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FAI CISL, PUNTA IL DITO Alla Barilla? Si vuol chiudere e il fatturato cresce

Sommario Vivere il lavoro globale locale Forestazione, dalla regione i primi fondi per gli stipendi. Locomotiva ferma non s9è creato vero sviluppo. Consorzio Agrario Regionale, chiesta la cassa integrazione. A rischio 55 lavoratori del Consorzio di bonifica del19AltaVal d'Agri. Accordo Flessibilità Ferrero. Alla Globalinazione dei Mercati occorre la Globalizzazione delle Tutele. Operai licenziati al190visud. TRS aumentano le polemiche.

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"Sulla vicenda Barilla è tempo di fare chiarezza. Lo esigon o i lavoratori e l o esige la comunità materana, stretta nella morsa di una crisi economica senza precedenti". Antonio Lapadula, segretario generale della Fai - Cisl dasilicata , risponde a Guido Barilla che nei giorni scorsi aveva fatto recapitare ai lavoratori una propria lettera in cui illustrava in dieci righe, le motivazioni alla base della cessione dello stabilimento materano. Missiva che secondo Lapadula "non aiuta certo a diradare la cortina d'incertezza che awolge la vicenda". "Barilla parla di inequivocabile mutamento degli scenari economici e di mercato per giustificare il disimpegno del grup30 da Matera. Stentiamo, però, sinceramente a comprendere iove sia la crisi - commenta Lapadula - Perché a leggere i dati iel bilancio 2004, presentato alcuni giorni fa, emerge, invece, una situazione produttiva e finanziaria che può definirsi solida". Il fatturato del gruppo è cresciuto del 7 per cento, i voluni della produzione della capogruppo sono aumentati del 3.2 per cento toccando quota 1,44 tonnellate. Sempre secondo Barilla va bene anche il mercato americano, dove il gr,uppo fa segnare un rotondo + 10 per cento, quello turco (+ 18 per cento), e si guarda con ottimismo ai mercati emergenti di Russia, Cina ed India. E per il 2005 le prospettive per la Barilla non sono affitto critiche, come ammette lo stesso Guido Barilla: crescita della redditività nei primi quattro mesi del 2005 e giro d'affari che nelle previsioni dell'azienda dovrebbe crescere del 3 - 4per cento. Una situazione talmente florida da aver spinto il gruppo parmense ad una campagna investirhenti in grande stile (oltre 100 milioni di euro) che interesserà gli stabilimenti di Cremona, Rubbiano (Pr e Foggia). "Altro che crisi - denuncia Lapadula - alla luce di questi numeri - continua- è lecito chiedersi quali siano le reali moti-razioni che spingono Barilla a disfarsi dello stabilimento di ,Ylatera. Certo non è per ragioni dettate dal mercato che Barilla fa le valigie. Un motivo in più per rinserrare le fila e respingere il mittente il piano di dismissione e le voci ufficiose di cessione Iello stabilimento ad un altro imprenditore del settore. Matera non può rinunciare ad un presidio produttivo ed occupaziona'e come la Barilla. N o n può farlo a maggior ragione in una fase Irammatica come questa perché, altrimenti rischierebbe il colasso sociale". E conclude: "La migliore delle soluzioni possibili >votata da Guido Barilla è una sola: Matera non si tocca".


VIVERE IL LAVORO GLOBALE LOCALE CELEBRATO IL TERZO CONGRESSO REGIONALE La giusta strategia che dovrebbe essere attuata al fine di garantire una crescita

La giusta strategia che dovrebbe essere attuata al fine di garantire una crescita di ampio respiro per tutte le attività appartenenti al settore primario del mercato lavorativo a beneficio dell'economia lucana, è stata resa nota nel corso del terzo congresso regionale della Fai - Cisl (Federazione agricola alimentare, ambientale, industriale) di Basilicata, tenutosi nel Centro congressi del Park Hotel. Cappuntamento congressuale, alla presenza del Segretario Generale FAI CISL e del Segretario Regionale della Cisl Nino Falotico, si è aperto sul tema "Vivere il lavoro globale, locale". La relazione del Segretario Regionale della Fai - Cisl Antonio Lapadula ha reclamato un cambiamento di mentalità della classe imprenditoriale riguardo alla scelta di investimenti in Basilicata, sostenendo le attività agricole in forte crisi con la produzione di prodotti di qualità che garantiscano un'opportuna sicurezza alimentare e un'indubbia competitività sul mercato. Il segretario nazionale della Fai - Cisl Albino Gorini,

invece, ha messo in evidenza l'evoluzione innestata nei tre sistemi produttivi rispetto al passato. Hanno, inoltre, preso parte ai lavori, il sindaco Vito Santarsiero e l'assessore regionale all'Ambiente Erminio Restaino. Lapadula ha messo in evidenza che, nonostante la


