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Fabio Finucci

VERSO IL RISVEGLIO (DIaLOGO cOn La pROpRIa anIma)


RESPIRA

Respira....senti il battito del tuo cuore...rilassa la tua mente e tutto il tuo corpo rilassati finchè il tuo respiro non diventa lieve, dolce scendi nel tuo cuore...nel tuo cuore puro e limpido puro e limpido come sei tu! Entra nella purezza di te, sciogli ogni pensiero di indegnità e incapacità nel tuo cuore non c'è giudizio, nè tantomeno punizione quindi togliti le scarpe dei sensi di colpa, quelle scarpe lì non servono sciogli ogni attrito o barriera che tu frapponi alla tua stessa purezza essa è lì, pronta ad accoglierti, ad abbracciarti ed amarti non restare indeciso, togliti i vestiti del non sentirti all'altezza, lì entraci con la tua essenza, quell'essenza pura e trasparente come un cristallo. Non indugiare coi giudizi su te stesso, liberatene, sentiti puro e candido come un neonato credi nella purezza di te stesso, se metti barriere di giudizi, che sono solo tuoi ti sarà difficile entrare nel cristallo del tuo cuore. Nessuno ti giudica, solo tu lo fai, nessuno ti punisce, solo tu lo fai non ci sono errori, solo esperienze che arricchiscono niente e nessuno ti impedisce di entrare nel tuo cuore, di essere avvolto dal tuo stesso amore. Sciogli ogni laccio che ti impedisce di amarti, che ti impedisce di amare entra nell'amore puro e limpido quale tu sei lasciati cullare da esso e senti quanta purezza e candore c'è nel tuo cuore. Ascoltalo, ascoltati! Ti amo!


L'INDEFINITO

Eccomi a te, sono la tua anima, ti va di ascoltarmi? Sono la tua parte infinita, eterna, per la verità sono te, ma uso il linguaggio umano, per farmi capire meglio. Noi due siamo uniti e nella tua mente immagini quest'unione come un'estasi, una grande bellezza, gioia e amore che ti fa vibrare, mentre nella tua realtà non è così. Raramente lo senti, invece spesso senti come un vuoto dentro di te, specialmente in quei momenti che non hai nulla da fare, che sei solo, ti senti pervadere da un vuoto e la tua mente cerca subito di interpretarlo con i suoi mezzi e attraverso i sensi. Pensi, ecco, devo fare qualcosa, senti la necessità di colmare quel vuoto, se persiste diventa anche un po' opprimente, la tua ansia inizia ad agitarti, si, devo fare qualcosa, perchè mi sento nullo e la mente inizia a rimproverarti, beh, che fai? Stai oziando? Non puoi, devi fare qualcosa, muoviti. Allora inizi magari a stuzzicare del cibo, accendi la tv, ti metti a fare qualcosa anche se in realtà non ne hai nemmeno voglia, ma la mente ti tortura e devi accontentarla altrimenti non la smette. Quante volte durante il giorno ti succede? Cerchi sempre di colmare quei vuoti, lunghi o brevi che siano, non è vero? Beh, ecco, quel vuoto che senti sono io. Vedi, io sono come un cerchio aperto, come un buco, un foro, come lo spazio vuoto in ogni cosa e quindi lo spazio vuoto anche dentro di te, l'immensità dentro te, è questo il senso di infinità nel gergo umano. Io sono quel vuoto indefinito che tu non riesci a decifrare, ad interpretare e spesso ti opprime, ti fa sentire pressante dentro di te, sono quello spazio vuoto che tu cerchi di colmare, quel vuoto che ti agita e ti deprime a volte e perciò ti fa cercare energia ovunque, perchè in quel vuoto ti senti un po' perso, ti senti mancare la terra sotto i piedi, ed un senso di vertigine ti assale. Ricordi quella volta che facevi un esercizio per le caviglie? Ti


