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Magazine | Arte e Cultura | anno 2 | n 12 | Agosto | 2012

Francesco Russo

Speciale Estate


Direttore Editoriale Carlo Capone

Carmine T.A.Verazzo , Carlo Capone ,Marcello Fanali.

“L’estate sta finendo…e noi restiamo ancora qua”. Anche questa stagione sta volgendo al termine, e questo anno la nostra Redazione ha optato per una scelta diversa rispetto allo scorso anno. Uno “Speciale Estate” che parli della fine della stagione più calda, e forse, anche la più bella. Estate caratterizzata da una miriade di manifestazioni e rassegne in ogni angolo dello “stivale”. In una girandola di emozioni, in tutto il Paese vi è stato un susseguirsi di eventi di natura artistica, rassegne di cinema d’essai, festival musicali, recital, rievocazioni medievali, premi letterari, e tanto, tanto altro ancora. La si potrebbe definire “l’estate della rinascita” dal punto di vista culturale. Complice un costante bel tempo su tutta la penisola, e a riprova del bisogno di investire nella cultura, le piazze sono state gremite di persone affamate di sapere, di cultura, di arte, di bellezza. Pertanto la nostra posizione è in antitesi con quella di Roberto Cota, governatore della regione Piemonte, il quale in questi giorni sta portando avanti una campagna mediatica contro i finanziamenti alla cultura, ritenuta da egli stesso effimera. Noi sosteniamo, invece, che la cultura e chi se ne fa promotore, debbano ricevere i giusti supporti dai comuni, dalle province, dalle regioni e dallo Stato, e che questi ultimi debbano lavorare in sinergia tra di loro al fine di operare al meglio in questa direzione. Anche questo “ExpoArt Speciale Estate”, come di consueto, vede la luce soltanto in formato multimediale, a causa delle difficoltà tecniche ed editoriali che si riscontrano in concomitanza con le ferie estive, pertanto l’appuntamento col nostro magazine in formato cartaceo è rimandato ad ottobre. In questo numero: L’ESTATE STA FINENDO. Amarcord. Verso la fine della stagione degli amori. Di Carmine T.A. Verazzo L’ESTATE VISTA CON GLI OCCHI DEL GENIO. Di Carlo Capone EXPOART PRESENTA FANTASYA. A cura della Redazione WEST COAST: IL COOL JAZZ CALIFORNIANO.Di Marcello Fanali IL VIAGGIO Un racconto di Carmine T.A. Verazzo SPECIALE MUSEI D’ITALIA. IL CONCETTO DI MUSEO DEL MARE. VISITA NEI MUSEI DI GENOVA E SANTA MARINELLA. A cura della Redazione H2O. L’ACQUA FONTE D’ISPIRAZIONE. L’artista e il mare. Francesco Russo. Di Carmine T.A. Verazzo Buona lettura.

Carlo Capone

distribuzione gratuita

Presidente Ass.Culturale ExpoArt

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H2O. L’ACQUA FONTE D’ISPIRAZIONE. L’artista e il mare. Francesco Russo. Di Carmine T.A. Verazzo

FRANCESCO

RUSSO

L’essere umano è costituito per lo più da acqua. Essa è presente nel nostro corpo in media intorno al 70%. Francesco Russo e la sua accurata ricerca della bellezza insita nella natura lasciano comprendere quanto l’uomo sia in relazione con l’H2O. L’acqua appare come elemento fondamentale nella ricerca interiore dell’artista, il quale sente pulsante dentro di sé la propria dimensione umana. La consapevolezza di far parte di qualcosa di più grande di esso, quel qualcosa a cui inscindibilmente è legato, e a cui immancabilmente, un giorno farà ritorno. Un bisogno viscerale di emergere, riaffiorare, venire fuori con slancio si evince dalla tematica della “separazione dell’acqua dalle acque”, una riemersione alla vita che l’artista affida all’elemento marino. Il mare come concetto non di rinascita, perché non può morire ciò che è eterno, ma come rafforzamento del proprio “IO” davanti alle difficoltà della vita. Il mare latore di messaggi dal profondo, celati nei meandri dell’anima, in grado di tornare a galla dalle viscere dell’essenza del Russo, nell’inarrestabile rincorsa verso la luce, verso l’alto, in un percorso di fede che non subisce rallentamenti dinanzi agli ostacoli che gli si parano dinanzi.

Il salvataggio del ricordo, 2008; olio su tela, cm. 100x100

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Venirne fuori, 1996; olio su tela, cm. 40x150 (trittico)

Percorsi cancellati dal mare,2009; olio su tela, cm. 50x70

Via Roma, 57 - Trentola Ducenta (CE) Tel/Fax 081/8145896 - Cell 338/9660298 Email:fra.russ@libero.it Web: www.russofrancesco.it