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crescita dell'economia lucana, ancora sembrano permanere disparità sulla valenza dei diritti tra gli addetti al settore agricolo, ambientale e industriale. Questione che desta preoccupazione ma che incentiva l'attuazione di opportune azioni sindacali, che sarebbero indispensabili per tutelare tutti i lavoratori. Dibattuta anche la situazione dei lavoratori della Parmalat di Atella. Il crack finanziario della Parmalat, infatti, non è altro che un primo segnale d'allarme per l'evidente incertezza lavorativa di 168 dipendenti. Questione che è stata risolta in parte, invece, ha spiegato Lapadula, nella vertenza della Barilla che prevedeva, nel suo piano industriale, la chiusura dello stabilimento di Matera. Una decisone che avrebbe lasciato per strada circa 120 operatori del settore. Con una serie di concertazioni condotte con l'azienda, si sono potute poi offrire garanzie sulla continuità lavorativa dei dipendenti. Il sistema agricolo è rappresentato da circa 5.700 lavoratori (circa il 16 per cento a livello nazionale) e con la promozione di iniziative gastronomiche (è stata menzionata la manifestazione "Sapori lucani") si potrebbero offrire garanzie per il futuro dell'economia lucana. "Bisogna puntare sulla commercializzazione - ha dichiarato Antonio Lapadula - di prodotti naturali e non geneticamente modificabili, in modo da fornire al consumatore la possibilità di acquistare prodotti a prezzi più contenuti e legati al territorio". Lo sviluppo del comparto agricolo non punta solo sulla crescita del commercio ortofrutticolo del Metapontino. "Oggi si può anche puntare - afferma Lapadula - sul distretto agroalimentare del Vulture, che verrà insediato prossimamente, che potrà rilanciare il mercato delle esportazioni verso i mercati italiani e stranieri". Sul fronte della forestazione (in cui sono impiegati circa 6.800 lavoratori), la Fai - Cisl si è impegnata nel corso dell'incontro, nel creare le condizioni per aumentare sino al tetto di 15 1 giornate lavorative per gli operai del settore: un'opportunità che

consente la crescita di investimenti nel sistema forestale. In serata, si sono tenute le elezioni per la nomina dei membri del nuovo consiglio regionale e nazionale della Fai - Cisl. Riconfermato all'unanimità,Antonio Lapadula in qualità di segretario regionale. Una scelta condivisa da tutti per fornire continuità allo sviluppo del territorio.


FORESTAZIONE, DALLA REGIONE PRIMI FONDI PER GLI STIPENDI

Una buona notizia per le migliaia di braccianti agricoli che lavorano per le Comunità Montane. Dalla Regione arrivano i primi fondi per il pagamento degli stipendi. "In attuazione del Piano di Forestazione 2005 è stata corrisposta agli Enti delegati (Comunità Montane e Province di Potenza e Matera) I'anticipazione del 50 per cento dei fondi regionali previsti. Questo consentirà agli Enti delegati, per la prima volta, di poter effettuare con regolarità il pagamento delle spettanze ai lavoratori impegnati nei progetti di forestazione in corso, interrompendo la prassi degli anni precedenti che vedeva la corresponsione degli emolumenti dopo diverso tempo dalla chiusura dei cantieri". Lo dichiara l'assessore all'Ambiente e Territorio della Regione Basilicata Gianni Rondinone. "Il Piano di Forestazione 2005 - aggiunge I'esponente del Governo regionale - contiene tre importanti obiettivi che ci impegneremo a realizzare: il pagamento regolare dei lavoratori, l'effettuazione di

