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LA

Lavoro d’approfondimento (LA)


A cura di: Johan Jude Milkan Titolo: Violenza minorile Corso: Cultura generale Professione: Disegnatore d’arredamento Anno scolastico: 4DA Scuola: CSIA Lugano Docente: Maria Rosa Weissen Immagine di copertina: “Child of gaia� in italiano figlia della terra, ho voluto far riccordare che i bambini non sono delle macchine ma che hanno bisogno di amore e di affetto.


INDICE 1 INTRODUZIONE 2 I DIEITTI DELL’INFANZIA 2.1 I DIECI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’INFANZIA 2.2 DIRITTI VIOLATI 3 TESTIMONIANZE DI MOSES, EX BAMBINO SOLDATO IN UNGANDA 4 PERCENTUALE DI SFRUTTAMENTO MINORILE MONDIALE 4.1 GRAFICO DELLO SFRUTTAMENTO DELLE MULTINAZIONALI 4.2 IL MERCATO DEGLI ORGANI 4.2 FILM IQUBAL 5 ARTICOLO SULLA PROSTITUZIONE MINORILE IN SVIZZERA 6 ABUSI SESSUALI NEL BELLINZONESE 6.1 ABUSI SU BAMBINI HANDICAPPATI 7 INTERVISTA 8 CONCLUSIONE E RINGRAZIAMENTI 9 BIBLIOGRAFIA

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INTRODUZIONE


MOTIVAZIONE ED OBBIETTIVI GENERALI Ho scelto di trattare il tema “la violenza minorile” in quanto è un drammatico fenomeno d’attualità. La violenza sui minori purtroppo non accade solo nei paesi del terzo mondo ma anche qui. Ad esempio la violenza di un genitore frustrato, gli abusi di educatori insospettabili, ecc. Nell mio lavoro d’approfondimento vorrei,partendo dai 10 diritti fondamentali dell’infanzia, presentare alcune gravi problematiche che riguardano la loro prevaricazione sui minori e che avvengono in ambiti diversi, da quello lavorativo a quello familiare o sociale.

CONTENUTI RIFERITI AGLI ASPETTI DI CULTURA - Storia e politica Presenterò e commenterò la

- Etica

testimonianza di un ex bambino soldato.

- Economi / Etica Rifletterò sulla responsabilità nello

- Identita e socializzazione Per conclusione ho chiesto informazioni

sfruttamento minorile di alcune multinazionali conosciute.

Partendo da un documento commenterò il traffico di organi di cui sono vittime molti minori.

Rifletterò su 2 avvenimenti recenti riportati dai media di due casi di pedofilia: uno in Ticino e l’altro a Berna.

a SOS infanzia, sezione Ticino, riguardo i loro interventi.

Dopo aver visionato il film “IQBAL” di Cinzia Torrini esprimerò un’opinione riguardo lo sfruttamento lavorativo ed umano.

- Diritto / Etica Presenterò un articolo che mi ha a dir

poco scandalizzato e che riguarda a livello svizzero la mancanza di leggi che proibiscono la prostituzione a 16 anni.

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I DIRITTI DELL’INFANZIA I bambini, ancor più degli adulti, hanno bisogno di protezione. È considerato un bambino chi non ha ancora compiuto i 18 anni, a meno che la legge non preveda il raggiungimento della maggiore età precedentemente. Per questo motivo l’ONU ha adottato nel 1959 la Dichiarazione dei diritti del bambino e, nel 1989, la Convenzione sui diritti dell’infanzia. Questi testi fondamentali insistono su punti essenziali come il diritto alla vita, alla salute, alla famiglia, alla protezione contro il maltrattemento, all’educazione, alla protezione contro la guerra, contro il razzismo e contro ogni forma di discriminazione. I paesi che firmano la Convenzione si impegnano a creare le condizioni che permettono ai bambini di sviluppare liberamente le loro capacitâ, a proteggere i bambini del lavoro infantile, dalle tossicomanie, dallo sfruttamento, dalla negligenza e dall’abbandono. In Svizzera la Convenzione è entrata in vigore il 26 marzo 1997

I DIECI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’INFANZIA 1. Il diritto all’uguaglianza e alla protezione dalla discriminazione, senza distinzione di razza, religione, nascita e sesso. 2. Il diritto ad un nome e ad una cittadinanza 3. Il diritto alla salute. 4. Il diritto all’istruzione e alla formazione . 5. Il diritto al tempo libero, al gioco e allo svago. 6. Il diritto all’informazione, alla partecipazione, a essere ascoltati e a riunirisi. 7. Il diritto ad una sfera privata e a crescere in uno spirito di uguaglianza e di pace. 8.

Il diritto ad aiuti immediati in caso di catastrofi e in situazioni d’emergenza, come pure alla protezione contro la violenza.

9. Il diritto ad una comunità familiare, alle cure parentali e a una casa sicura. 10.Il diritto all’assistenza in caso di menomazione. Conoscere la civica diventare cittadino, DECS 2007

Dialogando con persone più anziane di me e ascoltando i loro commenti, le conlusioni sono le seguenti: 1-come si fa al giorno d’oggi con tutti questi casini che stanno succedendo nel mondo per via delle religioni(mussulmani, cattolici, protestanti, ortodossi ecc...) Solo pensare di poter mettersi d’accordo? Sarebbe bello, ma è solo utopia. 2-prendo come esempio l’Africa e l’India, potrei metterci anche la Cina, come si fa in queste nazioni dove non esiste nemmeno un ufficio catasto, un ufficio anagrafe dove fanno nascere un bambino e una bambina la si possa annunciare? Anche questa mi sembra solo utopia. 3-la salute o meglio le cure per una salute sana dovrebbero essere non un diritto ma un dovere di tutta la popolazione mondiale, purtroppo ancora un’altra volta devo scrivere utopia. Leggendo i diritti 4,5,6 e 7 anche li per ora siamo lontani anni luce da poter realizzare queste cose. Mi soffermo invece sul diritto 8, perchè concerne gli aiuti immediati in caso di catastrofi e in situazioni di emergenza. Purtroppo ho ancora sotto gli occhi e seguo tramite internet il disastro della popolazione di HAITI. Sono stati

