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EDITORIALE

23 Amici lettori di ritorno dalla Fiera Internazionale “ArteGenova”, ExpoArt si accinge a ripartire alla volta di Art Monaco, uno degli spettacoli più esclusivi d’Europa, in cui si mescolano arte, cultura, spettacolo e responsabilità sociale. Considerata dai media come la più prestigiosa fiera d’arte della Costa Azzurra, Art Monaco aprirà le sue porte ancora una volta agli amanti dell’arte, collezionisti, media, critici e personalità di spicco che si riuniranno per ammirare pezzi di arte moderna e contemporanea provenienti da tutto il mondo. Alcuni dei nomi degli ospiti che hanno dato ulteriore lustro all’evento sono il Principe Alberto II, Sarkozy e la famiglia, l’Imperatrice Farah Pahlavi, la Principessa Gabrielle María de Savoie, la baronessa de Massy, il barone e la baronessa Roland Gillion Crowet, il principe Stefan de Montenegro, la Principessa Angelique Monet, l’attore Cuba Gooding Jr., i quali non mancheranno di essere presenti in questa nuova edizione della Fiera che si svolgerà dal 24 al 27 Aprile 2014 nel Center Grimaldi Forum in Costa Azzurra nel Principato di Monaco. Inoltre, ExpoArt sarà presente alla Triennale di Roma che si terrà nel mese di giugno con la presentazione del noto critico d’arte Prof. Achille Bonito Oliva. All’interno di questo numero, da non perdere: GUNTHER VON HAGENS E I SEGRETI DELLA PLASTINAZIONE. Di Carmine T.A. Verazzo INTERVISTA AL CANTAUTORE LIGURE ZIBBA. Di Rita Zunno Bill Evans: il signore del Piano. Di Marcello Fanali SPECIALE MUSEI D’ITALIA: Villa Carlotta e il Giardino Botanico. Di Carmine T.A. Verazzo SOSTIENIAMO LA CULTURA, ADOTTIAMO UN TEATRO. A cura della Direzione Artistica di ExpoArt. Presidente Ass.Culturale EXPOART Carlo Capone

Opera in copertina di Carlo Capone

Direttore editoriale: C a r l o C a p o n e Direttore responsabile: Nicola Roselli Art Director: Carmine Verazzo Grafica: CC Hanno collaborato: Antonio Franzese,Antonio Marino, Marcello Fanali, Roberto Garbarino . Rita Zunno

DISTRIBUZIONE GRATUITA

Editore ExpoArt Iscrizione registro tribunale di S.Maria C.Vetere La direzione non si assume nessuna responsabilità, per articoli, marchi, foto e slogan usati dagli inserzionisti o autori.L’unico responsabile è l’autore che ha fornito dati, materiali ed informazioni. Qualora il lettore riscontri errori o qualche inseattezza, è pregato di rivolgersi al seguente indirizzo: expoart@email.it. I nostri responsabili si impegneranno a correggere e/o rimuovere tali informazioni. La collaborazione ad ExpoArt è da considerasi del tutto gratuita e non retribuita.

www.expoartcc.it -expoart@email.it

portarait OF AN ARTIST

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Interview OF AN ARTIST

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daVEDERE

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appunti DI VIAGGIO

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in M O S T R A

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p o r t r a i t OF AN ARTIST


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ERIKA MARCHI

portrait OF AN ARTIST

Muse (olio su tela 100 x 120)

www.erikamarchi.it 6


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LUCIO DEL PEZZO

portrait OF AN ARTIST

“ Black Magic II “ Collage,colore acrilico su Legno cm 100x70

Lucio Del Pezzo con Il collezionista Antnio Franzese

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ucio Del Pezzo (Napoli, 13 dicembre 1933) è un artista, pittore e scultore italiano. Dopo aver studiato da agrimensore, frequenta la Scuola libera di disegno e di storia dell’arte e archeologia di Mario Napoli e nel 1954 vince una borsa di studio per ricerche archeologiche in Grecia. Nel 1955 si diploma nel corso di arte applicata, sezione pittura decorativa e frequenta il corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nello stesso anno ha la sua prima mostra personale a Padova. Del Pezzo partecipa con altri artisti alla fondazione a Napoli del Gruppo 58, collegato con il “Movimento Nucleare” guidato da Enrico Baj a Milano e con i gruppi Phases a Parigi, Spur a Monaco e Boa a Buenos Aires e l’anno successivo partecipa attivamente alla creazione della rivista “Documento Sud”, rassegna di arte e di cultura di avanguardia. Oltre che alla pittura l’artista lavora come professore di ceramica a Matera e decora la cupola della Chiesa di S. Antonio a Stigliano presso Matera. Negli anni sessanta si trasferisce a Milano e tiene una personale nella Galleria Schwarz mentre nel 1961 presenta la sua prima personale a New York. Nel 1964 Lucio Del Pezzo realizza insieme ad altri artisti, tra cui Enrico Baj e Fontana, il “Labirinto del Tempo Libero” alla XIII Triennale di Milano, ottenendo uno dei premi internazionali e partecipa alla XXXII Biennale di Venezia. Opera di Del Pezzo LucioSi trasferisce a Parigi dove abita nel vecchio studio di Max Ernst. Ottiene grande successo ed ampi consensi dal pubblico francese, tanto che nel 1965 è nominato membro nel comitato di selezione del Salon de la Jeune Peinture e al Salon de Mai. Nel 1966 ha una sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia e l’anno dopo partecipa all’organizzazione della mostra De Metafisica nella Galleria Kruger a Ginevra dove espone con de Chirico,

Carrà, Morandi, De Pisis, Sironi e Gnoli e l’anno successivo ha la sua prima personale a Parigi. Lo Stato francese gli commissiona due grandi sculture all’aperto per un complesso di architetture scolastiche e nel 1970 il pittore inizia la collaborazione come progettista grafico con la Olivetti, lavoro che si intensifica con la collaborazione con il gruppo automobilistico Renault Italia. Nel 1973 realizza per il Centre Pompidou di Parigi un’opera, Il muro, che copre due lati della palizzata del cantiere di costruzione del Beaubourg. Pitture di Del Pezzo LucioNel 1979 ritorna definitivamente in Italia stabilendosi a Milano dove espone allo Studio Marconi le opere del ciclo De Chirico, “Paraphrases”. Insegna grafica e illustrazione come assistente alla scuola d’arte del Castello e tiene insieme ad altri artisti italiani una serie di incontri e di lezioni in alcune università e college in California. Nel 1984 insegna pittura sperimentale alla nuova Accademia di Belle Arti a Milano e lavora al progetto di un film didattico sulla sua pratica artistica. Del Pezzo Lucio è un artista poliedrico. Infatti si occupa anche di scenografia realizzando nel 1990 quella per il balletto Sogno di una notte di mezza estate nel teatro Valli a Reggio Emilia e nel Teatro Verdi a Parma. Nel 1994 c’è la sua personale Omaggio a Andrea Mantegna nella Casa Mantegna a Mantova. Si dedica anche ai viaggi, infatti visita l’ India, il Nepal e la Polinesia. Nel 1998, su commissione dell’architetto Marco Zanuso, realizza una grande pittura per la sede milanese della casa di moda Gian Franco Ferré, mentre nel 2000 disegna per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli quattro grandi rilievi ceramici ed una plastica in bronzo. Del Pezzo vive e lavora a Milano.

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FRAGMENTACTION “frammentazioni”

portrait OF AN ARTIST

di Patrizio Landolfi

Cos’è tempo....E cosa è realtà? La nostra mente si sforza di razionalizzare, catalogare, dare nome a ogni cosa.. Fissando, definendo anche emozioni e pensieri. Il nostro tempo.... Tempo della misura e della distinzione...Tempo lineare..Dove ogni cosa nasce, splende di Vita e muore... Ma esiste un altro tempo ed una realtà “altra”, che come fiume sotterraneo scorre, fluisce parallelamente al nostro segmento di vita.... E’ il tempo dell’ eterna trasformazione, che ci precede e che ci attende: la Vita pulsa incessantemente, ed incessantemente inspira ed espira. In questa consapevolezza si forma, si mette in discussione, continuamente si rinnova, l’ affascinante lavoro di Patrizio Landolfi: in una gioiosa consapevolezza, felicemente “contagiosa “ per chiunque lo incontri... Punto d’arrivo di un costante, coerente e paziente lavoro interiore, che si protrae ormai da molti anni. Chi” vede” nelle tele di Landolfi il sogno, o solo, puramente la frammentazione... Non coglie il suo valore più grande, il suo messaggio: l’ Arte “è” Gioia. Attraverso la tela l’ artista traccia un segno......Un elemento, una figura, un colore....Lo fissa, come in una sua personale memoria...Poi, accompagna la sua tela alla morte....Con la stessa delicatezza e con lo stesso amore con cui ha operato la sua scelta: tela di lino purissimo...Immacolata... Ogni struttura si frammenta..La tela muore...solo apparentemente, così come apparentemente soltanto muore la foglia di autunno,chiudendosi dopo avere sprigionato tutti i colori del sole ! ..Quando il ciclo è compiuto...Altro ciclo riparte! Ora dalla trama grondante , viva , irrorata come tessuto connettivo... si disvela il fluire di un’ energia ...che sfugge...Ma a tratti si mostra......Attraverso forme....diafane e attraversate dalla luce...O l’ evidenza monolitica di geometrie perdute...Simboli...Silenzio.. Poi ancora luce... Contorni totalmente nuovi suggeriscono , alimentano nuove emozioni......E come rinnovata memoria... La tela è spazio sacro La verticalità della ragione della Vita ed il suo canto si innestano nel deserto delle nostre, molte, paure...E le sconfiggono.. .Aprendo il noi lo spazio di un giardino interiore : perfetto, nitido, pulsante. L’ artista e la sua arte camminano insieme..Insieme crescono, insieme accedono ad altra dimensione Per poi donarla... Chiara Hillesum

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Patrizio Landolfi Angelo 5 cm 120x120. Nella pagina accanto Opera XVII cm 120x170 (collezione privata)


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portrait OF AN ARTIST

Patrizio Landolfi In alto Opera XXVII cm 100x120 in basso particolare. Nella pagina accanto L’urlo 60x70cm


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portrait OF AN ARTIST

What is time…and what is reality? We strain our minds to rationalize, label and name everything, fixing and defining even thoughts and feelings. So is our Time, a time of measurement and distinction. A linear time, where all things are born to shine with Life and die… But a different time and an “other” reality exist, a reality which flows like an underground river, gliding alongside our segment of life… It is a time of eternal transformation, which precedes and awaits us: Life unrelentingly pulsates, ceaselessly breathing in and out. This is the state of awareness which leads to the fascinating work of Patrizio Landolfi: a joyful awareness, which is “contagious” to anyone that meets him. His work is the result of a constant, coherent and patient introspection over many years. By merely “seeing” dream and fragmentation in Landolfi’s paintings, the greatest of his principles is not grasped, his message: Art is Joy. The artist creates suggestions through painting: an element, a figure, a colour, drawn on canvas and fixed in a personal memory of his. Then, with the same love and elegance dedicated to the creation, he leads the painting to its death. Structures disintegrate and the canvas dies. But only in appearance, just like an autumn leaf only apparently dies when it curls up after releasing all the colours of the sun. One cycle ends… another begins. A complex plot, alive with the energy flowing through it, an elusive energy which shows itself by means of diaphanous forms permeated with light, or monolithic evidence of long lost geometries…Symbols…Silence…then again light and new outlines, suggesting new emotions. The canvas becomes a sacred space, and a space is also created within us, an inner garden, which is perfect, clear and pulsing with life. The artist and his art are inseparable, together they inexorably grow, reaching another dimension…and then offering it to the audience. Chiara Hillusum Translation by Jamuna Perez

landolfipatrizio@gmail.com www.patriziolandolfi.it 11


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I n t e r v i e w OF AN ARTIST

a cura di Rita Zunno E’ con immenso piacere che oggi vi proponiamo l’intervista esclusiva che ZIBBA ha gentilmente concesso a EXPOART, Zibba (Sergio Vallarino) un cantautore ligure, un artista che insieme agli Almalibre è capace di unire,roots reggae e folk e che è stato, tra le (poche) rivelazioni dell’ultimo Festival di Sanremo. Vincitore del Premio della critica Mia Martini e del Premio della Sala stampa radio-tv Lucio Dalla con Senza di te, un brano in cui il cantautore, da poco diventato padre, racconta il legame con la sua donna. www.zibba.it

R.Z. Partiamo dall’esperienza sanremese: Cosa ti è rimasto e cosa ti ha colpito del circuito del festival? Z. Ci siamo trovati benissimo. La direzione artistica quest’anno ha fatto un ottimo lavoro, tra campioni e nuove proposte mi sono sentito a casa. C’erano molti rappresentanti del nostro mondo, quello indipendente e cantautorale. Siamo tornati a casa con i premi sperati, con grandi soddisfazioni. Non potevamo sperare di meglio, questo era il festival perfetto per noi. R.Z. Come si è intuito, questo è per te un periodo carico di novità e di momenti intensi, oltre a Sanremo c’è stata la gioia più grande: sei diventato papà. Descrivi nel brano sanremese tutta la tua emozione in uno splendido verso che dice “..vedremo i giorni fiorire in un figlio che avrà i miei bottoni”. Quanto sono influenti le esperienze della tua vita nel momento in cui ti appresti a scrivere una canzone? Z. Ogni cosa che scrivo parte da un vissuto personale, o da un’esperienza se non strettamente mia magari riportata. Dal racconto di un amico, dalle pagine di un libro, da un film. Questo particolare momento della mia vita sta cambiando il mio modo di scrivere. Vedo tutto attraverso lo sguardo di un padre che può finalmente ricominciare anche a giocare.

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R.Z. Parlaci delle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica e quando hai capito che la tua passione doveva diventare anche il “lavoro” della tua vita? Z. La vera scintilla scattò a quindici anni, sul palco con una blues band del mio paese. Suonavo il piano, ero piccolino e capii che quella sensazione era quella che avrei voluto provare per sempre. Questo unito al fatto che la mia famiglia di origine mi ha sempre lasciato libero di scegliere per me ha fatto si che io possa ora vivere dei miei sogni e continuare ad averne di nuovi. La mia prima foto, da neonato, mi ritraeva tra un sassofono ed un pallone da rugby. Mio padre suonava da ragazzo e ha fatto molto per permettermi di seguire questa strada. R.Z. Come un pittore cerca nella sperimentazione continua il suo stile, il suo segno distintivo, così anche un cantautore auspica a distinguersi e affermare la propria identità. Raggiungere un proprio stile, quanto è importante per un musicista? Z. Dipende molto da quanto spazio diamo al nostro ego. A me piace l’idea di essere sempre alla ricerca. Mi piace l’idea di non aver ancora e mai capito niente della vita e della musica. Mi piace cominciare daccapo ogni volta, trovare nuovi stimoli e giudicarmi spesso per non dirmi bravo da solo.


Non credo di avere uno stile troppo personale, sicuramente ho i miei marchi di fabbrica, piccole cose che possono far riconoscere una canzone come “mia” all’ascolto. Penso che sedersi sul fatto di aver trovato un proprio stile non sia così sano, non è detto che le conseguenze siano solo positive. Sicuramente ho compreso qual è la mia strada ma come tutti sono in cammino. R.Z. Il nostro magazine parla soprattutto d’arte, potrai vedere molte opere pittoriche sfogliandone le pagine. Esiste un tuo brano, oltre a quelli egregiamente riprodotti da Matteo Anselmo, che vedresti particolarmente bene trasferito su un’ipotetica tela? Z. Mi piacerebbe che “soffia leggero” diventasse un quadro. Oppure “salva”. Sono due canzoni alle quali sono molto legato seppur per motivi differenti. R.Z. Nei tuoi brani è sempre presente un aspetto poetico, un uso della parola che a tratti ci ricorda il talento di grandi nomi del cantautorato italiano. A quale atto più quotidiano paragoneresti l’operazione della scrittura? E quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica? Z. Il canto conta poco. Non è cosa mia. Canto male, grido, non so utilizzare la voce come si dovrebbe. Scrivere mi fa venire in mente la preparazione di un arrosto, adesso però non chiedermi come mai... R.Z. Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con più soddisfazione? Z. L’aver trovato un’armonia eccezionale con la band negli ultimi tempi. Tutto il resto è comunque frutto di un lavoro di anni e di sacrifici di molte persone. Ma sapere di poter salire sul furgone trovando la mia “famiglia” serena e sorridente è la più grande soddisfazione. C’è grande fiducia e rispetto reciproci tra noi, siamo diventati una squadra imbattibile. Ogni concerto o piccolissima esperienza diventa enormemente importante se condivisa con persone che ami.

R.Z. Ci sono tanti ragazzi/e che sognano e provano ad affermarsi nel panorama musicale. Quali consigli senti di dargli? Z. Siate voi stessi. Non inseguite il successo tra frustrazione e delusioni perché non arriverà. Impegnatevi ad aver successo nei vostri giorni, nelle piccole cose quotidiane. Siate buoni amici e figli, siate sereni. La musica ti chiede d’essere niente più di quello che sei, come recita il buon Fubelli. Abbiamo troppa paura del giudizio degli altri e spesso non siamo abbastanza severi con noi stessi. Imparare a riconoscere i propri errori è un ottimo punto di partenza perché le cose vadano come sogniamo. Si costruisce, sbagliando, giorno per giorno. R.Z. Quale è il tuo rapporto con i fan, quanto tempo dedichi alla gente che ti scrive? Z. Dedico molto tempo a tutti, anche se non sempre riesco a star dietro alla centinaia di messaggi che ricevo. Fin troppo importante per me il rapporto con chi ci segue. La musica non è mai un fatto solo personale. Parte da un singolo per diventare di tutti e poi ritornare a casa sotto forma di nuova emozione. Senza il pubblico noi non saremo un cazzo. R.Z. Prima di Sanremo, molti pensavano, forse erroneamente, che la tua musica fosse rivolta più ad un pubblico di “nicchia”. Quali cambiamenti ti aspetti dopo questa esperienza? Z. Nessun cambiamento, siamo le stesse persone di prima e continueremo ad essere così. Non siamo andati al festival per camminare a qualche centimetro da terra. Per noi è stato un passaggio importante per ottenere visibilità e poter faticare meno nei prossimi anni nel fare il nostro lavoro. Tutto qui. R.Z. Durante la tua carriera hai avuto la possibilità di confrontarti e collaborare con molti nomi della musica italiana. Quanto ti resta di queste esperienze e in che modo queste ultime arricchiscono il tuo percorso? Z. Da ognuna delle persone incontrate nel cammino provo a prendere il massimo. Tutti ci insegnano qualcosa anche indirettamente. Non sarei quello che sono, qualunque cosa io sia, senza aver incontrato chi mi ha fatto tremendamente bene o maledettamente male. Si elabora. Si cresce. Negli ultimi anni tutte le collaborazioni fatte mi hanno arricchito sia professionalmente che personalmente. Molti consigli di grandi artisti con cui ho collaborato li porto con me ad ogni passo. R.Z. Ti lasciamo con un’ultima e palesemente interessata domanada, alla quale ci piacerebbe che rispondessi con un “Al più presto”. Ironia a parte, dicci un po’..quand’è che assisteremo ad un live di Zibba e Almalibre qui, dalle nostre parti? Z. Al più presto... R.Z. = Rita Zunno - Z. = ZIBBA

Zibba con il fumettista e illustratore Matteo Anselmo (vincitore nel 2013 del concorso nazionale “I love Pazienza”). Matteo accompagna spesso Zibba durante alcuni dei suoi concerti con dei live painting; trasformando le sue canzoni in bellissime immagini, come quelle del libro “Me l’ha detto Frank Zappa” recentemente scritto dallo stesso Zibba. www.matteoanselmo.altervista.org

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA

ARTEMENTE GALLERY JESOLO NUOVA SEDE VIA MAMELI N’ 37 – JESOLO LIDO – Telefono 348 11 99 009 – email : g.artemente@libero.it www.premioceleste.it/galleria.artemente www.artementegallery.wordpress.com

Arte mente Gallery jesolo

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Arte mente Gallery jesolo


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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA SABATO 29 MARZO

in presenza delle Autorità della città di JESOLO.

