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FABIO MARIANI FABIO MARIANI SEDIMENTA SEAM Edizioni

SEDIMENTA


Fabio Mariani Sedimenta

a cura di Manuela Praticò


Introduzione

di Manuela Praticò - architetto conservatore Questo catalogo racconta metaforicamente un’esperienza di ricerca archeologica, geologica e speleologica, condotta nell’animo umano attraverso le opere di Fabio Mariani. È archeologico il sistema con cui abbiamo catalogato e giustapposto le opere, percorrendo a ritroso il sentiero tracciato da ogni singolo dipinto di questi ultimi due anni, per giungere all’essenza dei messaggi, alle riflessioni, alla poetica dell’artista. È geologico il processo creativo che spinge Fabio Mariano a realizzare l’opera: come roccia sedimentaria che si forma nuova dopo erosione, trasporto, sedimentazione e diagenesi, una creazione figlia della trasformazione e della fisica (calore e pressione) e del tempo. È speleologica l’esperienza di chi si cala nella pancia della terra, passa per aperture buie e anguste, perdendo il contatto con la realtà, l’aria, la luce, lo spazio, e si accorge che in fondo a questo percorso c’è una realtà diversa e paurosa per la straordinaria bellezza. Questo catalogo è, dunque, come l’arte di Fabio Mariani, figlio del gesto di chi cerca, raccoglie e conserva. È la sintesi degli ultimi due anni di lavoro dell’artista: anni di conferme, di cambiamenti, di ripensamenti, di crisi e di nuovo orientamento. Anni in cui l’autore ha guardato dentro di sé, in profondità appunto, e ha scoperto e dato voce - con la sua arte - a numerosi “paesaggi interiori” carichi di tensioni e sentimenti, a volte anche contrastanti. Osservando questi dipinti, abbiamo la sensazione di avere appena assistito al miracolo della vita: scorgiamo nascere dal buio colori e paesaggi inattesi, tirati fuori dalle abili mani della “levatrice”, li osserviamo mentre stanno a testa in giù, urlanti per prendere aria, e ci guardano con occhi ancora umidi, diventando specchi per la nostra anima. L’immaginario racconto di questa raccolta è scandito da 22 dipinti, di dimensioni molto diverse - dai piccoli 30x40 alle tele lunghe quasi 2 metri - che si sveleranno uno dopo l’altro, dai più recenti al più antico, a mano a mano che scenderemo in profondità, che scaveremo nella sensibilità e nel linguaggio dell’autore. I registri cromatici, dai timbri a volte violenti e contrastanti o degradanti come gamme tonali, sono suddivisi in orizzonti sovrapposti che richiamano l’esperienza della “colour field” o si rimescolano e spezzettano in vorticosi cieli in tempesta illuminati da una luce cangiante e surreale carica di atmosfere simboliste e pre-espressioniste. 3


Tutto questo convive sulle tele di Fabio Mariani e si offre “nudo” all’osservatore. La pura visione lascia il posto all’evocazione, l’occhio è rapito all’interno dello spazio pittorico narrativo, imprigionato da due solide pareti di materia inerte e immobile a cui potersi aggrappare per non precipitare dentro quel mondo – paracadute alla vertigine di Stendhal. Nasce dunque, il bisogno di recuperare un tempo nuovo, quello del respiro, rallentato, per soffermarsi e ricollegare le infinite storie nascoste negli innumerevoli dettagli che rimangono impressi sulla tela, sotto gli strati di materia pittorica o inerte.

