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PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM DELLA PROVINCIA DI MODENA

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maggio 2018 - NUMERO 13 ANNO II

IMMOBILIARE

Buona partenza per il residenziale, ma il resto stagna ETICHETTATURA ALIMENTARE

Novità e sanzioni salate per chi maneggia alimentari CASA

Costituita Confappi della provincia di Modena ROTTAMAZIONE BIS

Come e quando aderire 1


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Il Punto

P

Ultimo anno di consiliatura, serve una svolta di concretezza

er oltre trenta Amministrazioni di altrettanti Comuni modenesi - dieci dei quali, a partire dalla città capoluogo, hanno più di 15 mila abitanti – è cominciato l’ultimo anno di consiliatura. Questi primi quattro anni sono stati connotati da alcuni tratti comuni: l’instabilità economica che ha accentuato le difficoltà soprattutto del piccolo commercio, un Patto di Stabilità che ha ridotto la capacità di spesa degli enti periferici, una mole di burocrazia unita a grane giudiziarie che ha frenato la possibilità di vedere concretizzati progetti attesi dalle comunità, una delinquenza che ha minato il senso di sicurezza collettivo. Più in generale, a tante amministrazioni, anche a causa di un quadro denso di incertezze, è mancato lo slancio necessario a costruire un chiaro orizzonte, di respiro, nel quale potessero

riconoscersi cittadini ed imprese. Tanti progetti sono rimasti in mezzo al guado o addirittura finiti in soffitta. Tanti percorsi riformatori non sono stati nemmeno delineati. Tante urgenze rimangono da affrontare. Tante azioni sono da completare o almeno da istruire. Questo spiega, molto probabilmente, perché dal mondo delle quasi 5 mila imprese che Confcommercio e Famiglia Artigiana Modenese rappresentano salga con forza da tempo una richiesta di concretezza. Un appello che facciamo nostro, perché le Amministrazioni uscenti, nessuna esclusa, affrontino il rush finale della consiliatura mettendo in porta il numero più ampio possibile di gol. Con grande pragmatismo, quello che alimenta ogni sana attività imprenditoriale. I temi sul tappeto sono gli stessi da anni. Pensiamo a quello delle infrastrutture, con assi viari

o semplici caselli autostradali che attendono da decenni di essere potenziati. In tanti Comuni è indifferibile un piano di manutenzione straordinaria di strade e piste ciclabili, che in troppi casi sembrano essere state bombardate. È necessario, nei prossimi mesi, portare a casa da Roma il via libera al potenziamento degli organici delle Forze dell’Ordine. Così come vanno definitivamente sciolti i nodi relativi a progetti di riqualificazione e rifunzionalizzazione importanti, come quello per l’ex ospedale Sant’Agostino e per il comparto dell’ex Amcm. Allo stesso tempo va data un’accelerata al percorso di recupero dei centri storici colpiti dal sisma del 2012. E poi bisogna che ci sia più coraggio sul tema delle fusioni tra comuni, un tema su cui la nostra Provincia è maglia nera in Regione. Dodici mesi possono sembrare pochi, ma noi crediamo siano un lasso di tempo sufficiente per dare una svolta di concretezza. Massimo Gandolfi Direttore Generale di Confcommercio Modena

PERIODICO DI INFORMAZIONE DI CONFCOMMERCIO FAM MODENA Edito da M.I.A. S.r.l. Reg. Trib. di Modena n° 13/2016 del 28/07/2016 ISSN 2531-4904 Stampa Tipografia TEM Modena Direzione, redazione e amministrazione Via Antonio Begarelli, 31 - Modena Telefono 059.7364211 E-mail: info@confcommerciomodena.it www.confcommerciomodena.it Direttore editoriale Giorgio Vecchi Direttore responsabile Alberto Crepaldi Impaginazione grafica Fabrizio Annovi In redazione: Alberto Crepaldi Hanno collaborato: Isabelle Abram, Andrea Alessandrelli, Cristina Baraldi, Giordano Borghi, Maurizio Brama, Loretta Camol, Belinda Fava, Massimo Ferrari, Daniela Marongiu, Vincenzo Milazzo, Domenico Scalzo, Stefania Teggi, Foto Vignoli

LE SEDI SUL TERRITORIO

BOMPORTO Piazza Roma, 3 059 7364171

MARANELLO FIORANO FORMIGINE Piazza Falcone Borsellino, 29 Spezzano 059 7364681

CARPI Via Mazzini, 5 059 7364511

MIRANDOLA Viale 5 Martiri, 11 059 7364811

CAVEZZO Via Cavuor, 20 059 7364831

PAVULLO Via Ortigara, 2 059 7364611

FINALE EMILIA Via Mazzini, 1/F 059 7364851

PIEVEPELAGO P.zza V. Veneto, 29 059 7364731

MODENA Via Begarelli, 31 059 7364 211

SASSUOLO P.zza M. Partigiani via Rocca,1 059 7364651 SERRAMAZZONI Via Roma, 7 059 7364741 SESTOLA 1 Piazza Torre, 1 059 7364751

SESTOLA 2 Corso Umberto I, 74 059 7364711 SOLIERA Via Matteotti, 20 059 7364151 VIGNOLA Via Trento Trieste, 1 059 7364011 ZOCCA Via M. Tesi , 1165 059 7364111

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Economia locale INDAGINE SULL’ANDAMENTO DELL’IMMOBILIARE NEL 1° TRIMESTRE

