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Magazinn e r1

E v e n t i F R IE N D S 4 A R T S , U b i M a i o r M i la n o

Jazz in Soundtrack

Con Beatrice Zanolini Musica e cinema

Spettacolo

L’arte puo’ essere anche un gioco con le carte

Fotografia

No color One color: That of the soul


Magazine

nr 1

MENSILE DI ATTUALITA’ COSTUME, ARTE E CULTURA

SOMMARIO

EDITORIALE

PAG.3

GIOVANNI NAVA

PAG.6

ANTONELLA CATANESE SCOTT WADE

RED CARPET QUARTET EMILA SIRAKOVA UBI MAIOR CLUB

LUCIANO QUAGGIA

LUDOVICO GILBERTI IDA MATILDE

MANUELA VERNA MAX BARILE

GIOVANNA MOTTA

JAZZ FOR CONCORDIA

PAG.5 PAG.8

PAG.10 PAG.13 PAG.16 PAG.18 PAG.20 PAG.22 PAG.24 PAG.25 PAG.26 PAG.31 FRIENDS4ARTS SRL EDITORE via arrigo boito 3 20900 monza - tel +39 0392622470

Testata in fase di registrazione presso il Tribunale di Monza, Direttore Responsabile Natale Caccavo; hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Manuela Belli, Tazio Tenca, Ida Matilde, Guido Magrin, Emila Sirakova, Giovanna Motta, Luigi Melzi, Mario Montella, Stefano Marchetti, Beatrice Zanolini, Max Barile, Marco Bottani.


Editoriale Eccoci al primo numero di Friends 4 Arts Magazine, dopo il "calcio di inizio" del numero zero (siamo in pieni Europei di calcio e mi lascio piacevolmente andare alle espressioni più usate in questi giorni). Il numero zero, la festa di presentazione, il calore di tutti gli amici che si sono stretti intorno a un progetto che diviene realtà, tanti consensi e qualche voce fuori dal coro (per fortuna c'è anche quella, altrimenti ci sarebbe da fermarsi qui subito). Dopo i dovuti ringraziamenti agli amici che credono in Friends 4 Arts, a chi collabora in redazione tutti i giorni, a chi contribuisce con articoli e recensioni e soprattutto ai lettori, che danno un senso a tutto quanto, veniamo al tema: "Sono nato in un Paese bellissimo... a mia insaputa". Tranquilli, non mi sto candidando per una carriera politica (nonostante "l'insaputa" sia ormai il leitmotiv di chi amministra il Paese...) ma sto parlando di Arte, di quell'Arte che ha sempre caratterizzato la nostra Storia. Arte, Stile, Buon Gusto, Eleganza, ecco tutto quello che ha reso famoso il nostro Paese nel mondo; il contraltare nobile al vecchio adagio degli "Italiani mafia" o "Italiani spaghetti": "Italiani Arte", "Italiani Cultura"... già, peccato che lo sappiano solo gli altri mentre per noi è tutto "a nostra insaputa". Così tra case di gladiatori che scompaiono e giovani artisti che non hanno modo di apparire, senza Arte e senza Cultura tiriamo i remi in barca e rinunciamo a una delle poche opportunità di riscatto e di rinascita. Così non ci accorgiamo che viviamo in un Paese d'Arte, in un Paese dove il "bello" è di casa e dove tanti giovani artisti avrebbero comunque la "marcia in più" ma sono fermi ai blocchi di partenza, in attesa di un via che non arriva. Da bambino vivevo in un paesino e lì ero nato, a due passi dal mare. Proprio per esserci nato, tutto quello che vedevo lì era "normale" e, proprio per che così "scontato", mi sembrava tutt'altro che artistico, bello, unico... Poi un giorno un diaframma e un otturatore, dentro i quali c'era l'anima di un artista, hanno svelato a tutti una bellezza che era sempre stata lì e nessuno la vedeva. In quegli scatti di Gianluca si vedeva poesia, gesti antichi, tramonti, campanili di chiese che sfidavano il blu, colori, luci, ombre... nessuno li aveva mai visti fino ad allora. L'Arte non inventa un nuovo mondo ma ci prende per mano, apre i nostri occhi e ci fa vedere quello che non vedevamo. L'artista ci presta i suoi occhi, la sua sensibilità, per rendere più bella e profonda la nostra percezione di quello che ci circonda, aumentando la nostra sensibilità. Circondarci di arte (quadri, musica, fotografie, poesia), vivere la magia del teatro o della danza, rende più piene le nostre vite e ci porta a diffidare delle imitazioni, dei plagi, della contraffazione. Anche questo è Friends 4 Arts, è una community di artisti, riuniti intorno a un portale e a un magazine, artisti ancora poco noti al grande pubblico, ma che insieme vogliono dare vita a un sogno. Friends 4 Arts Magazine Numero 1: vivo in un Paese bellissimo e ora lo so.


