Issuu on Google+


Incontro tra Monti e Sarkozy Sarkozy è in pieno accordo e fiducia con l’Italia e vedranno insieme come uscire dalla crisi 6 gennaio

Expoitalyonline Dossier Il governo Monti ha parlato oggi con Sarkozy sul futuro dell’Europa Il 20 gennaio Sarkozy e Merkel in Italia

Ora l’Italia può farcela

Il 20 gennaio vertice a Roma Il 20 gennaio a Roma vertice trilaterale Monti-Merkel e Sarkozy. L'annuncio è giunto dal presidente della Repubblica francese al termine dell'incontro con il premier Monti a Parigi. Sarkozy ha assicurato che c'è una perfetta identità di vedute con Monti sulle misure da adottare suolla crisi economica e ha sottolineato che il premier italiano «ispira fiducia negli altri capi Stato europei». Nell'incontro bilaterale si è parlato della situazione della zona euro e dei prossimi appuntamenti per mettere a punto le riforme decise nel Consiglio Europeo.

«Crediamo nell'euro - ha detto Sarkozy - nell'Europa e siamo

d'accordo sul fatto che ognuno debba prendere le decisioni necessarie» per affrontare la situazione la crisi. Sarkozy si è congratulato con Monti per le «decisioni rapide che il suo governo ha preso per l'Italia» da quando è stato nominato. «Italia e Francia - ha detto Sarkozy - condividono una perfetta identità di vedute per risolvere la crisi della zona euro». Il premier italiano ha sottolineato come faccia piacere «vedere come la Francia e il suo presidente guardino con fiducia all'Italia nella prospettiva di un intenso e comune lavoro». Siamo d'accordo, ha detto Monti «sul fatto che in una fase così delicata per l'Unione europea e l'Eurozona è essenziale che che ogni Stato membro faccia fino in fondo ciò che deve fare per consolidare i bilanci e le riforme».

Ma adesso l’Italia è tornata credibile, adesso può farcela perché ha tutte le carte in regola, come sottolinea Giorgio Napolitano: «Monti ha tutti i titoli per porre questioni che riguardano il modo di garantire rigore e crescita, e il decreto approvato in Parlamento è la prova concreta di come l’Italia sia un Paese pienamente affidabile anche dal punto di vista del debito pubblico». Ed è all’Europa che tocca affrontare problemi che sono europei prima ancora che italiani: la stabilità dell’euro, la crescita, gli Eurobond. Al quotidiano d’establishment francese «Figaro» Monti ha ricordato che «l’Europa non ha più alcun motivo di aver paura dell’Italia».

Monti: abito qui Il premier è arrivato poco prima delle 18 nella sua abitazione privata a Bruxelles e, ai giornalisti che gli chiedevano le ragioni della sua visita, ha risposto: «Io abito a Roma e a Bruxelles». Ad accoglierlo all'aeroporto è stato Nelli Feroci, che lo ha accompagnato fino a casa prima di lasciarlo.


L’Italia ha nuova voce in Europa Se l'Italia riconquista il suo ruolo nell'Unione La voce italiana nella casa europea

La Tobin tax Tobin Tax. Disco verde sulla Tobin tax. "Il mio governo ha fatto un'apertura sulla tassazione delle transazioni finanziarie" e su questo "elemento di convergenza" si sta lavorando" sottolina Monti in sintonia con l'intenzione della Francia di andare avanti "il più velocemente possibile" nel varo della Tobin Tax. Il premier italiano, però, avverte: "E' necessario che i vari paesi europei non vadano avanti da soli nell'applicazione". Lapidario Sarkozy: "Sulla Tobin Tax parigi andrà avanti anche da sola se non riusciremo a convincere gli altri partner europei"

