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Lo “Special color” per un F-104 del 12° Gruppo del 36° Stormo

Anno LV

N. 7 LUGLIO 2010

Mensile - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DCB - Roma


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LUGLIO 2010 ANNO LV

AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/5571229 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@veant.it Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250

In copertina

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Tornado dell’AM alle esercitazioni multinazionali in Alaska (foto AM). All’evento è dedicato l’articolo a pag. 6.

Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono.

In quarta di copertina

Chiuso in redazione il 12 luglio 2010.

Lo “Special color” per un F-104 del 12° Gruppo del 36° Stormo

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione.

tamente scritti. Molti dati e immagini, soprattutto sui campi di volo, sono stati raccolti “sul campo” e costituiscono senz’altro la parte migliore e più utile del volume, come esemplifica lo studio dettagliatissimo di Istrana (pp.85-91). In questi casi anche il materiale più noto acquista un sapore diverso grazie alla precisa localizzazione di uomini e mezzi. Un’analoga utile sezione riguarda Franc esco Baracca, del quale si ricostruiscono in dettaglio la morte ed il funerale (pp.191-203). Il volume avrebbe però richiesto un lavoro redazionale più completo, per circoscriverne i contenuti ed evitare le troppe sviste. Nonostante questo, si tratta di un contributo dal quale lo specialista può trarre diverse cose utili.

fino ad approdare alla caccia nel maggio 1916 ed a conseguirvi 20 vittorie in combattimento. Compaiono così piloti che vanno da Piccio a Baracca e personaggi dal giornalista Garinei al sottosegretario Conti. Grazie alla collaborazione della figlia Paola, oggi regina del Belgio, alle immagini di guerra si aggiungono cimeli, documenti e scritti dai “carnets de vol” del pilota. Le didascalie sono puntigliose e la stampa ottima, per un risultato che è molto semplice e gradevole nonostante il prezzo un po’ alto.

Disponibile presso ISTRIT (Via Sant’Ambrogio di Fiera 60, 31100 Treviso).

Francesco Battelli, Un volo lungo cento anni. Firenze, Romano Editore, 2010. Cm 17 x 24, pp. 144. Euro 19.

Disponibile presso l’editore (via G.A. Dosio 77-79, 50142 Firenze; www.romanoeditore.com) Eugenio Vecchione e Maurizio Viola, Fattore umano in aviazione. Roma, IBN Editore, 2008. Cm 17 x 24, pp. 384. Euro 28,50.

Disponibile presso il Museo Baracca (via F. Baracca 65, 48022 Lugo (RA); 0545 24821)

Paolo Varriale e Daniele Serafini, Fulco Ruffo di Calabria. Con noi nacque l’aviazione italiana... Faenza, EDIT Faenza, 2010. Cm 24 x 22, pp. 120. Euro 25.

ISSN: 0391-7630

L’omaggio del 5° Stormo a Francesco Baracca Il 10 giugno, in occasione del loro trasferimento a Trapani per la cessazione dell’attività di volo con il 5° Stormo (v. anche pag. 7 di Aeronautica n. 6/2010), cinque F-16 in restituzione all’USAF hanno reso omaggio a Francesco Baracca sorvolandone il monumento eretto in suo onore a Lugo di Romagna. (foto inviata dalla locale sezione AAA)

sce l’esito delle vicende. L’ultimo terzo del volume è dedicato ad una rassegna stampa che dimostra l’eco delle conferenze di Battelli ed una galleria iconografica.

Le immagini inedite e ben stampate sono il cuore del catalogo della mostra fotografica su Ruffo di Calabria recentemente inauguratasi presso il Museo Baracca (v. anche pag. 23 di Aeronautica n. 5/2010). Non una biografia, dunque, ma un percorso che si snoda dai primi voli di addestramento nel 1915 attraverso il servizio con le squadriglie per l’artiglieria

Francesco Battelli, curatore del volume, propone una raccolta di scritti di argomento aeronautico del bisnonno Angelo, professore di fisica a Pisa e deputato. Nonostante alcune parti siano molto tecniche ed il fatto che il materiale non sia inedito, la ristampa di queste conferenze ed articoli del 1910 è molto utile per comprendere come il volo umano fosse visto all’epoca. Vantaggi e svantaggi di aerei e dirigibili sono passati in rassegna con le sensibilità ed informazioni coeve, senza cioè il filtro che applica normalmente lo storico che già cono-

Il libro – pervenutoci in forte ritardo rispetto alla data di edizione – è un manuale sul fattore umano compilato da un istruttore di volo e da un medico aerospaziale in stretto accordo con le normative europee JAR, che forniscono il riferimento ed il titolo di ogni paragrafo. Il contenuto si articola in una prima parte introduttiva, una seconda sulla fisiologia e salute del pilota, una terza sulla psicologia. Quest’ultima spazia dal comportamento umano al processo decisionale e dalle dinamiche di gruppo allo stress. Le appendici consistono di una matrice di rischio e dell’analisi di tre incidenti. Si tratta quindi di un lavoro molto didattico, destinato a trovare accoglienza soprattutto nelle scuole di volo o nelle compagnie aeree. Disponibile presso l’editore (via Mingazzini 7, 00161 Roma; tel. 064452275; www.ibneditore.it)


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Tematiche politico-militari

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Qualcosa non funziona di Mario Arpino

L’Aeronautica Militare

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Tornado dell’AM a esercitazioni multinazionali in Alaska L’esercitazione “Volcanex” dell’EAG

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Lauree ai marescialli della SMAM di Viterbo Iniziata la restituzione degli F-16

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La riunione dell’EUAFA

Scienza, tecnica e industria

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Sul filo dei ricordi

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Quella vite con il Caproni F.5 “Trento” di Ernesto Zanlucchi

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Oltre alla preparazione professionale…. di Umberto Formisano

Varie 14 In picchiata sui ribelli Vietcong di Egisto Corradi Ustica: perché la Giustizia non ha prodotto la verità?

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“Just culture”: dilemma irrisolvibile? di Gaetano Battaglia Il Museo aeronautico di Rimini di Pier Luigi Bacchini

L’Associazione Arma Aeronautica

Libri

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TEMATICHE POLITICO-MILITARI

Tratto dalla rivista on line “Affari internazionali”, pubblichiamo l’articolo che segue, sulle recenti vicende relative al comando USA e NATO in Afghanistan .

Qualcosa non funziona di Mario Arpino* Il generale McChrystal, comandante Usa e Nato in Afghanistan, dopo un’intervista assai critica nei confronti della Casa Bianca, è stato rimosso dall’incarico e, subito dopo, ha presentato le proprie dimissioni dall’Esercito. La questione è stata è stata liquidata in un paio di giorni come un grave atto di insubordinazione, che effettivamente è accaduto. Non è tollerabile, e con rapidità estrema lo stesso generale ed il Comandante in Capo ne hanno tratto le debite conseguenze. Nelle accademie militari si insegna che chi non riesce a stare al passo è meglio che esca dai ranghi, e ciò è stato fatto senza andare troppo per il sottile. Ma i suoi soldati lo amavano perché era come loro, li proteggeva e come loro sapeva combattere. Era un Capo credibile. La scelta del sostituto operata da Barak Obama e Robert Gates è ineccepibile, operativamente la migliore, ma “tecnicamente” non può non presentare qualche perplessità. Certo, McChrystal l’ha fatta grossa, ma non va dimenticato che non è né un pazzo, né uno sprovveduto. Eseguiva i piani elaborati da Petraeus, approvati da Gates ed in linea con la politica presidenziale. Ma Gates è rimasto al suo posto e, cosa davvero inconsueta in ambito militare, Petraeus ha assunto direttamente un comando prima tenuto da un suo subordinato. Non dimentichiamo che siamo nell’esercito americano, e non in una procura di periferia, dove il procuratore capo può avocare a sé il fascicolo di un sostituto poco convincente.

C’è qualcosa che non va… Decisamente ci deve essere qualcosa che non va in questa campagna afgana, perché, non molto tempo fa, in Inghilterra aveva dato le dimissioni il generale Andrew Mackay, il protagonista della riconquista di Musa Qala, nel nord dell’Helmand. Aveva espresso l’opinione che la politica ministeriale fosse troppo lontana dalla realtà sul terreno e “istituzionalmente incapace” di gestire la missione in Afghanistan. C’è da riflettere. Probabilmente politici e militari non si sono intesi bene sulle procedure e sulle finalità. McChristal continuava a chiedere le truppe che gli erano state promesse perché probabilmente era convinto di dover vincere davvero sul terreno, ed aveva capito – anzi, aveva segnalato – che i tempi sarebbero stati molto lunghi. Incompatibili con la data di “inizio ritiro” per agosto 2011, cosa che inequivocabilmente invece aveva indicato il Comandante in Capo. Ora Paetraeus, che non è più né a Tampa né in Iraq, ma in Afghanistan, dovrà necessariamente far quadrare il cerchio delle incompatibilità tra “ordini ricevuti” e “impossibilità pratiche”. Senza protestare, senza chiedere troppo e senza farsi cacciare, come accaduto al suo discepolo e amico Stanley McChrystal. E’ un militare abituato alla politica, e probabilmente ce la farà. Riuscirà a dividere, come gli è stato richiesto, i Talebani buoni da quelli cattivi, a con-

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vincerli, almeno per il tempo necessario, che il governo Karzai è onesto, giusto, legittimo ed efficiente, ed a convincere se stesso – anche in questo caso per il tempo necessario - che le forze armate afgane e la polizia in poco tempo hanno fatto passi da gigante e saranno in breve in grado di controllare autonomamente la situazione sul terreno, magari aiutati a mantenere l’ordine e la disciplina dalle bande formate con i 20 mila uomini armati del clan degli Haqqani. Con l’aiuto dell’Isi (interservice intelligence) ed il capo di stato maggiore pachistano Kayani come mediatore.

Politici e generali Può anche darsi che le cose vadano diversamente, perchè è anche vero che non tutti i politici sono uguali, così come non lo sono tutti i generali. Il problema è che, nessuno si offenda, le due categorie sono nate, cresciute e vivono rispettando - o meno - principi diversi. Non migliori o peggiori, solo diversi. Questo è il motivo per cui, a volte, al di là della cortesia, il loro è un rapporto sofferto. E gente come Stanley McChristal e il britannico Andrew Mackcay ci soffre parecchio. Bisognerebbe non farli generali o, in alternativa, individuarli prima e non mandarli a combattere guerre che non sono tali e, quindi, non hanno necessità di essere vinte. Ma non è la regola. Ci sono dei militari che con i politici ci si trovano benissimo, tanto da dedicare a questo rapporto gran parte della loro carriera. Con questo tipo di generali, anche i politici vanno d’accordo, e tra loro si capiscono immediatamente. Con gli altri sono più attenti, ed è difficile – talvolta succede - che il rapporto si trasformi in amicizia. Si tratta di culture diverse, originate, più che dal male o dal bene, da differenti esigenze. In effetti, un politico avrebbe i giorni contati se applicasse alle lettera i principi che le accademie militari cercano di inculcare negli allievi, e credo altrettanto fermamente che, se un allievo si muovesse con la disinvoltura con cui usualmente devono muoversi i politici, sarebbe ben presto espulso dall’Istituto. Ci sono poi dei casi in cui qualche generale diventa egli stesso un politico, ma solo di rado l’operazione ha successo. Non ci sono invece politici che diventano generali. Qualcuno in verità ha provato ad assumerne le prerogative, ma il risultato è stato ciò che oggi possiamo osservare in Afghanistan e che avevamo già visto in Iraq. Ricordiamo, a questo punto, anche le dimissioni del generale Franks al termine della campagna, o del generale Shinsechi, capo dell’esercito, che considerava insufficienti a controllare il territorio le truppe assegnategli dal tecnologico Rumsfield. Se la guerra è cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali, farla fare ai politici può essere un disastro. In Italia, a dir la verità, gli “scontri” veri e propri si contano sulla punta delle dita, perché i militari sanno bene che “la po-

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TEMATICHE POLITICO-MILITARI

litica è tutto” e che loro ne sono un mero strumento, assieme alla diplomazia ed altri ancora. Una cosa: i militari rimangono molto male quando si accorgono che quelle che essi ritengono essere virtù, quali la disciplina e il senso del dovere, vengono scambiate per debolezza, o remissività. Il fatto è che, in genere, dopo aver detto le loro ragioni, fanno un passo indietro e obbediscono, anche se sono convinti di non avere torto. In questi casi, nel ritirarsi, cercano solo di limitare i danni, facendosi a volte carico di responsabilità non proprie.

Limitare i danni Anche Petraeus cercherà di limitare i danni, ma non quelli “collaterali”. Assumendo il comando, infatti, ha già dichiarato che dovrà rivedere le regole di ingaggio, per adattarle all’offensiva già in preparazione per liberare l’area di Kandahar. Qualcosa come era stato fatto a Marijah nell’Helmand, ma con più forze e maggiori mezzi e, possibilmente, anche con maggiore successo, visto che la città è già stata in parte rioccupata dai Talebani.

McChrystal, ligio agli ordini ricevuti, aveva disposto di ricorrere all’uso dell’artiglieria e dell’aviazione solo in casi estremi. Petraeus, invece, non potrà permettersi di lesinare troppo. McChristal aveva dovuto rallentare perché, specie negli ultimi mesi, aveva visto raddoppiare il numero dei morti. Petraeus sa che dovrà vincere su altri tavoli piuttosto che sul terreno, diminuendo anche drasticamente il numero delle vittime americane. Ma se proprio, visto che siamo in guerra, i morti ci devono essere – metterà ogni cura perché non succeda – ovviamente è di gran lunga preferibile che siano afgani. Il generale, più vicino alla politica del predecessore, si ricorda che prima di iniziare la campagna irachena e quella afgana, era stato valutato che il numero massimo di vittime che il popolo americano era in grado di “assorbire” era all’incirca di cinquemila. Ormai ci siamo. Quattromila in Iraq e mille in Afghanistan. Basta così. Ora bisogna davvero “vincere” comunque e iniziare il rientro delle truppe secondo il calendario indicato dal Presidente al Congresso ed al popolo. Ne va della sua credibilità come Comandante in Capo di fronte all’America. E non pare proprio sia questa la stagione più adatta…

*Mario Arpino, già capo di SMA e di SMD, è presidente di Vitrociset S.p.A. Giornalista pubblicista, è membro del comitato direttivo dell’Istituto Affari Internazionali.

La riunione del Consiglio supremo di difesa l 7 luglio, a Roma, ha avuto luogo la riunione del Consiglio supremo di difesa, riunione che è stata presieduta dal capo dello Stato Giorgio Napolitano ed il cui scopo principale è stato quello di esaminare e discutere alcune problematiche finanziarie relative alle nostre forze armate. Nel corso dei lavori – ai quali hanno preso parte il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il ministro per gli Affari esteri Franco Frattini, il ministro per l’Interno Roberto Maroni, il ministro per l’Economia e le finanze Giulio Tremonti, il ministro per la Difesa Ignazio La Russa, il vice ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani; il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini e che hanno visto presenzi anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, il segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra e il segretario del Consiglio supremo di difesa generale Rolando Mosca Moschini – è stato fatto «un aggiornamento sugli scenari internazionali, valutando la situazione nelle principali aree di crisi e verificando i termini qualitativi e quantitativi e le prospettive dell’impegno militare italiano complessivo, che resta irrinunciabile pur potendo conoscere redistribuzioni e alleggerimenti nell’insieme delle risorse impiegate. L’andamento delle operazioni in Afghanistan e la sostanziale validità della strategia di stabilizzazione ivi attuata dalla Comunità internazionale hanno confermato l’opportunità di gravitare con le limitate risorse a disposizione, nei prossimi mesi ancor più decisamente che nel passato, sul potenziamento, peraltro già previsto, del contingente italiano in quell’area. In tale quadro, anche alla luce dei provvedimenti di natura finanziaria e di ridimensionamento della spesa pubblica in corso di definizione, il Consiglio ha evidenziato la necessità di procedere, in tempi brevi, ad una razionalizzazione della Difesa che consenta alle Forze Armate di recuperare le risorse necessarie per il reclutamento e l’addestramento del personale nonché per il mantenimento in efficienza e il rinnovo dei materiali essenziali all’assolvimento dei compiti primari loro assegnati nelle missioni internazionali. La razionalizzazione potrà anche prevedere, in particolare, una revisione dei tempi di acquisizione di mezzi e sistemi utili ma non direttamente o immediatamente afferenti alle esigenze operative delle missioni correnti o prevedibili nel breve termine, in modo da concorrere al suddetto recupero di risorse a garanzia dell’efficienza dello strumento militare. Per quel che concerne le prospettive del settore sicurezza e difesa dell’Unione Europea, è stato evidenziato che, nel riqualificare il comparto Difesa, occorre perseguire una struttura europea integrata che concorra alla realizzazione di una vera unitarietà politica di intenti e contribuisca, allo stesso tempo, ad alleggerire i bilanci nazionali dei Paesi membri eliminando le duplicazioni di spesa oggi esistenti».

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AERONAUTICA MILITARE AERONAUTICA MILITARE

PA-200 dell’AM alle “Red Flag” e “Distant Frontier” l 25 giugno, sulla base aerea di Eielson in Alaska, si è conclusa l’esercitazione “Red Flag”, che ha visto la partecipazione di 12 PA-200 Tornado e la costituzione di un Reparto Autonomo di Volo (RAV), composto da elementi del Comando delle forze di combattimento, del 6° Stormo, del 50° Stormo, del Reparto Sperimentale di Volo e del 17° Stormo Incursori. Iniziata il 10 giugno, la “Red Flag” aveva lo scopo - in uno scenario tra i più realistici al mondo - di sviluppare l’integrazione e la sinergia degli assetti aerei presenti per lo svolgimento di operazioni aeree complesse, con una particolare attenzione alla validazione delle tattiche relative al supporto aereo alle truppe di terra. In tale contesto, i Tornado italiani hanno effettuato missioni di Air Interdiction, Close Air Support (CAS) e Suppression of Enemy Air Defenses (SEAD) mentre all’interno delle unità USA dislocate sul terreno è stato impiegato un nucleo italiano composto da elementi delle forze speciali del 17° Stormo, inserito nel JTAC (Join Terminal Attack Controller). I Tornado hanno operato insieme a un centinaio di aerei statunitensi (F-16 nella versione CM e CJ, F-15C, A-10C, AV-8B, B-1, C-130, E-3 Sentry (Awacs), KC-135), alleati (C-130 belgi) e giapponesi (F-15J, KC-767, C-130). Le missioni svolte dagli italiani nella “Red Flag” sono state oltre 200, per un totale di circa 370 ore di volo, con l’utilizzo del Pacific Alaska Range Complex (PARC), un enorme poligono dedicato all’addestramento in volo delle unità americane.