Un linguaggio stratificato La tela per Fabio Mariani, come per Fontana, “è solo un diaframma” che separa due dimensioni fisiche: sempre posta in verticale, viene divisa in 3 fasce, di cui quelle esterne materiche, spesso dal profilo netto ma anche dai bordi sfrangiati, fanno da cornice o da palcoscenico alla parte pittorica che custodisce il racconto. Si assiste ad una netta progressiva differenziazione nel trattamento delle superfici: quelle materiche rugose, sporgenti, frastagliate, dense di chiaroscuri o dalla grana sottile, realizzate di inerti o con plastiche, colle o tela, o carta, rimangono di un colore neutro o naturale -; quelle pittoriche, viceversa, in cui si svolge la narrazione diventano il punto di fuga magnetico dell’intero dipinto - a volte interessando tutto lo spazio centrale, a volte con l’inserimento di piccoli tasselli su fondi cromatici. La progressiva contaminazione delle parti, crea la necessità di “ritornare” più volte sullo stesso punto: colore su colore, inerte su plastica, così il colore diventa solido spessore sporgente e la materia si tinge di tinte naturali e colori gocciolanti. Al contempo, l’artista approfondisce un’altra linea di ricerca in cui la materia viene stesa sull’intera tela, fornendo una superficie scabrosa in cui la luce inciampa e rimbalza, e i contorni delle cose rappresentate “oscillano” come riflessi su uno specchio d’acqua. Le opere di Fabio Mariani sono un “quaderno di esercizi”, una vera e propria officina del linguaggio pittorico. Gli schemi compositivi pittorico-materici sono ripetuti in modo quasi maniacale, studiati in numerose varianti e dimensioni, come un brano musicale che si deve eseguire ad libitum per raggiungere la perfezione.

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Sedimenta Sprofonda nella terra, il tuo sguardo attraversa e vince il buio e la terra e, in fondo, scorge la luce, perché osa vedere. Sedimenta, strato dopo strato, la materia nell’esperienza del mondo e dell’uomo. Sedimenta il colore, facendosi spessore e letto per la luce che imprigiona. Sedimenta l’idea sopra altra idea, la roccia schiacciata dal suo stesso peso, il sogno dopo ogni notte, la tua storia con la mia e con la prossima. Sedimenta la vita. Sedimenta, siede, si calma, attende, si deposita, si accumula, sprofonda, s’immerge… sempre più in basso, rallenta il cuore il suo ritmo, il tempo si allunga, i suoni sono rarefatti. Precipita Alice dentro il tronco per seguire il bianconiglio, discende il professor Lidenbrock nel vulcano per cercare il centro della terra.

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Presentazione


Archeologia: Fabio Mariani Matteo Ghirighini - philobiblon gallery

“Fino a questo punto ciò che ho detto deriva dalla mia personale osservazione, dal mio ragionamento e dalla mia ricerca” Erodoto, Storie, II, 99 C’è sempre terra intorno ad ogni reperto, ogni osso, ogni detrito. C’è terra sopra e dentro di essi, la terra segna il confine fra il manufatto e l’opera naturale e c’è terra sotto di essi. Strato dopo strato ci allontaniamo dal piano di calpestio attuale per scendere in altri piani, con orme antiche, segni più o meno decifrabili e simboli, almeno là dove la fantasia ci permette di scorgerli. A volte ci prende la sensazione che, se scendessimo ancora, se sterrassimo più a fondo troveremmo qualcosa di ancora più antico, qualcosa di precedente ma, non necessariamente, più importante o migliore. L’archeologia degli strati è un metodo distruttivo: non potremo più indagare gli stessi piani di profondità un’altra volta se non tramite gli appunti, i disegni, le foto e le rilevazioni. L’odore se ne va con lo strato e bisogna essere risoluti nello scegliere dove fermarsi. Fabio Mariani è pittore di materia e colori, figurativo al di là del suo essere altro e assolutamente assorbito nella sua ricerca da archeologo inconsapevole: lavora con i gomiti nel fango della terra-materia che si viene a creare sulla tela con certosini accumuli, da dove fuoriescono, scavando strato dopo strato, reperti di colore, ossa di vecchie passioni e detriti di sfumate sensazioni. Con le ginocchia ben piantate nella terra-materia-piano di calpestio attuale-presente si sporge a voler indagare all’interno della cornice, nella zona saggiata e de-stratificata, dove si apre un momento temporale diverso, un altrove più antico. Noi, come lui, ci affacciamo e, affascinati, possiamo studiare quel tempo, potremmo ricoprilo di zolle o potremmo voler illuderci di riviverlo. Dovremmo semplicemente guardarlo. I limiti dello scavo sono netti, assolutamente mancanti di dolcezza perché dolce non è mai guardare indietro nell’esperienza del singolo: la storia è moltitudine, l’essere è solo e è sempre se stesso. Fra quei limiti scuri a volte scorre il fiume di mille ricordi mescolati, veloci come schizzi di colori, imprendibili e vaghi come i sogni dell’inconscio. Negli stessi limiti scuri, altre volte, s’impaluda un momento nitido e cosciente, la malinconica icona d’un altro tempo: l’archeologia di se stessi.