sollevavi in punta di piedi, hai provato a farlo con gli occhi chiusi e non riuscivi a rimanere in equilibrio, ti sbilanciavi subito, aprendo gli occhi, invece, ti riusciva meglio. Sempre al buio, ma toccando leggermente qualcosa, tipo la spalliera di una sedia, l'equilibrio era anche più stabile. Perchè al buio senza appoggi cadevi subito? Il tuo essere è immenso, è come un vuoto nell'infinito, ed il tuo “io”, la tua personalità perde subito cognizione, si sbilancia ed ha bisogno di punti di riferimento, come il vedere, o meglio ancora, un appoggio. Ecco, la tua identità è l'appoggio del tuo stesso essere, un punto di vista con cui inizia a vedere se stesso. Ed in questa tua identità ti ci sei aggrappato da tante vite e tutt'ora ti ci aggrappi; si, ti ci attacchi ogni volta che senti disagio, paura, insicurezza. Che significa aggrappartici? Significa che quando ad esempio sei solo o anche fai qualcosa, la tua mente subito va nel passato o nel futuro, nell'immagine futura, se provi a vivere nel presente non ci riesci, perchè la mente va ad accostare ogni cosa e situazione cercandola nella memoria o nell'immaginazione, fuggendo così dal “vuoto” del presente. Ecco, questo intendo per “aggrapparti”, accostando questo senso all'esercizio precedentemente descritto. In ogni istante, la mente va ad appoggiarsi a qualcosa, che sia nella memoria o nell'immagine o nel confronto e controllo. Ti sei mai accorto che la tua vita è tutto un confronto? Un confrontarti con gli altri? Passeggi e vedi una famiglia e subito pensi che tu non hai famiglia, a come sarebbe stato se avessi avuto un figlio ad esempio e questo ti fa sentire un po' inferiore; vedi una persona con una bella macchina e pensi subito che invece la tua macchina non è lussuosa ed anche questo confronto ti fa sentire inferiore. Una persona veste bene e pensi subito che ha fatto carriera, mentre tu non hai nemmeno un lavoro stabile; un'altra ha un tipo di comportamento spensierato e felice e pensi


che tu invece in quella stessa situazione ti saresti comportato diversamente, facendo un altro confronto con te stesso eppoi da questo scaturisce anche un senso di antipatia o simpatia verso quella persona. Tutto per te è un confronto! Un confronto con te stesso verso il mondo. Questo intendo per aggrapparti alla tua individualità, alla tua personalità. Ti ci aggrappi perchè ne senti il bisogno e, sentendone il bisogno nella tua individualità interpretata come corpo, ecco che ti attacchi anche ai bisogni del tuo corpo e rimani imbrigliato in questa tua convinzione. Ecco, hai un'identità, senti la tua personalità e, come in un film, vuoi vedere come va a finire. Immagini diversi finali, dal tragico al glorioso e queste immagini di te personificano la tua realtà. Si, sei come ipnotizzato da questa tua storia umana che non la lasci finchè non vedi il finale, ma proprio questo crea la tua storia, che proprio questo vedere fino alla fine la trama del tuo film/storia non ti fa uscire dai confini umani, non libera il tuo vero essere, lo tiene stretto nella sua linearità umana. ACCETTA L'INFINITO IN TE

Sei abituato a decifrare, a catalogare, a capire, a racchiudere ogni cosa o pensiero e perciò quando senti quel vuoto ti destabilizza, ti disorienta. A volte ti può causare una forte depressione, perchè questo infinito in te, ti fa sentire come “incompleto”, come “sconosciuto”, come inarrivabile e nella tua mente umana tu lo interpreti come “incapacità”, “frustrazione”, “incompletezza”. Tu cerchi sempre di interpretare questo vuoto incolmabile, questo senso di incompletezza, te lo porti sempre dietro, nel lavoro, ma non solo, si può tradurre nel voler far carriera, nel cercare di essere sempre più in alto senza riuscire mai a sentirsi però completi, soddisfatti, e così in ogni campo, negli hobby, in famiglia, nella


