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Da oggi la nuova tessera CISL unisce alla tutela i vantaggi di una rete di servizi in continua espansione.


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Lavoro Lucano

editoriale

Sommario

Ci risiamo: la Basilicata smotta. Le piogge torrenziali delle ultime settimane hanno riaperto ferite mai del tutto sanate. Frane, esondazioni, allagamenti, danni alle imprese agricole, collegamenti interrotti. Il copione è quasi sempre lo stesso, eppure la nostra classe dirigente non ha ancora compreso, o non vuole comprendere (fate voi), che prendersi cura del territorio vuol dire prendersi cura di noi stessi, di chi il territorio lo vive, di chi nel territorio ha le sue attività e la propria fonte di sostentamento. Il governo del territorio e la prevenzione dei fenomeni catastrofici sono a torto considerati dei costi, quando invece andrebbero inquadrati come veri e propri investimenti. Nella nostra regione continua a mancare la cultura della prevenzione. Si spende poco per prevenire, si spende molto e male per aggiustare. Le ultime drammatiche vicende legate al maltempo sono lì a dimostrare quanto sia invece necessario affrontare il dissesto idrogeologico con una logica nuova e soprattutto efficiente. Chi pensa che la montagna sia una realtà a sé stante sbaglia di grosso sapendo di sbagliare. La montagna è, al contrario, strettamente legata alla collina e alla pianura e quello che succede in montagna presto o tardi si riverbera a valle. Ecco perché la Fai Cisl ha posto il tema delle politiche per la montagna e per la difesa del suolo come priorità assoluta. Se n'è discusso anche nella recente riunione interregionale promossa dalla Fai nazionale a Potenza. Appuntamento che ha dato lustro alla nostra organizzazione e a quanti sono impegnati quotidianamente a rappresentarne le idee e le ragioni nei luoghi di lavoro. Da Potenza la Fai ha lanciato le parole d'ordine che segneranno nei prossimi anni la propria strategia sindacale, parole che si possono riassumere con tre slogan: mobilitare il territorio; la contrattazione come sfida di un sindacato moderno; la montagna come fattore di comunità. Al segretario generale Augusto Cianfoni e a tutta la segreteria nazionale va il nostro ringraziamento per l'attenzione prestata ad una piccola grande regione come la Basilicata, una terra di frontiera che sui temi sopra menzionati ambisce a svolgere un ruolo da protagonista. Se il cambiamento è la metafora della vita, noi e voi potremo essere il motore di questo cambiamento.

Antonio Lapadula Segretario generale della Fai Cisl Basilicata

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La Fai Cisl a Potenza

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a Fai Cisl ha riunito tra dicembre e gennaio a Potenza, Perugia e Parma tutte le segreterie territoriali e regionali sui tre temi che occupano l'agenda sindacale di questo periodo: contrattazione articolata, fisco e sviluppo. Il 2011 sarà un anno molto importante per la contrattazione articolata nell'industria alimentare che vedrà il rinnovo dei contratti di gruppo e l'avvio della prima fase sperimentale della contrattazione territoriale così come stabilito nel contratto nazionale del 22 settembre 2009. L'industria alimentare, che negli ultimi due anni, nel mezzo della grave crisi mondiale, è riuscita a difendere con discreti risultati il proprio export, ha bisogno di una stagione contrattuale all'insegna della responsabilità per vincere la sfida della produttività. Pertanto la Fai si predispone a questo impegno, convinta che la competitività del made in Italy è condizione mai conquistata una volta per tutte, ma frutto di comportamenti di ogni attore ispirati alla totale affidabilità. La Fai, altresì, fa notare pure che l'anno corrente sarà il secondo del triennio sperimentale dell'accordo sul nuovo modello contrattuale del 22 gennaio 2009. Alla fine di questo "periodo di prova" si spera che il bilancio dei nuovi affidamenti sia positivo, tanto da proseguire sul sentiero tracciato, per esempio risolvendo il problema in cronaca di questi giorni, vale a dire quello sulla rappresentanza, rinviato a suo tempo a stagioni più propizie in attesa del lento evolvere del riformismo della Cgil. Per la Fai la più importante cartina di tornasole di quegli affidamenti sarà la contrattazione territoriale, da sempre tabù nell'industria alimentare, settore dove oltre il 70 cento delle aziende non ha mai avuto un secondo livello di contrattazione. Sul Fisco siamo impegnati con la Cisl con realismo e con determinazione a modificare una legislazione fiscale che in Italia taglieggia salari e pensioni povere e tratta alla pari condizioni soggettive e oggettive non uguali come famiglie e popolazioni di montagna. Sappiamo bene che il percorso è angusto e in salita; sappiamo pure che una riforma seria è allo stesso tempo architrave di qualunque sviluppo che poggia su due pilastri: la lotta senza quartiere all'evasione fiscale e un ridisegnamento dello stesso welfare (cui può concorrere una lungimirante contrattualistica sia nel versante sanitario che pensionistico), impotente oggi a garantire tante prestazioni che negli ultimi 30 anni sono state possibili grazie al pesantissimo indebitamento dello