ANTONELLA CATANESE

RED IN JAZZ

Red Inside, rossa dentro, rossa come i suoi capelli, rossa come la sua passione per la musica, rossa come il sole infuocato della sua Sicilia: Red Inside è il CD di Antonella Catanese, opera prima che nasce già artisticamente matura, allo stesso tempo punto di arrivo e punto di partenza di un percorso musicale che viene da lontano e andrà sicuramente lontano. Con i suoi 50 minuti e 43 secondi e 9 brani da gustare tutti fino in fondo, Red Inside è un CD nonsolojazz, che potremmo accostare per genere al grande Sergio Cammariere. Si respirano infatti atmosfere jazz che strizzano l’occhio al pop, rendendo piacevole l’ascolto anche ai non jazzofili, ma con il grande pregio di poter piacere anche ai jazzisti più snob. Musiche e testi originali di Antonella Catanese, eccetto il brano Nostalgia in cui la musica è di un grandissimo Giovanni Mazzarino, che merita una lode particolare anche per le atmosfere raffinate dei suoi arrangiamenti, mai scontati e banali. Una sola cover, una magnifica versione di Alleria, inchino di Antonella a Pino Daniele (Pino, devi ascoltarla, magari in un prossimo concerto potresti cantarla con leiW). Possiamo qua e là ritrovare influenze delle grandi cantanti e pianiste che hanno ispirato Antonella (Billie Holiday, Ella Fitzgerald, Mina, Diana Krall, Eliane Elias) ma questa affermazione non deve trarre in inganno, in quanto le influenze costituiscono semmai un background, senza mai diventare imitazione. I brani ci hanno colpito davvero tutti (piacevolissima l’aria beguine di Era un’estate), senza alcun pezzo “minore”, anche grazie all’eccezionale il parterre dei musicisti. Oltre a Giovanni Mazzarino al pianoforte, un immenso Riccardo Fioravanti al contrabbasso, Dino Rubino (flicorno), Max Ionata (sax tenore e sax soprano), Giuseppe Mirabella (chitarra “Methenyana”), Nicola Angelucci (batteria). Quello che ci ha piacevolmente colpito di questo lavoro, oltre alla sua raffinatezza, è l’equilibrio. Nonostante il grande valore dei musicisti, nessuno ruba la scena, rimanendo tecnicamente “indietro”, così come solo i grandi sanno fare, per accompagnare magnificamente la voce di Antonella. Il CD è realizzato con grandissima cura in tutti i suoi dettagli, registrazioni pulite da studio che però mantengono il calore di un live, belle le fotografie e la grafica del libretto che contiene tutti i testi dei vari brani. Pensare che un disco del genere sia stato registrato in

studio in soli 2 giorni (20 e 21 dicembre 2011) è incredibile (se pensiamo a quanti gruppi e artisti restano in sala per tempi biblici, per realizzare prodotti di qualità discutibile) ed è ancora una volta riprova del valore dei musicisti coinvolti in questo lavoro. Antonella Catanese, cantante e pianista, Triennio Jazz al Conservatorio di Trapani, insegnante di musica, compositrice e anche (tanto di cappello) mamma a tempo pieno, arrivata a questa sua opera prima non più giovanissima: Red Inside testimonia che l’arte e la passione non hanno età, non è mai troppo tardi per un capolavoro e i veri artisti, anche poco noti al grande pubblico, non devono rinunciare a crederci. Noi di Friends 4 Arts fermamente ci crediamo.

Antonella Catanese - Red Inside Jazzy Record Label (www.jazzyrecord.com)


IL BRASILE DI

GIOVANNI NAVA

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La bossanova, la musica dei brasiliani bianchi, il "nuovo modo di suonare" come ci ha spiegato Giovanni, è stata la grande protagonista, tra i brani originali di "Outono", cd del chitarrista brasiliano, e cover famose della musica carioca. Ritmi malinconici accompagnano parole di gioia, fino al sound di Ragazza di Ipanema, mito per tutti noi che del Brasile abbiamo negli occhi le meravigliose spiagge di sabbia bianca, e perche’ no, le altrettanto meravigliose ragazze.


eventi F4A

Giovanni Nava, musicista brasiliano trapiantato in Italia, a Bergamo, e il suo quartetto spazia con sobria ma trascinante professionalita’ tra le note dei brani del suo nuovo album, autunno, dei quali propone un singolo, Rajos, fulmini, che sono metafora dell’energia che la musica ci restituisce, pur tenendo fede ad una linea musicale che affonda le radici nei secoli, attraversando l’Atlantico da est a Ovest e ritorno, perche’ la musica africana contamina i ritmi brasiliani, e i ritmi brasiliani sono ormai parte della nostra cultura musicale. Un grazie sentitissimo per un momento di musica di grande bellezza!!!


DIRTY CAR ART GALLERY

QUANDO LA POLVERE DIVENTA POP ART

Scott Wade, texano di Austin, un artista sicuramente originale....da anni utilizza lo smog e la polvere che si deposita sulle nostre automobili e la trasforma in opere d'arte. Temporanee, la pioggia e la necessita' di visibilita' obbliga i proprietari a pulire il lunotto prima dell'uso, ma vogliamo mettere il piacere di avere una gioconda leonardesca, una dama con l'orecchino di Vermeer, o piu' modestamente un paesaggio montano, ad abbellire le nostre vetture? Una curiosita', un'idea creativa, uno spunto di pop art sicuramente da segnalare, ripetibile ad ogni latitudine, che valorizza in modo artistico un fenomeno "spiacevole" come la polvere delle nostre citta'. I dipinti di Scott sono sicuramente ricchi di dettagli, in alcuni casi cavalcano l'onda del momento, riprendendo soggetti d'attualita'. come William e Kate, futuri monarchi di Gran Bretagna, in altri si affidano alla benevolente simpatia dello spettatore, richiamando gli occhioni di un cane o soggetti umoristici. La galleria d'arte delle auto sporche, Dirty Car art gallery, prossimamente anche nei nostri parcheggi?