vita sociale ecc. Senti sempre che ti manca qualcosa nella tua vita, in te, non è così? E non parliamo poi della solitudine che ti suscita. Vorresti avere una vita piena di impegni, di soddisfazioni proprio per evitare quella paura di non riuscire a sentirti appagato che ti farebbe precipitare in quel vuoto pieno di dubbi, paure, frustrazioni, incertezze, solitudine e accenderebbero i rimproveri della tua mente. E' questo infinito in te, questo buco, questo vuoto che ti fa sentire così. Perciò oggi ti chiedo di “ACCETTARE” l'infinito in te, perchè questo infinito è parte di te. Sto usando il linguaggio umano per farti capire, perchè in effetti, non è parte di te, ma sei tu, e nemmeno così è detto bene. Non puoi decifrare l'infinito, altrimenti lo renderesti finito, non puoi comprenderlo, altrimenti lo renderesti finito, non puoi completarlo, altrimenti lo renderesti finito. Capisci cosa voglio dirti? In effetti è così che tu crei la tua vita. La materia indifferenziata viene percepita dai sensi, dal relativo, dal limitato e crea la sostanza. In quel vuoto, in quella materia indifferenziata, tu metti in moto tutte le interpretazioni di cui è capace la tua mente, la tua percezione e crei la tua vita esteriore, il tuo vissuto. Se, però, questo vuoto ti spaventa, ti opprime, di conseguenza tu lo interpreti come negatività e inizi a creare paure, dubbi, frustrazioni che si ripercuotono nella tua vita. Ecco perchè ti dico di “accettarlo” senza cercare di interpretarlo, perchè è la parte di te che non conosci e accettandola tu permetti che questa parte ancora inconscia di te diventi conscia, se cerchi di interpretarla, ti ritrovereste in quello che già sai, perchè la tua mente la cercherebbe dove già conosce, perciò non ti alzerebbe di livello. Non avere paura di me. Usando il linguaggio umano potrei dirti che è la tua anima che spinge per unirsi a te, che è il tuo divino che vuole farsi sentire,


che vuole il timone della tua vita, ma sono solo frasi umane. Si, nella tua mente questa unione tu la immagini molto diversa, come un estasi ed infatti è così, ma prima di tutto questo, tu lo senti invece come una specie di repulsione, di paura, di incertezza, perchè senti di sprofondare nell'ignoto, in un vuoto abissale, tanto è grande la tua infinità. L'infinito in te che vuole spazio, ossia la realizzazione del tuo essere eterno. Ecco perchè ti chiedo di ACCETTARMI, di accettare l'infinito in te, non ti chiedo di ascoltarmi, perchè so che se ti dico così, metterei in moto la tua interpretazione ed inizieresti a decifrarmi, a racchiudermi in qualcosa, a rendermi finito e finiresti per ascoltare non me, ma la tua mente. Accetta questa tua infinità, tu sei infinito! Ma anche così è detto male, perchè il “tu” è definizione e quindi è un controsenso, ma è solo per farti capire. Quindi, quando sentirai quel vuoto, non allarmarti, non cadere in depressione, non iniziare ad interpretare quel senso di incompletezza ,dovuta alla tua infinità, col sentirti incompleto, come se ti mancasse sempre qualcosa, andando poi alla ricerca di chissà cosa; non iniziare ad interpretare quell'ignoto, col pensarti ignorante; non interpretare quell'indefinito, col sentirti incapace solo perchè non ti riesce di decifrarlo. Accetta l'infinito in te! Abbi fiducia nel tuo essere infinito, accendi la luce della fiducia, anziché interpretarlo come un buio negativo, come un vuoto incolmabile. Ti parlo di infinito, ma più corretto sarebbe dire eterno, perchè l'idea che tu hai di infinito è quella di un divenire che non finisce mai, un crescendo continuo senza fine, ma il divenire in realtà non esiste, esiste l'essere, ma non voglio addentrarmi in termini troppo filosofici, non è questo il mio scopo, quello che mi preme dirti ora è di non avere paura di quello che senti in quei momenti, in quel vuoto c'è la mia presenza e tu la percepisci, non ti impaurire, sono io, non cercare di definirmi o di ascoltarmi, solo ACCETTAMI e mi


