enchanting harmony, expression of the historical identity of fashion houses, able to reinvent themselves and strengthen their iconic power

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TORY BURCH Un guardaroba affascinante, basato sull’essenziale. Uno stile neo-bohémien, dove le silhouette sono rilassate e la tavolozza dei colori trova ispirazione nell’amore per i giardini fioriti. Gli accessori seguono l’abito: borse in pelle, sandali in shearling e accattivanti gioielli a forma di vasi di fiori, annaffiatoi, carriole e rastrelli. A fascinating wardrobe, based on the essential. A neo-bohemian style, with relaxed silhouettes, while the color palette finds inspiration in the love for flowery gardens. Accessories follow the dress: leather bags, sandals in shearling and captivating jewelry in the shape of flower pots, watering cans, wheelbarrows, rakes.

Diane von furstenberg La collezione disegnata da Jonathan Saunders prima dell’annuncio delle sue dimissioni da direttore creativo è femminile e sognante, per una donna sensuale e dallo spirito libero, forte e determinata. I volumi danno un senso archittetonico alla silhouette, come nelle lussuose crÊpe de Chine di seta con fiori dipinti a mano, o nelle stampe che si ispirano ai piccoli boccioli di margherite e a fioriture stile carta da parati. The collection designed by Jonathan Saunders before the announcement of his resignation is feminine and dreamy, dedicated to a sensual woman with a free spirit, but strong and intent. The volumes of the garments give an architectural sense to the silhouette, such as the luxurious silk crêpe de Chine with hand-painted flowers, or prints inspired by the small buds of daisies and by wallpaper blooms.

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PA R I S FEB. 13-15 | 2018

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YARNS | FABRICS | LEATHER DESIGNS | ACCESSORIES | MANUFACTURING PARC DES EXPOSITIONS, PARIS NORD VILLEPINTE

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GUCCI L’idea narrativa della collezione è una visione creativa a 360 gradi, dove abbigliamento, accessori, modelle e location rendono omaggio alle atmosfere dei film di Dario Argento. sotto la lente del fotografo Peter Schlesinger, le modelle indossano mini dress dal sapore 60s con maxi occhiali futuristici, felpe con slogan su romantiche gonne plissé, coat con rifiniture floreali abbinati a sneaker oversize, tute sportive in candido pizzo e tailleur con giacca a kimono insieme a cappellini con il simbolo dei NY Yankees, primo prodotto della nuova co-lab tra la maison e la Major League Baseball. The narrative idea of the collection is a creative vision where clothing, accessories, models and locations pay homage to the atmospheres of the films of Dario Argento. Under the lens of photographer Peter Schlesinger, the models wear mini-dresses with a 60s flavor and maxi futuristic glasses, sweatshirts with slogans over romantic pleated skirts, a coat with floral trim combined with oversized sneakers, sports suits in white lace and a suit with a jacket kimono, with caps with the symbol of the NY Yankees, first product of the new co-lab between the fashion house and Major League Baseball).

ROBERTO CAVALLI Un invito ad un unconventional garden party. Un nuovo romanticismo stemperato da un appeal urbano e funzionale. UNA Femminilità moderna e dinamica incontra influenze dal sapore vintage e nostalgico. Uno stile di vita lussuoso è celebrato attraverso i suoi simboli iconici. Paul Surridge ripensa il mondo delle stampe per creare un nuovo vocabolario . Motivi a fiori acquistano un grafismo astratto. Il loro twist contemporaneo è esaltato dalla fluidità delle silhouette, che comunicano un senso di comoda rilassatezza. An invitation to an unconventional garden party. A new romanticism tempered by an urban and functional appeal. Modern and dynamic femininity meets influences with a vintage and nostalgic flavor. A luxurious lifestyle is celebrated through its iconic symbols. Paul Surridge re-thinks the world of prints to create a new vocabulary. Floral motifs acquire an abstract graphic style. Their contemporary twist is enhanced by the fluidity of the silhouettes, which communicate a sense of comfortable relaxation.

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OUTHERE for

Per Outhere un 2017 oltre le aspettative

Outhere closes 2017 exceeding expectations

OUTHERE ENTRA NELLA SQUADRA FOCUS PULL E SPICCA IL VOLO: IL NUOVO MARCHIO DAL PATCH DI GOMMA DALLE CARATTERISTICHE ZIP CHIUDE IL 2017 SFIORANDO I DUE MILIONI DI EURO DI RICAVI, CON UN TASSO DI CRESCITA DEL 100% PREVISTO PER IL 2018. A PITTI UOMO UNA REALTÀ FORTE E INNOVATIVA.

OUTHERE JOINS THE FOCUS PULL TEAM AND TAKES OFF: THE NEW BRAND WITH A SILICON PATCH AND PECULIAR ZIPS CLOSES 2017, REACHING ALMOST TWO MILLION EUROS IN TURNOVER, EXPECTS A 100% GROWTH RATE FOR NEXT YEAR. INNOVATION AND STRENGTH UNDER THE SPOTLIGHT AT PITTI UOMO.

