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IL TEATRO DELLE

balene

FRANCESCO FACCIA


IL TEATRO DELLE

balene


I

n casa tutti si stanno preparando. La famiglia Rosmarino è in grande fermento.

Papà Nando ha deciso di andare a teatro perchè questa sera ci sarà lo spettacolo delle balene e per portare tutta la famiglia userà il suo furgoncino. Lucetto il figlio più piccolo è entusiasta, a lui le balene sono sempre piaciute moltissimo e andare a questa rappresentazione è un sogno che finalmente si realizza...


Ăˆ

una serata stupenda e i Rosmarino sono puntuali come orologi svizzeri. Ci sono proprio tutti: Il papĂ Nando, la mamma Fulvia, il nonno Remo, la nonna Maude, Lucetto, sua sorella Carlotta e in fine Teo sempre attaccato al suo telefonino e completamente indifferente a tutto quello che lo circonda.


I

l teatro Ê bellissimo, tutto decorato in oro e in broccato, la platea è già affollata di persone eleganti e distinte.


I Rosmarino sono meravigliati da tanta bellezza e non fanno altro che girarsi e rigirarsi osservando e commentando ogni cosa.


l

a sala è ormai piena. Lo spettacolo però non è ancora incominciato.

Lucetto è impaziente e incomincia a brontolare. “Stai calmo Lucetto” lo rassicura la mamma, “Non è facile far entrare delle balene in teatro, ci vuole il suo tempo”. “C’è da stare attenti!” dice sorridendo il padre, “Se una di quelle dà una brutta codata, addio siamo tutti fritti!” “Forse non si esibiranno, magari hanno paura di farsi vedere e hanno deciso di rimandare” esclama malignamente Teo tra un messaggino e l’altro. “No! non è vero! Le balene non hanno paura di nulla! Sono coraggiose loro” si rabbuia Lucetto, che incrociate le braccia esprime il suo disappunto.


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edendo Lucetto così insofferente, Carlotta propone un gioco per distrarre un po’ il suo impaziente fratellino.

“Facciamo che chi trova più persone che assomigliano ad animali vince, ok?” “E va bbbbene…” sbuffa Lucetto non troppo convinto e comincia per primo. “Forse quello…ah no, assomiglia a una teiera, quello nemmeno, pare più uno spazzolino, quella neppure assomiglia ad una caramella. Uffa non ne trovo nessuno!” Dichiara deluso Lucetto. “ Ehi quello sembra un cane e quell’altro pare una giraffa!” Si entusiasma invece la sorella “Oh! quello con gli occhiali poi è davvero incredibile pare proprio un pesce!” Lucetto è sempre più incontenibile, ma ecco che finalmente le luci si abbassano, il sipario incomincia ad aprirsi, tutti in sala si ammutoliscono, e aspettano...


“E

ccole finalmente!” esclama qualcuno. Tutta la folla mormora di soddisfazione nel vedere finalmente i cetacei apparire sul palco. Lucetto, istintivamente afferra il braccio della mamma visibilmente inquieto. “Non ti preoccupare sono finte, non ti fanno nulla” lo tranquillizza accarezzandolo la mamma. “A me non sembrano tanto finte” commenta Lucetto per nulla convinto. Sono enormi e bellissime e allo stesso tempo spaventose per la loro imponenza. Le balene si muovono e danzano con eleganza mentre emettono suoni che sembrano canti. Il pubblico rimane come ipnotizzato di fronte a loro, ne coglie la bellezza, ne percepisce la saggezza.


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e balene entrano nell’anima degli uomini. Li fanno sorridere e sentire in pace con se stessi e con il mondo.

Ăˆ un ritorno alla semplicitĂ che affascina e lascia senza parole. Come si muovono,come nuotano, come comunicano,esse esprimono magnificamente la perfezione della natura.


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e balene continuano a danzare con armonia ed ecco che irrompono con grande fracasso alcuni scafi simili a macchine infernali trangugianti petrolio. A bordo si muovono uomini dall’aspetto piratesco che urlano contro le balene. Dall’alto del bastimento più grande, un capitano urla il suo nome e indica con un gesto di morte le povere creature marine.

“Sono il Capitano Branchia Nera! E quelle creature mi spettano di diritto!”


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alla nave iniziano a fioccare fiocine e arpioni di ogni genere, le balene cadono meste sotto i colpi dell’uomo. Grida e canti di dolore si levano dalle povere bestie, che accorrono in aiuto dei compagni feriti. Il pubblico in sala è atterrito, gli spettatori assistono impotenti alla fine delle bellissime balene. Guardano senza far nulla la distruzione di una specie antica e meravigliosa


U

n piccolo balenottero rimane solo con la sua mamma, i pirati lo vedono e puntano su di lui, ormai gli sono addosso. “Scappa! Vieni! Per di qua, scappa!” Lucetto è in piedi sul suo seggiolino e continua a gridare a squarciagola: “Scappa per di qua!” Per un attimo il tempo sembra fermarsi, gli spettatori, i pirati, le balene, tutti si bloccano. Poi un’ enorme ondata come creata dal nulla, si riversa dal palcoscenico sulla platea che comincia velocemente a riempirsi d’acqua.


