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Montorio al Vomano è uno tra i paesi più interessanti e più ricchi di storia della provincia teramana. E’ questo un paese dalle radici antiche. Il nucleo centrale risale al XIV e XV secolo, poggiato su una collina posta sulla sponda sinistra del fiume Vomano. Dall’antica

via

Beretra,

primitivo

collegamento della Salara romana, si scende verso il tempietto della Madonna

C ultura del bere, Cultura del Vivere A rte e Tradizione, Cultura e Natura, Storia e Gastronomia - l’Orgoglio di appartenere ad un Territorio

del Ponte che affaccia sulla Fonte Vecchia. Da qui si imbocca la via dei Mulini, nevralgico centro commerciale e artigiano fino a metà del secolo scorso. In questa piccola piazzetta affacciavano i mattatoi divisi da un formale che alimentava il mulino ad acqua. Erano presenti

laboratori

di

ciabattini,

maniscalchi e, nell’antico frantoio, trova ora la “Cantina dello Stù”.

si

V ivere alle porte della Strada Maestra del Parco Nazionale del Gran Sasso d’Italia tra il Massiccio e le sponde dell’Adriatico


M ontepulciano d’Abruzzo

Come per altre regioni d’Italia anche la viticoltura abruzzese è debitrice agli Etruschi, che introdussero la coltivazione della vite nel settimo secolo a.C. Scrittori greci e latini declamano i vini abruzzesi che da sempre rappresentano una grande attività economica del territorio. Il vitigno maggiormente rappresentato della regione resta il Montepulciano d’Abruzzo. Si può affermare che il vitigno del Montepulciano è nato in Abruzzo come testimoniato da un antichissimo documento del XVIII secolo, antecedente a tutti gli altri vitigni di Montepulciano italiani. Il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane ha visto riconosciuto la DOCG in un recente passato e questa certificazione garantisce l’osservanza ad un disciplinare esigente che prevede la vinificazione con uve di Montepulciano, rese superiori ai 90 quintali per ettaro, vinificazione all’interno della zona di produzione, immissioni nel mercato non prima di tre anni successivi alla vendemmia. La Regione Abruzzo ha una ricchezza naturalistica affrancata dalla sua vocazione territoriale divisa tra mare e monti, tra il materno Adriatico e il solenne massiccio del Gran Sasso d’Italia, tanto da essere denominata a livello europeo regione verde d’Italia. Il suo territorio offre prodotti autoctoni di incommensurabile varietà anche grazie a particolari aree dotate di microclimi straordinari ed irriproducibili. La produzione delle uve si declina in varietà molto particolari; per i bianchi: la Coccociola, la Passerina, Malvasia , Mondonico ed il Pecorino oltre ai vitigni internazionali come Pinot, Chardonnay, Sauvignon e Riesling tra i rossi ricordiamo oltre al Montepulciano, Rosso e Cerasuolo, il Merlot, il Cabernet, il Pinot Nero.

B RAGON Il Bragon è un Montepulciano di annata affinato in barrique di rovere. Vino dal colore rosso rubino intenso e gusto asciutto. Colpisce con i suoi profumi ricchi e multeplici, leggermente velato di legno, in bocca è sipido, pieno e concentrato, graduale ed elegante, seducente con progressiva complessità adatto a primi piatti appartenenti alla raffinata tradizione della cucina teramana. Tra i più celebrati piatti della gastronomia del territorio che dal Gran Sasso d’Italia và verso in mare Adriatico che meglio si abbinano alla raffinatezza del Bragon possiamo citare: la pasta alla chitarra con le pallottine, il timballo, le carni rosse dal sapore intenso (arrosticini di pecora, agnello) le salsicce e i salumi montoriesi , la cacciagione, i formaggi pecorini e caprini. Può accompagnare i dolci secchi nel rito del dopo pasto.

T AVERNA La Taverna è Montepulciano d’Abruzzo affinato in bottiglia, vino di grande carattere dal colore rosso rubino intenso con leggere sfumature violacee. All’analisi sensoriale afferma il suo sapore fruttato, il profumo mediamente intenso e si adagia al palato con morbidezza esaltando la vocazione piena del suo territorio. Accompagna piatti di sapore intenso come primi piatti con condimenti di carni ovine e funghi porcini, piatti unici di legumi, scrippelle in brodo, umidi di carne.


