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www.speetway.com

Vengono celebrate le città più famose e rinomate dal marchio di borse tutto italiano Speetway; in una collezione che vede al suo interno microarchitutture stilistiche ispirate agli edifici più celebri, Colosseo, Big Ben, Cappella Sistina e altri, in un contesto produttivo attento all'eco-sostenibilità e all'etica sociale. Resistenza dei materiali e agli stilemi temporanei della moda, sono i principali ingredienti della filosofia Speetway, una longevità strutturale a più livelli, intesa a far riemergere l'idea di borsa come compagna onnipresente di ogni giorno, e come fedele accessorio in grado di adattarsi in modo semplice ed efficace ad ogni esigenza.


INDEX

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TO ALL OF FANCY TRA ARTE E MODA...

10 PASSION FOR JEWEL

4 12

FASHION BLOGGERS FROM ITALY

16 ORA COSA MI METTO?

18

MODA X ARTE

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REFLECTION OF HUMAN... (shooting by Richard Keith Emerson)

MAGNIFICA PREDA 32

34 OLTRE MODA

INTERNAZIONALE D’ARTE LGBT 40


EDITORIALE

2 ALL OF FA N C Y

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a moda è interpretazione di spunti presi per la strada,

mentre cammini, mentre osservi seduto su una panchina di una piazza tutte le persone che passano davanti a te. travolte dalla loro vita e dai mille impegni. Il ritmo aumenta, la tecnologia migliora incessantemente, tutto sembra più confortevole e più bello. Ogni individuo trova esattamente quello che cerca, il mercato bombarda le menti, inganna i cuori. Ogni settore tende sempre di più ad approfondirsi, a dilatarsi, nascono innumerevoli specializzazioni, l’immagine è la vera creazione del mercato. Il sistema sta inglobando la vita delle persone, e nessuno ha il tempo di coltivare i propri sogni, con la fantasia si può

far vivere ogni cosa, almeno nella mente, dobbiamo sfruttare la nostra mente; la collaborazione tra persone

potrà far rinascere il mondo; un mondo trascurato dall’egoismo, avvelenato dallo spreco, che più che mai ha bisogno di un nuovo respiro, di nuovi pensieri ed idee. Questa è una rivista che vuole conoscere

il pensiero e la fantasia delle persone, di tutte; questa rivista è il riflesso del vostro mondo: un mondo fatto di miriadi di colori. Ognuno ha un colore diverso: di pensiero, di occhi, di pelle; tante differenze per una sola uguaglianza, la capacità di sognare e di creare.


TRA ARTE E MODA UN’AREA INTERESSANTE

L

a moda, l’arte, al centro di un dibattito, che da sempre pone come quesito l’effettiva legittimità della moda come forma artistica. Una sfida che molti stilisti si trovano ad affrontare collezione dopo collezione. Nel 2001, da un’idea innovativa di Barbara Bologna, artista e designer formatasi alla rinomata Accademia di Brera, nasce “Area”, marchio d’abbigliamento in cui l’armonia tra arte e moda è principale ingrediente d’identità e di codice operativo. Il brand nasce con una sfida stilistica, accessorio non più come appendice

superflua, ma come elemento protagonista, in grado di vestire tanto quanto un abito. Sin dalle prime collezioni prodotte a tiratura limitata, si trovano accessori scultorei, dai volumi ampi realizzati con una commistione di materiali, che vanno dalle lane ai metalli pregiati e semipregiati. L’originalità, l’attenzione per il design e la produzione artigianale rigorosamente made in Italy del marchio, rendono possibili negli anni successivi collaborazioni con aziende già consolidate come Malloni e D-CLN. Nel corso degli anni, Area scolpisce il suo stile in un’esercizio stilistico in grado di

interpretare una donna sempre diversa, nella collezione AI 2006 “Encharne” scopriamo una donna che si sa ascoltare, in grado di riflettere su se stessa, ed è in questa fase che l’accessorio inizia a trasformarsi in un capo. Nelle collezioni successive si definisce un percorso che farà scoprire una donna, prima elegante vestita con cotoni pregiati, poi morbida vestita di volumi cadenti e con apparente disattenzione, approdando alla PE 2008 “18.01” basata su schematismi verticali asciutti, geometrici, ispirata ad una donna underground continuamente alle prese con il tempo e la vita metropolitana.