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L’esercitazione “Volcanex 2010” dell’EAG L’11 giugno si è conclusa sulla base aerea norvegese di Orland l’esercitazione “Volcanex 2010” organizzata dall’European Air Group (EAG) per incrementare le capacità delle forze aeronautiche europee di cooperare durante operazioni aeree e terrestri comuni. L’Aeronautica Militare vi ha preso parte con contingenti del 16° Stormo “Protezione delle Forze” - che hanno operato nell’ambito della Difesa attiva - del 17° Stormo ‘”Incursori”, del 50° Stormo, dell’aeroporto di Centocelle e da quello di Pratica di Mare, del 9° Stormo per le operazioni EOD/IEDD (Disinnesco ordigni esplosivi), del 3° Stormo S.O., del Servizio dei supporti del Comando Logistico (CATO - Centre of Air Terminal Operations/MNLC - Multinational Logistic Centre), dell’Infermeria principale di Pratica di Mare per le attività AeroMedEvac (Evacuazione medica aerea d’urgenza), del 4° Reparto Tecnico Manutenzione TLC/DA/AV e del Reparto Sistemi Informatici Automatizzati (CIS - Communication e Information System). La “Volcanex 2010” ha consentito di verificare il grado di interoperabilità e di integrazione delle differenti componenti della Force Protection (Difesa attiva, EOD/IEDD) dei paesi partecipanti, la valutazione di tutti gli aspetti operativi relativi all’impiego tattico e l’eventuale aggiornamento delle SOPs (Standard Operating Procedures – Procedure Operative di standardizzazione) elaborate dall’EAG nel campo di Force Protection, CATO ed AeroMedEvac.

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La “Distant Frontier”, iniziata il 28 giugno e terminata il successivo 9 luglio, ha visto invece gli stessi Tornado dell’AM già impiegati nella “Red Flag”, impegnati in una intensa attività addestrativa durante la quale hanno effettuato sganci di armamento di precisione, nonché attività di addestramento alla bassissima quota operativa e alla Guerra Elettronica all’interno del PARC. Durante l’esercitazione era previsto anche lo svolgimento di attività di volo congiunta con gli assetti aerei e terrestri statunitensi presenti in Alaska, mentre la minaccia aerea era rappresentata anche in questo caso dai velivoli Aggressor del 18th Squadron di Eielson, che - con il supporto dei piloti e dei mezzi del Gruppo di Nellis (Nevada) - hanno simulato le tattiche nemiche più avanzate e quindi più impegnative da contrastare. Le missioni svolte dagli aerei italiani sono state 150 per un totale di circa 200 ore di volo. Anche in considerazione degli attuali impegni dell’AM in missioni all’estero, l’obiettivo della nostra partecipazione alle due esercitazione negli Stati Uniti è stato, quindi, quello di addestrarsi ad operare in modo integrato con altri assetti aerei multinazionali, alleati e non, attualmente impiegati in operazioni reali. Attività che è stata anche una importante occasione per migliorare sempre di più la capacità di rischierare a notevoli distanze dall’Italia, e in condizioni ambientali sovente molto diverse da quelle presenti sul nostro territorio, unità complesse capaci di inserirsi efficacemente all’interno di moderni contesti operativi.

Cambi di comando e assunzioni d’incarico nell’AM Il 18 giugno, a Latina, il col. pil. Giovanni Francesco Adamo ha assunto il comando del 70° Stormo subentrando al pari grado Giovanni Magazzino destinato all’incarico di Assistente militare e Aiutante di Campo per l’Aeronautica del presidente della Repubblica. Il 3 luglio, sull’aeroporto A.M.I.Ko. a Dakovica (Kosovo), il col. pil. Riccardo Ferraresi ha sostituito il pari grado Angelantonio Palmiero nel comando della Task Force Air. Il 6 luglio, a Gioia del Colle (Bari), il col.pil. Giovanni Balestri ha assunto il comando del 36° Stormo sostituendo il pari grado Gianpaolo Marchetto. Il 12 luglio, a Roma, il gen. isp. capo CCrn Francesco Landolfi è subentrato al pari grado Giuseppe Liguori nell’incarico di capo del Corpo di Commissariato A.M.

10.000 ore di volo per i C-27J della 46ª B.A. Ai primi di luglio i velivoli C-27J Spartan della 46ª Brigata Aerea di Pisa hanno raggiunto il significativo traguardo delle 10.000 ore di volo.

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Laurea ai marescialli della SMAM di Viterbo l 29 giugno, nel corso di una cerimonia che è stata presieduta dal comandante dell’Istituto Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) di Firenze gen. BA Claudio Salerno in rappresentanza del comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea, ha avuto luogo alla Scuola Marescialli AM (SMAM) di Viterbo, la consegna delle lauree in Scienze organizzative e gestionali a 23 marescialli del 10° corso Mythras. La cerimonia è stata aperta dall’intervento del comandante della Scuola col. pil. Giandomeniuco Gaudenzi, che si è complimentato con i neo laureati per aver portato a termine con profitto l’intenso ciclo di studi, seguito da quello del prof. Alvaro Marucci, presidente della Commissione per la seduta di laurea, che ha elogiato i 23 marescialli per il prestigioso traguardo raggiunto. E’ seguito l’annuncio dei nomi dei laureati e il relativo voto conseguito, tra cui ben sei 110 con lode, e la formula di rito da parte del prof. Marucci con la quale è

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La riunione del Comando Scuole AM sulla Sicurezza Volo l 15 giugno, a Bari, ha avuto luogo la riunione quadrimestrale sulla Sicurezza Volo, alla quale presieduta dal comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea gen. SA Pasquale Preziosa - hanno partecipato i comandanti delle Scuole di volo dipendenti unitamente al personale che opera nello specifico settore. Nel corso della riunione sono state esaminate e discusse le attività svolte nel 2009, con particolare riguardo ai risultati dell’ultima indagine OSES (Organization Safety Effectivenes Survey), nonché all’analisi di quelle relative ai primi mesi dell’anno in corso. Al termine della riunione il gen. Preziosa ha consegnato gli attestati di merito ad alcuni dipendenti dei Reparti di volo che, nel corso del 2009, si sono particolarmente distinti per quanto fatto nella quotidiana attività di prevenzione ai fini della Sicurezza Volo.

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stato formalmente conferito ai 23 frequentatori il titolo di “dottore “ nella disciplina citata. Ha preso poi la parola il gen. Salerno che, dopo aver tra l’altro sottolineato come «la laurea possa considerarsi senz’altro la conclusione di un percorso formativo di studio che rappresenta la realizzazione di un concreto ed assai ambizioso obiettivo; un obiettivo impegnativo, poiché lungo, articolato nei temi che lo animano e coerente con tutte le normative di ateneo che regolano i corsi universitari, reso possibile grazie alla consolidata collaborazione della scuola con la prestigiosa Università della Tuscia di Viterbo» ha dichiarato formalmente chiuso il Corso Mythras. Durante la cerimonia vi è stata anche la premiazione con una apposita targa dei primi tre classificati del corso e l’intervento del capo corso del Mythras che ha fatto dono all’Università della Tuscia, alla Scuola Marescialli ed al gen. Salerno del simbolo del corso stesso. Presenti all’evento i relatori delle tesi, varie autorità militari e numerosi familiari e amici dei laureandi.

Il 10° Gruppo trasferito dal 37° al 36° Stormo l 1° luglio il 10° Gruppo caccia dell’Aeronautica Militare si è trasferito da Trapani Birgi, sede del 37° Stormo, a Gioia del Colle per andare a far parte, riequipaggiandosi con l’EF2000, del 36° Stormo. Il trasferimento è stato celebrato con il simbolico volo di una formazione composta da cinque F-16 Fighting Falcon del 37° Stormo e da quattro EF-2000 Typhoon del 36° che hanno disegnato nel cielo il numero romano X (Decimo) del Gruppo di cui trattasi.

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Iniziata la restituzione all’USAF degli F-16 in uso all’AM l 21 giugno, con la partenza da Trapani per gli Stati Uniti di una prima formazione di F-16, è iniziata la prima fase della chiusura del programma “Peace Cesar” che dal luglio 2003 ha consentito all’Aeronautica Militare di garantire la difesa aerea dei nostri cieli con i caccia F-16 Fighting Falcon acquisiti in leasing dall’USAF in attesa del completamento della linea di volo basata sugli Eurofighter (v. anche pag. 4 di Aeronautica n. 8/2003. Dopo la chiusura dell’attività del 5° Stormo (v. pag. 7 di Aeronautica n. 6/2010), l’avvio della restituzione all’USAF degli F-16 è avvenuto con il decollo dal 37° Stormo dei velivoli che, pilotati da equipaggi dell’AM e dopo uno scalo nelle Azzorre, vari rifornimenti in volo e un ulteriore scalo a Bangor, nel Maine, hanno raggiunto il 24 giugno la base aerea di Davis-Monthan (Arizona) dove sono stati accantonati per eventuali altre utilizzazioni. E’ da sottolineare che durante il volo verso gli USA gli F-16 sono stati assistiti da un C-130J della 46ª Brigata Aerea con a bordo personale che aveva funzioni di supporto logistico, di manutenzione durante gli scali e di eventuale attività SAR. Questa fase avrà termine in questo mese di luglio con la partenza di una seconda formazione, mentre Il programma “Peace Cesar” avrà la sua conclusione al termine del contratto di leasing che avverrà nel giugno 2012.

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Raduno del personale del 71° Gruppo per l’addio al P.166-DL3 Il 71° Gruppo del 14° Stormo, con l’approssimarsi della data di radiazione della linea P166-DL3 prevista per la fine di quest’anno, ha organizzato per il 10 settembre 2010 a Pratica di Mare un raduno di aviatori, specialisti e uomini che dal 1985 ad oggi hanno contribuito all’attività operativa del Delta Lima. Lo scopo è quello di permettere a tutto il personale che in vari anni ha prestato servizio su questo velivolo, di incontrarsi, rinsaldare vecchie amicizie e stimolarne di nuove. Ulteriori dettagli saranno resi disponibili sul sito www.aeronautica.difesa.it sezione eventi. Per informazioni ed adesioni contattare: lgt Ferdinando Carrino – telef. 0691292496; cap. Nestor Tiburzio – cell.. 3922351956; email: radunodl3@gmail.com

AMX dell’AM all’Anatolian Eagle in Turchia

La “Pixie 02-2010”

Cinque AMX e militari provenienti dal 51° e dal 32° Stormo hanno preso parte, dal 7 al 18 giugno, all’esercitazione multinazionale “Anatolian Eagle” che si è svolta in Turchia con la partecipazione di velivoli ed equipaggi delle forze aeree turche e di quelle di Stati Uniti, Spagna e Emirati Arabi Uniti, nonché di una componente NATO con il velivolo AWACS. L’esercitazione ha avuto lo scopo - oltre a quello di incrementare lo sviluppo e di consolidare le tattiche e l’addestramento delle aeronautiche che vi prendono parte, sulla base di scenari intelligence articolati e dinamici – di approfondire la conoscenza dei sistemi d’arma alleati, la gestione di diversi assetti aerei con capacità e ruoli distinti e l’integrazione di nazioni con lingue e culture impegnate in operazioni aeree congiunte. Da sottolineare che ogni missione ha previsto una serie di briefing e debriefing, alcuni di quali svolti con l’ausilio dell’ACMI (Air Combat Manouvering Instrumentation), attraverso il quale si ricostruivano le operazioni. Complessivamente i COMAO (Combined Air Operations) partecipanti hanno impiegato velivoli AMX, F-16, F-15, Mirage 2000, F18, AWACS eKC-135R (per le forze Blu) e F-16, F-4 ed F-5 turchi (per le forze Red).

Il 2 luglio, presso il Poligono Sperimentale Interforze di Perdasdefogu in Sardegna, si è conclusa l’esercitazione addestrativa “Pixie 02-2010” che è stata svolta dal personale e dagli elicotteri del 15° Stormo CSAR (Combat Search and Rescue). I Centri CSAR (84° di Brindisi, 82° di Trapani e 83° di Rimini) e l’85° Gruppo CSAR di Pratica di Mare, dipendenti dal 15° Stormo, sono stati immersi in uno scenario simulato di crisi internazionale dove, attraverso l’apporto di una cellula ‘Intelligence’ e grazie ad una componente tecnica, hanno potuto attivamente operare nelle fasi di pianificazione, di analisi tattica di intervento e di volo tra le valli dell’isola. Nel corso delle sei missioni di volo pianificate ed eseguite sono stati impiegati due elicotteri HH-3F, due elicotteri TH-500 e diversi equipaggi del 15° Stormo.

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La 15ª riunione dell’EUAFA Il 9 e il 10 giugno, all’Accademia Aeronautica, ha avuto luogo, la 15ª riunione dei comandanti delle Accademie Aeronautiche delle nazioni aderenti all’European Air Force Academies (EUAFA), l’organizzazione multinazionale nata nel 1996 per creare un forum di discussione fra i comandanti di tutti i massimi Istituti di formazione delle forze aeree in Europa e di incentivare le attività di scambio tra gli allievi di tali Istituti. Presenti alla riunione – che è stata presieduta dal gen. BA Umberto Baldi, comandante dell’Accademia Aeronautica – i comandanti degli analoghi Istituti di Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Turchia. Oltre all’”insegnamento e alla trasmissione dei valori fondamentali agli allievi delle varie Accademie”, che è stato il tema principale trattato nella riunione, sono stati anche esaminati i risultati delle attività EUAFA che per il 2010 ammontano a 261 attività di scambio

fra allievi delle diverse Accademie, con un incremento pari a circa il 10% rispetto all’anno scorso, con un particolare rilievo allo scambio in atto a livello corsi universitari tra ufficiali in occasione della preparazione delle tesi universitarie e della frequenza di periodi universitari presso le altre accademie.

Visite straniere a enti e reparti dell’AM

Il giuramento degli allievi volontari in Ferma prefissata

l 22 giugno, il capo di Stato Maggiore della Difesa russa, generale d’armata Nikolay Makarov, accompagnato dal generale Vincenzo Camporini, capo di Stato Maggiore della Difesa, ha compiuto una visita al 36° Stormo di Gioia del Colle. Nel corso di tale visita, dopo aver assistito all’illustrazione delle attività operative svolte da quel reparto, l’alto ufficiale russo si è soffermato presso il Simulatore di volo dell’EF2000 e presso il 936° Gruppo Efficienza Aeromobili.

l 10 Luglio, alla Scuola Volontari di Truppa dell’Aeronautica Militare (SAVTAM) di Taranto, si è svolta la cerimonia per il giuramento dei 411 allievi volontari in Ferma prefissata di un anno, dei quali 76 donne, appartenenti al 12° corso “Orfeo”. La cerimonia - che è stata presieduta dal comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea, gen. SA Pasquale Preziosa - ha concluso l’iter formativo a carattere generale con il quale gli allievi vengono addestrati quali militari, iter che sarà ora seguito da quello relativo alla specializzazione che consentirà loro di acquisire una più completa preparazione tecnico-professionale. Presenti all’evento molte autorità civili, militari e religiose, i Gonfaloni della Provincia jonica e della Città di Taranto, le rappresentanze con Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e molti familiari ed amici dei giurandi.

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al 19 al 26 giugno una folta delegazione dell’Accademia Aeronautica del Marocco, guidata dal gen. BA Ahmed Saihi, ha compiuto una visita istruzionale in Italia nell’ambito del Piano di cooperazione bilaterale per l’anno 2010. Nel corso della permanenza in Italia la delegazione, dopo aver assistito all’illustrazione delle attività dell’AM presso il Palazzo Aeronautica a Roma, si è recata al 70° Stormo di Latina, all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, alla Scuola Specialisti di Caserta, al Joint Force Command (JFC) di Bagnoli ed agli stabilimenti Alenia di Pomigliano d’Arco e Nola.

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l 23 giugno, oltre venti giornalisti appartenenti a varie testate televisive e di stampa europee, americane, asiatiche ed africane - attivi nel settore del turismo in Italia – hanno compiuto una visita al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle dove sono stati accolti e guidati dal comandante di quell’aeroporto e dal direttore del Museo stesso.

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Il 10° RMV ha celebrato il suo 25° anno di attività Il 12 giugno, sull’aeroporto di Galatina, si svolta la cerimonia per il 25° anniversario del 10° Reparto Manutenzione Velivoli (RMV) dell’Aeronautica Militare, l’ente responsabile della manutenzione dei velivoli MB-339 della forza armata. Presenti all’evento – che è stato concluso dall’esibizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce tricolori” il comandante delle Scuole AM/3ª Regione Aerea, il capo della 2ª Divisione del Comando Logistico dell’AM e il direttore del 10° RMV.

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Raduni

Corso “Pegaso 2°”

Il 29 maggio, in occasione del trentennale del 67° Corso Normale, gli allievi del 3° Corso Assistenti Tecnici Telecomunicazioni hanno organizzato un incontro conviviale a Caserta, al fine di rinsaldare quei vincoli di amicizia nati all’interno di quella Scuola Specialisti nel 1980, sede che li ha accolti e ospitati per ben 22 mesi, contribuendo a consolidare tra essi quel sentimento di intima appartenenza alla grande famiglia azzurra.

Dall’11 al 14 giugno, ricorrendo il 55° anniversario della loro entrata in Accademia Aeronautica, molti frequentatori del Corso “Pegaso 2°”, hanno svolto il loro periodico raduno presso il Centro Logistico Areale di Cadimare (SP). Nel corso dell’incontro, oltre alla deposizione di una corona d’alloro al cippo eretto in memoria dei caduti dell’AM a La Spezia, i radunisti hanno ricordato molti episodi della loro vita in grigio azzurro ed hanno commemorato i colleghi di corso e tutti i piloti militari e civili italiani scomparsi.

32° e 33° Corso VAM

Corso “Rostro”

3° Corso Assistenti Tecnici Telecomunicazioni

Il 2 giugno, a Montottone (Fermo) si sono riuniti per il loro 10° Raduno gli ex avieri del 32° e 33° corso VAM, molti dei quali accompagnati dai propri familiari.

Dal 14 al 16 giugno, a Chianciano, ha avuto luogo il raduno del Corso “Rostro” dell’Accademia Aeronautica. Nell’occasione i partecipanti hanno effettuato una visita turistica di Arezzo durante la quale si sono anche incontrati con una rappresentanza della locale sezione AAA ed hanno reso omaggio al Monumento agli Aviatori d’Italia recentemente inaugurato in quella città.

47° Corso SD e Inquadramento

Il 6 giugno, a Loreto, ha avuto luogo il primo raduno degli appartenenti al 47° Corso normale delle categorie Scritturali Dattilografi e Inquadramento arruolati nel 1969 alla Scuola specialisti di Macerata, personale che, dopo quarant’anni, ha potuto in gran parte incontrarsi di nuovo per rivivere alcuni momenti della ormai lontana giovinezza.

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2° Corso “Governo” e 19° Corso Elettricisti “L”

Dal 21 al 27 giugno numerosi frequentatori del 2° Corso “Governo” e del 19° Corso Elettricisti “Luce”, incorporati il 23 ottobre 1952 alla Scuola specialisti AM di Macerata, si sono ritrovati a Fiuggi, con le consorti, per il loro 7° Raduno. Nell’occasione i partecipanti hanno visitato la Certosa di Trisulti, l’Acropoli di Alatri (foto), Anagni e il Castello di Fumone.