Sindaco e Assessori, giornalisti e fotografi, è stata inaugurata “ SILENZIO PARLANTE” mostra personale di pittura dell’Artista GABRIELE SALVATORE. Ispirato dal suo stato d’animo di vita vissuta, sotto forma di pensieri e poesie, da lui scritte e poi trasmesse sulla tela, come fossero fotografie di emozioni. Testi scritti e pubblicati nel suo libro “SILENZIO PARLANTE - ARTE E MENTE “ Ospite d’onore e padrino artistico dell’inaugurazione il grande RED CANZIAN famoso bassista dei POOH, artista a 360 gradi , musicista , scrittore , produttore, scopritore di talenti con la sua FONDAZIONE Q e pittore. Durante la serata ha presentato in anteprima una sua opera della collezione”GRANDI 100 X 100 “ MARIA CALLAS, opera elogiata dal curatore della mostra in ARTEMENTE GALLERY il prof. JACOPO ABIS docente all’Accademia di Belle Arti a Venezia. Numeroso il pubblico che ha assistito all’inaugurazione della mostra personale di GABRIELE SALVATORE, molti fans di RED CANZIAN hanno potuto fare foto e farsi fare autografi. In collaborazione tra ARTEMENTE GALLERY e RED CANZIAN è stata messa all’asta un’opera di GABRIELE SALVATORE dal titolo : “IL VOLO”e il ricavato è stato devoluto dall’acquirente interamente alla ONLUS “PER MIO FIGLIO” di Treviso. ARTEMENTE GALLERY JESOLO ringrazia tutti coloro , tanti davvero, che hanno partecipato alla serata inaugurale della mostra. Le opere di GABRIELE SALVATORE rimarranno esposte fino al 21 Aprile compreso. Da sabato 3 a sabato 31 maggio 2014 esporrà alcune sue nuove opere all’Archivio di Stato di Treviso, in via Pietro Dante n’11- Treviso- Mostra collettiva organizzata dall’Accademia Europea delle Arti - Comitato Italiano -

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19 Foto di Gianni Fontebasso


20 Foto di Gianni Fontebasso


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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Artemente Gallery, è uno spazio espositivo situato nel centro di Jesolo Lido. Galleria d’Arte che propone le opere di alcuni fra i maggiori nomi del panorama contemporaneo nazionale ed estero. La selezione delle opere è basata su valutazioni della qualità e del riscontro ed interesse dei vari collezionisti, che in questi ultimi mesi si sono aggiunti tra gli appassionati d’Arte che già seguivano gli eventi espositivi di Artemente Gallery. Fattore primario nella gestione è dato dalla visibilità che si offre agli artisti, attraverso i canali pubblicitari, che vanno dai quotidiani ai mensili di Arte, ai cataloghi in cui sono presenti gli artisti al pubblico, attraverso la diffusione. Durante la stagione espositiva 2014 maggio | settembre esporranno molti artisti di spessore selezionati accuratamente e saranno inseriti in un catalogo collettivo con le date delle loro mostre in Artemente Gallery, nel catalogo si può trovare e visionare un ‘opera per ogni artista la sua biografia e contatti. Il catalogo Artemente è distribuito nei posti strategici della città, frequentati dai turisti numerosi, sei milioni, che ogni stagione scelgono Jesolo come meta di vacanza e per visitare i vari eventi che la città offre. Artemente Gallery offre la giusta visibilità ad artisti che periodicamente espongono con le loro mostre personali di Pittura, Scultura, Fotografia e presentazione di libri e cataloghi d’Arte. La Galleria farà parte del progetto JESOLO FASHION che racchiude più di 50 attività d’Eloite della città di Jesolo pubblicate su un catalogo tradotto in 4 lingue, una Hostess Fashion illustrerà le attività inserite nel catalogo che sarà distribuito ai numerosi viaggiatori in transito, all’aeroporto di Venezia. Jesolo Fashion sarà distribuito anche all’ufficio del turismo di Jesolo. Gli Artisti inseriti e pubblicati all’interno (in uno apposito box) nelle pagine della Galleria Artemente, saranno automaticamente conosciuti all’estero, una volta che i turisti stranieri porteranno dopo il loro soggiorno in città, in patria i due cataloghi Artemente Fashion. Ecco farsi concreta la visibilità accennata prima per gli artisti, che aderiscono al programma”Artemente”il progetto JESOLO FASHION è patrocinato da :Comune di Jesolo Confcommercio,Nextitalia.

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO- GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA VIA MAMELI N°37 JESOLO LIDO ALLE TORRI DI PIAZZA DRAGO TELEFONO 3481199009 E-MAIL: g.artemente@libero.it

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA

Calendario Espositivo 2014 PIERPAOLO LAZZARINI GUERRINO BOATTO E PIETRO MATESE MAURIZIO ROSSETTO PINO ZENNARO ALICE PERINI E DANILO MARCHESIN JACOPO ABIS E SILVANO SARTORI DARIO ROSOLEN LIA CARACCIOLO FIORENZA VINCENZI FULVIO ZANELLA E EMANUELE COSTANTINI ALESSANDRO SEGANFREDDO E GIUSVA PINATO LUCIANA MOLON GIANFRANCO BARTOLOMEOLI LUISA COGO GIANLUCA COSENZA LAURA GIANNI AMBROGIO GABRIELE SALVATORE

Arte mente Gallery

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jesolo

DAL13 AL 19 MAGGIO DAL 22 AL 28 MAGGIO DAL 30 MAGGIO AL 5 GIUGNO DAL 12 AL 18 GIUGNO DAL 21 AL 27 GIUGNO DAL 3 AL 9 LUGLIO DAL 11 AL 17 LUGLIO DAL16 AL 22 LUGLIO DAL 25 AL 31 LUGLIO DAL 25 AL 31 LUGLIO DAL 6 AL 12 AGOSTO DAL 22 AL 28 AGOSTO DAL 26 AL 1 SETTEMBRE DAL 4 AL 14 SETTEMBRE DAL 19 AL 25 SETTEMBRE IN PERMANENZA IN PERMANENZA IN PERMANENZA

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GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Titolo’’ Rosa Cm 40Xcm40 Tecnica Mista Anno 2011

SILVANO SARTORI Arte mente Gallery jesolo

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Crescita 50x70 2014 acrilico su tela con stampa Fotografica

PIERPAOLO LAZZARINI “…Luci ed ombre, labirinti, l’incontro mistico, i mostri e la Morte…”

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Accordo in sol Tecnica mista su tavola cm 110x86 – 2013

EMANUELE COSTANTINI “La vita che scava” è l’argomento su cui basa i propri lavori Emanuele Costantini. Le opere sono realizzate su legno e raccontano un processo di vita che trasforma qualsiasi oggetto o esperienza di una memoria visiva e personale del passato. In esposizione a Jesolo (Ve) DAL 25 LUGLIO AL 31 LIGLIO 2014 Presso la galleria Artemente Gallery Altre opere in mostra permanente presso Atelier Lucia, Corso S. Felice e Fortunato 257, Vicenza

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO- GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA VIA MAMELI N°37 JESOLO LIDO ALLE TORRI DI PIAZZA DRAGO TELEFONO 3481199009 E-MAIL: g.artemente@libero.it

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

La Ferrari, olio su tela, Cm. 89X106

PIETRO MATESE Arte mente Gallery jesolo

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO- GALLERIA D’ ARTE CONTEMPORANEA VIA MAMELI N°37 JESOLO LIDO ALLE TORRI DI PIAZZA DRAGO TELEFONO 3481199009 E-MAIL: g.artemente@libero.it


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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Qualcuno mi sente? Tecnica mista, 100x120 cm

GABRIELE SALVATORE Arte mente Gallery

ARTEMENTE GALLERY JESOLO- GALLERIA D’ ARTE CONTEMPORANEA VIA MAMELI N°37 JESOLO LIDO ALLE TORRI DI PIAZZA DRAGO TELEFONO 3481199009 E-MAIL: g.artemente@libero.it

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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

...Brividi....

GIANNI FONTEBASSO

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INFO@FOTOALMARE.COM


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ARTEMENTE GALLERY JESOLO

Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Mondo fluttuante, tecnica mista, 100x100 cm

LAURA Arte mente Gallery jesolo

ARTEMENTE GALLERY JESOLO- GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA VIA MAMELI N°37 JESOLO LIDO ALLE TORRI DI PIAZZA DRAGO TELEFONO 3481199009 E-MAIL: g.artemente@libero.it

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Arte mente Gallery jesolo

GALLERIA D’ARTE CONTEMPORANEA Presenta

Opera “Burano”- Misure 80X70 Cm- Anno 2014

DANILO MARCHESIN Arte mente Gallery

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I L I B I S I V àttic città VISIBILI

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RIARTECO : Una nuova

forma d’arte.

Mostre a Genova e Firenze giugno e luglio 2014. Riarteco e’ una nuova forma d’arte o forse bisognerebbe dire, un nuovo modo di vedere e sentire l’Arte rispetto ai canoni fino ad ora espressi, per far riflettere lo spettatore in merito al consumo dei rifiuti , il rispetto dell’ambiente come del ciclico stesso per tutelare la circonferenza planetaria , in sostanza il nostro pianeta quale essere vivente su cui viviamo, respiriamo, dormiamo e di cui usufruiamo senza accorgercene. Ecco allora il mezzo piu’ efficace e solerte per creare un cultura o coscienza del ciclico e del risparmio stesso dei consumi con il contributo degli artisti. Un connubio poliedrico e interessante. L’ arte per come la si conosce puo’ avere un senso oltre i perimetri della tela ? Si, poiche’ Riarteco intende far riflettere l’individuo sull’importanza del consumo ragionato. Una unita’ fra arte e riciclo usando gli oggetti di uso quotidiano che diventano nel ciclo finale la tanto famigerata spazzatura. Gli artisti come tanti artigiani preraffaeliti ispirati assemblano con la buona volonta’ cherubinica le opere con materiale di scarto. Lo scarto reincarnato rivive nella opera. Occorre comprendere in tal caso questa arte come monito di rilevanza e riflessione nella piu’ completa coscienza che il nostro mondo sta soffrendo per la dissipazione delle risorse e l’inquinamento. L’ultima edizione di Riarteco, che si conferma come fulcro di importanza nazionale per questo nuovo tipo di rassegne, si e’ tenuta anche a Genova con il contributo dell’organizzazione del pittore Aldo Celle ideatore dell’associazione “La Tela”. Mi accingo a intervistare l’ ideatore Marco Pasqualin nel cui accento si coglie la storia della fierezza toscana.

D. Quale sara’ il domani della societa’ industrializzata? R. Non saprei risponderti in maniera definitiva visto il tipo domanda tuttavia sono contrario alla globalizzazione. D La Bellezza del rifiuto puo’ salvare il mondo? R Direi di si, mediante la conoscenza stessa ed e’ per tale motivo che mi venne l’ idea di creare Riarteco per sensibilizzare le coscienze delle persone nel fare meno rifiuti utilizzando la creativita’ contributo importanti degli artisti. D .Quest’anno Riarteco si avvia verso il decimo anno ? R Si, e ne molto entusiasta anche se e’ molto stancante. La rassegna si svolgera’ come l’anno scorso a giugno a Genova presso la Mercanzia e nel centro di Firenze presso la Galleria delle Carrozze e al Caffe’ Letterario.

D. Parlami di te della tua vita? R. Sono nato a Firenze nel 1961 ho studiato Lettere e Filosofia. Mi occupo di ambiente e ne ho sempre avuto un gran rispetto cosi’ circa 20 anni fa nacque in me l’idea di creare qualcosa che lo tutelasse. Importanti furono gli studi con la Filosofia di Benjamin. D.Perche’ e’ nata l’ idea di Riarteco? R Per via del consumo dei rifiuti , bisogna consumare meno e meglio avere maggiore cultura di queste cose che riguardano tutti noi, il mondo su cui viviamo. D .Quale e’ la situazione in Italia in merito al consumo dei rifiuti come della coscienza del risparmio dei consumi? R.Una situazione di ignoranza, di buio totale e sono contrario all’inceneritore.

performance live di Irene Sarzi Amadè

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ALIZIRINE BLANDINE DELCLUZE

L’homme Est Un Monde Tecnica Mista E Pigmenti Dim 90X120 Cm Anno 2010

Slan Au Revoir Tecn Olio E Pigmenti 110X195 Cm Anno 2009

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Blandine Delcluze is a teacher and trainer at the Atelier d’Arts Libres Arts et Couleursn in Le Mans in France. Following her artistic inclination she has felt a constant necessity of confronting herself with the matter, leave a sign with the colour, depict the subject, mark a path and from this passion her works made of fantastic characters and colours, where she shows happiness promises but also deep and pained soul tensions have been created. Her paintings have the poetry title as a caress on the face, where the finger moves smoothly and hesitates ,they evoke a world in which the two poles, male and female, confront each other and combine, in a continuous challenge where there aren’t winners but to refer each another. Duality of faces, massive cutouts, sometimes dominated by a powerful impulse, elegant and majestic, abstract or figurative searching a pure colour shoot like in a happiness dream, with a surprising spirituality and a latent immateriality which embody in metric shapes. The material has an important role in her art. It speaks in silence, maybe for fun, because play is essential for life and makes forget the passage of time, imagining the colours of the origins :Blandine expresses herself with colour: her hand conducts all tones which recall earth She wants surely to find an entirely personal direction, as in quest of a hidden treasure in one of the first mankind acts whose trails haven’t yet been discovered in the prehistoric caves. Beyond the history,hers is really an initiation experience , a necessary passage through the hostility of the world which must be proved to be surpassed, in some ways, through the artistic dimension. Maria Grazia Todaro

Alizirine(Blandine Delcluze) 0033 626 72 47 54 - Siret 339 284 028 00026 alizirine@yahoo.fr - alizirine.com facebook.com/Alizirine

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ANDREA ROGGI

Titolo “Albero Della Vita Tango” Bronzo Diamentro 80 Cm 2012

Il Cantastorie”Bronzo” Diamentro 60 Cm Bronzo 2013

‘And God created the earth and created man in his own image and likeness.’ His artistic endeavours are characterised by a direct relationship between sentiments expressed in the Bible and of his own personal philosophy in which he views art as a refuge from the banalities of human existence. Andrea Roggi, talented sculptor, painter and poet, has demonstrated a firm belief in the beauty and transcendence of the human soul via a personal spiritual philosophy communicated through artistic endeavour. Born in Castiglion Fiorentino in 1962, his interest in painting began at the tender age of fifteen but the transition to his current status as a great Sculptor was a gradual but inevitable progression. Andrea’s creative work can best be defined as a continuous research of the essence of the human spirit, in which he aims to explore life’s difficulties which are counter balanced by acts of liberation, hope and the Divine love that resonates throughout nature and mankind. In 1991 he founded an artistic workshop in which he began his exploration of sculpture through the media of bronze, stone and precious metals. In 2001 Andrea began his continuing collaboration with students from the University of Georgia who are based in nearby Cortona and who attend sculpture workshops at the Creativity Park in which they are welcome to exhibit their work. Andrea’s journey within the world of art began in 2002 when the ‘Parco della Creatività’ (Creativity Park) was born. It was an initiative that would prove to be the catalyst for the creation of a place in which local artists could meet to exchange ideas and exhibit. Particular focus is given to Andrea’s sculptures worked in bronze, stone, marble, iron and precious metals, which are to be found in many locations of outstanding beauty within Tuscany.

Parco della Creatività Manciano, 52043 Castiglion Fiorentino, Arezzo http://ww.andrearoggi.it - thecircleoflifeartgallery@gmail.com tel 3336461405 L’Artista espone ad ArtMonacò14 con QueenArtStudio www.queenartstudio.it tel 3346447738

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BIANCA PREDOI

2014 Cori Noclassic Remembering Oil On Canvas Vitrail Ink On_

Young Man Remembering Oil On Canvas Vitrail Ink On Plexiglas

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She is an architect and painter, founder of the cultural association Portrait Boutique Gallery, Bucharest. Born in Brasov, Romania in 1972, she began to exhibit in 1993, in collaboration with the Union of Fine Arts. In 2001 she started her professional career as an architect. In the meantime, she exhibited her first artworks (oil on canvas) in several small art galleries in Florence, Italy, and has attracted interest from international art collectors, which later led to many other personal exhibitions in Italy, USA, Romania, Switzerland and Germany. Bianca Predoi’s artistic expression culminated in the exhibition “Florence for Beginners” (2012). Recently, she focused on figurative narrative artworks, such as the ones belonging to the “Portrait Painting” series.

www.prettaufleser.com biancapredoi@gmail.com

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ENIO DI STEFANO

“Unicità” dim. 80x120 - acrilico su tela.

’Uomini ‘- Olio Su Legno – Dim 70X70 Cm

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Enio di Stefano’s work big retrospective germinates in an accurate surrealist rediscovery and in his manifest role in painting field. Enio is famous for his dreamlike and figurative paintings, full of extraordinary and complex tales, obtained from his rich interest for nature, for the particolar attention to the picture he represents almost as betwiched like a child, to human anatomical details, as reinterpretated in a methodical decomposition not allowing to arrive inside the id and that seems to want to keep it skillfully obfuscated.. to his thinking, defoliated and full of pathos women captured by their hybrid world, where strange and a little disconcerting figures are situated as creatures perched to some strings or chains heading towards the sky, as anchored to a fantastic hook , in quest of their lost soul. As well in his peels collection in a meticulous research of the smallest undertone, he seems to desire to represent the casing more..or as well in the inanimated cobbles , symbols of that extraction and of a free psychoanalytic association of himself, where everything comes to mind is what is written, with no conscious change. Reflecting on his dreams he shows the creativity to present between the subconcious and the unconscious. Only the Rationalism suppresses this imagination. His surrealism is so an attempt to transform the thought in art without doing anything to ruin it and is conceived to visualize the unconscious and the subconscious so to strengthen the human understanding of both of them. The common themes tackled by Di Stefano like eroticism and death, in his surrealist art must not be seen as transgressive.Freud believed in Eros and Thanatos subconcious unity: the first one is a sexual desire of life, the second is the death unity, these are the unconscious unities inside the Artist, mixed together, without the rationality of the reality that separates them. Also the use of the incongruous combination where man and woman wrapped in the clouds, the figures absorbed in the ground or in the rocks are individually recognisable, but together confuse the spectator who lives the feelings previously expressed through this union, is remarkable. Maria Grazia Todaro

www.distefanoenio.com email distefanoenio@yahoo.it

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FRANCESCA GIACOMAZZI

La Carica (dittico), Spatola olio su juta, 100x170 cm

Sto Uscendo Dimensioni: 25x90 Tecnica: Spatola olio su tela Anno 2013

I have been really happy to discover Francesca Giacomazzi’s website to admire also virtually her atelier where she exhibits all her favourite creations and I have been pleasantly surprised from the quality of the pictures put up. I am sure that, like me, you would fall under her universe spell, even if we are not all of the same style, but with the same mood, because she “lives” with her creations. It is about objects made with raku technique, handicraft, designer objects but also mural paintings and portraits. Through painting Francesca offers a palette of more coloured shades and more varied themes, among which flowers, animals, nature … In her figurative several techniques like the spatula, the acrylic oil harmoniously merge, the result of a certainly eclectic production. About the subject matter, she gives an important prominence to the horse world, paints portraits of it with the goal non only to represent its details more closely but inspired by its magnificence and the great sense of freedom the animal is able to instill in her, for its simple grace and for its beauty, in her search for another horizons or in a town scene, or, more in particular, in the beauty of the maternity of a mare of its colt. Francesca tries to instill in her works the connection she feels wih the animals. She paints what she loves in them, a cow calm, the elegance and dignity of a horse and her passion transfers in portraits. The artist offers also contemporary paintings. This attraction that moves to less figurative but not less important art is for her a subliminal world where shapes and colours, tones and scents weave together , discovering a fervour in creating in one go , rather than reproduce nature. Her atelier is full of treasures, a variety of different techniques, various subjects reveal her multiple personality but an only drivimg force : the passion of painting, of creating. A passion that the artist wants to share, in a graceful and coloured play of sinous lines, sometimes linear , but that relentlessly lead to an impending iridescence. Her painting is a wheel of simple compositions that explore several subjects of artistic knowledge. You can feel the happiness and the rejoicing in the use of the colour. It does not prevent her from going sometimes to more designed series. Francesca supports the word decorum and defends it without restrictions. Maria Grazia Todaro