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stanziati migliardi di dollari, soldi mai arrivati a destinazione, addirittura la popolazione haitiana ha chiesto l’allontanamento delle persone esterne e dei soccoritori. Perchè la maggior parte di queste associazioni, fondazioni, aiuti umanitari sono i primi ad approffitarne in una situazione drammatica; È vergognoso che delle persone vadano in nazioni disastrate come quella citata sopra e ne approfittino per i loro interessi sia finanziari sia sessuali. Diritto 9 qui potrei scrivere in merito alla cosidetta casa sicura di quello che e successo all’Aquila dove un terremoto ha distrutto 3/4 della città ma quello che mi ha sorpreso che questo terremoto ha distrutto la scuola e l’università 2 stabili costruiti pochi anni or sono. Anche qui si vede la speculazione di certi palazzinari se andiamo a spulciare in internet vedremo che la magistratura italiana ha già fatto degli arresti e sta proseguendo nelle indagini post terremoto (perchè anche nella ricostruzione di case ci sono stati degli abusi e dei subappalti senza nessun criterio. conta sempre e soltanto il Dio danaro. Diritto 10, purtroppo l’assistenza e le cure in caso di menomazioni non e alla portata di tutti anche alle nostre lattitudini ci sono menomati di serie A e di serie B tutto dipende da che grado di cassa malati una persona puo permettersi di pagare. Concludendo ho letto più di una volta i diritti del infanzia: sono belle parole, sono ben scritte, ma per quanto mi sforzi di pensare positivamente li trovo sempre parole su un pezzo di carta.

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DIRITTI VIOLATI. IN TUTTO IL MONDO LE RAGAZZE DEVONO LAVORARE DI PIÙ E PIÙ DURAMENTE DEI LORO FRATELLI Al mondo,si contano circa 960 milioni di analfabeti, due terzi dei quali sono donne; 130 milioni di bambini non vanno a scuola, due terzi dei quali sono di sesso femminile; 130 milioni di donne hanno subito l’escissione e ogni anno due milioni di ragazze devono sottomettersi allo stesso destino. La discriminazione delle ragazze ha molti volti. In numerosi paesi le bambine di appena sei anni incominciano ad aiutare la mamma nelle faccende domestiche andando a prendere l’acqua, raccogliendo la legna, arando i campi, occupandosi della semina e del raccolto, accudendo il bestiame e i fratelli più piccoli oppure vanno a servizio presso famiglie abbienti. In Asia e in Africa, una ragazzina di dieci anni lavora in media sei ore al giorno per contribuire al mantenimento della famiglia, mentre i suoi coetani maschi lavorano solo tre ore. Nelle famiglie povere, il poco che c’è spetta ai maschi. Alcuni studi hanno messo in evidenza che le bambine vengono allattate meno, alimentate peggio rispetto ai fratelli e ricevono scarsa o nessuna cura medica. L’UNICEF stima che ogni anno circa 1,5 milioni di bambini muoiono solo perchè sono di sesso femminile. Conoscere la civica diventare cittadino, DECS 2007

Anche qui purtroppo dopo aver letto questi diritti violati ed aver fatto delle ricerche per conto mio in internet sono giunto (se si puo dire ad una mia personalissima conclusione) anche se povero analfabeta e tutto quanto mettere e meglio nascere un maschio che una femmina perchè se ogni anno circa 1.5 milioni di bambini muoiono solo perchè sono di sesso femminile allora e meglio essere un maschio.Pero mi chiedo dove sono questi famosi diritti per l’infanzia non e certamente di una ragazza se e nata femmina, come non è certamente colpa di nessun bambino o bambina che nascie di trovarsi in condizioni pietose per non scrivere di peggio.Un neonato non ha mai chiesto lui di nascere ma è solo il frutto di una congiunzione sessuale.

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DIRITTI VIOLATI. TESTIMONIANZE DI MOSES, EX BAMBINO SOLDATO IN UNGANDA Sono stato sequestrato nel 1996, mentre ero a scuola, insieme a altri 40 bambini. Con me sono stati sequestrarti anche i miei due fratelli, che sono stati poi uccisi davanti ai miei occhi. Nei primi tre giorni dopo il sequestro ricordo solo di essere stato picchiato molto. Poi abbiamo camminato a lungo e siamo arrivati in Sudan. Lì ci hanno unto con l’olio di karitè, secondo un rito che nella tradizione Acholi si faceva una vita molto dura: non c’era acqua a sufficenza, nè cibo. Fai un sacco di chilometri per prendere l’acqua e poi non ti permettono nemmeno di usarla perchè sei ancora una recluta. Continuano a ripeterti che se scappi verrai ucciso. Ti dicono anche che se scappi sarai inseguito da spiriti malvagi che ti uccideranno. Molte reclute muoiono, per fame o colera. Dopo sei mesi vieni ammesso a fare il training per diventare il soldato, che dura un mese e mezzo. L’esito del traning dipende dal tuo comportamento, devi dimostrare che non pensi a scappare. E comunque lì sei molto lontano dall’Uganda, e anche se scappi non trovi da mangiare, così nessuno scappa . Poi diventi un vero soldato. Io lo sono diventato nel 1997. Nel 1999 sono stato mandato a fare un corso di amministrazione pubbilica, sempre in Sudan, e così sono diventato un amministratore all’interno dell’LRA, poi sono diventato uno dei comandanti. Quando sei nell’LRA fai una vita molto dura, puoi stare anche un mese senza avere la possibilità di lavarti, e devi sopportare torture di ogni genere... Adesso vivo a Gulu, in città, con mia madre. Mio padre è morto mentre ero ancora nel bosco con i ribelli. Quando ero nel bosco c’erano molti politici che facevano promesse vuote, dicevano che avrebbero regalato un sacco di soldi a chi usciva. Io visto che anche se la vita fuori è dura, l’amnista è una cosa che funziona: non vieni portato in tribunale, e se chiedi dei tuoi genitori, ti aiutano a cercarli. Stai un mese e mezzo o due in un centro riabilitazione e così ottieni un certificato che ti garantisce che non sarai portato in tribunale. Poi però devi comportarti bene, non come quelli che pensano che quel foglio basterà a scusare qualsiasi cosa facciano. Se continui a comportarti male la comunità non ti crede e ha paura di te. Adesso faccio parte di un gruppo di auto-aiuto, insieme a altri usciti dall’LRA. Con loro vado nei campi per sfollati, e lì facciamo degli incontri con i leader locali e con i giovani per parlare della nostra situazione. Facciamo anche del counseling, periodicamente, perchè anche dopo un po’di tempo che ero fuori dal bosco, continuavo ad avere incubi notturni e mi svegliavo piangendo e urlando. Sono tornato a scuola, e sto