Immobiliare, 1° trimestre con il segno più solo per le abitazioni

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ono partite discretamente le vendite di abitazioni nel 2018, che, dopo una chiusura in positivo del 2017 (+7% sul 2016), inanellano, nel primo trimestre, un ulteriore +2,5% sull’analogo periodo dello scorso anno soprattutto grazie a immobili usati e ristrutturati ed in virtù di tassi di interesse sui mutui che rimangono ai minimi storici. Continuano a non dare segnali di risveglio il mercato degli uffici e quello dei capannoni artigianali, mentre quello dei negozi e dei capannoni industriali di grandi dimensioni segnala una debole inversione di tendenza. Ed è degno di nota un rallentamento del trend di riduzione dei prezzi delle abitazioni, che durava da almeno cinque anni. E’ questo, in sintesi, il quadro che emerge dalla consueta indagine sul mercato immobiliare, relativa al primo trimestre, condotta da FIMAA-Confcommercio su un panel di agenzie della provincia di Modena. Il settore residenziale continua a dare segnali di vitalità, seppur in modo non così forte come era avvenuto a cavallo tra il 2016 e il 2017 e le compravendite crescono, nei primi tre mesi, di circa il 2,5% nel confronto con lo stesso periodo del 2016, mentre i prezzi subiscono un calo, che si attesta in media attorno all’1%: per la prima volta dopo almeno un quinquennio di riduzioni di prezzo, le quotazioni rimangono dunque pressoché invariate. Nella città capoluogo il costo delle abitazioni nuove è compreso tra i 2.200 euro/mq per le zone periferiche e i 3.000 euro/mq per il centro storico, mentre per le abitazioni ristrutturate si va dai 2.300 euro/mq per il centro a

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Raffaele Vosino

1.750 euro/mq per la periferia. Al palo risulta il mercato degli uffici: la domanda di acquisti è stata molto debole nei primi tre mesi del 2018 e, a fronte di un’offerta consistente, i prezzi degli immobili in vendita nella città capoluogo proseguono la discesa: -2% circa per i locali commerciali e fino al -3% per gli uffici. Va lievemente meglio il mercato degli affitti di negozi, in particolare nelle aree periferiche dei comuni modenesi, dove peraltro i canoni si sono sostanzialmente stabilizzati, a differenza di quelli pagati nei centri storici, che flettono in media del 2%. Il mercato delle compravendite di ca-

pannoni artigianali in provincia stagna ancora, in un quadro caratterizzato da una domanda di acquisto in ulteriore calo, a fronte di un’offerta decisamente elevata. Anche in questo segmento, dunque, prosegue la tendenza al ribasso dei prezzi, che, tra capannoni nuovi ed usati, è attorno al 2% sul primo trimestre del 2017. «Nel settore c’è moderata soddisfazione per come sta evolvendo il quadro nel comparto residenziale», commenta Raffaele Vosino, presidente provinciale di FIMAA-Confcommercio, «dove le ristrutturazioni, spinte dagli incentivi statali e come ha fatto notare l’ultimo rapporto dell’Osservatorio immobiliare di Nomisma, rimangono il principale driver del mercato, ma l’attesa ripresa sugli altri comparti stenta a concretizzarsi: l’augurio è che i lievi segnali di vivacità registrati in queste settimane, in particolare sul mercato dei negozi, possano consolidarsi anche grazie ad un auspicabile intervento del nuovo Parlamento perché venga estesa la cedolare secca alle locazioni strumentali».

Mercato delle abitazioni/negozi/uffici, città di Modena ABITAZIONI NUOVE

ABITAZIONI RISTRUTTURATE

NEGOZI

Zona

€/mq

Zona

€/mq

Zona

€/mq

Zona

€/mq

Centro

3.000

Centro

2.300

Centro

3.050

Centro

1.900

Periferia

2.200

Periferia

1.750

Periferia

1.400

Periferia

1.400

UFFICI


Il fatto del mese PROPRIETARI IMMOBILIARI, COSTITUITA UNA NUOVA ASSOCIAZIONE

Nasce Confappi Modena, associazione della piccola proprietà immobiliare

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onfappi, la confederazione nazionale della piccola proprietà immobiliare con sede a Milano, nasce anche Modena. Raffaele Vosino, imprenditore del settore immobiliare e presidente provinciale di FIMAA – la Federazione degli agenti immobiliari, dei mediatori merceologici, dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria aderente a Confcommercio - , è stato eletto alla guida della nuova Associazione provinciale, che vuole essere un qualificato punto di riferimento per la tutela specifica degli interessi dei piccoli proprietari di immobili, dei condomini, degli amministratori condominiali e immobiliari. Vosino sarà affiancato per i prossimi quattro anni da Vincenzo Milazzo come segretario provinciale e da un consiglio direttivo, così composto: Leonardo Neri (vicepresidente), Alberto Mattioli, Giovanni Mediani, Marco Ferrari, Antonino Pillitteri, Marco Lai, Roberta Boni, Franco Buontempi, Marco Rossini, Marcello Benedetti e Fabio Merciadri. Nei giorni immediatamente successivi alla formale costituzione di Confappi Modena, è cominciato un percorso di accreditamento dell’Associazione presso i Comuni modenesi: un passo necessario per vedere riconosciuto il proprio ruolo istituzionale sulle materie oggetto della propria mission statutaria. «La Confederazione, in lungo ed in largo per la Penisola, attraverso le sue articolazioni territori», sottolinea il presidente Raffaele Vosino, «sta partecipando attivamente alle trattative per gli accordi locali sulle locazioni a canone concordate, previste dalla Legge 431/1998 e questo rappresenta un primo argomento su cui svilupperemo il dialogo ed il confronto con i Comuni». Il decreto ministeriale 16

gennaio 2017 ha infatti previsto, per le attività di assistenza e attestazione, un ruolo ad hoc in capo alle organizzazioni della proprietà edilizia e dei sindacati inquilini: per accedere ai benefici fiscali previsti per i contratti d’affitto (fra cui la cedolare secca al 10%) concordato occorre una sorta di “visto”. In particolare, il Ministero delle Infrastrutture ha recentemente precisato che “per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà dell’attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla Pubblica Amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’Accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali. Ne consegue l’obbligo per i contraenti di acquisire l’attestazione in argomento, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate”. In prospettiva, Confappi Modena si strutturerà per fornire una serie di servizi, come ad esempio:

Confappi è nata alla fine del 1989, è stata riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture come associazione maggiormente rappresentativa anche ai fini degli accordi di cui alla Legge 431/98 e può contare su 42 sedi sul territorio nazionale, un centro studi ed una sede nazionale.

assistenza ai condomini; assistenza in materia di espropri, di edilizia residenziale pubblica e in materia bancaria e assicurativa; consulenze con avvocati, amministratori, fiscalisti, tecnici, consulenti assicurativi; corsi di aggiornamento professionale per amministratori di casa e condomini. L’Assemblea costitutiva di Confappi Modena ha provveduto infine ad indicare Michelangelo Barone come revisore dei conti e Andrea Alberghini, Massimo Gandolfi, Maurizio Messori quali componenti del collegio dei probiviri.