L

a gente colta di sorpresa si aggrappa ai seggiolini strappati dalla corrente impetuosa.

Il caos si impadronisce della sala. Tutti i presenti stupiti dall’improvvisa inondazione si mettono in salvo come possono. “Ma da dove arriva tutta quest’acqua?” Ognuno se lo chiede meravigliato e pensa “Che sia un effetto speciale riuscito male, forse si sono rotte le tubature o forse qualcosa di magico?”.


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ccade poi qualcosa che lascia veramente a bocca aperta: le Balene si lanciano anch’esse nella platea, scavalcando alcune navi baleniere che si ribaltano. “Sono vere!” Urla Lucetto “Sono vere!” Alcuni pirati cadono in mare altri escono anch’essi dal palcoscenico all’inseguimento dei magnifici animali. L’animazione è grande.


L

a famiglia Rosmarino non perde tempo e assieme ad altri spettatori mette insieme una specie di zattera di fortuna.

Lucetto è furioso, le balene che tanto ama stanno soffrendo. Si alza in piedi e si rivolge ai compagni di barca “Non possiamo permettere a questi pirati del mare di continuare questa ingiustizia!” urla “Dobbiamo darci da fare e salvare le balene,chi è con me?!” La risposta è unanime e tutti rispondono all’appello. L’acqua aveva trascinato fuori dai sotterranei ogni sorta di oggetto, tra cui anche antichi bauli contenenti costumi di vecchi spettacoli e attrezzature varie.


I

difensori capeggiati da Lucetto se ne impadroniscono e danno vita all’esercito piÚ strambo e colorato che si sia mai visto.

Lucetto ora indossa il costume di Garibaldi e con il coraggio di un vero generale , impartisce ordini alla retroguardia. Carlotta al suo fianco abbigliata da Calamity Jane lancia il suo lazo a difesa dei cetacei, mentre la mamma in abiti da WonderWoman medita il da farsi .


Il nonno e la nonna in divisa nordista guidano la cavalleria in sella alle balene, ed ecco che il papà in calzamaglia rossoblu con una grande P rossa sul torace, svolazza per il teatro trasportando in salvo i cetacei feriti. Teo invece ha trovato il baule di Robin Hood e intrappola chi può nella foresta di Sherwood che comincia velocemente a riempirsi d’acqua.


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on mancano poi altri personaggi di ogni genere pronti a dare manforte, c’è persino re ArtÚ con i Tre Moschettieri.

Tutti sono uniti nella difesa delle balene, mentre dagli spalti ancora all’asciutto volano oggetti di ogni genere sulle navi nemiche. Gli stessi musicisti contribuiscono con i loro strumenti, trasformando viole e violini in archi e le asticelle in frecce. Le forze unite si rivelano efficaci ed i pirati iniziano ad indietreggiare. Sembra davvero fatta, ma qualcosa di inatteso sta per cambiare nuovamente le sorti della battaglia.


I

l portone del teatro forte e robusto non è in grado di resistere a tutte quelle sollecitazioni e cede alla pressione dell’acqua.


Tutti coloro che sono presenti nel teatro vengono risucchiati fuori dalla corrente e riversati per le strada. L’acqua allora forma come un fiume compatto che percorre le vie della città . La battaglia continua dunque attraverso strade e piazze coinvolgendo chiunque capiti. Il flusso arriva fino al mare, le balene sono le prime a toccare l’acqua salata.


I

l capitano Branchia Nera però non lascia loro il tempo di fuggire, una rete ha già intrappolato un piccolo che viene con fatica issato a bordo. Le fiocine volano ed impediscono alla madre di avvicinarsi. Lucetto e gli altri assistono impotenti. Ma ecco che un’ onda enorme alta almeno trenta metri si leva dal mare, fa sobbalzare il piccolo fuori dalla nave, poi si avventa contro questa e la spinge lontano con una tale violenza da farla arrivare dall’altra parte del pianeta. La mamma e il suo piccolo e le altre balene sono finalmente salve. Il pubblico può finalmente tornare a casa. E i pirati ? I pirati oggi vivono in pace sull’isola di Pasqua dove coltivano bellissime margherite.


Le balene entrano nell’anima degli uomini. Li fanno sorridere e sentire in pace con se stessi e con il mondo. Ăˆ un ritorno alla semplicitĂ che affascina e lascia senza parole.

Il Teatro delle Balene  

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