Obiettivo raddoppio del fatturato per il 2018, puntando al mercato internazionale. Outhere, brand nato dall’esperienza ultraventennale di Graziano Moro e Renato Pigatti, chiude il primo anno di vita con un bilancio oltre attese. Tra gli obiettivi, il rafforzamento dell’export: dopo Spagna, Germania, Olanda e Austria è l’ora di Francia, Svizzera, UK, Norvegia, Russia, Giappone, Corea del Sud e Canada, per raggiungere il 60% di vendite estere. Un abbigliamento d’alta qualità made in Italy, dallo stile rivoluzionario e dai prezzi democratici, anticipa il futuro dello sportswear puntando a un athleisure in chiave urbana. Tra gli ingredienti delle nuove collezioni, in particolare della linea di punta Advanced e del capo iconico 09.05 PM, best seller assoluti, c’è la voglia di vestire il coraggio di cambiare. «Siamo ottimisti sul 2018 - sostiene Renato Pigatti -. Continueremo a sviluppare la personalità di Outhere, presentando a Pitti Uomo 2018 una collezione in materiali hi-tech e con uno stile outdoor urban». Il marchio dal patch di gomma e dalle zip allungate rappresenta una filosofia, un credo e la determinazione che spinge al rinnovamento continuo, valorizzando qualità, competenza e cultura. Un brand italiano ma profondamente internazionale, che mantiene la mente aperta allo sviluppo di tecnologie e materiali tecnici di ultima generazione, vestendo i dettagli di uno sportswear semplice e leggero, ma carico di significato.

The goal is to double the turnover, aiming at the international markets. Outhere, brand born from the more than 20-year experience of Graziano Moro and Renato Pigatti, closes the first year exceeding expectations. Among the goals are stronger exports: after Spain, Germany, Holland and Austria, it’s the turn of France, Switzerland, UK, Norway, Russia, Japan, South Korea and Canada, to reach 60% of foreign sales. The high quality made in Italy clothing line, with a revolutionary style and competitive prices, has a mission: to anticipate the future of sports-wear through a new athleisure concept in a urban key. The new collections, in particular the Advanced flagship line and the iconic 09.05 PM, true best sellers, express the desire to dress up the courage to change. «We have high expectations for 2018 - says Renato Pigatti - continuing to develop the personality of Outhere. At Pitti Uomo 2018 in January we will present an unedited collection, between hi-tech and urban style». The brand with the silicon patch and the elongated zips represents a philosophy, a belief and the determination that drives continuous renewal, enhancing quality, competence and culture. A deeply international Italian brand, which keeps an open mind to the development of the latest generation technology and technical materials, strong with peak preforming details yet full of meaning.

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MAX MARA GuidatO dai principi del design giapponese, il team STILISTICO ha ampliato i volumi dei cappotti doppiopetto con maniche a kimono. I look monocromatici cammello e avorio SI RITROVANO NEGLI abiti in crÊpe e NELLE tute eleganti e funzionali. Il monogramma classico della Maison è stato riutilizzato con raffinatezza PER stampe TON SUR TON. Guided by the principles of Japanese design, the team design has expanded the volumes of doublebreasted coats with kimono sleeves. The camel and ivory monochromatic looks are made for dresses in crêpe and elegant and functional suits. The classic monogram of the maison has been reused with sophistication on tone prints.

SEE BY CHLOÉ Per l’autunno 2018 il team di See by Chloé scava nello stile metropolitano berlinese degli anni’80, dove si sviluppano combinazioni mix-and-match, come in un bizzarro vintage shop. I colori dai toni tenui si uniscono ai motivi vivaci e alle nuance off-beat ispiratE alle opere del pittore postmoderno svedese Jens Fänge. tonalità kaki, grigio, verde bottiglia e bordeaux si mescolano a giocose stampe caleidoscopiche e floreali. La musa di questa stagione potrebbe essere trovata in una galleria d’arte o nelle strade del Mitte, con le mani affondate nelle tasche di un paio di pantaloni di taglio morbido. For the fall of 2018, the See by Chloé team digs into the 1980s metropolitan area, where mix-and-match combinations are developed as if it were a bizarre vintage shop. Soft colors combine with bright patterns and colors off -beat found in the works of the Swedish postmodern painter Jens Fänge. Shades of khaki, gray, bottle green and burgundy mix with playful kaleidoscopic and floral prints. The muse of this season could be found through art galleries or kicking on the streets of Mitte, her hands sunk in the pockets of a series of attractive slouch pants.

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JIL SANDER Il punto di partenza di Lucie e Luke Meier È esplorare il comfort, ma attraverso forme accostante al corpo. Non esistono spigoli: al loro posto ci sono forme tondeggianti, che abbracciano chi le indossa. Ai capi classici vengono conferite nuove simmetrie. un’esplorazione delle lunghezze le interpreta in modo casual, rilassato. approfondito anche lo studio intorno alle scollature, attraverso l’utilizzo di colli alti e scultorei, ampi e angolari, oppure attillati e avvolgenti. Lucie and Luke Meier’s starting point is to explore comfort, while creating shapes close to the body. No sharp edges but round ones, that embrace the wearer. New symmetries are given to classical garments. There is an exploration of lengths in a casual, relaxed way. At the same time there is a study of symmetries and shapes linked to the neckline of the garments, through the use of tall and sculptural, wide and angular, or tight and enveloping necks.