sentirai nel tuo cuore e trasformerò la tua paura in amore, i tuoi dubbi in certezze, l'ignoto in consapevolezza, il “tu” in “essere”, avvolgendoti come in un abbraccio. Si, come in un abbraccio, perchè quell'abbraccio simboleggia l'unione, quell'unione che è sempre stata, ma che tu non senti ancora. Ti senti separato e per questo senti paura, debolezza nel tuo essere e, come dicevo prima, questa sensazione ti fa cercare appoggi per sentirti vivo, ma questi appoggi tu li cerchi nella tua personalità, nel tuo “io”, che è figlio della separazione e più ti appoggi a questa tua “falsa” identità e più accresce in te il senso di separazione e più cresce il senso di separazione e più senti la “MANCANZA”, la mancanza di te, la mancanza di te stesso, la mancanza del tuo “vero” essere. E' questa mancanza di te, del tuo vero te, che te la fa sentire come un vuoto. Accettandomi, tu diventi presente a te stesso, senza più dover cercare appoggi nella tua mente che sono solo fughe da te stesso. PRESENZA

Ti è così difficile essere semplicemente presente a te stesso? Semplicemente ascoltarti, stare lì con te stesso senza giudicarti. Ti è difficile perchè ti copri sempre di giudizi, di condizioni; ti senti fragile, debole, indifeso, inutile, incapace e queste tue sensazioni ti fanno sempre fuggire con la mente a cercare appoggi, può essere una conoscenza più profonda, le parole consolatrici di qualcuno, un libro, o un esercizio fisico, oppure sfogarsi in qualcosa solo per riprendere quelle energie che possano saziare quel vuoto momentaneo. Tutto questo sono solo tue fughe! Fallo pure se vuoi, nessuno ti giudica, però se sei consapevole di ciò ti renderai conto che stai fuggendo da te e quella mancanza che senti riapparirà di nuovo e ancora e ancora. Ti sembrerà strano che solo la tua presenza possa colmare la


mancanza eppure è così. Ti sei mai reso conto quando fai qualcosa e sei concentrato ti riesce meglio di quando invece non lo sei e come il tempo sembra non esistere in quel momento? La concentrazione è presenza e la presenza è coscienza. Quando tu sei presente a te stesso, la tua coscienza si apre, tu permetti alla tua coscienza di aprirsi, sotto forma di intuito, di ispirazione, di consapevolezza. Tu sei coscienza, l'essenza di te è coscienza, quella coscienza senza tutti quegli attributi e giudizi che tu gli dai, coscienza pura e semplice e la presenza è semplicemente essere, essere lì. Con la tua sola presenza, la presenza pura, senza i tuoi giudizi, la vita diventa cosciente, prende coscienza, tu la ravvivi, la fai vivere. Tu sei quel “sentire” che fa vivere le situazioni, che fa vivere la manifestazione, che fa vivere la creazione. Se tu non ci sei, se non sei presente, se fuggi da te stesso, tutto quanto rallenta, si blocca, e segue il pensiero della tua fuga ossia della tua preoccupazione, della tua paura, della tua ansia, perchè la fuga risponde alla paura, alla paura di non essere in grado di.....alla paura di sbagliare.....alla paura di se stessi. Più ti aggrappi alla tua personalità e più cresce il senso di separazione dal tuo vero essere e più sei separato e maggiormente senti il vuoto tra te e me. Vivere il qui ed ora è essere presenti a se stessi, se fuggi, metti in moto il tempo, il passato e il futuro e la tua mente è brava a rovistare nel tuo passato e ad immaginare il suo probabile futuro, ma queste sono solo fughe dal tuo non accettarti così come sei, sono solo appoggi della tua personalità che si sente fragile. Metti pace dentro di te, smettila di giudicarti continuamente e sii presente a te stesso, sii presente con tutto te stesso, con tutto il tuo essere; come puoi conoscerti come veramente sei, se continui a fuggire da te? Quel vuoto che senti, quella mancanza che senti è la parte di te che non conosci, è la tua totalità che ti fa paura perchè dal tuo piccolo io non riesci a controllare e quando non riesci a controllare tu hai