almeno 10 1 giornate lavorative delle maestranze impegnate su tutto il territorio regionale, I'attivazione del tour nover per creare nuove opportunità occupazionali". Per Rondinone le attività legate ala forestazione e alla salvaguardia dei patrimonio ambientale "assumono una rilevanza strategica per lo sviluppo economico della Basilicata e delle aree interne in particolare e, pertanto, bisognerà attivare tutte le opportunità incentivanti contenute nella legislazione del settore". Di seguito, gli importi dell'anticipazione pari al 50% concessa agli Enti delegati: Comunità Montana Vulture, 1.555.244,29 euro, Comunità Montana Alto Bradano, 722.4 18,60 euro, Comunità Montana Marmo Platano, 203.290,77 euro, Comunità Montana Melandro 162.235,2 1 euro, Comunità Montana Alto Basento, 1.288.2 19,55 euro, Comunità Montana Camastra Alto Sauro , 234.925,17 euro, Comunità Montana Alto Agri 530.064,20 euro, Comunità Montana Medo Agri, 1 54.039,80 euro, Comunità Montana Lagonegrese, 808.683,29 euro, Comunità Montana Alto Sinni 1.004.2 18,63 duro, Comunità Montana Valsarmento 645.803,78 euro, Comunità Montana' Medio Basento, 293.383,37 euro, Comunità Montana Basso Sinni, 181.4 16,94 euro, Comunità Montana Colina Materana, 724.670,72 euro, Amministrazione 167.203,73 euro, Provinciale di Potenza, Amministrazione Provinciale di Matera 55 1.205,2 1 euro.


L'OPINIONE Locom'otiva ferma non s'è creato vero sviluppo

Il consuntivo stilato dalla Banca d'ltalia sull'andament o dell'economia lucana nel 2004 certifica col rigore dei numeri una condizione di stagnazione che, se non tempestivamente ed adeguatamente corretta, rischia di alimentare ulteriormente la recessione. Preoccupanti, in modo particolare, sono i dati sulla produzione industriale ( - 1.9%) e sulle esportazioni (16,9%) che, alla luce della recente crisi del polo del salotto, rischiano di risultare addirittura sottostimati, come di mostrano gli ultimi dati disponibili sulle esportazioni delle regioni italiane che classificano la Basilicata all'ultimo posto con una contrazione tendenziale nel periodo gennaio - marzo addirittura del 3 1%. Performance che ha provocato riflessi, come era inevitabile , sul mercato del lavoro. La contrazione del tasso di disoccupazione registrato nel 2004, apparentemente positivo, nasconde in realtà la fuoriuscita "forzata"dal mercato di migliaia di disoccupati cosiddetti "scoraggiati". N o n è la nostra, una sterile retorica del pessimismo contrapposta ad una altrettanto sterile retorica dell'ottimismo, come quella profusa negli ultimi anni ai massimi livelli istituzionali. E' piuttosto un esercizio di sano realismo fondato su fatti empirici circostanziati. I numeri, è noto, si possono interpretare e piegare alle esigenze di bottega, ma restano, appunto, numeri. Ed i numeri ci dicono, nella loro essenzialità, che la locomotiva lucana è pressoché ferma. E non da oggi. Che il sistema produttivo stesse arrancando l o abbiamo detto in tempi non sospetti, attirandoci, come accade a chi esercita con rigore una posizione

di critica, immeritate accuse di disfattismo. Il tempo, purtroppo, ci ha dato ragione. L'anomalia positiva di una regione che cresceva, nella seconda metà degli anni novanta, al ritmo del 3,8%ha cambiato segno e da modello di crescita accelerata siamo tornati a vestire panni storicamente consueti, quelli cioè di una terra che fatica, al pari delle altre regioni del Mezzogiorno, a tenere il passo del resto d'ltalia e d'Europa. Il fossato che ci divide dalla aree più dinamiche del Paese, tra il 2000 ed il 2003, come evidenza il rapporto di Bankitalia, si è pericolosamente allargato, nonostante la poderosa macchina programmatoria messa in piedi per dispensare il balsamo dei fondi europei. Un apparato di uomini e di prassi che ha saputo, meritoriamente, intercettare e spendere risorse, ma che è mancata nella missione più importante: trasformare le opportunità in sviluppoAlla luce di queste criticità si impone un ripensamento complessivo della cultura della programmazione che ha finora caratterizzato le politiche, di sviluppo regionale. La Cisl lucana si è assunta, ripetutamente nelle scorse settimane, l'onere di avanzare una proposta complessiva che ridisegni il ruolo della Basilicata nello scacchiere economico del mezzogiorno e ne ridefinisca la "mission" produttiva. La Basilicata ha le risorse, naturali ed umane, per risalire la china e riprendere a marciare a ritmo forzato assumendo il ruolo di avanguardia di un Mezzogiorno che può diventare propaggine europea nel grande e promettente mercato del Mediterraneo. Si tratta di saperle valorizzare ed incanalare in un percorso partecipato e condiviso di crescita e sviluppo. N o i rilanciamo l'idea di una grande alleanza tra le forze politiche, economiche e sociali della regione che pervenga alla stipula di un nuovo "patto per lo sviluppo e l'occupazione". Una proposta che è prima di tutto di metodo il cui obiettivo è quello di recuperare la concertazione come strumento di elaborazione politica e governo dell'economia. La Cisl è pronta al confronto. Nino FALOTICO (Segretario Generale CISL Basilicata)