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Musica

West Coast: il cool jazz californiano di Marcello Fanali

Nel periodo estivo non parleremo di un personaggio del jazz in particolare, ma focalizzeremo la nostra attenzione su un luogo dove si è sviluppato un nuovo corso del jazz: la costa californiana o meglio West Coast Jazz. Una musica che si caratterizza per essere raffinata ed intellettualistica, per certi versi una sorta di recupero della musica swing e prevalentemente suonato da musicisti bianchi anche perché di norma tecnicamente più preparati soprattutto per motivi di ordine economico dei musicisti di colore. Questo filone musicale prende il nome di cool jazz e si contrappone alla cultura nera di Harlem che ha fatto esplodere l’Hard Bop in risposta appunto al cool della West Coast. Nonostante questo il jazz riserva sempre delle sorprese ed è caratterizzato da ambivalenze. Infatti, è in California dove è nato il free jazz di Ornette Coleman, dove Mingus ha sviluppato i suoi primi concetti musicali e si è creato il sodalizio Hard-Bop Roach-Brown. Oltre a questo, paradossalmente, fu un musicista nero Miles Davis che, nel 1948, incise con un nonetto a New York “The birth of the cool”, con gli arrangiamenti di Gil Evans, come contrapposizione al Be Bop, genere dominante in quel periodo. Fu dopo questa incisione che questo stile si svilupperà in California tra i musicisti bianchi. Già questo nonetto vedeva fra le proprie fila futuri interpreti del cool jazz: Gerry Mulligan e Lee Konitz fra gli altri. Ciò testimonia come nel jazz e nei suoi stili non c’è niente di lineare e di simmetrico: l’ambivalenza è strutturale. I complessi più rappresentativi dello stile californiano sono, oltre ai Giants di Shorty Rogers, alle Lighthouse All Stars di Rumsey (con cui si esibirono, tra gli altri, Miles Davis e Max Roach) e al quartetto di Mulligan-Baker, i Men di Shelly Manne, il quartetto di Art Pepper, il quintetto di Bud Shank e Bob Cooper, i trii di Jimmy Giuffre, il quintetto di Jack Montrose e Bob Gordon, i vari gruppi di Lennie Niehaus, di John Graas, di Chico Hamilton (che lanciò Eric Dolphy, nativo della California), di Frank Rosolino, l’ottetto di Dave Pell, il quintetto dei fratelli Candoli, quello di Bill Perkins e Richie Kamuca, le orchestre di Bill Holman, di Marty Paich, di Maynard Ferguson e di Terry Gibbs. Punto d’incontro dei protagonisti del nascente sound californiano era il Lighthouse Cafè di Hermosa Beach, una località nei pressi di Los Angeles. Il club era gestito dal contrabbassista Howard Rumsey, un ex membro dell’orchestra di Stan Kenton che nei primi anni cinquanta cominciò a organizzare concerti e sedute di incisione che rivelarono alcuni giovani talenti: fra loro c’era anche un clarinettista e sassofonista di origine italiana, Jmmy Giuffre, che si fece notare per i suoni ovattati, quasi sospirati, della sua musica. Oltre a lui si esibirono al Lighthouse il batterista Shelly Manne, i pianisti Kenny Drew e Hampton Hawes, i sassofonisti Bob Cooper, Bud Shank e Art Pepper. Questo jazz che esplorava il contrappunto, che amava le raffinatezze armoniche e gli intrecci polifonici incontrò il favore del pubblico colto. Una delle sedi preferite dai nuovi jazzisti era non a caso la Schönberg Hall, la grande sala da concerti della UCLA (University of California Los Angeles) nella quale, dapprima con qualche diffidenza, poi con sempre più entusiasmo, sono passati un po’ tutti i protagonisti del nuovo sound californiano, da Dave Brubeck ai sassofonisti Bud Shank e Bob Cooper. In Italia, però, il sound californiano non è stato mai accolto con entusiasmo dalla critica proprio perché è stato visto come un Jazz borghese, tacciato di tecnicismo e di scarsa ispirazione creativa. Non bisogna dimenticare che tutto ciò si sviluppa negli anni cinquanta, gli anni del maccartismo e della guerra di Corea. La borghesia americana si ribella ad una musica violenta, rivoluzionaria quale il Be-Bop prima e l’Hard-Bop dopo favorendo 8 ExpoArt

la nascita di una musica quasi da camera, dai raffinati intrecci polifonici e dal ritmo raramente aggressivo, attenta al controllo della forma e che rivaluta la scrittura e l’arrangiamento a scapito dell’improvvisazione e dell’immediatezza sonora. È doveroso, infine, parlare delle etichette discografiche del periodo che erano tra le altre la Pacific e la Contemporary; erano caratterizzate da colori vivaci, disegni astratti e spesso modelle in costume da bagno, sub che escono dal mare con la tromba in mano e tanto sole. Alcune di queste copertine riportano, inoltre, fotografie dell’illustre fotografo William Claxton (“Zounds” di Lennie Niehaus e l’antologia “West Coast Jazz Vol. 3”).

CarloCapone

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Letteratura L’estate porta con sé il desiderio innato dell’uomo di mettersi in viaggio, alla scoperta di luoghi sconosciuti, di nuove persone e nuove culture. In questo racconto breve le emozioni che si provano nel viaggiare sui binari, a stretto contatto con gli altri. Il viaggio come metafora della vita dell’autore.

IL VIAGGIO di Carmine T.A. Verazzo

Alle prime luci dell’alba s’intraprende un nuovo viaggio. La stazione quasi deserta mi offre un silenzio atteso da sempre. Il treno fermo sui binari sembra aspettare solo me. Come in sogno immagino il sibilo di un’antica locomotiva a vapore, che sbuffa come una vecchia signora. L’oscurità della notte poco a poco si dirada, e le ultime stelle si dissolvono per ricomparire chissà dove. Forse una stella muore il giorno e rinasce ogni notte. L’aria fresca del mattino mi avvolge, e col suo pungente fruscio d’ali mi fa tornare alla mente il confortante tepore delle giornate di inizio primavera. Monto in carrozza alle ultime segnalazioni, biglietto alla mano, sono pronto a partire. Miei compagni di viaggio altri marinai di fortuna. Stretti al centro dei nostri sogni c’imbarchiamo verso il destino che ci attende oltre nuovi orizzonti. Lente girano le rotaie sui binari cigolanti, poco alla volta acquistano velocità, dapprima una brezza leggera, poi sempre più veloce, fino a rincorrere l’alito della tempesta. Poi si sente urlare e fischiare forti richiami incontro al vento. Intorno il cielo è rischiarato dai primi pallidi raggi di sole, che mi investono con la debole consapevolezza di chi sa che presto inonderà ogni cosa. Ancora assonnato, con la fronte appoggiata sul finestrino umido, il mio sguardo penetra il riflesso del vetro e vado oltre. Ora posso inseguire il frenetico rincorrersi di abeti disposti in ordinate file. Come fotogrammi di giganti senz’anima li vedo fondersi nelle stesse mie ansie, le stesse mie paure. I loro pensieri sono identici ai miei. Chissà se un albero si è mai chiesto dov’è che finisce il cielo ed inizia il mare. Il vento in preda alla sua isterica frenesia s’infrange contro il metallo, come le onde che vanno a frammentarsi sulla riva versando lacrime di sale. Come quella volta sulla scogliera d’argento, quando sono stato io a fare esplodere la mia ira, ed il mare quel giorno avrebbe solo potuto guardare. Il vento perpetrando il suo ritmico scontrarsi contro le pareti di ferro, mi ridesta dai miei pensieri, ed intorno a me resta solo un soffitto liquido, che rovescia gocce sul mio cappotto nuovo. Mi perdo in una dolce veglia, e senza avere più sonno ormai,