paura e ti rifugi subito in quello che conosci già, in quello che puoi controllare, ossia la tua individualità umana, andando con la mente nel tuo conosciuto, nel tuo esperito. Fuggi dalla tua totalità per entrare nel tuo piccolo punto di vista umano, ma esso è quello che conosci e perciò ti fa meno paura. Non puoi controllare il vuoto perchè esso è immenso e tu non lo puoi contenere se ti credi un piccolo io, ma se questo tuo piccolo io si lascia assorbire, come una goccia d'acqua che cade nell'oceano diventa oceano, anch'esso diventa vuoto, un vuoto immenso che è anche pieno, un tutto e niente allo stesso tempo. Non avere paura di questa tua immensità, non avere paura se non puoi controllarla, se fosse possibile ciò la ridurresti al tuo limite, con la tua visione limitata, perciò puoi solo lasciarti assorbire da essa e fidarti, perchè quel vuoto è il tuo vero essere. LA FREQUENZA DELL'AMORE

E' come una frequenza a cui sintonizzarsi, una frequenza che è già dentro di te, che è sempre stata dentro di te, o meglio, che sei tu. Credi che amare se stessi o amare gli altri o semplicemente amare sia un'azione, sia un comportamento, un obiettivo, una conquista o una consapevolezza? L'amare è semplicemente aprirsi all'amore che esiste in noi, o meglio, che siamo noi, perchè è la nostra essenza, perciò è entrare in quella vibrazione, in quella frequenza e sentirla, semplicemente sentirla, esserne coscienti, lasciarsi abbracciare, avvolgere da quella frequenza. Non c'è un io che ama, che può amare, se lo fa sappiamo bene in che modo (gelosia, possesso, invidia, aspettativa….), se c'è un io che crede di amare, distrugge tale stato. L'amore è un po' una morte dell'io, è un “sentire” semplicemente l'amore e così come il comprendere, non c'è un io che comprende, c'è il sapere che scorre in te e tu, per sentirlo, lo lasci vibrare in te, ti lasci avvolgere. Non c'è un io che vive, c'è la vita che sei tu e per sentirla la lasci vibrare in te. Senti la totalità di ogni cosa, la totalità dell'amore, dell'amare, del


sapere, della vita. Se c'è un io ricadi nella distinzione, nella separazione, nella distorsione, nella disarmonia. Ogni volta che senti la tua vita pesante, sofferente, che senti uno sforzo, vuol dire che concentri la tua attenzione nella tua personalità e ne rimani ingabbiato. Liberarsi è lasciare quella frequenza più pesante ed agganciare la frequenza superiore che è già in te; è alleggerirsi di tutte quelle problematiche dell'io, di tutte quelle zavorre che ci portiamo dietro da sempre e che ci sembrano enormi ed insuperabili, mentre nella frequenza superiore si dissolvono come neve al sole, come un sogno al risveglio. La vita è come una mongolfiera, in cui per salire in alto ci pensa la fiamma della tua anima, ma tu devi sciogliere i nodi che fissano le tue zavorre. A mano a mano che sciogli le zavorre sali sempre più in alto. Ma non è facile, perchè le parole in sé non bastano, ci vuole convinzione, esperienza, devi entrare nella radice di te, altrimenti non ci si riesce. La tua mente non ci crede, ma non è vero che la mente mente, la mente vuole capire, altrimenti non ti lascerà in pace e abbasserà sempre le tue frequenze, diventerà un'àncora per te, ma capire non vuol dire comprendere quello che non può comprendere, ma comprendere che ha un limite, se la mente comprende la sua realtà, i suoi limiti, se comprende il perchè deve lasciare il posto alla fiducia, se comprende il perchè deve lasciare andare, ti lascerà in pace e tu potrai alzare la tua frequenza. Inutile fare esercizi, meditazioni per tacitare la mente o far finta di non prendersene cura, la mente, se non è convinta, non ti mollerà mai. La mente ti aiuta per andare alla radice di te, per poter sciogliere quei nodi che ti legano alle tue zavorre e volare poi libero e leggero. Non puoi essere leggero se sei in conflitto con te stesso, con la tua mente, lo sarai solo se hai trovato la tua pace interiore........poi lasciati andare nella tua essenza, ma ricordati: “Non puoi conoscere il tuo vero essere, puoi solo ESSERLO”, così come non puoi conoscere il vero amore, puoi solo esserlo.


