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PORTFOLIO

FABRIZIO SIANO


PORTFOLIO ARCHITETTURA FABRIZIO SIANO Via della Ricostruzione 40/r Muggiò (MB), Italia +39 338 616 7777 arch.fabrizio.siano@gmail.com


Central Library - Openbare Bibliotheek Amsterdam


Via Montenapoleone, Milano


INDICE

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CURRICULUM VITAE

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CONCORSO / AAA - ARCHITETTI CERCASI

PROGETTO DI UN CO-HOUSING CON CO-WORKING INTEGRATI CERNUSCO SUL NAVIGLIO - 2016

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POLITECNICO DI MILANO STUDENT HOUSING

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STAZIONE FERROVIARIA DI PIACENZA

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TESI / R3: REFURBISHMENT - REUSE - REVERSIBILITY

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INTERNI

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GRAPHIC DESIGN

PROGETTO DI UNA RESIDENZA PER STUDENTI PER IL POLITECNICO DI MILANO LECCO - 2010

PROGETTO DELLA NUOVA STAZIONE FERROVIARIA DI PIACENZA CON SPAZI PER IL TERZIARIO PIACENZA - 2011

RECUPERO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA MILANO - 2015

VILLA PER VACANZE STRESA - 2016


Collaborazione - Studio MOM - Architettura e Ingegneria - MB Novembre 2016 - Ottobre 2016 Stage formativo / collaborazione - Studio Geom. Claudio Caiffa - MB Marzo 2015 - Oggi Stage formativo - Arch. Angelo Cappelletti - MB Novembre 2012

Fabrizio Siano

Costruire in legno - Xlam FAF - OAF

Grandi Opere e piccole cittĂ Istituto nazionale urbanistica

Involucro edilizio Politecnico di Milano

Restauro architettura contemporanea Restau IUAV e Politecnico di Milano

SKILLS CONOSCENZE INFORMATICHE: Autocad Photoshop Sketchup Allplan (BIM) Microsoft Office

Artlantis Studio InDesign Illustrator Revit Archicad

LINGUE: Italiano Inglese

Spagnolo

Madrelingua


Modular Random Voltage Generator: Make Noise Wogglebug Schematics


SPAZIO IN +

CONCORSO / AAA ARCHITETTI CERCASI CERNUSCO SUL NAVIGLIO - 2016

L'area dell'ex Garzanti si presenta come una sfida interessante. Posizionata pochi minuti a piedi dal centro storico del Comune, occupa una posizione di snodo cruciale, a cerniera tra diversi paesaggi urbani, in particolare produttivo e agricolo. L'area è localizzata tra il parco della Martesana ed un'area produttiva di L'a eccellenza che sta attraversando una fase di dismissione e trasformazione. La presenza di numerose infrastrutture ne accentua il carattere strategico e le garantisce un'alta accessibilità, ma al contempo ne attenua la desiderabilità ponendola in una posizione di relativa "momentanea" marginalità. Agire sull'area dell'Ex Garzanti è quindi senza dubbio un'azione non di poca Agi risonanza. E' anzi un luogo dalla cui progettazione e reinterpretazione molto può variare a livello di equilibri urbani. Scegliere la direzione di progetto è di conseguenza azione cruciale e che Sceglie determina una precisa visione futura per un pezzo non trascurabile di città in termini di dimensioni e rilevanza. Modificare la destinazione d’uso del lotto da industriale a residenziale può realmente tradursi in un'importante occasione per tutta la città. L'area si presenta come la testa di un futuro possibile nuovo sviluppo dell'area produttiva. Uno spazio in più per tutta la città. Connettere le aree di maggiore interesse e mitigare gli elementi che Connet impattano negativamente sull'area sono quindi le prime azioni macro che sono state predisposte. A livello di progetto specifico sull'area si è voluto realizzare questo cambiamento attraverso l’insediamento di un nuovo progetto dell'abitare che si sviluppa in connessione stretta con altre due dimensioni fondamentali dell'esperienza quotidiana, il lavoro e la socialità, ricercando un dialogo con l'esistente pur con nuove logiche di relazione. Da un'analisi dei maggiori drivers che caratterizzano l'attuale contesto socio-economico e politico, sono emerse quindi alcune necessità che portano a riconsiderare le forme tradizionali dell'abitare ricercando piuttosto una nuova sintesi capace di integrare la residenza con servizi innovativi. E' in questo framework di ricerca che si è insistito sul tema del lavoro legato alla residenza, riconsiderandolo nella sua accezione più ampia: "lavoro" nel senso di tutte quelle attività che stimolino e contribuiscano all'espressione anche creativa del singolo individuo. Residenza, servizi per la città e lavoro sono stati di conseguenza gli elementi su cui il progetto si è fondato e sviluppato.