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L’intervista del mese NUOVE DISPOSIZIONE E SANZIONI IN TEMA DI ETICHETTATURA ALIMENTARE

Indicazioni su prodotti alimentari, occhio alle sanzioni Maurizio Brama

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al 9 maggio entrano in vigore alcune rilevanti novità per tutti gli operatori che ‘maneggiano’ alimentari. Entriamo nel merito dei principali contenuti delle nuove disposizioni con Maurizio Brama, responsabile provinciale dell’Ufficio Legislativo di Confcommercio Fam. Allora Brama, facciamo innanzitutto un inquadramento normativo. Le nuove disposizioni discendono dal Decreto Legislativo n. 231/2017 che contiene le norme applicative e le sanzioni relative al Regolamento UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti: in sostanza l’Italia si è così adeguata a quanto richiesto dalla normativa europea. Quali sono innanzitutto le categorie di alimenti a cui si riferiscono le disposizioni? Si tratta di alimenti sia preimballati che non preimballati. In particolare, per questi ultimi, è l’art. 19 ad elencarli puntualmente: prodotti che vengono offerti in vendita senza imballaggio (prodotti venduti sfusi); prodotti imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consuma6

tore (direttamente al banco); prodotti preimballati per la vendita diretta (c.d. preincartati); prodotti somministrati dalle collettività (ristoranti, mense, scuole, ospedali, eccetera). E quali sono, in estrema sintesi, le disposizioni di maggior interesse per le imprese? Il regime sanzionatorio per l’omessa indicazione, la conferma della disciplina del cartello con l’indicazione di tutti gli ingredienti per prodotti di gastronomia, gelateria, pasticceria e panetteria, l’indicazione di decongelato sui prodotti ma una particolare attenzione va dedicata all’obbligo di indicazione degli allergeni Mettiamoci nei panni di un ristoratore: in che modo assolve all’obbligo di indicare la presenza di allergeni? L’avviso della presenza di allergeni deve essere fornita in modo che sia riconducibile a ciascun alimento prima che lo stesso sia servito al consumatore finale. Tale indicazione deve essere apposta sul menù o registro o apposito cartello o attraverso sistemi digitali; in alternativa, sul menù o su un registro o su un apposito cartello che rimandi al personale

cui chiedere le eventuali necessarie informazioni. In tale ultimo caso sarà, però, necessario avere una documentazione scritta e facilmente reperibile dall’autorità di controllo e dal consumatore finale. Un’altra novità riguarda i prodotti decongelati... Esatto. Il comma 9 dell’art. 19 impone l’inserimento dell’indicazione di “decongelato” anche per i prodotti somministrati: in sostanza tale obbligo sussiste quando la sua omissione potrebbe indurre in errore l’acquirente, mentre sono previste una serie di esenzioni: per gli ingredienti presenti nel prodotto finale; per gli alimenti per i quali il congelamento costituisce una fase tecnologicamente necessaria del processo di produzione; per gli alimenti sui quali lo scongelamento non produce effetti negativi in termini di sicurezza o qualità. Ci faccia un esempio concreto di esenzione Tra i casi di esenzione rientrano, come ha chiesto con forza Confcommercio, i prodotti serviti dalle collettività, poiché molto spesso i prodotti decongelati sono ingredienti di un prodotto finale (es. vongole negli spaghetti) ed i cibi serviti al ristorante non sono suscettibili di successive utilizzazioni da parte del consumatore. Quali sono le conseguenze per il mancato rispetto degli obblighi di indicazione previsti? Nel caso in cui non siano rispettate le prescrizioni informative sui prodotti non preimballati, vi è un regime sanzionatorio particolarmente pesante, segnatamente: una sanzione amministrativa pecuniaria generale da 1.000 a 8.000 euro per la violazione delle disposizioni di cui all’art. 19; una sanzione da 3.000 a 24.000 euro per l’omissione dell’indicazione degli allergeni presenti nei prodotti venduti o somministrati; una sanzione da 1.000 a 8.000 euro per chi rende l’indicazione con modalità difformi da quelle previste, e che diminuisce da 500 a 4.000 se la violazione riguarda solo aspetti formali; una sanzione da 500 a 4.000 per l’operatore del settore alimentare che omette nelle fasi precedenti alla vendita al consumatore o alla collettività le indicazioni obbligatorie. Ma alcune sanzioni arrivano addirittura fino ad un massimo di 40.000 euro. Il suo consiglio? Di adeguarsi in modo preciso alla normativa perché non mancheranno certamente i controlli da parte dell’Ausl. E di rivolgersi ai nostri consulenti delle sedi sul territorio per ogni dubbio.