JAZZ IN SOUNDTRACK

MUSICHE DA FILM IN JAZZ bEATRICE zANOLINI VOCE SOLISTA E ANEDDOTI NARRATI DA FABIO BEZZI Parole e musica: un connubio indissolubile che ripresenta la sua magia ogni volta che si ascolta una canzone. Un rafforzamento vicendevole, soprattutto se le melodie sono magistralmente eseguite da musicisti di eccellenza come Diego Ruvidotti, Riccardo Bianchi e Roberto Piccolo e le parole sono cantate da Beatrice Zanolini e recitate da Fabio Bezzi. Tutto questo è successo il 16 maggio a Monza, in una serata in cui questi artisti hanno presentato uno spettacolo dal titolo "Jazz in Soundtracks" in collaborazione con Friends4Arts e l'associazione "Amici del cortile". Atmosfera soavemente retrò con luci soffuse, la calda voce di Beatrice Zanolini che ripropone canzoni famose tratte da colonne sonore di film vecchi e nuovi declinati in chiave Jazz, intervallata da aneddoti sul cinema e sui suoi protagonisti recitati da Fabio Bezzi. A sostegno un trio di musicista di altissimo profilo, il filicorno di Diego Ruvidotti, la chitarra di Riccardo Bianchi, e l’infaticabile Roberto Piccolo al contrabbasso. una serata da applausi. Ingredienti perfetti per una serata di grande qualità, un viaggio nella storia del cinema e della musica, uniti dal filo conduttore delle emozioni: Barbara Streisand, Marylin Monroe, Mina, Marlon Brando e tanti altri attori e cantanti hanno fatto compagnia per qualche ora al pubblico attento ed entusiasta di una così bella performance.

eventi F4A


Emila Sirakova: l’artista a Milano.. .oggi


Friends4arts e’ sempre felice di creare occasioni di conoscenzae scambio di idee, per questo abbiamo fatto qualche domanda ad Emila Sirakova, giovane artista emergente attiva a Milano. Determinazione e tanta voglia di fare arte. La tua vita artistica in poche righe...quando hai iniziato a dipingere, che studi hai fatto, come cerchi di muoverti nel mondo dell'arte? Dunque, ho iniziato a disegnare da piccolissima, ho imparato a scrivere da sola a 5 anni disegnando le lettere. Dopo cinque anni di liceo classico, che mi serviva per imparare velocemente e per la cultura, mi sono laureata in pittura all'Accademia di Brera a Milano.332) Ho notato dai tuoi lavori che ho potuto vedere che preferisci come soggetti nudi femminili. Da cosa nasce la tua attenzione per il corpo umano? Dipingi anche altro? Che tecnica preferisci? I nudi femminili per me rappresentano il subconscio comune, la matrice ideale da cui proveniamo tutti e qualcosa che tutti conosciamo. Rappresento sempre una parte di me nei disegni di donne, quasi come se fosse un diario delle mie emozioni, capace di descrivere di volta in volta forza, volontà, tristezza, solitudine, tensione. Poi certamente disegno qualsiasi cosa e sempre con grande piacere. Di solito per i disegni utilizzo i pastelli e, a volte, l'acrilico. Faccio due disegni separati su due strati di carta oleata che poi vado a sovrapporre. In tal modo il disegno ha una prdità particolare. Hai una mostra a breve. Parlaci di questo progetto collettivo. A breve ho più progetti. La prima è una mostra a Milano sui tarocchi, dove 23 artisti rappresentano ognuno degli arcani maggiori. A me è toccato Il Diavolo. Invece ad inizio luglio sarò a Roma, assieme ad altri sei artisti per un progetto artistico che prevede di farci disegnare sui tram, e ognuno ha a disposizione un vagone intero. I tram gireranno per Roma per tre settimane coi nostri disegni. A settembre il progetto si concluderà con una mostra collettiva a Milano. Quanto è difficile per una giovane artista farsi strada in Italia e in particolare a Milano? Ci sono eventi che danno la possibilità ai giovani talenti artistici di emergere? Il lavoro dell'artista è sempre un po' difficile, sopratutto in periodi di crisi in cui l'arte diventa un bene di lusso non strettamente necessario. Però devo dire che Milano da moltissime possibilità agli artisti e ci sono più modi per iniziare a conoscere gallerie, curatori ed appassionati a cui far vedere il proprio lavoro. Bisogna non smettere mai di lavorare a fare ricerca e cercare di essere sempre aggiornati su quello che succede intorno.


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N AS CE F RI E ND S4 A RT S, U N M A G A Z IN E c h e e ’ U N A C OM M U N I T Y , c h e e ’ U N CL UB , c h e e ’ U N PO R TAL E, c h e d i v e n t a n o U N M A G A Z IN E . . ..

ALDA MERINI Laura Bagarella legge la poetessa dei Navigli

FOTOGRAFIA

B i a n c o e n e r o , t u tt i i c o l o r i d el l e e m o z i o n i

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i l p u b b l ic o d e l I II M il l e n n io ?

