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UNIFEED

GUIDA PROGETTO FIBRA

Esperienza e test per la valutazione della miscelazione ottimale nell’alimentazione del bovino

www.FaresIndustries.com

in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova


GUIDA PROGETTO FIBRA

Progetto Fibra Faresin. Lo studio dei fattori determinanti che permettono di migliorare il proprio risultato in stalla. in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova ricerca continua del miglioramento quali asset fondamentali per la crescita e lo sviluppo. Ma oggi non basta più e per questo che per il proseguo della propria mission ha stretto una forte collaborazione con il mondo scientifico Universitario per sostenere e portare avanti lo sviluppo dei propri prodotti.

Faresin Industries da oltre trent’anni è impegnata nella costruzione e sviluppo di miscelatori per l’allevamento zootecnico con particolare attenzione alla filiera della produzione del latte. Un’azienda italiana che partendo dalla conoscenza ed esperienza locale via via ha concentrato le sue forze economiche, la sua sperimentazione e la

Così nasce il Progetto Fibra Faresin, che consiste in una lettura e sperimentazione in collaborazione con Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova per mettere a fuoco in modo analitico e misurabile, quali sono i fattori determinanti che permettono di migliorare il proprio risultato in stalla.

La necessità di garantire una continua e equilibrata attività ruminale ha imposto già da anni l’introduzione, soprattutto negli allevamenti di bovini da latte, della tecnica dell’unifeed o del piatto unico e conseguentemente la preparazione di diete complete in grado di garantire la contemporanea ingestione da parte degli animali di tutti i componenti alimentari della razione e nelle proporzioni definite in funzione della categoria, della fase fisiologica e dei livelli produttivi dei soggetti allevati. La base concettuale quindi dell’unifeed è la contemporanea ingestione di tutti gli alimenti somministrati e in tal senso si sono sviluppate molte tecnologie soprattutto nella costruzione dei carri miscelatori e che ha visto l’Italia fra i paesi più importanti a livello mondiale per offerta, per quantità e per qualità, di tipologie di attrezzature, strumenti e macchine operatrici per la preparazione del piatto unico. In tal senso un particolare contributo è stato dato dai ricercatori della Penn State University, i quali, già da tempo impegnati nell’individuazione della “miglior” fibra (specie e varietà delle essenze foraggere, modalità di conservazione, lunghezza di trinciatura, ecc.) hanno ulteriormente evoluto il loro primo


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Coclea Leader EcoMode

Rullo fresa con particolare geometria che incrementa la velocità di carico e rispetta la fibra

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3 separatore di particelle dotato di setacci con fori di diverse dimensioni con uno in grado di discernere anche le particelle ruminoattive da quelle prive di azione stimolatrice la motilità ruminale, generalmente i concentrati, rispetto a quello meno preferiti e in generale costituiti dai foraggi. È evidente che questa ingestione differenziata fa pervenire nel rumine, nel corso della giornata, substrati alimentari non equilibrati per garantire una regolare ed intensa attività dei microbi ruminali.

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Coclea normale

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Cabina

4 I requisiti fondamentali: 1. l’omogeneità della miscelata al momento della distribuzione 2. evitare che gli animali scelgano, quindi differenziando nel tempo, l’ingestione dei diversi alimenti componenti della dieta

Per adeguare la stimolazione, Faresin Industries adotta particolari tipi di coclee e di frese studiate e progettate per svolgere la loro funzione di raccolta e miscelazione nel rispetto della struttura del prodotto lavorato.


GUIDA PROGETTO FIBRA

Quali sono i fattori da controllare per il rispetto della contemporanea ingestione di tutte le componenti alimentari dell’unifeed? E cosa si intende per omogeneità della miscelata? Sostanzialmente due: l’omogeneità iniziale della miscelata e l’eventuale azione di selezione degli alimenti praticata dagli animali nel corso della giornata dopo la distribuzione. Per omogeneità della miscelata si intende che l’unifeed deve presentare al momento della distribuzione una uguale composizione chimica e il medesimo rapporto fra le particelle di diversa lunghezza, lungo tutto il fronte mangiatoia.

Il conseguimento di questo requisito permette all’animale di ingerire, in qualsiasi punto della mangiatoia, la stessa dieta per composizione chimica e per caratteristiche strutturali in grado di ottimizzare la ruminazione. Detta omogeneità va mantenuta durante tutta la giornata evitando azioni di selezione alimentare da parte degli animali. Leader EcoMode risponde adeguatamente a questo quesito poiché prevede la gestione della fresatura-carico, miscelazione e trasferimento-avanzamento.

vanno dal riepimento, alla miscelazione e alla distribuzione in modo da rispettare e favorire l’omogeneità della dieta. Tale attenzione trova nel Leader EcoMode la massima espressione che risponde a queste esigenze, ma quello che più è importante che siamo andati a misurare queste performance per averne la testimonianza pronti ad un confronto con l’operatore nello spirito costruttivo e di continuo miglioramento.