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CONTESTO / SERVIZI / COLLETTIVITA’

Partendo da un'idea e riferimenti classici dell'abitare cooperativo, si è quindi ricercato un elemento nuovo capace di integrare risposte diversificate per far fronte a bisogni sempre più complessi e dinamici. L'elemento nuovo che è stato individuato è uno spazio dinamico dalle caratteristiche funzionali e tipologiche flessibili, nato con lo scopo di adeguarsi all'esigenze dei singoli utenti. Caratteristica principale e unica, in comune a tutte le sue successive declinazioni immaginate, è la sua natura "condivisa". L'elemento si concretizza, infatti, come uno "spazio in più" che si accosta e si integra con conc l'esperienza dell'abitare fornendo l'opportunità ai futuri utenti di sviluppare attività in condivisione con altri residenti, semplici lavoratori o fruitori occasionali dell'area. Le nuove forme e relazioni che si creano da questo mix hanno generato la morfologia del masterplan. Le funzioni della residenza, del lavoro e dei servizi pubblici, sono state solo parzialmente definite, garantendo di base un ricco mix funzionale che caratterizza sia gli spazi pubblici che quelli privati, lasciando però in seguito alla creatività degli individui la sua definizione finale. Quello che si sviluppa è una nuova configurazione della socialità interna

agli edifici (residenza e lavoro) e esterna, negli spazi pubblici. Come nel disegno degli spazi esterni anche all'interno dell'edificio il progetto punta ad incentivare il più possibile gli scambi e le iterazioni tra gli abitanti. Un sistema di circolazione principale garantisce l'accesso e la distribuzione ai diversi piani, ma si affianca ad un altro sistema parallelo che connette solamente gli spazi comuni dedicati alle unità abitative. Questo secondo sistema si configura come il fulcro degli scambi tra gli abitanti. Chi abiterà qui avrà quindi a disposizione un ulteriore spazio collettivo in più dove condividere e scambiare i propri interessi e le proprie passioni. Questo sistema di collegamenti non è tuttavia separato dal sistema principale che connette anche gli spazi dedicati al lavoro ed al terziario. A loro volta questi spazi dispongono di 'spazi in più' da condividere tra i diversi utenti, anche se svolgono diverse attività. Questi spazi ospitano funzioni come sale d'attesa o riunione o spazi per la stampa e l'archiviazione a seconda delle esigenze espresse dagli utenti. In questo modo si favoriscono gli scambi e le iterazioni e si ottimizzano consumi, risorse e spazi.


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DISTRIBUZIONE / SOCIAL HOUSING / CO-WORKING


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POLITECNICO DI MILANO STUDENT HOUSING