w w w. l a b - a r e a. c o m

Sono le collezioni, AI 2008 “101 esima” e PE 2009 “Rimanenze” a consolidare il lavoro di ricerca e di qualità dell’azienda, portandola a distribuire il proprio prodotto in diversi punti vendita in Italia e all’estero. L’idea di continuare la commistione fra arte e moda, trova nuove ispirazioni nelle collezioni AI 09/10, PE 010 ed AI 10/1, rispettivamente ispirate a Francesca Woodman (fotografa), Vanessa Beecroft (artista italiana) e Pina Bausch (coreografa tedesca). E’ nella collezione ispirata a Pina Baush che la commistione fra arte e moda diventa sensoriale, infatti il parallelismo fra lo spettacolo di Pina Bausch, Nelken, 4000 garofani odori e immagini che si fondono,

e la collezione, che celebra l’abito come un nuovo toccare; rende il lavoro di questo marchio vicino all’idea di arte ed espressione. Ispirazione, creatività, innovatività, sensorialità, sono tutte corrispondenze di un punto di contatto con l’idea di arte, la quale in queste collezioni ha sicuramente trovato un’area interessante di espressione stilistica.


Passion in jewel Gioielli contemporanei di ricerca, interamente realizzati a mano, di varia ispirazione e suggestione. 
 La scelta delle tematiche, delle forme, dei materiali e degli accostamenti cromatici, è lo specchio dell’emotività creativa di Giulia Boccafogli, architetto bolognese, che da piu’ di 10 anni è “perseguitata” dalla passione per l’ornamento femminile.



Le collezioni al momento in atto sono: Minimal Chic – materiali per rivestimento d’interni con argento e pietre semi preziose Essenza – Rame in barrette di sfrido industriale e pietre dure Silk Shapes – Seta, chiffon ricamati su basi geometriche Waves – Forme 3D in pelle Leaves – Gioielli grafici in pelle

Le collezioni di Giulia Boccafogli sono varie ed eterogenee, proprio come la femminilità, che manifestandosi in modi e tempi del tutto personali, non puo’ essere mai descritta in un unico modo.

 suggestione: in esse convivono razionale La creatività funziona nella stessa senso del progetto, della forma e della maniera: non ha stagione, non ha limiti struttura ed istinto creativo puro, fatto di pulsioni, passioni cromatiche e e non ha paura di cambiare. 
 Per questo motivo le collezioni non materiche.

 seguono i ritmi dettati dal fashion system, ma si evolvono lungo “stagioni emotive” Gomme e linoleum per rivestimento d’interni, rame di sfrido industriale, seta del tutto personali. 

 Ricerca e passione, progetto e e chiffon, nappa e camoscio, bottoni

d’epoca e pietre dure... questi sono solo alcuni dei materiali che Giulia plasma quotidianamente e che attraverso la sua immaginazione diventano originali pezzi unici da indossare.


Fashion Bloggers from Italy : La moda è di casa Fra outfits , foto (tante) e commenti (pochi) l’universo di aspiranti stylist italiane si fa sempre più largo. Scritto da Martina Caffo 26 anni, laureanda in Scienze della Moda, giornalista pubblicista (con varie esperienze sia sul web che in cartaceo).

Se pensate che siano un armata Brancaleone vi sbagliate di sicuro. Attente, comunicative e pronte a farsi largo negli abissi ormai profondissimi del fashion, le nostre blogger in pochi mesi hanno letteralmente disintegrato tutto quello che sembrava ad appannaggio delle “colleghe”americane. E se la piccola Tavi Gevinson è stata una delle prime ad entrare nel regno American Fashion dalla porta principale , diventando in pochissimo tempo immancabile a tutti i cool events , le nostre ragazze non sono da meno. Ormai anche loro padroneggiano sotto la passerella e scrutano con fare esperto le fogge degli abiti al fianco dei fashion journalist più famosi. Inizial-

mente furono proprio le piattaforme web delle riviste patinate, primo fra tutti In style, a dare l’opportunità di ritagliare uno spazio alle web-lettrici che volevano avere qualche consiglio (o qualche complimento ) sul loro stile. Qualcuna ha così pensato di volersi mettere in gioco fino in fondo, percorrendo la strada del proprio blog. E così i blazer di Zara si sono abbinati alle T-shirt rock dei Ramones, agli skinny di Jacob Coen (incredibilmente!), alle Flat di Marc Jacobs, alla itbag di Miu Miu, al fiorato fermaglio di H&M e alle spiritosissime creazioni bijoux di Tarina Tarantino. Lo scettro della queen Italy spetta senza dubbio alla Italianissima Chiara Ferragni