Bandi POR FESR 2014-2020 al via Collaboratori famigliari: quando sono occasionali Acquisto carburanti: le condizioni per poter detrarre l’IVA Contratti a chiamata: quando vi si può fare ricorso Ecobonus e cessione del credito: come funziona Rottamazione-bis: come e quando aderire

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Supplemento al periodico L’Osservatorio d’Impresa Maggio 2018 - Anno II - n°13

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Notiziario Flash

Contributi a fondo perduto per investimenti produttivi, domande dal 9 maggio Pubblicato il bando della Regione Emilia-Romagna che eroga contributi a fondo perduto del 20% della spesa ammissibile, a fronte di investimenti realizzati tramite il ricorso a finanziamenti a medio/lungo termine. Il contributo è aumentato del 5% per progetti: che prevedono un incremento occupazionale presentati da imprese femminili e/o giovanili; presentati da imprese con rating di legalità. Il contributo è incrementato di un ulteriore 10% nel caso in cui le sedi operative o unità locali oggetto degli interventi siano localizzate nelle aree montane della Regione o nel caso che i progetti siano presentati da imprese con sede nelle aree 107.3. c. L’importo massimo del contributo è di € 150.000 Euro, comprese le premialità. I progetti devono prevedere investimenti produttivi espansivi ad alto contenuto tecnologico che, attraverso un complessivo ammodernamento degli impianti, dei macchinari e delle attrezzature, siano idonei a favorire l’innovazione di processo, di prodotto o di servizio e abbiano ricadute positive su uno o più dei seguenti aspetti: miglioramento dei tempi di risposta e di soddisfacimento delle esigenze dei clienti; introduzione

di tecnologie abilitanti nei processi produttivi; riduzione degli impatti ambientali dei processi produttivi. Le spese ammissibili devono riguardare, ad esempio: impianti, macchinari, beni strumentali e attrezzature; brevetti, marchi, licenze e know how; hardware, software, licenze per l’utilizzo di software, servizi di cloud computing; opere murarie ed edilizie strettamente connesse alla installazione e posa in opera dei macchinari, beni strumentali, attrezzature e impianti; servizi di consulenza. La domanda deve essere presentata tramite applicativo informatico Sfinge 2020 nei periodi: 1° FINESTRA: dalle ore 10.00 del giorno 9 maggio 2018 alle ore 13.00 del giorno 26 giugno 2018 2° FINESTRA: dalle ore 10.00 del giorno 4 settembre 2018 alle ore 13.00 del giorno 28 febbraio 2019 Info: Ufficio Finanza d’Impresa 059.7364211 - domenico.scalzo@confcommerciomodena.it

Collaboratori famigliari, quando sono da considerare occasionali Il Ministero del Lavoro, con la circolare n.10478/2013, aveva chiarito che per i collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura e del commercio non sorge l’obbligo di iscrizione all’Ente previdenziale INPS, con conseguente versamento contributivo, qualora la loro prestazione lavorativa, realizzata a titolo gratuito, sia soltanto occasionale e quindi non abituale. E’ da considerarsi sempre occasionale la prestazione dei collaboratori familiari nei suddetti settori in presenza delle seguenti situazioni: prestazioni rese da familiare pensionato; prestazioni rese da familiare assunto a tempo pieno presso altro datore di lavoro; prestazioni rese nell’ambito quantitativo di 90 giorni nell’anno solare, ovvero ore 720/anno. Recentemente, in merito agli obblighi di carattere previdenziale nei confronti dell’INPS, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la lettera circolare n. 50/2018, ha precisato che l’indice quantitativo di 90 giorni nell’anno solare ovvero 720 ore/

anno può risultare utile anche in relazione alle collaborazioni familiari realizzate nel settore turistico. In caso di prestazione resa nell’ambito di attività stagionali, lo stesso indice andrà riparametrato in funzione della durata effettiva dell’attività stagionale. Per quanto riguarda invece la tutela assicurativa gestita dall’INAIL dei collaboratori familiari nei settori dell’artigianato, dell’agricoltura e del commercio, rimane fermo quanto precisato dal Ministero del lavoro nella lettera circolare n. 14184/2013: non sussiste l’obbligo assicurativo INAIL qualora la prestazione venga resa una/due volte nell’arco dello stesso mese e purché le prestazioni complessivamente effettuate nell’anno non siano superiori a 10 giornate lavorative. Info: Ufficio legislazione del lavoro e contrattualistica 059.7364211 - daniela.marongiu@confcommerciomodena.it

L’esperto risponde

Rottamazione-bis: come e quando aderire Dopo il successo della prima c.d. rottamazione, Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia) ha riaperto le porte della definizione agevolata anche per tutte le cartelle affidate all’agente della Riscossione entro il 30/09/2017. Tale facoltà permette al contribuente il pagamento rateale (o a scelta in unica soluzione) dei ruoli esecutivi con lo “sconto” delle sanzioni e degli interessi di mora iscritti. Per aderire, è necessario che il debitore manifesti all’agente della riscossione la sua volontà di avvalersene, presentando, entro il 15 maggio 2018, apposita dichiarazione liberamente scaricabile dal sito di Agenzia Entrate-Riscossione nella sezione modulistica. L’istanza va presentata: - direttamente allo sportello di Agenzia Entrate-Riscossione o per via telematica sul portale web; - tramite e-mail ordinaria o PEC utilizzando nel modello di definizione. In tal caso, dovrà

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essere allegata la copia del documento d’identità del soggetto richiedente la definizione agevolata. Il legislatore ha però previsto una netta separazione tra i ruoli affidati ante 2016 (escludendo le cartelle comprese nella rottamazione intervenuta l’anno scorso) ed i ruoli resi esecutivi nel corso del 2017 fino al 30/09/2017: - per la prima categoria è prevista una rateizzazione in sole 3 rate (ottobre 2018 per il 40% del carico, novembre 2018 per il 40% del carico e febbraio 2019 per il residuo 20% del carico) - per i ruoli affidati nel 2017, sono invece previste 5 rate di uguale importo nei mesi di luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019. A seguito della presentazione della domanda, entro il 30 giugno 2018 l’Agenzia EntrateRiscossione comunica con posta ordinaria o

mezzo PEC (se indicata in sede di domanda di definizione) l’ammontare e la scadenza delle singole rate, oltre ai singoli bollettini di pagamento. A seguito della presentazione della c.d. “rottamazione”, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di tale dichiarazione. L’agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili ai sensi del presente articolo, non può avviare nuove azioni esecutive ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate. Dott. Giordano Borghi Commercialista e revisore


Notiziario Flash

Cessione di carburanti e lubrificanti: mezzi di pagamento ritenuti idonei ai fini della detrazione IVA e deduzione del costo La legge di bilancio 2018, con decorrenza 1° luglio 2018, ha stabilito, ai fini della detrazione dell’IVA e della deduzione del costo per l’acquisto di carburanti per autotrazione, la condizione che la spesa sia sostenuta con mezzi di pagamento diversi dai contanti. A tal fine, con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 4 aprile 2018, sono state individuate le forme di pagamento ritenute idonee dal Legislatore: gli assegni, bancari e postali, circolari e non; nonché i vaglia cambiari e postali; i mezzi di pagamento elettronici previsti all’art. 5 del D. Lgs. n. 82 del 2005, come ad esempio l’addebito diretto, il bonifico bancario o postale, il bollettino postale, le carte di debito, di credito, prepagate. Con riferimento alla detrazione IVA anche gli acquisti di carburante per aeromobili e imbarcazioni da diporto richiederebbero il pagamento con i mezzi individuati dal provvedimento.