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SCIENZA, SPAZIO, TECNICA E INDUSTRIA

Al via l’esperimento Mars 500 l 3 giugno, presso il Moscow Institute of Biomedical Problems vicino alla capitale russa, è cominciato l’esperimento Mars 500 nel corso del quale sei volontari (tre russi, un italiano, un francese e un cinese) affronteranno in modo virtuale il primo viaggio dell’uomo su Marte e, pur non subendo le conseguenze dell’assenza di gravità, forniranno agli scienziati ogni utile informazione su come fisico e psiche reagiscono alla costrizione fisica e all’isolamento per lungo tempo aiutandoli così a pianificare al me-

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glio la prima vera missione umana, e di così lunga durata, su Marte (v. anche pag. 15 di Aeronautica n. 4/2010). Per circa 18 mesi, quindi, i sei affronteranno questo importante esperimento scientifico, la più realistica simulazione di una missione umana sul Pianeta Rosso, rimanendo chiusi ed in completo isolamento dentro uno speciale modulo nel quale trascorreranno i 250 giorni di viaggio verso Marte (dove l’arrivo è previsto per l’8 febbraio 2011), i 30 giorni di permanenza su di esso per la sua

esplorazione (fino al 10 marzo successivo) e, infine, i 240 giorni del viaggio di ritorno. All’interno del modulo (del volume di circa 600 mc costituito da quattro ambienti interconnessi e da un quinto simulante la superficie del pianeta) le condizioni di vita saranno del tutto identiche a quelle di un equipaggio in viaggio per Marte tra le quali, importantissima, la mancanza di contatti con l’esterno, se non quelli con il controllo della missione e quelli previsti con le famiglie durante i veri viaggi spaziali

Volano due aerei alimentati da energie alternative L’aereo Rapid 200-FC a idrogeno gassoso… Il 20 maggio scorso, sull’aeroporto di Reggio Emilia, ha compiuto il suo primo volo di 11 minuti il Rapid 200-FC, primo aereo europeo che sfrutta come propulsore un motore alimentato con idrogeno. Il Rapid 200-FC, che ha un’apertura alare di circa 10 m, utilizza infatti un propulsore da 40 kW interamente elettrico e la potenza all’elica è fornita da celle a combustibile da 20kW ad idrogeno gassoso. Da notare tuttavia che, per la massima sicurezza, l’aereo ha anche una seconda fonte di energia costituita da batterie ai polimeri di litio da 20 kW in grado di garantire potenza alternativa durante il decollo e la salita iniziale.

…e il Diamond DA42 con carburante ricavato da alghe Al Salone dell’ILA svoltosi a Berlino dall’8 al 13 giugno è stato presentato in volo dall’EADS il bimotore da turismo Diamond DA42 Twin Star New Generation i cui propulsori AE300 erano alimentati da uno speciale carburante prodotto al 100% da alghe marine, carburante che ha un valore energetico superiore del 5-10% a qualsiasi combustibile verde.

Il Solar Impulse ha volato per 26 ore L’8 luglio, sulla base militare svizzera di Parerne, è atterrato, dopo un volo ininterrotto di 26 ore, Il Solar Impulse, l’aereo ideato da Bertrand Piccard e che, propulso dall’energia solare, tenterà di compiere il giro del mondo tra tre anni. Decollato alle 6,51 del giorno antecedente con ai comandi André Borschberg, cofondatore del progetto, l’aereo – che aveva volato per la prima volta il 7 aprile scorso (v. pag. 15 di Aeronautica n. 4/2010) – è rimasto in aria anche nelle ore notturne sfruttando per l’alimentazione dei suoi quattro motori elettrici da 10 HP ciascuno l’energia accumulata in quelle diurne, nelle apposite batterie a litio-polimeri, dalle 12.000 cellule fotovoltaiche che ricoprono soprattutto le ali. Il volo, che costituisce il primo passo verso la realizzazione dell’ambizioso record, è stato effettuato ad una velocità media di 35 km/h, riuscendo anche a raggiungere un’altezza di 8.700 m.

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Nuovi voli in Italia per lo Sky-X Il 18 giugno, sulla base aerea di Decimomannu, sono iniziati i voli dell’aereo senza pilota Sky-X costruito da Alenia Aeronautica e le cui sperimentazioni sono iniziate in Norvegia cinque anni fa (v. anche pag.16 di Aeronautica n. 6/2005). I voli da Decimomannu di questo dimostratore tecnologico, che in questa quarta campagna continueranno fino a tutto luglio per un totale di una quindicina di missioni, sono volti a sperimentare il nuovo sistema di comandi di volo E-FCS realizzato dalla stessa Alenia Aeronautica unitamente alla sua controllata Alenia SIA e a verificare, tra l’altro, l’integrazione sulla piattaforma del sensore elettroottico/infrarosso EOST-45 di Selex Galileo e del data link a banda larga di Selex Communications.

100 terabit di dati raccolti finora dal MRO Il Mars Reconaissance Orbiter (MRO), il satellite della NASA per lo studio di Marte lanciato nel 2005 (v. pag. 21 di Aeronautica n. 8/2005) ed entrato nell’orbita del Pianeta Rosso l’anno dopo, ha finora raccolto 100 terabit (centomila miliardi di bit) di dati relativi allo scopo della missione. Tale quantità di dati raccolti in meno di quattro anni di attività con un livello qualitativo senza precedenti – è stato sottolineato nell’occasione - e di più di tre volte quella complessivamente raccolta da tutte le missioni spaziali effettuate oltre l’orbita della Luna.

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SUL FILO DEI RICORDI

Anche un ricordo dell’amico Stelio Frati, recentemente scomparso

Quella vite con il Caproni F.5 “Trento” di Ernesto Zanlucchi L’F.5, velivolo a reazione per scuola e allenamento, è La sua prima risposta fu negativa e la sua controproun biposto in tandem, di ridotto tonnellaggio progettato posta di sostituire il passeggero con una zavorra inerte dall’ing. Stelio Frati e prodotto all’inizio degli anni ’50 non mi convinse: durante la caduta in vite, infatti, un dalla Aero Caproni di Trento, azienda in cui lavoravo coeventuale anche minimo spostamento della zavorra me pilota e responsabile del collaudo. avrebbe potuto pregiudicare l’uscita dalla vite. Insistetti, pur essendo consapevole dell’alto rischio L’F.5 intendeva offrire alle scuole militari di pilotagdella prova che volevo affrontare, e alla fine con alcune gio la possibilità di iniziare l’istruzione direttamente su argomentazioni tecniche, tra le quali il fatto che i piani aeroplani a reazione in un momento in cui presso molti Stati Maggiori i programmi ed i metodi di istruzione di coda erano predisposti per il fermo della vite, riuscii erano in fase di verifica. ad ottenere il suo consenso ad accompagnarmi nella Si stava infatti affermando la tendenza a cominciare prova. il ciclo di addestramento su macchine leggere per passaL’accordo era che al mio comando di “fuori!”, in exre successivamente, attraverso due gradini intermedi, altremis, ci saremmo lanciati col paracadute. Feci un ultimo attento controllo dei piani mobili di l’aereo di impiego. coda e della strumentazione di volo, quindi decollammo. Il prototipo, costruito in legno, per il suo ridotto tonSalito fino a 2000 m, mi portai al centro della base e nellaggio si sarebbe prestato all’impiego anche su aeroporti minori e avrebbe potuto essere dato in dotazione con manovra decisa misi l’apparecchio in caduta verticaai Centri Addestramento Volo delle Z.A.T. e ai centri di le. allenamento per piloti della riserva. Dopo tre giri di vite perfetti lo richiamai, ma l’aereo Era un aereo con una raffinatissima struttura interanon rispose al comando: mentre l’F.5 continuava con almente in legno ricoperta in tela verniciata, con prese d’atri due giri di vite, con la chiara percezione che mi stavo giocando la vita, diedi tutta ria laterali e rivestimento in la potenza alla turbina, da cordone di amianto attorno 15.000 a 30.000 giri. alla turbina, le cui doti acroPer l’aumento della velobatiche sono riportate nella cità il velivolo accennò un pubblicistica del tempo. Quello che nessuno sa di rallentamento e rispose questo velivolo è che, durante prontamente al comando di la presentazione al Centro uscita. La rotazione si fermò Sperimentale dell’Aeronautiimmediatamente e ripresi ca Militare di Guidonia, ha l’F.5 in piena affondata. superato brillantemente anA 900 m conclusi l’impeche la prova della vite. gnativa prova con un roFatto che conferma le sue mantico looping liberatorio eccezionali qualità tecniche. della tensione accumulata in Dopo avere effettuato tutpochi istanti e atterrai in L’F.5 con a bordo il com.te Zanlucchi e l’ing. Frati te le prove di collaudo sulscivolata d’ala: manovra tanto inattesa quanto ben riul’aeroporto milanese di scita. Linate, il 3 ottobre 1952, presso l’aeroporto di Guidonia, Un attimo prima di ricevere con una calorosa stretta al termine delle prove di omologazione da me effettuate con a bordo l’ispettore del R.A.I., il comandante del Cendi mano le congratulazioni del comandante del Centro tro Sperimentale, col. Giovanni Zappetta, mi propose di Sperimentale, che aveva seguito con molta attenzione e eseguire anche la prova della vite. Sapevo che, fino a trepidazione la prova di volo di questo promettente veliquel momento, tale prova sugli aerei a reazione al Cenvolo, pensai che “il pericolo era proprio il mio mestiere!” tro Sperimentale non era mai stata richiesta, in quanto Ricordo l’entusiasmo sul volto del col. Zappetta, fatto non prescritta per la registrazione al R.A.I., e tanto meno per me molto gratificante, che si aggiungeva alla soddisfazione di avere pilotato al limite, e con pieno successo, effettuata. il Caproni F.5 consapevole delle sue straordinarie caratNon essendo obbligatoria, la decisione di eseguirla era soltanto mia. teristiche tecniche. Passai in rassegna la posizione del getto della spinta Eravamo ai primi anni ’50 e ai primordi dello svilupdel reattore rispetto ai piani di coda e, seguendo la mia po in Italia degli aerei a reazione! intuizione, mi convinsi che sarebbe stato possibile ferAlla promessa sul campo dell’ordine per la fornitura mare la rotazione del velivolo in affondata semplicemendi una pre-serie di tre esemplari non seguì purtroppo te dando uno spunto di potenza al motore e l’impegno da parte dello Stato Maggiore dell’AM per cui l’F.5, splendido biposto a reazione, concepito e realizzato incrementando significativamente la velocità. per dare vita ad un nuovo mezzo di addestramento-scuoDal momento che la prova doveva essere fatta a pieno carico, il problema a quel punto era convincere il mio la e per rispondere alle particolari esigenze di preparacompagno di volo, l’ing. Emilio Volcan, allora Capo colzione dei piloti militari all’impiego delle macchine a laudo alla Caproni, ad accompagnarmi nella prova stessa. reazione, è rimasto un prototipo.

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SUL FILO DEI RICORDI

L’ F.5, frutto degli studi dell’ing. Frati, riconosciuto in seguito come una delle figure più rappresentative nel campo della progettazione aerospaziale, è oggi esposto al Museo Caproni di Trento.

Questa prova rimane, nella mia memoria, come il volo più rischioso della mia lunga carriera di pilota collaudatore presso gli stabilimenti Caproni (e le sue successive gestioni) di Trento.

Oltre alla preparazione professionale, conta anche l’Angelo custode! di Umberto Formisano Aeroporto di Galatina (Lecce), 26 febbraio 1969, ore 12.34; istruttore di volo su MB.326. Ero capo Ufficio operazioni e, in mancanza del previsto istruttore, mi ordinano di svolgere una missione di volo con l’allievo per valutarne l’idoneità all’esecuzione di alcune manovre acrobatiche e di atterraggi con manovra “tocca e riparti”, collegati a virata in cabrata a sinistra con riporto nel tratto sottovento. In volo tutto bene e quasi bene ancora fino al terzo “tocca e riparti”: l’allievo stacca l’aereo dalla pista, retrae il carrello e flaps, inizia la salita e guadagna velocità come previsto ma, in attesa di giungere a 160 nodi per iniziare la virata in cabrata a sinistra, alla velocità di circa 140 nodi si accende la luce “rossa” sul cruscotto indicante “blocco meccanico del motore”. Sorpresa mozzafiato e carica di una rapida decisione: per istinto ricontrollo la manetta motore in posizione di massima potenza e - dichiarando alla Torre di Controllo il “flame-out” (spegnimento motore) - decido di applicare la prevista procedura di emergenza: «se in decollo, siete ancora sulla pista e avete almeno 140 nodi di velocità, potete tentare di tornare indietro e atterrare». E così, prendo i comandi: l’allievo è muto. Continuo dritto la salita, la velocità incomincia a scendere, sono a quasi 50 m da terra (stima ad occhio, perché non c’era tempo di guardare l’altimetro) ed imposto una gentile virata a sinistra di 180° per ritornare sulla pista di volo, con l’intenzione: «se l’aereo stalla smetto la salita, livello le ali e do l’ordine all’allievo di azionare il “MartinBaker” ed eiettarsi fuori e dopo anch’io, come da deontologia istruzionale che prevede prima l’allievo e dopo l’istruttore». Tutta la virata a sinistra, prima in leggera salita e poi in discesa, fu tutto un percorso di entrata e uscita dallo stallo (inclinare le ali per tornare indietro, diminuire l’inclinazione per evitare lo stallo: ormai, senza motore, ero un aliante). Finchè, mi ritrovai con la pista davanti: qui, estraggo il carrello e penso di avercela fatta ma il vento da destra e un po’ in coda di 13 nodi mi spinge a sinistra e non parallelo all’asse della pista: cerco di inclinare a destra ma stallando decido di non insistere e tocco l’asfalto. L’aereo esce di pista e corre sul prato ben compatto: sono contento e sento di rilassarmi ma dimentico di azionare i freni e quindi termino la corsa in un piccolo fossato a ridosso della pista di rullaggio. (Nella foto l’MB.326 dopo l’incidente). Dopo i controlli medici, l’allievo era ancora impaurito e per confortarlo gli dissi: «Hai visto, abbiamo evitato di eiettarci con il seggiolino» e lui di rimando mi risponde: «Ma io, al suo ordine, non mi sarei eiettato». «E perché?», reagii. «Perché avrei corso il rischio di far riaprire

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la ferita all’inguine, subita per l’operazione chirurgica all’ernia inguinale». Ribattei, con un punto di rabbia, che era un allievo irresponsabile e gli spiegai che se non l’avesse fatto, com’era suo dovere, io quale responsabile del volo avrei dovuto insistere affinchè si lanciasse per primo, per salvarlo! Ora come allora, non so come avrei reagito, considerato che il lancio era l’unica possibilità di salvezza per ambedue se non avessi tentato il ritorno in campo con una manovra che dai colleghi fu ritenuta azzardata e che loro avrebbero scelto il Martin-Baker. E penso anche che, allora, avevo moglie e tre figli! L’allievo non lo rividi più; forse diede le dimissioni dal Corso di volo. Comunque, dopo tutto quanto era accaduto, e pensando a quello che sarebbe potuto accadere quale conseguenza del comportamento di quel - a dir poco – sconsiderato allievo, ritengo di poter concludere che, quel giorno, l’Angelo custode mi era stato attaccato alle costole! In merito al blocco meccanico del motore, ne fu accertata la causa, grazie alla spiccata preparazione morale e tecnico-professionale del maggiore Danilo Guidi, capo Manutenzione velivoli che, convinto delle dichiarazioni scritte (mia e dell’allievo) sulla “luce rossa” che si era accesa in volo, volle insistere e caparbiamente proseguire le indagini sull’aereo incidentato. Venne alla luce che un tecnico motorista, nell’esecuzione di pulizia, con un specifico panno, delle pareti interne del serbatoio del carburante, ove era installata la pompa meccanica che lo invia al motore, aveva dimenticato il panno nel serbatoio il quale, galleggiando, si era incastrato nella pompa, bloccandola: il motore, senza JP4, si fermò! L’Alto Comando dell’A.M., quale riconoscimento dell’azzardata manovra che aveva consentito il recupero dell’aereo (con piccoli danni), di accertare la causa dell’incidente e l’incolumità dei due a bordo, mi conferì un “Encomio Solenne” e la Medaglia di Bronzo al Valore Aeronautico.

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VARIE VARIE

Caro Gianbortolo, spigolando, come piace anche a te, tra i libri randagi che il volgere dei giorni raduna nella bottega di un trovarobe milanese, ho visto affiorare un’antologia del 1965. Racchiudeva i migliori articoli pubblicati in quell’anno sul Corriere. L’ho comprata, perché insieme alle tante pagine memorabili faceva spicco un servizio dai cieli di guerra del Vietnam. La firma era di Egisto Corradi, inviato nelle prime linee se mai ce ne fu uno. Faccio fotocopia di quel reportage e te lo mando per Aeronautica: L’amico Egisto, che come accade a me vantava una faziosa appartenenza alla parmigianità, è rimasto esemplare nel giornalismo per le virtù di mestiere che Montanelli (quando tutt’insieme lavoravamo al Giornale) gli accreditava: Egisto il probo, Egisto il faticatore, Egisto l’ indubitabile che pagava il prezzo del rischio per raccontare il bene e il male dal vero, senza pregiudizi né filtri. E’ stato un giornalista involontariamente in cattedra. L’hanno guidato l’onestà intellettuale e l’asciuttezza delle parole, come conferma il suo grande libro (il più bello dell’ultima guerra, affermava Indro) La ritirata di Russia. Egisto era stato tenente di complemento della Julia, guadagnando nella neve una medaglia d’argento di cui non faceva menzione né sfoggio. Alle adunate alpine, la teneva in tasca. Era un caro uomo nostrano, che un grande dolore di famiglia (la ineluttabile perdita di una figlia ancora fanciulla) non aveva inasprito, Noi, del Giornale di allora, l’abbiamo amato. E abbiamo fatto in tempo a dirglielo.