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http://browse.deviantart.com/?qh=&section=&q=child+SOLDI ER#/d2v57w7

completando il terzo anno delle superiori. In futuro vorrei continuare a studiare per diventare “agricultural officer”, perchè vengo da una famiglia di agricoltori, e mi piacerebbe studiare arte, perchè ho una passione per il disegno. Conoscere la civica diventare cittadino, DECS 2007


Noi ci lamentiamo, critichiaimo quando leggiamo, sentiamo della vilenza che subiscono certi giovani quando hanno la fortuna di arrivare in Europa ma non ci chiediamo mai o meglio non guardiamo mai da dove vengono, che infanzia hanno avuto e che istruzione hanno avuto nelle loro breve vita. Ci sono purtroppo al mondo, dei bambini che sono costretti ad imbraccare un fucile, un coltello, una scimitara per soppravivere nei loro paesi. Io credo che per loro la violenza faccia parte del loro modo di vivere, non è una cosa che nasce con loro, è una cosa che apprendono già in tenera età (come si usava dirie una volta morte tua vita mia) quindi questi adolescenti purtroppo usano l’unica lingua che loro conosco “LA VIOLENZA”. Non so se si possa dare una colpa a questi ragazzi ma credo che ogni caso debba essere valutato per se stante. Non voglio dilungarmi su un tema che nessun dottore, politico, scienziato, riescie a spiegare ma da violenza nascie solo violneza ed è molto difficile far cambiare la mentalità ad un ragazzzo che praticamente è nato con un fucile in mano. Che mi lasciano un pò di speranza sono i progetti per il futuro di Moses che vorrebbe studiare e coronare il suo sogno artistico.

http://browse.deviantart.com/?q=child%20 SOLDIER&order=9&offset=96#/d13q4wh

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http://www.dinicola.it/mdl/lavorominorile.htm

PERCENTUALE DI SFRUTTAMENTO MINORILE MONDIALE Osservando il grafico soprastante, noto che in Europa lo sfruttamento minorile è inferiore rispetto al resto del globo, posso supporre che sia semplicemente perché se le multinazionali sfruttassero i bambini europei, neanche un giorno dopo chiuderebbero baracca e burattini. Nei paesi dove c’è più povertà invece, come ad esempio in Africa, le famiglie necessitano dei figli come forza-lavoro, poiché un solo stipendio, o al limite due, sarebbero sempre insufficienti per mantenere tutta la famiglia; di conseguenza mandare i bambini a lavorare diventa un bisogno a cui non si può rinunciare. Per quanto riguarda l’America, penso che come in Europa, siano presenti maggiori aiuti provenienti dallo stato che facilitano l’allevamento dei figli senza avere bisogno di contributi da parte dei piccoli, permettendo loro di formarsi culturalmente e, di imparare a provvedere, a suo tempo, a se stessi. Per quanto riguarda l’Asia invece, posso dire, con un pizzico di pregiudizio, che l’elevata percentuale rimarca la grandezza della popolazione. Anche se affermare che un prodotto importato dall’Asia: “è stato fatto a mano dai bambini cinesi”; è ormai diventato quasi un detto, se analizziamo i dati, possiamo sostenere che in proporzione al numero di abitanti, la percentuale non è da considerarsi esageratamente elevata. In merito alla percentuale rivolta all’Australia devo dire che mi ha un po’ sbalordito; per il semplice fatto che la si vede come il continente più piccolo del mondo e la sua popolazione, data la moltitudine di terreno disabilitato (per via dei deserti, ecc.), è alquanto ridotta rispetto agli altri; e considerato anche il fatto che l’Australia è molto trafficata in ambito turistico.

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http://toglietevilescarpe.blogspot.com/2010_06_01_archive.html

Questo grafico non meriterebbe ulteriori commenti ma dal mio punto di vista e con la mia età posso chiedervi: a voi non vi fa impressione che multinazionali come queste reclamizzate da tutte le TV del mondo reclamizzate anche da giornali e settiamanali di tutto il mondo, come mai la tutela per i minori come pure la tutela dei marchi di queste multnazionali non sia mai intervenuta a fermare questo sfruttamento minorile che è davanti agli occhi di tutti? Capisco che in tante parti del mondo la fame la sete la povertà la fanno da padroni e per questo un ragazzo, una ragazza oppure dei bambini si fanno comperare per un pezzo di pane ma la colpa è dei grandi. Mi chiedo come fanno e con che coraggio tanti genitori a comperare vestiti scarpe ecc... Hai loro figli sapendo che questi prodotti vengono fatti da bambini e bambine sfruttate. Io personalmente vesto non FIRMATO.