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Stato. La legislazione fiscale che vogliamo non deve essere un grande intonaco che pretenda di omologare tutto, ma un insieme di flessibili disposizioni, capaci di adattarsi alle diversità. Se ciò non avvenisse, avremmo ancora una volta una camicia di forza dalla quale ciascuno farebbe di tutto per sfuggire. L'altro tema su cui il gruppo dirigente della Fai è stato chiamato in questi mesi a discutere, per riportarne i contenuti in una diffusa e non banale informazione tra i delegati e gli associati nelle aziende e nelle leghe, è lo sviluppo e il Mezzogiorno. Il tavolo apertosi il 4 ottobre all'Abi e il Piano per il Sud varato dal governo nel mese di novembre sono, in mezzo alla fiera della follia di cui dà spettacolo la peggiore politica


italiana, segnali importanti che ci danno fiducia. Per anni la Cisl e Bonanni hanno invocato un grande Patto per l'Italia e la Fai, da Salerno in poi,un New deal per il Mezzogiorno. Ora che qualcosa si muove non ci faremo condizionare né condurre dai disfattisti. Questo Paese ha grandi virtù su cui investire e noi Cisl, forti e autorevoli per la nostra autonomia, abbiamo un ruolo importante da svolgere. Tante cose vanno male e la prima è lo scadimento etico e morale dei politici di ogni schieramento. Con la nostra azione quotidiana non dobbiamo far dormire sonni tranquilli alla politica. Né a quella nazionale né a quella sul territorio. L'agroalimentare e il Mezzogiorno

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Dalle assemblee interregionali di Potenza, Perugia e Parma la Fai Cisl rilancia la sfida su contrattazione, fisco e sviluppo del Mezzogiorno

sono grandi, inesplorate risorse dell'Italia. Alla politica dobbiamo chiedere coerenza rispetto agli annunci. Se riparte il Sud riparte tutto il Paese. Se nel sud l'agroalimentare diventerà finalmente sistema di imprese di filiera che comprendano anche le variegate attività del turismo e del terziario tutto il Paese potrà disporre di risorse inimmaginabili. La Fai vuole concorrere nella Cisl e con la Cisl a rimettere sul binario giusto la crescita del Paese. A tal fine è indispensabile il contributo di ciascuno nel luogo e nella responsabilità che gli compete. Agricoltura, agroalimentare, tutela dell'ambiente, forestazione, montagna sono i nostri luoghi rispetto ai quali esercitare il nostro dovere di analisi e di proposta.

Augusto Cianfoni

Segretario generale della Fai Cisl nazionale

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La Fai Cisl a Potenza

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’occasione di oggi è stata pensata dalla nostra federazione per puntualizzare alcuni elementi strategici di particolare importanza per la nostra federazione ed in particolare per la nostra azione contrattuale che merita un approfondimento culturale e operativo. Contrattazione, sviluppo e fisco rappresentano snodi fondamentali, se correttamente orientati, per il Paese e per essere protagonisti nel disegnare una via di uscita, un orizzonte positivo per il nostro futuro. Gli ambiti di azione sono veramente molti e in diversi di questi noi siamo già storicamente e tradizionalmente attrezzati, penso alla contrattazione aziendale del settore industria o alla stagione che si apre per il rinnovo della contrattazione provinciale dell’agricoltura; ma a queste due dimensioni, a noi note, vogliamo oggi dare uno sguardo non

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solito, orientato a ciò che vogliamo caratterizzino questi rinnovi, e assieme immaginare quali azioni mettere in campo per caratterizzare questa stagione di secondo livello e conseguentemente immaginare quali contenuti e azioni sostenere ed orientare nei confronti del percorso sindacale sul versante delle relazioni con le nostre controparti. Ci sono poi altri ambiti di azione che ci si pongono all’orizzonte: penso alla contrattazione nell’artigianato, nella panificazione, nella cooperazione o nei forestali. In questi spazi contrattuali si sono aperte, potenzialmente, aree di azione che sono veramente interessanti. Tutta questa nostra azione contrattuale è


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A potenza si sono riuniti 120 segretari e dirigenti delle fai-cisl di molise, campania, basilicata, puglia, calabria e sicilia

La partecipazione risponde alle sfide della globalizzazione, del mercato

mondiale

aperto, della qualità e dell’efficienza produttiva sostenuta da un’ idea contrattuale che si può racchiudere in alcuni punti fondamentali: a) centralità dell’azione contrattuale, in particolare rispetto alla legge e all'azione parlamentare e giudiziaria; b) valore del contratto nazionale e della contrattazione di secondo livello; c) contrattazione di secondo livello diffusa, attraverso modalità adeguate alle realtà produttive interessate dalla stessa (aziendale, territoriale, settoriale); d) azione di tutela della persona intesa come lavoratore, ma non solo; e) azione di tutela della retribuzione (incrementi salariali, classificazione, formazione);

f) sviluppo della bilateralità; g) visione partecipativa della contrattazione. Questo quadro ci fa dire che c’è una visione della Cisl, ben precisa, sul tema contrattuale, visione che mette all’orizzonte ultimo due dimensioni che per noi sono condizione per lo sviluppo e la tutela della persona che lavora, e cioè: produttività e partecipazione. Se non c’è produzione della ricchezza non ci sono diritti o tutele. Quindi la produttività interessa anche a noi, per questo serve un salto culturale del mondo sindacale, ma soprattutto dell’impresa. Per cominciare dobbiamo partire dalla contrattazione dei premi di risultato i quali devono essere veri e non fittizi. Interessa a noi che gli obiettivi di produttività siano veri, verificabili, perseguibili e soprattutto raggiunti. Conseguenza di questo salto culturale è la partecipazione, non come dimensione ultima o massima di “proprietà azionaria e di presenza nei cda”, ma di essere riconosciuti come realmente partecipi e responsabili dei destini dell’impresa. Una partecipazione che risponde alle sfide del 21mo secolo, della globalizzazione, del mercato mondiale aperto, della qualità e dell'efficienza produttiva. A tutto questo il lavoratore non è, e non può essere estraneo. La vera sfida dell’intesa del 22 gennaio del 2009 si gioca su questa possibile nuova impostazione, non realizzata nel semplice “gioco di scambio” al tavolo contrattuale, ma in una nuova dimensione partecipativa e orientata alla produttività. Il lavoro contrattuale che ci si pone di fronte è importante e impegnativo, e soprattutto non si ferma ai nostri tradizionali settori, ma come ho tentato di fare con questa breve introduzione, rappresenta per la Fai un orizzonte strategico e operativo di vitale importanza; è con questa consapevolezza, che anche attraverso una giusta dinamica di collaborazione, ci mettiamo a disposizione per creare quel rapporto positivo fra livello nazionale, regionale e provinciale che è necessario per rispondere a queste sfide, con la consapevolezza che la direzione che la Cisl e la Fai stanno indicando è quella giusta, nell’interesse dei lavoratori e del mondo che rappresentiamo.