VERSUS Giovane e ribelle, per riflettere lo spirito irriverente della strada. Il DNA di Versus non è mai stato così divertente. La spilla da balia è l’elemento essenziale di uno streetstyle audace: proposte su maglie, denim e pantaloni aderentissimi a vita alta, le spille di metallo conferiscono un’aria sfrontata. Ricamata anche su felpe corte, con maniche esagerate o su pizzi di camicie e pantaloni, la spilla ridefinisce il little black dress della griffe. Young and rebel, to mirror the irreverent spirit of the street. The true DNA of Versus has never been so fun. The safety pin is essential for a bold streetstyle: proposed on sweaters, denim and tight-fitting pants with a high waist, metal pins give a cheeky air. Embroidered also on short sweatshirts, with exaggerated sleeves or on laces of shirts and trousers, the brooch redefines the little black dress by Versus.

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TREND

BRAND TO WATCH Collezioni al debutto, in fase di rilancio o con alle spalle poche stagioni, con un concept originale e una storia da raccontare DI ANGELA TOVAZZI

We have a look to collections ready to boot, evergreen brands that are now undergoing a re-launch or lines born few seasons ago, with an original concept and a story to tell.

WOOBAG

IENKI IENKI

Officina nr. 3, a small creative workshop in Veneto, launched a innovative collection of bags, made of real soft Italian wood.

The duvet-addicted have another cult brand: from Ukraine comes a collection that has conquered some 90 top international stores.

Una collezione di borse in vero legno morbido made in Italy. L’idea è nata due anni fa in seno a Officina nr.3, un laboratorio creativo di Treviso fondato da Sara Da Dalt e Sheila Pierobon, architetti con una lunga esperienza nel campo dell’interior design. Ogni borsa è confezionata artigianalmente da un foglio di legno lavorato e cucito con la pelle, per dar vita a un esemplare unico. A distanza di tre anni dal lancio, Woobag ha conquistato una cinquantina di punti vendita in Italia, tra cui Colognese a Montebelluna, Ofelia a Vicenza, La Zona a Trieste, Caneppele a Trento, oltre a shop esteri nel resto d’Europa, Stati Uniti e Asia. Con base presso Fabio Gatto Rappresentanze e Moneta Showroom, la collezione è venduta, anche sul sito del brand, con prezzi tra i 240 e i 415 euro.

È nato solo un anno fa, ma Ienki Ienki è già diventato un nome cult per gli amanti del piumino. Il brand ucraino, lanciato da Dmitriy Ierenco, nel nome si ispira agli Evenchi, o Tungusi, popolo nomade dell’alta Siberia, e nelle silhouette ricorda i volumi bombati dell’omino Michelin, senza perdere punti in fatto di raffinatezza e vestibilità. Distribuito da Rainbow Wawe a Londra, il marchio si e già aggiudicato un posto in una novantina di top shop internazionali, dall’Europa all’Asia, dagli Usa al Middle East, tra cui Selfridges a Londra, Le Bon Marché a Parigi, Excelsior a Milano, Tessabit a Como, Ratti a Pesaro, Tsum a Mosca, Isetan a Tokyo, oltre a vendere sul proprio sito e sui più importanti multimarca online. I prezzi retail sono compresi fra i 1.000 e i 1.600 euro.

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AHIRAIN The brand is the encounter of high-tech crafts with a clean and metropolitan unigender style, for men and women. Ahirain, marchio made in Italy di Empoli, si presenta come un postmodern rainwear che supera i generi e si distingue grazie a materiali innovativi, utilizzati per silhouette minimal, dagli echi sartoriali. Per lui e per lei, il brand è prodotto da Pellemoda e a due anni dal debutto vanta già un network di quasi 100 clienti wholesale internazionali, tra cui gli italiani Biffi, Banner, Coltorti, San Carlo e Tessabit, per citarne alcuni. Con prezzi sell in compresi fra 190 e 260 euro per la stagione invernale e 140-200 euro per quella estiva, Ahirain è distribuito dalla showroom Breramode a Milano.

PELOTARI PROJECT The brand is inspired by the roots of Basque culture, with a tech menswear that combines the tradition of wool and high performances. Perché non far rivivere la cultura e la tradizione del gioco della Pelota basca in una collezione di abbigliamento? Pelotari Project nasce da qui: trasferire le emozioni legate a questo sport in un “tech menswear”, capace di assecondare le esigenze di estetica contemporanea, funzionalità, qualità richieste dal pubblico maschile di oggi. Il brand, partito un anno fa, ha cominciato a muovere i primi passi nella distribuzione wholesale in madrepatria, oltre che sul proprio e-shop e altri retailer online locali. Ora il debutto a Pitti Uomo, con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei buyer internazionali. Con base presso la showroom The Clop Agency a Barcellona, Pelotari Project presenta prezzi medi sell in intorno ai 130 euro e sell out intorno ai 390.

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CSB LONDON Christopher Brodgen creates a collection that mixes tailoring details and active elements. Con alle spalle sei stagioni, Csb London è una collezione disegnata da Christopher Brodgen, stilista inglese che dopo esperienze da Donna Karan e Tommy Hilfiger ha deciso di avviare questo progetto en solitaire, spinto dalla passione per il mix and match e la combinazione di dettagli tailor ed elementi active. Dopo aver riscosso successo presso retailer come Harvey Nichols, La Maison Simons in Canada e Magmode in Cina, Csb London punta ora a rinforzare il dialogo con i buyer italiani, partecipando a Pitti Uomo. La linea, prodotta dalla chietina Bond Factory, presenta prezzi retail tra i 400 e gli 800 euro per i capispalla, tra 100 e 250 per le camicie e tra 140 e 350 per i pantaloni.