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www.francescagiacomazzi.it info@francescagiacomazzi.it

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Scratch Resina Su Pietra Di Apricena, Misure 40X60x2cm

Steaming Marzo 2013 Marmo Di Carrara Ed Acciaio Satinato, H 68Cm, Base 33x33cm,

FRANCESCO FAI

L’ombra Della Danza Delle Culture -Realizzata in Pietra di Apricena

Nato a Pisticci, in provincia di Matera, il 30/10/1983 e residente a Bernalda, sempre nella provincia di Matera. Dopo aver conseguito la maturità scientifica nel 2002 si iscrive alla Facoltà di Architettura che abbandona nell’agosto 2003 iniziando a lavorare il marmo presso il laboratorio del padre. Dopo due anni, affascinato dal mondo del marmo e dei materiali lapidei, sentendosi stretto nella morsa dei lavori commerciali, decide di seguire un corso di scultura estivo a Carrara (MS). Ripeterò questa esperienza anche l’estate successiva iscrivendosi, poi, alla Scuola del Marmo “P. Tacca”, rinomata per gli insegnamenti tecnici in ambito scultoreo. Termina il corso di studi in 4 anni anziché 5, anni durante i quali ha partecipato a tutte le attività promosse dalla Scuola la quale nel 2010, alla Fiera Internazionale Carrara Marmotec, presenta una sua opera come “simbolo” degli insegnamenti che vengono impartiti dagli insegnanti. Dal luglio 2010 torna a Bernalda. Presso il laboratorio del padre, da allora, si occupa di progettazione e realizzazione di complementi di design. Partecipa a svariati concorsi di idee e mostre artistiche in Italia ed Europa riscontrando i favori del pubblico e delle organizzazioni promotrici.

francescofaiscultore@outlook.it

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GIORGIO GIOTSAS

Onde colorate technica : Oil and acrylics colours - Mixed media

Rosso sotto la luce technica : Oil and acrylics colours - Mixed media

ARTISTE PLASTICIEN ET POÈTE

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Il Pesciolino Acrlyci E Olio Su Pietra Usando Anche Il Gypsum Band Dimensioni 25X20

I was born in Athens in1979. I attended classes in painting at the University of Fine Arts in Florina (Greece). I have participated in fifteen group exhibitions. I regurarly exhibit my work at the Art Shops of: - Macedonian Museum of Contemporay Art in Thessaloniki ( Greece) - Foundation of the Hellenic World - Athens Concert Music Hall - IANOS - Gallery SKOUFA - ANNA PAPADAKI ART SPACE I also exhibit in other Art Galleries in Athens and the islands of Santorini and Patmos. I have a permanent collaboration with the Art Gallery Peritehnon in Athens and I have exhibited my work internationally.

k5eikastika@yahoo.co.uk

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GIULIANA GRISELLI

Barche 70x40cm anno 1980

Barche Sulla Riva 40X60 Cm Anno 2013 Tecnica Olio Su Tela

The Artist Architect Giuliana Griselli was born in Trieste, where she lives, paints and has worked as Art Education, Drawing and History of Art teacher. Since she was young she has been taking part in many expositions and contests racking up prizes and national and international highlightings segnalations.. The first collective exhibitions date at the far 1959 year and take place annually. Later G.G. restarts her activity in the collective shows in the 90’s and is still active. She loves South landscapes and paints them in her works which are oils on canvas , paper and drawings.. The horizontality of the picture and its contrast, evident in some paintings scale , is almost insignificant compared to the sea magnificence, which fills the image with a quite determined romantic message. Maybe we are watching a strange dialogue between man and endless nature, a mystical mirror of thoughts, domesticated, friendly, desirable. Contrary to her most figurative art Giuliana presents a very simple composition with three clear levels for earth, sea and sky, all framed in a rectangular window. Following the colour line the sea water seems accessible like when we want to see things in a coffee cup and the wave breaks its transparent waters which concentrate the sunset colours. The horizon sharp edge defines the underlying sea colours. The complementary colours composition make the painting warm and relaxing. Also the views of boats, flowers, woody landscapes are so gorgeous that we are immediately tempted to sit on one of the chairs of a scented garden arbour as to enjoy a sunny Sunday afternoon…in front of an unforgettable sight which will be reproduced by the artist with creamy oils and vibrant colours.

griselligiuliana@gmail.com www.giulianagriselli.it

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GIUSEPPE MARCOTTI

‘Concept Time Four’ Tecnica Mista Dim 40x70 cm Anno 2014

Nasce in prov di Mantova il 6 /8/56, si avvicina al mondo dell’arte contemporanea negli anni 70 visitando le biennali di Venezia . Si accosta poi ai vari movimenti artistici dagli anni 50 in poi analizzandone i contenuti. Varie esperienze e ricerche lo portano a cercare forme di espressioni proprie cercando in materiali vicini alla quotidianità. Ultimamente le sue ricerche si sono sintetizzate su istallazioni concettuali entrando in uno spazio tempo tramite realizzazioni con materiali di varia natura numerate e da lui definite: concept time.

g.marcotti@cbegroup.it tel 3355336490 Pensiero compresso Tecnica Mista

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HABIBA ZOUABI

Blurred Visions Tec. Acrylic On Canevas Dimensions : 60X80cm

(Framed:65X85cm)Year: 2014

Favela Dimensions: 50X60cm Technic: Acrylic On Canevas

Habiba Zouabi è un’artista turca nata nel 1963. Ha vissuto in diversi paesi tra cui il Marocco (Sahara Occidentale), Repubblica Democratica del Congo e Libano, dove attualmente vive e lavora. È un artista con una formazione eclettica: laureata in Sociologia (Nizza-FRANCIA), in Etnologia (Nizza-FRANCIA) e gestione aziendale (Parigi-Francia), oltre che avere un diploma in interior design (FRANCIA). Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, tra gli altri, solo nell’ultimo anno, ha partecipato a: InBrasCMG1° Biennale del Mediterraneo 2013 – Portogallo (3 ° premio), ARTEBO – Arte contemporanea 2013, Bologna – ITALIA, ARTEBO – EROTICA 2013, Bologna – ITALIA, e la mostra personale “From Carthage to Tyre: The inside voyage”, Tyre-LIBANO, 2013. Artist painter & poet

Email: zouabihabiba@yahoo.fr Web: https://habiba.see.me/ www.celesteprize.com/habiba.zouabi

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HANNU UUSLUOTO

Web Power( La potenza del web) Glass and ropes 1m x 1m.

Due elementi vengono accoppiati di nuovo e di nuovo nel lavoro di Hannu Uusluoto : iterazione e il mondo naturale. Ciò non deve sorprendere, in quanto sempre più spesso gli scienziati indicano iterazione come il processo attraverso il quale la natura stessa mette tutto insieme. “Le mie opere sono storie artistiche sulla vita e l’universo”, dice Uusluoto. “Ritmi della natura affascinano me fare arte”. Originariamente un ingegnere di professione, Uusluoto mette la ripetizione della forma davanti e al centro in ogni dipinto, scegliendo forme e combinazioni di colori che fissano le basi per le sue iterazioni per essere notato. Così fa a indagare la materia oggetto non cercando di rappresentare con qualcosa che si avvicini il fotorealismo, ma inferendo qualcosa circa la sua essenziale make-up, concentrandosi sulle sue forme iterative. Come dice lui, “Fare ogni dipinto è per me come un piccolo viaggio di ricerca per i misteri della vita.”

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Titolo’ Dark Side’: olio su tela, Dim 40x50cm, Anno 2013

Hannu Uusluoto ha recentemente compiuto il passaggio dal tecnico di artista a tempo pieno, e il suo lavoro è stato esposto negli Stati Uniti, in Francia e in Finlandia. Risiede a Rauma.

uusluotohannu@gmail.com www.uusluotohannu.fi

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KAMEN BONEV

Spring - Oil,Canvas size h 100 X w 80 , 2014

Autumn - Oil,Canvas size h 100 X w 80 , 2014

Kamen Bonev was born in 1978 in Varna, Bulgaria. He graduated from the Fine Arts Academy of St. Cyril and St. Methodius University of Veliko Tarnovo. Since 2002, he is associated with the International Association of Art (IAA) - UNESCO. Currently the exhibition director of Gallery 76 in Dubai.

Sunset 150 X 120 cm. oil , canvas 2012

He has won numerous awards, including first prize in 1997 by the then-mayor of Veliko Tarnovo, Dr Rumen Rashev. In 2013, he became the recipient of the first prize of the fine arts festival in Ras Al Khaimah, UAE, held under the patronage of the Sheikh Saud Bin Saqr Al Qasimi Foundation. Kamen paint for Bentley , Ferrari World , Sharp , Samsung . Artist represents contemporary art and finds inspiration form the beauty of the seemingly simple things in life. He aims to communicate to a wide audience and create an emotional experience in the viewer, reminding them that happiness is in the details. Artist have exhibit in Rome-Italy , Berlin- Germany , Dubai-U.A.E

kamenbonevart@yahoo.com www.kamenbonev.com

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LINDA RISELEY

Hidden Depths of Kindness. Year 2011 Photograph printed on aluminium.

‘Power - le pouvoir’ Medium: Photgraphy/Digital Art Size: 70x50cm Date: 2009

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Linda Riseley uses Photography and Digital Art to express the wordless but loud voice of the heart and the truth that lies within. The artworks are inspired by Linda’s personal understanding of the world she inhabits and her own spiritual journey. These poetic visualisations portray the essence of her experiences and are translated into a moving form that touch our emotions and speak to our very core. Her work deals with the unseen pain of life and the uplifting wisdom that is learned from the journey. Her artwork goes beyond the borders of the human condition and speaks the truth in a universal way. Grinding away at the heart we search for the light within, clouded by deeds, thoughts, feelings of darkness and a blurred reality we look for our inner light. Linda’s collection is designed to move the viewer through the room of her mind. Dedicated to the art of Photography and Digital Painting with thier limitless possibility to draw us in, her work is complex and intense. Images linger. The more you look, the more you are drawn into their hypnotic spell. On all levels, Linda Riseley’s work resonates with the senses. With three Solo shows and over thirty five Australian and international group shows Linda Riseley is determined to reach out with her art and make a difference in the world. She is also known for her Projection Art, Short films and Animations. Linda is looking for gallery representation and new opportunities in various countries. Thanks for looking. :) See more of her Art: http://www.zhibit.org/lriseley http://www.youtube.com/lindariseley Facebook: https://www.facebook.com/ArtistLinda Twitter: @LindaRiseley Tumblr: http://lriseley.tumblr.com/

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MARTA FIORENTINI

Opera I La donna e la sua Bimba’ tec Photo Digitale Dim 50x75cm Anno 2013

Opera II La donna e la sua Bimba’ tec Photo Digitale Dim 50x75cm Anno 2013

A few years ago Marta Fiorentini has taken interest in photography Her sensitive nature has tried to talk with people, especially through her self-portraits. Every photo of hers is a powerful communication medium which reaches the depth of the soul, where words usually don’t arrive. After having taken hundreds of pictures with her Reflex she has published some of her best snapshots. Thereafter her life has changed forever. Now she lives her dream made of images able to evoke previously unconscious feelings, thoughts, memories and stories linked to her world, distinguishing those that can represent herself at the best. And how to reveal possible secrets about herself which nobody has still understood about her intimate femminine nature..she seems to say: which questions could I wish to ask myself again? Is there something I would like to know or I want to know about me? All this process , casually carried out at the beginning, has been pushed until it became deeper than she herself would never have been imagined, and actually it mirrors her whole life. There are reasons for the existence of Fiorentini’s every photo, for what I call the “ why” of taking photos-which is how to use the less conscious aspects to secretly incorporate and trap them in all her own pictures, to help herself to get a better understanding of her life. I would define her an emotional photographer, where the picture, transformed and loaded with an intrinsic and entirely personal meaning, through the preference of black/white and a well-balanced light and shade game is able to catch apparently hidden aspects and is used, starting from the inside, as a medium to get to the comment about a variety of modern world problems: through these ambiguous and eclectic photos Marta has developed a clear signature style, raising demanding and important questions about women’s role and representation in society, media and the artistic creation nature. Maria Grazia Todaro

Vita

Info - www.premioceleste.it/marta.fiorentini email fiorentinimarta@yahoo.it L’Artista espone ad ArtMonacò14 con QueenArtStudio www.queenartstudio.it tel 3346447738

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MICHAEL LEVCHENKO

Was born 1976 in Kiev, Ukraine. Many of his works belong to public and private collections in Ukraine, Germany, Italy, France, Spain, the Czech Republic ,Turkey, the United States , China, Japan , Argentina, Syria, Israel, Poland, Norway. Education Ukrainian Academy of Fine Arts and Architecture B.F.A., M.F.A. Sculpture emphasis 1994-2000. National Art School, Sculpture emphasis, Kiev, UKRAINE 1991-1994. Art School No. 2, Painting emphasis, Kiev, UKRAINE 19881991 Memberships Ukraine Professional Artists’ Union Accepted to society in 1999-2011 International Association of Monumental Sculptures Events AIESM Professional member since 2008 ITALY Awards CHINA 2013 , Nanjing , International Monumental Sport Sculpture Competition , award. CHINA 2012 , Jinpo , International Monumental Sculpture Competition , special prize. UKRAINE 2003, Kiev ,Monument to Lost Journalists Competition , journalist ,s prize. UKRAINE 1998 National Art Students competition, First prize. In Museums , permanent collections ITALY 2013 , San Benedetto del Tronto , Art Museum by the Sea ITALY 2008 , Vollterra, Museum of Contemporary Art ARGENTINA 2008 ,Santa Fe , Museum of Contemporary Art in Roldan

Phone: +38-097-919-04-02-www.artlevchenko.com www.levchenko.com.ua - levchenco_m@ukr.net

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Amazon Woman’ Scultura in ferro –Dim 142x50x40 cm Anno 2007

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MONIQUE LAVILLE

La lavandiér de Figeac…. Huile sur toile au coteau 45x65 cm 2013

Dynamique, passionnée, extra sensible, Monique Laville a plus d’un tour dans son sac quand il s’agit de créer!Originaire de Saccomani à Marseille, cette artiste au grand coeur a su trouver un moyen efficace de lier ses deux grandes passions : l’art et l’humanitaire. Aussi généreuse que créative, elle organise régulièrement des expositions d’art visuel qui regroupent des artistes venant du monde entier, afin de réunir des fonds au profit des handicapés avec l’association »Le Dauphin Corse » de Thierry Corbalan. À l’origine de plusieurs ventes aux enchères caritatives, Monique fait partie de ces personnes qui ont compris qu’il est important de s’ouvrir aux autres cultures. En véritable Globe Trotteuse, elle a donc participé à des expositions aux quatre coins du monde, entre la France, l’Espagne, le Portugal, les Etats-Unis, le Canada mais aussi la Chine, le Brésil. L’Art pour Monique, c’est un véritable exutoire, qui lui permet aussi de remonter le temps, jusqu’à une ère plus sereine. Quand les hommes portaient encore des chapeaux, et quand les femmes se faisaient courtiser avec subtilité… “Je ne suis pas contre le progrès, mais trop c’est trop!” s’insurge-elle, si on lui demande son opinion sur la société actuelle. Sensible et raffinée, à travers son travail débordant de générosité et de passion, Monique rend hommage au temps des Grands Maitres de l’Impressionnisme en s’inspirant de paysages actuels, qu’elle transforme en paysages d’antan du bout de ses dix doigts aidés d’un couteau. La lumière qui touche les personnages… quand il y en a. La sensation de bien-être transmise par l’illustration d’une atmosphère agréable. Tout ceci reflète la vision positive et réconfortante que souhaite partager notre artiste au grand cœur. « Portrait de Margaux », ‘La cueillette des olives à La Gaude », « Les vendanges varoises », « Le Marché aux fleurs à Nice » … chaque scène nous transporte, nous apaise. Portraits, paysages ou natures mortes, le travail minutieux de Monique Laville évoque indubitablement la beauté et la douceur de la vie.

Le marché aux fleurs à Nice en 1900

Imara K. 388, Chemin Thomas Garbiès -06610 La Gaude FRANCE Tél. +3304 93 59 70 94 / +3306 76 66 94 65 e-mail monique.laville06@yahoo.fr Site artmajeur.com/moniquelaville

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MONICA STELIANA CIRTITA

Disperdersi L’assamblage.

Dreamin L’assamblage.

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Nostalgia L’assamblage.

With modern technology also plastic materials like bicomponent resins that catalyse and harden , are used to make sculptures and have become an integral part of Plastic Art family.A little random and never forced, Monica Steliana Cirtita’s works reproduce the natural disposition of the elements like water, fire, earth, ice, through small pieces transformation that the artist mixes with one another in several layers recreating a bigger form supported by another layer. .. She uses a candle heat if she wants grey shades, from flame( like that for kitchen)... or also a stronger tone.In this way the Artist colours her creations. She begins her sculpture from a small piece.. and she never knows where she arrives... Sometimes she breaks everything because she doesn’t like the result.. and restarts.. . Monica refines this art form melting pieces, to sculpt them in the desired shape:the liquid becomes gel and the gel hardens and so transform them in active and breath-taking aesthetically objects, seeing beyond the range limits, over the threshold of the reduced original function and recharacterizes them through her point of view about creation. So THE ARTIST has created a small aquarium of “pet” :abbreviation of words deriving from Greek of a particular plastic material belonging to polyester family. Steliana creates a complete series of shapes now bulbous , now taped ,reformed, stained from luminous points or from elements added like coloured confetti sprinkles as many small spot lightings. Through their transformation she reaches a delicate softness of shapes that resins had not in their first life becoming works of light transparency that seem to arrive now from cold now from crawling with lapilli flames and fire volcanic liquids , smashed into a pulp before being recomposed, sculpted and cut to become almost the substance of sea creatures, or modelled in a terrible storm vortex that leaves wastefulness and destruction memory behind. Even if her creatures seem light and playful, are destined to be an important reference point. Maria Grazia Todaro Info| email: monica.anne@k.ro

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ROBERTO BIANCHI

Lupo Olio su tela cm 80x70 anno 2013

Acquerello Cavallo cm 30x45 anno 2014

Allow me to introduce myself : my name is Roberto Bianchi was born October 21 , 1969 , I live in Cibiana via Masarié 6 , a quaint little village situated in the beautiful Dolomite mountains . As a child are attracted by an uncontrollable passion for drawing wildlife . After much experience , in 2000 it became my profession. The trade press has often referred to me “As one of the most important painters of the industry.” My paintings are exclusively oil and my technique is absolutely realistic . I have always tried to give a poetic touch to my works . When I give the last touches to a picture m’illudo potergli give him a “soul .” I am completely self-taught , I have never followed any course of painting much less I was lucky enough to have illustrious masters who could advise me or teach me something . I paint mainly wildlife and alpine landscapes but from ‘ summer of 2013 I embarked on the path of surrealism that so fascinates me. I try to take care of, maybe even with a maniacal fanaticism , everything in great detail. I do not leave anything to chance : reflections that have wild animals in the eyes , the shadows and the highlights. I worked a lot in recent years, driven mainly by the right inspiration and success by critics. I deserved it ? I think so , because I have made known throughout Italy as well as also all ‘abroad , thanks to those who had faith in me and also to my assiduous attendance at the poles exhibition of Brescia , Nuremberg, Salzburg, Reno ( Nevada USA ) , Abu Dhabi (UAE) , Dortmund (Germany) Las Vegas ( Nevada , USA) , Harrogate Yorkshire (England), Beretta Gallery in Durini 5 in Milan , and in the summer seasons are present in Cortina . In October of 2013 I exhibited my works in the Louvre in Paris “ Corrousel du Louvre . In February 2014 Arte Genova 2014 QueenArtStudio.” the painting is not only my work and my passion , but it’s my whole life ,