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La Periferia: un Presente in Divenire su Tela Gaia Remiddi - architetto

Sembrano essere passati millenni da quando si studiava la “periferia” e si diceva come il suo carattere primo fosse insito nel suo “non essere più campagna e, al contempo, non essere ancora del tutto città”. Di colpo la riscopro, andando a trovare l’artista Fabio Mariani nella sua terrazza-atelier. La periferia esiste ancora sebbene si sia spostata, come zattera alla deriva, un po’ più “a largo” dalle mura: trovo frammenti di città non-finita dispersi in mezzo a larghi spazi di campagna coltivata, strade strette e tortuose, orti, alberi da frutto, dislivelli, palazzine... Arrivo in questa terrazza che vede solo l’intorno immediato, fatto di orti e pendii, e circondata da un arcipelago di altre terrazze. Qui, l’Artista espone dipinti, fatti di materiali inconsueti per un pittore e altrettanto non ortodossi per uno scultore. Quei materiali - antichi e moderni - a cui la cultura della ricerca “informale” ci ha abituato, ma che sempre, quando vengono utilizzati, conferiscono alle opere una forza inusitata e provocatoria. Questo ambiente urbano non ancora concettualmente e formalmente definito (sia per chilo osserva che anche per chi lo vive) sembra essere di grande stimolo per Fabio Mariani: la periferia – “la città informale”- rimane intrappolata in questi quadri, tra la materia e il colore, suo malgrado. Così, egli dipinge qualcosa in divenire, qualcosa che non è più, insieme a qualcosa che diverrà: come se il cielo, all’alba del mondo fosse stato appena separato dalla terra e infatti, dalla terra scura, materica, sorgono striature di colore, sfumate di rosa, o di giallo o di azzurro. Quella rappresentata da Fabio Mariani è un’idea forte e nello stesso tempo ancestrale, che rivela un bisogno essenziale di tornare alle origini, a quel distacco da ciò che non si può più ripetere. A volte in questo spazio cosmico o desolato appare un uomo, o forse, un bambino e allora il senso di solitudine diventa incolmabile, disperato. Io ho letto, su quella terrazza di periferia, il senso del “non essere appieno” che viviamo in questi tempi moderni, noi che guardiamo con nostalgia a ciò che ci ha originato e che vorremmo rivivere, ma che, invece, possiamo solo tentare di rappresentare! Ho riletto ciò che vivo, ciò che noi tutti viviamo - più o meno consapevolmente - e che il lavoro di un artista ti obbliga a percepire di nuovo: mostrandoti la realtà per ciò che è, come non tutti riescono più a vederla. È l’artista Fabio Mariani che, su questa terrazza “sospesa in quella incompletezza quotidiana”, ti racconta, con coraggio e lucidità, storie e significati che tu, io, noi, invece leggiamo, sussurrando le parole della nostra storia, quella che abbiamo dentro e che non sappiamo comunicare, svelata dentro quelle immagini! 11