: biondissima, occhi cerulei, fisico da modella e tanto di pose da star, trascorre le sue giornate tra eventi mondani in compagnia delle sue borse chanel e i suoi scatti da reflex. Aspirava a diventare modella a fotografa, poi spinta dalle sue sostenitrici, ha creduto che fosse meglio svoltare per la via dello styling. Più o meno sulla stessa line up Veronica Ferrari, anche se a dispetto della sua bionda amica Ferragni, la bruna meneghina strizza l’occhio a uno style più americano, quasi più grunge. Ma questi sono solo gli esempi più noti delle rappresentanti italiane delle neo web stylist. L’Italian Fashion Blogger conta su Facebook almeno 950

iscritti e buona parte di queste sono, appunto blogger. Ma cosa spinge queste ragazze ( e qualche ragazzo) ad addentrarsi in questo mondo ? Sociologicamente parlando, se da un lato sono strette dal bisogno di appartenere a un gruppo all’altra c’è sempre più la voglia di emergere ovvero l’ essere ammirate perché in possesso del fantomatico oggetto del desiderio del momento. D’altronde un opinion leader non può non avere una (Balenciaga) Giant City o una (Yves Saint Laurent) Muse e soprattutto non può non essere al di sopra delle righe. Spogliatesi dalla timidezza davanti l’obiettivo, passano con estrema nonchalance dal mostrare l’ultimo acquisto o

a farsi immortalare con il loro nuovo personal outfit creato sul momento. “Sei Bellissima”, “Dove hai preso quel top?”, “Adoro come ti vesti” sono solo alcuni dei post che invadono lo spazio che le nostre ragazze si sono ritagliate. La passione della moda è un trampolino di lancio per un esibizionismo esasperato ma che ha i connotati positivi della comunicazione e della creatività . Anche se, a dir il vero, quest’ultima è ancora vittima delle emulazioni post film “chick-lit” che si sono avvicendati in questi ultimi 5 anni: dal “ Diavolo veste Prada”, passando per “Sex & the City” finendo per “I Love Shopping”. Peccato. Le blogger Italiane potrebbero

accarezzare più intensamente l’idea di indossare - sfoggiare il vero e ormai (sigh!) in via d’estinzione ( se non lo salviamo ) Made in Italy. Soprattutto quello fiorente, quello dei nuovi talenti. Lasciando talvolta per strada il gusto un po’ impiastricciato del cosmopolitismo. Un appello fiducioso e inteso alle bloggers, scritto da un ex peccatrice ( e forse un po’ ipocrita) amante segreta di Alber Elbaz (Lanvin), di Luella e di Marc (Jacobs). Persino il re delle scarpe Manolo Blahnik , ha capito l’importanza ancora attuale della moda del nostro paese tanto da venire spesso nella culla della calzatura Italiana e mondiale, nella ridente cittadina di Vigevano. E nel

suo essere discreto e nel suo italiano perfetto ammise pubblicamente di non aver mai visto Sex & The City. Per la serie copiare è bene, ispirarsi è meglio. Con la speranza che le fashion blogger non rimangano accorate a pseudodogmi modaioli ma che siano sempre pronte a rinnovarsi. Meglio per loro. Meglio per noi. Martina Caffo


E ORA COSA MI METTO

?

