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spazio verde

Frutti e bacche: commestibili o velenosi? Il mondo vegetale ricco di forme e di colori ha sempre esercitato un fascino irresistibile per l’uomo che ne ha scoperto e sfruttato le proprietà vitali e benefiche, anche per curare malattie, ma che nel contempo ne ha rilevato le caratteristiche tossiche e perfino letali. In considerazione di questa doppia natura è importante conoscere bene le piante prima di farne uso. Particolare attenzione deve essere prestata ai bambini, specie ai più piccoli, che alla scoperta dell’ambiente notoriamente portano tutto alla bocca, interessati ed attratti soprattutto da ciò che è colorato e vistoso e che quindi sono maggiormente soggetti al rischio di avvelenamenti.

Dopo ingestione di bacche o altre parti di piante nocive, nausea, vomito, mal di testa e nei casi più gravi svenimento e inizio di paralisi sono spesso sintomi caratteristici di intossicazione. In queste situazioni è urgente ricorrere a cure mediche o a un centro tossicologico.

Farmacisti SpazioSalute

A titolo di prevenzione è indispensabile insegnare ed abituare già i bambini a distinguere le piante velenose da quelle innocue e spiegar loro che non devono mangiare frutti e bacche che non conoscono, mentre è bene tenere i più piccoli lontani da tentazioni pericolose. Vi proponiamo di seguito alcuni esempi a dimostrazione che a prima vista, per occhi inesperti può essere facile fare confusione:

frutti commestibili

Castagno

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Ribes rosso

Anice

Ippocastano

Fitolacca o uva turca

Tamaro o uva nera

Cicuta

frutti tossici

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2009-03  
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