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posso coltivare i miei sogni ad occhi aperti. E mi vedo lontano, in un altro universo, su un pianeta uguale a questo, dove gli uomini possono volare anche senza ali. Lì c’è solo mare come il cristallo, farfalle multicolore nascono dalle lacrime dei clown di marciapiede, e tante agavi fiorite. Sulla sabbia soffice e bianca come zucchero a velo, lei corre vestita solo di vento e regge sulla testa un cappello di paglia ornato da un fiocco rosa. La sua pelle è vellutata come una pesca sfiorata soltanto dai raggi del sole. Quel sorriso mi mostra astri d’oro e d’argento. L’ho già amata troppe volte, ed esausta disseta le mie labbra col nettare dei suoi baci… ed io tornando alla realtà sobbalzo al tocco delicato di dita leggere. Si tratta di un’anziana signora dai bei lineamenti, i suoi occhi mi parlano di lei, celati dalle sfumature sottili di nuove rughe. È ancora una bella donna, molto dolce e innamorata della vita. Con uno sguardo complice mi chiede se sto pensando all’amore, le rispondo con una bugia. Lei annuendo sorride, sa che sto mentendo. Il treno stride sui binari stanchi, lunghe strisce di ferro corrose dagli acidi della monotonia. Sempre più veloce supera stazioni, a volte rallenta, certe altre si ferma, ed io cordiale saluto tutti, perché sembra che tutti mi sorridano. Poi provo ad immergermi nei sogni interrotti, ma dopo solo pochi attimi cresce dentro di me una curiosità ansiosa: una ragazza dai capelli lunghi e spettinati prende posto di fronte a me. Tra le mani stringe troppo forte una lettera inzuppata dalle lacrime. I suoi denti le mordono le labbra, petali di rosa color del sangue sulle quali la passione si è spenta inseguendo l’ultima stella, sparita in fondo al pozzo della gelosia che arrugginisce i sentimenti e le persone. Il ricordo dei baci perduti brucia sulla pelle come un marchio tatuato col fuoco di rimorsi eterni. I suoi occhi gonfi di pianto sembrano fissarmi, ed io sento un brivido dentro, che mi entra

nello stomaco e divampa fino al rossore della mia carnagione chiara. Ma in realtà il suo sguardo è perso nel vuoto, chissà quali tristi pensieri stanno attraversando quel giovane cuore divorato dal mostro del dolore. Non c’è fila alla toilette, e ne approfitto per rinfrescarmi il viso assonnato e stanco. Mi piace spiare la strada che si lascia scorgere appena, mentre scorre lungo la striscia del minuscolo finestrino. Adoro i bagni dei treni, quei piccoli anfratti sferraglianti mi sembrano gli abitacoli di navicelle aliene. Studio per un attimo la mia immagine riflessa nella porzione di specchio, qui è tutto di dimensioni così ridotte, e con un gesto distratto ricompongo una ciocca ribelle che mi cade sugli occhi e mi dà un’aria trasandata. Dopo un minuto appena il ciuffo ribelle è di nuovo lì a farmi sembrare ciò che sono realmente. All’uscita dal bagno vengo sorpreso con le mani ancora gocciolanti da una donna di mezz’età: indossa una brutta divisa, e mi chiede di esibire il mio biglietto. Impacciato, cerco di spiegarle di averlo lasciato nello scompartimento, lei dubbiosa mi segue lungo il percorso e col suo sguardo indagatore studia attentamente ogni mio gesto, mentre con le gambe pesanti attraverso la carrozza. Le sue labbra sono sporcate da un rossetto di terra bruciata, e mi parla in modo scortese, mentre infilo le mani ancora umide nelle tasche del mio cappotto, e provo una spiacevole sensazione di disagio mentre la ragazza seduta accanto segue la scena con aria interessata. Nel cappotto non trovo ciò che cerco, ed allora prendo a rovistare freneticamente tra le tasche dei pantaloni, da cui estraggo monete, inutili foglietti stropicciati, vetusti scontrini e kleenex appallottolati, ma del biglietto neanche l’ombra. Leggo negli occhi della “lady di ferro” che mi controlla nell’anima oltre che a vigilare sulla regolarità del mio viaggio, una punta di soddisfazione per averne colto un altro in difetto. Un orribile ghigno si dipinge sul suo volto, e così mi chiede, con acido sarcasmo, se non ho sbagliato carrozza, forse quella giacca non è la mia. Io non colgo la facezia, e con aria seria, le faccio segno con la testa di no. Sto sudando freddo, e quando ormai mi sono arreso e già attendo di ricevere la mia sanzione, la ragazza accanto a me mi domanda se quel pezzo di carta che mi aveva visto infilare nella tasca della mia borsa da viaggio, non possa trattarsi del biglietto. I miei occhi s’illuminano di una cieca riconoscenza, il sangue mi pompa nelle tempie, ne defluisce, per poi scivolare giù fino alla punta dei piedi, provo un brivido di sollievo nell’estrarre il mio biglietto regolarmente obliterato e porgerlo alla donna delusa dal mio ritrovamento in extremis. La seguo con lo sguardo fino a che non la vedo avvicinarsi a due ragazzi di colore, per ricominciare la sua triste pantomima. Ripreso posto, abbozzo una specie di sorriso alla ragazza che mi ha tratto d’impaccio in segno di riconoscenza, la quale ricambia con una gustosa risata, volutamente malcelata dal palmo della mano. La sua risata è contagiosa ed anch’io prendo a ridere, e poco alla volta, il sorriso contagia tutto lo scompartimento. Anche sul viso della ragazza che siede di fronte a me, che fino a quel momento aveva gli occhi tristi del pianto, si dipinge un breve sorriso. Poi la ragazza accanto a me inizia a parlarmi in tono confidenziale di qualcosa che vagamente ricordo, i miei pensieri prendono a correre veloci, ormai sono già lontano, vedo le sue labbra muoversi velocemente, si aprono e si chiudono liberando idee e parole che non afferro, non riesco più a sentire il suono della sua voce, perso come sono a meditare sulle cose che vorrei dirle. Vorrei farle capire che potrebbe impicciarsi dei fatti miei per tutta la vita, che io non chiedo altro, che quella sua risata argentina ha riempito di sole tutta la carrozza, tutto il treno, il mondo intero. Poi, il maledetto treno effettua una brusca fermata, o forse si tratta solo del brusco risveglio dai miei sogni ad occhi aperti, perché ad un tratto lei si alza e con un gesto della mano mi saluta e, regalando-