Le modalità sopra indicate troveranno applicazione anche nelle ipotesi in cui, sulla scorta di specifici accordi, il pagamento avvenga in un momento diverso rispetto alla cessione, come accade, ad esempio, per le carte utilizzate nei contratti c.d. di “netting”, laddove il gestore dell’impianto di distribuzione si obbliga verso la società petrolifera ad effettuare cessioni periodiche o continuative in favore dell’utente, il quale utilizza, per il prelievo, un sistema di tessere magnetiche rilasciate direttamente dalla società petrolifera. Parimenti, restano validi i sistemi, comunque denominati, di carte (ricaricabili o meno), nonché di buoni, che consentono al cessionario l’acquisto esclusivo di carburanti con medesima aliquota IVA, quando la cessione/ricarica, documentata dalla fattura elettronica, sia regolata con gli stessi strumenti di pagamento sopra specificati.

Contratti a chiamata, le condizioni per potervi fare ricorso Il lavoro intermittente c.d. lavoro a chiamata (D. Lgs n. 81/2015) è una tipologia contrattuale che risponde all’esigenza del datore di lavoro di far fronte efficacemente alle esigenze di avere a disposizione e all’occorrenza un lavoratore per prestazioni con una frequenza non predeterminabile. Il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato: per le esigenze individuate dai contratti collettivi, anche con riferimento allo svolgimento di prestazioni in periodi prestabiliti nell’arco della settimana, del mese o dell’anno; nel caso di soggetti di età inferiore a 24 anni (le prestazioni a chiamata si devono

comunque concludere entro il compimento del 25esimo anno), oppure di età superiore a 55 anni. Qualora la prima ipotesi non sia attuata dalla contrattazione collettiva, si può ricorrere al lavoro a chiamata per le attività a carattere discontinuo che sono individuate nella tabella allegata al R.D. n. 2657/1923. Il contratto di lavoro a chiamata è ammesso per ciascun lavoratore e con il medesimo datore di lavoro per un periodo non superiore alle 400 giornate nell’arco di tre anni solari, ad eccezione dei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo.

La disciplina normativa inoltre prevede che il datore di lavoro, prima dell’inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a 30 giorni, sia tenuto a comunicarne la durata alla ITL (ex DTL) competente per territorio, mediante sms o posta elettronica. Confcommercio mette a disposizione dei propri Associati il servizio “Job App”, la app che permette di adempiere, anche all’ultimo momento, con un click, all’obbligo di inviare la comunicazione all’ITL. Info: sedi Confcommercio 059.7364211 – info@confcommerciomodena.it

Ecobonus e cessione del credito, come funziona Cessione del credito non solo per gli interventi sulle parti comuni condominiali, ma anche per le opere di efficientamento energetico che riguardano le singole unità immobiliari. E ancora, per gli incapienti, ossia i contribuenti con un reddito nel 2017 inferiore a 8 mila euro, la possibilità di cedere il credito d’imposta a banche e intermediari finanziari. Sono alcune

delle novità introdotte dalla Legge Finanziaria 2018 che, fra le altre cose, prevede un fondo da 50 milioni di euro (tra il 2018 e il 2020), che offre garanzie a coloro i quali chiederanno un prestito per sostenere economicamente gli interventi di riqualificazione energetica del proprio immobile. Per tutti gli utenti che non rientrano nella cosiddetta “No tax area” è possibile cedere

(ai fornitori che hanno eseguito i lavori o altri soggetti privati, escluse banche e intermediari) soltanto la detrazione spettante per i lavori di riqualificazione, eseguiti tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021. Info: Confappi Modena - 059.7364211 vincenzo.milazzo@confcommerciomodena.it

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Asaq News LA SORVEGLIANZA SANITARIA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI

La sorveglianza sanitaria nella nuova sicurezza sul lavoro ASAQ S.r.l. é una impresa del sistema Confcommercio, nata nel 1998 e specializzata nei servizi di assistenza e consulenza alle imprese in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, ambiente e qualità. Contatti: Viale Reiter, 130 - Modena 059.212226 segreteria@asaq.it www.asaq.it

L

a sorveglianza sanitaria ha come scopo la tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa. Essa consiste nell’insieme degli atti medici rivolti alla valutazione dell’idoneità di ogni singolo lavoratore alla mansione specifica tramite l’ac-

certamento delle condizioni di salute in funzione del rischio che il lavoro comporta. Come si svolge tale sorveglianza? Sicuramente vengono effettuate visite mediche sia preventive che periodiche, eventuali esami diagnostici e strumentali, tutti rivolti a verificare che non esistano controindicazioni allo svolgimento dell’attività lavorativa a cui il lavoratore è destinato. Il giudizio di idoneità alla mansione è l’approdo finale di questo insieme di atti medici. Il datore di lavoro in base alla valutazione dei rischi nomina, se l’attività lo rende necessario, il Medico competente , ossia quel medico che deve essere in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali richiesti dal Decreto legislativo 81/08 per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti che la normativa prevede. Il Medico competente infatti, oltre a stabilire l’idoneità dei lavoratori alle mansioni, deve svolgere una serie di compiti

al fine di garantire la corretta applicazione del sistema di prevenzione infortuni. Tra le incombenze del Medico competente ricordiamo la compilazione, l’aggiornamento e la tenuta delle cartelle sanitarie per ogni singolo lavoratore, la visita degli ambienti di lavoro almeno una volta l’anno. Il Medico competente fornisce inoltre informazioni ai lavoratori e collabora con il datore di lavoro nella programmazione, pianificazione e nel miglioramento della sicurezza in azienda. E’ un ruolo fondamentale e imprescindibile per costruire un sistema di prevenzione realmente efficace e la mancanza di tale figura laddove è richiesta viene pesantemente sanzionata.