IL MAGAZINE MENSILE CONSENTE DI PRESENTARE AD UNA COMMUNITY DI ARTISTI, OPERATORI, CRITICI E AMICI DELL’ARTE, UNA SELEZIONE DELLE MIGLIORI PERFORMANCE E DEI MIGLIORI CONTRIBUTI ARTISTICI DEL MOMENTO, CON INFORMAZIONI, RECENSIONI, BIOGRAFIE, CONSIGLI DA E PER IL MONDO DELL’ARTE E DELLE SUE MOLTE SFACCETTATURE. UNA SINTESI COMMENTATA DA ESPERTI E AMATORI, DESCRITTA DAGLI ARTISTI IN UN’OTTICA ESPRESSIVA CHE FOTOGRAFA PER IL PUBBLICO IL PUNTO DI VISTA DELL’AUTORE. UNO SCAMBIO DI ESPERIENZE INFORMALE, MA NON PER QUESTO MENO PROFESSIONALE E PATINATA RISPETTO AI MAGAZINE DELL’EDICOLA, CON IL VANTAGGIO DI ESSERE REALIZZATA DALL’INTERNO, COME UN MODERNO WORKSHOP DEDICATO AGLI OPERATORI, AGLI ARTISTI ED AGLI ORGANIZZATORI DI EVENTI E GESTORI DI LOCATION DOVE REALIZZARE EVENTI E PERFORMANCE.

FRIENDS 4 ARTS, UN MAGAZINE che e’ UNA COMMUNITY, che diventa UN CLUB, che e’ UN PORTALE, PORTALE che diventano UN MAGAZINE.. .

e v e n t i - comunicazione


F4A EVENTI FRIENDS4ARTS MAGAZINE E’ QUI LA FESTA? Nell'esclusiva location dell'Ubi Maior Club, a Milano, lo scorso 17 maggio, la community di Friends4Arts si è riunita per una serata in occasione del lancio del #0 di Friends4Arts Magazine.

Tanti gli amici musicisti sul palco, che si sono susseguiti in una vera e propria jam session, tra i quali i padroni di casa dell'Ubi Maior Band, Marcello Ma, Giuliano Farina alla chitarra e Paolo Pinter al basso che hanno accompagnato Silvia Anglani, Martha J. Jazz, Stefania Colangelo, l'esibizione gospel di Gloria Enchill, Golden Din Din e Saverio Zanoli, gli Audiorama, l'energia di Andrea Devis, della sua band, i 7steps e la beat boxe di Charlie. A concludere gli Afrotronics, con un indiavolato ritmo di percussioni, campionamenti e tastiere. Una festa, un evento, per noi importante, per molti divertente, per tutti uno stimolo, dato che di strada ne vogliamo percorrere molta, ben lieti di allargare il giro oltre che ai musicisti, ai mille artisti che compongono la nostra community. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla serata: ecco un assaggio per chi era assente attraverso le foto di Marco Bottani.

Paolo Pinter, Slvia Anglani e Giuliano Farina

Il Direttore di Friends4arts

Slvia Anglani


L’Ubi Maior Band di Luciano Quaggia

Marcello Ma e le cavallette

Martha J. Jazz

Giuliano Farina

Stefania Colangelo

Andrea Devis

Saverio Zanoli, Gloria Enchill, Golden Din Din


L’Intervista: Luciano Quaggia

Notaio Quaggia, Ubi Maior e friends4arts, Milano e’ ancora una citta’ amica dell’arte? << Milano e’ ancora una citta’ amica dell’Arte, anche se rispetto ai tempi di Craxi e Pillitteri l’istituzione e’ molto carente, per cui ben vengano iniziative private a sostegno dell’Arte indipendentemente dalla risonanza e dalla fama,riscoprendo passione e talento>>.

LUCIANO QUAGGIA

Parliamo al professionista. Business e Passioni, come riusciamo al giorno d’oggi a conciliare tempi e modi? << Purtroppo, visto che di lavoro ce n’e’ poco, riusciamo a conciliarle benissimo. Del resto la crisi economica e’ sotto gli occhi di tutti, perfino prevedibile dal momento che l’Europa ha fondato tutto sull’Euro, dimenticando cultura e umanita’. L’Euro non e’ altro che una penalizzazione per tutti, tranne i potenti, e unire decine di popoli solo con la moneta non poteva enon puo’ essere sufficiente. Occorre altro, e mi auguro che si imbocchi una strada differente, altrimenti non vedo soluzione>> Musica e motori, l’altra grande passione, cosa predomina? <<sicuramente la musica, che e’ dentro di me...e oltretutto e’ anche molto meno costosa. I motori, l’altra mia passione, sono comunque destinati a rompersi, e nel corso del recente Grand Prix Historique di Monaco Montecarlo, mi sono schiantato alla Rascasse, l’uiltima curva dell’ultimo giro, distruggendo la mia Williams e quindi per un po dovro’ astenermi dal correre, dedicandomi alla musica a tempo pieno>>

Ubi Maior Club: Progetti per il 2012? << Suonare, divertirmi e contribuire a serate tra amici come questa, dove ritrovare persone simpatiche che si uniscono per il puro gusto di condividere musica, senza ansie e ambizionima solo per vivere, apprezzare, “annusare la vera arte.>>