PROGETTO DI UNA RESIDENZA PER STUDENTI PER IL POLITECNICO DI MILANO LECCO - 2010


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MASTERPLAN


Nell’area di progetto, è richiesta la progettazione di una residenza per cento studenti del Politecnico di Milano a Lecco che comprenda servizi quali residenze, spazi culturali e didattici, servizi ricreativi oltre che di supporto, gestionali ed amministrativi. Il primo step è stato la riqualificazione della zona destinata a mercato locale, sviluppandola lungo un percorso di rampe con lieve pendenza che permettono di colmare il dislivello presente da via Antonio Ghislanzoni verso la ferrovia. Questo percorso occupa circa 4000 mq dell’area di progetto, e comprende le piazzole attrezzate per i venditori ambulanti oltre che vaste zone verdi, pensate in modo da valorizzare tale area. I due edifici preesistenti invece, verranno riqualificati e adibiti a zone ricreative e di svago in modo tale da offrire un punto di aggregazione tra gli utenti della zona residenziale e la cittadinanza. L’obiettivo progettuale è quello di creare una residenza privata che faciliti la vita studentesca e che sia facilmente accessibile dalle diverse aree della città. Si è scelto di progettare un unico edificio che accorpi in sé tutti quei servizi utili e indispensabili per i residenti. La costruzione è stata posizionata longitudinalmente rispetto all’area di progetto, ossia risulta parallela ai due edifici da riqualificare. I volumi che costituiscono questa costruzione sono sostanzialmente due corpi allungati che vanno ad intersecarsi; quasi a volere riproporre i due edifici antistanti ma con la torsione di uno dei due.

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CONTESTO / INVOLUCRO / COPERTURA La residenza presenta tre piani fuori terra e uno seminterrato realizzato sfruttando il dislivello presente sul lato di nord-ovest. Questa disposizione permette di avere parte del piano interrato ma con i locali rivolti a nord-ovest dotati un ingresso vetrato che si affaccia su una grande piazza, delimitata ai lati da due gradinate le quali riportano al livello zero dell’edificio. L’involucro esterno dell’edificio è stato realizzato con pannelli Trespa Meteon in tre diverse tonalità di grigio. Il piano terra risulta interamente vetrato grazie all’utilizzo di un rivestimento con vetro applicato che permette di rendere lo stesso effetto visivo di una vetrata e al tempo stesso mantenere l’opacità dei muri perimetrali in quei locali in cui non era possibile dare permeabilità visiva come servizi e locali tecnici. Nel corso della progettazione, si è ritenuto opportuno considerare la copertura, raggiungibile attraverso le due scale e gli ascensori, posizionati in entrambi i lati dell’edificio, come un ulteriore luogo di aggregazione e svago. Si è deciso quindi di rendere l’intera superficie praticabile, con zone a verde intensivo sfruttabili dalle utenze durante i periodi piu caldi dell’anno. La copertura è inoltre percorsa da un pergolato in acciaio il quale, guardando il prospetto dell’edificio, segue l’andamento irregolare della scocca esterna, oltre che richiamare il suo materiale. Al fine di garantire diverse attività di svago, sono stati posizionati, all’estremità dell’edificio, due palchetti, con antistanti gradinate. Al centro della copertura si trova un grande lucernario, dotato celle fotovoltaiche integrate nei vetri. Questi compongono dei moduli a shed apribili i quali, durante il periodo estivo, oltre a permettere il ricambio dell’aria, ottimizzano il rendimento dei pannelli fotovoltaici, migliorando l’angolo di incidenza solare.


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SPAZI INTERNI / DISTRIBUTIVO Il blocco centrale dell’edificio è occupato da un grande e luminoso open-space centrale che sviluppandosi attraverso tutti i piani trasmette un forte senso di unità all’edificio nonostante le sue notevoli dimensioni. Questa soluzione permette, invece, di avere fin da subito una visione complessiva dell’ interno dell‘edificio. Lo spazio centrale ospita principalemente soggiorni comuni e aree destinate alle attività collettive o di gruppo, dove gli studenti potranno riunirsi e spendere il loro tempo libero. Ad attorniare questo grande spazio a tutt’altezza vi sono le camere per gli studenti, oltre che tutti i servizi di cui è dotata la residenza. Al piano terra sono presenti due ingressi, uno a sud-est e l’altro a sud-ovest; su entrambi i lati dell’edificio sono posizionati una serie di alloggi: camere doppie, camere singole per i disabili e un mini-appartamento per due persone. mini-appa

Sono inoltre presenti, lungo il lato dell’entrata, diversi locali per i servizi amministrativi e gestionali (segreteria, uffici, archivi). Al piano primo si trovano una serie di camere doppie, posizionate come a piano terra, che delimitano l’open-space. In corrispondenza della sala biliardo vi è una piccola palestra con due grandi vetrate che si affacciano all’esterno. Il secondo piano possiede lo stesso schema distributivo di quelli precedenti; le camere sono disposte lungo i due lati andando a chiudere lo spazio a tutt’altezza. Verso sud-est, in corrispondenza della palestra del piano primo, si trova la mensa, accessibile a tutti e dotata di una cucina comune, avente diversi piani cottura, oltre che una grande dispensa.