In picchiata sui ribelli Vietcong di Egisto Corradi

Volerò. Pagherò il mio volo con l’apprensione che Davanti all’albergo “Caravelle”, ad aspettare l’autocomincio a sentire nascermi dentro adagio, sottile e tebus “special” che ci condurrà stamattina alla base di nace come un filo di acciaio. Un’aliquota di rischio c’è, Bien Hoa, a venticinque chilometri da Saigon, siamo penso. Tra i sette od otto che montiamo sull’autobus, ci in sette od otto tra giornalisti e fotografi. Ieri sera, alla sono il fotografo Henry Huet dell’Associated Press, gli consueta conferenza stampa americana delle diciassetoperatori Hans Schalk e Michael Condé della televisiote, un colonnello aveva detto al centinaio di giornalisti ne germanica, il fotografo Al Chang della rivista della presenti: «Ogni tanto riceviamo richieste di qualcuno che desidererebbe partecipare come osservatore a una Società geografica americana (nome e titolo della rivimissione di guerra. Si è deciso di sta scritti sul petto della tuta), un provare, previo però un breve corso giapponese dell’Asahi Sittlbun, di addestramento. Coloro che intenun coreano. Di giornalisti di pura dono prendervi parte si trovino dopenna (a sfera), siamo soltanto mattina alle nove al “Caravelle”. Un l’inglese Stephen Harper del autobus li porterà a Bien Hoa per il Daily Express ed io. Partiamo. corso…» All’ingresso principale della Esito un po’ prima di decidermi. base aspetta il capitano HolsinMi domando in primo luogo se ger. Ci conduce in una saletta resia moralmente inappuntabile volafrigerata. «In tre ore - sorride re a bordo non di un aereo da tradiventerete aviatori perfetti». Sesporto ma di un mezzo offensivo diamo silenziosi, sale sulla pedadestinato per sua natura a seminare na un ufficiale sul cui giubbotto si legge il nome di Seames. «Il distruzione e morte. Opto in comio compito - dice Seames - è di scienza e senza fatica per il sì, confarvi una lezione sul modo di sosiderato che non contribuirò pravvivere nel caso che siate cominimamente all’azione e mi limistretti a buttarvi con il terò a guardarmi attorno; allo stesparacadute...» Lento, Seames so modo mi limiterei a guardarmi esordisce dicendo che la zona attorno senza in alcun modo collamigliore per cadervi sarebbe borare, se mi trovassi - io che degli quella costiera, più o meno larga americani condivido l’atteggiamento politico essenziale e desidero che una ventina di miglia. La spiegai miei figli vivano nella libertà zione è circostanziata e dura un’ora esatta. Subito dopo viene dentro un combattimento dalla parEgisto Corradi nella copertina di un periodiportato un ammasso grigioverde te dei Vietcong. co dell’epoca

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di cose tra cui riconosco un paracadute. Holsinger sale sarà fissata per il volo…» Alle ventitrè, rientrando in albergo, trovo un biglietsulla pedana, ora tocca a lui di spiegare. La prima cosa to del capitano Hickman che dice: «Il suo volo è fissato è un panciotto mimetizzato, tre tasche a destra e tre a sinistra. Un panciotto meraviglioso. In una tasca c’è per le 14 circa di domani. Sia al cancello principale di una radiolina grande meno di due pacchetti di sigaretBien Hoa a mezzogiorno. Buon volo e buona fortute. «La metterete in funzione tenendo premuto questo na…» tasto allo scoccare del quindicesimo e del quarantacinMi presento all’ingresso della base di Bien Hoa diequesimo minuto di ogni ora. Basta che lo facciate perci minuti prima di mezzogiorno, proprio mentre una cinquantina di paracadutisti in esercitazione scende chè la radiolina trasmetta il vostro SOS indicando la ondeggiando nel cielo a qualche chilometro. Ho portavostra posizione». Nelle altre tasche ci sono una bussoto con me una cinepresa elettrica da otto millimetri, ci la, una carta del Vietnam chiusa in una custodia di platengo a portare a casa un ricordo personale del volo stica, un coltello da caccia con una lama a gancio fatta apposta per tagliare i cavi del paracadute in caso di cache mi accingo a compiere. Qualche minuto dopo di duta sopra gli alberi, una scatoletta di pillole per potame arrivano i due operatori della televisione germanica bilizzare l’acqua, un pacchetto di fazzoletti di carta, Schalk e Condé; anch’essi sono stati avvertiti che il loro volo prenderà il via verso le quattordici. Voleremo dunfiammiferi, una lampada a pile, sigarette, pastiglie di que noi tre insieme, ognuno a bordo di un diverso apvitamine, una fiala di siero antivipera con siringa. parecchio della medesima squadriglia di «Skyraider». La seconda cosa assomiglia a una giberna, per moIl capitano americano Holsinger ci conduce a prenstrarcene il funzionamento un soldato se la allaccia molto alta sul petto sopra il panciotto. «Se doveste cadere un panino alla mensa degli «enlisted men» e poi, dere in acqua - dice Holsinger prendendo tra le dita sempre a bordo di una sua sgangherata camionetta, aluna pallina di plastica rossa appesa ad una cordicella l’ufficio operazioni del Gruppo, una baracca prefabbritirate questa così». Dalle due giberne schizzano due cata gelida d’aria condizionata. Sopra una lavagna c’è palloncini di plastica gialla fatti a banana, l’aria conte- scritto col gesso: «Missione 94213, partenza ore 14,10. nuta in due bombole le gonfia in un baleno. La terza Posizioni: 1) maggiore pilota O’Gorman, comandante; 2) capitano Graf/Corradi; 3) tenente Georges/Condé; 4) cosa è una borsa di gomma che contiene una «Ration tenente Ford/Schalk…» Quattro «Skyraider », dunque. Combat», un paio di razzi fumogeni, una zanzariera finissima, un telo di plastica, un’altra radiolina; ma queEntrano il maggiore O’Gorman e i tre piloti. Il «mio», sta è una «talkie walkie» per parlare con i soccorritori Roderic Graf, è nato ventotto anni fa a Claremont in entro un raggio di tre chilometri, per indirizzarli, per California; avendo compiuto qui nel Vietnam dieci mesi di servizio e quattrocento ore di missione di guerra, dirgli da che parte sono i Vietcong e in che punto pretra due mesi rimpaciso siete voi. Voleretrierà. mo divisi in due Venti minuti prigruppi su caccia bomma delle quattordici, bardieri “Skyraider”, un ufficiale conseapparecchi di modello gna al comandante molto vecchio, in graO’Gorman l’ordine di do di raggiungere solmissione. «A rapportanto i quattrocento chilometri orari. (1) to» dice O’Gorman. In caso di bisogno, Piloti e giornalisti enmi spiegano, dovrò triamo in una stanza spingere la leva che ancor più refrigerata, apre ad aria compresci sediamo di fronte a sa la mia metà di tetO’Gorman che, in pietuccio di plexiglas di dietro un piccolo dell’abitacolo aereo, podio, prende a leggere con voce grave: sollevarmi puntando «Tempo eccezionalcon i calcagni sul segmente bello, solo giolino, salire su quelqualche rovescio temlo che chiamerei poralesco. Obiettivo davanzale ponendo i Uno Skyraider monoposto duecentodue miglia a piedi ai due angoli, sud-ovest di Bien buttarmi giù a tuffo Hoa, al confine tra le sopra l’ala che si trova province di Bac Lieu e Ba Xuyen. Carta: quadretto BFun metro sotto. «Proprio sull’ala?». «Sì - mi rispondono - perchè soltanto lanciandosi a capofitto sull’ala riu- 432. Da stamane è in corso un’azione contro il battascirà a sfilare prima che sopravvenga il timone di glione Vietcong che ha il nome di battaglione profondità…» Questo timone di profondità a quattro o “Dynamic”…» O’Gorman dà altre indicazioni tecniche, cinque metri più indietro mi terrorizza con il suo bora lungo e minuziosamente: «Occorrono chiarimenti?», domanda. Nessun chiarimento. «Regolare gli orologi do quasi tagliente. conclude, - tra dieci secondi saranno esattamente le «Una parte di voi volerà domani - comunica Holsintredici e cinquantasei. Meno cinque, meno quattro, ger alla fine del corso. - Lasciateci indirizzo e telefono. meno tre, meno due. Tredici e cinquantasei. Agli appaDovete trovarvi all’ingresso principale della base di recchi». Bien Hoa due ore prima dell’ora che a ognuno di voi

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Stiamo per lasciare la sala dei «briefings» quand’ecco entrare un colonnello con scritto sul giubbotto «Knight», un cognome che non dimenticherò per un bel pezzo. Knight ha in mano una lattina di birra, ne beve un sorso e dice, scandendo una parola ogni due o tre secondi: «Ho il dovere di avvertire i giornalisti che la situazione sull’obiettivo si va aggravando. Poco fa alcuni nostri apparecchi sono stati colpiti da mitragliatrici antiaeree Vietcong…» Ho un tuffo al cuore. «Per questa ragione - continua tetro dopo essersi portato un’altra volta la lattina alla bocca - vorrei consigliare loro di non partire con questa missione ed attenderne un’altra che si prospetti meno pericolosa, tra qualche ora. Li avverto, dicano loro se vogliono partire o rimandare…» «Parto…» dice Schalk. «Parto…» dice rauco Condé. Immaginarsi se dei giovani tedeschi come Schalk e Condé potrebbero rispondere di no. Immaginarsi, sentiti i tedeschi, cosa posso rispondere io. «Grazie. Parto…» dico. La testa mi bolle. Paracadute, panciotti, salvagente e caschi sono sulla rastrelliera dov’erano stati messi ieri con i nostri nomi. Firmiamo al momento di ritirarli, un foglio a stampa con il quale esimiamo tutti i governi passati, presenti e futuri degli USA e tutti i ministeri e l’aviazione e la marina e l’esercito e chissà chi altri da qualsiasi responsabilità penale, civile, morale e materiale che possa derivare dal volo. Indosso panciotto e giberne di salvataggio, salgo a bordo, m’infilo a fatica nello strettissimo pozzo del mio seggiolino. Holsinger, in piedi sull’ala, mi aiuta a indossare il paracadute. Poi un aviere mi stringe inguini e spalle e vita con una braca di canapa, un altro ancora mi mette un collare dal quale esce, sotto la nuca, il cavetto d’acciaio di sicurezza del paracadute. Sono pronto, «O.K.», dico a Graf congiungendo pollice e indice. Il motore viene avviato, lo Skyrader rulla. Salvo le braccia e le gambe dal ginocchio in giù, sono del tutto immobilizzato, inchiodato all’apparecchio. Per tre o quattro secondi cerco e non trovo, sgomento, la maniglia di apertura del paracadute. Vedo allora Graf sorridere e sento la sua voce rimbombare dentro il mio casco: «Non si preoccupi. Se occorrerà buttarsi le farò segno io, l’aiuterò…» «Mango Tree, Mango Tree», sento ancora dentro il casco. «Mango Tree» è il nominativo radio della nostra squadriglia. Tutto motore, filiamo sulla pista cento metri dietro l’apparecchio del comandante O’Gorman. Ci solleviamo, nell’abitacolo entra una deliziosa aria fresca. Di colpo, inaspettatamente, mi sento del tutto tranquillo, senza la più microscopica ombra di paura. Voliamo in formazione di due apparecchi davanti alla pari e due dietro, un po’ più distanti tra loro. Dopo cinquanta minuti arriviamo nella zona degli obiettivi e voliamo a cerchio sugli ottomila piedi di quota. Noto che il mio «Skyraider si piega sul fianco sinistro, vedo la lancetta dell’indicatore di sbandamento in posizione perfettamente verticale, entriamo per un at-

timo in una nube, il parabrezza si riga di rapidissimi rivoli di pioggia. «A questo sbandamento resisto bene…» penso compiaciuto. Ma ho appena il tempo di pensarlo che sento un peso enorme premermi sulla sinistra, testa e corpo. Capisco che stiamo picchiando, cerco di alzare la cinepresa che ho tra le ginocchia. E’ diventata straordinariamente greve, riesco a sollevarla soltanto di due dita. Poi mi sento schiacciare contro il seggiolino e vedo cielo e risaie e nubi e fumo mescolarmisi davanti agli occhi come se fossi dentro un caleidoscopio furiosamente scosso. Graf mi guarda, ora voliamo lisci e senza scosse già alti sul circuito. «O.K» gli dico. Invece che sette, i tubi delle bombe sporgenti sotto l’ala sinistra sono ora sei, ne abbiamo scaricate due. Torniamo verso il fronte temporalesco, verso i fumi che fiammeggiano. Per impedire che succeda come al primo tuffo, pongo la cinepresa sopra il cruscotto, proprio vicino al plexiglas... il pollice sul tasto. «Qualcosa verrà pur fotografato», rifletto. Durante la picchiata stringo i denti, le braccia tese nello sforzo di protendere la cinepresa. Stavolta vedo la destra inguantata di Graf spostare la leva dello sgancio e tornare alla cloche… Alla terza picchiata piombiamo dentro un arcobaleno scintillante, la cabina si riempie di una vivida luce rossa azzurra. Poi la quarta picchiata, poi la quinta, poi la sesta. Il rombo ed il frastuono sono tali che non si sentirebbero né raffiche di mitraglia e forse nemmeno cannonate; se si fosse colpiti sarebbe questione di dieci secondi o anche meno, finito tutto. Tra la sesta e la settima picchiata, Graf mi mostra con la mano i resti di un bianco «Mohawk» da ricognizione che bruciano dentro un bosco sprigionando un fumo giallo. Alla fine dell’ultima picchiata vengo preso da una leggera nausea. «O.K.» dico un po’ meno saldo. Graf mi batte affettuoso una mano sulla spalla. Siamo rimasti sull’obiettivo una dozzina di minuti. Rotta di ritorno. Voliamo sopra Saigon, ci abbassiamo su Bien Hoa. Quando atterriamo sono le diciassette, il nostro volo è durato due ore e cinquanta minuti. Rientrato a Saigon, la sera, leggo il bollettino della giornata. L’operazione di Bac Lieu è la più importante tra quelle di domenica 4 luglio. «Il battaglione Vietcong “Dynamic” è stato impegnato a fondo da unità vietnamite. Apparecchi statunitensi sono intervenuti con sessantacinque uscite… I ricognitori hanno stimato in settanta le perdite Vietcong… Un ricognitore “Mohawk” è stato abbattuto, il pilota è deceduto… La battaglia continua». Il giorno dopo, lunedì, leggo: «Battaglia continuata con intervento aviazione, sono state effettuate ottantuno uscite… “Advisors” statunitensi hanno oggi contato sul terreno duecentododici morti. Sono stati inoltre fatti diciannove prigionieri e catturati due mortai, una mitragliatrice contraerea, tre treppiedi per contraerea, varie armi individuali. Le forze vietnamite hanno avuto tredici morti e trenta feriti. Due piloti statunitensi di elicotteri sono rimasti feriti».

——————— (1) Nota della redazione di “Aeronautica” Lo Skyraider di cui si parla nell’articolo era certamente la versione AD-5 del famoso aereo d attacco al suolo della Boeing, versione, peraltro poco conosciuta, che – mediante il notevole “allargamento” della fusoliera – aveva consentito la trasformazione di alcuni esemplari del velivolo, nato come monoposto, in biposto “side-by-side”, cioè a posti affiancati.

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Nel trentennale della tragedia

Ustica: perché la giustizia non ha prodotto la verità? L’impatto devastante sulla società dell’immaginario collettivo l trentesimo anniversario del disastro di Ustica ha visto riesplodere sui media il mito della battaglia aerea segreta nel corso della quale un missile o una quasi collisione avrebbero causato la distruzione di un DC-9 di linea e la morte delle 81 persone a bordo. Una rara voce fuori dal coro è stata la presentazione di Giustizia e verità, il nuovo libro del generale e già senatore Vincenzo Ruggero Manca (vedi box) che spiega la prevalente disinformazione con un immaginario collettivo alimentato di false verità risultate prive di riscontri processuali. Un tema forte e difficile, affrontato – come è stato più volte rimarcato durante la serata – sulla scorta dei documenti ufficiali e dell’esperienza di Manca nella Commissione Stragi. Un tema sentito non solo dagli aviatori e dagli ex imputati, dei quali le sentenze hanno riconosciuto in ogni grado di giudizio l’innocenza, ma anche da una parte dei parenti delle vittime, come testimoniato dalla presenza della signora Giuliana Cavazza (che il 27 giugno 1980 perse la madre Anna Paola Pelliccioni) e delle telecamere RAI. Tra il folto pubblico i vertici militari ed aeronautici di oggi e di ieri, con chiaro segno di solidarietà per la battaglia di verità di Manca e per i colleghi. Per discutere del danno causato dalla mancanza di verità – quell’“im-

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maginario collettivo” al quale Manca non esita ad attribuire un «impatto devastante sulla società» - alla Casa dell’Aviatore il 23 giugno si sono riuniti insieme all’autore il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sen. Carlo Giovanardi, l’on. Gerardo Bianco, più volte ministro ed ora presidente dell’associazione degli ex parlamentari, il procuratore generale militare emerito presso la Corte di Cassazione dr. Giuseppe Scandurra. Il sen. Giovanni Pellegrino, alla cui opera di presidente della Commissione Stragi si dovette un radicale cambio dell’impostazione sino ad allora seguita, ed il dr. Giorgio Santacroce, uno dei primi magistrati che seguirono la vicenda, hanno inviato messaggi che sono stati letti dal moderatore Gregory Alegi. Punto di partenza di Manca è l’inaccettabile silenzio con il quale si sono di fatto negate le riflessioni e le deduzioni che avrebbe meritato la definitiva assoluzione dei quattro generali dell’Aeronautica Militare imputati di “alto tradimento”. Attorno a questo hanno ruotato tutti gli interventi, a partire dal Bianco, che ha ricordato gli altri casi dei quali si è occupato Manca, a partire dal rapimento Moro. Da Giovanardi è giunta una veemente perorazione della bomba, accertata dai periti internazionali scelti dallo stesso giudice istruttore. Scandurra, autore

anche della prefazione, ha apportato la dimensione ulteriore del proprio sapere giuridico in un caso nel quale il rapporto tra accusa e dibattimento, tra storia e giustizia, tra perito e magistrato ha giocato un ruolo non piccolo nella creazione e vita dell’immaginario collettivo. Al termine degli interventi, forzatamente brevi di fronte alla vastità del tema, il generale Enrico Pinto, uno tra i più profondi conoscitori della vicenda di Ustica e responsabile della seconda parte del volume, ha concluso la serata con una rapida rassegna dei principali “miti” di Ustica e di quelle che, invece, sono state le risultanze processuali. Le scarne frasi riprodotte sulla diapositive proiettate in sala hanno “fotografato” le situazioni assai diverse tra loro, evidenziando la portata degli errori dei quali abbonda l’immaginario collettivo italiano a 30 anni dal disastro aereo e a tre dalla conclusione della vicenda giudiziaria (maggiori e più dettagliati particolari sui fatti di Ustica e su quanto oggetto della giornata, sono contenuti, insieme a shede esplicative, nel testo del riepilogo che, elaborato dallo stesso gen. Pinto, sarà consultabile sul sito www.assoaeronautica.it). Una serata, dunque, perfettamente riuscita, anche grazie alla sua sobrietà, e che avrebbe meritato di essere meglio conosciuta anche al di fuori dell’ambiente militare-aeronautico.