7 steps


Audiorama

Sopra e sotto, gli Afrotronics


IL REGISTA DEL MONDO PRESENTATO A CANNES IL PREQUEL DI CARLO FUMO

“Immaginate una regia, immaginate un regista, un set grande quanto il mondo, una pellicola lunga quanto la nostra storia. Questo è il coraggioso esperimento che quest’opera vi pone con estrema violenza dinnanzi ai vostri occhi. Una veloce sequenza di fatti, eventi, persone importanti, sconosciute e che potreste essere voi, si susseguono senza pausa pronte a farvi riflettere sulla vostra esistenza e sull’incontenibile fatalità degli eventi. Il Regista del Mondo è un gioco, un gioco che si prende terribilmente sul serio. Una dolce carezza agli intenti e un forte pugno agli eventi. Un coast to coast su tutto ciò che è superiore al potere del singolo, ma che diventa male di tutti. Un viaggio viscerale che punta al cuore passando per il cervello. E’ la sedia su cui tutti vorremmo essere seduti ma che ci spaventa solo all’idea di poterci stare. Dalla metropoli più rinomata al villaggio più disagiato. Dai genocidi al degrado della società moderna. Dal potere assoluto all’istinto più basso. Dalle forzature dell’uomo alla rabbia della natura. Il Regista gioca con lo spettatore a tentarlo di immedesimarsi in quell’entità che tutto vede, con l’occhio di chi sa”


Un giovane regista emergente, Carlo Fumo, racconta i fatti partendo dal 1980, ripercorre la storia con uno sguardo indagatore, dove il Potere è una diplomatica democrazia, chiamata economia, e tutto ciò che sembra scontato, in realtà è tutto attentamente studiato. Case Farmaceutiche, Signoraggio, Petrolieri, Media, Mafie, Politica, Religioni e tanto altro in un racconto attuale, provocatorio e di denuncia."

CAST/INTERPRETI : Alessandro Haber, Gianmarco Tognazzi, Luca Ward, Massimiliano Gallo, Lidia Vitale, Nicola Acunzo, Yuliya Mayarchuk, Yoon Cometti Joyce, Orfeo Orlando, Danilo Autero, Franklin Santana, Naike Rivelli, Davide Nicora, Carmine Erra, Michele Volzone, Gennaro Coppola SCENEGGIATURA : Carlo Fumo FOTOGRAFIA : Francesco Di Giacomo (A.I.C.) MONTAGGIO : Claudio Di Mauro (A.M.C.) SCENOGRAFIA : Carlo Fumo, Giovanna Ricco COSTUMI : Iole Capparrone MUSICHE ORIGINALI : Naike Rivelli, Adriano Aponte SUONO : Gaetano Carito (A.I.T.S.) MONTAGGIO SUONO : Gianluca Carbonelli (A.I.T.S.) PRODUZIONE : ITALIAN INDEPENDENT MOVIE di Carlo Fumo DISTRIBUZIONE : Dailymotion.com (World) PARTNER : Kodak Spa, Technicolor Spa, D-Vision. SITO UFFICIALE: http://www.ilregistadelmondo.com CONTATTI : mail ilregistadelmondo@gmail.com FESTIVAL E PREMI (AGGIORNATO MAGGIO 2012) 1) "Short Award Film4Meeting" Malibu, CA (U.S.A) febbraio 2012 2) "Official Selection -

Rome Independent Film Festival" Rome, (Italy) marzo 2012 3) "Preselection - David di Donatello" Roma, (Italy) marzo 2012 4) "Official Selection - CortoNero" Napoli, (Italy) aprile 2012 5) "Special Award - Videofestival Imperia" Imperia, (Italy) aprile 2012 6) "Official Selection - Festival Universitario Lanterna" (Messico) aprile 2012 7) "Golden Spike Award - Social World Film Festival" Vico Equense (Italy) maggio 2012 8) "Short Film Corner Selection - 65° Festival de Cannes" Cannes, (France) maggio 2012 9) "Official Selection - Videomaker Film Festival" Casalnuovo, (Italy) maggio 2012 IN CONCORSO (AGGIORNATO MAGGIO 2012) - "Official Selection - Kalat Nissa Film festival" Caltanissetta (Italy) giugno 2012 - "Official Selection - Premio Carpine D'Argento" Visciano, (Italy) giugno 2012 - "Official Selection - Botteghe D'Autore" Albanella (Italy) agosto 2012


LUDOVICO MARIA GILBERTI

Women in Africa,

Mostra fotografica tra Arte e Antropologia Le grandi immagini dai toni che vanno dal bianco al nero, passando per il giallo dorato della sabbia e per il blu delle onde frangenti sulle barche dei pescatori, sono messe in risalto dalle installazioni minimaliste e quasi post moderne dei materiali su cui sono stampate. Un contrasto che richiama tradizione e innovazione, e che comunica umanita’. Ma è proprio nella dimensione temporale sospesa che prendono vita le opere di Gilberti: sagome di uomini e donne raffigurate in controluce, stagliate su paesaggi naturali, dove la tinta dominante diventa il nero. Proprio l'assenza di colore è il leit motiv dell'intera mostra, che si pone l'obiettivo di lanciare un messaggio di uguaglianza, annullando proprio il discrimine tra l'africano e l'europeo, lasciando alla conformazione fisica dei personaggi l'unico tratto identificativo. Per la realizzazione di questa mostra, Ludovico Maria Gilberti si è ispirato a "Paradise lost" di John Milton, provando a far risaltare la dimensione antropologica dei soggetti, incastonandoli in un eden perduto , un mondo fiabesco e arcanamente familiare, in cui riconoscersi. NO COLOR, ONE COLOR, THAT OF THE SOUL