Testi Critici


Un nuovo Inizio

Valentina Ughetto - storico archivista “Tutto l’interesse dell’arte è nel principio. Dopo il principio è già la fine” (Pablo Picasso) Nei quadri di Fabio Mariani prevale un senso di viaggio e soddisfazione verso l’esistenza che celebra il tempo presente già futuro. È uno sguardo, quello di Fabio Mariani, che si interroga su ciò che espone e sulla veridicità dell’immagine. Nei quadri degli ultimi anni l’opera si presenta con tratti ad olio intensi, riportandoci verso i suoi sentimenti non da spettatori ma da protagonisti. L’opera dona l’immensità delle sfumature come in un tramonto o in un’alba direttamente senza filtri. Il pittore raggiunge in questo momento la sua attesa di “impossibile”, per raccontarci il suo sentire più intimo e vero. La risposta al futuro che ci propone acquista così un nuovo volto. Il presente adesso mette insieme tutte le istanze del futuro con macchie scure, luce più fioca e grovigli d’ombra e, allo stesso tempo, le sue tensioni si rasserenano nei colori pastello di un’infanzia felice e in nuove albe di luce cha appaiono nello sfondo del quadro. Una tensione questa che, usando l’espressione di Karl Kraus, potrebbe tracciare una linea di studio ancora aperta e ne suggerisce il modo: “rimani presso l’origine. L’origine è la meta”.

L’arte di Mariani tocca, scorre e penetra Filippo Violante - psicologo

La creatività artistica anticipa contenuti latenti nell’animo umano. La sua forza dirompente introduce ad ancestrali contenuti archetipici che tornano e si ripresentano in spazi simbolici pieni di senso e di significato. Il valore della nuova creazione non è facilmente percepibile alle nostre coscienze, ma nutre e vivifica la nostra sensibilità esistenziale che immediatamente riconosce il bello, il buono ed il vero. La vena artistica di Fabio Mariani tocca, scorre e penetra: tocca i nostri sensi, scorre lungo i nostri nervi e penetra nella profondità del nostro animo. Il doppio, l’insanabile contrasto fra la natura e lo spirito, l’erculea lotta contro il nulla esistenziale, la gabbia imprigionante della materia, la ricerca metafisica, l’apertura alla speranza, sono alcuni dei suoi temi ricorrenti. Le ansie, i dubbi ed i disagi del vivere intravedono nelle creazioni di Fabio Mariani non solo un loro rispecchiamento inconscio ma anche vie e strade insperate, dove la nostra psiche percepisce intuitivamente soluzioni al suo tormento. Nuovi orizzonti si spalancano davanti al nostro sguardo interiore e lo spirito umano ringrazia. 15


Avrei Voglia di Terra

Ho Visto

Avrei voglia di terra l’odore di foglie e formiche di erba alberi rami secchi potrei sedere e guardare il mio corpo ricoprirsi d’insetti Avrei voglia di mare lasciarmi coprire d’acqua andare giù fino in fondo scoprire e spegnersi la luce poco a poco e morire come un pesce pescato Avrei voglia di cielo passare in mezzo a nuvole e oltre incuriosire gli uccelli che infine senza paure comincerebbero a beccare e ricadere indietro senza più cuore Avrei voglia di sentirlo battere il cuore amplificarsi fino a scoppiare Avrei voglia di pensare ai miei anni tutt’insieme esser sconfitto e riprender daccapo Avrei voglia di bere tanto vino impazzire ubriaco senza più occhi per raccontare Avrei voglia di correre all’infinito e vedermi arrivare sempre prima di me Avrei voglia di radermi per bene i polsi bere il mio sangue ritornare pulito e bambino e Avrei tanta voglia di te

Ho visto Intorno alla mia candela ho visto una farfalla rara e strana non c’erano tenebre nella notte, nessuna paura su cui meditare solo una farfalla, o tristezza, o solitudine o l’amore, io non so solo una farfalla o forse un vento quando inizia a soffare Io non so davvero, ma qualcosa ho visto cose senza nomi né identità Non fuoco Non vento Non sabbia Non acqua questo è quello che ho visto.