Non sei uno che ama, sei l'amore stesso; non sei uno che sa, sei la coscienza stessa; non sei uno che vive, sei la vita stessa. Essere come totalità, senza più separazione, senza più distinzione; non più un io distinto che conosce dall'esterno, che sente dall'esterno, ma un essere “coscienza” di tutto. Esci dalla dualità, quando esci dal tuo io; entri nel Tutto, quando ti fondi con te stesso, con il tuo vero essere, ecco perchè non puoi conoscerlo, perchè nel conoscerlo rimani nella dualità, nella distinzione, e separi il Tutto e separandolo, vedrai e sentirai sempre e solo una parte; puoi solo fonderti in esso e quindi “esserlo” senza più separazione. E quando “SEI”, sei l'amore stesso, sei la vita stessa, sei “COSCIENZA”. IL SOGNO

Ricordi quel sogno che facesti giorni fa? Un sogno ricorrente, in cui ti trovavi in un luogo e cercavi la via d'uscita e sebbene pensavi che fosse facile ritrovare la via da dove eri entrato, invece tutto ti cambiava. Le porte erano diverse, nessuna delle quali era la via d'uscita, ti portava solo in un'altra stanza. Girovagavi da una stanza all'altra, alcune persone si arrabbiavano perchè entravi nei loro luoghi senza permesso, stava diventando un incubo. Poi ti svegliavi e cercavi di capire il senso del sogno, ma senza riuscire a comprenderlo fino all'ultimo di questi sogni. L'ultimo era diverso, perchè quando ti sei svegliato, oltre alla liberazione di quell'incubo, alla gioia di realizzare che era solo un sogno e non era vero niente, era diverso perchè ti accorgesti che il risveglio non era un risveglio come le altre volte che sognavi quel tipo di sogno, ma era un risveglio che in un certo senso faceva parte del sogno stesso, come un prolungamento del sogno stesso. In quel risveglio capisti che l'unica via d'uscita da quel sogno era “svegliarsi”. Da dentro il “sogno” ogni porta ti conduce in un altro luogo, ma rimani sempre dentro il sogno. Cambiano gli ambienti,


le persone, le situazioni, ma sei sempre dentro il sogno; l'unica via di uscita è “svegliarsi”, uscire dal sogno e capire così che era solo un sogno, che niente era reale e tutte quelle problematiche che si sviluppavano dentro il sogno non erano esistenti. Il “sogno” è il tuo “io umano” in cui ti identifichi, che per te è reale, ma in realtà è solo illusione, come un sogno appunto e l'unico modo di uscire da questa illusione è il “risveglio” del tuo vero essere. Da dentro il sogno non ci sono vie d'uscita, ossia non ci sono soluzioni vere, solo provvisorie, non puoi risolvere niente da dentro il sogno. Puoi viverlo bene o viverlo male, ma sei sempre dentro il sogno. Se ti concentri nel tuo “io”, se comprimi le tue energie nel tuo “io”, se ti confidi solo nella tua memoria, nella tua mente umana, rimani sempre e solo nel tuo “sogno”; troverai tante, infinite stanze e infinite porte, ma tutte ti condurranno solo in altri luoghi dentro il sogno. Se vuoi uscire dal tuo sogno puoi solo “risvegliarti” al tuo vero essere. Non pensare a “come” si fa, perchè concentri le tue energie nel tuo “io” e rimani dentro il sogno. Non ci sono indicazioni per uscirne, perchè ogni indicazione concentrerebbe solo il tuo “io”, comprimerebbe la tua falsa identificazione col tuo “io” e rimarresti ipnotizzato nel tuo sogno, incastrato nella tua prigione. Per ora è importante sapere questo, poi il risveglio verrà da sè. L'io cercherà sempre una sua via d'uscita, ogni nuova porta da aprire, ma non la troverà mai, ossia ne troverà tante, ma senza poter uscire dal sogno, perchè il “sogno” è lui stesso. Risvegliati anima mia, anima cara, io sono te, tu sei me e come in un abbraccio viviamo la nostra unione che mai è stata effettivamente separata, un unione che si realizza solo identificandoti nel tuo vero essere, perchè solo l'identificazione è vera unione, dove i due diverranno UNO.


Verso il risveglio (dialogo con la propria anima)  
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