mi l’ultimo sorriso, si allontana per sempre dalla mia vita. Il suo profumo di lavanda rimarrà in questa carrozza ancora per poco, ma nei miei pensieri credo non andrà mai più via. Mentre attraversiamo l’ultima stazione, nostra compagna di viaggio è la tristezza. Mi chiedo il perchè di questo viaggio, e se dall’altra parte ci sarà qualcuno ad aspettarmi. Ad un tratto la carovana dei sognatori giunge al capolinea, tutti si affrettano a scivolare via e sparire verso il loro futuro, mentre io rimango ed osservo le scene di vita. Un giovane soldato abbraccia la più bella ragazza del mondo, lei era lì ad attenderlo col cuore in gola e l’anima posata sul palmo della mano, dolcissime lacrime le rigano il viso mentre lui la stringe contro il suo petto ansante. Bisogna essere in due per varcare la soglia della felicità. Ora mi trovo solo in mezzo alla folla, mi lascio trascinare dalla corrente, gettando lo sguardo di qua e di là, cerco perplesso e scruto tra la gente indaffarata. Un ragazzino armeggia con dei bagagli troppo pesanti. Distrattamente mi presto in suo aiuto, e mi domando ad attendere me chi ci sarà. Passa poco tempo, e mi rendo conto di essere rimasto solo, in piedi fermo dinanzi ai binari della stazione. Ma non me la prendo, devo aver solo sbagliato treno. Sono certo che la prossima volta qualcuno sarà lì, solo per me, ad attendere con impazienza il mio arrivo. In fondo è stato così bello sognare, lungo tutto il tragitto. Per me è stato molto più di un viaggio. Ormai è così difficile riuscire a sognare nel traffico di caotiche città. E se un giorno doveste incontrarmi durante un lungo viaggio, non chiedetemi se c’è qualcuno ad aspettarmi di là, a me basta poter viaggiare tra i sogni e la realtà.

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Fierad’Arte

Fierad’Arte

ArtePadova 2012

CATS CONTEMPORARY ART TALENT SHOW

XXIII edizione della Mostra d’Arte Moderna e Contemporanea: preparatevi: sarà la fine del mondo! Vernice 8 novembre 2012 ore 18

< 5000 € La nuova mostra mercato di arte contemporanea di ArtePadova 2012

Expo: 9, 10, 11, 12 novembre 2012

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maya hanno previsto che la fine del mondo sarà nel 2012. Si sa che le profezie lasciano, ovviamente, il tempo che trovano ma su una cosa i Maya forse avevano ragionato il loro SAVE THE DATE a distanza di secoli: ArtePadova 2012, la Mostra Mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea giunta quest’anno alla XXIII edizione, sarà senz’altro da “fine del mondo”! Una signora che ha scritto la storia delle fiere d’arte in Italia, sempre elegante e spumeggiante, ArtePadova, con ben 22 edizioni spettacolari alle spalle... eppure, così giovane, così dinamica, così ricca di proposte, così bella! Una signora che quest’anno festeggia la sua ventitreesima mise en scène con l’appuntamento artistico e culturale più glamour e più chic che può vantare la città di Padova. Perché ArtePadova è indubitabilmente un MUST, sia per i collezionisti che vi fiutano sempre ottimi affari seguendo le proposte di altissimo livello che le più importanti e rinomate gallerie nazionali e internazionali fanno convergere a Padova, sia per tutti gli appassionati che quest’anno passeggeranno in un’ArtePadova pensata con la grandeur dei boulevards. Restyling annunciato e trionfante per la XXIII edizione di ArtePadova con i Padiglioni 7, 8 e 78 del quartiere fieristico di Padova ripensati e organizzati in sei lunghi corridoi che permettono al visitatore di procedere lungo i 23.000 mq espositivi come fosse il protagonista di un autentico defilé: le migliori opere d’arte presenti sulla scena artistica dell’arte moderna e contemporanea si affacceranno al suo passaggio per incantare e sedurre. Autentici capolavori dell’arte: i grandi maestri del Novecento e gli artisti più quotati nell’odierno mercato dell’arte, tra i quali ricordiamo: Accardi, Afro, Arman, Baj, Balla, Boetti, Burri, Carrà, Christo, Clemente, De Chirico, De Pisis, Dorazio, Fontana, Guttuso, Haring, Hartung, Klee, Magritte, Mathieu, Matta, Morandi, Picasso, Pistoletto, Rosai, Rotella, Santomaso, Sassu, Schifano, Sironi, Soffici, Soldati, Tamburi, Vasarely, Vedova, Warhol, fino ad arrivare alle originali proposte degli artisti emergenti. Nella sua promenade sur l’art il visitatore di Arte Padova dialogherà con le più rappresentative e celebri correnti artistiche del Novecento, spaziando dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo, senza dimenticare l’Informale, lo Spazialismo, l’Arte Concettuale, il Nouveau Réalisme, la Pop Art, l’Arte Povera, il Graffitismo e la Transavanguardia. Dato che di evento si tratta, a corollario della mostra avremo degli importanti incontri site specific. In un’ottica di continuo rinnovamento e per soddisfare le richieste di un pubblico sempre più esigente e preparato la proposta spazierà dall’atteso appuntamento con gli art-talks agli incontri con artisti, galleristi, esperti d’arte, giornalisti, critici, collezionisti e appassionati del settore. Una ricca ed elaborata programmazione culturale, un fitto calendario di dibattiti e incontri che si propongono di stimolare una riflessione sulle tematiche dell’arte e del collezionismo contemporanei.