(da Canzoni di Galilea di Naim Araidi)

(da Impaginato per affetto di Beppe Costa)

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Opere 2013-2012

Sedimenta


La pessima giornata del ladro di giocattoli quando scoprĂŹ che il suo nascondiglio segreto lungo il fiume era stato svaligiato

The very bad day of a toys thief when he realized that his secret hiding place by the river had been robbed

Olio e materia su tela 144x168 cm collezione privata Roma, 2013

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Oltre alba Beyond the dawn

Olio e materia su tela 123x144 cm collezione privata Roma, 2013

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Panem et circenses Olio e materia su tela 90x120 cm Macerata – collezione privata 2012

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Risonanze liquide (alteritĂ ) Liquid resonance (otherness)

Olio e materia su tela 123x144 cm collezione privata Roma, 2013

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Il principio era un finale sereno The beginning was a peaceful ending

Olio e materia su tela 97x127 cm collezione privata Roma, 2013

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Palude Olio e materia su tela Roma 2012

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cm


Il tè nel deserto Tea in the desert

Olio e materia su tela 85x115 cm collezione privata Roma, 2013

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Moby-dick

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2013

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Viscerale Olio e materia su tela 30x40 cm Roma – collezione privata 2012

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Senza titolo Untitled

Olio e materia su tela 41x48 cm collezione privata Roma, 2013

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Senza titolo Untitled

Olio e materia su tela 41x48 cm collezione privata Roma, 2013

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Deep Blue Olio e materia su tela 30x40 cm Frosinone – museo 2011

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Non calpestare la mia aiuola olandese Don’t step on my dutch flowerbed

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2013

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Clodoveo

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2013

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Non calpestare la mia aiuola norvegese Olio e materia su tela 30x40 cm Macerata – collezione privata 2012

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Senza titolo Untitled

Olio e materia su tela 24x30 cm collezione privata Roma, 2013

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Simbolo di pace (versione II) Peace symbol (version II)

Olio e materia su tela 144x192 cm collezione privata Macerata, 2013

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Clodoveo Olio e materia su tela 30x40 cm Roma– collezione privata 2012

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Self portrait

Olio e materia su tela 20x20 cm collezione privata Roma, 2012

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Panem et circenses

Olio e materia su tela 90x120 cm collezione privata Macerata, 2012

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Senza titolo Olio e materia su tela cm Roma– collezione privata 2012

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Palude Swamp

Olio e materia su tela 70x90 cm collezione privata Roma, 2012

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Viscerale Visceral

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2012

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Senza titolo Olio e materia su tela cm Roma– collezione privata 2012

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Senza titolo Untitled

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2012

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Crudo Rough

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2012

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Senza titolo Olio e materia su tela cm Roma– collezione privata 2012

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Duale Dual

Olio e materia su tela 60x40 cm collezione privata Roma, 2012

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Oregon - nativi Oregon - natives

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione privata Roma, 2012

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Senza titolo Olio e materia su tela cm Roma– collezione privata 2012

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Oltre blu Across the Blue

Olio e materia su tela 90x120 cm collezione privata Roma, 2012

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Deep Blue

Olio e materia su tela 30x40 cm collezione pubblica Pinacoteca comunale di Montopoli in Sabina - Rieti (RI) Italia, 2011

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Moby Dick Olio e materia su tela cm Roma– collezione privata 2012