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L4K3 The brand is a contemporary interpretation of navy style, with accessories, bags and shoes. Si scrive L4K3, si legge Lake. Parte infatti dal lago d’Iseo e dalla “gomena” marinaresca l’ispirazione del brand, nato nel 2012 e focalizzato inizialmente sugli accessori. Davanti ai primi successi, i tre giovani fondatori - Massimiliano Carta, Katia Del Bello e Francesco Biaguini - lanciano nel 2014 una linea di borse e calzature, traducendo lo stile navy in chiave contemporanea.Attualmente L4K3 conta due monomarca, a Varese e Belgrado, e circa 200 clienti wholesale, tra cui Le Follie ad Affi (Vr), Calzoleria Sguazzini a Vigevano, Parisi a Taormina, Bonvicini a Montecatini e Giglio Boutique a Lamezia Terme. Intorno ai 68 euro i prezzi medi sell in delle calzature, che tra le novità della primavera-estate 2018 presenta la sneaker-sandalo (nella foto).

RICCARDO COMI Born four years ago as a collection of silk and cashmere scarves, today the brand is a luxury knitwear for men and women, with references to the skate world. Gli inizi del marchio Riccardo Comi risalgono a quattro anni fa, con una collezione sinonimo di sciarpe di seta e cashmere, con grafiche ispirate alla street art: una prima offerta che si tramuta presto in una linea luxury di maglieria, in versione sia maschile che femminile, che fa proprio il valore aggiunto di una produzione made in Italy, con filati nobili, interpretata in maniera innovativa grazie ai richiami al mondo skate. Con RZ Studio come showroom direzionale, il marchio presenta prezzi sell in compresi fra i 118 e i 150 euro.

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PRINCESS HANDLE WITH CARE 100% made in Italy, excellent fit and design for real women: these are the assets of Laura Azzariti’s brand. È contro la moda usa e getta, Laura Azzariti. La stilista romana, che nel 2009 debutta con una semplice linea di T-shirt, nel 2011 crea la propria collezione di abbigliamento e knitwear, battezzata Princess Handle With Care. Le sue regole sono poche ma inderogabili: produzione 100% made in Italy, dai tessuti alla confezione, ottima vestibilità, un design pensato per una donna “vera” e non patinata. Venduta solo online e in showroom (in viale Arrigo Boito 16 a Roma), la collezione presenta prezzi medi intorno ai 200 euro.

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OUTHERE & RUSSELL ATHLETIC for

Outhere veste di tecnicità Russell Athletic: nasce la nuova generazione della felpa

Outhere interprets Russell Athletic with technicity: a new collaboration is born

OUTHERE INNESCA L’INNOVAZIONE SU RUSSELL ATHLETIC: AL VIA IL CO-BRANDING CHE DÀ IMPULSO A UNA NUOVA DEFINIZIONE DELLO SPORTSWEAR, IN CHIAVE URBANA E DAL SAPORE TECH. IL DEBUTTO IN OCCASIONE DI PITTI IMMAGINE UOMO A GENNAIO.

OUTHERE TRIGGERS INNOVATION WITH RUSSELL ATHLETIC: CO-BRANDING IS NOW UNDER WAY TO GIVE A BOOST TO A NEW DEFINITION OF SPORTSWEAR, URBAN STYLE AND TECH FLAVOR. THE NEW COLLECTION WILL BE PREMIERED IN JANUARY AT PITTI IMMAGINE UOMO.

Una ventata d’innovazione per il pioniere dello sportswear. Sarà Outhere, brand up-to-date nato dall’esperienza ultraventennale di Graziano Moro e Renato Pigatti, a scrivere una nuova pagina nella storia della Russell Athletic, brand che rispecchia il DNA della tradizione sportiva. In anteprima a Pitti Uomo una collezione inedita e innovativa, nel segno della sportività e della tecnologia e di un co-branding tra lo storico marchio a stelle e strisce e lo stile outdoor urban di Outhere, per generare un interessante corto circuito fra tendenze e rivoluzioni internazionali. La new generation della felpa Russell Athletic prenderà vita grazie alla combinazione di know-how tecnico e ricerca avanzata sui materiali, fondendo urban e sportswear. «Obiettivo della collaborazione è dare valore al presente - dice Renato Pigatti -. Abbiamo reinterpretato l’originalità di Russell Athletic in modo Outhere. Parole d’ordine: innovazione, forte identità, autenticità». Outhere veste il coraggio di cambiare: la sua essenza si nutre di ispirazioni che proiettano i paesaggi nordici nell’attualità metropolitana. Un marchio italiano ma internazionale, che parla al mondo di qualità, passione, cultura: con un bagaglio di professionalità maturata in oltre 25 anni, Outhere è aperto alle nuove tecnologie e ai materiali tecnici di ultima generazione, interpretando la libertà di vestire il nostro tempo.