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ArtePadova 2012 offrirà dunque ai suoi visitatori molteplici occasioni di approfondimento e confronto grazie a dibattiti, convegni, mostre collaterali, in un intreccio continuo tra arte, cultura, economia, mercato e territorio. Riflettori puntati anche su CAT di ArtePadova: Contemporary Art Talent Show che con la sua proposta under 5.000 mette a disposizione di associazioni, gruppi e artisti emergenti una vetrina di enorme visibilità a prezzi assolutamente concorrenziali, rieditati per consentire proprio ai nuovi talenti di poter esporre coccolati e accuditi come fossero già dei grandi maestri. Spazio alla creatività, dunque nel padiglione 1, mentre il padiglione 3 diverrà centro nevralgico del fare arte e ospiterà laboratori, workshops e performance dedicate ai nuovi linguaggi espressivi. CAT diverrà allora melting pot dove i giovani artisti convergeranno per scambiare idee e ricevere suggestioni. Un laboratorio artistico culturale senza pari con alcune proposte conviviali estremamente à la page che non mancheranno di stuzzicare e coinvolgere il pubblico. ArtePadova 2012, XXIII edizione della Mostra d’Arte Moderna e Contemporanea: preparatevi: sarà la fine del mondo! E non dimenticate di visitare i nostri partner commerciali: i negozi amici. Sono negozi che entrano in sistema esponendo come segno la vetrofania di ARTEPADOVA e che regalano ingressi omaggio alla Fiera ai loro clienti.

Informazioni principali: Le informazioni le trovate tutte sul sito: www.artepadova.com Seguite “Arte Padova 2012” sulla nostra pagina facebook link: https://www.facebook.com/ArtePadova2012?ref=ts

Periodo: Dal 9 al 12 novembre, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dalle ore 10.00 – 20.00; lunedì 12 dalle ore 10.00 alle 13.00 Inaugurazione su invito: giovedì 8 novembre ore 18.00 Sede: Padova Fiere, via Niccolò Tommaseo, Padova Ingressi: Ingresso pedonale via Niccolò Tommaseo Ingresso auto via Goldoni Park Nord, cancello “E” Segreteria organizzativa: Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944 Ufficio stampa ArtePadova 2012: dott.ssa Barbara Codogno cell: 349 5319262

PadovaFiere Padiglioni 1 - 3 - 2 Vernice 8 novembre 2012 ore 18 Expo: 9, 10, 11, 12 novembre 2012 ven, sab, dom 10.00 – 20.00 lun, 10.00 – 13.00

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nvestire nell’arte con meno di 5000 € da oggi è possibile grazie ad ArtePadova che nei Padiglioni fieristici 1, 3 e 2 allestisce CATS: Contemporary Art Talent Show, la nuova mostra mercato di arte contemporanea. Molti parlano di cultura accessibile. Pochi creano le condizioni perché la cultura lo diventi veramente. Molti parlano di valorizzare i talenti giovanili. Pochissimi concorrono affinché i talenti emergenti possano godere di spazi e visibilità deputati ai grandi maestri. Molti parlano di avvantaggiare economicamente i giovani che vogliono entrare nel mercato dell’arte. Nessuno lo fa. Per questo ArtePadova ha creato CATS: tre padiglioni a disposizione di quegli artisti emergenti che ambiscono a entrare e affermarsi nel mercato dell’arte. Da oggi lo possono fare, godendo di quella magnifica vetrina espositiva e del feed back mediatico che ArtePadova, da anni regina indiscussa delle fiere dedicate all’arte moderna e contemporanea, si è saputa conquistare di diritto con i suoi grandissimi nomi dell’arte. Oltre al pregio di un brand significativo come ArtePadova, CATS potrà contare inoltre sugli stessi allestimenti e groundfloor che hanno contribuito a rendere godibile a ogni tipo di pubblico anche semplicemente una passeggiata ad ArtePadova. Ecco allora i riflettori puntati su CATS che con la sua proposta under 5.000 mette a disposizione di associazioni, gruppi e artisti emergenti una vetrina di enorme visibilità a prezzi assolutamente concorrenziali, rieditati per consentire proprio ai nuovi talenti di poter esporre, coccolati e accuditi, come fossero già dei grandi maestri. Spazio alla creatività dunque nei padiglioni 1 e 2 mentre il padiglione 3 diverrà centro nevralgico del “fare arte contemporanea ” e ospiterà laboratori, workshops e performance dedicate ai nuovi linguaggi espressivi. CATS diverrà allora melting pot dove i giovani artisti convergeranno per scambiare idee e ricevere suggestioni. Un laboratorio artistico culturale senza pari con alcune proposte conviviali estremamente à la page che non mancheranno di stuzzicare e coinvolgere il pubblico.