I SINDACATI VOGLIONO IL RITIRO DEI PROVVEDIMENTI DI MOBILITÀ PER 48 LAVORATORI l

Consorzio Agrario Regionale, chiesta la cassa integrazione.

Il primo luglio prossimo si riunirà il consiglio di amministrazione per decidere. Subito dopo sarà convocato un tavolo di confronto. Si apre uno spiraglio nella vertenza del Consouio Agrario Regionale (Car) di Lucania e Taranto, ed una speranza per i 48 lavoratori dichiarati in esubero alcune settimane fa. Ieri mattina, nel corso di un incontro alla Regione presieduto dall'Assessore regionale all'Agricoltura Gaetano Fierro, i sindacati hanno chiesto al presidente del Car, Giuseppe Ditaranto, di ritirare i prowedimenti di mobilità per i 48 lavoratori in questione, per trasformarli in cassa integrazione ordinaria. Ditaranto si è impegnato a convocare per il primo luglio prossimo il consiglio di amministrazione del Consorzio per valutare la fattibilità della proposta. Nel frattempo il Car si è impegnato a pagare entro il mese di luglio una delle quattro mensilità arretrate. Nessun problema, invece, secondo quanto ha detto Ditaranto, per quanto riguarda le altre richieste avanzate dai sindacati. Cgil, Cisl e Uil, in particolare, hanno chiesto che il Car receda da ogni partecipazione in finanziarie non strettamente collegate al mondo dell'agricoltura e alle sue filiere, che venga bandita ogni forma di consulenza esterna e che, nel piano di rilancio del Consorzio venga tenuto in serie considerazione il rapporto con le banche e la posizione delle aziende debitrici. Pienamente presa in considerazione, infine, la proposta avanzata dalla Regione Basilicata, per tramite dell'assessore Fierro, di "alleggerire" il carico di esuberi, esternalizzando alcuni settori. Un processo che potrebbe riguarda-

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re in tutto una ventina di unità, tra meccanici (IO), amministrativi (7) e addetti alle vendite(3). Nel piano di rilancio aziendale, inoltre, potrebbe anche essere presa in considerazione la strada del prepensionamento volontario. Una volta risolto il problema contingente dei lavoratori in esubero, hanno puntualizzato i sindacati, si dovrà pensare ad un vero e proprio piano di rilancio del consorzio come struttura di servizio per l'agricoltura che, è stato detto, nonostante le continue calamità e la grave crisi di mercato, continua ad essere un settore trainante per I'economia lucana. Al termine dell'incontro l'assessore Fierro, che ha definit o la riunione "seria e costruttiva", ha spiegato di aver già preso contatti con i rappresentanti della Regione Puglia, riguardo alla parte Puglia - ha detto Fierro - mi ha assicurato il suo impegno.Accolgo le indicazioni provenienti dai sindacati - ha aggiunto Fierro - e attendo le comunicazioni di Ditaranto sulle decisioni del Consiglio di amministrazione". Dopo aver conosciuto l'esito della riunione del primo luglio, Fierro si attiverà "per convocare un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali e il Car".