L e Et i c h e t t e del “Bracon”, d e la “ Ta v e r n a , f e r matev i a l q u a n t o ” e del “ S a l t a ” s o n o liber a m e n t e i s p i r ate a t r e c a r t e di u n gioc o de n o m i n a t o Cucc o , c o n o s c i u t o in p o c h e c o m u n i tà in I t a l i a , g i o c a t o nella c i t t a d i n a di M ontor i o a l V o m a n o con la c a r a t t e r i stica de f i n i z i o n e d i “Stu”. Ne l c o r s o d e l l e part i t e v i e n e p r a t icato u n f r a s e gg i o assai c o l o r i t o e di v e r tent e , q u a s i e s c l u sivam e n t e i n v e r n acolo, r a p p r e s e n t a t i v o del c a r a t t e r e de l l e gent i de l l u o g o .

S ALTA La Salta è la bottiglia della collezione “Cantina dello Stu” che propone il Trebbiano d’Abruzzo è un vitigno presente nel territorio abruzzese da diversi secoli, tra i vitigni di bianco che ricoprono il territorio regionale fin dal Cinquecento (alcuni documenti citano un vino bianco chiamato “Trebulam”). Dagli anni sessanta è iniziata la sua valorizzazione qualitativa regolamentando la produzione e le caratteristiche organoelettriche e da quel tempo l’ascesa della sua fama a livello mondiale non ha subito arresti. Il Trebbiano d’Abruzzo è un vino dal colore paglierino, dal profumo delicato, dal sapore asciutto e sapido con leggero retrogusto di mandorla. Va bevuto giovane ed accompagna, esaltandone i gusti, risotti, paste (ad esempio con i ravioli dolci di ricotta) e tutti i primi piatti dai condimenti delicati, illumina di fresco sapore portate di pesce a partire dagli antipasti per finire con agli arrosti. Freddo si accompagna, discreto, ai dolci farciti di creme, a buon esempio con la Pizza Dolce, torta augurale delle cerimonie tradizionali.


Al bicchiere di “Vino Cotto” viene attribuito il potere di contrastare il mal di cuore e una ricerca recente sembra avvalorare questa antica convinzione patrimonio della tradizione contadina. Il suo alto valore antiossidante sembra combattere i radicali liberi aiutando a prevenire malattie dell’invecchiamento cellulare.

C OTTO D’AMORE Il Mosto cotto o Vino Cotto “Cotto d’Amore” viene prodotto secondo le regole della tradizione dell’area teramana e di tutto il territorio pedemontano del Massiccio del Gran Sasso d’Italia Il Vino Cotto è il risultato della lavorazione di un particolare dosaggio di mosti e di una procedura di cottura legata alla consuetudine rurale della nostra terra. Il segreto della mistura e dei tempi di riduzione sono frutto di una attenta ricerca e di uno studiato equilibrio. La particolare esperienza maturata nella “cantina dello Stù” ha originato un vino amabile e dal sapore intenso che ha ottenuto notevoli consensi per il suo gusto di prodotto tipico immediatamente riconducibile al patrimonio culturale della civiltà contadina e montana dell’area teramana. Il Vino Cotto nato per esigenze di conservazione e poi divenuto nettare per conoscitori, raccoglie attorno a sé un pubblico di estimatori e di intenditori. Il tempo di conservazione in botti di castagno, nelle realtà più povere, e in quelle di rovere nei contesti di maggior ricchezza, ne determinano l’affinamento del profumo e del sapore, In tutte le realtà paesane il Vino Cotto accompagnava le nascite i matrimoni i funerali insomma tutte le ricorrenze che scandivano i momenti ed i riti comunitari di maggiore importanza. Nella tradizione contadina era universalmente riconosciuto il suo valore quasi terapeutico. Per curare il raffreddore veniva usato caldo con chiodi di garofano, cannella e una piccola scorza di limone. Per ammorbidire le pieghe della pelle dei neonati le mamme lo strofinavano delicatamente fini ad assorbimento. Il territorio nel quale viene prodotto il “Cotto d’Amore” può avvalersi di queste molteplici esperienze capaci di trasformare la tradizione in prodotto di eccellenza.