Tigre Matita cm 45x60 anno 2013

www.robertobianchi.com info@robertobianchi.com

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SERGIO MARIA CORAZZA

Captured Witch (Strega catturata) Fotografia in bianco/nero, eseguita con reflex Nikon D 90, stampata su carta fotografica baritata Hahnemühle Fine Art e applicata su pannello: misure 50 x 75 x 2,5 cm

Gotcha Witch (strega beccata) Fotografia in bianco/nero, eseguita con reflex Nikon D90, stampata su carta fotografica baritata Hahnemühle Fine Art e applicata su pannello: misure 50 x 75 x 2,5 cm

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TIGER 50X50 X 15 cmFOTO STAMPATA SU CARTA stampata su carta fotografica baritata Hahnemühle Fine Art eseguita con reflex Nikon D 300s

Exploring the artist’s work multiple aspects the usable space is deconstructed and restructured, linking its void and full,where shadows and interstices perfectly interact in his favorite visual field and seem to come alive at his photographic touch. Corazza’s artistic offer constructive compositions for the spectators in an endless number of “ selectioned views” and inevitably in discussion in the relationship landscape/figure are various. Sergio reminds us that art is also a matter of look. Black and white are wrapped with some nostalgia , remind fashion photos but sometimes also television beginnings. He uses black and white to improve shapes and subject’s light. Urban landscapes are suitable for his Work, where an outdoor scene can even be without colour or with less vivacious tones. So concentrating on bare trees shapes, stone walls, gates, cars, buildings is possible.The composition with feminine figure and the natural contrast of the light and shade play become then compenetrating and basic elements of the picture, where there is not the color to distract the eye. They are parallel realities attracted by the fleeding light, where vision is completely immersed in the image. The perceivable sensation is something which arises from an unique perspective, shaped by everything he has challenged with the objective..an entire dandy style world which has lent itself to the realisation of rarefied quiet pictures, of effective beauty which are so completely his. Sergio’s photography gives me the sensation of losing myself in the observation moments, as if to remind me that a photo is the past, is the present and the future and captures memory, not to forget.. Maria Grazia Todaro Info| smcorazza@libero.it www.premioceleste.it/corazza.sergio.maria

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SILVIA GARBINI

Parigi e il sogno Foto digitale 50x70 cm

Nata a Milano nel 1967 e laureata in Architettura al Politecnico di Milano. Fotografo da tanti anni per passione, riprendendo soprattutto la natura e le città, antiche e moderne, ricercando ovunque la bellezza. Fotografo in qualsiasi momento della giornata, appena qualcosa mi incuriosisce, anche se reputo il momento dell’alba il migliore. Nel 2013 ho partecipato al concorso e mostra fotografica sui castelli del Ducato di Milano, indetto dal Comune di Somma Lombardo. Tre mie fotografie sul castello Sforzesco di Milano sono state esposte e una fatta alla Rocca di Angera (Varese) ha ricevuto un riconoscimento e oggi ad Art Monacò Fair 2014 con QueenArtStudio Padova

Il Tempo che ci guarda Foto digitale 50x70 cm

email: silviagarbini@tiscali.it www.queenartstudio.it

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SIMONA PETRAUSKAITE

Circle Star“, 2013, 80 x 80 cm, metal staples (about 30 000) partly gold-plated with 24 carat gold, on carton with canvas.

Biography: Born 1971 in Lithuania.| 1985-1990 studied Metal-Design in Telsiai/Lithuania.| Since 1994 in Germany.| 1996-2001 studied Design at the University of Applied Sciences in Munich/Germany.| Since 2001 work in Munich as freelancer: artist: metal-staple-art, illustration.

(about 100 000) gold-plated with 24 carat gold, on wood with canvas.

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The golden Labyrinth“, 2012, 170 x 170 cm, metal staples

Exhibitions: Since 2000 exhibitions in Germany, Switzerland, Italy, USA, Austria, Australia, Lithuania, Poland.

address: Simona Petrauskaite Graefelfinger Str. 102 D-81375 Munich Germany e-mail: simona.p@gmx.de phone: +49-(0)172-3930826 website: www.petrauskaite.com L’Artista espone ad ArtMonacò14 con QueenArt Studio www.queenartstudio.it tel 3346447738


SIRO POLAZZETTO

Opere Sassi Scolpiti 24 x 18 x11 cm pesa kg 5

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Artista multidisciplinare che divide la propria vita tra S. Donà e Venezia dove ricopre la carica di restauratore permanente di mosaico nella Basilica di San Marco dal 1973. Ricco di “capacità tecniche e doti umane”, così recita la motivazione con la quale ha conseguito il premio “Pietro Torta”, ha eseguito numerosi interventi di restauro su mosaico, oltre che a Venezia, a Torcello, Napoli e Roma in importanti monumenti e luoghi di culto. Come membro della “Scuola del Mosaico” ha lavorato per la realizzazione di grandi opere per il Kuwait, la Nigeria, l’Arabia Saudita e per il palazzo di vetro di New York. Le sue Opere tra cui i Sassi scolpiti raccolti dal fiume interrompono con l’Artista il loro naturale destino. L’uomo interviene per inscrivervi una forma nuova e lanciarli nel futuro. E’ un restauratore di mosaici ha esposto al museo di arte sacra e al palazzo delle prigioni di Venezia ha partecipato ad arte fiera di Padova e Genova,Louvre,Barcellona ,Padiglione Tibet Biennale di Venezia 2013 oltre a varie rassegne e mostre organizzate da QueenArtStudio Padova .

Opere Sassi Scolpiti 15 x 10 x 8 cm kg 1 euro

www.polazzetto.it email siro.polazzetto@gmail.com fb page www.facebook.com/siro.polazzetto?ref=ts&fref=ts

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Anneke van der Zwaag

GLORIOUS LIGHT

Anneke van der Zwaag was born in the Netherlands in 1969 and moved to Switzerland in 1992, where she now resides in the canton of Ticino. Already at a young age she loved to draw, paint and decorate. Since 2009 she is dedicating more time to painting. In 2012 she started participating in artistic events and exhibiting her art works, and has won several awards. She is a self-taught artist who finds great satisfaction and harmony in painting, and is grateful for the enrichment it brings to her life. Her art works are the result of the combined use of skill, emotion and fantasy to create aesthetic objects to share with others. Painting on both canvas and wood, using mixed techniques and mainly acrylic paints, she let’s her current state of mind and inspiration define the choice of colours, material and technique for her next artwork.

w w w . i n s p i r a t i o n s b y a n n e k e . c o m 58


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DAVEDERE

ANTONELLO MASSARIELLO

Dipinti su ceramica con ossidi sottovetrina o precristallina

ARARE I CAMPI misura 62 x 42 del 2010

massarielloantonello@libero.it Cell.335-6907580

PERCHE’ SOLO misura 62 x 42 del 2010

La narrazione appare immolata al culto precipuo del Tonalismo. L’opera raffigura la predisposizione del’artista per la pittura di genere. Daniele Radini Tedeschi

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IN VIAGGIO CON MICHELE CHACAS misura 58 x 38 Del 2011


PhotoDigiPainting Art di

ADRIANA SOARES

Il muro

Adriana Soares è l’artista della fotografia che unisce insieme alla tecnica pittorica le polarità di questa dialettica in un corpo unico: è il modo specifico scelto da questa artista, piena di energia , capace di interpretare in modo diverso ogni volta il luogo dell’esposizione come un campo di magnetismo modellabile dai suoi occhi. Ciò che conta per l’artista è quello di assicurare il dinamismo della fatuità, dell’ombra e della luce e quasi con aria stupita, riportare il frazionamento dell’immagine alla dilatazione del suo obiettivo fotografico, che, con continui spostamenti e movimenti o strappi e sovrapposizioni sembra rompere lo schema convenzionale, riportando ogni visione al centro di un solo percorso. Gli scatti si alternano per muoversi in aree impenetrabili, in un flusso di percezioni che oscillano tra l’interno e l’esterno , anche nei punti più indecifrabili , dove pure l’immagine di se stessa è presa nella sua vivace predominanza. Nel suoi lavori di estetica surrazionale partecipano tecniche assolutamente diverse tra loro come la fotografia e pittura. E’ un’oscillazione tra tradizione e innovazione. Idea immaginativa e tecnica razionale... Adriana Soares sintetizza questo proposito, la combinazione di una semplice forma come una sorta di colonna vertebrale avvolta sull’asse di carico di tutta la costruzione dell’immagine, con l’ aspetto di un corpo vibrante esaltato nelle proprie sporgenze sinuose, emblematiche e seducenti . C’è un impatto frontale che non permette alcuna via di scampo , attira gli occhi lungo la proliferazione di forme con risonanze biomorfe, ogni elemento dialoga con gli altri nell’ impulso concreto di rispondere. Lo sguardo va nelle aperture interne , nei nascondigli dell’inconscio , esplora incessantemente lo spazio tra visibile e invisibile, scava nell’io stesso dell’Artista, nello stesso modo in cui Adriana si mostra, ma nello stesso tempo come in un atto di rimozione,celandosi, per lasciare intravedere le strutture più interne dell’anima. La presenza del colore è spesso totale , in altri casi dialoga con il bisogno di policromia come variazione interna al dominio di una suola timbrica: in ogni caso ciò che conta è la capacità di emettere l’energia primaria direttamente connessa al carattere proliferante del legame con la terra,con il cosmo, con le sue radici profonde. Al di là dei colori fondamentali, Adriana Soares utilizza anche il bianco o nero, con sfumature brillanti per definire il valore assoluto delle forme, o sceglie di affidarsi ad illustrazioni a colori per la presenza di altre energie simultanee vibranti nello stesso nucleo . A volte le figure sembrano fioritura, fioritura dal mare dalla terra, dal cielo, fioritura di eventi biologici, evocazioni mimetiche , che alludono alle architetture naturali, nel confronto con le strutture originarie del mondo onirico e fantastico. Maria Grazia Todaro

adrianasoaresph@gmail.com www.adrianasoares.com 61

Il gioco

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Domenico Fatigati La visione dell’essere, come segno indelebile della conoscenza, resta come base della concezione della comunicazione che solo attraverso l’arte si può costruire ma essenzialmente definire con strumenti o linguaggi che l’artista sceglie nell’ambito della sua autonomia culturale e segnica. La costruzione di un mondo, dove la correlazione fra immagine e realtà, si sviluppa come metafora della realtà o se si vuole dell’inganno che lo sguardo assimila e trasforma come immagine reale. Un lungo confronto che prescinde i significati di una costruzione estetica ma che ci porta a considerare il concetto stesso di nuova dimensione dell’apprendere; un conflitto in nuce, cioè dentro lo stesso significato quasi una implusione concettuale dove l’apparire rientra nel concetto dell’essere. Su questo territorio si va a delineare la ricerca di Mimmo Fatigati, un’attenta e minuziosa costruzione di simboli che delineano lo spazio ma che si proiettano fuori la dimensione dell’opera quasi come in un continuum immaginativo dove i segni simbolici si intrecciano con quelli razionalie sincretici dell’esperienza fisica-visuale. Un percorso che sicuramente trova il punto di ancoraggio in tutta quella esperienza sulla visualità e sul percepire che ha visto nascere, ma anche tramontare, esperienze artistiche e gruppi che hanno segnato la cultura dell’arte e della sperimentazione. Ma il lavoro costante, quasi certosino, di Fatigati nel costruire queste sue opere ci porta ad una riflessione intorno al concetto stesso della realtà del percepire; questa infatti diventa una forma continua di sperimentazione fra la costruzione dell’osservare e la dimensione della fruibilità dell’opera stessa; un dialogo aperto dove lo spettatore resta imbrigliato tra l’osservazione e lo sviluppo della contestualità dell’opera. Una costruzione modulare dove ogni piccolo elemento diventa, nella sua essenza, parte del tutto pur restando soggetto di un modulo più ampio, e come la parola che vive in un contesto di un discorso, il particolare nell’universale. Indubbiamente Mimmo Fatigati si confronta con il procedere dentro e fuori l’opera pur restando in attesa di un nuovo elemento che continui, o frantumi, il suo totem. Sicuramente in Fatigati il concetto di opera costruisce una dimensione diversa di quella in cui le regole del costruire restano perfette e precise, infatti se apparentemente questo può sembrare essere la vera natura di questo lavoro noi troviamo nel fruire dell’immagine e nell’osservazione del soggetto uno slittamento verso altri confini della conoscenza dove le strutture della visione, per scoprire il codice rappresentato, diventano impercettibili sensazioni e nuove suggestioni dell’osservare. Una continua sperimentazione ma sempre in una unicità nel linguaggio, un percorso sempre razionale nel costruire e nell’osservare, ma sicuramente anche aperto alla dimensione nel trovare e nell’individuare, anche in materiali eterogenei, la stessa significazione enunciativa e la stessa morfologia con cui Fatigati ha costruito questo suo percorso artistico riducendo alla scoperta della visualità un nuovo mondo dove la dimensione della realtà esiste solo dentro e non fuori la dimensione concettuale dell’opera; un fare che ci porta a visionare e decodificare nuove dimensioni che diventano elementi stessi di quella spettacolarità che solo la nostra mente può costruire e i nostri occhi possono percepire. Nicola Scontrino Domenico Fatigati Studio: Via G. Leopardi, 6 - 80011 Acerra (Na) Info: 347 63 63 458 E-mail: domenico.fatigati_f@libero.it

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ONDE – 50x70 cm – 2014 – profilati lignei

MOVIMENTI PROSPETTICI - 50x70 cm – 2014 – profilati lignei


Colori e materie di secoli che passano Mimmo Fatigati rinnova il suo repertorio. Questa volta sperimenta colori più sommessi, accostamenti più accondiscendenti, verso un’epoca che sembra poco disposta a lasciarsi travolgere dalle passioni; fossero pure quelle puramente visive del colore. Qui ricorrono i viola discreti e i rosa pudichi; e tutti i toni dei marroni, dall’ocra alla seppia,. Resta inalterato però il rigore dell’analisi spaziale, con cui da tanti anni l’artista riesce a coniugare una ricerca ogni volta originale con l’adesione, ostinata e – direi – affettuosamente coerente, a una tradizione artistica che affonda le sue radici in Balla da una parte e Klee dall’altra e, attraverso Vasarely, arriva su fino ai rami di Azimuth nella Milano del boom, con Piero Manzoni ed Enrico Castellani. Una tradizione, come si vede, che tocca diverse anime dell’arte novecentesca, sia sul versante espressivo che su quello puro-visibilista. L’inesorabile Fatigati fa evidentemente professione di fede nella pura visibilità, rifiutandosi di concedere alcunché all’espressione del sentimento: le onde del legno, i ricami delle reti, i valzer di quadratini e cerchietti discendono da rispondenze puramente matematiche, in un gioco serrato di assoluto astrattismo. Ma, ancora una volta, queste serie matematiche, purissime, si concretizzano in materia tutt’altro che astratta: il legno è stato pazientemente curvato e incollato, le reti trattengono grumi di colore rappreso, il polietilene è stato bloccato nella forma voluta solo con una mano accurata fino alla pervicacia. E il grande quadrato in cui le vibranti verticali nere incrociano le diagonali rosse, bianche e blu, è di ferro: le eteree corrispondenze geometriche si fanno pesantissimo ferro. Forse non è un caso che proprio col materiale più materiale l’artista ritorni alle sue amate contrapposizioni tra colori primari e non-colori. Altrove, ha deciso stavolta di sperimentare tutta la gamma dei colori intermedi e delle terre. Ma dove quelli di Azimuth arrivavano al monocromo (Castellani) e addirittura all’acromo (Manzoni), Fatigati rimane sempre un fedele devoto del colore. E’ cambiato solo il secolo: i colori sono quelli tenui di un ventunesimo secolo ancora incerto. Michele Laudanno.

EQUILIBRIO N°4 – 50x70 cm – 2014 – profilati lignei

Hanno scritto di lui: G. Agnisola; M. Coppola; O. Gattola; M. Laudanno; A. Montano; R. Pinto; G. Romano; N. Scontrino

Prossimi Eventi

Biografia

Mimmo Fatigati è nato ad Acerra nel 1949, dove vive ed opera in Via G. Leopardi, 6. Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “F. Palizzi” e l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. La sua attività artistica inizia nel 1969 con la partecipazione al Premio Nazionale d’Arte Visiva “La Feluca d’Oro” di Bari, riscuotendo un ampio successo di critica. Ha esposto a mostre collettive locali, regionali e nazionali. Una parte della sua produzione artistica appartiene a collezioni private. Da studente ha frequentato assiduamente lo studio del suo maestro Luigi Pezzato. Più volte è stato membro di commissioni giudicatrici. Dal 1981 dirige uno spazio espositivo denominato “Il Ritrovo dell’Arte”, sito in Via G. Leopardi, 4 ad Acerra. Ha insegnato Geometria descrittiva negli Istituti d’Arte e nei Licei Artistici. Nel 1989 è stato l’artefice della nascita dell’Istituto d’Arte di Acerra, ricoprendo l’incarico di Responsabile. Presente in diverse fiere d’Arte. Mostre Personali in diverse città. Le sue Opere sono in permanenza presso gallerie d’Arte. è uno dei fondatori del gruppo nazionale “Astractura” nato a Napoli nel 2011, ispirato da Rosario Pinto.

L’IRSAF-polo universitario unitelma Sapienza e l’ISIF Montessori via S.Martino,34 Montesarchio (BN) presentano sabato 12 aprile 2014 alle ore 11.00 la mostra personale “le geometrie” di DOMENICO FATIGATI a cura di Nicola Scontrino. La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile 2014 con i seguenti orari feriali: 10.00/13.00 e 16.00/19.00

Tra le prossime mostre personali Corso trieste, 167 - Secondo piano - 81100 Caserta www.arterrima.it info@arterrima.it

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“Trasformazione”

olio su tela cm 100x70 anno 2013

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“La città che sale” olio su tela cm 100x70 anno 2014

Giuseppe Volante

Studio: via Torino n° 37 - 93010 Marianopoli (CL) cell. 328 2483581 sito: www.giuseppevolante.it - www.facebook.com/peppevolante e mail:giuseppe.volante@alice.it

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Carolina Ferrara

Cool NEWTON - olio su cartone 30x40

www.carolinaferrara.biz Info | contatti - mail.carolinaferrara@gmail.com

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Maryna SAKALOUSKAYA

GENOVA Genova, la sua grandezza, la sua fierezza, il suo splendore. La Superba - l’impressione che fa a chi la incontra per la prima volta. Ti guarda dall’alto e ti rapisce, ti fa innamorare, è piena di controversie e misteri, di arte e realtà, di vicoli bui e palazzi splendenti. Creata su roccia e sul mare. Completa e complessa come le virtù di dea Atena.

web: http://www.marynasakalouskaya.com wmail: marynasakalouskaya@ymail.com

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Francesco Russo

Meditazione, 2013, olio su tela, cm. 50x40

Appartenerci, 2012; olio su tela, cm. 50x40

Tel/Fax 081.8145896 Cell: 338.9660298 mail: fra.russ@libero.it www.russofrancesco.it 67


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DOROTA ZDUNSKA

www.d-zdunska.blogspot.com - www.facebook.com/Dorota.Zdunska.Equine.Art - d.zdunska@gmail.com I was born in 1982 in Poland. And I live in Genoa, Italy. My artistic creativity born and grows thanks to my passion, which are horses. These animals fascinated me since childhood. Horses have inspired artists for centuries beauty, because they are a symbol of mystical power, courage, bravery, freedom, wealth and success, vitality, sensitivity and expression. I finished a five-year School of Horse Breeding, I\\\’m riding instructor, I also have extensive practical experience. I have own a wonderful horse. At University I studied the anatomy of the horse as needed for their painting. With this knowledge of the subject, I look different. In my painting, is reflected authenticity and credibility, which consists of the knowledge of the anatomy of horses, real proportion, movement, types and races, nature, and even the characters and temperaments. In addition, I try to convey my original and natural artistic sensitivity, good energy, and a sense of beauty and expression. As a teenager I had a first individual exhibition. In the following years, I\\\’ve had more exhibitions and expositions, including the University environment. My works are in the collectors from Italy, Germany, Holland, Belgium, Denmark, Polish, United Kingdom, R.P.A., and the United States. Also, I made many portraits of horses (Denmark, Italy, Belgium, United Kingdom, Germany, Poland), and murals (Germany and Poland). The book \\\”Riding Academy\\\”, I made a series of about 500 drawings of instruction. The book is a textbook of the highest rank, authorized by the Polish Equestrian Federation, to learn to instructor courses, in schools of horse breeding, and the Universities. Established also my bas-relief and more sculptures are in the process of creation. Painting systematically raise a bar. I am self-taught. But since, the technical skills and sculpture, I also work under the guidance of professors from art school in Genoa. They enjoy very high ratings and reviews of my work, issued by the professors, artists, and lovers of the subject. Currently, the most I create in watercolor paints. But I also work with pastel, pencil, ink, or oil paints and acrylics.