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ADDETTI DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELL'ALTAVAL D'AGRI A rischio 55 lavoratori. I timori del segretario della Fai - Cisl regionale Il segretario generale della Fai - Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, esprime forte preoccupazione per la mancata assunzione di circa 55 lavoratori a tempo determinato , di cui 45 in modalità ciclica (7 mesi di lavoro garantiti all'anno), presso il consorzio di Bonifica dell'AltaVal d'Agri. "Il barometro delle relazioni sindacali al consorzio di bonifica - lamenta Lapadula - segna ancora tempesta e non certo per responsabilità riconducibili al sindacato che, al contrario, ha mostrato sempre massima apertura al dialogo". "Come se non bastasse la mancata liquidazione di ben tre mensilità arretrate - osserva il segretario della Fai - ad arroventare un clima già teso e ora I'atteggiamento dilatorio dell'ente che continua a tergiversare sull'assunzione di 55 lavoratori a tempo determinato. U n traccheggio irragionevole che mette a repentaglio non solo il diritto al lavoro e al

salario dei lavoratori, con le conseguenze drammatiche che possiamo immaginare per decine di famiglie, ma lo stesso awio della stagione irrigua, con il serio rischio che vengano compromesse le attività agricole dell'area". Per il segretario della Fai " è necessario agire subito per ricondurre il consorzio di bonifica ad un contegno che sia improntato al massimo rispetto dei diritti dei lavoratori e per ricomporre un corretto e proficuo quadro di relazioni sindacali".


ACCORDO FLESSIBILITÀFERRERO

Il giorno 01 Marzo 2005, in Potenza, presso la sede dell'Associazione degli industriali, tra la Ferrero S.p.A., stabilimento di Balvano, e la R.S.U., assistiti dalle Organizzazioni Sindacali FAI - CISL, FLAI - CGIL UILA UIL, rispettivamente rappresentate dai Sigg.A. Lapadula,V. Esposito e G. Nardiello, a seguito di numerosi incontri, si è raggiunta la seguente intesa. Le parti hanno preliminarmente analizzato gli andamenti e le prospettive produttive dello Stabilimento di Balano, nonché l'applicazione di quanto concordato nell'accordo del I O giugno 2003. Tale congiunta analisi ha confermato che l'impianto organiuativo della cosiddetta "POLIZZA. così come è regolata nel sopraccitato accordo, in quelli precedenti e nel vigente accordo integrativo aziendale, rappresenta un adeguato ed indispensabile strumento per rispondere tempestivamente alle esigenze tecnico/produttivo/ organiuative dello Stabilimento e ,pertanto, le parti ne hanno ribadito la piena validità. Così come previsto nel suddetto accordo del 10/06/2003, con riferimento al solo trattamento economico, le parti hanno quindi convenuto di individuare i seguenti nuoci trattamenti retributivi che, con decorrenza dal I " gennaio 2005, annullano e sostituiscono quelli analogamente convenuti nell'accordo del I O giugno 2003. Per quanto riguarda I'attività lavorativa prestata sul 17" turno del sabato, in regime di flessibilità produttiva, si prevede quanto segue: Dal I " al 3" sabato individualmente lavorato: corresponsione della maggiorazione del 20%, di quella contrattualmente prevista del 6,5% sulle otto ore effettivamente

ed interamente lavorate e di una ulteriore somma pari a Euro 23,OO lordi per ogni 17" turno individualmente,interamente ed effettivamente lavorato; Dal 4 " al 6" sabato individualmente lavorato: corresponsione della maggiorazione del 20%, di quella contrattualmente prevista del 6,50% sulle otto ore effettivamente ed interamente lavorate e di una ulteriore somma pari a Euro 27,20 lordi per ogni 17" turno individualmente, interamente ed effettivamente lavorato; Dal 7" al 10" sabato individualmente lavorato: corresponsione della maggiorazione del 20%, di quella contrattualmente prevista del 6,50% sulle otto ore effettivamente ed interamente lavorate e di una ulteriore somma pari a Euro 3 1.00 lordi per ogni 17" turno individualmente, interamente ed effettivamente lavorato. Per quanto riguarda, invece, l'attività lavorativa prestata sul 18" turno del sabato lavorato in regime di flessibilità produttiva, si prevede quanto segue: Dal I " al 3" sabato oltre alla maggiorazione contrattualmente prevista del 30%, le parti convengono di erogare la somma di ? 4 1,45 lordi per ogni 18" turno individualmente, interamente ed effettivamente lavorato; Dal 4" al 10" sabato oltre alla maggiorazione contrattualmente prevista del 30%, le parti convengono di erogare la somma di ? 4400 lordi per ogni 18" turno individualmente, interamente ed effettivamente lavorato. Al fine di riconoscere l'impegno dei singoli lavoratori alla soddisfazione delle esigenze produttive negli anni 2005 e 2006, si prevede inoltre I'erogazione di una somma una tantum di Euro 10,OO lordi complessivi, a fronte di almeno 3 sabati individualmente ed effettivaD