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IL MERCATO DEGLI ORGANI: BUCO NERO DELLA GLOBALIZZAZIONE Alla divisione del mondo in venditori e compratori siamo abituati da decenni, consumisti fin dentro al midollo. Ma è a quella tra venditori e compratori di pezzi di corpi umani che Nancy Scheper-Hughes – antropologa e fondatrice di ‘Organs Watch’, la più grande organizzazione mondiale fondata in California nel 1999 al puro scopo di tenere monitorata questa particolare fetta di mercato – costantemente ci spinge a riflettere. Divisione naturale tra le aree di benessere e quelle di povertà estrema, tra le zone di pace e democrazia e quelle di guerra e dittatura del pianeta. “Parte del lavoro è eliminare l’idea che si tratti di leggende” continua dal sito della sua organizzazione la ScheperHughes – unica antropologa a far parte della ‘Bellagio Task Force’, gruppo di ricerca formato da chirurghi dei trapianti, specialisti dell’acquisizione di organi e attivisti per i diritti umani, che si occupa di esaminare gli effetti prodotti dal traffico di organi umani nel mondo – “così, dopo aver parlato con molti chirurghi statunitensi, ho deciso di cominciare a seguire il percorso reale dei corpi destinati ai traffici”. La risposta chiara a questa provocazione è fornita a distanza da Alice Mobota, presidente della ‘Lega dei Diritti Umani’ del Mozambico: “La lentezza e l’indifferenza del governo e della polizia sono una prova chiara della potenza dell’organizzazione che gestisce il traffico, e degli interessi che lo collegano a persone infiltrate nel Governo”. Persino il Pontefice, nei giorni scorsi, si è riferito a quello che sta diventando un fenomeno sempre più esposto come a un “atto abominevole e moralmente illecito, che per di più spesso tocca i bambini”. Il fenomeno è molto più esteso di quanto si possa immaginare. Le cifre uscite dal Vienna Forum To Fight Human Trafficking dell’ONU conclusosi il 15 febbraio 2008 sono spaventose. I Paesi coinvolti nel puro traffico di organi – che rientra nel più esteso traffico di individui a scopo di schiavitù, adozione o prostituzione – sono moltissimi. I venditori, a buon mercato, sono: la Cina, il Brasile l’Argentina, la Colombia, il Messico, il Mozambico, il Sud Africa, l’Afganistan, l’Iraq, la Palestina, l’India, il Nepal, il Pakistan,

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la Thailandia, le Filippine, il Laos, il Vietnam, la Russia. Per venire più vicini a noi, i centri di smistamento si trovano in Turchia, in Repubblica Ceca, nel Caucaso, in Georgia, e smerciano organi umani provenienti da Moldavia, Turchia, Russia, Ucraina, Bielorussia, Romania, Bosnia, Kosovo, Macedonia, Albania. I Paesi compratori, che, almeno in questo, non dimostrano grande capacità contrattuale, date le cifre a cui gli ospedali vendono il pacchetto organotrapianto, sono: Stati Uniti, Inghilterra, Belgio, Francia, Italia, Germania, Olanda, Austria, Danimarca, Spagna, Polonia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Israele, Sud Africa, Emirati Arabi. Un rene in Turchia frutta a chi se lo fa espiantare 2700 dollari. Poco più di un terzo di questa cifra se il donatore viene, invece, da India o Iraq. Lo stesso organo viene impiantato anche per 150mila dollari, a seconda dell’urgenza e della liquidità del paziente. È a tutti gli effetti, quindi, un fenomeno globale, aiutato da ottime strutture ospedaliere private situate anche nei Paesi più poveri – e aperte, in linea di massima, solo agli occidentali – dalla ormai più che provata efficacia dei farmaci antirigetto e da una domanda vastissima. Non parrebbe sbagliato, dunque, estendere la tanto sfruttata formula di “fuga di cervelli” anche a quella di reni, muscoli cardiaci, cornee, polmoni, fegati, ossa, tendini. Tenendo salva l’attenuante della non-volontarietà. La divisione “naturale” tra venditori e compratori a cui si riferiva Nancy Scheper-Hughes si può anche illustrare con le cifre pubblicate dal Forum di Vienna dell’ONU: nelle zone del sud del mondo 13 milioni di bambini minori di 5 anni muoiono ogni anno per fame o malnutrizione, mentre si calcola che, ogni sera, più di 200 milioni rimangano a stomaco vuoto. 121 milioni di bambini vengono privati dell’istruzione di base poiché nei loro Paesi non vige l’obbligo della scuola gratuita e accessibile a tutti. Esistono poi i cosiddetti “piccoli soldati”, impegnati nei tanti conflitti bellici del mondo: 300mila sono minori di 18 anni. Il risultato: negli ultimi dieci anni sono morti in guerra oltre 2 milioni di bambini e più di 6 milioni sono rimasti invalidi. Sono invece 211 i milioni di bambini-lavoratori in stato di schiavitù. Poi ancora il giro di prostituzione, soprattutto di minorenni, che in paesi orientali come la Thailandia in passato ha coperto il