Per rispondere a questa esigenza, Faresin Industries ha sviluppato le proprie macchine gestendo le diversi fasi che

Come risponde Faresin Industries a questi requisiti in termini tecnici?

Uso del setaccio

Il separatore è lo strumento che permette di determinare la lunghezza delle particelle costituenti l’unifeed e la sua omogeneità. Il separatore Faresin è costituito da 5 setacci (con gradi di separazione differenti) disposti uno sopra l’altro. Il modo di utilizzo del separatore è regolato da un protocollo della Penn State University. Per eseguire la misurazione viene introdotto un campione di unifeed di massa nota all’interno del separatore e viene agitato in 4 direzioni ortogonali fra di loro (vedi figura all’estrema destra). Così facendo le particelle che costituiscono l’unifeed si depositano nei vari setacci venendo così separate secondo la lunghezza. Il peso dei campioni presenti nei vari setacci servono a misurare l’omogeneità dell’unifeed.

Modello per la separazione della dimensione delle particelle

Prelievo in tre punti della mangiatoia (inzio-metà-fine)


L’operatore

Fresatura

La geometria del cassone

Controllo velocità del rullo fresa. Questo significa preservare le proprietà dei singoli alimenti che vengono caricati attraverso la fresatura e dal tempo stesso ottimizzare i consumi, poiché la fresa assorbe esattamente la potenza necessaria per la funzione momentanea. Più modulare e più potente.

Rivista per una miscelazione ancora più omogenea e controllata, e che garantisca un processo di miscelazione che rispetti le qualità organolettiche dei componenti l’alimentazione, restituendo una miscelata ottimale.

Di grande importanza è anche l’abilità e l’attenzione che pone l’operatore. Purtroppo si è ormai diffusa l’idea che la miscelazione è di “competenza” del carro e l’allevatore esegue le operazioni in modo quasi automatico. Invece si deve quasi creare una “simbiosi” tra operatore e carro in modo tale che l’allevatore, perfetto conoscitore delle caratteristiche soprattutto strutturali dei foraggi e degli alimenti che utilizza, moduli il lavoro del carro (tempi, numero di giri, ecc) in modo tale da conseguire la desiderata lunghezza di trinciatura e un’idonea omogeneità della miscelata.

Flusso della miscelata

Miscelazione Controllo proporzionale della velocità di miscelazione, che va da 0 a 40 rpm/min. Grazie alla nuova geometria del cassone ed alle coclee a particolare profilo elicoidale, la miscelazione avviene in modo ottimale, rispettando la natura degli alimenti e restituendo una miscelata equilibrata e soffice, molto gradita ai bovini. La funzione clean (a 50 rpm/min) è applicata per la pulizia del cassone, in modo da non lasciare materiale di miscelata all’interno e aumentando la durata dei materiali del cassone stesso. Fresa potenziata e di diametro maggiore: +15% di potenza applicata e con controllo elettronico. Velocità di fresatura e carico più rapido, utilizzando solo la potenza necessaria in funzione del tipo di alimento. Canale fresa maggiorato, 200 mm più largo in funzione della maggiore profondità della passata operata dal rullo di desilazione.


GUIDA PROGETTO FIBRA

La trinciatura fine dei foraggi, soprattutto nelle diete a secco, potrebbe favorire il conseguimento di una idonea omogeneità della miscelata?

Si può misurare l’omogeneità di un unifeed ? Certamente anche se i risultati vanno esaminati secondo le procedure adottate.

La trinciatura fine dei foraggi non è una garanzia per conseguire un’adeguata omogeneità della miscelata. Evidenze sperimentali hanno infatti sottolineato che neppure la “macinazione” di fatto dei foraggi facilita l’azione di miscelazione dei carri.

Tabella e grafici analisi di dati sul controllo delle prestazioni dei carri miscelatori nella preparazione di diete unifeed per vacche da latte, secondo i paramentri della Penn State University. Elaborazione dati: Università degli Studi di Padova - setaccio di riferimento - risultato del setaccio - percentuale in peso sul setaccio

LINEA ROSSA: misurato LINEA VERDE: range LINEA A TRATTI: ottimale

Fibra lunga

Fibra standard In tal senso la Faresin Industries, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova, ha definito una procedura che, con l’utilizzo di un proprio separatore, di precise modalità di campionamento e di calcolo, consente di determinare la lunghezza media delle particelle costituenti l’unifeed e la sua omogeneità.