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mente lavorati nell'anno sul 18" turno in regime di flessibilità. La corresponsione della suddetta una tantum è legata al periodo lavorativo di riferimento di un anno, per la precisione, da gennaio a dicembre, e verrà erogata con le competenze del mese di dicembre del medesimo anno. Le parti, con riferimento ai lavoratori che effettuano l'orario giornaliero, fermo restando la corresponsione della maggiorazione contrattualmente prevista del 6,50% a fronte di 8 ore individualmente, effettivamente ed interamente lavorate di sabato in regime di flessibilità produttiva, convengono le seguenti modalità retributive: Dal I " al 6" sabato individualmente lavorato: corresponsione della maggiorazione del 20% sulle otto ore effettivamente ed interamente lavorate e di una ulteriore somma pari a Euro 23'50 lordi a fronte di otto ore individualmente, interamente ed effettivamente lavorate; Dal 7" al 10" sabato individualmente lavorato: corresponsione della maggiorazione del 20% sulle otto ore effettivamente ed interamente lavorate e di una ulteriore somma pari a Euro 27,20 lordi a fronte di otto ore individualmente, interamente ed effettivamente lavorate; Al fine di riconoscere l'impegno dei singoli lavoratori alla soddisfazione delle esigenze produttive per il 2005 e il 2006, si prevede la corresponsione, a titolo individuale, delle seguenti somme lorde una tantum complessive: Per chi ha individualmente ed effettivamente prestat o attività lavorativa in 8 sabati in regime di flessibilità, si prevede una somma complessiva pari a 37.57 ? lordi; Per chi ha individualmente ed effettivamente prestat o attività lavorativa in 9 sabati in regime di flessibilità, si prevede una somma complessiva pari a 52,49 ? lordi; Per chi ha individualmente ed effettivamente prestat o attività lavorativa in I O sabati in regime di flessibilità, si prevede una somma complessiva pari a 82.84 ? lordi; La corresponsione delle suddette una tantum è legata al periodo lavorativo di riferimento di un anno, per la

precisione, da gennaio a dicembre, e verrà erogata con le competenze del mese di dicembre del medesimo anno. Tutti gli importi indicati nel presente accordo non hanno riflesso alcuno sugli istituti contrattuali e10 di legge, diretti o indiretti di alcun genere in quanto le parti in sede di quantificazione li hanno definiti in senso onnicomprensivo di qualsiasi incidenza. Le parti. inoltre, prevedono l'attivazione di un apposito gruppo di progetto che, applicando le logiche della polivalenza e polifunzionalità nonché delle altre direttrici concordemente individuare nel paragrafo "Formazione professionale" del capitolo "Formazione" dell'accordo integrativo aziendale più volte citato, progetti e pianifichi un apposito percorso formativo per i dipendenti a tempo indeterminato dello stabilimento di Balvano. Cerogazione del corso a cura dell'azienda permetterà ai partecipanti, ottenuta la "certificazione" rilasciata dai formatori ed a fronte di successiva valutazione positiva delle accresciute competenze tecnicolspecialistiche, di ottenere il riconoscimento del quarto o del terzo livello ai sensi del vigente CCNL; si prevede che, entro il 3 1 dicembre 2006 parteciperanno ai progettati interventi formativi sedici dipendenti a tempo indeterminato attualmente inquadrati al quinto livello che, al termine del percorso sopra delineato, matureranno il 4" livello contrattuale e dieci dipendenti a tempo indeterminato attualmente inquadrati al quarto livello che, in maniera analoga, matureranno il 3" livello contrattuale. Infine le parti, in linea con quanto delineato nell'accordo del 1010612003, hanno esaminato gli assetti occupazionali dello stabilimento ed il quadro tecnico - produttivo dello stesso, accresciuto a seguito dell'investimento Pan & Cioc., dandosi reciprocamente atto che I'attuale tipologia di part -time verticale è da ritenersi superata e, pertanto, hanno confermato la possibilità di procedere, a partire dalla data odierna, alla graduale trasformazione dei contratti part - time verticale in contratti di. lavoro full - time per tutte le persone oggi in forza allo stabilimento con tale tipologia contrattuale. Per quanto non previsto dal presente verbale, le parti confermano la piena validità degli accordi 1010612003 e precedenti che qui si intendono totalmente richiamati e confermati. Infine , le parti si danno reciprocamente atto che eventuali necessità organizzative aziendali, attualmente non prevedibili né preventivabili, che dovessero presentarsi in relazione all'andamento del mercato, saranno congiuntamente affrontate e risolte in sintonia con gli accordi sopraccitati.