Stefano Faiotto Segretario nazionale della Fai Cisl

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arlare di centralità o marginalità dell’agricoltura vuol dire parlare di centralità o marginalità delle zone rurali e della montagna. La Fai pensa che il sistema ecoambientale montano e forestale rappresenti un versante strategico della nostra azione sindacale. Provo a declinarne le ragioni. Esso ruota intorno a una serie di processi che la montagna riassume in sé e che ne ripropongono il suo ruolo forte per ognuno di questi se si sviluppa un azione progettuale. La montagna assume un ruolo anti-ciclico come luogo del piccolo welfare, delle cosiddette microeconomie, ovvero montagna come fattore di rifiuto dei cicli congiunturali che va valorizzato anche come nuova cultura. D’altra parte su un aspetto non sembrano esserci dubbi comunque la si pensi sulla green revolution: la ritrovata centralità dei territori e con essa la riscoperta della dimensione locale.

Già nel congresso di Merano ne avevamo discusso parlando di “Glocal” che riassumemmo nel “pensare globalmente ma agire localmente”. Ecco perché pensiamo a tanti “progetti Molina” che promuovono le tipicità e le eccellenze e ne fanno occasioni di lavoro e di generazione di reddito. I montanari sono titolari del diritto originario d’uso delle risorse naturali come acqua, energia, vento, foresta, legno che vengono spesso depredati o usati a fini industriali senza rendere a loro e al loro territorio un valore aggiunto. In questo frangente di crisi globalizzata il settore delle rinnovabili presenta opportunità molto importanti per gli enti locali e le comunità montane nel


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partecipare direttamente a operazioni con elevate capacità di auto finanziamento e garanzia di massima ricaduta socio economica locale. Servono quindi veri e propri progetti di distretto che valorizzino le fonti energetiche rinnovabili presenti nelle varie regioni. Penso ad esempio che se si avviasse la produzione di biomasse dagli scarti derivati dalla manutenzione forestale, impiegando cantieri moderni e razionali per abbatterne i costi, si avrebbero benefici economici e occupazionali importanti perché consentirebbe di mantenere attivi i lavoratori forestali anche nei mesi invernali. Meno costi sociali, meno prestazioni di disoccupazione, lavoro stabile e socialmente utile. E poi noi saremmo gli

assistenzialisti? Serve coraggio. La bilateralità che noi proponiamo nel Ccnl Forestali potrebbe servire anche a partecipare nelle politiche di sviluppo rurale per attuare un’azione sulla base di priorità fissate e di obiettivi comuni. Alla montagna occorre garantire una “Clausola Sociale” che dia concreti vantaggi a milioni di famiglie che oggi vivono alienate nelle periferie delle grandi città. Queste ultime, a loro volta, dovrebbero trovare conveniente un'inversione di tendenza riguardo all'eccessivo inurbamento nelle loro periferie. Il territorio montano e le aree interne rappresentano il luogo più a misura d’uomo per accogliere i lavoratori stranieri che spesso provengono a loro volta dalle aree interne dei loro paesi di origine, e che, catapultati nell’area metropolitana, fanno fatica ad integrarsi. La dimensione locale che valorizza tradizioni, culture e ritmi più congeniali al costruire rapporti veri può davvero rivelarsi fattore utile a favorire la piena integrazione di queste persone. Anche nel saggio sul “comunitarismo”, che è valso il Premio Nobel a Elinor Ostrom, si enfatizza l’importanza e il bisogno di fare comunità che sarà un'esigenza essenziale dei prossimi vent’anni. La scelta per lo sviluppo rurale, per il territorio, per la tutela della persona umana nel suo territorio, ci conferma la necessità di guardare più attentamente la figura del lavoratore nostro associato. Il lavoratore non ha solo esigenze rispetto al suo essere lavoratore dipendente, ma vuol essere anche lui un operatore attivo nel territorio, un promotore di sviluppo sostenibile sul piano locale. Sono le logiche che stanno alla base del Progetto Molina e sulle quali abbiamo costruito la nostra idea di lavoro forestale nel rinnovo del Ccnl Forestali. Occorre contrastare, dunque, l’idea che il lavoro forestale sia un grande ammortizzatore sociale. I dati parlano chiaro; il 51 per cento dei nostri comuni sono montani o parzialmente montani, pari ad oltre 16 milioni di ettari, il 54 per cento del territorio nazionale, di cui oltre la metà boschi. La cura del territorio montano rappresenta un’indispensabile attività di prevenzione per alcune tipologie di eventi che si manifestano a quote elevate, ma che poi si trasferiscono a valle con effetti molto impattanti, e spesso disastrosi, per cose e persone. Troppo facile far riferimento a Messina, Soverato e al Veneto, per altro regione virtuosa, ma che dimostra che la guardia non va mai abbassata perché serve prevenzione e programmazione.