In the wave of innovation from the pioneer of sportswear, Outhere, an up-to-date brand born from the more than 20 year experience of Graziano Moro and Renato Pigatti, writes a new page in the history of Russell Athletic, a brand reflecting the DNA of the sportswear tradition. Under the spotlight at Pitti Uomo an innovative, unprecedented collection, the latest forefront of tech wear. A co-branding combining the historic stars & stripes brand with Outhere’s technical style, to create an interesting short-circuit between trends and international appeal. The new generation of Russell Athletic sweatshirts will come alive thanks to the combination of technical know-how and advanced material research, melting a new athleisure with urban sportswear. «The collaboration was born to give value to the present - says Renato Pigatti - reinterpreting the originality of Russell Athletic with an Outhere spin. Keywords: innovation, authenticity, strong identity». Outhere dresses those who have courage to change. Its essence combines inspirations deriving from Nordic landscapes with metropolitan vibes. An Italianyet international brand, rich in quality, passion, culture and a professionalism matured in over 25 years, keeping its mind open to the development of latest technologies and technical materials, in the name of freedom to wear our time.

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PORTRAITS

ADRIAN CHENG

IL MILIARDARIO CHE VUOLE CONQUISTARE LA “BAT GENERATION" 38 anni, una laurea ad Harvard, una grande passione per l'arte e un impero alle spalle che vuole trasformare in business innovativo. Adrian Cheng è un moderno ambasciatore dell’ex Celeste Impero: di lui si è accorto anche il settore fashion, da quando è entrato nel capitale di Moda Operandi. E ora dovrà tenerlo d’occhio, perché ha tutte le carte in regola per vincere la partita con i consumatori più corteggiati: la Generazione Z

nell’ambito della moda e della cultura), Armarium (destinazione DI ANGELA TOVAZZI online per il lusso on demand) e Bandier (eAdrian Cheng is the scion of an 80-year-old dynasty active boutique che coniuga in luxury real estate and the founder of the K11 art-mall. moda, fitness e musiLast October he launched a new investment fund, C Ventures. ca). La notizia che ha The goal? Create a brand ecosystem for the Z Generation. fatto però drizzare le antenne a tutto il goon è immediato immaginare che dieal Salone del Mobitha del fashion world • Adrian Cheng è nato nel 1979 e si è tro un viso solare e dal sorriso così le), ha creato un’alè che Adrian Cheng laureato ad Harvard disarmante come quello di Adrian Cheng, tra business unit, che nel dicembre scorso ha • Dal 2007 è vicepresidente esecutivo 38 anni che sembrano 30, possa celarsi un questa volta lambisce rilevato una «quota sie direttore generale della holding di imprenditore visionario e con idee senza più da vicino il mongnificativa» dell’e-taifamiglia New World Development frontiere, partorite da un grande fiuto per il do fashion: il fondo C ler Moda Operandi. business e una sfrenata passione per l’arte, Ventures, un veicolo «Ha un business model • Nel 2008 ha lanciato il progetto in tutte le sue forme. Fino a ora di lui si sadi investimento con all’avanguardia - comK11, con l’innovativo negozio-museo, peva: 1) che è rampollo di una dinastia da la mission di costruire menta il magnate - con pronto a toccare nove città cinesi entro oltre 80 anni attiva nell’ambito del retail di un ecosistema globale un’attenta customer exil 2023 lusso, con la carica di vicepresidente esedi brand e piattaforme perience ricca di poten• Dal 2011 è direttore esecutivo della cutivo e general manager di New World che hanno come target ziale». Di certo si tratta catena di gioielli Chow Tai Fook e dal Development, un conglomerato con sede a d’elezione i Millendi un’altra mossa per 2013 capo consulente strategico di Hong Hong e attività che spaziano dall’imnials e la Generazione dialogare con l’esercito Modern Media in Cina, nella cui orbita mobiliare all’hospitality 2) che è direttoZ. O meglio la “Bat dei giovani consumatogravita anche Nowness, il canale re esecutivo di Chow Tai Fook, catena di Generation”, come ri made in China, e non online di video fondato da Lvmh (di cui gioiellerie fondata nel 1929 con 2.300 punti la definisce Cheng: solo: «Con 427 milioni Cheng è consulente creativo) vendita 3) che si è messo in luce en solitaire un acronimo che sta di Millennials e 235 con il pionieristico progetto K11, un conper Baidu, Alibaba e • Nell’ottobre 2017 ha fondato il fondo milioni di ragazzi della cept che unisce museo e negozio, aperto priTencent, i tre giganti C Ventures: tra i primi investimenti, Z Gen - osserva - la Bat ma a Hong Kong e poi a Shanghai, diventacinesi della Rete. Filo anche una quota in Moda Operandi Generation rappresenta to poi un ampio ventaglio di touchpoint, tra conduttore di questa quasi metà della popocui la K11 Art Foundation e la K11 Kulcostellazione di offerta lazione cinese, più delture Academy. Detto in sintesi, un carnet culturale e commerciale sono marchi, realtà la forza lavoro degli Stati Uniti e dell’Eustratificato di impegni, tale da tenere occue società di servizi ad alto tasso high-tech, ropa messe insieme». Sarebbe miope non pato anche il più navigato degli imprenditospecializzati in arte, moda, media creativi, tenerne conto, fa intendere Cheng, che ri, senza contare che Cheng siede in molti cultura e benessere. Nel paniere ce ne sono nonostante l’età anagrafica sembra avere cda di musei e istituzioni culturali, tra cui già una decina, tra cui Not Just A Label idee chiarissime. Del resto, proprio il mese il Royal Academy Trust of Arts. Invece (sito dedicato a progetti e opportunità di scorso, a soli 38 anni, ha ricevuto il titolo di dallo scorso ottobre questo giovane tycolavoro per designer emergenti), Dazed Officier de L’Ordre des Arts et des Lettres. on, lui stesso designer (ha presentato pure Media (il network editoriale indipendente Di sicuro, sentiremo ancora parlare di lui. ■