Nell’anno dedicato dall’Onu alle persone di discendenza africana, Ludovico Maria Gilberti ha dedicato al tema una mostra itinerante da Nairobi a Monza, passando per Malpensa, esaltando i concetti di umanita’ , bellezza e fraternita’, fermati dall’obiettivo in momenti di poesia in movimento

mostra di quadriFotografici

© Ludovico Maria

Gilberti


IL NUOVO LIBRO DI Ida Matilde

Eva voleva VOLARE

Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di poterlo fare. Sir James Mattew Barrie - Peter Pan In una singola frase, l'essenza della storia di EVA. Un viaggio che si snoda tra i colori di piccole realtà quotidiane del Sud e le inquietudini, le paure, i turbamenti di una donna, la sua determinazione nel voler essere se stessa fino in fondo, la sua ricerca incessante della libertà. Libertà dai condizionamenti, dai sensi di colpa, dalla violenta sottomissione psicologica a lungo subita; libertà dai suoi limiti, dalle sue fragilità, dal suo prepotente bisogno di essere amata. Libertà di vivere la propria sessualità senza maschere e compromessi. Eva prende il lettore per mano e lo conduce nei suoi labirinti; possedendo il filo d'Arianna, gli consente di seguirla nei suoi percorsi dorati o drammatici perchè sa che sarà letta in tutti i suoi risvolti di donna e di femmina, come se la sua vita dovesse essere di esempio all'irrisolto di tutte le donne del mondo...in quel percorso di liberazione da ogni oppressione sociale o coniugale, quando non c'è più nulla che la giustifichi. Un romanzo scritto per le donne, che ogni uomo dovrebbe leggere. Dedicato a quanti vorrebbero "Volare". EVA Voleva Volare di Ida MatildeMarcelli Editore www.marcellieditore.com


UN LIBRO, UN CAMINO E UN COGNAC (o una Tisana, va bene anche un succo ACE) ...UNA STORIA PER EMOZIONARSI

A R C OD A M OR E di Andrea De Carlo

Leo Cernitori è un fotografo specializzato in nature morte: ritrae solo oggetti e la freddezza che trasuda dalle cose inanimate sta corroborando la sua vita. Ogni relazione dopo il divorzio è sterile, anche il rapporto con i suoi figli piccoli è ormai arido e superficiale, privo di qualsiasi spontaneità, regolato da scadenze, da sentenze dettate da giudici invadenti. Le relazioni con le donne sono pressochè inesistenti non tanto per una mancanza di spinte sessuali ma per una radicata incapacità a controllare i propri istinti e rimanere fedele a qualsiasi compagna. Giunto a un momento della sua vita ormai privo di stimoli, Leo per assecondare la tresca del cugino, una sera, in una discoteca confusionaria e fumosa, conosce Manuela Duini, arpista di fama internazionale, per la quale nutre subito un interesse viscerale. Manuela chiede a Leo di poter esser fotografata e da qui i due non riusciranno più a dividere le loro vite. Tuttavia non è una relazione convenzionale: una passione violenta trascina i due protagonisti in un baratro di incomprensioni, verità non svelate, desideri di insano possesso e incapacità di sostenere serenamente la loro unione. Il loro "arco d'amore" segue una linea pericolosa: sale vertiginosamente a uno zenith incontrollato per poi cadere in picchiata verso abissi sconvolgenti. Questa dinamica è enfatizzata dalla struttura narrativa che fa succedere a scene di passione, incontrollati scontri verbali e fisici, al più intimistico rapporto corporeo il più sprezzante degli allontanamenti intellettuali, in un connubio inarrestabile di eros e thanatos. Un dettato crudo, scarno, essenziale: le scene erotiche sono numerose e tutte connotate da una punta di crudeltà, dove non c'è spazio per il romanticismo ma solo per un materialismo corporeo tipico della scrittura dei "cannibali", dove non si accenna ad alcuna tenerezza sottolineando movimenti ed espressioni al limite del pulp. De Carlo, maestro delle storie d'amore tormentate, racconta di Leo e Manuela in una Milano triste e spenta, fatalmente grigia e scossa dall'allora recente scandalo di Tangentopoli: ribadendo i punti cardine di una generazione in crisi, di cui il protagonista quarantenne, puerile e immaturo, fragile e insicuro, è l'emblema, De Carlo riconferma una perdita dei valori sempre più avvilente per l'individuo e per la società. Lontano da giudizi e moralismi.


M A N U E L A V E R NA

Di un Danzatore oltre la tecnica

mi deve arrivare una sensazione...