Fibra fina

In base poi ai dati sperimentali è stato definito che un buon unifeed omogeneo deve avere: - variabilità del secondo setaccio = < 20% - variabilità del fondo = < 5%

I fattori alimentari che possono influenzare l’omogeneità della miscelata In tal senso va rilevato che per raggiungere un’adeguata omogeneità dell’unifeed si deve cercare di massimizzare l’adesività delle particelle fini a quelle lunghe. Questo obiettivo si può raggiungere innanzitutto modulando le sequenze con le quali vengono caricati gli alimenti per essere sottoposti a miscelazione. è evidente che la preparazione all’interno del carro di un substrato umido prima dell’immissione delle frazioni fini e secche costituite da farine, da sali minerali ecc, può costituire un importante presupposto per favorire un’adeguata adesività tra le particelle di diverse dimensioni. A riguardo l’aggiunta di acqua e/o di altre sostanze leganti (melasso, ecc) può senza dubbio facilitare il raggiungimento di questo obiettivo. In definitiva quindi, con possibili variazioni a seconda delle specificità aziendali vanno dapprima caricati i foraggi secchi e trinciati secondo l’orientamento aziendale, poi l’acqua, le sostanze leganti, gli alimenti umidi (insilati, pastone di mais, d’erba) e infine le farine secche, gli integratori minerali e vitaminici.


In definitiva quali sono i compiti di un buon carro miscelatore? Attualmente ai carri miscelatori vengono molto spesso attribuite funzioni che non possono essere di loro competenza sia perché non contemplabili in nessun caso con le caratteristiche costruttive sia perché dipendenti specificatamente dall’operatività dell’uomo e/o dalle caratteristiche degli alimenti utilizzati per la preparazione dell’unifeed . Un buon carro miscelatore, oltre a bassi costi di funzionamento e di ammortamento, deve essere in grado di preparare una miscelata omogenea ovvero che risulti, alla distribuzione, per composizione chimica e per struttura uguale in tutti i punti della mangiatoia. L’operatività del carro deve quindi prioritariamente miscelare gli alimenti in modo uniforme in tutti i punti del cassone favorendo tra l’altro anche la massima adesività possibile tra le particelle fini e quelle grossolane.

E per quanto riguarda la lunghezza di trinciatura dei foraggi, quali devono essere i requisiti operativi specifici del carro?

Il sistema di avanzamento EcoMode offre 3 modalità di guida che vengono richiamate in automatico a seconda dell’utilizzo della macchina:

Partendo dal presupposto che la lunghezza di trinciatura non costituisce un elemento determinante né per conseguire una miscelata omogenea né per evitare l’azione di selezione alimentare da parte degli animali, va sottolineato che il carro miscelatore deve essere “flessibile” nel modulare la sua operatività ai bisogni dell’allevatore e alle caratteristiche dei foraggi.

SOFT 0-6 km/h per avere una maggiore

In particolare considerando anche l’azione dell’eventuale fresa in dotazione, il carro miscelatore deve salvaguardare l’integrità fisico-strutturale del silomais durante le fasi del desilamento e trinciare i foraggi con interventi combinati fresa e coltelli presenti nelle coclee nel cassone in modo tale da conseguire la lunghezza desiderata nel più breve tempo possibile e senza “sfibrare” le componenti fibrose degli alimenti, per garantire questi requisiti attraverso i suoi prodotti più tecnologici permette di variare la velocità operative dei diversi organi in funzione dei diversi componeti della miscelata. Anche la fase di trasferimento ha la sua importanza nel risultato finale.

trasferimenti su strada.

I like eat with Faresin!

sensibilità negli spostamenti durante l’utilizzo della fresa.

WORK 0-20 km/h durante le fasi di miscelazione e trasferimento all’interno dell’azienda (la modalità Work è attivabile da joystick per avere più sensibilità nelle manovre).

AUTOMOTIVE 0-40 km/h per i Possiamo sostenere che Faresin Industries porge costantemente la sua attenzione e i suoi investimenti per migliorare il risultato economico dell’allevatore, per questo ha affidato un compito imporante all’università, quello di misurare e certificare che quanto è stato eseguito e proposto sia trasferibile in tutte le stalle. Faresin Industries non si è fermata lì: con la sua tecnologia ha incrementato l’attenzione all’ambiente riducendo i consumi e usando componenti di alta qualità, efficienza ed affidabilità ottiene un’importante riduzione dei costi di esercizio e rispetto per l’ambiente.

Leader EcoMode

Risparmio Riduce notevolmente i consumi, sia nella fase di trasferimento che in quella di desilazione miscelazione, garantendovi costi di gestione assolutamente competitivi Inquinamento L’ottimizzazione della potenza richiesta in funzione delle singole operazioni che la macchina compie e i minori consumi consentono una riduzione considerevole delle emissioni inquinanti, rendendo questa macchina una tra le più ecologiche disponibili Potenza La gestione elettronica del motore e delle singole funzioni della macchina ha permesso un incremento totale della potenza disponibile del 15%


FARESIN INDUSTRIES SPA Via dellâ&#x20AC;&#x2122;Artigianato, 36 - 36042 Breganze - Vicenza - Italia Tel. + 39 0445 800300 - Fax + 39 0445 800340 Faresin@Faresin.com - www.FaresIndustries.com


UNIFEED - GUIDA PROGETTO FIBRA  

Esperienza e test per la valitazione della miscelazione ottimale nell' allevamento del bovino.

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