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Liberalizzazioni Farmaci cosa cambia?


Liberalizzazioni, cosa sono? Liberalizzazioni,cambia tutto. Si esprime con queste due parole la portata dei provvedimenti adottati dal Consiglio dei Ministri il 30 giugno 2006. Il pacchetto Bersani, che prende il nome del Ministro dello Sviluppo Economico che lo ha proposto, ha il merito di aver introdotto nel nostro Paese una serie di nuove norme sulla concorrenza e i diritti dei consumatori che cambiano profondamente il rapporto tra cittadino-consumatore e fornitori di servizi.

Diversi i settori interessati da questa “rivoluzione”: dagli ordini professionali ai farmaci, dalla distribuzione commerciale alla produzione di pane, dalle assicurazioni al servizio di taxi, dalle banche ai notai.Unico obiettivo: la concorrenza, quindi maggiore scelta per il consumatore. Per effetto di questo provvedimento, ad esempio, quando acquistiamo un’auto, un motorino oppure una barca non sarà più necessario rivolgersi al notaio per il passaggio di proprietà.

Oppure, potremmo chiudere un conto corrente bancario in qualsiasi momento, senza spiegazioni e soprattutto senza pagare alcuna penale. Ma non finisce qui. Nel settore dell’Rc auto, nasce la figura dell’Agente plurimandatario che offrirà un maggiore assortimento di polizze, anche di compagnie diverse, indirizzando il proprio cliente a quella più idonea.

I vantaggi sono e saranno notevoli: nel caso dei passaggi di proprietà, il consumatore beneficerà di una riduzione dei costi e dello snellimento delle procedure. Che dire, invece, della libertà del correntista di scegliere – quando e come vuole – il conto corrente più conveniente per le proprie tasche? Oppure pensiamo ad un agente assicurativo che confronterà per noi le polizze rc auto – almeno quelle che rientrano nel suo “portafoglio” – offrendoci quella più affine alle nostre esigenze.

Più opportunità, più concorrenza, più diritti. Tutto questo è una vera rivoluzione e al centro – per la prima volta – c’è il cittadino-consumatore.

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Decreto Bersani e la distribuzione dei farmaci Parlando del settore dei farmaci è opportuno iniziare con qualche parola sull’Aifa. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) è un organismo di diritto pubblico che, a partire dal 2004, governa l’area farmaceutica in Italia, con funzioni regolatorie, amministrative, di informazione e di ricerca per la promozione dell’uso razionale del farmaco.

Nello specifico alcune delle attività principali dell’Aifa sono: autorizzare la commercializzazione dei farmaci; svolgere una funzione di farmacovigilanza; esercitare una funzione ispettiva nei confronti delle Aziende farmaceutiche per garantire la qualità della produzione dei farmaci; garantire il rispetto del tetto di spesa farmaceutica programmato.

I farmaci sono classificati in base a due precisi criteri • L’obbligo o meno della prescrizione medica; • Il regime di rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Per il primo criterio si fa riferimento a precise norme dell’Unione Europea. Il secondo è lasciata alla libera determinazione di ogni singolo Stato. Tutti i farmaci sono collocati in una delle seguenti classi: • Classe A: medicinali a totale carico del SSN e dispensabili unicamente con ricetta medica. Per alcune categorie di farmaci di classe A sono state introdotte delle note (dette note Aifa) che limitano la rimborsabilità a carico del SSN solo per determinate indicazioni terapeutiche.

• Classe C: farmaci utilizzati per patologie di lieve entità o considerate minori. Schematicamente i farmaci di fascia C possono essere suddivisi in tre gruppi principali: farmaci soggetti a prescrizione medica; farmaci senza obbligo di prescrizione medica (SOP) e per i quali non è possibile fare pubblicità; farmaci da banco (OTC) senza obbligo di prescrizione medica ma che possono essere pubblicizzati.

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Un farmaco equivalente è un medicinale intercambiabile con il prodotto originale (specialità), ad esso bioequivalente, commercializzato dopo la scadenza del brevetto e del certificato di protezione complementare.

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L’immissione sul mercato italiano di farmaci equivalenti prevede un’autorizzazione da parte del Ministero della Sanità. Per ottenere tale ammissione, il farmaco deve essere non solo un equivalente farmaceutico (cioè contenere lo stesso principio attivo nella stessa forma farmaceutica), ma anche un equivalente terapeutico (cioè deve esercitare la stessa azione terapeutica) rispetto alla specialità medicinale corrispondente.

Il farmaco equivalente ha il vantaggio di costare per legge almeno il 20% in meno rispetto alla corrispondente specialità.

Il prezzo dei medicinali rimborsabili dal SSN è determinato sulla base di una delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), che prevede il calcolo secondo parametri che lo allineano alla media dei prezzi dei principali Paesi europei. Per quanto riguarda i farmaci di fascia C la legge 149/2005 (Legge Storace) da le seguenti indicazioni:

Per i farmaci di classe C soggetti e non soggetti a prescrizione medica i prezzi sono fissati dalle aziende titolari e possono essere variati in aumento solo nel mese di gennaio di ogni anno dispari. La stessa legge prevede, inoltre, che le farmacie possono applicare sconti fino al 20% del prezzo massimo per i farmaci di automedicazione e per quelli senza obbligo di ricetta.


La distribuzione dei farmaci, i problemi di prima In Italia, in base alla normativa precedente al Decreto Bersani, Testo Unico delle Leggi Sanitarie del 1934, la distribuzione finale dei farmaci (Classi A e C) poteva avvenire esclusivamente attraverso il canale delle farmacie. Per quanto riguarda i farmaci rimborsabili dal SSN, una considerevole parte di essi veniva distribuita tramite canali alternativi alle farmacie aperte al pubblico, quali ad esempio:

• Distribuzione da parte delle aziende sanitarie locali; • Distribuzione ospedaliera; • Distribuzione nell’ambito di particolari setting assistenziali (es. assistenza domiciliare, semiresidenziale e residenziale).