Claudio Risso Segretario nazionale della Fai Cisl

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Esecutivo regionale

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erritori in rete. Questo il tema che ha fatto da sfondo alla riunione dell'esecutivo regionale della Fai Cisl che si è tenuto mercoledì 23 febbraio a Matera e che ha visto la partecipazione del segretario nazionale Fabrizio Scatà. Una riunione convocata in concomitanza con gli importanti processi di trasformazione politica e organizzativa che stanno caratterizzando in questi mesi la Cisl, a partire dal nuovo modello di tesseramento, e che vede la Fai schierata in prima linea sui grandi temi del fisco e della contrattazione. Un impegno richiamato con forza dal segretario Scatà nel corso del suo articolato intervento al cospetto di una folta rappresentanza di quadri e delegati della Fai Cisl lucana. Scatà ha toccato tutte le questioni aperte sul tavolo sindacale: dalla contrattazione di secondo livello alla riforma della rappresentanza, dalla riforma fiscale (già al centro, sempre a Matera, della manifestazione regionale dell'11 febbraio con il segretario della Fai Cianfoni) alle politiche per la montagna povera e al tema connesso delle comunità montane. Grandi questioni sui quali si misura la capacità e l'ambizione di un sindacato riformatore come la Cisl di guidare i processi di cambiamento che stanno attraversando il mondo globalizzato.

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La Fai Cisl di Basilicata è protagonista di questo cambiamento e lo fa con la forza dei suoi numeri: quasi 5.500 iscritti, 26 tra Rsu ed Rsa, oltre 3 mila pratiche di disoccupazione agricola evase ogni anno, 2 Sas costituite in due importanti aziende alimentari come Ferrero e Barilla. Una crescita che non è solo quantitativa, ha detto Scatà, ma anche qualitativa. Il segretario generale lucano Antonio Lapadula ha espresso un sincero plauso a tutte le persone che quotidianamente portano la voce della Fai Cisl nelle aziende e tra i lavoratori. Un'attenzione confermata dalla scelta di investire fortemente nella formazione dei propri quadri e delegati nella convinzione che la sfida del cambiamento si vince anche sul terreno della conoscenza e della competenza. Negli ultimi mesi, ha ricordato Lapadula, la Fai regionale, in collaborazione con la federazione nazionale, ha realizzato tre corsi di formazione con l'obiettivo di rafforzare il patrimonio culturale dei suoi attivisti.


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la cisl si mobilita

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ette mila posti di lavoro persi nei primi nove mesi del 2010, oltre 50 mila famiglie che vivono in condizioni di povertà, una sequenza senza fine di fabbriche che hanno messo i lucchetti ai cancelli per non riaprire più, interi settori alla deriva. Se fosse un'azienda la Basilicata sarebbe fallita da un pezzo. Altro che “piccola Svizzera”, come l'ha descritta in un recente articolo il settimanale Panorama. Qui di svizzero, si fa notare, ci sono solo le mucche e i prati verdi. Insomma, una cantonata bella e buona. La verità è che nel “cantone lucano” la crisi non molla la presa, come evidenziano tutti i principali indicatori economici regionali. La parte lucana della mobilitazione nazionale indetta dalla Cisl per sollecitare un maggiore impegno delle istituzioni nazionali e territoriali sul fronte dello sviluppo e del lavoro si è tenuta nella città di Matera dove si sono radunati centinaia di delegati, Rsu, attivisti e quadri della Cisl. In apertura dei lavori il segretario generale della Cisl Basilicata, Nino Falotico, ha messo in chiaro la strategia di un

sindacato vivo e vivace che vuole guidare il cambiamento: “Siamo qui per affrontare i problemi veri e urgenti del paese e per chiamare a raccolta il drappello delle forze riformiste e responsabili che vogliono salvare e rilanciare l’economia, il lavoro e il welfare”. Per Falotico le priorità sono tre: “Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Dobbiamo restituire al lavoro la dignità e il ruolo che merita”. Per farlo “occorre puntare sulle convenienze localizzative per attrarre nuovi investimenti, sulla semplificazione burocratica, sulla formazione a sportello, sull'accesso al credito, sulle politiche attive del lavoro”. E il segretario nazionale della Fai Cisl, Augusto Cianfoni, ha rilanciato su fisco e contrattazione: “Una seria politica di difesa dei redditi fissi deve reggersi su due gambe. La prima è una riforma fiscale che tenga conto delle condizioni economiche delle famiglie e delle specificità del territorio, non è pensabile che una famiglia di un paese montano della Lucania sia trattata allo stesso modo di una famiglia che vive in una città del Nord. Ovviamente, siccome siamo un sindacato responsabile, dobbiamo resettare la spesa pubblica perché ogni anno paghiamo 70 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico. La seconda gamba è la contrattazione. Per aumentare i salari – ha concluso Cianfoni – dobbiamo alleggerire il contratto nazionale e dare più forza alla contrattazione nelle aziende e nei territori lì dove si realizza la produttività”.

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Speciale Bonifica

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anno annunciato azioni eclatanti gli oltre 120 dipendenti del consorzio di bonifica Alta Val d'Agri che protestano per il mancato pagamento di tre mensilità, della tredicesima e delle indennità di percorrenza degli ultimi due anni, ma anche per la situazione d'incertezza che caratterizza più in generale la gestione dell'ente consortile. A Villa d'Agri si è tenuta un'assemblea indetta dalla Fai Cisl per fare il punto della situazione e sollecitare ancora una volta la risoluzione di una vertenza che si trascina da molto tempo. Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, si è fatto portavoce del disappunto espresso dai lavoratori per la mancata convocazione del tavolo regionale sui consorzi di bonifica annunciato a novembre dall'assessore all'Agricoltura, Vilma Mazzocco. Della questione, ha annunciato Lapadula, abbiamo investito anche il prefetto di Potenza, Luigi Riccio, affinché solleciti la convocazione in tempi brevi di un tavolo negoziale con giunta regionale, amministrazione del consorzio Alto Agri e parti sociali. Per Lapadula “è inconcepibile che si debbano promuovere azioni eclatanti per farsi ascoltare dalle istituzioni. La pazienza dei lavoratori è arrivata all'orlo e rischia di traboccare. Finora dall'assessore Mazzocco – ha denunciato il segretario della Fai Cisl – abbiamo ricevuto molte dichiarazioni d'intento ma nessuna