Manuela Verna, ex ballerina e insegnante di danza, raccona a Friends4Arts la sua esperienza artistica nella danza, arte che necessita allenamento e costanza, ma soprattutto passione. Che da insegnante è necessario sapere trasmettere. -Raccontaci un po' di te: ballerina e insegnante di danza. Oltre agli allenamenti con i tuoi allievi, fai degli allenamenti da sola? Di me ballerina ormai ho solo ricordi .Ho iniziato a 7 anni con la danza classica e mi sono diplomata sempre in classico. All'età di 18 anni ho iniziato a lavorare nella compagnia del mio insegnante di danza e ho fatto lavori anche con altre compagnie. A 23 anni ho iniziato ad insegnare anche modern e da li è iniziata la mia "carriera "di insegnante. Attualmente ho una mia scuola ma mi occupo anche di altro: organizzo concorsi ed eventi sempre ovviamente legati alla danza. Mio è il concorso NorciaDanza che a dicembre scorso ha avuto la partecipazione di 360 allievi provenienti da 24 scuole italiane. Collaboro con la Jtb per l'organizzazione del suo concorso che si terrà a Roma a metà luglio, e con una compagnia teatrale, Punto e Virgola. Quando insegno per forza di cose devono muovermi e con le ragazze più grandi mi capita spesso di fare lezione: purtroppo ho poco tempo per andare a fare lezione da qualche parte ma quando posso ovviamente vado. Credo che sia dovere di chi insegna avere sempre una buona preparazione tecnica e fisica. -Qual è il lavoro nella tua carriera di ballerina che ti ha dato più soddisfazione? Ricordi in particolare qualche evento di cui sei stata protagonista e che continui a ricordare con molto orgoglio? Sono tanti gli eventi che ricordo con piacere e che mi hanno dato molto...ma non si può fare una scaletta. Da ballerina sicuramente sono stati gli incontri con alcuni grandi maestri della danza italiana, primo fra tutti Ugo dell'Ara e tanti altri. Esperienze che mi hanno dato l'opportunità di lavorare con delle magnifiche persone e imparare molto: il significato vero e primo della danza. Impegno,dedizione e senso del dovere. Poi ci sono le gioie degli spettacoli della scuola. Ogni spettacolo di fine anno è una emozione nuova e diversa, mai uguale alle altre. Avere la consapevolezza che si è riuscite a creare qualcosa che provoca belle emozioni in chi balla e in chi osserva ballare è il fine di un'insegnante, oltre certamente quello di riuscire a trasmettere agli allievi la passione e l'amore per questa arte. -Su quale genere di musica, classica, jazz, rock, preferisci ballare? Per le mie coreografie preferisco la musica classica e la musica di autori e gruppi contemporanei, spesso colonne sonore quasi mai musiche commerciali a meno che non le debba usare per le coreografie dei gruppi più piccoli. -Cosa preferisci in un ballerino/a? Su cosa ti soffermi nel vedere una coreografia? Sembrerà una risposta ovvia ma non potrei darne una diversa: di un danzatore oltre la tecnica mi deve arrivare una sensazione. La tecnica fine a se stessa rimane arida e vuota, solo un 'esercizio di bravura e fisico. Di una coreografia guardo la costruzione, la scelta musicale ma soprattutto il messaggio che arriva. Ritengo che non basti scegliere un bel brano e coreografarlo. Coreografia è dare un senso alla musica, lanciare un messaggio,"parlare "col corpo per esprimere un concetto.


L’arte e’ anche... un gioco di cart e

Friends4Arts ha intervistato Max Barile, mago e artista, che dimostra una profonda umiltà e rispetto nei confronti dell'arte che pratica.

E la capacità di stupirsi sempre, ancora adesso, davanti a un bel numero di magia. -Come dichiara nel suo sito, fin da piccolo è stato attratto dallo spettacolo e a undici anni ha iniziato a fare giochi di prestigio. Qual'era il suo numero preferito? Chi cercava di coinvolgere nei suoi spettacoli da bambino? I giochi di prestigio sono stata una rivelazione, una sorta di fuga dalla vita reale verso un mondo più bello. Come recita Hermann Hesse: “ fino al tredicesimo anno non mi sono mai seriamente preoccupato di cosa dovessi diventare, quale mestiere dovessi imparare. Come tutti i ragazzi ammiravo e invidiavo certe attività: il cacciatore, il battelliere, il barrocciaio, il funambolo, l’esploratore polare. Ma di gran lunga avrei preferito diventare un mago.” C'erano diversi giochi preferiti, appresi dai libri che studiavo: uno di questi era quello della banconota presa in prestito da uno spettatore e messa dentro delle veline che venivano chiuse e poi riaperte per scoprire che la banconota si era trasformata in un assegno. Il procedimento inverso faceva ritornare la banconota al suo posto. Il mio primo pubblico sono stati i miei parenti che con tanta pazienza si lasciavano costringere in salotto o nella mia cameretta ad assistere ai miei primi show. In seguito è toccato ai miei amici di scuola che in poco tempo hanno cominciato a chiamarmi perchè mi esibissi alle loro feste di compleanno. -Ho letto il suo curriculum che è denso di performance. Bisogna allenarsi molto perchè un numero riesca bene? Ha mai avuto paura di sbagliare qualcosa e che il numero non riuscisse? Come ci si comporta in questi casi? Si, occorre allenarsi molto, con serietà e costanza. Non si deve mai avere fretta di mostrare un gioco in pubblico se prima non lo si è metabolizzato. Io faccio molte prove davanti allo specchio, che preferisco all'uso di una telecamera e solo quando mi rendo conto di ingannare me stesso capisco di essere pronto. La paura di sbagliare fa capolino quando finalmente si presenta il nuovo gioco in pubblico. Questo a causa di un grande senso di responsabilità e di rispetto verso la mia arte, ma siccome ho studiato tutto filerà liscio. Certo la sfiga è sempre in agguato e il rischio che qualcosa non funzioni esiste e nel caso di errore il bravo mago riuscirà comunque a trovare una scappatoia, a inventare un finale alternativo. -Come è nata l'idea degli spettacoli di magia ai matrimoni? In realtà è nata molti anni fa: facevo esibizioni ai matrimoni già da ragazzo. Propongo un intrattenimento elegante in un contesto elegante. -Anche se conosce i trucchi del mestiere riesce ancora a stupirsi davanti a spettacoli di altri prestigiatori? Si, se uno è bravo si, sempre. E non cerco nemmeno di soffermarmi a capire come abbia fatto. Gli resto grato per l'emozione che mi ha regalato restituendomi un po' di quel senso di meraviglia che di solito sono io ad elargire al pubblico.


