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TORI

Tori salì i gradini di corsa fino al terzo piano, spalancò la porta di casa e la richiuse lentamente. Si girò su se stesso e nel buio più totale si avvicinò con calma alla finestra per guardare se l’avvolgibile del balcone al secondo piano nel palazzo di fronte fosse ancora abbassato. Tirò un sospiro di sollievo quando scoprì di essere in anticipo. Si prese una sedia per mettersi comodo davanti alla finestra e accese la videocamera, premette REC e nell’obbiettivo vide Ayako sul balcone che guardava fisso verso di lui. Preso dallo spavento, si scaraventò a terra rischiando di danneggiare la videocamera e gli torno l’affanno come quando salì le scale di corsa. Com’era possibile che in un lasso di tempo di neanche due minuti, fosse successo tutto quello? Com’era possibile che quella persona stesse guardando proprio verso di lui? Per un attimo pensò di aver lasciato la luce del suo appartamento accesa, quindi da fuori con il buio si poteva notare tutto, ma si ricordò di non averla accesa entrando in casa. Passarono diversi minuti prima che riuscì a muoversi. Il suo respiro tornato normale e ristabilito una certa calma corporale, sentì il bisogno di una sigaretta. Si allontanò sdraiato da sotto la finestra cercando di fare meno rumore possibile, come se quella persona dal palazzo di fronte potesse sentirlo. Arrivato vicino alla porta del bagno, una volta aperta, sgattaiolò dentro e solo allora si sollevò da terra. Vide nello specchio un profondo taglio sulla tempia destra e il rivoletto di sangue che si era formato vicino al suo occhio, dedusse che se l’era procurato tuffandosi dalla sedia. Anche in quella condizione, dopo essersi tolto la camicia, osservò compiaciuto il proprio fisico asciutto e muscoloso, pieno di tatuaggi. Da più di sei mesi spiava le abitudini di Ayako, una studentessa dell’università Imperiale di Tokyo arrivata dagli Stati Uniti nella capitale per studiare il giapponese. Tori registrava sulla videocamera tutto quello che faceva la ragazza e trasmetteva in streaming su quattro computer i video in tempo reale. Successivamente venivano memorizzati su un disco fisso. Il bilocale dove viveva, era piccolo e la maggior parte dello spazio


era occupato da oggetti ultra tecnologici e moderni. Tori era un vero e proprio mago dei computer, tablet e videocamere digitali. Aveva quattordici anni quando i suoi genitori morirono in un tragico incidente, passarono molti anni prima che si riprese da quella tremenda disgrazia. Si stabilì a casa dei nonni paterni, dei ricchissimi mercanti di spezie, che non gli fecero mancare mai nulla, compreso quel minuscolo appartamento e le cianfrusaglie elettroniche che si faceva comprare continuamente. Tori non condivideva alcune abitudini dei ragazzi della sua età, beveva poco, non fumava, ma soprattutto non s’infilava nella bocca qualche pastiglia di acido per crearsi uno sballo. A diciotto anni il nonno gli comprò una Toyota Yaris che lui non guidò mai, si rifiutò di andare a scuola guida. Oggi poco più che ventenne, l’unico mezzo alternativo alla metropolitana che usava era la bicicletta di buonanima di suo padre a cui teneva moltissimo. Gli unici vizi che aveva, oltre alla tecnologia, erano il cioccolato alla nocciola e l’acqua San Pellegrino che suo nonno comprava mensilmente presso un distributore all’ingrosso che riforniva un ristorante italiano nel centro di Tokyo. Tori mangiava e dormiva alle ore più disparate. Puntava la sveglia al mattino presto per poter spiare Ayako ancora nel suo letto addormentata. Tori si domandò perché Ayako lasciasse le tapparelle sollevate quando si coricava la sera e le abbassasse al mattino quando usciva di casa per andare all’università. Che avesse scoperto tutto e si divertisse alle sue spalle a fargli vedere qualunque cosa facesse in casa compreso girare nuda con una bottiglia di birra in mano? Qualunque fosse il motivo per cui Ayako avesse agito in quel modo, non era così rilevante per Tori. Lui voleva soltanto guardarla, ammirarla e capire chi era. La seguiva fino alla metropolitana e tenendosi a distanza di sicurezza, l’accompagnava fino al cancello dell’università. A quel punto, vagava per Tokyo riprendendo con la sua videocamera qualunque cosa lo colpisse. Dalle luci colorate dei neon alle vetrine, dalle ragazzine con i capelli rosa alle studentesse con la divisa scolastica, dal semplice movimento di una foglia mossa dal vento alla pioggia battente. Tori voleva memorizzare tutto quello che vedeva e conservarlo per sempre, era convinto che riguardando i video avrebbe scoperto dei particolari a cui normalmente non badiamo.


Tori

Il racconto non può essere pubblicato completamente perchÊ è in concorso al festival letterario di Modena.


Vasumitra

Vasumitra cambierà la vita di qualcuno‌


Ayako


Questo racconto, come già detto è in concorso al festival letterario di Modena. Diventerà un romanzo prossimamente. Ambientato tra il Giappone e gli Stati Uniti.

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