Informazioni principali: Le informazioni le trovate tutte sul sito: www.artepadova.com Seguite “CATS” sulla nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/CATS-contemporary-art-talent-show/238754829562452

Periodo: Dal 9 al 12 novembre, venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 dalle ore 10.00 – 20.00; lunedì 12 dalle ore 10.00 alle 13.00 Inaugurazione su invito: giovedì 8 novembre ore 18.00 Sede: Padova Fiere, via Niccolò Tommaseo, Padova Ingressi: Ingresso pedonale via Niccolò Tommaseo Ingresso auto via Goldoni Park Nord, cancello “E” Segreteria organizzativa: Nef Srl via A. Costa, 19 – 35124 Padova Tel + 39 049 8800305; fax + 39 049 8800944 Ufficio stampa ArtePadova 2012: dott.ssa Barbara Codogno cell: 349 5319262

E non dimenticate di visitare i nostri partner commerciali: i negozi amici. Sono negozi che entrano in sistema esponendo come segno la vetrofania di ARTEPADOVA e che regalano ingressi omaggio alla Fiera ai loro clienti. ExpoArt 13


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Palazzo dei Priori

Colle di Val d’Elsa

Mostra

EXPOART presenta Fantasya. Col patrocinio del Comune di Colle Val d’Elsa (SI)

8-14 settembre 2012

ExpoArt

presenta

Fantasya

Nei giorni che vanno dall’ 8 al 14 settembre 2012, nel centro storico di Colle Val d’Elsa, suggestivo borgo ubicato nel cuore della Toscana, a pochi minuti da Siena, dove si respira una forte atmosfera rinascimentale, presso il complesso espositivo Palazzo dei Priori, si terrà la Rassegna d’Arte e Cultura che vedrà protagonisti oltre trenta artisti giunti da ogni parte del Paese e le loro opere, e scrittori emergenti provenienti dal mondo del fantasy. Come esplicitato dal titolo di cui questa manifestazione si fregia, la Fantasia è il filo conduttore che unirà una settimana di esposizioni di opere, presentazioni di romanzi e di affascinanti scambi culturali e filosofici. La mostra collettiva d’arte contemporanea sarà presentata dal critico e storico dell’Arte Francesca Mezzatesta, mentre la presentazione degli scrittori sarà affidata al critico e storico dell’Arte Emanuela Catalano. L’evento ed i nominativi di tutti i partecipanti saranno pubblicati sul bimestrale ExpoArt, e foto e filmati originali saranno inseriti sul portale www.expoartcc.ning.com Per info e contatti Direzione artistica di ExpoArt: catuan@libero.it Direttore artistico Carmine T.A. Verazzo cell. 3397655841

MOSTRA COLLETTIVA D’ARTE CONTEMPORANEA VERNISSAGE A CURA DELLA CRITICA D’ARTE FRANCESCA MEZZATESTA

sabato 8 settembre ore 18:30 A CURA DELLA CRITICA D’ARTE EMANUELA CATALANO

PRESENTAZIONE DEGLI SCRITTORI CHRISTIANA V Autrice di “L’enigma dell’opale”

REI ANGLE Autore di “Inverno”

ANITA BORRIELLO Autrice di “Brûlant”

STEVEN TAMBURINI Autore di “Eterno”

DIRETTORE ARTISTICO CARMINE T.A. VERAZZO cell: 3397655841 email: catuan@libero.it

Ass. Culturale ExpoArt Via Gemito 8 - 81031 Aversa (CE)E-mail- expoart@email.it webpage Rivista www.expoartcc.info - Network d’arte expoartcc.ning.com

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Museo

SPECIALE MUSEI D’ITALIA IL CONCETTO DI MUSEO DEL MARE. VISITA NEI MUSEI DI GENOVA E SANTA MARINELLA. A cura della Redazione

Il Galata − Museo del Mare di Genova è il museo dedicato a questo genere più grande dell’area del mar Mediterraneo e anche uno dei più moderni d’Italia. Inaugurato nel 2004, in occasione di Genova capitale europea della cultura 2004, il museo sorge nel Palazzo Galata, all’interno del porto antico nel quartiere Darsena dove le galee della Repubblica marinara venivano costruite. La ristrutturazione dell’edificio è stata studiata dall’architetto spagnolo Guillermo Vázquez Consuegra. Il museo ospita, oltre a una riproduzione in scala naturale di una galea genovese, parecchie sale interattive in cui capire che cosa voleva dire, in diverse epoche, andar per mare. Numerose sono le sale dedicate al commercio marittimo e all’andar per mare ai tempi della repubblica marinara di Genova. Il museo espone anche una sezione dedicata ai transatlantici con carte nautiche e una simulazione di tempesta al largo di Capo Horn. Nel 1978 al largo delle isole Falkland nel Sud dell’Oceano Atlantico l’imbarcazione di Ambrogio Fogar viene probabilmente colpita da un’orca oppure da un’onda anomala e affonda in breve tempo, Ambrogio e il compagno di viaggio Mauro Mancini riescono a portarsi in salvo su una zattera dove furono salvati 74 giorni dopo, purtroppo Mancini non sopravvisse. Nel 2010, a 32 anni di distanza, la famiglia Fogar decide di donare la zattera al Galata. Dal 26 settembre 2009 davanti alla darsena antistante il Museo del Mare è ormeggiato il sommergibile, varato nel 1976 dai cantieri della Fincantieri di

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Monfalcone. Destinato dalla Marina Militare italiana alla municipalità di Genova, è utilizzato dal 29 maggio 2010 come appendice galleggiante del museo.

Il Museo Civico Archeologico di Santa Marinella, istituito nel 1993, recentemente ampliato e rinnovato, è dedicato al tema del mare e della navigazione antica ed illustra, tramite reperti originali e modelli ricostruttivi, alcuni aspetti particolari della vita degli antichi “sul mare e per il mare”. Il museo si trova nella stupenda cornice del Castello di Santa Severa, sorto nel medioevo nel luogo dell’antico insediamento di Pyrgi, famoso scalo portuale aperto ai traffici del Mediterraneo, controllato dalla città etrusca di Caere, attuale Cerveteri. Dal Centro Visite del museo si accede all’itinerario di visita di “Pyrgi e il Castello di Santa Severa”: un percorso per scoprire la storia di uno dei più antichi porti del Tirreno, importante luogo di culto, città etrusca, fortezza romana, castello e borgo medievale. Un viaggio a ritroso nel tempo di oltre quattromila anni, in un ambiente litoraneo di grande suggestione. Il museo è fornito di laboratori didattici, di una videtoteca e di una biblioteca di circa 400 volumi, con testi riguardanti la storia, la topografia e l’archeologia del territorio cerite tolfetano - braccianese, l’archeologia subacquea e navale. Al museo fanno capo i servizi di visita guidata, i laboratori di archeologia sperimentale, i campi scuola, le visite ai resti sommersi di Pyrgi, tramite immersione o con la barca a fondo trasparente. Il Museo ospita la sede dell’Associazione Intercomunale per il Progetto del Sistema Cerite, il Centro Studi Marittimi, il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, i servizi didattici e culturali promossi dalla Società Archeodromo.