ALLA GLOBALIZZAZIONE DEI MERCATI OCCORRE PROMUOVERE LA GLOBALIZZAZIONE DELLE TUTELE La conclusione, a Merano, del 3" Congresso Nazionale della Fai Cisl

La Cisl e la fai awertono l'esigenza che deriva dalla globalizzazione dei mercati di compiere ogni sforzo per diffondere il proprio modello sindacale al fine di promuovere la globalizzazione delle tutele e I'emancipazione salariale. Con queste parole, il Segretario generale della Fai Cisl Albino Gorini ha concluso il 3" congresso della Federazione Agricola I A l i m e n t a r e A m b i e n t a l e Industriale (Fai). tenutosi a Merano dal 14 giugno scorso. Il Congresso, convocato nell'ambito della stagione congressuale che prepara il l Congresso nazionale della Cisl, a luglio, si è svolto all'insegna della ricerca e riprecisazione del ruolo del sindacato di fronte alle sfide globali e locali poste oggi, appunto, dalla globalizzazione dei mercati. La Fai, ha detto Gorini, è impegnata in questo campo a promuovere uno sviluppo equilibrato in cui si realizzino la dignità della persona e la partecipazione responsabile del lavoro. In questo contesto anche le organizzazioni sindacali internazionali (Ces ed Effat) di cui la Fai fa parte sono chiamate a potenziarsi. U n passaggio molto importante della vita associativa della Cisl, dibattuto durante il Congresso, è quello della contrattazione, della gestione del mercato del lavoro e della formazione, della sicurezza sociale e della previdenza integrativa, di un accordo quadro interconfederale che sia di riferimento a più moderne relazioni sindacali, una riforma organizzativa centrata sui contenuti e sui valori cui la Fai e la Cisl si richiamano. La Fai, ha aggiunto Gorini, con i suoi venti contratti nazionali articolati in molteplici set-

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tori produttivi e lavorativi, sostiene la necessità di rilanciare la contrattazione articolata sulla base di precise garanzie a livello nazionale. U n riferimento particolare è stato fatto da Gorini alla facoltà che i lavoratori pensionati possono compiere libere scelte associative di categoria o nella Fnp (Federazione N a z i o n a l e Pensionati) e alla opportunità di rimuovere anacronistiche incompatibilità tra incarichi sindacali e determinati livelli pubblici. Nel suo intervento il Segretario della Fai ha quindi richiamato la necessità di una forte politica economica nazibnaie e regionale che incida sui problemi reali del Paese ed ha sottolineato l'impegno della Federazione per la ripresa produttiva e commerciale nel settore in cui opera l'organizzazione, per la tutela ambientale e per la sicurezza alimentare, denunciando, tra l'altro, la mancanza di efficaci strategie d'impresa soprattutto nella trasformazione alimentare e la necessità di sviluppare un'agricoltura competitiva e multifunzionale. Concludendo il suo discorso, Gorini si è riferito al quadro politico nazionale sostenendo, tra l'altro, che contro le incertezze delle riforme continuamente proclamate sotto le bandiere di un liberismo strumentale, occorre realizzare una sicurezza sociale della persona garantita da una previdenza pubblica efficiente e rispettosa di tutti in tutte le realtà del Paese. I lavori del Congresso si concluderanno in tarda serata con l'approvazione di una mozione sulle linee indicate dal Congresso e l'elezione della nuova dirigenza della Federazione e dei delegati al Congresso nazionale della Cisl.