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Foto in alto : Sandro Hit old -portrait watecolou Foto in basso: Saltado watercolours A4 Dorota Zdu


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E S P O N E I S U O I A R T I S T I A LONDRA .

Ramon Trinca

Linda D’Arrigo

Elena Perosino

Erika Muraro

Dal 19 al 29 marzo otto artisti di Soqquadro partecipano alla mostra VANITY UNFAIR, un’esposizione collettiva organizzata nella Crypt Gallery del St. Pancras Churc nel centro di Londra. La mostra è ideata per promuovere l’arte italiana nel Regno Unito. L’evento è in collaborazione con Art Cafè London, un’organizzazione italo/inglese che opera nel settore artistico da diversi anni proponendo mostre ed eventi nella capitale inglese. Soqquadro è una storica associazione culturale romana, fondata nel 2000 che, sotto la Direzione Artistica di Marina Zatta, ha realizzato più di 150 eventi espositivi in spazi pubblici e privati in Italia e in Europa coinvolgendo più di 500 artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero.

Artisti espositori di Soqquadro: Francesca Bianchi, Linda D’Arrigo, Francesco Freddi, Rossella Liccione, Erika Muraro, Elena Perosino, Ramon Trinca, Lavinia Tucciarelli.

Francesco Freddi

Rossella Liccione

Francesca Bianchi

Lavinia Tucciarelli

CRYPT GALLERY, ST. PANCRAS CHURC, in Euston Road n. 1

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Organizzazione Art Cafè London Curatela Nadia Spita Selezione opere Marina Zatta La mostra è patrocinata da: Regione Toscana, Provincia di Pisa, comune di Pisa, Università di Pisa, S.p.a. Navicelli di Pisa, Confcommercio. Contributi: Comune di Pisa, Fondazione Pisa - Media partners la rivista Arte In Info: ass.soqquadro@gmail.com – 333.7330045


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PRIMIGENIA

Mostra personale di pittura -Ciro D’Alessio e Gioacchino D’Amore

Prende il via giovedì 27 marzo allo ore 18,30 presso Castel dell’Ovo, Sala Delle Terrazze, PRIMIGENIA mostra d’Arte Contemporanea a cura di ETRA - Valeria Polly Ferronetti, in collaborazione con l’Associazione La Terra Del Sole, con il Patrocinio del Comune di Napoli. L’universo, le cose, la vita rappresentano punti di energia continua ed infinita che sfugge ad ogni tentativo di definizione. Solo attraverso l’uso della pittura Ciro D’Alessio e Gioacchino D’Amore sono riusciti in qualche modo ad afferrarla trasferendola su tela. La loro è una costante ricerca sull’essenza della realtà, una risalita all’origine delle cose al di là delle forme che si manifestano ad una prima percezione. Un ritorno alla natura Primigenia delle cose. L’arte di Ciro D’Alessio è radicalizzata nella ricerca dell’armonia, del movimento, del sentimento che una data scena del mondo reale suscita in lui. Gia’ in passato i suoi lavori tendevano a questa ricerca con l’unica differenza che le sue opere erano molto più vicine agli elementi della pittura figurativa. Oggi ha maggiormente sviluppato un’attitudine contemplativa ed attenta a ciò che è fuori, lasciando alle spalle la tradizionale funzione simbolica della pittura per dedicarsi ad una pittura tutto istinto e sensazioni, completamente e volutamente a-concettuale o, se vogliamo, post concettuale, nella consapevolezza che le cose primigenie appartengono ad una sfera molto più profonda di quella in cui si muovono i simboli.

Ciro D’Alessio

L’arte di Gioacchino D’amore è un’arte intrisa di vita, frutto di una sperimentazione di forme, tecniche e materiali. Il filo conduttore è l’energia, intesa sia in senso fisico che in senso mentale, un’energia per cui le cose sono infinite, continuano, variano e inevitabilmente portano l’artista ad aumentare la sua soglia di percezione, ad aprire un rapporto con il mondo e con quanto esso contiene. Da qui nascono i lavori che D’Amore ha realizzato tra il 1990 e il 1996, opere che sembrano uscire dall’animo profondo dell’artista, caratterizzate da una corporeità al limite tra l’umano e l’animale, con cordoni ombelicali lunghi e violacei, innesti di uomini con tre teste e un solo corpo o ancora uomini raffigurati con il corpo di animale. Opere che sembrano apparentemente sganciate dalla realtà, come piccoli appunti sospesi nell’aria su prospettive impossibili. Corpi tormentati, a volte mutilati e decontestualizzati che sembrano sostenersi l’uno con l’altro in bilico tra figura e astrazione. Gioacchino D’Amore Scheda Mostra: Titolo: Primigenia Sede: Castel dell’Ovo - Sala delle Terrazze Info: etra_arte@hotmail.it ; +39 331 602 98 38 Date e orari: 27 marzo - 8 aprile - da lunedi a sabato dalle 10.30 alle 18.30 domenica 10.00 -13.00 Biglietti: Ingresso Libero Vernissage Giovedì 27 marzo ore 17.00 Curatori: ETRA - Valeria Polly Ferronetti Artisti: Ciro D’Alessio, Gioacchino D’Amore Ufficio Stampa: Valeria ferronetti - email: ufficiostampaetra@gmail.com - T. +39 331 602 98 38

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inMOSTRA

Aldo Claudio Medorini NAUTISMO Due mondi si incrociano nella pittura che conosco. Entrambi hanno una concezione “classica” del linguaggio poetico-formale-pittorico. Sono mondi che corrono paralleli, estrapolati dalla storia (dalla civiltà graco-latina e quella dei movimenti artistici del secolo scorso). Da una parte il classicismo formale del “bello” platonico finalizzato anche alla conservazione del “bene” (nelle sue molteplici accezioni), con forte avanzato iperrealismo; dall’altra il “neo-plasticismo” mondriano geometrico ritmato da “aritmetico” andamento nel quale si cela l’enigmatica realtà del “codice a barre”. Per “classico”, infatti, intendo tutto ciò che interessa la parte più veritiera e pulsante del mondo dell’arte, senza limiti storici. Non vi è dubbio che la tua tecnica pittorica, la composizione e quant’altro offre la narrazione-creativa mi ha fatto pensare ad un “Bi-Classicimo”, un linguaggio personale (o movimento?) in cui “Verismo” e “Astrattismo” corrono sullo stesso binario spirituale nel nostro mondo globalizzato.

Prof. Emidio Di Carlo

Fra l’Essere e il non Essere. Serie numerata 50x50 x 4

www.medorini.com Info| aldoclaudio.medorini@gmail.com tel. 3315965805

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BRUNO DONZELLI Frammenti Impertinenti

dal 5 aprile al 26 maggio 2014

Corso trieste, 167 - 81100 Caserta www.arterrima.it - info@arterrima.it

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Filosofa ed artista, nasce a Palermo nel ‘51. Nel ‘77 si trasferisce a Brindisi e nel ‘84 a Martina Franca dove insegna storia e filosofia al Liceo Classico. Il concetto del divenire è la traccia fondamentale di tutte le sue opere, l’anello di congiunzione tra I’ispirazione artistica ed il suo pensiero filosofico. E’ stata recensita più volte su riviste e cataloghi nazionali ed internazionali. Ha esposto in collettive e personali in Italia e all’estero con apprezzamenti di pubblico e critica; molti suoi dipinti sono custoditi in collezioni private e pubbliche tra cui 26 opere al Museo comunale d’arte contemporanea “Filippo I D’Angiò” di Martina Franca. La produzione artistica della pittrice è quotata in ambito nazionale.

Maria Luisa Previti www.marialuisapreviti.com

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Hotel Caneva (Olio su tela 50x70) Un ritaglio di cielo liquido, etere riflesso nella corrente, sposa un arcobaleno di blu. Un dolce fragore di onde sembra quasi bussare al cuore della città… una città immersa nel silenzio, interessante nella sua monotonia, incatenata dalla fissità delle abitudini e dei luoghi; il paesaggio sembra quasi rifiutare coordinate temporali; il gondoliere continuerà a farsi cullare da una corrente sempre uguale e sempre diversa, l’Hotel “Caneva” abiterà lo stesso luogo, solo ospiterà altra gente.

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Letizia Barbi

Ad alta quota

Colori in opera

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Letizia Barbi 53100 - Siena (Siena - Toscana) letizia.barbi@alice.it – 3316021001 premioceleste.it/letizia.barbi

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Simonetta Rossetto

nasce a Roma, pittrice autodidatta si appassiona a questa disciplina sin da adolescente influenzata dalla vicinanza del padre, abile pittore anch’egli autoditatta. Trasferitasi già da lungo tempo a Treviso e respirando l’atmosfera artistica di Venezia, decide di frequentare la scuola internazionale di Grafica dove affina le sue capacità tecniche. Significativamente attratta dalla rappresentazione figurativa in genere ed in particolare da quella umana vera espressione di sentimento e di vita. Partecipa a diverse mostre collettive nell’ambito della provincia, ricevendo da critici d’arte numerosi consensi. Una delle ultime mostre effettuate è stata nella prestigiiosa sede del palazzo delle esposizioni “Casa dei Carraresi” in Treviso, titolata L’arte Italiana “Presente” http://simonettarossetto.blogspot.it/ ,

simonettaross@alice.it Titolo: espressione delle forme Tecnica acrilico con foglia d’argento miseure 70x50cm

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daV E D E R E

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SPECIALE

DAVEDERE

MUSEI D’ITALIA

Villa Carlotta e il Giardino Botanico.

A cura di Carmine T.A. Verazzo

La Casa-Museo Villa Carlotta è una costruzione storica di grande imponenza, ma molto sobria, se rapportata ai canoni dell’epoca. Fu fatta costruire alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici: È articolata in tre piani, di cui soltanto due ad oggi visitabili. Il luogo offre una meravigliosa vista sulla penisola di Bellagio ed anche sulle montagne che circondano il lago. La villa divenne proprietà di Gian Battista Sommariva all’inizio del secolo XIX: si trattava di un abile politico, collezionista d’arte e amico personale di Napoleone. Con il Sommariva le raccolte d’arte si arricchirono con capolavori, soprattutto di scultura, tra cui opere di Canova e della sua scuola e di Thorvaldsen come Palamede, Amore e Psiche, Tersicore e il monumentale fregio con i Trionfi di Alessandro Magno. Nelle sale della villa giunse anche il manifesto dell’arte romantica italiana, dipinto da Hayez: l’Ultimo bacio di Romeo e Giulietta. Le opere d’arte esposte si trovano prevalentemente al piano inferiore, mentre quello superiore, dotato di una elegantissima galleria, era il piano abitato da Carlotta, il personaggio che finì per dare il nome alla villa. Infatti, intorno al 1850 la costruzione divenne di proprietà dalla principessa Marianna di Orange-Nassau, la quale ne fece dono alla figlia Carlotta quando sposò Giorgio II, duca di Sachsen-Meiningen. Fu merito di tale duca una cura particolare del giardino: infatti il duca, appassionato di botanica, si prodigò per lo sviluppo e l’arricchimento del giardino, che oggi è di grande pregio storico ed architettonico; nel parco sono presenti oltre 150 varietà di azalee, ma ci sono anche antiche camelie, cedri e sequoie secolari, platani ed essenze esotiche. La villa fu nel corso degli anni affidata dapprima ad un amministratore ed infine un apposito ente ne acquisì la tutela, ente che ne ha ulteriormente valorizzato il museo e i notevoli giardini. Il Giardino Botanico è oggi ritenuto al pari della Villa e Museo motivo di vanto per il Lago di Como. Il 21 marzo scorso, presso il Museo i maestri della comunicazione pubblicitaria, Bompard , Boccasile, Dudovich, Brunetta, Mazza, Muggiani e Bianchi hanno raccontato, in una suggestiva mostra di illustrazioni d’epoca, la bellezza femminile del 1900-1950. Mostra intitolata “La Donna 1900-1950”. Il giorno 23 marzo, sempre all’interno della maestosa Villa, Caterina Giavotto ed Enrica Melossi, autrici del libro “Cucina con il trucco” hanno invece raccontato la camelia in un curioso viaggio tra letteratura, storia e sperimentazioni “finger food”, all’interno dell’iniziativa “Viaggio intorno alla camelia tra arte, storia e letteratura... e in cucina!” Il comune denominatore tra questi due diversi momenti è stato rappresentato dalla Bellezza. L’esposizione artistica ha consentito di ammirare esemplari di storia della pubblicità della prima metà del XX secolo, periodo pionieristico per la nascita del connubio tra mercato, comunicazione e arti decorative. Adoperata già nella seconda metà dell’Ottocento, la cartellonistica pubblicitaria ebbe infatti il momento di maggiore fulgore proprio tra il periodo Liberty e il Secondo Dopoguerra, anche grazie al contributo geniale di valenti artisti, che resero le strade delle maggiori città europee, Milano, Parigi, Londra, Berlino, vere gallerie moderne di “arte all’aperto”. La mostra proponeva, dunque, un percorso nell’arte e nella memoria, attraverso 50 anni di comunicazione di storici brand che hanno associato il proprio messaggio commerciale alla bellezza – ora seducente ora rassicurante - della figura femminile. L’evento a cura di Paola Mazza, appassionata collezionista e anima dell’Archivio Storico Pubblicitario, istituzione che conserva migliaia di affiche pubblicitarie, è stata un’occasione unica per osservare cambiamenti di costume e modelli di consumo, ma anche l’evoluzione sociale ed estetica della donna, ancora oggi regina incontrastata del colorato mondo della reclame: femme fatale, tormentata e seducente, nella Belle Epoque; donna sicura e dinamica negli anni Venti e Trenta, accanto alla versione più castigata e patriottica promossa negli anni della guerra, sino all’immagine positiva di madre, casalinga o lavoratrice consapevole degli anni Cinquanta. Dalla bellezza nell’Arte, alla bellezza, questa volta di un fiore, la Camelia, celebrata, coerentemente con il tema dell’EXPO 2015, Nutrire il Pianeta, attraverso appunto un racconto che spazia tra curiosità letterarie, cultura, storia e sperimentazioni alimentari.

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DAVEDERE

Sostieniamo La Cultura, Adottiamo Un TEATRO.

a cura della Direzione Artistica di ExpoArt.

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egli ultimi dieci anni i tagli alla cultura in Italia si sono fatti sempre più pesanti e indiscriminati. La Regione, le Province e i Comuni Toscani hanno però sostenuto questo importante settore della nostra vita fino a quando hanno potuto, ma sono sempre meno in grado di contribuire alle offerte artistiche, culturali e sociali che le tante Associazioni presenti sui loro territori offrono ogni giorno anche attraverso l’impegno costante e professionale di molti volontari. Purtroppo un numero sempre maggiore di Associazioni che, con la loro dedizione, costituiscono un supporto fondamentale alla vita sociale della Comunità, si trovano oggi a dover scegliere se appellarsi alla generosità della popolazione, o interrompere definitivamente l’erogazione di tanti servizi indispensabili ai loro utenti. Ridurre al silenzio la variegata realtà culturale di un territorio significa, di fatto, uccidere ogni senso critico della sua popolazione, soprattutto delle generazioni più giovani che tanto difficilmente possono guardare con serenità al loro futuro. Queste sono le parole degli angeli custodi (così ci presenta i volontari dell’Associazione l’attore Alessandro Benvenuti durante il nostro cordiale incontro) del Teatro Verdi di Poggibonsi. Duecento associati che non si vogliono arrendere. ExpoArt sostiene la causa dell’Associazione Timbre impegnata in una campagna di sensibilizzazione atta a garantire la sopravvivenza dello storico teatro toscano. Uno degli ultimi baluardi di Arte e Cultura in un periodo storico di forte decadimento morale ed intellettuale per il nostro Paese. Da Aprile 2012 l’Associazione Culturale Timbre che gestisce da 16 anni il Teatro Verdi oltre a farsi carico delle utenze sta cercando di sostenere anche le spese di affitto del teatro. Volti noti del mondo dello spettacolo si sono allineati in prima fila coi volontari come ad esempio il musicista e autore teatrale Simone Cristicchi e l’attore Alessandro Benvenuti, “adottando” moralmente il teatro, e mettendo in scena degli spettacoli i cui incassi sono stati interamente devoluti alla nobile causa. nella foto in alto a sinistra Teatro Verdi - a destra l’attore Alessandro Benvenuti

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Skin Venice Tecnica Mista su tela, pelle e inchiostro di pesce, resina - 20 x 20 - Anno 2014 - Skin Venice Mixed technique on canvas, skin and ink of fish, resin - 20 x 20 - Year 2014

Gianni Depaoli Ecosostenibilità e biodiversità, questi i principi su cui si fonda il lavoro di Gianni Depaoli. Poliedrico Artista canavesano, ma anche diretto operatore nel settore ittico, lancia un messaggio forte utilizzando il variegato e multiforme mondo dell’arte per mettere in evidenza e far riflettere, sul degrado ambientale attraverso mostre itineranti sostenute da musei e da enti istituzionali, in cui il mare e i suoi abitanti diventano protagonisti veri e puri, a loro torna la dignità e la vita. Ed ecco che l’artista mediante l’uso di elementi apparentemente destinati a decomporsi, ci mostra come l’arte diventa il suo alleato strumento per racchiuderli e cristallizzarli mostrando il loro innegabile fascino che Depaoli ridona loro in maniera decisamente forte e lirica. Da qui nasce la realizzazione di opere e istallazioni che raccolgono significati diversi e assumono identità collegabili a vari contesti, ma sempre riconducibili al rispetto del mare restituendo anche allo scarto organico, ultimo anello della filiera produttiva, grande valore artistico e poetico. Gianni Depaoli entire work is based on Sustainability and biodiversity and gives a very strong message about envirormental decay using the artistic language to bring the sea back to life. He has been exhibiting in prestigius museums and institutions with a different range of installations. His work recalls the poetry of the seascape but also manipolates industrial organic waste, giving the concept of waste an aquired aesthetics and artistic value. Depaoli uses the skins of squids, plaices and their bones to create his pieces creating a new artistic vision which he calls “organic trash art”.