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l dilemma dell’abito non ha età, da secoli miliardi di donne si sono scontrate con questo enorme dubbio, nato da condizioni sociali, economiche, di bellezza e d’età. La donna quando si veste vuole piacere a se stessa e agli altri. Sentirsi vestite male può rovinare una giornata o una serata e scaturire un pessimo umore. Come evitarlo? Non è possibile fare un elenco preordinato di quali abiti indossare in un’occasione piuttosto che in un’altra. Purtroppo non esiste una risposta generale e sono certa che un manuale del perfetto guardaroba sarebbe altrettanto assurdo quanto un oroscopo con un solo segno dello zodiaco per tutti!

portunità per valorizzare e perfezionare la propria immagine nel modo migliore. Mai in nessun’altro periodo storico, neanche nel movimento hippy, c’è stata tanta libertà, tanta offerta di proposte stilistiche diversissime tra di loro, e tante possibilità di scelta tra mille fasce di prezzo. Avere un proprio stile, ci permette di non accodarsi delle scelte delle altre ma di giocare con marchi famosi e non, abiti di alto pret-à-porter con pezzi poco costosi. Quando si sceglie non si deve aver paura di azzardare, ma solo di diventare ridicole o volgari.

Un consiglio inusuale? Entrate in un negozio e provate tutto ciò che vi circonda, anche il capo che meno vi convince, a volte questo La soluzione è scegliere solo quello che piace metodo può rivelare importati scoperte e e che ci sta bene indipendentemente dalla rivelazioni. moda o da quello che si mettono gli altri. Rendere il nostro look personale e non omologato ci permette di essere uniche ed interessanti e ci consente di non essere paragonate a qualcun’altro. Una volta conquistata questa indipendenza va bene tutto e il contrario di tutto, perché questo è il nostro stile personale. Poco importa cosa e quando, il “come” è la parte fondamentale. Non ci sono schemi, regole o guide da seguire. La moda oggi è in uno stato di anarchia totale, e non approfittarne per essere uguali Di: Anna Zigliotto annazigliotto.blogspot.com alle altre significa perdere una grande op-


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MODA ARTE di Luca Trapanese shonwer.blogspot.com

u cosa sia l’arte, si è sempre discusso. Numerose sono le risposte al quesito e diverse sono le prese di posizione a riguardo. Ancora più complesso è cosa può essere considerato arte. La moda è sempre stata messa in discussione come tale e in particolare, Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, ha recentemente affermato che la moda non debba essere confusa con l’arte, poiché i due termini non sono sinonimi. “Lo stilista”, sostiene la Sozzani, “ha come scopo finale quello di vendere il proprio prodotto, e la soddisfazione arriva solo nel vedere l’abito indossato da donne o uomini per la strada, e non dalla realizzazione di esso”. Questo può essere facilmente dimostrato ai giorni nostri, con l’avvento delle grandi catene d’abbigliamento, che producono i capi in serie tutti uguali e corrispondenti a

precisi standard perdendo così qualsiasi personalità. In essi non è più riconoscibile la mano del sarto o dell’uomo che l’ha prodotto, e si è dovuti necessariamente sacrificare tutta una serie di raffinatezze e riguardi che costituivano la caratteristica più qualificante del capo artigianale. Da questo punto di vista non si può di certo escludere la teoria che la moda non è arte, ma considerandola più in generale, e ponendola “per assurdo” come tale, lo stilista in realtà crea per trasmettere un’idea, un modo d’essere, una passione, una generazione o una fase storica, proprio come un vero artista. Ma la Sozzani prosegue: “Per l’artista la vera soddisfazione è vedere il proprio quadro, scultura, installazione in un museo o in una galleria famosa, o in una grande collezione privata”. E’ qui che metto in discussione ciò che dice la giornalista


di moda, perché la vera soddisfazione dell’artista non è solo esporre e avere successo, ma vedere colmata un’emozione o espresso un sentimento proprio all’interno di un dipinto, una scultura, o una fotografia. Per questo motivo l’arte non può essere considerata solo un qualcosa di decorativo o ornamentale. Basti pensare al celebre pittore norvegese Edvard Munch, che considerava una tela come un essere umano, quindi un corpo che doveva vivere, soffrire ed essere usato, o diversamente Henri Matisse o Renoir, la cui arte era “gioia di vivere”: trasmettere felicità e fuggire momentaneamente dai drammi della vita che li circondavano. Ma l’arte appunto, oltre ad avere finalità estetiche, è anche un qualcosa di funzionale, e questo lo si riscontra nelle antiche creazioni primitive o egiziane, la quale funzionalità era legata alla religione e alla spiritualità. Quindi l’artista non è soddisfatto nel vedere le proprie opere in un museo o in una galleria

famosa, ma è soddisfatto quando riesce a trasmettere qualcosa attraverso l’arte, quando riesce a comunicare ed esprimere se stesso attraverso questo strumento. È per questo motivo che la moda può essere considerata arte. Chi crea moda, crea allo stesso tempo arte, perché trasmette nell’abito la propria bravura, l’estro e la propria capacità di comunicare la bellezza, che è del tutto soggettiva. Come risposta al quesito iniziale “che cos’è l’arte?”, risponderei personalmente che l’arte è ciò che riesce a colpire, a emozionare e a suscitare nell’osservatore un pensiero, sia esso negativo o positivo.