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Q&A A cura di ELISABETTA FABBRI

Managing Director, Global Luxury Goods di Exane BNP Paribas

luca solca

«la moda? non finisce mai di sorprendermi» Luxury goods analyst Luca Solca talks about his analysis approach exploring the competitive environment in which a company operates - and his elegance idols: Roger Federer and Lady D. Quando è stato il suo primo incontro professionale con la moda? Quasi 30 anni fa come consulente: lavoravo per il responsabile dei marchi di abbigliamento e accessori di Sara Lee Corporation. Tra questi c’era Coach, all’epoca molto distante dall’essere il marchio globale che è diventato oggi. Rispetto alle sue prime analisi, come è cambiato il modo di sondare le aziende? Oggi cerco di capire meglio il contesto competitivo e di mercato più ampio in cui si trovano. L’analisi specifica di una società è importante, ma conoscendo il contesto si può immaginare più chiaramente dove quella azienda può effettivamente andare in futuro. Le qualità che apprezza di più in un manager? Mi piacciono i manager con la testa alta e i piedi bien piantati per terra, persone che sappiano vedere il futuro e nutrire piani ambiziosi ma che abbiano anche la tenacia e il “fuoco” per trasformarli in realtà. Non è impossibile avere buone idee. Ma per fare in modo che si realizzino davvero occorrono dedizione, flessibilità, determinazione. E anche la capacità di animare la squadra e di far lavorare tutti - in base a quello che ciascuno può dare - per il risultato. E in uno stilista? Mi piacciano gli stilisti che sanno reinterpretare il dna dei marchi e che mettono la loro creatività al servizio di questi. Così sono in grado di scrivere un capitolo nuovo e, allo stesso tempo, coerente con la storia del brand. C’è ancora qualcosa che la sorprende nel fashion business. Cosa, invece, la annoia? Non mi annoio facilmente, perché sono molto curioso e mi pongo sempre delle

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domande. Amo avere un problema irrisolto a cui dedicare le mie energie. Il mondo della moda e del lusso è in rapida evoluzione ed è sempre capace di sorprendermi. Nel privato è un fashion victim? Mi piace avere un mio stile ed evolverlo nel tempo. Sono curioso di scoprire nuovi marchi, ma anche molto consapevole del “value for money”. Qual è il suo concetto di eleganza maschile? L’eleganza non ha solo a che fare con l’aspetto esteriore, ma anche con il comportamento e il modo di essere. Credo che Roger Federer incarni un asintoto inarrivabile a cui tendere. E di eleganza femminile? Ero giovane negli anni 80… Diana del Galles rimane un esempio di eleganza difficile da emulare, a mio modesto avviso. Per quale capo o accessorio del menswear ha una predilezione? L’outerwear: faccio fatica a non comprare l’ennesimo giaccone quando faccio shopping. L’acquisto più folle per il suo look? Un maglione verde pisello. Lo metto soltanto il giorno di San Patrizio. Cosa è bandito dal suo armadio? Le scarpe inglesi tradizionali. Non le metto più, ormai le trovo troppo pesanti. Se dovesse analizzare un altro settore, potendo scegliere quale preferirebbe? Il retail. È un comparto in rapida evoluzione, con l’avvento di nuovi players dal mondo digitale. Inoltre è strettamente imparentato con il lusso e con la moda: moltissimo ■ ancora passa dai negozi.

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FASHION EXhibitions a cura di ALESSANDRA BIGOTTA

a chicago

In vista mostra su virgil abloh The Contemporary Art Museum of Chicago will present an exhibition about Virgil Abloh, but not before than 2019. Chicago, città natale di Virgil Abloh, gli dedicherà una mostra al Museo di Arte Contemporanea cittadino. Il materiale da esporre di sicuro non mancherà, considerato l’eclettismo di Abloh, fashion designer ma anche dj, artista e protagonista di varie collaborazioni tra cui quella con Nike, che lo ha portato nel 2017 a vincere il premio Shoe of the Year ai Footwear News Achievement Awards. Per assistere all’esposizione di Chicago (a.b.) bisognerà pazientare fino al 2019. 

rick owens alla triennale

subhuman, inhuman, superhuman For the first retrospective about his works, «Subhuman, Inhuman, Superhuman» (open till 25th March), Rick Owens chose the Triennale Museum in Milan. «I vestiti che creo sono la mia autobiografia. Rappresentano la calma elegante a cui aspiro e i danni che ho fatto lungo la strada. Sono un’espressione di tenerezza e di un animo furente. Sono un’idealizzazione adolescente e la sua inevitabile sconfitta»: dichiarazioni rilasciate da Rick Owens, artista prima ancora che fashion designer, alla vigilia della prima retrospettiva a lui dedicata, presso la Triennale di Milano fino al prossimo 25 marzo. Emblematico il titolo, Subhuman, Inhuman, Superhuman, a evocare le atmosfere cariche di pathos che pervadono i suoi abiti, gli accessori, i mobili e altre opere. Sovrastato da una scultura materica che unisce cemento, gigli, sabbia dell’Adriatico e persino capelli dello stilista, il percorso espositivo parte da una stanza buia, da oltrepassare attraversando un “muro” di strisce luminose. Si entra così nel vivo della mostra, con alti manichini con addosso abiti-scultura - un po’ guerrieri, un po’ monaci -, accessori, complementi, video che catapultano il visitatore nelle atmosfere intense e teatrali di fashion show memorabili. Owens ha ideato per l’occasione una “scatola catalogo” ispirata a Marcel Duchamp: realizzata in limited edition e venduta a 744 euro, racchiude testi, immagini, materiali e oggetti che ricostruiscono l’Owens-pensiero.  (a.b.)