Etoile Tecnica Mista su tela, pelle e inchiostro di pesce, resina - 20 x 20 - Anno 2014 Etoile Mixed technique on canvas, skin and ink of fish, resin - 20 x 20 - Year 2014

www.giannidepaoli.it arte@giannidepaoli.it

Eko500 Project Tecnica mista, parti di Fiat 500 , 650 kg di Salmo Salar , valigette in legno di pallets, resina. 1121 x 2970 Anno 2013

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Eko500 Project Mixed technique, parts of the Fiat 500, 650 kg of Salmo Salar, wooden briefcases, resin. 1121 x 2970 Year 2013


Oceani 612 Parti organiche di pesce, matita, acciaio, metacrilato. 3 ( 150 x 5 Cm. ) Anno 2011 - Oceani 612 Organic fish parts, pencil, iron,resine . 3 ( 150 x 5 Cm. ) Anno 2011

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appunti di

DUMMIES GIRL

V I A G G I O

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APPUNTI DI VIAGGIO

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XPOART NEL PRINCIPATO DI

MONACO

La prossima Fiera d’Arte, di risonanza internazionale, si terrà nel Principato di Monaco, fiore all’occhiello della Costa Azzurra. Che, per il suo clima e i colori che la caratterizzano, è stata sempre meta di Artisti provenienti da ogni parte del mondo. Ad ospitarla sarà il Palazzo dei Principi, meglio conosciuto come dei Grimaldi che hanno posseduto il piccolo stato per secoli. Secondo (per grandezza) dopo quello del Vaticano, che è ancora più piccolo, il Principato, che è diviso in quattro quartieri su cui spicca MonteCarlo, conta quasi 35 mila abitanti che sono stipati su un’area di un paio di chilometri quadrati. Inserito in una delle più belle baie del globo, Monaco è retto da una Monarchia costituzionale e, per le sue agevolazioni fiscali, è un po’ il paradiso dei miliardari. I cui panfili sono visibili nel sottostante porto, che divide la città vecchia da quella più mondana dove ha sede il Casinò che, insieme al turismo, rappresenta una grossa fonte di introiti per il minuscolo stato. Il quale è diventato, di recente membro delle Nazioni Unite e del consiglio d’Europa e continua a mantenere la sua autonomia sia dalla Francia che dall’Italia. Oltre al Palazzo dei Principi e al Casinò di MonteCarlo , il Principato di Monaco vanta un Museo Oceanografico Attrezzatissimo, uno stupendo Giardino con piante esotiche, un Giardino Zoologico ben tenuto, un Museo interessante delle Bambole, un Museo di Antropologia Preistorica e qualche Monumento Romano. Il Palazzo Grimaldi o dei Principi (fondato su una Fortezza genovese verso la fine del XIII secolo) è il pezzo più importante e domina architettonicamente il Principato. All’interno vi è, tra l’altro, un Museo di cimeli napoleonici E Sale per esposizioni periodiche varie. I esso, che rappresenta una vetrina culturale, avrà luogo (dal 24 al 27 aprile p.venturo) la su accennata Fiera di “ArtMonacò 14” che vedrà presente anche la nostra Rivista EXPOART. Che, proseguendo nel suo progetto, cerca di non mancare mai agli appuntamenti più importanti per essere vicino ai suoi fruitori e al mondo artistico e soprattutto per allargare il suo bacino di conoscenze culturali. Antonio Marino

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GUNTHER VON HAGENS

E I SEGRETI DELLA PLASTINAZIONE.

Le nuove frontiere della mummificazione. Di Carmine T.A. Verazzo

L’anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens è diventato celebre nel mondo per aver inventato la plastinazione, la versione hi-tech della mummificazione. I suoi lavori ricordano per caratteristica le macchine anatomiche del Principe di San Severo, esposte nella Cappella-Museo che ne porta il nome, ubicata nel cuore del centro antico di Napoli. La plastinazione si tratta di un complesso procedimento in grado di permettere la conservazione dei corpi umani tramite la sostituzione dei liquidi con dei polimeri di silicone. In sintesi, è una tecnica che interrompe la decomposizione, a partire dal pompaggio di formalina nel corpo, seguito dalla dissoluzione di fluidi e grassi solubili, dall’impregnazione forzata con materia plastica in una camera del vuoto, dalla modellazione della postura e, infine, dalla polimerizzazione. Questa tecnica rende il reperto organico rigido ed inodore, mantenendone inalterati i colori. Durante i primi 20 anni di questi studi, la plastinazione è stata utilizzata per preservare campioni di piccole dimensioni a scopo di studio medico. Solo dall’inizio degli anni ‘90 ha iniziato ad essere sviluppato l’equipaggiamento che rende possibile la plastinazione di campioni di corpi interi. Ogni singolo corpo richiede 1.500 ore per essere plastinato. Personaggio molto discusso, come la sua arte, lo studioso tedesco ha ricevuto diverse accuse legali alcune tra le quali piuttosto singolari. Nell’ottobre del 2003, una commissione parlamentare del Kyrgyzstan investigò su alcune accuse secondo le quali von Hagens aveva ricevuto illegalmente e poi plastinato diverse centinaia di cadaveri provenienti da prigioni, istituzioni psichiatriche ed ospedali del Kyrgyzstan, alcuni senza una precedente notifica alle famiglie. Sempre nello stesso anno un’organizzazione per la salvaguardia dei diritti degli animali presentò un reclamo secondo il quale von Hagens non aveva seguito le corrette procedure burocratiche per la plastinazione del cadavere di un gorilla che aveva inserito in una delle mostre Body Worlds (mostra itinerante che ha toccato i cinque continenti). Von Hagens dichiarò di aver ricevuto il cadavere dallo zoo di Hanover, dove l’animale era deceduto per cause naturali. Le autorità tedesche richiesero la rimozione del gorilla dalla mostra del 2004 a Francoforte, ma Von Hagens vinse la causa in tribunale e l’animale fu nuovo esibito nel tour internazionale. La sopra citata mostra itinerante “Body Worlds” è approdata anche in Italia, facendo tappa a Roma, Napoli, Milano e Bologna. Dal 1995 ad oggi la mostra ha richiamato quasi 40 milioni di visitatori: un numero che probabilmente fa di questa l’esposizione itinerante più visitata al mondo.

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Monica Steliana Cirtita

La Lontananza�.....Le feu..

Il volo dei sogni

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Info| email: monica.anne@k.ro 88


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Être tout feu

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“I Fantasmi Per Esistere Aspettano Solo Qualcuno Che Creda Alla Loro Esistenza”

MARTA FIORENTINI

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Info - www.premioceleste.it/marta.fiorentini - email fiorentinimarta@yahoo.it


Al di là...

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Giampaolo Tomassetti

DIARIO DI UN INCONTRO: l’Art Director di ExpoArt ed il Maestro Giampaolo Tomassetti discutono “FUORI DAL QUOTIDIANO” Le opere di Giampaolo Tomassetti hanno un pregio molto raro: fanno riflettere. Quanti sono gli artisti in grado di lasciare uno spettatore assorto dinanzi ad un proprio lavoro? Quanti riescono a trasmettere l’intimo dei propri pensieri a chi si pone con occhi sconosciuti davanti ad una tela? Sono molto pochi quelli che vi riescono, posso assicurarvelo. Per quanti non conoscessero il Maestro Tomassetti, il suo curriculum parla per lui: basti pensare alle innumerevoli esposizioni, come ad esempio, quella presso il Palazzo dell’ONU a New York. Dalla fortuna di un incontro con il Maestro Tomassetti è scaturita una piacevole conversazione che condivido volentieri coi lettori del nostro magazine. Carmine T.A. Verazzo Art Director di ExpoArt Magazine C.V: La vita di un artista, al pari di chiunque altro, è un continuo evolversi di eventi. Citando una massima attribuita al filosofo Eraclito: Panta Rei, Tutto scorre. Quindi nulla resta immutato, tutto tende a cambiare. In che modo questa continua evoluzione si può riflettere sugli itinerari intrapresi da un artista? Maestro, quali e quante sono state le strade che lei ha finora battuto? G.T: “Si può riassumere il mio percorso artistico in due categorie classiche per dirla alla Nietzsche in dionisiaco e apollineo, vale a dire la prima parte di strada dedicata ad intenti esplorativi in una pittura rumorosa e indefinita dove la figura emana energia violenta per poi subire, nella fase successiva, una trasformazione nella pacificazione del segno, nella morbidezza del femminile. Un principio di individuazione dove il tratto e le masse scandiscono lo spazio, ogni cosa al suo posto, l’ ordine necessario per superare il dolore dell’esistenza. C.V; Si potrebbe quindi fare una netta distinzione tra questi due distinte categorie da lei citate, oppure esse sono in qualche modo collegate tra loro? G.T;Le due tendenze continuano a confondersi, integrandosi nel gioco vitale tra emozione e ragione.” C.V Sono personalmente molto incuriosito dal suo attuale percorso artistico. Cosa rappresenta per lei “FUORI DAL QUOTIDIANO”? G.T:”Il mondo è assiomaticamente frammentato di fatti che nella sua “descrizione” moderna è ridotto ad una serie incalcolabile di parole, nero su bianco. La realtà è sempre stata variegata e complessa. Mai come oggi c’è stata una connessione tra i singoli fatti che non avvengono mai isolati in assoluto: la fitta intensa rete della “comunicazione”. Il giornale quotidiano è la rappresentazione materiale di questo fenomeno moderno. Il risultato è un piano grigio caldo, omologato dalle linee e dalle strisce in una sintesi con il fondo bianco della pagina. Ricordano la scansione geometrica dei piani dei grattaceli. Il risultato della comunicazione moderna è un appiattimento dispersivo dei fatti della vita...una notizia è uguale all’altra …nei media il male diventa “banale”. Essi si alimentano della demolizione dei massimi sistemi, del relativismo a tutti i costi per lusingare la mediocrità contro l’eccellenza, salvo chi mette in atto il gioco. Nelle opere attuali il “quotidiano”, la vita quotidiana, fanno da quinta alla ricostruzione della vita stessa. Le figure rappresentano la scelta, la ricostruzione sulla distruzione. Il gesto pittorico continua a sopravvivere come sopravvive l’anima al corpo. La vita e il suo senso riportano ad un valore universale. Ringrazio il Maestro Tomassetti per aver condiviso con noi il suo personale punto di vista e le sensazioni scaturite da questa sua ultima produzione artistica. C.V: Carmine Verazzo - G.T: Giampaolo Tomassetti

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In foto : piccolo uomo 100x100


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EXPOART A meeting’s diary: ExpoArt’s Art Director and the Master Giampaolo Tomassetti talk about “Out of Ordinary.” Giampaolo Tomassetti’s artworks have a

very rare quality: they make one think.

How many artists can leave the audience taken with their own work? How many can give their thought’s intimacy to strangers eyes in front of a painting? They are really rare, I can assure you. For the most of them that don’t know Master Tomassetti, his résumé talks for him: let’s think to the countless exhibitions, for example, that one in New York to ONU Palace. Thanks to a lucky meeting with Master Tomassetti we had a pleasant conversation that I gladly share with ExpoArt Magazine’s readers. Carmine T.A. Verazzo Art Director di ExpoArt Magazine C.V:An artist’s life, like someone’s one, is a continuous unfold. Quoting Eraclito, the philosopher: Panta Rei, Everything flows. So everything keeps on changing, nothing stays as it is. In which way this continue evolution can be found in the routes taken by an artist? Master, which and how many are the streets that you took until now? G.T:My fig can be sum up in two classic categories: Dionysus’ style and Apollo’s style, as Nietzsche said, it means that the first part of this route is dedicated to explore a noisy and unclear paint in which the human figure releases a fierce energy that hereinafter transforms itself in the feminine softness. A principle of identification where the stroke and the mass scan the space, everything at the right place, the necessary order to overtake the existence’s pain. C.V:So it might be a clear discern between these two categories you said, or are they connected in same way? G.T: These two tendencies keep on mix up, integrate themselves in the life game between emotion and reason. C.V:I’m very fascinated by your fig. What does mean to you OUT OF ORDINARY? G.TThe world is so axiomatically fragmented of events that its modern description is reduced to a countless number of words, black on white. Reality is always been complex and various. Today more than ever there’s a connection between individual events that never occur in isolated absolute: the intense network of “communication”. The newspaper is the material representation of this modern phenomenon. The result is a warm gray level, approved by the lines and by the strips in a synthesis with the white background of the page. They are reminiscent of the geometric scan of the plans of skyscrapers. The result of modern communication is a dispersive flattening of the facts of life ... one news is the same as another... in the media evil becomes “trivial”. They feed on the demolition of the greatest systems of relativism at all costs to flatter against the excellence mediocrity, except those implementing the game. In present works the “daily”, daily life, becomes a backdrop to the reconstruction of life itself. The figures represent the choice, the reconstruction of the destruction. The act of painting keep on surviving as the soul survives the body. The life and his way bring back to a universal value. I thank Master Tomassettii for sharing with us his personal point of view and feelings stemming from his latest artistic production. C.V: Carmine Verazzo - G.T: Giampaolo Tomassetti

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Info |Contatti giampaolot@yahoo.com


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Alcunei mostre

2009 “BABEL” – tipografia Grifani Donati

1985

“ SINTHESY” East – West, Carpet Gallery- Rapallo

2009

1986

“ART FOR PEACE” – Venice Palace- Rome

2011 “ BIANCO E NERO” – LIVE PAINTING L’Osteria Città di Castello

1987 “ART FOR PEACE”- ONU Palace- New York 1988

MANI D’OPERA”- Città di Castello

1993 “DON QUICHOTE AND THE LABIRINT”- Sala Archi- Torgiano Perugia 1996 “LA LEGGEREZZA”- Collalto Sabino castle 1997 “LA LEGGEREZZA”- Giove castle

”L’ARCA IMMAGINARIA” – tipografia Grifani

Donati

2011 “ PLASTICArt “ – performance di modellazione plastica su creta – L’Osteria Città di Castello 2012 “ L’ARTE è MOBILE – Circolo Illuminati –Citta di Castello 2013 “UN TAVOLO PER DUE”- mostra con il Maestro BRUNO ZIEGER – Preludio Citta di castello 2013“ IMPROVVISE’”-Galleria Immagina- Citta di Castello

Foto in alto free generation. Foto in basso: triangolo 100x120. Nella foto accanto : il barcone 60x110

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ERCOLE GINO GELSO

www.ercoleginogelso.it Il manichino cm 50x70 acrilico su tela 2013. Nella pagina accanto: Una ribalta non voluta ( dal buio) cm 50x70 2013- olio e vernici spray

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Studio ERCOLE GINO GELSO via De Gasperi n.9 cap 60025 GROTTE di LORETO (An) Info | Contatticell.: 338,3400341 info@ercoleginogelso.it


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Mauro Corvaglia

A piedi nudi Anno: 2010- 80cm x 100 cm Tecnica : Mista su tela

Passato Remoto Anno: 2014 - 70cm x 100cm Tecnica: Mista su tela

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www.maurocorvaglia.it maco@maurocorvaglia.it


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Bill Evans: il signore del Piano. di Marcello Fanali marcello.fanali@libero.it

Peace Piece” è uno dei pezzi di piano solo più belli di sempre. È impossibile rimanere indifferenti e non farsi coinvolgere da queste tre note proposte e improvvisate per quasi sette minuti. Solo tre note e solo sette minuti registrate quasi per gioco alla fine di una session, ma dentro c’è tutto dell’artista, dell’uomo e soprattutto della sua sofferenza. Stiamo parlando di William “Bill” Evans, uno dei pianisti bianchi più importanti di sempre, con uno stile raffinato e signorile che piacque anche al Miles Davis degli anni d’oro del jazz modale. “Kind of Blue” del 1959 è l’incisione del trombettista nero, infatti, in cui le idee di Evans sono molto presenti e il brano “Flamenco Sketches” incomincia con queste tre note. Nell’organico erano presenti oltre al leader e ad Evans, John Coltrane al Tenore e Julian “Cannonbal” Adderley al sax Alto. Tre anni prima nel 1956 con “New jazz conceptions” Evans incide il suo primo disco da leader dove è accompagnato dal bassista Ted Kotick e dal batterista Paul Motian. Già qui spicca uno dei brani più conosciuti del suo repertorio “Waltz for Debby” che riproporrà per tutta la sua carriera. Nel 1957 registra con il mastodontico contrabbassista Charlie Mingus “East coasting” e nel 1958 entra nel complesso di Miles Davis. L’organico strumentale che gli ha dato la possibilità di esprimersi in maniera più congeniale è stato, però, il trio composto dal Contrabbasso, dalla batteria e ovviamente dal pianoforte. Infatti, riprendendo il discorso iniziato con “New jazz conceptions”, continua il suo percorso creativo con “Everybody digs Bill Evans” con al basso Sam Jones e alla batteria Philly Joe Jones. Ma è alla fine del 1959 che viene costituito il suo trio migliore con il batterista Paul Motian ed il grande contrabbassista Scott La Faro che l’anno dopo sarà presente nel double quartet di Ornette Coleman nel rivoluzionario “Free jazz”. Il dialogo musicale che si instaura tra Evans e La Faro è tra le espressioni più incredibili del jazz di tutti i tempi e Paul Motian sostiene i due con un delicato e raffinato gioco percussivo, come documentano i dischi incisi fra il dicembre 1959 e il giugno 1961 (sicuramente da sentire sono le registrazioni live al Village Vanguard). Purtroppo è proprio nel luglio del 1961 che La Faro muore improvvisamente in un incidente stradale. Questa perdita segna ulteriormente la fragile personalità di Bill Evans che in futuro dovrà confrontarsi con altre perdite, quella del fratello Harry (al quale era legatissimo) e di una sua fidanzata, entrambe per suicidio. Sono queste tragedie ed un esperienza poco felice durante il periodo militare durato tre anni a spingere il grande pianista a fare un uso sempre più massiccio di Eroina e Cocaina, oltre all’alcool. Dopo essersi ripreso dalla morte di Scott La Faro continua ad incidere in Trio e in solitario. In “Conversations with myself” del 1963 dialoga con sé stesso attraverso l’overdubbing, la sovraincisione di più pianoforti suonati sempre da lui. Di grande rilievo appaiono anche “Undercurrent” in duo col chitarrista Jim Hall, e Nirvana del 1962, in quartetto con il flautista Herbie Mann. Il particolare stile di Evans è stato influenzato molto dallo studio di strumenti tipicamente classici come il violino e il flauto che suonò fin dai 7 anni. Di notevole importanza per la sua formazione sono anche le lezioni impartite dall’insegnante Helen Leland che non insistette nel dare un approccio col pianoforte troppo tecnico attraverso lo studio di scale ed arpeggi ma si concentrò nel fargli apprendere gli spartiti più disparati di musica classica che Evans cominciò presto a leggere a prima vista. “¬…mi mantengo lungo una stessa rotta, d’altro parte cerco di scavare un po’ più a fondo in quello che sto facendo…” affermò Bill durante una trasmissione radiofonica del 1978. Il grande pianista del New Jersey è infatti rimasto fino alla sua morte prematura avvenuta nel 1980 (aveva da poco superato i 50 anni) fedele al suo stile jazzistico non sconfinando mai ad esempio nel free jazz e nella fusion.

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www.samoaportrait.it

SAMOA COCCO : L’Arte dell’Anima

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Email : samoaportrait@gmail.com Email : samoaritratti@gmail.com


LUIGI CENTRA

Born In The USA acrilico su tela cm.80X100-2013

Luigi Centra è nato a Carpineto Romano (Roma) nel 1946 e risiede a Veroli (Frosinone) in Via Gracilia,47 (cap.03029). Ha esposto in tutto il mondo. A lui sono stati dedicati un Parco a Venezia (Centra Park) e un Museo a Monte San Giovanni Campano nel Frusinate (Museo Centra) e Centri d’Arte. Ha scritto oltre 65 volumi di storia,arte,romanzi,racconti e poesia,premiato dalla Presidenza del Consiglio Dei Ministri nel 1998. Esponente della Pop-Art americana a New York e a Boston (USA) insieme a Schifano,Rotella, Lichtstein… Etc… Le sue opere, impressionismo astratto, sono ovunque nelle Istituzioni Musei e Università nel mondo. Le Poste Italiane gli hanno dedicato un annullo postale sulla sua attività in giro per il mondo”Quando il Colore fa Rumore”. Nel 2011 Centra incontra il Prof. Vittorio Sgarbi alla 54esima mostra della Biennale d’Arte di Venezia e collabora alla presentazione. Nel 2013 pubblica un libro con due foderine su Venezia e Roma dove decanta la storia e gli amori delle due Città a lui care. A febbraio ha partecipato, alla prima biennale d’Arte sulla Creatività al Palaexpo di Verona,e ad aprile a quello di New York a giugno alla triennale di Roma. La sua storia di oltre 50 anni è raccolta in due volumi autobiografici (Ed.2010-2011).