PIANO COPERTURA

PIANO SECONDO

PIANO PRIMO

PIANO TERRA

PIANO INTERRATO

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TECNOLOGIE COSTRUTTIVE / BLOWUP


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STAZIONE FERROVIARIA DI PIACENZA

PROGETTO DELLA NUOVA STAZIONE FERROVIARIA DI PIACENZA CON SPAZI PER IL TERZIARIO PIACENZA - 2011


Il progetto si occupa della riqualificazione dell’area della vecchia stazione ferroviaria di Piacenza che si colloca immediatamente a ridosso della cintura dei viali realizzati sul tracciato delle mura demolite tra il XIX° e il XX° secolo. Questa posizione la rende facilmente accessibile sia dal centro citta che da gran parte delle periferie di prima espansione. Attualmente l’area risulta essere uno dei luoghi di maggior concentrazione e di previsione di crescita ma, nonostante la prossimità al centro città, le caratteristiche funzionali e morfologiche del contesto riflettono una condizione che in molti casi puo essere definita di marginalità e di degrado. L’edificio è stato progettato valutando tutte le caratteristiche funzionali e tipologiche che assicurino un rapporto diretto con il contesto urbano, facilitando al massimo l’accesso ai treni e favorendo l’interscambio tra le diverse modalità di trasporto. Ciò significa moltiplicare e rendere più invitanti gli accessi su entrambi i lati. La riqualificazione si è focalizzata nella realizzazione di uno spazio pubblico fluido e continuo su entrambi i lati che migliorasse la qualità della vita urbana e dei viaggiatori. La stazione è stata concepita come uno spazio estremamente permeabile, completamente vetrata in modo da dare un senso di continuità tra le attività esterne ed interne e ricollocando le attività di interfaccia dei passeggeri al fine di rendere più fluide le differenti operazioni, come l’acquisto dei titoli di viaggio, l’attesa negli spazi di sosta e relax, superando la concezione della classica della sala attesa angusta. Sono stati inseriti numerosi spazi commerciali e di servizio rivolti sia all’utenza ferroviaria che all’utenza cittadina in modo da rendere il nuovo complesso un polo attrattore per Piacenza. Si ottiene così una radicale trasformazione di significato e di funzioni dei percorsi destinati all’attraversamento dei binari, oggi utilizzati esclusivamente per accedere ai treni, collegati per lo più unicamente alla hall del fabbricato viaggiatori e destinati quindi ad un’utenza specializzata: si tratta oggi di spazi con connotazioni meramente funzionali, senza qualità, spesso percepiti come insicuri e ostili, anche per la presenza di forti barriere architettoniche. Tali percorsi devono essere intesi come spazi urbani di connessione tra i due lati dello scalo e, quindi, tra le parti di città attualmente separate dal fascio dei binari. Tali funzioni sonoassicurate da strutture in elevazione. Risulta infine oramai irrinunciabile un adeguamento funzionale delle condizioni di accesso ai binari, attraverso percorsi verticali meccanizzati, per consentire il raccordo con il piano-città su entrambi i lati dello scalo e per raggiungere il piano dei binari. Quest’ultimo, necessariamente migliorato, attraverso il rialzo e ampliamento dei marciapiedi affinchè miglio l’attesa e l’accesso al treno siano più confortevoli.