Vincenzo R. Manca, Giustizia e verità, Roma, Koiné Nuove Edizioni, 2010. Cm 15x21, pp. 224. € 14,00. Il sottotitolo “Trent’anni di immaginario collettivo, imperizie, sofferenze e mistificazioni” spiega il diverso taglio che l’autore ha dato rispetto al precedente Ustica. Assoluzione dovuta giustizia mancata (2007). Il punto centrale del nuovo libro è infatti la distanza tra l’assoluzione degli imputati militari (peraltro tardiva) e le falsità che ancora dominano l’opinione pubblica. Per illustrare il proprio punto di vista Manca utilizza esclusivamente atti processuali e parlamentari, affrontando in sette capitoli ipotesi, risultanze e tasselli del mosaico composto nell’immaginario collettivo. L’ultimo capitolo, assai riuscito, propone un’originale dialogo incrociato tra Priore e Bartolucci, che risponde alle stesse domande poste al magistrato dal giornalista Andrea Purgatori. È così possibile misurare su molti punti la distanza tra i loro punti di vista, a partire dalla “mano sapiente” che secondo il magistrato avrebbe fatto sparire la documentazione sul caso. A questa parte si affiancano 30 schede curate da Pinto, che riassume vicende complesse o propone gli stralci più significativi di alcuni documenti. Il risultato complessivo, asciutto e facile da consultare, integra utilmente il precedente libro del 2007. Disponibile in libreria o presso l’editore (Viale della Grande Muraglia 95, 00144 Roma; tel. 06 52247979)

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“Just culture”: dilemma irrisolvibile? La necessità di un giusto bilanciamento tra le esigenze della sicurezza del volo e della giustizia. di Gaetano Battaglia e organizzazioni complesse, specie quelle le cui attività possono influire sulla vita e l’incolumità dei cittadini e degli stessi operatori, adottano delle strategie e delle procedure ”ad hoc” per la gestione della sicurezza. Tale assunto è tanto più vero nel campo dell’aviazione, sia civile che militare, dove l’organizzazione preposta alla gestione della sicurezza, sia a livello internazionale che nazionale, adotta una serie di strumenti atti a rendere sempre più sicure le operazioni di volo e di individuare le aree critiche per poter adottare le opportune misure di prevenzione. Molti sono gli aspetti relativi al tema. In questa sede s’intende porre l’attenzione su uno di essi, peraltro uno dei più importanti, quello del “reporting”, cioè di un sistema che vede quali protagonisti gli stessi operatori del settore che, quando nel corso della loro attività professionale si accorgono di fatti o situazioni che possono generare eventi di pericolo o incidenti, compilano un rapporto informativo per l’organizzazione preposta alla sicurezza del volo. Questa, a loro volta, analizza tutti i rapporti ricevuti allo scopo di individuare le aree o le situazioni che necessitano di un loro intervento e, conseguentemente, emettono le opportune direttive. Dall’analisi dei rapporti degli operatori possono, ovviamente, emergere disattenzioni, dimenticanze, mancato rispetto delle procedure, tutte riconducibili al fattore umano. Errare humanum est sostenevano I latini consapevoli che l’essere umano, in quanto imperfetto, può commettere degli errori. Se gli errori, ovviamente quelli non dolosi, vengono portati alla luce si possono adottare le misure idonee affinché non si ripetano. Ciò implica che il “reporting” non debba essere punitivo, pena la scarsa collaborazione degli stessi operatori. E questo è l’approccio che tutte le organizzazioni preposte alla sicurezza hanno deciso di adottare. Ciò non vuol dire difesa incondizionata degli operatori perchè va da sé che, in presenza di situazioni particolari e di comportamenti dolosi o che denunciano carenza di professionalità le autorità preposte valuteranno le opportune azioni disciplinari da adottare. E’ evidente, quindi, quale sia l’importanza del “reporting” e del contributo di tutti gli operatori del settore. Contributo che, tuttavia, viene messo a rischio allorquando i rapporti di incidente ed i documenti relativi alla sicurezza del volo vengono sequestrati dalle autorità giudiziarie ed utilizzati anche contro gli stessi operatori che li hanno prodotti. La possibilità che quanto riportato possa essere utilizzato per un’incriminazione o un’indagine contro lo stesso autore si scontra spesso con la volontà di contribuire pienamente alle attività della sicurezza. Per cercare di dirimere questo dilemma le autorità aviatorie hanno elaborato il concetto di “Just culture” inteso quale giusto bilanciamento tra l’esigenza della sicurezza del volo di utilizzare eventi ed errori per prevenire gli incidenti e quella della magistratura di investigare ed assicurare alla giustizia i colpevoli di azioni criminali. Una cultura “giusta” viene, comunemente, definita quella in cui gli operatori implicati in operazioni connesse al volo (siano essi piloti, controllori del traffico aereo, meccanici, operatori dei vari servizi connessi con l’attività di volo) e che volontariamente riportano eventi occorsi nel corso del loro lavoro non vengono puniti per azioni, omissioni o deci-

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sioni da essi adottate e che sono commensurate al loro grado di esperienza ed addestramento, purché tali atti non siano frutto di negligenza, dolo o azione criminosa. In sostanza, viene auspicata la creazione di una situazione di mutua fiducia in cui tutti gli operatori vengono incoraggiati a fornire informazioni relative alla sicurezza consapevoli del limite tra comportamenti accettabili o meno. Quello della “just culture” è un concetto accettato e promosso da tutte le organizzazioni aeronautiche mondiali, spesso in antitesi con una cosiddetta “blame culture” (= cultura della punizione), comunemente attribuita alle autorità giudiziarie. Il concetto della “just culture”, tuttavia, non viene, in pratica, applicato in maniera uniforme. Così, si passa dalla legislazione danese, forse la più efficace ed avanzata al mondo, che nel 2001, due anni prima che la UE si esprimesse in materia, approvò una specifica legge che prevedeva il “reporting” volontario ma strettamente confidenziale – cioè con l’identità degli autori non rivelabile al di fuori dell’Agenzia della Sicurezza del Volo – e l’immunità penale e disciplinare in relazione all’evento riportato a condizione che la segnalazione venga effettuata entro 72 ore dall’accaduto e che questo non sia né un incidente né un atto penalmente rilevante (sabotaggio, grave negligenza attribuibile ad abuso di alcool, sostanze stupefacenti, ecc.) Il risultato di tale legge è stata una crescita esponenziale delle segnalazioni che ha consentito di acquisire preziosi dati utili ai fini della sicurezza e conseguenti azioni di prevenzione. Nel complesso sistema inglese esistono, tra l’altro, due tipi di segnalazioni, quelle obbligatorie, che vengono analizzate e studiate da un apposito gruppo di esperti, e quelle volontarie, protette da un rigoroso sistema di protezione delle identità di coloro che effettuano le segnalazioni. Queste segnalazioni confluiscono in un rapporto di un gruppo di esperti con professionalità multidisciplinari. Le autorità preposte alla sicurezza dei voli, sulla base dei rapporti conseguenti alle segnalazioni (internazionali, nazionali obbligatorie e volontarie) redige il Piano Strategico della Sicurezza. Negli USA il National Transportation Safety Board è un’agenzia federale indipendente con giurisdizione su tutti gli incidenti riguardanti i trasporti (aerei, ferroviari, marittimi, stradali) nonché sui trasporti speciali. Sin dal 1975 è in uso un sistema di “reporting” volontario con garanzia di riservatezza, anonimato ed immunità che chi effettua la segnalazione. Occorre, ovviamente, sottolineare che non si può ostacolare il corso della giustizia penale ma che occorra trovare un giusto compromesso affinché vengano rispettate le esigenze di entrambe le parti. Del resto tale assunto è fatto suo dalla stessa Commissione Europea là dove, sull’argomento, nella Direttiva 2003/42/EC del 13 giugno 2003, in tema di “Occurrence reporting in Civil Aviation” stabilisce all’art. 8 che «Gli Stati Membri, senza pregiudizio all’applicazione dei pertinenti articoli del codice penale, debbono limitarsi nell’istruire procedimenti riguardanti quelle violazioni non premeditate o non volute della legge che giungono a loro conoscenza per effetto delle procedure di riporto previste obbligatoriamente dalle regole nazionali in materia, a meno che non si tratti di negligenza grave (traduzione dell’autore)1». Il Parlamento italiano ha par-

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zialmente fatta sua tale direttiva nel senso che ha stabilito per legge l’elenco delle circostanze/eventi che debbono obbligatoriamente essere oggetto di rapporto da parte degli operatori, nonché di quelli che facoltativamente ne fanno parte, e indicando l’ENAC e l’ANSV quali enti responsabili dell’attuazione delle relative procedure (Decreto Legislativo 2 maggio 2006, n° 213). Il decreto, tuttavia, pur prevedendo la cancellazione dei dati personali dai rapporti forniti dagli operatori, non ne garantisce la non punibilità. Esso, inoltre, si riferisce solamente all’aviazione civile e non a tutto il mondo aeronautico nazionale. Tuttavia, la direttiva è stata recepita anche dall’A.M. con la SMA USAM 105 che, tra l’altro, recita “Il sistema di segnalazione deve inoltre perseguire scopi non punitivi ed ispirarsi ad una “just culture” che non scoraggi il personale nel portare alla luce gli eventi di pericolo. In tal senso deve essere garantita una adeguata protezione dei dati personali nella diffusione esterna delle informazioni relative alle segnalazioni e un’assoluta assenza di conseguenze disciplinari, tranne per quei casi configurabili come reati, come le gravi negligenze, le violazioni volontarie e gli atti distruttivi, e che, come tali, non devono essere tollerati. In sintesi, da una parte si assicura che la gestione della sicurezza (SMS) poggia su un efficiente sistema di segnalazione focalizzato sulla prevenzione e dall’altra che impedisca che comportamenti illegali, gravi negligenze e violazioni godano della “non punibilità”. Per quanto riguarda il “reporting”, quindi, l’aspetto più controverso, forse perché poco dibattuto tra le parti interessate, si ritiene sia quello della immunità che, tra l’altro, deve essere visto alla luce della convinzione, sottolineata dalle autorità aviatorie competenti, che comportamenti delittuosi e gravi negligenze debbano sempre e comunque essere perseguite. Si ritiene, in sostanza, che alla fine si tratti di un problema risolvi-

Due precisazioni e una rettifica A proposito di quanto pubblicato a pag. 8 di Aeronautica n. 5/2010 sul 5° Stormo, alcuni lettori, tra i quali l’avv. Pierpaolo Maglio - autore delle due foto che illustrano l’articolo in questione – hanno fatto presente che la “vipera” non è mai stata il primo stemma del reparto (che, precisa Maglio, era un “gladio alato”). A nostra volta dobbiamo chiarire che tale notizia, riportata nell’articolo elaborato da un nostro redattore, era contenuta in un comunicato apparso sul sito della Forza Armata e ripreso in tal senso anche da un altro noto periodico nazionale attivo nel settore aerospaziale. Precisiamo che la foto pubblicata a pag. 13 di Aeronautica n. 6/2010, tratta da un sito Internet priva di indicazioni di “copyright”, è quella di un bel modellino in scala 1:48 di un EF-2000 realizzato a suo tempo dal citato avv. Maglio. Il nome del col. Brambilla riportato a pag. 18, 2ª colonna, di Aeronautica n. 5/2010 è Bruno e non Nello come erroneamente indicato.

bile con un aperto dibattito da effettuare con la convinzione di giungere ad una soluzione “just”, soprattutto per i fruitori dei servizi aerei. Un altro aspetto che si ritiene degno di menzione è quello delle commissioni d’indagine e/o degli “esperti”, nominati dal magistrato o dalla difesa, con criteri non sempre noti o comprensibili. In merito, si è del parere che la legislazione italiana sia manchevole rispetto a quella di altri paesi avanzati. Si ritiene, infatti, opportuno e necessario designare per legge un Ente competente e responsabile di tutte le investigazioni riguardanti gli incidenti di volo. Tale ente potrebbe essere, ad esempio, la già citata Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV) che, opportunamente dotata delle appropriate e multidisciplinari competenze, dovrebbe essere l’unica, indipendente ed autorevole fonte responsabile in materia. Ciò, peraltro, assicurerebbe un rapido svolgimento delle indagini a sostegno dell’azione giudiziaria e, allo stesso tempo, a vantaggio della sicurezza del volo. Come accennato ad inizio dell’articolo, l’argomento “just culture” non si esaurisce solo in detti temi ma riguarda tutta una serie di aspetti che richiedono un’attenta analisi, impossibile da effettuare in un breve articolo. Conosciuto, quindi, il tema, si rimanda la discussione completa ad uno dei prossimi eventi organizzati dal nostro Centro Studi, con il concorso di tutti gli attori coinvolti. 1 Without prejiudice to the applicable rules of penal law, Member States shall refrain from instituting proceedings in respect of unpremeditated or inadvertent infringements of the law which come to their attentino only because they have been reported under the national mandatory occurrence-reporting scheme, except in cases of gross negligence.

Le offerte di Airbus e di Boeing per il nuovo tanker USAF L’8 luglio l’azienda europea Airbus di EADS, che pareva avesse rinunciato a partecipare alla gara (v. pag. 18 di Aeronautica n. 3/2010) ha presentato l’offerta ufficiale della versione aerorifornitore del suo A330 per la gara relativa all’approvvigionamento di circa 400 tanker KC-45 per le forze aeree statunitensi), velivoli che – se Airbus dovesse risultare aggiudicataria della gara - verrebbero costruiti in nuovi stabilimenti a Mobile (Alabama). Il giorno dopo è invece pervenuta all’USAF la proposta di Boeing che offre il New Gen Tanker (in precedenza indicato come NextGen - v. anche alla pagina di Aeronautica sopra richiamata) basato sul bireattore Boeing B.767 analogo al KC-767A scelto dall’Italia. Nell’occasione la Boeing ha reso noto che questo aerorifornitore consuma circa il 24% in meno di carburante rispetto all’A330 ed ha costi inferiori per quanto riguarda la manutenzione.

Il T-50 per la pattuglia acrobatica della Corea del Sud La forza aerea della Corea del Sud ha ricevuto i primi degli otto addestratori KAI T-50 per la propria pattuglia acrobatica nazionale “Black Eagles” che rinnova così la linea di volo finora basata sugli ormai obsoleti Cessa A-37 Dragonfly. La consegna delle nuove macchine sarà completata entro la fine dell’anno in corso.

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VARIE

Guida ai Musei Aeronautici italiani A cura di Pier Luigi Bacchini

Parco Tematico& Museo dell’Aviazione Il Parco Tematico dell’Aviazione è stato inaugurato il 2 aprile 1995. Attualmente è il più vasto d’Italia e sicuramente uno dei più importanti d’Europa. Edificato su un terreno collinare di oltre 100.000 mq, offre ai visitatori una rara rassegna d’aerei che per una precisa scelta, sono rappresentativi del dopoguerra e degli eventi che lo hanno caratterizzato. Degli oltre cinquanta velivoli esposti poco meno della metà sono di progettazione sovietica (una serie unica in Italia composta da MiG-15, 17, 19, 21 e 23; Sukhoi ecc.), mentre gran parte degli altri sono i loro antagonisti occidentali. Di questi ultimi, diversi sono di costruzione americana (il Phantom, l’F-104, l’F86K, il Grumman, ecc.) ed altri di fabbricazione italiana (il G.91, il G.222, il P.166, l’AB.205, ecc.). Il percorso nel Pa rco si snoda per una lunghezza totale di circa tre chilometri. Passeggiando tra le aiuole, si può ammirare da vicino un raro caccia-bombardiere inglese degli anni ’50 il De Havilland DH-112 “Venom” o un bombardiere nucleare Ilyushin Il-28 oppure un carro armato T-55 appartenuto alle truppe irachene di Saddam Hussein, un elicottero AB.205 dell’Esercito Italiano o un’autoblindo Scout Ferret inglese. Inoltre, sempre del settore aeronau-

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tico è esposta una ragguardevole serie di armi contraeree (Breda 20mm, Bofors 40 mm, Oerlikon) completata dai due pezzi emblema della II Guerra Mondiale la Flack 88 tedesca in mimetizzazione desertica ed il 3,7 inch inglese posto a difesa delle coste britanniche. A completamento troviamo i famosi SAM 2 sovietici, missili antiaerei tutt’ora utilizzati da diverse aviazioni asiatiche, elicotteri e l’inquietante missile Scud, protagonista dei lanci su Israele, oltre ad altri mezzi che hanno servito le aeronautiche di tutto il mondo. Il Parco Tematico offre inoltre alcuni servizi come l'area ristoro (con oltre 300 posti), una gradevole struttura immersa nel bosco ed una zona attigua, nella quale i bambini possono giocare serenamente. Un'elisuperficie attrezzata per l'atterraggio di elicotteri ed un parcheggio munito, completano l'offerta. L'accoglienza è ottima anche per i portatori di handicap dato che le barriere architettoniche sono state eliminate quasi totalmente e il padiglione è dotato di servoscala. La durata della visita al Parco Tematico dell'Aviazione e annessi Musei, può variare da un minimo di due ore alle quattro ore ed oltre, secondo il grado di interesse, ed i gruppi hanno la possibilità di richiedere la visita guidata gratuita.

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Museo dell’Aviazione

Il moderno padiglione che ne ospita le sale è realizzato con un design evoluto e materiali tecnologicamente molto avanzati. Si eleva su diversi piani ed espone ciò che il più delle volte non è conservato in nessuna altra parte dell'Italia e del Mondo. Bacheche vetrate presentano al pubblico le divise e le tute da volo usate dai nostri piloti e specialisti a partire dai primi anni del Novecento: dalle divise che furono dei primi piloti provenienti dalle due armi allora esistenti (Esercito e Marina), sino a giungere alle tute da volo dei nostri attuali piloti delle Frecce Tricolori, di F-104 e Tornado (ai piani inferiori). A testimonianza della loro provenienza, in ogni bacheca sono visibili le foto che testimoniano le vicende dei militari che le indossarono. Altre foto ritraggono azioni di guerra, combattimenti aerei o bombardamenti ed i loro effetti, o semplicemente i piloti e gli aerei che celebrano il raggiungimento di un prestigioso primato. Nel grande caveau sotterraneo si possono ammirare centinaia di decorazioni, onorificenze e medaglie, molte delle quali conferite ai più grandi personaggi dell’epoca. In un'apposita sala, infine, vengono proiettati i filmati con le immagini riprese dagli operatori cinematografici dell'epoca, e quant'altro possa ancora ricordare i tempi nei quali gareggiavamo e vincevamo con paesi all'avanguardia nel campo aeronautico come Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania. All’esterno, troviamo invece i velivoli, anche già in parte citati, come lo storico Saiman 202, i Republic F-84F ed RF, gli AB. 47G2 e G3, i G.91 P.A.N., R e T, i Piaggio P.148 e 166, gli altri Fiat G.46, G.222, North American F86K e T-6, Lochkeed T-33, Aermacchi MB.326, Grumman e DC-3 (Aeromi-

sure, in fase di restauro), 18 differenti esemplari tutti appartenuti ai vari reparti dell’A.M..

Museo dell’Aeromodellismo Il 26 settembre 2004 è stato fondato il primo Museo di Aeromodellismo d’Italia con la valida collaborazione del GAS Falchi di San Marino. Sede ed esposizione del Museo è il padiglione “Italo Balbo”. L’intenzione dei fondatori, oltre certamente quella di conservare ed esporre i modelli detentori di record delle diverse specialità di aeromodellismo dinamico, è soprattutto di creare eventi e giornate d’incontro tra appassionati. Ogni anno viene organizzata una giornata speciale per l’aeromodellismo durante la quale avvengono esposizioni di aeromodelli, motori realizzati in scala ridotta e concorsi a premi. La collezione del Museo presenta diversi modelli volanti di pregio: per esempio, un AT-6 e un Reggiane 2005 con carrello retrattile, uno Stunt Wagon. Sono presenti anche alcuni modelli a razzo: il Feuerspucker del 1936, il Cometa 1 del 1943, un DG 45 e un DG 28 del 1945, il Firecrest del 1949 e l’elicottero Tomorrow del 1951, il motoveleggiatore con motore elettrico di Giulio Pelegi di Genova, modello detentore di numerosi record mondiali di distanza, tempo ed altezza, ecc.