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proposta concreta per il riordino amministrativo e il risanamento finanziario degli enti di bonifica. Se la Mazzocco ritiene non prioritaria la vertenza dei consorzi – ha aggiunto Lapadula – lo dica con chiarezza e noi investiremo della questione direttamente il presidente della giunta regionale”. Intanto, la situazione si è fatta preoccupante anche al consorzio di bonifica Vulture Alto Bradano. I 42 dipendenti temono di perdere il posto di lavoro e di finire in mezzo ad una strada perché l'ente “è oberato dai debiti”. Per questo motivo hanno lanciato un nuovo appello al governatore lucano, Vito De Filippo, all'assessore regionale all'Agricoltura, Vilma Mazzocco, e ai componenti della giunta e del consiglio regionale.


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E al consorzio di Bradano-Metaponto l'Enel taglia la corrente

Rischio paralisi dei consozi di bonifica

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a rappresentanza sindacale aziendale del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto ed il segretario provinciale della Fai Cisl, Vincenzo Cavallo, sono fortemente preoccupati e sconcertati nell’apprendere che è stata sospesa la fornitura dell’energia elettrica presso la sede centrale di Matera. La decisione dell’Enel è maturata a seguito di un debito ammontante a circa 3 milioni di euro. “Le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane – spiega Cavallo – non erano mirate al mero pagamento degli stipendi maturati e non corrisposti, ma eravamo ansiosi per il futuro dell’ente. Purtroppo devo dire che avevamo ragione, visto quello che sta succedendo. Ora il problema è serio e va risolto subito. La Regione Basilicata - conclude il leader provinciale di categoria - deve intervenire senza se e senza ma per mettere ordine a tale spiacevole situazione nell’interesse dei tanti lavoratori e degli utenti”. La Fai Cisl ha più volte denunciato che l’ente, a causa di una gestione inefficace, vive una situazione economico-finanziaria preoccupante e senza prospettive. C'è il fondato rischio, secondo la Fai materana, che il deficit finanziario dell'ente possa ripercuotersi sia sul mondo agricolo che sui dipendenti. All'orizzonte, mette in guardia la Fai Cisl, si profila la minaccia concreta da parte dell’Ente Irrigazione di sospendere la fornitura di acqua ad uso irriguo e che le imprese di manutenzione delle opere irrigue sospendano le lavorazioni di manutenzione, necessarie ed indispensabili all’esercizio irriguo in corso. Ancora una volta la Fai Cisl ricorda che l’amministrazione consortile ha esaurito il suo mandato da circa tre anni e che attualmente tale amministrazione, con un provvedimento di prorogatio anomalo da parte della Regione Basilicata, continua a governare il consorzio di bonifica di Bradano e Metaponto, i cui risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti. La Fai invoca pertanto la nomina di un commissario ad acta per l’immediata indizione delle nuove elezioni democratiche. Intanto è stato proclamato lo stato di agitazione per protestare contro la mancata assunzione a tempo indeterminato dei 36 lavoratori avventizi in servizio da ben 12 anni. I sindacati contestano la scelta del consorzio di assumere i lavoratori ma solo a tempo determinato, disattendendo così i patti precedentemente sottoscritti. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della giunta regionale, Vito De Filippo, e l’assessore all’Agricoltura, Vilma Mazzocco, al fine di affrontare e risolvere in via definitiva la questione del precariato.

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ambiente

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a discutere la mancata previsione nell'ultima legge finanziaria regionale di nuove risorse per assicurare il raggiungimento delle 151 giornate nel comparto della forestazione, così come messo nero su bianco nel piano triennale di forestazione. Dura la presa di posizione dei sindacati di categoria che considerano “urgente la necessità di riconvocare il tavolo tecnico presso l’assessorato all’ambiente della regione Basilicata per dipanare, in maniera definitiva, la matassa che attiene il raggiungimento delle 151 giornate per i lavoratori forestali. Il senso di responsabilità – spiegano in una nota Fai, Flai e Uila – ci ha spinto a condividere il percorso con la Regione perché consapevoli del momento storico che stiamo vivendo, in virtù dei pesanti tagli dei trasferimenti alle Regioni da parte del governo nazionale, ma oggi è arrivato il momento di sapere come procedere, anche per evitare che altri soggetti, diversi da noi, possano speculare e giocare con i bisogni di questi lavoratori”. “La nostra richiesta è chiara”, spiega il segretario della Fai Cisl, Antonio Lapadula: “Ai lavoratori forestali dove essere garantito il raggiungimento delle 151 giornate perché si tratta di famiglie che vivono una situazione di grave difficoltà economica”. Ma c'è un motivo in più, secondo Lapadula, che spinge il

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sindacato a chiedere il rispetto del patto siglato con il piano triennale di forestazione: “I disastrosi eventi atmosferici di questi ultimi giorni sono lì a dimostrare che se non ci prendiamo cura del territorio in maniera seria e programmata la natura si ribella e produce disastri che alla fine costano molto di più alle casse della Regione. Prevenire il dissesto idrogeologico attraverso una forestazione moderna e funzionale è meglio che intervenire a valle degli eventi calamitosi. La priorità – secondo Lapadula – è coniugare le giuste esigenze di bilancio con la tutela ambientale attraverso criteri di programmazione, pianificazione e gestione del territorio. Il nostro auspicio è che su questo terreno si possa trovare rapidamente una convergenza con il governo regionale in tempo per la riapertura dei cantieri”.