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lacerazione blu

scuola di calligrafia e fiori di loto

ritorno all’essenza violaceo

ritorno all’essenza

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Andando ancora più a fondo. 2011-2004 Ogni storia ha un inizio e una fine, e ogni fine è l’inizio della storia successiva. Quello che abbiamo presentato è un percorso a ritroso in cui le mete di questo “viaggio” sono punti di partenza e mai traguardi. Camminare su questa strada in direzione “ostinata e contraria”, come cantava Fabrizio De André, permette allo spettatore di raccogliere segni e sensi di questa storia e metterli insieme. E ciascuno lo farà a modo suo. L’ultimo quadro che avete osservato nella “galleria virtuale” Sedimenta, in realtà appartiene al 2011. Ma deve stare lì perché, appunto, è inizio e fine: Deep Blue ovvero blu profondo, oppure profondo blu, ma comunque profondo. È da lì che tutto cambia. Il racconto viene affidato interamente all’espressività dei colori, perdendo connotazioni naturalistiche e figurative che restringerebbero enormemente il campo delle interpretazioni e la libertà dell’osservatore di riversare nel quadro se stesso, usandolo come specchio della propria interiorità. Dal 2011 al 2010 Fabio Mariani si apre a un confronto culturale sempre più largo, le esperienze all’estero gli consentono di arricchire le sue narrazioni con elementi presi in prestito da mondi lontani e danno vita a vere e proprie “cartoline” in cui gli elementi figurativi, cesellati e realistici vengono richiamati anche nei titoli. Gli sfondi sono sempre gamme di azzurri, celesti e blu e al di sopra di questi si stagliano stesure di colore compatto o riquadri che accolgono frammenti di storie. Dal 2009 al 2007 ci sarà il ricorso ad un “mondo ideale”, fatto di riflessione, di assenza di tempo, di citazioni, di richiami e riverberi nella serie del “Ritorno all’essenza”, in cui la fascia centrale accoglie minuscoli dettagli eseguiti con perizia da miniaturista. Lo stesso artista dirà: “mi interessano i dettagli, credo che possano fare la differenza, quelli che passano spesso inosservati, racchiudono invece un microcosmo, una storia, un momento, una sensazione”. Assistiamo nel 2007 anche ad una ricerca narrativa che vuole affrontare e raccontare il disagio della tirannia della “bruttezza” rispetto ai modelli e valori “culturali” veicolati dalla televisione, alla progressiva distruzione del territorio con la speculazione edilizia nelle periferie. Si inizia ad assistere qui alla convivenza di elementi formali e informali in cui la presenza della figura maschile (vero e proprio autoritratto) si colloca sempre al bordo dei dipinti: l’uomo è testimone di quello che accade, osserva la realtà dall’interno e, allo stesso tempo, aspira ad altro, cerca delle soluzioni.

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odio i reality show

9 10 100 1000

Il Filosofo

dissolvenza in nero (interno parigino) - trittico parte 2

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È però allo stesso tempo una presenza di “rottura” e ribellione, un “ologramma” quasi inconsistente, più spirito che corpo. Dal 2005 al 2004 il suo lavoro si concentra sulla figuratività e l’espressione dei personaggi, che vengono presi dal mondo reale: conosciuto e inconscio. La composizione è costruita a tavolino, i bozzetti e gli studi vengono poi riportati sulle tele preparate ad HOC a seconda dei casi e della tecnica prescelta, rendendo la tela più o meno flessibile o permeabile. La materia fa proprio da cornice. Le gamme cromatiche sono spesso tendenti al monocromatico o comunque prediligono i toni delle terre, dei blu e dei grigi. Si trovano in queste prime opere sempre richiami all’arte di tutti i periodi o alla storia, incastonati in scene della vita quotidiana, riverberi di quello che siamo stati. Per Fabio Mariani il mistero della materia, che probabilmente non sarà mai svelato, va ricercato nella giustapposizione di strati di materiali diversi, stesi a corpo su una superficie verticale, la tela - croce e delizia - per creare al di sotto e al di fuori delle partiture cromatiche altri “discorsi” in controcanto, in coro o, a volte, in dissonanza. Le immagini perdono i connotati figurativi ma sono sostenuti da una profonda conoscenza della tecnica pittorica, si ricompongono così, nella memoria di chi osserva, caricati di significati. Livelli sovrapposti di storie e pensieri che vengono cancellati da quelli successivi. In ogni quadro dormono, uno sotto l’altro, innumerevoli “volti” che hanno visto la luce il tempo necessario per indicare all’artista in che direzione andare, trasformandoli, fino alla fine.

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Biografia Fabio Mariani nasce a Roma nel 1980. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma dove si laurea in Scenografia. La sua ricerca pittorica si orienta a indagare le potenzialità e i limiti della materia e traduce, attraverso stratificazioni di colori a olio, inerti e materiali sintetici, la realtà percepita in un “Universo interiore” ricco di paesaggi e racconti. Le vibrazioni di luce e colore della tavolozza di Mariani svelano il suo senso di spiritualità e libertà, e diventano per lo spettatore uno specchio per l’anima. Vincitore di numerosi premi. Ha esposto in musei e gallerie in Italia e all’estero. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Roma dove opera anche nel campo della scenografia e dell’incisione.