La voce dell'Italia non seduce ancora i mercati, ma almeno il nostro Paese ha riconquistato l'uso della parola. Non ci sono solo gli emendamenti al nuovo Trattato europeo, proposti dal nostro governo alla presidenza dell'Unione. C'è anche il vero e proprio road show per l'azienda-Italia cui si accinge Monti in gennaio: sarà a Parigi, vedrà la Merkel nel trilaterale con Sarkozy a Roma, poi farà visita a Cameron a Londra, a Obama a Washington, al nuovo governo libico a Tripoli. La speranza è che un esorcismo di credibilità politica ci liberi dalla maledizione dello spread. In effetti, la discussione se sia stato lo spread ad affossare il governo Berlusconi o il governo Berlusconi a far volare lo spread non si può ancora dichiarare chiusa, visto che i mercati tengono sulla stessa corda anche Monti. Ma si può dire con certezza che furono due decisioni politiche, prese mentre l'Italia era senza parole, a innescare la mina del nostro debito pubblico. La prima fu la scelta di Merkel e Sarkozy, nell'ormai famigerato vertice del maggio scorso a Deauville, di scaricare sui creditori privati parte del costo del default greco: da allora gli investitori capirono che anche i titoli italiani non erano più garantiti dal semplice fatto di stare nell'euro. La seconda decisione fu presa nell'ultimo Consiglio europeo cui abbia partecipato Berlusconi, quando Berlino e Parigi imposero regole per la ricapitalizzazione delle banche che penalizzavano duramente i nostri istituti ma che soprattutto svalutavano i titoli italiani in portafoglio, spingendo chi li aveva a disfarsene. In entrambi i casi l'afasia italiana ci è costata cara. Da tempo il nostro governo non diceva più niente in Europa, e si limitava a difendersi come un pugile all'angolo. Premier e ministro degli Esteri avevano abdicato al Tesoro. Il posto di ministro delle Politiche europee è rimasto addirittura vacante per otto mesi.

Euro. "La crisi non riguarda l'euro come moneta, ma il bilancio di diversi Paesi nell'ambito dell'Eurozona" spiega il premier. "Il rischio principale di questa crisi è quello della nascita e dello sviluppo di possibili divisioni tra popolazione e Stati membri, con il ritorno di pregiudizi tra nord e sud dell'Europa - osserva il Professore - La gestione rapida ed efficace dela gestione dell'euro deve portare all'unione e non alla divisione dei Paesi dell'Europa". Piuttosto servo "munizioni" per fare in modo "che sparisca dalla mente dei mercati il rischio relativo alla permanenza dell'Euro". Passera. "L'Europa deve dare una risposta alle aspettative e dobbiamo ammettere che la via seguita per gestire la crisi è stata molto deludente". E' questa l'opinione del ministro dello Sviluppo Corrado Passera partecipando ad un convegno a Parigi, organizzato dal ministro dell'Industria Eric Besson, sul ruolo dell'Europa secondo cui i governi "non si stanno muovendo con sufficiente rapidità". Secondo Passera, però, "ciascun paese deve fare i compiti a casa per contribuire al salvataggio, ma l'Europa deve essere in grado di rispondere alle aspettative e di affrontare i rischi" che ci sono, "il modo in cui la crisi è stata gestita è molto deludente"..


Antitrust: liberalizzare

La borsa ancora giu e lo spread sale Torna il nervosismo sulle Borse in Europa

dell'Economia francese, Francois Baroin, che

con i bancari nel mirino, gli spread in

ha assicurato che la tassa sulle transazioni

tensione e i mercati che ignorano i dati

finanziarie (Tobin Tax) "vedrò il suo giorno

macro americani e temono il contagio della

nell'anno in corso".

Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche all'energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell'attività amministrativa. Sono queste alcune delle proposte tecniche inviate dall'Antrust al Parlamento per favorire la concorrenza e "fare ripartire al più presto la crescita economica". Così da "superare gli egoismi di parte e le resistenze". Ma se le liberalizzazioni sono necessarie, vanno però "accompagnate con interventi che garantiscano l'equità sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunità di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati".

crisi del debito. Pesa il giudizio di Fitch che taglia il rating dell'Ungheria a spazzatura, mentre gli incontri tra i leader politici non sembrano cambiare le cose ma solo mostrare che la strada per uscire dalla crisi è ancora in salita. DOpo l'incontro a Parigi tra Mario Monti e il presidente francese Nicolas Sarkozy si guarda giè a quello in agenda per settimana prossima a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

L'indice di riferimento delle Borse nel Vecchio Continente ha comunque chiuso in rialzo (+0,1%) e la prima settimana di questo 2012 è stata complessivamente positiva (+1,2%), con un certo ottimismo che comincia a diffondersi. Londra è riuscita a mantenersi positiva fino al termine della seduta (+0,45%), mentre su Francoforte hanno pesato il crollo degli ordinativi industriali in Germania, che a novembre

I guadagni della mattinata, l'accelerazione

hanno segnato una flessione del 4,8%, il calo

nel primo pomeriggio con i dati Usa sulla

più pesante da gennaio 2009.

Secondo l'Antitrust la "legge annuale sulla concorrenza è lo strumento con il quale procedere: per vincere ostacoli e resistenze dei gruppi che si sentono danneggiati, occorre infatti recuperare la dimensione dell'interesse generale e la sua prevalenza sui vari egoismi di categoria, procedendo con interventi di ampia portata che contestualmente sciolgano i nodi anticoncorrenziali su mercati diversi e con attori economicosociali differenti". L'Antitrust, si legge ancora nel testo di 90 pagine, "ha consapevolezza che per superare le numerose incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici ad un'effettiva apertura del mercato

disoccupazione, migliori delle attese, sono stati cancellati con un colpo di spugna dai timori sul debito che hanno riportato le

La Francia in pericolo

vendite sui bancari (-0,82%).