10-15% del Pil. Stando a uno studio del governo degli USA citato dagli atti del Forum di Vienna, 800mila persone, ogni anno, sono oggetto di traffici internazionali e intercontinentali (per schiavitù, prostituzione, adozione, smercio di organi umani). È solo in questa coltura fertile che può trovare linfa il redditizio business degli organi, il lato più nero e innominabile della globalizzazione. “Ancora non possiamo dire i numeri precisi legati al traffico di organi umani” continua la Scheper-Hughes “ma una stima ottimistica potrebbe aggirarsi attorno ai 15mila reni commerciati all’anno, e anche per gli altri organi le proporzioni sono mantenute. E la maggior parte delle vittime è costretta dal bisogno, più che dalla forza. E poi ci sono i casi di omicidio a scopo di espianto, per quanto riguarda cuori e polmoni, e i centri più interessati sono Brasile, Pakistan e Filippine.” Solo in Europa ci sono attualmente 120mila pazienti in dialisi e circa 40mila in attesa di un trapianto di reni, stando a un recente reportage del Parlamento Europeo. Lo stesso documento parla di liste d’attesa di 3 anni, che diventerebbero 10 entro il 2015, portando ad aumentare quindi anche il numero dei decessi. Un vecchio adagio recita che ovunque ci sia domanda c’è mercato, e quindi business. http://blog.libero.it/Rober5/6422793.html

Lo scritto sopra, onestamente si commenta da sè, ma cerco di scrivere una mia impressione ed anche la mia idea sul commerio e il traffico d’organi. Trovo pazzesco che nel 2011 ci sia ancora un business così proficuo e cosi inumano come il traffico d’organi. Se partiamo dal presupporto che ci sono persone disposte a donare un rene per poter prendere quei pochi euro che gli servono per soppravivere già qui siamo al pardosso. Ma se calcoliamo che ogni anno circa 15 mila reni vengono trapiantati e sono organi provenienti da persone uccise per poter estirpare loro reni, fegato, cuore ecc... siamo messi peggio di quelli che noi consideriamo cannibali. Il traffico di organi nella lista nera figurano al terzo posto dopo le armi e la droga, mi chiedo se nei paesi cosidetti civilizzati non sia più facile e logico fare una legge che permetta ad un dottore di usare gli organi di una persona appena morta. Se guardiamo gli incidenti stradali, purtroppo quanti morti producono all’anno, se guardiamo quanti decessi per infarti, ictus ecc.. avvengono ogni anno in tutto il mondo civilizzato e mettessimo questa legge legale credo che il business di organi ceserebbe in brevissimo tempo. È inconcepibile che vengaono uccisi dei bambini per poter far soppravivere delle persone ammalate, ma anche qui come sulla prostituzione, lavoro minorile ecc... tutto tace. Si leggono le solite belle frasi, le solite leggi, leggine, che non servono a nulla se non a riempire la pancia di chi l’ha già piena.

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FILM IQUBAL Trama Iqbal, un bambino pakistano proveniente da una famiglia molto povera, è “affittato” dal padre a un commerciante di tappeti, che lo porta a lavorare in una fabbrica di tappeti, dove lavorano esclusivamente bambini della sua età. Privi di ogni libertà, con il pretesto del rimborso del debito da parte dei loro genitori, i bambini, con le loro mani minute, sono sfruttati, puniti per ogni piccolo errore e percossi a ogni tentativo di ribellione. Iqbal, forte e coraggioso diventa il punto di riferimento degli altri bambini, con cui riesce anche a ridere e a scherzare. Quando ormai ha raggiunto i dieci anni, riesce a scappare. Incontra uno specialista, Ulla Khasi, che si occupa di minori sfruttati, e che gli fa intravedere un mondo diverso, nel quale i bambini della sua età vanno a scuola, hanno dei diritti. Iqbal decide di impegnarsi per la libertà dei bambini schiavi. Denuncia le fabbriche dello sfruttamento, i trucchi e le connivenze che lo rendono possibile. La sua voce inizia a essere ascoltata e ripresa dai giornali dalle televisioni occidentali, dalle organizzazioni umanitarie. Il sistema comincia a entrare in crisi, le esportazioni dei tappeti iniziano a contrarsi, il bambino diventa un problema. Il 16 aprile 1995, Iqbal Masih viene assassinato. http://it.movies.yahoo.com/i/iqbal/index-183221.html

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Questo film è una dimostrazione lampante di quello che ho scritto sugli altri argomenti inerenti allo sfruttamento minorile. La differenza che ho notato tra il sentire una notizia e vedere questo film, sta nel fatto che vedendo una notizia tramutata in storia, ti coinvolge maggiormente e vedendola dall’interno, appare molto più reale e sembra addirittura di viverla, ossia dalla parte del minore sfruttato e violentato, della quale nessuno dice niente, ma tutti ne sono a conoscenza. Questa è la cosa impressionante di questo film, alle nostre latitudini si parla di mafia, camorra e si sente dire che la gente per paura o per convenienza tace. Ma allora, dove c’è tutto questo sfruttamento minorile e tutti questi abusi sessuali sui minori, anche loro (i grandi), tacciono per paura o per convenienza ? La storia di questo film è uscita grazie al coraggio di un adolescente di nome Iqubal, il quale non ha mai accettato di essere sfruttato e dell’amore che provava verso i suoi e le sue coetanee. Grazie al suo coraggio, Iqubal ha potuto denunciare tutti i maltrattamenti subiti (dopo aver trovato Ulla Khasi, una persona che si occupa dello sfruttamento minorile) raccontandogli tutto e, mettendo a rischio la propria vita, è ritornato in quei posti a fare delle foto, le quali sono servite come prove per incolpare i padroni. Iqubal per aver cercato di aiutare gli altri ci ha rimesso la propria vita. Ma è grazie ad un grande gesto di un piccolo uomo che ora anche nel mondo occidentale si conosce la sua triste storia. Se posso fare un osservazione: ora laggiù cos`è cambiato? Dalle informazioni di internet sembra sia rimasto tutto uguale.