Biography Fabio Mariani was born in Rome in 1980. He attended the Academy of Fine Arts in Rome, where he graduated in Stage Design. His artistic research looks into the matter potential and limits and by means of layers of oil-based painting, inert and synthetic materials, it translates the perceived reality into an “inner universe” rich in landscapes and stories. The light and color vibrations featuring Fabio Mariani’s palette reveal his sense of spirituality and freedom, and turn into a mirror for the soul to the viewer. A multi-award winning artist, he exhibited his artworks in several museums and galleries in Italy and abroad. His works can be found in private and public collections. Fabio Mariani lives and performs in Rome, where he also works in the field of stage design and engraving. 69


Biografia Nasceu em Roma em 1980. Frequentou a Academia de Belas Artes de Roma onde formou-se em Cenografia. A sua pesquisa no campo da pintura é orientada a investigar a potencialidade e os limites da matéria e traduz, através estratificações de cores a óleo, inertes e materiais sintéticos, a realidade percebida em um “Universo interior” rico de paisagens e histórias. As vibrações de luzes e cores da paleta de Mariani revelam a sua espiritualidade e liberdade, que se tornam para os espectadores um espelho da alma. Vencedor de numerosos prêmios, conta com várias exposições em museus e galerias na Itália e no exterior. Suas obras encontram-se em coleções públicas e particulares. Vive e trabalha em Roma onde atua também no campo da cenografia e da incisão.

Biographie Né à Rome en 1980. Il a fréquenté l’Académie des Beaux-Arts à Rome, où il est diplômé en scénographie. Sa recherche artistique est orientée pour enquêter sur le potentiel et les limites de la matière et se traduit par des couches de peintures à l’huile, des charges et des matières synthétiques, la réalité perçue dans un “univers intérieur” riche en paysages et histoires. Les vibrations de la lumière et de la couleur dans la palette de Mariani révèlent son sens de la spiritualité et de la liberté, et deviennent pour le spectateur un miroir de l’âme. Il a gagné de nombreux prix. Il a exposé dans des musées et galeries en Italie et à l’étranger. Ses œuvres font partie de collections privées et publiques. Il vit et travaille à Rome, où il travaille également dans le domaine de la scénographie et de la gravure.

BiografÍa Nace en Roma en el 1980. Ha estudiado en la Academia de Bellas Artes de Roma, donde se ha graduado en la especialidad de Escenografía. Su curiosidad artística lo orienta a investigar la fuerza y el límite de la materia, traduciendolo en estratos de pintura a base de colores a óleo y diferentes materiales sintéticos. La realidad percibida se transforma en un Universo Interior, rico de paisajes y de historia. Las vibraciones de la luz y el color en la paleta de Mariani revelan su sentido de la espiritualidad y de la libertad, convirtiendose en un espejo del alma para el espectador. Ganador de numerosos premios,ha expuesto sus obras en diversos museos y galerias de arte sea en Italia que en el extranjero. Sus obras se encuentran en colecciones públicas y privadas. Vive y trabaja en Roma, donde también se dedica a la Escenografía y al grabado artistico.

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Principali Esposizioni ITALIA 2013 2013 2013 2012 2012 2011 2011 2010 2009 2008 2007 2007 2007 2006 2005 2005 2004

Mostra collettiva “Made in Roma” - Atelier Montez (RM) Mostra collettiva “Spazio Macsi” (di cui è anche curatore) - Roma (RM) Mostra collettiva “Premio Brambati” - Lodi Mostra collettiva - Palazzo Uzielli - Museo Leonardesco, Vinci (FI) Mostra collettiva - Casa di Dante, Firenze (FI) Mostra Personale - Libreria “Pellicanolibri”, Roma Mostra collettiva “Seguendo il cammino di Marco Polo: artisti italiani dipingono Hangzhou” (Cina) - Fondazione La Masa Bevilacqua, Venezia Mostra Bi-Personale “Diverso/necessario” - Palazzo Caetani, Cisterna di Latina (LT) Mostra collettiva - Palazzo Rospigliosi, Zagarolo (RM) Mostra collettiva - Museo degli strumenti musicali, Roma (RM) Mostra collettiva “Sulla Strada del Ritorno” - Museo di porta San Paolo, Roma (RM) “Segni di contemporaneità” - Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, Roma (RM) Mostra collettiva “Realtà dell’invisibile” - Teatro Tendastrisce, Roma (RM) 1° Biennale d’Arte contemporanea italiana di Lecce 7° mostra mercato “Immagina Arte in fiera” - padiglione dedicato all’Accademia di Belle Arti di Roma, Reggio Emilia (RE) Mostra collettiva “Prospettivatre”- centro espositivo “Vittorugo Botti”, Arrone (TE) Mostra personale “Arte a ombre rosse” - in piazza S.Egidio, Roma