Problema? Soluzione ASAQ! ASAQ ha costituto una struttura specialistica per supportare le imprese anche in materia di sorveglianza sanitaria.

E’ da anni operativa sull’intero territorio provinciale POINT, la struttura specialistica che offre servizi di medicina del lavoro alle imprese.

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POINT è la risposta della nostra organizzazione alle richieste di aiuto Rinoscopia anteriore ; delle imprese nell’ambito degli obblighi connessi alla sorveglianza Valutazione clinica e morfofunzionale del rachide e dell’arto superiore ; sanitaria. Molteplici sono i servizi offerti: Elettrocardiogramma basale ; Visite mediche preventive, periodiche ed a richiesta del lavoratore Assunzione incarico di medico competente previsto dal Decreto nell’ambito della sorveglianza sanitaria dei lavoratori prevista dal Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche ed integrazioni ; Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche ed Stesura protocollo sanitario ; integrazioni ; Relazione sanitaria ; Visite mediche ai lavoratori nell’ambito della dimissione da rischio Sopralluogo sui luoghi di lavoro ; cancerogeno; Riunione periodica prevista dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 Visite mediche di cambio mansione nell’ambito della sorveglianza e successive modifiche ed integrazioni ; sanitaria dei lavoratori prevista dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 Consulenza nella gestione di pratiche di denuncia malattia n. 81 e successive modifiche ed integrazioni ; professionale . Rilascio del certificato di idoneità alla mansione specifica ; Audiogramma tonale con otoscopia ; Viale V.Reiter, 130 Modena Tel. 059.4824111 Fax 05924199 Test di funzionalità respiratoria ; info@poliambulatoriopointmodena.it Test ergoftamologico ;

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Dal territorio CARPI Si è svolto lo scorso 18 aprile, a Carpi, presso la sede cittadina di Confcommercio, il workshop gratuito “Mettersi in proprio ed aprire un’attività, le cose da sapere e gli errori da evitare”. Presenti, in qualità di relatori, Tommaso Leone, titolare di una serie di attività in franchising e presidente di Confcommercio Carpi, Marco Rizzardi, imprenditore del Gruppo Tecnocasa, Massimiliano Mariani, avvocato e Senior Partner LEX E.R. Associazione, Alessandro Zocca, esperto di web marketing e titolare di Globe Srl, Roberto Gaido dell’area Organization & Business Deve-

lopment per il Consorzio Fidi Cofiter. Tanti i temi affrontati nel corso dell’incontro: Alessandro Zocca ha esposto i capisaldi di una strategia di web marketing idonea ad aiutare l’attività a farsi

conoscere ed a fidelizzare la propria clientela; Tommaso Leone ha inquadrato anche da un punto di vista normativo il settore franchising esponendo pro e contro del settore; Roberto Gaido ha

presentato Cofiter come strumento di accesso al credito, entrando nel merito di temi come la propedeuticità del business plan, la concessione di credito diretto e della garanzia alla start up.

APPENNINO Si è svolto lo scorso 26 marzo a Bologna, presso la sede della Regione, l’incontro tra una delegazione di Rete Imprese Italia del Frignano e l’Assessore regionale ai trasporti e infrastrutture Raffaele Donini, nonché il dirigente ANAS Claudio De Lorenzo. Al centro del summit il tema della viabilità dell’area montana con particolare riferimento all’urgenza di mettere in campo interventi di manutenzione e potenziamento della Nuova Estense. Rete Imprese Italia del Frignano, nell’occasione, ha consegnato all’Assessore regionale e al dirigente ANAS un documento che elenca le seguenti priorità: rifacimento del manto stradale; via libera all’intervento, da tempo programmato da ANAS, di rettifica del tracciato in corrispondenza delle curve c.d. “Carrai” e “Acquabona”; allargamento della sede stradale a due corsie di marcia, o, in alternativa, realizzazione di piazzole di decelerazione per i mezzi pesanti.

MODENA Erano oltre quaranta i partecipanti al workshop gratuito, organizzato da Confcommercio Modena, che si è svolto lo scorso 15 marzo, a Modena, presso l’Auditorium di via Piave, 125 per illustrare le più rilevanti novità ed opportunità per le imprese, introdotte dall’ultima Finanziaria e da alcuni provvedimenti successivi ad essa. Le novità nella detrazione Iva, i cambiamenti sulla deducibilità del costo del carburante, le opportunità del super e iper ammortamento, la mediazione, la rottamazione-bis delle cartelle, i nuovi incentivi all’occupazione stabile sono stati i principali argomenti trattati da esperti in materia.

PROVINCIA «Parlamentari e Sindaci dei Comuni modenesi mettano in campo uno sforzo sistemico perché, come chiediamo da anni, Modena veda finalmente potenziati gli organici delle Forze dell’Ordine». Questo, l’auspicio espresso da Confcommercio Modena, in occasione dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra una rappresentanza di primi cittadini e alcuni neo-eletti in Parlamento. «Anche i recenti fatti gravi accaduti nella 12

città capoluogo», ha sottolineato Confcommercio, «confermano, semmai ce ne fosse stato bisogno, come la sicurezza sia una priorità assoluta: il contrasto a fenomeni di microcriminalità che minano sempre più il senso di sicurezza di cittadini ed imprenditori non può che passare, però, attraverso il definitivo adeguamento degli organici delle Forze dell’Ordine e dunque la correzione in corsa del piano di po-

tenziamento delle Questure che destinerebbe a Modena solo 10 uomini e addirittura a partire dal prossimo anno». «Fare squadra per mettere il pallone in rete», ha concluso Confcommercio, «deve essere il filo rosso che lega, sui temi della sicurezza, il lavoro delle Istituzioni locali e dei parlamentari: in ballo non c’è solo la credibilità di Modena ma soprattutto la necessità di dare risposta ai problemi delle nostre comunità».