Parco Tematico& Museo dell’Aviazione Via S. Aquilina, 58 Rimini - Italia Tel. (0541) 756696 Fax (0541) 905148 info@museoaviazione.com

INFORMAZIONI Orari d’ingresso: Dal 01/04 al 30/06 9:00 - 18:00 Dal 01/07 al 31/08 9:00 - 19:00 Dal 01/09 al 31/10 9:00 - 18:00 Periodo invernale aperto domenica, dalle 10 alle 16, o su prenotazione per gruppi. Orari e giorni d'apertura possono subire variazioni senza preavviso. Costo del biglietto Intero: € 8,00 (dal 20/3 al 30/6 e dall'1/9 al 31/10) € 10,00 (dall'1/7 al 31/8) Ridotto: € 6,50 Gratuito sotto i 6 anni Prezzi speciali per gruppi

Come arrivare • Superstrada Rimini - S. Marino al Km 8,500. Uscendo dalla piccola Repubblica lo si può scorgere dopo circa un chilometro. Per raggiungerlo si dovrà svoltare al bivio (a destra) per Faetano (R.S.M.), transitare il sottopassaggio e ripercorrere la SS. in direzione di S. Marino per circa 100 mt.; mentre chi proviene

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dall'Autostrada uscendo al casello Rimini-Sud dovrà percorrere circa 8 chilometri e mezzo in direzione S. Marino e lo troverà sulla collina, a destra (entrata in via S.Aquilina). • Collegamento con stazione F.S. Bus n° 7

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VARIE Visti all’annuale rassegna francese di velivoli storici

La Ferte Alais 2010 a cura di Pier Luigi Bacchini

ale francese

Il saluto dell’Aéronav

F.156 Me.109

B-25

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Spitfire

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Fokker Dr.I in volo

Mustang

C-53

Hurricane

Foto di Aldo Bidini

Mostra aerofilatelica per il 70° anniversario della scomparsa di Italo Balbo Il 29 giugno, ad Orbetello, è stata inaugurata la mostra aerofilatelica che - in occasione del 70° anniversario della morte di Italo Balbo – è stata organizzata dal locale Circolo Filatelico, dalla sezione AAA e dall’Associazione Trasvolatori Atlantici, rappresentata all’evento dai suoi presidente e vice presidente ing. Renato Valle e avv. Paolo Balbo. Dopo l’omaggio reso al cimitero di Orbetello al riquadro nel quale sono tumulati numerosi “atlantici” e la celebrazione del rito religioso, sono seguite l’inaugurazione della mostra e una conferenza nel corso della quale è avvenuta la consegna di targhe ricordo alle autorità militari e civili presenti nonché alle rappresentanze delle associazioni d’arma intervenute tra le quali il nucleo AAA di Legnago. XXIX MOSTRA AEROFILATELICA

Atterrato a Malpensa il primo A380 Il 14 luglio, per la prima volta, un Airbus A380 – l’aereo da trasporto passeggeri più grande dl mondo – appartenente alla compagnia tedesca Lufthansa e proveniente da Francoforte, ha atterrato su un aeroporto italiano posando le ruote a Malpensa, scalo dal quale è ripartito qualche ora dopo. E’ da ricordare in proposito che il 29 luglio è previsto l’atterraggio sullo stesso scalo lombardo, di un altro A380, questa volta appartenente alla Emirates, che per l’occasione avrà una particolare “livrea” dedicata alla squadra calcistica del Milan che la stessa compagnia aerea sta sponsorizzando.

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“Aerocentenaria” alla Comina Testo e foto di Nicola Foschia l 7 agosto 1910 nasceva in Italia la prima scuola di volo fra le brughiere della Comina, nel Friuli occidentale. Per celebrare l’avvenimento il 26 e 27 giugno si è tenuto proprio sull’aeroporto della Comina ”il più grande airshow di aerei storici d’Italia”, come recitava la locandina pubblicitaria. E, in effetti, gli organizzatori sono riusciti a far partecipare all’evento velivoli molto rari ed in alcuni casi mai visti volare prima in Italia. A ricordare la prima guerra mondiale ci hanno pensato un Fokker DR.I e tre Tiger Moth della collezione di Zanardo mentre la seconda guerra mondiale era rappresentata dai caccia Spitfire PR XIX e Messerschmitt 208, dall’aerosilurante TBM Avenger, dal bombardiere B-25 Mitchell, dal trasporto DC-3 e dalla vera star dell’evento, lo Junkers Ju-52. Del periodo post bellico erano presenti un T-6 Texan ed il Fiat G.59, uno dei gioielli del progettista Gabrielli. Naturalmente anche i velivoli moderni hanno avuto i loro rappresentanti in un SF-260 delle forze aeree belghe, nel-

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l’AMX e C-27J del nostro Reparto Sperimentale Volo e in un CL-415 della Protezione civile che ha simulato un intervento antincendio. Non sono mancati i piloti acrobatici del calibro di Francesco Fornabaio, con il suo Extra 300, e Ali Ozturk, il pilota turco che con il suo velivolo personalizzato ha proposto lo show denominato Purple Violet. Bella anche la dimostrazione della “Wing Walker” Peggy Krainz che si è esibita sulle ali di un biplano Stearman. Ben quattro le pattuglie acrobatiche presenti: la coppia dei Blue Voltige sui loro motoalianti Fournier, i Flying Donkeys di recente costituzione su tre Pioneer 300, la coppia francese dei CapTens su Cap-10 ed i padroni di casa, i Pioneer Team, anche loro su quattro Pioneer 300 che hanno concluso la manifestazione con un passaggio con i fumi tricolori in sostituzione delle Frecce Tricolori che avevano inaugurato l’evento il giorno prima.

Fiat G.59

Cap Tens Me 208

Junkers Ju.52 T-6 Texan

TDB Avenger

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Legislazione, pensionistica e trattamenti economici (a cura di Michele Mascia)

Inpdap - Nuovi regolamenti in materia creditizia Sulla G.U. n. 85 del 13 aprile 2010 sono stati pubblicati i nuovi regolamenti per l’erogazione dei mutui ipotecari e dei prestiti agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali istituita presso l’Inpdap, in vigore dal 1° luglio 2010. Con circolare n. 13 del 17 giugno 2010 lo stesso Istituto ha emanato le disposizioni attuative degli stessi regolamenti le cui novità di maggior rilievo vengono riportate qui di seguito. Regolamento per l’erogazione mutui ipotecari: - introduzione del meccanismo della graduatoria per determinare la priorità; - abolizione della prestazione dei mutui ipotecari alle cooperative di iscritti, in quanto gli stessi possono accedere autonomamente alla prestazione; - esclusione della possibilità di concedere il finanziamento agli iscritti che siano proprietari di immobili nel territorio nazionale; - ritocco dei tassi di interessi nominali, in linea con l’andamento di quelli di mercato. La domanda del mutuo ipotecario deve essere inviata dal 1° al 10 gennaio, dal 1° al 10 maggio e dal 1° al 10 settembre di ogni anno. Le domande inviate dagli iscritti al di fuori dei termini stabiliti dal nuovo regolamento saranno considerate “irricevibili” ivi comprese quelle eventualmente presentate dal 1° luglio al 31 agosto 2010. Regolamento per l’erogazione dei prestiti (piccoli prestiti: annuali, biennali, triennali e prestiti pluriennali: quinquennali e decennali): - abolizione della possibilità di contrarre piccoli prestiti quadriennali; - tetto di € 8.000 per l’erogazione dei piccoli prestiti triennali; - tetto massimo di prestito erogabile per tutte le tipologie di prestito pluriennale; - ritocco dei tassi di interesse nominali, in linea con l’andamento di quelli di mercato; - modifica delle aliquote per il fondo rischio (al fine di contemperare “gli equilibri economico-finanziari del fondo, con il principio della solidarietà intergenerazionale in favore delle categorie più deboli”).

LEGISLAZIONE, PENSIONISTICA TRATTAMENTI ECONOMICI I nuovi regolamenti e E la circolare n. 13 sono integralmente riportate nel sito web www.inpdap.it (credito).

Assegni annessi alle medaglie al valor militare Gli importi per l’anno 2010 relativi agli assegni annessi alle medaglie al Valor Militare sono stati così stabiliti: - medaglia d’oro € 4.454,95 - medaglia argento “ 791,97 “ 247,50 - medaglia di bronzo - croce di guerra “ 148,48 Le somme sono esentasse e sono pagate il 31 dicembre di ogni anno, escluso l’assegno annesso alla medaglia d’oro che viene pagato mensilmente.

Modello 730-2010/Redditi 2009 Ricordiamo che il risultato contabile (somme a debito o a credito) della dichiarazione Mod. 730-2010 sarà conguagliato dal sostituto di imposta con il rateo di pensione di agosto 2010 (personale in congedo) e sulle competenze di luglio 2010 ( personale in servizio).

Contatti via e-mail con PERSOMIL e PREVIMIL Si informa che è possibile contattare (per richieste di informazioni, di chiarimenti, ecc.) la Direzione generale del personale militare (PERSOMIL) e la Direzione generale delle pensioni militari (PREVIMIL) anche via e-mail, rispettivamente ai seguenti indirizzi: urp@persomil.difesa.it e urp@previmil.difesa.it

A un finanziere il comando della Guardia di Finanza Per la prima volta sarà un appartenente alla Guardia di Finanza a comandare questo corpo armato dello Stato. In applicazione della legge 79/2010, infatti, il 22 giugno il generale di corpo d’armata della GdF Nino Di Paolo, di 64 anni, ne è divenuto il comandante generale in sostituzione del gen. CA Cosimo D’Arrigo. Come da tempo avvenuto per l’Arma dei Carabinieri, quindi, anche per la GdF non è più un generale dell’Esercito ad assumerne la responsabilità del comando.

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA Comunicato ai soci Il Consiglio Direttivo Nazionale, nella riunione del 13 marzo 2010, ha stabilito che ai soci non in regola con i versamenti entro il 30 giugno c.a., venga sospeso l’invio di “Aeronautica”.

Il 3° Raduno Aereo del Dipartimento Volo dell’AAA nche quest’anno, tenendo fede ad un impegno che intendiamo consolidare nel tempo, il Dipartimento Volo dell’Associazione Arma Aeronautica ha organizzato il proprio raduno aereo annuale. Questa terza edizione ha avuto luogo sull’aeroporto di Istrana, sede del 51° Stormo, un reparto storico che ha registrato nel suo divenire ogni specialità della caccia, dal ruolo intercettore con gli F-86K ed F-104G/S a quello di cacciabombardiere con gli F-84F ed F-104S fino ad oggi, che lo vede dotato di velivoli cacciabombardieri/ricognitori AMX, alcuni dei quali al momento schierati sul fronte afgano. Dopo il raduno inaugurale di Guidonia del 2008, svoltosi in una splendida giornata di sole, e quello sfortunato del 2009 a Viterbo, penalizzato dai temporali, quest’anno le condizioni meteorologiche, l’elemento maggiormente condizionante per un raduno aereo, si sono mantenute inizialmente discrete nell’area di Treviso. Ciò ha favorito la partecipazione degli equipaggi provenienti dal Nord d’Italia, mentre la difficoltà di superare gli Appennini, dove le nubi basse la facevano da padrone, non ha incoraggiato la partecipazione di molti di coloro che provenivano da sedi più lontane. Ciò nonostante quasi un centinaio, dei circa 130 equipaggi che avevano prenotato la propria partecipazione, si è regolarmente presentato all’atterraggio, seguendo con ordine e professionalità le procedure di avvicinamento che erano state predisposte dal Comando del 51° Stormo. L’arrivo dei velivoli dei partecipanti si è concluso con il sorvolo dell’aeroporto ed il successivo atterraggio di alcuni velivoli d’epoca, dal triplano Fokker DR-1, famoso per essere stato il velivolo del Barone Rosso, ad un paio di biplani Tiger Moth e un Piper PA3, tutti mezzi risalenti a prima della seconda guerra mondiale. A tutti i capi equipaggio convenuti è stato consegnato il berrettino ricordo della manifestazione, decorato oltre che dall’emblema della AAA e dalla scritta “3° Raduno Aereo” anche dal distintivo del reparto ospitante, il gatto nero con i topi verdi del 51° Stormo. A fine mattinata i radunisti sono convenuti nel grande hangar dove era stato predisposto il pranzo, al termine del quale il comandante del 51° Stormo, col. Giandome-

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nico Taricco, ha rivolto un breve indirizzo di saluto ai partecipanti e ricordato l’impegno del suo reparto in Afganistan. Hanno fatto seguito alcune considerazioni del responsabile del Dipartimento Volo ed organizzatore del raduno, gen. BA (r) Bruno Servadei, incentrate sulla disastrosa situazione del volo leggero in Italia, ed una breve nota conclusiva del presidente dell’AAA, gen .SA (r) Gianbortolo Parisi. Le partenze degli equipaggi sono iniziate poco dopo il termine del pranzo, anticipate rispetto agli orari previsti dall’incombere di nubi minacciose che di fatto, qualche ora dopo, si sono trasformate in un temporale sull’aeroporto. Ma ormai tutti i velivoli lo avevano lasciato ordinatamente, con ciò dimostrando ancora una volta che anche i tanto bistrattati piloti di velivoli ultraleggeri, quando ben addestrati ed indirizzati, sono perfettamente affidabili ed in grado di eseguire le procedure previste. Il prossimo impegno di interesse per i soci volanti, in attesa del raduno del prossimo anno, è il raduno di Trento, che avrà luogo il 25 settembre, in concomitanza con la cerimonia di premiazione del premio letterario dell’AAA. Le modalità per la partecipazione al raduno di Trento saranno pubblicate quanto prima sul sito dell’AAA. Con un ringraziamento a tutti i soci che sono intervenuti ad Istrana per la professionalità e la disponibilità dimostrate, il Dipartimento Volo augura a tutti felici voli ed un arrivederci al prossimo raduno annuale, la cui sede e data saranno rese note appena definite. B. S.

Veduta aerea dei partecipanti (foto 51° Stormo)

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

L’Assemblea plenaria ordinaria dei soci dell’AAA Eletto il nuovo Consiglio Direttivo Nazionale del sodalizio Il 19 giugno, alla Casa dell’Aviatore in Roma, ha avuto luogo l’Assemblea plenaria ordinaria dei soci dell’AAA alla quale erano rappresentate 175 Sezioni su un totale di 256 e che rappresentavano 29.865 soci su 36.338 iscritti al sodalizio. All’apertura dei lavori – che prevedevano anche il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale (CDN) del sodalizio - erano presenti il capo di Stato Maggiore dell’AM gen. SA Giuseppe Bernardis, che ha recato il saluto augurale di tutta l’Arma azzurra, il presidente dell’Associazione Trasvolatori Atlantici ing. Renato Valle, quello dell’Associazione Pionieri dell’Aeronautica gen. SA Giovanni Sciandra e il presidente dell’ONFA gen. SA Piergiorgio Crucioli. L’Assemblea ha poi eletto il suo presidente nella persona del ten. col. Franco Camaggi che, prima dell’inizio lavori aperti dall’esecuzione dell’inno nazionale, ha invitato i presenti a un minuto di raccoglimento in memoria dei soci scomparsi. L’Assemblea ha poi approvato il verbale dell’Assemblea plenaria precedente svoltasi a Roma il 13 giugno 2009, approvazione che è stata poi seguita dalla dettagliata relazione del presidente nazionale AAA gen. SA Gianbortolo Parisi sull’attività svolta nel 2009. La relazione, dopo alcune osservazioni e discussioni da parte di alcuni presidenti di sezione in particolare sui corsi di Cultura aeronautica e di Meteorologia svolti dalle sezioni e sulla destinazione dei fondi raccolti dalla Presidenza nazionale per i terremotati di L’Aquila, è stata approvata a larga maggioranza dai presenti. Mentre l’Assemblea provvedeva all’insediamento degli scrutatori e all’avvio delle operazioni di voto per il rinnovo del Consiglio Direttivo Nazionale e degli altri organi statutari è stata tenuta la relazione del Collegio dei revisori dei conti da parte del suo presidente gen. Mario Celerino, seguita dalla discussione sul bilancio preventivo per l’esercizio finanziario 2010 presentato dal direttore amministrativo gen. Antonio Lippi, bilancio che è stato poi approvato.

Successivamente, l’Assemblea è passata all’esame dell’argomento “varie e eventuali” che ha registrato tra gli altri gli interventi della sezione di Ferrara circa il coinvolgimento dell’AAA nelle celebrazioni del prossimo Cinquantenario della PAN, della sezione di Torino sul 19° Raduno nazionale del sodalizio l’11-12 giugno 2011 in quella città per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e della sezione di Velletri, promotrice dell’Istituzione di un dipartimento di Protezione civile in seno alla Presidenza nazionale, sulle attività svolte e ancora da svolgere in merito. Nel pomeriggio sono proseguite le operazioni di scrutinio delle schede per le elezioni citate che hanno avuto il seguente esito (nominativi in ordine alfabetico): Consiglieri nazionali - Categoria ufficiali: gen. SA Vincenzo Basile, gen. BA Sergio Capanna, brig. gen. CSA Domenico Cioffi, gen. brig. AAra Riccardo Marchese, gen. sq. AAra Giovanni Proietti e col. pil. Luigi Romano. - Categoria sottufficiali/truppa: all. uff. pil. Giovanni Battista Carulli, 1° av. Lino Fiorin, lgt. Giuseppe Mancini, m.llo 2ª cl. Vittorio Passerella, m.llo sc. Antonio Petrucci, m.llo sc. José Juan Skof e serg. Oronzo Zilli. Collegio dei revisori dei conti: - effettivi: m.llo Edoardo Bristot, gen. brig. AAra Mario Cellerino e gen. DA Alberto Scarafia; - supplenti: col. Luigi Garganese e m.llo sc. Giovanni Piccolo. Collegio dei probiviri: - effettivi: brig. gen. CCrc Sergio De Luca, brig. gen. Ottavio Melpignano e av. sc. Renzo Rastello; - supplenti: gen. DA Luciano Bocus e gen. brig. Luciano Fiorini. Il verbale dell’Assemblea sarà, come da prassi, inviato ad ogni sezione dove i soci interessati potranno consultarlo.

RINNOVO CARICHE Belluno Il gen. Mario Vegliante è stato eletto vice presidente in sostituzione del deceduto Gino Panciera.

glieri: Fausto Caprino, Franco Defranciscis, Calogero Ingrao e Tino Orlando; rappresentante dei soci aggregati: Giorgio Costa.

Biella

Gavardo

Il socio Pier Luigi Gozzi ha assunto la carica di presidente di sezione subentrando al dimissionario Renzo Rastello.

Presidente onorario: Giovanni Tobanelli; presidente: Valentino Crescini; vice presidenti: Giovanni Oliviero e Adriano Zanatta; segretariotesoriere: Alfredo Vielmi; consiglieri: Carlo Franzoni, Franco Leggerini, Giuseppe Leggerini e Emilio Poli.

Casale Monferrato Presidente: Flavio D’Andria; vice presidenti: Giuseppe Massa e Attilio Ricaldone; segretario-tesoriere: Franco Barbano (effettivo) e Mario Barbano (aggiunto); consi-

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Loreto Presidente: gen. BA Sergio Grisolia; vice presidenti: ten. col. Antonio Casole e

Giancarlo Pirchio (anche tesoriere); segretario: Alessandro Scorrano; consiglieri: Amedeo Elisei, Giuseppe Mazzone, Dino Ortolani, Gianfranco Persichini; rappresentante dei soci aggregati: Marcello Montironi.

Rimini Presidente: serg. Oronzo Zilli; vice presidenti: ten. col. Armando Melfi e m.llo sc. Benito Quadrifoglio; segretario: m.llo sc. Francesco Ordine; tesoriere: m.llo sc. Salvatore Verde; consiglieri: lgt. Enrico Belligerante, lgt. Maurizio Castellitti, m.llo sc. Salvatore Di Carlo, aiut. Domenico Intermite, aiut. Alfonso Nigro, lgt. Enrico La Pia e m.llo sc.

Michele Verola.

Sarno Presidente: Enrico Annunziata; consiglieri: Alfonso Annunziata, Michelangelo Annunziata, Aniello Celso, Massimo Corrado, Giuseppe Ingenito, Roberto Sedia e Attilio Vicedomini.

Turi Presidente: lgt. Emilio Caracciolo; vice presidenti: aiutanti Francesco Dell’Aera e Luigi Di Pirchio; segretario: lgt. Francesco Cazzetta; tesoriere: lgt. Donato Fortunato; consiglieri: aiut. Tommaso Arré, Donato Coppi, magg. Vito Coppi e aiut. Vito L’Abbate.