ESTERO 2013 2012 2011 2011

“Al Altar de Dios” - Casa de Vacas, Parco del Buen Retiro, Madrid Mostra collettiva - Henlu Art Gallery, Nanshan Road 202, Hangzhou, Cina Mostra collettiva “Paris-Rome” - Teatro du Vesinet, Parigi Mostra collettiva “Salle des Fetes” - Hotel de Ville de Marly le Roi, Parigi

INSTALLAZIONI 2012 “Festival LiberArti” - Montaione (FI) 2010 “Presenze/assenze” - Gravina di Puglia (BA) 71


Contatti Studio “terrazza periferica� Via Cocconato 5, Roma www.materiasutela.net - fabiomariani@materiasutela.net - 0039.349.7836041 Link Utili

http://www.saatchionline.com/fabiomariani http://www.premioceleste.it/artista-ita/idu:59150/ http://yicca.org/it/view/collection/fabio-mariani/materia-su-tela http://pictify.com/user/artiere


Nota biografica del curatore Manuela Praticò è Architetto Conservatore. È dottore di ricerca in Conservazione dei Beni architettonici e Ambientali all’Università di Reggio Calabria. Consegue il perfezionamento in “Habitat, Tecnologia e Sviluppo” presso il Centro di Ricerca sui Paesi in Via di Sviluppo del Politecnico di Torino. È restauratrice di dipinti su tela e tavola e dell’arredo ligneo. Ha lavorato per 10 anni all’Università di Reggio Calabria come assistente in Restauro architettonico e in Laboratorio Tipologico, e ha collaborato anche con l’Università di Cosenza e dell’Aquila. Ha lavorato in Brasile presso la Municipalità di Osasco (San Paolo) ad un progetto di cooperazione per la Riqualificazione Urbana della Favela di Morro do Socò – Colinas D’Oeste, e come tutor alla realizzazione della Summer School dell’Università di Bologna presso la Facoltà di Arquitectura e Urbanismo di Belo Horizonte (MG). Lavora dal 2009 in Abruzzo per la Ricostruzione post sismica. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni nel campo del restauro post sisma, della conservazione dei centri storici, dell’arte, del disegno e dell’architettura.

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Indice p. 3 p. 9 p. 11 p. 15 p. 15 p. 17 p. 17 p. 19 p. 65 p. 69 p. 71 p. 73 p. 75

Introduzione, di Manuela Praticò Archeologia: Fabio Mariani, di Matteo Ghirighini La periferia: un presente in divenire su tela, di Gaia Remiddi Un nuovo inizio, di Valentina Ughetto L’arte di Mariani tocca, scorre e penetra, di Filippo Violante Avrei voglia di terra, di Beppe Costa Ho visto, di Naim Araidi Opere 2013-2012 Andando ancora più a fondo Biografie di Fabio Mariani Principali esposizioni Contatti e link utili Nota biografica del curatore

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Š Fabio Mariani foto opere e particolari: Paolo Vigliarolo foto dell’artista e dello studio: Daniele Romaniello foto terrazza periferia: Renato Aversano impaginazione: www.stefirowebsite.com

Questo volume è realizzato per conto e a cura di T. M. P. in collaborazione con SEAM Edizioni

Finito di stampare nel mese di dicembre 2013 da www.pressup.it

Sedimenta  

Catalogo 2012-13 di Fabio Mariani

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