Dalle categorie AGENTI DI COMMERCIO Dal 1 Luglio 2018 la “carta carburante” non avrà più nessun valore. L’acquisto del carburante dovrà essere certificato dalla fattura elettronica, quindi attraverso un pagamento tracciabile. Ad oggi non sono state emesse norme attuative, per questo FNAARC ha avviato dei colloqui con il Ministero dell’Economia e delle Finanze per far sì che l’introduzione della fattu-

ra elettronica non comporti aggravi burocratici ed economici per gli Agenti di Commercio. FNAARC ha proposto inoltre ad Enasarco la realizzazione di una tessera dei servizi che possa essere utilizzata anche per semplificare il processo dell’emissione della fattura elettronica. Per dare più forza all’iniziativa messa in campo, è stata indetta una raccolta firme

a supporto delle richieste formulate, che viene effettuata esclusivamente in maniera cartacea presso le Associazioni territoriali e avrà termine il 30 aprile.

Info: FNAARC Modena 059.7364211 - fnaarc@confcommerciomodena.it

MEDIATORI

Si è svolto giovedì 19 aprile, presso l’Auditorium Confcommercio, in via Piave, 125, a Modena, il partecipato seminario di ag-

giornamento professionale organizzato da FIMAA Confcommercio Modena. L’incontro, che ha visto la presenza del presidente nazionale Agostino Taverna e dell’avvocato Daniele Mammani, consulente

nazionale di FIMAA, che ha affrontato in particolare il tema del Regolamento Comunitario n. 2016/679 (sulla protezione del trattamento dei dati personali delle persone fisiche e sulle regole sulla libera circolazione dei dati stessi), alla luce delle novità introdotte e che entreranno in vigore il prossimo 25 maggio. Le

novità, come è stato ricordato nel corso dell’evento, sono numerose: dall’introduzione della figura del Responsabile della protezione dei dati, al diritto all’oblio, al diritto alla “portabilità dei dati”, alle sanzioni previste, che possono arrivare addirittura fino a venti milioni di euro o al 4% del fatturato annuo.

ALBERGHI «Se l’Italia aspira veramente ad essere un grande Paese turistico, deve smetterla di censurare le buone prassi ed iniziare ad imitarle». È questo il commento di Federalberghi alla decisione del Consiglio dei Ministri che ha impugnato la legge della Regione Lombardia istitutiva del codice identificativo da assegnare a case ed appartamenti per vacanze nell’ottica di far emergere il sommerso nell’accoglienza

turistica. «Auspichiamo che la Corte Costituzionale respinga senza esitazioni la richiesta del Governo e metta fine a questo interminabile gioco dell’oca, in cui lo Stato lascia campo libero agli abusivi facendosi scudo dietro la competenza esclusiva delle Regioni in materia di turismo, salvo poi intervenire per censurare l’operato di quelle Regioni che tentano di mettere ordine in questo caos», la puntualizza-

zione di Federalberghi. «Dopo la decisione del Consiglio dei Ministri», conclude l’associazione degli albergatori, «abbiamo assistito ad alcune manifestazioni di giubilo che la dicono lunga sulle reali intenzioni delle lobby che stanno lavorando con tutti i mezzi per contrastare l’applicazione di qualsiasi regolamentazione in materia di pubblica sicurezza, tutela del consumatore, equità fiscale e concorrenza leale»

PUBBLICI ESERCIZI «È una sentenza che potremmo definire pleonastica, considerando che tutti i regolamenti comunali sui dehors prescrivono l’obbligo di garantire i requisiti di sicurezza di tutte le attrezzature di cui si serve l’imprenditore, a tutela non solo dei propri dipendenti, ma naturalmente anche della clientela, come indica la Cassazione. Senza considerare, poi, il fatto che gli stessi regolamenti richiedono ai gestori di assicurare i dehors, proprio

per coprire gli eventuali danni che dovessero essere arrecati a cose o persone dalle strutture e dagli accessori, compresi dunque funghi e lampade eventualmente utilizzati. L’augurio è che questa sentenza non dia il la a discussioni con le Amministrazioni dei comuni modenesi su cosa consentire o cosa vietare per il riscaldamento degli ambienti esterni: non ne sentono bisogno soprattutto gli operatori, che chiedono invece, da

sempre, poche norme, semplici e chiare, per poter essere messi nelle condizioni di lavorare con profitto e nello stesso interesse della città, considerando l’effetto positivo che i dehors hanno sulla vivibilità delle nostre città e dei

nostri centri storici». Questo il commento di Confcommercio a seguito della recente sentenza della Corte di Cassazione che ha imposto ad un pubblico esercizio a Reggio Emilia di ancorare a terra i cosiddetti funghi.

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Iscom News AL VIA SERVIZI INTEGRATI TRA PUBBLICO E PRIVATO PER CHI CERCA E OFFRE LAVORO

Nasce anche a Modena la rete attiva per il lavoro

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Più servizi e integrazione tra pubblico e privato per potenziare l’offerta rivolta a chi cerca occupazione. La Regione Emilia-Romagna, per migliorare la qualità e l’estensione sul territorio dei servizi per il lavoro, ha deciso di ampliare i servizi e le opportunità anche formative rivolte a chi è in cerca di lavoro e la platea di soggetti che possono sostenere le persone nella ricerca del lavoro, nell’incontro tra domanda e offerta, nel servizio di orientamento e di certificazione delle competenze. Nasce la Rete attiva per il lavoro, costituita dai 38 centri per l’impiego e da 20 società private accreditate, coordinata dall’Agenzia per il Lavoro, fra queste Iscom Formazione, Centro di Formazione di Confcommercio Fam Modena. Dall’inizio dell’anno le persone disoccupate da almeno 4 mesi, che non percepiscono sostegno al reddito, possono scegliere se usufruire dei servizi offerti dal Centro per l’Impiego dove hanno effettuato l’iscrizione oppure quelli offerti da uno dei 20 soggetti privati accreditati con oltre 170 sedi operative diffuse sul territorio regionale. “Da un paio di mesi è operativa a livello Regionale la Rete Attiva per il Lavoro per rafforzare, nella complementarietà tra pubblico e privato, la qualità dei servizi rivolti a chi cerca e offre occupazione spiega il direttore di Iscom Formazione Modena Andrea Alessandrelli - Con questo sistema si vuole rispondere con efficacia, specializzazione e innovazione alle esigenze dei cittadini e delle imprese, intercettare le potenzialità di crescita e dinamismo del mercato del lavoro e favorire una nuova occupazione”. I servizi principali per il lavoro offerti da Iscom Formazione sono i seguenti: 14