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( AV V E N I M E N T I L I E T I ( PROMOZIONI A luogotenente - Gaetano Di Benedetto, Giuseppe Luciano (sezione di Acireale). A 1° maresciallo - Giuseppe De Nicoli (sezione di Canosa); - Giuseppe Danieli (sezione di Galatone); - Giacomo Buccheri (sezione di Vizzini). CONFERIMENTO ONORIFICENZE OMRI Ufficiale - av. sc. Riccardo Ghidotti e Antonio Reuspi (sezione di Monselice). Cavaliere - lgt. Damiano Intermite (sezione di Galatone); - Gianfranco Cusin (sezione di Monselice). MEDAGLIA MAURIZIANA - lgt. Damiano Intermite (sezione di Galatone); - lgt. Tommaso Romano (sezione di Grosseto). DECORAZIONI - Il socio ten. Carlo Alberto Borsari della sezione di Parma ha ricevuto la medaglia d’onore quale ex deportato in Germania.

NOMINE A SOCIO BENEMERITO - m.llo sc. Guido Paladino, presidente di sezione (sezione di New York); - m.llo sc. Luigi D’Avorgna (sezione di Pescara). SOCI CHE SI FANNO ONORE - Il socio 1° av. AS Luca Calcagnile della sezione di Mondovì, appartenente ai volontari del coordinamento della Protezione civile di Cuneo, durante la lunga emergenza nella regione Abruzzo susseguente al sisma che ha colpito quella regione, ha assolto l’incarico di coordinatore del servizio farmaceutico della provincia de L’Aquila. - Il socio Mario Salaris della sezione di Merano è stato eletto consigliere comunale di quella città. - I soci primi marescialli Fedele Accetta e Giuseppe Di Nicoli della sezione di Canosa hanno ricevuto dalla Protezione Civile l’attestato di benemerenza per l’assistenza prestata per il terremoto nel Molise e per quella offerta in occasione della visita del Santo Padre a San Giovanni Rotondo.

LAUREE In economia aziendale - Marco Nerone, figlio del socio lgt. Emilio (sezione di Santa Maria Capua Vetere). In giurisprudenza - Marina Di Viesto, figlia del vice presidente di sezione Vincenzo (sezione di S. Vito dei Normanni). In scienze organizzative e gestionali - m.llo 2ª cl. Daniele Gaeta, figlio del socio lgt. Giuseppe (sezione di Latina). NOZZE D’ORO Le hanno felicemente festeggiate: - il socio m.llo sc. Salvatore Agostino Di Benedetto con la signora Raimonda Maria (sezione di Cagliari); - il socio Ugo Rossato con la signora Giuseppina (sezione di Cesano Maderno); - il socio Anselmo Quagliati con la signora Anna Maria (sezione di Chioggia); - il socio Antonio Fortunato con la signora Rita (sezione di Foggia);

- il presidente di sezione Franco Bulgarelli con la signora Maura (sezione di Modena). NOZZE Si sono uniti in matrimonio. - il socio av. sc. Giorgio Tommasi e la signorina Loredana Moretto (sezione di Bassano del Grappa); - il socio Andrea Bonato e la signorina Alice Gamba (sezione di Este); - il socio carab. sc. Luca Menon e la signorina Silvia Trevisan (sezione di Vicenza). CULLE - Il socio Antonio Battiato e la signora Giuseppina annunciano la nascita di Clara Elizabeth (sezione di Acireale); - il socio m.llo Alfredo Fazzino e la signora Marianna annunciano la nascita del primogenito Matteo (sezione di Roma); - il socio 1° m.llo Davide Cammilleri e la signora Laura annunciano la nascita del primogenito Federico (sezione di Trapani).

Caro amico, dove sei? Il socio Lino Diomedi della sezione di Fermo, chiede ai colleghi del 32° Corso VAM di Vigna di Valle, accomunati dall’episodio «Vi ricordate quella notte dell’Epifania del 1966 quando marciammo tutti per punizione fino alle 3,00 del mattino?» di contattarlo per un incontro scrivendo o telefonando a : Lino Diomedi. Via Matera n. 14 – 63018 Porto S. Elpidio (FM) – telef. 0734 900868, cell. 339 7724759. Il socio m.llo sc. Gennaro Candida De Matteo della sezione di Novara chiede notizie del pari grado Enrico De Crescenzo, classe 1936, che cinquant’anni orsono fu testimonio al suo matrimonio. Contattare Gennaro Candida De Matteo, via Fara n. 23, 28100 Novara – telef. 0321 477881. Il ten. Luigi Peirone gradirebbe avere notizie dei commilitoni che, con lui, hanno frequentato il corso per allievi ufficiali di complemento dell’AArs nel 1942-43 a Parma. Scrivere alla e.mail: luigipeirone@tiscali.it

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Pagine di vecchi album Il presidente regionale delle Marche Giuseppe Sabbatini ha scritto che «il socio Costantino Paggetti di Castelraimondo mi ha fatto pervenire la foto che allego e che lo ritrae di guardia all’ingresso dell’allora Centro Istruzione Reclute A.M.(CIRAM) di Macerata nell’ormai lontano 1951. L’immagine mi sembra significativa delle condizioni in cui l’Aeronautica (ed il Paese) si trovavano ad operare nel dopoguerra. Il modesto cancelletto su cui campeggiava la scritta CIRAM, la garitta di fortuna con un pallet di sostegno della guardia, il moschetto, la baionetta, le giberne… Eppure l’aspetto del “Nostro” è fiero e militare; lo spirito ancor oggi permane. Credo che la fotografia possa far riflettere».

RADUNI Specialisti di tutte le categorie del 43° e 67° Corso In occasione del Trentesimo anniversario dell’arruolamento del 67° Corso e del Quarantaduesimo del 43° corso, un apposito comitato sta organizzando un raduno degli ex allievi di tutte le categorie di tali corsi per il prossimo ottobre a Caserta. Gli interessati a parteciparvi sono invitati a contattare, anche per suggerimenti e idee, i seguenti referenti: - per il 43° Corso: Giovanni Murgia, Via Dorso Duro n. 2909, 30123 Venezia – telef. 041 5211053, cell. 348 2838659, e.mail: giamurgia@libero.it - per il 67° Corso: Gianni Bardani, Via Ammiraglio Del Bono n. 48, 00122 Ostia Lido (RM) – telef. 06 56368291, cell. 340 8947085, e.mail: gianni.bardani@alice.it

Allievi di tutte le categorie del 47° Corso di Macerata Sulla base del successo del raduno del 47° corso normale Scritturali Dattilografi e Inquadramento è intendimento degli stessi promotori organizzare il raduno di tutti gli appartenenti alle varie categorie di quel corso (Assistenti Contabili, Rifornimento Materiale Speciale Aeronautico, Addetti alle Informazioni Operative e Cartografi) che ebbe inizio nel 1969 alla Scuola Specialisti di Macerata. Tutti gli interessati sono invitati a contattare il lgt. Domenico Di Giacomo – telef. 06 91492720, cell. 3298071164, e.mail: mimidigiacomo@libero.it

NUOVI INDIRIZZI Biella La sezione ha ora i seguenti recapiti: Associazione Arma Aeronautica di Biella – c/o Renzo Rastello –Via Trieste 13 – 13900 Biella; telef.fax: 01533855, cell. 3470406012; e.mail: rastellorenzo@alice.it

Rimini La sezione ha ora anche l’indirizzo e.mail: assoaeronautica.rn@virgotel.it

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SEZIONI E NUCLEI PIEMONTE Alessandria La sezione ha reso visita alla consorella di Aosta, visita nel corso della quale i numerosi soci partecipanti hanno deposto una corona d’alloro al monumento

eretto in memoria degli aviatori aostani e compiuto, guidati dai colleghi del luogo, un giro turistico della città.

rappresentanze intervenute con i propri labari che, preceduto dalla banda di Costigliole, ha raggiunto la chiesa dedicata alla Patrona degli aviatori dove, dopo la cerimonia dell’alza bandiera, è stato celebrato il rito religioso. Successivamente si è svolta la cerimonia per la deposizione di una corona al Sacrario in memoria dei Caduti e quel-

la per l’inaugurazione e la benedizione della stele della sezione di Cameri (ultima aggregata al Sacrario stesso) e del Parco dell’Aeronautica recentemente completato. Presenti alle manifestazioni numerose autorità civili e militari tra le quali il sindaco Giovanni Borriero.

Ivrea e Canavese Il 20 giugno la sezione, in collaborazione con il Gruppo di volo “Flying Tigers” e l’avio superficie “Cascina Camadio” di Albiano D’Ivrea, ha parteci-

pato, in occasione di una manifestazione aerea, alla raccolta di fondi destinati alla Fondazione onlus per la ricerca sulla fibrosi cistica.

Asti Raduno interregionale dei sodalizi AAA piemontesi Il 13 giugno, in frazione Loreto di Costigliole d’Asti ha avuto luogo l’an-

nuale raduno delle sezioni AAA del Piemonte. L’evento ha visto il corteo di tutte le

LOMBARDIA Cologne Ricordato il cap. pil. Giancarlo Vuanello nel 35° della scomparsa Il 13 giugno, nel 35° anniversario della sua scomparsa per incidente di

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volo, la sezione ha ricordato il cap. pil. Giancarlo Vuanello, al quale è intitolato quel sodalizio, con una cerimonia che si è svolta presso il cippo, posto in lo-

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SEZIONI E NUCLEI calità Farindola (PE) sul monte Guardiola nel Gruppo del Gran Sasso, dove l’ufficiale perse la vita quando il suo F-104 del 51°Stormo s’infranse contro la montagna a causa delle avverse condizioni meteo. Alla cerimonia – che ha visto la deposizione di una corona d’alloro e altri omaggi floreali sul cippo nonché la celebrazione del

rito religioso - erano presenti, con il fratello ed altri familiari del caduto, molti soci del CAI di Farindola autori e custodi del cippo stesso –, numerosi soci del 95° Club Frecce Tricolori dell’Aquila, il col. Mario Motta, comandante del 5° Stormo e una folta delegazione delll’AAA di Cologne guidata dal presidente Paolino Lazzaroni.

Sarnico Celebrato il 50° anniversario della sezione Il 23 maggio la sezione ha celebrato il 50° anniversario della sua costituzione con una cerimonia che ha avuto luogo in concomitanza con il raduno regionale dei sodalizi AAA lombardi intervenuti numerosi con i propri labari. La cerimonia ha avuto inizio con la sfilata dei partecipanti, preceduti dal Corpo musicale e dal Medagliere nazionale dell’AAA, per le vie cittadine seguita dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti e dalla celebrazione del rito

religioso. Successivamente è stata deposita una corona d’alloro al monumento ai Caduti dell’Aeronautica, eretto nella piazzetta intitolata al magg. pil. Enrico Mosca, ed hanno avuto luogo gli interventi di rito. Presenti alle celebrazioni molte autorità civili e militari tra le quali i sindaci di Sarnico Franco Dometti e di Viadanica Angelo Vergini, il vice presidente nazionale AAA gen. Riccardo Marchese e altri esponenti della nostra Associazione.

Pavia “Giornata azzurra” al Tempio della fraternità di Cella di Varzi Il 20 giugno la sezione ha celebrato la tradizionale “Giornata azzurra” al Tempio della fraternità eretto in Cella di Varzi. Nell’occasione, alla presenza di varie autorità civili e militari e della Fanfara della 1ª Regione Aerea, sono stati inaugurati il motore J -79 giunto al Museo all’aperto esistente nella località, la scalinata che porta al tem-

pio ora intitolata al col. pil. Antonio Pelissero e un’edicola con l’immagine della Madonna di Loreto eretta in memoria del ten. mot. Carlo Guidi. Nel corso della celebrazione del rito religioso, infine, sono stati ricordati tutti i Caduti dell’Aeronautica con la deposizione di una corona d’alloro al Sacrario loro dedicato.

VENETO Badia Polesine Inaugurazione del Monumento ai “Caduti nelle missioni di pace” Il 30 maggio è stato inaugurato il monumento che, ideato dal socio Mario Baratella di quel nucleo AAA, è stato eretto in onore dei “Caduti nelle missioni di pace”.

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La cerimonia ha visto la celebrazione del rito religioso seguita dalla sfilata delle numerose rappresentanze di associazioni d’arma, comandi militari, enti e istituzioni - intervenute

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SEZIONI E NUCLEI con i propri labari, gonfaloni e bandiere - accompagnata dalle note di bande musicali del luogo fino al monumento costituito da tre cippi di marmo provenienti dai resti dell’Abbazia della Vangadizza. Dopo l’inaugurazione del monumento sono seguiti gli interventi di rito aperti da quello del sindaco

Gastone Fantato che ha anche dato lettura del messaggio inviato per l’occasione dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Presenti alla manifestazione molte alte autorità civili e militari e numerosi cittadini.

Emilia Romagna Ferrara In occasione delle celebrazioni per il 2 Giugno organizzate dal Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA) di Poggio Renatico, la sezione ha colla-

borato all’allestimento di una mostra relativa al reparti dell’Aeronautica che hanno avuto sede sull’aeroporto di Ferrara.

FRIULI VENEZIA GIULIA Manzano Il 16 giugno la sezione ha effettuato il 27° Pellegrinaggio al Santuario della

Beata Vergine presso Muina di Ovaro.

Piacenza Incontro AAA in occasione del 50° anniversario del sodalizio Il 26 maggio. in occasione del suo Cinquantenario, la sezione presieduta dal m.llo Alvaro Pedrocca, ha organizzato sull’aeroporto di San Damiano, sede del 50° Stormo, un incontro con i sodalizi AAA di Pasione, Parma, Brescia, Ferrara, Modena, Bologna, Pavia, Treviglio, Saronno, Reggio Emilia, Lugo di Romagna, Cremona e Cesena, incontro al quale – unitamente ai labari dei convenuti - era presente anche il Medagliere nazionale della nostra Associazione, la MOVM Luigi Gorrini, una rappresentanza del 50° Stormo guidata dal suo comandante col. nav. Enrico

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Degni e il presidente regionale AAA della Lombardia m.llo Giancarlo Milani. Dopo la sfilata dei partecipanti vi è stata la deposizione di una corona d’alloro alla lapide che ricorda i Caduti dell’Aeronautica e la celebrazione da parte del cappellano militare del Reparto del rito religioso. Da sottolineare che, dopo due sorvoli del luogo da parte di aerei AMX durante tale celebrazione, i convenuti hanno poi potuto assistere al decollo e al volo operativo di Tornado ECR del 50° Stormo. Successivamente vi è stata la visita della mostra statica allestita in un han-

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SEZIONI E NUCLEI Il successivo giorno 20 la stessa sezione, di concerto con il Comune di Licciana Nardi, ha ricordato e

gar dalla sezione in collaborazione con il Comando 50° Stormo, mostra che esponeva materiali vari del Reparto, fotografie, articoli, uniformi e altro ancora. Per l’occasione, oltre alla disponibilità di cartoline con annulli speciali, è stato presentato il volume “50° Anniversario Associazione Arma Aeronautica Sezione di Piacenza”, opera del segretario del sodalizio serg. magg. Alberto Cacciamani, che, oltre ad illustrare la sede e ripercorrere la storia del sodalizio e dei nuclei dipendenti, tratta dell’aviazione piacentina con un diario storico degli avvenimenti e l’elencazione dei reparti che hanno operato sulla base di S. Damiano.

Viareggio Restaurato il Monumento agli “Aviatori e Marinai” a Torre del Lago Volume che gli interessati possono richiedere, al prezzo di 15,00 euro più spese postali, alla sezione di Piacenza al seguente indirizzo e-mail: info@assoaeropc.it

TOSCANA Massa Cerimonie per la rievocazione di Caduti Il 13 giugno la sezione, di concerto con il comune di Montignoso, ha commemorato in quella cittadina il pluridecorato serg. magg. pil. Luigi Giannotti con la

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onorato i Caduti dell’Aeronautica delle province di Massa Carrara e di La Spezia.

deposizione di una corona al monumento che ricorda l’eroico aviatore, la celebrazione di un rito di suffragio e la sua rievocazione nel locale Comune.

Il 6 giugno, a Torre del Lago, la sezione – unitamente al Comune di Viareggio - ha organizzato la solenne cerimonia inaugurale del Monumento marmoreo dedicato “Agli Aviatori e Marinai uniti nel sacrificio” che, eretto a suo tempo sul Belvedere Puccini e seriamente danneggiato per eventi atmosferici e incuria umana, è stato ora restaurato a cura della sezione stessa. Dopo una breve presentazione storica da parte del presidente del sodalizio AAA viareggino gen. Mario Cellerino, la cerimonia è proseguita con l’Alza bandiera, la benedizione

dell’opera da parte del Vicario episcopale mons. Alberto Brugioni, la resa degli onori ai Caduti, la liturgia della parola e le Preghiere dell’Aviatore e del Marinaio. Sono seguiti gli interventi del sindaco di Viareggio Luca Lunardini e del comandante della 1ª Regione Aerea gen. SA Nello Barale mentre la zona veniva sorvolata da aerei ultraleggeri del Club Condor di Massarosa con fumate tricolori. Presenti all’evento – i cui momenti salienti sono stati accompagnati dalle note della Fanfara della 1ª Regione Aerea – i Gonfaloni e i sindaci dei Comuni della

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SEZIONI E NUCLEI Versilia, il Medagliere nazionale dell’AAA, le rappresentanze con labari di molte associazioni d’Arma e

combattentistiche locali, varie alte autorità civili e militari e numerosi cittadini.

UMBRIA Castiglione del Lago Commemorati due eroici caduti Il 4 luglio la sezione ha inserito una targa nella lapide, già posta in piazza dell’Aeronautica, quale riconoscimento al valore di altri due aviatori: il maggiore pilota MOVM Pietro Serini, caduto nel corso di un’azione il 25 giugno 1943, ed il 1° aviere Bruno Parrettini che

perse la vita resistendo fino all’ultima cartuccia ad una imboscata l’11 maggio 1936 in Etiopia. Alla cerimonia erano presenti varie autorità locali e le rappresentanze con labari delle Associazioni d’arma e combattentistiche del luogo.

Perugia

MARCHE Macerata Commemorata la MOVM Armando Di Tullio La sezione, nel settantesimo anniversario della sua eroica scomparsa combattendo nei cieli d’Africa, ha ricordato la MOVM Armando Di Tullio alla cui memoria è intitolata l’aviosuperficie di Bore di Chienti in Corridonia, sede dell’Avio Club, sulla quale è stata celebrata la commemorazione dello scomparso e dove tre anni fa è stato ricostruito il piccolo Monumento in suo onore, monumento che per molti anni ha avuto sede

nella Scuola Aeronautica di Macerata anch’essa intitolata all’eroe. Dopo l’alzabandiera e la deposizione di una corona presenti tra gli altri il sindaco di Morrovalle Francesco Acquaroli, il presidente dell’Avio Club Mario Santoni e il presidente regionale AAA Giuseppe Sabbatini - è stato celebrato il rito religioso seguito da vari passaggi degli aerei convenuti per la concomitante Festa dell’Aria.

LAZIO Monterotondo

La sezione ha organizzato per gli studenti della Scuola media di Passignano sul Trasimeno una visita al Museo Storico dell’AM di

Vigna di Valle anche per ricordare, con l’illustrazione dei relativi aerei ivi esposti, le attività dell’industria aeronautica SAI di Passignano.