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alimentare

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on c'è solo la Fiat al centro delle cronache sindacali in Basilicata. A Lavello si è tenuto nelle scorse settimane un importante incontro organizzato dalla Fai Cisl, alla presenza del segretario nazionale Claudio Risso, in vista del confronto che si aprirà nelle prossime settimane sulla piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto di secondo livello nel gruppo Barilla, che interessa nel Mezzogiorno un migliaio di dipendenti degli stabilimenti di Melfi, Caserta, Foggia e Altamura. Nel solo stabilimento lucano gli addetti del gruppo emiliano sono 420, tra fissi (380) e stagionali (40). “La Barilla è una presenza di eccellenza nel panorama industriale della regione che è intenzione della Fai Cisl tutelare e valorizzare”, ha detto il segretario lucano Antonio Lapadula, sottolineando che “il rinnovo del contratto di gruppo rappresenta una tappa fondamentale per consolidare il sistema delle relazioni sindacali con un importante player

internazionale del settore food e allo stesso tempo creare le condizioni per una più equa distribuzione della produttività”. Per il segretario della Fai Cisl lucana “è essenziale che le rappresentanze sindacali dei vari stabilimenti del gruppo mettano in comune esperienze e buone pratiche per migliorare il sistema delle relazioni sindacali a tutto vantaggio dei lavoratori”. Lapadula ha infine evidenziato che “il settore agroalimentare lucano ha saputo reggere meglio di altri alla crisi economica puntando alla qualità e alla diversificazione delle produzioni, ora la sfida è fare un passo in avanti per consolidare ulteriormente la presenza di importanti gruppi industriali alimentari in Basilicata creando le condizioni localizzative per attrarre nuovi investimenti produttivi e nuova occupazione, anche attraverso la leva della flessibilità negoziata che in altri comparti si è già dimostrato uno strumento utile per creare nuove opportunità di lavoro. L'industria agroalimentare lucana ha ancora ampi margini di crescita, la sfida nel prossimo futuro sarà quella di legare maggiormente le attività agricole che insistono sul territorio con le aziende di trasformazione gettando così le basi di una vera e propria filiera alimentare di qualità”.

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formazione

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ontrattazione di secondo livello e bilateralità. Questi gli argomenti al centro di un corso di formazione organizzato dalla Fai Cisl Basilicata che si è tenuto lo scorso 28 gennaio a Potenza alla presenza del segretario nazionale Stefano Faiotto. Il corso, che rientra nel programma triennale di formazione messo a punto dalla Fai Cisl lucana in collaborazione con la federazione nazionale, ha coinvolto una ventina tra delegati ed Rsu delle principali aziende alimentari della regione per una full immersion di una giornata sulle questioni principali che caratterizzano il dibattito sindacale di questi mesi. I lavori sono stati introdotti dal segretario generale Antonio Lapadula che ha evidenziato la funzione strategica della formazione per elevare il grado di consapevolezza dei

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quadri e dirigenti sindacali in una fase storica caratterizzata da importanti sfide, prime tra tutte l'affermazione di un modello contrattuale che, fatto salvo il ruolo del contratto nazionale, accentua la funzione della contrattazione di secondo livello per una più equa distribuzione della produttività e la conseguente possibilità di migliorare i livelli salariali dei lavoratori. Il segretario regionale Giuseppe Romano ha inaugurato il modulo formativo con una panoramica sul ruolo della Cisl nella storia delle relazioni sindacali in Italia, evidenziando, in particolare, il primato del sindacato fondato


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Prosegue il programma di aggiornamento professionale destinato a quadri, delegati ed Rsu della Fai. A Potenza e Scanzano corsi su contrattazione, bilateralità, storia e identità della Cisl

da Giulio Pastore sul tema della contrattazione aziendale. Un filo rosso che lega il passato al presente e al futuro di un'organizzazione che guarda alla contrattazione decentrata come a un fondamentale strumento per allargare la partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa. Il segretario nazionale Stefano Faiotto ha illustrato ai corsisti la nuova architettura della contrattazione così come riformata dall'accordo del 22 gennaio 2009, accordo che, pur confermando la centralità del contratto nazionale, crea le condizioni per allargare il perimetro della contrattazione di secondo livello, sia aziendale che territoriale. Altro tema al centro del corso è stata la bilateralità come strumento di cooperazione tra impresa e lavoro. I lavori sono stati conclusi dal segretario generale della Cisl Basilicata,

Nino Falotico, che ha rivendicato i recenti accordi stipulati con la Fiat e ha evidenziato il ruolo storico della Cisl, sindacato che in un contesto storico difficile ha scelto senza indugio e con grande senso di responsabilità la via della contrattazione. Si è invece parlato della storia e dell'identità della Cisl nel corso di formazione che si è tenuto lo scorso 24 settembre all'Hotel Miceneo di Scanzano Jonico. Il corso, che è stato tenuto dal segretario regionale, Giuseppe Romano, si è incentrato sul percorso storico e culturale della Cisl e della Fai attraverso l'impiego di materiali didattici multimediali. Un percorso di apprendimento innovativo che ha visto il pieno coinvolgimento dei corsisti secondo un modello didattico partecipativo. “Se è vero che il capitale umano è considerato una variabile fondamentale per la crescita competitiva delle imprese – spiega il segretario generale Antonio Lapadula – anche per il sindacato la formazione continua dei propri quadri e delegati diventa una fondamentale leva per la crescita culturale dell'organizzazione e delle persone.