• servizio di orientamento; • servizio di incontro domanda/offerta

di lavoro o consulenza per l’avvio di impresa • supporto nella ricerca di opportunità lavorative • servizio di formalizzazione/certifica zione delle competenze “Obiettivo è quello di organizzare l’offerta delle politiche attive del lavoro attraverso la definizione di standard di livello europeo – aggiunge Andrea Alessandrelli - per concretizzare il diritto delle persone di scegliere tra soggetto pubblico e privato nella fruizione delle prestazioni. E questo vuol dire assicurare tempi di risposta adeguati, qualificare i servizi offerti, le sedi e le dotazioni tecnologiche, rafforzare la capacità di agire fra pubblico e soggetti privati accreditati. Il nostro Centro di Formazione, soprattutto

attraverso i laboratori didattici, prepara, ogni anno, decine di persone su profili professionali diversi e questo consente di proporre alle aziende, con continuità, l’inserimento lavorativo di persone qualificate e specializzate”. Per accedere ai servizi per il lavoro offerti da Iscom e ricevere informazioni si può contattare la sede di Iscom Modena e chiedere di Concetta Capasso. (059.7364350 – concetta.capasso@iscom-modena.it).


Enasco News CANONE RAI, AUMENTA LA PLATEA DI SOGGETTI ESENTATI DAL PAGAMENTO

Canone RAI, cosa cambia nel 2018

A cura di Alessandra De Feo

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ista l’ampia platea interessata (praticamente tutti i contribuenti) e visto che per il 2018 sono state previste alcune modifiche a quanto stabilito in precedenza, è bene ritornare sul Canone di abbonamento Rai, facendo alcuni richiami alle normative precedenti. Il Canone Rai per uso privato è stato oggetto di modifiche a partire dalla Legge di Stabilità 2016. In base a quanto stabilito dall’articolo 1 del R.D.l. n. 246/1938 il Canone Rai deve essere versato: • una sola volta all’anno dal soggetto che abbia un apparecchio televisivo; • una sola volta a famiglia, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione. La Legge di Stabilità 2016 ha previsto la “presunzione” della detenzione dell’apparecchio televisivo nel caso di fornitura di energia elettrica nel luogo in cui l’interessato abbia la sua residenza anagrafica. Questa presunzione è stata introdotta per contrastare l’evasione dal pagamento del Canone che, negli anni scorsi, è stata molto elevata. Il contribuente, per non poter essere tassato,

dovrà dimostrare (seguendo apposite modalità) di non essere tenuto al versamento. Come è noto l’importo è variato nel tempo e da euro 113,50 è passato ad euro 100,00 nel 2016, ad euro 90,00, nel 2017 (nostro articolo di marzo 2017). Per il 2018 la Legge n. 205/2017 (Legge di Bilancio 2018), al comma 1147 dell’articolo unico, ha confermato per quest’anno l’importo in euro 90. Anche per il 2018 il sistema di pagamento del Canone, in via generale, verrà eseguito con l’addebito sulle fatture di energia elettrica da gennaio ad ottobre di ciascun anno. Come per gli anni passati, anche per il 2018 sono previste delle deroghe alle suddette regole. Il Decreto Legge del 16 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 53/2018, del 3 marzo 2018, ha esteso la platea degli esentati dal pagamento del Canone Rai. In particolare è previsto che, per l’anno 2018, venga elevata ad euro 8.000 la soglia reddituale per l’esenzione dal pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore dei soggetti di età pari o superiore a 75 anni. Si ricorda che, fino allo scorso anno, il limite di red-

50&Più è un grande Sistema Associativo e di Servizi, nato e cresciuto all’interno di Confcommercio, che offre servizi e consulenze in materia pensionistica, previdenziale, assistenziale e fiscale e opera come Patronato e Caaf Contatti: via Begarelli, 31 - Modena 059.7364203 enasco.mo@enasco.it www.50epiu.it

dito per beneficiare dell’esenzione era pari a 6.713,98 euro. È bene precisare che l’esenzione riguarda l’apparecchio detenuto nella casa di residenza dell’anziano non convivente con altre persone in possesso di propri redditi. Grazie a ciò le persone esentate dal pagamento del Canone Rai passano da 115.000 a 350.000: cosa non irrilevante vista la situazione in cui spesso i nostri anziani sono costretti a vivere. Invece, qualora le persone avessero già fruito negli anni scorsi dell’esenzione e se le loro condizioni permangono, non sarà necessario presentare ulteriori dichiarazioni. Chi invece, in passato, pur avendo le condizioni per questa esenzione, lo avesse versato, può chiederne il rimborso tramite un apposito modello disponibile anche presso gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, accompagnato dalla dichiarazione sostitutiva che attesti il possesso dei suddetti requisiti e la fotocopia del relativo documento di riconoscimento. Per saperne di più sulle modalità e i termini per l’attuazione di questa agevolazione, si dovrà attendere di leggere il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, di cui si potrà trattare nei prossimi articoli. 15


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Osservatorio d'Impresa Confcommercio Modena - maggio 2018  

House organ Confcommercio Modena

Osservatorio d'Impresa Confcommercio Modena - maggio 2018  

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