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L’ESTATE VISTA CON GLI OCCHI DEL GENIO. A cura della Redazione

Non esiste stagione che più dell’estate abbia ispirato poeti, cantori, pittori. Tutti i “mostri sacri” dell’Arte hanno sentito il bisogno di dipingerne i colori. Hanno voluto raccontare le emozioni che suscitavano in ciascuno di essi, ognuno attraverso la propria personale natura espressiva. Molti di essi hanno edificato sull’estate le fondamenta su cui poggiare la costruzione dei loro nomi. L’estate, dunque, vissuta come cantiere per la conquista di un posto nell’Olimpo dell’Arte. Nelle pagine che seguiranno, intendiamo lasciare spazio alle immagini piuttosto che alle parole, lasciando che siano i colori a parlare per questi straordinari interpreti della pittura, che nei secoli si sono passati il testimone, uniti da un solo comune denominatore: il Genio purissimo.

Pablo Ruiz Picasso (Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973) Le bagnanti

Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919) Le bagnanti Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso [2], semplicemente noto come Pablo Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973) è stato un pittore, scultore e litografo spagnolo di fama mondiale, considerato uno dei maestri della pittura del XX secolo. Usava dire agli amici di considerarsi «anche un poeta». Picasso è figlio di María Picasso López e di José Ruiz Blasco, anch’egli pittore ed insegnante.

Pierre-Auguste Renoir (Limoges, 25 febbraio 1841 – Cagnes-sur-Mer, 3 dicembre 1919) è stato un pittore francese, tra i massimi esponenti dell’Impressionismo.

Mary Stevenson Cassatt (Pittsburgh, 22 maggio 1844 – Château de Beaufresne, 14 giugno 1926 Bambine che giocano sulla spiaggia.

Mary Stevenson Cassatt (Pittsburgh, 22 maggio 1844 – Château de Beaufresne, 14 giugno 1926) è stata una pittrice statunitense. Mary Stevenson Cassatt, autoritratto. Visse molto tempo in Francia dove diventò amica ed allieva di Degas, esponendo poi le proprie opere insieme a quelle degli artisti del movimento impressionista. Cassatt realizzò molti dipinti che ritraggono la vita sociale e privata delle donne della sua epoca, ponendo una particolare attenzione all’intimo legame che si realizza tra le madri e i loro bambini.

Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666) Paesaggio con donne bagnanti

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Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591 – Bologna, 22 dicembre 1666), è stato un pittore italiano.

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Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906)

Paul Gustave Fischer (1860 - 1934) Sulla spiaggia

Tre bagnanti

Paul Gustav Fischer (22 July 1860, Copenhagen – 1 May 1934 Gentofte) was a Danish painter.

Paul Cézanne (Aix-en-Provence, 19 gennaio 1839 – Aix-en-Provence, 22 ottobre 1906) è stato un pittore francese.

Georges-Pierre Seurat (Parigi, 2 dicembre 1859 – Gravelines, 29 marzo 1891)

Fernando Botero (Medellín, 19 aprile 1932) Bagnante

Bagnanti ad Asnieres

Fernando Botero (Medellín, 19 aprile 1932) è un pittore e scultore colombiano. Le opere di Botero sono considerate icone dell’arte moderna da tutti i più grandi esperti a livello mondiale che lo individuano come il più importante artista sud americano vivente.

Georges-Pierre Seurat (Parigi, 2 dicembre 1859 – Gravelines, 29 marzo 1891) è stato un pittore francese, pioniere del movimento puntinista.

Hilaire German Edgar Degas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917) Due bagnanti sull’erba

Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903) Bagnante

Hilaire German Edgar Degas (Parigi, 19 luglio 1834 – Parigi, 27 settembre 1917) è stato un pittore e scultore francese. Paul Gauguin (Parigi, 7 giugno 1848 – Hiva Oa, 8 maggio 1903) è stato un pittore francese.

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Otto Mueller (Lubawka, 16 ottobre 1874 – Breslavia, 24 settembre 1930)

Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 29 agosto 1780 – Parigi, 14 gennaio 1867) Mezza figura di bagnante

Bagnanti

Otto Mueller (Lubawka, 16 ottobre 1874 – Breslavia, 24 settembre 1930) è stato un pittore tedesco.

Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 29 agosto 1780 – Parigi, 14 gennaio 1867) è stato un pittore francese. Ingres è considerato il maggiore esponente della pittura neoclassica, una pittura a cui guarderà, negli anni ‘60 del XIX secolo, anche il giovane Édouard Manet.

Felice Carena (Cumiana, 1879 – Venezia, 1966) Jean Frédéric Bazille (Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870)

Jean Frédéric Bazille (Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870) è stato un pittore francese

Bagnanti

Bagnanti

Felice Carena (Cumiana, 1879 – Venezia, 1966) è stato un pittore italiano.

André Derain (Chatou, 10 giugno 1880 – Garches, 8 settembre 1954) Bagnanti

André Derain (Chatou, 10 giugno 1880 – Garches, 8 settembre 1954) è stato un pittore francese.

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ST. TROPEZ TWIST 1962 G.Faiella-Cenci L’ESTATE STA FINENDO. Amarcord. Di Carmine T.A. Verazzo VERSO LA FINE DELLA STAGIONE DEGLI AMORI

L’estate, la stagione calda. La stagione delle passioni e degli amori. Chi non conserva tra i ricordi la propria intima e personale colonna sonora di un grande amore estivo? Amori consumati all’ombra delle cabine, sotto il fresco degli ombrelloni o sotto i raggi del sole. Amori che bruciano in fretta per il caldo ma che restano per sempre marchiati nell’anima. Siamo agli sgoccioli di questa lunga estate caldissima, ed in queste pagine cercheremo di ripercorrere in una sorta di cronistoria le tante tappe che la canzone italiana ha dedicato alla stagione più bella.