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Acque minerali

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cque sempre agitate alla Cutolo di Rionero. I sindacati scendono in campo a sostegno dei lavoratori in sciopero oramai da qualche giorno. In una nota i segretari provinciali di Uila-Uil e Fai-Cisl, Gerardo Nardiello e Antonio Lapadula esprimono tutta la loro preoccupazione in merito alla vicenda. “L'evoluzione negativa della situazione della Cutolo di Rionero in Vulture, preoccupa il movimento sindacale e dovrebbe interessare e preoccupare anche la politica e l'intera società civile lucana”. “E' davvero paradossale - continuano i due dirigenti sindacali - che nel momento in cui si pensa di aver individuato, in Regione Basilicata, un percorso teso alla risoluzione della vertenza, ci si debba convincere, un attimo dopo, che la strada da percorrere, per rendere normale l'azienda, sia ancora lunga e piena di ostacoli”. “Il sindacato di categoria (Fai-Flai-Uila) ha sempre condiviso con i lavoratori tutti i percorsi messi in atto e tutte le

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iniziative a supporto della vertenza come lo sciopero per la mancata corresponsione delle retribuzioni che, a parere di Fai e Uila, è il segnale che il progetto concordato, con il nuovo imprenditore è lontano dal poter essere realizzato”. “Lo dicemmo all'atto della firma in Regione che solo il tempo avrebbe dato le risposte ai lavoratori e al sindacato, oggi possiamo dire che la discussione va ripresa, immediatamente, e vanno messe in atto nuove e diverse strategie per salvaguardare i lavoratori e i cittadini lucani anche in merito all'utilizzo di una risorsa pubblica”. “Non servono nuovi soloni ne' improvvisati strateghi che dopo diversi e visibilissimi fallimenti cercano di recuperare credibilità, in ambiti che non sono di loro competenza, cercando solo di alimentare confusione per poter poi passare come l'Ultimo dei Moicani. “I lavoratori - concludono Nardiello e Lapadula - devono avere fiducia nell'iniziativa del sindacato ma devono stare attenti ai falsi profeti, con la consapevolezza che la situazione è difficile, ma che con il senso dì responsabilità di tutti, a partire dalla Regione Basilicata, anche questa volta riusciremo a risolvere la delicata situazione. Occorre prestare la massima attenzione alle azioni, ai programmi e alle iniziative messe in campo per far uscire, realmente, l'azienda dallo stallo in cui versa, vigilando come sempre su tutte le iniziative che verranno messe in campo per valorizzare una nostra risorsa locale, pregio e orgoglio di tutti i cittadini della nostra regione”. La nota dei due dirigenti sindacali scaturisce a seguito del mancato accordo tra l'assemblea dei lavoratori e l'amministratore di Acque Rionero. Al centro della vertenza non solo il pagamento di una parte dello stipendio ma più in generale il futuro della ex Cutolo.


Lavoro Lucano Il

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ancava solo l'ufficialità, ora c'è anche quella: la Norda, gruppo nazionale che opera da 40 anni nel settore beverage e che ha nel suo carnet importanti marchi di acqua minerale, ha acquistato la Gaudianello di Melfi. Nell'ambito di uno specifico programma di espansione, che si rivolge con particolare attenzione alle regioni meridionali, il gruppo Norda ha acquistato la Monticchio Gaudianello dalla società Acque Minerali Riunite, società controllata al 100 per cento dalla Efibanca. I dettagli dell'operazione di acquisizione sono stati resi noti dalla stessa azienda. Così un marchio storico delle acque minerali lucane passa di mano dopo una lunga gestazione. Il marchio Gaudianello si colloca al quarto posto in Italia nel comparto delle effervescenti naturali e detiene la seconda posizione nel Mezzogiorno con una forte presenza in Puglia, Campania e Basilicata. Con questa importante acquisizione il gruppo Norda entra anche nel

comparto delle acque effervescenti naturali e consolida la quota di mercato nel canale horeca (hotel, ristoranti e bar) raggiungendo il secondo posto nel mercato nazionale e il sesto nel mercato della grande distribuzione organizzata. Con l'acquisizione della Gaudianello la Norda prevede di raggiungere un fatturato complessivo di circa 105 milioni e potrà contare su ben 5 siti produttivi, 20 linee di imbottigliamento e 14 sorgenti. Numeri che consentiranno alla Norda di diventare il quinto gruppo nazionale nel mercato delle acque minerali con una quota di mercato del 6,7 per cento e quasi 800 milioni di bottiglie vendute, pari a circa 1 miliardo di litri. Per il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, “se da un lato è vero che la Gaudianello sarà ora un po' meno lucana, è altrettanto vero che entrando in un gruppo forte e strutturato come la Norda, il brand Gaudianello non potrà che beneficiarne in termini di presenza sul mercato. È un costo che siamo disposti a pagare se questo vuol dire un ulteriore sviluppo delle attività e la creazione di nuove opportunità di lavoro in un comparto che presenta notevoli margini di crescita”.

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gli effeTTi della crisi

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a crisi economica si fa sentire anche alla Ciccolella, importante azienda florovivaista e leader nel mercato dei fiori. I sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno incontrato i vertici aziendali per fare il punto della difficile situazione e valutare lo stato delle attività dei siti produttivi del gruppo, uno dei quali si trova nella zona industriala di San Nicola di Melfi. Nel corso dell'incontro l'azienda ha illustrato la situazione del settore e le difficoltà che sta attraversando a livello nazionale e internazionale. Ha illustrato, inoltre, le iniziative aziendali per il miglioramento della qualità dei prodotti, della produttività dei siti e della sicurezza sul lavoro, elementi posti alla base

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per il superamento delle attuali difficoltà. “Come sindacato abbiamo giudicato positivo questo primo incontro unitario – ha detto il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula – per costruire un corretto sistema di relazioni sindacali all'interno di una realtà ancora in crescita e di forte interesse per l'economia e per il lavoro nelle regioni di Puglia e Basilicata. Auspichiamo, infatti, che siano state poste le premesse per l'avvio del nuovo percorso di relazioni che a partire dai singoli siti produttivi, con una serie di successivi incontri, dovrà portare, a breve, al rinnovo dell'accordo di gruppo.