Anche il paese di Sarkozy ha i suoi pericoli in agguato A Milano è stato particolarmente evidente l'effetto Unicredit, maglia nera del listino e alla testa del calo dei bancari. Il Ftse Mib (0,82%) ha accusato il calo più importante in Europa frenato dalle preoccupazioni sul debito, e lo spread tra Btp e Bund tornato sopra i 500 punti. A imporre cautela e a far prevalere le vendite sui titoli finanziari hanno contribuito in parte anche le dichiarazioni del ministro

Anche Parigi soffre di mal di spread. Il differenziale fra il rendimento dei titoli decennali francesi e il Bund tedesco è risalito a quota 150, il doppio del livello che aveva sino all'estate e all'altezza di novembre. E' l'effetto dell'attesa di un downgrading della Francia nella classifica delle agenzie di rating, che investirebbe come un ciclone la politica, ma anche l'economia e la finanza pubblica. A minare la credibilità di Parigi sui mercati non sono tanto i parametri del bilancio statale (il debito pubblico è all'87% del Pil), quanto l'attesa di una recessione che renderebbe più fragili le casse dell'Eliseo. Ma a preoccupare sono soprattutto le banche e la possibilità che lo Stato debba intervenire a salvarle. In Europa le banche francesi sono le più esposte sul debito pubblico dei Paesi mediterranei (Grecia, Italia e Spagna). La continua perdita di valore dei titoli di queste Paesi compromette i bilanci delle banche e un possibile default le precipiterebbe nella crisi. Negli ultimi mesi, le banche francesi hanno scaricato molti di questi titoli, ma i mercati temono che ne abbiano in pancia ancora troppi.


Telarte a casa tua STAMPE SU TELA La tela pittorica è impressa con procedimento esclusivo Telarte e poi trattata con vernici e fissativi così come insegna la tradizione accademica. In 4 misure standard sono definite dalla misura del lato corto. Quello lungo, secondo la misura dell'originale sarà in proporzione STAMPE SU CARTA A MANO

Michelangelo. La creazione

Delicata e bellissima carta a mano. Esalata la delicatezza cromatica dei capolavori. In 2 misure al cui interno è riproporzianata l'opera

Anno 1511 – Affresco – cm 280 x 570 – Cappella Sistina – Città del Vaticano. – a partire da 90 euro su tela pittorica firmato e numerato “La Creazione”, la grande opera di Michelangelo. Il corpo perfetto di Adamo giace, ancora privo della scintilla della vita, mentre Dio, con il manto turbinante intorno a sé stesso ed agli angeli, vola nel cielo verso di lui in un’esplosione di potenza e di energia. Adamo poggia il braccio sul ginocchio piegato mentre Dio allunga il suo braccio così che le loro dita quasi si tocchino.

Vai su Expoitalyshop.it e scegli la tua tela preferita

Sotto la coscia di Adamo è raffigurata la mano di uno degli Ignudi, i giovani nudi che siedono agli angoli dei pannelli narrativi. La cornucopia di foglie di quercia e ghiande che tiene in mano è uno dei tanti riferimenti alle querce che ricorrono in tutto il soffitto. Si riferiscono al nome della famiglia di papa Giulio II, cioè della Rovere. Solo in tempi recenti si è scoperto che parte della mano di Adamo fu ridipinta a seguito di una frattura nell’intonaco in un restauro cinquecentesco da allievi del Michelangelo dopo la sua scomparsa.Negli ultimi anni si è invece scoperto che la composizione di Dio con gli angeli e il mantello ha il profilo della sezione destra del cervello umano: tale similarità sarebbe stata rappresentata volutamente da Michelangelo, ed è ascrivibile al fatto che l’uomo, creato da Dio “a sua immagine e somiglianza”, abbia del Creatore una precisa idea (da intendere nella sua originaria radice greca éidolon=immagine). Tale pensiero, inoltre, si ipotizzava allora che avesse origine proprio nell’emisfero destro del cervello: questa iconografia sarebbe dunque, per Michelangelo, anche un richiamo diretto agli studi anatomici da lui compiuti in gioventù sui cadaveri sezionati per studio.

EXPOITALYSHOP Su Expoitalyshop puoi comprare direttamente Dal produttore centianaia di prodotti Il primo ecommerce in 36 lingue www.expoitalyshop.it


Monti ha ridato il sorriso a Sarkozy