di Luca Trapanese shonwer.blogspot.com


Il vintage non è solo un modo di vestire ma anche una vera e priopria cultura, dove l' attrazione migliore è poter acquistare qualche cosa di unico e autentico per materiali e tecnica di lavorazione. Dov'è l'identità, l'originalità e dov'è la libertà di essere qualche cosa di completamente diverso dagli altri?

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Nasce nel 2001 in via Borgo Dora (Balon), un piccolo negozio immerso nello storico quartiere torinese dove a fare da protagonista sono da sempre la passione per l' antico e il creativo. Nel 2004 si sposta in via Gaudenzio Ferrari 4. Qui Mole Antonelliana e polo universitario le fanno da cornice, perché MAGNIFICA PREDA non rimane un semplice negozio ma diventa un punto di incontro dove l'abito d' epoca ormai diventato pezzo da collezione è anche arte, perfettamente integrato ed attuale soprattutto nel mondo giovanile. Da giovedì 25 giugno 2009 MAGNIFICA PREDA si è spostata al QUADRILATERO ROMANO in via SANT'AGOSTINO 28 ha inaugurato uno spazio espositivo polivalente ad ingresso libero all'avanguardia, unico nel suo genere dove arte, moda e design si incontrano diventando, con i suoi 500 mq di superficie, anche temporary store per aziende attive nel settore del vintage e per giovani artisti e stilisti emergenti.

Vestire vintage vuol dire distinguersi nella monotonia delle proposte del vestire alla moda, perché si indossa un capo, un accessorio unico ed esclusivo e vuol dire avere una personalità non incline al conformismo. Spesso si cerca la scorciatoia del logo nel vano tentativo di acquisire una certa autorevolezza, ma il risultato ottenuto è l'opposto e il marchio ostentato diventa segno di debolezza. MAGNIFICA PREDA è nata per la passione di chi ama indossare capi mai scontati e spesso unici, per uscire dal trend e affermare il proprio gusto personale con accessori e abiti ideati e confezionati negli anni '50, '60, '70, '80, ma prevalentemente nuovi (mai indossati) ed etichettati.

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OLTRE di Stephanie Reed

MODA

L’unica cosa che non passerà mai di moda è la moda stessa. Fin dall’antichità gli uomini hanno cercato di esprimere loro stessi attraverso l’abbigliamento, racchiudendo negli abiti tutta la cultura e la storia del loro popolo. Oggi, la moda è diventata sempre più personalizzabile e anche gli stilisti hanno smesso, ormai, di imporci che tipo di persona dobbiamo essere. Ciò che indossiamo sono le parole che non diciamo! Attraverso l’abito noi comunichiamo al mondo la nostra personalità, mostriamo che anche noi abbiamo qualcosa da dire, per questo rappresenta una parte importante del

nostro essere. Ciò che ripeto spesso, anche nel mio blog, è che vestirsi bene aiuta notevolmente l’autostima di una persona, che si sente automaticamente favolosa e al centro dell’attenzione. Inoltre, tutto ciò che esteticamente appare bello agli occhi, fa star bene nell’animo. Infatti, la filosofia che ogni fashionista dovrebbe seguire, è che l’abito fa davvero il monaco! Seguire passivamente le “leggi” proposte dai guru ed indossare look copiati al dettaglio da sfilate o riviste, non significa essere alla moda. La moda è molto più di quello che appare su Vo-