Lavoro Lucano Il

grave la situazione alla Campoverde di Policoro, società cooperativa agricola dedita al confezionamento e alla commercializzazione di prodotti ortofrutticoli. Ai primi di marzo si è tenuta un’assemblea sindacale dei lavoratori alla presenza dei segretari territoriali della Fai Cisl, Vincenzo Cavallo e Antonio Chiruzzi. Lo stabilimento occupa circa 70 unità tra lavoratori fissi e stagionali. L’incontro si è reso necessario a causa della grave situazione economica che sta attraversando l’azienda dovuta a diversi fattori, sia finanziari che di mercato. “Le maestranze – spiega Cavallo – non percepiscono le spettanze retributive da circa cinque mesi. Ma anche gli ultimi stipendi erano stati accreditati con notevole ritardo. Tale situazione incresciosa in cui sono finiti i lavoratori e le lavoratrici sta mettendo in grossissime difficoltà le loro famiglie in quanto sta venendo a mancare il reddito principale che consentirebbe loro di far fronte alle tante esigenze della vita”. A latere dell’assemblea hanno preso parte i nuovi amministratori della cooperativa insediatisi all’incirca una settimana fa, i quali hanno dichiarato in presenza di sindacati e lavoratori di voler continuare a portare avanti la produzione contestualmente a dovute verifiche sulla situazione finanziaria ereditata dalla gestione precedente. “Da un sopralluogo che abbiamo effettuato già da tempo nell’azienda – continua Cavallo – posso affermare tranquillamente che ci sono tutte le condizioni per poter continuare l’attività produttiva: i macchinari e le attrezzature sono perfettamente funzionanti e ben manutenzionati. Inoltre i dipendenti, ormai formati e altamente qualificati, stanno facendo grandi sacrifici, ciononostante credono e hanno voglia di rilanciare la struttura. Pertanto – conclude il segretario provinciale della Fai Cisl – siamo fiduciosi affinché la normalità possa ristabilirsi quanto prima, in modo che tra i lavoratori torni la

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serenità. Campoverde è una realtà importante nel Metapontino, non solo per il numero di occupati, ma anche per l’economia dell’indotto (soci conferitori, fornitori, imballaggi, ecc) che ruota intorno all’azienda”. L’assemblea è stata aggiornata ai prossimi giorni per una verifica più puntuale della situazione finanziaria e per incominciare a stilare un piano di rientro delle spettanze arretrate dei lavoratori. Vincenzo Cavallo

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News in breve

Revocata la protesta al consorzio di bonifica Bradano-Metaponto I lavoratori precari del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto hanno deciso di sospendere provvisoriamente la protesta in atto dallo scorso 28 febbraio per dare solidarietà alle aziende agricole colpite dall’alluvione verificatasi nei giorni scorsi nell’area jonica e metapontina. La protesta era stata indetta a causa della mancata stabilizzazione a tempo indeterminato di 36 lavoratori avventizi che operano nell'ente da 12 anni.

Comunita’ montane, stop dalla Consulta La Corte costituzionale ha ripristinato il fondo per lo sviluppo e gli investimenti destinato alle Comunità montane e ha confermato che la disciplina e il finanziamento ordinario degli enti montani sono appannaggio delle Regioni in base all’articolo 119 della Costituzione. Per il segretario della Fai Cisl Lapadula anche alla luce di questa sentenza è necessario riprendere il confronto sulla riforma regionale della governance territoriale con l'obiettivo di scongiurare eventuali problemi nell'avvio dei cantieri forestali.

Cresce il lavoro sommerso in Basilicata La Basilicata, secondo l'Istat, è la seconda regione italiana nella poco onorevole classifica del lavoro sommerso. Il 20,4 per cento delle cosiddette unità di lavoro sono nella nostra regione irregolari (riferito al 2008), un dato che classifica la Basilicata dietro la sola Calabria (26,6%) e che è superiore sia alla media nazionale (11,9%) sia a quella delle regioni meridionali (18,3%). Il settore dove è maggiormente diffuso il ricorso al lavoro sommerso è sempre l'agricoltura dove circa un quarto della manodopera è irregolare. Rispetto al 2007, rivela sempre l'Istat, in Basilicata il ricorso al lavoro irregolare è aumentato di oltre un punto percentuale.

Al via il tavolo tecnico su forestazione e Vie Blu Presso il dipartimento Ambiente della Regione Basilicata è stato istituito un tavolo tecnico per la progettazione e l’avvio delle attività di forestazione e del progetto Vie Blu. Vi prenderanno parte anche i sindacati e gli enti delegati alla forestazione. La decisione è stata assunta nel corso di un incontro che l’assessore Agatino Mancusi e il direttore generale del dipartimento Ambiente, Donato Viggiano, hanno tenuto con rappresentanti di Cgil Cisl e Uil di categoria.

Sciopero associazioni allevatori È stato sospeso lo sciopero generale del settore allevatori indetto per l'11 marzo dai sindacati nazionali di categoria. La sospensione è stata motivata con l’impegno assunto dal presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Vasco Errani, di promuovere un tavolo interministeriale con i Ministri Tremonti e Fitto sul tema dei finanziamenti al sistema allevatori.

Ferrero, al via la discussione sull’integrativo Si terrà nei prossimi giorni a Roma la riunione unitaria del coordinamento sindacale di gruppo con all’ordine del giorno la discussione e l’approvazione della piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo del gruppo Ferrero.

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La tutela sanitaria per i lavoratori agricoli FISLAF | Fondo Integrativo Sanitario Lavoratori Agricoli e Florovivaisti 00184 Roma | Via Torino, 6 Tel. 06 47 82 48 58 | Fax 06 47 82 46 03


FAI

CISL Federazione Agricola Alimentare Ambientale Industriale Italiana

Il Lavoro Lucano Fai  

Anno 11, n. 20, aprile 2011

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