Con occhialoni e movenze inconfondibili, nell’estate 1962 Peppino Di Capri fa impazzire i teen-ager al ritmo forsennato di un twist tutto italiano, dal forte sapore mediterraneo. Ancora oggi il suo twist è uno dei più apprezzati e ballati nelle balere.

ESTATE 1961 B.Brighetti-B.Martino Uno dei pochi brani italiani riusciti a entrare nel repertorio dei jazzisti di tutto il mondo. Non c’è pianobar o night club in cui questa canzone non sia mai stata eseguita, e le incisioni sono innumerevoli: da Chet Baker a Toots Thielemans, da Joao Gilberto a Michel Petrucciani. A cantarla è Bruno Martino, cultore dell’estate e dei sentimenti che questa stagione è in grado di far germogliare e far appassire. Tra gli altri successi estivi del cantante si ricordano ‘E la chiamano estate’,‘Cerco un amore per l’estate’, ‘Pomeriggio d’agosto’ e ‘Una calda serata d’estate’. ‘Estate’ nasce il 12 luglio 1960 con un altro titolo: ‘Odio l’estate’, e parla di un amore finito sotto gli “splendidi tramonti” dipinti da questa stagione; viene stampato su etichetta Voce Del Padrone 7 MQ 1461 e sulla facciata B contiene (per contrasto sicuramente voluto) ‘Brr... che freddo!’, sempre scritta con Bruno Brighetti. Dopo l’interpretazione ironica e dissacrante di un altro grande jazzista italiano, Lelio Luttazzi, che in una puntata di Studio Uno lo trasforma in TV in “Odio le statue”. Nelle successive riedizioni viene semplicemente intitolato ‘Estate’.

PINNE FUCILE ED OCCHIALI 1962 Rossi-E.Vianello Definito dai critici il “Re Mida dell’estate”, Edoardo Vianello è l’artista che forse più di altri ha inciso con la sua creatività nel panorama musicale popolare e scanzonato degli ultimi cinquant’anni. Canzone scritta sul ritmo di un “cha cha cha”, ‘Pinne fucile ed occhiali’ costituisce un viaggio musicale rappresentativo di mode, costumi e modi di vivere dell’italiano medio nei primi anni sessanta, e consacra Vianello come il cantore dell’estate italiana per eccellenza.

LEGATA AD UN GRANELLO DI SABBIA 1961 Marchetti-N.Fidenco Nell’estate 1961, quasi senza volerlo, Nico Fidenco inaugura con ‘Legata a un granello di sabbia’, (che doveva essere presentata a Sanremo e che invece finì col diventare un classico della canzone estiva), una lunga striscia di canzoni sul tema dell’estate. La voce vellutata di Fidenco con un coro sinfonico, su un arrangiamento di grande effetto con sezione d’archi a pieno regime, chitarre, pianoforte e celesta, danno vita a questo brano dalla durata anomala per gli standard dell’epoca (oltre 4 minuti). Tutti sanno come andrà a finire: ‘Legata a un granello di sabbia’ sarà il primo 45 giri a superare la quota del milione di copie vendute in Italia e inaugurerà il filone tutto italiano delle canzoni estive.

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Musica ABBRONZATISSIMA 1963 Rossi-E.Vianello Ad un anno appena dal successo strepitoso di ‘Pinne, fucile ed occhiali’, e nello stesso anno in cui incide il tormentone ‘I watussi’, destinato a diventare col suo ritmo ‘Hully Gully’ uno dei balli di gruppo sempre in voga nelle balere italiane, Edoardo Vianello torna a scalare le vette delle classifiche estive con ‘Abbronzantissima’, brano spensierato che rappresenta ancora oggi una delle colonne sonore dei bagnanti italiani, che al ritmo delle onde sul bagnasciuga si crogiolano al sole.

SAPORE DI SALE 1963 G.Paoli

L’amore in certi casi fa scrivere meravigliose canzoni e Gino Paoli innamorato lo è stato molto negli anni ‘60. Ha scritto così brani bellissimi ed intramontabili: uno di questi è ‘Sapore di sale’, dedicato a Stefania Sandrelli con cui Paoli stava vivendo una intensa storia d’amore (che l’avrebbe condotto ad un tentativo di suicidio). Il brano racconta dei momenti solari pieni di torpori e i sogni ad occhi socchiusi di un uomo che ha chiuso il proprio mondo attorno al miracolo di due che si amano. Costruita su un giro di semplici accordi che si ripetono, la canzone si veste di uno smalto originale soprattutto grazie all’arrangiamento innovativo di Ennio Morricone: un basso elettrico suonato con il plettro caratterizza l’introduzione e, dopo l’ingresso della voce, si spiega il tappeto d’archi e di fiati al quale fanno da contrappunto alcune note dissonanti eseguite da piano e vibrafono. L’assolo centrale di sax è eseguito da un giovane argentino che più tardi diverrà un famoso jazzista: Gato Barbieri. Successo discografico tra i maggiori di Gino Paoli, il brano venne presentato al Cantagiro e segnò una svolta nello stile del cantautore, fino ad allora più intimista, oltre che il cambio di etichetta discografica.

STESSA SPIAGGIA STESSO MARE 1963 Mogol-P. Soffci

Come molti dei tormentoni estivi, nonostante la prestigiosa firma di Mogol, ‘Stessa spiaggia stesso mare’ non propriamente incanta per la profondità dei concetti espressi, ma la sua ritmica piacevole e la capacità di trasmettere, nella sua semplicità, le immagini ed i profumi dell’estate, contagia tutto il Paese, ed è subito un successo clamoroso per Piero Focaccia, giovanissimo cantante sconosciuto, perfetto signor nessuno, che a soli 19 anni ha vissuto l’apice della sua carriera, non riuscendo mai più in seguito a riconfermarsi agli stessi livelli.

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