La stessa normativa ha regolamentato la dislocazione territoriale delle farmacie. La loro distribuzione in ciascun comune era regolata da precisi criteri demografici., geografici e di distanza (c.d. Piante organiche). Ad esempio, si prevedeva una farmacia ogni 4.000 abitanti per i comuni con una popolazione superiore ai 12.500 abitanti; inoltre, per obbligo di legge doveva essere assicurata la presenza di almeno 1 farmacia in ciascuno degli oltre 8.000 comuni italiani.

Nel 2005 le farmacie presenti sul territorio nazionale ammontavano complessivamente a 17.352 unità, di cui 15.987 private e 1.365 pubbliche. Il rapporto tra numero di abitanti per farmacia a livello nazionale è pari a 3.336. tale rapporto differisce notevolmente a seconda della diverse regioni italiane. Per cui il metodo delle Piante organiche non ha raggiunto il previsto obiettivo di distribuzione omogenea delle farmacie su tutto il territorio nazionale.

La catena distributiva farmaceutica prevedeva un anello intermedio fra industria e farmacia, rappresentato dalla distribuzione intermedia che nel nostro paese ricopre un ruolo rilevante. La distribuzione territoriale vede transitare circa l’85% dei farmaci attraverso i grossisti, il 5% è la quota della distribuzione diretta regionale (ex art.8 Legge 405/2001), mentre il 10% è la quota di vendite dirette alle farmacie da parte delle imprese.

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In Italia è stato avviato gradualmente un percorso di concentrazione tra imprese distributive. Le società distributrici di medicinali sono passate da 25° unità nel 1990 a 128 nel 2005, anche se le società maggiormente significative sono meno di cento unità.

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Per quanto riguarda la licenza di una farmacia, l’articolo 7 comma 9 della n° 362 del 1991 (Norme di riordino del sistema farmaceutico) disciplinava la titolarità della farmacia, regolando il principio di ereditarietà.

Sinteticamente, in caso di decesso del farmacista titolare, il coniuge o l’erede potevano mantenere il diritto di gestione della farmacia anche se privi della laurea specifica, fino al compimento del trentesimo anno di età o per un periodo di dieci anni entro il quale portare a termine il corso di studi. In quest’ultimo caso l’iscrizione all’università doveva avvenire entro un anno dal decesso del familiare. Decorsi i termini sopra citati, la gestione della farmacia veniva riassegnata secondo le procedure della legge.


La distribuzione dei farmaci , i vantaggi di oggi In seguito all’applicazione del decreto Bersani divengono tangibili ed immediati i vantaggi per i cittadini consumatori. In sintesi le novità: • Reperibilità dei farmaci da banco e quelli non soggetti a ricetta medica anche in negozi e supermercati; • Possibilità di applicare sconti sui farmaci da banco, superando il tetto massimo del 20%; • Possibilità da parte del grossista di immagazzinare quantità e varietà di farmaci a secondo delle proprie esigenze;

• Possibilità di gestione di più esercizi (massimo quattro) da parte di società di farmacisti. • L’erede, privo dei requisiti necessari per condurre la farmacia di famiglia (laurea e iscrizione all’albo), deve cederla entro due anni dal decesso del genitore.

In sintesi i vantaggi per i cittadini-consumatori: • I farmaci da banco si potranno acquistare nei drugstore e nei supermercati, in fasce orarie differenziate rispetto alla situazione precedente, sempre con il supporto di un farmacista; • Per i farmacisti disoccupati ci saranno maggiori sbocchi occupazionali; • Con una maggiore concorrenza, sarà naturale una conseguente riduzione dei prezzi;

• Con l’eliminazione dell’incompatibilità tra vendita all’ingrosso e al dettaglio, si eliminano le rigidità di mercato evitando così l’accumulo di scorte che ostacolerebbero una politica commerciale concorrenziale in grado di contenere i prezzi • Con il superamento del principio ereditario, si supera una situazione di privilegio, liberalizzando il mercato.

Al 31-12-2006 ( fonte:Ministero della Salute), sono 600 gli esercizi commerciali che hanno avviato la vendita di medicinali da banco, 507 sono esercizi di vicinato, mentre 93 sono medie e grandi strutture di vendita.Prima la Lombardia con 54 nuovi punti vendita, mentre Trentino e Valle D’Aosta , ultimi con 2 esercizi.

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Info e link utili SITO WEB DEL PROGETTO www.concorrenzaediritti.it INDIRIZZO E-MAIL INFO@CONCORRE NZ AE DIRITTI .IT RADIO WEB www.consumerschannel.it

CONSIGLIO NAZIONALE CONSUMATORI UTENTI www.tuttoconsumatori.it MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO www.sviluppoeconomico.gov.it CITTADINO – CONSUMATORE http://cittadinoconsumatore. sviluppoeconomico.gov.it

MINISTERO DELLA SALUTE www.ministerosalute.it

FEDERCHIMICA www.2federchimica.it

AGENZIA ITALIANA PER IL FARMACO www.agenziafarmaco.it

FARMINDUSTRIA www.farmindustria.it

AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO www.agcm.it

ASSOCIAZIONE DISTRIBUTORI FARMACEUTICI www.adfsalute.it

FEDERFARMA www.federfarma.it Progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico

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Più concorrenza + diritti (2007)