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OPERAI LICENZIATI ALL'OVISUD L'azienda fa parte del gruppo Eurovo. I sindacati:"Prowedimento senza alcuna motivazione di ordine economico". A 13 addetti della fabbrica di Senise inviate le lettere di chiusura attività

E' un'estate calda quella che si preparano a vivere alcuni lavoratori dell'area sud. O più precisamente gli operai della "Ovisud" di Senise che sono stati messi alla porta senza preawiso e. secondo i sindacati, senza una motivazione plausibile. A tredici addetti dell'azienda del

gruppo "Eurovo", operante nella pastoriaarione delle uova per i grandi gruppi alimentari quali Ferrero, Parmalat e Barilla, ieri sono state inviate le lettere di licenziament o per chiusura dell'attività. "Una smobilitazione senza alcuna motivazione plausibile di ordine economico" precisa il segretario generale della Fai - Cisl Basilicam, Antonio Lapadula. "Il gruppo Eurovo - rammenta Lapadula - è leader nel mercato europeo delle uova, degli ovoprodotti e degli ovoderivati e lo stabilimento di Senise, unico presidio produttivo del gruppo nel menogiorno, non ha finora evidenziato segnali di crisi produttiva". Ma non so1o.A detm dei sindacati le prospettive facevano pensare a un andamento positivo. "Le prospettive

facevano pensare addirittura ad un imminente rilancio aggiunge il sindacalista - E, invece, è arrivata, inattesa, la doccia fredda del licenziamento". Un comportamento che i segretario della fai - Cisl giudica inspiegabile nella sostanza ed arrogante nella forma.Si tratta senza meni termini di un atto di protervia che fa strage dei diritti e della dignità dei lavoratori, ai quali, in caso di mancata marcia indietro da parte dell'azienda, non potranno nemmeno essere garantiti gli ammortizzatori sociali vista la dimensione d'impresa". Un motivo in più, secondo Lapadula, per agire subito e

con risolutezza: "Chiederemo alla Regione Basilicata annuncia il segretario della Fai - Cisl - la convocazione immediata di un incontro con i responsabili dell'azienda per comprendere le motivazioni, sempre che ve ne siano, che hanno spinto il gruppo Eurovo ad una decisione così repentina e drastica. La Eurovo dovrà rendere conto ai lavoratori e al sindacato del perché di una scelta così irragionevole che rischia di far sprofondare nel dramma della disoccupazione decine di famiglie ed impoverire una delle aree più marginali e sofferenti della regione".


TRS,AUMENTANO LE POLEMICHE Se ne è discusso nell'assemblea popolare di Cisl e fai che si è tenuta nel centro del Marmo - Platano

Possibile I'insediamento di un'azienda di distruzione di pneumatici esausti a Balvano. Continua a provocare polemiche il possibile insediamento di un'azienda di distruzione di pneumatici esausti, la TRS, in un'area attigua allo stabilimento della Ferrero, nell'area industriale di Balvano. Dopo le prese di posizione dei giorni scorsi del problema se ne è parlato nell'assemblea popolare Cisl e Fai (la federazione che organizza le industrie alimentari) che si è tenuta nel centro del Marmo - Platano. All'assemblea sono intervenuti Antonio Lapadula, segretario della Fai - Cisl Basilicata e Nino Falotico, segretario generale della Cisl Lucana. Falotico ha ribadito che I'insediamento dell'azienda, seppure legittimo giuridicamente, è inopportuno poiché l'area industriale di Balvano è individuata, nell'ambito della programmazione regionale, come vocata allo sviluppo di una filiera nel settore dell'industria alimentare. Cisl e fai hanno espresso la necessità che venga fugato ogni dubbio sulla compatibilità ambientale dello stabilimento industriale in fase di insediamento. Inoltre, nell'assemblea, si è reso noto che, fatte le opportune verifiche sul nuovo impianto della TRS (Tyres Recycling Sud), sarebbe in ogni caso utile e opportuno che lo stabilimento di distruzione dei pneumatici, trovas-

se collocazione in un'area industriale diversa da quella di Balvano, delocalizzando il sito produttivo in uno dei numerosi lotti ancora liberi delle aree industriali gestire dall'Asi di Potenza. All'assemblea è intervenuto anche il vice sindaco di Balvano che ha proposto la convocazione di una conferenza di servizio per affrontare gli aspetti di legittimità politica, giuridica ed ambientale. La proposta per Cil e Fai, è perseguibile purché la stessa si realizzi a "bocce ferme", cioè sospendendo i lavori di cantiere che nel frattempo sono stati awiati.


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Il Lavoro Lucano Fai