Il to n i co a fr o d i si a co di Hen ry di giovanna motta

Discendeva dai Conti di Tolosa: poeti, guerrieri, grandi amatori che hanno fatto la Storia, e non solo in battaglia. Ma era figlio di primi cugini, con tutto ciò che questa cosa implicava a livello genetico: per cui Henri era cresciutoWdalla vita in su. Era intelligentissimo,Henri De Toulouse Lautrec; quando poi prendeva in mano il pennello diventava quasi seducente! Sorrideva, gli occhi gli brillavano,era persino simpatico WPeccato che le sue gambe non avessero voluto seguire il resto del corpo, e l'avessero lasciato all'età di dodici anni (più o meno): era un uomo elegantissimo,però, che amava la buona cucina e che ci ha lasciato molte fra le ricette più amate illustrate di suo pugnoWApparteneva all'alta società di Parigi, ma amava ritrarre le "starlette" e gli ambigui frequentatori del Moulin Rouge e degli altri ritrovi alla moda: le sue tele sono "fotografie" di un mondo decadente ma elegante, colorato, scandaloso e superficiale. I colpi di pistola sparati a Sarajevo, e le prime cannonate della Grande Guerra manderanno tutto ciò in frantumi:ma Henri non vivrà abbastanza per vedere anche questo. Era anche goloso e, come dicevo, gli piaceva prepararsi da solo le pietanze preferite: più di tutto, però, amava i cocktails purchè rigorosamente di propria invenzione. Fece scandalo il suo "Terremoto" (metà assenzio e metà cognac) che davvero era quanto di più destabilizzante poteva prepararsi per i pancreas altrui, ed il suo tonico "afrodisiaco". A quanto sembra, il Nostro se lo preparava da sè, consumandone un poco prima di un incontro galante che minacciava di divenire (ehm..) impegnativo. Ecco come si fa:

INGREDIENTI:

1 bicchiere d'acqua di rose (ovviamente gastronomica) 3 bicchieri di vino bianco secco qualche chicco d'uva acerba 2 cucchiai di maggiorana fresca tritata 1 cucchiaio di scaglie di zenzero fresco Mezza tazza di zucchero a velo

Mescolate acqua di rose,vino,zenzero, maggiorana: mettete in un contenitore di vetro,e tenetelo al fresco per almeno 21 giorni. Filtratelo ed aggiungete lo zucchero, mescolando fino a che sia completamente sciolto. Imbottigliate aggiungendo i chicchi d'uva e tenete rigorosamente al freddo. SERVIRSENE AL BISOGNO(!)


A FO R I SM I E S OR R I SI parlare d’Arte migliora l ‘umore Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Altrimenti non sarebbe piu’ un artista Oscar Wilde Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona come ti detta il tuo animo. Charlie Parker

Il Piacere del successo per un attore e’ niente in confronto a quello che gli procura l’insuccesso di un collega Jean Paul Belmondo

Ogni musica che non dipinge nulla non e’ che rumore Jean Baptiste Lerond D’Alembert

Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che grazie alla loro arte, trasformano una macchia gialla nel sole Pablo Picasso


MUPPETS SHOW quando l’Arte e’.. animata E’ tempo di far musica, e’ tempo di cantar...cosi’ iniziava la sigla del Muppets Show, incredibile allegoria dello show biz a Broadway. dove i personaggi, la rana Kermit, la soubrette Piggy. l’improbabile orchestra con il suonatore di gong, Gonzo, strappavano un sirriso ai piccoli, e anche ai grandi, ed infatti diverse generazioni continuano negli anni ad alimentare il mito dei pupazzi piu’ noti della tv. I Muppets sono un gruppo di pupazzi e personaggi in costume creati nel 1954–55 da Jim Henson e dalla società da lui fondata, il Jim Henson Workshop. Questi personaggi sono stati protagonisti di due celebri trasmissioni televisive, nate negli Stati Uniti ma trasmesse in gran parte del mondo: il Muppet Show e Sesame Street (la prima fu mandata in onda prima nel Regno Unito e solo più tardi nel Nordamerica). Henson ha dichiarato che la parola muppet deriva dalla combinazione di marionette (marionetta) e puppet (pupazzo); altrove, però, ha sostenuto di aver scelto quel nome solo perché gli piaceva il suono, e di aver successivamente e deliberatamente "inventato" questa presunta etimologia del termine.Qui abbiamo voluto ripercorrere velocemente una galleria fotografica, dove ciascuno puo’ ritrovare un pezzetto dei propri ricordi di bimbo, di ragazzo, e sicuramente, come a chi scrive, torneranno alla mente battute, gag, e le avventute dei “maiali nello Spazio”, la soap a puntate piu’ strampalata del piccolo schermo.....e’ tempo di far musica...e di sorridere, i favolosi muppets sono pronti a ... ricominciar!


MUPPETS - foto di gruppo


20 - 30 maggio 2012 Terremoto in Emilia

15 giugno 2012- Milano Jazz for Concordia

raccolta fondi organizzata da Rossella Del Grande, presso il Ristorante San Vittore di Milano, dove un nutrito e quali ficato gruppo di musicisti si sono esibiti a sostegno dei soccorsi e della ricostruzione del comune di Concordia sulla Secchia e delle altre zone colpite dal terremoto.


SHOPPING 4 ARTS GIUGNO 2012

magazine 01  
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#1 June 2012 magazine

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