16 ANNI E PROSTITUTA, PER LEGGE È OK. ALEX PEDRAZZINI: “È ORA DI VOLTARE PAGINA” In Svizzera una ragazza di 16 anni può offrire il suo corpo a pagamento. Un’anomalia rispetto al resto dell’Europa. I timori che la Svizzera possa diventare meta del turismo sessuale minorile. Alex Pedrazzini: “Adeguarsi al più presto alle leggi europee che tutelano i minori” GINEVRA - In Svizzera la prostituzione minorile non è proibita. Una ragazza di 16 anni che, a pagamento, offre prestazioni sessuali, lo può fare. Tra i 26 cantoni a rappresentare l’eccezione è Ginevra, dove il Governo ha proibito, per legge, la prostituzione dei minori. La battaglia di Luc Barthassat - Una battaglia che, a livello federale, dura da due anni. E’ il consigliere nazionale cristiano popolare Luc Barthassat a portarla avanti. “Il divieto pone fine alla banalizzazione del problema della prostituzione minorile, almeno a Ginevra” ha dichiarato Barthassat che sottolinea la lacuna legislativa confederale. “Da due anni il Consiglio federale promette di firmare la convenzione europea per la protezione dei bambini dallo sfruttamento e dagli abusi sessuali”. Ma fino adesso il governo federale si è limitato a rispondere che soltanto con la firma di adesione alla convenzione europea contro lo sfruttamento sessuale dei bambini la Svizzera la Svizzera adeguerà il Codice Penale. Il Consiglio federale immobile - Intanto il tempo passa. Barthassat critica il Governo che, secondo lui, si rende corresponsabile di questa anomalia elvetica. “E’ da due anni - ha dichiarato il consigliere nazionale ginevrino - che il Consiglio federale promette di firmare la Convenzione europea”. Ma finora ancora nulla. Il timore di Barthassat è che “la Svizzera possa diventare destinazione del turismo del sesso minorile”. Il pensiero di Alex Pedrazzini - Critiche e timori condivisi anche in Ticino. Alex Pedrazzini, ex Consigliere di Stato, granconsigliere del PPD e attivo in ambito umanitario (è membro del Consiglio di fondazione di Terre des Hommes),

appoggia la posizione del deputato ginevrino: “Anche in Svizzera si dovranno attuare delle misure concrete che pongano fine a quanto accade oggi. Non è più ammissibile che in Svizzera, ancora oggi, sia permesso che delle persone adulte possano approfittare di quelle che comunque restano delle ragazzine di 16, 17 anni. Che delle ragazzine di 16 anni, a pagamento, possano mettersi a disposizioni di adulti per prestazioni sessuali è inaccettabile. Il Governo federale ha dichiarato che si sta chinando su questo tema, ma lo dice da troppo tempo e io credo che sia giunto, finalmente, il momento di passare all’atto”. La prostituzione minorile in Svizzera - Sulla portata del fenomeno della prostituzione minorile in Svizzera i dati sono ancora contrastanti. Alex Pedrazzini spiega che “se da un lato c’è chi afferma che questa forma di turismo sessuale non esiste e che ci sono addirittura parecchie ragazze 20enni che si spacciano per 17enni, dall’altro si registrano fenomeni nel Canton Ginevra in cui ragazze non ancora 18enni si mettono a disposizione per avere qualche franco in tasca. In tutti i casi è ora di voltare pagina e di allinearci sulla stessa linea dei paesi a noi vicini”. http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idartico lo=521506&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290

La fortuna di noi giovani d’oggi è che possiamo avere delle informazioni fino a qualche anno fa inpensabili perchè e solamente grazie al PC e internet che si possono scoprire situazioni e leggi come queste. mi sembra assurdo continuare (anche se lo faccio mal volentieri) questo lavoro di ricerca quando arrivo a leggere che un paese o nazione come la Svizzera permetta ad una ragazza di 16 anni la prostituzione legale. Ora non so onestamente se nei ultimi 12 mesi questa legge sia cambiata, ma in qualsiasi modo leggendo l’articolo sopra trovo perfettamente inutile che degli adulti vengano a porci condizioni e modi di vita a noi giovani quando la stessa legge permette ad una ragazza di 16 anni di usare il suo corpo per fare danaro a fini di lucro. se penso che gli adulti si scandalizzano quando vedono noi giovani anche all’età 15/16 anni che ci facciamo e dobbiamo sentire i loro rimproveri, ma poi come ho già scritto sopra la legge permette di prostituirsi a 16anni.

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ABUSI SESSUALI NEL BELLINZONESE, CHIUSA L’INCHIESTA BELLINZONA - Terminati gli accertamenti nel caso del 50enne accusato di abusi sessuali su minori. Una vicenda che la scorsa estate aveva scosso l’opinione pubblica, vuoi per la delicatezza del tema, vuoi per la notorietà dell’accusato, dipendente cantonale e molto attivo in varie associazioni ricreative della zona. Gli inquirenti, riferisce la Rsi, hanno lavorato 6 mesi per ricostruire gli abusi atti sessuali, raccolti in un arco di vent’anni ma più numerosi negli ultimi anni. Il 50enne è accusato di abusi sessuali su fanciulli, su soggetti dipendenti, di coazione sessuale e di pornografia. Le vittime sono 12, adolescenti e preadolescenti di sesso maschile. In un paio di episodi l’accusa è anche di abusi su persone incapaci di discernimento, dato che le vittime sarebbero state colpite nel sonno. Pochi, fortunatamente, i fatti avvenuti nelle società ricreative delle quali l’uomo faceva parte. Non ci sarebbero casi di rapporti sessuali completi. Nelle prossime settimane il 50enne dovrebbe essere rinviato a giudizio dal procuratore pubblico Paolo Bordoli. Il perito Calanchini ha riconosciuto all’uomo una scemata responsabilità. http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idartico lo=615555&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3

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È mai possibile che alle nostre latitudini con tutti i controlli che ci sono da parte delle autorità, da parte degli organi predisposti questo individuo sia riuscito a fare quanto scritto sopra per oltre 20 anni! Se penso che questa persona lavora per il governo ticinese nel ambito del sociale allora mi sorge solo una sola domanda ma a chi affidiamo i nostri giovani se poi (per fortuna raramente) succedono situazioni come questa?