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LA STAZIONE

SUD - OVEST

NORD - EST

STAZIONE


IL PONTE

NORD - OVEST

SUD - EST

PIANO TIPO DISPARI

PIANO TIPO PARI

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R3: REFURBISHMENT - REUSE - REVERSIBILITY

RECUPERO E RIFUNZIONALIZZAZIONE DELLA FACOLTÀ DI MEDICINA VETERINARIA MILANO - 2015


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FLUSSI / CONCETPLAN / MASTERPLAN

Il primo passo per trasformare l’area in un polo attrattore cittadino ed integrarla al meglio con il quartiere, è quello di eliminare le barriere tra il nuovo Campus e la città, permettendo di sfruttare la permeabilità dell'impianto "a padiglioni" e restituire la permeabilità fisica e visiva ora impedita. L' abbattimento del muro perimetrale permette di garantire dei nuovi flussi d'utenza che attraversino il lotto, sia in direzione nord - sud che in direzione est - ovest. In seguito, è stata realizzata una matrice dei possibili collegamenti tra gli edifici, con una particolare attenzione agli ingressi esistenti, e tra gli spazi esterni. pa La trasfromazione delle attuali bocche di lupo, sfruttando le facciate risolte degli edifici, in piazze ipogee permette la creazione di un sistema di collegamenti semi - privato tra gli edifici del campus. In tal modo si attuerebbe una seprazione degli spazi utilizzando le differenze di quote per rendere determinate aree accessibili solo a determinate categorie di utenza. Al tempo stesso, negli spazi del piano interrato, che prima sarebbero risultati poco luminosi, verrebbero insediati i servizi comuni delle residenze universitarie, permettendo di destinare l’intero piano terra alle camere e raddoppiare così permet l’offerta di posti letto.

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DISTRIBUTIVO Attraverso l’eliminazione del muro perimetrale e grazie all’ampliamento dei marciapiedi, che costeggiano il lotto lungo le vie Ponzio e Celoria, è stato possibile creare quei collegamenti visivi tra il nuovo Campus e la città, invogliando i cittadini ad attraversare l'area, piuttosto che aggirarla come avviene con la configurazione dello stato di fatto. A richiamo delle utenze, gli edifici dotati di un maggior affaccio sui fronti stradali, sono stati completamente destinati a funzioni commerciali e di ristorazione. Pertanto, l'utenza è accompagnata all'interno dell'isolato in un percorso che prevede l'assegnazione della maggior parte dei piani terra, ed in alcuni casi, degli interi edifici alle funzioni pubbliche, per poter integrare il più possibile la vita degli studenti con la vita dei residenti.

Per le funzioni collocate al piano interrato, sono state realizzate delle aree ipogee di pertinenza, come ideali prolungamenti esterni degli edifici. Il nuovo mix funzionale, caratterizzato quindi, da spazi per il terziario ed il co - working, laboratori didattici, piccoli spazi commerciali, servizi per la ristorazione, oltre che dalla funzione principale di campus universitario, permette di rendere la zona popolata anche in assenza degli studenti. L’area assume, quindi, la dimensione di polo attrattore per il quartiere, fruibile da persone di ogni età, durante tutte le ore del giorno e tutti i periodi dell’anno, fornendo servizi che possano interessare l'intera comunità e rispondere alle sue diversificate esigenze.


Svago

Residenza

Hypogeum level

Amministrazione

Servizi didattici

Servizi d’ufficio e co-working

Ground level

Utenza esterna Utenza Campus

Ristorazione

Esercizi commerciali

Upper level

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TRASPARENZA Il nuovo intervento di ampliamento si è dovuto confrontare con il vincolo di conservazione delle facciate originali. Come conseguenza, sono sorte due importanti esigenze: una a lungo termine, riguardante la reversibilità dell'intervento in caso di successivo cambio di destinazione d’uso dell’immobile o di esigenza di ripristino dei valori originali; l’altra a breve termine, inerente la necessità di trasparenza del nuovo prospetto per permettere, comunque, la visione della facciata storica retrostante.

PROGETTO


STATO DI FATTO

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PIANO PRIMO

PIANO RIALZATO

PIANO INTERRATO

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TECNOLOGIE COSTRUTTIVE È stata, dunque, utilizzata “l’architettura del ponteggio” come soluzione più idonea, data l’elevata flessibilità compositiva e la possibilità di completa rimozione, grazie alla intrinseca caratteristica di temporaneità dei ponteggi. Le chiusure, invece, sono state concepite interamente vetrate, a formare una serra solare che avesse la duplice funzione di migliorare la qualità energetica dell'edificio ed, al tempo stesso, di dare maggior respiro ai locali prospicienti. Tramite la rimozione dei serramenti esterni, nuovo e vecchio si fondono senza soluzione di continuità al piano ipogeo, con l'integrazione dei nuovi spazi agli esistenti. Ai piani superiori, invece, la separazione viene mantenuta, e la serra diventa prolungamento esterno dei locali comuni, utilizzabile, durante quasi tutto l’arco annuale dagli utenti, come terrazza affacciata sulla sottostante piazza.