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omaggio allo stilista scomparso

azzedine alaÏa rivive al design museum A big retrospective at the Design Museum in London and an exhibition in Paris pay homage to Azzedinde Alaïa, who died in November 2017. Nel 2017 la moda ha perso uno dei suoi protagonisti, Azzedine Alaïa: il 2018 è all’insegna di una retrospettiva, programmata dal Design Museum di Londra quando lo stilista era ancora in vita e che ora assume una nuova valenza. Di scena dal 10 maggio al 7 ottobre, la mostra - durante la quale sarà inaugurato lo store in New Bond street - presenterà oltre 60 esempi dell’arte di Alaïa negli ultimi 35 anni. Anche Parigi rende omaggio ad Alaïa, durante la settimana della haute couture di gennaio, con un’esposizione nella sede di rue de la Verrière, curata da Olivier Saillard. (a.b.)


ENGLISH TEXT

clothes and images. Our iconic products are the stars of the fashion show collection: seersucker and madras fabrics, non-iron shirts and button down collars… Will you return to Pitti in the future after the event? We have not decided yet, but in fact we are not excluding the possibility of returning as one of the exhibitors at the event in the future, after a brief absence. It is still an open discussion. What kind of year will 2018 be for Brooks Brothers? Our fiscal year, which ends in July 2018, will have a slightly upward trend. Foreign markets will allow us to offset the contraction of the US market, which is still suffering from the department store crisis.

Luca Gastaldi

The future of Brooks Brothers

«The florence fashion show for our 200 years and the upcoming revolution» Luca Gastaldi, CEO of EMEA for the brand, which boasts two centuries of history, explains the Pitti event. «It will be a one-off fashion show to communicate our values». He also reveals the brand's growth plans: «Openings in Greater China and more focus on omnichannel». BY ANDREA BIGOZZI

There are few fashion brands like Brooks Brothers that boast 200 years of history and a clientele made up of presidents, industry leaders and Hollywood stars. The American brand, which was founded in 1818 and has dressed Barak Obama, Gianni Agnelli and Leonardo DiCaprio, is preparing for a year in the spotlight, due to its anniversary. Its first appearance will be at Pitti Uomo, where Brooks Brothers

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will be the star of a double event: a fashion show (10 January) and an exhibition (1114 January), both held in Palazzo Vecchio. «Pitti is the most important event in men’s fashion, so naturally we decided to start here» stresses Luca Gastaldi, the company’s EMEA CEO, in anticipation of the projects in the pipeline to celebrate the brand, which has a turnover of around 1 billion. «The key date in 2018 - he reveals will be 7 April in New York, the date of our anniversary». What can you tell us about the event in Florence? For 200 years, we have been keeping the distance from certain aspects of the fashion system. But the catwalk during Pitti Uomo will be a tool to tell the history of the brand and its world. It will definitely be a one-off event - we do not intend to start a cycle. Will we see pieces from the archive on catwalk? No, this kind of items will be displayed at the exhibition that we will stage in Palazzo Vecchio, which will be open to the public. It is a traveling event, ready to be staged also in New York and Tokyo, as well as in other destinations that are still being selected, where we will retrace our history through

Will there also be new openings? We will consolidate our position in Europe with a few openings, while in China and Greater China, where we have a relatively small presence, we have a more aggressive opening plan.


So you believe in the future of physical stores? Yes, because experience is fundamental, but they will have to be transformed, which is exactly what we are doing. How? Physical stores are becoming a little like showrooms, where the product is presented to the customer, who then shops online. This is why we will change our retail concept: smaller locations at more sustainable costs. The role of sellers is also changing: they are increasingly becoming like consultants. Will you launch new services? We will enhance e-commerce, which is growing at double figures, but still has room to expand. There will be a review of the entire platform, from the supply chain to the contents and graphics of the website. We will then launch an omnichannel project: first in the US, then in the rest of the world. How has the business remained successful for 200 years? We have always focused on uniqueness, heritage and innovation, maintaining a strong relationship with consumers, even when they were looking for a less strict dress code. We often see three generations of customers ■ shopping together in our stores. 

