Page 25

25 500 MIGLIA TOURING 2014

nelliano preso a simbolo della storia dell’Unità d’Italia. Ma l’intero centro storico, un vero salotto ottocentesco con le stradine in acciottolato, è un cuore di pietra che batte ancora grazie ai monumenti. Ne segnaliamo soltanto alcuni ispirandoci a pagine dello scrittore, senza dimenticare, per iniziare, l’interno della Basilica, tardo rinascimentale, con il celebre polittico di Gaudenzio Ferrari nella cappella della Natività, la seconda a sinistra, e lo scurolo barocco che contiene le spoglie del santo patrono. Edificata

tra il 1577 e il 1590 su disegno di Pellegrino Tibaldi, la Basilica si pose fin dal principio come emblema della cittadinanza novarese contro la presenza, sempre più opprimente, dello Stato assoluto instaurato dagli Spagnoli. La costruzione della Cupola, accanto al campanile di Benedetto Alfieri, raccontata in Cuore di pietra, è una vera e propria avventura: infatti gli amministratori volevano «una cupola senza pretese, bassa e larga; perché il loro santo era un santo di provincia, che non aveva mai compiuto miracoli clamorosi» ma non riescono ad arginare le ambizioni architettoniche dell’Antonelli, che cambia di continuo i progetti per arrivare sempre più in alto, ma fermandosi quando i soldi finiscono, finché nel 1888 è terminata dopo essere «rimasta ferma per vent’anni a 75 metri d’altezza, aspettando che qualcuno si prendesse il disturbo di finirla». La neoclassica Casa Bossi, «la grande casa sui bastioni che guarda la pianura e le montagne lontane», è oggi al centro di un progetto di recupero dopo essere stata tra “I luoghi del cuore” del Fai più votati in Italia, grazie all’iniziativa di un Comitato d’Amore. È collocata sul baluardo Quintino Sella in posizione obliqua rispetto alla via con la facciata elegante impreziosita da colonne doriche e un frontone triangolare. Vassalli nota acutamente che «il contrasto tra Antonelli e Novara non avrebbe potuto essere più evidente. Antonelli pensava “in verticale”; i novaresi vivevano, e pensavano,“in orizzontale”: e dovettero provare una sorta di attrazione-repulsione per le opere monumentali, che lui gli proponeva e quasi gli imponeva». Così avviene al Duomo, «una chiesa medioevale, un poco malandata per il trascorrere dei secoli e bisognosa di qualche restauro. L’Architetto ordinò di demolirla e la ricostruì dalle fondamenta in stile neoclassico, con una quantità e una varietà

Rivista 2014  

La rivista della XVI edizione - 2014

Rivista 2014  

La rivista della XVI edizione - 2014

Advertisement