ABUSI SU BAMBINI HANDICAPPATI, RIVELATI I NOMI DEGLI ISTITUTI Negli ultimi trent’anni, l’uomo è stato dipendente di nove strutture per handicappati BERNA - Le rivelazioni degli abusi sessuali commessi da un operatore sociale 54enne su oltre 120 bambini handicappati hanno creato sconcerto e suscitato timori nelle famiglie di giovani disabili. Per porre fine alle speculazioni, oggi le autorità bernesi e di Appenzello esterno hanno reso noti i nomi degli istituti dove il pedofilo ha lavorato. L’inchiesta è complessa: durerà ancora mesi e vi lavoreranno un centinaio di collaboratori delle autorità penali bernesi. Negli ultimi trent’anni, l’uomo è stato dipendente di nove strutture per handicappati. Nel canton Berna ha esercitato a Ins, Oberthal, Renan, Interlaken e Gümligen, ha precisato oggi l’Associazione degli istituti bernesi. Ad Argovia ha lavorato in due organismi: dal 1982 al 1987 a Urnäsch e poi fino al 1989 a Trogen, ha rivelato il consigliere di Stato appenzellese Matthias Weishaupt. Nel cantone ha abusato di 38 ragazzi, una “cifra spaventosamente elevata”, ha aggiunto. Le vittime accertate in tutto sono 122, ma circa i tre quarti dei casi sono caduti in prescrizione. Allo stadio attuale delle indagini, la polizia cantonale bernese non intende fare altre rivelazioni. La popolazione si rivolge alla hotline aperta ieri, ha detto una portavoce senza altre precisazioni. L’inchiesta intanto prosegue. Il pedofilo sarà tradotto davanti ad un tribunale al più presto a metà anno, secondo il procuratore Christof Scheurer. Le indagini riguardano i reati di atti sessuali con fanciulli (art. 187 del codice penale), con persone dipendenti (art. 188), con persone ricoverate (art.192) e con persone incapaci di discernimento o inette a resistere (art. 191).

reati commessi prima vale il vecchio diritto. Le disposizioni sulla prescrizione sono state riviste più volte negli ultimi anni ed è difficile determinare quali vadano applicate ad ogni caso, ha spiegato il procuratore. La Conferenza cantonale bernese degli handicappati ha espresso oggi il proprio sconcerto per l’accaduto. Gli abusi sessuali negli istituti e il numero dei casi sono spaventosi, scrive l’associazione. I responsabili di questi istituti devono ora chiedersi come è possibile che un pedofilo abbia potuto agire per anni in tutta impunità. Gli esperti si interrogano pure su come prevenire simili casi. Per Ivo Lötscher, direttore dell’associazione nazionale delle istituzioni per persone con handicap (INSOS), la formazione dei dipendenti a tutti i livelli della gerarchia deve soddisfare esigenze elevate. A suo avviso è possibile acquisire la capacità di anticipare gli abusi. La prevenzione al 100% però non esiste, ha ammesso ai microfoni della radio svizzerotedesca DRS. Per il direttore di INSOS, questo caso dimostra anche l’importanza di sensibilizzare gli ospiti degli istituti e i loro famigliari. Insieme, la Federazione delle associazioni dei genitori di persone mentalmente handicappate, invita i famigliari preoccupati a contattare le istituzioni dove sono ricoverati i figli. Consiglia di essere particolarmente attenti ai cambiamenti di comportamento nei bambini. Il rischio per una persona handicappata di diventare vittima di abusi sessuali è più alto della media, ricorda Insieme sottolineando l’importanza di effettuare un lavoro di educazione sessuale con i giovani disabili e fornire consigli alle famiglie. http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idartico lo=613776&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290

La questione della prescrizione è complessa. Dal primo ottobre 2002 gli atti sessuali con fanciulli sono perseguibili fino almeno al 25esimo anno di età della vittima, ma per i

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http://www.teletext.ch/TSI/322-03.html

Per conludere sulla pedofilia in ticino e in svizzera (anche se ci sarebbe ancora molto da scrivere) posso dire che questa sera ho guardato FALO’ visto che parlava specificatamente di questo increscioso caso. Mi chiedo come sia possibile che una persona continui per 20 anni o più ad abusare di bambini e bambine con problemi fisici e psichici senza che nessuno se ne accorga, inoltre mi chiedo se non sia il caso (a mio modesto parere sì) che i pedofili vengano messi su una lista nera con tanto di fotografie. Al giorno d’oggi, un ladro o un rapinatore, viene messo sugli organi-informazione con tanto di nome, cognome e tante volte addirittura la foto; qui stiamo parlando di pedofilia, abusi sui minori, ma pochissime volte viene fatto il nome del pedofilo di turno. Mi sorprende pure che la chiesa difenda i preti pedofili dato che non vengono quasi mai denunciati. In merito alla messa in onda a “Falò” del caso sopracitato, sono rimasto abbastanza deluso, in quanto ci abbiano dedicato solamente 10 minuti. Spero che dopo questo clamoroso caso, anche la politica prenda dei provvedimenti adeguati. Ormai non ha più importanza se questa persona finirà in un manicomio o in una prigione a vita, poiché il sorriso degli innocenti di cui ha abusato, rimarrà un sorriso spento per sempre.

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SITUAZIONE TICINESE Per conoscere meglio la situazione ticinese ho intervistato il cordinatore dell’SOS infanzia.