CORNELIANI

«We are back at Pitti with a new experience» After ten years, Corneliani returns to Pitti Uomo and unveils its new direction, in the new Investcorp era. The brand's priorities include a more modern aesthetic, more space for retail and especially digital, with the launch of its e-commerce. by Angela Tovazzi

2017 was the first year under the control of Investcorp: what were the results of this new beginning? Generally speaking, we have worked towards raising the bar in terms of

how Corneliani is perceived, focusing on its brands, in the belief that an outstanding company like Corneliani should primarily express itself through its own brands. We have reset the organization with the introduction of new managerial profiles, implemented CRM, which practically did not exist before, and worked a lot on storytelling and corporate identity, which led us to redesign the logo and store concept. From January 2018, we will be able to observe all these developments on the market. At the same time, we have freshened up the style a bit, while remaining true to our core values and to the brand’s great heritage. We will end 2017 with a turnover of around 110 million euro, in line with the previous year, but with a significant increase in EBITDA. A new deal that you will bring to Pitti Uomo... This Pitti is not just important because Corneliani is returning after 10 years. For us, it will be an opportunity to communicate the brand in a more modern way, presenting the fruits of our digital transformation. On 3rd January, before the start of the event, the launch of our e-commerce platform is scheduled, which will give a taste of all the work done in terms of experience. We believe that an e-store

should not be an electronic catalog, but an experiential tool. able to amplify the physical experience, rather than to replace it. You recently strengthened the management in the United States, to face a new phase of development in the area: what projects are in the pipeline? We are already present in the most important department stores in the United States, but not to a significant extent. Currently, this market accounts for less than 10% of our turnover: the growth margins are enormous. The intention is to bring this percentage up to 20-25% in the next three to four years, possibly through development of the retail side.   In addition to the US, what other markets are you focusing on? For the next two years, we will be especially focused on America and Asia, as well as - naturally - on proven markets such as Italy, Russia and the Middle East. In 2018, we are planning to launch major retail projects: in May we will open on via del Babuino in Rome and then we will focus on London, with the transformation of the temporary store in Sloane street into a permanent store and the opening of a single-brand store in New Bond street.■

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ENGLISH TEXT

Carlo Capasa

mIlan men's fashion week

«A weak calendar? Not at all: it is cutting-edge» The Milan Men’s Fashion Week schedule, with several co-ed shows and new entries, reflects the changes in the menswear industry. «The shift is real» says Carlo Capasa, president of Camera Nazionale della Moda, adding that the evolution has created a new format for the calendar, which now combines presentations and shows. BY ANDREA BIGOZZI

«We have to take a positive look ahead. Because a revival is taking place: that of Italian fashion». Prior to men’s fashion shows in Milan, Carlo Capasa talks to Fashion about the industry’s prospects. This optimism stems from the Milano Moda Uomo calendar (12th15th January), which, according to the president of the Camera Nazionale della Moda Italiana (National Chamber of Italian Fashion), is experiencing a period of great change and impetus, in contrast to men’s fashion week in New York, which has been reduced to two days and absorbed by women’s fashion week in

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London, which has almost halved the number of events within just one season. «The Italian fashion system is flourishing: many companies are growing and new names are emerging - says Capasa -. It is a great challenge for the international fashion weeks: Italy can offer a lot, much like Paris. New York and London cannot compete». Winners and losers. But it is not just this. The fact is that everything, truly everything, has changed in fashion and it has to deal with the growing role of digital in distribution and with the tastes of new consumers, Millennials and Generation Z, who have led to the evolution of new forms of expression. «People understand the phenomenon - the head of CNMI assures -. Now we need to move on to the operational phase. We are already doing this, starting with the calendar». What will be the focus of this edition? From this season, we have decided to propose a new format for the calendar, which will no longer distinguish between fashion shows and presentations. The old barriers no longer exist. For some companies, the catwalk has become a cage, so from now on every brand can choose the most suitable way to communicate their own project. Uniting fashion shows and opting for a presentation: many believe this is just a ploy to save money... However, that’s not the case. At this edition of Milano Moda Uomo, the press and buyers will attend real events, which will have something to do with art and technology and whose creation involves investment equal to or greater than that required for a fashion show. Etro, for example, is returning to the men’s calendar, but is not staging a show. It will bring a great, unmissable innovation. So what would you tell people who consider this fashion week to be feeble? That changes should not be seen as something negative. That Milan offers real opportunities to young talents and new brands. And that it is a great international opening. In total, the fashion week encompasses 55 events, 31 of which are fashion shows, including many co-ed catwalks.

Will co-ed catwalks lead to the fusion of men’s and women’s fashion weeks for many brands? I do not think that there is any danger of this, at least not any time soon. You know why? Because current international market conditions require the system to carry on as it is. There are companies that are effectively retailers, so the timing of women’s fashion week is perfect, while for the brands that are more centred around wholesale, which have to sell what they present to buyers, it is an advantage to anticipate as much as possible. Are four events a year too many? On the contrary, they are probably too few. Between November and early December, Milan is literally stormed by buyers wishing to place pre-collections orders in showrooms. Frankly, we think it is a wasted opportunity to let this important moment for the sector go unnoticed. So we are thinking about creating a new event/program to coincide with those weeks. However, we must study carefully the best formula to adopt: it certainly should not be another fashion week. Returning to the calendar, you described it as full of new additions. Are you referring to the four new entries? Of course, but not just them. Alongside the historic names, international brands such as Italians Isabel Benenato and Sartorial Monk and foreigners Hunting World and Represent, a brand that has been directly recommended by buyers, will be parading for the first time. But when I talk about young people, I am also and especially referring to Marcelo Burlon, Palm Angels, Sunnei and M1992, which are moving to Pitti Uomo this season, but will then return to Milan next season, and others like them. These are all names that the Chamber has supported in the past or continues to support, which are now launched and well-known, but that does not stop them from being new to the market. This calendar respects the big names of the past, but also truly gives a lot of space to emerging brands, and this is one of the reasons why we will ■ always be leading the way.


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