gue. È una passione, un modo di essere e uno stile di vita, e non una semplice frivolezza adatta alle persone superficiali. La persona che si veste davvero bene, è quella che riesce a dare un’impronta personale al proprio look. Se c’è una cosa più importante della moda, quella è lo stile. Esso non si può creare dal nulla perché, anche se si può migliorare, è una dote innata, che si rivela nei piccoli dettagli, nei modi di fare, nella maniera in cui Audrey Hepburn scende da quel taxi nel suo LBD, sbirciando nella vetrina di Tiffany dai suoi Rayban Wayfarer, sorseggiando un caffè e addentando lentamente un croissant. Nessuno è esente dalla moda, perché il suo circolo vizioso, alla fine, imprigiona tutti. Basti tenere a mente le parole di Miranda Priestley (Il diavolo veste Prada) per averne un esempio lampante: “Tu apri il tuo armadio e scegli, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di

cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee. E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti. Quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori dalle proposte della moda” La moda ha conquistato il mondo, e la scelta sta a noi: possiamo seguirla e amarla, ricercando in essa una nostra impronta personale attraverso lo stile, oppure possiamo cercare invano di combatterla, consapevoli del fatto che, malgrado i nostri sforzi, prima o poi finiremo tutti sotto il suo lussuoso giogo.

Stephanie Reed www.fashionsensation.wordpress.com


art


Internazionale d’arte LGBT 2010 dal 15 aprile al 5 giugno

SONO COME SONO

Gena Ivanov

Perché i generi sono sempre e solo due? Perché tutto il resto eccede dalla norma? Gli uomini non sono tutte singolarità? Nel momento in cui si è costretti a rappresentarsi attraverso un ruolo di genere, si è obbligati a rinunciare a tutto quel che fa di ognuno di noi un’identità; la società si crea delle “aspettative” sul ruolo che tutti si augurano vederci recitare, pena il mancato riconoscimento sociale.

Indirizzi Av Art Gallerie: Via Santa Giulia 14/c, Torino - apertura: lun - ven dalle 10 alle 19, sabato su appuntamento (+39 011 8115112) Via Mazzini 50, Torino - su appuntamento (+39 011 8115112)

L’Associazione Koinè, ente senza scopo di lucro, in collaborazione con la Fondazione Artèvision, di cui è tra i soci fondatori, opera dal 2000 nella promozione di giovani artisti emergenti nel campo delle arti visive e figurative e nell’organizzazione di eventi culturali. Quest’anno presenta la 4° edizione dell’ Internazionale d’arte LGBT, in collaborazione col 25° Torino GLBT Film Festival e AV Art Gallerie, grazie al contributo della Regione Piemonte, il patrocinio della Provincia Torino, del Comune di Torino, dell’Ambasciata di Spagna, il patrocinio di “Gai” Associazione per il circuito dei giovani artisti italiani e dell’Associazione Arcigay Nazionale. L’internazionale d’Arte nasce con l’intento di dar vita a un evento artistico che permetta la scoperta di nuovi punti

di vista, promuovendo l’emergere di una coscienza civile e di sensibilizzazione al mondo LGBT quale parte integrante della società contemporanea presente in qualsiasi fascia sociale ed economica. Ed è proprio grazie a questi presupposti che si sviluppa e consolida la collaborazione con GLBT Film Festival da Sodoma a Hollywood. Le opere presentate saranno inoltre valutate dalla giuria del Film Festival, il cui parere verrà integrato da quello del pubblico. Sarà data la possibilità di esprimere la propria preferenza attraverso le schede fornite agli spettatori nelle diverse sedi espositive. L’intento di raggiungere il grande pubblico ha portato l’organizzazione a scegliere di esporre oltre che nei luoghi


Vito Triolo

classici deputati all’arte, come le due gallerie “Av Art Gallerie” di Torino (via Mazzini 50 e via Santa Giulia 14), anche in spazi “altri” quali i foyer del Cinema Ambrosio, sede del GLBT Film Festival Torino, e del Cinema Lux, capolavoro architettonico anni ’30 situato nel cuore della città nella splendida Galleria San Federico, che riapre le sue sale dopo anni di ristrutturazione. Le location e il contesto urbano torinese che ne sarà teatro faranno così di entrambi gli eventi un qualcosa di unico nel panorama internazionale. Le opere di pittura, scultura e fotografia visibili quest’anno sono state selezionate dal Comitato scientifico composto da: Giovanni Minerba ( Presidente Glbt Film Festival Torino), Angelo Acerbi ( Curatore Programmazione Glbt Film