Nubifragio acrilico su tela cm.70X90 2005

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Arte per l’Arte

(Intervista al fondatore del Movimento Trampled Art® - Arte Calpestata) In una società come la nostra che dell’immagine e del fattore espositivo ne ha fatto il proprio idolo, i confini dell’arte rischiano spesso di restare assorbiti in ingranaggi che poco hanno a che fare con l’opera e molto con la pubblicità fine a se stessa. Quando non è così, l’arte la ritroviamo nelle sale austere di un museo in cui non è permesso quasi respirare per non alterare l’umidità interna oppure confinata nelle gallerie o fiere d’elite per essere esibita, tra un vernissage e l’altro sempre rigorosamente su invito, per i pochi (di solito sempre quelli) intenditori o collezionisti del momento. In mezzo a tutto questo, per quanti sfuggono o non si riconoscono in questi circuiti, o non ne hanno le possibilità economiche sembra esserci il vuoto… Un vuoto però a volte ricco di creatività, di idee, di talento, di ricerca che, inaspettato e inaspettatamente, reclama con forza il proprio spazio, gridando, verrebbe da dire, la propria “innocenza”. L’innocenza di un fare “arte per l’arte”, per la bellezza della creazione artistica, per l’urgenza della propria espressività che passa attraverso materia e colore e diventa fatica, lavoro, studio ma anche follia, visione, evasione, realtà. Un grido che echeggia tra quanti l’arte la vivono e dell’arte rivestono la propria vita. Ed è proprio questo appello che Alessandro Giorgetti, affermato pittore e musicista nato a Messina ma milanese d’azione, sembra aver accolto in un momento in cui l’arte contemporanea sta perdendo la propria rotta. “L’importante è pensare, in ogni caso e possibilmente prima degli altri, la cosa giusta al momento giusto”, scrive il grande critico Francesco Bonami. Questo è proprio ciò che ha fatto Alessandro Giorgetti, in un momento in cui la sua pittura stava raggiungendo traguardi importanti, per primo si è voltato indietro verso quei talenti dispersi, verso quell’arte senza nome che chiede a gran voce qualcuno che possa credere in lei. Abbiamo incontrato Alessandro Giorgetti , per farci raccontare della sua esperienza, del suo vivere l’arte ogni giorno e di ciò che proprio attraverso l’arte, è nato: il Movimento Trampled Art. Questo è ciò che ci ha raccontato… Chi è Alessandro Giorgetti oggi? - Oggi Alessandro Giorgetti è un artista libero. Per anni ho sopportato i compromessi del settore musicale, anni di dura gavetta, dove le mie composizioni considerate ‘poco commerciali’, subivano soprusi, tagli e ‘ritocchi’ ed erano veicolate verso stereotipi per imposizioni discografiche. Oggi, ho deciso di gestire totalmente e in assoluta libertà, la mia ispirazione e di indirizzarla verso l’arte visiva. Un Quadro finito è un’opera unica, che nessuno può ritoccare e quando appongo la firma allora si chiude il mio personale rapporto con esso e diventa figlio di chi lo osserva, lo giudica, lo critica, ma una cosa è certa: nessuno potrà modificare la mia creazione. La tua carriera artistica è fortemente segnata da pittura e musica ma tu, personalmente, ti consideri più un pittore o un musicista? - Potrei apparire presuntuoso, ma mi ritengo il vero artista. Quando sono ispirato e riesco a cogliere l’attimo, che io abbia un pennello, una macchina fotografica, una penna o un pianoforte a portata di mano non ha importanza, creo e basta. Ho dato tanto alla musica e ho ricevuto poco in confronto. La musica mi ha illuso e deluso. L’arte visiva mi valorizza, mi appaga ogni giorno di più e quindi sento il ‘dovere’ di seguirla finché morte non ci separi. Oggi mi considero l’astrattista Giorgetti. Tu scrivi: “il vero artista nasce inspiegabilmente tale” e “nessuna scuola crea l’artista bensì lo uccide”. Pur essendo parzialmente d’accordo con questo assunto, non credi che la scuola possa fornire quelle basi “tecniche” senza le quali un artista resterebbe, magari geniale, ma pur sempre un dilettante? In fondo, tutti i grandi sono stati “a bottega”… - Sa quanti ‘geni dilettanti’ lavorano in segreto per la CIA, nell’area 51, nei Servizi Segreti e quanti ‘geni dilettanti’, hanno cambiato e migliorato la nostra esistenza in tutti i campi?….. Il vero artista, può essere compreso appieno, solo da un altro vero artista. Ribadisco che la scuola dell’arte è la morte dell’artista, essa brucia la vena creativa anche se elargisce scorciatoie con la

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tecnica. Molte mie opere non esisterebbero oggi se avessi avuto la tecnica scolastica e non sono un dilettante. L’arte, per essere unica, deve nascere dalla spontaneità, dalla genuinità, sostantivi che si legano all’innocenza, all’essere infantile. L’obiettivo del vero artista è elevarsi all’animo vergine di un bambino, altro che scuola dell’arte, quella va bene per gli architetti. L’arte non s’impara, il mestiere sì. Io mi documento, ricerco, sperimento nuovi materiali, nuove tecniche e se guardo il passato lo faccio con l’obiettivo di raggiungere prima il futuro. Scrivi anche che certi parametri allineano l’essere dell’artista “in un binario saturo e preesistente”, come spieghi questa tua affermazione con l’essere definito l’erede di Mark Rothko? Non la trovi un po’ in contraddizione? - No, quando ho cominciato a creare campiture dividendo la tela a metà, non conoscevo il grande Rothko se non per sentito dire. Il mio percorso viaggiava all’oscuro di tutto e senza contaminazioni alcune. Un critico un giorno scrisse che ero l’erede di Mark Rothko, pittore morto nel 1970. Era la mia data di nascita e rimasi colpito a tal punto che cominciai a studiare la sua vita per capire il nesso tra le mie opere e le Sue. Ho trovato molte analogie nel percorso del pittore americano, nella vita artistica, ma nessuna nelle opere. Quindi deduco che l’analisi sia stata su-


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perficiale, dovuta a una visione quasi facebookiana, dove molti guardano senza osservare, selezionando vagonate di ‘Mi Piace’ a caso. La mia firma appositamente infantile e l’unicità della doppia firma, sono legate al mio io e alla purezza del mio essere incontaminato. Il mio treno viaggia su un binario puro, che oggi vive e si evolve attraverso i contagi della vita vera e della vita del web e orgogliosamente senza parametri scolastici d’arte. Dove ti sta portando e si sta spostando oggi la tua pittura? - La mia pittura oggi si sposta libera e porta il mio io verso l’evoluzione, essa trae benefici dalla mia ricerca continua. Un percorso che si allontana sempre più dalla realtà pur cogliendone le essenze, e che si eleva verso la spiritualità assoluta. Le mie opere subiscono una continua evoluzione nella forma e nella materia, pur mantenendo lo stesso stile e spirito. Nei miei quadri cerco la poesia, la luce, nuove sfumature di colore e spesso l’oltre. Perché, ad un certo punto della tua affermata carriera, hai sentito la necessità, forse l’urgenza, di formare e fondare il Movimento della Trampled Art? - Effettivamente la mia carriera artistica vive in questo periodo un’ascesa esponenziale e vivo un momento, nonostante la crisi, ricco di idee, progetti artistici e grandi soddisfazioni economiche. Trampled Art nasce come uno dei tanti miei progetti, presentato con un cortometraggio a Giugno del 2013 e composto da cinque originali opere su juta dedicate all’arte calpestata, maltrattata, offesa. Un progetto pronto per l’estero dove però per la prima volta non mi sono rivolto ai collezionisti, bensì agli artisti, interpretandone il loro malessere. Strada facendo mi sono reso conto, attraverso i social network, che il problema del sistema corrotto contemporaneo attuale tocca veramente tanti artisti (ognuno con la propria storia), allora, ho lanciato un appello, ho scritto il Manifesto e da un gruppo di oltre trecento artisti, che appoggiavano la mia filosofia, ho personalmente scelto, undici rappresentanti ricchi di energia e vitalità. Da quel momento ho sentito la necessità e l’urgenza di portare avanti il contenuto del Manifesto a tutti i costi, a mie spese, con l’obiettivo di ubicare nuovamente gli artisti nel fulcro del sistema. A chi si rivolge il tuo movimento? - Voglio precisare che il Movimento Trampled Art non è un movimento d’Arte, ma un movimento di Artisti, che hanno scelto per vari motivi di battersi contro il sistema corrotto dell’arte contemporanea. Il Manifesto cita: ” Questo documento nasce con lo scopo di: imporre un netto cambio di rotta da parte di tutti gli addetti ai lavori del mondo dell’arte, promuovere una soluzione che ricollochi il giusto ruolo dell’artista, evidenziare, inibire e isolare galleristi che vivono di profitti immorali, critici e giornalisti guasti e corrotti.” un movimento che è in continua evoluzione, che ogni giorno si espande a macchia d’olio in tutti i settori e che quindi, si rivolge a quella parte guasta della società, che va isolata. Non credi che l’artista abbia pur sempre il bisogno, la necessità, proprio per mostrare la sua arte e farla vivere, di confrontarsi con critici, giornalisti, galleristi e mecenati e quindi entrare in qualche modo nel “sistema” che regola il mondo dell’arte? - Dico spesso ai ‘miei’ artisti che non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare, ‘Churchill ndr‘, l’artista deve garantire innanzitutto professionalità, deve essere meno ingenuo nei confronti del sistema, deve svegliarsi, sapersi

presentare e promuovere, confrontarsi accettando con diplomazia critiche e istigazioni. Oggi i tempi sono cambiati e non è più solo l’opera a fare la differenza. L’artista deve essere pronto a entrare nel sistema che regola il mondo dell’arte, investendo su se stesso (o trovare uno sponsor, figura essenziale oggi più che mai) e sulla qualità dei suoi progetti, ciò non vuol dire accettare soprusi e angherie. Qual è la meta, se ne esiste una, che la Trampled Art intende conseguire? - Ahah, il suo ‘se ne esiste una’ mi fa sorridere… Non esiste momento storico di crisi che non sia contornato da ribellioni, il Movimento Trampled Art nasce da un palese malessere comune e si è consolidato velocemente strada facendo. La conquista principale è creare un deterrente verso i malintenzionati dell’arte, propagare e denunciare (lo stiamo già facendo attraverso i social) le azioni e le truffe apparentemente legalizzate dal sistema. Dopo l’evento del 7 Febbraio, le undici opere saranno in tour in varie località italiane e ogni tappa, sarà un’occasione per nuovi inserimenti nel movimento. La nostra ambiziosa meta è la crescita, l’espansione e la creazione di vari gruppi internazionali, ovviamente la nostra intensità d’azione sarà direttamente proporzionale alla risposta del sistema contemporaneo.

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MOVIMENTO TRAMPLED ART

E N T R A A N C H E T U V A I S U www.movimentotrampledart.com L’arte è bellezza. La bellezza è un dono Divino. L’artista ha un dono Divino, crea l’Arte. Calpestare l’Arte significa impedire la sua crescita sotto ogni aspetto. Calpestare l’Arte significa calpestare colui che attraverso il dono divino l’ha creata. Noi della Trampled Art lanciamo un grido di ribellione e di estrema provocazione nei confronti del mercato dell’arte contemporanea, manifestiamo il desiderio che freme, oggi più che mai, nelle vene di ognuno di noi, artisti creatori. Noi ci sentiamo traditi, ingannati e offesi Noi ci sentiamo calpestati dall’odierno sistema corrotto. Noi siamo stanchi di considerare normale la condizione di malessere, che spesso siamo costretti a vivere all’interno della nostra vita professionale. Noi siamo stanchi di essere raggirati da addetti ai lavori che sfruttano il nostro operato lucrando e approfittando della nostra purezza, bontà e genuinità d’animo. Noi siamo stanchi di rinunciare alla nostra genialità. Noi siamo stanchi di affidarci al sistema odierno. Noi con la forza e la volontà della nostra coalizione pretendiamo il nostro vecchio ruolo di Artisti. Noi rivendichiamo un cambio di rotta tassativo da parte di tutti gli addetti ai lavori del mondo dell’arte. Pertanto reclamiamo, 1.Centralità verso l’artista e il suo operato 2.Rispetto nella custodia e nella dislocazione delle opere d’arte di qualsiasi entità o virtù esse siano 3.La valorizzazione delle competenze professionali nella gestione dell’arte contemporanea 4.L’avvio di “buone e leali pratiche” tra le parti, quali contratti tipo tra artisti e committenti, artisti e gallerie e collezionisti e gallerie 5.Considerare attendibili solo i critici d’arte leali e imparziali, ignorando totalmente i critici gonzi che esaltano artisti solo in cambio di cospicue somme di denaro 6.Bandire i galleristi usurpatori ed estorsori che approfittano di artisti ingenui e creduloni 7.Promuovere l’imparzialità nelle scelte ignorando favoritismi e raccomandazioni 8.Esaltare e Premiare non solo le opere di un artista bensì la sua professionalità, competenza e completezza artistica. Riassumendo, questo documento rivela la presa di posizione di noi artisti calpestati e nasce con lo scopo di: imporre un netto cambio di rotta da parte di tutti gli addetti ai lavori del mondo dell’arte, promuovere una soluzione che ricollochi il giusto ruolo

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dell’artista, evidenziare, inibire e isolare galleristi che vivono di profitti immorali, critici e giornalisti guasti e corrotti. Concludendo, noi della Trampled Art, garantiamo che la voglia di crescere, la genialità, la tenacia, la ribellione ma soprattutto la professionalità, sono e saranno, elementi essenziali nella filosofia del nostro movimento.

Elogio della follia dei “calpestati”

di Francesco Mattana

Vale per il Movimento Trampled Art il motto dei Visitors: “Veniamo in pace”. Va specificato, perché la definizione “forconi creativi” –che indubbiamente ha agito da volano pubblicitario- non riassume le intenzioni ireniste del gruppo. Però attenzione: essere pacifisti non significa mica essere delle “acque chete”. E comunque, se anche fosse, le acque chete alla lunga rompono i ponti. I ponti dell’arte contemporanea, che vive –come tutti i settori- il suo bel momento di crisi. E quando c’è crisi, non manca chi approfitta della situazione per fare il furbo. Trampled Art è dunque una reazione, una resistenza che gioca la carta della creatività e dell’ironia –con l’immagine, molto icastica, dell’artista “calpestato” dal sistema. Il 7 febbraio c’è stata la loro prima uscita ufficiale, alla Galleria Deodato Arte. C’erano sia i protagonisti di questa bella avventura pionieristica, sia gli amici e i giornalisti che, con passione e convinzione, li appoggiano in questa lotta per la Bellezza. La bellezza è un concetto vasto: riguarda sicuramente la qualità delle opere d’arte che hanno proposto, ma anche l’onestà, la pulizia morale, il mettere da parte inganni e sotterfugi che troppo spesso prendono il sopravvento. Si respirava questa piacevole aria tersa, venerdì sera. I protagonisti presenti, in rigoroso ordine alfabetico: Marcella Arena, Luca Fagioli, Teorema Fornasari, Andrea La Casa, Salvatore Palazzolo, Ciro Palumbo, Marika Pozzi, Giovanni Puntrello, Sabrina Romanò, Ivo Vassallo. E naturalmente il capostipite, il primo motore mobile (non immobile, come quello di Aristotele) da cui tutto ha avuto origine: Alessandro Giorgetti. Noi ci si scherza su, perché abbiamo confidenza, ma è fuor di dubbio che la sua energia trascinante ha dato una bella scudisciata a un ambiente che rischiava di scivolare seriamente nella deriva dell’affarismo ambiguo, poco trasparente. Questa energia si sentiva tra le pareti. Bianche all’inizio, poi dopo appena poche ore colorate con le opere dei creativi della scuderia: colori che, come si conviene alla miglior tradizione dell’astrattismo, hanno il potere di tirar fuori al visitatore emozioni profonde, preverbali, accessibili solo all’animo di chi le vive. Un Movimento, letteralmente, è un qualcosa che si muove. Dunque la carovana rumorosa riunitasi in via Pisacane è appena all’inizio di un lungo cammino. Ora si tratta di dare sostanza alle buone, buonissime intenzioni. Più la cosa farà rumore, più le persone che hanno gestito con eccessiva disinvoltura il mercato dell’arte si sentiranno accerchiate. Certamente la presenza di un critico molto stimato come Giorgio Grasso è un punto di forza fondamentale, una ciambella di salvataggio a cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà –che non mancheranno. Essenziale anche l’alleanza con Mattea Micello, che nella vita si è posta uno scopo precipuo , e lo porta avanti con totale dedizione: scoprire i talenti nascosti, valorizzarli con la profondità dei suoi giudizi estetici. Il clima fuori era piovoso, ma non uggioso: non avrebbe ispirato Mogol, forse. Con buona pace del paroliere, quella pioggerellina costante però è risultata appropriata nel nostro contesto: le suole bagnate lasciano un segno quando calpestano per terra. Quelle orme erano una metafora perfetta della filosofia del Movimento. Lo strascico di Teorema Fornasari, di per sé un’idea geniale, ha assunto grazie al piovasco una connotazione maggiormente poetica, ulteriormente evocativa. La bellezza, diceva Dostoevskij, salverà il mondo. A ulteriore scorno di chi -con motivazioni legittime dal loro punto di vista- non guarda con simpatia alla nascita di Trampled Art, bisogna aggiungere che il Movimento è fatto pure di belle donne. I detrattori speravano almeno che si trattasse di un ritrovo di vecchie sfigate, e invece, alla faccia loro, le artiste sono giovani e pure affascinanti. Niente in confronto alla bellezza interiore, che esprimono attraverso il talento in campo figurativo, ma insomma anche l’occhio vuole la sua parte. Lunga vita ai “calpestati”: come Re Mida, che trasformava in oro ciò che toccava, i Trampled trasformano i sacchi della spazzatura in oggetti di rilevanza artistica. Combattere il trash parlando il linguaggio del trash: un bel gesto alla Andy Warhol. Che senz’altro, fosse stato presente all’inaugurazione, avrebbe impresso sulla Polaroid le sue emozioni.

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L’ O G G E T T O

Tra l’oggetto e la funzione che esso assolve nel quotidiano vi è una relazione che non ha nulla di materiale; essa è soprattutto un’idea, un’intenzione, che si concretizza in una forma che mette in connessione le due dimensioni. “Le quantità” funzionali possono prendere le distanze dalla loro semplice natura numerica, per caricarsi di significato di poesia e liricità attraverso un processo di progetto con il quale l’investitura semantica è attribuita alla stessa componente funzionale dell’oggetto che assume, così, un ruolo di vera e propria unità culturale fondativa del processo stesso. Gli oggetti sono naturalmente predisposti ad operazioni di manipolazioni con le quali possono passare da uno stato di necessità “naturale”, primario, ad uno stato successivo “artificiale”. L’artificio, concepito come sistema espressivo autonomo, è assunto come principio ordinatore del carattere di costruzione dell’oggetto e come tale sancisce un suo apparente e temporaneo distacco dalla approssimazione della realtà fenomenica. Il carattere di costruzione va inteso, però, come procedimento “secondo un ordine logico delle scelte” che si invera in un processo di progetto nel quale conoscenza analitica e reazione sintetica trovano una congruenza armonica. L’opera presentata in occasione della Mostra CALL’ART 2014 VENICE (15 febbraio – 4 marzo, Ex Convento Chiesa di San Giobbe, Venezia, Direttore Artistico Gabriele Romeo), “…O nube che lieve per l’aria ti aggiri” – Espositore per cappelli STUARDA, è rappresentativa di un momento di maggiore chiarezza degli intenti di ricerca sul rapporto tra realtà dell’oggetto quotidiano e creazione del processo di composizione dell’oggetto stesso. La dialettica tra queste due sfere dell’esistenza viene assunto come principio che ordina l’acquisizione di un determinato codice espressivo, che per la mia formazione di scenografo, viene mutuato dal sapere e soprattutto dalla prassi della scena teatrale. Qui, in alcuni processi creativi, la realtà è uno strumento di naturale contrappunto all’artificio della rappresentazione capace, con una sua irruzione sulla scena, di alterare gli equilibri della “creazione” quasi rimodellandola secondo il proprio diverso statuto formale e attraverso la sua stessa consistenza fisica ed oggettuale, celebrando “La trasgressione della frontiera dal mondo dell’ILLUSIONE al nostro mondo REALE” (T. Kantor). Le metodiche alla base di tali processi creativi possono essere applicati all’oggetto industriale attraverso un “rovesciamento” delle stesse; un passaggio che vuole arricchire lo statuto etimologico della parola funzione liberando, sebbene solo temporaneamente, l’oggetto dalla propria condizione fenomeno-

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International Exhibition of Conntemporary Art – Call’Art 2014, 15 Febbraio, Chiostro Medioevale Ex Convento Chiesa di San Giobbe, Venezia.