INTERVISTA Quante richieste d’aiuto ricevete all’anno?

Come vi muovete in caso di una segnalazione?

quest’anno sono state 24, però dobbiamo fare una riflessione di fondo, l’ associazione ha 23 anni ed ha aperto uno spazio che prima non esisteva. Questo spazio è stato portato alla luce attraverso la nostra attività dove noi, dopo 10 anni, siamo arrivati ad avere da 180 a 200 segnalazioni tra cui alcune sono finite fino a livello di processi e condanne per persecutori.

Noi procediamo attraverso una segnalazione alle autorità competenti in questo caso è la CTR (commissione tutoria regionale) e in seguito ci sono altre strade che sono il magistrato dei minorenni, la polizia, i servizi sociali. Solitamente nei casi normali è la CTR dove noi mandiamo una lettera scritta raccomandata con la segnalazione firmata da chi ascolta la telefonata e dal responsabile dell’associazione; su questa lettera mettiamo i fatti che sono soltanto le cose che chi chiama ha visto o ha sentito direttamente. Non possiamo accettare segnalazioni fatte per sentito dire.

Chi chiama al vostro telefono? Al nostro telefono non chiamano i bambini ma chiamano gli adulti che vedono o che sentono una violenza sui minori, quindi è un telefono per gli adulti non è un telefono per i bambini. Queste persone che ci chiamano lo fanno perché percepiscono un disagio nel minore che sia nella famiglia che nelle strutture private, pubbliche o anche sulla strada. Le prime chiamate che ricevevamo infatti erano legate ad interventi pubblici. Le ultime telefonate quelle più pesanti che si sono anche tramutate, come ho detto prima, in processi, sono state fatte dalla famiglia stessa. Quindi, se vuoi, c’è una qualità diversa, vuol dire che c’è una sensibilizzazione diversa perché si chiama dall’ interno della famiglia. Ciò vuol dire che si accetta anche che nella propria famiglia ci sia questo tipo di sofferenza. Chi chiama ripeto non sono i bambini ma gli adulti.

Chi risponde al telefono? Al telefono rispondono dei volontari che non hanno nessuna qualifica legata a delle professioni sociali. Essi devono avere un’età tra i 35 e i 50 anni. Quest’ età é fondamentale perché e un’ età dove la persona ha già un quadro solido della propria vita. Di quelli che rispondono, la maggioranza sono mamme quindi rispondono perché hanno sulle spalle una propria esperienza di vita, una famiglia e quindi sanno capire e ascoltare la persona che chiama. Devono essere delle persone sane sia mentalmente che fisicamente , senza preconcetti e pregiudizi. Per vedere se la persona é competente si fanno dei seminari di 6 mesi dove viene seguita da persone con esperienza di 5 anni.

Le due cose che mi hanno colpito di più dell’intervista sono: Pensavo che il telefono era per bambini invece è un telefono per adulti. La seconda cosa che mi ha colpito, è che le persone che rispondono non sono persone qulificate ma mamme che dedicano il loro tempo con grande cuore.

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CONCLUSIONE Sono molto soddisfatto del mio lavoro, mi sono impegnato molto, ho raggiunto tutti i miei obbiettivi, anche se mi sono svegliato le ultime due settimane. Essendo giovane e con poca esperienza ho capito che tante volte dialogare con le persone più anziane si impara di più che leggere certi libri di storia, sia antica sia attuale. Aveva ragione il povero presidente d’Italia Sandro Pertini che quando un vecchio muore e come se bruciasse una bibblioteca.

RINGRAZIAMENTI Come sempre devo ringraziare la mia professoressa di cultura per avermi aiutato con l’italiano. Sono grato al mio vicino di casa per gli scambi di opinioni e per le discussioni. Ringrazio anche il cordinatore dell’SOS infanzia che mi ha dedicato il suo tempo per fargli un’intervista. Vittoria Fragapane, Samuele Fusini, Sandra Leisibach, Denise Berger, Meryl De Lum meritano la mia eterna gratitudine per il sostegno e l’aiuto che mi hanno dato. Grazie a tutti di cuore.

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BIBLIOGRAFIA I testi li ho tratti dai seguenti siti: http://blog.libero.it/Rober5/6422793.html http://it.movies.yahoo.com/i/iqbal/index-183221.html http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?i darticolo=521506&idsezione=9&idsito=1&idti http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?i darticolo=615555&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3 http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?i darticolo=613776&idsezione=9&idsito=1&idtipo=290 http://www.teletext.ch/TSI/322-03.html Le immagini li ho scaricati dai seguenti siti: http://browse.deviantart.com/?qh=&section=&q=child+lab our#/d1364ts http://browse.deviantart.com/?qh=&section=&q=child+lab our#/d138nmk http://browse.deviantart.com/?qh=&section=&q=child#/ d1f4yi6 http://img.tio.ch/tio_common/multimedia/15/555/__TFMF_ ucjrsw45s0ooff45rzmq5345_4897018a-6b0d-40dd-9bb712945f7499ae_0.jpg http://img.tio.ch/tio_common/multimedia/21/506/__TFMF_ wla4o055kiuu53452sv5f02m_bd30ffc0-51a3-4597-b460d397a07c09c0_0.jpg http://img.tio.ch/tio_common/multimedia/13/776/__TFMF_ hmlyca4515jr31avmbd4fc45_7396662a-9fd8-46d5-b4c9eaf399d66446_0.jpg http://www.laogai.it/wp-content/uploads/2009/10/espianto-di-organi-in-cina.jpg http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs325.snc3/ 28877_115887251777479_115627001803504_127563_6 244608_n.jpg I documenti li ho tratti dai seguenti libri: Conoscere la civica diventare cittadino, DECS 2007

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Lavoro Minorile