La consegna del premio “Fausto Cecconi” all’aeroporto di Guidonia Il 10 giugno, nel corso di un cerimonia svoltasi sull’aeroporto di Guidonia, il presidente della sezione, brig. gen. Aldo Del Sordo, ha consegnato al Comando di tale infrastruttura militare, rappresentato dal suo responsabile col. pil. Fabio Tolomeo, il premio “Fausto Cecconi”, Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico e Sciabola d’Onore del corso “Aquila” dell’Accademia Aeronautica iniziato nel 1923.

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Alla cerimonia di consegna del premio, che è stata preceduta da una mostra fotografica storica, erano presenti numerose autorità militari e civili, tra cui il presidente nazionale dell’AAA, gen. SA Gianbortolo Parisi, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Guidonia, Ernelio Cipriani, il presidente dell’Associazione Trasvolatori Atlantici, ing. Renato Valle e il nipote del capitano Cecconi, arch. Fausto Cec-

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SEZIONI E NUCLEI L’11 giugno si è tenuta la cerimonia per la benedizione e consegna del Labaro alla locale sezione dell’AAA e all’inaugurazione della sede della sezione stessa che è stata intitolata al cap. pil. Michele Grande del 3° Distaccamento SAR di Grottaglie (oggi 84° Centro Combat SAR di Brindisi), caduto insieme al suo equipaggio, composto dal m.llo Alfredo Miccoli, dal m.llo Benito Staconi. Questa la motivazione del conferimento del premio: «Glorioso aeroporto dell’Aeronautica Militare che ha sempre svolto mediante l’opera meritoria, silenziosa e insostituibile del proprio personale, la continuità operativa istituzionale assegnatale ottenendo brillanti risultati. Da questa Base, dotata di una pista in asfalto inclinata, che facilitava il decollo degli aerei sovraccarichi di carburante, partirono il tenente Fausto Cecconi ed il maggiore Umberto Maddalena, i quali – dal 30 maggio al 2 giugno 1930 – a bordo di un velivolo S.64 Bis, riconquistarono per l’Italia il record mondiale di distanza e durata in volo su circuito chiuso (Monte-

celio, Ostia, Ladispoli, Anzio, Montecelio), percorrendo 8.189 km in 67 ore e 15 minuti. Tale impresa contribuì ad accrescere il prestigio dell’Aeroporto di Montecelio e dell’Aeronautica Militare in Italia e nel Mondo». Il premio ‘Fausto Cecconi’ è stato istituito dall’AAA di MonterotondoMentana nel 2004, in occasione del centenario della nascita del capitano pilota Fausto Cecconi. Da allora, i reparti premiati sono stati la 46ª Brigata Aerea per il 2004, il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico ‘Frecce Tricolori’ per il 2005, il 31° Stormo per il 2006 ed il 4° Stormo per l’anno 2008 (nel 2007 il premio non è stato assegnato).

PUGLIA Cavallino Inaugurata la sede del sodalizio

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si, dal serg. Salvatore Pinto e dal serg. Francesco Santoruvo, nei cieli di Creola di Saccolongo (Padova), il 20 ottobre 1977 quando, a seguito di un’avaria all’elicottero, sacrificarono la propria vita evitando che il mezzo precipitasse su centri abitati. All’evento erano presenti varie autorità civili e militari tra le quali il sindaco di Cavallino Michele Lombardi.

Corato Il 28 maggio, con la consegna dei relativi attestati ai sei partecipanti, ha avuto termine il 4° Corso di

meteorologia organizzato dalla sezione e svolto dal col. meteo Nicola Danisi.

Taranto Concluso il 5° corso di Meteorologia Il 29 maggio, con la consegna dei relativi attestati di frequenza, ha avuto termine presso il liceo scientifico “Principessa Maria Pia” di Taranto il 5° corso di meteorologia organizzato dalla sezione. Il corso articolato in

nove incontri (per un totale di 25 ore) oltre che agli studenti del 5° anno dell’istituto scolastico è stato aperto, per un limitato numero di posti, anche ad avieri graduati del 65° Deposito sussidiario e della Scuola volontari AM di Taranto.

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VISITE DI AGGIORNAMENTO TECNICO E G I T E T U R I S T I C O - C U LT U R A L I

Alghero al 5° Stormo Albenga al 6° Stormo

Bassano Romano alle Grotte di Frasassi

Bovolone al 6° Stormo

Canosa al Museo Storico AM

Castiglione del Lago alla 46ª Brigata Aerea

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Falconara ad Apecchio, Colombara e al Mappamondo della Pace Corato a nave “Garibaldi” nel porto di Taranto

Ferrara al 31° Stormo Foligno e il nucleo di Cannara al Museo Storico AM

Grosseto al 4° Stormo

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Guidonia al Museo Storico AM

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Modena alla 46ª Brigata Aerea

Martina Franca al 34° GRAM di Siracusa

Pavullo e soci di Modena alla Base elicotteri MM di Luni

Pastrengo al 5° Stormo

Pomezia al Museo Storico AM

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Reggio Emilia al 6° Stormo

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Roverbella ad Alenia Aermacchi

Rimini in pellegrinaggio a S. Govanni Rotondo

Rovereto all’Accademia Aeronautica (foto), alla Scuola Specialisti AM di Caserta e al 9° Stormo

Segni a Pratica di Mare

Spresiano alla 46ª Brigata Aerea Siracusa al Castello Maniace, sede del G8 “Ambiente”

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Treviglio a Cameri Tarcento a Rivolto

Udine ad Alenia Aermacchi

Vallo di Diano al Museo Storico AM

Venezia ad Aviano

Zagarolo al Museo Storico AM

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

HANNO CHIUSO LE ALI Raffaele Chianese Il 6 luglio è deceduto a Gorizia, a 100 anni da poco compiuti, il m.llo pil. Raffaele Chianese, l’ultimo superstite del primo gruppo di 64 piloti che giunsero a Gorizia nel 1931 per la costituzione del 4° Stormo Caccia della Regia Aeronautica. Combattente in Spagna e nel secondo conflitto mondiale istruttore alla Scuola caccia di Gorizia, nel dopoguerra fu istruttore di volo a Lecce e Brindisi e, dopo il congedo, in alcuni Aero Club locali. Dello scomparso questo periodico aveva da poco pubblicato una biografia e foto in occasione del suo centesimo compleanno (v. pag. 24 di Aeronautica n. 4/2010).

Antonio Patriarca e Stefano Fuda A giornale già in stampa apprendiamo che il 18 luglio, nei pressi di Vejano (VT), sono deceduti in un incidente aereo il m.llo sc. GArat Meteo Antonio Patriarca, presidente della sezione di Zagarolo e già consigliere nazionale dell’AAA, e il socio cap. CSA in congedo Stefano Fuda della stessa sezione. Il m.llo Patriarca, nato 63 anni fa e arruolatosi giovanissimo nell’AM aveva prestato servizio in vari enti e reparti della Forza Armata distinguendosi per il suo alto senso del dovere e per le sue capacità professionali. Dopo il congedo si era dedicato con passione e competenza alle attività del nostro sodalizio nel quale aveva meritatamente ricoperto importanti incarichi. Il cap. Fuda, nato 55 anni fa, era un apprezzato medico odontoiatra con una grande passione per il volo che lo aveva portato a conseguire l’abilitazione al pilotaggio di velivoli ultraleggeri come l’esemplare coinvolto nel mortale incidente e sul quale, a dimostrazione dell’attaccamento al sodalizio, era impresso lo stemma dell’AAA. - m.llo 1ª cl. Gustavo Bognetti (sezione di Bergamo); - Francesco Temporelli (nucleo di Borgomanero); - Angelo Bertoni (sezione di Brescia); - capo 1ª cl. Vincenzo Santagata (sezione di Brindisi); - av. sc. Ciro Capasso, av. gov. Vincenzo Russo, av. sc. Vincenzo Savignano (sezione di Campobasso); - m.llo 1ª cl. Aurelio Ciferri (nucleo di Civitanova Marche); - signora Dina Cucchiarini Bianchi (sezione di Como); - Mario Bastiani, Serino Cecot, Armando Stacul (nucleo di Cormons); - Mario Rosetti (sezione di Faenza); - av. Gianfranco Bruno, 1° av. aut. Dino Secondo Piccinardi (sezione di Ferrara); - av. Baldino Bertolini (nucleo di Fivizzano); - Francesco Nati (sezione di Forlì); - av. Mario Pigatto, av. sc. Giancarlo Pozzi (sezione di Gallarate); - Giorgio Kerniat (sezione di Gorizia); - 1° av. Luigi Toiano (sezione di Manzano); - 1° av. Giovanni Zanin (nucleo di Maserada sul Piave); - av. sc. Alessandro Angelotti (sezione di Massa); - serg. magg. Arturo Dall’Alba (sezione di Milano); - Mario Tomasini (nucleo di Mirandola); - av. Eros Del Fiol, 1° av. Giangiusto Malvezzi, Federico Villa (sezione di Monza); - Angelo Nipoti, socio benemerito (sezione di Mortara); - Enrico Micheli (sezione di Novara); - magg. (fant.) cav. di gr. cr. OMRI Paolo Marrocco, fondatore e già capo dell’allora nucleo (sezione di Palestrina); - Rossano Vallese (nucleo di Robbio Lomellina); - av. Martino Amati (sezione di Putignano); - Carlo Di Milito, Eugenio Ronzoni (sezione di Roma); - Giancarlo Calligaris, Romeo Di Barbora (nucleo di Romans d’Isonzo); - Sergio Cagalli (nucleo di Sanguinetto); - av. sc. Sergio Ferrari (nucleo di San Massimo); - m.llo sc. Giuseppe Marangi, croce di guerra al VM e decano della sezione (sezione di Siracusa); - col. Salvatore Stasi (sezione di Taranto); - Antonio Bandiera (sezione di Torino); - ten. (to) pil. Stefano Luigi Marchesi, pluridecorato al VM, socio fondatore e presidente onorario, ten. col. pil. Ugo Mutti, già presidente onorario (sezione di Tortona); - Giosué Corò, socio benemerito (sezione di Varese); - av. Bruno Puntoni, socio fondatore (sezione di Viareggio); - 1° av. Italo Capoleoni, socio benemerito (sezione di Zagarolo).

Il presidente nazionale dell’A.A.A., ricordando le elette virtù di questi commilitoni che ci hanno lasciato, a nome proprio e di tutti i soci esprime ai familiari degli scomparsi il più sentito cordoglio.

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

Libri a cura di Gregory Alegi Antonio Pelliccia, L’Aviazione nella guerra sul mare – Le Ali di Icaro. Roma, Grieco Luca, 2010, Cm 20 x 14, pp. 155, € 15,00.

E’ la storia, tormentata e spesso controversa, del mezzo aereo come strumento di guerra sul fronte del mare, dall’entrata in scena dei primi velivoli in dotazione alla Regia Marina, alla nascita della Regia Aeronautica fino ai contrasti più recenti tra le due Forze Armate sul piano dottrinale e dei conseguenti riflessi su quello della normativa Vengono richiamate le contrastanti posizioni emerse nell’articolato dibattito sviluppatosi in ambito politicomilitare, ma soprattutto all’interno della Marina, circa l’utilità della nave portaerei e di mezzi aerei “dedicati” come parte integrante delle formazioni navali. Dibattito che ha influito in maniera determinante sulle scelte della Forza Armata in vista del conflitto e che vengono spesso chiamate in causa per spiegare, o giustificare, le gravi perdite subite. L’autore conduce, sulla base delle valutazioni storiche tratte da una vasta ricerca bibliografica, un’attenta analisi delle operazioni aeronavali nel teatro Mediterraneo, ponendo l’accento in particolare sulle difficoltà che ne hanno spesso condizionato l’esito, dovute in prevalenza a mancato o scarso coordinamento fra le diverse catene di comando. Sono queste difficoltà che vengono attentamente con-

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siderate, controbattendo le tante strumentalizzazioni che, con visione tutt’altro che obiettiva, sono state portate a supporto di tesi precostituite per modificare in senso unilaterale la normativa esistente fin dal periodo prebellico. Il volume, ricco di circostanziate citazioni di eminenti ricercatori della materia, appare, nel suo complesso, chiaro e convincente. Particolarmente interessante la raccolta degli atti legislativi che sono stati emanati nel tempo e che hanno regolato la materia. Nel complesso, un manuale conciso ed agile utile a quanti desiderino un’obiettiva e chiara descrizione degli avvenimenti concernenti la guerra aeronavale in Mediterraneo e dei conseguenti sviluppi del complesso dibattito che è all’origine dell’attuale situazione. (G.P.) Disponibile presso l’editore Grieco Luca, Via Cesare Laurenti n. 22 – 00122 Roma, telef. 06 5680878, e.mail: tipografia.grieco@libero.it

Difesa italiana: non solo quelle dell’Esercito – sia pure ovviamente ben rappresentato – ma anche quelle di Marina ed Aeronautica. L’impostazione è la stessa di Coccarde Tricolori, con un’ampia cronologia, otto lunghi articoli (compreso uno sui Fucilieri dell’Aria in Afghanistan), gli organigrammi delle forze armate (in alcuni casi limitati alla sola componente terrestre) e le schede degli equipaggiamenti (con moltissime sorprese su mezzi e sistemi messi in servizio di recente a seguito di esigenze operative). Testi e fotografie sono di Paolo Valpolini, noto ed apprezzato specialista nel settore, che vi riversa esperienze e testimonianze dirette. Il risultato è molto utile, soprattutto a quanti vogliano ampliare la propria conoscenza della Difesa italiana. Disponibile presso le librerie specializzate o l’editore (www.rnpublishing.com; Via Torelli 31, 28100 Novara, 0321-455108).

Paolo Valpolini, Forze di terra 2010. Novara, RN Publishing, 2010. Cm 21 x 29,7, pp. 144. € 14,00.

Renato Callegari con Stefano Gambarotto, Il fronte del cielo. Treviso, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, 2009. Cm 14 x 21, pp. 256. Euro 6,90.

All’annuario aeronautico Coccarde Tricolori ed alla sua collana di monografie, più volte segnalate su queste pagine, il giornalista-editore Riccardo Niccoli affianca oggi un annuario dedicato alle componenti terrestri della

Il libro, ricco di illustrazioni, è sottotitolato “Guida all’aviazione nel Veneto durante la Grande Guerra 1915-1918” ma contiene in realtà una gran massa di notizie raccolte in sette capitoli fit-

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AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/5571229 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@veant.it Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250

In copertina

Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana

Tornado dell’AM alle esercitazioni multinazionali in Alaska (foto AM). All’evento è dedicato l’articolo a pag. 6.

Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono.

In quarta di copertina

Chiuso in redazione il 12 luglio 2010.

Lo “Special color” per un F-104 del 12° Gruppo del 36° Stormo

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione.

tamente scritti. Molti dati e immagini, soprattutto sui campi di volo, sono stati raccolti “sul campo” e costituiscono senz’altro la parte migliore e più utile del volume, come esemplifica lo studio dettagliatissimo di Istrana (pp.85-91). In questi casi anche il materiale più noto acquista un sapore diverso grazie alla precisa localizzazione di uomini e mezzi. Un’analoga utile sezione riguarda Franc esco Baracca, del quale si ricostruiscono in dettaglio la morte ed il funerale (pp.191-203). Il volume avrebbe però richiesto un lavoro redazionale più completo, per circoscriverne i contenuti ed evitare le troppe sviste. Nonostante questo, si tratta di un contributo dal quale lo specialista può trarre diverse cose utili.

fino ad approdare alla caccia nel maggio 1916 ed a conseguirvi 20 vittorie in combattimento. Compaiono così piloti che vanno da Piccio a Baracca e personaggi dal giornalista Garinei al sottosegretario Conti. Grazie alla collaborazione della figlia Paola, oggi regina del Belgio, alle immagini di guerra si aggiungono cimeli, documenti e scritti dai “carnets de vol” del pilota. Le didascalie sono puntigliose e la stampa ottima, per un risultato che è molto semplice e gradevole nonostante il prezzo un po’ alto.

Disponibile presso ISTRIT (Via Sant’Ambrogio di Fiera 60, 31100 Treviso).

Francesco Battelli, Un volo lungo cento anni. Firenze, Romano Editore, 2010. Cm 17 x 24, pp. 144. Euro 19.

Disponibile presso l’editore (via G.A. Dosio 77-79, 50142 Firenze; www.romanoeditore.com) Eugenio Vecchione e Maurizio Viola, Fattore umano in aviazione. Roma, IBN Editore, 2008. Cm 17 x 24, pp. 384. Euro 28,50.

Disponibile presso il Museo Baracca (via F. Baracca 65, 48022 Lugo (RA); 0545 24821)

Paolo Varriale e Daniele Serafini, Fulco Ruffo di Calabria. Con noi nacque l’aviazione italiana... Faenza, EDIT Faenza, 2010. Cm 24 x 22, pp. 120. Euro 25.

ISSN: 0391-7630

L’omaggio del 5° Stormo a Francesco Baracca Il 10 giugno, in occasione del loro trasferimento a Trapani per la cessazione dell’attività di volo con il 5° Stormo (v. anche pag. 7 di Aeronautica n. 6/2010), cinque F-16 in restituzione all’USAF hanno reso omaggio a Francesco Baracca sorvolandone il monumento eretto in suo onore a Lugo di Romagna. (foto inviata dalla locale sezione AAA)

sce l’esito delle vicende. L’ultimo terzo del volume è dedicato ad una rassegna stampa che dimostra l’eco delle conferenze di Battelli ed una galleria iconografica.

Le immagini inedite e ben stampate sono il cuore del catalogo della mostra fotografica su Ruffo di Calabria recentemente inauguratasi presso il Museo Baracca (v. anche pag. 23 di Aeronautica n. 5/2010). Non una biografia, dunque, ma un percorso che si snoda dai primi voli di addestramento nel 1915 attraverso il servizio con le squadriglie per l’artiglieria

Francesco Battelli, curatore del volume, propone una raccolta di scritti di argomento aeronautico del bisnonno Angelo, professore di fisica a Pisa e deputato. Nonostante alcune parti siano molto tecniche ed il fatto che il materiale non sia inedito, la ristampa di queste conferenze ed articoli del 1910 è molto utile per comprendere come il volo umano fosse visto all’epoca. Vantaggi e svantaggi di aerei e dirigibili sono passati in rassegna con le sensibilità ed informazioni coeve, senza cioè il filtro che applica normalmente lo storico che già cono-

Il libro – pervenutoci in forte ritardo rispetto alla data di edizione – è un manuale sul fattore umano compilato da un istruttore di volo e da un medico aerospaziale in stretto accordo con le normative europee JAR, che forniscono il riferimento ed il titolo di ogni paragrafo. Il contenuto si articola in una prima parte introduttiva, una seconda sulla fisiologia e salute del pilota, una terza sulla psicologia. Quest’ultima spazia dal comportamento umano al processo decisionale e dalle dinamiche di gruppo allo stress. Le appendici consistono di una matrice di rischio e dell’analisi di tre incidenti. Si tratta quindi di un lavoro molto didattico, destinato a trovare accoglienza soprattutto nelle scuole di volo o nelle compagnie aeree. Disponibile presso l’editore (via Mingazzini 7, 00161 Roma; tel. 064452275; www.ibneditore.it)


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Direzione, Redazione, Amministrazione - via Marcantonio Colonna, 23 - 00192 Roma

Lo “Special color” per un F-104 del 12° Gruppo del 36° Stormo

Anno LV

N. 7 LUGLIO 2010

Mensile - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 2 DCB - Roma

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