Sempre in accordo con il tema della reversibilità e non invasività dell’intervento, come descritto nei precedenti capitoli, si è deciso di realizzare i soppalchi interni con un sistema a ponteggi misto, utilizzando le tecnologia a tubi e giunti e multidirezionale. Le murature interne portanti, alle quali i soppalchi si aggrappano, dividono i “moduli camera” in due gruppi: uno da due elementi e uno da cinque.


SCHEMA STRUTTURALE SERRA

SCHEMA STRUTTURALE SOPPALCO

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SCHEME DESIGN / STUDIO ENERGETICO / IMPIANTI

INVERNO

Devono essere previste tre unità di trattamento aria: una a servizio dei locali comuni dei piani terra e primo, una a servizio delle funzioni collettive del piano interrato, ed una a servizio delle camere. Ad esse è demandato il compito di garantire i ricambi orari necessari, oltre a provvedere al riscaldamento/raffrescamento degli spazi comuni, ed alla umidificazione /deumidificazione di tutti i locali, compresi gli alloggi privati. Tali unità possono essere abbinate a recuperatori di calore per limitare le dispersioni per ventilazione, migliorando ulteriormente le prestazioni energetiche. Il riscaldamento/raffrescamento degli alloggi è garantito da un impianto a pannelli radianti che, rispetto all'impianto centralizzato ad aria, permette un controllo diretto da parte dell’utenza, garantendo un maggior comfort ed, al tempo stesso, evitando sprechi dovuti ad eventuali periodi di funzionamento in assenza di persone. I pannelli sono alimentati da una pompa di calore, adibita anche alla produzione di acqua calda sanitaria, che potrebbe esser collegata a sonde geotermiche, inserite nelle vicine piazze ipogee durante le operazioni di sbancamento.

Nelle mezze stagioni, gli oscuramenti mobili della serra hanno una percentuale di inclinazione variabile a seconda del mese, per ottimizzare gli apporti solari introdotti nel sistema. Le condizioni di comfort interno possono essere garantite senza l’ausilio degli impianti di condizionamento, ma solo con il corretto utilizzo dell’impianto di ventilazione meccanica e l’impostazione delle adeguate percentuali di oscuramento. È dunque, possibile spegnere l’impianto di riscaldamento già ad inzio aprile ed accenderlo alla prima settimana di novembre. L’impianto di rafrescamento è pressochè inutile fino all’ultima settimana di giugno e può essere spento già dopo la prima decade di settembre.

PRIMAVERA - AUTUNNO

Durante il periodo estivo gli oscuramenti mobili della serra hanno una percentuale di inclinazione massima, per minimizzare gli apporti solari introdotti nel sistema inoltre vengono attivati anche gli oscuramenti interni a veneziana presenti nell’edificio. Il raffrescamento e la deumidificazione dei locali comuni è demandato ad un impianto ad aria centralizzato affiancato all’impianto a pannelli radianti a pavimento che si occupa del raffrescamento degli alloggi privati. Il sistema di ventilazione meccanica funziona in regime notturno, con ricambi orari maggiori nelle ore serali per sfruttare le minori temperature dell’aria esterna ed asportate il calore in eccesso. Nel periodo estivo, i serramenti esterni della serra e i serramenti interni tra serra e locali comuni rimangono aperti, attivando una ventilazione naturale per alleggerire il carico termico interno. ESTATE


INTERNI

VILLA PER VACANZE STRESA - 2016


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GRAPHIC DESIGN / VINILI


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“Music is liquid architecture, Architecture is frozen music� Johann Wolfgang von Goethe


Arsenale , Venezia

Siano Fabrizio Portfolio Architettura  
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