L’olio extra vergine di oliva “La Macina” è quanto di meglio la nostra cantina è in grado di offrire. Olio dal colore verde oro, dal sapore fruttato e dal profumo delicato e persistente. Il gusto si caratterizza per la sua armonia che rende il nostro olio rispondente ad esigenze di apprezzabilità per la grandissima qualità e affidabilità. La lavorazione a freddo, nelle ore immediatamente seguenti la raccolta, dona al nostro olio altissime proprietà gustative e di genuinità per la assoluta garanzia di una alimentazione consapevole e sana come da tradizione. L’eleganza e l’equilibrio gustativo, armonico nei suoi sapori, lo rendono adatto ad abbinamenti con il pesce e le carni, donandosi interamente a crudo sulle verdure, le insalate e sul pane fresco. Ne consigliamo vivamente l’uso per tutti i tipi di fritto.

D RAGOLIO

LA MACINA

Con il nostro olio extra vergine di oliva dalle inconfutabili caratteristiche di bontà e genuinità confezioniamo un condimento aromatizzato al peperoncino piccante che da solo produce l’allegria dei commensali. L’uso di tale condimento può avvenire in cucina per la comodità del cuoco oppure direttamente nei piatti in tavola per esaltare i sapori delle paste o delle carni con un criterio di misurazione del tutto personale. Il potere gioiosamente piccante del peperoncino è un toccasana per il cuore e lo spirito e l’uso dell’olio attribuisce ai piatti originalità di gusto e aggiunge alle pietanze un elisir di salutare longevità. Si può usare disinvoltamente anche sulla pizza.


G ENZIANA La “Genziana” è un liquore ottenuto dall’infuso di radici di genziana in soluzione alcolica e zucchero. E’ un prodotto assolutamente naturale che esalta la tradizione montana del territorio abruzzese e in particolare quello del versante teramano del Gran Sasso d’Italia. La “Genziana” , piacevole tonico amaro, viene consigliata come digestivo da consumasi dopo pasti che hanno fatto grande la cucina teramana a base di salumi, formaggi e leggendari arrosti misti di carni rosse e salsicce. Il suo sapore moderatamente amaro è assai piacevole e la consumazione moderata del liquore libera il palato dalla confusione di sapori nel dopo disnare. Alla genziana vengono attribuiti molteplici benefici erboristici contro le epidemie, i morsi e le punture di insetti; la radice essiccata ha una energica azione febbrifuga e stimolante per la funzione digestiva. Della genziana nominiamo la varietà crociata soprannominata anche “erba di san Ladjslao”, re d’Ungheria nel XI secolo, la genziana kochiana che impreziosisce le vette alpine e appeniniche con i suoi brillanti fiori azzurri, la genziana nivalis dal color cielo che cresce oltre i duemila metri e la genzianella campestris dai fiori blu-viola la cui radice ridotta in polvere cura l’indigestione.


La passeggiata lungo il fiume costeggia le antiche mura perimetrali della cittadina che vanta la presenza di chiostri dalle vetuste mura e dai logori affreschi, di piazzette incuneate tra le case in pietra, fontane scultoree, eleganti numeri civici decorati col “Blu” della ceramica castellana, portoni di pregevole fattura,“rue” dai nomi poetici costellano il paese suggerendone una vocazione importante evaporata con lo scorrere degli anni. Qui è ancora custodita una ricchezza naturalistica importantissima suggellata dal massiccio del Gran Sasso incontrastato monumento paesaggistico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un altro patrimonio è rappresentato dalla magnifica tradizione culinaria. La cucina montoriese riveste un ruolo importantissimo nella memoria della cucina teramana rinomata per la sua varietà e naturale raffinatezza: primi piatti succulenti, secondi sofisticati, i salumi ed i formaggi, gli arrosticini, i contorni pieni di fantasia, i pasticci di verdure ed infine la immensa tradizione dolciaria. La pizza dolce, nella doppia interpretazione antica e moderna, la pasticceria secca delle grandi occasioni, le pizze di Pasqua, le mandorle interrate o sassi del Gran Sasso, formano i cardini di una consuetudine alimentare saldamente radicata nella quotidianità. Il questa piccola comunità si gioca un gioco raro, ancora giocato, sorprendentemente, solo in alcune comunità del bergamasco, composto da carte rappresentanti strane figure e agito con bizzarre e divertenti regole: il gioco dello Stù o del Cucco. Cultura, natura, tradizione, enogastronomia formano i pilastri su cui si fonda l’antico sapere di questo territorio.


Ca n nadel l oS t u’

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Brochure Cantina dello Stu'