TRA REALTA’ E ARTIFICIO d i O m b r e t t a I a r d i n o

logia che entra, così “nella sfera della plurisignificazione del disinteresse della poesia” (T. Kantor). L’immagine della realtà esterna (il portacappelli), quindi, pian piano tende a scomparire e a dissolversi per rigenerarsi in una nuova immagine (installazione di cappelli – maschera raffiguranti la natura fantastica) che potenzialmente potrebbe lasciare il posto ad una terza, quarta immagine grazie ad una operazione di manipolazione non più della forma dell’oggetto d’uso ma della sua stessa funzione; questa, quindi, non è più solo assolta dall’oggetto ma volutamente messa in evidenza, esibita, “teatralizzata” attraverso il travestimento di una forma che ne diventa la sua stessa “rappresentazione”. Un arricchimento della nozione di funzione che diventa essa stessa oggetto di libera reinvenzione formale e addirittura strumento di trasmutazione di un livello mimetico illustrativo dell’oggetto in un livello maggiormente evocativo attraverso principi di convenzionalizzazione e artificialità del processo creativo. Ecco che la composizione di teste, semplici forme stereometriche ovoidali, caratterizzate da cappelli-maschera con immagini di uccelli e na-


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tura, attiva un processo di spostamento di significati ed attributi tipico dell’esperienza onirica, di evocazione simbolista, mediante il quale si è voluto declinare il dualismo tra volto e maschera, tra verità e finzione. Vi è un’ansia inconscia di indagare la possibilità di diverse azioni progettuali attraverso le quali scoprire altri e spesso meno evidenti significati all’esistenza stessa degli oggetti. Si modifica, infatti, il punto di vista con il quale si considerano gli oggetti stessi; non più solo il prodotto di una produzione meccanizzata, rispondente ai requisiti di funzionalità, ma oggetti che hanno, soprattutto, la capacità di adempiere “(…) perfettamente alla loro funzione che è – tra le atre cose anche – quella di fare da tramite tra l’uomo ed il mondo, tra l’oggetto funzionale e l’arte, tra l’espressività umana e la manipolazione di materiali vari” (G. Dorfles 1959). In tale prospettiva gli oggetti non esauriscono la loro “vita” ed il loro “senso” solo rispetto ad una funzione, proprio grazie ad un processo di progetto che, armoniosamente, integra il loro valore d’uso ma che altrettanto armoniosamente consente all’oggetto stesso di manifestare il proprio senso. “O nube che lieve per l’aria ti aggiri….” – Espositore per cappelli STUARDA Collezione Opera Tecnica utilizzata: struttura con piatto (60x80mm) piegato e sagomato a caldo con assemblaggio mediante saldature in TIG, verniciato. Cappelli – maschera in lamiera tagliata a laser, verniciata con ciclo di sabbiatura, fondo epossidico, smalto poliuretanico. Dimensioni: 80x80x150 cm Anno di realizzazione: 2014 Serie di 1 esemplare più PROTOTIPO

Ombretta Iardino Architetto-scenografo Sito web: www.studioiardino.it Mail: ombretta.iardino@studioiardino.it

Schizzi di progetto dell’opera in configurazione Espositore per cappelli ed in configurazione Installazione “la natura, il fantastico, il sogno”.

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ANDREA GIUSTI

Un vecchio muro per nuovi amori Pittura, Tecnica Mista, Tela, 70 x 100 x 4 cm, 2013 Un vecchio muro di periferia, incrostato, sporco, verniciato, poi abbandonato, usato, cancellato poi riusato da ragazzi per lasciare un ricordo del loro nuovo amore.

www.premioceleste.it/andreagiusti

Mail: ag.verticale@virgilio.it

Il rumore della noia Pittura, Acrilico, Tela, 120 x 80 x 4 cm, 2013Ogni cosa ogni emozione ha un suono, un suo rumore proprio, anche la noia ha un suo rumore per ognuno di noi diverso ma ad ognuno familiare.

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CARMELA CAFARO Carmela Cafaro, un’artista Casertana che dipinge fin da ragazza. Prima, e durante tutta la carriera scolastica,ha continuato a coltivare questa passione. Ha partecipato a diverse mostre e concorsi, e si è distinta con premi di prestigio, tra i quali, nel 2009 premio internazionale d’arte contemporanea “START up”.a villa Sant’Isidoro Calbuccaro di Corridonia Macerata. Sempre nel 2009,al complesso monumentale del “belvedere di San Leucio”, Caserta,” Human Rights”,rassegna internazionale dedicata ai diritti umani. Nel 2010 Angeli del Rock-Rassegna arti visive. Nel 2011, a San Giorgio a Cremano, rassegna internazionale d’arte dedicata ai peccati capitali. Ancora nel 2011prima rassegna d’arte contemporanea città di Salerno. 2012 Collettiva al Circolo Nautico di Gaeta. 2013, mostra a cura della GLOBAL-art, al Castello Svevo di Termoli, mostra “art, music, poetry talk for us” di Bari. Attestato di merito al primo concorso “Arianna Ziccardi” a cura del MIA (movimento indipoendente artisti) partecipazione iniziativa “Saletta Rossa” - Guida a Portalba - Napoli. Selezione alla “Reggia Quisisana” di Castellammare di Stabia. Classificata al Premio d’Autunno, a cura del CIAC(centro Internazionale Artisti Contemporanei) Partecipazione alla “Biennale di Roma”, e sempre a Roma,al Premio “mani per creare”. 2014:Menzione speciale per l’opera “le amiche” alla mostra evento “L’eterno Femminino” a Napoli Partecipazione al museo civico di Maddaloni (CE) alla mostra “Artèdonna” Opera intrigante. Cosa si cela dietro il volto delle tre giovani donne velate? Chi sono? A quale mondo appartengono? Qui non è il quadro che dice, piuttosto costringe a riflettere. E a fare ipotesi. L’eterno femminino non si propone , si interroga. L’artista mostra in quest’opera una decisa capacità espressiva. Il tratto sicuro e la sensibilità cromatica, è eccellente. Molto interessante la composizione e la sequenza dei volti crea un ritmo, quasi a scandire l’unità nel destino, mentre la singolarità degli sguardi e delle espressioni sottolineano la diversità delle persone. Professoressa Maria Mezzina.

Le amiche olio su tela 80x 100

Un’acuta angoscia ci trafigge l’anima… La fulgida aurora ci viene incontro… Non lasciare inascoltato il nostro grido di dolore!

e-mail - azha@hotmail.it www.facebook.com/carmela.cafaro.5w

Muta preghiera olio su tavola 35x50

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www.carlocapone.it 111


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www.carlocapone.it 112


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Title Le feu du ciel (Il fuoco del cielo) - smalti e acrilico - 60 x 80

LISA BENEVENTI

Laguna verde, smalti e acrilico 100 x 100

Lisa Beneventi vive e lavora a Quattro Castella (RE). Insegnante e autrice di successo, ha da sempre avuto una grande passione per la pittura. Dopo aver sondato differenti possibilità espressive, si accosta al movimento Surrazionale che ha come punto di riferimento teorico il pensiero del filosofo Gaston Bachelard, approdando così a un linguaggio di tipo astratto-informale. Nell’estetica del filosofo francese, l’artista coglie spunti di riflessione e approfondimento a lei congeniali, come l’abbandono alla “rêverie” (il sogno ad occhi aperti, la fantasticheria), il riferimento ai quattro elementi archetipi (acqua, terra, aria e fuoco), la trasfigurazione del reale in forme intuitive e la conciliazione tra la lezione del passato e la sperimentazione di materiali innovativi, come resine, smalti e pigmenti che l’autrice mescola, manipola, stende e plasma sulla tela con le mani. Attraverso l’uso di questi materiali, che vivificano le trasparenze e lo spessore del colore, l’autrice cerca di trasmettere nella sua opera la forza psichica e l’armonia dei colori, quella forza e quell’armonia che sono capaci di emozionare tanto l’anima dell’artista quanto quella dell’osservatore. Da diversi anni partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero. I suoi quadri sono entrati a far parte di collezioni private in Italia e in Canada e di prestigiose collezioni pubbliche.

beneventilisa@hotmail.com www.lisabeneventi.it

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LUIGI MARCHETTINI

L’artista è LUIGI MARCHETTINI, nato a Castiglion del Lago (PG ) il 26 agosto 1934, ed ora residente a Prato e fin da ragazzo amava scolpire sia la pietra, il marmo, il legno, ed il cotto. Si avvicina alle sculture, vedendole inizialmente come occasione di svago. Negli anni comincia a documentarsi e si interessa a forme antiche che riportano alla storia. Dall’originale forma della pietra, o del legno o del cotto o del marmo, decide il risultato della scultura; forme inaspettate rivelano un proprio significato.

email guarducci.catia@libero.it cell. 338/41.95.118

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DARIO ALLEGRA Arte e tecnologia: viaggio tra il visibile e l’invisibile del 3D Dipingere con la luce non è creare solo un opera d’arte statica, ma rivela la magia della dinamicità in cui si penetra in una dimensione surreale al di la del tempo e dello spazio che intercorre tra il reale e il virtuale. Tra percezione dell’accadere e del divenire, svela l’alchemica formula, tra arte e tecnologia, Dario Allegra sembra rivisitare nel contemporaneo le suggestioni alla Georges Mélies di un tempo. Il Visual Designer che ha la capacità, con le sue originali e inedite, interpretazioni visive di sedurre lo spettatore e invitarlo nell’enfasi dello stupore e nella vertigine di emozioni, tra il surreale e il metafisico. L’arte del giovane catanese, dal talento e dalle capacità tecniche, non comuni, si occupa di una forma d’arte sempre più utilizzata in ambiti internazionali: la “Projection Mapping in 3D”. Nelle sue originali “interpretazioni” narrative e creative, interagisce con versatilità in numerosissimi campi di applicazione che riguardano anche il settore artistico-scientifico legato alla Conservazione e Restauro Virtuale, in ambito Beni Culturali. Difatti secondo le teorie e normative in materia, il restauro non deve essere invasivo con materiali irreversibili ne violare la storicità dell’opera d’arte. Cosi dalla ricostruzione virtuale di un sito per l’intero recupero archeologico in movimento, è possibile ricreare con un video documentario,e riproporre l’antico splendore di luoghi ormai distrutti dal tempo sino a poter intervenire anche nei dettagli di un opera sovrapponendo l’immagine di una lacuna o di un intera opera grazie alla proiezione e ricostruzione digitale. Oltre questo aspetto , però Dario Allegra si occupa soprattutto di “Architettural Mapping”in 3D mappando preventivamente la facciata di una cattedrale o di un monumento e ricreando immagini talvolta oniriche e di geniale tridimensionalità in video, quale testimonianza della comunicazione visiva del nostro tempo e della sua realtà. Dinanzi a questi momenti di vero e proprio spettacolo il pubblico è continuamente coinvolto in perfetta sincronia dagli effetti speciali, in una caleidoscopica cascata di luci, cromie e suoni, utilizzati con quella sua personale essenza creativa. Le poliedriche richieste presto giungono da enti ed istituzioni: comuni, regioni, associazioni o pro-loco per eventi pubblici, notti bianche, festival, manifestazioni artistiche e culturali . Si annoverano cosi numerosi eventi legati alle tradizioni e religioni : Natale o Pasqua con Projection Mapping in occasione di feste patronali come quella del 2013 di Santa Venera ad Acireale(CT) o per il Capodanno 2013 nel prospetto centrale del Duomo di Messina. Valorizzazione, dunque, anche dei monumenti insieme alla

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“Architettural Mapping in 3D” nella facciata del Duomo di Messina per i festeggiamenti del Capodanno 2013

“Architettural Mapping 3D” nella facciata della Chiesa di Santa Venera Acireale Catania in occasione della festa della Santa patrona.

spettacolarità data dall’ illusione ottica, per il pubblico grazie alle sue “Architectural Mapping in 3D”. Alcuni elementi inseriti rispettano l’identità etno antropologica e contestualizzano i luoghi in cui avviene la proiezione altamente scenografica (ad esempio in Sicilia elementi naturali e caratteristici o elementi iconografici legati alle tradizioni: il fuoco dell’ Etna che divampa dalle finestre o l’acqua marina che fluisce dalle pareti). Cosi come nelle “fabbriche effimere settecentesche” che durante le feste venivano allestite per le loro simulazioni sceniche tra il visibile e l’invisibile, Dario Allegra supera anche il concetto di “quadraturismo” vanvitelliano, nell’interazione tra architettura e pittura attraverso la sua Visual Art. Altri allestimenti di cui si cura riguardano anche “l’interior proiection” gli eventi in spazi interni e più piccoli, ma sempre indimenticabili, come matrimoni,party,concerti anche al chiuso o spettacoli teatrali ma anche in siti come gallerie d’arte e musei, in cui forme tridimensionali avvolgono il visitatore in un fluire di vapori, fumo, petali, lanterne magiche e fuochi d’artificio. Animazioni liquide che navigano tra i perimetri e spaziano tra le superfici, dall’“immersive interactive environment”all’inaugurazione di locali o “store” o all’interno di fiere che adottano una realtà non convenzionale per i loro lanci pubblicitari di qualità di prodotti (Adversiting). Le sue tecniche divengono cosi sempre più dirette nel loro messaggio.Sia al cinema che in teatro, o persino in un aereoporto, come a Londra, è possibile trovare un hostess tridimensionale che ci guiderà alle informazioni. Grazie al sistema “Olografico”, si può interagire tra un attore reale e uno virtuale nel medesimo campo d’azione in tempo reale, sia esso uno studio televisivo o un palcoscenico, per non parlare poi dei documentari dove interagiscono luoghi e studiosi al contempo. la stratificazione della tridimensionalità degli spazi in movimento che metamorfizzano spazi reali lasciando simulare dimensioni proiettate di altri ambienti interni ed esterni talvolta naturali e talvolta metafisici . Tra la percezione dell’”accadere” del “divenire”il suo impegno in questo campo richiede sempre da parte sua continui aggiornamenti periodici proprio per il dinamismo di cui è predisposta questa vera e propria branca della scienza che lo rende disponibile ad aderire ai vari progetti di enti e privati ma che per indole sarà certamente soprattutto al servizio della sua professionalità e fantasia.

Francesca Mezzatesta Storico e Critico d’Arte e Spettacolo framezz@yahoo.it

www.darioallegra.com

Dario Allegra Viale Libertà 81 Catania - Italy cell: 340 1560659 fisso: 095 6130405 mail: allegradario@live.it PI: 05117240878

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Helena Amaral

La pittrice dei fiori, amata dai re e dalle regine di Maria Teresa Prestigiacomo

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riginaria di Porto (Portogallo) un’artista raffinata e sensibile, amata da re e da regine, per la sua straordinaria capacità di catturare l’anima dei fiori, che nelle mani di Amaral, si trasformano in umane e soavi creature, sensibili come le donne del mondo, colorate di energie vitali, cadeaux romantici per chi sa offrire un sorriso, ancora oggi, per un dono di un fiore, creato dalla straordinaria mano della pittrice portoghese. Fiori dinamici, natura morta per rivivere. Inizia a dipingere bambina e, sin dal 1965, la sua prima mostra fu un successo grandioso, a Porto, come pure, successivamente, nel 1967; un famoso pittore iberico Galego Laxeiro (1916-1966) rimase estasiato di fronte alle opere della Mostra Personale dell’artista dei fiori e incitò il padre e la stessa ragazza a continuare….da allora… Ricordiamo, delle numerose mostre… Canada Stati Uniti, Francia, Olanda….ricordiamo la Mostra al Vaticano, a Roma, Novembre 2013 e quella di New York, Amsterdam Whitney Gallery, 2013 come pure quella di Assisi, Palazzo Comunale, Giugno 2013 con la presentazione da parte della sottoscritta, come per il Vaticano, con l’Accademia Euromediterranea che ho l onore di presiedere. LE MOSTRE DELL’ACCADEMIA PER AMARAL (ed altri artisti selezionati) #MARIA TERESA PRESTIGIACOMO, critico e giornalista, iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Roma, cura l immagine dell’artista in Europa. Con le mostre dell’Accademia Euromediterranea Helena Amaral (come pure altri artisti selezionati rigorosamente) consoliderà, nel 2014 la sua immagine di valente artista, in campo internazionale: in preparazione, con l’Associazione culturale Accademia Euromediterranea delle Arti, le grandiose Mostre-Evento di Taormina al Castello Duchi di Santo Stefano 16-30 aprile 2014 (in cui Amaral ha realizzato un’etichetta per la casa vinicola Vini Tolomeo), presentata con il Club Unesco Taormina Valli d’Alcantara e d’Agrò, dal Presidente Conte Giuseppe Tindaro Toscano Della Zecca e dalla Presidenza del Castello Fondazione Mazzullo; Mostra al Palazzo del Vaticano, Roma 3-12 Maggio 2014; Mostra di Parigi 25-30 Novembre 2014 Museo Nazionale Alto Patronato del Presidente della Repubblica Hollande , 40.000 visitatori, al Salon fondato da Renoir agli Champs Elisées, con una selezione rigorosissima. Mostra di Firenze 22 Novembre 12 gg Tripersonale a Piazza della Repubblica centro di Firenze. Ed altre mostre di MOSCA, AMSTERDAM ED ALTRE LOCATION PRESTIGIOSE LADDOVE, IN MOLTE LOCATION D ‘ECCELLENZA, PARTECIPERA’ LA STESSA HELENA AMARAL Marta Teresa Prestigiacomo Critico d‘Arte -Giornalista iscritta all’Ordine dei giornalisti, Art Promoter nel mondo mariateresa.prestigiacom@tin.it tel. 3427634086; 3396388666;

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www.helena-painter.com


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CLAUDIO M A R O T T A

Claudio Marotta- Contatti: claudiomarotta1975@libero.it cell 3476057466 Corso trieste, 167 - Secondo piano - 81100 Caserta www.arterrima.it - info@arterrima.it facebook: arterrima 119


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Antonio Vargiu Diario (d’amore, di lotta e...)

Antonio Vargiu, nato a Roma da madre marchigiana e padre sardo, appartiene a quella generazione nata nell’ immediato dopoguerra, che, verso il finire degli anni 60 del secolo scorso, sarà protagonista di una stagione esaltante, contribuendo ad un cambiamento radicale della società Italiana.Avviatosi non casualmente agli studi classici, fin da giovane commenta in versi gli aspetti più importanti della sua vita. Sindacalista convinto, prima nei metalmeccanici della Uil e poi nella Uiltucs. Il passare degli anni lo porta ad una fase più riflessiva e le tragedie che lo colpiscono, in particolare la morte della compagna della sua vita, lo portano ad interrogarsi sul senso ultimo del nostro “viaggio”. Immersi come siamo nei nostri ruoli sociali, la vita rischia di sfuggirci tra le mani, ma l’uomo ha sempre le capacità per cambiare e rigenerarsi.

La luna ha steso un velo d’argento sulla città che dorme. C’è un silenzio, un incanto, che avvolge le cose e noi, a passi lenti, quasi per non svegliarci. (Roma, 1968-1988)

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Enzo Gatti

Nato a Giovenzano fraz. di Vellezzo Bellini (Pavia) il 29/6/1957 e residente a Pavia. Ho iniziato a praticare ed apprezzare il disegno e l’arte fin da giovane da mio padre ,al liceo mi sono iscritto all’Istituto d’Arte di Pavia conseguendo il diploma d’Arte. Il mio percorso artistico ha avuto quattro fasi principali ,il primo si è ispirato a Maurits C. Escher e Dechirico , mentre dal 1974 al 76 lo studio si è spostato su figure e prospettive nello spazio . Dal 1994 al 96 ho iniziato a sperimentare ed utilizzare materiali diversi per dare un effetto tridimensionale al dipinto “serie le onde del mare”. L’ultima fase l’attuale mi ha portato dopo anni di inattività ha iniziare questa nuova serie di dipinti “ La Dama bianca” che mi hanno stimolato nel rimettermi in attività con lo scopo di fare conoscere i miei lavori al pubblico ed averne delle critiche .

www.gattienzo.net 121


SERGIO MARIA CORAZZA Info| smcorazza@libero.it 122

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magazine ExpoArt # 23  

Rivista d'Arte Aprile

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