Festival Torino), Aurelio Mancuso ( Presidente uscente dell’Associazione nazionale Arcigay), Telemaco Rendine ( Presidente Fondazione Artevision), Carlotta Occhiena ( Direttore organizzativo AV Art Gallerie), Agnese Moreni ( Responsabile organizzativo Internazionale d’Arte 2010 per l’Associazione Koinè). Tra le oltre 150 richieste di partecipazione pervenute sono stati individuati 18 artisti, tra italiani e stranieri, provenienti da Congo, Brasile, Russia e Spagna. Il comune denominatore è il corpo, che diventa l’oggetto dell’indagine artistica; tutti gli artisti dell’Internazionale mettono al centro della loro produzione la figura umana, ricercando sempre gli aspetti più veri, genuini, primitivi dell’essere umano. Special guest dell’evento Luciano Biol-

cati, il noto scultore milanese che tramite il bronzo e il legno, i suoi materiali preferiti, lascia traspirare la sua anima con “una scultura preesistente velata dal mistero delle avventure…” (Alfio Coccia). Gli artisti in cartellone: Andrea Varca (Torino, 1963) Andrea Guerzoni ( Torino, 1969) Clearco Giuria (Genova, 1974) Enzo Casale (Roma, 1960) Michela Riba (Cuneo, 1984) Massimiliano Petrone (Torino, 1983) Oriella Montin (Rovigo, 1978) Sebastiano Impellizzeri (Catania, 1982) Valentina Curà (Bologna, 1975) Vito Triolo ( Como, 1976) Francesca Cirilli (Viareggio, 1982)

Claudio Bindella (Milano, 1967) Ilaria Buselli (La Spezia, 1981) Guido Anderloni (Milano, 1966) Nuria Fermin Gonzalez (Spagna- Madrid, 1986) Jeferson De Souza (Brasile- Taquarituba, 1984) Romain Mayoulou (Congo- Brazzaville, 1973) Gena Ivanov (Russia- Vladimir, 1968) Special Guest: Luciano Biolcati (Milano, 1932)


Enzo Casale (Roma, 1960)

Studia tre anni alla EPPP sotto la guida dei maestri Antoine Sita e Dzon. Pittore che sperimenta diverse tecniche, rivelando una marcata tendenza all’arte decorativa astratta. Si dedica al ritratto realista.

Diplomato Accademia Belle Arti di Roma, illustratore per Marina Monteforte su

Vogue America, è stato pubblicato su ARTIsSpectrum, rivista di promettenti artisti del mondo dell’arte e, in particolare del mercato dell’arte di New York . ArtisSpectrum N.Y. dice di lui:“I dipinti di Enzo Casale pongono la questione dell’universalità del ritratto. Egli tenta non di seguire il percorso del ritratto tradizionale che mira a immortalare una somiglianza, uno stato d’animo, o l’essenza interiore del soggetto scelto.”

Romain Mayoulou (Congo- Brazzaville, 1973)


Vito Triolo ( Como, 1976) Vincitore di numerosi premi quali “IV Premio Internazionale di Arte Laguna Moca 2010” , XIII Premio Nazionale d’Arte Città di Novara, Premio Internazionale “La Colomba, è stato pubblicato sul periodico “BOE’”. Triolo dice: “Nelle mie opere si respira un disagio sociale che chiude le porte ad un futuro prossimo ma le apre solo per offrire incertezze, precarietà, insicurezza”.

Indirizzi Av Art Gallerie: Via Santa Giulia 14/c, Torino - apertura: lun - ven dalle 10 alle 19, sabato su appuntamento (+39 011 8115112) Via Mazzini 50, Torino - su appuntamento (+39 011 8115112)

Vincitore Premio Nazionale per giovani incisori “Gino Carrera”. Stefano Fugazza di Lodi. Tra le mostre più recenti ricordiamo Bye Bye Peggy: Garantito Accademia. Evento collaterale in occasione della terza Mostra dedicata a Peggy Guggenheim. A cura di Carla Crosio e Luciano Massari.

Sebastiano Impellizzeri (Catania, 1982)


Fancy  

Per ogni pensiero, ogni idea, ogni progetto; per l'individuo, il gruppo di cui la fantasia è respiro. La rivista di moda c.g.m, scritta e c...

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